venerdì 7 agosto 2026

Dalla Verna alla Passione interna

Terza meditazione Ritiro DV Alessandria, 9-10 Maggio 2026, don Pierpaolo Maria Cilla

Abbiamo visto San Francesco che si spoglia, abbiamo visto Gesù che spoglia Luisa dagli attaccamenti delle creature. Poi abbiamo visto san Francesco sposo della povertà, e Gesù che esorta Luisa a trasformarsi in Lui e a formare un cuore solo con Lui. Insegnando un modo semplice per vivere con Gesù. Adesso il Signore ci porta alla Verna. Lì san Francesco ricevette le 5 piaghe di Gesù impresse nel suo corpo e le stigmate sono il segno come la massima partecipazione alla Passione del Signore. Luisa è stata stigmatizzata ma ha ottenuto la possibilità che rimanessero invisibili. San Francesco porta i segni della croce e Luisa entra nella Passione che la divinità ha fatto soffrire all'umanità di Gesù per tutta la sua vita nel suo interno.

Il primo carnefice di Gesù non sono stati i giudei ma è stato l'amore.

25 Novembre 1909 Tanto in Gesù come nelle anime, il primo lavorio lo fa l’amore. (9° volume)

Trovandomi nel solito mio stato, stavo pensando all’agonia di Gesù nell’orto e, facendosi vedere appena, …. " Luisa

Per prima cosa vediamo il modo di pregare di Luisa. Lei mette in movimento le tre facoltà dell'anima quando vuole pregare: 1) ricorda un'evento della vita di Gesù (in questo caso l'agonia di Gesù nel Getsemani) 2° mette in moto l'intelligenza pensando a ciò che è avvenuto e ciò che sta avvenendo adesso - perché gli atti di Gesù sono atti sempre presenti in quanto divini. 3°) La volontà è il motore con cui agisco. E quindi una volta che noi entriamo nell'agonia di Gesù possiamo fare tutto: abbracciare Gesù sofferente e dargli quella compagnia che non ha avuto, possiamo fare nostre le pene di Gesù ecc... ecco come si prega nella divina volontà.

"... il benedetto Gesù mi ha detto: “Figlia mia, gli uomini non fecero altro che lavorare la scorza della mia Umanità e l’amore eterno mi lavorò tutto l’interno, sicché nella mia agonia, non gli uomini, ma l’amore eterno, l’amore immenso, l’amore incalcolabile, l’amore nascosto mi aprì larghe ferite, mi trafisse con chiodi infuocati, mi coronò con spine ardenti, mi abbeverò con fiele bollente; sicché la mia povera Umanità, non potendo contenere tante specie di martiri in un medesimo tempo, sboccò fuori larghi rivi di sangue, si contorceva e giunse a dire: “Padre, se è possibile togli da Me questo calice, però non la mia, ma la tua Volontà sia fatta.”

Noi nella nostra società focalizziamo la nostra vista solo a ciò che si vede. A ciò che appare. E anche le tante devozioni riguardanti la devozione alla Passione del Signore, sono un modo per ricordare i dolori esterni di Gesù. Ma Gesù dice che i dolori che gli hanno fatto le persone sono solo la superficie. Domanda: l'amore noi l'abbiamo mai conosciuto? Noi siamo stati fatti dall'amore e siamo chiamati a vivere nell'amore. Ma questa parola che sulla bocca di tutti, ne abbiamo mai fatto esperienza d'amore? Quando la persona amata è fonte di martirio per me, fino a quando non sperimento il martirio non posso dire di amare quella persona. Il dolore è solo uno strumento per sconfiggere il male. Eppure il don, facendo esperienza di matrimoni in crisi, il don si rende conto che le cose vanno fino a quando le cose del matrimonio vanno come dice il coniuge. Quando non vanno come dice lui, il coniuge smette d'amare.

"..Sicché tutto ciò che soffrii nel corso della Passione, lo soffrii tutto insieme nell’agonia, ma in modo più intenso, più doloroso, più intimo, perché l’amore mi penetrò fin nelle midolla delle ossa e nelle fibre più intime del cuore, dove mai potevano giungere le creature, ma l’amore arriva a tutto, non c’è cosa che gli possa resistere. Onde il mio primo carnefice fu l’amore…"

L'amore può essere motivo di patire. Quando si patisce o si dispera o si ama. La terza cosa non è data. Il senso del patire o lo troviamo nel puro soffrire che non è cristiano o nel puro amare che è cristiano.

10 Agosto 1916 Come nella Volontà di Dio le nostre pene si trovano insieme con quelle di Gesù. (11° volume)

Continuando il mio solito stato, mi sentivo amareggiato per la privazione del mio amabile Gesù e mi lamentavo con Lui ché ogni privazione che mi faceva era una morte che mi dava e morte crudele, in quanto mentre si sente la morte, non si può morire……………. Figlia mia, non vuoi prendere parte alle mie pene? La morte che senti della mia privazione, non è altro che un’ombra delle pene delle morti che sentii per la perdita delle anime, perciò offri a Me la morte che senti per raddolcire le tante morti crudeli che subì la mia Umanità, .." Gesù

Oggi non si soffre più per la perdita di tante anime che muoiono in peccato mortale e che vanno all'inferno. Quando una volta la vita era più semplice e calma, la gente cristiana tutto accettava pazientemente, anche i tradimenti e le percosse del coniuge e le cattiverie dei figli, tutto accettava pur di salvare anche un'anima sola dalla dannazione eterna. Perché le anime costano e Gesù lo sa bene. Lui ha "pagato" il prezzo di ogni anima e il suo più grande dolore è vedere precipitare all'inferno di tante anime. Abisso dal quale non si esce più e non si smetterà mai più di soffrire pene inimmaginabili. Ma per salvare anche un'anima siamo disposti a tutto? Normalmente siamo entusiasti di salvare un'anima ma quando poi il Signore ci accontenta, appena arrivano dei dolori abbiamo subito il moto di ribellione. Il Signore non ti deve dare le stigmate per salvare le anime ma quel fratello umano che parla male di te. Perché dietro le stigmate potrebbe esserci il vanto: vedi, io sono come san Francesco e tu no.

L'apparire, il voler essere sempre migliore e superiore degli altri. No. Le pene più gradite al Signore sono quelle più nascoste alle persone. Il Signore quando ci fa dei piccoli corredentori, dovremmo sentirci più onorati che maltrattati. Arriva l'esperienza della Croce? Gesù dà questa indicazione concreta a Luisa: questa pena che tu hai, falla scorrere nella mia volontà e vi troverai la mia pena.

"..fai scorrere questa pena nella mia Volontà e vi troverai la mia ed unendosi insieme correrà a bene di tutti, specie per quelli che stanno per cadere nell’abisso; se la terrai per te, si formeranno delle nuvole tra Me e te e la corrente del mio Volere verrà spezzata tra te e Me, le tue pene non troveranno le mie, non ti potrai diffondere a bene di tutti e vi sentirai tutto il peso. Invece, se tutto ciò che potrai soffrire, lo farai scorrere nel mio Volere, per te non ci saranno nuvole e le stesse pene ti porteranno luce ed apriranno nuove correnti di unione, d’amore e di grazie.” Gesù

Detto in altre parole, i tuoi dolori non siano tuoi ma dalli a Gesù con un'atto di volontà, riportandoti alle pene di Gesù e mettendo le tue pene nelle Sue. E dato che le pene di Gesù si diffondono a bene di tutte le anime, tu diventi corredentore, i dolori vanno a rattoppare i disastri causati dal peccato, a consolare le anime che non ce la fanno più a soffrire. Gesù diventa un'areo supersonico nelle quali depone le tue monete d'oro che le sofferenze ti causano e Gesù le porta ovunque. Anche se non appare visibilmente è reale questo mondo.

Gesù promette a chi fa ciò un ritorno d'amore e di grazie.

Gesù parla di cos'è accaduto in Cielo quando Luisa pativa offrendola nella divina volontà

4 Gennaio 1919 Effetti delle pene sofferte nella Volontà di Dio. ( volume 12)

Continuando il mio solito stato, stavo tutta afflitta per la privazione del mio dolce Gesù…. la sofferenza più grande di Luisa. Anche se non lo vedeva, Luisa cercava di starne unita facendo le Ore della Passione come mezzo speciale per stare assieme a Gesù.

(Luisa) Cercavo però di stare unita con Lui, facendo le ore della passione, era proprio quella di Gesù sulla croce, quando improvvisamente, l’ho sentito nel mio interno, che giungendo le mani e con voce articolata ha detto:
“Padre mio, accetta il sacrificio di questa mia figlia, il dolore che sente della mia privazione; non vedi come soffre? Il dolore la rende come senza vita, priva di Me, tanto che, sebbene nascosto, son costretto a soffrirlo insieme per darle forza, altrimenti soccomberebbe. Deh! o Padre, accettalo unito al dolore che sentii sulla croce quando fui abbandonato anche da Te e concedi che la privazione che sente di Me sia luce, conoscenza, Vita Divina nelle altre anime e tutto ciò che impetrai Io col mio abbandono
.”

Se la nostra sofferenza l'immergiamo nella divina volontà, Gesù la sente nel suo cuore e si mette a pregare il Suo Padre, non solo per noi ma perché quella nostra sofferenza si tramuti in grazie di luce, conversione, pace ecc.. per tante anime. Chi oserà disprezzare un piccolo patimento o una piccola rinuncia della vita? Gesù quando voleva rifugiarsi andava dentro Luisa.

Onde, verso sera, il benedetto Gesù è venuto appena ed ha soggiunto: “Figlia e rifugio mio, che dolce armonia faceva la tua pena oggi nella mia Volontà! La mia Volontà è in Cielo e la tua pena, trovandosi nella mia Volontà, armonizzava in Cielo e col suo grido chiedeva alla Trinità Sacrosanta anime e, scorrendo la mia Volontà in tutti gli angeli e i santi, la tua pena chiedeva loro anime, tanto che tutti sono rimasti colpiti dalla tua armonia, ed insieme con la tua pena tutti hanno gridato innanzi alla mia Maestà: anime, anime. La mia Volontà scorreva in tutte le creature e la tua pena ha toccato tutti i cuori ed ha gridato a tutti: salvatevi, salvatevi. Questa mia Volontà si accentrava in te e, come fulgido sole, si metteva a guardia di tutti per convertirli. Vedi che gran bene! Eppure chi studia di conoscere il valore, il prezzo incalcolabile del mio Volere?

Il dolore nascosto di Luisa, fatto scorrere in unione con la divina volontà, fa più rumore di tante prediche. Perché è un vociare in Paradiso che si crea grazie a quel movimento che noi gettiamo nella divina volontà. Poi Gesù mostra a Luisa la Passione che nessuno ha visto.

4 Febbraio 1919 La Passione interna che la Divinità fece soffrire all’Umanità di Gesù durante di tutta la sua Vita. (12° volume)

Continuando il mio solito, per circa tre giorni mi sentivo sperduta in Dio, molte volte il buon Gesù mi tirava nella sua santissima Umanità ed io nuotavo nel mare immenso della Divinità, oh! quante cose si vedevano, come si vedeva chiaro tutto ciò che operava la Divinità nella Umanità e spesso spesso il mio Gesù interrompeva le mie sorprese e mi diceva: “Vedi, figlia mia, con quale eccesso d’amore amai la creatura, la mia Divinità fu gelosa di affidare alla creatura il compito della Redenzione facendomi soffrire la Passione. La creatura era impotente a farmi morire tante volte per quante creature erano uscite e dovevano uscire alla luce del creato e per quanti peccati mortali avrebbe avuto la disgrazia di commettere…."

Gesù dice che per quanto è stato torturato, flagellato, per quanto gli hanno sputato addosso, ecc... le persone non avrebbero potuto infliggere sulla sua umanità per quanti peccati mortali e per quante creature sarebbero venute alla luce e si sarebbero macchiate.

"...E non credere che questo lavorio della mia Divinità incominciò tardi, ma non appena fu compiuto il mio concepimento, fin nel seno della mia Mamma, che molte volte era a giorno delle mie pene e restava martirizzata e sentiva la morte insieme a Me. Sicché fin dal seno materno la mia Divinità prese l’impegno di carnefice amoroso, ma perché amoroso più esigente ed inflessibile,......sicché tante spine per quanti pensieri cattivi, tanti chiodi per quante opere indegne, tanti colpi per quanti piaceri, tante pene per quanta diversità di offese; perciò erano mari di pene, spine, chiodi e colpi innumerevoli. Innanzi alla Passione che mi diede la Divinità, la Passione che mi diedero le creature negli ultimi miei giorni non fu altro che ombra, immagine di ciò che mi fece soffrire la mia Divinità nel corso della mia Vita, perciò amo tanto le anime, sono vite che mi costano, sono pene inconcepibili a mente creata, perciò entra dentro la mia Divinità e vedi e tocca con mano ciò che soffrii.” Gesù

E anche noi dovremmo apprezzare ogni singola anima, persino le anime non ancora create che Dio vorrebbe creare e che l'uomo e la donna dicono di no. La croce del Calvario era piccola, ma la vera Passione di Gesù durò tutta la vita. Per ognuna anima Gesù ha dato una vita.

Chi è stato a sostenere Gesù nell'orto degli Ulivi? Non Pietro, Giacomo e Giovanni.

19 Novembre 1921 I due appoggi. Per conoscere le verità è necessario che ci sia la volontà e il desiderio di conoscerle. Le verità devono essere semplici. (13° volume)

Stavo facendo compagnia al mio Gesù agonizzante nell’orto di Getsemani e per quanto mi era possibile lo compativo,... " è paradossale ciò che sta dicendo Luisa. Perché i sacerdoti sono così ostili e non capiscono Luisa? Perché se un'anima, nel 1921 dice di far compagnia a Gesù non sta bene con la testa. Gesù è morto secoli prima. Ma nel dv questo è il bello, Gesù ci ha spalancato l'ambito dell'eternità dove non c'è tempo e dove c'è eternità. Gesù nel Vangelo ringrazia il Padre perchè ha nascosto queste perle di Cielo ai dotti e ai sapiente e le ha rivelate agli umili.

Gesù ci sta invitando a non scherzare con il peccato.

"..la mia Umanità comprese tutta l’enormità ed ogni delitto armato di spada per uccidermi, portava l’impronta “morte ad un Dio”. Innanzi alla Divinità la colpa mi compariva così orrida e più orribile della stessa morte; nel capire solo che significa peccato, Io mi sentivo morire e morivo davvero, gridai al Padre e fu inesorabile;.." Gesù

Se vuoi fare qualcosa durante l'adorazione puoi entrare nelle agonie di Gesù e troverai Gesù sofferente e cosa fai - nel divin volere - vedendo Gesù nell'orto?

Figlia mia, dura e penosa fu la mia agonia nell’orto, forse più penosa di quella della croce, perché se questa fu compimento e trionfo su tutti, qui nell’orto fu principio ed i mali si sentono più prima che quando sono finiti, ma in questa agonia la pena più straziante fu quando mi si fecero innanzi uno per uno tutti i peccati, la mia Umanità comprese tutta l’enormità ed ogni delitto armato di spada per uccidermi, portava l’impronta “morte ad un Dio”. Innanzi alla Divinità la colpa mi compariva così orrida e più orribile della stessa morte; nel capire solo che significa peccato, Io mi sentivo morire e morivo davvero, gridai al Padre e fu inesorabile; non ci fu uno che almeno mi desse un aiuto per non farmi morire, gridai a tutte le creature che avessero pietà di Me, ma invano, sicché la mia Umanità languiva e stavo per ricevere l’ultimo colpo della morte, ma sai tu chi impedì l’esecuzione e sostenne la mia Umanità a non morire? Prima fu la mia inseparabile Mamma, Lei nel sentirmi chiedere aiuto volò al mio fianco e mi sostenne ed Io poggiai il mio braccio destro su di Lei, la guardai quasi morente e trovai in Essa l’immensità della mia Volontà integra, perché non c’era mai stata rottura tra la Volontà mia e la sua…." Gesù

Gesù sta dicendo che se non avesse avuto aiuto sarebbe morto nell'Orto degli Ulivi. La Mamma di Gesù viveva nel divin volere ma con la sua anima poteva bilocarsi dove voleva. La Madonna nel divin volere ha sempre il primo posto in tutto. Quando entri nella volontà di Dio agisce come Dio, e ti trovi di colpo ovunque.

"..La mia Volontà è Vita e siccome la Volontà del Padre era irremovibile e la morte mi sarebbe venuta dalle creature, un’altra creatura che racchiudeva la Vita della mia Volontà mi avrebbe dato la vita ed ecco che la Mamma mia, nel portento della mia Volontà, mi concepì e mi fece nascere nel tempo ed ora mi dava una seconda volta la vita per farmi compiere l’opera della Redenzione…" Gesù

Era la divina volontà che agiva nella Madonna e non ha mai fatto nulla di apparente.

"...Poi guardai a sinistra e trovai la piccola figlia del mio Volere, trovai te come prima, col seguito delle altre figlie della mia Volontà; e siccome volli con Me la mia Mamma come primo anello della misericordia, perché dovevamo aprire le porte a tutte le creature, perciò volli poggiare la destra; volli te come primo anello di giustizia, per impedire che questa si sgravasse su tutte le creature come meritano, perciò volli poggiare la sinistra, affinché la sostenessi insieme con Me. Onde, con questi due poggi Io mi sentii ridare la vita e come se nulla avessi sofferto, con passo fermo andai incontro ai nemici…." Gesù

Gesù dice che oltre a Luisa c'erano i piccoli figli e figlie del divin volere. La passione interna di Gesù non è solo da contemplare, ma questi non servono solo per essere contemplati. Dobbiamo smettere di essere spettatori e diventare piccoli corredentori e fare compagnia a Gesù.

Sicuramente hai un dolore che ti stai portando addosso ed è arrivato il momento di farlo scorrere nel divin volere per farlo diventare causa di salvezza di anime. Bastarebbe solo immergerlo nella volontà di Dio.

MEDITAZIONE DI DON PIERPAOLO MARIA CILLA

domenica 26 luglio 2026

I rimedi alle scappatine dalla Divina Volontà

L'interesse che Dio ha affinché la creatura viva nella Sua Volontà. La dote che darà. Gesù si fa sentinella per supplire in ciò che manca alla creatura, e se occorre farà anche miracoli. L'esempio di un re.

Settima meditazione sulla Divina Volontà, ritiro del 31.8 - 3.9.2020 Nevegal (BL) - don Pierpaolo Maria Cilla

6 Giugno 1937 Interesse che Dio ha che la creatura viva nella sua Volontà; dote che darà. Sentinella di Gesù per supplire in ciò che manca e, se occorre, farà anche miracoli. Esempio d'un re. (34° volume)

Luisa è nella fase di maturità ma si pone una domanda basilare. La vita è un susseguirsi di atti non in qualche occasione fare qualcosa. Tutto dev'essere continuato dentro la volontà divina.

Mi sentivo tra le braccia del Volere Divino e pensavo tra me: mi sembra difficile che si possa vivere perfettamente in Esso, la vita è piena d'intoppi, di pene e di circostanze tali, che resta come assorbita e il suo rapido corso che come respiro e palpito dovrebbe correre in quel Fiat Divino, sfugge ad Esso mentre il suo respiro e palpito corre sempre nel nostro, per darci vita senza mai fermarsi. (Luisa)

Come si fa a mantenere l'attenzione costante alla divina volontà? Luisa si rende conto che la divina volontà continua a correre dentro di noi ma noi abbiamo dei problemi a starci dietro.

"Figlia mia benedetta, tu devi sapere che la prima cosa più interessante, è che il nostro Ente Supremo vuole che la creatura faccia e viva nella nostra Volontà, essendo stato questo l'unico scopo per cui le abbiamo dato la vita. Ora quando noi vogliamo, diamo tutti i mezzi, gli aiuti, le cose necessarie che ci vogliono per fare che possa darci quello che vogliamo da essa…." Gesù

Questa è una verità di fede e non una cosa dell'ultima ora. Quando il Signore ci dà una missione, Lui ci dà sempre tutti i mezzi necessari e le grazie per svolgere quella missione. Adesso si vuole costruire una famiglia senza il matrimonio? E' come costruire una casa senza fondamenta. Costruirete una cosa che coloro che pensano di essere coniugi mancheranno di tutte le grazie che il sacramento del matrimonio conferisce a loro. Qualcuno potrebbe obiettare che c'è gente che si è spostata in Chiesa e dopo tre mesi si è divorziata. Il Signore dona le grazie, o mezzi ed aiuti ecc.… perché se tu prima del Matrimonio hai vissuto in peccato mortale, il matrimonio lo hai vissuto in peccato mortale ecc.. le grazie attuali o la grazia di stato su cosa si appoggia? Il Signore dice che se vuole che l'anima compia una missione io gli do tutti gli aiuti.

"..e, se occorre, facciamo un miracolo continuato da parte nostra, purché otteniamo il nostro intento…" Gesù

"...Tu non sai che significa un atto voluto da noi e compiuto nella creatura, è tanto il suo valore, la gloria che ci dà, che giunge a farsi corona, abbraccia l'Eterno ed è tanto il contento che ci dà, che mettiamo il nostro Essere Divino a disposizione della creatura, per fare che il nostro atto voluto e compiuto abbia la sua vita in essa.." Gesù

Sta dicendo: una creatura che vuole svolgere la sua vita nella divina volontà e compiere anche i piccoli gesti della vita quotidiana con il connesso della divina volontà è la gloria più grande che possiamo avere. Quindi la Trinità sta molto attenta.

"... Ora la prima dote che diamo a chi vuol vivere nella nostra Volontà Divina, il primo appoggio, la difesa sicura, sono le verità;..." cioè gli scritti di Luisa, questo è il primo aiuto che il Signore ci dona. Se si vuole prescindere dagli scritti si tratta di illusione. Leggiamo anche un solo brano al giorno.

"..le verità; queste aprono l'ingresso, stradano la via e, gelose, si mettono come fide sentinelle intorno a chi vuol vivere nel mio Fiat,..." Gesù sta parlando delle sue verità come se fossero qualcosa di vivo.

Perché noi pensiamo che le cose scritte siano morte. Ma della Parola di Dio si è sempre detto che è viva e palpitante. Gesù sta usando queste categorie anche per questi scritti. Bisogna leggere tutto e capirai il messaggio altrimenti si capiscono bene le espressioni forti nel libro altrimenti si diventa fanatici o si dicono cose assurde.

"...la luce delle nostre verità che appartengono ad Esso non si sposta più da sopra la fortunata, la investe, la carezza, la plasma, la bacia e si dà a sorsi a sorsi alla sua intelligenza per farsi comprendere e questo per corteggio della vita del mio Volere che regna in essa…" Gesù

Se tu leggi e non capisci nulla, non ti preoccupare. Vai avanti. Queste verità non si danno all'intelligenza come se fosse un mare che voglia riempire un recipiente ma si tratta di un processo graduale. Passo dopo passo. Di conseguenza adesso una verità si fa strada, domani un'altra ecc.. e vedrai come le cose si armonizzano tra di loro. Ci vorrà tempo.

"..Le verità quando si sprigionano dal nostro seno, hanno il loro compito del bene che devono fare, le anime che devono chiudere nella luce che posseggono e perciò sono tutt'occhi sopra di esse, le fissano tanto, che non le possono sfuggire, né si stancano, ancorché passassero secoli stanno sempre al loro posto…" Gesù

La prima cosa devi considerare le Verità come fondamentali nella tua giornata.

"..Vedi dunque che grande dote darò a chi deve vivere nel nostro Eterno Volere, tutte le conoscenze che ho manifestato su di Essa, i valori immensi, i suoi pregi, il suo amore e l'amore che mi ha spinto a manifestarle, sarà la grande dote e dote Divina, che darò a coloro che vorranno vivere nel mio Fiat, nella quale troveranno tutti gli aiuti soprabbondanti, per rendersi ricchi e felici. Troveranno in queste verità la Madre tenera che, prendendoli nel suo Grembo come piccoli bambini li fascia di luce, imbocca loro il cibo, li fa dormire sul suo seno, per tenerli sicuri cammina nei loro passi, opera nelle loro mani, parla nella voce, ama e palpita nei loro cuori e per tenerli attenti e divertiti fa loro da Maestra, descrivendo le scene incantevoli della Patria Celeste. In queste verità troveranno chi piange e soffre insieme con loro, per mettere a traffico anche il loro respiro, le più piccole cose, gli stessi nonnulla che cambierà in conquiste divine ed eterni valori." Gesù

Luisa interviene nuovamente:

Ed io: mio Gesù, tu hai ragione, ma la debolezza umana è tanta che io temo di fare le scappatine da dentro la tua Volontà. (Luisa)

Luisa, quando scrive queste cose, aveva più di 70 anni (72) e parla ancora di scappatine dalla divina volontà. Figuriamoci noi.

"Figlia mia, il tuo timore mi dispiace…." Gesù dice che il fatto che Luisa si preoccupi non va bene. E questo scriviamocelo nel cuore. Quando il timore diventa eccessivo e magari ti dedichi più alla tv ecc.. il cammino verso la divina volontà diventa un ricordo.

"Figlia mia, il tuo timore mi dispiace, tu devi sapere che è tanto il mio interesse, l'amore che mi brucia che voglio che l'anima viva nella mia Volontà, che prendo Io l'impegno di tutto, la supplisco in tutto, però faccio questo quando c’è stata una decisione ferma e costante di voler vivere in Essa e da parte sua non manca, fa quanto più può….." Gesù dice che è una cosa di cui Lui ha interesse. L'impegno è tutto suo. Dove l'anima non arriva e fa le scappatine, là c'è Gesù che fa quello che dovrebbe fare lei. Supplisce quando ci è stata una decisione ferma e costante di voler vivere nel divin volere. L'anima deve fare quanto più può. In questo ci dobbiamo occupare principalmente. Io devo decidere di vivere nel tuo volere. Gesù dice: accostati alle mie verità tutti i giorni e al resto ci penso io. Basta. Tu fa quello che puoi, ecc... ti sei distratta? Ritorna in te stessa. Fai quello che puoi.

"..Senti un mio segreto, figlia mia, e dove mi fa giungere il mio amore, senti che faccio, quando per stretta necessità della vita umana, questa vita, (che) è anche mia, per pene che io stesso dispongo, la creatura resta come intontita e smarrita quindi non sa seguire gli atti della Vita che regna in essa,..." Gesù ogni tanto manda delle tribolazioni e quando l'anima rimane un po' rimbambita e non sa che fare. -- Questa non è la santità della virtù che cresce a circostanza, ma qua c'è l'atto continuo.

"...Io che voglio che questa vita non resti spezzata perché Essa è vita, non virtù che si possono fare atti ad intervalli ed a circostanze, ma per la Vita c'è tutta la necessità dell'atto continuo, perciò Io che sto a guardia e geloso ne mantengo la sentinella, come vedo che essa interrompe il suo corso, faccio Io quello che dovrebbe far essa, onde il mio operare nel mio Fiat la scuote e ritorna in se stessa e segue il suo corso nel mio Volere ed Io, senza neppure dirle nulla della sua fermata, rannodo da dove interruppe e dove seguì l'atto mio, in modo che la Vita del mio Fiat non resti spezzata in essa, perché ho supplito io a tutto, molto più che nella sua volontà essa voleva, ma la debolezza l'ha interrotta…" Gesù

E' una cosa che fa Gesù e tu nemmeno te ne accorgi.

"..Ecco perciò è tanto il mio amore che voglio che si viva nella mia Volontà che a qualunque costo, ancorché ci volessero miracoli continuati io li farò…" Gesù

E' più miracoloso far vedere i ciechi, camminare gli zoppi o dare l'alimento preservativo? L'alimento che ci preserva dalle scappatine nel dv è Gesù stesso.

"..Ma hai tu notato la mia tenerezza, il mio forte amore? Anche se la creatura manca al suo corso io non la rimprovero, non le dico nulla e se vedo che s’accorge che ha mancato le faccio coraggio, la compatisco per non metterle sfiducia e, tutto bontà, le dico: Non temere, ho supplito io per te e tu starai più attenta, non è vero? Ed essa, a vedere la mia bontà, mi ama di più. Io lo so che devo dare del mio, per fare che la creatura viva nella mia Volontà e perciò farò come un re che ama molto che il suo regno sia popolato.." Gesù

Il rimprovero continuo scava un fosso interiore nella persona. Gesù sa come trattare bene le persone. Gesù dice...Non temere, ho supplito io per te e tu starai più attenta, non è vero? come quando Gesù incontra l'adultera. Gesù non rimprovera l'adultera. Gesù poteva condannarla perché senza peccato ed è il Giusto Giudice in quanto Dio. Gesù gli ha dato un'altra possibilità.

"..e perciò farò come un re che ama molto che il suo regno sia popolato.." Gesù

Esempio molto lampante.

"..Costui fa sentire a tutto il mondo, che vuol sapere se qualcuno vuol venire nel suo regno, per mandargli la moneta per il viaggio, che farà trovare un'abitazione a loro disposizione, vesti e cibi abbondanti, il re promette di dare a loro tali ricchezze, da renderli ricchi e felici; sarà tanta la bontà di questo re, che farà vita insieme col popolo, che lo ama tanto perché con le sue ricchezze lo ha riscattato dalle miserie e dalle infelicità della vita…" Gesù

Chi non vorrebbe andare in questo regno? Non un re che si gode le tasse sul popolo ma un re che vive in mezzo al popolo per fare vita assieme. Dio passeggiava nel giardino in compagnia con Adamo. Dio si abbassava a fare vita con Adamo. Se non ci togliamo di mezzo le idee che Dio sia lontanissimo e non possiamo ridicolizzare Dio che sia un portafortuna. Se tu vuoi, viene.

"..Tale son'io, farò sapere al mondo intero, che voglio il popolo del mio Volere Divino e purché mi diano il loro nome e mi facciano conoscere che vogliono venire nel mio regno, io darò loro tutti i beni, in esso le infelicità non avranno luogo, ognuno possiederà il regno suo, sarà re di se stesso e farà vita insieme col suo Creatore. Io sfoggerò tanto nel dare, che tutti ne resteranno rapiti. Figlia mia, oh come sospiro questo vivere della creatura nella mia Volontà! Tu prega e sospiralo insieme con me e ti sia dolce il mettere la vita per un regno così santo."

Quando nel 1938 questi scritti furono sequestrati e secretati negli uffici del Santo Uffizio, chi avrebbe mai potuto immaginare quello che stiamo vedendo adesso? Tutti hanno pensato che sia finito tutto. Ma invece non è così. Per il Signore 1000 anni sono come un giorno, per noi è passato un secolo, per il Signore è passato mezzo secondo. La pazienza, entrare nell'eternità divina. Noi che ci preoccupiamo quando accadrà il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria ecc... vivi come se tutto fosse adesso. La Madonna ha detto di non aspettare a convertirsi perché dopo sarà troppo tardi. Ora fai entrare nel tuo cuore il Cuore Immacolato di Maria. Non angustiarti di quando avverrà quell'evento o quell'altro, noi dovremmo entrare nell'ottica che è interesse di Dio - hai la Parola di Dio, la Chiesa e il dono della Verità. Cosa vuoi di più?

"..e purché mi diano il loro nome e mi facciano conoscere che vogliono venire nel mio regno, io darò loro tutti i beni,..." Gesù

Dammi la tua decisione (dice Gesù) e al resto ci penserà Gesù

MEDITAZIONE DI DON PIERPAOLO MARIA CILLA

giovedì 16 luglio 2026

Le mani vuote: Gesù riforma Luisa

Seconda meditazione Ritiro DV Alessandria, 9-10 Maggio 2026, don Pierpaolo Maria Cilla

San Francesco e la Divina Volontà. Il poverello d'Assisi si spoglia non per una follia umana ma per follia divina, perché ha assecondato l'azione dello Spirito Santo di svuotarsi. Lo spogliamento non dei vestiti ma del proprio io (quello chiesto a Luisa) per far spazio a Dio. A questo punto San Francesco si trova veramente povero, anche di quello che noi riterremmo l'essenziale. E che si fa a questo punto?

Cosa fa Gesù con Luisa? Questo cammino di svuotamento non ha come fine la purificazione (è un passaggio) ma ha la meta dello Sposalizio che è il preludio di una trasformazione totale dell'anima in Dio.

Il don legge un brano senza però che dica quale. Qua solo appunti.

Il don legge un testo e qua commenta: Se noi desideriamo e rinunciamo al nostro io, al nostro cuore e alla nostra volontà, dobbiamo credere che tutto ciò che avviene è volontà di Dio. E non stare sempre a lamentarci (perché Signore è accaduto questo ecc...) e Gesù parla del mistero del Matrimonio mistico. Come mai tanti giovani convivono per tanti anni? Se vuoi che i giovani finiscano la loro storia d'amore falli sposare perché si lascino. Il rapporto coniugale non è la somma di due egoismi, ma l'incontro di due persone che rinunciano a sé stesse per fare spazio all'altra/o. Quando si parla del matrimonio come esperienza di croce non è una sofferenza ma devi morire il tuo io per far vivere l'altro. Nel matrimonio terreno ci si lascia cambiare e questo matrimonio è solo l'ombra dello sposalizio mistico che il Signore fa con l'anima. Invece ci si sposa perché l'altra persona mi rende felice, si prende cura di me, ecc... l'altro diventa uno strumento per i miei scopi. Ma questo è egoismo. E si arriva ad un certo momento in cui iniziano ad emergere le debolezze umane e si salta in aria se ci si è sposati per egoismo. Ma se ci si è sposati per amore il matrimonio regge.

Vivi questo momento e non ti preoccupare dei problemi che hai.

9 Maggio 1900 Luisa vede il mistero della Santissima Trinità nella forma di tre soli. (terzo volume)

Dopo quelle due parole che ha detto Gesù, mi son trovata fuori di me stessa e, guardando nella volta dei cieli, ho intravisto tre soli: Uno pareva che si posasse all'oriente, l'altro all'occidente, il terzo a mezzogiorno. Era tanto lo splendore dei raggi che tramandavano, che si univano gli uni con gli altri, in modo che ne formavano uno solo. Mi pareva di vedere il mistero della Santissima Trinità e l'uomo formato con le tre potenze ad immagine di Essa. Comprendevo pure che chi stava in quella luce, rimaneva trasformata: la volontà nel Padre, l'intelletto nel Figlio, la memoria nello Spirito Santo. Quante cose comprendevo! Ma non so manifestarle.

Gesù dice: se tu la tua volontà la sperdi nel Padre, l'intelletto nel Figlio e la memoria dello Spirito Santo ecco che scende la Santissima Trinità sulla terra, l'inabitazione della Santissima Trinità si è già compiuta per grazia ma si compie in pienezza quando l'anima fonde sé stessa nella volontà divina. Chi vive nella dv non pensa più con la propria mente, non ricorda più con la propria memoria e non vuole più con la propria volontà, ma solo con quella divina.

Cosa produce un cuore trasformato in Dio?

20 Novembre 1900 Dovendo vivere del cuore di Gesù, Lui le dà regole per imparare un vivere più perfetto. (quarto volume)

Diletta mia, dovendo vivere del mio cuore ti conviene intraprendere un modo di vivere più perfetto. (Gesù). San Francesco era rimasto senza niente e come e di cosa doveva vivere? Solo di Gesù. Luisa spogliata e con il cuore assorbito in Lui come doveva vivere?

1.Uniformità perfetta alla mia Volontà, perché mai potrai amarmi perfettamente, se non amandomi con la mia stessa Volontà; anzi ti dico che amandomi con la mia stessa Volontà giungerai ad amar Me ed il prossimo col mio stesso modo d’amare.

Gesù ti amo con il tuo amore e con la tua volontà. Voglio parlare con le tue parole. Un'attimo prima di fare qualcosa, chiamare Gesù a parlare in me (per esempio). Questo significa uniformità di divina volontà.

2.Umiltà profonda, mettendoti innanzi a Me ed alle creature, l’ultima di tutte.

E' quello che dice san Francesco quando parla di Dio. San Francesco chiedeva l'umiltà profonda. E noi ci sentiamo veramente gli ultimi? O sentiamo che siamo meglio di altri? Ciascuno consideri il prossimo superiore a sé stesso (diceva san Paolo).

3.Purità in tutto, perché qualunque minimo mancamento di purità, tanto nell’amare quanto nell’operare, si riflette tutto nel cuore e ne resta macchiato, perciò voglio che la purità sia come la rugiada sui fiori al nascere del sole, che riflettendovi i raggi, trasmuta quelle piccole goccioline come in tante perle preziose da incantare le genti. Così tutte le tue opere, pensieri e parole, palpiti ed affetti, desideri ed inclinazioni, se saranno fregiati dalla rugiada celeste della purità, tesserai un dolce incanto, non solo all’occhio umano, ma a tutto l’Empireo.

Purezza d'intenzioni. Quando io metto il mio interesse o tornaconto ecco che ho sporcato la mia azione. Noi siamo capaci di fare tantissimi atti di generosità o d'amore almeno se c'è un minimo vantaggio economico, di ammirazione, di carriera, vantaggi pensionistici ecc.. se ci sono solo svantaggi uno può dire: te lo scordi. Gesù però dice che ogni imperfezione nelle nostre azioni si riflette nella nostra anima. Il peccato sporca l'anima, e dato che noi non crediamo più all'esistenza dell'anima non crediamo più all'esistenza del male e del peccato. E alla sua capacità di macchiare l'anima.

4.L’ubbidienza va connessa con la mia Volontà, perché se questa virtù riguarda i superiori, che ti ho dato in terra, la mia Volontà è ubbidienza che riguarda Me direttamente, tanto che si può dire che l’una e l’altra sono tutte e due virtù d’ubbidienza, con questa sola differenza, che l’una riguarda Dio e l’altra riguarda gli uomini; tutte e due hanno lo stesso valore e non ci può stare l’una senza dell’altra, quindi devi amare tutte e due allo stesso modo.”

La tua volontà è chiamata ad ubbidire a Me (a Gesù).

Poi ha soggiunto: “Sappi, d’ora in poi vivrai col cuor mio e devi intendertela a modo del cuor mio, per trovare in te le mie compiacenze, perciò ti raccomando che non è più cuor tuo, ma cuor mio.” Gesù

14 Agosto 1908 La volontà umana serve di pennello a Gesù per dipingere la sua Immagine nel cuore. (volume ottavo)

(Luisa) Avendo fatto la comunione, vedevo il bambino nel mio interno, come se andasse cercando una cosa importante, io ho detto: “Carino mio, che vai trovando con tanta premura?” E Lui ha detto: “Figlia, cerco il pennello della tua volontà per poter dipingere la mia immagine nel tuo cuore, perché se non mi dai la tua volontà mi manca il pennello per poter liberamente dipingere Me in te; e come la volontà mi serve di pennello nelle mie mani, così l’amore mi serve di tinte per poter imprimere la varietà dei colori della mia immagine. Oltre a ciò, come la volontà umana mi serve di pennello, così la mia Volontà serve di pennello nelle mani dell’anima per dipingere la sua immagine nel mio cuore, ed in Me poi troverà abbondante tinta d’amore per la varietà dei colori.”

Si racconta che San Francesco, da un punto di vista esterno, non fosse chissà di quale bellezza, non era un principe azzurro alto con i capelli biondi. La primissima immagine del santo si vede un'uomo piccolino eppure non c'era nessuno più bello di lui. E la bellezza da dove la prendeva? Non dalle doti naturali ma da un lavorio divino, che non è arrivato a livelli di Luisa. Ma San Francesco aveva intuito che con il pennello divino è possibile dipingere Cristo nell'anima.

Gesù risponde a Luisa con qualcosa di inatteso

04 Novembre 1909 Con la sua beatitudine Iddio rende beato tutto il Cielo, perché tutto è armonia in Lui. (nono volume).

Sono tutti brani di episodi che avvengono dopo aver fatto la comunione, ad indicare come la Comunione Eucaristica che secondo il regime della grazia è la massima esperienza che noi possiamo vivere di Cristo quaggiù, nell'ordine della Divina Volontà è l'ordine di partenza per poter vivere una fusione dei cuori.

Avendo fatto la comunione stavo dicendo al mio adorabile Gesù: “Già sono stretta a Te, anzi immedesimata; se siamo già una cosa sola, io lascio il mio essere in Te e prendo il tuo. Quindi lascio la mia mente e prendo la tua; lascio i miei occhi, la mia bocca, il mio cuore, le mie mani, i miei passi.” Oh!, quanto sarò felice d’ora in poi! Penserò con la tua mente, guarderò coi tuoi occhi, parlerò con la tua bocca, ti amerò col tuo cuore, opererò con le tue mani, camminerò coi tuoi piedi e se qualcosa mi verrà, dirò: “ Ho lasciato il mio essere in Gesù ed ho preso il suo, andate da Gesù che vi risponderà per me.” Oh! come mi sento beata. Ah! sì, prendo anche la tua beatitudine, non è vero Gesù? Ma mia Vita e tutto il mio Bene, Tu, con la tua beatitudine, rendi beato tutto il Cielo ed io, prendendo la tua beatitudine, non rendo beato nessuno.”

Luisa ci insegna a pregare nella divina volontà. Dopo la comunione, avendo Gesù in noi, possiamo dire: ti dono i miei occhi per prendere i tuoi, per guardare in maniera totalmente diversa le persone che mi stanno antipatiche. Ti do la mia bocca che è strapiena di parole e prendo la tua che è piena di silenzi ecc... di colpo non avviene questa trasformazione ma se questi atti di sostituzione, di recupero degli atti di Gesù ecc... vengono ripetuti nel tempo, ecco che cose che avremmo realizzato con anni di sforzo.

La cosa migliore è non cadere più nelle imperfezioni e dobbiamo credere che questi atti sono santificanti e trasformanti. La sostituzione della mia bocca con quella di Gesù, magari la fai per tutto il mese di Maggio, ogni giorno quindi per 30 volte. Il don è sicuro che ciò produrrà più effetti questo che trenta anni in cui dirai: ha ragione mia moglie/marito, io parlo troppo. Quello che la tua volontà fa in un'anno, la volontà di Dio la fa in 30 giorni. Luisa poi vedeva che intorno a lei non succedeva nulla e nessuno si beatifica. Ma Gesù risponde:

E Gesù mi ha detto: “Figlia mia, anche tu puoi, col prendere tutto il mio Essere ed insieme la mia beatitudine, rendere beati gli altri. Perché il mio Essere ha la virtù di beatificare? Perché tutto è armonia in Me, una virtù armonizza con l’altra: La giustizia con la misericordia, la santità con la bellezza, la sapienza con la fortezza, l’immensità con la profondità ed altezza e così di tutto il resto, tutto è armonia in Me, niente è discordante; queste armonie rendono beato Me stesso e beatifico tutti quelli che a Me si avvicinano. Onde tu col prendere il mio Essere, sta’ attenta che tutte le virtù armonizzino tra loro e questa armonia comunicherà la beatitudine a chiunque a te s’avvicini, perché vedendo in te bontà, dolcezza, pazienza, carità, uguaglianza in tutto, si sentiranno beati stando vicini a te.

Gesù dice di essere motivo di felicità perché in Lui c'è somma felicità. Perché la felicità è frutto dell'armonia e non ci sono spigolature. In Gesù c'è armonia perfetta. Se la giustizia non è armonizzata con la misericordia è una vita difficile. E se si vive solo di misericordia e si mette da parte la giustizia (dare a ciascuno ciò che è suo), se una persona passa con il rosso e muore qualcuno non posso dire che non è accaduto nulla. La persona ha bisogno di essere sanzionata e lo scandalo dev'essere riparato e bisogna restituire ciò che è stato tolto. Non si può vivere solo di giustizia o di misericordia.

Quindi se una persona si avvicina a Gesù troverà ciò che gli manca.

Non ti preoccupare degli altri, preoccupati di Me e di te. Fai in modo che con i tuoi atti di prendere l'essere di Gesù, assorbi La Mia vita. Ma per far questo devi svuotarti di te. Cosa produrrà questa armonia? Anche tu sarai uno strumento per fare felici tanti. Vi è capitato di frequentare una persona e si sta già meglio? A volte ciò avviene per questioni psicologiche, magari è una persona solare, di carattere. Ma poi quella gioia umana finisce. Ma quanto tu ti avvicini ad un Santo, sembra che tutte le nuvole che hai scompaiano. E' l'esperienza che la gente faceva quando la gente incontrava il poverello d'Assisi e quando la gente andava al capezzale di Luisa. E ciò accadrà anche a te. E anche se non si avvicineranno a te, tu spiritualmente con la tua anima e i piccoli giri puoi avvicinarti a loro portandogli la sapienza divina, il perdono divino ecc...

MEDITAZIONE DI DON PIERPAOLO MARIA CILLA

mercoledì 15 luglio 2026

Quasi nessuno vuole Gesù come Re

Gesù le mostra come nel mondo quasi nessuno lo voglia come proprio Re. E, purtroppo, anche tra gli ecclesiastici quasi nessuno lo vuole come Re esclusivo, ma al più lo vuole con qualche cosa che gli piace e aggrada. Libro di cielo volume 4, capitolo 181 (6.3.1903), 10 Luglio 2018

06 Marzo 1903 Gesù la porta a vedere il mondo e dice “ecce homo.”

Testo evangelicamente drammaticamente fondato sulla parabole degli invitati a nozze, Gesù non è voluto. Tra i cosiddetti laici c'è chi li fa la guerra, adesso regna l'indifferenza perchè c'è stata la sua sostituzione pratica e reale con altri idoli (ricchezza, piacere, onore ecc...). Quando Gesù non è voluto in quel cuore non ci può entrare ma chi Lo rifiuta si auto condanna ad una vita d'inferno qua e poi (salvo miracolo) anche dall'altra parte. Fa pensare anche l'atteggiamento dei consacrati. La frase drammatica è "da solo non mi vuole nessuno" (col nostro comodo, interesse, onore, ecc... qualche soddisfazione di creatura); tutte queste cose ci rimandano di nuovo a quelle cose dell'essere umano.

Se non si smascherano certe dinamiche continueremo a fare gli ipocriti. La vita evangelica e nella DV ha come centro d'attenzione il Cuore (dove è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore ..Gesù). Cos'è il Cuore? Il Cuore è la sede dei nostri desideri più profondi e intenzioni più profonde. Noi abbiamo uno strato superficiale dove ci raccontiamo un sacco di storie, dovremmo avere il coraggio di parlare chiaramente. Perchè faccio certe cose?

Sei disposto a rinunciare alle tue comodità? sei disposto a fare le cose gratuite? Vuoi sapere se c'è qualche soddisfazione profonda che tu cerchi? (Gesù dice che c'è un sacco che compie un sacco di buone opere che non hanno nessun valore agli occhi Suoi) le cose più sante possono essere macchiate dall'interesse. Noi non conosciamo il cuore del prossimo e non possiamo giudicare il prossimo ma chiederci "perchè faccio così?". Quando si apre veramente il Cuore e si chiede aiuto a Gesù, bisogna essere sinceri e disposti a soffrire talora non poco perchè ci si può trovare tanto marciume. Ma questa sofferenza è salutare perchè Gesù ci aiuta. Chi c'è nel nostro cuore? Perchè Gesù dice che chi non rinuncia ai suoi beni....? Tu non devi essere attaccato agli onori e alla dignità ma a Gesù, vivere per Lui e spenderti per Lui.

Figlia mia, ritiriamoci, hai visto come nessuno mi vuole, o al più mi vogliono unito con qualche cosa che loro piace? Io non mi contento di questo, perché il vero regnare è quando si regna solo.” L'autorità deve essere uno. Il Re è uno, il Papa è uno, il Vescovo è uno e il Parroco è uno.

martedì 14 luglio 2026

Il nulla e il Tutto: lo spogliamento

Prima meditazione Ritiro DV Alessandria, 9-10 Maggio 2026, don Pierpaolo Maria Cilla

La Mamma più grande è la Chiesa. La Mamma Chiesa ha sempre guardato ad una figura di santità - dopo la Madonna - a San Francesco d'Assisi e dato che questo è un'anno giubilare e su questo ritiro terremo un'occhio su San Francesco, un'occhio su Gesù, Maria e Luisa. Dalla santità di San Francesco una santità divina.

Dalla lode della creature alla lode del Creatore.

San Francesco chiamava gli elementi fratello Sole, Luna ecc... ma sappiamo che la vita nella Volontà di Dio non è solo guardare ed apprezzare ma anche fare propri gli atti che la volontà di Dio compie nella Creazione. L'inizio della vicenda di San Francesco - lo prendiamo nel giorno nel quale lui si svestì di fronte al Vescovo. L'inizio della vita nuova di San Francesco inizia da qua. San Francesco aveva capito che, fino a quando, l'uomo è pieno di sé, ripieno di sé, fino a quando lui ha attorno a lui una corazza non c'è spazio per Dio e non può entrare. Non si può servire due padroni (Gesù). Non possiamo avere due divinità da adorare, o Dio o noi. San Francesco quando si è spogliato è sembrato un'atto di pazzia, ma lui sapeva bene nel cuore che Dio lo chiamava a lasciare tutto per poter possedere e servire tutto. Il Signore non ha chiesto a Luisa e a noi di spogliarci in piazza. Ma Gesù inizia con noi allo stesso punto con cui ha iniziato con San Francesco: dallo spogliamento o svuotamento del cuore. Prima di parlare di divina volontà, Gesù mette mano a questo lavoro paziente sul cuore di Luisa. Se la casa è piena di cianfrusaglie l'ospite non potrà mai metterci piede.

Gesù dice a Luisa: dammi il posto, fammi spazio, dammi il posto che mi spetta. Gesù non inizia con grandi rivelazioni ma lavora su Luisa. Non cadiamo nel rischio di ascoltare basta ma facciamo che Gesù venga in noi a smussare gli angoli ed ad arare il terreno nel nostro cuore. Ma permettiamo a Gesù di lavorarci e di trasformarci.

Noi tutti vorremo andare ai volumi più avanti ma il primo volume è necessario per scavare la terra per preparare il luogo dove mettere le fondamenta. Il grande pericolo di persone che vogliono correre è di costruire le case sulla sabbia, sul proprio vanto ecc.. non è soltanto una perdita di tempo ma è dannosa per l'anima e per chi ci sta accanto. Perché la persona non trasmette nulla. Il primo volume è veramente incredibile, ogni volta che lo si legge ci si rende conto di quanto si ha ancora da lavorare.

Volume 1 (non trovo il brano citato). Gesù dice a Luisa in sostanza: se tu non togli intorno a te pensieri di creature, immaginazione, ecc.. Io non posso liberamente entrare nel tuo cuore. Questo mormorio nella tua mente è impedimento a Gesù di versare le sue grazie. Permettimi di essere tutta tua ed Io stesso metterò mano all'opera. Dammi la tua volontà e ciò mi basta.

Commento del don: potremmo fermarci qua a meditare solo questo piccolo brano. Qua c'è quasi tutto. O c'è il punto dolente del nostro cammino nella divina volontà. Perché lo spogliamento dall'attaccamento delle creature costituisce il vero problema. Quando la Madonna dice a Luisa che può sembrare nulla ma il più grande sacrificio è dare la propria volontà a Dio. Noi lo facciamo un giorno sì e l'altro no. Ma sacrificare sé stessi a Dio in ogni momento, questo è il sacrificio più grande che ci sia. E questo è l'unico sacrificio che il Signore ci chiede per farci dono della sua Volontà.

Una persona può dire: ma io non sento l'amore per Dio. Gesù dice: sono Io ad innamorarti di Me. Cioè il Signore ci chiede di lasciare che Lui ci innamori di Lui. Vuole fare tutto Lui. Lui però ci chiede: liberati da tutto ciò che è l'erbaccia prodotta dalla volontà umana. Noi che facciamo cosa voglia dire volontà umana e cosa significa vivere di essa. Esempio: quando nella nostra mente girano tante preoccupazioni, su cosa devo fare, come risolvere quella cosa, devo risolvere ecc... inizia a scaricarti di tutto e a deporre tutto sulle spalle di Gesù e sulle spalle di Maria. Gesù pensaci tu. Questo significa dare a Gesù la propria volontà. Tutto ciò che attira la tua attenzione, tutto ciò che genera preoccupazione, ansia, tutto ciò che tu vuoi, tutto ciò che ti aspetti, che desideri, i tuoi progetti, ecc... è tutta volontà umana. Dalla tutta a Gesù e abbi come desiderio di avere quella divina al posto della tua volontà umana. // Queste cose succedevano al momento della comunione e Luisa gli chiedeva perdono. Gesù chiede questo sacrificio sempre. Luisa si sentiva sempre Gesù sopra. Non lo sguardo indagatore ma la Sua Persona che gli stava addosso. Immaginate una mamma, le mamme riescono stare h24 con il loro bambino e se anche loro devono a prendersi il caffè, prendono il bambino con una mano e non lo perdono di vista un'attimo. In questo esempio troviamo la vita nella divina volontà, il restare sempre in compagnia con Gesù. Un'amico che chiede spazio, che chiede amore e la volontà. Alcune persone dicono al don: il mio coniuge mi ha lasciato, posso voler bene al collega? (inteso come amicizia). L'amore d'amicizia è una cosa bella. Il problema è che mai nessuno dice: posso volere bene al collega d'ufficio ma senza mettere nulla dell'amore di Gesù? Purtroppo l'amore alle creature ci trascina ad assolutizzare il tutto. // Gesù ha insegnato a Luisa ad amare le persone senza discostarsi da Lui. Cioè con il mirare e il guardarle non come la creatura che la rende felice ecc.. ma guardare le creature come immagine di Dio. In modo che se ricevevo il bene da esse, dovevo pensare che solo Iddio era il primo autore di quel bene. E' Gesù che mi sta amando attraverso il collega d'ufficio. Riconoscere in tutte le cose la presenza di Dio è un grande balzo in avanti nella vita di santità. Se si prendono le cose come volontà di Dio staremo nella pace. Oggi il panico più grande per l'uomo è perdere il cellulare.

In questo modo di agire, Luisa non perdeva la stima di nessuno. Quella persona ti sta insultando? E' Dio che sta permettendo l'umiliazione ma per il bene della persona. Cambia la vita se vediamo le creature in Dio. Luisa dice: se le creature la prendeva in giro, lei pensava a come fare acquisti (spirituali) e si sentiva obbligata - se fate un regalo ad un meridionale, il meridionale si sente obbligato a fare il ricambio. Devi stare sempre a ricambiare. Quando la prendeva in giro, Luisa si sentiva beneficata da quelle persone perché aumentavano in lei la pratica delle virtù e i meriti davanti a Dio. E diventavano un mezzo per lo svuotamento di Luisa. Perché fino a quando noi sentiamo un fuoco che si accende se non ci salutano ecc... questo è un frutto della volontà umana regnante e dominante. Se qualcuno martella la tua volontà umana prendila come un'opera di beneficenza. Se lodavano Luisa, riceva con disprezzo le lodi. Il cuore di Luisa acquistò una tale libertà che lei stessa non sa spiegarla. Facciano quello che vogliano, Luisa rimarrà fedele a Gesù perché Lui è fedele.

La pratica di piacere alla gente ci assorbe un sacco di energie e ci ruba un sacco di tempo. Non significa andare in giro trasandati. Molte cose che facciamo è per il giudizio per gli uomini. Gesù svela uno dei segreti per essere sempre felici: pensare o immaginare - non è facile farlo sempre - che su questo pianeta esistiamo solo io e Gesù. E quando vedo i miei fratelli io vedo Gesù. Mi interesso del fratello perché c'è Gesù. Accontentare uno solo è più facile che accontentare 50.

Le cose che Gesù dice a Luisa dev'essere letta nell'insieme perché se tu leggi - separato - un passo del Vangelo in cui Gesù chiede di amputarsi l'arto se questo ti fa peccare uno si spaventa. Gesù dice: la cosa più terribile che ti possa capitare è il peccato, quindi taglia tutto ciò che ti porta al peccato. Se Gesù dice che è nulla, tu sei un'ombra, ecc... è un modo per incominciare una storia d'amore che porterà Gesù a dire a Luisa: tu sei la paciera tra il Cielo e la Terra. Cose incredibili. Per arrivare a dire quello, Gesù deve iniziare così. Il nostro inizio cammino di santificazione è il mercoledì delle ceneri, - tu sei polvere e polvere ritornerai - e la nostra piccola Luisa diceva: mi sentivo tanto annientata che voleva nascondersi nei cupi abissi e Gesù diceva: appoggiati al Mio braccio e tu riceverai fortezza, ecc...

Il don legge altre cose.

Gesù dà la risposta ad un'interrogativo che ci portiamo dentro: come si fa a sacrificare la propria volontà? La volontà umana si deve sperdere nella volontà di Dio, formando una sola volontà. E come si fa? Che significa concretamente?

La volontà umana, anche da un punto di vista grafico, è nascosta parola Dio, se tu da essa rimuovi la d, rimane la parola io. La volontà è quell'io che tu senti ancora forte dentro di te e che talvolta esce dalle tue parole. Quante volte parlo di me stesso? Quante volte metto me stesso al centro? Quante volte interrompo gli altri per parlare io? Contraddico gli altri perché devo affermare il mio punto di vista? Così è. Purtroppo. Gesù ci chiede in un certo senso di scomparire e se riusciamo farlo vediamo cose belle e se vediamo il male per noi è strumento di mortificazione ed occasione di fare carità. Perché di fronte ad una persona che si comporta male posso aiutarlo magari con la mia persona luminosa. Rimanere incantanti di fronte alle cose piccole è segno che quell'io sta scomparendo.

21 Maggio 1900 Lo stato più sublime è il disfare il nostro volere nel Volere di Dio e vivere della sua Volontà. (terzo volume)

"La mira che ho su di te non è di cose prodigiose e di tante cose che potrei operare su di te per mostrare l'opera mia, ma la mia mira è di assorbirti nella mia Volontà e farne una sola e di lasciare di te un esemplare perfetto di uniformità del tuo con il mio Volere. Ma ciò è lo stato più sublime, è il prodigio più grande, è il miracolo dei miracoli che di te intendo fare…" Gesù a Luisa

Diciamo a Gesù: Gesù, attirami a te, assorbimi nella tua volontà, dissolvi la mia volontà nella tua e fa di me un altro te. E non permettere che il motore della mia esistenza sia qualcos'altra che non sia la tua volontà.

"..Figlia mia, per giungere perfettamente a fare uno il nostro Volere, l'anima deve rendersi invisibile, deve imitare Me, che mentre riempio il mondo col tenerlo assorbito in Me e col non restare assorbito in esso, mi rendo invisibile, tanto che da nessuno mi lascio vedere. Ciò significa che non c'è alcuna materia in Me, ma tutto è purissimo Spirito e se nella mia umanità assunta presi la materia, fu per rassomigliarmi in tutto all'uomo e dargli un esemplare perfettissimo di come spiritualizzare questa stessa materia. Onde l'anima deve tutto spiritualizzare e giungere a rendersi invisibile per poter formare facilmente la sua volontà una con la mia Volontà, perché ciò che è invisibile può essere assorbito in un altro oggetto. Di due oggetti, di cui si vuol formare uno solo, è necessario che uno perda la propria forma, altrimenti mai si giungerebbe a formare un solo essere. Quale fortuna sarebbe la tua se distruggendo te stessa, fino a renderti invisibile, potessi ricevere una forma tutta divina!...…………………...E' tanta l'altezza della perfezione dell'anima disfatta nel mio Volere, che giunge ad operare come Dio e questo non fa meraviglia, perché siccome non vive più la sua volontà in essa, ma la Volontà di Dio medesimo, cessa ogni stupore se vivendo con questa Volontà possiede la potenza, la sapienza, la santità e tutte le altre virtù che contiene lo stesso Dio. Basta dirti, per fare che tu t'innamori e cooperi quanto puoi da parte tua per giungere a tanto, che l'anima che giunge a vivere del solo mio Volere è regina di tutte le regine ed il suo trono è tanto alto, che giunge fino al trono dell'Eterno, entra nei segreti dell'Augustissima Triade e partecipa all'amore reciproco del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo..."

Il sacrificio chiesto da Gesù è grande ma il beneficio che ne prenderai è molto più grande.

MEDITAZIONE DI DON PIERPAOLO MARIA CILLA

sabato 4 luglio 2026

La vita di Gesù deve essere la nostra regola

Grandissima lezione di Gesù sulle ragioni del suo operare. La sua vita deve essere modello di comprensione di tutto ciò che accade nella Chiesa e nelle anime. Lezione sulle persone non casualmente presenti sotto la Croce di Gesù e sulla loro funzione. Libro di cielo volume 4, capitolo 157 (4.12.1902), 29 Giugno 2018

04 Dicembre 1902 Gesù manifesta le ragioni del suo operare.

Vedi come nelle azioni divine, a differenza di quelle umane, non c'è niente di casuale. La presenza di San Giovanni ai piedi della croce era stata predestinata ab eterno, san Giovanni era stato ordinato vescovo e lui (Giovanni) doveva partecipare ed offrire Gesù come vittima per la Chiesa. Ci sarà sempre un sacerdote ad assistere una vittima per i bisogni della Chiesa.

“Figlia mia, Io volevo che da loro stessi trovassero la ragione del mio operare, perché nella mia vita.."

Chi cerca le ricette "magiche", che devo fare per risolvere questo problema? Il Signore vuole che ci arriviamo da soli, chi è che non ci arriva? Gesù le cose irragionevoli non le fa mai, chi ci arriva a capire cosa vuole Gesù da lui? Ci arriva solo chi vuole sinceramente capire la volontà di Dio e non la sottopone al suo giudizio. Se uno ci ha pregato e ci ha pensato, impara a prendersi responsabilità e a fare discernimento. Una persona impara se vuole veramente fare la volontà di Dio. 1) Devi fare realmente la Divina Volontà 2)Medita e prega . Nel Vangelo ci sono tutte le risposte. Uno deve ripensare alle cose che ci capitano nella vita anche se non ci capiamo nulla.

“Che significa quell’ostende te sacerdoti?”

Perchè l'ha mandato dal sacerdote il lebbroso guarito? Per valorizzare il ruolo del sacerdote. Perchè quando Gesù faceva i miracoli si doveva recare sul luogo (tranne che in un caso). "Ciò insegna che è racchiusa la vita futura della Chiesa nella mia, il modo come deve comportarsi il sacerdote nel suo operare.." doveva far comprendere che quella guarigione era da imputare all'uomo Cristo Gesù e far comprendere l'importanza dei Sacramenti. Stiamo sempre parlando di anime vittime. Le persone che stavano sotto la croce avevano anche loro una funzione. Dio non fa manco una virgola insensata, siamo noi che siamo incapaci di vederla. Se non riusciamo a capirla, al massimo stiamo zitti e stai certo che c'è una sapienza. Comincia a meditare il Vangelo.

Il segno certo di non essere ingannati dal demonio

Gesù le rivela qual è il segno certissimo che attesta la provenienza soprannaturale di un'esperienza di Dio: il fatto che l'anima sappia ben affrontare la croce in tutte le sue sfaccettature, in particolare l'umiliazione e la mortificazione. Spiega anche alcuni aspetti fondamentali riguardanti i doveri di coloro che hanno l'autorità di imporre obbedienze. Libro di cielo volume 4, 145-156 (30.11-3.12.1902), 28 Giugno 2018,

30 Novembre 1902 Timore che il suo stato fosse opera del demonio. Gesù le insegna come conoscere quando è Lui e quando il demonio.

Come discernere se qualcosa viene da Dio o dal demonio? Noi dobbiamo tenere presente che quando si indaga dall'esterno su queste cose deve tenere aperte tre possibilità: che venga da Dio, dal demonio o dalla fantasia della persona o che si tratti una recita/truffa. Questo vale anche criterio per noi in generale: è brutto segno che la persona è convinta a priori, buon segno invece quando la persona sottopone a discernimento dei superiori.E' da superbo decidere da soli su noi stessi, occorre sempre un discernimento spirituale operato dai superiori. Di fronte alle mortificazioni, sofferenze ed umiliazioni, come ti comporti? Bisogna soffrire ed umiliarsi. Il calo del tasso della superbia è un indice di un buon cammino interiore. Dai frutti li potrete riconoscere. Quando una cosa proviene dal Signore produce un'aumento delle virtù e una riduzione dei peccati.

03 Dicembre 1902 Turbamenti in riguardo all’ubbidienza, Gesù la rasserena.

Gesù ricorda che l'autorità dei superiori deve essere sempre soggetta a quella di Gesù. Il suddito deve sempre obbedire al superiore. Noi dobbiamo ubbidienza anche quando la cosa ci sempre discutibile (attenzione, non vale per cose contrarie alla Volontà di Dio). Poi si lasci a Lui l'incarico di farla realizzare. Lo scontro frontale contro i superiori non si possono fare, l'unica cosa è se il comando viola la legge di Dio oggettivamente. La domanda ultima è: voglio fare la volontà di Dio? Lui dovrà darmi la possibilità di farla, io non posso fare una cosa buona utilizzando mezzi cattivi. Un fine buono richiede anche mezzi buoni.