Sono tornato!
Dopo quasi un mese di assenza ecco che torno alla scuola di disegno ad ArteIncampo.
Che dire? mi è piaciuto tornare per tenermi in allenamento e riprendere un pò la mano nell'esercizio più difficile: disegno dal nudo (un conto è disegnare dal computer con il soggetto fermo e con la possibilità di leggere bene l'immagine,) ma vi posso assicurare che dal nudo è tutt'altro!
Oltre a queste lezioni di disegno dal nudo (per il momento me ne rimangono 2) avrei intenzione di riprendere a disegnare con gli acrilici e quindi ci saranno delle lezioni sugli acrilici!
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sabato 25 aprile 2015
sabato 17 gennaio 2015
Lezione di disegno: impressioni
Ieri sono stato alla prima lezione di disegno di Arte In Campo (genova) del 2015. Ho fatto 2 ore di disegno con la modella.
Per prima cosa devo dire che è stato piacevole ritrovare delle persone che non avrei pensato di trovare. Poi è stato il momento di disegnare. Ero perfettamente conscio che non avrei disegnato dei capolavori e mi sono reso conto che ho sbagliato a disegnare non ricordandomi che la larghezza dell'anca della donna è uguale alla larghezza delle spalle. Ma una nota positiva è stata che almeno non mi sono scordato le altre lezioni che ho ricevuto dal professore di disegno ( Primo: mettiti in una posizione comoda, in modo che tu possa portare l'immagine della modella sul foglio senza voltarti [cioè mettiti di fronte e usa il bordo del legno su cui appoggi il foglio per creare una specie di linea], Secondo: calcola il massimo impegno o spazio che il modello/a occupa, Terzo: non correre e rilassati e ultimo: non disegnare subito i ghirigori o le mani, ma disegna il corpo nel suo complesso, in un secondo tempo disegna poi i dettagli).
Il bello di queste lezioni è che almeno vengono solo le persone motivate e nessuno è costretto di conseguenza ci si sente meglio. Infine poi c'è anche chi ti segue dandoti un suo giudizio.
Per quanto riguarda storia dell'arte devo dire che non ci saranno più le lezioni normali ma solo gli eventi, di conseguenza non ci saranno post così frequenti sulla storia dell'arte. Infine ho rinnovato l'iscrizione e ogni venerdì c'è la modella anche se non è detto che parteciperò ad ogni venerdì...
Alla prossima!
Per prima cosa devo dire che è stato piacevole ritrovare delle persone che non avrei pensato di trovare. Poi è stato il momento di disegnare. Ero perfettamente conscio che non avrei disegnato dei capolavori e mi sono reso conto che ho sbagliato a disegnare non ricordandomi che la larghezza dell'anca della donna è uguale alla larghezza delle spalle. Ma una nota positiva è stata che almeno non mi sono scordato le altre lezioni che ho ricevuto dal professore di disegno ( Primo: mettiti in una posizione comoda, in modo che tu possa portare l'immagine della modella sul foglio senza voltarti [cioè mettiti di fronte e usa il bordo del legno su cui appoggi il foglio per creare una specie di linea], Secondo: calcola il massimo impegno o spazio che il modello/a occupa, Terzo: non correre e rilassati e ultimo: non disegnare subito i ghirigori o le mani, ma disegna il corpo nel suo complesso, in un secondo tempo disegna poi i dettagli).
Il bello di queste lezioni è che almeno vengono solo le persone motivate e nessuno è costretto di conseguenza ci si sente meglio. Infine poi c'è anche chi ti segue dandoti un suo giudizio.
Per quanto riguarda storia dell'arte devo dire che non ci saranno più le lezioni normali ma solo gli eventi, di conseguenza non ci saranno post così frequenti sulla storia dell'arte. Infine ho rinnovato l'iscrizione e ogni venerdì c'è la modella anche se non è detto che parteciperò ad ogni venerdì...
Alla prossima!
venerdì 21 marzo 2014
Edgar Degas
Ciao a tutti!
Storia dell'arte ad ArteIncampo e stavolta è il turno di Degas. Un piccolo post precedente è a questo indirizzo, adesso però facciamo una panoramica sulla sua vita.
Edgar Degas nasce a Parigi nel 1834 e muore nel 1917 sempre a Parigi. Edgar DeGas ha avuto la fortuna di essere nato ricco e quindi di non aver avuto mai avuto problemi economici come altri pittori. Suo nonno (Hilaire Degas) fugge a Napoli durante la rivoluzione francese e fonda una banca diventando banchiere. Il padre di Degas (anch'esso banchiere) coltiva però una leggera inclinazione artistica (suona - i suoi lunedì sera musicali assieme ad altri artisti) tollerando la scelta del figlio nel fare il pittore (cosa molto rara).
Il nonno di Degas.
Edgar rimarrà sempre un'impressionista atipico. Sebbene concordi su alcuni aspetti con gli impressionisti (la vera pittura si fa fuori dall'accademia inserendosi nel flusso del tempo), per altri aspetti non avrà le stesse tendenze. Per esempio preferirà dipingere al chiuso e preferirà il disegno rispetto al colore a differenza di Monet.
(a sinistra un ritratto di Degas e a destra Ingres)
Edgar è sempre stato un profondo conoscitore della storia dell'arte e viaggerà in Italia (1856- 1859) per un corso di formazione frequentando anche Roma, Firenze, Napoli (dove c'era il nonno) e Genova. In Italia ritrarrà anche sua zia con le bambine e con suo padre, un'importante senatore. Nel quadro possiamo notare (accanto alla testa della zia) che c'è un ritratto del nonno di Degas morto da poco.
I suoi dipinti però non rimarranno mai immuni dalle citazioni con i pittori del passato (qua una posa del padre che ricorda un quadro del Giorgione)
Un'altra prova del fatto che DeGas era diverso dagli impressionisti fu che lui disegnava dopo aver studiato a lungo il soggetto mentre gli altri impressionisti disegnavano di getto (studio della cugina)
Inoltre Edgar entrò in contatto con i macchiaoli nel 1879 a Firenze ritraendo Diego Martelli (uno dei teorici del movimento)
Ebbe poi un'incontro con Mary Cassatt, una delle pittrici impressioniste femminili più famose dell'epoca. Americana di origine, era venuta a Parigi a studiare l'arte
Edgar DeGas è principalmente conosciuto per i suoi disegni sulle ballerine e del mondo dell'Operà di Parigi. Si cimentò anche nella denuncia delle condizioni femminili lavorative e del fatto che molte ballerine del teatro diventavano poi delle prostitute a causa di personaggi della borghesia che non si facevano scrupoli
Inoltre fu un precursore del futurismo perchè in un dipinto cercò di dipingere il movimento del braccio di una lavoratrice
Di Degas ci sarebbe ancora tanto da dire. Possiamo riassumere che un lato di Edgar che pochi sanno è che fu un pittore anche paesaggista (non tanto però realizzò dei dipinti)
Alla fine però dovette smettere di dipingere perchè divenne cieco e quindi si dedicò alla scultura, ed usando il tatto realizzò delle statue di cera delle ballerine in modo polimaterico (oltre alla cera usò anche dei vestiti reali). Mentre molte statue vennero realizzate in bronzo dopo la sua morte, una venne costruita prima.
Storia dell'arte ad ArteIncampo e stavolta è il turno di Degas. Un piccolo post precedente è a questo indirizzo, adesso però facciamo una panoramica sulla sua vita.
Edgar Degas nasce a Parigi nel 1834 e muore nel 1917 sempre a Parigi. Edgar DeGas ha avuto la fortuna di essere nato ricco e quindi di non aver avuto mai avuto problemi economici come altri pittori. Suo nonno (Hilaire Degas) fugge a Napoli durante la rivoluzione francese e fonda una banca diventando banchiere. Il padre di Degas (anch'esso banchiere) coltiva però una leggera inclinazione artistica (suona - i suoi lunedì sera musicali assieme ad altri artisti) tollerando la scelta del figlio nel fare il pittore (cosa molto rara).
Il nonno di Degas.
Edgar rimarrà sempre un'impressionista atipico. Sebbene concordi su alcuni aspetti con gli impressionisti (la vera pittura si fa fuori dall'accademia inserendosi nel flusso del tempo), per altri aspetti non avrà le stesse tendenze. Per esempio preferirà dipingere al chiuso e preferirà il disegno rispetto al colore a differenza di Monet.
(a sinistra un ritratto di Degas e a destra Ingres)
Edgar è sempre stato un profondo conoscitore della storia dell'arte e viaggerà in Italia (1856- 1859) per un corso di formazione frequentando anche Roma, Firenze, Napoli (dove c'era il nonno) e Genova. In Italia ritrarrà anche sua zia con le bambine e con suo padre, un'importante senatore. Nel quadro possiamo notare (accanto alla testa della zia) che c'è un ritratto del nonno di Degas morto da poco.
I suoi dipinti però non rimarranno mai immuni dalle citazioni con i pittori del passato (qua una posa del padre che ricorda un quadro del Giorgione)
Un'altra prova del fatto che DeGas era diverso dagli impressionisti fu che lui disegnava dopo aver studiato a lungo il soggetto mentre gli altri impressionisti disegnavano di getto (studio della cugina)
Inoltre Edgar entrò in contatto con i macchiaoli nel 1879 a Firenze ritraendo Diego Martelli (uno dei teorici del movimento)
Ebbe poi un'incontro con Mary Cassatt, una delle pittrici impressioniste femminili più famose dell'epoca. Americana di origine, era venuta a Parigi a studiare l'arte
Edgar DeGas è principalmente conosciuto per i suoi disegni sulle ballerine e del mondo dell'Operà di Parigi. Si cimentò anche nella denuncia delle condizioni femminili lavorative e del fatto che molte ballerine del teatro diventavano poi delle prostitute a causa di personaggi della borghesia che non si facevano scrupoli
Inoltre fu un precursore del futurismo perchè in un dipinto cercò di dipingere il movimento del braccio di una lavoratrice
Di Degas ci sarebbe ancora tanto da dire. Possiamo riassumere che un lato di Edgar che pochi sanno è che fu un pittore anche paesaggista (non tanto però realizzò dei dipinti)
Alla fine però dovette smettere di dipingere perchè divenne cieco e quindi si dedicò alla scultura, ed usando il tatto realizzò delle statue di cera delle ballerine in modo polimaterico (oltre alla cera usò anche dei vestiti reali). Mentre molte statue vennero realizzate in bronzo dopo la sua morte, una venne costruita prima.
mercoledì 19 marzo 2014
Domani
Ciao!
Domani forse partecipo ad una lezione su Degas e Van Gogh ad Arte In campo. Ho saltato deliberatamente la serata artistica di marzo perchè avevo dei problemi di vario tipo. ciaoo!
ciao!
Domani forse partecipo ad una lezione su Degas e Van Gogh ad Arte In campo. Ho saltato deliberatamente la serata artistica di marzo perchè avevo dei problemi di vario tipo. ciaoo!
ciao!
sabato 18 gennaio 2014
Edvard Munch - non è solo l'Urlo
Ciao a tutti!
Oggi un bel post sulla conferenza e sulla mostra che sono appena andato a vedere al Ducale (Genova) su Edvard Munch. Dal momento che ho già trattato di questo pittore non mi dilungherò troppo sulla sua vita o sui suoi quadri famosi. Con la conferenza di oggi con Arte in Campo mi sono reso conto che Munch non è solo l'Urlo. Ma qualcosa di più.
La fama dell'Urlo ha occultato in gran parte tutto il resto della sua carriera. Di conseguenza questo sarà un post integrativo oltre agli eventi arcinoti della sua carriera.
Come è già noto, il pittore ebbe una sorte nefasta e si vide morire a poco a poco tutta la famiglia, e questo influenzò non di poco il suo carattere e il suo modo di relazionarsi con gli altri e la sua pittura.Ma ci furono dei momenti della sua vita nella quale dipinse anche dell'altro.
Edvard, come molti altri artisti, non fu mai completamente legato all'espressionismo ma attraversò e sperimentò parecchie tecniche di pittura. Fu un ritrattista e ritrasse così membri della sua famiglia ed altre persone. Per esempio sua sorella Inger o fece parecchi autoritratti (l'autoritratto qua sotto venne fatto quando andò a curarsi in una clinica)
Un disegno di quando si sottopose all'elettroshock
Poi una volta ebbe dei problemi ad un occhio (gli si ruppe una vena) e di conseguenza fece dei disegni in seguito a quell'esperienza
Edvard Munch fece poi anche dei viaggi in Italia, Francia e Germania studiando altri pittori del periodo ed anticipando o disegnando come i Fauves e diventando anche un paesaggista
Una volta disegnò lui a Parigi..usando (se non erro) una tecnica puntinista ma ancora una volta si disegnò staccato dal mondo (la ringhiera che lo tiene in disparte)
Acqueforti, Xilografie, Litografie, fotografie, ritratti e sculture (!)..insomma non si può certo dire che Munch è solo l'Urlo come sostengono in molti. Quando morì lasciò più di 1500 quadri ad olio e più di 10.000 stampe..insomma.
Va comunque detto che le opere di Munch (o almeno la maggioranza di esse) saranno sempre caratterizzate da un'angoscia o da un sentimento negativo che si manifesterà quasi sempre. E ci sarà spesso il tema (oltre della morte) del sesso maschile e del sesso femminile destinati a non incontrarsi mai, in quanto per Munch, il sesso e l'amore portano solo tragedie.
Prima del ritiro, viaggiò parecchio e alloggiò in diverse zone facendoli diventare i suoi studi di pittura temporanei (qua sotto alcune delle località dove soggiornò).
Edvard Munch, nel 1919 si ritirò a vivere da solo ad Ekely dove si fece fare uno studio all'aria aperta. Inoltre lasciava le sue opere in balia degli elementi in modo tale che la natura potesse metterci quel tocco di consunzione ottimo per i suoi soggetti....Edvard morì in seguito ad una polmonite contratta nel tentativo di riparare il suo studio danneggiato dall'esplosione di una nave tedesca nella baia.
Ma questa che vi narro è solo una parte della conferenza a cui ho partecipato. In quanto non ce l'ho fatta a fotografare tutto e ritengo che vi annoierei se postassi tutto. Diciamo che ho provato con questo articolo a far vedere che Edvard Munch non è solo il pittore dell'Urlo ma una persona che ha sperimentato nel corso della vita vari modi di pittura. Ha avuto anche lui i suoi insuccessi (le mostre a Parigi ed a Berlino furono un fiasco) ma alla fine fu aiutato da alcune persone e i meriti arrivarono prima della sua morte anche se lui non riuscì a goderseli in quanto cadde in una depressione.
Oggi un bel post sulla conferenza e sulla mostra che sono appena andato a vedere al Ducale (Genova) su Edvard Munch. Dal momento che ho già trattato di questo pittore non mi dilungherò troppo sulla sua vita o sui suoi quadri famosi. Con la conferenza di oggi con Arte in Campo mi sono reso conto che Munch non è solo l'Urlo. Ma qualcosa di più.
La fama dell'Urlo ha occultato in gran parte tutto il resto della sua carriera. Di conseguenza questo sarà un post integrativo oltre agli eventi arcinoti della sua carriera.
Come è già noto, il pittore ebbe una sorte nefasta e si vide morire a poco a poco tutta la famiglia, e questo influenzò non di poco il suo carattere e il suo modo di relazionarsi con gli altri e la sua pittura.Ma ci furono dei momenti della sua vita nella quale dipinse anche dell'altro.
Edvard, come molti altri artisti, non fu mai completamente legato all'espressionismo ma attraversò e sperimentò parecchie tecniche di pittura. Fu un ritrattista e ritrasse così membri della sua famiglia ed altre persone. Per esempio sua sorella Inger o fece parecchi autoritratti (l'autoritratto qua sotto venne fatto quando andò a curarsi in una clinica)
Un disegno di quando si sottopose all'elettroshock
Poi una volta ebbe dei problemi ad un occhio (gli si ruppe una vena) e di conseguenza fece dei disegni in seguito a quell'esperienza
Edvard Munch fece poi anche dei viaggi in Italia, Francia e Germania studiando altri pittori del periodo ed anticipando o disegnando come i Fauves e diventando anche un paesaggista
Una volta disegnò lui a Parigi..usando (se non erro) una tecnica puntinista ma ancora una volta si disegnò staccato dal mondo (la ringhiera che lo tiene in disparte)
Acqueforti, Xilografie, Litografie, fotografie, ritratti e sculture (!)..insomma non si può certo dire che Munch è solo l'Urlo come sostengono in molti. Quando morì lasciò più di 1500 quadri ad olio e più di 10.000 stampe..insomma.
Va comunque detto che le opere di Munch (o almeno la maggioranza di esse) saranno sempre caratterizzate da un'angoscia o da un sentimento negativo che si manifesterà quasi sempre. E ci sarà spesso il tema (oltre della morte) del sesso maschile e del sesso femminile destinati a non incontrarsi mai, in quanto per Munch, il sesso e l'amore portano solo tragedie.
Prima del ritiro, viaggiò parecchio e alloggiò in diverse zone facendoli diventare i suoi studi di pittura temporanei (qua sotto alcune delle località dove soggiornò).
Edvard Munch, nel 1919 si ritirò a vivere da solo ad Ekely dove si fece fare uno studio all'aria aperta. Inoltre lasciava le sue opere in balia degli elementi in modo tale che la natura potesse metterci quel tocco di consunzione ottimo per i suoi soggetti....Edvard morì in seguito ad una polmonite contratta nel tentativo di riparare il suo studio danneggiato dall'esplosione di una nave tedesca nella baia.
Ma questa che vi narro è solo una parte della conferenza a cui ho partecipato. In quanto non ce l'ho fatta a fotografare tutto e ritengo che vi annoierei se postassi tutto. Diciamo che ho provato con questo articolo a far vedere che Edvard Munch non è solo il pittore dell'Urlo ma una persona che ha sperimentato nel corso della vita vari modi di pittura. Ha avuto anche lui i suoi insuccessi (le mostre a Parigi ed a Berlino furono un fiasco) ma alla fine fu aiutato da alcune persone e i meriti arrivarono prima della sua morte anche se lui non riuscì a goderseli in quanto cadde in una depressione.
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