Ciao!
Ormai l'estate volge al termine e la calura sta a poco a poco cedendo il passo ad un clima più fresco (era ora). Scrivo questo blog per segnalare che ormai sto rientrando a poco a poco in attività. Sto finendo di montare i filmini dell'estate e sono pronto a riprendere i fumetti. Riprenderanno con molta probabilità/certezza le lezioni di disegno della modella sperando che ci siano miglioramenti.
In casa mia, tra le altre cose, ho anche fatto un piccolo repulist eliminando parecchi fogli vecchi che ormai non li usavo più e che facevano solo la polvere (ho starnutito per due giorni). Adesso camera mia è più libera e i fogli li ho fotografati prima di buttarli. Ne posto alcuni.
Alcune erano prove di colore (i quadratoni colorati) altre erano prove di disegno e quella dell'aquilone era solo una specie di concorso che però non è mai decollato.
Infine, noto con piacere che le visite a questo blog non sono scemate ma si concentrano di più sugli appunti di storia dell'arte che ho preso per le lezioni del corso serale di disegno. Riuscirò a riprendere anche le lezioni di storia dell'arte?
Al futuro l'ardua sentenza
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venerdì 4 settembre 2015
domenica 23 giugno 2013
Paul Gauguin - prima parte
Ciao a tutti!
Sfruttando una lezione di ripasso in vista dell'esame di storia dell'arte recupero qua il discorso su Gauguin pubblicando la prima parte della lezione (e qua potete trovare la seconda parte).
Il titolo del quadro è La visione dopo il sermone
Qua il pittore rappresenta la lotta tra l'angelo e Giacobbe. Il disegno è diviso in due dal ramo di un'albero e da una parte troviamo il mondo angelico e dall'altra parte il mondo terreno. Lo stile adottato dal pittore è il simbolismo (quindi una visione non della realtà).
Sfruttando una lezione di ripasso in vista dell'esame di storia dell'arte recupero qua il discorso su Gauguin pubblicando la prima parte della lezione (e qua potete trovare la seconda parte).
Il titolo del quadro è La visione dopo il sermone
Qua il pittore rappresenta la lotta tra l'angelo e Giacobbe. Il disegno è diviso in due dal ramo di un'albero e da una parte troviamo il mondo angelico e dall'altra parte il mondo terreno. Lo stile adottato dal pittore è il simbolismo (quindi una visione non della realtà).
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martedì 11 giugno 2013
Les mademoiselle avignon
Les mademoiselle avignon - Picasso (1907)
Quest'opera, proto-cubista, con cui Picasso inizia nella ricerca che lo porterà al cubismo analitico. Avignon però non è la città ma una via a Barcellona dove si trovavano i bordelli. Picasso aveva inizialmente concepito la scena normalmente (con le prostitute che ricevevano i clienti) ma poi Picasso si concentrò solo su 5 figure femminili. Tali figure appaiono scorciate e deformate per la differenza dei punti di vista dalla quale vengono viste. Picasso introduce delle novità importanti: le tre figure laterali sono scomposte in piani geometrici, taglienti ed aguzzi che si compenetrano con i piani scomposti dello spazio. La figura seduta sulla destra (per esempio) vediamo il volto e la schiena. Picasso applica il principio della simultaneità visiva. I volti assomigliano a delle maschere africane e in primo piano l'artista colloca della natura morta usando il ribaltamento dei piani di Cèzanne. Picasso rifiuta o non rappresenta la profondità.
Quest'opera, proto-cubista, con cui Picasso inizia nella ricerca che lo porterà al cubismo analitico. Avignon però non è la città ma una via a Barcellona dove si trovavano i bordelli. Picasso aveva inizialmente concepito la scena normalmente (con le prostitute che ricevevano i clienti) ma poi Picasso si concentrò solo su 5 figure femminili. Tali figure appaiono scorciate e deformate per la differenza dei punti di vista dalla quale vengono viste. Picasso introduce delle novità importanti: le tre figure laterali sono scomposte in piani geometrici, taglienti ed aguzzi che si compenetrano con i piani scomposti dello spazio. La figura seduta sulla destra (per esempio) vediamo il volto e la schiena. Picasso applica il principio della simultaneità visiva. I volti assomigliano a delle maschere africane e in primo piano l'artista colloca della natura morta usando il ribaltamento dei piani di Cèzanne. Picasso rifiuta o non rappresenta la profondità.
mercoledì 5 giugno 2013
Giorgio de Chirico
Ciao a tutti!
Oggi parliamo di Giorgio de Chirico (1888 - 1978) e della Metafisica. La Metafisica nasce dalle riflessioni di De Chirico nel 1910/'11 e come gruppo nasce nel 1917 dall'incontro a Ferrara con Carlo Carrà. Il termine deriva dal greco e vuol dire oltre la fisica (oltre a ciò che noi percepiamo). Il movimento di De Chirico fu, per sua stessa ammissione, un anti-avanguardia perchè aveva continui richiami alla classicità mentre il futurismo divenne un'avanguardia perchè guardava al futuro.
ATTENZIONE! IL QUADRO SOTTO NON E' PRESENTE NEL PROGRAMMA (ma aiuta ad introdurre la lezione)
La pittura di Giorgio de Chirico o la pittura metafisica è la pittura dell'enigma, del dubbio, del mistero, dello spaesamento, del sogno e dell'allucinazione. In latino si legge (in basso a sinistra sulla cornice) che cosa amerò se non ciò che un'enigma.
Canto d'amore (1944)
Giorgio de Chirico dipinge degli oggetti apparentemente in modo incongruo e casuale. Una palla verde, un guanto di plastica, una testa di Apollo belvedere e un muretto con dietro una locomotiva (a sinistra dalla nuvola). La scena si svolge in una piazza porticata chiusa da un muretto di mattoni. I soggetti del quadro però simboleggiano certi aspetti della vita di De Chirico: la locomotiva in ricordo del lavoro di suo padre (ingegnere ferroviere che costruì in Grecia la prima ferrovia), il guanto usato dalle ostetriche al momento del parto e la testa classica in ricordo delle sue origini greche dal momento che nacque in Grecia.
Le opere di De Chirico generano in noi una sensazione di spaesamento perchè non riusciamo a comprendere il significato logico della scena vedendo oggetti messi in luoghi estranei al loro uso (come ad esempio dei mobili all'aria aperta come nella foto qua sotto che non è nel programma)
Le muse ignoranti (1918, il quadro a destra)
Questo quadro rappresenta una piazza formata da assi di legno con sullo sfondo il castello estense di Ferrara e con accanto una fabbrica con due ciminiere (anche se nella realtà non ci sono), Giorgio De Chirico realizza uno spazio incongruo dove ci sono più punti di fuga prospettica. Le due statue assomigliano a due manichini e sostituiscono l'uomo (assente anche in altri quadri) in uno spazio da incubo. Infatti i quadri di De Chirico sono abituati non dall'uomo ma da statue, manichini o ombre: l'uomo non esiste. Inoltre i suoi quadri sono tutti statici e la Metafisica è la pittura del silenzio.
Oggi parliamo di Giorgio de Chirico (1888 - 1978) e della Metafisica. La Metafisica nasce dalle riflessioni di De Chirico nel 1910/'11 e come gruppo nasce nel 1917 dall'incontro a Ferrara con Carlo Carrà. Il termine deriva dal greco e vuol dire oltre la fisica (oltre a ciò che noi percepiamo). Il movimento di De Chirico fu, per sua stessa ammissione, un anti-avanguardia perchè aveva continui richiami alla classicità mentre il futurismo divenne un'avanguardia perchè guardava al futuro.
ATTENZIONE! IL QUADRO SOTTO NON E' PRESENTE NEL PROGRAMMA (ma aiuta ad introdurre la lezione)
La pittura di Giorgio de Chirico o la pittura metafisica è la pittura dell'enigma, del dubbio, del mistero, dello spaesamento, del sogno e dell'allucinazione. In latino si legge (in basso a sinistra sulla cornice) che cosa amerò se non ciò che un'enigma.
Canto d'amore (1944)
Giorgio de Chirico dipinge degli oggetti apparentemente in modo incongruo e casuale. Una palla verde, un guanto di plastica, una testa di Apollo belvedere e un muretto con dietro una locomotiva (a sinistra dalla nuvola). La scena si svolge in una piazza porticata chiusa da un muretto di mattoni. I soggetti del quadro però simboleggiano certi aspetti della vita di De Chirico: la locomotiva in ricordo del lavoro di suo padre (ingegnere ferroviere che costruì in Grecia la prima ferrovia), il guanto usato dalle ostetriche al momento del parto e la testa classica in ricordo delle sue origini greche dal momento che nacque in Grecia.
Le opere di De Chirico generano in noi una sensazione di spaesamento perchè non riusciamo a comprendere il significato logico della scena vedendo oggetti messi in luoghi estranei al loro uso (come ad esempio dei mobili all'aria aperta come nella foto qua sotto che non è nel programma)
Le muse ignoranti (1918, il quadro a destra)
Questo quadro rappresenta una piazza formata da assi di legno con sullo sfondo il castello estense di Ferrara e con accanto una fabbrica con due ciminiere (anche se nella realtà non ci sono), Giorgio De Chirico realizza uno spazio incongruo dove ci sono più punti di fuga prospettica. Le due statue assomigliano a due manichini e sostituiscono l'uomo (assente anche in altri quadri) in uno spazio da incubo. Infatti i quadri di De Chirico sono abituati non dall'uomo ma da statue, manichini o ombre: l'uomo non esiste. Inoltre i suoi quadri sono tutti statici e la Metafisica è la pittura del silenzio.
domenica 2 giugno 2013
Ingres - La bagnante di Valpinçon
La bagnante di Valpinçon (1808)
La bagnante di Valpinçon fu un capolavoro del neoclassico. Ingres introdusse delle novità importanti per la rappresentazione del nudo. Per prima cosa il nudo era di schiena (con un precedente di Velazquez - Venere allo specchio), il formato era verticale rispetto al formato orizzontale usato per esempio dalla Venere di Tiziano. La scena è semplice ed è formata da orizzontali e verticali sulle quali risalta la curva del corpo. L'anatomia della schiena è però sbagliata, infatti la schiena è larga e lunga in modo anormale. Ma questa imperfezione è servita al pittore per avere più spazio per i giochi di luce e ombra. La donna indossa un turbante in ricordo della fornarina di Raffaello.
La bagnante di Valpinçon fu un capolavoro del neoclassico. Ingres introdusse delle novità importanti per la rappresentazione del nudo. Per prima cosa il nudo era di schiena (con un precedente di Velazquez - Venere allo specchio), il formato era verticale rispetto al formato orizzontale usato per esempio dalla Venere di Tiziano. La scena è semplice ed è formata da orizzontali e verticali sulle quali risalta la curva del corpo. L'anatomia della schiena è però sbagliata, infatti la schiena è larga e lunga in modo anormale. Ma questa imperfezione è servita al pittore per avere più spazio per i giochi di luce e ombra. La donna indossa un turbante in ricordo della fornarina di Raffaello.
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sabato 1 giugno 2013
Piet Mondriaan
Ciao a tutti!
Piet Mondriaan (1872 - 1944)cambia il nome in Mondrian quando dall'Olanda (sua terra natia) va a Parigi nel 1912 in polemica con la stantia, attardata cultura olandese. Il pittore ha sviluppato un'astrazione geometrica a differenza dell'astrazione spirituale di Kandinsky e come quest'ultimo, Mondrian giunge all'astrattismo dopo una lunga fase figurativa.
Qua sopra "barca sul fiume", di quando ancora Mandrian dipingeva paesaggi impressionisti all'aria aperta con i colori cupi tipici della tradizione olandese.Il pittore poi inizia a dipingere i suoi quadri usando i colori come un FAUVE
Mulino al sole
Faro
Mondrian ha 41 anni quando inizia a dipingere quadri dove il soggetto non è più riconoscibile e ne ha 47 quando dipinge i famosi quadri a scacchiera o a griglia. Il soggiorno a Parigi dal 1912 fino al 1914 e il contatto con i cubisti si rivelano esperienze decisive che lo conducono sulla strada della semplificazione e della riduzione della pittura ai suoi due elementi fondamentali: la linea e il colore. Mondrian vuole raggiungere la forma assoluta, la sintesi totale e la massima essenzialità. Dice:"esclusi dalle mie opere le linee curve, verticali ed orizzontali. Sono l'espressione di due forze opposte che generano equilibrio".
Nel 1908 inizia la serie degli alberi che si rivela molto importante perchè testimonia il percorso di Mondrian verso l'astrazione.
L'albero rosso (1908) dove ancora si vede la traccia della pittura FAUVE
L'albero grigio (1912) dove dimostra la conoscenza del cubismo
E nel 1913 Ovale con alberi dove l'albero è irriconoscibile ed è trasformato in un insieme di segni
"costruisco combinazioni di linee di colori su una superficie piatta in modo da esprimere una bellezza generale". Mondrian continua nella sua ricerca minimalista e nel 1919/'20 dipinge i primi quadri a griglia o a scacchiera che sono il suo punto d'arrivo
Mondrian usa linee ortogonali nere che dividono lo spazio matematicamente in piani rettangolari dipinti con i colori primari aggiungendoci il bianco, il grigio e il nero. Questi quadri sono caratterizzati da rigore geometrico e da un'armonia matematica (sezione aurea) assieme ad un equilibrio e bilanciamento cromatico. I quadri vengono fatti per esprimere gli ideali classici di calma, serenità, pace e purezza perchè l'Europa era appena uscita in quegli anni dalla prima guerra mondiale. "Ho eliminato il senso tragico della vita" ha detto Mondrian, i suoi quadri avevano una funzione catartica e di purificazione.
Piet Mondriaan (1872 - 1944)cambia il nome in Mondrian quando dall'Olanda (sua terra natia) va a Parigi nel 1912 in polemica con la stantia, attardata cultura olandese. Il pittore ha sviluppato un'astrazione geometrica a differenza dell'astrazione spirituale di Kandinsky e come quest'ultimo, Mondrian giunge all'astrattismo dopo una lunga fase figurativa.
Qua sopra "barca sul fiume", di quando ancora Mandrian dipingeva paesaggi impressionisti all'aria aperta con i colori cupi tipici della tradizione olandese.Il pittore poi inizia a dipingere i suoi quadri usando i colori come un FAUVE
Mulino al sole
Faro
Mondrian ha 41 anni quando inizia a dipingere quadri dove il soggetto non è più riconoscibile e ne ha 47 quando dipinge i famosi quadri a scacchiera o a griglia. Il soggiorno a Parigi dal 1912 fino al 1914 e il contatto con i cubisti si rivelano esperienze decisive che lo conducono sulla strada della semplificazione e della riduzione della pittura ai suoi due elementi fondamentali: la linea e il colore. Mondrian vuole raggiungere la forma assoluta, la sintesi totale e la massima essenzialità. Dice:"esclusi dalle mie opere le linee curve, verticali ed orizzontali. Sono l'espressione di due forze opposte che generano equilibrio".
Nel 1908 inizia la serie degli alberi che si rivela molto importante perchè testimonia il percorso di Mondrian verso l'astrazione.
L'albero rosso (1908) dove ancora si vede la traccia della pittura FAUVE
L'albero grigio (1912) dove dimostra la conoscenza del cubismo
E nel 1913 Ovale con alberi dove l'albero è irriconoscibile ed è trasformato in un insieme di segni
"costruisco combinazioni di linee di colori su una superficie piatta in modo da esprimere una bellezza generale". Mondrian continua nella sua ricerca minimalista e nel 1919/'20 dipinge i primi quadri a griglia o a scacchiera che sono il suo punto d'arrivo
Mondrian usa linee ortogonali nere che dividono lo spazio matematicamente in piani rettangolari dipinti con i colori primari aggiungendoci il bianco, il grigio e il nero. Questi quadri sono caratterizzati da rigore geometrico e da un'armonia matematica (sezione aurea) assieme ad un equilibrio e bilanciamento cromatico. I quadri vengono fatti per esprimere gli ideali classici di calma, serenità, pace e purezza perchè l'Europa era appena uscita in quegli anni dalla prima guerra mondiale. "Ho eliminato il senso tragico della vita" ha detto Mondrian, i suoi quadri avevano una funzione catartica e di purificazione.
venerdì 31 maggio 2013
Wassily Kandinsky (2° parte) e l'astrattismo
Ciao a tutti
Seconda ed ultima parte su Kandinsky...ho finalmente trovato la cartella con le foto e di conseguenza posso postarle tranquillamente
Chiesa a Murnau
I riferimenti, alla realtà esterna, diventano sempre più difficili..."quest'opera si presenta come un giocoso scarabocchio infantile eseguito di getto per fissare sulla carta l'impulso creativo". Kandinsky si affida esclusivamente ai segni e ai colori il compito di trasmettere un'emozione senza descrivere nulla di reale. Il pittore usa il blu e il rosso, il primo come colore freddo che tende a contrastare, bloccare il movimento espansivo del secondo mentre il rosso tende ad espandersi. La composizione ha un'andamento circolare, dinamico con emozioni allo stato puro. "più è cupo (il blu)più è spirituale e più risveglia in noi il desiderio dell'eterno". Nel 1912 Kandinsky scrive "lo spirituale dell'arte" dove il pittore espone le sue teorie sul colore e sullo stretto rapporto che lega opera d'arte e dimensione spirituale.
Per l'artista il colore ha 2 effetti sullo spettatore: fisico e psichico. Il primo è superficiale e di breve durata e non incide molto mentre il secondo produce una vibrazione spirituale attraverso il colore e raggiunge l'anima. Il colore ha una dimensione, un suono, un'odore e un sapore e produce una sintesi di sensazioni.
Il Rosso: è un colore caldo, vitale, energetico ed è associato al quadrato e alla tuba (come strumento musicale)
Il Blu: colore profondo, spirituale, associato al cerchio e al violoncello
Giallo: colore folle (vedi Van Gogh), irrazionale e come strumento musicale è associato al triangolo e alla tromba
Verde: fa annoiare, opulenza e compiacimento. E' associato al violino.
Improvvisazione 26 (1912)
Anche con questo quadro, il pittore mantiene un legame associativo con la realtà dato che la macchia in rosso in basso a destra sembra una una figura.
Con l'Arco Nero (1913) invece cessano i legami con la realtà e i segni/colori sono totalmente autonomi e privi di aggancio alla realtà
I titoli delle opere di Kandisnky sono riprese dal linguaggio musicale ed indicano uno stretto legame tra la pittura e la musica dato che Kandinsky era amico di Arnold Schoenberg il quale ha rivoluzionato la musica con la dodecafonia (musica atonale che non cerca più l'armonia). Per Kandinsky i suoi corrispondono a i colori e i colori a dei suoni.Lui è sempre stato un'artista (come altri tipo Klee) che ha cercato un legame tra la pittura e la musica e le cui opere (come molti altri) hanno dei ritmi musicali. "Il colore è il tasto del pianoforte, l'occhio il martelletto, l'anima è il pianoforte dalle molte corte" diceva il pittore.
Kandinsky distingue tre tipi di opere: impressioni, improvvisazioni e composizioni (tutti titoli presi dal linguaggio musicale). Le impressioni mantengono ancora un legame con il mondo esterno (tipo il quadro "concerto")
Le improvvisazioni invece esprimono il mondo interiore dell'artista con una genesi immediata, improvvisa, veloce e d'impulso. Ed infine una composizione è molto più articolata (rispetto all'improvvisazione) avendo un lento processo creativo rielaborato a lungo.
Seconda ed ultima parte su Kandinsky...ho finalmente trovato la cartella con le foto e di conseguenza posso postarle tranquillamente
Chiesa a Murnau
I riferimenti, alla realtà esterna, diventano sempre più difficili..."quest'opera si presenta come un giocoso scarabocchio infantile eseguito di getto per fissare sulla carta l'impulso creativo". Kandinsky si affida esclusivamente ai segni e ai colori il compito di trasmettere un'emozione senza descrivere nulla di reale. Il pittore usa il blu e il rosso, il primo come colore freddo che tende a contrastare, bloccare il movimento espansivo del secondo mentre il rosso tende ad espandersi. La composizione ha un'andamento circolare, dinamico con emozioni allo stato puro. "più è cupo (il blu)più è spirituale e più risveglia in noi il desiderio dell'eterno". Nel 1912 Kandinsky scrive "lo spirituale dell'arte" dove il pittore espone le sue teorie sul colore e sullo stretto rapporto che lega opera d'arte e dimensione spirituale.
Per l'artista il colore ha 2 effetti sullo spettatore: fisico e psichico. Il primo è superficiale e di breve durata e non incide molto mentre il secondo produce una vibrazione spirituale attraverso il colore e raggiunge l'anima. Il colore ha una dimensione, un suono, un'odore e un sapore e produce una sintesi di sensazioni.
Il Rosso: è un colore caldo, vitale, energetico ed è associato al quadrato e alla tuba (come strumento musicale)
Il Blu: colore profondo, spirituale, associato al cerchio e al violoncello
Giallo: colore folle (vedi Van Gogh), irrazionale e come strumento musicale è associato al triangolo e alla tromba
Verde: fa annoiare, opulenza e compiacimento. E' associato al violino.
Improvvisazione 26 (1912)
Anche con questo quadro, il pittore mantiene un legame associativo con la realtà dato che la macchia in rosso in basso a destra sembra una una figura.
Con l'Arco Nero (1913) invece cessano i legami con la realtà e i segni/colori sono totalmente autonomi e privi di aggancio alla realtà
I titoli delle opere di Kandisnky sono riprese dal linguaggio musicale ed indicano uno stretto legame tra la pittura e la musica dato che Kandinsky era amico di Arnold Schoenberg il quale ha rivoluzionato la musica con la dodecafonia (musica atonale che non cerca più l'armonia). Per Kandinsky i suoi corrispondono a i colori e i colori a dei suoni.Lui è sempre stato un'artista (come altri tipo Klee) che ha cercato un legame tra la pittura e la musica e le cui opere (come molti altri) hanno dei ritmi musicali. "Il colore è il tasto del pianoforte, l'occhio il martelletto, l'anima è il pianoforte dalle molte corte" diceva il pittore.
Kandinsky distingue tre tipi di opere: impressioni, improvvisazioni e composizioni (tutti titoli presi dal linguaggio musicale). Le impressioni mantengono ancora un legame con il mondo esterno (tipo il quadro "concerto")
Le improvvisazioni invece esprimono il mondo interiore dell'artista con una genesi immediata, improvvisa, veloce e d'impulso. Ed infine una composizione è molto più articolata (rispetto all'improvvisazione) avendo un lento processo creativo rielaborato a lungo.
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mercoledì 29 maggio 2013
Wassily Kandinsky (1° parte) e l'astrattismo
Ciao a tutti!
Puntata in due parti a causa dell'enorme materiale da pubblicare
Oggi parleremo di Wassily Kandinsky (1866 - 1944) che una delle avanguardie che compie il passo decisivo e, a differenza del cubismo che mantiene l'oggetto, l'astrattismo esclude ogni forma di rappresentazione del mondo esterno (la realtà) in forme riconoscibili. L'astrattismo esprime la sfera interiore dell'artista attraverso un linguaggio fatto esclusivamente di segni e di colori dove viene abolita la rappresentazione del mondo interiore in oggetti reali.
I sentimenti sono espressi esclusivamente con il colore e le forme astratte che agiscono a livello emozionale sullo spettatore. Quest'arte nasce nel 1910 con il primo acquarello astratto di Kandinsky la quale diviene la prima opera non figurativa dell'arte occidentale (vedi qua sotto)
Nel 1911, il pittore assieme a Marc fonda il cavaliere azzurro (ricordate il DIE BRUCKE?) che sviluppa una pittura astratta rispetto alla figura dell'altra corrente. Il nome viene scelto perchè Kandinsky ama il colore blu e Marc ha una passione per i cavalli. E Kandinsky fa riferimento ad un quadro fatto da lui precedentemente intitolato proprio il cavaliere azzurro.
K. era affascinato dalle leggende e dai miti del medioevo tedesco, dalla figura del cavaliere senza macchia nè paura che lottano per il trionfo del Bene contro il Male. Due fatti chiave portano Kandinsky a diventare un pittore astratto: a Mosca nel 1895, Monet espone i covoni e il futuro pittore, vedendo da lontano il quadro, è colpito dal colore ma non ne riconosce il soggetto. E capisce che si può fare a meno del soggetto e si può troncare ogni legame con la realtà. E nel 1909 il pittore osserva un suo quadro rovesciato nel suo studio e lo trova "indescrivibilmente bello e sfavillante di fuoco interiore....ora sapevo che l'oggetto nuoceva ai miei quadri". IL pittore giunge all'astrattismo dopo una lunga fase figurativa.
Kandinsky usa i suoi quadri come un pittore FAUVE. Tra il 1908 e il 1910 a Mornau, Kandinsky abbassa gradualmente la rappresentazione di soggetti reali. Questo quadro si chiama Murnau).
Puntata in due parti a causa dell'enorme materiale da pubblicare
Oggi parleremo di Wassily Kandinsky (1866 - 1944) che una delle avanguardie che compie il passo decisivo e, a differenza del cubismo che mantiene l'oggetto, l'astrattismo esclude ogni forma di rappresentazione del mondo esterno (la realtà) in forme riconoscibili. L'astrattismo esprime la sfera interiore dell'artista attraverso un linguaggio fatto esclusivamente di segni e di colori dove viene abolita la rappresentazione del mondo interiore in oggetti reali.
I sentimenti sono espressi esclusivamente con il colore e le forme astratte che agiscono a livello emozionale sullo spettatore. Quest'arte nasce nel 1910 con il primo acquarello astratto di Kandinsky la quale diviene la prima opera non figurativa dell'arte occidentale (vedi qua sotto)
Nel 1911, il pittore assieme a Marc fonda il cavaliere azzurro (ricordate il DIE BRUCKE?) che sviluppa una pittura astratta rispetto alla figura dell'altra corrente. Il nome viene scelto perchè Kandinsky ama il colore blu e Marc ha una passione per i cavalli. E Kandinsky fa riferimento ad un quadro fatto da lui precedentemente intitolato proprio il cavaliere azzurro.
K. era affascinato dalle leggende e dai miti del medioevo tedesco, dalla figura del cavaliere senza macchia nè paura che lottano per il trionfo del Bene contro il Male. Due fatti chiave portano Kandinsky a diventare un pittore astratto: a Mosca nel 1895, Monet espone i covoni e il futuro pittore, vedendo da lontano il quadro, è colpito dal colore ma non ne riconosce il soggetto. E capisce che si può fare a meno del soggetto e si può troncare ogni legame con la realtà. E nel 1909 il pittore osserva un suo quadro rovesciato nel suo studio e lo trova "indescrivibilmente bello e sfavillante di fuoco interiore....ora sapevo che l'oggetto nuoceva ai miei quadri". IL pittore giunge all'astrattismo dopo una lunga fase figurativa.
Kandinsky usa i suoi quadri come un pittore FAUVE. Tra il 1908 e il 1910 a Mornau, Kandinsky abbassa gradualmente la rappresentazione di soggetti reali. Questo quadro si chiama Murnau).
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venerdì 24 maggio 2013
Questo sono io
Ciao a tutti!
"Questo sono io" (2013)
La fine del mio ultimo anno scolastico sta arrivando e dopo un'anno passato a disegnare quadri altrui (scoprendo le difficoltà del disegnare secondo le tecniche impressioniste e via dicendo)mi sono detto: stavolta disegno qualcos'altro. In realtà è tutto partito dal fatto che uscendo tardi dal lavoro non avevo voglia di correre come un pazzo per procurarmi l'ennesima fotografia di un dipinto e, preso il foglio bianco sono andato a scuola. Lì sono rimasto parecchio titubante sul cosa fare e sopratutto pensavo di passare il tempo tracciando delle linee di colori alla babbo...Poi però le cose sono cambiate. Mi sono deciso a rimettermi in gioco e a darmi da fare e, ispirandomi agli astrattisti (anche grazie agli esempi fatti vedere dal prof di arte) ho deciso di disegnare come mi sentivo dentro.
Dentro di me, in quel momento c'erano sentimenti come la gioia, speranza e la tranquillità ma anche la bellezza del colore e di conseguenza ho deciso di disegnare questa esplosione di colore e di contrasti. Non è stato facile perchè sentivo che dentro di me c'era qualcosa che mi tratteneva e so che non sono riuscito a mettere tutto me stesso su quel foglio ma ho un pò esitato come se avessi paura di sbagliare.
Però sono orgoglioso perchè mi sembra di iniziare a camminare con le mie gambe dopo tutto il tempo che vado al serale. Ora capisco che quando un pittore dipingeva certi quadri, doveva essere più libero del giudizio altrui / paura di sbagliare rispetto ad altri
"Questo sono io" (2013)
La fine del mio ultimo anno scolastico sta arrivando e dopo un'anno passato a disegnare quadri altrui (scoprendo le difficoltà del disegnare secondo le tecniche impressioniste e via dicendo)mi sono detto: stavolta disegno qualcos'altro. In realtà è tutto partito dal fatto che uscendo tardi dal lavoro non avevo voglia di correre come un pazzo per procurarmi l'ennesima fotografia di un dipinto e, preso il foglio bianco sono andato a scuola. Lì sono rimasto parecchio titubante sul cosa fare e sopratutto pensavo di passare il tempo tracciando delle linee di colori alla babbo...Poi però le cose sono cambiate. Mi sono deciso a rimettermi in gioco e a darmi da fare e, ispirandomi agli astrattisti (anche grazie agli esempi fatti vedere dal prof di arte) ho deciso di disegnare come mi sentivo dentro.
Dentro di me, in quel momento c'erano sentimenti come la gioia, speranza e la tranquillità ma anche la bellezza del colore e di conseguenza ho deciso di disegnare questa esplosione di colore e di contrasti. Non è stato facile perchè sentivo che dentro di me c'era qualcosa che mi tratteneva e so che non sono riuscito a mettere tutto me stesso su quel foglio ma ho un pò esitato come se avessi paura di sbagliare.
Però sono orgoglioso perchè mi sembra di iniziare a camminare con le mie gambe dopo tutto il tempo che vado al serale. Ora capisco che quando un pittore dipingeva certi quadri, doveva essere più libero del giudizio altrui / paura di sbagliare rispetto ad altri
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giovedì 23 maggio 2013
Giacomo Balla
Giacomo Balla (1871 - 1958)
Fu un artista futurista che studiò il movimento delle figure disegnando una scomposizione del soggetto attimo per attimo mediante la ripetizione della stessa figura più volte. Un quadro, che non è presente nel nostro programma di studio, è "ragazza che corre sul balcone". Si tratta di sua figlia Luce (e poi c'era anche sua sorella Elica).
La figura nel dipinto viene ripetuta più volte e la figura della figlia e della ringhiera si compenetrano a vicenda. Il colore viene distribuito mediante quadratini cromatici o tasselli di colore, tecnica che ricorda il Divisionismo.
Il pittore prende spunto dalle fotografie di Muybridge e di Marey i quali lo hanno ispirato.
Un'opera di Balla che invece c'è nel programma è Lampada ad Arco, dove la luce elettrica (il futuro, l'opera umana, il nuovo) vince quella della luna (che ricorda il romantico e quindi il passato)
L'altra opera di Balla è "dinamismo di un cane al guinzaglio" dove il quadro ha un taglio fotografico e rappresenta una donna che tiene al guinzaglio un cane ed entrambi i soggetti sono rappresentati nel momento di muoversi
Tale tecnica (di disegnare più gambe per rappresentare il movimento) è stata però già usata in passato....dai disegni primitivi (vedi grotte di Altamira, dove un bisonte ha più zampe per indicarne il movimento e tanto per dire che nel mondo dell'arte è un continuo ripetersi).
I QUADRI QUA SOTTO ------- (DI BALLA)----------------------------------- NON SONO NEL PROGRAMMA
"Le mani del violinista"
"Il volo di una rondine" (ripetuta nello spazio)
Infine, nel 1912/1913, Marcel Duchamp (dadaista) ebbe anche lui una fase cubo-futurista con "nudo che scende le scale" ripetuto più volte fondendo e compenetrandosi a vicenda

Infine anche in Russia, il futurismo ha avuto i suoi seguaci. Tra cui Natalja Goncharova. In Russia, il movimento dei futuristi si chiamò Raggismo.
"Il ciclista"
Fu un artista futurista che studiò il movimento delle figure disegnando una scomposizione del soggetto attimo per attimo mediante la ripetizione della stessa figura più volte. Un quadro, che non è presente nel nostro programma di studio, è "ragazza che corre sul balcone". Si tratta di sua figlia Luce (e poi c'era anche sua sorella Elica).
La figura nel dipinto viene ripetuta più volte e la figura della figlia e della ringhiera si compenetrano a vicenda. Il colore viene distribuito mediante quadratini cromatici o tasselli di colore, tecnica che ricorda il Divisionismo.
Il pittore prende spunto dalle fotografie di Muybridge e di Marey i quali lo hanno ispirato.
Un'opera di Balla che invece c'è nel programma è Lampada ad Arco, dove la luce elettrica (il futuro, l'opera umana, il nuovo) vince quella della luna (che ricorda il romantico e quindi il passato)
L'altra opera di Balla è "dinamismo di un cane al guinzaglio" dove il quadro ha un taglio fotografico e rappresenta una donna che tiene al guinzaglio un cane ed entrambi i soggetti sono rappresentati nel momento di muoversi
Tale tecnica (di disegnare più gambe per rappresentare il movimento) è stata però già usata in passato....dai disegni primitivi (vedi grotte di Altamira, dove un bisonte ha più zampe per indicarne il movimento e tanto per dire che nel mondo dell'arte è un continuo ripetersi).
I QUADRI QUA SOTTO ------- (DI BALLA)----------------------------------- NON SONO NEL PROGRAMMA
"Le mani del violinista"
"Il volo di una rondine" (ripetuta nello spazio)
Infine, nel 1912/1913, Marcel Duchamp (dadaista) ebbe anche lui una fase cubo-futurista con "nudo che scende le scale" ripetuto più volte fondendo e compenetrandosi a vicenda

Infine anche in Russia, il futurismo ha avuto i suoi seguaci. Tra cui Natalja Goncharova. In Russia, il movimento dei futuristi si chiamò Raggismo.
"Il ciclista"
mercoledì 22 maggio 2013
Umberto Boccioni (seconda ed ultima parte)
Ciao a tutti!
Seconda ed ultima parte su Umberto Boccioni.
Umberto Boccioni (UB) dipinge un trittico (tre quadri) intitolato "gli stati d'animo" nel 1911 dopo un viaggio a Parigi dove UB conosce le opere cubiste di Picasso, di Georges Braque e sopratutto di Robert Delaunay che inventa il cubismo orfico (da Orfeo, quello di Euridice) il quale dipinge una serie di quadri dedicati alla torre Eiffel nei quali offre una visione dinamica e molto colorata a differenza del cubismo statico di Picasso.
Il soggetto del quadro di UB degli stati d'animo sono i diversi stati d'animo al momento del congedo. Il quadro centrale (il primo postato) è ambientato nella stazione di Milano e rappresenta una locomotiva (vedi numero di serie). Questa idea di scrivere il numero si ispira al cubismo di Picasso che scrive numeri e lettere per dare concretezza all'immagine. Il quadro di Boccioni mostra una locomotiva che squarcia lo spazio, genera linee ondulate che determinano il movimento. Le figure che si salutano (verdi) rese mediante una compenetrazione dinamica si fondono l'una con l'altra e sullo sfondo possiamo vedere un traliccio (o più) che rappresentano la modernità. D'altra parte i disegni del treno e della stazione erano già stati realizzati da Turner (Pioggia, Vapore e Velocità) e da Monet (stazione di saint-lazare).
Quelli che vanno
A sinistra del trittico, questa scena è ambientata sul treno mentre le case scorrono dal finestrino e le teste dei passeggeri sono scomposte secondo la sintassi cubista. La stesura del colore è fatta da pennellate dinamiche, frammentate che sono traiettorie dinamiche di movimento. L'ultimo quadro del trittico è " quelli che restano"
Le figure sono tristi, il quadro è dominato da toni freddi (verdi ed azzurri) in modo da comunicare malinconia. Il movimento delle persone sembra lento, faticoso e pesante imprigionato nelle pennellate verticali come delle sbarre di colore che imprigionano le figure. Le figure del quadro si muovono comepentrando con il volume delle case.
ATTENZIONE! QUESTA PARTE QUA SOTTO NON E' NEL PROGRAMMA!!!!!
Ritratto della madre di Umberto Boccioni (a confronto con quella di Picasso)
I volumi della testa di sua madre (quella a sinistra e più colorata) sembrano espandersi nello spazio e si fondono con le case mentre il disegno di Picasso è però più statico.
Elasticità
Figura del cavallo, cavaliere e l'ambiente con i soliti tralicci, compenetrazione ottenuta attraverso il movimento
RIPRENDE LA PARTE NEL PROGRAMMA
Dinamismo di un calciatore
In questo quadro, Umberto Boccioni sfiora l'astrazione. La figura del calciatore è scomposta in piani plastici e aerodinamici e l'immagine è ripetuta più volte diventando più lontana dell'immagine realistica.
Boccioni Scultore
Forme uniche della continuità dello spazio

Forme uniche della continuità dello spazio, è un'uomo che cammina a grande velocità e che fende lo spazio il cui corpo si trasforma sotto l'azione del movimento e si scompone in piani aerodinamici attraverso i quali il corpo si apre allo spazio. UB si ispira nella resa del movimento ala Nike un capolavoro originale della scultura ellenistica. UB si ispira alle opere di Medardo Rosso che riconosce come suo predecessore il quale ha lavorato sopratutto la cera per le sue sculture e i contorni delle sue opere sembrano perdersi fondendosi con l'ambiente circostante.
Bambino alle cucine economiche
ATTENZIONE! -------------------------------- NON NEL PROGRAMMA
Sviluppo di una bottiglia nello spazio
La bottiglia (opera a destra) si espande nello spazio dinamicamente mentre a sinistra c'è la faccia di sua madre con in testa una casa per via della compenetrazione dinamica futurista (la casa entra nella testa della madre - il tram entra nelle case e le case si gettano sul tram)
Alla prossima...con Giacomo Balla!
Seconda ed ultima parte su Umberto Boccioni.
Umberto Boccioni (UB) dipinge un trittico (tre quadri) intitolato "gli stati d'animo" nel 1911 dopo un viaggio a Parigi dove UB conosce le opere cubiste di Picasso, di Georges Braque e sopratutto di Robert Delaunay che inventa il cubismo orfico (da Orfeo, quello di Euridice) il quale dipinge una serie di quadri dedicati alla torre Eiffel nei quali offre una visione dinamica e molto colorata a differenza del cubismo statico di Picasso.
Il soggetto del quadro di UB degli stati d'animo sono i diversi stati d'animo al momento del congedo. Il quadro centrale (il primo postato) è ambientato nella stazione di Milano e rappresenta una locomotiva (vedi numero di serie). Questa idea di scrivere il numero si ispira al cubismo di Picasso che scrive numeri e lettere per dare concretezza all'immagine. Il quadro di Boccioni mostra una locomotiva che squarcia lo spazio, genera linee ondulate che determinano il movimento. Le figure che si salutano (verdi) rese mediante una compenetrazione dinamica si fondono l'una con l'altra e sullo sfondo possiamo vedere un traliccio (o più) che rappresentano la modernità. D'altra parte i disegni del treno e della stazione erano già stati realizzati da Turner (Pioggia, Vapore e Velocità) e da Monet (stazione di saint-lazare).
Quelli che vanno
A sinistra del trittico, questa scena è ambientata sul treno mentre le case scorrono dal finestrino e le teste dei passeggeri sono scomposte secondo la sintassi cubista. La stesura del colore è fatta da pennellate dinamiche, frammentate che sono traiettorie dinamiche di movimento. L'ultimo quadro del trittico è " quelli che restano"
Le figure sono tristi, il quadro è dominato da toni freddi (verdi ed azzurri) in modo da comunicare malinconia. Il movimento delle persone sembra lento, faticoso e pesante imprigionato nelle pennellate verticali come delle sbarre di colore che imprigionano le figure. Le figure del quadro si muovono comepentrando con il volume delle case.
ATTENZIONE! QUESTA PARTE QUA SOTTO NON E' NEL PROGRAMMA!!!!!
Ritratto della madre di Umberto Boccioni (a confronto con quella di Picasso)
I volumi della testa di sua madre (quella a sinistra e più colorata) sembrano espandersi nello spazio e si fondono con le case mentre il disegno di Picasso è però più statico.
Elasticità
Figura del cavallo, cavaliere e l'ambiente con i soliti tralicci, compenetrazione ottenuta attraverso il movimento
RIPRENDE LA PARTE NEL PROGRAMMA
Dinamismo di un calciatore
In questo quadro, Umberto Boccioni sfiora l'astrazione. La figura del calciatore è scomposta in piani plastici e aerodinamici e l'immagine è ripetuta più volte diventando più lontana dell'immagine realistica.
Boccioni Scultore
Forme uniche della continuità dello spazio

Forme uniche della continuità dello spazio, è un'uomo che cammina a grande velocità e che fende lo spazio il cui corpo si trasforma sotto l'azione del movimento e si scompone in piani aerodinamici attraverso i quali il corpo si apre allo spazio. UB si ispira nella resa del movimento ala Nike un capolavoro originale della scultura ellenistica. UB si ispira alle opere di Medardo Rosso che riconosce come suo predecessore il quale ha lavorato sopratutto la cera per le sue sculture e i contorni delle sue opere sembrano perdersi fondendosi con l'ambiente circostante.
Bambino alle cucine economiche
ATTENZIONE! -------------------------------- NON NEL PROGRAMMA
Sviluppo di una bottiglia nello spazio
La bottiglia (opera a destra) si espande nello spazio dinamicamente mentre a sinistra c'è la faccia di sua madre con in testa una casa per via della compenetrazione dinamica futurista (la casa entra nella testa della madre - il tram entra nelle case e le case si gettano sul tram)
Alla prossima...con Giacomo Balla!
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