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sabato 11 febbraio 2023

Importanza delle croci e delle avversità della vita

Lezione di Gesù sull'amore che la Divina Volontà dona ai suoi figli non solo attraverso tutte le cose create, ma anche attraverso gli "incidenti", le avversità, le croci e le mortificazioni della vita, che sono indispensabili per raggiungere il porto del Paradiso. Libro di Cielo, Volume 28, 29 Agosto 1930, 14 Giugno 2022

29 Agosto 1930 Come le cose create sono pregne della Divina Volontà. Le croci formano la via che conduce al Cielo .

Brano distinto in due parti abbastanza ben determinate e differenti l'una dall'altra.

Nella prima parte Gesù riprende il teme del darsi della dv alla creatura in tanti modo distinti per quante cose la Dv ha creato. Noi dobbiamo pregare il Signore che ci dia la grazia, come già sappiamo, di riconoscere il fatto in sè e in generale e percepire per quanto possibile inondati di amore divino - tutto ciò che Dio ha fatto è amore allo stato puro. Anche le croci sono atti d'amore un pò più difficili da comprendere - segnati dal fatto che in questa terra è presente la brutta dimensione del peccato. Il peccato è la causa delle croci, dobbiamo quindi accettarle, accoglierle e al tempo stesso offrirle con amore è rimedio al peccato. Gesù ci ha fatto capire che prendere le croci con pazienza ed amore ed offrirle a Dio per distruggere il peccato. Gesù ha lasciato che si rovesciasse su di Lui tutta la marea infinita e il mare di male provocato dal peccato originale e dal primo all'ultimo peccato che si farà ed offendolo ed in cambio ci ha restituito la Redenzione. Nella Creazione, questo amore divino assume dei tratti più belli che piano piano dobbiamo imparare - con l'aiuto di Dio - ad accogliere e riconoscere e con queste operazioni spirituali la vita dv entra in noi.

"..Voleva darsi in ogni istante senza interruzione per darsi a sorsi, a sorsi, per formare la sua vita e stendere il suo regno in ciascun'anima, perciò tu vedi che non c'è cosa dove il mio Fiat non vuol darsi e si può dire che ogni cosa creata forma il suo trono d'amore, dove fa scendere la sua misericordia, le sue grazie e via per comunicare la sua vita divina..." Gesù

Comunicare la vita divina attraverso l'amore sparso da Dio in tutte le cose create che sono distinti particolari effusioni o manifestazioni dell'unico amore divino.

"..Sicché ogni cosa creata è una chiamata che fa alla creatura per ricevere il dono che la mia Divina Volontà vuol farle, ogni cosa creata è un nuovo amore che vuole imboccarle ed un atto verso e dentro la creatura..." Gesù

E ogni volta che Gesù fa queste esortazioni termina sempre con le dolenti note dove si vede la mancanza e l'ingratitudine da parte delle creature.

"..Ma ahimè, quante ingratitudini da parte di esse! La mia Divina Volontà le abbraccia, se le stringe al suo seno con le sue braccia di luce ed esse sfuggono dalla sua luce senza restituirle l'abbraccio e senza guardare chi è che l'ama tanto..." Gesù

Il mese di Giugno (nel quale cade la meditazione) è il mese del Sacro Cuore e dell'Eucarestia (Corpus Domini) che sono due misteri intricati l'uno all'altro e che sono la manifestazione somma dell'amore divino e soprattutto nell'Eucarestia le ingratitudini ed indifferenze sono difficilmente numerabili e quindi voglia il Signore darci la grazia di essere generosi nell'accogliere questi doni (e qua dipende da noi), valorizzare all'Eucarestia vuol dire partecipare alla Santa Messa, fare bene quante più comunioni possibili, trascorrere quanto più si può in adorazione, ecc... fermo restando le possibilità reali di ciascuna persona e che problemi ha. Magari 5 minuti di una persona che non ha tempo (perchè ha figli ed è sposato) possono essere un'atto eroico che valgono le 2 ore di chi invece ha più tempo a disposizione.

Nella seconda parte Gesù scende da lezioni elevate e ricolloca la Divina Volontà negli incidenti (li chiama così Luisa) nelle croci, abbandoni e mortificazioni delle creature. Gli abbandono delle creature, si può verificare a vari livelli - dalle cose più gravi, un coniuge abbandonato dall'altro coniuge, orribili figli, di figli che sono abbandonati dai genitori o ad un livello meno grave gli abbandoni delle persone care alle quali teniamo e vogliamo bene; gli amici per esempio o le persone con cui abbiamo condiviso un tratto della nostra esistenza. Per i sacerdoti l'abbandono delle anime con cui hanno avuto a che fare e che hanno cercato di prendersi cura. Spesso si crea - quando c'è un sacerdote degno di questo nome - un rapporto di paternità spirituale, è chiaro ed evidente che noi poveri preti di sbagli ed errori ne possiamo commettere a go go (dice il don) solo che delle volte si tratta di errori e sbagli non di cose perpetrate in mala fede e vale in tutti i rapporti interpersonali. Dovremmo essere tutti - lo dice anche Gesù nel Vangelo - provare a diventare buoni e comprensivi nei confronti del prossimo dandogli la buona fede, si possono commettere degli errori oggettivi - quanti giudizi nei confronti del prossimo - chi di noi è così perfetto da non commettere mai errori? Il don dice che chi è genitore sa che si commettono più errori con i primi figli - generalmente - con quelli che vengono dopo. Che c'è una cosa che nessuno ti può insegnare e che è l'esperienza e che vale anche per i ministri di Dio. Un giovane prete non ha neanche idea di cosa si troverà impreparato e potrà essere mal recepito ecc... e poi succede che nessuno nasce santo, dal momento che noi esseri umani, abbiamo reazioni scomposte quando si verificano problemi, ci sono abbandoni ecc.. bisogna auspicare che almeno a livello interiore queste cose siano sanate. Gli abbandoni delle creature fa tanto male.

Poi ci sono gli imprevisti, le situazioni avverse e le mortificazioni e spesso le subiamo con la buona fede di chi ci mortifica e altre volte veniamo mortificati volontariamente e qua esempi si possono fare dai matrimoni difficili ecc.. e poi ci stanno le croci. Che possono essere di vario tipo (lutti, malattie, le sofferenze spirituali, fa più male una croce interna che esterna...)

"Figlia mia, le croci, gli incidenti, le mortificazioni, gli atti, gli abbandoni delle creature, tutto ciò che si può soffrire per amor mio, non sono altro che pietrucce che segnano la via che conduce al Cielo...." Gesù

Due situazioni specularmente opposte, alcune pensano che vivere nella dv sia una sorta di bypass e tutto quello che abbiamo imparato in 2000 anni di storia (della Chiesa ndr) compreso anche l'ascetica - passare per la porta stretta, chi vuol venire dietro di me rinneghi sè stesso, prenda la propria croce ogni giornie mi segua,..) sembra che si debba mettere nel dimenticatoio ma non è vero. Il don pensa che se le persone imparassero a contare fino a 10 prima di formulare giudizi, le persone - il giudizio su un'opera così complessa - il don che ha già fatto una 3° rilettura non è che se gli ricorda tutti quanti e se si va a sentire una meditazione precedente di un'anno fa, il don è sicuro che non si ricorderebbe quasi nulla perchè la nostra mente è limitata. Ti ricordi tutto ciò che dicono tutti i brani del 36° volumi? Ci può essere un giudizio complessivo ma se tu inizi a formulare giudizi e critiche ti può capitare che uno ti faccia vedere una cosa diversa rispetto a quello che stai formulando, è semplicemente che tu quel passo non te lo ricordavo. Chi può citarti a memoria un brano qualsiasi?

Qua Gesù parla dell'importanza di soffrire le croci in unione con la divina volontà perchè abbracciare una croce nella dv, non soltanto che si deve fare ma è sommamente più fruttuosa e meritoria si una croce affrontata con la nostra volontà umana alla quale si piega e si dispone a soffrire quella cosa che di per sè non è una cosa gradevole.

"..Sicché al punto della morte, la creatura vedrà che tutto ciò che ha sofferto, le è servito per formarsi la strada, che ha segnato con modi incancellabili e con pietre irremovibili la diritta via che porta alla Patria Celeste..." Gesù

Non si entra in Paradiso senza croci. E' chiaro che nostra natura rifugge le croci ma è proprio della Sapienza ritornare sulle cose che ci hanno fatto soffrire e ripercorrerle in tutto e comprendere che ciò sono state pietre che ci hanno formato la via che ci porta in Paradiso.

"..E se la creatura ha sofferto tutto ciò che la mia provvidenza ha disposto di far soffrire per compiere la mia Divina Volontà, per ricevere non la pena ma un atto della sua vita Divina, formerà tanti Soli per quanti atti ha fatto e per quante pene ha sofferto, in modo che si vedrà la sua strada a destra ed a sinistra segnata da Soli, che prendendola ed investendola con la loro luce la condurranno nelle celeste regioni..." Gesù

Abbracciare una croce - Gesù ci sta dicendo significa ricevere non la pena ma un atto della sua vita Divina, per cui non è soltanto la croce che ti rassegni, ma nella dv formerà tanti soli. I soli più splendenti e grandi continuano ad essere dipendenti dalle croci e sofferenze che abbiamo abbracciato per amore di Dio nella divina volontà. E la stessa cosa vale per le mortificazioni volontarie, che cosa sarà un gesto di mortificazione - digiuno, penitenza, ecc..- offerta nella dv? Unendo quell'atto alla dv? Domanda retorica: se un'atto viene fatto nella dv diventa divino, ha un valore eterno, infinito ed immenso e un'atto di mortificazione che peso avrà?

"..Perciò i tanti incidenti della vita sono necessari, perché servono per formare la strada e tracciare la via del Cielo; se non si formano le strade riesce difficile andare da un paese all'altro, molto più riesce difficile giungere all'Eterna gloria." Gesù

Ecco perchè il Signore non ci risparmia le croci. Se non fosse accaduto il peccato originale non sarebbe sorta la Croce, non avremmo conosciuto la sofferenza e la sofferenza non sarebbe stata necessaria. Ma avendo conosciuto noi il peccato, la sofferenza assunta, accettata ed offerta con amore è il rimedio al peccato. E quindi il Signore non ce le toglie le croci, sarebbe la fine per noi, noi non potremmo stare nella condizione di natura decaduta senza croci, non ci andremmo mai in Paradiso. Dobbiamo entrarci con fede soprannaturale.

"..Perciò i tanti incidenti della vita sono necessari, perché servono per formare la strada e tracciare la via del Cielo; se non si formano le strade riesce difficile andare da un paese all'altro, molto più riesce difficile giungere all'Eterna gloria." Gesù

Speriamo che il Signore abbia contribuito a chiarire tanti possibili equivoci e dubbi.

mercoledì 11 maggio 2022

Pene e croci nel Fiat

Lezione di Gesù sull'immenso valore delle pene e delle croci, ancora più grande per chi vive nel Fiat. Ancora sull'importanza della diffusione delle verità sul Divin Volere. Libro di Cielo, Volume 24, 18 Agosto 1928, Mercoledì 27 Ottobre 2021

18 Agosto 1928 Le pene nel Fiat sono stille e si giungono a rapirle. Esempio. Come le verità sulla Divina Volontà sono vite Divine e stanno tutte in aspettativa per fare il loro ufficio

Dopo questo brano speriamo di essere più forti nell'affrontare le tribolazioni. Nel primo contesto Gesù spiega cosa hanno fatto Lui e la Madonna delle pene che hanno vissuto, Gesù raccontando quello che hanno vissuto ci offre degli spunti e delle possibilità di considerazioni sull'importanza delle sofferenze.

"..Sebbene per me e per la Celeste Signora, la Patria fosse già nostra, eravamo più che felici, perché chi possiede il Fiat Divino non è soggetto ad alcuna infelicità, tutto era nostro. Ma siccome le nostre opere e pene nel nostro Voler Divino servivano all'acquisto del regno per l’umana famiglia ed ogni pena in più raddoppiava i diritti su essi per un sì grande acquisto, l'amore per loro e per vederli felici, ci sentivamo gloriosi, vittoriosi, che la giornata della nostra vita quaggiù, fosse zeppa di pene e di opere per causa loro..." Gesù

La croce o la sofferenza è un'occasione di acquisto di beni immensi, Gesù e la Madonna dovevano acquistare beni immensi per gli altri. Siccome noi non siamo fusi come lo erano Gesù e Maria fino al punto di dire che eravamo più che felici, chi possiede il fiat divino non è soggetto ad alcuna infelicità. Le spie che ci fanno capire se viviamo nel dv; una nei giorni scorsi era l'ordine, dove c'è l'ordine c'è la divina volontà - e possiamo anche dire che l'insogezzione all'infelicità alcuna e lo si prova nei tempi della tribolazione. Non pensiamo che durante la Passione e le pene terribili della vita che la Madonna e Gesù abbiamo perduto la felicità - le sofferenze che hanno vissuto erano predisposte dalla dv e quindi patendole la facevano la dv in maniera perfettissima. Quando noi stiamo facendo la dv è impossibile che l'infelicità ci raggiunga. Attenzione! -- dimentichiamoci che felicità coincida con piacere, era un filosofo pagano (Epicuro) a proporre quello che si chiama l'idea felicità di edonismo. Cosa significa essere felici secondo questo filosofo? Godere di tutti i piaceri possibili ed inimmaginabili fuggendo ogni pena e dolore possibile ed inimmaginabile. Attenzione, noi dobbiamo sempre ricordare che possiamo avere delle idee distorte dentro di noi senza rendercene conto: io potrei essere un'edonista, se io sto sempre alla ricerca dei piaceri, fuggo i sacrifici e sono convinto interiormente che sarò felice se saranno finiti tutti i dolori e potrò prendermi tutti i piaceri. La felicità non è la pienezza dei piaceri, ma è quella contentezza profonda e gioia interiore, niente anogoscia, agitazione, di disperazione, di depressione ed è proporzionale a come e quanto il mio essere (pensieri, parole, opere, ecc...la mia vita) sta in accordo con la dv. Ci sono tassi d'accordo differenti: chi raggiunge la pienezza? Primo step: la santità ordinaria, e poi la felicità delle felicità. Esempio, sono delle spinte per far capire: oggi è mercoledì giorno in cui cade la meditazione, nei tempi antichissimi della Chiesa sono sempre stati giorni di digiuno e penitenza, oggi (mercoledì) nessuno è obbligato a fare digiuno però è cosa buona farlo? E' cosa gradita a Dio? Domanda retorica. Teniamo sempre presente che nella Divina Volontà e nella santità ci sono delle gradazioni: se io non pecco e sto nell'ambito del lecito ho già un grado felicità e lo percepisco perchè non sto fuori dalla dv però come spiega Gesù nelle parabole dei talenti e in altri luoghi del Vangelo ci sono gradi diversi 30/60/100. Se faccio il digiuno avendo la ragionevolezza che questo sia un'atto gradito al Signore, alla Madonna, in questi tempi così difficili è un gesto ascetico significativo ecc.. e se lo faccio aumenta il mio tasso di consonanza con la dv, perchè faccio una cosa gradita a Dio. Poi ci sono digiuni e digiuni. C'è il digiuno canonico ci viene chiesto di fare il Mercoledì Santo e il Venerdì santo. In alcuni monasteri si ritardava il momento del pasto e aspettavano il tramonto per cenare. Poi c'è il digiuno a pane ed acqua al posto degli altri alimenti. E' una cosa impegnativa. Poi c'è un digiuno ancora più severo che richiede condizioni di salute più severo ed è solo ad acqua. Dal primo all'ultimo c'è una gradazione, l'ultimo richiede un grande sacrificio. Se Dio vuole da una persona il sacrificio del digiuno e lo lascia libero di scegliere cose offrire. Se uno sceglie e compie quello più estremo mi arrivano più grazie. Anche nelle pene Gesù e la Madonna, la Passione di Gesù nella 19°ora Gesù dice al Padre che non aveva più posto nel corpo per farsi aprire piaghe. Quanto è stata perfetta la Passione di Gesù? Comprendiamo come loro due stavano al top? Sono andati al top e quindi hanno fatto questo per amore nostro.

Ordinariamente la nostra natura umana la fugge. E' normale agire così perchè di per sè per il principio di conservazione la natura fugge - se Dio mi chiedesse un digiuno assoluto e in cambio mi desse una grazia tanto grande che io non me la sogno neanche la notte, allora lì la cosa cambia.

"..Noi ci trovavamo nella condizione di una persona a cui viene offerto il bene d'un lavoro faticoso sì, ma il cui guadagno è tanto grande che metterebbe la propria vita per avere occasione d'avere altri simili lavori, perché innanzi ai grandi acquisti le pene si sospirano, si agognano e si giunge perfino a rapirle. Se per il lavoro di una giornata si potesse guadagnare un regno, rendere sé e tutta la sua patria felice, chi non farebbe il lavoro d'un giorno?.." Gesù

Uno può dire: mi prendo la botta e poi mi prendo la grazia. Ogni volta che mi arriva una pena, dietro quella croce ci sono tante grazie, Gesù fa un discorso in linea a ciò che hanno vissuto i Santi. Qualcuno accusa i Santi di praticare il dolorismo o il masochismo. Ma Dio non vuole queste cose. Nessuno vuole soffrire e Gesù non godeva nell'atto del soffrire in sè ma guardava a cosa stava ottenendo, al guadagno delle pene, Lui le vedeva in quanto Dio e noi le vediamo nella fede. Santa Teresa d'Avila diceva che soffrire o morire, non ci voleva stare senza croci. La vita nella dv, è una vita meravigliosa, se Dio ti concede di fare un sacco di opere buone e ti concede croci.

"..Ma siccome le nostre opere e pene nel nostro Voler Divino servivano all'acquisto del regno per l’umana famiglia ed ogni pena in più raddoppiava i diritti su essi per un sì grande acquisto, l'amore per loro e per vederli felici, ci sentivamo gloriosi, vittoriosi, che la giornata della nostra vita quaggiù, fosse zeppa di pene e di opere per causa loro..." Gesù

La vita di un figlio della dv è meravigliosa, perchè il Signore te la riempe di offerte - quelle che il Signore ci mette davanti e quello che gli offre e di opere buone. Oggi pochi pregano e meno ancora pregano bene e molto e hai voglia a moltiplicare le opere buone. Nella misura in cui la dv ti illumina tu sarai ben felice perchè tanto è grande che mi aspetto che ogni pena mi è diletto (Santa Gemma Galgani). Di solito questo discorso si applica al Paradiso, qua soffro però Nostro Signore mi ricompenserà con gradi di gloria maggiori. Le croci danno anche delle grazie più grande che viviamo qua e delle felicità più grandi perchè ci conformano a Gesù - la dv non vuole la croce di per sè stessa, nel regno del peccato la croce è il rimedio per antonomasia. Si vince il regno del peccato con la Croce e non ci sono altri sistemi. Certo, la nostra natura trema però soprannaturalmente ne gode. La Sapienza divina la croce l'abbraccia, nella misura in cui le fuggiamo siamo pieni di Sapienza Umana. Ma fuggendo la persona si priva di tante grazie che solo un giorno (quando sarà troppo tardi) se ne renderà conto.

domenica 1 agosto 2021

L'agonia e le pene inenarrabili della Divina Volontà

Drammatiche confidenze di Gesù circa le pene "inenarrabili" e inconcepibili ad umana natura sofferte dalla Divina Volontà. Essa agonizza incessantemente per il fatto di trovarsi irreversibilmente legata alle creature che incessantemente la respingono a loro rovina. E proprio coloro che più dovrebbero conoscerla e amarla, oltre a farla agonizzare, la mettono in stato di totale letargo, spolverizzandone ogni possibilità di azione. I modi con cui la Divina Volontà cerca di scuoterci dalla nostra ingratitudine e torpore. Libro di cielo volume 20, 19 Novembre 1926, 16 Dicembre 2020

19 Novembre 1926 Come la Volontà Divina sta agonizzante in mezzo alle creature e vuole uscire da questo stato

Considerazioni a tratti drammatiche di Gesù. Ci parla delle pene della sua volontà divina, cosa che a noi può sembrare strana: come può soffrire?

Il mio sempre amabile Gesù, tirandomi nella sua adorabile Volontà, mi ha fatto vedere e sentire le condizioni dolorose in cui Lo mette l’ingratitudine delle creature e, sospirando di dolore, mi ha detto: “Figlia mia, le pene della mia Volontà Divina, sono inenarrabili ed inconcepibili all’umana natura....." Gesù

Non esiste essere umano che possa farsi una rappresentazione adeguata delle pene che soffre la dv.

"...E’ tanto dolorosa quest’agonia della mia Volontà, che la mia Umanità, che la volle soffrire nell’orto del Getsemani giunse a chiedere aiuto agli stessi miei Apostoli e neppure l’ottenni e fu tanto lo spasimo, che sudai vivo sangue e, sentendomi soccombere sotto il peso enorme d’una agonia così lunga e tremenda della mia Volontà Divina, invocai il mio Padre Celeste che mi aiutasse dicendogli: Padre se è possibile passi da me questo calice. Per tutte le altre pene della mia Passione per quanto atroci, non dissi mai: “se è possibile passi questa pena, anzi sulla croce gridai ‘sitio’, ho sete di pene. Invece in questa pena dell’agonia della Volontà Suprema sentii tutto il peso d’una agonia sì lunga, tutto lo strazio d’una Volontà Divina che agonizza, che spasima nelle umane generazioni..." Gesù

Gesù non ha paura della sofferenza per la nostra salvezza, però queste pene non si possono sopportare. Il motivo, non ce lo possiamo rappresentare adeguatamente, la dv è presente dovunque e dappertutto. Pensiamo alla vita di una persona che pecca all'impazzata, non fa altro che fare male su male; non è che Dio che sta dall'altra parte dell'Universo e guarda lo spettacolo sui binocoli. Non è così, la dv è dentro la vita, l'anima, ogni cellula ecc... che vive in questo modo e vi sta dentro con quella capacità divina di vedere l'orrore che tutto il male di quella persona produce, di quanti danni farà, ecc... e non ci può fare nulla (secondo il nostro modo di pensare, fermo restano l'Onnipptenza divina) ma dal momento che Dio non forza la Volontà umana o la alletta o l'attrae o usa i metodi severi tipo...

"...Sicché la mia Volontà, stanca d’una agonia di secoli, vuole perciò uscire e preparare due modi: il modo trionfante che sono le sue conoscenze, i suoi prodigi e tutto il bene che porterà il regno del Fiat Supremo ed il modo di giustizia per chi non la vuole conoscere trionfante, quindi spetta alle creature scegliere il modo come la vogliono ricevere” Gesù

Dà anche una lettura a tutte quante le vicissitudini umane:

"...La mia Volontà si dibatte nella creatura sotto l’incubo d’una agonia sì straziante ed i suoi dibattiti sono i rimorsi di coscienza, le disillusioni, i rovesci, le croci, la stanchezza della vita e tutto ciò che può dare molestia alle povere creature, perché è giusto che, avendo loro una Volontà Divina in croce e sempre sotto il rantolo dell’agonia, Essa coi suoi dibattiti li richiama, non può fare diversamente perché non ha dominio e spera che entrando in loro stessi, nel vedere l’infelicità che porta loro la cattiva volontà, possano dare un po’ di respiro e di tregua alla sua spasimante agonia..." Gesù

"...Ora il Fiat Supremo vuole uscire, è stanco ed a qualunque costo vuole uscire da quest’agonia così prolungata e se tu senti i flagelli, le città crollate, le distruzioni, non sono altro che i forti dibattiti della sua agonia, perché non potendone più, vuol far sentire all’umana famiglia, il suo stato doloroso..." Gesù

Gli scritti di Luisa hanno una traduzione che causa una lieve difficoltà, dibattito noi pensiamo ad un dibattito politico o verbale. Il dibattimento è quando si dibatte. Ma qua non è una parola traducibile in italiano, la volontà che si dibatte in questa sofferenza di vedere la creatura camminare lontana da lei verso il suicidio assoluto. Impedendole di svolgere la sua vita in loro e quindi impendedole di dare la luce e altro.

"...Essa coi suoi dibattiti li richiama, non può fare diversamente perché non ha dominio e spera che entrando in loro stessi, nel vedere l’infelicità che porta loro la cattiva volontà, possano dare un po’ di respiro e di tregua alla sua spasimante agonia.." Gesù

Secondo il don, se una persona iniziasse a farsi le domande profonde (perchè sono infelice, da dove viene la mia infelicità, quello che tutti cercano e quasi nessuno trova)...non si può eludere la domanda delle domande e vivere in uno stato semi vegetativo non prendendo in mano la vita, le scelte di vita e gli orizzonti di vita. Non c'è nessuno che possa farlo al posto di un'altro. Non ci stanno direttori spirituali, vescovi, Papi, leader politici ecc... le grandi risposte alle grandi domande noi dobbiamo trovarle dentro il nostro cuore perchè quando poi arrivano le grandi prove della vita, se le risposte non le hai trovate, tu soccombi. Gesù spiega anche che gli esseri umani quando vedono le croci ecc... si abbattono, si intrisiscono e si lamentano: mi è successa questa disgrazia, mi è successa questa cosa, ecc...e adesso come facciamo? Gesù dà una luce: la Dv si dibatte nella creatura e cerca di portare la creatura a pensare: falla finita, smettila di campare in questo modo. Sei tu la causa della tua infelicità, ti vai a costruire l'inferno con le tue stesse mani giorno per giorno. Sei tu a farlo, non sono altri. La vuoi smettere? A volte lo fa con le buone, altre volte con altri mezzi: rimorsi di coscienza, (il don parla da sacerdote): guardi padre, io non vengo a Messa alla domenica ma prego; perchè mi sta dicendo questo? Perchè il don è un prete e quindi è un rappresentante di Dio e siccome la coscienza gli rimorde perchè loro sanno che devono andare a Messa ed è un comandamento e vedono il don e tacinano la coscienza giustificandosi dal sacerdote. Certo è un rappresentante di Dio ma è sempre un povero uomo, quel rimorso di coscienza se lo devono vedere di fronte all'Altissimo. La persona non deve giustificarsi davanti al sacerdote, al termine della vita dovremo rendere conto a Dio e non al prete di cosa avremo fatto, mettiti davanti a Dio e chiediti: perchè non vai a Messa alla domenica? Mettiti nei panni di Nostro Signore e chiediti: se sentissi quello che dici, cosa ti direbbe? Va bene amico mio, c'erano delle grandissimi motivazioni fa niente? Che ti deve dire il parroco? La coscienza continuerà a rimordere? E' la voce della dv che ti sta richiamando e noi non dobbiamo tacitarla ma ascoltarla e farla.

Le grandi disillusioni: pensavo che quello fosse mio amico, pensavo che il datore di lavoro mi avrebbe fatto il contratto a tempi identerminato ecc... o le cose più gravi: sembrava una bravissima persona, mi sono sposato con essa ma poi si è rivelata una persona che mi ha deluso ecc... le disillusioni della vita. La Sacra Scrittura dice con il profeta Geremia (17)

"...5 «Maledetto l'uomo che confida nell'uomo, che pone nella carne il suo sostegno e dal Signore si allontana il suo cuore. 6 Egli sarà come un tamerisco nella steppa, quando viene il bene non lo vede; dimorerà in luoghi aridi nel deserto, in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere. 7 Benedetto l'uomo che confida nel Signore e il Signore è sua fiducia....."

Non è che Dio ti sta lanciando le maledizioni, ma ti sta dicendo che se tu poni nella carne il tuo sostegno, ma di chi ti vai a fidare? Gli altri esseri umani sono fragili, bisognosi e piccoli come te... non è che sono cattivi, sono deboli e fragili come te, anche loro hanno bisogno di essere aiutati. Sarà una vita brutta, piena di guai, non perchè il Signore ti maledice, perchè sicuramente le creature ti deluderanno e perfino un Santo o una Santa hanno i loro momenti di fragilità perchè non sono il PadreEterno.

I rovesci: i momenti dolorosi, rovesci di fortuna, il don ha conosciuto gente che era benestante e che adesso non arriva alla fine del mese, è la dv che ti sta parlando dice Gesù.

Le Croci: la malattie X,Y, Z è la dv che ti sta parlando e ti sta dicendo: aprimi le porte del cuore

La Stanchezza della vita: Quando uno dice che non ce la fa più, la vita è brutta ma se apri il cuore a Dio e a alla sua Volontà vedrai come diventa bella. Anche se da un punto di vista apparente che hai o che succedono, ma la vita non è bella a seconda delle cose che hai. Gesù Cristo, la Madonna e san Giuseppe non avevano nulla, Gesù è nato dentro una stalla...quando Gesù, Giuseppe e Maria sono andati profughi in Egitto, cosa avevano? Certo che poi san Giuseppe si è messo a lavorare, ma non è che arrivi in terra straniera e il giorno dopo inizi a fare il falegname. Ma erano felici o no?

"...e tutto ciò che può dare molestia alle povere creature..": Tutto quello che noi fuggiamo, i fastidi ed inconvenienti sono tutte parole di Dio con cui ci parla continuamente al nostro cuore: figlio mio lascia, falla finita, non continuare a fare le cose di testa tua perchè ti troverai sempre peggio. Non cambia nulla alla dv se stiamo con Lei o no, cambia a noi.

La dv vuole svolgere la sua vita in noi per il nostro bene e poi Gesù dice:

"..Che disordine, figlia mia, nella società, perché non regna la mia Volontà! Le loro anime sono come un’abitazione senza ordine, dove tutto è sotto sopra, la puzza è tanto orribile, più che cadavere putrefatto e la mia Volontà, con la sua immensità che non le dà la possibilità di ritirarsi neppure da un palpito di creatura, agonizza in mezzo a tanti mali..." Gesù

Queste cose sono state scritte nel 1926....da allora le cose sono peggiorate. La fede non si sa più dove stia di casa e stiamo correndo verso il baratro. Siamo mai entrati in una casa fetida che puzza? Il don ha avuto questa esperienza più di una volta. Una volta creata una creatura è abitata dalla dv che le consente di muoversi, vivere ed esistere, se la dv si ritirasse da me o te cadremmo nel nulla da dove siamo venuti.

"..E questo avviene nell’ordine generale di tutti, nell’ordine particolare succede ancora di più: nei religiosi, nei cleri, in chi si dice cattolico, la mia Volontà non solo agonizza, ma è tenuta in stato di letargo come se non avesse vita. Oh com’è più dura! Perché nell’agonia almeno mi dibatto, ho uno sfogo, faccio sentire che esisto in loro, sebbene agonizzante, ma nello stato di letargo c’è la totale immobilità, lo stato di morte continuo e perciò si vedono solo le apparenze, le vesti di vita religiosa, perché siccome hanno la mia Volontà in letargo e, il loro interno sta assopito, come se la luce, il bene non fosse per loro e se fanno qualcosa all’esterno, è vuoto di vita Divina e si risolve in fumo di vana gloria, di stima propria e di piacere alle altre creature ed io ed il mio Supremo Volere usciamo dal loro operato. Figlia mia, che affronto!.." Gesù

In coloro che dovrebbe fulgere, splendere ed essere percepibile e moltiplicare le opere sante e che chiunque le incontra resti stupito...un prete dovrebbe essere ancora più santo ecc..ma dove si vedono queste cose? Qualcosa c'è in giro ma non è la maggioranza purtroppo. Qua è peggio dei pagani. E ce l'ha con noi Gesù e io mi devo chiedere: la faccio dormire la dv? Se la faccio dormire o agonizzare allora Nostro Signore farà due cose: - è vero che quando una persona respinge la dv fino alla fine c'è la Dannazione ma il Signore fino alla fine non si rassegna -

Ci sono due modi: "... il modo trionfante che sono le sue conoscenze, i suoi prodigi e tutto il bene che porterà il regno del Fiat Supremo..." Gesù o il modo di giustizia (tutte le cose che abbiamo visto: flagelli, città crollate, distruzioni, ecc... nel grande o le avversità nel piccolo). Croci, disillusioni, contrarietà, stanchezze, rimorsi di coscienza, ecc...

Se il modo buono fallisce e il modo cattivo pure che cosa ci resta? Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato (modo bello), vi abbiamo intonato un lamento e non avete pianto (modo severo). Che altro dovevo fare? Cosa avrebbe dovuto fare il Signore che non ha fatto? Speriamo che non facciamo agonizzare e vivere la dv in letargo. Facciamola operare in noi per portare in noi ed intorno a noi tutti i prodigi di cui è capace.

venerdì 12 febbraio 2021

Divina Volontà penante e Divina Volontà felicitante

L'amabilità è uno dei segni più sicuri che si sta vivendo nella Divina Volontà. Per vivere in essa occorre il sacrificio integrale della propria volontà umana, anche nelle cose sante. Ciò è difficile, ma lo diventa assai meno se si comprende il bene immenso e le inenarrabili felicità che porta il vivere nel Divin Volere. La Divina Volontà penante prepara l'anima ad accogliere i gaudi infiniti della Divina Volontà felicitante. Libro di cielo volume 17, 20 e 25 Giugno 1925, 10 Giugno 2020

20 Giugno 1925 L’anima che fa vivere la Volontà di Dio in essa, mette in moto le gioie e le beatitudine divine, nelle quali restano rapiti i beati

Brevi spunti di meditazione. In questo brano, Gesù mostra le operazioni che la dv produce sia in generale

"...Ora, essendo questa Volontà quella stessa che hanno le Tre Divine Persone, succede che sentono in loro il respiro dell’anima, il suo palpito, il suo moto. E siccome la nostra Volontà, ogni qualvolta che decide di fare un atto, fa uscire da Noi nuove gioie, nuove beatitudini, nuove felicità, tutte cose che armonizzano tra le Divine Persone e formano mari immensi di nuove felicità, che involgono tutti i beati..." Gesù

E provoca un'aumento delle letizie e delizie sia nell'anima che vive nella dv e negli abitanti del cielo e poi quest'operatività fa mettere in campo nuove bellezze, quelle che plasmano l'anima rendendola divina in particolare quelle che rendono amabile l'anima.

"..Ora, l’anima che fa vivere la nostra Volontà in essa, giunge a tanto che, come la fa operare, ci dà occasione di farci mettere in moto le nostre beatitudini, le armonie e le infinite gioie del nostro amore; ci fa mettere fuori nuove nostre bellezze. La nostra Volontà operante nella creatura ci è tanto gradita, tenera, amabile, ci fa delle nuove sorprese, mette in moto le cose nostre per darci il ricambio della nostra gloria, del nostro amore, delle felicità nostre e tutto ciò per mezzo della creatura che in sé ha dato il posto per far vivere la nostra Volontà; come non amare questo parto del nostro Volere?.." Gesù

Nella meditazione precedente Gesù parlava di creare dei facsimili di Luisa e anche al termine del secondo scritto c'è una frase simile "..ma è necessario far la prima anima, per avere le seconde.” Gesù; ma è necessario fare attenzione che queste copie non siano taroccate. Un segno - lo dicono anche i santi e i maestri spirito - un segno certo che l'anima si stia muovendo bene nella dv è il riscontrare una grande amabilità, e anche qua bisogna essere sinceri con sè stessi. Se noi abbiamo dei modi brutti che ci rendono antipatici o odiosi al prossimo (e qua bisogna pregarci sopra e dobbiamo saper soffrire non poco caso mai scoprissimo di avere dei difetti) ma se tali siamo la cosa migliore da fare è prenderne atto ed iniziare poi ad implorare la dv che si fonda in noi e che questa cosa che ci renda odiosi sia bandita dalla nostra anima. Basta pensare lo stile di Gesù e di Maria, loro non si sarebbero mai a certi stili oggi ahimè così diffusi anche nella Chiesa.

25 Giugno 1925 Come le croci aprono le porte a nuove manifestazioni, a lezioni più segrete, ai doni più grandi. Per vivere nella Divina Volontà, l’anima deve fare il sacrificio totale di tutto, ma tutto sta nel comprenderla, conoscerla ed amarla

Gesù arriva da Luisa e l'avvolge tutta:

"...mi pareva che stesse tutto attento a coprirmi e a nascondermi sotto di Lui, affinché nulla più comparisse di me. Oh! come mi sentivo felice nascosta e coperta tutta da Gesù! Ed io non vedevo altro che Gesù, tutto mi era scomparso. Le gioie, la felicità della sua amabile presenza, come d’incanto erano tutte ritornate a rivivere nel mio povero cuore; il dolore era da me allontanato, né mi ricordavo più della sua privazione che mi era costata pene mortali. Oh! come è facile dimenticare tutto stando con Gesù! Ora, dopo che mi ha tenuto per qualche tempo tutta coperta e nascosta in Lui, tanto che io credevo che non mi lasciasse più, ho sentito che chiamava gli angeli, i santi, che venissero a vedere ciò che Gesù faceva con me ed il modo in cui mi teneva coperta sotto la sua adorabile persona. Onde dopo mi ha partecipato le sue pene ed io Gli ho permesso di fare tutto e sebbene mi sentissi come stritolare da quelle pene, mi sentivo felice e provavo le gioie che contiene il Voler Divino quando l’anima si abbandona in Esso, anche soffrendo...." Gesù

E anche qua dobbiamo fare un piccolo esame di coscienza nostro: io ho sperimentato nella mia vita - nella sofferenza - se mi abbandono alla volontà di Dio sento la gioia? Qui è sì o no, non possiamo raccontarci sciocchezze. E Gesù introduce due termini nuovi: Volontà (divina) penante e felicitante e anche qua sapienza relativamente antica: Per avere grandi grazie bisogna passare per grandi dolori. Perchè noi siamo disposti ad accogliere le verità della divina volontà, deve crearsi in noi il vuoto causato dai dolori che il Signore ci manda. Di ogni genere (fisici, morali, affettivi, spirituali, psichici, ecc...)

"...“Figlia mia, la mia Volontà vuole sempre più darsi a te e per darsi di più, vuole farsi più comprendere e per rendere più stabile, più sicuro, più apprezzabile ciò che ti manifesta, ti dà nuove pene per disporti maggiormente e preparare in te il vuoto dove deve deporre le sue verità. Vuole il nobile corteggio del dolore per essere sicura dell’anima e potersi fidare di lei, è sempre il dolore, sono le croci che aprono le porte a nuove manifestazioni, a lezioni più segrete, ai doni più grandi che voglio deporre in te, perché se l’anima resiste alla mia Volontà penante, dolente, si renderà capace di ricevere la mia Volontà felicitante ed acquisterà l’udito per capire le nuove lezioni della mia Volontà; il dolore le farà acquistare il linguaggio celeste, in modo da saper ridire le nuove lezioni imparate.” Gesù

Grande sapienza riconoscere il valore immenso che le sofferenze hanno e che tutti i mortali fuggono come la peste bubbonica ma i discepoli di Gesù e ancora di più i discepoli della dv le abbracciano con amore (le sofferenze e con gioia e non soltanto con rassegnazione).

"...perché se l’anima resiste alla mia Volontà penante, dolente, si renderà capace di ricevere la mia Volontà felicitante ed acquisterà l’udito per capire le nuove lezioni della mia Volontà;.." Gesù

Se l'anima sopporta le pene che gli dà la divina volontà che la mette alla prova e se invece si ribella non riceverà nessuna grazia o dono dalla volontà felicitante.

Io nel sentir ciò gli ho detto: “Mio Gesù e mia vita, mi sembra che ci voglia completo sacrificio per fare la tua Volontà e vivere in Essa, a primo aspetto sembra nulla, ma poi, in pratica, sembra difficile; quel non avere neppure nelle cose sante, nello stesso bene, neppure un po’ di volontà propria, all’umana natura sembra troppo dolente, quindi, mai potranno le anime giungere a vivere nel tuo Volere con il totale sacrificio di tutto?” Luisa rivolge una domanda che fanno in molti

Vivere nella divina volontà veramente significa non metterci niente del mio neanche nelle cose sante, facile a dirsi, però se iniziamo a fare esempi concreti non la finiamo più. Nella cosa santa di fare la comunione, quanto c'è di mia volontà umana e ciascuno deve imparare bene a smascherare i capolini dell'umana volontà anche nelle cose più sante e Gesù fa una piccola correzione, non nega che sia una cosa grossa ma..

E Gesù ha soggiunto: “Figlia mia, il tutto sta nel capire il gran bene che deriva col fare la mia Volontà, quale è questa Volontà che vuole questo sacrificio e come questa Volontà Suprema non si adatta ad essere intramezzata e a convivere con una volontà bassa, piccola e finita. Essa vuole rendere eterni, infiniti e divini gli atti dell’anima che vuol vivere nella mia Volontà e come può far ciò se lei vuol mettere il fiato della volontà umana, fosse anche cosa santa come tu dici? Ma è pur sempre una volontà finita e allora non sarebbe più una realtà il vivere nella mia Volontà, ma un modo di dire....."

Gesù dice che non basta chiamare la dv nel fare un'azione per renderla eterna, immensa ed infinita. Non è sufficente, il don insiste molto su questo perchè ha avuto modo di sentire da alcune anime che sono convintissime di vivere nella dv solo perchè fanno qualche atto attuale ma poi nel corso della giornata - oggettivamente - altro che rinuncia alla propria volontà propria. E che succede quando c'è la volontà umana?

Lo dice Gesù: "....Ma è pur sempre una volontà finita e allora non sarebbe più una realtà il vivere nella mia Volontà, ma un modo di dire..."

Quindi questa vita richiede e questo è una meta che quotidianamente dobbiamo porci ogni volta che possiamo sacrificare una cosa che mi desidero, appena c'è qualche ostacolo fa subito il passo indietro e guarda il bene immenso della dv.

"... il difficile starà nel comprendere il vivere nel mio Volere, non nel sacrificarsi, perché quando avranno capito il gran bene che loro viene, perché da poveri saranno ricchi, da schiavi di vili passioni saranno liberi e dominanti, da servi padroni, da infelici felici e anche nelle pene di questa povera vita e tutti i beni che ci sono nel mio Volere, il sacrificio totale di tutto, per loro sarà un onore, sarà desiderato, voluto e sospirato..." Gesù

Le persone non si rendono conto del gran bene che ne deriva. Che significa essere liberato dalla passione dell'ira? Non sentire più nemmeno il fomite delle passioni e diventare bambini in quanto a malizia. Se non avviene vuol dire che ancora non ci stai nella dv. Da servi a padroni pur rimanendo umili e non facendo i gradassi. Felici anche nelle pene anche di questa povera vita. Pensiamo alle croci più grandi. Gesù parla di sacrificio tutto, ovvio che sia interiore e non è detto che sia esteriore. Sei disposto a rinunciare ai diritti che hai suoi figli qualora la volontà di Dio chiedesse di fare suore o preti? Una madre accetterebbe di vedere suo figlio/figlia soffrire e di vederlo morire prematuramente (esempio)? La Madonna non si è mai rifiutata e non si è mai tirata indietro - esempi estremi per far capire - . Se tu hai paura del sacrificio, comprensibilissimo, però ancora non ti rendi conto del bene immenso del vivere nel dv. Se Dio avesse disposto nella sua volontà intenzionale o permissiva che tu passi attraverso questa prova terribile, da questo ne verranno fiumi di grazie e di benedizioni. Questa è la forza che ha animato i martiri. Vivere nella dv ci vuole il sacrificio di tutto anche delle cose sante. Però se ti spaventa questa cosa e ti blocca, il problema non è la difficoltà del sacrificio ma è che non hai compreso bene cosa porti. Altrimenti sarai tu a chiedee il sacrificio.

Amabailità e la volontà penante - sacrificio di tutte le cose sante - che è la condizione necessaria per ricevere grazie immense e la volontà felicitante. Non fermiamoci al venerdì santo ma guardiamo alla domenica altrimenti proveremo solo orrore.

venerdì 4 dicembre 2020

Fare nostri i dolori e le pene di Gesù

Gesù spiega come la Divina Volontà fece a Lui soffrire,in tutta la sua vita terrena, ogni sorta di pene e dolori per la salvezza dell'uomo, la riparazione dei peccati e il reintegro della gloria del Padre. Chi vive nella Divina Volontà deve essere pronto e disposto a condividere queste pene e dolori di Gesù (insieme, ovviamente, alle immense felicità e gaudi). Libro di cielo volume 16, 13 Marzo 1924, 18 Aprile 2020

13 Marzo 1924 La natura del vero amore. La Volontà Divina è luce purissima che contiene tutto e che inondando l’anima le porta ogni pena

Gesù, in questa meditazione, ci porta in un grande mistero. L'oggetto primario della meditazione di oggi sono le sofferenze che la divina volontà stessa porta nell'anima; il che ci ricorda questo doppio binario che la vita nella dv produce in noi: gioie e contenti inenarrabili, divini ecc... ma al tempo stesso (come sappiamo il pacchetto non si può prendere distinto), dolori inimmaginabili, profondissimi, immensi ecc... è stata questa la vita di Gesù e di Maria e sappiamo che la mole di questi dolori nel cuore di chi l'accoglie dipendono dal peccato dell'uomo. E' il peccato dell'uomo e la situazione devastante di chi lo commette e anche fuori di chi lo commette, tutto il male che vediamo in noi ed intorno a noi ha questa unica causa. Non dimentichiamolo mai.

Mi sentivo morire per la privazione del mio dolce Gesù. Onde dopo molto stentare si è mosso nel mio interno e mi ha partecipato le sue pene, ma tanto che mi sentivo soffocare, sentivo il rantolo dell’agonia, eppure io stessa non so dire chi era la causa delle mie pene, mi sentivo solo in una luce immensa e questa luce si cambiava in pena per me;...Luisa

Luisa si sente morire ed inizia a soffrire delle pene grandi. Dopo Gesù gli spiega:

Figlia mia, perciò non volevo venire, perché erano tante le pene che Io soffrivo e venendo da te, fida inseparabile da Me, il mio amore mi avrebbe portato a fartene parte ed Io, vedendoti soffrire, avrei sofferto nel vederti penare per causa mia.” Gesù

Gesù, attraverso la dv, pur rimanendo assente, trasmette una parte delle sue sofferenze e Luisa obbietta che era tanto bello quando veniva (vedi scritti precedenti - quante volte Gesù visitando Luisa la crocefiggeva, le metteva le spine in testa ecc... o gli versava l'amaro terribile in bocca).

E Gesù: “Figlia mia, tu non conosci la natura del vero amore e perciò parli così..."

La vita nella dv se accolta in forma adeguata, piena e convinta, Gesù la fa vivere a chiunque la condivisione delle sue pene. Perciò se Gesù viene non può non condividere le sue pene. Nell'atto di fusione diciamo facciamo tutto insieme. La vita nella dv ci fa fare nostra una vita che nostra non sarebbe (sarebbe quella di Gesù) e tutto diventa nostro. Per quanto riguarda la nostra esperienza sensibile...una persona che ha fatto un peccato 360 anni fa a me non fa nulla, a Gesù però ha dato una spina. Prendere parte di tutte quante le gioie e pene di Gesù significa questo. Teniamo sempre presente che noi non abbiamo una conoscienza adeguata dell'ordine soprannaturale - se uno legge le vite dei santi che hanno avuto esperienze soprannaturali si vedono diverse apparizioni di Gesù, ci sono tutta una serie di varianti e di caratteristiche che si offrono alla nostra contemplazione. Noi non possiamo comprenderle in fondo ma possiamo solo prenderne atto. Però la vita di unione e di fusione con Gesù comporta questa partecipazione piena.

E Gesù ha soggiunto: “Non temere figlia mia, dove c’è la mia Volontà non ci può essere separazione nell’amore, difatti, Io non ti ho fatto nulla, è stata la luce della mia Volontà che ti ha fatto soffrire,..."

Dentro questa dinamica, anche se non possiamo pienamente coscienti, magari un giorno ci sentiamo particolarmemte addolorati, o rattristati ecc... e sembrerebbe che non ci sia una motiviazione reale (perchè sono così?) mi sento in uno stato spoporzionato e può darsi che Gesù che mi stia comunicando una parte delle sue sofferenze. Se uno ci sta provando senza pretese e tentando di fare questa vita, mica si può escludere che Gesù inizi a condividere con quest'anima una parte delle sue pene. Anche le nostre reazioni quando vediamo qualcosa che non funziona nella società civile o nella Chiesa, il don pensa che una persona devota vede una cosa che non funziona e s'arrabbia e vorrebbe reagire in qualche modo cercando di porre un'argine a questa situazione problematica. Reagiamo e contestiamo. Se si inizia a vivere nella dv non si ha la stessa reazione di sdegno ma si ha solo un'immenso dolore che è quello che Gesù prova di fronte a ciò che non va. Solitamente sono i peccati. Una reazione umana è iniziare a sparlare o si inizia a sdegnare o a scrivere l'articolo di denuncia o di resa pubblica. Reazione umana ad avviso del don, perchè la reazione divina che è quella che Gesù partecipa ai figli della dv è un'immenso dolore. Il don non ha mai visto e sentito in nessuna apparizione mariana autentica la Madonna che scende nei particolari o lamentando qualcosa di qualcuno. Quando lo fa, lo fa sempre in termini generali. Ciò che si coglie da queste esternazioni mariane è un dolore immenso che soffre perchè i nostri comportamenti sono causa di dolore per Gesù e a volte lo costringono ad usare le maniere forti - cosa che a Lui causa sofferenza- e vi ricorre soltanto quando vede che non c'è altro modo per scuotere le coscienze. Gesù non vorrebbe farci soffrire.

"..Essa, penetrando in te come luce purissima, ti ha portato le mie pene fin nelle più intime fibre del tuo cuore, la mia Volontà è più penetrante di qualunque ferro, dei chiodi, delle spine e dei flagelli,......................così operava la mia Volontà Divina nella mia Umanità, la sua luce purissima mi portava pene ad ogni respiro, ad ogni palpito, ad ogni moto, in tutta la mia persona. Ad Essa nulla era nascosto, né di ciò che ci voleva per reintegrare la gloria del Padre da parte delle creature, né le offese di queste, né quello che ci voleva per metterle in salvo, quindi nulla mi risparmiava, la sua luce purissima mi crocifiggeva le più intime fibre, i miei palpiti di fuoco, sicché mi rendeva il continuato crocifisso, non le sole mani ed i piedi, ma la sua luce, squadrandomi tutto mi crocifiggeva le più piccole particelle della mia persona..." Gesù

Esempio: supponiamo un peccato di Lussuria, quanti ce ne sono? Offende la gloria del Padre e chiede riparazione (gloria accidentale di Dio, non solo negata ma tolta da quell'atto) e come dev'essere riparata? Con qualche penitenza e sofferenza - il peccato di quel genere, essendo un piacere illegittimo del corpo deve avere un contrappeso (e in base anche alla tradizione della mistica della Chiesa) con le penitenze corporali. Gesù le ha fatte in primis. Per riparare un rapporto pre matrimoniale, che penitenza bisogna fare esattamente? Qualcuno lo sa? - Gesù nella luce della dv lo sapeva? Sì. E non per uno solo ma per tutti e le ha fatte per tutti? Bastava solo la Passione fisica di Gesù? No e quindi per tutta la sua esistenza terrena ha fatto soffrire Gesù. Offese non soltanto che reclamavano la gloria del Padre ma per mettere in salvo anche le persone. La dv è la nostra salvezza. Noi abbiamo un dolore (esempio) interiore, mi sento profondamente triste, ma non una tristezza dovuta alla nostra umana volontà, ma è una cosa strana che non so spiegarmi. Ma se vivo nella dv mi fondo e la offro anche se non so perchè e per cosa. Il don non sa se attraverso la meditazione è riuscito a spiegare ciò che pensa di aver capito.

"..Ah! se sapessero le creature ciò che fece soffrire la mia Divina Volontà alla mia Umanità per amor loro, resterebbero come da calamita potente portate ad amarmi, ma non possono per ora, perché hanno il gusto rozzo e profanato dalla volontà umana e non gusterebbero i dolci frutti delle pene della Volontà Divina, molto più che, vivendo nel basso della volontà umana, non capirebbero l’altezza, la potenza, l’attitudine, i beni che contiene la Volontà Divina..." Gesù

Gusto rozzo e profonato dalla volontà umana. Vivendo nel basso, la volontà umana è cosa che ci porta in basso. Ma questo piano piano cambierà. Poi Gesù fa vivere un'esperienza a Luisa:

"..Dopo ciò, il mio amabile Gesù è scomparso ed io mi sono sentita come inabissata nella sua Volontà. Ho sentito la mia povera piccolezza al contatto della grandezza, altezza ed immensità divina; la mia miseria al tocco delle ricchezze divine; la mia bruttezza ha toccato la bellezza eterna; sicché nella sua Volontà io vivevo ai riflessi di Dio e mentre io ricevevo tutto da Lui, trovavo tutto e portavo tutta la Creazione come nel mio grembo ai piedi dell’Eterna Maestà. Mi sembrava che nella sua Volontà io non facessi altro che salire al Cielo e scendere in terra per risalire di nuovo per portargli tutte le generazioni, per amarlo per tutti e farlo riamare da tutti..." Gesù

La cosa più importante non è vedere Gesù, la cosa più importante è la Sua Volontà e questo non ti mancherà mai. Se Gesù ci chiedesse: vuoi che tu mi possa vedere un tot di volte nella tua vita di terrena o non perderai mai il contatto con la mia Volontà, cosa chiederemmo a Gesù?

Gesù fa entrare in maniera straordinaria nella dv e Gesù chiude:

Figlia mia, com’è bello e dilettevole vedere la creatura vivere nel nostro Volere; vive ai nostri riflessi e mentre vive dei nostri riflessi assorbe in sé la somiglianza del suo Creatore, sicché si abbellisce, si arricchisce, s’ingrandisce tanto, da poter prendere tutti e portarci tutto e attinge da Noi tanto amore da poterci amare per tutti e Noi troviamo tutto in lei, tutto il nostro amore messo fuori nella Creazione, la nostra soddisfazione, il nostro contento ed il ricambio delle opere nostre...." Gesù

ed infine come già visto nelle puntate precedenti:

"..da formare fiumi e mari divini intorno a lei ed in questi mari Noi scendiamo a divertirci e miriamo con amore le opere nostre, sentendoci del tutto glorificati..." Gesù

giovedì 19 novembre 2020

Solo al dolore seguono le gioie

Gesù rivela a Luisa il mistero dei dolori del Suo Cuore Sacratissimo: ad ogni palpito di Esso c'era un nuovo, inedito e acutissimo dolore che viveva. A ciascuno di tali dolori seguivano ineffabili e sempre nuovi gaudi e diletti divini, sgorganti dalla sua Divinità e attirati dall'amore e rassegnazione assoluta con cui l'Umanità di Gesù soffriva e accettava ogni dolore. Così è per ogni anima: se ama le pene e le sofferenze e le accetta con rassegnazione e amore, per ogni pena vissuta in questo modo conoscerà e riceverà distinti e divini gaudi e contenti; ma se non riceve il dolore con amore, onore e sottomissione, le gioie divine non entrano nel cuore e, dolenti, tornano da dove sono venute, rimanendo l'anima ancora più sofferente e addolorata. Libro di cielo volume 16, 16 Febbraio 1924, 8 Aprile 2020

16 Febbraio 1924 Ogni palpito del cuore di Gesù le portava un nuovo dolore, nuove gioie e contenti

Sentire questo testo nel mercoledì santo durante il lockdown è qualcosa di sconcertante. Questo fu un giorno doloroso per Gesù - nella Chiesa i giorni penitenziali sono il mercoledì e il venerdì. Il Venerdì si sa perchè è il giorno della morte di Gesù, fin dall'antichità i nostri fratelli digiunavano regolarmente perchè Gesù fu venduto proprio in quel giorno e Gesù ci ha fatto una lezione straordinaria.

Sotto questo punto di vista la vita di Maria è la fotocopia di quella di Gesù, la vita nella dv è esattamente quello che abbiamo ascoltato o letto nel brano di oggi. Senza una virgola in più o in meno. Il triduo pasquale è il cuore, il mondo dovrebbe fermarsi non perchè costretto ma dovrebbe essere per forza ma perchè c'è qualcosa di più importante da meditare e pensare.

Gesù rivela una cosa: i dolori del Suo cuore sono inconcepibili ad umana creatura - ricordiamocelo con le rivelazioni al Sacro Cuore di Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque, sul cuore di Gesù fin dal primo istante del concepimento Gesù ha iniziato a soffrire (rivelazione privata riconosciuta dalla Chiesa). Il cuore palpita in continuazione, almeno una 60 di battito al minuto.

("....2. Una nuova apparizione agli inizi del 1674. Il Cuore di Gesù le apparve “circondato da una corona di spine simboleggianti le ferite inferte dai nostri peccati e sormontato da una croce significante che, dai primi istanti della sua incarnazione, e, cioè, dal momento in cui il Sacro Cuore era stato formato, la croce vi era stata piantata e dal primo istante era stato pieno d'ogni amarezza”.....qua il sito)

Figlia mia, i dolori del mio cuore sono indescrivibili ed inconcepibili ad umana creatura. Tu devi sapere che ogni palpito del mio cuore era un dolore distinto, ogni palpito mi portava un nuovo dolore, distinto uno dall’altro. La vita umana è un continuo palpitare, se cessa il palpito cessa la vita. Immagina tu ora quali torrenti di dolore mi portava ogni palpito del mio cuore, fino all’ultimo momento prima del mio morire, dacché fui concepito fino all’ultimo mio palpito non mi risparmiò di portarmi nuove pene e acerbi dolori;..." Gesù

Un nuovo dolore ad ogni palpito, 60 dolori differenti e in un'ora ci stanno 60 minuti (3600 dolori in un'ora, in un giorno ci sono 24h quindi 86.400 al giorno - calcolate anche le ore notturne). Sono tanti. 31.536.000 all'anno e per 33? (Il don ha calcolato qualche cifra sotto non tendendo conto delle ore del sonno)..dolori distinti. Come ha fattoa soppravvivere Gesù?

"..ma devi sapere pure che la mia Divinità, che era inseparabile da Me, vigilando il mio cuore, mentre ogni palpito faceva entrare un nuovo dolore, così in ogni palpito faceva entrare nuove gioie, nuovi contenti, nuove armonie e arcani celesti.." Gesù

Noi dobbiamo sapere che in Paradiso, istante dopo istante c'è una nuova felicità, contento e gioia inedita, sono ininterrotta. Questo ci fa capire come Dio è una sorgente inesauribile. Ogni dolore (sottinteso accolto, vissuto ed offerto da Gesù era per la sua Umanità un nuova gioia, felicità ecc...) e la stessa cosa si può dire del cuore di Maria. Ricco di dolore? Sì Uomo di dolore che ben conosce il patire...ma anche di gioie e dolcezza inarrivabile.

"..Se fui ricco nel dolore e il mio cuore racchiudeva mari immensi di pene, fui anche ricco di felicità, di gioie infinite e di dolcezza inarrivabile. Al primo palpito di dolore Io sarei morto se la Divinità, amando questo cuore con amore infinito, non avesse fatto ripercuotere nel mio cuore un palpito diviso in due: dolore e gioia, amarezza e dolcezza, pene e contenti, morte e vita, umiliazione e gloria, abbandoni umani e conforti divini..." Gesù

Il cuore è composto da sistole e diastole. Dolore, gioie, morte e vita ecc...e se ci potessimo immergere nel cuore di Gesù e di Maria ci prenderebbe un'infarto soltanto a dargli un'occhiata ma vedremmo anche quelle ricchezze divine e resteremmo ammaliati. In Paradiso rimangono soltanto le seconde, ecco perchè bisogna andarci in Paradiso. Su questa terra si può vivere queste gioie del Paradiso solo che qua c'è il peccato e il peccato si distrugge con il dolore e vivere le gioie su questa terra dipende come noi reagiamo al dolore. Ecco perchè se uno legge gli scritti di alcuni grandi Santi rimane - se non legge alla luce di quello che abbiamo ascoltato - rimane sconvolto. Alcuni Santi si infliggevano da soli e in alcuni casi (e non vanno imitati alla leggera) alcuni santi sono stati crocifissi è dire un'eufemismo. Ma anche Gesù nelle ore della Passione chiedeva più pene ancora (19° ora), la nostra umana volontà dice: ma che sono queste cose? Noi non sappiamo quello che viene insieme al dolore. Per ogni pena o dolore c'è una gioia speciale del cuore di Gesù. Mettiamocemolo bene in testa.

Anche il dolore di una puntura di una zanzara, se tu lo offri, e si può accettare con rassegnazione. La nostra vita cristiana, prendiamo la croce di Gesù significa accettare di soffrire, non fuggire dalla sofferenza, non ribellarsi alla sofferenza e non lasciare la croce.

".. Ma chi prende di più questi tesori immensi del mio cuore? Chi più soffre.." Gesù "..Per ogni pena, per ogni dolore, c’è una gioia speciale nel mio cuore che fa seguire quella pena o dolore sofferto dalla creatura, il dolore la rende più dignitosa, più amabile, più cara, più simpatica..."

Provare per credere. La nostra natura fugge il dolore perchè, rimanendo in un'ottica terra terra, è spontane e normale fuggire il dolore. E questo ci dice cosa? Che noi siamo veniamo da Dio e in Dio la sofferenza non esiste, noi siamo fatti così e naturalmente parlando fuggiamo il dolore, se mettiamo una mano sul fuoco la mano si ritrae perchè nessuno si diverte a farsi bruciare la mano. Il mistero del dolore ci dice che il dolore è entrato a causa del peccato: abbraccialo, accoglilo ed accettalo in tutte le forme anche minime alle più grosse che la dv ti pone di fronte perchè per ognuno di essa c'è una gioia speciale. Quando non funziona?

"..ma con sommo mio dolore, mentre il mio cuore vorrebbe far seguire le mie gioie al dolore che invio alle creature, non trovando in loro l’amore alle pene e la vera rassegnazione come l’ebbe il mio cuore, le mie gioie seguono il dolore, ma vedendo che il dolore non è stato ricevuto con amore ed onore e con somma sottomissione, le mie gioie non trovano la via per entrare in quel cuore addolorato, e tornano dolenti al mio cuore.." Gesù

La croce Nostro Signore ce la dà. Ci sembra una cosa brutta ma non lo è. Ecco i Santi: amare la Croce e la vera rassegnazione. Acettarre di soffrire. Accetta. Quello che stiamo vivendo nel lockdown: accettare di restare agli arresti domiciliare e non posso vedere quella persona o confessarmi? Pazienza. Accetta questa sofferenza, non stare dal mattino alla sera a mormorare o lamentarti. Ci sono cose umanissime ma se fai così vedendo che il dolore non è stato accolto le gioie di Gesù non trovano la via. Quindi soffri di più perchè soffri 1) la pena 2) la ribellione con cui la vive e 3) e perdi le gioie e consolazioni. Nessuno sarebbe così matto eppure un sacco di gente vive così il dolore. Gesù fa un piccolo elogio della croce:

".. il dolore la rende più dignitosa, più amabile, più cara, più simpatica..." Gesù

La sgrezza sicuramente e la rende più amabile. Perchè quando una persona ha sofferto cessa di essere odiosa, altera, superba, arrogante, spavalda, sprezzante e presuntuosa ecc... diventa più cara capace di far circolare un pochino d'amore in quello che fa e più simpatica. Perchè? Perchè sono capaci di entrare in buona comunicazione con tutti. Non c'è più niente di più santificante della croce perchè altrimenti Dio ci avrebbe indicato un'altra via. La lettera agli amici della Croce diceva San Luigi Monfort, un'anima mariana è amica della croce. Un'anima non amica della croce non è mariana. Il cuore di Maria è anche Cuore addolorato. Vogliamo tante gioie anche in questo mondo? La vita nella dv è il Paradiso sulla terra? Sì, iniziamo ad abbracciare la croce, accettiamo la croce e le sofferenze che Dio ci mette davanti e le ispirazioni che ci vengono. Offriamogli un sacrificio, una penitenza, digiuno, fosse anche un caffè senza zucchero c'è anche per quello una gioia speciale che il Signore darà fin da qua al tuo cuore e ancora di più nella vita del mondo che verrà.

domenica 15 novembre 2020

Consolare Gesù e asciugare le Sue lacrime

Gesù torna a chiedere a Luisa di prendere su di lei dolorosi colpi destinati ai peccatori. Ella esprime il suo unico grande timore, quello di uscire dalla Divina Volontà. Gesù le spiega come, dopo che ad Essa ci si è liberamente incatenati, ciò non è più praticamente possibile. Gesù chiede a Luisa consolazione per i Suoi dolori e le chiede di asciugarGli le lacrime. I nostri dolori sono nulla a confronto dei Suoi. Elogio dell'allegria e mali della mestizia. Libro di cielo volume 16, 5 Febbraio 1924, 6 Aprile 2020

5 Febbraio 1924 Privazioni. Pene di Gesù, mestizia dell’anima. Effetti dell’allegria. L’anima non può uscire della Divina Volontà, perché la sua volontà sta incatenata con l’immutabilità della Volontà Divina

Questa meditazione capita il Lunedì Santo, all'inizio di questa settimana santa. Meditazione molto a tono e conforme a molte cose che stiamo vivendo in questi giorni. Ricompare il tema dell'offerta di immolazione di Luisa, prendere su di lei i colpi destinati agli altri (che è un continuare ciò che ha fatto Gesù).

Figlia mia, dove vuoi che ti batta con questa bacchetta? Voglio percuotere il mondo, perciò sono venuto da te, per vedere quanti colpi vuoi ricevere tu, per dare il resto alle creature, perciò dimmi dove vuoi che ti batta.” Gesù

Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di Lui (profeta Isaia) e dalle sue piaghe siamo stati guariti. Gesù nel corso della Storia lo ha fatto una volta per tutti, ma nel corso della Storia, Gesù chiama i suoi amici, perchè storicamente nel corso del tempo si rinnovano quelle situazioni di moltiplicazione sfrenate del male attraverso il peccato e quel male deve ricadere da qualche parte. O ricade sui colpevoli o in parte, ma Gesù associa la sua funzione austera (funzione di vittima) alcune anime generose. Luisa fa un braccio di ferro con Gesù per essere battuta dove vuole Lui.

(Luisa) Ed io, amareggiata com’ero, ho detto: “Battimi dove vuoi, io non voglio saper nulla, non voglio altro che la tua Volontà.” (Gesù) E Lui di nuovo: “Voglio sapere da te dove vuoi che ti batta.” Ed io: “No, no, non lo dico mai, voglio dove vuoi Tu.” E Gesù è ritornato di nuovo a domandarmelo e vedendo che io rispondevo sempre: “non voglio altro che la tua Volontà,” ha ripetuto: “Sicché neppure vuoi dire dove vuoi che ti batta?” Onde senza dirmi altro mi ha battuta; quei colpi erano dolorosi, ma siccome partivano delle mani di Gesù m’infondevano la vita, la forza, la fiducia.

Sappiamo che la vita nella dv nelle sue forme matura la condivisione dei dolori e delle pene di Gesù, tutto questo è motivato semplicemente dall'amore. L'amore fa sì che si condividano i pesi dell'amato e si facciano proprie le sofferenze e le gioie dell'amato.

"..“Me ne vado dalla figlia mia, dalla mia piccola neonata della mia Volontà, affinché mi asciughi le lacrime, con gli atti che ha fatto nella mia Volontà mi darà l’amore e tutto ciò che gli altri non mi danno, mi riposerò in lei e la rinfrancherò con la mia presenza, tu invece ti fai trovare così mesta, che devo mettere da parte le mie pene per sollevare le tue..." Gesù

Gesù torna poi da Luisa per ricrearsi un pò ma - dice a Lusia - che se si fa trovare triste - poi è Gesù che deve consolare Luisa e non l'incontrario. E chiediamoci: com'è il nostro rapporto con Gesù? Stiamo solo a prendere o se qualche volta magari proviamo anche a dare qualcosa. E' vero che il Signore non ha bisogno di nulla e delle nostre pochezze, ma Lui si compiace di ricevere come manifestazioni del nostro amore. Cosa stiamo dando a Gesù? Cosa gli diamo? Purtroppo c'è sempre questo atavico egoismo umano: vogliamo sempre prendere, lo facciamo con le creature e con il Creatore. Sempre pronti a prendere e poco a dare. Pensiamo come sta Gesù adesso vedendo queste cose? Certamente Lui non è contento di vedere soffrire i suoi figli e non lo è neanche quando queste sofferenze sono necessarie. Non lo è. Certamente se ci fossero anime buone che proprio in questo momento sapessero ammaestrate dall'arte dell'amore come consolarlo, ripararlo e cosa dirgli - non solo sarebbe gradito a Dio - ma avrebbe ricadute positive dovunque.

Mi sentivo amareggiata per la privazione del mio sommo ed unico bene, anzi mi sentivo tutta sfinita perché non sarebbe più venuto Colui che era tutta la mia vita, tutto il passato un gioco di fantasia; oh! se fosse in mio potere avrei bruciato tutti gli scritti affinché nessuna traccia potesse rimanere sul conto mio. Anche la natura sentiva i dolorosi effetti, ma è inutile dire su carta ciò che ho passato, perché anche la carta, crudele non ha una parola di conforto per me e non mi dà Colui che tanto sospiro, anzi col dirlo rincrudisce le mie pene, perciò passo avanti. Luisa

"..“Amor mio, che dura sorte è la mia, la tua privazione mi uccide, il timore che possa uscire dalla tua Volontà mi schiaccia, dimmi, dove ti ho offeso? Perché mi lasci? E anche se ora stai con me, non mi sembra che sia venuto per rimanere con me come prima, per stare insieme, ma di passaggio. Ahi! come starò senza di Te, mia vita? Dillo Tu stesso se posso e, mentre dicevo ciò, ho rotto in pianto..." Luisa

Secondo punto di meditazione: Per Luisa Gesù era tutto, è da notare la delicatezza di quest'anima che soffriva non soltanto per l'assenza del suo Amore, ma soffriva anche temendo che tale assenza fosse dovuta all'essere uscita della Dv. Anche qua abbiamo un piccolo specchio ("...il timore che possa uscire dalla tua Volontà mi schiaccia,.."), di confronto. Di che cosa abbiamo paura noi? Quali sono le nostre paure? Il Signore è mia Luce e salvezza di chi avrò paura? dice un salmo. Quanti brani della Bibbia dicono: non temere. Pensiamo al brano quando Gesù sta sulla barca e succede il finimondo (Vangelo), Gesù si sveglia e dice di stare tranquilli. Di che cosa abbiamo timore? Quali sono le nostre paure?

Uno può tenere accesa la tv tutto il giorno (durante il lockdown) o i videogiochi. Il don suggerisce di fare un pò di silenzio e di preghiera profonda, e di chiedere a Gesù: Signore, di che cosa ho paura? Di ammalarmi? Di rimanere senza lavoro? Ecc... Anche le paure più umanamente comprensibili, ma quanto io ho paura di uscire dalla tua Volontà? La Paura è quel sentimento che ci presenta dinnanzi quando vediamo che incombe un male e lo vogliamo assolutamente evitare e lo consideriamo come il Male dei Male da cui proteggerci. I Figli di Dio hanno paura del peccato, di ciò che ci porta dalla dv, l'unico male sorgente è questo, tutto il resto non è degno della nostra paura. Perchè abbiamo Dio che è degno della nostra fiducia. Uscire della dv e il terrore che Gesù la lasci. E Gesù la rasserena:

Povera figlia mia, povera figlia mia, coraggio, il tuo Gesù non ti lascia, né temere che possa uscire della mia Volontà, perché la tua volontà sta incatenata con l’immutabilità della mia, tutt’al più saranno pensieri, impressioni che sentirai, ma non veri atti, perché stando in te l’immutabilità della mia Volontà, quando la tua sta per uscire dalla mia, sentirai la fermezza, la forza della mia immutabilità e resterai più incatenata...." Gesù

Alcune devozioni, la consacrazione del Totus Tuus ci fa mettere una catenella al polso sinistro. Ma che significa quella catena? Una persona incatenata non è libera di fare quello che vuole. Possiamo incatenare la nostra Volontà? Sì, a patto che sia un'atto volontario perchè Dio non lo farà mai. Dio le catene le rompe tutte, è il diavolo che ci incatena a cose brutte, che ci danno la morte ma che hanno un'apparenza di felicità; Dio auspica un nostro santo libero e volontario incatenamento ma non per farci perdere la libertà ma è contento se la troviamo perchè stare incatenati alla Volontà di Dio vuol dire essere la persona più felice e libera dell'Universo. E san Luigi Maria Monfort dice che se questo passa attraverso il mezzo dolcissimo e soave della Madonna - perchè da sè stessa si è presentata al trono di Dio incatenando la sua volontà al trono di Dio -. Il diavolo incatena, Dio le spezza ma desidera che volontariamente e liberamente per il nostro bene ci incateniamo a Lui. Se questo accade veramente, Gesù ci assicura che un'uscita sostanziale non sarà più possibile, qualche pensiero o impressione passeggera ma non veri atti. Perchè se tu ti incateni veramente, se tu inizi ad uscire -- la lunghezza della catena ha una lunghezza X, se io mi muovo dentro quella lunghezza non sento nulla ma se vado oltre la lunghezza catena mi sento tirare la caviglia casco per terra. Quindi quando c'è questo, la coscienza ci avverte e si avverte la forza dell'immutabilità della dv e ci fa ritornare in noi stessi.

Domanda: da cosa siamo incatenati? Siamo interiormente liberi da tutto e da tutti? Non desideriamo altre catene? Io da Gesù cerco solo consolazioni e carezze o alcune volte sono disposto a darglieli? Vado sempre a piangere ai piedi di Gesù (anche metaforicamente) - lamentandomi di quanto stia male ecc.. - o qualche volta dico a Gesù: adesso fammi soffrire un pò le tue sofferenze, fammele percepire nel mio cuore. Fammi piangere con Te. Le Tue sofferenze (rivolto a Gesù) sono più grandi dei miei, hai un'autotreno di persone che sta sempre a chiedere o a lamentarsi, con me oggi no. E se vuoi alleggerirti, solo soltanto un povero peccatore o peccatrice, che vorrebbe provare ad amarti un pochino se ti fa piacere altrimenti come non detto.

"..“Me ne vado dalla figlia mia, dalla mia piccola neonata della mia Volontà, affinché mi asciughi le lacrime,.." Gesù

Noi abbiamo mai asciugato le lacrime a Gesù? O ce le siamo sempre solo fatte asciugare da Lui?

"..Vedi, Io vengo dalle le creature con le lacrime agli occhi, trafitto nel cuore, tradito da molti.." Gesù

Chi è che consolerà le sue lacrime, sui suoi dolori e sulla morte? Chi piangerà a dirotto sulla morte di Gesù? Chi piangerà dicendo che gli dispiace di aver concorso anche lui/lei alla morte di Gesù? Chi farà questo? Chi farà questo sappia che vivrà la beatitudine evangelica. Queste sono le lacrime sante e non quelle della mestizia.

"...Non sai tu che l’allegria all’anima è come il profumo ai fiori, come il condimento ai cibi, come il colorito alle persone, come la maturazione ai frutti, come il sole alle piante? Sicché con questa mestizia non mi hai fatto trovare un profumo che mi ricrei, né un cibo saporito, né un frutto maturo, sei tutta scolorita tanto che mi fai pietà. Povera figlia, coraggio, stringiti a Me, non temere.” Gesù

Chi anche consola Gesù non sta con il muso lungo, certamente ha i suoi momenti personali ed intimi dove vie questo con Gesù, ma finiti questi momenti ha il sorriso impresso sulle labbra ed ha un sorriso gradevole ed è proprio in questa sana e gioia allegria che Gesù trova riposo. Gesù non è contento se noi non siamo contenti. Anzichè trovare consolazione nel nostro cuore, deve consolarci Lui.

Le nostre pene di questo periodo (lockdown di aprile ma anche oggi) sono nulla di fronte a quelle di Gesù, perciò pensiamo alle pene di Gesù e non alle nostre. Asciughiamo le lacrime di Gesù e se Gesù dovesse accontentarci di partecipare alle pene del suo cuore, sentiremmo al vivo dei dolori lancinanti. Beati coloro che faranno dice il don.

Onde mi ha partecipato le sue pene e, facendomi vedere i gravi mali che ci sono nel mondo e quelli che verranno, è scomparso. (Luisa)

Sono mali multipli perchè sono i dolori di Gesù sono i peccati e quello che essi producono. Compreso il dolore che stiamo vivendo con il virus.

martedì 3 novembre 2020

Croci di luce

Gesù rivela a Luisa il mistero della sua continua e ininterrotta passione e crocifissione, iniziata non il Giovedì Santo ma nell’istante stesso dell’incarnazione. La marea di croci di luce che ricevette dalla Volontà Divina la volontà umana di Gesù, per riparare ogni atto con cui l’umana volontà respinge quella Divina. La vita nella Divina Volontà è, come quella di Gesù e Maria, vita di ogni gaudio e felicità ma anche vita divinamente e perennemente crocifissa. Libro di cielo volume 16, 28 Novembre 1923, 25 Marzo 2020

28 Novembre 1923 La neonata della Divina Volontà. La croce del Voler Divino fu per Gesù la più lunga. Come ogni atto della volontà umana opposto alla Divina era una croce distinta per Gesù

"..Sappi figlia mia, che la croce più grande, più lunga, che mai mi lasciò, per la mia Umanità fu la Volontà Divina. Anzi, ogni atto opposto della volontà umana alla Divina era una croce distinta che il Supremo Volere imprimeva nel più intimo della mia Umanità, perché quando la volontà umana si muove dalla terra per agire, la Divina si muove dal Cielo per incontrarsi col volere umano e farne uno solo col suo, per far scorrere torrenti di grazia, di luce, di santità in quell’atto. Il volere umano non ricevendo l’incontro col Divino, si mette come in guerra col suo Creatore e respinge nelle regioni celesti il bene, la luce, la santità che stavano per piovere su di lui. Il Volere Supremo, offeso, voleva il contraccambio da Me ed in ogni atto di volontà umana m’infliggeva una croce e anche se insieme alla croce ricevevo tutto il bene da quelle respinto, per tenerlo in deposito in Me per quando la creatura si sarebbe disposta a ricevere nei suoi atti l’incontro con la Divina, nonostante ciò non potetti esimermi dal sentire il dolore intenso di tante croci. Guardami nel mio interno, quanti miliardi di croci conteneva la mia Umanità, perciò le croci della mia Volontà furono incalcolabili, il suo dolore era infinito ed Io gemevo sotto il peso d’un dolore infinito, questo dolore infinito aveva tale potere, da darmi la morte ad ogni istante e la croce ad ogni atto opposto della volontà umana alla Divina;.." Gesù

Dio si fa uomo per torturare la propria volontà umana andando a pagare tutti gli atti di respingimento degli atti della volontà umana a quella divina. Quanta sofferenza ha causato all'Umanità di Gesù, e il 25 Marzo è la festa del Fiat di Maria, che dicendo sì, la dv ti porta immense gioie felicità ma anche immense croci e questo lo sapeva bene anche la Madonna. Ogni persona si porta dietro una storia che solo quella persona sa, ogni persona vive una gioia a modo suo. Assieme alla gioia, la Madonna ben sapeva di consacrarsi al più grande dolore che un'essere umano o conoscerà; da dopo che è entrato il peccato nel mondo c'è sempre questo pacchetto integrale: passione, morte e resurrezione. Questo vale anche per i tempi che viviamo: fino a quando viviamo in questo mondo stiamo in carcere, due mesi fa non c'era quello che stiamo vivendo oggi. Io non posso tornare a due mesi fa, posso farlo con la memoria e nè posso andare avanti e trovarci a Natale del 2021 (o altra data); siamo incatenati ed imprigionati. Finirà anche il legame con l'attimo attuale quando saremo morti. Da quando è entrato il peccato nel mondo è entrata anche la croce che è l'unico rimedio; questo bisogna metterselo bene in testa e di più. E attenzione a ciò che dice Gesù all'inizio di questo brano:

"..E Gesù, stringendomi più forte a Sé, ha ripreso: “No, no, il tuo Gesù non ti burla, mi diverto, sì ed il segno certo che ciò che ti dico è vero, sono le croci di luce con cui il mio Volere ti ha segnato.." Gesù

Che significa? Non esiste cammino cristiano senza croce e meno che mai il cammino della dv che è la croce delle croci. La nostra memoria registra alcune cose e altre no, un'omelia del Papa diceva non esista Cristo senza la croce, non è cristianesimo nè esiste la croce senza Cristo. Se il dolore non fosse illuminato dalla croce di Cristo cadremmo nella disperazione. Gesù dice una cosa (lo dice anche nelle ore della Passione), ci sono delle scale, livelli progressivi. La gente comune (e forse questa è colpa) manco ci pensa a ciò che ha sofferto Gesù, quando una persona inizia ad avvicinarsi a Gesù presto o tardi si imbatte nella necessità di meditare sulla Passione di Gesù (esercizio uno tra i più santificanti che esista) e non per nulla la Chiesa ci mette l'indulgenza plenaria all'esercizio della Via Crucis. Poi questo contatto si intensifica - attraverso qualche rivelazione privata di qualche santo o un film fatto bene - e già una persona s'impressiona. Uno però pensa che la Croce sia arrivata a 33 anni e anche se Gesù non ha campato bene ha però vissuto una vita "normale". Dopodichè Gesù rivela (lo ha fatto con diversi santi) che la passione fisica è stata meno dolorosa dell'agonia spirituale del Getsemani. E qua uno va in tilt. Nell'agonia Gesù ha sofferto di più delle torture atroci dopo? Dopodichè arrivano le Ore della Passione di Luisa Piccarreta in cui Gesù spiega che ha vissuto una croce ininterrotta nella sua vita. E qua si va in tilt assoluto. Santa Veronica Giuliani non pensava altro che alla croce dal mattino alla sera. Se non si comprendono bene alcune cose uno rischia di uscirci di testa. Bisogna capire bene certe cose. Però questo rimane questo mistero.

Come sarà una vita nel dv? Una vita piena di gioia senza dubbio ma una vita crocifissa. Non possiamo e non dobbiamo illuderci, chi vive nella dv questo lo vivrà. Gesù e Maria lo hanno vissuto e anche Luisa. Se Adamo ed Eva non avessero peccato i dolori non li avremmo. Gesù e Maria hanno conosciuto la sofferenza per prendersi ciò che ci meritavano, l'uomo continua a dire no alla volontà divina, tutti quanti. Per ogni atto di volontà divina respinta è stato un dolore per Gesù.

(Dai Messaggi del Sacro Cuore... 2. Una nuova apparizione agli inizi del 1674. Il Cuore di Gesù le apparve “circondato da una corona di spine simboleggianti le ferite inferte dai nostri peccati e sormontato da una croce significante che, dai primi istanti della sua incarnazione, e, cioè, dal momento in cui il Sacro Cuore era stato formato, la croce vi era stata piantata e dal primo istante era stato pieno d'ogni amarezza”.) - Per approfondire qua il sito.

Ed ecco perchè quando non capiamo qualcosa, Gesù ci dice che adesso non lo capiamo ma lo capiremo dopo (come ha detto san Pietro). Una prima chiave di lettura il don l'ha avuto meditando sul fatto che Gesù, essendo Dio, con l'intelletto divino riflesso in quello umano vedeva le malvagità delle personee e vedeva la sua Passione perchè Dio lo sapeva come sarebbe andato finire. Eccole le croci di luce e di fuoco che Gesù ha vissuto in continuo. Consideriamo la dv sia spesso crocifissione per noi. Dobbiamo obbedire a tutte quante le cose che il Signore ci mette davanti. Ribellarsi nella dv? Gesù è contento se si fanno le petizioni? Senza giudicare le persone ma l'oggettività dei fatti - noi dobbiamo fare la volontà di Dio e la prendiamo con gioia. Vuoi fare la dv?

"..Mi sentivo sempre inabissata nel Santo Volere del mio Gesù e mi pareva di vedere la piccola anima mia come una neonata bambina, che il benedetto Gesù cresceva nelle sue braccia con l’alito del suo Volere, con una gelosia tale, che non voleva che nulla guardasse, che nulla sentisse, che nulla toccasse; e per fare che nulla la distraesse, la teneva incantata col dolce incanto dei suoi insegnamenti sulla sua Santissima Volontà e la piccola neonata cresceva e si nutriva con l’alito del Volere del suo Gesù..." Luisa

La santa gelosia divina (nel At si legge che Dio è un Dio geloso, che è la cura amorevole con cui Gesù ci tratta perchè vorrebbe che diventassimo tutti figli suoi), per il nostro bene e per la nostra felicità.

".. Voglio in te l’onore, la nobiltà, il decoro di vera figlia neonata dalla mia Volontà.” Gesù

Già detto in una meditazione precedente, onore, nobilità e decoro. I tratti, i modi e la raffinatezza dell'educazione, non diamo del tu a nessuno non per senso di distanza ma perchè prima di dare del tu a qualcuno (il don fa riferimento al modo di rapportarsi con i sacerdoti) il don aspetterebbe qualche espressa autorizzazione del sacerdote, perchè dare del tu a un sacerdote sarebbe come prendere qualcosa che non è mio. Come mi permetto di andare a prendere un rapporto confidenziale con il prossimo? Non è cosa mia, se poi vengo autorizzo, allora lo faccio. La riscoperta per tutti in questo mondo grezzo e peccaminoso e con modi villani, sguaiati non hanno niente di divino. Nessun atteggiamento snob o altolocato in senso negativo (non si guarda dall'alto in basso) ma è un modo di porsi soprannaturale da riscoprire. Oltre alla volgarità che c'è anche maleducazione e rozzaggine diffusa. Dovremmo dare un buon esempio. Come si permette quella persona che il Papa o il vescovo X ha fatto male? Chi deve prendere delle decisioni, sia laici e vescovi, ecc... ma stai calmo prima di sparare a zero. Cosa ha di divino lo sparare giudizi?

mercoledì 15 luglio 2020

"Io non bado alle parole, ma ai fatti"

Gesù spiega come solo le anime che veramente lo amano lo seguono sulla via della croce e del patire. Chi vuol vivere nella Divina Volontà deve essere pronto a scoprire tutte le forme e specie di dolori, per poter cambiare le pene di tutti in bene, le tenebre in luce, le freddezze in fuoco, per vivere la pienezza della vita nella Divina Volontà e per ricevere le follie di amore che Gesù fa per questo genere di anime. La brutta piaga dei "carnefici di anime" e il dolore immenso che ciò causa al Cuore di Gesù. Libro di cielo volume 15, 18-23 Maggio 1923, 27 Gennaio 2020

18 Maggio 1923 Com’è difficile trovare un’anima che voglia patire. Nella Chiesa ci sono carnefici d’anime

Figlia mia, Io non bado alle parole ma ai fatti,..." Gesù

Certamente nella nostra vita interiore dobbiamo fare delle scelte che poi si concretizzano, tipo: voglio vivere nella dv, questo può diventare parola, non c'è vita cristiana se non si sono fatte delle scelte forti e decise ed irreversibili. Il problema è che alla parole bisogna far seguire i fatti, se io mi sono offerto alla divina volontà poi devo compiere gli atti. In quelle che dipendendo dal mio esercizio e quelle che mi mette di fronte la dv e certamente rientra nella dv il tema della croce o tribolazione (anche nel Vangelo Gesù dice di prendere la nostra croce e seguirlo ogni giorno). La forma matura dell'amore è questa: condividere le sue pene, è comprendere che quando stiamo soffrendo (qualunque cosa stiamo soffrendo) è il Signore che ci chiede di condividere le sue pene e di aiutarlo nell'opera della Redenzione che costa sofferenza.

Mi sentivo tutta afflitta e quasi priva del mio dolce Gesù; che duro martirio è la sua privazione! Martirio senza speranza di prendere il Cielo d’assalto come lo prendono i martiri, per rendere dolce ogni loro patire; invece la sua privazione è martirio che disunisce, che brucia, che taglia e che apre un abisso di separazione tra l’anima e Dio e, che invece di raddolcire il patire, lo amareggia, lo attossica in modo che mentre si sente morire, la stessa morte fugge da lei lontano,..." Luisa

Luisa non ha desiderio di Gesù durante la privazione per cessare di patire ma vuole che Gesù si rifaccia vivo perchè le rinnovi i dolori. Pene divine che noi possiamo comprendere entro certi limiti che non tutti possono capire.

Figlia mia, Io non bado alle parole ma ai fatti, credi tu che sia facile trovare un’anima che voglia patire davvero? Oh! come è difficile, in parole ci sono anime che vogliono patire, ma nei fatti sfuggono, quando un dolore le opprime o altre pene le circondano oh! come vorrebbero liberarsi ed Io rimango sempre il Gesù isolato nelle pene ed è perciò che quando trovo un’anima che non rifugge il patire e vuol farmi compagnia nelle mie pene, anzi aspetta e riaspetta che le porti il pane del dolore, questo mi dà il delirio dell’amore e mi fa giungere a far pazzie ed a largheggiare tanto con quest’anima, da far stupire Cielo e terra. Credi tu che sia stata cosa indifferente sul mio cuore che tanto ama, che mentre eri priva di Me, mi aspettavi, non per altro se non perché ti portassi le mie acerbe pene?” Gesù

Nei confronti di queste anime (che desiderano la sofferenza santa) , dice Gesù si spalancano tutti i canali di gioie, grazie e consolazione. Grazie immense a chi vive nella dv.

Ma mentre diceva ciò, mi ha fatto sentire che passava il Santissimo per la strada e mi ha dato una stretta più forte al cuore ed io: “Mio Gesù, che c’è? Dove vai, chi ti porta?” (Luisa) E Lui, tutto mesto: “Vado ad un infermo portato da un carnefice di anime.” (Gesù)

Purtroppo ci sono dei carnefici di anime nella Chiesa ieri ed oggi. Gesù ne individua tre specie (ma non tocca a noi fare i giudici) ma lo fa per condividere una sua pena.

".. Quanto dolore non sente il mio cuore nel vedere che quelli stessi che avrebbero dovuto aiutare e santificare le anime, sono causa della loro rovina.” Gesù

Non usiamole per sbatterle in faccia al parroco o al don di turno. Consoliamo Gesù e preghiamo per i sacerdoti.

".. Ci sono i carnefici legati agli interessi,.." ai soldi, alle cose della terra, ai beni; noi non dobbiamo essere attaccati a queste cose, usiamoli per la nostra esistenza e stop. La prova per vedere se siamo distaccati è la condivisione. Occorrono fatti concreti. "..Ci sono gli immodesti, che invece di purificare le anime le deturpano.." Gesù, cronaca recente ed attuale che ci riempe di immenso dolore (chi può capire capisca) e "...Ci sono i carnefici dei passatempi, dediti ai piaceri, ai passeggi ed altro, che invece di raccogliere le anime ed infondere in esse l’amore alla preghiera ed alla ritiratezza, le distraggono;..." sono quelli che la vita cristiana, che comporta anche l'accoglienza e il godimento delle cose belle della vita e dello svago ok, la vita godereccia e spensierata e chi vive per queste cose non è vivere santamente i ti amo di Dio. I ministri di Dio devono essere per primi maestri di preghiera e di vita santa. Noi non dobbiamo giudicare, è evidente che quando dobbiamo scegliere un confessore o un direttore spirituale, è evidente che dobbiamo metterci nelle mani di chi non appaia un carnefici. Ma non giudichiamo mai le persone ma sulla base di riscontri oggettivi ed esterni possiamo farci un'idea oggettiva di chi abbiamo di fronte e se non mi fido (senza giudicarne e sparlarne) cercherò chi non mi appare un carnefice di anime perchè anzichè aiutarmi nella santificazione mi aiuterà nel contrario.

"..Quanto dolore non sente il mio cuore nel vedere che quelli stessi che avrebbero dovuto aiutare e santificare le anime, sono causa della loro rovina.” Gesù - se siamo capaci di unire le nostre preghiere e sacrifici bene, discernimento oggettivo su chi sia adatto a guidare la mia anima. Ok. Nessuno può o deve giudicare i ministri di Dio.

23 Maggio 1923 La Volontà di Dio è pienezza e chi vive in Essa deve accentrare tutto in lei

"...Ah! figlia mia, per prendere pieno possesso della mia Volontà devi accentrare in te tutti gli stati d’animo di tutte le creature e come passi uno stato d’animo, così prendi il dominio. Ciò successe nella mia Mamma e nella mia stessa Umanità; quante pene, quanti stati delle anime erano accentrati in Noi? La mia cara Mamma varie volte rimaneva nello stato della pura fede e la mia gemente Umanità restava come stritolata sotto il peso enorme di tutti i peccati e pene di tutte le creature, ma mentre soffrivo restavo col dominio di tutti quei beni opposti a quei peccati e pene delle creature e la mia cara Mamma restava Regina della fede, della speranza e dell’amore, dominatrice della luce, da poter dare fede, speranza, amore e luce a tutti.." Gesù

Gesù e la sua Mamma hanno vissuto tutti gli stati di sofferenza, Maria Santissima rimaneva nello stato di pura fede, pensiamo la fuga in Egitto: la Madonna non sapeva quanto tempo ci sarebbero stati e si è dovuta abbandonare alla dv abbracciando quella situazione. Qui Gesù spiega che la pienezza della vita nella dv non è possibile viverla se non si conoscono tutte le tenebre e le situazioni di sofferenza delle creature e si vivono a beneficio di tutti. Chi vive nella dv porta luce e vita nella dv a tutti ma per dare è necessario possedere.

"..Per dare è necessario possedere e per possedere è necessario accentrare in sé quelle pene e con la rassegnazione e con l’amore cambiare in beni le pene, in luce le tenebre, in fuoco le freddezze. La mia Volontà è pienezza e chi deve vivere in Essa deve entrare nel dominio di tutti i beni possibili ed immaginabili, per quanto a creatura è possibile..." Gesù

Rassegnazione ed amore (altre due parole chiave). Chi di noi è pronto non a parole ma a fatti a fare questo? Perchè questo è un punto fondamentale: se si fa questo, succedono due cose: primo si dà tanti di quei beni (anche se non ce ne rendiamo conto) a tante creature che soltanto in Paradiso ne avremo visione e conoscenza adeguata ma arriveranno tanti beni anche per noi.

"..Quanti beni non posso dare a tutti e quanti non ne può dare la mia inseparabile Mamma? E se non diamo di più è perché non c’è chi prenda, perché tutto soffrimmo e mentre stavamo sulla terra la nostra dimora fu nella pienezza della Divina Volontà.." Gesù

Per molto avere, molto bisogna dare. E a chi molto viene dato, molto viene chiesto. Per avere grandi grazie occorre essere disponibili a passare bene per grandi croci con la rassegnazione e con l'amore. Rassegnazione, non dobbiamo intendere con quella sfumatura negativa ma la rassegnazione è quella operazione di adeguamento alla dv ma che sia fatta volentieri, con sofferenza ma volentieri. O addirittura con gioia (se il Signore ci dà la grazia). E poi con l'amore, noi siamo pronti a dire a Gesù: tranquillo, qualunque cosa non ti preoccupare conta sul mio cuore e stai tranquillo. Possiamo dire a Gesù: puoi fidarti di me? Noi dobbiamo fidarci di Gesù e Lui può fidarsi di noi?

"..credi tu che sia cosa da nulla, o come tutte le altre vite, anche sante, il vivere nel nostro Volere? Ah! no, no, è il tutto, qui conviene abbracciare tutto e se qualche cosa sfugge non puoi dire che vivi nella pienezza della nostra Volontà, perciò sii attenta e segui sempre il volo nel mio Eterno Volere.” Gesù

Gesù parla in un contesto di dolore e di privazioni e pene. Questo non ci deve spaventare, grandi croci grandi grazie necessarie a vivere in pienezza nella dv.

domenica 7 giugno 2020

Fedeltà, attenzione e grande umiltà dinanzi agli insondabili misteri di Dio

Gesù rivela a Luisa il grande mistero della sua passione "perenne, eterna e ininterrotta" che caratterizzò la sua vita terrena, con una croce che andò ben al di là di quella, pur dolorosissima, che lo innalzò sul monte Calvario. Sono misteri grandi e insondabili da mente creata, dinanzi a cui conservare grande e somma umiltà. Il valore fondamentale della fedeltà e dell'attenzione, che mantengono l'anima in pace, rendendola padrona e dominatrice dei propri atti. Libro di Cielo, Volume 15, 13- 16 Febbraio 1923, Giovedì 9 Gennaio 2020

13 Febbraio 1923 Il bene che porta l’essere fedele ed attento

Mi sentivo tutta afflitta ed il mio dolce Gesù, facendosi vedere appena, mi ha detto: “Figlia mia, coraggio, siimi fedele ed attenta, ché la fedeltà e l’attenzione producono l’eguaglianza degli umori nell’anima, formano un solo umore e stabiliscono la perfetta pace e questa la rende dominatrice, in modo che fa ciò che vuole e giunge dove vuole...." Gesù

Due parole d'ordine: fedeltà ed attenzione. Noi siamo padroni di noi stessi, (lo sperimentiamo tutti) lucidi e non travolti mai dagli eventi e capaci di interagire attivamente con essi nella misura in cui conserviamo nel cuore la pace e la calma, ecco perchè per nessun motivo dobbiamo permettere nella nostra anima pensieri atti a turbarci. La pace del cuore è un bene supremo che dobbiamo custodire e che nasce dalla fedeltà a Dio, alle promesse che abbiamo fatto, ai suoi voleri, a quello che abbiamo meditato (se Dio è incomprensibile e trascendente nel suo agire vuol dire che dobbiamo adorarlo e non dubitare che Lui non abbia sotto controllo la situazione ecc....). E poi l'attenzione costante al rispondere a quello che il Signore ci chiede e l'attenzione nel fare sempre le stesse cose. Papa Benedetto 16°, quando una cosa ci colpisce nel cuore, il segno è che rimane nel nostro cuore anche se non ci andiamo a ripensare troppo; il don si ricorda che una volta // digressione del don: nella storia della Chiesa l'importante è il ministero petrino non la persona che svolge il ruolo di Pontefice, le persone che lo svolgono lasceranno dei doni che in quanto esseri umani infallibili potrebbero non essere il top - il Papa Emerito ha lasciato la sua attenzione alla bellezza e la liturgia - La Messa è la ripetizione solenne e costante degli stessi atti,sono regole assolute della vita dello spirito, le preghiere del mattino e della sera bisogna essere costanti e perseveranti nel fare sempre la stessa cosa. E anche nelle altre. Sempre. Questa fedeltà e costanza è il segreto di ogni santità. Noi umani cambiamo in quanto non siamo immutabili e perfetti come Dio e dovremmo andare di bene in meglio; ogni giorni dovremmo mettere un tassello in più verso il meglio nella nostra crescita, questo cammino si svolge dentro una cornice di costanza e perseveranza nel fare sempre le stesse cose. E' difficile, perchè uno può avere una botta di spiritualità ma poi bisogna vedere cosa succede dopo 15 giorni e questa routine produce tanta di quella santità e di quei meriti che li vedremo solo in Paradiso.

".. Oh! se il sole non fosse sempre eguale nel mandare la sua luce, quante oscillazioni, quanti disordini ci sarebbero sulla terra! E l’uomo non potrebbe far alcun calcolo, né sui campi, né sulle piante; direbbe: “Se il sole non mi manda la sua luce ed il suo calore, non so quando devo mietere né quando matureranno i frutti.” Così succede per l’anima fedele ed attenta, nella mia Volontà uno è il suo atto, ma gli effetti sono innumerevoli, invece se è incostante e disattenta, né lei né Io possiamo fare alcun calcolo, né fissare il bene che può produrre.” Gesù

Meditiamo bene su queste cose, sono di un'importanza capitale. Non solo nella dv (atto di preventivo tutti i giorni, gli atti attuali tutti i giorni, le fusioni tutti i giorni, il Pio pellegrinaggio nella Creazione, un'Ora della Passione tutti i giorni,l'attenzione per i divini voleri, ecc...) ma questo vale anche per la vita cristiana. Ognuno poi faccia un'attenzione nel vedere quanto la nostra vita è costante e quanto non lo è. Quanto siamo più fedele è costante, quanto più padronanza dei nostri atti e pace avremo nel cuore e viceversa.

16 Febbraio 1923 La Croce che diede la Divina Volontà a Nostro Signore. Gesù per operare la Redenzione perfetta e completa, doveva farla nell’ambito dell’Eternità

".. Se la mia volontà umana non avesse avuto con sé una Eterna, tutti i miei atti sarebbero stati atti determinati e finiti; invece, con questa erano interminabili ed infiniti, perciò le mie pene, la mia croce, dovevano essere interminabili ed infinite e la Volontà Divina fece trovare alla mia Umanità tutte queste pene e croci, tanto che Lei mi distendeva su tutta l’umana famiglia, dal primo all’ultimo uomo ed Io assorbivo tutte le specie di pene in Me ed ogni creatura formava la mia croce, sicché la mia croce fu tanto lunga quanto è e sarà la lunghezza di tutti i secoli e larga quanto le umane generazioni. Non fu la sola piccola croce del Calvario dove mi crocifissero gli ebrei, questa non era altro che una similitudine della lunga croce in cui mi teneva crocifisso la Suprema Volontà, sicché ogni creatura formava la lunghezza e la larghezza della croce e come la formava restava innestata nella stessa croce ed il Voler Divino distendendomi su di essa e crocifiggendomi, non solo faceva mia la croce, ma anche di tutti quelli che formavano detta croce. Ecco perciò avevo bisogno dell’ambito dell’eternità dove poter tenere questa croce, lo spazio terrestre non sarebbe bastato per contenerla. Oh! quanto mi ameranno quando conosceranno ciò che fece la mia Umanità nella Divina Volontà, ciò che mi fece soffrire per amor loro! La mia croce non fu di legno, no, furono le anime, erano loro che sentivo palpitanti nella croce in cui mi distendeva la Divina Volontà e non faceva sfuggire nessuna, a tutte dava il posto e per dare posto a tutte mi distendeva in modo sì straziante e con pene sì atroci, che le pene della Passione potrei chiamarle piccole e sollievi. Perciò affrettati, affinché il mio Volere faccia conoscere tutto ciò che il Voler Eterno operò nella mia Umanità, questa conoscenza riscuoterà tanto amore, che si piegheranno a farlo regnare in mezzo ad essi.” Gesù

Chi assiduo nella recita delle Ore della Passione avrà riconosciuto quel passo dove Gesù fa comprendere cos'è stata per Lui la Croce non andando a limitarsi a quelle tre ore in cui è stato Crocifisso. Nella 20° ora è citato questo scritto dove Gesù spiega bene. La croce di Gesù è stato qualcosa di più ampio. Entriamo attraverso queste rivelazioni nei misteri insondabili, tante volte quando si ascoltano queste cose trascendono non poco la nostra capacità di comprensione (una croce lunga tutti i secoli, ecc..). Comprendiamo come nell'interno di Gesù si compivano una montagna di operazioni divine, operazioni che a volte (come dicono i santi) la grazia compie anche negli esseri umani ma noi non capiamo cosa succede. Nelle biografie dei santi succede, un santo X un giorno si sveglia e sente delle pene interiori e non capisce cosa succede, non lo sa. Poi magari Nostro Signore gli spiega più avanti che quella tristezza che ha provato era la tristezza o dolore dei peccatori e tu vivendola ed offrendola Io (Dio) ho potuto convertire quel peccatore ecc.. . La nostra profonda ignoranza sulle operazioni divine dev'essere sempre presente e mortificata assai dovrebbe essere la nostra curiosità ma Dio non dà spiegazioni. Come Dio conduce il corso della storia, è bene pensare nella meditazione a queste cose. Un'altra mistica alla quale Gesù spiegava "secondo Te io non sapevo che Adamo non avrebbe peccato?", domanda che la nostra piccola mente ristretta potrebbe farsi ma questa domanda non bisogna porsi (la mente di Dio è più grande della nostra). La domanda è mal posta, la domanda corretta: quanto grandi saranno i disegni di Dio sull'umanità? Quanto grande sarà la sua Sapienza se, nonostante che sapesse da sempre che l'Umanità avrebbe peccato, l'ha creata lo stesso? Nel primo modo di pensare si mette Dio sotto processo e nel secondo modo di pensare si accetta che le spiegazioni ci siano, Dio le sa e se non me le dice è perchè non è necessario che io le sappia, Dio non ci dice nulla che non sia necessario e questo lo dobbiamo capire. Qui, il senso che Gesù ha spiegato, è questo: far comprendere come la Redenzione è stato un'atto compiuto nella Dv, nell'ambito dell'Eternità . perchè potesse avere un valore infinito - e di un'intensità per noi non inimmaginabile. Ogni anima ha trovato posto nel suo Cuore (di Gesù) - se ogni anima (anche della persona più viscida e peccatrice) è stata messa nel cuore di Gesù - quindi quell'essere spregevole, viscido e demone incarnato (e se questa persona non si convertirà purtroppo diventerà demone eterno) però però quell'anima sta a posto nel cuore di Gesù. E' stata una delle tante per le quali Gesù si è disteso in questa Croce eterna e misteriosa formata da tutte le anime e in riparazione del male fatto da esse.

"...E’ decretato che se una creatura non entra nel Volere Eterno per rendere triplici i nostri atti, questo Supremo Volere non scende sulla terra per fare la sua via nelle umane generazioni, vuole il corteggio dei triplici atti per farsi conoscere; perciò affrettati.” Gesù

Quando Gesù dice che qualcosa è Decretato, in teologia è nota questa cosa, i decreti di Dio - ci sono dei voleri dell'Altissimo che sono condizionati: succederà questa cosa se la libertà delle creature farà questa cosa altrimenti no, ma ci sono delle cose che Dio decide e che succederanno senza che questo accadere violi la libertà delle creature. E anche qua non sappiamo come Dio fa. Quando si usa il termine Decreto si parla di una cosa che accadrà perchè nessuno è capace di arrestarne l'attuazione. Cosa ci ha rivelato oggi? Una Creatura non entrerà nella dv se non ci sarà una creatura che entri nella dv. E noi ogni tanto ci facciamo la domanda che non dovremmo fare: e perchè? (Ripassarsi 30 Gennaio 1909 La storia del perché - ottavo volume). Il perchè non deve sostare nella nostra anima perchè sono soste pericolose. C'è un decreto di Dio e se lo fa - anche i provvedimenti della Chiesa si chiamano decreti e anche degli imperatori - il decreto è sempre stato anche in campo giuridico è sempre stato una cosa forte, il decreto legge è vincolante, è una decisione sulla quale non ci si può far nulla. Questo per dire la nostra conoscenza di Dio in questo mondo è vera, ma è molto imperfetta perchè ciò che Dio fa noi non comprendiamo quasi nulla. E dico quasi (il don) perchè è generoso. Queste anche deve situarci nella giusta prospettiva con il nostro rapporto con Dio su tante cose. Sempre cautela.