domenica 15 novembre 2020

Consolare Gesù e asciugare le Sue lacrime

Gesù torna a chiedere a Luisa di prendere su di lei dolorosi colpi destinati ai peccatori. Ella esprime il suo unico grande timore, quello di uscire dalla Divina Volontà. Gesù le spiega come, dopo che ad Essa ci si è liberamente incatenati, ciò non è più praticamente possibile. Gesù chiede a Luisa consolazione per i Suoi dolori e le chiede di asciugarGli le lacrime. I nostri dolori sono nulla a confronto dei Suoi. Elogio dell'allegria e mali della mestizia. Libro di cielo volume 16, 5 Febbraio 1924, 6 Aprile 2020

5 Febbraio 1924 Privazioni. Pene di Gesù, mestizia dell’anima. Effetti dell’allegria. L’anima non può uscire della Divina Volontà, perché la sua volontà sta incatenata con l’immutabilità della Volontà Divina

Questa meditazione capita il Lunedì Santo, all'inizio di questa settimana santa. Meditazione molto a tono e conforme a molte cose che stiamo vivendo in questi giorni. Ricompare il tema dell'offerta di immolazione di Luisa, prendere su di lei i colpi destinati agli altri (che è un continuare ciò che ha fatto Gesù).

Figlia mia, dove vuoi che ti batta con questa bacchetta? Voglio percuotere il mondo, perciò sono venuto da te, per vedere quanti colpi vuoi ricevere tu, per dare il resto alle creature, perciò dimmi dove vuoi che ti batta.” Gesù

Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di Lui (profeta Isaia) e dalle sue piaghe siamo stati guariti. Gesù nel corso della Storia lo ha fatto una volta per tutti, ma nel corso della Storia, Gesù chiama i suoi amici, perchè storicamente nel corso del tempo si rinnovano quelle situazioni di moltiplicazione sfrenate del male attraverso il peccato e quel male deve ricadere da qualche parte. O ricade sui colpevoli o in parte, ma Gesù associa la sua funzione austera (funzione di vittima) alcune anime generose. Luisa fa un braccio di ferro con Gesù per essere battuta dove vuole Lui.

(Luisa) Ed io, amareggiata com’ero, ho detto: “Battimi dove vuoi, io non voglio saper nulla, non voglio altro che la tua Volontà.” (Gesù) E Lui di nuovo: “Voglio sapere da te dove vuoi che ti batta.” Ed io: “No, no, non lo dico mai, voglio dove vuoi Tu.” E Gesù è ritornato di nuovo a domandarmelo e vedendo che io rispondevo sempre: “non voglio altro che la tua Volontà,” ha ripetuto: “Sicché neppure vuoi dire dove vuoi che ti batta?” Onde senza dirmi altro mi ha battuta; quei colpi erano dolorosi, ma siccome partivano delle mani di Gesù m’infondevano la vita, la forza, la fiducia.

Sappiamo che la vita nella dv nelle sue forme matura la condivisione dei dolori e delle pene di Gesù, tutto questo è motivato semplicemente dall'amore. L'amore fa sì che si condividano i pesi dell'amato e si facciano proprie le sofferenze e le gioie dell'amato.

"..“Me ne vado dalla figlia mia, dalla mia piccola neonata della mia Volontà, affinché mi asciughi le lacrime, con gli atti che ha fatto nella mia Volontà mi darà l’amore e tutto ciò che gli altri non mi danno, mi riposerò in lei e la rinfrancherò con la mia presenza, tu invece ti fai trovare così mesta, che devo mettere da parte le mie pene per sollevare le tue..." Gesù

Gesù torna poi da Luisa per ricrearsi un pò ma - dice a Lusia - che se si fa trovare triste - poi è Gesù che deve consolare Luisa e non l'incontrario. E chiediamoci: com'è il nostro rapporto con Gesù? Stiamo solo a prendere o se qualche volta magari proviamo anche a dare qualcosa. E' vero che il Signore non ha bisogno di nulla e delle nostre pochezze, ma Lui si compiace di ricevere come manifestazioni del nostro amore. Cosa stiamo dando a Gesù? Cosa gli diamo? Purtroppo c'è sempre questo atavico egoismo umano: vogliamo sempre prendere, lo facciamo con le creature e con il Creatore. Sempre pronti a prendere e poco a dare. Pensiamo come sta Gesù adesso vedendo queste cose? Certamente Lui non è contento di vedere soffrire i suoi figli e non lo è neanche quando queste sofferenze sono necessarie. Non lo è. Certamente se ci fossero anime buone che proprio in questo momento sapessero ammaestrate dall'arte dell'amore come consolarlo, ripararlo e cosa dirgli - non solo sarebbe gradito a Dio - ma avrebbe ricadute positive dovunque.

Mi sentivo amareggiata per la privazione del mio sommo ed unico bene, anzi mi sentivo tutta sfinita perché non sarebbe più venuto Colui che era tutta la mia vita, tutto il passato un gioco di fantasia; oh! se fosse in mio potere avrei bruciato tutti gli scritti affinché nessuna traccia potesse rimanere sul conto mio. Anche la natura sentiva i dolorosi effetti, ma è inutile dire su carta ciò che ho passato, perché anche la carta, crudele non ha una parola di conforto per me e non mi dà Colui che tanto sospiro, anzi col dirlo rincrudisce le mie pene, perciò passo avanti. Luisa

"..“Amor mio, che dura sorte è la mia, la tua privazione mi uccide, il timore che possa uscire dalla tua Volontà mi schiaccia, dimmi, dove ti ho offeso? Perché mi lasci? E anche se ora stai con me, non mi sembra che sia venuto per rimanere con me come prima, per stare insieme, ma di passaggio. Ahi! come starò senza di Te, mia vita? Dillo Tu stesso se posso e, mentre dicevo ciò, ho rotto in pianto..." Luisa

Secondo punto di meditazione: Per Luisa Gesù era tutto, è da notare la delicatezza di quest'anima che soffriva non soltanto per l'assenza del suo Amore, ma soffriva anche temendo che tale assenza fosse dovuta all'essere uscita della Dv. Anche qua abbiamo un piccolo specchio ("...il timore che possa uscire dalla tua Volontà mi schiaccia,.."), di confronto. Di che cosa abbiamo paura noi? Quali sono le nostre paure? Il Signore è mia Luce e salvezza di chi avrò paura? dice un salmo. Quanti brani della Bibbia dicono: non temere. Pensiamo al brano quando Gesù sta sulla barca e succede il finimondo (Vangelo), Gesù si sveglia e dice di stare tranquilli. Di che cosa abbiamo timore? Quali sono le nostre paure?

Uno può tenere accesa la tv tutto il giorno (durante il lockdown) o i videogiochi. Il don suggerisce di fare un pò di silenzio e di preghiera profonda, e di chiedere a Gesù: Signore, di che cosa ho paura? Di ammalarmi? Di rimanere senza lavoro? Ecc... Anche le paure più umanamente comprensibili, ma quanto io ho paura di uscire dalla tua Volontà? La Paura è quel sentimento che ci presenta dinnanzi quando vediamo che incombe un male e lo vogliamo assolutamente evitare e lo consideriamo come il Male dei Male da cui proteggerci. I Figli di Dio hanno paura del peccato, di ciò che ci porta dalla dv, l'unico male sorgente è questo, tutto il resto non è degno della nostra paura. Perchè abbiamo Dio che è degno della nostra fiducia. Uscire della dv e il terrore che Gesù la lasci. E Gesù la rasserena:

Povera figlia mia, povera figlia mia, coraggio, il tuo Gesù non ti lascia, né temere che possa uscire della mia Volontà, perché la tua volontà sta incatenata con l’immutabilità della mia, tutt’al più saranno pensieri, impressioni che sentirai, ma non veri atti, perché stando in te l’immutabilità della mia Volontà, quando la tua sta per uscire dalla mia, sentirai la fermezza, la forza della mia immutabilità e resterai più incatenata...." Gesù

Alcune devozioni, la consacrazione del Totus Tuus ci fa mettere una catenella al polso sinistro. Ma che significa quella catena? Una persona incatenata non è libera di fare quello che vuole. Possiamo incatenare la nostra Volontà? Sì, a patto che sia un'atto volontario perchè Dio non lo farà mai. Dio le catene le rompe tutte, è il diavolo che ci incatena a cose brutte, che ci danno la morte ma che hanno un'apparenza di felicità; Dio auspica un nostro santo libero e volontario incatenamento ma non per farci perdere la libertà ma è contento se la troviamo perchè stare incatenati alla Volontà di Dio vuol dire essere la persona più felice e libera dell'Universo. E san Luigi Maria Monfort dice che se questo passa attraverso il mezzo dolcissimo e soave della Madonna - perchè da sè stessa si è presentata al trono di Dio incatenando la sua volontà al trono di Dio -. Il diavolo incatena, Dio le spezza ma desidera che volontariamente e liberamente per il nostro bene ci incateniamo a Lui. Se questo accade veramente, Gesù ci assicura che un'uscita sostanziale non sarà più possibile, qualche pensiero o impressione passeggera ma non veri atti. Perchè se tu ti incateni veramente, se tu inizi ad uscire -- la lunghezza della catena ha una lunghezza X, se io mi muovo dentro quella lunghezza non sento nulla ma se vado oltre la lunghezza catena mi sento tirare la caviglia casco per terra. Quindi quando c'è questo, la coscienza ci avverte e si avverte la forza dell'immutabilità della dv e ci fa ritornare in noi stessi.

Domanda: da cosa siamo incatenati? Siamo interiormente liberi da tutto e da tutti? Non desideriamo altre catene? Io da Gesù cerco solo consolazioni e carezze o alcune volte sono disposto a darglieli? Vado sempre a piangere ai piedi di Gesù (anche metaforicamente) - lamentandomi di quanto stia male ecc.. - o qualche volta dico a Gesù: adesso fammi soffrire un pò le tue sofferenze, fammele percepire nel mio cuore. Fammi piangere con Te. Le Tue sofferenze (rivolto a Gesù) sono più grandi dei miei, hai un'autotreno di persone che sta sempre a chiedere o a lamentarsi, con me oggi no. E se vuoi alleggerirti, solo soltanto un povero peccatore o peccatrice, che vorrebbe provare ad amarti un pochino se ti fa piacere altrimenti come non detto.

"..“Me ne vado dalla figlia mia, dalla mia piccola neonata della mia Volontà, affinché mi asciughi le lacrime,.." Gesù

Noi abbiamo mai asciugato le lacrime a Gesù? O ce le siamo sempre solo fatte asciugare da Lui?

"..Vedi, Io vengo dalle le creature con le lacrime agli occhi, trafitto nel cuore, tradito da molti.." Gesù

Chi è che consolerà le sue lacrime, sui suoi dolori e sulla morte? Chi piangerà a dirotto sulla morte di Gesù? Chi piangerà dicendo che gli dispiace di aver concorso anche lui/lei alla morte di Gesù? Chi farà questo? Chi farà questo sappia che vivrà la beatitudine evangelica. Queste sono le lacrime sante e non quelle della mestizia.

"...Non sai tu che l’allegria all’anima è come il profumo ai fiori, come il condimento ai cibi, come il colorito alle persone, come la maturazione ai frutti, come il sole alle piante? Sicché con questa mestizia non mi hai fatto trovare un profumo che mi ricrei, né un cibo saporito, né un frutto maturo, sei tutta scolorita tanto che mi fai pietà. Povera figlia, coraggio, stringiti a Me, non temere.” Gesù

Chi anche consola Gesù non sta con il muso lungo, certamente ha i suoi momenti personali ed intimi dove vie questo con Gesù, ma finiti questi momenti ha il sorriso impresso sulle labbra ed ha un sorriso gradevole ed è proprio in questa sana e gioia allegria che Gesù trova riposo. Gesù non è contento se noi non siamo contenti. Anzichè trovare consolazione nel nostro cuore, deve consolarci Lui.

Le nostre pene di questo periodo (lockdown di aprile ma anche oggi) sono nulla di fronte a quelle di Gesù, perciò pensiamo alle pene di Gesù e non alle nostre. Asciughiamo le lacrime di Gesù e se Gesù dovesse accontentarci di partecipare alle pene del suo cuore, sentiremmo al vivo dei dolori lancinanti. Beati coloro che faranno dice il don.

Onde mi ha partecipato le sue pene e, facendomi vedere i gravi mali che ci sono nel mondo e quelli che verranno, è scomparso. (Luisa)

Sono mali multipli perchè sono i dolori di Gesù sono i peccati e quello che essi producono. Compreso il dolore che stiamo vivendo con il virus.

sabato 14 novembre 2020

Le ali dell'abbandono

Gesù spiega a Luisa come solo l'anima del tutto abbandonata alla sua Santa Volontà prende il volo nell'eterno Volere e non perde nulla del mare infinito e ininterrotto di gaudi e felicità che la attendono in Cielo. Stupenda spiegazione di Gesù di cosa è l'eternità e di come in essa Dio dia incessantamente vita a sempre nuove, continue e inaudite bellezze, gioie, felicità e beatitudini, che tanto più si godranno quanto maggiore sarà il bene praticato in terra. Libro di cielo volume 16, 2 Febbraio 1924, 4 Aprile 2020

2 Febbraio 1924 L’abbandono in Dio forma le ali per volare nell’ambito dell’Eternità. Cosa è l’Eternità

Nella seconda parte del brano, Gesù ci porta in Paradiso con una stupenda e comprensibile descrizione e che dovrebbero farci sussultare di gioia ed animarci a vivere bene questo tempo che abbiamo sulla terra - tempo che è limitato.. E in base a come abbiamo vissuto sulla terra poi ci segniamo la nostra condizione eterna.

"..Se questo succede in terra, molto più nel Cielo, dove la giustizia pesa con la bilancia dell’amore ogni piccolo atto buono fatto dalla creatura e mette su quell’atto buono una felicità, una gioia, una bellezza interminabile.." Gesù

Quello che facciamo ora e quello che non ho fatto adesso non lo posso recuparare, evidentemente se credo fermamente che ogni minimo atto buono - come ha detto Gesù - mi darà una gioia interminabile in più, prima di perdere il tempo nel peccato o in cose inutili sarebbe da pensarci meglio. Perchè noi figli di Dio sappiamo molto bene siamo su questa terra di passaggio, non siamo amanti della morte ma della vita ma quando desideriamo soprannaturalmente morire è perchè vogliamo essere liberati dalla schiavitù della vita terrena e sovravestiti con abiti spirituali. Vorremmo essere sciolti dai legami presenti per essere immersi nella beatitudine. Non sono favole ma questa è la Fede Cattolica. Il Credo andrebbe recitato al mattino e con il Rosario. Credo nella resurrezione della carne e la Vita Eterna.

La prima parte del brano è sull'abbandono.

Figlia mia, la mia Volontà è vita e moto di tutto; ma sai tu chi segue il suo moto e prende il volo nel mio Eterno Volere, in modo da girare come Esso gira nell’ambito dell’eternità e da trovarsi dove Esso si trova per fare ciò che Esso fa? L’anima del tutto abbandonata nella mia Santa Volontà; l’abbandono sono le ali per volare insieme col mio Volere, come cessa l’abbandono così l’anima perde il volo e restano distrutte le ali. Sicché tutti sentono il moto, la vita della mia Volontà, ma restano al punto dove stanno, perché non c’è moto che non parta da Me, ma solo chi ha le ali dell’abbandono in Me, che fa la stessa via della mia Volontà, sorvola su tutto, sia in Cielo che in terra, entra nell’ambito dell’eternità e gira in mezzo alle tre Divine Persone, penetra nei loro più intimi nascondigli, è a giorno dei loro segreti e delle loro beatitudini...." Gesù

Immagine: mi butto nel mare e c'è una zattera senza vela, senza motore e remi. Andrà dove la porta il mare senza minima resistenza. Mi butto nel mare e mi metto a fare il morto facendomi portare dalla corrente o soo tranquillo e sereno come un bimbo in braccio a sua madre (ma piccolo piccolo). L'immagine dell'abbandono. Applicazione: quanto durerà questa situazione? Come si vive nell'abbandono questa cosa? Una persona abbandonata dice: c'è questa situazione? Fita, quando finisce? Quanto durerà? Quanto Dio vorrà. Nel frattempo che facciamo? Quello che Dio vuole. Mi ammalerò? Starò bene? Perderò qualche affetto? Non vuol dire non soffrire ma si sta abbandonati nella certezza che Dio non può permettere nella sua Volontà che accada nulla che sia veramente male anche se dovessero capitare dei grossi (in teologia si chiamano mali non morali) cioè mali che colpiscono i beni del corpo o beni affettivi.

Chi è abbandonato nella dv vola. Gesù parla dell'abbandono alla divina provvidenza (Vangelo san Matteo capitolo 6). Che devo fare? Mettere a braccia conserte? Dobbiamo lavorare ma se Dio non voglia mi dovessi trovare in una situazione d'emergenza mi abbandono alla divina provvidenza. Dico: Signore, non è che io non voglia sottrarmi al lavoro ma non ho la possibilità di farlo, quindi mi affido a te, non mi far morire di fame (lo hai detto nel Vangelo). Poi fa l'immagine della rotella.

"..Succede come ad una macchina, dove in mezzo c’è la prima ruota ed intorno tante altre piccole rotelle, ma fisse; come si muove la prima ruota, tutte ricevono il moto, ma mai giungono a toccare la prima ruota, né sanno nulla di ciò che essa fa e dei beni che contiene; invece un’altra piccola rotella non è fissa e per mezzo di un meccanismo gira sempre per tutte le rotelle, per trovarsi in ogni moto della prima ruota, per far di nuovo il suo giro; ora, questa rotella che gira sa ciò che c’è nella prima ruota e prende parte ai beni che essa contiene. Ora, la prima ruota è la mia Volontà; le rotelle fisse sono le anime abbandonate a se stesse, il che le rende immobilizzate nel bene; la rotella che gira è l’anima che vive nella mia Volontà; il meccanismo è l’abbandono tutto in Me, sicché ogni mancanza di abbandono in Me è un giro che perdi nell’ambito dell’Eternità. Se sapessi che significa perdere un giro eterno!” Gesù

Abbandonati a noi stessi cioè preoccupati noi di fare sempre tutto e di preoccuparci di tutto perchè siamo soli e dobbiamo pensare a noi in tutte le cose. Si capisce bene cosa voglia dire. Stare abbandonati non significa non fare nulla, ma fare in un'altro modo. Tutte le volte che noi forziamo la divina volontà perchè non ci sta bene e vogliamo fare la nostra, questo anche nelle circostanze minimali, quando capiremo che in tutto quello che ci capita Dio ha sempre un solo fine: azzerare la nostra volontà umana. Ogni contrarietà ed intoppo, anche nelle cose più piccole: ti metti al computer e hai da fare un lavoro urgente e proprio in quel momento il pc inizia a fare i capricci. Se segui la volontà umana ti innervosisci (proprio adesso doveva capitare? Ed inizi a brontolare..); in quel momento il Signore ti sta chiedendo di rinunciare alla tua volontà in quel momento, se il lavoro non lo consegni in tempo pazienza, il mondo andrà avanti lo stesso. La volontà umana è terribile. La sto facendo bene per amor di Dio (obiezione) a patto però che la si stia facendo bene, ma se tu la fai svolgiatamente, malamente ecc... allora stai uscendo dalla divina volontà. Se però per circostanze invincibili non è venuta bene, Dio l'abbraccia come se fosse l'opera più perfetta al mondo. Il don fa questi esempi perchè dobbiamo capire bene queste dinamiche, non è facile viverle ma almeno capirle. Ogni atto di non abbandono è un giro che perdiamo nell'eternità. E qua Gesù spiega:

E Gesù ha soggiunto: “Figlia mia, l’eternità è un circolo immenso, dove non si può conoscere né dove comincia né dove finisce; in questo circolo si trova Dio, senza principio e senza fine, che possiede felicità, beatitudine, gioie, ricchezze, bellezza, ecc., infinite. In ogni moto divino, che non cessa mai, mette fuori da questo circolo dell’eternità, nuove felicità, nuove bellezze, nuove beatitudini, ecc., ma questo nuovo moto è un atto non mai interrotto, uno non è pari all’altro, i nostri contenti distinti tra loro sono sempre nuovi; sono tali e tante le nostre beatitudini, che mentre ne godiamo una, un’altra ci sorprende e mai finiscono, sono eterne, immense al pari di Noi e ciò che è eterno ha virtù di far sorgere cose sempre nuove; l’antico, le cose ripetute non esistono in ciò che è eterno...."

Dio è un produttore continuo di gioie, felicità, bellezza, gaudio e beatitudini sempre nuovi. Che non finiscono mai. Se noi vediamo un bel film ci dispiace che sia finito, possiamo rivedercelo ma non è come la prima volta, e quindi aspetti che esca un'altro bel film. In Dio uno è ubriacato e travolto, capiamo cosa voglia dire vivere ininterrottamente queste gioie? Il Paradiso non è un mortorio tipo monastero. E' chiaro che c'è una loda immensa che viene resa alla Santissima Trinità ma non con la fatica. Anche ascoltare una meditazione è una cosa buona, santa ed utile ma non divertente (almeno secondo certi canoni) altrimenti tutti le ascolterebbero.

Tanto più stai dentro questo abbandono, tu non perdi nessun giro. C'è un nuovo che mai si esaurisce. Quanto se ne prende parte? In maniera proporzionale al bene che abbiamo praticato in terra.

"..Ma sai tu chi in Cielo prende più parte a quel nuovo che mai si esaurisce? Per coloro che avranno più praticato il bene in terra, questo bene sarà come il germe che porterà loro la conoscenza delle nostre beatitudini, gioie, bellezze, amore, bontà, ecc. e, a seconda del bene che le anime hanno praticato in terra e che ha qualche armonia con le nostre svariate beatitudini, così si avvicineranno a Noi e a larghi sorsi si riempiranno di quella beatitudine che il germe contiene, fino a traboccarne..." Gesù

Noi pensiamo che sia la stessa cosa una persona che abbia vissuto la quaresima facendo qualcosa per Dio o vivendola da spettatore, - che hai fatto durante questa quaresima? Cosa hai offerto al Signore? dice sempre il don ai suoi fedeli - c'è una gamma che va da zero a cento. Non è una cosa inutile offrire un sacrificio al Signore, Lui lo vede molto bene se lo fai con amore e per amore specie se ti costa e ti fa soffrire. Quella cosa avrà la sua ricompensa in Paradiso. Non è la stessa cosa farla o non farla. E' chiaro che noi siamo liberi ma la Giustizia pesa con la bilancia dell'amore ogni più piccolo atto buono, se l'hai fatto l'hai fatto e se non l'hai fatto non l'hai fatto. Quando sarò morto (dice il don a sè stesso ma condivido) quanti digiuni porto di fronte a Nostro Signore? Una persona che non ha digiunato mai, gli porterà zero digiuni sperando che però abbia compensato con l'elemosina. Chi gli porta X digiuni, noi pensiamo che Dio non gli dia una ricompensa - per ogni digiuno ben fatto? Non darà una partecipazione maggiore al suo figlio che ha fatto ciò? Tra le cose accidentali, quando sarò morto, se avrò fatto un digiuno come l'ha fatto Gesù (cioè senza mostrarlo, senza vantarmi, senza pensare che per averlo fatto sono santo o peggio ancora mentre digiuno colpisco con pugni inuiqui il prossimo come dice Isaia e tratto male il prossimo ecc....); se l'ho fatto bene, io sarò immerso di più nei gradi gloria. Ricevero la beatitudine in proporzione ai nostri meriti. Questa è dottrina della Chiesa Cattolica.

"..Se questo succede in terra, molto più nel Cielo, dove la giustizia pesa con la bilancia dell’amore ogni piccolo atto buono fatto dalla creatura e mette su quell’atto buono una felicità, una gioia, una bellezza interminabile. Ora, che sarà dell’anima che sarà vissuta nel mio Volere, dove tutti i suoi atti restano con un germe eterno e divino? Il circolo dell’eternità si riverserà talmente in essa, che tutta la Celeste Gerusalemme ne resterà stupita e farà nuove feste e riceverà nuova gloria.” Gesù

Un'atto fatto nella dv, eterno, infinito ed immenso perchè è stato portato nella sfera del divino, è assolutamente incancellabile ed indelebile e quale sarà la ricompensa di questo atto? Un digiuno fatto nella dv non è la stessa cosa di un digiuno non fatto nella dv. Che succederà? Tutto quanto il Paradiso starà a guardare con due occhi così chi non solo ha fatto atti buoni ma atti fatti nella dv. E il bene fatto da quella persona ridonda sugli altri comprensori del cielo. Capiamo anche l'operosità di tante cose e dei sacrifici, delle rinuncie ecc...nella dv le cose belle le accogliamo, quando facciamo qualche rinuncia offriamo quella cosa bella al Signore - mi privo (fondendomi nella dv) di questa piccola cosa bella non perchè non mi piacca ma per amore Tuo (di Dio) sapendo che dall'altra parte me ne farai un regalo più grande. Bellezza della penitenza e mortificazione cristiana vissuta come un'atto di amore attuale con noi già facciamo felici Nostro Signore e che Lui non mancherà di ripagare profumatamente dall'altra parte e facciamo un'atto di fede.

venerdì 13 novembre 2020

Il mare infinito della Divina Volontà

Gesù esorta Luisa a spogliarsi di ogni attaccamento alla sua straordinaria presenza sensibile accanto a lei, esortandola a imparare a navigare negli orizzonti interminabili, senza porto, senza lido e senza appigli e sicurezze sensibili, della Divina Volontà. La vita nella Divina Volontà è vita di ininterrotta compagnia con Gesù. Libro di cielo volume 16, 20 e 23 Gennaio 1924, 3 Aprile 2020

20 Gennaio 1924 Il mare della Divina Volontà, è mare di luce e di fuoco, senza porto e senza lido

23 Gennaio 1924 Come Gesù intrecciò col suo Fiat Redimente il Fiat Creante, così vuole che il terzo Fiat resti intrecciato col Fiat Creante e il Fiat Redimente. L’Umanità di Gesù è più piccola della sua Volontà Eterna

(La meditazione dei due brani è assieme)

Ripercorriamo la storia di Luisa e la nostra difficoltà nell'entrare e nel vivere quello che san Paolo chiamerebbe il cibo solido e non il latte dei bimbi. Gesù (nella prima meditazione) dice quant'è bella la mia Umanità, quant'è bello stare con Me sensibilmente (Luisa era abituata al contatto); ma nel corso degli anni il contatto sensibile con Gesù si va diradando.

"Mi trovavo nel duro stato delle mie solite privazioni dell’amato mio bene e mi sentivo immersa nelle amarezze, priva di Colui che è il solo che fa sorgere il sole, il calore, il sorriso, la felicità nella povera anima mia; senza di Lui è sempre notte, resto intirizzita dal freddo della sua privazione, sono infelice...." Luisa

e Gesù nel secondo brano le risponde:

"..E Gesù ha soggiunto: “Figlia mia, la mia Umanità è più piccola della mia Volontà Eterna, ha i suoi confini, i suoi limiti e perciò quando la mia Volontà interminabile si avvicina a te con le sue conoscenze, la mia Umanità resta sperduta nella sua luce e come eclissata.." Gesù

Gesù ha una statura (Umanità) che è misurabile, un peso, una massa corporea che è misurabile, una forma delle membra che sono definiti, ecc..., in ogni caso l'Umanità di Gesù Cristo è creata e quindi è un'ente finito (certo che è unita al Verbo ecc..). Dal momento che è necessario che tu faccia questo step in una vita sempre più intensa, tu devi staccare un pò dall'Umanità di Gesù la quale resta sperduta. Le forme più alte di preghiera (dicono i mistici) sono quelle che si staccano dalle cose sensibili, dev'essere chiaro. Chi si avvicina alla Dv si trova di fronte nuovi modi di esprimersi e di preghiera, per esempio questo intreccio di cui parla Gesù

"..“Figlia mia, se la Maestà Suprema sprigionò tanto amore in tutte le cose create dal suo Fiat onnipotente verso il genere umano, era giusto che Io, Figlio suo, nel suo stesso Fiat facessi altrettanti atti per ricambiarlo del suo amore, intrecciando il suo col mio, per fare che dalla terra si elevasse un altro Fiat umano e divino che si dessero il bacio, si intrecciassero insieme e sostituissero il ricambio dell’amore di tutte le creature. Finché Io non venni sulla terra, il Fiat cosparso in tutto il creato era solo; come Io venni non fu più solo, anzi fu il mio primo compito, formare tanti atti nel Fiat Eterno per quanti ne aveva fatti il Padre mio nella Creazione, sicché col mio Fiat, il Fiat Creante ebbe la sua dolce ed armoniosa compagnia. Ora, questi Fiat non vogliono essere in due, vogliono il terzo Fiat, per essere in tre e questo terzo Fiat lo farai tu, perciò molte volte ti ho tirato fuori di te stessa, ti ho messo in quello stesso Fiat Creante e Redimente, affinché facessi il tuo volo ed intrecciando il tuo al nostro, il Fiat Creante ed il Redimente restassero intrecciati dal terzo tuo Fiat..." Gesù

Sono concetti ed idee particolari che dobbiamo comprendere che risultano un pò ostici perchè per 2000 non sono stati approfonditi. Cosa intende Gesù? La Dv sparsa in tutti i suoi atti nella Creazione, dopo che Adamo ha tagliato i fili, le creature che stavano nel mondo - come vive una persona che non è cristiana e cattolica? Vede tante cose (la luce del Sole, ecc..) e prende contatto diretto con queste cose e basta. E anche noi lo abbiamo fatto. Chi mai va a pensare che il mare è una creatura di Dio, nel quale ci ha messo una montagna di atti di amore nei nostri confronti? E quindi lo ringrazia accogliendo questo amore?

Fiat Creante, la Creazione, Fiat Redimente cioè la Redenzione e il Fiat Santificante il ritorno della dv sulla terra.

Nell'atto di Fusione noi diciamo a Gesù Gesù facciamo tutto assieme. La vita nella dv è vita di compagnia; chi vive nella dv la solitudine non sa cosa sia. Sa cosa sia dalle creature, stare da soli è una cosa che spaventa tutti, chi aspira a fondersi nella dv può dirsi che è solo? No. Perchè se io dico a Gesù facciamo tutto assieme ed imparo a vivere questa disposizione che, oltre alla conoscenza, vuol dire compiere atti interiori e coltivare questo rapporto. C'è sempre una familiarità più intensa; qualche grande Santo - si dice che il Monfort ad un certo punto vedesse sempre la Madonna accanto a lui - nella dv questa è una cosa ordinaria anche senza che si sia nulla di soprannaturale. Cioè il fatto che Gesù, la Santissima Trinità e la Madonna siano sempre con noi e lo sono, anche se noi non ce ne rendiamo conto, non ci pensiamo o non ci sforziamo di viverla nella fede. Quindi inizio un dialogo interiore (non ad alta voce nel nulla), Gesù è capitato questo piccolo problema, che facciamo? C'è una sempre maggior intimità nella consapevolezza che Lui è presente dovunque e Gesù vuole fare una vita di unione con me. Anche quando ci arriva una croce. Questo nostro continuo relazionarci con Lui produce una grandissima amicizia ed intimità, è contento anche Dio di stare con noi. Negli scritti si vede il dramma di Dio esplode di amore e nessuno lo ricambia; in un certo senso l'uomo toglie la gioia a Dio di vedere l'esito bello di tutto quello che ha fatto. Di tutto quello che Dio ha fatto non ne godiamo una parte infinetisimale e di quel poco che ne godiamo lo godiamo malamente ed indebitamente.

Entrare in questa dinamica dove ad uno gli manca la terra sotto i piedi è una vita che piano piano si struttira e si comprende ma nella sua dimensione grande e soprannaturale - nel primo scritto Gesù dice

"..Perciò, coraggio, e poi ricordati che sei la mia piccola barchetta nella mia Volontà e la Volontà Divina non è mare di acqua che ha i suoi porti ed i suoi lidi, dove fanno le fermate le barche, le navi, i passeggeri, dove si riposano, godono il bel tempo e molti passeggeri non ritornano più neppure a valicare il mare. Il mare della mia Volontà è mare di luce e di fuoco, senza porto e senza lido, quindi per la mia piccola barchetta non ci sono fermate, deve sempre valicare, ma con tale velocità, da racchiudere in ogni tuo palpito e atto tutta la interminabile eternità,.." Gesù

Il mare della dv è un mare di fuoco e di luce. Fondimi in te, sperdimi in te, ecc... dove sto? Al sicuro. Ci manca un pò la terra sotto i piedi, come Luisa si affannava nella perdita della percezione sensibile di Gesù, può accadere anche a noi che desideremmo qualcosa di più tangibile. Esempio durante il lockdown: noi non possiamo vedere Gesù nell'Eucarestia con il lockdown, attraverso il confessore io vengo assolto dal Sacerdote. La Volontà di Gesù è più grande dei Sacramenti, sono mezzi come mezzi ordinari e guai a noi se non li usiamo ma Dio non si è legato le mani ad essi; ci sono delle persone che saranno salvate senza aver ricevuto nessun sacramento. Non vuol dire sminuire i Sacramenti, ma se Dio fosse legato ai sacramenti o uno è battezzato o andrebbe all'inferno. Ma non è così. Qual'è la cosa fondamentale? La Dv, imparare a farla sia navigando in essa.

Mano a mano che noi cresciamo inizieremo a compiere questi atti interiori. Quando si entra bene in questa cosa senza rimanere imprigionati e legati. Noi siamo fatti di carne ed ossa, ma pur essendo questo comprensibile Dio è Spirito e coloro che lo adorano devono imparare in spirito di verità, il culto spirituale. Prima di giungere all'unione con Dio, il Signore spoglia di tutto la persona, anche se ci fosse una minima cosa a cui la persona è attaccata l'Unione con Dio non si realizzerà. Questo non ci deve scoraggiare o spaventare ma solo immettere in questa forma nuova di vivere la stessa preghiera e contatto con Dio che va ricercato nel nostro cuore. A prescindere dagli appigli sensibili straordinari o ordinari. Se ci sono ringraziamo il Signore e se il Signore ce ne dovesse privare non succede nulla. Può accadere di tutto nella nostra vita ma nel mio cuore nessuno mi potrà mai impedire di amare il Signore, è l'unica cosa intoccabile ed è su questa che deve fondarsi e radicarsi la nostra fede, tutto il resto concorre ma non è essenziale. Solo la Volontà di Dio è essenziale.

giovedì 12 novembre 2020

Spogliati del bene supremo della Divina Volontà

Gesù racconta a Luisa il perché della flagellazione e perché essa fu preceduta dall'umiliante spoliazione. Col peccato originale l'uomo perdette la veste regale della Divina Volontà (di cui era vestito) per indossare in perpetuo i cenci miserabili della sua debole e incostante volontà umana, incapace di compiere il minimo bene.Con la sanguinosa e violentissima flagellazione, che rivestì il corpo lacerato di Gesù del suo stesso Sangue, fu sborsato il prezzo necessario per riavere quella Veste tanto divina quanto miseramente disprezzata dall'uomo. Libro di cielo volume 16, 14 Gennaio 1924, 2 Aprile 2020

14 Gennaio 1924 Nella flagellazione Gesù volle essere spogliato per dare di nuovo alla creatura la veste regale della Divina Volontà

Il primo pensiero del don è davvero che i disegni della dv sono davvero sorprendenti ed edificanti. la meditazione è fatta sulla flagellazione nell'ultima settimana prima della Pasqua. La scorsa meditazione è stata fatta sul dolore del Getsemani.

La cosa stupenda è che Gesù riprende la dottrina cattolica sul peccato originale e come è tipico delle rivelazioni private che la Chiesa - che bada alla sostanza e non al dettaglio - ha comunque ben focalizzato alcune cose. Quello che la Chiesa insegna è che l'uomo fu creato nella Felicità Piena, con tutte le sue facoltà integre e non soggetto a nessun tipo di dolore e nemmeno della morte. Dopo il peccato fu il disordine più totale e perdita di tutti i beni. Qui Gesù ci dice alcune cose molto belle.

"..La mia Volontà era per lui un dolce incanto che lo teneva assorbito in una luce purissima, che non gli faceva conoscere altro che il suo Dio, da cui era uscito, il quale non gli dava altro che felicità senza numero ed era tanto assorbito dal tanto dare che gli faceva il suo Dio, che non si dava alcun pensiero di se stesso. Oh! come era felice l’uomo e come la Divinità si dilettava nel dare a lui tante particelle del suo Essere per quanto la creatura ne può ricevere, per farlo simile a Sé..." Gesù

Il segreto di questa perfettissima felicità dell'uomo era il dono della Dv, la fonte delle sue felicità senza numero, delle sue perfezioni, gioie e del fatto di non aver bisogno di nulla. Era la dv. Noi adesso come possiamo vivere così? Ci possiamo provare ma se non arriva qualche aiuto dall'Alto non ci riusciremo, potremo magari riuscire a fare due orette di preghiera con l'aiuto di Dio (e dovremmo impararle) però non conoscere altro se non Dio, ora non si può fare più. Adamo, ci dice la Sacra Scrittura, era nudo ma era vestito delle vesti regali della dv - non aveva i vestiti materiali - significa ammantato di un tale splendore (non sappiamo come fossero le vesti della Dv, secondo il don è impossibile immaginarsi cosa sia stato realmente).

"..Onde, appena spezzò l’unione della nostra Volontà con la sua, perdette la veste regale, perdette l’incanto, la luce, la felicità; guardò se stesso senza la luce della mia Volontà e guardandosi senza l’incanto che lo teneva assorbito, si conobbe, ebbe vergogna, ebbe paura di Dio, tanto che la stessa natura sentì i suoi tristi effetti, sentì il freddo e la nudità e sentì il vivo bisogno di coprirsi e come la nostra Volontà lo teneva al porto di felicità immense, così la sua lo mise al porto delle miserie........ Onde, l’uomo quando nell’eden spezzò i vincoli dell’unione tra la Volontà Suprema e la sua, si spogliò delle vesti regali della mia Volontà e si vestì dei miseri cenci della sua, debole, incostante, impotente a far nulla di bene....." Gesù

San Tommaso d'Aquino spiega alcune conseguenze indelebili della colpa d'origine: la debolezza della volontà e la sua incostanza e l'incapacità di fare una qualsiasi cosa buona senza l'aiuto di Dio. E ne facciamo esperienza in continuazione. Questa spogliazione fu vissuta da Gesù.

"..Onde figlia mia, prima d’essere legato alla colonna per essere flagellato, volli essere spogliato per soffrire e riparare la nudità dell’uomo quando si spogliò della veste regale della mia Volontà;.." Gesù

Particolare molto importante. E Gesù continua..

"..se Adamo non si fosse sottratto alla Volontà Divina, anche la sua natura non avrebbe avuto bisogno di vesti, non avrebbe sentito la vergogna della sua nudità, né sarebbe stato soggetto a soffrire il freddo, il caldo, la fame, la debolezza,.." Gesù

Non ci sarebbero state queste cose. E' tanta roba, sono grandi doni per tutti

"..quindi, come volle vivere del suo volere, ebbe bisogno di tutto, perché il volere umano non ha potere di potersi sostituire a tutti i bisogni, né ha in sé la fonte del bene, perciò fu costretto a procurarsi con stento le cose necessarie alla vita..." Gesù

Il volere umano non ha in sè la fonte del bene. In questi giorni (di lockdown per quando è stata fatta la meditazione) qualche santo pianto di dolore, non dobbiamo prendercelo con Adamo - la Chiesa insegna che in Adamo abbiamo peccato tutti anche se non l'abbiamo commesso, perchè in lui, capostipite del genere umano, abbiamo peccato tutto. Queste perdite sono a carico nostro e poi con tutto quello che combiniamo sul pianeta terra. E' molto importante la prova che stiamo vivendo, per l'uomo, riconoscerci in questa condizione miserabile, ecco perchè abbiamo bisogno di Misericordia, merita compassione ed aiuto chi sta nella miseria e non chi non ha bisogno di nulla. Perchè torni il regno della dv c'è bisogno di comprenderne l'importanza. Il don vorrebbe tanto sapere - anche tra chi ascolta - chi è che veramente persuaso (che si riconosce nel proprio cuore davanti a Dio) che siamo meno di nulla?

"..Vedi dunque che significa non stare unito con la mia Volontà? Oh! se tutti la conoscessero, come avrebbero un solo sospiro: che il mio Volere venga a regnare sulla terra..." Gesù

Chi è che si sente un miserabile? Ammesso che qualcuno faccia qualcosa di buono, chi è che così sicuro che le proprie intenzioni non siano mosse da altri fini? Che quel buono non sia rovinato dalla nostra volontà umana? Questa è una condizione che Dio conosce e Lui si accontenta di ciò ma noi dobbiamo esserne persuasi anche esistenzialmente e non solo intellettualmente. Quando uno è così smette di giudicare il prossimo e di scandalizzarsi del prossimo, smette di arrabbiarsi se parlano male di lui ecc... siamo diventati dei miseri. Contempliamo qualche straccione di strada, quelli siamo noi tutti quanti (se si capisce il senso buono) nella loro condizione ontologica. E lo dobbiamo riconoscere. Oggi la gente non pensa di avere bisogno di Misericordia, oggi la gente pensa di poter peccare perchè tanto appena fatto il peccato Dio mi ha già perdonato. Questo è un'insulto a Dio, dobbiamo fare attenzione. Una delle conseguenze oggettive della prova che stiamo vivendo è che comprendiamo il nostro essere imponente, travolti, bisognosi d'aiuto e questo è molto importante. Tra gli effetti accidentali di questa prova speriamo che questo possa venire.

L'uomo aveva e ce l'avrebbe la fonte per i propri bisogni. Papa Francesco dice che dobbiamo imparare ad avere vergogna di fronte a Gesù (nel segreto del Cuore), beato chi è capace di pregare in questo. La preghiera del pubblicano del Vangelo è un'esempio; chi sarà che prega così? Quando l'uomo si umilia davanti a Dio che è una delle preghiere più alte. Io non mi merito della Comunione, noi lo diciamo a pappagallo non umiliandoci profondamente quando ci accostiamo alla Sacra Mensa. Poi, abbiamo fatto ringraziamento? Gesù piange per come ci siamo ridotti e sente in sè la vergogna che dovremmo sentire noi, e poi si fa massacrare perchè tu possa riottenere il vestito della dv.

"..Onde figlia mia, prima d’essere legato alla colonna per essere flagellato, volli essere spogliato per soffrire e riparare la nudità dell’uomo quando si spogliò della veste regale della mia Volontà; sentii in Me tale confusione e pena nel vedermi così denudato in mezzo a nemici che si facevano beffe di Me, che piansi per la nudità dell’uomo e offrii al mio Celeste Padre la mia nudità, per fare che l’uomo fosse vestito di nuovo della veste regale della mia Volontà e per sborso, affinché ciò non mi fosse negato, offrii il mio sangue, le mie carni strappate a brani, mi feci spogliare non solo delle vesti, ma anche della mia pelle, per poter pagare il prezzo e soddisfare al delitto di questa nudità dell’uomo; versai tanto sangue in questo mistero che in nessun altro ne versai tanto, tanto che bastava coprirlo come con una seconda veste e con la veste di sangue per coprirlo di nuovo, così riscaldarlo, lavarlo, per disporlo a ricevere la veste regale della mia Volontà.” Gesù

Noi non abbiamo idea di cosa è successo alla flagellazione. Ci furono le funi, verghe e flagelli. Nella Passione di Mel Gibson si vedono solo due attrezzi su tre. Il corpo di Gesù era completamente rosso, era completamente scarnificato.

"...Io nel sentir ciò, sorpresa, ho detto: “Mio amato Gesù, come mai può essere possibile che l’uomo col sottrarsi alla tua Volontà, ebbe bisogno di vestirsi, ebbe vergogna, paura, eppure Tu facesti sempre la Volontà del Celeste Padre, eri una sola cosa con Lui; la tua Mamma non conobbe mai il suo volere, eppure aveste bisogno di vesti, di cibo e sentiste il freddo ed il caldo.” Luisa

E Gesù spiega l'inno di san Paolo, (dello svuotamento) Gesù è venuto ad assumere la condizione dell'uomo decaduto. Gesù ha condiviso in tutto, eccetto il peccato, la condizione di decadenza dell'uomo. Gesù ha avuto una natura integra e perfetta in quanto a volontà personale - non aveva la concupiscenza e quelle miserie interiori conseguenza del peccato originale - ma quelle compatibili sì (quindi aveva fame, sudava per il caldo, pativa il freddo ecc....). E così anche la Madonna anche se non se lo meritava.

".. Ma non volli servirmene per amore dell’uomo, volli sacrificarmi in tutto, anche nelle cose più innocenti create da Me stesso, per attestargli il mio ardente amore, anzi ciò serviva ad impetrare dal mio Divin Padre, che per riguardo mio e della mia volontà tutta sacrificata a Lui, restituisse all’uomo la nobile veste regale della nostra Volontà.” Gesù

Ringraziamo il Signore ed umiliamoci di fronte a Lui.

domenica 8 novembre 2020

Il "ti amo" è tutto

Luisa si fonde nella Divina Volontà e comincia a scoccare i suoi ininterrotti "ti amo" a Gesù. A un certo punto le sembra di fare cosa di poco conto e si interrompe. A questo punto Gesù le fa una magnifica catechesi che è un'apologia e un panegirico del "ti amo", che Gesù vuole vedere dappertutto, lì messo dai suoi amati figli che sappiano ricambiarlo di puro amore per sé e per tutti. Riferimenti: Volume 17, 2 Agosto 1925. Catechesi sulla Divina Volontà "Fondersi nella Divina Volontà", trentaseiesima puntata, Martedì 31 Marzo 2020

Il don ha inaugurato una serata Divina Volontà? Lo chiedo a Don Leonardo Maria Pompei (qua il link della playlist --- ).

2 Agosto 1925 Che cosa e che gran che, è il “Ti amo”

Introduzione: Uno dei punti cardine della vita nella dv, la vita nella dv si può sintetizzare come vita d'amore; una vita destinata alla conoscenza, ricezione dell'amore di Dio e il ricambio. Quello che poi vivremo in Paradiso in modo perfetto. Cosa facevano i nostri progenitori nell'Eden? Passeggiavano faccia a faccia con Dio e in Paradiso parteciperemo dell'amore creato in tutte quante le creature. Amore che ci accompagna, guida, ci sostiene e ci segue e caratterizza la nostra esistenza in ogni frangente. Una vita d'amore vale anche per un momento duro umanamente parlando come quello che stiamo vivendo e dentro questo orizzonte tutta la nostra esistenza si trasfigura. Il don ha scritto un'articolo, in cui dicono che Dio ci sta castigando (virus) ci ha punito ecc.. modi umani di vivere questa cosa. Dio non è altro e non fa altro che amare e tutta l'arte che noi dobbiamo imparare (non è facile scorgere in certe situazioni i tratti dell'amore di Dio) però i Santi in questo ci hanno dato grandissimi esempi. Tutto il grande problema e la dinamica del peccato dell'uomo è stato un gigantesco no all'amore di Dio. Di vederlo, accettarlo ecc... Quando si vive nell'amicizia di Dio si campa meglio, sono molte le prove che attendono il giusto dicono i Salmi, quindi non ci dobbiamo aspettare senza difficoltà e croci, però non è un problema se uno ha la croce o meno il problema è come uno vive la croce. Non cosa ma come lo vivi. E c'è un'abisso quando c'è una fede ben illuminata, strutturata e radicata e quando la fede non c'è. La radice remota della vocazione del don è proprio dipendente di una lontana esperienza che ha vissuto quando il suo migliore amico è morto santamente. Ha cambiato la sua vita avviata al matrimonio al sacerdozio quando ha visto il suo amico morire a ha visto come il suo amico l'ha vissuta consolando anche altri ammalati e manifestando una perfetta rassegnazione ai voleri divini che lasciarono il don sconvolto. La vita con o senza la fede sono due cose diverse. Nonostante tutti i suoi errori, il don ha cercato di aiutare e diffondere la fede del prossimo.

Stavo pregando e fondendomi nel Santo Voler Divino; volevo girare dappertutto, persino nell’empireo per trovare quel “Ti amo” supremo, che non è soggetto ad alcuna interruzione,..." Luisa

Qui Luisa chiama la dv il Ti Amo Supremo. Dialogo di Gesà sul Ti Amo e che cos'è. Quando ascoltiamo queste cose dobbiamo porci una domanda dice il don: hai mai detto Ti Amo con il cuore? E' la cosa più bella che si possa fare a Gesù.

"..quindi voglio vedere questo “Ti amo” per Me sul tuo labbro, nel tuo cuore, nel volo dei tuoi pensieri, nelle gocce del tuo sangue, nelle pene e nelle gioie, nel cibo che prendi, in tutto.." Gesù

Che Gesù non sia amato, è la follia delle follie. E' l'Amore stesso. Una bestemmia è la cosa più brutta che esiste, tu ingiuri la cosa più bella che esiste in assoluto. Tu insulti Colui che ti ha circondato di una marea di beni e di amore ma non li vedi tutti e alcuni non li vuoi.

La vita nella dv è un'imparare a riconoscere tutto l'amore che Dio ha riversato in noi, il mio parlare è un Ti Amo di Dio perchè in esso io sto utilizzando le mie corde vocali che le ha fatte Nostro Signore, la bocca, la lingua e c'è un penserio che si forma e genera la parola che pronuncia. Io e tu adesso siamo immersi in un Ti Amo di Dio, e qualunque cosa tu veda intorno sono Ti Amo di Dio. Gli uccellini che cantano sono altri Ti Amo di Dio. C'è questa operazione di ricezione, quando san Giovanni dice che Dio Amore e il nostro primo grande cammino è imparare a riconoscere gli infiniti atti d'amore che Dio ha disseminato nella nostra esistenza; quetsi giorni di quaresima c'è da piangere di gioia e oltre di dolore per ciò che Gesù ha fatto per noi. Occorre farlo nostro, le Ore della Passioni sono qualche cosa di meraviglioso perchè ti aiutano prima a farti conoscere questo amore e ti sollecitano il tuo amore. E' una scuola fondante per imparare ad iniziare a recepire l'oceano d'amore. Non possiamo avere di fronte a Gesù un cuore di ghiaccio e di pietra, Gesù ci ama ardentemente.

Che cosa, che gran che è il “Ti amo” per Me? Figlia mia, il “Ti amo” è tutto! Il “Ti amo” è amore, è venerazione, è stima, è eroismo, è sacrificio, è fiducia verso colui al quale è diretto il “Ti amo”. Il “Ti amo” è possedere Colui che racchiude il “Ti amo”...." Gesù

Quando una persona dice Ti Amo col cuore, un Ti Amo detto col cuore ci fa crescere nell'amore verso di Gesù - non ci esime dall'impegno in una vita cristiana - ma fa fare grandi impennate alla nostra vita di fede. Chi fa degli atti eroici per Gesù? Chi ha fatto una grande quaresima? Nessuno ci controlla con un fucile, la Chiesa ha talmente mitigato la disciplina penitenziale che è accessibile a tutti. Cosa hai offerto a Gesù? Non gli hai offerto nulla perchè lo ami poco, se io Lo amassi farei sacrifici con gioia. Quando ci vediamo poche opere, sacrifici e offerte perchè poco amore. A Medjugorje avrebbe chiesto due digiuni (mercoledì e venerdì a pane ed acqua) a tutti quanti. Se uno amasse non ci sarebbe nessun problema, e se soffri meglio è una cosa che la Madonna avrebbe chiesto? Le fa piacere? le serve? Ne faccio 3000 di digiuni se l'amo. Altrimenti uno non le fa le follie, chi è stato innamorato veramente fa le follie perchè è innamorato. Il Ti Amo è possedere Dio.

"..“Ti amo” è una parola piccola, ma pesa quanto pesa tutta l’eternità! Il “Ti amo” racchiude tutto, coinvolge tutti, si diffonde, si stringe, si eleva in alto, scende fin nel basso, s’imprime ovunque, ma mai si arresta.." Gesù

"..il Padre Celeste mi generò e nel “Ti amo” procedette lo Spirito Santo. Nel “Ti amo” il Fiat eterno mise fuori la Creazione tutta e nel “Ti amo” perdonò l’uomo colpevole e lo redense;.." Gesù

Il fatto che Dio sia Trino è perchè se non c'è un Tu non ci può essere un rapporto d'amore. Dio ci ha creati per amore, per far uscire fuori di sè quel bene e fuori di sè quella felicità suprema e ce l'ha donata - Adamo ed Eva l'hanno conosciuto questo amore.

".. quindi voglio vedere questo “Ti amo” per Me sul tuo labbro, nel tuo cuore, nel volo dei tuoi pensieri, nelle gocce del tuo sangue, nelle pene e nelle gioie, nel cibo che prendi, in tutto.." Gesù

Noi portiamo Gesù il nostro Ti Amo? Quando arriva una pena, ricevuta la pena e sono occasioni per fare le nostre offerte d'amore. Anche nelle gioie, chi vive nella dv deve ricambiare il ti amo di Dio anche nel cibo povero. Se imparassimo bene a fare questo il don pensa che entreremmo velocemente nella vita nella dv. E noi dobbiamo imparare a vedere la dv dovunque.

Il Ti amo non è soltanto per me anche se Gesù ci ricorda che vuole vederlo in noi, ma il figlio o figlia della dv non gli basta di riempire di Gesù a titolo personale di Ti Amo, lui mette il ti amo dovunque. Io potrei dire Ti Amo Gesù - è già tanto ma è solo il mio Ti Amo - ma se io mi fondo nella dv devo averlo per tutti e ciascuno. Vado a mettere il mio Ti Amo in tutte le creature, Gesù dice che ogni qualvolta facciamo queste oeprazioni rimane felicissimo e si crea un vincolo o nodo tra noi e Lui. Queste operazioni compiute nel divin volere rimangono eterne, sono attratte nella sfera divina. Trasformano il nostro atto umano in un'atto divino. Lo rendo incancellabile e connesso con la vita di Dio. Ma devo anche mettere il mio ti amo sulle creature intelligenti. Se sentiamo qualcuno bestemmiare, oltre a dire delle preghiere e atti di riparazione. Benissimo, possiamo andare a mettere il Ti Amo in quella bocca e cuore che hanno partorito quell'ingiuria (speriamo senza sapere ciò che facevano) con l'intenzione (fusi nella dv) di andare a riparare; scendo nel cuore/bocca di quella creatura non soltanto con l'intenzione di riparare ma anche per dare ciò che quella bocca e cuore avrebbero dovuto dare a Gesù. La vita nella dv, quello che faceva Luisa dalla mattina e alla sera, è questo. C'è tanto da fare. Quando qualcuno ci chiede cosa stiamo facendo, la nostra risposta dovrebbe essere (per i più maturi): sto amando Gesù o perchè sto prendendo qualche Ti Amo di Dio o perchè gli sto dando qualche Ti Amo. E stop. Anche farsi la doccia o il dormire sono altri Ti Amo di Dio, non sono pii pensieri ma pura realtà che possiamo vivere se vogliamo viverla. La vita nella dv è vita dia more vissuta, scoperta o riscoperta tra noi e Gesù.

L'origine, il seme e la fonte di ogni male

Gesù spiega a Luisa perché per tre volte nel Getsèmani disse: "non la mia, ma la Tua Volontà sia fatta". L'umana volontà è l'origine, la fonte e il seme di ogni male; la Volontà di Cristo fusa con la Divina, provò di essa un tale ribrezzo, orrore e spavento che sarebbe morto se la Divinità non l'avesse sostenuto. Egli impetrò, fece scendere e costituì dominatrice la Volontà Divina su tutte le creature. Tutto ciò che accade di doloroso è sempre operazione divina volta a distruggere perfino l'ombra dell'umana volontà. Libro di cielo volume 16, 4 Gennaio 1924, 1 Aprile 2020

4 Gennaio 1924 Gesù nell’orto con le parole: “Non mea voluntas, sed Tua Fiat”, contrattò col suo Celeste Padre che la Volontà Divina prendesse il suo primo posto d’onore nella creatura

(Luisa) Stavo pensando alle parole di Gesù nell’orto quando disse: “Padre, se è possibile, passi da Me questo calice, ma non mea voluntas, sed Tua Fiat.” Ed il mio dolce Gesù, muovendosi nel mio interno, mi ha detto:“Figlia mia, credi tu che per il calice della mia Passione dicevo al Padre: “Padre, se è possibile passi da Me questo calice?” No, non affatto, era il calice della volontà umana che conteneva tale amarezza e pienezza di vizi, che la mia volontà umana, unita alla Divina, provò tale ribrezzo, terrore e spavento, che gridai: “Padre, se è possibile passi da Me questo calice.”

Il brano di oggi è un'approndimento di quanto già detto di Gesù nelle ore della Passione di quanto accadde al Getsèmani. L'interpretazione comune e corrente non necessariamente da escludere a priori è la preghiera che Gesù fa è quella di essere aiutato dal Padre a sostenere i dolori della passione. Gesù nelle ore della Passione dice "toglimi questo calice cioè di vedere i disastri che fanno le umane volontà sottraendosi alla nostra andandosi a scrivere da sè stesse la propria condanna", un dolore insopportabile. E qua Gesù approfondisce questo filone d'interpretazione. Gesù non vuole allontanare da sè le sofferenze (nelle ore della passione - credo la 19° ndr - Gesù quando è innalzato sulla croce chiede più pene ancora). Queste sono scene veramente edificanti che ci fanno vedere quanto grande è l'amore di Gesù per noi.

Gesù percepì con la sua volontà umana unita a quella Divina, tutta la montagna di vizi che le volontà umane contengono. E ne ebbe terrore, ribrezzo e spavento. Primo punto d'esame per noi: Noi abbiamo ribrezzo, spavento e terrore della nostra volontà? Quando saremo arrivati a questo punto, cioè nella nostra preghiera personale ed intima con Ges quella che solo Lui conosce e quella dove siamo sinceri (noi purtroppo i teatrini possiamo farli davanti agli uomini perchè ci ritengano ciò che non siamo); se dal mio cuore esce questo grido - non ci credo senza nessun dubbio che non esista male che non esca da qua. Per favore, Signore mio, liberami da questo incubo. Qui si parla sempre della volontà umana - senza la volontà Divina - perchè (il don lo spigea per l'ennesima volta), in sè la facoltà che abbiamo della libera volontà è un prodigio dell'Altissimo considerata in quanto tale. Il problema è che noi non la possiamo considerare in quanto tale e o la si esercita in fusione con quella divina o la si esercita senza la volontà divina e purtroppo la situazione di partenza è la seconda.

Esercizio consigliato del don: andare a rivedere i nostri atti - anche i più piccoli (chiediamo aiuto però al Signore per aiutarci, Dio disse a santa Faustina che se conoscessi fin nel profondo l'abisso della tua miseria moriresti di dolore (e questo vale anche per noi). Nessuno escluso. Non c'è il santo nato. Chiunque di noi faccia questo esercizio sappia che soffrirà vedendo che dovunque ci si mette sporca, rovina e abbruttisce. Anche quando - lo dice anche san Paolo - ti viene voglia di fare il bene, lo impiastri. Ma che noi arriviamo a questo punto, la persona lo sa quando si è arrivata a questa convizione non solo razionale ma esistenziale - maturando e riguardandosi alle spalle - dicendo: Signore mio, mi metterei sotto qualche milione di metri di cubi di terra perchè non sono degno di comparire al tuo cospetto. Non occorre essere stati grandi peccatori, lo può dire anche una persona che è stata preservata da tanti capitomboli brutti. E Gesù rincara: (e noi dobbiamo farci anche ferire in modo salutare)

"..Non c’è male nelle generazioni, di cui essa non sia l’origine, il seme, la fonte ed Io, vedendomi coperto di tutti questi mali che ha prodotto l’umana volontà, innanzi alla santità della mia mi sentivo morire e sarei morto difatti se la Divinità non mi avesse sostenuto..." Gesù

Origine, da dove viene ogni male? Dall'umana volontà, Ogni male. Possiamo dire anche da dove viene il coronavirus: dall'umana volontà. Da un punto di vista teologico l'origine di ogni male - non c'è male - che non arrivi dall'umana volontà. Seme, il seme è quella cosa che se la pianti esce l'albero, non ci sarebbe albero se non ci fosse il seme. La fonte (peggio ancora) è per definizione inesauribile, sta in continua produzione, qui abbiamo questa roba pazzesca. E Ges nell'orto degli Ulivi si sente coperto di tutti questi mali. Noi dobbiamo pregare il Signore che ci doni questa vista, e bisognerà soffrire, perchè non sarà bello rivedere certe cose. Ci sentiamo impotenti. Questa è la nostra condizione ferita. Noi non ci liberiamo di questa cosa dall'oggi al domani. E il grido di Gesù è che questo orrore cessi. Questo finirà quando sarà fatta solo la Volontà Divina e non quella umana, Gesù parlava a nome di tutto genere umano (non si faccia la mia volontà umana ma la Tua Padre). Era un grido che elevava a tutta l'umanità intera.

".. Io perciò, a nome di tutti, dicevo: “Non mea voluntas, sed Tua Fiat.” Fin d’allora Io costituivo l’epoca del Fiat Voluntas tua sulla terra; e col dirlo per ben tre volte, nella prima la impetravo, nella seconda la facevo scendere, nella terza la costituivo regnante e dominatrice..." Gesù

Questa cosa certamente accadrà e poi Gesù spiega anche che la stessa Redenzione (concetto fondamentale che Gesù spiega negli scritti, non utile per una nostra meditazione perchè con quello che abbiamo già detto trascorrerci giornate intere). L'opera stessa della Redenzione è stata la prima in ordine di esecuzione ma la cosa che interessa a Gesù è che torni a regnare la Divina Volontà. Non tornerà a regnare la Dv se prima l'uomo non viene redento ecco perchè la prima cosa che ha fatto e i primi frutti sono quelli della Redenzione con i quali ci rimettiamo più o meno in piedi rimanendo però mezzi zoppi e storpi; i sacramenti ci danno la Grazia e il Battesimo ci toglie il peccato originale ma la concupiscenza quella non viene rimarginata, quella sanguina in continuazione e i sacramenti ripetuti con frequenza e la preghiera - è come se stessimo continuamente a medicare una ferita che fa sgorgare sangue e pus. Questa è la nostra condizione. Il problema non è risolto. Il problema si risolve se si mette la parola punto ad ogni esercizio della volontà umana.

"..Prima di morire, siccome non mi restavano che ore, Io volli contrattare col mio Celeste Padre il mio primo scopo per cui venni sulla terra, che la Volontà Divina prendesse il suo primo posto d’onore nella creatura. Era stato questo il primo atto dell’uomo, cioè sottrarsi alla Volontà Suprema e quindi la nostra prima offesa, tutti gli altri suoi mali entrano nell’ordine secondario ed Io dovetti prima realizzare lo scopo del Fiat Voluntas tua come in Cielo così in terra e poi formare con le mie pene la Redenzione, perché la stessa Redenzione entra nell’ordine secondario; è sempre la mia Volontà che ha il primato in tutte le cose e anche se si videro gli effetti dei frutti della Redenzione, fu in virtù di questo contratto che Io feci col mio Divin Padre, cioè che il suo Fiat venisse a regnare sulla terra, realizzando il vero scopo della creazione dell’uomo ed il mio primo scopo per cui venni sulla terra, che potette ricevere i frutti della Redenzione; altrimenti sarebbe mancato l’ordine alla mia sapienza; se il principio del male fu la sua volontà, Io dovevo ordinare e ristabilire questa, riunire Volontà Divina e umana e se si videro prima i frutti della Redenzione, questo dice nulla; la mia Volontà è qual Re, che sebbene sia il primo fra tutti, arriva per ultimo, perché lo precedono, per suo onore e decoro, i suoi popoli, eserciti, ministri, principi e tutta la corte regale. Sicché prima erano necessari i frutti della mia Redenzione per far trovare la corte regale, i popoli, gli eserciti, i ministri, all’altezza della Maestà della mia Volontà..." Gesù

Gesù infine esorta Luisa (e noi) a fare che questa sia la nostra unica, principale ed unica preoccupazione e alla luce di questo dobbiamo leggere tutto ciò che accade nella nostra esistenza. La nostra volontà umana deve morire, non fare più un'atto di vita propria indipendente da quella divina. Ovviamente quando il don dice deve sono cose affidate alla nostra libertà, alle nostre scelte, se uno lo vuole o no, se uno ci crede o non ci crede, se uno ne è persuaso - obblighi in senso assoluto Dio non li vuole se non liberamente assunti dopo aver compreso - ecco perchè sono necessarie le conoscienze e di capire bene di cosa stiamo parlando.

Noi dobbiamo metterci in testa che ogni contrarietà, ogni imprevisto - fosse anche una tazzina da caffè che ti cade per terra, un piatto che ti si rovescia, una telefonata fastidiosa e qualunque cosa (un'impedimento nel fare qualcosa.. ) cos'è?

"..Onde sta’ in pace, è la mia Volontà che ti prova, che vuole non solo purgarti ma distruggere anche l’ombra della tua volontà, onde con tutta pace segui il volo nel mio Volere, non ti dar pensiero di nulla, il tuo Gesù farà in modo che tutto ciò che potrà succedere dentro e fuori di te, farà risaltare maggiormente la mia Volontà e allargherà in te i confini della mia nella tua volontà umana;.." Gesù

Chi vuole vivere nella dv di fronte ad un tempo che stiamo vivendo (lockdown - epidemia) - si capisce bene con grano salis - ha delle ottime chance: non posso toccare le persone, non posso stargli vicino, non posso andare a trovare mio padre/parenti, non posso uscire, non posso andare a lavorare, non posso andare in Chiesa, non posso andare a Messa,...quindi abbiamo le possibili e leciti espressioni che non si possono fare. Nella Dv questa che è una disgrazia - fermo restando tutta la comprensione, passione e rispetto per chi sta soffrendo e morendo - noi dobbiamo vederla con gli occhi soprannaturali. Il problema non è che io esca di casa o no, Luisa di casa non è mai uscita - non è peccato uscire, è una cosa bella per me sì ma Dio la vuole adesso da me? La faccio volentierissimo, domani non la vuole? Non la faccio. Non è solo se una cosa sia bella o brutta o lecita o meno. La nostra volontà umana può muoversi anche nel lecito. Ma una cosa che lecita, Gesù per me la vuole? E' chiaro che noi adesso non ci possiamo mettere - è difficile nel concreto fare questi discernimenti - in questo momento (lockdown) Gesù non vuole che io faccia una passeggiata (discorso diverso se ho figli es) quindi non ci vado. Non succede nulla. Anzi se io questa cosa la vivo bene ne uscirò ben santificato. Anche dentro un momento di prova, desolazione e quando ci sentiamo tentati, tutto farà risaltare la DV. E' un processo che si allargano i confini. Dobbiamo immaginarci dentro di noi un campo di battaglia, c'è il campo della dv e quello dell'umana volontà. Ci stanno perchè abbiamo in qualche modo la dv ma abbiamo anche l'umana volontà. C'è un'operazione da compiere e ogni volta che la dv noi dobbiamo stare certi che la dv vuole purgarci e purificarci (concetto già presente nella Chiesa). Tu preoccupati solo di farti bruciare dal fuoco della dv.

".. Così voglio che faccia tu, devi tanto girare intorno ad Essa, da farti bruciare dall’alito eterno del fuoco della mia Volontà, in modo da perdere qualunque altra conoscenza e da non avere nessun altro sapere che solo e sempre il mio Volere.” Gesù

Se noi andiamo con questo scritto davanti a Gesù, a pregarlo con grandi parole. Già anche se non sentiamo fino in fondo queste parole ma vorrebbe è già grandissima cosa agli occhi di Dio. La meditazione non è soltanto un pio ascolto e dopo ciò buonanotte, ma questa cosa deve continuare nella nostra vita diventando carne della mia vita trasformandosi anche in scelte ed opere.

sabato 7 novembre 2020

La forza del libero arbitrio

Gesù fa vedere a Luisa un Crocifisso gettato a terra, spiegandole che tale è il modo in cui lo riducono i peccati nascosti e segreti. Luisa ama Gesù e ripara per tutti. Cosa faceva Luisa dopo la santa comunione: un'esplosione universale di "ti amo" offerti a Gesù a nome di tutto e di tutti. Unico ostacolo: amarlo per le creature intelligenti, il cui libero arbitrio non può essere violato né costretto. Gesù le spiega come fare per amarlo per tutte le creature intelligenti, ossia ricorrendo agli atti fatti sulla terra dalla sua Santissima Umanità. Libro di cielo volume 16, 29 Dicembre 1923, 31 Marzo 2020

29 Dicembre 1923 Fra Gesù e l’anima che vive nella Divina Volontà c’è un vincolo eterno che li lega insieme e che non si può disgiungere. Il segreto dove trovare tutte le creature per amare il Padre per tutte

C'è questa esperienza mistica di Luisa (Stavo pregando e mi son trovata fuori di me stessa, dove c’era un crocifisso gettato per terra; io mi son messa vicino per adorare e baciare le sue piaghe santissime, ma mentre facevo ciò, il crocifisso, facendosi vivo, ha schiodato le sue mani dalla croce e si è avvinto al mio collo, stringendomi forte, forte...."), immagine molto significativa, con chiaro invito di Gesù di prendere quel crocifisso e di portarselo con sè.

"... Io ti stavo aspettando perché venissi a sollevarmi e a liberarmi da questo luogo dove l’umana perfidia mi ha gettato e con peccati nascosti e mali segreti mi ha barbaramente crocifisso, perciò mi sono avvinto a te, affinché mi liberi e mi porti insieme con te.” Gesù

Primo punto di meditazione. I peccati nascosti e mali segreti, punto su cui dobbiamo imparare a fare l'esame di coscienza tutti noi, accusare i peccati nascosti è difficile assicura il don, è più difficile confessare un brutto pensiero che confessare dei peccati più esterni - maldicenza o atto impuro - perchè quando confessiamo bene un peccato interno (ordinariamente non ci facciamo attenzione), è altamente umiliante per noi dirlo davanti al confessore. Es: mi sono arrabbiato perchè uno è migliore di me o pensiamo ai giudizi che spariamo mentalmente contro il prossimo (questo è così, ecc..), talvolta può fare bene in confessione magari specificandoli vedrà come si vergogna. Quel pensiero cattivo, nella sua bruttezza, il Signore lo ha conosciuto con tutti i dettagli e particolari cosa che un'altro essere umano non può fare. Un male segreto può crocefiggere Ges - qualche meditazione di questo genere in questo periodo prima della Pasqua - sono stati i miei peccati a mettere in croce Gesù (dice bene un canto).

Figlia mia, perché vuoi fuggire da Me? Come, mi vuoi lasciare? Non sai tu che tra Me e te c’è un vincolo eterno che ci lega insieme, che né tu né Io possiamo disgiungere, perché ciò che è eterno entra in Me e si rende inseparabile da Me. Tutti gli atti che abbiamo fatto insieme nella mia Volontà sono atti eterni, come è eterna la mia Volontà, sicché tu hai del tuo in Me ed Io ho del mio in te; scorre in te una vena eterna che ci rende inseparabili e quanto più continui e moltiplichi i tuoi atti nel mio Volere, tanto più prendi parte a ciò che è eterno; quindi, dove vuoi andare? Io ti stavo aspettando perché venissi a sollevarmi e a liberarmi da questo luogo dove l’umana perfidia mi ha gettato e con peccati nascosti e mali segreti mi ha barbaramente crocifisso, perciò mi sono avvinto a te, affinché mi liberi e mi porti insieme con te.” Gesù

Gesù dice a Luisa che quando si compie un'atto nel dv ci si vincola con l'Eterno, è un pò come quando Gesù spiega (vedi Adamo e la Vita nella DV) che gli atti fatti da Adamo prima del peccato sono rimasti stabili, fermi e fissi; perchè una cosa fatta nella dv rimane in eterno non può essere in nessun modo cancellata o obliata. Ecco perchè per noi è importante a compiere gli atti nella dv.

"..Dopo ho fatto la santa comunione ed io secondo il mio solito ho chiamato e messo tutte le cose create intorno a Gesù, affinché tutte gli facessero corona e dessero il contraccambio dell’amore, degli omaggi al loro Creatore..." Luisa

Cosa fa qua Luisa? Non soltanto si intrattiene a riempire dei suoi personali Ti Amo - attenzione, cosa che sempre bisognerebbe fare - il don pensa che sia un pallino personale (ma ha letto anche opinioni di persone sante tipo Padre Pio che diceva (nel suo modo spiccio) di stare attento a fare il Ringraziamento dopo la Comunione altrimenti la paghi cara). Concetto fondamentale: una comunione non seguita da adeguato ringraziamento, il don ritiene che sia una cosa molto brutta. Ma tra fare la comunione in modo irreverente e non farla il don non sa quale sia il meno peggio. Non dice di arrivare a tanto zelo come Luisa (magari) ma questo tempo di lockdown in cui Dio ci ha messo a digiuno forzato è sicuramente un tempo a cui dobbiamo ripensare a tutte le comunioni abbiamo fatto. Vogliamo continuare come prima o migliorare il nostro rapporto con Dio? La Santa Comunione, è il momento in cui questo mondo è il momento in cui Nostro Signore usa questo sacramento (ma non si è legato le mani) per la nostra santificazione. Quando i sacramenti sono a nostra disposizione guai a chi non li usa e li bypassa, usiamoli in modo però degno. Chiediamoci come abbiamo usato il Sacramento della Confessione, perchè confessarsi senza preparazione - altre volte si fa una chiacchierata ecc... tutte cose possibili ma che devono trovare altre sedi. Chi usa male il sacramento della confessione (magari sfogandosi con il sacerdote ecc...) sta svilendo il sacerdote, se hai l'illusione di non avere peccati vuol dire che l'esame di coscienza, ecc... è trascurata. I peccati forse non li so vedere e quindi devo farci qualcosa. Usare in questo modo il sacramento della confessione lo avvilisce, è come se io avessi 100 milioni di euro in banca e ne prendessi solo 10 euro. I Sacramenti sono per la nostra santificazione.

Amor mio, mio Gesù, tutto hai creato per me e me lo hai donato, sicché tutto è mio ed io lo dono a Te per amarti, perciò ti dico in ogni stilla di luce di sole, ti amo; nello scintillio delle stelle, ti amo; in ogni goccia d’acqua, ti amo. Il tuo Volere mi fa vedere fin nel fondo dell’oceano il tuo “ti amo” per me ed io imprimo il mio “ti amo” per Te in ogni pesce che guizza nel mare, voglio imprimere il mio “ti amo” sul volo di ogni uccello, ti amo dovunque amor mio, voglio imprimere il mio “ti amo” sulle ali del vento, nel muoversi delle foglie, in ogni favilla di fuoco, ti amo per me e per tutti.” Luisa

Gesù vuole che prendiamo conoscienza del suo Amore disseminato dappertutto, cosa che i nostri fratelli e sorelle non fanno. Questo se lo facciamo, non lo dobbiamo fare a pappagallo, ma proviamo a comprendere che quella cosa (Il Sole) è stata fatta per te e che tu dica Ti Amo nel sole è una gioia immensa per Gesù.

".. Tutte sono corse alla mia chiamata e ho visto a chiare note tutto l’amore del mio Gesù per me in tutte le cose create e Gesù aspettava con tale tenerezza d’amore nel mio cuore il contraccambio di tanto amore.." Luisa

Gesù vuole ed aspetta questo ricambio anche da te. Pensiamo e lavoriamo con la nostra fantasia, che pesci ci stanno nel mare? Nella tv vediamo un sacco di cose. Tutte cose fatte per noi, anche quelle cose che tu magari nella tua esperienza terrena non le vedrai mai. Difficilmente (magari) andremo in fondo all'oceano ma quella cosa che c'è in fondo all'oceano, Gesù l'ha fatta per te. E poi in Paradiso le vedremo in tutta chiarezza. Poi si passa al secondo step:

"..Tutta la Creazione era con me a dire “ti amo”, ma quando ho voluto abbracciare tutte le umane generazioni nel Voler Eterno, per far prostrare tutti innanzi a Gesù, perché tutti facessero il loro dovere di dire in ogni loro atto, parola, pensiero, “ti amo” a Gesù,.." Luisa

Dovere. E' un dovere che ogni atto sia un Ti Amo di Gesù, perchè se vedessimo le cose come le vedono dall'Alto, vedremmo che ogni essere umano è stato subissato da atti di amore di Dio e la gratitudine - dice San Tommaso d'Acquino - non è un'atto di misericordia ma di giustizia. Perchè tu devi dare un contraccambio per un bene ricevuto, sei obbligato. Noi lo sappiamo anche nelle norme di galateo di vivere civile, ci sono delle norme corrispondenti alle virtù, se uno mi fa un beneficio io lo devo ricambiare. Luisa lo fa lei per chi non la fa. Ma se mentre per le creature non intelligenti è facile, con le creature intelligenti è difficile perchè le sfuggono.

Figlia mia, eppure è proprio questo il vivere nel mio Volere, portare tutta la Creazione innanzi a Me e a nome di tutti darmi il contraccambio dei loro doveri, nessuno deve sfuggirti, altrimenti la mia Volontà troverebbe dei vuoti nella Creazione e non resterebbe appagata. Ma sai perché non trovi tutti e molti ti sfuggono? E’ la forza del libero arbitrio;..." Gesù

La nostra libera volontà è sempre l'arbitro, è sempre ciò da cui tutto dipende. Senza vino non si canta messa, senza libero arbitrio dell'uomo non si fa nulla. E Gesù però dice che c'è un modo per bypassare questo problema - e con questo ci ricorda una delle cose che già sappiamo - nella sua esistenza terrena Gesù ha preso l'impegno di soddisfare per tutti gli atti delle persone di fronte al Padre Celeste. Non esiste nessun membro della razza umana, comprese le anime dannate che nonostante Gesù abbia rifatto anche i loro atti - (le anime dannate non l'hanno fatto proprio); un'esistenza umana scorre secondo come il libero arbitrio della persona decide ma una vita di opposizione a Dio -evidentemente - non adempie all'obbligo grave che una persona ha di dire un ininterrotto Grazie e Ti Amo a Dio per tutto quello che ha ricevuto. Questo vuoto sarebbe uno squilibrio intollerabile dinnanzi all'Ordine Divino. E quindi Gesù ha rifatto per tutti gli esseri umani, se io questa cosa l'accolgo ho fatto strike. Prima c'è un processo di conversione personale - con il libero arbitrio mi fermo perchè mi rendo conto che sto rovinando la mia vita e come il Figlio Prodigo mi dico: che cosa sto combinando? Chiedo perdono ed inizio una vita nuova. L'ulteriore step che si può fare è almeno bene farlo una volta nella vita (anche una giornata intera sarebbe ben spesa). E ripensando a ciò che di storto c'è stato nella mia vita, diciamo a Gesù che vorremmo prendere quell'atto giusto che Lui ha fatto per me - questo c'è.

PER APPROFONDIRE IL DISCORSO SUL RIFARE LA PROPRIA VITA GUARDARE QUESTA PAGINA

"...ma ti voglio insegnare il segreto dove trovarli tutti: entra nella mia Umanità e vi troverai tutti gli atti loro come in custodia, per cui Io presi l’impegno di soddisfare per loro innanzi al mio Celeste Padre e tu cerca di seguire tutti gli atti miei, che erano gli atti di tutti, così troverai tutto e mi darai il ricambio d’amore per tutti e per tutto. Tutto c’è in Me; avendo fatto per tutti c’è in Me il deposito di tutto e rendo al Divin Padre il dovere dell’amore di tutti e chi vuole se ne serve per via come mezzo per salire al Cielo.”

Io sono entrata in Gesù e con facilità ho trovato tutto e tutti e seguendo l’operato di Gesù ho detto: “In ogni pensiero di creatura ti amo, sul volo di ogni sguardo ti amo, in ogni suono di parola ti amo, in ogni palpito, respiro, affetto, ti amo, in ogni goccia di sangue, in ogni opera e passo, ti amo.” Ma chi può dire tutto ciò che io facevo e dicevo? Molte cose non si sanno dire, anzi quello che si dice, si dice molto male, rispetto a come si dicono quando si è insieme con Gesù. Onde, dicendo “ti amo” mi son trovata in me stessa. Luisa

Tutto questo nel contesto della Santa Comunione, quanto tempo sarò passato? Con il dovuto equilibrio, dobbiamo smettere di guardare l'orologio quando ci occupiamo delle cose dell'Altissimo. Quindi quel tempo è sacro e se c'è qualcuno che mi aspetta, aspetta. Non succede nulla. Devo cucinare? Andrò ad una messa che è compatibile con la mia mansione domestica, non si può stare in queste circostanze con l'orologio in mano, certo non è che uno può stare 4 ore, ma ci deve essere un minimo di calma. Anche durante le celebrazioni. La Messa è la cosa più bella dell'Universo e non si può essere ossessionati dall'orologio, non si può cercare la messa più corta. Pensi che Gesù non veda questa disposizione? Pensi che a Gesù non gliene importa nulla? E' il tempo pi santo che abbiamo impiegato della nostra esistenza, ma questa è una decisione che deve fare il nostro libero arbitrio. Anche le grandi disgrazie sono Ti Amo di Ges, tutto sta nel riconoscerli (e saremod diventati grandi santi quando lo faremo).