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lunedì 5 maggio 2014

Diploma

Ciao!

Torno ad aggiornare un pò questo blog. Volevo dirvi che finalmente ho ritirato il mio diploma dopo aver superato l'esame di corso serale di disegno...

Devo ammettere, sono soddisfazioni.




Ora che ho finalmente finito un'impegno che mi portava via del tempo, riprenderò a frequentare le lezioni di storia dell'arte. Ma non in modo continuo. Non voglio sentirlo come un'obbligo.

lunedì 8 luglio 2013

Avviso di servizio: risultati finali

Ciao a tutti!

Risultati finale del corso serale di disegno: sono uscito con 78/100.........evviva!! di conseguenza sono stato promosso e per me si è concluso finalmente un ciclo iniziato anni e anni fa quando cercai un corso per disegnare meglio. Doveva essere una cosa semplice invece si è di colpo trasformata in una cosa molto e molto più complessa...



Adesso posso finalmente rilassarmi e ricaricarmi per l'autunno quando riprenderanno le lezioni di storia dell'arte (fuori dalla scuola)...in attesa di ciò, vi auguro buona estate!!!

mercoledì 5 giugno 2013

Giorgio de Chirico

Ciao a tutti!

Oggi parliamo di Giorgio de Chirico (1888 - 1978) e della Metafisica. La Metafisica nasce dalle riflessioni di De Chirico nel 1910/'11 e come gruppo nasce nel 1917 dall'incontro a Ferrara con Carlo Carrà. Il termine deriva dal greco e vuol dire oltre la fisica (oltre a ciò che noi percepiamo). Il movimento di De Chirico fu, per sua stessa ammissione, un anti-avanguardia perchè aveva continui richiami alla classicità mentre il futurismo divenne un'avanguardia perchè guardava al futuro.

ATTENZIONE! IL QUADRO SOTTO NON E' PRESENTE NEL PROGRAMMA (ma aiuta ad introdurre la lezione)



La pittura di Giorgio de Chirico o la pittura metafisica è la pittura dell'enigma, del dubbio, del mistero, dello spaesamento, del sogno e dell'allucinazione. In latino si legge (in basso a sinistra sulla cornice) che cosa amerò se non ciò che un'enigma.

Canto d'amore (1944)



Giorgio de Chirico dipinge degli oggetti apparentemente in modo incongruo e casuale. Una palla verde, un guanto di plastica, una testa di Apollo belvedere e un muretto con dietro una locomotiva (a sinistra dalla nuvola). La scena si svolge in una piazza porticata chiusa da un muretto di mattoni. I soggetti del quadro però simboleggiano certi aspetti della vita di De Chirico: la locomotiva in ricordo del lavoro di suo padre (ingegnere ferroviere che costruì in Grecia la prima ferrovia), il guanto usato dalle ostetriche al momento del parto e la testa classica in ricordo delle sue origini greche dal momento che nacque in Grecia.

Le opere di De Chirico generano in noi una sensazione di spaesamento perchè non riusciamo a comprendere il significato logico della scena vedendo oggetti messi in luoghi estranei al loro uso (come ad esempio dei mobili all'aria aperta come nella foto qua sotto che non è nel programma)



Le muse ignoranti (1918, il quadro a destra)



Questo quadro rappresenta una piazza formata da assi di legno con sullo sfondo il castello estense di Ferrara e con accanto una fabbrica con due ciminiere (anche se nella realtà non ci sono), Giorgio De Chirico realizza uno spazio incongruo dove ci sono più punti di fuga prospettica. Le due statue assomigliano a due manichini e sostituiscono l'uomo (assente anche in altri quadri) in uno spazio da incubo. Infatti i quadri di De Chirico sono abituati non dall'uomo ma da statue, manichini o ombre: l'uomo non esiste. Inoltre i suoi quadri sono tutti statici e la Metafisica è la pittura del silenzio.

venerdì 24 maggio 2013

Questo sono io

Ciao a tutti!

"Questo sono io" (2013)



La fine del mio ultimo anno scolastico sta arrivando e dopo un'anno passato a disegnare quadri altrui (scoprendo le difficoltà del disegnare secondo le tecniche impressioniste e via dicendo)mi sono detto: stavolta disegno qualcos'altro. In realtà è tutto partito dal fatto che uscendo tardi dal lavoro non avevo voglia di correre come un pazzo per procurarmi l'ennesima fotografia di un dipinto e, preso il foglio bianco sono andato a scuola. Lì sono rimasto parecchio titubante sul cosa fare e sopratutto pensavo di passare il tempo tracciando delle linee di colori alla babbo...Poi però le cose sono cambiate. Mi sono deciso a rimettermi in gioco e a darmi da fare e, ispirandomi agli astrattisti (anche grazie agli esempi fatti vedere dal prof di arte) ho deciso di disegnare come mi sentivo dentro.

Dentro di me, in quel momento c'erano sentimenti come la gioia, speranza e la tranquillità ma anche la bellezza del colore e di conseguenza ho deciso di disegnare questa esplosione di colore e di contrasti. Non è stato facile perchè sentivo che dentro di me c'era qualcosa che mi tratteneva e so che non sono riuscito a mettere tutto me stesso su quel foglio ma ho un pò esitato come se avessi paura di sbagliare.

Però sono orgoglioso perchè mi sembra di iniziare a camminare con le mie gambe dopo tutto il tempo che vado al serale. Ora capisco che quando un pittore dipingeva certi quadri, doveva essere più libero del giudizio altrui / paura di sbagliare rispetto ad altri

giovedì 23 maggio 2013

Giacomo Balla

Giacomo Balla (1871 - 1958)

Fu un artista futurista che studiò il movimento delle figure disegnando una scomposizione del soggetto attimo per attimo mediante la ripetizione della stessa figura più volte. Un quadro, che non è presente nel nostro programma di studio, è "ragazza che corre sul balcone". Si tratta di sua figlia Luce (e poi c'era anche sua sorella Elica).



La figura nel dipinto viene ripetuta più volte e la figura della figlia e della ringhiera si compenetrano a vicenda. Il colore viene distribuito mediante quadratini cromatici o tasselli di colore, tecnica che ricorda il Divisionismo.

Il pittore prende spunto dalle fotografie di Muybridge e di Marey i quali lo hanno ispirato.

Un'opera di Balla che invece c'è nel programma è Lampada ad Arco, dove la luce elettrica (il futuro, l'opera umana, il nuovo) vince quella della luna (che ricorda il romantico e quindi il passato)



L'altra opera di Balla è "dinamismo di un cane al guinzaglio" dove il quadro ha un taglio fotografico e rappresenta una donna che tiene al guinzaglio un cane ed entrambi i soggetti sono rappresentati nel momento di muoversi



Tale tecnica (di disegnare più gambe per rappresentare il movimento) è stata però già usata in passato....dai disegni primitivi (vedi grotte di Altamira, dove un bisonte ha più zampe per indicarne il movimento e tanto per dire che nel mondo dell'arte è un continuo ripetersi).




I QUADRI QUA SOTTO ------- (DI BALLA)----------------------------------- NON SONO NEL PROGRAMMA

"Le mani del violinista"



"Il volo di una rondine" (ripetuta nello spazio)



Infine, nel 1912/1913, Marcel Duchamp (dadaista) ebbe anche lui una fase cubo-futurista con "nudo che scende le scale" ripetuto più volte fondendo e compenetrandosi a vicenda



Infine anche in Russia, il futurismo ha avuto i suoi seguaci. Tra cui Natalja Goncharova. In Russia, il movimento dei futuristi si chiamò Raggismo.

"Il ciclista"

mercoledì 22 maggio 2013

Umberto Boccioni (seconda ed ultima parte)

Ciao a tutti!

Seconda ed ultima parte su Umberto Boccioni.



Umberto Boccioni (UB) dipinge un trittico (tre quadri) intitolato "gli stati d'animo" nel 1911 dopo un viaggio a Parigi dove UB conosce le opere cubiste di Picasso, di Georges Braque e sopratutto di Robert Delaunay che inventa il cubismo orfico (da Orfeo, quello di Euridice) il quale dipinge una serie di quadri dedicati alla torre Eiffel nei quali offre una visione dinamica e molto colorata a differenza del cubismo statico di Picasso.



Il soggetto del quadro di UB degli stati d'animo sono i diversi stati d'animo al momento del congedo. Il quadro centrale (il primo postato) è ambientato nella stazione di Milano e rappresenta una locomotiva (vedi numero di serie). Questa idea di scrivere il numero si ispira al cubismo di Picasso che scrive numeri e lettere per dare concretezza all'immagine. Il quadro di Boccioni mostra una locomotiva che squarcia lo spazio, genera linee ondulate che determinano il movimento. Le figure che si salutano (verdi) rese mediante una compenetrazione dinamica si fondono l'una con l'altra e sullo sfondo possiamo vedere un traliccio (o più) che rappresentano la modernità. D'altra parte i disegni del treno e della stazione erano già stati realizzati da Turner (Pioggia, Vapore e Velocità) e da Monet (stazione di saint-lazare).

Quelli che vanno



A sinistra del trittico, questa scena è ambientata sul treno mentre le case scorrono dal finestrino e le teste dei passeggeri sono scomposte secondo la sintassi cubista. La stesura del colore è fatta da pennellate dinamiche, frammentate che sono traiettorie dinamiche di movimento. L'ultimo quadro del trittico è " quelli che restano"



Le figure sono tristi, il quadro è dominato da toni freddi (verdi ed azzurri) in modo da comunicare malinconia. Il movimento delle persone sembra lento, faticoso e pesante imprigionato nelle pennellate verticali come delle sbarre di colore che imprigionano le figure. Le figure del quadro si muovono comepentrando con il volume delle case.

ATTENZIONE! QUESTA PARTE QUA SOTTO NON E' NEL PROGRAMMA!!!!!

Ritratto della madre di Umberto Boccioni (a confronto con quella di Picasso)



I volumi della testa di sua madre (quella a sinistra e più colorata) sembrano espandersi nello spazio e si fondono con le case mentre il disegno di Picasso è però più statico.

Elasticità



Figura del cavallo, cavaliere e l'ambiente con i soliti tralicci, compenetrazione ottenuta attraverso il movimento

RIPRENDE LA PARTE NEL PROGRAMMA

Dinamismo di un calciatore



In questo quadro, Umberto Boccioni sfiora l'astrazione. La figura del calciatore è scomposta in piani plastici e aerodinamici e l'immagine è ripetuta più volte diventando più lontana dell'immagine realistica.


Boccioni Scultore

Forme uniche della continuità dello spazio



Forme uniche della continuità dello spazio, è un'uomo che cammina a grande velocità e che fende lo spazio il cui corpo si trasforma sotto l'azione del movimento e si scompone in piani aerodinamici attraverso i quali il corpo si apre allo spazio. UB si ispira nella resa del movimento ala Nike un capolavoro originale della scultura ellenistica. UB si ispira alle opere di Medardo Rosso che riconosce come suo predecessore il quale ha lavorato sopratutto la cera per le sue sculture e i contorni delle sue opere sembrano perdersi fondendosi con l'ambiente circostante.

Bambino alle cucine economiche



ATTENZIONE! -------------------------------- NON NEL PROGRAMMA

Sviluppo di una bottiglia nello spazio



La bottiglia (opera a destra) si espande nello spazio dinamicamente mentre a sinistra c'è la faccia di sua madre con in testa una casa per via della compenetrazione dinamica futurista (la casa entra nella testa della madre - il tram entra nelle case e le case si gettano sul tram)

Alla prossima...con Giacomo Balla!

giovedì 16 maggio 2013

Umberto Boccioni

Umberto Boccioni (1882 - 1916)

Nasce a Reggio Calabria ma frequenta lo studio di Giacomo Balla a Roma (nel 1907) e si trasferisce a Milano dove entra in contatto con Filippo Tommaso Marinetti ed aderisce con entusiasmo al futurismo.

Rissa in Galleria (1910)



Questo quadro è il primo capolavoro (o uno dei primi) dipinto con un forte stile Divisionista. La scena rappresenta la vita notturna nella galleria Vittorio Emanuele di Milano. La rissa è dovuta al fatto che molto spesso gli spettacoli futuristi si concludevano con delle risse perchè gli artisti agitavano il pubblico provocandolo (anche negli '30 del XX secolo a Genova ci fu una rissa provocata dai futuristi).

Nel quadro tutto è in movimento, le figure sono traiettorie dinamiche (linee di forza) attratte e respinte da forze centrifughe e centripete (le figure o si allontanano o si avvicinano alla rissa).

Luce, Colore e Movimento

La luce dei lampioni e della vetrina come elogio dell'elettricità come farà Balla nel suo quadro Lampada ad Arco (qua sotto)



La luce artificiale che oscura la luce della Luna. La Luna, in questo caso, diventa il simbolo del romantico, del passato e dato che per i futuristi il motto è "uccidiamo il passato" allora qua diventa "uccidiamo il chiaro di luna".

La Città che Sale (Boccioni, 1910 - 1911)



La città che si trasforma, che rinnova, che progredisce = la città del futuro. Il soggetto è lo sviluppo urbano e il mondo del lavoro "un'inno al nostro tempo industriale".

Il quadro rappresenta un gruppo di operai al lavoro in un cantiere edile con i cavalli che sono la forza lavoro ma che hanno anche un significato allegorico, cioè la velocità, la forza energica. Anche in questo caso le figure degli operai e dei cavalli si compenetrano a vicenda.

L'autore usa la tecnica divisionista in modo dinamico (la frammentazione del colore) riprendendo i temi cari al futurismo (colore, luce e movimento). Il merito di Boccioni sta nel fatto di aver introdotto nella pittura italiana nuovi soggetti. Le periferie, l'industria, il cantiere e le case in costruzione. Il quadro La città che sale rinnova la pittura italiana. L'autore non imita più il reale ma rappresenta uno stato d'animo mediante la luce, il colore e il movimento. Questa pittura diventa un'opera di svolta.

Il pittore muore giovanissimo nel 1916 quando si arruola volontario per la guerra e muore cadendo da cavallo durante una licenza.

sabato 11 maggio 2013

Edvard Munch

Seconda ed ultima parte della lezione su Munch

Pubertà



Questo quadro è la rappresentazione sofferta del passaggio dalla pubertà all'adolescenza. Il corpo viene rappresentato fragile, indifeso con il volto, gli occhi impauriti e persi nel vuoto. le braccia e le mani fanno un gesto di protezione per proteggersi dal mondo. Munch ha rappresentato (assieme ad altri espressionisti) un corpo femminile privo del suo fascino e della seduzione. Questa nuova visione nasce dalla visione della sofferenza di Munch. Sul muro (a destra) notiamo l'ombra (maligna e minacciosa)del futuro tragico che incombe sul destino della ragazza che diventerà un tema ricorrente nelle opere di Munch. Il quadro di Munch venne poi ripreso da Kirchner per il suo quadro intitolato Marcella. Ps: avete notato il sangue mestruale che esce dal corpo della ragazza?

Il quadro avrà delle linee di contorno marcate, spigolose che incide la carne con violenza. Questo genere di contorni diventeranno un segno tipico degli espressionisti tedeschi.



Vampiro



Uno dei quadri che esprime il rapporto conflittuale e drammatico tra uomo e donna (secondo Munch). L'ossessione di Munch per la donna (creatura demoniaca, angelo del male e sirena e carnefice) assorbe la linfa vitale dell'uomo. "amore e sesso hanno lo stesso potere della morte" dice il pittore. L'ombra, in questo caso, avvolge entrambe le figure perchè il destino è maligno per tutti e due.





Come al solito Munch esegue più volte lo stesso disegno, l'ultima con lui stesso avvolto dai capelli rossi della vampira che è l'amante Tulla Larsen.

Separazione



Questo quadro ha come soggetto il rapporto tra uomo e donna. La donna angelica con i capelli biondi si allontana dall'uomo che soffre per il suo distacco. La mano dell'uomo posata sul cuore indica la sofferenza così come il sangue nella mano e il fiore rosso in primo piano che è il fiore della sofferenza causata dalla donna. I lunghi capelli biondi della donna (che nel quadro sembrano ancora legarsi all'uomo) sono il ricordo della donna che avvolge l'uomo e questo ricordo causerà nell'uomo altro dolore.

Il colore del quadro sta sbiadendo perchè lasciato per mesi esposto alle intemperie ma è un'effetto voluto.

La morte di Marat



Questo quadro è un pretesto che rappresenta la fine della relazione tra Munch e Tulla. La donna è in piedi ed è diventata una giustiziere implacabile di Munch il quale è disposto come Cristo in croce. Munch si dipinge come martire e vittima e il lenzuolo macchiato di sangue diventa una sua rappresentazione del sudario di Cristo. Sullo sfondo, come sempre, compare l'Ombra. Munch (in questo quadro) usa delle pennellate frammentate e non delle campiture di colore.

ATTENZIONE!!! IL SEGUENTE QUADRO NON E' NEL PROGRAMMA!!!!!!

Madonna





Nella prima la Madonna ha l'aureola rossa ed è una Maria incinta con il piccolo feto (nel secondo quadro) con gli spermatozoi come cornice

FINE QUADRO NON NEL PROGRAMMA

Autoritratto all'Inferno (ATTENZIONE, IL QUADRO DI LUI CHE FUMA NON E' NEL PROGRAMMA)



Munch ha ricevuto una severissima educazione religiosa che gli creato un senso di colpa che lo ha tormentato per tutta la vita. In questo quadro il pittore si è già condannato all'inferno, divorato dalle fiamme (rosse) e con l'ombra maligna (nera). Da notare che la testa è già immersa nelle fiamme.

ATTENZIONE!!! I DUE QUADRI QUA SOTTO NON SONO NEL PROGRAMMA



Munch in questo quadro si auto-ritrae quando è ormai anziano e prossimo alla morte (da notare la croce gialla ai suoi piedi). Il tempo scorre (il pendolo a sinistra). Il quadro a destra è un quadro dove il soggetto è suo padre morto da tempo (ed infatti è nell'ombra) e la luce della finestra proietta una croce per terra.

mercoledì 1 maggio 2013

Prospettiva - Disegniamo un edificio rettangolare

Ciao a tutti!

In attesa della ripresa delle lezioni e della nuova sessione di test pre-esame, posto qualche appunto di architettura caso mai a qualcuno servisse un piccolo suggerimento. Come disegnare, in prospettiva, un'edificio rettangolare?

Questo passaggio all'ultimo test mi aveva mandato in crisi e non sapevo bene come rispondere. Di conseguenza ho chiesto al prof. e mi è stato risposto (se uno segue la tecnica del 10-3-5-3) di aggiungere un tot. di moduli a seconda di quanto l'edificio era lungo.



Ricordo che la tecnica dei moduli non è la tecnica più precisa ma va bene lo stesso. Qui avevo un'edificio con base rettangolare e non ho fatto altro che javascript:;aggiungere un modulo in più. Capito?

giovedì 25 aprile 2013

Rilassiamoci un pò...

Stavolta, causa viaggio ad Amsterdam del prof. di storia dell'arte niente post sugli autori...Ma solo qualche immagine di un futuro quadro fatto da me per rilassarci un pò.



venerdì 19 aprile 2013

Formatura in gesso

Ciao a tutti!

Oggi posto gli appunti di Formatura in gesso. In sostanza come prendere il calco di una scultura di creta e creare il negativo. Per prima cosa si prende un recipiente e ci si mette l'acqua dentro ma stando attenti che l'acqua non sia molta. Primo accorgimento: l'acqua calda o fredda influisce sulla velocità di solidificazione del gesso (il caldo aumenta la velocità di solidificazione). Poi si prende una polvere rossa (ossido e terra) per la colorazione per la camicia d'allerta. Inoltre si prende anche della polvere di gesso bianco.







E si mescolano assieme i due componenti. Il gesso viene aggiunto fino a quando l'acqua lo riesce ad assorbire senza problemi, quando poi l'acqua è satura di gesso, si smette. Aggiungendoci gesso, ovviamente, l'acqua cresce di livello di conseguenza è meglio non mettere troppa acqua.



Una volta creata la camicia d'allerta, si ha un tempo di gemito (il tempo in cui il gesso si solidifica) abbastanza ristretto di conseguenza è meglio mettersi subito al lavoro e non lasciare avanzare il processo di solidificazione. Si va dalla scultura di creta e la si inizia a ricoprire usando le mani perchè grazie alle mani si riesce a distribuire meglio il composto.



Attenzione! Se si hanno parti della statua (in creta) sollevate è necessario fare in modo che nello stampo in negativo non vengano sollevate (anche perchè poi è difficile rompere lo stampo e si rischia di non riuscire a farci entrare il gesso perchè l'aria potrebbe rimanere ed impedire la saldatura). Di conseguenza occorre riempire il vuoto come nella figura qua sotto.





A questo punto si inizia a preparare il composto di gesso che ricoprirà la nostra creazione in creta e, dopo aver messo il gesso in acqua fino alla saturazione di quest'ultima, si mette il gesso sopra la camicia d'allerta.







A questo punto si aspetta che il gesso sia solidificato (ma stando attenti perchè il gesso non deve essere troppo secco di conseguenza bisognerà bagnarlo ogni tanto)



Una volta a posto, si toglierà la creta che formava l'opera originaria e poi, con il calco preso (in negativo) si creerà uno stampo in gesso. Dopo si romperà con cautela il gesso che fungeva come stampo. Grazie alla camicia d'allerta, sapremo quando il nostro scalpello giungerà a toccare l'opera e questo ci aiuterà a fermarci in tempo e a procedere con più cautela.




per il momento è tutto