Gesù spiega a Luisa il significato di alcune operazioni misteriose in lei compiute nel passato e anche i suoi modi di lavorare le anime. La fiducia e l'abbandono sono quanto mai necessarie per permettere a Dio di fare il suo lavoro in noi. Non corrispondere alle grazie provoca sofferenze in chi le spreca e ancora di più in Gesù. Come Gesù vuole che si operi nella Divina Volontà per riportare a lui la Creazione piena di amore, di luce e di bellezza. Libro di Cielo, Volume 14, 5 Settembre 1922, Martedì 26 Novembre 2019
5 Settembre 1922
Chi vive nella Volontà di Dio, deve racchiudere in sé tutta la Creazione
"..Ricordati che mesi addietro fissai in te una rotella di sole e con un diametro ti misurai tutto e scese dal Cielo un’altra rotella che fissata in te lasciava tanti fili di luce e quelli erano fissati nella Santissima Trinità e rimanendo tutto aperto tra te e Noi, ti lasciai per allora senza darti spiegazioni del mio operato. Ora, dopo aver lavorato tanto in te per tutto questo tempo trascorso e dovendo compiere il mio lavoro, voglio darti spiegazioni, affinché il suggello del mio e del tuo Volere, formando un solo volere dia compimento alla missione a cui ti ho chiamata. Onde, la rotella di luce che prima fissai in te era la Creazione tutta, uscita dalla Divinità tutt’amore, luce e bellezza; il diametro con cui ti misurai era per vedere le tue disposizioni e quelle che ti mancavano, onde poterle mettere per poter fissare bene questa rotella e metterla al sicuro. La seconda rotella era la Divinità che scendeva in te, stabiliva ciò che aveva creato nell’Empireo, lo fissava in te per mettersi in giusti rapporti con la Creazione così come le era dovuto..." Gesù
Se potesse essere utile circa l'episodio citato da Gesù, è il brano del 4 Febbraio 1922 Le anime che vivono nella Divina Volontà prendono parte dell’attività eterna della Divina Volontà
Il brano che abbiamo letto è di certa non semplice comprensione ma cerchiamo di comprenderlo, tuttavia molto importante per vari motivi: 1) Gesù dà una spiegazione di un'operazione soprannaturale che aveva compiuto senza spiegare (la rotella di luce) e non è frequente che ci siano delle spiegazioni. Prima Gesù fa questa cosa, poi in un certo tempo di lavoro Gesù la lavora (tra cui la partecipazione alle sofferenze interne di Gesù interiori) e alla fine quando arriva finalmente l'ora Gesù spiega. E allora? La considerazione di questa cose deve spingerci immediatamente ad una serie considerazioni altamente importanti circa la nostra vita di fede, la nostra vita interiore e il nostro rapporto con Dio.
1) Molte cose che Dio fa nella nostra vita non si capiscono e il Signore non ce le spiega (perchè non vuole che noi le capiamo) almeno non quando desidereremmo noi e questo è un punto molto importante perchè le operazioni più grandi sono quelle interiori (il don parla con esperienza); quante volte le anime stanno stancando inutilmente il proprio intelletto nel tentativo di capirci qualcosa 2) Gesù lavora in noi ma noi non ce ne accorgiamo (situazioni, fatti, eventi ecc..) e dobbiamo lasciarlo fare. Nella dv (quando uno è veramente animato dal desiderio di farla e viverla) devono esserci due disposizioni interiori: la fiducia nel fatto che Dio vuole che entriamo piano piano in questo regno; il problema è che noi non siamo nelle condizioni di entrare in questo mondo se Gesù non ci lavora. Non ce la possiamo fare. Cos'è la notte oscura? Sono operazioni spirituali dolorosissime che Dio deve fare per portare l'anima all'unione con Sè e se non lo fa l'anima non riesce. E' come un'anima del purgatorio, Dio non è contento delle sofferenze dell'anima ma senza quelle sofferenze l'anima non sarebbe purificata e quindi non potrebbe godere Dio. Per forza dev'essere purificata anche se questo comporta grandissimi dolori - punto assolutamente fondamentale e lasciare che Dio faccia queste cose senza capirci nulla. Lo Spirito di profondo abbandono, quando è proprio profondo mette l'anima nella condizione di un cadavere (diceva san Ignazio di Loyola) e il cadavere per antonomasia gli puoi fare qualsiasi cosa senza che faccia resistenza e non reagisce. Lo stato ideale che dovremmo raggiungere è proprio questo. E' chiaro che qua ci sono tanti ragionamenti che uno può fare - rimanendo nell'ambito del lecito uno può reagire o agire in varie situazione come meglio crede ma qual'è la cosa migliore per chi vuol vivere nella dv?
(Luisa) "Il mio sempre adorabile Gesù continua a farsi vedere col suo cuore trafitto ed esacerbato al sommo, pareva che tutte le pene delle creature fossero inflitte in quel cuore, giacché non solo i peccati feriscono quel cuore, ma ancora le sofferenze che cagiona la stessa creatura non corrispondendo alla grazia, quindi pareva che siccome feriscono un cuore che ama, ferendo quel cuore amoroso, era tanto l’amore, che cercava di trasmutare le stesse offese in grazie e benedizioni. Oh! bontà di Gesù, che può darsi il solo vanto che ama davvero ed in maniera incredibile le creature! Onde, anche le pene di ciascuna lo trafiggevano, ma erano tante le offese che cambiavano in fulmini le stesse grazie che partivano da quel cuore santissimo, perciò mi ha detto:
“Figlia mia, come si è reso insopportabile l’uomo, cambia le mie grazie in fulmini e si spinge ad una generale rivoluzione, sicché lui stesso macchina la sua distruzione; è giunto a tanto che merita che lo colpisca.”
2)Le sofferenze di Gesù sono causate non solo dai peccati e anche questo chiama in causa la nostra libertà ma anche dalla non corrispondenza dalla grazia. I peccati sono trasgressioni formali alla legge di Dio, un'imperfezione è una non corrispondenza alla grazia. Quando noi non corrispondiamo alla grazia cosa succede? Perdiamo la grazia e non aumentiamo in santità e ci mettiamo in condizioni di non ricevere immediatamente una grazia successiva a quella di cui avremmo dovuto fare buon uso. Questo fatto non è un fatto neutro, perchè se leggiamo bene il testo:
"..giacché non solo i peccati feriscono quel cuore, ma ancora le sofferenze che cagiona la stessa creatura non corrispondendo alla grazia,.." Luisa su Gesù
Cioè se tu sprechi una grazia, tu soffrirai per questo e soffrirai (come dice la Madonna) per causa tua perchè non corrispondere alla grazia è stato un'atto di volontà umana e ogni qualvolta ne compi un'atto di volontà umana (come dice Maria Santissima nel libro La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà) ti autoinfliggi una sofferenza e più atti (di volontà umana) fai più soffri in modo non meritorio. Quando noi soffriamo rassegnati e offrendo la sofferenza alla Volontà di Dio quelle sofferenze si trasformano in tempeste di grazie che scendono su di noi e sugli altri ma quando soffriamo per la nostra volontà non c'è nessun merito. Quella sofferenza è la ovvia retribuzione dell'atto di umana volontà e questo e Gesù soffre nel vedere te sofferenze a causa della tua capoccia dura. A causa delle sofferenze che io mi provoco con le mie scelte. Gesù non è contento di vederci soffrire a causa nostra, lo fa star male.
Tipo un genitore che ha un figlio che non l'ascolta, come sta? male - il fatto in sè stesso di vedere una persona che si va a rovinare con le sue stesse mani come uno ci sta?
Discorso della rotella. A prescindere dei passaggi molto particolari (meglio non approfondirli) quello che dobbiamo comprendere è una cosa tipica nella vita nella dv: capisco che sia una cosa strana, intellettualmente si capisce ma si fa difficoltà a capire. C'è Dio e c'è la sua creazione che è uscita da Lui. E' volontà di Dio che questa creazione ritorni a Lui
".. ciò che fu fatto in Cielo voglio che abbia vita in terra, ma nella stessa nostra Volontà, che risalendo a Noi ce la porti tutt’amore, piena di luce e bella come la mettemmo fuori, ecco perciò ho segnato in te tutte le morti, le pene di ciascuna e di tutte le creature insieme,.." Gesù
Non soltanto a Lui, ma ritorna a Lui bene perchè la Creazione (anche delle anime) è bella - anche quando non vediamo il bello in quell'anima e se potessimo vedere la bellezza dell'anima uscita dalle mani di Dio, vedremmo quel particolare TI AMO di Dio in quell'anima irripetibile - ogni beato (discorso noto nella spiritualità cattolica) che entra in Cielo è un'aumento della gloria accidentale in più degli abitanti del Paradiso, perchè? Perchè c'è una nuova bellezza beata che tutti possono contemplare ma non qua sulla Terra. Le nostre anime raramente riescono a manifestarsi, occorre un lungo e doloroso processo di purificazione per toglierci tutte le sozzurre che abbiamo. Tu sei una bellezza unica ed irripetibile per Dio. Un'anima che passa la vita a rovinarsi e a deturpare qualsiasi cosa, come se ci godesse, cosa succede? Succede che quella è una sorta di fallimento, ma Dio questo non lo tollera e allora cos'è successo? Gesù gli ha rifatto la vita, la Madonna e poi tutti quanti gli altri.. la Creazione deve risalire a Dio piena di luce e piena di amore com'è uscita. Come si fa questo?
Deve intervenire la dv, deve vivere dentro di noi e raggiungere tutti.
"..ma vogliamo usare questa potenza per fare che non restiamo delusi nell’opera della Creazione ed il nostro amore trionfi maggiormente prendendo da una ciò che tutti ci dovrebbero dare..." Gesù
Per la maggior gloria di Dio, la Massima gloria di Dio e la vita nella dv ci porta ad esse gradualmente ed ad una grande tensione verso le virtù - la santità nella dv (essendo la più grande) deve per forza comprendere la santità delle virtù; - bisogna tendere alla perfezione. La dv non può far altro che questo nelle nostre anime senza giustificare comportamenti anomali spiritualmente.
Peccati e grazie che andiamo a sprecare, poi il fatto che Dio opera cose misteriose senza che ne rendiamo conto e le comprendiamo (quindi dimensione della fiducia e dell'abbandono) e poi terza questa vita nella dv che consiste nel ricondurre ai piedi dell'Altissimo ciò che Dio fa in noi e in tutto il Creato (e questo anche con i giri, le operazione tipiche, mettere il ti amo in tutto ) e il don sospetta (che non ha capito tutto di questo mondo) ma sembra che quando si sia raggiunto questo stadio (rotella di luce) sembra possibile immaginare che poi tutti quanti gli atti della persona in qualche modo compiano misteriosamente queste operazioni di glorificazione e di restituzione della gloria di Dio anche quando la persona non ne fosse consapevole di ciò che succeda (pensiero e sospetto embrionale del don).
"..Or fissiamo tutto in te, poi usciranno gli altri, piccole parti, che amando di vivere in questo modo nel nostro Volere, ci porteranno nel nostro grembo chi dieci, chi venti, chi cento della Creazione;.." Gesù
Queste anime - chiamate a vivere nel divin volere - si faranno carico per tutto e per tutti
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domenica 26 aprile 2020
mercoledì 26 febbraio 2020
Il singhiozzo di pianto
Gesù anzitutto torna a spiegare a Luisa gli inimmaginabili e portentosi effetti che produce anche un semplice atto compiuto nella Divina Volontà. Gesù rivela il suo dolore immenso per le innumerevoli grazie sprecate e come Egli, Divino Ramingo, non cerchi di andare in cerca di chi le accoglie Le anime che vivono nel Divin Volere trasformano il suo singhiozzo di piatto per l’amore respinto in singulto della gioia e godranno di tutto l’amore, la felicità e i beni respinti da milioni di creature. Libro di Cielo, Volume 13 e 14, 4 Febbraio 1922, Martedì 24 Settembre 2019
4 Febbraio 1922 Le anime che vivono nella Divina Volontà prendono parte dell’attività eterna della Divina Volontà
Grande mistero la vita nella DV
E Lui: “Come l’anima entra nella mia Volontà e fa anche una semplice adesione, un abbandono, Io le do la corda per farla girare e sai quante volte gira? Gira per quante intelligenze pensano, quanti sguardi danno le creature, quante parole dicono, quante opere e quanti passi si fanno, girano ad ogni atto divino, ad ogni moto, ad ogni grazia che dal Cielo scende, insomma, in ciò che si fa in Cielo e in terra loro formano il giro; i giri di queste rotelle sono veloci, rapidi, sicché sono incalcolabili a loro stesse, ma Io li numero tutti, prima per prendermi la gloria, l’amore eterno che mi danno e poi per fondere tutto il bene eterno, per dar loro la capacità di far sorpassare tutto, per poter abbracciare tutti e far sì che si facciano corona di tutto.” Gesù
Il girare di queste rotelle (cioè noi) fa capire molto bene come entrando in questo mondo in punta di piedi anche poco pratici e non molto agili nel muoversi e forse inconsapevoli si innescano queste cordate di beni immensi e vediamo che non è importante che noi le calcoliamo ma che le numeri Gesù.Sono cose che lasciano senza parole anche perchè la semplicità con cui si può innescare il moto è straordinaria. E' chiaro che io non posso fare una montagna di peccati e poi ho 5 minuti tranquilli e faccio gli atti nella DV; dentro in un contesto di desiderio da parte dell'anima di vivere in santità in adesione alla volontà di Dio e lontana dal peccato (almeno quello conosciuto come tale) si inserisce questo processo soprannaturale compiuto dagli atti nel dv capace di produrre effetti portentosi e benefici che fanno gioire il cuore di Gesù. E quando si entra in questa ruota dell'eternità e che gira in questo modo omnicomprensivo in questa ruota si trova..
".. la ruota dell’eternità le fa girare nella sua circonferenza interminabile ed esse, siccome in quella ruota trovano tutto ciò che si è fatto e si deve fare, tutto ciò che dovrebbe farsi e non si fa, come girano così gettano luce ed ondate divine in ciò che si è fatto e si deve fare, dando a nome di tutti l’onore divino al loro Creatore e rifanno ciò che dalle creature non è stato fatto.." Gesù
Capiamo bene questa espressione: ci sono state delle opere sante ma un'atto di unione con la DV raggiunge queste opere sante le rende degne di Dio perchè le rende eterne ed immensa // le cose che non si faranno, le cose che non si sono fatte ecc.. queste devono essere fatte da qualcuno. Nella DV c'è tutto anche le opere che non si faranno (ne parlava anche San Tommaso d'Aquino dice che Dio sapeva le cose avrebbero potuto essere e come si sarebbero evolute e non saranno). Per questo stesso motivo lo stesso motivo il Signore dice che i Santi godono di questo perchè hanno compiuto delle grandissime opere ma la perfezione assoluta necessita di opere compiute nella DV e siccome noi travalichiamo questa ruota dell'eternità e questo va (atti nella DV) a beneficio anche a coloro che ci sono stati nel passato.
4 Febbraio 1922 L’amore ramingo e respinto dà in singhiozzo di pianto
“Figlia mia, voglio refrigerio alle mie fiamme, voglio sfogare il mio amore, ma il mio amore è respinto dalle creature. Tu devi sapere che Io nel creare l’uomo, misi fuori dalla mia Divinità una quantità d’amore che doveva servire come vita primaria delle creature, per arricchirsi, per sostenersi, per fortificarsi e per aiuto in tutti i loro bisogni, ma l’uomo respinge quest’amore ed il mio amore va ramingo dacché fu creato l’uomo e gira sempre senza mai fermarsi e, respinto da uno corre ad un altro per darsi e, come è respinto, dà in singhiozzo di pianto, sicché l’incorrispondenza forma il singhiozzo di pianto dell’amore. Onde, mentre il mio amore va ramingo e corre per darsi, se vede uno debole, povero, dà in singhiozzo di pianto e gli dice: “Ahi, se non mi avessi fatto andare ramingo e mi avessi dato alloggio nel tuo cuore, saresti stato forte e nulla ti sarebbe mancato.” Se vede un altro caduto nella colpa dà in singhiozzo: “Ahi! se mi avessi dato l’entrata nel tuo cuore non saresti caduto.” Per quell’altro che vede trascinato dalle passioni, infangato di terra, l’amore piange e, singhiozzando, gli ripete: “Ahi! se avessi preso il mio amore, le passioni non avrebbero avuto vita su di te, la terra non ti avrebbe toccato, il mio amore ti sarebbe bastato per tutto.” Sicché in ogni male dell’uomo, piccolo oppure grande, lui ha un singhiozzo di pianto e continua ad andar ramingo per darsi all’uomo. Quando nell’orto del Getsemani si presentarono tutti i peccati innanzi alla mia Umanità, ogni colpa aveva il singhiozzo del mio amore e tutte le pene della mia Passione, ogni colpo di flagello, ogni spina, ogni piaga, era accompagnata dal singhiozzo del mio amore, perché se l’uomo avesse amato, nessun male sarebbe venuto; la mancanza d’amore ha germogliato tutti i mali ed anche le mie stesse pene..." Gesù
Lo stesso giorno Luisa scrive due brani. Immagini meravigliose: Dio che vuole sfogare il suo amore, non vuole altro che ricolmarci di amore e di beni il problema è che bisogna avere fame e il dramma sempre antico e nuovo che si rinnova anche oggi è che un'autotreno di grazie andrà sprecata e Gesù per ogni suo atto di grazia sua respinta và in pianto. I raminghi in Tolkien erano i senza fissa dimora che andavano vagando. Gesù va ramingo per cercare qualcuno che si prenda dei benefici. Gesù fa riferimento anche all'indigenza materiale? Dal testo sembra di sì, perchè cadiamo nella colpa? Perchè Gesù non stava nel nostro cuore.
Queste verità non sono sufficientemente meditate da noi cristiani, se uno pecca e ha voglia di peccare il problema è che non ha un rapporto con Gesù e non conosce i suoi beni altrimenti non si sognerebbe neanche la notte di peccare. Un riccone non va a vestirsi come barbone a meno che non sia matto. Quante persone campano rodendosi per la rabbia e a sparlare del prossimo? ad invidiare il prossimo? chi si consuma in degradanti passioni della lussuria? Chi pensa sempre ai soldi? Chi sta a sempre pensare a divertirsi senza fare nulla?
Uno che ha l'amore di Gesù sai cosa gliene importa delle bassi passioni. Se uno avesse ascoltato la propria coscienza non avrebbe peccato ascoltando la sua vergogna nel farlo purtroppo molte persone si girano, vivono allo stato brado e abbiamo Nostro Signore che piange perchè sa che chiudendo le porte a Lui si faranno male in continuazione e così cerca qualcuno.
"..perché se l’uomo avesse amato, nessun male sarebbe venuto; la mancanza d’amore ha germogliato tutti i mali ed anche le mie stesse pene.." Gesù
Se l'uomo avesse amato per primo il Signore, il prossimo e anche santamente noi stessi le cose sarebbero andate in modo diverso.
"Io, nel creare l’uomo feci come un re, che volendo rendere felice il suo regno, prende un milione e lo mette in giro, affinché chi ne vuole ne prenda, ma per quanto gira, appena qualcuno prende qualche centesimo. Ora, il re è ansioso di sapere se i popoli prendono il bene che vuol fare loro e domanda se il suo milione è finito, per mettere fuori altri milioni e gli viene risposto: “Maestà, appena qualche centesimo.” Il re sente il dolore nel sentire che il suo popolo non riceve i suoi doni, né li apprezza. Onde, uscendo in mezzo ai suoi sudditi incomincia a vedere, chi coperto di stracci, chi infermo, chi digiuno, chi tremante di freddo, chi senza tetto ed il re, nel suo dolore, dà in singhiozzo di pianto e dice: “Ah! se avessero preso i miei soldi non avrei visto nessuno farmi disonore, coperti di stracci, ma ben vestiti; né infermi, ma sani; non avrei visto nessuno digiuno e quasi morto per fame, ma tutti sarebbero stati sazi; se avessero preso i miei soldi nessuno sarebbe stato senza tetto, tutti avrebbero potuto benissimo fabbricarsi una stanza per ricoverarsi.” Insomma, in ogni sventura che vede nel suo regno lui ha un dolore, una lacrima e rimpiange il suo milione che l’ingratitudine del popolo respinge. Ma è tanta la bontà di questo re, che ad onta di tanta ingratitudine non ritira questo milione, lo fa continuare a girare, sperando che altre generazioni possano prendere il bene che gli altri hanno respinto e così ricevere la gloria del bene che ha fatto al suo regno..." Gesù
Piccola parabola negli scritti di Luisa. C'è un'uomo ricco che mette in giro (per oggi) un trilione di euro e non li vuole nessuno. E' una scena che si contempla oggi nello spettacolo macabro delle chiese vuote; ci sono alcune parrocchie dove il sacerdote celebra da solo. E' un caso molto frequente, è vero che noi non ci rendiamo conto di ciò che ci perdiamo ma come la vive Gesù? Se non fosse Dio si suiciderebbe dal dolore perchè è un suicidio spirituale di massa. Che ci facciamo coi centesimi? Sembra che trionfi il male e che fa Gesù? Continua a fare il bene e tu continua a sognare che le cose cambieranno e datti da fare - e Gesù moltiplica i soldi nella speranza che ci sia qualcuno che prenda questo amore.
"..Così faccio Io, non ritirerò il mio amore uscito che continuerà ad andare ramingo, il suo singhiozzo durerà ancora, fino a tanto che non trovi anime che prendano questo mio amore fino all’ultimo centesimo, affinché cessi il mio pianto e possa ricevere la gloria della dote dell’amore che ho messo fuori a bene delle creature. Ma sai tu chi saranno le fortunate che faranno cessare all’amore il singhiozzo del pianto? Le anime che vivranno nel mio Volere, loro prenderanno tutto l’amore respinto dalle altre generazioni, con la potenza della mia Volontà creatrice lo moltiplicheranno quanto vogliono e per quante creature me lo hanno respinto ed allora cesserà il suo singhiozzo ed in cambio sottentrerà il singulto della gioia e l’amore appagato darà alle fortunate tutti i beni e la felicità che gli altri non hanno voluto.” Gesù
Appagare l'Amore di Gesù significherà prendersi tutti i beni che gli altri non hanno avuto, se uno vive nella dv e queste cose nelle vive dall'altra parte chiederà: io ce l'ho messa tutta (non posso essere il superman o la Madonna) ma in quegli scritti hai detto così. Nel mio piccolo ho fatto il possibile, come mai non ho vissuto la felicità? Bisogna provare per credere e bisogna credere per decidersi. Diamo al Signore la gioia di far vedere che le sue grazie in noi non sono state sprecate.
4 Febbraio 1922 Le anime che vivono nella Divina Volontà prendono parte dell’attività eterna della Divina Volontà
Grande mistero la vita nella DV
E Lui: “Come l’anima entra nella mia Volontà e fa anche una semplice adesione, un abbandono, Io le do la corda per farla girare e sai quante volte gira? Gira per quante intelligenze pensano, quanti sguardi danno le creature, quante parole dicono, quante opere e quanti passi si fanno, girano ad ogni atto divino, ad ogni moto, ad ogni grazia che dal Cielo scende, insomma, in ciò che si fa in Cielo e in terra loro formano il giro; i giri di queste rotelle sono veloci, rapidi, sicché sono incalcolabili a loro stesse, ma Io li numero tutti, prima per prendermi la gloria, l’amore eterno che mi danno e poi per fondere tutto il bene eterno, per dar loro la capacità di far sorpassare tutto, per poter abbracciare tutti e far sì che si facciano corona di tutto.” Gesù
Il girare di queste rotelle (cioè noi) fa capire molto bene come entrando in questo mondo in punta di piedi anche poco pratici e non molto agili nel muoversi e forse inconsapevoli si innescano queste cordate di beni immensi e vediamo che non è importante che noi le calcoliamo ma che le numeri Gesù.Sono cose che lasciano senza parole anche perchè la semplicità con cui si può innescare il moto è straordinaria. E' chiaro che io non posso fare una montagna di peccati e poi ho 5 minuti tranquilli e faccio gli atti nella DV; dentro in un contesto di desiderio da parte dell'anima di vivere in santità in adesione alla volontà di Dio e lontana dal peccato (almeno quello conosciuto come tale) si inserisce questo processo soprannaturale compiuto dagli atti nel dv capace di produrre effetti portentosi e benefici che fanno gioire il cuore di Gesù. E quando si entra in questa ruota dell'eternità e che gira in questo modo omnicomprensivo in questa ruota si trova..
".. la ruota dell’eternità le fa girare nella sua circonferenza interminabile ed esse, siccome in quella ruota trovano tutto ciò che si è fatto e si deve fare, tutto ciò che dovrebbe farsi e non si fa, come girano così gettano luce ed ondate divine in ciò che si è fatto e si deve fare, dando a nome di tutti l’onore divino al loro Creatore e rifanno ciò che dalle creature non è stato fatto.." Gesù
Capiamo bene questa espressione: ci sono state delle opere sante ma un'atto di unione con la DV raggiunge queste opere sante le rende degne di Dio perchè le rende eterne ed immensa // le cose che non si faranno, le cose che non si sono fatte ecc.. queste devono essere fatte da qualcuno. Nella DV c'è tutto anche le opere che non si faranno (ne parlava anche San Tommaso d'Aquino dice che Dio sapeva le cose avrebbero potuto essere e come si sarebbero evolute e non saranno). Per questo stesso motivo lo stesso motivo il Signore dice che i Santi godono di questo perchè hanno compiuto delle grandissime opere ma la perfezione assoluta necessita di opere compiute nella DV e siccome noi travalichiamo questa ruota dell'eternità e questo va (atti nella DV) a beneficio anche a coloro che ci sono stati nel passato.
4 Febbraio 1922 L’amore ramingo e respinto dà in singhiozzo di pianto
“Figlia mia, voglio refrigerio alle mie fiamme, voglio sfogare il mio amore, ma il mio amore è respinto dalle creature. Tu devi sapere che Io nel creare l’uomo, misi fuori dalla mia Divinità una quantità d’amore che doveva servire come vita primaria delle creature, per arricchirsi, per sostenersi, per fortificarsi e per aiuto in tutti i loro bisogni, ma l’uomo respinge quest’amore ed il mio amore va ramingo dacché fu creato l’uomo e gira sempre senza mai fermarsi e, respinto da uno corre ad un altro per darsi e, come è respinto, dà in singhiozzo di pianto, sicché l’incorrispondenza forma il singhiozzo di pianto dell’amore. Onde, mentre il mio amore va ramingo e corre per darsi, se vede uno debole, povero, dà in singhiozzo di pianto e gli dice: “Ahi, se non mi avessi fatto andare ramingo e mi avessi dato alloggio nel tuo cuore, saresti stato forte e nulla ti sarebbe mancato.” Se vede un altro caduto nella colpa dà in singhiozzo: “Ahi! se mi avessi dato l’entrata nel tuo cuore non saresti caduto.” Per quell’altro che vede trascinato dalle passioni, infangato di terra, l’amore piange e, singhiozzando, gli ripete: “Ahi! se avessi preso il mio amore, le passioni non avrebbero avuto vita su di te, la terra non ti avrebbe toccato, il mio amore ti sarebbe bastato per tutto.” Sicché in ogni male dell’uomo, piccolo oppure grande, lui ha un singhiozzo di pianto e continua ad andar ramingo per darsi all’uomo. Quando nell’orto del Getsemani si presentarono tutti i peccati innanzi alla mia Umanità, ogni colpa aveva il singhiozzo del mio amore e tutte le pene della mia Passione, ogni colpo di flagello, ogni spina, ogni piaga, era accompagnata dal singhiozzo del mio amore, perché se l’uomo avesse amato, nessun male sarebbe venuto; la mancanza d’amore ha germogliato tutti i mali ed anche le mie stesse pene..." Gesù
Lo stesso giorno Luisa scrive due brani. Immagini meravigliose: Dio che vuole sfogare il suo amore, non vuole altro che ricolmarci di amore e di beni il problema è che bisogna avere fame e il dramma sempre antico e nuovo che si rinnova anche oggi è che un'autotreno di grazie andrà sprecata e Gesù per ogni suo atto di grazia sua respinta và in pianto. I raminghi in Tolkien erano i senza fissa dimora che andavano vagando. Gesù va ramingo per cercare qualcuno che si prenda dei benefici. Gesù fa riferimento anche all'indigenza materiale? Dal testo sembra di sì, perchè cadiamo nella colpa? Perchè Gesù non stava nel nostro cuore.
Queste verità non sono sufficientemente meditate da noi cristiani, se uno pecca e ha voglia di peccare il problema è che non ha un rapporto con Gesù e non conosce i suoi beni altrimenti non si sognerebbe neanche la notte di peccare. Un riccone non va a vestirsi come barbone a meno che non sia matto. Quante persone campano rodendosi per la rabbia e a sparlare del prossimo? ad invidiare il prossimo? chi si consuma in degradanti passioni della lussuria? Chi pensa sempre ai soldi? Chi sta a sempre pensare a divertirsi senza fare nulla?
Uno che ha l'amore di Gesù sai cosa gliene importa delle bassi passioni. Se uno avesse ascoltato la propria coscienza non avrebbe peccato ascoltando la sua vergogna nel farlo purtroppo molte persone si girano, vivono allo stato brado e abbiamo Nostro Signore che piange perchè sa che chiudendo le porte a Lui si faranno male in continuazione e così cerca qualcuno.
"..perché se l’uomo avesse amato, nessun male sarebbe venuto; la mancanza d’amore ha germogliato tutti i mali ed anche le mie stesse pene.." Gesù
Se l'uomo avesse amato per primo il Signore, il prossimo e anche santamente noi stessi le cose sarebbero andate in modo diverso.
"Io, nel creare l’uomo feci come un re, che volendo rendere felice il suo regno, prende un milione e lo mette in giro, affinché chi ne vuole ne prenda, ma per quanto gira, appena qualcuno prende qualche centesimo. Ora, il re è ansioso di sapere se i popoli prendono il bene che vuol fare loro e domanda se il suo milione è finito, per mettere fuori altri milioni e gli viene risposto: “Maestà, appena qualche centesimo.” Il re sente il dolore nel sentire che il suo popolo non riceve i suoi doni, né li apprezza. Onde, uscendo in mezzo ai suoi sudditi incomincia a vedere, chi coperto di stracci, chi infermo, chi digiuno, chi tremante di freddo, chi senza tetto ed il re, nel suo dolore, dà in singhiozzo di pianto e dice: “Ah! se avessero preso i miei soldi non avrei visto nessuno farmi disonore, coperti di stracci, ma ben vestiti; né infermi, ma sani; non avrei visto nessuno digiuno e quasi morto per fame, ma tutti sarebbero stati sazi; se avessero preso i miei soldi nessuno sarebbe stato senza tetto, tutti avrebbero potuto benissimo fabbricarsi una stanza per ricoverarsi.” Insomma, in ogni sventura che vede nel suo regno lui ha un dolore, una lacrima e rimpiange il suo milione che l’ingratitudine del popolo respinge. Ma è tanta la bontà di questo re, che ad onta di tanta ingratitudine non ritira questo milione, lo fa continuare a girare, sperando che altre generazioni possano prendere il bene che gli altri hanno respinto e così ricevere la gloria del bene che ha fatto al suo regno..." Gesù
Piccola parabola negli scritti di Luisa. C'è un'uomo ricco che mette in giro (per oggi) un trilione di euro e non li vuole nessuno. E' una scena che si contempla oggi nello spettacolo macabro delle chiese vuote; ci sono alcune parrocchie dove il sacerdote celebra da solo. E' un caso molto frequente, è vero che noi non ci rendiamo conto di ciò che ci perdiamo ma come la vive Gesù? Se non fosse Dio si suiciderebbe dal dolore perchè è un suicidio spirituale di massa. Che ci facciamo coi centesimi? Sembra che trionfi il male e che fa Gesù? Continua a fare il bene e tu continua a sognare che le cose cambieranno e datti da fare - e Gesù moltiplica i soldi nella speranza che ci sia qualcuno che prenda questo amore.
"..Così faccio Io, non ritirerò il mio amore uscito che continuerà ad andare ramingo, il suo singhiozzo durerà ancora, fino a tanto che non trovi anime che prendano questo mio amore fino all’ultimo centesimo, affinché cessi il mio pianto e possa ricevere la gloria della dote dell’amore che ho messo fuori a bene delle creature. Ma sai tu chi saranno le fortunate che faranno cessare all’amore il singhiozzo del pianto? Le anime che vivranno nel mio Volere, loro prenderanno tutto l’amore respinto dalle altre generazioni, con la potenza della mia Volontà creatrice lo moltiplicheranno quanto vogliono e per quante creature me lo hanno respinto ed allora cesserà il suo singhiozzo ed in cambio sottentrerà il singulto della gioia e l’amore appagato darà alle fortunate tutti i beni e la felicità che gli altri non hanno voluto.” Gesù
Appagare l'Amore di Gesù significherà prendersi tutti i beni che gli altri non hanno avuto, se uno vive nella dv e queste cose nelle vive dall'altra parte chiederà: io ce l'ho messa tutta (non posso essere il superman o la Madonna) ma in quegli scritti hai detto così. Nel mio piccolo ho fatto il possibile, come mai non ho vissuto la felicità? Bisogna provare per credere e bisogna credere per decidersi. Diamo al Signore la gioia di far vedere che le sue grazie in noi non sono state sprecate.
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