Ciao a tutti
Ultimo capitolo per quanto riguarda il programma su Goya! Chiudiamo con la famiglia di Carlo IV...
Nel dipinto vediamo la figura del re bilanciata da quella dell'erede al trono e la luce nel quadro viene usata per unificare la scena mettendo in risalto le onorificenze e le vesti dipinte con uno straordinario tocco pittorico fluido e frammentato (specie il vestito della regina). La tecnica è quella dei pre- impressionisti (tocchi e macchie di colore).
Attenzione questa piccola parte non fa parte del programma ma è stata messa solo per far vedere chi era Manuel Godoy, l'uomo più potente ed odiato di Spagna in quel periodo
In questo ritratto ufficiale, Manuel è disegnato mentre legge la dichiarazione di resa del Portogallo e davanti a lui ci sono le bandiere sottratte al nemico. In mezzo alle gambe ha il bastone del comando e questa è stata vista come un'allusione maligna in quanto, essendo amante della regina (e perfino tollerato dal re), il bastone del comando veniva visto come anche qualcos'altro
Fine della parte non in programma
La Duchessa d'Alba
La Duchessa d'Alba era una delle donne più potenti (in quel periodo) della Spagna dopo la Regina. Goya conosce questa donna nel 1795 e nel 1796 trascorre con lei l'estate nella sua tenuta dopo che è venuto a mancare il marito. La Duchessa Bianca (qua sopra) è un'opera pubblica con la duchessa ritratta con un abito bianco alla moda francese e con solo un'altro colore: il rosso (rosso e bianco). La mano destra indica sulla sabba la firma di Goya.
Per disegnarla, Goya si è ispirato a due artisti del '700 famosi anche per aver disegnato delle donne all'aria aperta (Thomas Gainsborough e Joshua Reynolds).
Per quanto riguarda il ritratto de La Duchessa Nera (1797), si tratta di un ritratto privato con una dichiarazione di fantasia di Goya nei confronti della donna. Infatti la donna indossa (nella mano che indica a terra) un anello con il diamante con inciso il suo nome e l'altro anello (d'oro - fede nuziale) ha il nome di Goya. La mano della duchessa indica a terra dove c'è scritto il nome di Goya (il suo amore) ma il nome è scritto accanto al piede e quindi può essere cancellato in ogni momento. In questo quadro la duchessa indossa degli abiti di foggia spagnola...tipico delle ragazze o donne del popolo (Majas)
La duchessa morirà a 40 (1802) e nessuno ha mai saputo se di morte naturale o uccisa da qualche rivale
Maja Vestida e Maja Desnuda
Questi due quadri costituiscono un dittico (sono stati dipinti in coppia) e sono stati disegnati su commissione di Godoy il quale conservava i due quadri nella sua collezione privata assieme ad un'altro quadro di nudo. Il quadro di Goya aveva una particolarità: il quadro con la ragazza vestita era collocato davanti a quello alla ragazza nuda e con una molla, scopriva la ragazza nuda (la modella del quadro era Pepita Tudo, un'altra amante di Godoy tanto per cambiare).
Goya, con questo nudo, rivoluziona l'arte del nudo femminile in Spagna. I suoi predecessori: da Giorgione (La Venere allo Specchio) passando per Tiziano (Venere di Urbino) avevano sempre disegnato il nudo femminile usando sempre l'alibi della scena mitologica (il nudo femminile nell'arte era associato ad una divinità) e sopratutto la donna si copriva sempre il pube.
In Goya, la donna nuda non ha alibi mitologici e la modella non si copre il pube ma ha le mani dietro la testa proprio per far vedere tutto allo spettatore e per la prima volta, Goya disegna i peli pubici di una donna. Inoltre il letto sfatto su cui è adagiata la modella indica una chiara allusione erotica (mentre nell'Annunciazione di Maria, il letto fatto è sinonimo di verginità).
Per queste scene di nudo, Goya verrà interrogato dal Tribunale dell'Inquisizione
ATTENZIONE!!! LA PARTE DI SOTTO NON FA PARTE DEL PROGRAMMA!!!
Goya poi si dà alle acqueforti (da Wikipedia Acquaforte -- (in latino aqua fortis) anticamente designava l'acido nitrico, detto anche mordente. Oggi indica un tipo di stampa ed il modo per produrla.) usando questo mezzo per denunciare i mali della Spagna, i vizi e le follie degli uomini denunciando anche i mezzi dell'Inquisizione.
Con il "volo degli stregoni", Goya denuncia l'indifferenza degli uomini (alcune persone volanti con degli strani cappelli che ricordano quelli del clero, hanno preso un'uomo e gli stanno succhiando il sangue, mentre chi è rimasto a terra cerca di ignorare le grida d'aiuto del malcapitato e a destra sbuca un'asino simbolo dell'ignoranza)
Con la sua serie di acqueforti, Goya denuncia l'ignoranza e la situazione in generale in cui versava il suo paese dove i processi diventavano occasione di spettacolo e di umiliazione della vittima.
Una delle sue opere più famose (acqueforti) è "Il sonno della ragione genera mostri" in cui mentre l'uomo dorme, mostri di ogni tipo si liberano.....
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martedì 4 dicembre 2012
sabato 1 dicembre 2012
Goya Ritrattista
Ciao a tutti!
Oggi lezione su Goya su due quadri: Il primo è "La famiglia di don Luis di Borbone"
Don Luis di Borbone era il fratello del re di Spagna che, avendo sposato una donna più giovane di rango sociale inferiore era stato allontanato dalla corte. E nel 1783 a Goya viene commissionato il primo ritratto di gruppo. Questo ritratto è un ritratto democratico perchè Goya ha preso nobili e servitù e li ha dipinti assieme sullo stesso piano
Nel quadro, la figura centrale è la moglie di don Luis, messa al centro ed illuminata dalla luce della candela. La donna ci guarda con uno sguardo malinconico e pieno d'ansia. A sinistra abbiamo il marito che sta giocando a carte facendo il solitario. Le carte simboleggiano la fatalità e il gioco del solitario rappresenta l'isolamento dalla corte di Madrid.
Da sinistra verso destra. A sinistra troviamo l'autoritratto di Goya intento ad osservare la scena, poi dietro al pittore ci sono due domestiche e la bambina che ha uno sguardo vispo ed allegro mentre il bambino (veste azzurra) sembra essersi già immedesimato nel ruolo che gli competerà in futuro.
A destra della moglie troviamo la nutrice con il figlio più piccolo in braccio, poi notiamo il cicisbeo (l'amante ufficiale), il compositore Luigi Boccherini ed infine il segretario sorridente con una fascia in testa e l'ultimo ad essere rappresentato è il fattore. In questo quadro la luce è l'elemento principale. I colori sono giocati sul contrasto, rossi - ocra e verdi- azzurri.
"La famiglia reale di Carlo IV di Spagna" (1800 - 1801)
Il quadro (della famiglia reale di quell'epoca) si ispira a quello di Velazquez "Las Meninas" (1656)cioè le damigelle d'onore. Il punto in comune è la presenza in entrambi del pittore e degli specchi.
E Velazquez si ispira a Van Eyck (Maaseik, 1390 circa – Bruges, giugno 1441) per il gioco degli specchi (pittura fiamminga - lenticolare). Solo che mentre nel quadro Las Meninas di Velazquez il pittore è in primo piano, nel quadro di Goya, il pittore è in fondo alla scena.
La composizione è para- tattica: l'allineamento delle figure ricalca la figura a serpentina (S) di cui la regina Maria Luisa costituisce l'asse centrale. Goya sta guardando avanti -> dato che davanti c'è uno specchio che riflette le immagini della famiglia reale.
E' un ritratto ufficiale ma Goya ha messo in scena una commedia della regalità: i volti, teste e persone sono delle caricature grottesche che denunciano i vizi della famiglia reale (il re per esempio ha una testa piccolissima e un braccio grande). Sono in sostanza dei manichini che esprimono il vuoto morale della monarchia.
Goya non ha fatto nulla per evocare il rango nobile della famiglia (a quell'epoca si credeva che il re fosse tale per ordine divino). Non c'è il trono, non ci sono le insegne regali...) ma i reali ne furono soddisfatti. Il volto del re sembra un volto bovino o stupido.
La regina, sebbene avesse 48 anni ha ancora la freccia di cupido tra i capelli (cosa che erano solite a fare le giovani donne non ancora sposate) e tutti i personaggi sono uniti tranne il re e la regina che sono separati dal loro figlio che si trova in mezzo (e dalla cornice del quadro).
La regina aveva un'amante ufficiale (Manuel Godoi) l'onnipotente primo ministro che comandava di fatto la Spagna e adempiva ai doveri coniugali mentre il re era completamente dedicato alla caccia.
Infine nel ritratto, accanto al futuro erede (il principe Ferdinando - 16 anni) c'è una donna con il volto di profilo.
La donna è la futura moglie del principe che, quando fu ritratto il quadro, non era neanche fidanzata del principe ma l'etichetta di corte ordinava di dipingerla lo stesso.
Oggi lezione su Goya su due quadri: Il primo è "La famiglia di don Luis di Borbone"
Don Luis di Borbone era il fratello del re di Spagna che, avendo sposato una donna più giovane di rango sociale inferiore era stato allontanato dalla corte. E nel 1783 a Goya viene commissionato il primo ritratto di gruppo. Questo ritratto è un ritratto democratico perchè Goya ha preso nobili e servitù e li ha dipinti assieme sullo stesso piano
Nel quadro, la figura centrale è la moglie di don Luis, messa al centro ed illuminata dalla luce della candela. La donna ci guarda con uno sguardo malinconico e pieno d'ansia. A sinistra abbiamo il marito che sta giocando a carte facendo il solitario. Le carte simboleggiano la fatalità e il gioco del solitario rappresenta l'isolamento dalla corte di Madrid.
Da sinistra verso destra. A sinistra troviamo l'autoritratto di Goya intento ad osservare la scena, poi dietro al pittore ci sono due domestiche e la bambina che ha uno sguardo vispo ed allegro mentre il bambino (veste azzurra) sembra essersi già immedesimato nel ruolo che gli competerà in futuro.
A destra della moglie troviamo la nutrice con il figlio più piccolo in braccio, poi notiamo il cicisbeo (l'amante ufficiale), il compositore Luigi Boccherini ed infine il segretario sorridente con una fascia in testa e l'ultimo ad essere rappresentato è il fattore. In questo quadro la luce è l'elemento principale. I colori sono giocati sul contrasto, rossi - ocra e verdi- azzurri.
"La famiglia reale di Carlo IV di Spagna" (1800 - 1801)
Il quadro (della famiglia reale di quell'epoca) si ispira a quello di Velazquez "Las Meninas" (1656)cioè le damigelle d'onore. Il punto in comune è la presenza in entrambi del pittore e degli specchi.
E Velazquez si ispira a Van Eyck (Maaseik, 1390 circa – Bruges, giugno 1441) per il gioco degli specchi (pittura fiamminga - lenticolare). Solo che mentre nel quadro Las Meninas di Velazquez il pittore è in primo piano, nel quadro di Goya, il pittore è in fondo alla scena.
La composizione è para- tattica: l'allineamento delle figure ricalca la figura a serpentina (S) di cui la regina Maria Luisa costituisce l'asse centrale. Goya sta guardando avanti -> dato che davanti c'è uno specchio che riflette le immagini della famiglia reale.
E' un ritratto ufficiale ma Goya ha messo in scena una commedia della regalità: i volti, teste e persone sono delle caricature grottesche che denunciano i vizi della famiglia reale (il re per esempio ha una testa piccolissima e un braccio grande). Sono in sostanza dei manichini che esprimono il vuoto morale della monarchia.
Goya non ha fatto nulla per evocare il rango nobile della famiglia (a quell'epoca si credeva che il re fosse tale per ordine divino). Non c'è il trono, non ci sono le insegne regali...) ma i reali ne furono soddisfatti. Il volto del re sembra un volto bovino o stupido.
La regina, sebbene avesse 48 anni ha ancora la freccia di cupido tra i capelli (cosa che erano solite a fare le giovani donne non ancora sposate) e tutti i personaggi sono uniti tranne il re e la regina che sono separati dal loro figlio che si trova in mezzo (e dalla cornice del quadro).
La regina aveva un'amante ufficiale (Manuel Godoi) l'onnipotente primo ministro che comandava di fatto la Spagna e adempiva ai doveri coniugali mentre il re era completamente dedicato alla caccia.
Infine nel ritratto, accanto al futuro erede (il principe Ferdinando - 16 anni) c'è una donna con il volto di profilo.
La donna è la futura moglie del principe che, quando fu ritratto il quadro, non era neanche fidanzata del principe ma l'etichetta di corte ordinava di dipingerla lo stesso.
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martedì 27 novembre 2012
Francisco Goya
Francisco Goya ((Fuendetodos, 30 marzo 1746 – Bordeaux, 16 aprile 1828)
Goya nasce vicino a Saragoza e muore a Bordeaux (Francia) dove si era recato 4 anni prima per scappare dalle repressioni anti-democratiche del re Ferdinando settimo
Goya è stato un pittore che ha attraversato le grandi trasformazioni della storia. Dall'Ancien Régime alla Rivoluzione Francese, da Napoleone alla Restaurazione.
Goya fu un'artista multiforme, nel senso che non fu mai di un solo movimento artistico ma cambiò sempre nel corso della sua vita. E' uno dei padri della modernità, in lui l'anima razionale illuminista conviveva l'anima passionale romantica.
Goya compie un viaggio in Italia dal 1770 - 1771 e nel 1774 viene introdotto nella corte di Madrid da Francisco Bayeu di cui Goya aveva sposato la figlia Josefa Bayeu. Da quel momento per Goya inizia un percorso trionfale diventando pittore del re e pittore di corte e trasformandosi nel pittore più famoso in Spagna.
Tra i vari capolavori, Goya disegna "Il Parasole", scena galante colori brillanti e luminosi come un'artista Rococo ispirandosi a Gian Battista Tiepolo.
Goya rappresenta una giovane donna con vestiti francesi e un ragazzo con vestiti spagnoli, il ragazzo è un Cortejo (corteggiare in italiano) ed è un giovane dello stesso rango sociale della ragazza autorizzato ad accompagnare le giovani donne sposate (una specie di amante ufficiale se non ho capito male)
A causa del piombo (contenuto nella pittura di quel tempo),nel 1792 Goya si ammala di saturnismo(intossicazione da piombo). Dopo mesi di febbri, guarisce ma rimane completamente nella sordità più totale. Tale sordità lo isola a poco a poco dal mondo facendo emergere in lui il lato puù oscuro della sua anima dando così vita alle pitture nere (i suoi incubi, le sue allucinazioni...)
Nel 1814, Goya dipinge la Fucilazione riferendosi ad un'episodio avvenuto nel maggio 1808 quando in una Madrid occupata dalle truppe francesi (napoleoniche) una rivolta popolare fu sedata nel sangue.
Nel quadro a destra c'è il plotone d'esecuzione, dai colori scuri, come una macchina di morte dai volti anonimi. Puntano i fucili contro i patrioti spagnoli illuminati da una lampada. La lampada vorrebbe significare la Luce della Storia che illumina gli spagnoli e lascia nell'ombra i francesi (saranno ricordati i patrioti spagnoli e non i francesi)
Il quadro è di un realismo crudo per quell'epoca a causa del sangue disegnato e il patriota con le mani alzate con il vestito bianco ricorda molto Gesù
Le pitture nere (1820/1823 circa). Le Pitture Nere decoravano la quinta del sordo, che in spagnolo quinta significa casa (la casa del sordo cioè la casa di Goya). I 14 dipinti ad olio eseguiti per sè stesso come sfogo della sua anima. Goya ha rappresentato i suoi incubi ed allucinazioni ....il lato oscuro della sua anima.
La pittura madre di tutte è Saturno che divora i suoi figli (per paura di essere detronizzato) che rappresenta la follia disumana dell'uomo. Le Pitture nere rappresentano un disegno pre- impressionista per la violenza delle immagini).
Goya però, nel 1825 (poco prima di morire nel 1828), trasferitosi a Bordeaux, dipinge "La Lattaia di Bordeaux" e questo quadro fa sembrare che abbia superato il periodo delle pitture nere. Secondo alcuni in questo quadro ci sarebbe anche la mano di sua figlia (Rosalita Goya)
Goya nasce vicino a Saragoza e muore a Bordeaux (Francia) dove si era recato 4 anni prima per scappare dalle repressioni anti-democratiche del re Ferdinando settimo
Goya è stato un pittore che ha attraversato le grandi trasformazioni della storia. Dall'Ancien Régime alla Rivoluzione Francese, da Napoleone alla Restaurazione.
Goya fu un'artista multiforme, nel senso che non fu mai di un solo movimento artistico ma cambiò sempre nel corso della sua vita. E' uno dei padri della modernità, in lui l'anima razionale illuminista conviveva l'anima passionale romantica.
Goya compie un viaggio in Italia dal 1770 - 1771 e nel 1774 viene introdotto nella corte di Madrid da Francisco Bayeu di cui Goya aveva sposato la figlia Josefa Bayeu. Da quel momento per Goya inizia un percorso trionfale diventando pittore del re e pittore di corte e trasformandosi nel pittore più famoso in Spagna.
Tra i vari capolavori, Goya disegna "Il Parasole", scena galante colori brillanti e luminosi come un'artista Rococo ispirandosi a Gian Battista Tiepolo.
Goya rappresenta una giovane donna con vestiti francesi e un ragazzo con vestiti spagnoli, il ragazzo è un Cortejo (corteggiare in italiano) ed è un giovane dello stesso rango sociale della ragazza autorizzato ad accompagnare le giovani donne sposate (una specie di amante ufficiale se non ho capito male)
A causa del piombo (contenuto nella pittura di quel tempo),nel 1792 Goya si ammala di saturnismo(intossicazione da piombo). Dopo mesi di febbri, guarisce ma rimane completamente nella sordità più totale. Tale sordità lo isola a poco a poco dal mondo facendo emergere in lui il lato puù oscuro della sua anima dando così vita alle pitture nere (i suoi incubi, le sue allucinazioni...)
Nel 1814, Goya dipinge la Fucilazione riferendosi ad un'episodio avvenuto nel maggio 1808 quando in una Madrid occupata dalle truppe francesi (napoleoniche) una rivolta popolare fu sedata nel sangue.
Nel quadro a destra c'è il plotone d'esecuzione, dai colori scuri, come una macchina di morte dai volti anonimi. Puntano i fucili contro i patrioti spagnoli illuminati da una lampada. La lampada vorrebbe significare la Luce della Storia che illumina gli spagnoli e lascia nell'ombra i francesi (saranno ricordati i patrioti spagnoli e non i francesi)
Il quadro è di un realismo crudo per quell'epoca a causa del sangue disegnato e il patriota con le mani alzate con il vestito bianco ricorda molto Gesù
Le pitture nere (1820/1823 circa). Le Pitture Nere decoravano la quinta del sordo, che in spagnolo quinta significa casa (la casa del sordo cioè la casa di Goya). I 14 dipinti ad olio eseguiti per sè stesso come sfogo della sua anima. Goya ha rappresentato i suoi incubi ed allucinazioni ....il lato oscuro della sua anima.
La pittura madre di tutte è Saturno che divora i suoi figli (per paura di essere detronizzato) che rappresenta la follia disumana dell'uomo. Le Pitture nere rappresentano un disegno pre- impressionista per la violenza delle immagini).
Goya però, nel 1825 (poco prima di morire nel 1828), trasferitosi a Bordeaux, dipinge "La Lattaia di Bordeaux" e questo quadro fa sembrare che abbia superato il periodo delle pitture nere. Secondo alcuni in questo quadro ci sarebbe anche la mano di sua figlia (Rosalita Goya)
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