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mercoledì 27 maggio 2026

Divini giochi d'azzardo

Le lacrime di Gesù e le lacrime della Madonna. Quando il pianto è santo (Volume 18, 20 Dicembre 1925). Dio e la Madonna mostrano, fanno conoscere e parlano solo di ciò che è necessario. Imparare da Loro (Volume 19, 6 Marzo 1926). Dio perse il gioco di azzardo con Adamo ed Eva. Ma si rifece con Maria, di cui vinse la volontà umana per ridonarle quella divina (Volume 19, 9 Marzo 1926). Sabato 26 Maggio 2018

20 Dicembre 1925 Sulle lacrime di Gesù e come versò tutte le lacrime delle creature. Vivere nella Divina Volontà significa possederla.

Gesù e Maria hanno pianto tanto (beati quelli che ora piangono perchè rideranno....), poi ci sono due coroncina alle Lacrime di Gesù e alla Madonna. Cosa erano queste lacrime? Gesù ha pianto tutti i pianti della razza umana nella Divina Volontà mettendoli quindi a nostra disposizione. Ma era anche il pianto nel vedere la Divina Volontà e vedere le creature andarsi a sfracellare (pianto santo, di dolore).La prima forma di pianto santo è piangere per i propri peccati senza però disperarsi, piangere perchè abbiamo disprezzato l'amore di Gesù e tutto il dolore che Gli abbiamo dato. Piangere anche per i peccati del Mondo e piangere e compatire i dolori di Gesù e di Maria. Le lacrime sono come le sofferenze: sono santificanti se sono pianti se sono fatti santamente e per scopi santi.

06 Marzo 1926 Come della Mamma Celeste si seppe la cosa più importante, che il Figlio di Dio era figlio suo, così sarà della figlia della Divina Volontà, si saprà solo che la cosa più importante è far conoscere Essa. Il bene non conosciuto non ha vie per comunicarsi.

Tema della riservatezza, non ostentare mai le cose spirituali, se ne devono parlare solo con il padre spirituale e non sbandierarli in giro. Dio non dice oltre il necessario, perchè il non necessario è inutile o foriero di inutili curiosità. Maria esiste per Gesù, vorrebbe scomparire per Gesù. Bisogna abbandonarsi con fiducia in Dio. Bisogna stare attenti a non parlere troppo a vanvera o di cose personali e a fare attenzione a cosa si dice. Il cammino nella DV è un cammino che ci raffina in tutto.

09 Marzo 1926 La Creazione forma la gloria muta di Dio. Nel creare l’uomo fu un giuoco d’azzardo, ma fallito, che si deve rifare.

"..Perciò il nostro dolore fu grande nel vederci respingere questi grandi beni dalla creatura ed il nostro giuoco d’azzardo per allora andò fallito, ma per quanto fallito, era sempre un giuoco divino che poteva e doveva rifarsi del suo fallimento. Perciò, dopo tanti anni il mio amore volle di nuovo giocare d’azzardo e fu con la mia Mamma Immacolata, in Lei il nostro giuoco non andò fallito, ebbe il suo pieno effetto e perciò le demmo tutto e tutto a Lei affidammo, anzi si faceva a gara: Noi a dare e Lei a ricevere.."

La reale nostra libertà, come dice San Paolo: hai ricevuto tante grazie? attento perchè se non le alimenti e non corrispondi le grazie le perdi. Gesù ha rigiocato d'azzardo con la Madonna. Vogliamo giocare d'azzardo con Dio? Dio scommette la Sua Volontà, la investe la punta e anche noi dobbiamo puntare la nostra volontà, solo che o si vince insieme o si perde assieme. La fede è una scommessa.

sabato 29 aprile 2023

I gemiti dello Spirito Santo nei sacramenti

Uno splendido giro nel Fiat santificante attraverso il racconto dei gemiti che Gesù soffre nei sacramenti. E sono ancora pochi in confronto ai molti altri che patisce a causa dell'attuale decadenza e sciatteria nell'amministrarli e nel riceverli. Riferimenti: Libro di cielo, Volume 18, 5 Novembre 1925). Ciclo di catechesi "Girare nella Divina Volontà", dodicesima puntata, Mercoledì 17 Novembre 2021

5 Novembre 1925 I gemiti dello Spirito Santo nei Sacramenti. Ricambio d’amore dell’anima.

Dopo qualche tempo riprendiamo questo ciclo di catechesi, girare nella dv si basa su una raccolta di testi dagli scritti di Luisa fatta per aiutare chi vuole entrare in questo mondo con questa forma di preghiera, don Pablo Martin ha raccolto tutti quanti gli scritti su questo argomento. I cicli di catechesi sismetatici su questo argomento (la dv), ci sono le meditazioni normali su ogni brano dei 36 volumi, per avere una lettura commentata. Oltre a questo c'è stata una serie di cicli di catechesi. Per chi non conosce questo dono è un ciclo di catechesi chiamato il Dono della Divina Volontà (introduzione all'argomento). Poi Adamo e il dono della divina volontà, la dv ripristina ciò che l'uomo ha perduto (almeno in parte) - qua i video del don e qua invece gli appunti che ho preso. Poi c'è stato il ciclo di catechesi di Fondersi nella divina volontà, qua i video del don e qua i miei appunti. Questa peculiare operazione che si fa quando si vuole far penetrare la vita della dv in noi e poi ci sono i giri. (ciclo di catechesi ancora in corso, nel momento in cui viene postata questa meditazione) qua i video del don e qua i miei appunti.

In questo brano ci sono esempi su come girare nel Fiat Santificante. Il brano è un pò impegnativo ma poi qualche commento.

Iniziamo a commentare la prima parte e l'introduzione di Gesù (fino a ".....perciò, figlia mia, vedi come geme il mio amore nei sacramenti:"). Riprendiamo lo schema tipico del giro:

Figlia mia, con il tuo volo nella mia Volontà giungi in tutti i sacramenti da Me istituiti,..." Gesù

Quando si gira nella dv si è necessariamente fusi con essa, e si vola spiritualmente per fare cosa? Scendere nel fondo di essi per dare il ricambio d'amore - si legga il testo. Sarà piccolo ma la Dv me lo farà grande.

"..Perciò sento la necessità del tuo piccolo amore, sarà piccolo, ma la mia Volontà me lo farà grande; il mio amore non tollera, per chi deve vivere nella mia Volontà, che non si associ ai miei dolori e che non mi dia il suo piccolo ricambio d’amore per tutto ciò che ho fatto e soffro..." Gesù

Chi vive nella dv lo sente come un'esigenza, non può rimanere insensibile ai gemiti di Gesù nel Sacramento.

"..I sacramenti furono istituiti per continuare la mia Vita sulla terra in mezzo ai figli miei, ma ahimè! quanti dolori!.." Gesù

I cosidetti cattolici non praticanti, se c'è una contraddizione in termini è un cattolico non praticante, se uno è cattolico non può non credere. Tu non puoi dire di credere e pregare Dio ma non andare in Chiesa. Se credi in Gesù, la vita di Gesù si trova nei Sacramenti, incontri Gesù nei sacramenti e ti nutri di Lui attraverso i Sacramenti. L'Ostia è Gesù stesso. Premesso ciò, Gesù fa fare un giro attraverso l'esternazione dei suoi dolori.

"..se vedo battezzare il neonato, piango di dolore, perché mentre col battesimo gli restituisco l’innocenza, ritrovo di nuovo il figlio mio, gli restituisco i diritti perduti sulla Creazione, gli sorrido d’amore e compiacenza, gli metto in fuga il nemico, affinché non abbia più diritto su di lui, lo affido agli angeli, tutto il Cielo gli fa festa, subito il sorriso mi si cambia in dolore, la festa in lutto, vedo che quel battezzato sarà un mio nemico, un novello Adamo, forse pure un’anima perduta. Oh! come geme il mio amore in ogni battesimo, specie poi se si aggiunge che il ministro che battezza non lo fa con quel rispetto, dignità e decoro che si conviene ad un sacramento che contiene la nuova rigenerazione. Ahi! molte volte si sta più attento ad una bagattella, ad una scena qualsiasi che ad amministrare un sacramento, sicché il mio amore si sente pungere dal battezzante e dal battezzato e geme con gemiti inenarrabili. Non vorresti tu dunque darmi per ogni battesimo un ricambio d’amore, un gemito amoroso per far compagnia ai miei gemiti dolenti?.." Gesù

Per i genitori che portano il bambino al battesimo e per noi preti, Gesù geme nel sacramento vedendo che quel battezzato sarà un suo nemico o anima perduta. Oggi - don glossa - ci sono altri motivi di gemiti, ci sono persone che portano i bambini a battezzare (meno male che ce li portano ancora) come un rito tanto per farlo, si amministra il battesimo sulla fede dei padrini e dei genitori, spesso portano il figlio al battesimo sempre più lontano dalla data di nascita - e questo secondo il don fa gemere Nostro Signore - ma con una volontà rasente lo zero, nella maggioranza dei casi, di dare al figlio quel minimo diistruzione religiosa che un o i genitori che chiedono il battesimo per i figli. Tantissime volte capita che i genitori del bambino siano in una situazione irregolare, ci sono delle situazioni non sanabili e altre sarebbero sanabili, persone conviventi. Nostro Signore come può guardare quel battesimo? I sacerdoti che mancano di rispetto, di dignità e decoro ci sono e spesso ci stanno le chiacchere, le persone poco interessate al culto e in certi periodi dell'anno conciate in maniera improponibile e scandalosa. Il don conosce qualche sacerdote che deve ammonire delle persone per ciò che sente alcuni commenti (oh, ti ha fatto la doccia?); le persone che fanno ciò cadono sotto la preghiera di Gesù in croce: Padre, perdonali perchè non sanno quello che fanno. Nell'attuale situazione penosa che c'è in giro, ci si fa un cuore piccolo così nell'amministrare i sacramenti. Gemiti nuovi che nel 1925 erano meno frequenti perchè in quegli anni l'80-90% della gente che andava in Chiesa, non c'erano a quei tempi situazioni come quelle di oggi. Tutti questi dolori di Gesù, un figlio della dv se li fa suoi. Un figlio della dv non può non soffrire e quindi non può girare (fondendosi nel dv e mettendo il suo ti amo su ogni battesimo, facendo atti riparatori per le irriverenze, ecc..).

"..Passo al sacramento della cresima. Ahi quanti sospiri amari! Mentre con la cresima gli ridono il coraggio, gli restituisco le forze perdute rendendolo invincibile di fronte a tutti i nemici, alle sue passioni, viene ammesso nelle file delle milizie del suo Creatore affinché militi per l’acquisto della patria celeste, lo Spirito Santo gli ridona il suo bacio amoroso, gli prodiga mille carezze e si esibisce per compagno della sua carriera, ma molte volte si sente restituire il bacio del traditore, disprezzare le sue carezze e fuggire dalla sua compagnia. Quanti gemiti, quanti sospiri per il suo ritorno, quante voci segrete al cuore di chi fugge da Lui, fino a stancarsi per il suo dire; macché, invano. Perciò, non vuoi tu mettere il tuo ricambio d’amore, il bacio amoroso, la tua compagnia allo Spirito Santo che geme per tanta ingratitudine?.." Gesù

Il don fa notare che la prima cosa che Gesù fa è descrivere gli effetti dei sacramenti (gli restituisco l’innocenza, ritrovo di nuovo il figlio mio, gli restituisco i diritti perduti sulla Creazione, gli sorrido d’amore e compiacenza, gli metto in fuga il nemico, affinché non abbia più diritto su di lui, lo affido agli angeli, tutto il Cielo gli fa festa,.......con la cresima gli ridono il coraggio, gli restituisco le forze perdute rendendolo invincibile di fronte a tutti i nemici, alle sue passioni, viene ammesso nelle file delle milizie del suo Creatore affinché militi per l’acquisto della patria celeste, lo Spirito Santo gli ridona il suo bacio amoroso, gli prodiga mille carezze e si esibisce per compagno della sua carriera,...) tanta roba. L'esperienza pastorale del don: nella parrocchia dove è stato per 10 anni, su consiglio del vescovo Petrocchi, prese lui in mano l'ultimo anno del catechesimo anche per salvarne qualcuno. Se tu ci lavori personalmente mettendoci il cuore o l'anima, su gruppi di 20/25 persone, 2 o3 o 4 ragazzi riuscivano a rimanere. 30 o 40 persone su 250/300. Quindi intorno al 10%. Il don assicura che per la stragrande maggioranza dei casi, hai voglia sensibilizzare le persone nel metterla in guardia di non andare a fare la cresima avendo già deciso nel cuore che quella sarà l'ultima? Si può tornare in Chiesa solo il giorno del proprio funerale? Cosa fare? Il don non sa. O si fanno delle rivoluzioni, un cambio di mentalità e la Chiesa dovrebbe rendersi conto che siamo al tempo dei pagani o attendere che Nostro Signore ci metta le mani. Ma in maniera ordinaria non ci si fa quasi nulla. O uno sputa sangue o non si salva nulla. Altro che gemiti, ma una fontana di lacrime. Oggi il don sa di certe scene alla cresima agghiaccianti: ha saputo di alcuni ragazzini e ragazzine che si sono dovuti coprire il giorno della cresima tanto erano senza vestiti. Non parliamo dei padrini, il don si chieda: ma come si fa ad accettare l'incarico di padrino o di madrina trovandosi in una situazione di vita che non importa proprio nulla del cristianesimo. Il don sente dire di ammissioni all'ufficio di padrino e madrina di persone inadatte da un punto di vista oggettivo e pubblico e questo fa anche capire la perdita del senso di riverenza davanti a Dio. Ma queste persone come si presentano il giorno del Giudizio, - ma come osi assumerti un'ufficio del genere quando non te ne importa nulla nella tua vita di Cristo? Il don sa per certo di padrini, che prima del battesimo, stavano bestemmiando allegramente davanti alla Chiesa. Cosa sarebbe accaduto se il parroco li avesse sentiti prima del battesimo?

"..Ma non ti fermare, vola ancora e sentirai i gemiti angosciosi dello Spirito Santo nel sacramento della penitenza. Quanta ingratitudine, quanti abusi e profanazioni da parte di chi lo amministra e da parte di chi lo riceve, in questo sacramento il mio sangue si mette in atto sopra il peccatore pentito per scendere sull’anima sua per lavarlo, per abbellirlo, sanarlo e fortificarlo, per restituirgli la grazia perduta, per mettergli nelle mani le chiavi del Cielo che il peccato gli aveva strappato, per suggellare sulla sua fronte il bacio pacifico del perdono. Ma, ahi quanti gemiti strazianti nel vedere avvicinarsi le anime a questo sacramento di penitenza senza dolore, per abitudine, quasi per uno sfogo del cuore umano! Altri, orribile a dirsi, invece d’andare a trovare la vita dell’anima, della grazia, vanno a trovare la morte, a sfogare le loro passioni. Sicché il sacramento si riduce ad una burla, una buona chiacchierata ed il mio sangue, invece di scendere come lavacro, scende come fuoco che li sterilisce maggiormente. Sicché in ogni confessione il nostro amore piange inconsolabilmente e singhiozzando ripete: Ingratitudine umana, quanto sei grande, dovunque cerchi d’offendermi e mentre ti offro la vita tu cambi in morte la stessa vita che ti offro. Vedi dunque come i nostri gemiti aspettano il tuo ricambio d’amore nel sacramento della penitenza?..." Gesù

Qua Gesù parla di profanazioni da parte di chi lo amministra questo sacramento, questo sacramento va amministrato come Dio comanda sia dall'esterno che dall'interno. Il don è maestro, giudice, padre, medico.... maestro, cioè deve aiutare il penitente a confessarsi, medico cioè deve dare i consigli adeguati a ciò che ha sentito, padre cioè interprete della divina misericordia e giudice nel senso che deve valutare le varie situazioni - che penitente ha davanti, se è necessario differire l'assoluzione perchè non ci sono le condizioni per dare l'assoluzione.

"..a sfogare le loro passioni. Sicché il sacramento si riduce ad una burla, una buona chiacchierata..." Gesù

Nelle confessioni si va a chiamare i peccati per nome, o sfogare il dolore. Non è quella la sede per i dolori, quello è un sacramento, chiedi un'appuntamento con il parroco per parlarci dei tuoi dolori. Queste cose il don dice che queste cose succedono tantissime volte, ci sono persone che non confessano nulla ma fanno solo chiacchere profandando un sacramento. Quando una persona viene assolta, è come se il sacerdote prendesse un'aspersorio e versasse il sangue di Cristo sulla Persona, ma non posso usare il sacramendo come burla.

"..Sicché il sacramento si riduce ad una burla, una buona chiacchierata ed il mio sangue, invece di scendere come lavacro, scende come fuoco che li sterilisce maggiormente..." Gesù

Poi bisogna avere il dolore dei peccati, riconoscendoli come tali, unito al proposito alla ferma risoluzione di commetterlo mai più. Non si sa quante persone, in occasione di ricorrenze particolari, ci sono persone che non frequentano mai la Chiesa e ti vai a confessare...il don si è sempre chiesto: ma che razza di confessione è, se quella persona non ha nessuna voglia di riprendere Messa alla domenica. Una volta il senso del peccato c'era, chi non dice alcuni peccati o perchè si vergogna, per paura o perchè non li riconosce come tali - specie quelli del 6° comandamento - altre volte c'è una corruzione della coscienza talmente grande e ne ha proprio smarrito il senso. Alcuni parroci buoni rischiano la depressione in questo ambiente.

Poi Gesù parla dei gemiti dell'Eucarestia di allora.

"..invece di pressarmi a restare con loro sono costretto ad uscire bagnato di lacrime, piangendo la mia sorte sacramentale e non trovo chi quieti il mio pianto ed i miei gemiti dolenti..." Gesù

Il minimo indispensabile per fare un ringraziamento con l'Ostia dentro sarebbe 15 minuti. Il dilagare delle comunioni sacrileghe, il dilagare della comunione in mano accettata dalla legge della Chiesa, non è possibile prescindere da questa possibilità e poi con la pandemia è stata imposta. Il don soffre e prega, è un povero prete sperduto in paesino ed è impotente di fronte a queste cose. Quello che possiamo fare è, non di potere cambiare le cose, abbiamo il potere di girare, di andare ad asciugare le lacrime di Gesù. Il don è convintissimo che in questo contesto Gesù sta in un mare di lacrime. E dice con fermissima convinzione che chi è impegnato a frenare lacrime di Gesù riceverà grandissime grazie in questa vita e una grandissima ricompensa in Cielo. Almeno noi, diceva una santa, chi almeno Gesù lo ama non diventi anch'esso uno strumento di dolori. Come staremmo di fronte al Signore se ci rendessimo conto - nell'aldilà - che come abbiamo trattato il Signore nell'ostia, lo abbiamo fatto piangere? Cosa facciamo? Dove ci andremmo a nascondere?

Poi Gesù parla dei dolori nel sacerdozio.

"..L’ordine porta l’uomo ad un’altezza suprema, gli dà un carattere divino, diventa il ripetitore della mia Vita, l’amministratore dei sacramenti, il rivelatore dei miei segreti, del mio Vangelo, della scienza più sacra, il paciere tra il Cielo e la terra, il portatore di Gesù alle anime;ma ahimè! quante volte vediamo nell’ordinato che sarà un nostro Giuda, un usurpatore del carattere che gli viene impresso. Oh! come lo Spirito Santo geme nel vedere nell’ordinato strapparsi le cose più sacre, il carattere più grande che esiste tra il Cielo e la terra, quante profanazioni, ogni atto di quest’ordinato fatto non secondo il carattere impresso, sarà un grido di dolore, un pianto amaro, un gemito straziante..."

Chi è stato ordinato dovrebbe passare tutto il resto della sua vita in ginocchio. Un sacerdote che può consacrare le Ostie, sta sempre a contatto con le cose sacre, ha le Chiavi di una Chiesa ecc... il don ha sempre pensato che non esiste oggettivamente una vita più privilegiata di questa. Non c'è. Dopo il battesimo, gli individui di sesso maschile dovrebbero sapere che il sacramento dell'ordine è il secondo. La Madonna non può consacrare perchè è una donna, per quanto sia la più Santa e non lo potrà mai fare. Il Sacramento dell'ordine ha tre gradi: il vescovo ha la pienezza del sacerdozio. Ma vogliamo parlare degli scandali tra i sacerdoti? Cosa dobbiamo fare? Maledire questi ministri? Dio ce ne scampi e liberi. Pregare per la loro conversione, per la Giustizia ci sarà tempo nell'altra vita ma vediamo di andare a girare per queste cose, perchè è Gesù la persona più scandalizzata da questo spettacolo.

"..Presta l’orecchio del tuo cuore e ascolta i nostri profondi gemiti nel sacramento del matrimonio. Quanti disordini in esso. Il Matrimonio fu elevato da Me come sacramento per mettervi in esso un vincolo sacro, il simbolo della Trinità Sacrosanta, l’amore divino che Essa racchiude, sicché l’amore che dovrebbe regnare nel padre, nella madre e nei figli, la concordia, la pace, avrebbe dovuto simboleggiare la Famiglia Celeste. Onde avrei dovuto avere sulla terra tante altre famiglie simili alla Famiglia del Creatore, destinate a popolare la terra come altrettanti angeli terrestri, da ricondurli a popolare le regioni Celesti..." Gesù

Gesù parla dei tempi di Luisa - a quei tempi non c'erano divorzi, convivenze ecc... - ma parla di famiglie di peccato dove regna l'odio, questo c'è sempre stato - le urla, il disamore, tra genitori e figli ecc... - tuttavia però queste famiglie che diventano famiglie d'inferno non sono il problema principale. Ai tempi di Gesù non erano così dilaganti piaghe di oggi, un'aborto che è già una cosa abominevole, ma un'aborto praticato da una famiglia di oggi? Marito e mogli cattolici non possono concepire la loro vita intima con quello che si vede nella pornografia...non si è autorizzati al libertinaggio sessuale anche nel matrimonio in Chiesa. Pensate a certi abiti da sposa, l'abito bianco della sposa ha un significato particolare, non si dovrebbe indossare l'abito bianco se non si è nelle condizioni di portarlo. Ci sono persone che hanno convissuto per 5/6 anni e poi si sposano con l'abito bianco. Con grave scandolo delle persone più anziane. E chi è sacerdote e sente eventuali lamentele lo sa molto bene.

"..I nostri gemiti non sono finiti ancora, perciò il tuo ricambio d’amore giunga sul letto del morente quando viene amministrato il sacramento della estrema unzione. Ma ahi! quanti gemiti, quante nostre lacrime segrete! Questo sacramento contiene la virtù di mettere in salvo a qualunque costo il peccatore morente, è la conferma della santità ai buoni e ai santi, è l’ultimo vincolo che mette, con la sua unzione, tra la creatura e Dio, è il suggello del Cielo che imprime nell’anima redenta, è l’infusione dei meriti del Redentore per arricchirla, purificarla e abbellirla, è l’ultima pennellata che dà lo Spirito Santo per disporla a partire dalla terra per farla comparire innanzi al suo Creatore. Insomma, coll’estrema unzione è l’ultimo sfoggio del nostro amore e l’ultima rivestitura dell’anima, è l’assettamento di tutte le opere buone, perciò agisce in modo sorprendente nei vivi alla grazia; con l’estrema unzione l’anima viene coperta come da una rugiada celeste che le smorza, come in un solo fiato le passioni, l’attaccamento alla terra e a tutto ciò che non appartiene al Cielo..." Gesù

Anche qua il Signore ha dato questo messaggio a Luisa, è un brano del 1925, è chiaro che a Luisa non poteva dirle cosa sarebbe successo un centinaio d'anni dopo. Questo sacramento nella stragrande maggioranza dei casi non viene più amministrato o perchè si pensa che non serva nulla o perchè non ti chiamano perchè hanno paura che il morente vedendo il prete si spaventi pensando di dover morire e così muoiono come una sorta di bestioline. Non rivestite di questo sacramento. Questo sacramento dovrebbe essere preceduto dalla confessione, perchè un sacramento dei vivi. Ma può capitare che ti chiamino (il prete parla in 1° persona ndr) con una persona che ha vissuto lontana da Dio e che ormai non si può più confessare perchè in fin di vita. Sono situazioni estreme a cui va incontro il sacerdote e cosa penserà Nostro Signore?

Gesù ha detto dei gemiti che riceveva cento anni fa, ma adesso questi gemiti si saranno moltiplicati. I Sacramenti vissuti in modo superficiale sono ferite inflitte al cuore di Gesù, girare nel Fiat Santificante è un'andare a consolare Gesù per tutto ciò che riceve sia da parte di chi li amministra e sia da parte di chi li riceve.

domenica 21 marzo 2021

Beatitudini, gioie, felicità e divini segreti

Gesù esalta le beatitudini, le felicità le gioie e la conoscenza dei più intimi segreti che sono riservate alle anime che vivono in pienezza nel Divin Volere. L'immagine dell'essere immersi nelle acque del mare è un'ottima metafora per comprendere la vita nel Divin Volere. La fecondità di questa vita e come essa cresce in noi. Libro di cielo volume 18, 18 e 21 Febbraio 1926, 20 Luglio 2020

Il brano dell'11 Febbraio 1926 (La volontà umana è il tarlo che rode tutti i beni e la chiave che apre tutti i mali. Ogni atto di volontà umana non connessa con quella di Dio, forma un abisso di distanza tra il Creatore e la creatura) è stato saltato

18 Febbraio 1926 Ogni manifestazione sulla Volontà Divina è una beatitudine che si sprigiona da Dio e ogni atto di volontà umana respinge queste beatitudine

21 Febbraio 1926 Ogni manifestazione sulla Divina Volontà è un parto di Essa e come ogni atto fatto in Essa è acqua che forma per ingrandire il mare della Volontà Eterna intorno all’anima

Figlia mia, piccola neonata della mia Volontà, tu devi sapere che chi è nata nella mia Volontà, può essere anche madre, col dare alla luce molti figli al mio Supremo Volere. Per essere madre è necessario avere materia sufficiente nell’interno, per poter formare con il suo sangue, con la sua carne e con gli alimenti continui il parto che si vuol dare alla luce. Se non c’è il germe e la materia sufficiente, è inutile sperare d’essere madre. Ora in te, essendo nata nel mio Volere, c’è il germe della fecondità, come pure c’è la materia sufficientissima di tutte le manifestazioni che ti ho fatto sul mio Volere, ogni conoscenza che ti ho dato, si può dire che può dare alla luce un figlio alla mia Volontà; i tuoi atti continui nel mio Volere sono alimenti abbondanti per formare prima in te questi figli del Cielo e poi metterli fuori come trionfo, onore, gloria e corona della mia Volontà e perenne gioia della madre che li ha partoriti..." Gesù

Brani molto belli e complementari. Nel secondo Gesù spiega delle dinamiche soprannaturali riguardanti Luisa che spiega la sua "maternità", in ogni caso il paragone di Gesù si fonda sulla sua sentenza Evangelica (chi fa la volontà di Dio, è per me sorella, fratello o madre dice Gesù). Quindi significa - si applica per prima cosa alla Chiesa e al suo mistero - che esiste una fecondità intrinseca derivante dall'unione con Gesù, dal Vangelo e dei suoi Voleri. Gesù approfondisce il Vangelo e lo applica in maniera singolare a Luisa e a chi verrà dopo di lei. Tante volte Gesù ha spiegato che la logica di Dio consiste nel fare tutto in una sola persona e poi dopo che tutto è compiuto dilatarlo a beneficio di tutti (così è stato con la Madonna e con Luisa, con Adamo e con Gesù). E ne dobbiamo prendere atto.

"...il mio amabile Gesù mi ha sorpreso e mi ha riempito tutta di Se stesso, in modo che non vedevo più me, ma solo Gesù, il quale formava intorno a Sé un mare immenso di tante fiammelle e queste erano tutte verità che si riferivano alla Divinità e al suo amabile Volere. Onde io avrei voluto prendere tutte quelle fiammelle, per conoscere Colui che è tutto per me e farlo conoscere da tutti, macché, dove non trovavo i vocaboli umani per esprimerle, dove la piccolezza della mia mente per contenerle, dove l’infinito che non mi era dato di abbracciare, dove l’immenso in cui io restavo dispersa. Di tutto comprendevo qualcosa, ma ahimè! il linguaggio celeste è molto differente dal linguaggio terrestre, quindi non trovavo le parole adatte per farmi capire, molto più che stando con Gesù io ho lo stesso linguaggio di Gesù, ci comprendiamo a meraviglia tutti e due; ma ritirato Gesù e trovandomi in me stessa, sento un tale cambiamento, che a stento posso dire qualcosa e forse pronunciata male e balbettando come una piccola bambina..." Gesù

Tante cose dell'Altissimo non si possono comprendere perchè il linguaggio e lo stile del Cielo è molto differente dal linguaggio terrestre percui se Dio ti concede Lui accesso soprannaturale a suoi modi, forme e linguaggio nessun problema fino a quando dura questo stato ma se ciò non accade noi rimaniamo al di sotto. Il senso della liturgia domenicale (della zizzania e del grano) è che Dio è Onnipotente ma non fa tutto ciò che potrebbe, non lo fa perchè non vuole. Dio vuole ciò solo che è giusto volere e ciò che è Giusto lo comprende solo Lui. Ecco perchè dobbiamo stare sempre tranquilli nei suoi modi di agire, dei suoi misteri e dei suoi decreti e al tempo stesso non dobbiamo mai disperare mai di nulla. Comanda Lui anche quando sembra che sia il maligno a farlo. Non solo non capiamo il linguaggio celeste ma quando si esce da questo stato (di visione ndr) anche chi l'ha vissuto non sanno spiegarsi (lo dicono tanti Santi nella storia della Chiesa).

Prima il Signore fa una sorte di apologia della felicità che deriva dal vivere nella divina volontà, la sola in grado di poter garantire anche in questa vita la pienezza della felicità.

"E’ giusto che la mia piccola neonata del mio Voler Supremo prenda parte alle beatitudini, gioie e felicità di Colei che l’ha messa alla luce. Tutte queste fiammelle che tu vedi nel mare interminabile della mia Volontà, sono simbolo delle beatitudini, gioie e felicità segrete che Essa contiene. Dico segrete, perché non avendo manifestato ancora la pienezza della conoscenza che il Voler Eterno contiene, né essendoci disposizioni convenienti nelle creature per manifestarle, tutte queste beatitudini stanno “ad intra” nella Divinità, aspettando di metterle fuori a chi deve nascere, vivere e far vita nel nostro Volere, senza interruzione alcuna, perché essendo una la sua volontà con la nostra, tutte le porte divine sono aperte ed i nostri più intimi segreti svelati, le gioie e le beatitudini si rendono comuni, per quanto a creatura è possibile e capace...." Gesù

Vuol dire che le conosceranno solo i diretti interessati e non ne devono parlare se questo fosse vero e al tempo stesso è un'ampia piattaforma di verifica: sto iniziando a vivere nella dv? Quanto mi sento beato, gioioso e felice? Ho vissuto beatitudini e gioie sconosciute che prima non avevo mai gustato? Se questo c'è siamo sulla buona strada, se questo non c'è pazienza...vivere nella pienezza nella dv è una cosa bella ma è una cosa grossa, impegnativa che richiede una molteplicità di campi di azione di lavoro. Si tratta di aprire una serie di circuiti tutti importanti e contemplentari che a poco a poco ci portano alla vita piena nel dv. Non avere interruzione alcuna -- un'Unità dell'Umana Volontà con quella divina, le due rimangono distinte ma non rimangono confuse. Quando si sta in questo stato si fa una vita simile a quella della Madonna.

"..tutte le porte divine sono aperte ed i nostri più intimi segreti svelati, le gioie e le beatitudini si rendono comuni,.." Gesù

Questa era la condizione terrena della Madonna. Tra Dio e la Madonna non c'erano segreti. Gli unici segreti erano quelli finalizzati alla continua e sempre più perfetta santificazione della Madonna, il don pensa che la Madonna potrebbe non aver saputo in anticipo (e lo si può vedere nei Vangeli) che pur andando a Betlemme Gesù sarebbe nato in una stalla, e la Madonna forse non sapeva che sarebbe dovuta scappare in Egitto.

Tutta la difficoltà dell'esercizio delle virtù è che noi ci ritroviamo improvvisamente di fronte a delle difficoltà o a situazioni difficili, complicate e dolorose e ci facciamo prendere dall'ansia o dal dubbio ma se l'avessimo saputo prima ci saremmo fatti trovare separati. Nella Sacra Scrittura (AT) si legge che Dio non fa nulla senza consultare i suoi profeti (passo biblico)

Amos 3,7
Poiché il Signore, DIO, non fa nulla senza rivelare il suo segreto ai suoi servi, i profeti.


Cioè dei santi uomini ma non a livello della Madonna, questa pienezza della felicità che possiamo conoscere.

"..Queste beatitudini furono chiuse in Noi dalla volontà umana e ogni atto di volontà umana è una serratura a queste beatitudini celesti, non solo nel tempo, ma anche nell’Eternità, perché ogni atto della mia Volontà fatto in terra getta nell’anima il germe di quella beatitudine che dovrà godere nel Cielo; senza il germe è inutile sperare la pianta. Perciò ti voglio sempre più addentro nel mio Volere.” Gesù

Noi dovremmo avere un santo timore, timore quieto (non agitiamoci). Fermo restando nella pace, noi dovremmo giungere ad un livello in cui ci rendiamo conto di evitare di andare a fare guai. Chiudere a chiave una beatitudine celeste è un'atto da folli, chi di noi non vuole essere beato? Non solo adesso (nel tempo) mi privo di una beatitudine e me ne priverò anche dopo. Non è un solo problema di adesso. IL Signore ci dice queste cose per santamente ammonirci e guidarci nella via del bene.

"..Onde, non so come, mi sentivo il solito timore che potessi uscire minimamente dalla Santissima Volontà ed il mio sempre amabile Gesù è ritornato di nuovo e, tutto amore, mi ha detto:.." Luisa

Gesù risponde di non preoccuparsi. Ed usa due immagini: quel mare e della maternità, chi sa nuotare (in alto mare non a riva che non si vive questa scena). Al largo farsi un bel tuffo dopodichè si stende molto a galla (a forma di croce) vedrà che sta benissimo, si sente la carezza dell'acqua, il calore del sole e si sente tranquillo. Quando stai in acqua stai circondato davanti, dietro ecc... e se non ci fosse un mezzo di trasporto (pedalò, ecc...) - si fa per dire - se non ci fossero mezzi di trasporto una persona rimarrebbe in alto mare. Immagine molto bella.

Figlia mia, perché temi? Senti, quando tu ti affanni e ti affliggi per paura di uscire dal mio Volere, Io me la rido e ti burlo, perché so che è tanta l’acqua del mare della mia Volontà che ti circonda, che non troveresti i confini per uscirne; dovunque volessi volgere il passo, a destra o a sinistra, avanti o dietro, cammineresti, sì, ma sempre nell’acqua del mare della mia Volontà e quest’acqua l’hai formata tu stessa coi tanti atti che hai fatto in Essa, perché essendo la mia Volontà interminabile, facendo i tuoi atti in Essa venivi a formare intorno a te un mare da cui non puoi uscire. Sicché ogni atto che fai viene a formare nuova acqua per allargare maggiormente il mare della Suprema Volontà dentro e fuori di te. I tuoi stessi timori di uscire dall’origine donde sei nata, sono ondate che formi, che, agitandoti, ti sprofondano di più nell’abisso del mare del mio Volere..." Gesù

E questo è un'obbiettivo possibile. Quanto più ci addentriamo in questa vita attraverso discernimento, la mortificazioe della nostra umana volontà, la capacità di cogliere quello che Dio ci chiede nell'istante presente, gli atti compiuti, le intenzioni e motivazioni profonde del nostro operare, la capacità di ascolto perchè Dio ha tante cose da dirci, ha tante correzioni da fare e lo fa nella misura in cui noi lo lasciamo fare. E' una vita meravigliose, ma giungere all'annientamento della nostra volontà umana non è un'operazione divertente, si deve passare attraverso una montagna di croci e di umiliazioni attraverso le quali tu devi renderti conto di quante stupidaggini facciamo dal mattino alla sera. E' come una lebbra che abbiamo attaccati, non ce la scrolliamo facilmente di dosso e questo Dio lo sa ed ecco perchè ci pensa Lui a potarci, ma queste cose sono dolorose e se te le lasci fare, Nostro Signore piano piano ti fa crescere ma se tu inizi a battere i pugni e ribellarti ed ad incaponirti Dio ci rispetta, fa un passo indietro e aspetterà tempi più opportuni ma nel frattempo perdiamo un sacco di tempo.

".. Per essere madre è necessario avere materia sufficiente nell’interno, per poter formare con il suo sangue, con la sua carne e con gli alimenti continui il parto che si vuol dare alla luce. Se non c’è il germe e la materia sufficiente, è inutile sperare d’essere madre..." Gesù

Gesù dice a Luisa che per diventare madre ci vuole il germe, la materia e poi la capacità di nutrimento. Il germe (le cellule deputate alla fecondazione), la materia e la capacità di alimentazione. Una donna che ha queste cose e non ci sono problemi fisici può diventare madre e crescere un figlio. E Gesù applica a Luisa queste cose:

"..Ora in te, essendo nata nel mio Volere, c’è il germe della fecondità, come pure c’è la materia sufficientissima di tutte le manifestazioni che ti ho fatto sul mio Volere, ogni conoscenza che ti ho dato, si può dire che può dare alla luce un figlio alla mia Volontà; i tuoi atti continui nel mio Volere sono alimenti abbondanti per formare prima in te questi figli del Cielo e poi metterli fuori come trionfo, onore, gloria e corona della mia Volontà e perenne gioia della madre che li ha partoriti. Vedi dunque che significa una manifestazione di più, è un parto di più che fa la mia Volontà, è una Vita Divina che esce a bene delle creature, è un debilitare le forze dell’umana volontà per costituirvi la fortezza della Volontà Divina..." Gesù

Germa della fecondità essendo nata nella dv, la materia sono tutte le manifestazioni sul dv e come si alimenta tutto questo? Come cresce? Con gli atti continui nel dv, noi possiamo far crescere o regredire questa vita arrivando alla sera a letto avendo dato dei buoni alimenti alla vita nella dv e un pò di botte alla nostra volontà umana. Nel corso del tempo questo modo fa attecchire sempre di più questa vita.

sabato 20 marzo 2021

Non "che cosa", ma "come"

Attraverso la dolorosa vicenda della morte del confessore, Gesù fa comprendere a Luisa che la cosa più importante non è fare o non fare una certa cosa, ma accertarsi sempre, se possibile, che sia nella Volontà di Dio e la si faccia o non faccia solo in quanto Volontà di Dio. L'importanza del ricambio di amore. Libro di cielo volume 18, 30 Gennaio e 7 Febbraio 1926, 16 Luglio 2020

30 Gennaio 1926 Morte del Confessore. Timore di far la propria volontà

7 Febbraio 1926 La Divina Volontà regnante nell’anima la eleva sopra tutto, la mette alla sua origine e l’anima, amando coll’amore d’un Dio, ama tutte le cose col suo stesso amore e viene costituita possessora e regina di tutto il creato

L'ultimo capoverso di questo brano rappresenta un'ottimo punto di partenza, cioè qualsiasi cosa che tu faccia non farla mai da te, perchè se la fai tu dà di umano (e qua vediamo alcuni aspetti della meditazione precedente) ma se la fa Gesù dà di divino.

"..Perciò, sii attenta, quando vuoi qualcosa non la fare mai da te, ma pregami che la faccia la mia Volontà in te, perché la stessa cosa, se la fai tu, suona male, dà di umano, invece se la fa la mia Volontà suona bene, armonizza col Cielo, è sostenuta da una grazia e potenza divina, è il Creatore che opera nella creatura, il suo profumo è divino, che, elevandosi dappertutto, abbraccia tutti con un solo amplesso, in modo che tutti sentono il bene dell’operato del Creatore nella creatura.” Gesù

( Ed è evidente nel brano del 30 gennaio 1926 e non si tratta della morte di Annibale di Francia che è morto l'anno dopo). Il don non ricorda chi fosse. Ma pare che sia stato santo perchè Luisa dice:

"..La terra era indegna di possedere un tale soggetto, perciò il Signore per castigarci lo ha portato in Cielo..."

Ora con la morte del confessore, si pone per Luisa un piccolo problema: se Nostro Signore la fa precipitare nello stato di irrigidimento notturno, chi la libera? Che facciamo oltre al dolore? Chiedo a Gesù che mi liberi (dice Luisa) ma non vorrei farlo io perchè questo sarebbe un'atto della mia volontà umana quindi..

".. e pregavo Gesù che avendomi tolto il confessore e non avendo io stessa a chi rivolgermi, che per sua bontà mi liberasse dal fastidio che davo al confessore, ma non perché voluto da me, ma come voluto da Gesù, perché sento che, se Gesù me lo concedesse come voluto da me, sentirei come se mi mancasse la terra sotto i piedi, il cielo sul capo, il palpito nel cuore, sicché per me sarebbe disgrazia anziché grazia.." Luisa

E il discorso è molto semplice: Gesù le dava questa pena dell'irrigidimento notturno e poi Gesù dice: "... Ah tu non sai che significa stare in questo stato di pene insieme con Me, anche mezz’ora o cinque minuti..." cosa faceva Gesù attraverso Luisa?

"..E’ la mia Vita reale che si ripete sulla terra, è questa Vita Divina che soffre, che prega, che ripara in te, che trasmuta in te la mia stessa Volontà, per fare che operasse in te come operi nella mia Umanità; e a te pare poco?” Gesù

Queste sofferenze che Gesù chiede a Luisa, e un pò di incomodo al confessore che doveva venire per liberarla. E Gesù dice: lascia che ci pensi io, hai avuto una buona ispirazione, non farmi nessuna preghiera e Lui non la lascia.

"..“Figlia mia, coraggio, non temere, Io non ti lascio, sarò sempre con te e ti prometto che se nessun sacerdote si vorrà prestare alla tua assistenza, non volendo loro seguire la mia Volontà, Io, non perché lo vuoi tu, ma perché lo voglio Io, ti libererò dal loro fastidio..." Gesù

In linea di massima Gesù dice che se trova un sacerdote che voglia fare la Sua Volontà e viene, questa situazione rimane se Gesù non riuscisse a trovarlo, sarà Lui a liberare Luisa perchè lo vuole Lui e non lei da tale fastidio. Il brano è molto edificante. Perchè ci permette di confrontarci in queste situazioni, nella dv noi dovremmo evitare di metterci di fronte al Signore (vedi capitolo di san Matteo 6) di pregarlo e di scongiurarlo di far la cosa che vogliamo noi, fosse anche la cosa più bella e santa di questo mondo: la guarigione dalla malattia, la conversione di una persona ecc... si deve pregare ma la conversione di una certa persona va bene ma non bisogna scoraggiarsi se quella persona non si converte perchè magari la dv ha stabilito che per convertirla saranno richieste 30 anni di preghiera. Subordinata a chi prega per lei. O forse ci sono dei casi in cui nessuno vedrà segni esteriori ma quella persona in punto di morte invocherà la divina misericordia e si salverà dall'inferno. Qua su questa terra nessuno vedrà nulla, ma quando andremo in Paradiso - se qualcuno ha pregato per quest'intenzione e se la sua conversione dipendeva da tante preghiere - lo saprà in Paradiso. Le forzature contro la dv non bisogna mai farle, non devo volere una cosa ad ogni costo perchè noi non possiamo sapere - salvo rivelazione - dove sta la maggior gloria di Dio - non possiamo sapere con certezza tutti i divini voleri: non sappiamo i modi, i tempi, i disegni e il futuro, conosciamo soltanto una cosa: la nostra volontà umana combina guai, e quando non combinasse guai (come Gesù spiega) quanto meno anche se una cosa fatta bene la facciamo malamente, dà di umano e non di divino. Attenzione che vale anche in piccolissime cose e la nostra vita dovrebbe tendere (se vogliamo entrare in questo mondo). Nella Mistica città di Dio si legge che la Madonna aveva chiesto a san Giuseppe di darle l'obbedienza nello svolgimento nelle faccende di casa primo perchè è più meritoria e secondo hai la blindatura che rafforza il tuo compito. Una persona sempre fa una certa mansione, ma non la fa allo stesso modo, ecco perchè molti fanno fatica ad entrare nella dv perchè noi esseri umani siamo molto concreti; molti vogliono sapere cosa devono fare. Ma qua la domanda è: come devo farla? La grande domanda che ci deve accompagnare nel corso della giornata senza angoscie. Una persona che desidera vivere nella dv il peccato volontario lo rifugge e quindi non c'è il problema del che cosa - problema che hanno ancora coloro che vivono tra la grazia e il peccato - qui, questo stadio dovrebbe essere almeno in parte (dobbiamo stare umili e tranquilli perchè possiamo sempre cadere) ma noi dovremmo essere polarizzati su altri versanti.

Nel secondo brano c'è anche un'elogio nel vivere nella dv come anche ricambio d'amore per me e per tutti.

"..Io faccio per te come un re che è disprezzato dai suoi popoli, offeso, dimenticato, questi popoli non sono più sotto il regime delle leggi del re e se qualche legge osservano, è la forza che s’impone su di loro, non l’amore; sicché il povero re è costretto a vivere nella sua reggia isolato, senza l’amore, la sudditanza ed il soggiogamento della sua Volontà sui popoli; ma fra tanti, lui avverte che uno solo si mantiene integro nel farsi soggiogare in tutto e per tutto dalla volontà del re, anzi ripara, piange per le volontà ribelli di tutto il popolo e vorrebbe rifare il re facendosi atto per ciascuna creatura, affinché trovi in lui tutto ciò che dovrebbe trovare in tutto il resto del popolo. Il re sente di amare costui, lo controlla sempre per vedere se è costante e non per un giorno, ma per un periodo di vita, perché la sola costanza è quella in cui il re può fare affidamento ed essere sicuro di ciò che vuol fare della creatura. Il sacrificarsi, il far bene un giorno, è cosa facile per la creatura, ma il sacrificarsi ed il far bene tutta la vita, oh! com’è difficile. E se ciò avviene, è una virtù divina operante nella creatura. Onde il re quando si sente sicuro di costui, lo chiama a sé nella sua reggia, dona a lui tutto ciò che dovrebbe dare a tutto il popolo e, mettendo da parte gli altri fa uscire da costui la nuova generazione del suo popolo eletto, la quale non avrà altra ambizione che vivere della sola volontà del re, tutta soggiogata a lui, come parto delle sue viscere...." Gesù

Un suddito solo che fa di tutto la Volontà del re e vorrebbe rifare il re per ogni creatura. Se ci sono queste tre cose già nella anima, stiamo ben incamminati e siamo sulla buona strada: 1)il desiderio fermo e costante di fare in tutto e per tutto la volontà del re, poi 2) il dolore, piangere per le volontà ribelli di tutto il popolo, non possiamo cambiarle ma possiamo piangere e 3) riparare per gli altri. Questo è in nostro potere.

La prova che il suddito lo ama, non è l'amore di un giorno, qui non si tratta di fare un giorno da santi ma le due colonne - tante volte dette della vita nella dv ma anche della vita cristiana ma anche della vita umana - sono la costanza e perseveranza. Un'obbiettivo impegnativo, noi non siamo Dio che gli basta volere una cosa e l'ottiene, per noi ci vuole tempo. E il tempo richiede la costanza e perseveranza. Se ti vuoi prendere un titolo di studio devi studiare anni, e la stessa cosa per acquisire una scienza. Stessa cosa vale per lo sport, strumenti musicale, per diventare preti ci vogliono 6 anni minimo e non ci si improvvisa a diventare marito e moglie. Così le cose non funzionano. Dio vuole vedere da noi che anche (l'accesso? ndr)la vita nella dv potrebbe durare anche 4 o 5 anni...eh, vedo pochi progressi. Fa niente, sei costante? Sei perseverante? Anche se non vedi i progressi, prima o poi i risultati arriveranno. La costanza e la perseveranza sono infallibili, non conosciamo i tempi ma col tempo tutto è possibile.

Prima di tradurre in atto cerchiamo di verificare se possibile se è volontà di Dio (magari preghiamo la Madonna perchè ci aiuti o ci metta qualche ostacolo), un'atto umano non può attirare gli sguardi di benevolenza di Dio.

venerdì 19 marzo 2021

Insipienza degli atti umani e nobiltà degli atti divini

Gesù spiega a Luisa l'enorme differenza che intercorreva tra i medesimi atti fatti da Adamo prima e dopo il peccato originale. Solo gli atti divini attirano Dio e sono degni di Dio. Immagini e paragoni molto illuminanti operati al riguardo da Gesù. Libro di cielo volume 18, 28 Gennaio 1926, 15 Luglio 2020

28 Gennaio 1926 Adamo, dopo il peccato, faceva gli stessi atti di prima atti che, appena Adamo si sottrasse alle Volontà Suprema, furono vuoti di sostanza di Vita Divina

(Qua c'è il brano di oggi nel ciclo di catechesi Adamo e la Vita nella Divina Volontà)

La meditazione dovrebbe sempre culminare nel nostro colloquio con Gesù e con propositi, essendo lasciato come atto personale, alla sensibilità di chi ascolta.

Il brano spiega l'abisso che c'è tra il muoversi ed operare dentro la divina volontà o senza la dv. Non proprio fuori. E le cose più belle di questo brano, il don pensa che siano gli esempi più chiari possibili di Gesù - stratagemma per far comprendere certi concetti. E se ci facciamo attenzione possiamo in qualche modo percepire, possiamo entrare in contatto con delle persone gradevoli o no, ma tutti non possiamo non vedere i difetti del prossimo ma anche nel bene che vogliono, non è quel bene perfetto che ti fa sentire perfettamente amato ed accolto, è sempre un bene quasi interessato. Chi ci fa del bene o ci vuole bene poi pretende il contraccambio (anche se non in maniera consapevole) in attenzioni o altro ecc... . Chi ci vuole bene umanamente è questo, neanche noi possiamo amare con perfezione il prossimo. Gli altri potrebbero dire di me quello che dico io degli altri. Quando si entra in contatto reale con l'amore di Dio, Gesù o della Madonna, contatto reale, - se non è vissuto lo si capisce - il modo in cui ama Gesù o la Madonna è amore perfettissimo. Ti ama senza contraccambio. Senza pretendere in cambio nulla. A prescindere di quello che sei ecc.. anche dei peccati che hai fatto. Chi entra in contatto con questo non può non innamorarsi di Gesù o della Madonna. Questa riflessione è stata fatta per farci capire l'abisso che c'è tra la volontà umana e quella divina. E questo vale anche per l'Altissimo.

Quale uomo ama Dio come merita? Chi è capace di Amarlo senza interesse, di fargli vedere uno spettacolo degno dei suoi occhi? (solo la Madonna)

"..Ora, dopo il peccato, Adamo scese dallo stato di figlio e si ridusse allo stato di servo e come ruppe il vincolo con la Volontà Suprema, così uscì da lui la forza divina, il dominio, l’attrattiva, il profumo celeste, perciò gli atti suoi non davano più di divino, il suo essere si riempì d’una sensazione umana, che gli fece perdere l’attrattiva, non ci sentivamo più feriti, anzi ci mettevamo a distanza lui da Noi e Noi da lui.." Gesù

Dio è buono, si accontenta ed accetta tutto; ma da un punto di vista oggettivo una cosa umana è una cosa umana. Dio si gira dall'altra parte con una cosa umana. E' questo il grande abisso, gli atti della creatura senza la dv sono come il cibo senza sale.

"...Ma sai tu che cosa sono gli atti della creatura senza la pienezza della nostra Volontà? Sono come quei cibi senza condimenti e senza sostanza, che invece di essere gustosi disgustano il palato umano, così disgustano il palato divino, sono come quei frutti non maturi, che non contengono né dolcezza né sapore; sono come quei fiori senza profumo; sono come quei vasi, pieni, sì, ma di cose vecchie, fragili e stracciate...." Gesù

Una pietanza può essere bella, ecc... ma se è senza sale (almeno per quanto riguarda il don) è immangiabile. Un frutto non maturo non è buono, un fiore senza profumo. Quando noi presentiamo a Dio i nostri atti di volontà umana questo li presentiamo.

".. Ma dopo il peccato, poveretto, perdette la via diritta di comunicazione col suo Creatore, non regnò più in lui il puro amore;.." Gesù

Non regnò più in lui il puro amore. Grande chiave di decodificazione, l'esperienza del sentiri amati. Non regna più in lui il puro amore. La DV non è altro che l'amore di Dio reso operoso, in atto e quindi che succede in Adamo? Al posto dell'amore arriva il timore e la paura. L'amore perfetto (san Giovanni) scaccia il timore, chi teme non è perfetto nell'amore. Noi non possiamo seguire il Signore per timore, servo il Signore perchè se farò altrimenti: andrò all'inferno, non avrò una vita benedetta ecc.. cose vere per carità però Adamo si ridusse allo stato di servo dopo il peccato.

".. Ora, dopo il peccato, Adamo scese dallo stato di figlio e si ridusse allo stato di servo.." Gesù

Come ha reagito Dio? Per prima cosa mantiene lo stesso la vita e tutti gli esseri creati, se non ci fosse la Divina Volontà l'Universo stesso cadrebbe nel nulla e poi per gli esseri umani la dv continua a proporsi: se non vuoi diventare santo almeno la Divina Volontà ti cerca perchè ti salvi, perchè se non raggiungiamo la Salvezza c'è la dannazione.

"..Ma nonostante ciò la mia Volontà non lasciò del tutto l’uomo e non potendo essere più fonte di vita e base che lo sosteneva, perché lui stesso si era sottratto ad Essa, si offrì come medicina per fare che non perisse del tutto. Sicché la mia Volontà è medicina, è sanità, è conservazione, è cibo, è vita, è pienezza della più alta santità. A seconda che la creatura la voglia Essa si offre: se la vuole come medicina, Essa si offre per toglierle la febbre delle passioni, le debolezze delle impazienze, le vertigini della superbia, il malessere degli attacchi e così di tutto il resto dei mali; se la vuole come sanità, Essa si offre a conservarla sana, per liberarla da qualunque male spirituale; se la vuole come cibo, Essa si dona come cibo per farle sviluppare le forze e crescere di più nella santità; se la vuole come vita e come pienezza di santità, oh! allora la mia Volontà fa festa, perché si vede ritornare l’uomo nel grembo della sua origine, donde uscì e si offre a dargli la somiglianza del suo Creatore, scopo unico della sua creazione. La mia Volontà mai lascia l’uomo, se lo lasciasse si risolverebbe nel nulla; e se non si presta a farsi fare santo dalla mia Volontà, Essa usa i modi almeno per salvarlo.” Gesù

Così capiamo anche la meta della nostra fede (la Salvezza delle nostre anime) è il minimo, il massimo sarebbe la santità. E il massimo dei massimi sarebbe la divina volontà; come vita e pienezza di vita in noi. Vuoi essere guarito dalle febbre delle passioni? Chiedilo alla dv, e pian piano ti farà da medicina e ti guarirà man mano dalle debolezze dell'impazienza, le vertigini della superbia e dal malessere degli attacchi. Queste sono gli attaccamenti malsani che abbiamo noi dalle creature e il don assicura che il punto sugli attaccamenti è un punto molto trascurato, attaccamenti alle persone, alle cose, a noi stessi, ecc.. cose che ci fanno stare male. Vuoi avere forza per diventare santo? Chiedi alla dv per averne la forza. Vuoi la pienezza della vita nella dv in te? Chiediglielo e vedrai che lo farà.

Poi Luisa obbietta del come mai Gesù non rivelò subito queste cose e Gesù risponde: Gesù è venuto per questo (è venuto perchè avessimo la Vita e l'avessimo in abbondanza dice nel Vangelo di san Giovanni)

Figlia mia, lo scopo primario della mia venuta sulla terra fu proprio questo, che l’uomo ritornasse nel grembo del mio Volere, come uscì quando fu creato; ma per fare ciò dovetti formare per mezzo della mia Umanità la radice, il tronco, i rami, le foglie, i fiori da cui dovevano uscire i frutti celesti del mio Volere; nessuno ha il frutto senza dell’albero, quest’albero fu innaffiato dal mio sangue, fu coltivato dalle mie pene, dai miei sospiri e lacrime; il sole che splendette su di lui fu il solo Sole della mia Volontà, quindi, ci saranno con certezza i frutti del mio Volere, ma per desiderare i frutti si deve conoscere quanto sono preziosi, il bene che apportano, le ricchezze che producono...." Gesù

Nel giardino dell'Eden c'era l'albero della vita. Gesù non è venuto soltanto per darci una vita grigia come molte persone pensano (questo non si può fare, mi tocca andare a Messa, ci stanno degli obblighi, ecc..). Gesù è venuto per darci la vita in abbondanza, noi però in questa vita stiamo sotto il dominio del peccato, uno stato d'interdizione. In altri scritti di Luisa, Gesù dice che prima doveva dare i mezzi per la Redenzione (che vai a parlare della dv che l'uomo sta ridotto malissimo e schiavo di Satana). Gesù fa riferimento ad un'altra cosa: riportare la dv non è una cosa da nulla. La Dv non stava più negli uomini. La pianta non c'era più (tranne la Madonna). Questi frutti stanno a nostra disposizione, ma bisogna andarseli a prendere ed a mangiarseli. E nessuno lo fa se non li conosce.

"..Ecco perciò le tante manifestazioni che ti ho fatto del mio Volere, perché la conoscenza porterà il desiderio di mangiarlo e quando avranno gustato che significa vivere solo per fare la mia Volontà, se non tutti, in parte ritorneranno sulla via del mio Volere, le due volontà si daranno il bacio perenne, non ci sarà più contesa tra la volontà umana e quella del Creatore e la mia Redenzione, ai tanti frutti che ha dato, darà anche il frutto del Fiat Voluntas Tua come in Cielo così in terra. Perciò sii tu per prima a prendere questo frutto e non volere altro cibo né altra vita che la sola mia Volontà.” Gesù

Tutto bene fa il Nostro Creatore purtroppo stiamo ancora in questo mondo ancora segnato da tante cose, tribolazione, angoscia, persecuzione ecc... in certi momenti della nostra vita e allora questo bacio tra volontà umana e divina diventa perenne. Ed è a questo a cui tutto ciò che Gesù ha rivelato tende.

giovedì 18 marzo 2021

La Divina Volontà abbandonata

Gesù spiega a Luisa che il motivo per cui la lascia spesso abbandonata e priva di Lui è per farle comprendere i dolori della Divina Volontà abbandonata dalle sue creature e ripararvi. Sorprendenti considerazioni storiche di Gesù. Nella Divina Volontà ogni morte è sempre foriera di nuove risurrezioni, nuove gioie e nuove felicità. Libro di cielo volume 18, 24 Gennaio 1926, 13 Luglio 2020

24 Gennaio 1926 La Divina Volontà è Madre di tutte le volontà umane. Nella Divina Volontà non c’è morte

Tre ambiti di meditazione. Lo sfondo è sempre lo stesso: Luisa che sente il dolore del distacco sensibile di Gesù, per capire queste cose occorre vedere le date degli scritti, due settimane sono passate dal 10 gennaio 1926 al 24 gennaio; per noi sono pochine, ma per chi ha esperienze soprannaturali non sono pochine. Luisa lo definisce il duro esilio della vita.

"..Mi sentivo tutta abbandonata dal Cielo e dalla terra e pensavo tra me che Gesù mi diceva molto tempo fa, che io dovevo vivere nel duro esilio della vita come se non ci fosse più nessuno all’infuori di Gesù e me, tutti dovevano scomparire dalla mia mente e dal mio cuore.." Luisa

In un certo senso questo vale per tutti, ma il don calcherebbe l'attenzione in un certo senso attenzione a non dar luogo comportamenti disordinati e non opportuni che non prendondono nel debito modo e calando nelle circostanze concrete di vita dove la dv ci ha messo quest'esortazione. Gesù vuole che stiamo con Lui, a fare tutte le cose con Lui e per Lui e in vista di Lui. E' chiaro che a seconda del nostro stato di vita ci sono delle relazioni diverse, non possiamo vivere come Luisa che aveva una missione ben precisa. Non è un caso che Luisa non sia andata in convento o monastero, perchè se ti metti in una realtà di questo genere dopo devi intrattenere necessariamente tenere dei legami con delle persone. C'è la dimensione comunitaria. Luisa non è stata messa in questa situazione perchè Gesù doveva avere con lei la più ampia libertà possibile, è stata dentro un letto sola in casa poteva girare nella dv ecc... Da un lato dobbiamo rimanere nella dv (onde prevenire applicazioni malsane) e Nostro Signore sa bene cosa deve fare, ci pensa Lui a creare situazioni e circostanze come ha fatto con Luisa, noi dobbiamo solo assecondare la sua azione senza porre ostacoli e combinare guai. Il primo obbiettivo è non combinare guai.

Gesù la porta a questo stato di vita intimissima con Lui e poi per lunghi periodi la priva di sè e poi spiega: questa privazione non è altro che un'offerta riparatrice per la dv abbandonata dalle creature

Figlia del mio Supremo Volere, coraggio nel tuo isolamento. Questo serve come compagnia alla mia Volontà abbandonata dalle creature; il dolore del suo isolamento, oh com’è più duro del tuo!.........................................Povera Madre (la dv ndr) che è la mia Volontà, in mezzo a tante figlie partorite da Essa, resta isolata, abbandonata e mentre tutte prendono del suo per vivere, se ne servono per crescere a sua dissomiglianza e per offenderla; si può dare dolore più grande per una madre che l’abbandono dei propri figli? Non essere conosciuta dal parto delle sue proprie viscere, anzi questi figli cambiandosi in nemici offendono Colei che li ha dati alla luce? Perciò il dolore dell’isolamento della mia Volontà è grande ed inconcepibile. Perciò il tuo isolamento sia la compagnia di questa Madre isolata, che piange e cerca i suoi figli, che per quanto piange, grida e chiama i suoi figli e con le voci più tenere, con le lacrime più amare, coi sospiri più ardenti e con le voci più tonanti di castighi, questi figli discoli se ne stanno lontani dal seno di Colei che li ha generati..." Gesù

Come la creature abbandonano volontariamente la dv, così Gesù abbandona Luisa perchè senta una parte di ciò che sente Lui ed offrirgli questo sacrificio in riparazione per tutti i fratelli. Ci aiuti questo a leggere tante cose, esempio di stretta attualità: supponiamo un'anima devota ai tempi del lockdown assoluto, evento mai visto della chiusura delle Chiese e taglio dei Sacramenti (al Signore la sentenza), ma mettendosi dalla parte di un fedele, chi ha avuto l'acutezza di percepire che la stragrande maggioranza dei cattolici ha abbandonato Dio e quindi io anima vivo questo tempo offrendo il mio digiuno dei sacramenti in riparazione di come gli altri fedeli tratta Dio e i Sacramenti. Chi ha fatto questo nella dv il don crede che ha dato il giusto senso e sarà ampiamente ricompensato; perchè gli eventi che avvengono non sono casuali, è difficile discernere il senso, nella dv si impara a fare un pò di discernimento e il don crede che pian piano a tante cose ci si arrivi. Come tutte quelle situazioni...anche la gestione di quella situazione, ognuno deve mettersi davanti a Dio e chiedersi: cosa fare in queste circostanze concrete? Cercando di capire cosa Dio voglia veramente, come santificare questa situazione. C'è qualche anima santa che in qualche circostanza ha il desiderio di accostarsi alla santa comunione e lo mortifica e proprio per riparare tutti quelli che partecipano all'eucarestia pur non potendo. L'esperienza di Luisa è da intendere in questo orizzonte.

".. Ma, ahimè! queste figlie delle volontà umane, partorite da questa Madre Celeste della mia Volontà, disprezzano e non curano tutte le cure materne, il suo amore, le sue tenerezze e premure, anche se Essa è vicina a loro, le volontà umane sono lontane da questa Madre, molte neppure la conoscono, altre la disprezzano e se ne fanno beffe..." Gesù

Poi c'è la visione dei soldati:

"..Onde, dopo ciò mi son messa a fare l’adorazione al mio Crocifisso Gesù e dinanzi alla mia mente ho visto passare una lunga fila di soldati, tutti armati, che non finiva mai. Io avrei voluto pensare al mio Crocifisso Gesù e non già vedere soldati, ma mio malgrado sono stata costretta a vedere questi soldati armati di tutto punto..." Luisa

Tre anni dopo ci sarebbero stati i Patti Lateranensi (1929) e Gesù dice:

Figlia mia, quanto più il mondo apparentemente sembra in pace, decanta pace, tanto più sotto a quella pace effimera e mascherata nasconde guerre, rivoluzioni e scene tragiche per la povera umanità e quanto più pare che si favorisca la mia Chiesa e si inneggino vittorie, trionfi e pratiche d’unione tra stato e Chiesa, tanto più vicina è la zuffa che preparano contro di Essa. Così fu di Me, fino a tanto che non mi acclamarono Re e mi ricevettero in trionfo, Io potetti vivere in mezzo ai popoli, ma dopo la mia entrata trionfale in Gerusalemme, non mi lasciarono più vivere e dopo pochi giorni mi gridarono: “crocifiggilo” e, armandosi tutti contro di Me, mi fecero morire. Quando le cose non partono da un fondo di verità, non hanno forza di regnare a lungo, perché mancando la verità manca l’amore e manca la vita che lo sostiene e perciò è facile mettere fuori ciò che nascondevano e cambiano la pace in guerra, i favori in vendette. Oh! quante cose impreviste stanno preparando.” Gesù

E mancavano 15 anni alla seconda guerra mondiale. Anche qua Gesù dà una massima, non farti ingannare quando si assumono atteggiamenti nei confronti della Chiesa, fino a quando Gesù si è fatto gli affari propri (e non ci sono state consacrazioni pubbliche) gli hanno dato tormento ma poi dopo l'ingresso nella città santa lo hanno quasi fatto subito fuori.

"..Quando le cose non partono da un fondo di verità, non hanno forza di regnare a lungo.." Gesù

Parole da ricordare e da riprendere

E nell'ultima parte, Luisa tornando alla carica coi suoi dolori..Luisa inizia a dire che era la Neonata della Divina Volontà e che se Gesù se ne va diventerà il primo aborto della dv perchè i neonati non possono stare senza la mamma. Fa un pò sorridere perchè se le inventa tutte per far ritornare Gesù.

Figlia mia, nella mia Volontà non ci sono morti né aborti e chi vive in Essa contiene per vita la Vita della mia Volontà e ancorché si sente morire e anche morta, si trova nella mia Volontà, la quale contenendo la Vita, la fa risorgere in ogni istante a nuova luce, a nuova bellezza, grazia e felicità, dilettandosi di conservarla sempre piccola in sé, per averla grande con Sé; piccola ma forte, piccola ma bella, neonata appena, affinché nulla di umano abbia, ma tutto divino, sicché la sua vita è la sola Volontà mia, la quale effettuerà tutti i miei disegni senza sperdere nulla. Sarai come la goccia dell’acqua sommersa nel gran mare, come il chicco di grano nelle grandi masse dei granelli; per quanto la goccia d’acqua sembri come scomparsa nel mare ed il chicco negli innumerevoli granelli, non si può negare né togliere il diritto che la loro vita esiste. Perciò, non temere e fa’ che perda la tua vita per acquistare il diritto di avere per vita la sola mia Volontà.” Gesù

Si muore ma si risorge perchè la dv fa risorgere l'anima in ogni momento. Piccola ma forte, piccola ma bella. Si sperde una goccia d'acqua nell'oceano ma non si può dire che non abbia una sua esistenza peculiare, tutte quanti le morti nella dv (la vita nella dv richiede delle operazioni soprannaturali, Dio opera continuamente e noi non dobbiamo contrastare queste operazioni e noi dobbiamo intuire quando il Signoe ci pota, anche se la natura smania, lasciamo fare). Non opponiamo resistenza. Sarà una grande morte che darà luogo ad una grande resurrezione. Non temere. Chi perde la sua vita la trova e chi la tiene la perde.

Offriamo i nostri momenti in cui ci sentiamo abbandonati per riparare gli abbandoni altrui. Siamo forti nei santi abbandoni che Lui e la Madonna possono far percepire alle anime che le amano in questo orizzonte, non abbandoniamo mai Gesù e la Madonna.

mercoledì 17 marzo 2021

Prendere tutte le cose come dono della Divina Volontà

Straordinaria lezione di Gesù che spiega come tutte le cose create siano portatrici della Divina Volontà e come bisogna imparare a prenderle (tutte) come dono della Divina Volontà. Bellissimi esempi fatti da Gesù al riguardo. Bellissima similitudine da lui usata per far comprendere l'umana incorrispondenza e ingratitudine. Libro di cielo volume 18, 10 Gennaio 1926, 10 Luglio 2020

10 Gennaio 1926 La via ed il lavorio che fa la Divina Volontà in tutte le cose create per giungere alla creatura, affinché questa metta l’ultimo punto del suo compimento

Oggi il Signore ci ha sorpreso utilizzando la metafora dell'attore che prepara le scene per il pubblico e quella dello spettacolo della Creazione, scene che nessuno dei più abili artisti e sceneggiatori potrebbero porre in essere.

"..Tale è la mia Volontà, che come abile attore prepara le scene più belle per divertire l’uomo nel teatro di tutta la Creazione, non per ricevere ma per dare: prepara le scene di luce, delle più fulgide; le scene di fioritura e di bellezze, le più smaglianti; le scene di fortezza nel rumoreggiare del tuono, nello scoppio della folgore, nell’incalzare delle onde e perfino sull’altezza dei monti più alti; le scene più commoventi di bambino che piange, che trema e intirizzisce di freddo; scene dolorose di sangue e tragiche e perfino di morte nella mia Passione; nessun attore, per quanto abile, può superarmi nella varietà delle mie scene amorose..." Gesù

La nostra intelligenza non dovrebbe faticare quando vede un capolavoro, quando guardiamo qualche bel capolavoro ci domandiamo (o il don la domanda se l'è fatta) quanto lavoro c'è dietro. Il senso della meditazione e il messaggio di questo brano: sta attento ed impara a vedere la mia Volontà dovunque e a vedere il suo continuo atto d'amore.

Se noi apriamo il Primo Capitolo e secondo capitolo della genesi dove viene dettagliata meglio l'opera della Creazione con l'Uomo e della Donna. Sia fatta o Fiat il verbo è lo stesso. E' uno spettacolo in termini essenziali, c'è scritto il capolavoro che Dio ha fatto nella Creazione, i ruoli, i generi che Dio ha creato e che ha assegnato ad ognuno.

"..La mia Volontà fa la sua via nel germe e fa che la terra lo riceva, dandole virtù di farlo germogliare, di moltiplicarsi; fa il suo lavorio col chiamare l’acqua per innaffiarlo, il sole per fecondarlo, il vento per purificarlo, il freddo per far mettere la radice, il caldo per svilupparlo e farlo giungere a giusta maturazione; poi dà virtù alle macchine per tagliarlo, per trebbiarlo, per macinarlo e così potergli dare sostanza di pane e, chiamando il fuoco per cuocerlo, lo porge alla bocca della creatura, affinché ne mangi e conservi la sua vita..." Gesù

E poi:

"..Chi prende quel pane e lo mangia come portatore del Divin Volere in esso e come mangia il pane, mangia il mio Volere in esso per accrescere le forze del corpo e dell’anima, per compiere in tutto la Divina Volontà..." Gesù

Tante volte il don ha cercato di fare un processo analogo per ricordare a sè stesso e per condividere queste verità: il seme e la terra vengono dalla Volontà di Dio, la virtù che ha la terra di far germogliare il seme viene dalla Volontà di Dio, - Dio benedice la Terra perchè si moltiplichino i frutti nella Genesi - , l'acqua, il sole, freddo, caldo, vento ecc.. in tutti questi fenomeni scorre la divina volontà, sono stati tutti quanti creati da Dio. Le lodi della domenica mattina (canto di Daniele...luci e tenebre benedite il Signore...). La trebbiatrice l'abbiamo fatta noi, è vero, ma l'essere umano viene dalla Volontà di Dio e secondo puoi lavorare perchè la divina volontà ti mantiene nell'essere, terzo perchè il cervello e i muscoli funzionano perchè supportati dalla dv, quarto perchè la materia della trebbiatrice è fatta dalla dv e il fuoco con cui si cuoce viene dalla dv. In un pezzo di pane ho un'autotreno di atti nella dv. Vivere nella dv vuol dire questo: mettere l'ultimo punto al lavoro della dv.

"...così in tutte le altre cose create che servono all’uomo, la mia Volontà fa la sua via nel mare e lavora nella moltiplicazione dei pesci;.." Gesù

Chi l'ha fatto il mare? Dove in molti hanno la possibilità di rallegraci. Chi ha creato i pesci? Chi moltiplica i pesci? Gli animali? Chi controlla tutto l'Universo e chi è che sta attento che ognuno riceva i frutti delle sue raccolte (aria, luce ecc...)? La Dv. Ma chi vive tutto questo in atto ininterrotto di stare ricevendo infinti atti di amore dalla dv? Quando respiriamo, tutta quella montagna di atomi che prendi sono atti della dv. E Gesù dice:

"... Se non fosse per la mia Volontà.... tutte le cose resterebbero paralizzate e come tante pitture dipinte in cui non c’è la vita delle cose che rappresentano; sicché, povera creatura, se la mia Volontà si ritirasse dal fare la sua via in tutte le cose create, tutte resterebbero come pitture dipinte, senza più produrre il bene che ciascuna cosa contiene verso l’uomo;..." Gesù

Che differenza c'è tra un quadro e la scena reale? Il quadro è morto, la scena viva è un'altra cosa. Questo significa che "...perciò posso dire che non sono le cose create che lo servono, ma la mia Volontà velata, nascosta, che si fa servitore dell’uomo.." nel Sole che splende la dv ti sta facendo un regalo. Nel pane che mangi la dv ti sta facendo un regalo ecc... e dunque: stando così le cose, ma non è sacrosanto e giusto dovere che noi impariamo a guardare in tutte le cose la dv, riconoscerla, farla e ricambiarla e il servizio a Colei che ci serve anche nelle più piccole cose e moltiplicare i nostri grazie all'infinito? Se facessimo questo Gesù si sentirebbe ripagato del suo lavorio. E poi c'è l'ìmmagine dell'attore:

"..Succede alla mia Volontà come ad un attore, il quale deve esporre la sua scena al pubblico. Poveretto! quanti lavori nascosti, quante veglie, quanti preparativi, quanta arte nei suoi stessi moti non prepara per atteggiarsi, ora a far sorridere il pubblico, ora a farlo piangere! In tutto questo lavorio l’attore non fa festa, anzi suda, stenta e fatica; quando il tutto sembra preparato, si prepara a chiamare il pubblico a vedere la sua scena e quanta più gente vede, più si sente spuntare nel cuore la gioia, chissà potrà fare una bella festa, ma il vero compimento della sua festa è quando, terminata la scena si sente scorrere a mani piene i soldi d’oro e d’argento nelle sue mani, come approvazione e trionfo della sua scena. Ma se invece dopo tanti preparativi, imbandisce, suona e risuona trombette e nessuno si presenta, o si presenta poca gente che ai primi atti della scena lo lascia solo, poveretto, come soffre e la speranza della sua festa si cambia in lutto. Chi è stato che ha amareggiato tanto quel povero attore tanto abile e buono nel dare le sue scene?.." Gesù

Che umiliazione sarebbe quella di ritrovarsi senza pubblico? Immaginiamo la fatica di queste persone, come fanno a mettersi in testa tutti i copioni? Il don ha visto realizzare una volta un cortometraggio amatoriale (5 minuti) e per far ciò queste persone sono rimaste una giornata intera a lavorare. E' vero che erano tutti dilettanti, però per farlo bene sono stati a lavorare una giornata intera. Quanto lavoro ha fatto Nostro Signore per noi? E purtroppo nessuno lo ringrazia.

"..Ah! la gente ingrata che non ha voluto essere neppure spettatrice delle scene di quel povero attore. Tale è la mia Volontà, che come abile attore prepara le scene più belle per divertire l’uomo nel teatro di tutta la Creazione, non per ricevere ma per dare: prepara le scene di luce, delle più fulgide; le scene di fioritura e di bellezze, le più smaglianti; le scene di fortezza nel rumoreggiare del tuono, nello scoppio della folgore, nell’incalzare delle onde e perfino sull’altezza dei monti più alti; le scene più commoventi di bambino che piange, che trema e intirizzisce di freddo; scene dolorose di sangue e tragiche e perfino di morte nella mia Passione; nessun attore, per quanto abile, può superarmi nella varietà delle mie scene amorose..." Gesù

Se lo spettacolo meraviglio di questo mondo (anche se abbiamo deturpato parecchio) cosa ci sarà in Paradiso? Dio vuole che noi ci divertiamo. Dio vuole anche la mortificazione, la croce ecc... ma Dio non li vuole di per sè stessi, leviamocelo dalla testa; la croce e sacrificio sono diventati strumento di conseguenza per eliminare il male. Ma se questo non ci fosse stato, ci saremmo divertiti dal mattino alla sera; adesso, nell'attuale regime post- peccato originale non ci si può divertire dal mattino alla sera, quelli che vorrebbero fare questo (anche nel male che fanno) ma in qualche modo fanno un'eco (anche se non lo sanno) di quello che sarebbe stata la nostra vita e Dio per sè stesso vuole il nostro divertimento, vuole dare ricevere un grande Grazie e ricambio d'amore. Meditare su queste cose sia molto importante. Molt o santificante e molto santificante. Il don crede che come auto psicoterapia cominciare a farsi attenti a vari Ti Amo; il don pensa che produrrebbe enormi benefici nei cuori di tanti fratelli e sorelle che si autoescludono dalla bellezza inesauribile che deriva dal godersi per tutto ciò che Dio ha fatto per noi.

"..Ma, ahimè! quanti non guardano la mia Volontà in tutte queste scene e non prendono la sostanza del frutto che vi è in esse e ricambiano in lutto le feste che la mia Volontà si preparava nella Creazione e nella Redenzione, perciò figlia mia, non ti far sfuggire nulla, prendi tutte le cose come dono che ti fa la mia Volontà, siano piccole o grandi, naturali e soprannaturali, amare o dolci, fa’ che tutte entrino in te come doni e compimento della mia Volontà.” Gesù

domenica 14 marzo 2021

Cosa fare per ricevere il dono della Divina Volontà

Luisa inventa due splendidi similitudini per spiegare la differenza tra il fare la Divina Volontà e vivere in essa. Gesù le spiega che per ricevere il dono della Divina Volontà occorrono diverse condizioni nella creatura, che Dio vuole vedere e di cui verifica la sussistenza, prima di dare il Dono. Senza queste disposizioni, non si può ricevere il dono della Divina Volontà. Effetti meravigliosi dell'operare in Essa. Libro di cielo volume 18, 25 Dicembre 1925, 9 Luglio 2020

25 Dicembre 1925 Come ci vogliono le disposizioni per possedere il dono del Voler Divino. Similitudine di Esso. Il vivere nel Voler Supremo è la cosa più grande, è il vivere Vita Divina e l’anima opera nella unità della Luce Eterna

Bellissimo brano di oggi che contiene due o tre punti di meditazione: Il don pensa che un passaggio risponda un quesito che molti si pongono e che gli pongono: che differenza c'è tra il vivere nella divina volontà e farla?

"... invece chi fa la Volontà di Dio deve stare ai comandi, deve domandare spesso spesso che cosa deve fare e chiedere in prestito il dono, non per essere padrone ma per fare la stessa azione che Dio vuole, finita la quale, bisogna restituire il dono che ha preso in prestito..." Luisa

Da ciò possiamo comprendere dove stiamo oggi. Quanta luce sentiamo in noi come Luisa poi spiega, per discernere con una certa facilità ed agevolezza il bene per farlo e il male per fuggirlo. Come dice San Giovanni Dio è Luce e in Lui non ci sono tenebre. Faccio fatica a cogliere il volere di Dio in certe situazioni? Ci capisco poco o nulla? E se non riesco a comprenderlo, nessun problema, vuol dire che ancora sono fondamentalmente situato nella prima parte del cammino che è imparare a fare, desiderare e ricercare la volontà di Dio. Gesù lo rispiega ma il contenuto cronologico del Libro di Cielo è già una spiegazione: i famosi primi 10 volumi dove non si fa riferimento frequente ma neanche molto esplicito a queste cose al vivere nella dv ma è una grande lezione di ascetica o una grande lezione di teologia cristiana di Royal Marine fatta da Nostro Signore Gesù Cristo perchè se tu non entri in quell'orizzonte, vivere nella dv è più che farla e il più contiene il meno. Perciò stai tranquillo che se non fai con perfezione la divina volontà non ci sarà lo step successivo nel vivere in essa e possederla. Il dono arriva ma al termine di un cammino.

E Poi Luisa si chiede come avere questo dono:

Sicché il vivere nella Volontà di Dio è possedere la Volontà di Dio e questo è un dono; quindi, se la bontà di Dio non si compiace di darlo, che può fare la povera creatura?

E Gesù risponde: (a quei tempi nel 1925 mille lire erano un patrimonio)

"...Non condanneresti tu un uomo che preso da affetto puerile verso un fanciullo, solo perché gli sta un poco intorno trastullandosi insieme, gli dà una carta da mille ed il bambino, non conoscendo il valore, dopo pochi minuti lo fa in mille pezzi? Ma se invece prima lo fa desiderare, poi ne fa conoscere il valore, dopo il bene che gli può fare quella carta da mille e poi gliela dà, quel fanciullo non la farà a pezzi, ma andrà a chiuderla sotto chiave, apprezzando il dono e amando di più il donatore e tu loderesti quell’uomo che ha avuto l’abilità di far conoscere il valore della moneta al piccolo fanciullo.." Gesù

Un dono così grande Dio non lo dà se non ha chi lo ha conosciuto, valorizzato e ha come poi spiega che ci tiene con tutto il cuore anche a rimetterci la vita non a chiacchere. Il don è certo che poi il Signore prova le persone, tu diglielo ma poi preparati. Non è per mettere spavento o paura, perchè non c'è nulla di cui impaurirsi, però il Cielo dovrà inviare dei missili abbastanza corposi per distruggere la nostra volontà umana. Completamente smantellata.

Quando però ho questa luce..

"..Oppure, se avessi avuto in dono una luce che non si smorza mai, sicché di notte, di giorno, io sono al sicuro, ho sempre il bene di vedere questa luce che nessuno mi può togliere, si rende con me come connaturale e mi dà il bene di conoscere il bene per farlo e il male per fuggirlo, sicché con questa luce datami in dono, io schernisco tutti: il mondo, il nemico, le mie passioni e perfino me stessa;.." Luisa

San Paolo scrive nelle sue lettere dice che non c'è più nulla che ci possa separare dall'amore di Dio, portarci lontano dalla volontà di Dio. Il mondo con i suoi idoli e il nemico con le sue infernali invenzioni non ha nessuna possibilità di trascinarci con lui. Le passioni sono addomesticati quando siamo nella dv, la nostra volontà umana, quando arriva la divina volontà, esiste solo per muoversi, agire ed operare in quella divina. Da un lato opera divinamente e dall'altra parte è morta umanamente. Un'altra spia: la moneta d'oro.

"..Supponevo di avere una moneta d’oro che avesse la virtù di far sorgere quante monete io volessi, oh quanto potrei diventare ricca con questo dono! Invece un altro riceve in prestito questo dono per un’ora o per esplicare una sua azione, per restituirlo subito; che differenza tra la mia ricchezza per il dono che posseggo e quella di chi lo riceve in prestito!.." Luisa

Stare sempre a chiedere: me la dai che poi te la ridò? Una spia è non possedere la conoscenza del bene e del male e non avere discernimento e - talvolta capisco qual'è il bene e qual'è il male, la coscienza inizia a parlarmi in maniera chiara - non tengo la forza sufficente. Capisco che dovrei fare così e faccio colà. E allora che facciamo? Vogliamo ricevere questo dono?

Figlia mia, è vero che il vivere nel mio Volere è un dono ed è possedere il dono più grande;....................... non si dà se non a chi è disposto, a chi non deve farne sciupio, a chi deve tanto stimarlo ed amarlo più che la vita propria, anzi è pronto a sacrificare la propria vita per fare che questo dono del mio Volere abbia la supremazia su tutto e sia tenuto in conto più della stessa vita, anzi consideri la sua vita un nulla in confronto ad Esso...." Gesù

Questo, lo insegna anche la Chiesa, vale anche per i Sacramenti che non si possono ricevere senza le debite disposizioni. Io non posso fare la comunione se non sto in grazia di Dio, non posso accostarmi alla confessione se non sono sinceramente pentito del male che ho commesso, se no faccio una burla come dice Gesù nelle Ore della Passione; - ora della Passione in cui Gesù commenta la scena con Erode - e i Sacramenti presi senza le dovute disposizioni non servono a nulla anzi aggravano la situazione dell'anima. Una confessione messa sotto i piedi non fa bene all'anima, gli fa più male che bene. Una comunione sacrilega fa malissimo all'anima, il male assoluto dicono i maestri di spirito. Noi abbiamo la possibilità di trasformare in veleno, accostandoci senza le debite disposizioni, il farmaco dell'immortalità che è l'Eucarestia. La dv è la cosa più grande e preziosa che esista, Dio non la dà a chi spreca le grazie, noi siamo degli spreconi di grazia. E' un delitto sprecare la grazia di Dio e più grave di sprecare le cose della vita terrena. Non si sprecano le risorse terrene (soldi, luce, gas, vestiti, ecc...), non per tircheria o attaccamento alle cose ma perchè dietro ogni bene c'è una grazia del Signore. Che dev'essere ben valorizzata e non sprecata. Sciupare non è mai una virtù. Ci rendiamo conto che la dv è cosa più nobile ed importante e se abbiamo quella abbiamo fatto strike in assoluto? O no?

"..non si dà se non a chi è disposto, a chi non deve farne sciupio, a chi deve tanto stimarlo ed amarlo più che la vita propria, anzi è pronto a sacrificare la propria vita per fare che questo dono del mio Volere abbia la supremazia su tutto.." Gesù

Qua Gesù fa una glossa delle sue parole del Vangelo: chi viene a Me e non odia suo padre e sua madre e perfino al propria vita, - il concetto è prima Dio e l'Amor di Dio anche della propria stessa vita. Fino a quando Dio non vedrà queste disposizioni in noi, il dono della divina volontà non ce lo darà. Staremo sempre più vicini, la faremo sempre meglio, avremo sempre meno dei vuoti, avremo sempre più luce, sempre più discernimento e capacità di farla ma non fino al punto di avere il dono vivo ed operante in noi.

E come ci si arriva a questo?

"... Perciò, prima voglio vedere che l’anima vuol fare davvero la mia Volontà e mai la sua, pronta a qualunque sacrificio.." Gesù

Gesù questo lo vuole vedere quindi per vederlo ti deve provare. E qua quando il Signore stende la mano (lo fa per il nostro bene come un chirurgo o professore che lo forma alla grande), ma se inizia arriveranno le potature e ne vedrai di tutti i colori, vedrai tantissime cose dentro di te che non funzionano di cui tu non ti rendevi conto in buona fede e che devono essere eliminate. Ciò che non è conforme alla volontà di Dio dentro di noi deve sparire. Mano a mano che il Signore vede queste cose ci dà piccoli prestiti della sua volontà per farla in qualche circostanza particolare e i prestiti aumentano sempre di più e quando vede che l'anima non fa nulla con il Volere di Dio, arriva il dono. Ecco perchè bisogna avere pazienza, umiltà, pazienza ecc....

"..Ond’Io, quando vedo che nulla fa se non con il mio Volere, in prestito lo do come dono, perché col chiederlo e richiederlo ha formato il vuoto nell’anima sua dove mettere questo dono celeste e con l’essersi abituata a vivere con questo cibo divino in prestito, ha perduto il gusto del proprio volere, il suo palato si è nobilitato e non si adatterà ai cibi vili del proprio io;.." Gesù

Non puoi dare le tartine al caviale ad un bambino di otto anni. Quello ci sputa sopra. Non è grado di apprezzare quei sapori perchè le sue papille gustative non sono ancora sviluppate ed ama i sapori grossolani. C'è un progressivo processo di raffinazione compiuto il quale arriva il dono della divina volontà.

".. Il Celeste Creatore, come vede l’anima nella sua Volontà, la prende fra le sue braccia e ponendola nel suo seno la fa operare con le sue stesse mani e con quella potenza di quel Fiat con cui furono fatte tutte le cose;.." Gesù

Ed ecco perchè il vivere nel volere supremo è la cosa più grande, perchè è vivere di vita divina. Quanto ci tengo davvero a questo dono e quanto sono disposto a sacrificare per avere questo dono?

sabato 13 marzo 2021

Il dono delle lacrime

Gesù racconta come durante la sua vita terrena abbia pianto tutte le lacrime che dovevano versare tutte le creature insieme. Le sue lacrime furono e sono la nostra salvezza e anche la porta per tornare a possedere la Divina Volontà. Le lacrime sante. La differenza tra fare la divina Volontà e possederla. Libro di cielo volume 18, 20 Dicembre 1925, 8 Luglio 2020

20 Dicembre 1925 Sulle lacrime di Gesù e come versò tutte le lacrime delle creature. Vivere nella Divina Volontà significa possederla

Beati gli afflitti perchè saranno consolati e beati coloro che sono nel pianto perchè rideranno (Vangelo di Luca) e non chi dice Signore Signore entrerà nel Regno dei Cieli ma chi la farà. Gesù poi fa una bellissima lezione di sana dottrina sulla salvezza.

"..Adamo prima che peccasse, possedeva la mia Volontà e col possesso della mia Volontà cresceva nella somiglianza del suo Creatore e tanto cresceva che formava l’incanto di tutto il Cielo e tutti si sentivano onorati nel servirlo; dopo il peccato perdette il possesso del mio Volere e anche se pianse la sua colpa e non peccò più, potette fare la mia Volontà, ma non possederla.." Gesù

Adamo è vissuto molto a lungo secondo la cronologia biblica (si parla di 800/900 anni) e questo testo ci fa capire la gravità del peccato originale e l'importanza del dono perduto; Adamo non ha potuto recuperare la dv e quindi la necessità della Redenzione. E anche la possibilità (grazie al pentimento) di poter riacquisire almeno l'obbedienza a Dio e questo ci responsabilizza sul ruolo fondamentale della libertà umana.

Cosa ci dice oggi Gesù sulle lacrime?

Figlia mia, le mie lacrime incominciarono fin dal primo istante del mio concepimento nel seno della mia Mamma Celeste, fino all’ultimo respiro sulla croce. La Volontà del mio Padre Celeste mi affidò anche il compito delle lacrime e ne dovevo versare tante dai miei occhi, per quante ne avrebbero versate tutte le creature insieme. Come concepii tutte le loro anime in Me, così dovevo versare tutte le loro lacrime dagli occhi miei...." Gesù

Gesù ha pianto molto più di quanto noi pensiamo, e nelle sue lacrime ha pianto tutte le lacrime degli esseri umani. Le lacrime sono di vario genere come noi sappiamo: ci sono lacrime sante, umane (comprensibili) anche se Gesù ha pianto anch'esse. Il compito delle lacrime (di dice Gesù) era Volontà del Padre Celeste. E Gesù spiega:

"..Vedi dunque quanto dovetti piangere: dovetti versare dai miei occhi le lacrime che le creature versano per passioni, affinché le mie smorzassero le loro passioni; dovetti versare le lacrime che ci vogliono dopo il peccato, per dar loro il dolore d’avermi offeso ed il convincimento del male che hanno fatto, preparando con le mie lacrime il proposito di non offendermi più; dovetti versare le lacrime per intenerire le anime per far loro comprendere le pene della mia Passione; come pure versai lacrime abbondanti d’amore per elettrizzare le anime ad amarmi, per attirarmi la loro simpatia ed il loro cuore tutto per Me; basta dirti che non c’è lacrima che spunti sull’occhio umano, che non versai dai miei occhi.." Gesù

Per passione: quando si impaurisce o si emoziona talmente tanto che piange, perde una cosa amata e piange; sono lacrime mosse dalle passioni (11) quali sono l'amore, desiderio, l'ira, la ripugnanza ecc... sono moti interiori impazziti dopo il peccato originale che ci trascinano verso vari tipi di reazioni. Non sono generalmente lacrime sante ma umane e sono dolorose e alcune di esse posso indurci al peccato. Es: una persona viene lasciata per un'altra e per il dolore di essere abbandonato che è immenso, reagisce facendo follie commettendo omicidi ecc... (vedi cronache).

Per pentimento: iniziano ad essere lacrime sante. ".. dovetti versare le lacrime che ci vogliono dopo il peccato, per dar loro il dolore d’avermi offeso ed il convincimento del male che hanno fatto, preparando con le mie lacrime il proposito di non offendermi più;.." piangere per i nostri peccati davanti a Gesù senza che nessuno mi veda è una grazia che dobbiamo chiedere in ginocchio a Gesù. Per il dolore che abbiamo dato a Dio e per il male che abbiamo scatenato con il nostro peccato. Questo è il pentimento vero (dice san Tommaso d'acquino che il pentimento vero distrugge la colpa e anche la pena); se fossimo capace di piangerli con cuore e bene diventerebbe inutile la soddisfazione sacramentale. Perchè il pianto annulla tutte le conseguenze e rende l'anima fortissima nel soffrire mille morti che commettere di nuovo il peccato.

Passione di Gesù: "..versare le lacrime per intenerire le anime per far loro comprendere le pene della mia Passione;.." anche queste lacrime dobbiamo chiederle al Signore, dovremmo piangere per le pene di Gesù molto di più che se stessimo soffrendo noi. Esiste il dono delle lacrime (oggetto della beatitudine evangelica, Gesù si riferisce a queste lacrime e non alle altre tipo quelle provocate dalle passioni.

Per amore di Gesù: "..come pure versai lacrime abbondanti d’amore per elettrizzare le anime ad amarmi.." si piange l'assenza (sensibile) di Gesù in questa vita. Io nella mia vita ho mai pianto per la lontanza da Gesù e dal desiderio di stare con Lui? Le anime che ricevono qualche grazie dal Signore, senza andare nello straordinario come Luisa. Luisa ha pianto tantissimo l'assenza sensibile di Gesù. Magari c'è un periodo nel quale il Signore ci lascia nell'aridità. Sono tutte lacrime sante (sui nostri peccati, sulle sofferenze di Gesù e per amore a Gesù). Il don aggiungerebbe piangere sui peccati degli altri, c'è tanta gente che si lamenta (e a volte non senza fondamento) per le cose che si vedono nella Chiesa, chi piange per i peccati dei nostri fratelli davanti a Gesù? Piangere di doloro per i peccati che si commettono talora anche nella Chiesa.

Poi Gesù racconta alcune sue esperienze della vita terrena. Quando piangeva volando tra le braccia del proprio Padre Celeste, quando piangeva con la Madonna e magari si nascondeva da essa per non dargli altre cause di pianto

"..Nessuno seppe le tante mie lacrime, i tanti miei pianti nascosti e segreti; quante volte anche da tenero bambinello, volavo dalla terra al Cielo e, poggiando la mia testolina sulle ginocchia del mio Padre Celeste, piangevo, piangevo e singhiozzando gli dicevo: “Padre mio, vedi, sono nato nel mondo alle lacrime e al dolore, simile ai fratelli miei che nascono alle lacrime e muoiono nel pianto ed Io amo tanto questi fratelli, che voglio versare tutte le loro lacrime dai miei occhi, neppure una voglio farmi sfuggire, per dare alle loro lacrime, lacrime d’amore, di dolore, di vittoria, di santificazione e di divinizzazione.” Quante volte la mia cara Mamma, guardandomi, restava trafitta nel vedermi tutto bagnato di pianto e Lei univa, per il dolore di vedermi piangere, le sue lacrime alle mie e piangevamo insieme; e a volte ero costretto a nascondermi per dar sfogo al pianto, per non trafiggere sempre il suo cuore materno ed innocente; altre volte aspettavo quando la mia Celeste Mamma, per necessità doveva occuparsi in altre faccende domestiche, per dar sfogo alle mie lacrime e per poter compiere il numero delle lacrime di tutte le creature.” Gesù

Con queste cose nessuno può mai dire che Gesù non gli stia accanto e che le lacrime che sta versando Gesù non le abbia versate. E poi c'è una grande conclusione.

Onde io, nel sentire ciò gli ho detto: “Amor mio, Gesù, sicché anche le mie lacrime hanno versato gli occhi tuoi, come pure quelle del nostro primo padre Adamo ed io voglio che le versi sull’anima mia per darmi la grazia non solo di fare la tua Santissima Volontà, ma di possederla come cosa e volontà mia.” Luisa

Gesù spiega che Adamo dopo il peccato non peccò più ma perdette il dono della dv; il peccato offende Dio e quindi c'è bisogno di un soggetto identico a Lui che lo ripaghi (ecco perchè il Verbo si è incarnato).

"..Questo innesto venne fatto da Me, Verbo Eterno, dopo quattro mila anni e Adamo era già passato alle soglie dell’eternità. Ma ad onta di questo innesto divino fatto da Me con lacrime, sospiri e pene inaudite, quanti si riducono alla condizione di Adamo dopo il peccato a fare solo la mia Volontà, altri non la vogliono conoscere, altri si ribellano ad Essa; solo chi vive nella mia Volontà si eleva allo stato di Adamo innocente, prima di cadere nel peccato, perché c’è gran distanza tra chi fa la mia Volontà e tra quelli che la posseggono, passa la distanza tra Adamo innocente e Adamo dopo il peccato.." Gesù

Già fare la divina volontà è tanto, ma è poco rispetto a viverla. Altri non la vogliono conoscere ed altri si oppongono e chi vive nella dv viene elevato allo stato di Adamo prima del peccato (ecco la promessa di Gesù di ripristinare i doni di Adamo in chi vivrà nella dv). Se già tutti si sforzassero di fare la Volontà Divina l'inferno rimmarrebbe vuoto, però il possesso della divina volontà è il compimento di questo innesto divino e fa cambiare i pianti di Gesù in sorrisi celesti.

"..Io aspetterò ancora, affinché sorgano le anime che la prendano come vita e col farla conoscere ne prendano il possesso e così completerò l’opera della mia venuta sulla terra e avrà frutto l’innesto divino formato di nuovo con la creatura e le mie lacrime si cambieranno in sorrisi celesti e divini per Me e per loro.” Gesù

Ci saranno gaudiosi pianti di dolore per chi vivrà nella dv ma anche celesti sorrisi fin da questa terra.

venerdì 12 marzo 2021

Il vivere nel Divin Volere non è conosciuto ancora

Gesù spiega come la vita nella Divina Volontà consista nell'imparare ad offrire a Gesù il ricambio di amore su tutto, ma proprio tutto ciò che è uscito dal suo volere come atto prima: Adamo innocente e Adamo dopo la caduta, tutte e singole le opere della creazione, tutto ciò che compirono i grandi santi e patriarchi dell'Antico Santo, tutti gli atti posti sulla terra dalla Santissima e Divina Maria. Solo la vita nel Divin Volere riordinerà la meravigliosa creazione di Dio scompigliata e messa in disordine dall'umana volontà. Libro di cielo volume 18, 6 Dicembre 1925, 7 Luglio 2020

6 Dicembre 1925 Il vero vivere nella Volontà Suprema è proprio questo: che Gesù possa trovare tutto e tutti nel fondo dell’anima e tutto sia, col suo amore, vincolato nell’anima

Brano che potremmo articolare su un'espressione di Gesù "..Perciò ti dico sempre che il vivere nel mio Volere non è conosciuto ancora.." Gesù in questo brano cerca di spiegare le forme di pregae e le operazioni spirituali specifiche e tipiche che si fanno nel dv cercando di sintetizzarle tutte.

Ossia mettersi in condizione di far trovare da Dio dentro di noi, tutta la Creazione, le opere di Adamo Innocente e non, i profeti, patriarchi ecc...la sua inseparabile Mamma con tutti i suoi atti, come si fa quest'operazione? Anche il don quando legge queste cose si trova un pò in difficoltà anche se poi Gesù dà una chiave di lettura. La nostra giornata è ricca e movimentata e chi non si ritrova nella condizione di Luisa - che faceva e poteva di fatto dedicare moltissimo tempo a queste operazioni, anche se sono operazioni mentali ma se uno inizia a fare un'atto non sintetico (es: mi fondo nella dv e Signore desidero prendere tutti gli atti della tua volontà che hai sparso nella Creazione, farli miei e metterci il mio Ti amo per tutti. E' ovvio che da questa sintesi se uno inizia ad articolare e percorrere anche solo le opere della Creazione non mi basta una giornata). Solo mettere il Ti Amo in ogni costellazione fatto con cura uno potrebbe metterci una vita. Chiediamo al Signore di come poter fare adeguatamente queste operazioni compatibilmente con i miei doveri perchè la dv (come Gesù spiega) avrebbe voluto che tutti i beni fossero di tutti ma ciascuno doveva fare il suo ufficio ed occuparsi di cose diverse. Quelle per le quali Dio l'ha inviato sul pianeta Terra a compiere la sua missione. Non esiste (nella dv) nessuna persona che possa sentirsi inutile e non amata; il fatto stesso che io e te ci troviamo in questa epoca storica ben precisa è perchè c'è una motivazione ben precisa. Non la possiamo a volte consocere perfattamente ma la nostra presenza ha un senso e lo conosceremo meglio nell'altro mondo. E il nome nuovo esplicita bene il senso della nostra esistenza e del nostro rapporto con Dio. Dentro la particolare occupazione e missione che ci è stata data, bisogna fare che tutti i nostri atti che in essa compiamo partano dal punto primo della dv perchè tutti possano convertirsi in luce e chiamano in causa gli atti attuali. Bisogna riprendere spesso il Pio Pellegrinaggio dell'anima nel dv e c'è un giro nelle opere dei profeti e dei patriarchi.

Sesta Ora L'anima continua la sua riparazione; passa in rassegna i principali personaggi dell'Antico Testamento e sospira la Redenzione

"..O Gesù, io passo ora in rassegna i principali personaggi dell'Antico Testamento e medito in essi i prodigi della tua Divina Volontà. Imprimo anzitutto il mio Ti amo sul sacrificio di Abramo e sull'ubbidienza di Isacco per implorare per mezzo loro il Regno del tuo Volere Divino. Suggello il mio Ti amo sul dolore di Giacobbe, sulla mestizia e sulla gloria di Giuseppe e per essi Ti chiedo il Regno tuo. Fermo il mio Ti amo sulla potenza dei miracoli di Mosè, sulla fortezza di Sansone, sulla santità di Davide, sulla pazienza di Giobbe e, per tutti questi sprazzi di luce che gettò la tua Volontà, Ti domando che regni il tuo Volere Divino. Osserva, Amor mio, come io vado rintracciando lungo i secoli gli atti della tua Volontà in tutte le creature per chiederti, per mezzo loro, che il tuo FIAT sia conosciuto, amato e voluto da tutti!.." (parte dell'ora - qua per approfondimenti)

Se non ci mettiamo a fare queste preghiere, rischiamo di trascurare la nostra vita interiore nella dv (ad avviso del don) e la recita anche delle Ore della Passione sono sempre ad avviso del don, un'aiuto molto importante e facciamo qualche giro nel Fiat Creante e trovare anche il modo di rivivere la gioia di Adamo, lodare il Signore per la perfezione della creazione dell'uomo, di come gli ha dato nell'Eden anche del superfluo ecc... farsi un bagno al mare non è necessario alla vita, ma è una cosa superflua che però Dio ha voluto regalare alla creatura. La santificazione anche di questi atti vissuti nel dv ecc.. / l'ascetica classica invita alla rinuncia di un piacere o divertimento; ma quando non lo si fa (la rinuncia) insegna a prendere quel divertimento dalle mani del Signore. Non è la stessa cosa andare al mare, buttarsi ed uscire così o viverla mettendo il Ti Amo nel mare e la stessa cosa nel mangiare. Chi ringrazia Dio del cibo? La differenza di chi mangia ringraziando il Signore, benedicendolo e mettendoci il Ti Amo non è la stessa cosa chi non lo fa. Vivere nel dv (Gesù lo dice) è esteriormente nascosta e non è appariscente ma comporta una differente plasmazione del proprio interiore.

"..Sicché, se non trovo tutto, non si può dire che vive completamente nel mio Volere ed Io, guardandola, non trovo tutte le cose mie in essa, anzi le guardo sparse fuori dell’anima e non posso ricevere il suo ricambio d’amore per tutto ciò che mi appartiene. Non ho creato forse la creatura perché fosse un piccolo mondo e un piccolo dio?.." Gesù

Tutte queste operazioni spirituali ci rimetteranno nella dv che ci permette una vita ordinata, serena e divina.

".. Ciò che fece il primo uomo Adamo, fino all’ultimo che verrà, doveva essere tutto in comune tra di loro; sicché non doveva possedere solo la sua forza, ma la forza di tutti; tutti i beni dovevano essere in comune tra di loro. La mia Volontà più che elettricità doveva portare il vincolo tra loro e la comunicazione di tutto ciò che è buono e santo e anche se ogni uomo doveva fare il suo ufficio e occuparsi in azioni diverse, siccome tutti dovevano partire dal punto primo della mia Volontà, tutti dovevano convertirsi in luce e quindi uno doveva essere luce per l’altro. Perciò il mio dolore nel veder scompigliato questo cielo delle creature fu tanto grande, che è incomprensibile ad umana creatura! Tolta la mia Volontà, che avvince tutti e vincola tutto, vi entrò il disordine, lo scompiglio, la disunione, la debolezza, le tenebre..." Gesù

E' vero che in Paradiso i santi sono differenti e i gradi di gloria personali pure, ma lì i santi se li comunicano tra di loro. Purtroppo l'umana volontà (e lo vediamo tutti i santi giorni) ha introdotto la disunione, scompiglio e disordine. Non solo tra le varie civiltà diverse ma anche a livelli più stretti (tra connazionali, tra concittadini, dentro il nostro condominio, la nostra famiglia, la nostra comunità religiosa ecc...) e c'è tutta quanta la fatica di stemperare e di prendere coscienza che la disunione che è fomentata dal diavolo non è opera che dell'umana volontà. Questo non si riordina come tutti i santi hanno cercato di fare la dv ma imparandoci a vivere e ritessendo quest'operazione. Impariamo sempre di più a fare queste operazioni spirituali. La dv è atto primo ed origine e conservazione di tutte le creature, dalla più piccola alla più grossa. Se queste cose le interiorizziamo, se uno ascolta un'uccellino la prima cosa è dare un grazie e quel ricambio d'amore al Creatore. Non guardiamo la creatura che ci fa qualcosa di bello ma vedere con gli occhi della fede che è Dio che sta usando quella creatura per farci quella carezza.