Grandissima lezione di Gesù sulle ragioni del suo operare. La sua vita deve essere modello di comprensione di tutto ciò che accade nella Chiesa e nelle anime. Lezione sulle persone non casualmente presenti sotto la Croce di Gesù e sulla loro funzione. Libro di cielo volume 4, capitolo 157 (4.12.1902), 29 Giugno 2018
04 Dicembre 1902
Gesù manifesta le ragioni del suo operare.
Vedi come nelle azioni divine, a differenza di quelle umane, non c'è niente di casuale. La presenza di San Giovanni ai piedi della croce era stata predestinata ab eterno, san Giovanni era stato ordinato vescovo e lui (Giovanni) doveva partecipare ed offrire Gesù come vittima per la Chiesa. Ci sarà sempre un sacerdote ad assistere una vittima per i bisogni della Chiesa.
“Figlia mia, Io volevo che da loro stessi trovassero la ragione del mio operare, perché nella mia vita.."
Chi cerca le ricette "magiche", che devo fare per risolvere questo problema? Il Signore vuole che ci arriviamo da soli, chi è che non ci arriva? Gesù le cose irragionevoli non le fa mai, chi ci arriva a capire cosa vuole Gesù da lui? Ci arriva solo chi vuole sinceramente capire la volontà di Dio e non la sottopone al suo giudizio. Se uno ci ha pregato e ci ha pensato, impara a prendersi responsabilità e a fare discernimento. Una persona impara se vuole veramente fare la volontà di Dio. 1) Devi fare realmente la Divina Volontà 2)Medita e prega . Nel Vangelo ci sono tutte le risposte. Uno deve ripensare alle cose che ci capitano nella vita
anche se non ci capiamo nulla.
“Che significa quell’ostende te sacerdoti?”
Perchè l'ha mandato dal sacerdote il lebbroso guarito? Per valorizzare il ruolo del sacerdote. Perchè quando Gesù faceva i miracoli si doveva recare sul luogo (tranne che in un caso). "Ciò insegna che è racchiusa la vita futura della Chiesa nella mia, il modo come deve comportarsi il sacerdote nel suo operare.." doveva far comprendere che quella
guarigione era da imputare all'uomo Cristo Gesù e far comprendere l'importanza dei Sacramenti. Stiamo sempre parlando di anime vittime. Le persone che stavano sotto la croce avevano anche loro una funzione. Dio non fa manco una
virgola insensata, siamo noi che siamo incapaci di vederla. Se non riusciamo a capirla, al massimo stiamo zitti e stai certo che c'è una sapienza. Comincia a meditare il Vangelo.
Luca Rivara Blog
sabato 4 luglio 2026
Il segno certo di non essere ingannati dal demonio
Gesù le rivela qual è il segno certissimo che attesta la provenienza soprannaturale di un'esperienza di Dio: il fatto che l'anima sappia ben affrontare la croce in tutte le sue sfaccettature, in particolare l'umiliazione e la mortificazione. Spiega anche alcuni aspetti fondamentali riguardanti i doveri di coloro che hanno l'autorità di imporre obbedienze. Libro di cielo volume 4, 145-156 (30.11-3.12.1902), 28 Giugno 2018,
30 Novembre 1902 Timore che il suo stato fosse opera del demonio. Gesù le insegna come conoscere quando è Lui e quando il demonio.
Come discernere se qualcosa viene da Dio o dal demonio? Noi dobbiamo tenere presente che quando si indaga dall'esterno su queste cose deve tenere aperte tre possibilità: che venga da Dio, dal demonio o dalla fantasia della persona o che si tratti una recita/truffa. Questo vale anche criterio per noi in generale: è brutto segno che la persona è convinta a priori, buon segno invece quando la persona sottopone a discernimento dei superiori.E' da superbo decidere da soli su noi stessi, occorre sempre un discernimento spirituale operato dai superiori. Di fronte alle mortificazioni, sofferenze ed umiliazioni, come ti comporti? Bisogna soffrire ed umiliarsi. Il calo del tasso della superbia è un indice di un buon cammino interiore. Dai frutti li potrete riconoscere. Quando una cosa proviene dal Signore produce un'aumento delle virtù e una riduzione dei peccati.
03 Dicembre 1902 Turbamenti in riguardo all’ubbidienza, Gesù la rasserena.
Gesù ricorda che l'autorità dei superiori deve essere sempre soggetta a quella di Gesù. Il suddito deve sempre obbedire al superiore. Noi dobbiamo ubbidienza anche quando la cosa ci sempre discutibile (attenzione, non vale per cose contrarie alla Volontà di Dio). Poi si lasci a Lui l'incarico di farla realizzare. Lo scontro frontale contro i superiori non si possono fare, l'unica cosa è se il comando viola la legge di Dio oggettivamente. La domanda ultima è: voglio fare la volontà di Dio? Lui dovrà darmi la possibilità di farla, io non posso fare una cosa buona utilizzando mezzi cattivi. Un fine buono richiede anche mezzi buoni.
30 Novembre 1902 Timore che il suo stato fosse opera del demonio. Gesù le insegna come conoscere quando è Lui e quando il demonio.
Come discernere se qualcosa viene da Dio o dal demonio? Noi dobbiamo tenere presente che quando si indaga dall'esterno su queste cose deve tenere aperte tre possibilità: che venga da Dio, dal demonio o dalla fantasia della persona o che si tratti una recita/truffa. Questo vale anche criterio per noi in generale: è brutto segno che la persona è convinta a priori, buon segno invece quando la persona sottopone a discernimento dei superiori.E' da superbo decidere da soli su noi stessi, occorre sempre un discernimento spirituale operato dai superiori. Di fronte alle mortificazioni, sofferenze ed umiliazioni, come ti comporti? Bisogna soffrire ed umiliarsi. Il calo del tasso della superbia è un indice di un buon cammino interiore. Dai frutti li potrete riconoscere. Quando una cosa proviene dal Signore produce un'aumento delle virtù e una riduzione dei peccati.
03 Dicembre 1902 Turbamenti in riguardo all’ubbidienza, Gesù la rasserena.
Gesù ricorda che l'autorità dei superiori deve essere sempre soggetta a quella di Gesù. Il suddito deve sempre obbedire al superiore. Noi dobbiamo ubbidienza anche quando la cosa ci sempre discutibile (attenzione, non vale per cose contrarie alla Volontà di Dio). Poi si lasci a Lui l'incarico di farla realizzare. Lo scontro frontale contro i superiori non si possono fare, l'unica cosa è se il comando viola la legge di Dio oggettivamente. La domanda ultima è: voglio fare la volontà di Dio? Lui dovrà darmi la possibilità di farla, io non posso fare una cosa buona utilizzando mezzi cattivi. Un fine buono richiede anche mezzi buoni.
L'albero della vita. Primato dell'interiorità
Gesù le mostra l'immagine dell'Albero della Vita e le spiega cosa è. Spiega anche la differenza che c'è tra come Lui operò e come opera l'uomo: Egli guardava sempre al di dentro, ossia il frutto di ciò che faceva, viveva e soffriva, l'uomo guarda solo l'esteriore, ingannandosi regolarmente e rimanendo prigioniero della sua propria volontà. Libro di cielo volume 4, capitoli 149-150
(5-9.11.1902), 27 Giugno 2018
05 Novembre 1902 Vede un albero nel cuore di Gesù, e Lui le spiega il significato.
Dell'albero della vita si parla nella Bibbia (Genesi e Apocalisse). Che cos'è? E' nient'altro che il frutto della vita terrena di Gesù e dell'opera di ripristino del Fiat sulla Terra di cui è adesso è a totale disposizione di tutti. Nella SS. Umanità di Gesù riverbera ogni vita umana presente, passata e futura con tutto ciò che farà. Vuoi la gloria? rimani nell'albero della vita (attingi dall'opera di redenzione e santificazione di Gesù tenendo aperti tutti i rubinetti possibili --> ricezione corretta dei Sacramenti, noi non abbiamo idea della potenza dei Sacramenti; la preghiera, ecc...). I rami sono i santi e le loro opere. Ogni volta che per qualunque motivo ci si allontana o si allontana qualcuno dalla Chiesa Cattolica, tutto ciò che ci allontana dalla Chiesa è sempre opera di Satana (in fondo in fondo). Dove ci portano i pensieri? Che fine hanno questi ragionamenti?
09 Novembre 1902 Differenze tra l’operare di Gesù ed l’operare dell’uomo.
Gesù vedeva che lo stavano gonfiando di botte e umiliazioni, il Padre lo ha consegnato nelle mani dei nemici perchè doveva patire per la nostra salvezza ed anche il minimo patimento aveva come fine uno smisurato bene. Che fare quando ci trattano male? Devo pensare che la DV permetta questa cosa per offrirla a Gesù perchè abbia un senso e produca una quantità smisurata di bene che noi non vediamo ma ne abbiamo certezza con la fede. La differenza è che Gesù guarda tutte le cose con sguardo sovrannaturale mentre le persone guardano con sguardo materiale. Noi non vediamo il frutto dell'umiliazione che riceviamo come lo vedeva Gesù. Non si cancella la sofferenza ma cambia il modo con la quale si vive.
05 Novembre 1902 Vede un albero nel cuore di Gesù, e Lui le spiega il significato.
Dell'albero della vita si parla nella Bibbia (Genesi e Apocalisse). Che cos'è? E' nient'altro che il frutto della vita terrena di Gesù e dell'opera di ripristino del Fiat sulla Terra di cui è adesso è a totale disposizione di tutti. Nella SS. Umanità di Gesù riverbera ogni vita umana presente, passata e futura con tutto ciò che farà. Vuoi la gloria? rimani nell'albero della vita (attingi dall'opera di redenzione e santificazione di Gesù tenendo aperti tutti i rubinetti possibili --> ricezione corretta dei Sacramenti, noi non abbiamo idea della potenza dei Sacramenti; la preghiera, ecc...). I rami sono i santi e le loro opere. Ogni volta che per qualunque motivo ci si allontana o si allontana qualcuno dalla Chiesa Cattolica, tutto ciò che ci allontana dalla Chiesa è sempre opera di Satana (in fondo in fondo). Dove ci portano i pensieri? Che fine hanno questi ragionamenti?
09 Novembre 1902 Differenze tra l’operare di Gesù ed l’operare dell’uomo.
Gesù vedeva che lo stavano gonfiando di botte e umiliazioni, il Padre lo ha consegnato nelle mani dei nemici perchè doveva patire per la nostra salvezza ed anche il minimo patimento aveva come fine uno smisurato bene. Che fare quando ci trattano male? Devo pensare che la DV permetta questa cosa per offrirla a Gesù perchè abbia un senso e produca una quantità smisurata di bene che noi non vediamo ma ne abbiamo certezza con la fede. La differenza è che Gesù guarda tutte le cose con sguardo sovrannaturale mentre le persone guardano con sguardo materiale. Noi non vediamo il frutto dell'umiliazione che riceviamo come lo vedeva Gesù. Non si cancella la sofferenza ma cambia il modo con la quale si vive.
La guarigione compiuta: ciò che l’anima diventa
Ottava meditazione, Esercizi spirituali DV, Loreto 26-29 aprile 2026 - don Pierpaolo Maria Cilla
Guarire l'umano con il dono della divina volontà. Dopo la malattia, il dolore, il Medico che è sceso e la terapia che ci è stata data, la Vergine Maria che ci ha mostrato la via e la fedeltà che ha resistito ad ogni ricaduta, eccoci qua di fronte alla domanda finale: cosa diventa l'anima quando in lei si compie la perfezione della guarigione?
Saranno brani da contemplare ed assorbire più che da commentare. L'anima guarita con il dono della divina volontà diventa il Paradiso di Dio., il Cielo in cui Gesù si riposa e il Cielo in terra, tanto che per Gesù non c'è nessuna differenza nello stare in Cielo o nell'anima nella quale regna la Volontà divina. Quest'anima è il luogo dove si stende il Terzo Fiat che completa la Creazione e Redenzione. E cosa succederà alla morte di quest'anima? Il Cielo non solo aprirà le porte ma si abbasserà per accoglierla.
28 Giugno 1912 Nell’anima che è cielo, Gesù è il Sole. ( 11° volume)
Continuando il mio solito stato, per poco è venuto il benedetto Gesù e mi ha detto:
“Figlia mia, l’anima che fa la mia Volontà (e vuole viverci aggiunge il don) è cielo, ma cielo senza sole e senza stelle, perché il Sole sono Io e le stelle che abbelliscono questo cielo, le mie stesse virtù.
- non virtù che l'anima si è costruita da sé per andarne fiera e di cui vantarsene. Il vanto è un peccato di superbia e non ci cadiamo continuamente, tutte le volte che ci mostriamo e ci vogliamo far apprezzare, la stima umana. -
Bello questo cielo, da innamorare chiunque lo può conoscere e molto più ne resto innamorato Io, che, come Sole, mi metto nel centro di questo cielo e lo vado saettando continuamente di nuova luce, di nuovo amore, di nuove grazie.
- noi che cerchiamo in continuazione l'ammirazione umana, quest'anima fa innamorare il Cielo di noi. Non perché noi abbiamo fatto chissà cosa ma perché in noi vedono il Dio che loro contemplano faccia a faccia.
Bello questo cielo a vedersi se splende il Sole, cioè quando mi manifesto e carezzo l’anima e la colmo dei miei carismi, l’abbraccio e, toccato dal suo amore, vengo meno e mi riposo in lei,
- noi che cerchiamo il riposo, il vero riposo consiste nel far ritrovare Gesù riposo. Perché se riposa Lui riposiamo noi. Noi diventiamo per il mondo quel Gesù che dice: venite a Me a riposare in quel Gesù che regna nelle nostre anime. Noi diciamo a Gesù quello che Lui dice a noi: viene a riposare in noi. Perché non trovi il mio cuore non accentratore. Questo ti posso dare.
L'anima guarita dal Fiat non è più un campo di battaglia ma è diventata un cielo sereno dove risplende non la mia stella ma quella di Gesù. E dove Dio si riposa. E quindi si respira la pace in quest'anima. Isaia 60,19.
LIBRO DEL PROFETA ISAIA - 60
19Il sole non sarà più la tua luce di giorno, né ti illuminerà più lo splendore della luna. Ma il Signore sarà per te luce eterna, il tuo Dio sarà il tuo splendore.
Secondo punto di meditazione: cosa prova la Santissima Trinità quando trova un'anima nel suo Fiat?
15 Ottobre 1933
Maestria ed arte Divina. Il piccolo Paradiso di Dio. Labirinto d'amore, virtù generatrice del Fiat. Dio in balìa della creatura. (32° volume)
"Figlia mia benedetta, non vi è cosa più bella, più santa, più gradita e che più ci piace e glorifica, che il formare la vita del nostro Voler Divino nella creatura; in essa viene formato un piccolo Paradiso, dove il nostro Ente Supremo si diletta di scendere per farvi il suo soggiorno…."
Non qualche visita ma il soggiorno
"..Vedi, invece d'un Paradiso ne abbiamo due, in cui troviamo le nostre armonie, la bellezza che ci rapisce, le pure gioie che raddoppiano la nostra felicità per aver formato una nostra vita di più nel piccolo cerchio della creatura…"
Indirettamente noi piccole creature diventiamo la gioia di Dio.
"..In questo Paradiso per quanto piccolo, per quanto creatura può essere capace, troviamo tutto, tutto è nostro, anzi troviamo la piccolezza che più ci innamora e miriamo la nostra arte Divina, perché nel piccolo, con la virtù della nostra potenza, abbiamo racchiuso il grande, possiamo dire che col nostro labirinto d'amore abbiamo trasmutato le cose, il grande nel piccolo ed il piccolo nel grande, senza un nostro prodigio divino non avremmo potuto formare, né la nostra vita, né il nostro Paradiso nella creatura e ti par poco avere una nostra vita di più ed un Paradiso duplicato a nostra disposizione per felicitarci maggiormente? ..
Il Sole e le stelle narrano la gloria di Dio ma non gli danno la vita. Ma l'anima in cui vive il divin volere gli fa trovare il Paradiso. Questo Paradiso in terra è più sorprendente di quello in Cielo. Andatevi a leggere l'ultimo capitolo della Madonna nel Regno della Divina Volontà.
Vangelo secondo Giovanni - 14
"..23Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.."
La dottrina sull'Inabitazione della Santissima Trinità in noi è una cosa già nota ma comprenderla nei dettagli non è una cosa che finora il don ritiene che sia stato possibile.
Terzo punto di meditazione: E' decreto divino che il Regno Divino venga a regnare sulla terra
3 Gennaio 1932 Certezza della venuta del regno della Divina Volontà sulla terra. Come tutte le difficoltà si scioglieranno come neve innanzi ad un sole ardente. La volontà umana è stanza oscura della creatura. 30° volume
"..Ora, come fu decreto nostro la mia venuta sulla terra, così è decreto nostro il regno della nostra Volontà sulla terra, anzi si può dire che l’uno e l’altro fanno parte di un sol decreto, avendo compiuto il primo atto di questo decreto, ci resta da compiere il secondo…"
Quando Dio firma un decreto, la cosa è immutabile.
«Figlia mia, tutto a Noi è possibile. Le impossibilità, le difficoltà, gli scogli insormontabili delle creature si sciolgono innanzi alla nostra Maestà Suprema come neve di fronte ad un sole ardente, il tutto sta se Noi vogliamo, tutto il resto è nulla. Non successe così nella Redenzione? Il peccato abbondava più che mai, appena un piccolo nucleo di gente sospirava il Messia ed in mezzo a questo nucleo, quante ipocrisie, quanti peccati di tutte le specie, spesso idolatravano; ma era decretato che Io dovevo venire sulla terra.
San Tommaso d'Aquino dice che nessuno può fermare la Volontà di Dio. Certo che c'è la libertà umana, sì che può ostacolare la volontà di Dio anche severamente ma se Dio firma un decreto neanche la volontà umana lo può fare.
E qua Gesù collega la sua venuta sulla terra e l'arrivo del regno del Fiat.
"..E’ vero che ci teniamo alla buona disposizione delle creature per dare il gran bene che può produrre un atto di nostra Volontà e perciò, tutt’al più prendiamo tempo e ci facciamo via in mezzo ai loro mali per disporli. E’ vero che i tempi sono tristi, gli stessi popoli sono stanchi, si vedono chiuse tutte le vie, non trovano via d’uscita anche per i necessari mezzi naturali, le oppressioni, le esigenze dei capi sono insopportabili..., giusta pena perché hanno eletto per capi uomini senza Dio, di mala vita, senza giusto diritto d’essere capi, che meritavano più un carcere, che il diritto del regime. Molti troni ed imperi sono stati rovesciati e quei pochi che sono rimasti, sono tutti vacillanti ed in atto di rovesciarsi, sicché la terra rimarrà quasi senza re, in mano ad uomini iniqui…"
L'ultimo imperatore d'Austria è un beato. Noi ci vantiamo della democrazia ma adesso stanno nascendo sempre meno persone e ci saranno sempre più musulmani. La democrazia non è fare leggi secondo la Verità, la democrazia è: comanda la maggioranza, e se la maggioranza è islamica, verranno distrutte le Chiese, ecc... è un cattivo pensiero del don. Perché gli Angeli hanno preso la casa di Loreto e l'hanno portata in giro per mezza Europa? Risposta di un professore: per salvarla dalla furia islamica, gli islamici avevano già distrutto la Basilica costruita sulla santa casa, soltanto che la santa Casa si trovava nella cripta della basilica e si è ritrovata sommersa dai detriti. Ma la Madonna prima che la demolissero, ha compiuto un miracolo. Queste tre mura sono state tirare fuori da una montagna di detriti integre e tutto questo per salvare una reliquia.
Riprendiamo la meditazione: quando cadono i troni e gli imperi è il segnale che l'annuncio del Regno della Divina Volontà non è lontano.
"..Quell’epoca e questa, in molte cose si danno la mano e la scomparsa dei troni e degli imperi, è l’annunzio che il regno della mia Divina Volontà non è lontano. Dovendo essere un regno universale, pacifico, non ci sarà bisogno di re che lo dominino, ognuno sarà re di se stesso. La mia Volontà sarà per loro legge, guida, sostegno, vita e Re assoluto di tutti e di ciascuno e tutti i capi arbitrari e senza diritto, andranno in frantumi come polvere al vento…"
Gesù sta parlando del valore del dominio della persona sulle sue passioni, se noi siamo auto dominati possiamo dominare il mondo. Ci vuole qualcuno che gestisca il mondo ma in questo clima. Sia la Parola di Dio va letta nella Chiesa e tutto il resto va letto nella Chiesa per non prendere derive sbagliate.
LIBRO DEL PROFETA DANIELE - 2
"..44Al tempo di questi re, il Dio del cielo farà sorgere un regno che non sarà mai distrutto e non sarà trasmesso ad altro popolo: stritolerà e annienterà tutti gli altri regni, mentre esso durerà per sempre.."
Questa è una profezia che sembra però un'eco della profezia che l'Arcangelo Gabriele fece alla Madonna.
Il terzo fiat sarà il completamento e compimento della Creazione e Redenzione (4° punto)
24 Gennaio 1921 Il terzo Fiat farà completare la gloria, l’onore del Fiat della Creazione e sarà conferma, sviluppo dei frutti del Fiat della Redenzione. Questi tre Fiat adombreranno la Sacrosanta Trinità sulla terra. (12° volume)
“Figlia mia, il primo Fiat fu detto nella Creazione senza intervento di alcuna creatura. Il secondo Fiat fu detto nella Redenzione e volli l’intervento della creatura e scelsi la mia Mamma come compimento del secondo Fiat…"
E' stata una creatura a rovinare il primo Fiat, così Dio chiama un'altra creatura.
"..Ora, a compimento, voglio dire il terzo Fiat e lo voglio dire per mezzo tuo, ho scelto te per compimento del terzo Fiat…"
Dio ha scelto Luisa perché è piccola ed ignorante, ha girato per tutta la terra e non ha trovato nessuna più piccola di Luisa
"..Questo terzo Fiat farà completare la gloria, l’onore del Fiat della Creazione e sarà conferma, sviluppo dei frutti del Fiat della Redenzione. Questi tre Fiat adombreranno la Sacrosanta Trinità sulla terra ed avrò il Fiat Voluntas tua, come in Cielo così in terra…"
La Santissima Trinità ha messo la sua firma ovunque: è tutto triplice. E' l'uomo che vuole rompere tutto questo. Papà, Mamma e figli. Ma noi vogliamo stravolgere questo equilibrio.
"..Questi tre Fiat saranno inseparabili, l’uno sarà vita dell’altro, saranno uno e trino, ma distinti tra loro. Il mio amore lo vuole, la mia gloria lo esige, perchè avendo sprigionato dal seno della mia potenza creatrice i primi due Fiat, il mio amore vuole sprigionare il terzo Fiat, non potendolo più contenere e questo, per completare l’opera da Me uscita, altrimenti resterebbe incompleta l’opera della Creazione e della Redenzione.”
La Redenzione è completa ma san Paolo dice: completo nella mia carne i patimenti di Cristo. In Gesù è completa ma in noi (e nel mondo) non è pienamente compiuta.
"..Così sarà del terzo Fiat, germoglierà in te, si formerà la spiga; solo il sacerdote ne avrà conoscenza, poi poche anime e poi si diffonderà, si diffonderà e farà la stessa via della Creazione e Redenzione. Quanto più ti senti schiacciata, tanto più cresce in te e si feconda la spiga del terzo Fiat, perciò sii attenta e fedele.”
Prima lo sapeva solo il sacerdote che veniva da Luisa e metteva l'imprimatur.
Quinta meditazione: il mistero della morte.
8 Marzo 1914 Chi sta nella Divina Volontà, di tutto ciò che fa Gesù può dire è mio. Vivendo e morendo nel Divin Volere, non c’è bene che l’anima non si porti con sé. (11° volume)
".. sicché per l’anima che muore nella mia Volontà, non c’è bellezza che la pareggi, né altezze, né ricchezze, né santità, né sapienza, né amore, nulla, nulla la può eguagliare, sicché quando l’anima che muore nella mia Volontà, farà ingresso nella patria celeste non si apriranno le sole porte del Cielo, ma tutto il Cielo si abbasserà per farla entrare nel celeste soggiorno, per fare onore all’operato della mia Volontà; che dirti poi della festa, della sorpresa di tutti i beati nel vedere quest’anima tutta improntata dell’operato della Volontà Divina! Quale sorpresa nel vedere in quest’anima che ha fatto tutto nel mio Volere, che tutto ciò che ha fatto in vita, ogni suo detto, ogni pensiero, parola, opera, azione, eccetera, sono tanti soli che l’adornano, ed uno diverso dall’altro nella luce e nella bellezza; nel vedere in quest’anima i tanti rivoli divini che inonderanno tutti i beati e che non potendoli contenere il Cielo scorreranno anche in terra a bene dei viatori.."
Quest'anima farà dilagare luce dovunque e anche dal Cielo potremmo far del bene alla terra.
"..Ah! figlia mia, la mia Volontà è il portento dei portenti, è il segreto per trovare la luce, la santità, le ricchezze, è il segreto di tutti i beni e non è conosciuto e quindi non è apprezzato né amato; apprezzalo ed amalo almeno tu e fallo conoscere a quelli che tu vedi disposti.”
Gesù ci dice che questo dono strepitoso che Dio vuole fare all'umanità dev'essere conosciuto per farlo apprezzare. Gesà dice che le perle vanno date a coloro che sono ben disposti. Ogni atto fatto nel Fiat diventa un sole che illuminerà l'anima in Cielo ma inonderà anche la terra.
Meditazione di Don Pierpaolo Maria Cilla
Guarire l'umano con il dono della divina volontà. Dopo la malattia, il dolore, il Medico che è sceso e la terapia che ci è stata data, la Vergine Maria che ci ha mostrato la via e la fedeltà che ha resistito ad ogni ricaduta, eccoci qua di fronte alla domanda finale: cosa diventa l'anima quando in lei si compie la perfezione della guarigione?
Saranno brani da contemplare ed assorbire più che da commentare. L'anima guarita con il dono della divina volontà diventa il Paradiso di Dio., il Cielo in cui Gesù si riposa e il Cielo in terra, tanto che per Gesù non c'è nessuna differenza nello stare in Cielo o nell'anima nella quale regna la Volontà divina. Quest'anima è il luogo dove si stende il Terzo Fiat che completa la Creazione e Redenzione. E cosa succederà alla morte di quest'anima? Il Cielo non solo aprirà le porte ma si abbasserà per accoglierla.
28 Giugno 1912 Nell’anima che è cielo, Gesù è il Sole. ( 11° volume)
Continuando il mio solito stato, per poco è venuto il benedetto Gesù e mi ha detto:
“Figlia mia, l’anima che fa la mia Volontà (e vuole viverci aggiunge il don) è cielo, ma cielo senza sole e senza stelle, perché il Sole sono Io e le stelle che abbelliscono questo cielo, le mie stesse virtù.
- non virtù che l'anima si è costruita da sé per andarne fiera e di cui vantarsene. Il vanto è un peccato di superbia e non ci cadiamo continuamente, tutte le volte che ci mostriamo e ci vogliamo far apprezzare, la stima umana. -
Bello questo cielo, da innamorare chiunque lo può conoscere e molto più ne resto innamorato Io, che, come Sole, mi metto nel centro di questo cielo e lo vado saettando continuamente di nuova luce, di nuovo amore, di nuove grazie.
- noi che cerchiamo in continuazione l'ammirazione umana, quest'anima fa innamorare il Cielo di noi. Non perché noi abbiamo fatto chissà cosa ma perché in noi vedono il Dio che loro contemplano faccia a faccia.
Bello questo cielo a vedersi se splende il Sole, cioè quando mi manifesto e carezzo l’anima e la colmo dei miei carismi, l’abbraccio e, toccato dal suo amore, vengo meno e mi riposo in lei,
- noi che cerchiamo il riposo, il vero riposo consiste nel far ritrovare Gesù riposo. Perché se riposa Lui riposiamo noi. Noi diventiamo per il mondo quel Gesù che dice: venite a Me a riposare in quel Gesù che regna nelle nostre anime. Noi diciamo a Gesù quello che Lui dice a noi: viene a riposare in noi. Perché non trovi il mio cuore non accentratore. Questo ti posso dare.
L'anima guarita dal Fiat non è più un campo di battaglia ma è diventata un cielo sereno dove risplende non la mia stella ma quella di Gesù. E dove Dio si riposa. E quindi si respira la pace in quest'anima. Isaia 60,19.
LIBRO DEL PROFETA ISAIA - 60
19Il sole non sarà più la tua luce di giorno, né ti illuminerà più lo splendore della luna. Ma il Signore sarà per te luce eterna, il tuo Dio sarà il tuo splendore.
Secondo punto di meditazione: cosa prova la Santissima Trinità quando trova un'anima nel suo Fiat?
15 Ottobre 1933
Maestria ed arte Divina. Il piccolo Paradiso di Dio. Labirinto d'amore, virtù generatrice del Fiat. Dio in balìa della creatura. (32° volume)
"Figlia mia benedetta, non vi è cosa più bella, più santa, più gradita e che più ci piace e glorifica, che il formare la vita del nostro Voler Divino nella creatura; in essa viene formato un piccolo Paradiso, dove il nostro Ente Supremo si diletta di scendere per farvi il suo soggiorno…."
Non qualche visita ma il soggiorno
"..Vedi, invece d'un Paradiso ne abbiamo due, in cui troviamo le nostre armonie, la bellezza che ci rapisce, le pure gioie che raddoppiano la nostra felicità per aver formato una nostra vita di più nel piccolo cerchio della creatura…"
Indirettamente noi piccole creature diventiamo la gioia di Dio.
"..In questo Paradiso per quanto piccolo, per quanto creatura può essere capace, troviamo tutto, tutto è nostro, anzi troviamo la piccolezza che più ci innamora e miriamo la nostra arte Divina, perché nel piccolo, con la virtù della nostra potenza, abbiamo racchiuso il grande, possiamo dire che col nostro labirinto d'amore abbiamo trasmutato le cose, il grande nel piccolo ed il piccolo nel grande, senza un nostro prodigio divino non avremmo potuto formare, né la nostra vita, né il nostro Paradiso nella creatura e ti par poco avere una nostra vita di più ed un Paradiso duplicato a nostra disposizione per felicitarci maggiormente? ..
Il Sole e le stelle narrano la gloria di Dio ma non gli danno la vita. Ma l'anima in cui vive il divin volere gli fa trovare il Paradiso. Questo Paradiso in terra è più sorprendente di quello in Cielo. Andatevi a leggere l'ultimo capitolo della Madonna nel Regno della Divina Volontà.
Vangelo secondo Giovanni - 14
"..23Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.."
La dottrina sull'Inabitazione della Santissima Trinità in noi è una cosa già nota ma comprenderla nei dettagli non è una cosa che finora il don ritiene che sia stato possibile.
Terzo punto di meditazione: E' decreto divino che il Regno Divino venga a regnare sulla terra
3 Gennaio 1932 Certezza della venuta del regno della Divina Volontà sulla terra. Come tutte le difficoltà si scioglieranno come neve innanzi ad un sole ardente. La volontà umana è stanza oscura della creatura. 30° volume
"..Ora, come fu decreto nostro la mia venuta sulla terra, così è decreto nostro il regno della nostra Volontà sulla terra, anzi si può dire che l’uno e l’altro fanno parte di un sol decreto, avendo compiuto il primo atto di questo decreto, ci resta da compiere il secondo…"
Quando Dio firma un decreto, la cosa è immutabile.
«Figlia mia, tutto a Noi è possibile. Le impossibilità, le difficoltà, gli scogli insormontabili delle creature si sciolgono innanzi alla nostra Maestà Suprema come neve di fronte ad un sole ardente, il tutto sta se Noi vogliamo, tutto il resto è nulla. Non successe così nella Redenzione? Il peccato abbondava più che mai, appena un piccolo nucleo di gente sospirava il Messia ed in mezzo a questo nucleo, quante ipocrisie, quanti peccati di tutte le specie, spesso idolatravano; ma era decretato che Io dovevo venire sulla terra.
San Tommaso d'Aquino dice che nessuno può fermare la Volontà di Dio. Certo che c'è la libertà umana, sì che può ostacolare la volontà di Dio anche severamente ma se Dio firma un decreto neanche la volontà umana lo può fare.
E qua Gesù collega la sua venuta sulla terra e l'arrivo del regno del Fiat.
"..E’ vero che ci teniamo alla buona disposizione delle creature per dare il gran bene che può produrre un atto di nostra Volontà e perciò, tutt’al più prendiamo tempo e ci facciamo via in mezzo ai loro mali per disporli. E’ vero che i tempi sono tristi, gli stessi popoli sono stanchi, si vedono chiuse tutte le vie, non trovano via d’uscita anche per i necessari mezzi naturali, le oppressioni, le esigenze dei capi sono insopportabili..., giusta pena perché hanno eletto per capi uomini senza Dio, di mala vita, senza giusto diritto d’essere capi, che meritavano più un carcere, che il diritto del regime. Molti troni ed imperi sono stati rovesciati e quei pochi che sono rimasti, sono tutti vacillanti ed in atto di rovesciarsi, sicché la terra rimarrà quasi senza re, in mano ad uomini iniqui…"
L'ultimo imperatore d'Austria è un beato. Noi ci vantiamo della democrazia ma adesso stanno nascendo sempre meno persone e ci saranno sempre più musulmani. La democrazia non è fare leggi secondo la Verità, la democrazia è: comanda la maggioranza, e se la maggioranza è islamica, verranno distrutte le Chiese, ecc... è un cattivo pensiero del don. Perché gli Angeli hanno preso la casa di Loreto e l'hanno portata in giro per mezza Europa? Risposta di un professore: per salvarla dalla furia islamica, gli islamici avevano già distrutto la Basilica costruita sulla santa casa, soltanto che la santa Casa si trovava nella cripta della basilica e si è ritrovata sommersa dai detriti. Ma la Madonna prima che la demolissero, ha compiuto un miracolo. Queste tre mura sono state tirare fuori da una montagna di detriti integre e tutto questo per salvare una reliquia.
Riprendiamo la meditazione: quando cadono i troni e gli imperi è il segnale che l'annuncio del Regno della Divina Volontà non è lontano.
"..Quell’epoca e questa, in molte cose si danno la mano e la scomparsa dei troni e degli imperi, è l’annunzio che il regno della mia Divina Volontà non è lontano. Dovendo essere un regno universale, pacifico, non ci sarà bisogno di re che lo dominino, ognuno sarà re di se stesso. La mia Volontà sarà per loro legge, guida, sostegno, vita e Re assoluto di tutti e di ciascuno e tutti i capi arbitrari e senza diritto, andranno in frantumi come polvere al vento…"
Gesù sta parlando del valore del dominio della persona sulle sue passioni, se noi siamo auto dominati possiamo dominare il mondo. Ci vuole qualcuno che gestisca il mondo ma in questo clima. Sia la Parola di Dio va letta nella Chiesa e tutto il resto va letto nella Chiesa per non prendere derive sbagliate.
LIBRO DEL PROFETA DANIELE - 2
"..44Al tempo di questi re, il Dio del cielo farà sorgere un regno che non sarà mai distrutto e non sarà trasmesso ad altro popolo: stritolerà e annienterà tutti gli altri regni, mentre esso durerà per sempre.."
Questa è una profezia che sembra però un'eco della profezia che l'Arcangelo Gabriele fece alla Madonna.
Il terzo fiat sarà il completamento e compimento della Creazione e Redenzione (4° punto)
24 Gennaio 1921 Il terzo Fiat farà completare la gloria, l’onore del Fiat della Creazione e sarà conferma, sviluppo dei frutti del Fiat della Redenzione. Questi tre Fiat adombreranno la Sacrosanta Trinità sulla terra. (12° volume)
“Figlia mia, il primo Fiat fu detto nella Creazione senza intervento di alcuna creatura. Il secondo Fiat fu detto nella Redenzione e volli l’intervento della creatura e scelsi la mia Mamma come compimento del secondo Fiat…"
E' stata una creatura a rovinare il primo Fiat, così Dio chiama un'altra creatura.
"..Ora, a compimento, voglio dire il terzo Fiat e lo voglio dire per mezzo tuo, ho scelto te per compimento del terzo Fiat…"
Dio ha scelto Luisa perché è piccola ed ignorante, ha girato per tutta la terra e non ha trovato nessuna più piccola di Luisa
"..Questo terzo Fiat farà completare la gloria, l’onore del Fiat della Creazione e sarà conferma, sviluppo dei frutti del Fiat della Redenzione. Questi tre Fiat adombreranno la Sacrosanta Trinità sulla terra ed avrò il Fiat Voluntas tua, come in Cielo così in terra…"
La Santissima Trinità ha messo la sua firma ovunque: è tutto triplice. E' l'uomo che vuole rompere tutto questo. Papà, Mamma e figli. Ma noi vogliamo stravolgere questo equilibrio.
"..Questi tre Fiat saranno inseparabili, l’uno sarà vita dell’altro, saranno uno e trino, ma distinti tra loro. Il mio amore lo vuole, la mia gloria lo esige, perchè avendo sprigionato dal seno della mia potenza creatrice i primi due Fiat, il mio amore vuole sprigionare il terzo Fiat, non potendolo più contenere e questo, per completare l’opera da Me uscita, altrimenti resterebbe incompleta l’opera della Creazione e della Redenzione.”
La Redenzione è completa ma san Paolo dice: completo nella mia carne i patimenti di Cristo. In Gesù è completa ma in noi (e nel mondo) non è pienamente compiuta.
"..Così sarà del terzo Fiat, germoglierà in te, si formerà la spiga; solo il sacerdote ne avrà conoscenza, poi poche anime e poi si diffonderà, si diffonderà e farà la stessa via della Creazione e Redenzione. Quanto più ti senti schiacciata, tanto più cresce in te e si feconda la spiga del terzo Fiat, perciò sii attenta e fedele.”
Prima lo sapeva solo il sacerdote che veniva da Luisa e metteva l'imprimatur.
Quinta meditazione: il mistero della morte.
8 Marzo 1914 Chi sta nella Divina Volontà, di tutto ciò che fa Gesù può dire è mio. Vivendo e morendo nel Divin Volere, non c’è bene che l’anima non si porti con sé. (11° volume)
".. sicché per l’anima che muore nella mia Volontà, non c’è bellezza che la pareggi, né altezze, né ricchezze, né santità, né sapienza, né amore, nulla, nulla la può eguagliare, sicché quando l’anima che muore nella mia Volontà, farà ingresso nella patria celeste non si apriranno le sole porte del Cielo, ma tutto il Cielo si abbasserà per farla entrare nel celeste soggiorno, per fare onore all’operato della mia Volontà; che dirti poi della festa, della sorpresa di tutti i beati nel vedere quest’anima tutta improntata dell’operato della Volontà Divina! Quale sorpresa nel vedere in quest’anima che ha fatto tutto nel mio Volere, che tutto ciò che ha fatto in vita, ogni suo detto, ogni pensiero, parola, opera, azione, eccetera, sono tanti soli che l’adornano, ed uno diverso dall’altro nella luce e nella bellezza; nel vedere in quest’anima i tanti rivoli divini che inonderanno tutti i beati e che non potendoli contenere il Cielo scorreranno anche in terra a bene dei viatori.."
Quest'anima farà dilagare luce dovunque e anche dal Cielo potremmo far del bene alla terra.
"..Ah! figlia mia, la mia Volontà è il portento dei portenti, è il segreto per trovare la luce, la santità, le ricchezze, è il segreto di tutti i beni e non è conosciuto e quindi non è apprezzato né amato; apprezzalo ed amalo almeno tu e fallo conoscere a quelli che tu vedi disposti.”
Gesù ci dice che questo dono strepitoso che Dio vuole fare all'umanità dev'essere conosciuto per farlo apprezzare. Gesà dice che le perle vanno date a coloro che sono ben disposti. Ogni atto fatto nel Fiat diventa un sole che illuminerà l'anima in Cielo ma inonderà anche la terra.
Meditazione di Don Pierpaolo Maria Cilla
domenica 28 giugno 2026
Rifare gli atti (senza titolo)
Gesù le spiega come nella sua vita terrena rifece tutti gli atti di tutti gli esseri umani, per tutti in generale e per ciascuno in particolare. Luisa apprende e comincia a chiedere a Gesù di cedergli i suoi atti. Libro di cielo volume 4, capitoli 140 e 142 (2.8 e 3.9.1902), 25 Giugno 2018
02 Agosto 1902 Gesù in tutto il corso della sua vita, rifaceva per tutti in generale e per ciascuno distintamente.
Gesù introduce un tema fondamentalissimo per la vita nella Divina Volontà: tutti gli atti che Gesù ha fatto nella Divina Volontà (..e siccome la Divinità in un medesimo istante può fare tanti atti quanti ciascuno di noi può fare in tutto il periodo della vita..), quanti atti ha rifatto Gesù di tutti gli esseri umani passati, presenti e futuri.Noi possiamo e dobbiamo andare a prendere gli atti della Divina Volontà, più ci sforziamo di entrare ed unirsi (seriamente) nella DV è Gesù che agisce in Noi trasformando gli atti in atti divini nella misura in cui ci uniamo a Lui. Tutti gli atti buoni o indifferenti ci si fonde con quelli di Gesù trasformandoli in divini
03 Settembre 1902 Dice Gesù: Tutto ciò che meritai nella mia vita, lo cedetti a tutte le creature, in modo speciale e sovrabbondante a chi è vittima per amor mio.
"..io non temerei punto, quindi per fare che mi potessi trovare in buon punto, pregavo il Signore che mi cedesse l’esercizio della sua santa mente per soddisfare ai mali che ho potuto fare coi miei pensieri; i suoi occhi, la sua bocca, le sue mani, i piedi, il cuore e tutto il suo sacratissimo corpo per soddisfare a tutti i mali che ho potuto commettere ed a tutto il bene che avrei dovuto fare e non ho fatto.."
Quando noi trasformiamo l'atto divino noi non solo trasformiamo l'atto umano in divino, l'atto è creante crescente o decrescente (quanti atti porto nella divina volontà?)
02 Agosto 1902 Gesù in tutto il corso della sua vita, rifaceva per tutti in generale e per ciascuno distintamente.
Gesù introduce un tema fondamentalissimo per la vita nella Divina Volontà: tutti gli atti che Gesù ha fatto nella Divina Volontà (..e siccome la Divinità in un medesimo istante può fare tanti atti quanti ciascuno di noi può fare in tutto il periodo della vita..), quanti atti ha rifatto Gesù di tutti gli esseri umani passati, presenti e futuri.Noi possiamo e dobbiamo andare a prendere gli atti della Divina Volontà, più ci sforziamo di entrare ed unirsi (seriamente) nella DV è Gesù che agisce in Noi trasformando gli atti in atti divini nella misura in cui ci uniamo a Lui. Tutti gli atti buoni o indifferenti ci si fonde con quelli di Gesù trasformandoli in divini
03 Settembre 1902 Dice Gesù: Tutto ciò che meritai nella mia vita, lo cedetti a tutte le creature, in modo speciale e sovrabbondante a chi è vittima per amor mio.
"..io non temerei punto, quindi per fare che mi potessi trovare in buon punto, pregavo il Signore che mi cedesse l’esercizio della sua santa mente per soddisfare ai mali che ho potuto fare coi miei pensieri; i suoi occhi, la sua bocca, le sue mani, i piedi, il cuore e tutto il suo sacratissimo corpo per soddisfare a tutti i mali che ho potuto commettere ed a tutto il bene che avrei dovuto fare e non ho fatto.."
Quando noi trasformiamo l'atto divino noi non solo trasformiamo l'atto umano in divino, l'atto è creante crescente o decrescente (quanti atti porto nella divina volontà?)
mercoledì 24 giugno 2026
La croce è Sacramento.
La croce è sacramento Dare a Dio tutto se stesso
Gesù le spiega come e in che senso la Croce possa dirsi "sacramento". Poi le rivela che chi vuole tutto da Dio deve dare tutto se stesso a Dio. Splendida lezione di Gesù su cosa questo significhi e come si deve fare. Libro di cielo volume 4, capitoli 127-128 (25-29.4.1902), 19 Giugno 2018
25 Aprile 1902 La croce è Sacramento.
Gesù piange forte per il dolore, come mai se è in Paradiso seduto alla destra del Padre con un corpo glorioso? Secondo S. Tommaso d'Acquino noi non ne sappiamo quasi nulla (anche se ci sono delle informazioni sicure). Dio rimane un mistero più da contemplare che da comprendere. Le cause delle sofferenze di Gesù ontologiche è una sola: il peccato dell'uomo. E Luisa si offre vittima per Gesù. La Croce produce gli effetti sacramentali in chi abbraccia la croce in perfetta sottomissione a Dio, la Croce ha un valore salvifico per chi la prende santamente, se uno accoglie con amore e le offre quei meriti ridondano a beneficio di tutti. Un'anima vittima fa proprio questo ufficio su adesione libera, volontaria e consapevole. La Croce è Sacramento, cosa sono i sacramenti? I sacramenti sono segni sensibili a cui è connessa una particolare grazia divina (celebrati nelle dovute disposizioni nell'anima).
"..la sola croce unisce tutti questi effetti producendoli nell’anima con tale efficacia, da renderla in pochissimo tempo simile all’originale donde uscì..” E' sempre stata una cosa creduta da tutti i santi della Chiesa Cattolica. Non per il dolore ma per gli effetti che realizza.
29 Aprile 1902 Chi tutto vuole da Dio, deve dare tutto se stesso a Dio.
Metafora della legna secca, Gesù spiega perchè il Signore ci lascia nell'aridità. Quando tutto non è secco nell'anima (c'è compiacenza, il proprio gusto, ecc...). Compiacersi di quello che noi facciamo, quello che facciamo deve essere fatto per il solo scopo di piacere a Gesù a Maria. La soddisfazione, il proprio gusto (faccio le cose che mi piacciono di più), la vita interiore si ha solo quando ci sono le cose che servono alla crescita dell'anima. Non esiste il mi va o non mi va.Anche se non sento nulla all'adorazione, devo restare a meditare. La stima propria. Una volta pulita da tutto il Signore agisce e gli infonde una pace soprannaturale. Quanto più sono inquieto, quanto più sto fuori dalla Volontà di Dio, non conta dire rosari ma se io faccio la Volontà di Dio. La santità del Divin Volere è una riproduzione della vita di Gesù o di Maria. L'essere semplici è avere un solo obbiettivo, rifuggere dalle complicazioni.
25 Aprile 1902 La croce è Sacramento.
Gesù piange forte per il dolore, come mai se è in Paradiso seduto alla destra del Padre con un corpo glorioso? Secondo S. Tommaso d'Acquino noi non ne sappiamo quasi nulla (anche se ci sono delle informazioni sicure). Dio rimane un mistero più da contemplare che da comprendere. Le cause delle sofferenze di Gesù ontologiche è una sola: il peccato dell'uomo. E Luisa si offre vittima per Gesù. La Croce produce gli effetti sacramentali in chi abbraccia la croce in perfetta sottomissione a Dio, la Croce ha un valore salvifico per chi la prende santamente, se uno accoglie con amore e le offre quei meriti ridondano a beneficio di tutti. Un'anima vittima fa proprio questo ufficio su adesione libera, volontaria e consapevole. La Croce è Sacramento, cosa sono i sacramenti? I sacramenti sono segni sensibili a cui è connessa una particolare grazia divina (celebrati nelle dovute disposizioni nell'anima).
"..la sola croce unisce tutti questi effetti producendoli nell’anima con tale efficacia, da renderla in pochissimo tempo simile all’originale donde uscì..” E' sempre stata una cosa creduta da tutti i santi della Chiesa Cattolica. Non per il dolore ma per gli effetti che realizza.
29 Aprile 1902 Chi tutto vuole da Dio, deve dare tutto se stesso a Dio.
Metafora della legna secca, Gesù spiega perchè il Signore ci lascia nell'aridità. Quando tutto non è secco nell'anima (c'è compiacenza, il proprio gusto, ecc...). Compiacersi di quello che noi facciamo, quello che facciamo deve essere fatto per il solo scopo di piacere a Gesù a Maria. La soddisfazione, il proprio gusto (faccio le cose che mi piacciono di più), la vita interiore si ha solo quando ci sono le cose che servono alla crescita dell'anima. Non esiste il mi va o non mi va.Anche se non sento nulla all'adorazione, devo restare a meditare. La stima propria. Una volta pulita da tutto il Signore agisce e gli infonde una pace soprannaturale. Quanto più sono inquieto, quanto più sto fuori dalla Volontà di Dio, non conta dire rosari ma se io faccio la Volontà di Dio. La santità del Divin Volere è una riproduzione della vita di Gesù o di Maria. L'essere semplici è avere un solo obbiettivo, rifuggere dalle complicazioni.
domenica 21 giugno 2026
La fedeltà nella ricaduta: il Fiat che non si ritira
Settima meditazione, Esercizi spirituali DV, Loreto 26-29 aprile 2026 - don Pierpaolo Maria Cilla
In questo cammino di risalita dalla caduta verso la vita piena. In questa meditazione vogliamo affacciarci su un tema con il quale abbiamo a che fare tutti i giorni: la ricaduta. Ma il Signore ci chiama alla fedeltà nella ricaduta. Il fiat che non si ritira. Dio cerca la buona volontà, una persona che fa seriamente il proposito e si impegna a vivere nella divina volontà. Al resto ci pensa Lui, lavorerà nei tempi che Lui stabilirà.
8 Settembre 1904 Lo scoraggiamento uccide più anime che il resto degli altri vizi. Il coraggio fa rivivere ed è l’atto più lodevole che l’anima possa fare. (sesto volume)
“Figlia mia, non sai tu che uccide più anime lo scoraggiamento che il resto degli altri vizi? Perciò, coraggio, coraggio, ché come lo scoraggiamento uccide, così il coraggio fa rivivere ed è l’atto più lodevole che l’anima possa fare, perché mentre si sente scoraggiata, dallo stesso scoraggiamento prende coraggio, disfa se stessa e spera; e disfacendo se stessa, già si trova rifatta in Dio.” Gesù (in risposta ad uno scoraggiamento di Luisa)
Gesù ci sta dicendo che nel momento in cui ci sentiamo caduti a terra e falliti, quello è il momento di alzare lo sguardo al Signore e di riprendere le sue mani che rimangono sempre tese verso di noi. Lo scoraggiamento può venire ma restare in esso è un'atto di umana volontà e di orgoglio. Fatti sollevare dal Signore. Nel libro dei proverbi c'è scritto che il giusto cade e si rialza, il malvagio cade ma non si rialza.
9 Novembre 1931 Come Dio tiene stabiliti gli atti della creatura. Atto operante ed incessante della Divina Volontà. Chi non fa la Divina Volontà resta senza Madre e rimane orfana e derelitta. ( 30° volume)
"..Oltre a ciò, tu devi sapere che l’anima senza la mia Divina Volontà, è come un fiore colto dalla pianta; povero fiore, gli hanno tolto la vita, perché non è più legato alla radice e, distaccato, non riceve più gli umori vitali, che come sangue circolavano e lo mantenevano vivo, fresco, bello, odoroso, perché ha perduto la radice che come madre lo amava, lo alimentava e lo teneva stretto al suo seno e mentre la radice se ne sta sotto terra, come sepolta viva per dar vita ai fiori, figli suoi e far fare loro la bella comparsa, tanto d’attirare l’attenzione umana col loro dolce incanto, invece il fiore, appena viene colto dalla pianta, come se avesse perduto la madre, pare che si atteggi a mestizia, perde la sua freschezza e finisce coll’appassire. Tale è l’anima senza la mia Divina Volontà, si distacca dalla radice divina, che più che madre l’amava, l’alimentava e mentre vive come sepolta, vive in tutti gli atti suoi e nel fondo della sua anima per somministrarle gli umori divini, che come sangue fa circolare in tutti gli atti suoi, per mantenerla fresca, bella, profumata dalle sue virtù divine, tanto da formare il più bello e dolce incanto alla terra ed a tutto il Cielo…………………………..Sicché si può chiamare povera orfanella derelitta, senza tutela e forse in mano di nemici e tiranneggiata dalle passioni del proprio io. Oh! se la radice avesse ragione, quante grida strazianti di dolore emetterebbe nel vedersi strappare la vita dei suoi fiori costringendola, come madre sterile, a rimanere senza la corona dei figli suoi? Ma se non piange la pianta, piange la mia Volontà nel vedere tanti suoi figli orfani, ma orfani volontari, che sentono tutte le pene dell’orfanità, mentre la loro Madre vive e non fa altro che rimpiangere e chiamare intorno a Sé la corona dei figli suoi.»
La Divina Volontà piange i suoi figli, li chiama a riattaccarsi a Lei. E nel Vangelo di san Giovanni dice Gesù che è la vite e noi siamo i suoi tralci. Senza di Gesù non possiamo far nulla di prezioso agli occhi di Dio. Di fronte a tutte le nostre ricadute Gesù ci aspetta con la misericordia in mano.
21 Luglio 1935 Le pene più intime e più dolorose di Gesù sono le attese. Sue invenzioni, deliri, ritrovati d’amore. ( 33° volume)
Luisa (tra le braccia della Divina Volontà) sta aspettando la venuta di Gesù sensibile e ciò le crea un martirio. Poi, quando Gesù arriva le mostra una sua ferita e dice:
«Figlia mia, coraggio, anche il tuo Gesù soffre e le pene che Mi danno più dolore sono le pene intime, che Mi fanno versare Sangue e fiamme, ma la mia pena maggiore è la continua attesa, i miei sguardi sono sempre fissi sulle anime, se vedo che una creatura è caduta nel peccato aspetto e riaspetto il suo ritorno al mio Cuore, per perdonarla e, non vedendola venire, aspetto col perdono nelle mie mani, quell’aspettare Mi fa rinverdire la pena e Mi forma un tale tormento, da farmi versare Sangue e fiamme dal mio trafitto Cuore, le ore, i giorni che aspetto Mi sembrano anni, oh, come è duro aspettare!...."
Gesù sta aspettando le anime che ritornino a vivere con Lui. Non facciamolo più aspettare, da adesso tutto con Lui. Gli sguardi di Gesù sono fissi anche su di me e te. Gesù non aspetta impaziente ma ci aspetta in modo paziente. Il tormento è di Gesù che dell'anima. Isaia 33,18 : eppure il Signore aspetta per farci grazia. Beati coloro che sperano in Lui. Dove per sperare significa la certezza di confidare in Colui che già ora è già rivolto verso di me.
2 Settembre 1921 Chi esce dal Divin Volere, va incontro a tutte le miserie. Una conoscenza di più prepara l’anima ad un’altra conoscenza maggiore. (13° volume)
Gesù ci dice che se noi ci smarriamo durante il giorno, possiamo perdere la bussola, possiamo dimenticarci di fare gli atti, di mettere un ti amo nelle opere del Fiat.. chi è che non si rassegna quando usciamo dalla casa paterna specie quando lo facciamo platealmente? Dobbiamo scacciare la tentazione di pensare che Gesù non ci veda, ascolti ecc.. quando noi siamo nel dolore, in quel momento il maligno di dice: Dio ci ha abbandonato, ecc... ma non dimentichiamoci quello che è venuto nell'Orto del Getsemani. Gesù che prega e nella Lettera agli Ebrei che per la Sua pietà venne esaudito. Gesù chiede che venga risparmiato il calice della Passione ed è stato esaudito. Noi viviamo le cose in maniera settoriali: ho fame e non capisco più nulla e mi arrabbio con tutti. Non posso pensare a solo quella passione...io dovrei dire: Padre se possibile fammi mangiare, ma quel piatto non ti arriva e sei stato esaudito. Perché in quel digiuno tu sperimenterai la bellezza di una preghiera che nella sazietà non vivevi. Se mi gira la testa o il mal di testa come faccio a pregare? Se nel digiuno noi ci dedichiamo maggiormente alle cose di Dio il mal di testa non viene. Il Padre non ha risparmiato il Figlio dalla Passione ma è stato un passaggio alla perfetta glorificazione. Noi vogliamo a volte l'esaudimento momentaneo di una passione fugace. Facciamo come ha fatto Gesù: Padre, se è possibile passi da Me questo calice ma Tuttavia non secondo la mia volontà ma secondo la Tua Padre. Noi facciamo dipendere la nostra gioia dal fatto che il Signore ci realizzi i nostri sani capricci. E quindi siamo ancora dei bambini a cui bisogna dare il latte. Meglio dimorare sulla soglia della tenda del Signore che non nelle regge del peccato.
MEDITAZIONE DI DON PIER PAOLO MARIA CILLA
In questo cammino di risalita dalla caduta verso la vita piena. In questa meditazione vogliamo affacciarci su un tema con il quale abbiamo a che fare tutti i giorni: la ricaduta. Ma il Signore ci chiama alla fedeltà nella ricaduta. Il fiat che non si ritira. Dio cerca la buona volontà, una persona che fa seriamente il proposito e si impegna a vivere nella divina volontà. Al resto ci pensa Lui, lavorerà nei tempi che Lui stabilirà.
8 Settembre 1904 Lo scoraggiamento uccide più anime che il resto degli altri vizi. Il coraggio fa rivivere ed è l’atto più lodevole che l’anima possa fare. (sesto volume)
“Figlia mia, non sai tu che uccide più anime lo scoraggiamento che il resto degli altri vizi? Perciò, coraggio, coraggio, ché come lo scoraggiamento uccide, così il coraggio fa rivivere ed è l’atto più lodevole che l’anima possa fare, perché mentre si sente scoraggiata, dallo stesso scoraggiamento prende coraggio, disfa se stessa e spera; e disfacendo se stessa, già si trova rifatta in Dio.” Gesù (in risposta ad uno scoraggiamento di Luisa)
Gesù ci sta dicendo che nel momento in cui ci sentiamo caduti a terra e falliti, quello è il momento di alzare lo sguardo al Signore e di riprendere le sue mani che rimangono sempre tese verso di noi. Lo scoraggiamento può venire ma restare in esso è un'atto di umana volontà e di orgoglio. Fatti sollevare dal Signore. Nel libro dei proverbi c'è scritto che il giusto cade e si rialza, il malvagio cade ma non si rialza.
9 Novembre 1931 Come Dio tiene stabiliti gli atti della creatura. Atto operante ed incessante della Divina Volontà. Chi non fa la Divina Volontà resta senza Madre e rimane orfana e derelitta. ( 30° volume)
"..Oltre a ciò, tu devi sapere che l’anima senza la mia Divina Volontà, è come un fiore colto dalla pianta; povero fiore, gli hanno tolto la vita, perché non è più legato alla radice e, distaccato, non riceve più gli umori vitali, che come sangue circolavano e lo mantenevano vivo, fresco, bello, odoroso, perché ha perduto la radice che come madre lo amava, lo alimentava e lo teneva stretto al suo seno e mentre la radice se ne sta sotto terra, come sepolta viva per dar vita ai fiori, figli suoi e far fare loro la bella comparsa, tanto d’attirare l’attenzione umana col loro dolce incanto, invece il fiore, appena viene colto dalla pianta, come se avesse perduto la madre, pare che si atteggi a mestizia, perde la sua freschezza e finisce coll’appassire. Tale è l’anima senza la mia Divina Volontà, si distacca dalla radice divina, che più che madre l’amava, l’alimentava e mentre vive come sepolta, vive in tutti gli atti suoi e nel fondo della sua anima per somministrarle gli umori divini, che come sangue fa circolare in tutti gli atti suoi, per mantenerla fresca, bella, profumata dalle sue virtù divine, tanto da formare il più bello e dolce incanto alla terra ed a tutto il Cielo…………………………..Sicché si può chiamare povera orfanella derelitta, senza tutela e forse in mano di nemici e tiranneggiata dalle passioni del proprio io. Oh! se la radice avesse ragione, quante grida strazianti di dolore emetterebbe nel vedersi strappare la vita dei suoi fiori costringendola, come madre sterile, a rimanere senza la corona dei figli suoi? Ma se non piange la pianta, piange la mia Volontà nel vedere tanti suoi figli orfani, ma orfani volontari, che sentono tutte le pene dell’orfanità, mentre la loro Madre vive e non fa altro che rimpiangere e chiamare intorno a Sé la corona dei figli suoi.»
La Divina Volontà piange i suoi figli, li chiama a riattaccarsi a Lei. E nel Vangelo di san Giovanni dice Gesù che è la vite e noi siamo i suoi tralci. Senza di Gesù non possiamo far nulla di prezioso agli occhi di Dio. Di fronte a tutte le nostre ricadute Gesù ci aspetta con la misericordia in mano.
21 Luglio 1935 Le pene più intime e più dolorose di Gesù sono le attese. Sue invenzioni, deliri, ritrovati d’amore. ( 33° volume)
Luisa (tra le braccia della Divina Volontà) sta aspettando la venuta di Gesù sensibile e ciò le crea un martirio. Poi, quando Gesù arriva le mostra una sua ferita e dice:
«Figlia mia, coraggio, anche il tuo Gesù soffre e le pene che Mi danno più dolore sono le pene intime, che Mi fanno versare Sangue e fiamme, ma la mia pena maggiore è la continua attesa, i miei sguardi sono sempre fissi sulle anime, se vedo che una creatura è caduta nel peccato aspetto e riaspetto il suo ritorno al mio Cuore, per perdonarla e, non vedendola venire, aspetto col perdono nelle mie mani, quell’aspettare Mi fa rinverdire la pena e Mi forma un tale tormento, da farmi versare Sangue e fiamme dal mio trafitto Cuore, le ore, i giorni che aspetto Mi sembrano anni, oh, come è duro aspettare!...."
Gesù sta aspettando le anime che ritornino a vivere con Lui. Non facciamolo più aspettare, da adesso tutto con Lui. Gli sguardi di Gesù sono fissi anche su di me e te. Gesù non aspetta impaziente ma ci aspetta in modo paziente. Il tormento è di Gesù che dell'anima. Isaia 33,18 : eppure il Signore aspetta per farci grazia. Beati coloro che sperano in Lui. Dove per sperare significa la certezza di confidare in Colui che già ora è già rivolto verso di me.
2 Settembre 1921 Chi esce dal Divin Volere, va incontro a tutte le miserie. Una conoscenza di più prepara l’anima ad un’altra conoscenza maggiore. (13° volume)
Gesù ci dice che se noi ci smarriamo durante il giorno, possiamo perdere la bussola, possiamo dimenticarci di fare gli atti, di mettere un ti amo nelle opere del Fiat.. chi è che non si rassegna quando usciamo dalla casa paterna specie quando lo facciamo platealmente? Dobbiamo scacciare la tentazione di pensare che Gesù non ci veda, ascolti ecc.. quando noi siamo nel dolore, in quel momento il maligno di dice: Dio ci ha abbandonato, ecc... ma non dimentichiamoci quello che è venuto nell'Orto del Getsemani. Gesù che prega e nella Lettera agli Ebrei che per la Sua pietà venne esaudito. Gesù chiede che venga risparmiato il calice della Passione ed è stato esaudito. Noi viviamo le cose in maniera settoriali: ho fame e non capisco più nulla e mi arrabbio con tutti. Non posso pensare a solo quella passione...io dovrei dire: Padre se possibile fammi mangiare, ma quel piatto non ti arriva e sei stato esaudito. Perché in quel digiuno tu sperimenterai la bellezza di una preghiera che nella sazietà non vivevi. Se mi gira la testa o il mal di testa come faccio a pregare? Se nel digiuno noi ci dedichiamo maggiormente alle cose di Dio il mal di testa non viene. Il Padre non ha risparmiato il Figlio dalla Passione ma è stato un passaggio alla perfetta glorificazione. Noi vogliamo a volte l'esaudimento momentaneo di una passione fugace. Facciamo come ha fatto Gesù: Padre, se è possibile passi da Me questo calice ma Tuttavia non secondo la mia volontà ma secondo la Tua Padre. Noi facciamo dipendere la nostra gioia dal fatto che il Signore ci realizzi i nostri sani capricci. E quindi siamo ancora dei bambini a cui bisogna dare il latte. Meglio dimorare sulla soglia della tenda del Signore che non nelle regge del peccato.
MEDITAZIONE DI DON PIER PAOLO MARIA CILLA
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