Gesù spiega come la Divina Volontà abbia creato tante e variegate cose belle per amore dell'uomo. Girare significa riconoscerle come opere divine fatte per amore dell'uomo, goderne in questo modo e ricambiarle. Sia con le opere della Creazione che con quelle della Redenzione e della Santificazione. Riferimenti: Libro di Cielo, Volume 29, 23 Giugno 1931. Ciclo di catechesi "Girare nella Divina Volontà", sedicesima puntata, Mercoledì 18 Maggio 2022
23 Giugno 1931
Come la Creazione manifesta la Paternità Divina e come Dio si sente Padre di chi lo riconosce nelle opere sue.
Ultimo ciclo di catechesi sulla Divina Volontà basato sugli appunti di Don Pablo Martin su quella forma di preghiera che sono i giri. Per questa meditazione useremo solo lo stralcio del brano che ci interessa.
Il don porta l'attenzione su un punto focale: questo è un brano inserito da Don Pablo in questo contesto, tutto il brano che abbiamo letto è un grandissimo giro. Il giro è un viaggio in un'opera della Creazione o in una creatura, finalizzato alla presa di conoscenza di quella peculiare sfumatura d'amore che Dio ha lasciato per me in quella creatura per riceverlo come dono, prenderlo e ricambiarlo. Il commento di questo brano può partire dall'ultima frase detta da Gesù:
"..Ora qual sarebbe il nostro contento, se in tutte le cose da noi create, alla nostra voce tenera di chiamarti figlia, sentissimo la tua voce che ci chiama Padre e ci dicesse: questo è dono del Padre mio, oh! come mi ama ed io voglio amarlo assai assai..." Gesù
Ma quanti rispondono a Gesù? Ma queste cose meravigliose non le dobbiamo andare a cercare chissà dove. Quando ti bevi un pò d'acqua, vino o altro, la senti la paternità di Dio che ti accarezza e si dona facendoti bere attraverso il diletto che l'acqua o altro ti provoca? Nel vino si avvertono altre cose, sono cose che vengono da Dio - bisogna però fare attenzione - // tra le cose che si leggono nel libro di Tenera Amata (rivelazione privata tradotta in Italiano da Don Pablo Martin) - rivelazione che riguarda l'aldilà - c'è una defunta che dice che in Paradiso ci sono cibi deliziosi e succolenti come c'è scritto in Isaia ma letteralmente parlando non in modo metaforico. Con la differenza però che il cibo delizioso (celeste) lo puoi assumere senza commettere peccati di gola e senza ingrassare e diventare una balena e il vino lo puoi assumere senza ubriacarti e gustandolo. In Terra tutto è soggetto a moderazione. Il contesto di questo brano è questo grande giro della Creazione fatto da Luisa ed in essa, Luisa si accorge che la divina volontà sta in ogni cosa creata per fare il dolce incontro con la creatura, ma questo si realizza in chi riconosce la divina volontà in ogni cosa creata. Chi vive nella divina volontà se vede il Sole, vede l'atto d'amore della Divina Volontà in quella creatura e negli altri elementi la stessa cosa. E in essi la divina volontà ci sta aspettando di essere riconosciuta. E così capiamo anche - nella misura in cui esercitiamo - è una cosa che piano piano dovrebbe diventare spontanea (es: mi fondo del dv e ricevo il tuo ti amo in questa creatura (acqua, aria, Sole, mucca, gallina, pomodoro, ecc...)..." noi non ci pensiamo a tante cose ma pensiamo all'infinita varietà di sapori. Purtroppo in questo mondo a causa del peccato originale ci sono delle cose buone ma non ci piacciono.
Quando questa cosa è entrata profondamente dentro, basta uno sguardo, perchè una persona potrebbe non avere la possibilità di fare il giro. Gesù dice che...
"Figlia mia, tutta la Creazione manifesta la Paternità Divina, la potenza, l'amore, l'armonia di Colui che l'ha creata. Ma sai tu di chi ci sentiamo Padre? (Di) chi ricorda e riconosce tutta la Creazione come proprietà del suo Creatore, che volendo manifestare la sua Paternità per le creature, ha creato tante belle cose per amor loro, quindi chi le riconosce per contraccambiarlo amandolo e ringraziandolo, si stringe intorno al suo Padre Celeste come figlia che riconosce i beni suoi e che se li ha creati significa che vuole che la figlia sua possieda i suoi possedimenti nei possedimenti del Padre suo...." Gesù
Ci sono delle persone che dicono: la natura ha fatto queste cose. Noi non usiamo il termine natura ma creato. La natura per noi figli di Dio è la sostanza, indica l'essenza di una certa cosa. C'è la natura umana, animale, divina, vegetale, ecc... ma noi non chiamiamo il Creato natura. Chiamando le cose come Creato intanto richiamo che tutte le cose vengono da Dio ed è già qualcosa, poi bisogna entrare in contatto e relazione con ciascuna creatura. Stupirci di noi stessi senza fare il superbo, stupirci delle nostre mani che si muovono e che fanno un sacco di cose belle. Farsi un giro nel corpo umano fatto bene richiederebbe una vita intera. Al don piacerebbe prendersi i libri di anatomia e vedersi cosa si è inventato Dio nei più minimi dettagli. Il don un tempo è andato ad una mostra dei corpi umani conservati dopo la morte e poi c'era un corpo che non era più corpo ma si vedevano tutti i vasi sanguigni principali e c'era un pannello che diceva se uno prendesse i vasi sanguignei dal più piccolo al più grande facendo una retta, la retta farebbe il giro del mondo. Da una persona alta circa 175 cm. E vogliamo parlare dei libri di zoologia? E all'interno di una specie le infinite varianti che ci sono. Gli esseri umani fanno il mordi e fuggi, l'occhio percepisce la bellezza al volo e non si ferma, manco se la gode. Pensiamo alla varietà dei pesci o degli uccelli. Il don si ricorda un'altro particolare, il don ha trovato un libro per gli apprendisti cacciatori di funghi e ci saranno state migliaia di specie di funghi e c'erano delle pagine fatte apposta dove c'erano due tipi di funghi apparentemente identici ma che si distinguevano per piccoli particolari. Uno era commestibile / squisito e l'altro mortale. Noi dovremmo imparare a trascorrere bene il tempo. Le vacanze fatte nella divina volontà sono le cose più belle. Nel divin volere uno riconosce l'amore che Dio ci ha donato, lo ringraziamo per noi e per tutti. E se qualcuno fa così Gesù dice:
"...Se tu sapessi qual è la nostra gioia e felicità nel sentirci Padre e nel vedere i nostri figli stretti intorno a noi per mezzo delle nostre cose create! Sicché la creatura col ricordarsi e riconoscere ciò che Dio ha fatto per essa, ci ama come si ama un Padre e noi l'amiamo come figlia, sentiamo che la nostra Paternità non è Paternità sterile, ma feconda. ..." Gesù
Perchè chi vive nella dv avrà la pienezza della felicità? Perchè pensa a queste cose belle, ma la maggioranza delle persone stanno sempre a pensare alle cose brutte. C'è qualche ricetta medica che ordina di stare male? Non stiamo a perderci troppo tempo dietro le cose brutte. Perchè avvenelenarci la vita? Poi dopo i giri nel Fiat Creante ci sono i giri nel Fiat Redimente:
"..Così per chi ricorda e riconosce ciò che feci e patii nella mia vita e Passione, mi sento Redentore e do a possedere i beni della Redenzione, sicché le mie pene, le mie opere, i miei passi, si schierano intorno alla felice creatura per aiutarla, santificarla e far sentire in essa gli effetti di tutta la mia Vita. E mi sento Amante Appassionato di chi riconosce ciò che il nostro amore ha fatto e può fare nell'ordine della grazia, e gli do il possesso del mio amore, in modo che sentirà tal amore per me, da non poter vivere senza amarmi e, siccome il vero amore sta nel fare sempre la mia Volontà, Io faccio un prodigio del mio amore e del mio Volere..." Gesù
Non è tanto difficile. Già una persona che fa questo è felice e poi sarà aiutata e santificata. Poi Gesù dice nell'ordine della grazia cioè i giri nel Fiat Santificante...i Sacramenti, i Sacramentali, la bellezza della preghiera, e tutte le grazie attuali che il Signore ci manda? Facciamo qualche giro nelle sante ispirazioni? Il Signore ti ha fatto capire qualcosa....Grazie Signore (nel dv) per questa cosa. Chi fa questo
"..E mi sento Amante Appassionato di chi riconosce ciò che il nostro amore ha fatto e può fare nell'ordine della grazia, e gli do il possesso del mio amore, in modo che sentirà tal amore per me, da non poter vivere senza amarmi..." Gesù
Gesù ti amerà con Amore Appassionato. Chi apprezza il sacramento del Battesimo non lo porta a battezzarsi quando deve sposarsi, lo porta subito. Chi apprezza il sacramento dell'Eucarestia non va a Messa quando se la sente. La Messa è l'invenzione di Dio più grande che ci sia. Se tu riconosci la grandezza di un sacramentale (come un segno di croce) non ti fai i segni di Croce fatti come se scacciassi una mosca, stesso discorso per l'acqua santa ecc.. e nella misura in cui tu fai questi giri - inanzitto lo apprezzi, lo riconosci e lo ricambi, sentirai tanto amore per Gesù. Se ti senti freddo non stai usando bene i sacramenti. La Messa si celebra con calma, con amore e devozione. A Messa non si arriva all'ultimo momento o dopo 5 minuti, è una cosa brutta. Come puoi dire che stai apprezzando una cosa del genere? Se uno avesse appuntamento con Papa, arriveresti in ritardo? Pensiamo a quei sciagurati e disgraziati che non usano il sacramento del matrimonio... Non senti l'amore di Gesù? Stai usando male i sacramenti. Bisogna vedere come ci vai a Messa, la mamma di Leopardi andava a Messa tutti i giorni ma Leopardi ebbe una pessima percezione: come mai questa donna che andava a Messa tutti i giorni, non era calorosa con lui? Puoi magari stare a contatto con il fuoco ma magari sei bagnato fracido o sei una pietra (che non prende fuoco). Siamo noi che dobbiamo farci legna o fieno. Se io ho un cuore di ghiaccio quando mi brucio? I piccoli gesti d'amore (arrivare presto a Messa, fare il ringraziamento, sto in Chiesa dopo la comunione e non scappo subito finita la Messa, ecc...).
"..siccome il vero amore sta nel fare sempre la mia Volontà, Io faccio un prodigio del mio amore e del mio Volere..." Gesù
L'amore si trascende sempre nel fare la divina volontà e Gesù ne farà ( di quella creatura) un prodigio.
"..come Padre siamo tutt’occhi sui nostri figli affinché nulla manchi loro, le nostre braccia sentono l'estremo bisogno d'amore di stringerli al nostro seno, per dare loro amore e ricevere amore e quando vediamo la creatura che corre a noi, vuole i nostri amplessi, oh! come ci sentiamo felici perchè la nostra Paternità è riconosciuta e può svolgere l'ufficio di Padre per i nostri figli. La nostra generazione è quasi innumerevole, eppure pochi figli ci circondano, tutti gli altri sono lontani da noi, lontani col cuore, con la volontà, lontani dalla nostra somiglianza e, nel nostro dolore, nel vedere i pochi figli intorno a noi diciamo: e gli altri figli nostri dove sono? ...." Gesù
C'è molta gente che si chiede: il regno della Divina Volontà come sarà? Tutto il mondo? Tutta la Chiesa o un pò? Tutto il mondo - al don gli sembra inverosimile - e anche tutta la Chiesa, ma sicuramente in alcune parti degli scritti Gesù dice che la divina volontà che è per tutti, sarà riconosciuta da pochi.
"..Perchè non sentono il bisogno d'avere un Padre Celeste, di ricevere le nostre carezze Paterne, di possedere i nostri beni?.." Gesù
Il don quando vede le Chiese vuote, gli viene una sofferenza sorda e si chiede: ma questi come fanno a campare, che vita fanno? Il don non potrebbe immaginarsi una vita senza il Signore.
Gesù dice a Luisa ed anche a noi:
"..Perciò sii attenta, riconosci i nostri beni, le opere nostre e sentirai la nostra Paternità nel Cielo tempestato di stelle, che nel loro mite scintillio ti chiamano figlia e ti attestano l'amore del Padre tuo...." Gesù
Tutto quello che possiamo fare, facciamolo. Il segreto della santificazione consiste nel riempirti d'amore di Dio. Dio ci ha amati per primi. Ora perchè questo amore di Dio non diventi una chiacchera vuota, tu questa cosa la devi prenderla, conoscerla, percepire e farla tua. Se questo succede nelle opere della Creazione, Redenzione e Santificazione, vedrai che succede.
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sabato 2 novembre 2024
mercoledì 24 maggio 2023
Parola d'ordine: "Divina Volontà"
La gelosia santa di Dio e la luce della Divina Volontà. L'abbandono e le privazioni. La riunione di tutte le facoltà dell'uomo sotto un'unica parola d'ordine ed un unico motto. Libro di Cielo, Volume 29, 26 Ottobre 1931, Martedì 11 Ottobre 2022
26 Ottobre 1931. Gli atti buoni fatti nella Divina Volontà si cambiano in luce. Effetti mirabili dell'abbandono nelle braccia di Gesù. Chi si fa dominare dalla Divina Volontà diventa popolo del suo regno.
"..Onde quando l'interno della creatura diventa tutto popolo mio, sbuca fuori dall'interno ed aumenta il popolo delle parole, il popolo delle opere, dei passi, si può dire che ciascun atto che forma questo popolo Celeste contiene la parola, l'ordine scritto a caratteri d'oro: Volontà di Dio.E quando questa folla di popolo si muove per esercitare ciascuno il suo ufficio, mette avanti la bandiera col motto “Fiat”, seguita dalle parole scritte con viva luce: apparteniamo al Gran Re del Fiat Supremo. Vedi dunque come ogni creatura che si fa dominare dal mio Volere forma un popolo per il regno di Dio." Gesù
Ultimo brano del volume 29, abbiamo la conclusione con i botti, alcuni passaggi sono spettacolari. Noi abbiamo una sola parola d'ordine: Volontà di Dio, quando arriva la percezione di essa, dobbiamo diventare come la Madonna che non capiva più nulla. Noi non possiamo sapere se in ogni istante stiamo dentro questa parola d'ordine, possiamo sapere se volontariamente o semi deliberatamente ne usciamo.
Luisa era visitata da Gesù in modo sensibile ma poi spariva e Luisa poi spariva causando dolore santo ad essa.
"Sono sempre nelle braccia della Divina Volontà, la quale forma il suo giorno di luce nella piccola anima mia e sebbene qualche nube si affacci in questo giorno, la potenza della sua luce la fissa e la nube, vedendosi fissata, scappa, si dilegua e par che dica: si vede che non c'è posto per me in questo giorno che la Volontà Divina forma nella creatura. Ed Essa pare che le risponda: dove ci sono Io non vi è posto per nessuna, perché della creatura voglio farne un atto solo di mia Volontà, la quale non ammette nulla che a me non appartenga...." Luisa
E fa eco a quelle parole che qualcuno non intende bene, Dio nell'AT il Dio dice io sono un Dio geloso, ma la gelosia divina non è peccaminosa come quella umana, quella umana vuole trattenere qualcuno per sè e chi gli si avvicina, per il suo spirito di possesso, va fuori dall'ambito del lecito. Dentro al matrimonio c'è un tasso di gelosia sana, perchè esso è un matrimonio monogamico, non sarebbe un coniuge santo se dicesse: se la persona a cui sono sposato mi tradisce pazienza, non sono mica una persona gelosa. Sarebbe pazzia. Ma sarebbe pazzia pensare se il proprio coniuge parlasse con una persona dell'altro sesso sul luogo di lavoro ipotizzare tresche inventate. Dio non ha bisogno di noi, noi abbiamo bisogno di Lui, ma ci vuole tutti per sè perchè sa che se saremo tutti per Lui saremo felici. Se io non sono tutto per Lui, la pienezza della mia felicità è intoppata al 100%, la gelosia divina non è miseria o spirito di possesso ma è perchè ci vuole felice, altrimenti vattene dove ti pare. E che cosa dice Luisa? Il don spera - nessuno è esente da questo -
"..Oh! Volontà Divina, quanto sei ammirabile, potente ed amabile e sommamente gelosa dove tu regni! Deh! metti sempre in fuga le mie miserie, le debolezze, le nubi della mia volontà, affinché il mio giorno sia sempre perenne ed il Cielo della mia piccola anima sia sempre sereno..." Luisa
Noi abbiamo innumerevoli peccati, negligenze (la messa in rito antico diceva bene questo) ed offese a Dio che facciamo ma ci ritroviamo impelagati. Che ci fai Signore con me? Non è fare il pianto di commiserazione, ma è un pianto di dolore rassegnato. Uno ne paro (di miseria) ma 5 ne arrivano, di piccoli peccati veniali forse semi deliberati, ecc.. ma purtroppo può succedere. E quindi che facciamo? Gesù interviene, non risponde a questa domanda ma dice di fare attenzione a compiere i tuoi atti nel Fiat.
"Figlia mia, il bene è luce e se questo bene si fa nella mia Divina Volontà, si formano tanti raggi per quanti atti buoni si fanno ed il mio Fiat fissa questi raggi di luce nella circonferenza della sua luce eterna. Sicché questi atti prendono posto negli atti nostri e fanno doppio ufficio, di lode, di adorazioni, d'amore perenne verso la nostra Maestà adorabile, (e) di difesa, di misericordia, di aiuto, di luce verso l'umano genere, a seconda le circostanze in cui si trova. Invece se gli atti buoni non sono fatti nella mia Volontà e con la sua potenza, per quanto possano essere luce, non hanno la forza d'allungarsi per fissarsi nella circonferenza della nostra luce e restano senza sostegni e come raggi spezzati e quindi non hanno vita perenne e, mancando la fonte della luce, c'è pericolo che a poco a poco si spengano." Gesù
Perchè se tu li compi in questo modo partiranno dei fasci di Luce, alcuni partiranno verso di noi, cioè Lode, adorazione ed amore ecc.. e spesso le nostre negligenze sono in questo: amiamo poco, adoriamo poco Colui che merita il nostro amore. E le altre caterve di strafalcioni? Nei rapporti verso il prossimo. Un'atto fatto nella dv ridonda a bene di tutti, raggiunge tutti - ma il bene che fa dipende dalle disposizioni soggettive della persona su cui ricadono gli effetti di questi atti e dopo inizia il lamento di Luisa sul dolore delle privazioni di Gesù, cosa che può capire bene solo chi ha avuto dei contatti con il soprannaturale in senso forte. Le chicche, le piccole consolazioni spirituali, sono molto frequenti. Però il contatto diretto con Gesù e Maria non è all'ordine del giorno.
"..Dopo di ciò seguendo il mio abbandono nel Volere Divino, mi sentivo tutta afflitta per la privazione del mio dolce Gesù, la sua privazione è come un martello che batte sempre per rincrudire maggiormente il dolore ed allora cessa di battere quando l'Ospite Divino esce dal suo nascondiglio per fare la sua visitina alla sua amata creatura, la sua dolce presenza, il suo tutto amabile fa risorgere dallo stesso dolore la gioia ed il martello cessa il suo lavorio crudele; ma appena il Celeste Visitatore si ritira, incomincia di nuovo il suo battere e la mia povera anima si sente tutt’occhi, tutt’orecchi, sperando di poterlo vedere e sentire di nuovo ed, ansiosa, aspetta e riaspetta Colui che avendomi ferita, fa solo Lui il potere di rimarginare la ferita che mi ha fatto, ahimè! troppo dolorosa..." Luisa
Il dolore che vivono coloro che vedono Gesù o Maria e poi ne sono privati è simile a quello delle anime del Purgatorio, è la pena del danno. Il fatto che tu in questo momento non stai a contatto con la Santissima Umanità di Gesù, non passiamo la giornata in lacrime perchè non hai visto Gesù è perchè non so quello che mi perdo. Se Gesù/Maria mi facesse una sola visita tu non avresti più pace (nel senso buono). Che facciamo? Attraverso quella visita avresti una percezione - non è il Paradiso - ma è un bell'anticipo del Paradiso sulla terra e uno, una volta gustata non ne può fare a meno. E questo dolore va offerto. Il don fa un'ipotesi ma crede che Nostro Signore quando fa qualche manifestazione soprannaturale lo fa anche per ricevere l'offerta del dolore che il destinatario proverà quando verrà privato di questo in riparazione delle tante indifferenze delle persone. Questo è un probabile effetto accidentale delle manifestazioni straordinarie, ed ecco perchè i maestri di spirito hanno detto che queste cose non bisogna mai chiedere queste cose; primo perchè è mancanza di umiltà, non posso pensare che Gesù/Maria appaiano ad un peccatore come me, nessun motivo - già è un miracolo se non andiamo all'inferno - e grandi grazie chiamano grandi croci. Sei capace di farti carico delle croci che il Signore ti chiederà? (a chi molto fu dato, molto sarà richiesto). Sei capace di sopportare i tempi di privazione tra una visione e l'altra o accontentarti di una sola apparizione e di rivedere Gesù/Maria in Paradiso?
"Figlia, sono qui, abbandonati nelle mie braccia e riposati in me, il tuo abbandono in me chiama il mio abbandono in te e forma il mio dolce riposo nell'anima tua. L'abbandono in me forma la dolce e potente catena che mi lega tanto all'anima che non posso svincolarmi da essa, fino a rendermi il suo caro e dolce Prigioniero. L'abbandono in me partorisce la vera fiducia ed essa ha fiducia in me ed io ho fiducia in lei, ho fiducia nel suo amore che non verrà mai meno, ho fiducia nei suoi sacrifici che non mi rifiuterà mai nulla di ciò che voglio ed ho tutta la fiducia perchè posso compiere i miei disegni...." Gesù
Noi siamo mutevoli, noi oggi stiamo ascoltando la meditazione sulla dv e se il diavolo ci dovesse fare qualche sgambetto potremmo ritrovarci senza fiducia in Lui (in Gesù). E lasciando Gesù che ci guarda dicendo: mi è venuto meno la fiducia. Il Signore li vuole i nostri sacrifici, quelli che ci mette davanti ma anche quelli che ci suscita nel cuore - quelli che ci ispira di farli. Può fidarsi di noi Nostro Signore? Guardate che è molto importante che Dio possa di me. Ma prima che ciò accada,...è lunga. Esistono persone fidate che non tradiranno la fiducia, l'amicizia e che non ti deluderanno ma quante ne esistono che tradiscono la fiducia, l'amicizia, ti tradiscono, ti pugnalano alle spalle e fanno dei voltafaccia impressionanti... Il Signore cerca persone di cui fidarsi e noi dobbiamo dare la prova abbandonandoci in Lui, dicendo: io non devo pensare, preoccuparmi, sicurezze, ecc.. ci pensi Tu a tutto. Gesù pensaci Tu.
(Luisa)Ed io: Amor mio, come posso abbandonarmi in te se mi sfuggi? E Gesù ha soggiunto: "L'abbandono allora è perfetto quando vedendomi sfuggire ti abbandoni di più, questo non mi dà campo a farmi sfuggire, anzi mi lega di più." Poi ha soggiunto: "Figlia mia, la vita, la santità consiste in due atti: Dio a dare la sua Volontà e la creatura a riceverla e dopo che ha formato in sè la vita di quell'atto di Volontà Divina che ha ricevuto, deve ridarlo di nuovo come atto di sua volontà, per riceverlo di nuovo e dare e ricevere e ricevere e dare, in questo sta tutto..." Gesù
E poi la parentesi nel dare e ricevere: Dio dà la sua Volontà e la creatura la riceve. E la creatura gliela ridà. E' uno scambio reciproco, per l'amore sono necessarie 2 persone, noi dobbiamo essere attivi. Amare, in un rapporto di coppia, è un'arte, non è una cosa scontata. Prima consiste nell'accogliere l'amore che ti viene dato - esempio: tuo marito ti dà un bacio ma a te in quel momento non ti va di prendere un bacio - può succedere - ma se tu lo ami, siccome sta facendo una cosa bella, quindi ricambio. E' l'essere ricettivi e ricambiare. Gli amanti - in senso soprannaturale - quelli che si amano, si sorprendono, Dio lo fa con noi ma noi lo abbiamo fatto con Lui? Con Lui che sa il futuro non lo possiamo sorprendere, però è che tu mi invento qualcosa, dei giri, che mi sono inventato io, può essere che l'abbiano fatto in molti, ma non importa. Questo Nostro Signore non vede l'ora di vederlo, ma non è possibile vivere queste cose se non si sta dentro un rapporto d'amore. Quando il Signore ci manda una grazia noi dobbiamo accoglierla cosa che non è tanto scontata perchè gli abitanti di cafonia abitano la più grande metropoli del pianeta terra, e poi essere solleciti nel ricambiare almeno le grazie ricevute. E poi essere intraprendenti: che gli offriamo al Signore?
"..I desideri, gli affetti, i palpiti che si sprigionano dal cuore, aumentano il numero al popolo del mio regno ed oh! come si affollano intorno al suo trono, stanno tutti sull'attenti per ricevere gli ordini divini e mettere anche la vita per eseguirli; che popolo ubbidiente, ordinato è il popolo del regno del mio Fiat! Non ci sono contese, nè pareri contrari, ma tutta questa folla di popolo dell'interno di questa fortunata creatura vuole una sola cosa e, come esercito agguerrito, si mette nelle fortezze del regno del mio Voler Divino. Onde quando l'interno della creatura diventa tutto popolo mio, sbuca fuori dall'interno ed aumenta il popolo delle parole, il popolo delle opere, dei passi, si può dire che ciascun atto che forma questo popolo Celeste contiene la parola, l'ordine scritto a caratteri d'oro: Volontà di Dio..." Gesù
L'intelligenza dove la dv vuole sedere come un trono, significa che la mia intelligenza è soggetta a quella divina e se capisco che il Padre Eterno mi chiede una cosa la faccio a qualsiasi costo, se sono certo che lo sia. Tutte le risorse ed energie che abbiamo - risorse intellettive, di desideri, di volontà, memoria, affetti ecc... - per fare certe penitenze ci vuole una struttura fisica adeguata. Parola d'ordine: Volontà Dio.
"..E quando questa folla di popolo si muove per esercitare ciascuno il suo ufficio, mette avanti la bandiera col motto “Fiat”, seguita dalle parole scritte con viva luce: apparteniamo al Gran Re del Fiat Supremo. Vedi dunque come ogni creatura che si fa dominare dal mio Volere forma un popolo per il regno di Dio." Gesù
Se Dio vuole una cosa io la faccio anche se tutti mi prendono in giro, e le prese in giro saranno per me medaglie al merito in Paradiso.
26 Ottobre 1931. Gli atti buoni fatti nella Divina Volontà si cambiano in luce. Effetti mirabili dell'abbandono nelle braccia di Gesù. Chi si fa dominare dalla Divina Volontà diventa popolo del suo regno.
"..Onde quando l'interno della creatura diventa tutto popolo mio, sbuca fuori dall'interno ed aumenta il popolo delle parole, il popolo delle opere, dei passi, si può dire che ciascun atto che forma questo popolo Celeste contiene la parola, l'ordine scritto a caratteri d'oro: Volontà di Dio.E quando questa folla di popolo si muove per esercitare ciascuno il suo ufficio, mette avanti la bandiera col motto “Fiat”, seguita dalle parole scritte con viva luce: apparteniamo al Gran Re del Fiat Supremo. Vedi dunque come ogni creatura che si fa dominare dal mio Volere forma un popolo per il regno di Dio." Gesù
Ultimo brano del volume 29, abbiamo la conclusione con i botti, alcuni passaggi sono spettacolari. Noi abbiamo una sola parola d'ordine: Volontà di Dio, quando arriva la percezione di essa, dobbiamo diventare come la Madonna che non capiva più nulla. Noi non possiamo sapere se in ogni istante stiamo dentro questa parola d'ordine, possiamo sapere se volontariamente o semi deliberatamente ne usciamo.
Luisa era visitata da Gesù in modo sensibile ma poi spariva e Luisa poi spariva causando dolore santo ad essa.
"Sono sempre nelle braccia della Divina Volontà, la quale forma il suo giorno di luce nella piccola anima mia e sebbene qualche nube si affacci in questo giorno, la potenza della sua luce la fissa e la nube, vedendosi fissata, scappa, si dilegua e par che dica: si vede che non c'è posto per me in questo giorno che la Volontà Divina forma nella creatura. Ed Essa pare che le risponda: dove ci sono Io non vi è posto per nessuna, perché della creatura voglio farne un atto solo di mia Volontà, la quale non ammette nulla che a me non appartenga...." Luisa
E fa eco a quelle parole che qualcuno non intende bene, Dio nell'AT il Dio dice io sono un Dio geloso, ma la gelosia divina non è peccaminosa come quella umana, quella umana vuole trattenere qualcuno per sè e chi gli si avvicina, per il suo spirito di possesso, va fuori dall'ambito del lecito. Dentro al matrimonio c'è un tasso di gelosia sana, perchè esso è un matrimonio monogamico, non sarebbe un coniuge santo se dicesse: se la persona a cui sono sposato mi tradisce pazienza, non sono mica una persona gelosa. Sarebbe pazzia. Ma sarebbe pazzia pensare se il proprio coniuge parlasse con una persona dell'altro sesso sul luogo di lavoro ipotizzare tresche inventate. Dio non ha bisogno di noi, noi abbiamo bisogno di Lui, ma ci vuole tutti per sè perchè sa che se saremo tutti per Lui saremo felici. Se io non sono tutto per Lui, la pienezza della mia felicità è intoppata al 100%, la gelosia divina non è miseria o spirito di possesso ma è perchè ci vuole felice, altrimenti vattene dove ti pare. E che cosa dice Luisa? Il don spera - nessuno è esente da questo -
"..Oh! Volontà Divina, quanto sei ammirabile, potente ed amabile e sommamente gelosa dove tu regni! Deh! metti sempre in fuga le mie miserie, le debolezze, le nubi della mia volontà, affinché il mio giorno sia sempre perenne ed il Cielo della mia piccola anima sia sempre sereno..." Luisa
Noi abbiamo innumerevoli peccati, negligenze (la messa in rito antico diceva bene questo) ed offese a Dio che facciamo ma ci ritroviamo impelagati. Che ci fai Signore con me? Non è fare il pianto di commiserazione, ma è un pianto di dolore rassegnato. Uno ne paro (di miseria) ma 5 ne arrivano, di piccoli peccati veniali forse semi deliberati, ecc.. ma purtroppo può succedere. E quindi che facciamo? Gesù interviene, non risponde a questa domanda ma dice di fare attenzione a compiere i tuoi atti nel Fiat.
"Figlia mia, il bene è luce e se questo bene si fa nella mia Divina Volontà, si formano tanti raggi per quanti atti buoni si fanno ed il mio Fiat fissa questi raggi di luce nella circonferenza della sua luce eterna. Sicché questi atti prendono posto negli atti nostri e fanno doppio ufficio, di lode, di adorazioni, d'amore perenne verso la nostra Maestà adorabile, (e) di difesa, di misericordia, di aiuto, di luce verso l'umano genere, a seconda le circostanze in cui si trova. Invece se gli atti buoni non sono fatti nella mia Volontà e con la sua potenza, per quanto possano essere luce, non hanno la forza d'allungarsi per fissarsi nella circonferenza della nostra luce e restano senza sostegni e come raggi spezzati e quindi non hanno vita perenne e, mancando la fonte della luce, c'è pericolo che a poco a poco si spengano." Gesù
Perchè se tu li compi in questo modo partiranno dei fasci di Luce, alcuni partiranno verso di noi, cioè Lode, adorazione ed amore ecc.. e spesso le nostre negligenze sono in questo: amiamo poco, adoriamo poco Colui che merita il nostro amore. E le altre caterve di strafalcioni? Nei rapporti verso il prossimo. Un'atto fatto nella dv ridonda a bene di tutti, raggiunge tutti - ma il bene che fa dipende dalle disposizioni soggettive della persona su cui ricadono gli effetti di questi atti e dopo inizia il lamento di Luisa sul dolore delle privazioni di Gesù, cosa che può capire bene solo chi ha avuto dei contatti con il soprannaturale in senso forte. Le chicche, le piccole consolazioni spirituali, sono molto frequenti. Però il contatto diretto con Gesù e Maria non è all'ordine del giorno.
"..Dopo di ciò seguendo il mio abbandono nel Volere Divino, mi sentivo tutta afflitta per la privazione del mio dolce Gesù, la sua privazione è come un martello che batte sempre per rincrudire maggiormente il dolore ed allora cessa di battere quando l'Ospite Divino esce dal suo nascondiglio per fare la sua visitina alla sua amata creatura, la sua dolce presenza, il suo tutto amabile fa risorgere dallo stesso dolore la gioia ed il martello cessa il suo lavorio crudele; ma appena il Celeste Visitatore si ritira, incomincia di nuovo il suo battere e la mia povera anima si sente tutt’occhi, tutt’orecchi, sperando di poterlo vedere e sentire di nuovo ed, ansiosa, aspetta e riaspetta Colui che avendomi ferita, fa solo Lui il potere di rimarginare la ferita che mi ha fatto, ahimè! troppo dolorosa..." Luisa
Il dolore che vivono coloro che vedono Gesù o Maria e poi ne sono privati è simile a quello delle anime del Purgatorio, è la pena del danno. Il fatto che tu in questo momento non stai a contatto con la Santissima Umanità di Gesù, non passiamo la giornata in lacrime perchè non hai visto Gesù è perchè non so quello che mi perdo. Se Gesù/Maria mi facesse una sola visita tu non avresti più pace (nel senso buono). Che facciamo? Attraverso quella visita avresti una percezione - non è il Paradiso - ma è un bell'anticipo del Paradiso sulla terra e uno, una volta gustata non ne può fare a meno. E questo dolore va offerto. Il don fa un'ipotesi ma crede che Nostro Signore quando fa qualche manifestazione soprannaturale lo fa anche per ricevere l'offerta del dolore che il destinatario proverà quando verrà privato di questo in riparazione delle tante indifferenze delle persone. Questo è un probabile effetto accidentale delle manifestazioni straordinarie, ed ecco perchè i maestri di spirito hanno detto che queste cose non bisogna mai chiedere queste cose; primo perchè è mancanza di umiltà, non posso pensare che Gesù/Maria appaiano ad un peccatore come me, nessun motivo - già è un miracolo se non andiamo all'inferno - e grandi grazie chiamano grandi croci. Sei capace di farti carico delle croci che il Signore ti chiederà? (a chi molto fu dato, molto sarà richiesto). Sei capace di sopportare i tempi di privazione tra una visione e l'altra o accontentarti di una sola apparizione e di rivedere Gesù/Maria in Paradiso?
"Figlia, sono qui, abbandonati nelle mie braccia e riposati in me, il tuo abbandono in me chiama il mio abbandono in te e forma il mio dolce riposo nell'anima tua. L'abbandono in me forma la dolce e potente catena che mi lega tanto all'anima che non posso svincolarmi da essa, fino a rendermi il suo caro e dolce Prigioniero. L'abbandono in me partorisce la vera fiducia ed essa ha fiducia in me ed io ho fiducia in lei, ho fiducia nel suo amore che non verrà mai meno, ho fiducia nei suoi sacrifici che non mi rifiuterà mai nulla di ciò che voglio ed ho tutta la fiducia perchè posso compiere i miei disegni...." Gesù
Noi siamo mutevoli, noi oggi stiamo ascoltando la meditazione sulla dv e se il diavolo ci dovesse fare qualche sgambetto potremmo ritrovarci senza fiducia in Lui (in Gesù). E lasciando Gesù che ci guarda dicendo: mi è venuto meno la fiducia. Il Signore li vuole i nostri sacrifici, quelli che ci mette davanti ma anche quelli che ci suscita nel cuore - quelli che ci ispira di farli. Può fidarsi di noi Nostro Signore? Guardate che è molto importante che Dio possa di me. Ma prima che ciò accada,...è lunga. Esistono persone fidate che non tradiranno la fiducia, l'amicizia e che non ti deluderanno ma quante ne esistono che tradiscono la fiducia, l'amicizia, ti tradiscono, ti pugnalano alle spalle e fanno dei voltafaccia impressionanti... Il Signore cerca persone di cui fidarsi e noi dobbiamo dare la prova abbandonandoci in Lui, dicendo: io non devo pensare, preoccuparmi, sicurezze, ecc.. ci pensi Tu a tutto. Gesù pensaci Tu.
(Luisa)Ed io: Amor mio, come posso abbandonarmi in te se mi sfuggi? E Gesù ha soggiunto: "L'abbandono allora è perfetto quando vedendomi sfuggire ti abbandoni di più, questo non mi dà campo a farmi sfuggire, anzi mi lega di più." Poi ha soggiunto: "Figlia mia, la vita, la santità consiste in due atti: Dio a dare la sua Volontà e la creatura a riceverla e dopo che ha formato in sè la vita di quell'atto di Volontà Divina che ha ricevuto, deve ridarlo di nuovo come atto di sua volontà, per riceverlo di nuovo e dare e ricevere e ricevere e dare, in questo sta tutto..." Gesù
E poi la parentesi nel dare e ricevere: Dio dà la sua Volontà e la creatura la riceve. E la creatura gliela ridà. E' uno scambio reciproco, per l'amore sono necessarie 2 persone, noi dobbiamo essere attivi. Amare, in un rapporto di coppia, è un'arte, non è una cosa scontata. Prima consiste nell'accogliere l'amore che ti viene dato - esempio: tuo marito ti dà un bacio ma a te in quel momento non ti va di prendere un bacio - può succedere - ma se tu lo ami, siccome sta facendo una cosa bella, quindi ricambio. E' l'essere ricettivi e ricambiare. Gli amanti - in senso soprannaturale - quelli che si amano, si sorprendono, Dio lo fa con noi ma noi lo abbiamo fatto con Lui? Con Lui che sa il futuro non lo possiamo sorprendere, però è che tu mi invento qualcosa, dei giri, che mi sono inventato io, può essere che l'abbiano fatto in molti, ma non importa. Questo Nostro Signore non vede l'ora di vederlo, ma non è possibile vivere queste cose se non si sta dentro un rapporto d'amore. Quando il Signore ci manda una grazia noi dobbiamo accoglierla cosa che non è tanto scontata perchè gli abitanti di cafonia abitano la più grande metropoli del pianeta terra, e poi essere solleciti nel ricambiare almeno le grazie ricevute. E poi essere intraprendenti: che gli offriamo al Signore?
"..I desideri, gli affetti, i palpiti che si sprigionano dal cuore, aumentano il numero al popolo del mio regno ed oh! come si affollano intorno al suo trono, stanno tutti sull'attenti per ricevere gli ordini divini e mettere anche la vita per eseguirli; che popolo ubbidiente, ordinato è il popolo del regno del mio Fiat! Non ci sono contese, nè pareri contrari, ma tutta questa folla di popolo dell'interno di questa fortunata creatura vuole una sola cosa e, come esercito agguerrito, si mette nelle fortezze del regno del mio Voler Divino. Onde quando l'interno della creatura diventa tutto popolo mio, sbuca fuori dall'interno ed aumenta il popolo delle parole, il popolo delle opere, dei passi, si può dire che ciascun atto che forma questo popolo Celeste contiene la parola, l'ordine scritto a caratteri d'oro: Volontà di Dio..." Gesù
L'intelligenza dove la dv vuole sedere come un trono, significa che la mia intelligenza è soggetta a quella divina e se capisco che il Padre Eterno mi chiede una cosa la faccio a qualsiasi costo, se sono certo che lo sia. Tutte le risorse ed energie che abbiamo - risorse intellettive, di desideri, di volontà, memoria, affetti ecc... - per fare certe penitenze ci vuole una struttura fisica adeguata. Parola d'ordine: Volontà Dio.
"..E quando questa folla di popolo si muove per esercitare ciascuno il suo ufficio, mette avanti la bandiera col motto “Fiat”, seguita dalle parole scritte con viva luce: apparteniamo al Gran Re del Fiat Supremo. Vedi dunque come ogni creatura che si fa dominare dal mio Volere forma un popolo per il regno di Dio." Gesù
Se Dio vuole una cosa io la faccio anche se tutti mi prendono in giro, e le prese in giro saranno per me medaglie al merito in Paradiso.
domenica 21 maggio 2023
L'incontro personale e profondo con Dio
Luisa prorompe di gioia nel constatare la gioia e la felicità divina che sente nel cuore. E Gesù coglie l'occasione per ribadire quanto Dio voglia la felicità della creatura e come questo non si possa realizzare al di fuori di un rapporto intimo e personale con Lui. Libro di Cielo, Volume 29, 20 Ottobre 1931, Lunedì 10 Ottobre 2022
20 Ottobre 1931 Incontri di passi tra Dio e la creatura. Dio ha formato la creatura come centro della Creazione.
Brano, con introduzione retorica trita e ritrita che inizia alla grande, con Luisa che esterna il suo scoppiare di gioia e di felicità...
"La mia piccola esistenza gira sempre nel Santo Volere Divino, sento che mi tira sempre più a sè ed ogni sua parola, luce o conoscenza di Esso è una nuova vita che mi infonde, una gioia insolita che provo ed una felicità senza fine, che non potendo più contenere perché sono troppo piccola, mi sento come se mi volesse scoppiare il cuore di gioia e di felicità divina...." Luisa
Dio è l'essere felice per antonomasia, pieno di gioia e fiumi incalcolabili di gioie e felicità divine che vorrebbe riversare su di noi. Che differenza c'è tra una felicità divina ed umana? Una felicità/gioia divina ha un'intensità, profondità e completezza che nessuna gioia umana possiede. Perchè coinvolge tutto il nostro essere, gli affetti, pensieri, intelletto, le passioni, lo stesso corpo ecc... in questo mondo purtroppo c'è la concupiscenza, siamo interdetti però di per sè la felicità divina coinvolge tutto. Tutto ciò che è divino dura in eterno e ha qualcosa di imperturbabile e non perdibile. In questo mondo posso avere tutte le gioie e felicità (terrene) ma sono fallaci, da un momento all'altro possono finire. Nessuno lo può negare. Le felicità sono nobili ed innalzano l'uomo, lo nobilitano e lo rendono migliore, più bello, nobile, elevato e santo ecc...e Luisa nel delirio di questa percezione dice:
"...Oh! Volontà Divina, fatti conoscere, possedere ed amare, affinché tutti siano felici, ma di una felicità Celeste, non terrestre..." Luisa
Fa schifo la felicità terrestre, fa vomitare. Le tre S Sesso, Soldi e Successo fanno venire il voltastomaco. Se qualcuno che ascolta queste meditazioni pensa ancora che se si potesse sfogare con il sesso senza peccare, qua sarebbe alta marea (nel senso il giochino acqua o fuochino o fuocherello o fuoco a seconda di quanto ci si avvicina all'obbettivo). Se uno pensa che tutto sommato i soldi servono per vivere ma se avessi un sacco di soldi sarebbe la svolta della vita...acqua...per amore del Signore siamo calunniati, disprezzati, chiaccherati, umiliati, disprezzati ecc... eh, però il giorno in cui uno riuscisse a stare su un bel piedistallo...acqua acqua. Nella misura queste cose hanno breccia nel cuore siamo lontani dalla dv, a noi non dovrebbero farci nè caldo nè freddo perchè pensiamo ad altro di molto più alto, puro e bello ecc... il don conosce persone che pregano 10 ore al giorno, che fa delle penitenze grosse molto di più di quanto si pensi...non sta tutto il giorno a fare il buontempone ecc.. una montagna di croci ma al tempo stesso una felicità profonda che è presente anche in queste cose e che non è contraria a queste cose. E tutte le felicità celesti vissute sulla terra sono solo pallide felicità e prodromi di ciò che ci attende nel cielo. Perchè tutto questo possa essere vissuto, questo non si può vivere se non si ha una relazione con Dio.
"...passo divino ad andargli incontro....prima l'incontro e tuffarsi....Appena succede l'incontro...." Gesù
Non c'è vita nella dv se questo incontro non c'è e non viene vissuto. Anche i cosidetti cattolici praticanti, quanti di loro vivono la Comunione Sacramentale come l'Incontro degli Incontri? Il don, quando deve dire ad una persona che fatta la comunione non deve subito uscire di Chiesa, vuol dire che quella non ha fatto nessun incontro perchè se l'hai incontrato non fai altro. E' sempre una sofferenza interromperlo, talvolta qualcuno se ne va con sacrificio perchè sa di avere poco tempo a fare il ringraziamento (deve prendere il figlio ecc...) e lo fa con sacrificio e non può stare a fare 3 ore di ringraziamento. Ma se non c'è tutta questa fretta, butta l'orologio...10 minuti? 15 minuti ecc... ma tanto è un piacere o no? Questa dimensione non è nè scontata nè sussistente a priori. E' una cosa che si impara a prima che si inizi a vivere ci vuole tempo, non è che arrivi e te la dà subito..te la devi conquistare. Non è che arrivi, prendi l'Ostia e senti la presenza di Gesù automaticamente, all'uomo umano (o carnale) non c'è la percezione. Sei tu che devi dirti che questa è un'Ostia consacrata e c'è Gesù quindi io non faccio il cafone con l'Altissimo. Sto buono, non mi viene in mente da dire, al massimo guardo il tabernacolo o prendi qualche libretto di preghiera. Fai quelle con il cuore e non a pappagallo con la testa per aria e persevera e dopodichè inizierai a vivere la dimensione dell'incontro. La dv non è una cosa astratta, etera o misticheggiante nel senso non bello del termine, è una pienezza di felicità che deriva da un rapporto intimo profondo da Colui che è la sorgente di ogni felicità. Bisogna fare i passi della creatura, tu ti devi muovere.
"Figlia mia, per ogni atto che fai nella mia Divina Volontà, tanti passi fai verso Dio e Dio fa i suoi passi verso di te. Il passo della creatura è la chiamata che muove il passo divino ad andargli incontro e siccome non ci facciamo mai vincere né superare dagli atti suoi, se lei fa un passo, noi ne facciamo cinque, dieci, perché il nostro amore, essendo più grande del suo, affretta, moltiplica i passi per fare prima l'incontro e tuffarsi l'uno nell'altro....." Gesù
Qualcuno ha mai chiesto a Gesù di incarnarsi e di morire in croce per noi? Quante grazie ci arrivano a noi inaspettatamente? Sono passi che fa l'Altissimo verso di noi, ma noi facciamo qualche passo verso di Lui? La grammatica di relazione con Dio è l'Amore che non si regge solo su un termine, due amanti si amano e non è possibile che uno stia come uno stoccafisso. Quello non è amore. Tu prova a fare un passo...tu nei fai uno, e Dio ne fa 5. Ti pare che Dio si faccia vincere in amore? La Madonna (nel libro la Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà) faceva gare d'amore con Dio, diceva vediamo chi ama di più e pare che Nostro Signore ci stava a questo gioco. E ogni tanto ammetteva che qualche volta vinceva la Madonna, pare ammetterlo e il don non vorrebbe essersi sbagliato.
"... affretta, moltiplica i passi per fare prima l'incontro e tuffarsi l'uno nell'altro....." Gesù
Ci dovrebbe essere un momento della giornata in cui non ci dovrei essere per nessuno, dovrei essere come morto/a per il resto del mondo. E' vero che per il don è facile, ma ci possono essere solo 5 minuti ma prima di gettare la spugna pensiamoci un pò. Magari ci sono delle difficoltà oggettiva ma gli sembra di poter dire che se qualcuno ci tiene sul serio il tempo lo trova. Se a me piace (esempio) andare al cinema, ogni tanto il tempo per andarci lo faccio uscire; è chiaro che ci possono essere situazioni estreme. E se questo non c'è te lo scordi di vivere la dv sulla terra e ti scordi quell'anticipazione di felicità celeste che il Signore dà alle persone.
"...vogliamo la nostra creatura, vogliamo darle qualcosa di nostro, vogliamo che ci somigli, vogliamo renderla felice e perciò battiamo il passo per chiamarla..." Gesù
Qua Gesù parla al plurale,
"..e chi sta nella nostra Volontà oh! come sente il dolce calpestio dei nostri passi e corre per venire a noi, per ricevere i frutti dei nostri passi..." Gesù
Noi lo sappiamo riconoscere Nostro Signore quando arriva? I maestri di spirito dicono che non si entra facilmente in preghiera profonda, perchè a volte è il Signore che ci chiama quando ci pare e noi ci disponiamo con i nostri atti interiori ma c'è qualche momento - attimo di secondo - che avverte che c'è un cambiamento; è come se sentisse il dolce calpestio dei suoi passi in senso figurato. Tutto questo perchè lo scopo della Creazione è l'amore. Fa tanto dispiacere vedere le anime vittime della volontà umana, quando una persona è triste, infelice, che è frustata sempre dominata da passioni becere, basse e piccine, depressa, che ha la lamentosi, la brontolosi, sta sempre a parlare male di tutto e di più, ecc...che vita sta facendo? E' ubriaca di volontà umana, come gli alcolizzati. Sono anime che sembrano i Gollum della situazione (senza voler giudicare poi la persona in quanto tale), fanno pena perchè stanno male ma fanno rabbia perchè uno potrebbe dire: ma te l'ha ordinato il medico di campare così? A volte si tratta di qualche anima devota che qualche cosa l'ha percepita però non si risolve di mettersi davanti al Signore e di voler cambiare. Non è che dall'oggi al domani si cambia. Però se uno ha una risoluzione ferma devi combattere e quando arrivano i pensieri balordi devi imparare a respingerli e riconoscerli e a dargli un nome e se qualcuno ti aiuta a dargli un nome, succede talvolta che qualcuno cerchi di convincere il padre spirituale che tutto quello che pensa è giusto, buono e che ha ragione. Ma in questo caso che senso avrebbe? Se tu vuoi un'aiuto può darsi che il don aiuti, è un'arte che richiede competenza da parte chi si imbarca in questa cosa altrimenti fa un sacco di danni e tanti, aiuti soprannaturali.
Siamo noi gli artefici della nostra vita, quando la Chiesa ci mette in bocca (a Messa) per mia colpa, mia colpa, mia massima colpa...non è che te lo fa dire solo per metterti in bocca qualcosa perchè se tu non stai bene la colpa è la tua - il don non lo vuole dire in senso distruttivo o psicologico ecc... - Dio vorrebbe farci vivere da persone felici ma se questo non lo vivi da chi dipende? Dalle circostanze? Non siamo nessuno, ma chi ha avuto di sentirsi 29 volumi di meditazione di Luisa non è una persona alle prime armi.
"..Molto più che il vizio predominante di questo secolo, l'idolo di molti è l'umano volere, anche nello stesso bene che fanno, perciò si vede che dal bene, escono molti difetti e peccati, ciò indica che la fonte da cui era animato non era pura ma viziosa, perché il vero bene sa produrre frutti buoni e da questo si conosce se è vero o falso il bene che si fa..." Gesù
Si vede lontano un miglio e quindi difetti e peccati e tanti. Perchè la volontà umana è la disgrazia più grande, la prigione più brutta, è la torturatrice senza meriti, ecc....
20 Ottobre 1931 Incontri di passi tra Dio e la creatura. Dio ha formato la creatura come centro della Creazione.
Brano, con introduzione retorica trita e ritrita che inizia alla grande, con Luisa che esterna il suo scoppiare di gioia e di felicità...
"La mia piccola esistenza gira sempre nel Santo Volere Divino, sento che mi tira sempre più a sè ed ogni sua parola, luce o conoscenza di Esso è una nuova vita che mi infonde, una gioia insolita che provo ed una felicità senza fine, che non potendo più contenere perché sono troppo piccola, mi sento come se mi volesse scoppiare il cuore di gioia e di felicità divina...." Luisa
Dio è l'essere felice per antonomasia, pieno di gioia e fiumi incalcolabili di gioie e felicità divine che vorrebbe riversare su di noi. Che differenza c'è tra una felicità divina ed umana? Una felicità/gioia divina ha un'intensità, profondità e completezza che nessuna gioia umana possiede. Perchè coinvolge tutto il nostro essere, gli affetti, pensieri, intelletto, le passioni, lo stesso corpo ecc... in questo mondo purtroppo c'è la concupiscenza, siamo interdetti però di per sè la felicità divina coinvolge tutto. Tutto ciò che è divino dura in eterno e ha qualcosa di imperturbabile e non perdibile. In questo mondo posso avere tutte le gioie e felicità (terrene) ma sono fallaci, da un momento all'altro possono finire. Nessuno lo può negare. Le felicità sono nobili ed innalzano l'uomo, lo nobilitano e lo rendono migliore, più bello, nobile, elevato e santo ecc...e Luisa nel delirio di questa percezione dice:
"...Oh! Volontà Divina, fatti conoscere, possedere ed amare, affinché tutti siano felici, ma di una felicità Celeste, non terrestre..." Luisa
Fa schifo la felicità terrestre, fa vomitare. Le tre S Sesso, Soldi e Successo fanno venire il voltastomaco. Se qualcuno che ascolta queste meditazioni pensa ancora che se si potesse sfogare con il sesso senza peccare, qua sarebbe alta marea (nel senso il giochino acqua o fuochino o fuocherello o fuoco a seconda di quanto ci si avvicina all'obbettivo). Se uno pensa che tutto sommato i soldi servono per vivere ma se avessi un sacco di soldi sarebbe la svolta della vita...acqua...per amore del Signore siamo calunniati, disprezzati, chiaccherati, umiliati, disprezzati ecc... eh, però il giorno in cui uno riuscisse a stare su un bel piedistallo...acqua acqua. Nella misura queste cose hanno breccia nel cuore siamo lontani dalla dv, a noi non dovrebbero farci nè caldo nè freddo perchè pensiamo ad altro di molto più alto, puro e bello ecc... il don conosce persone che pregano 10 ore al giorno, che fa delle penitenze grosse molto di più di quanto si pensi...non sta tutto il giorno a fare il buontempone ecc.. una montagna di croci ma al tempo stesso una felicità profonda che è presente anche in queste cose e che non è contraria a queste cose. E tutte le felicità celesti vissute sulla terra sono solo pallide felicità e prodromi di ciò che ci attende nel cielo. Perchè tutto questo possa essere vissuto, questo non si può vivere se non si ha una relazione con Dio.
"...passo divino ad andargli incontro....prima l'incontro e tuffarsi....Appena succede l'incontro...." Gesù
Non c'è vita nella dv se questo incontro non c'è e non viene vissuto. Anche i cosidetti cattolici praticanti, quanti di loro vivono la Comunione Sacramentale come l'Incontro degli Incontri? Il don, quando deve dire ad una persona che fatta la comunione non deve subito uscire di Chiesa, vuol dire che quella non ha fatto nessun incontro perchè se l'hai incontrato non fai altro. E' sempre una sofferenza interromperlo, talvolta qualcuno se ne va con sacrificio perchè sa di avere poco tempo a fare il ringraziamento (deve prendere il figlio ecc...) e lo fa con sacrificio e non può stare a fare 3 ore di ringraziamento. Ma se non c'è tutta questa fretta, butta l'orologio...10 minuti? 15 minuti ecc... ma tanto è un piacere o no? Questa dimensione non è nè scontata nè sussistente a priori. E' una cosa che si impara a prima che si inizi a vivere ci vuole tempo, non è che arrivi e te la dà subito..te la devi conquistare. Non è che arrivi, prendi l'Ostia e senti la presenza di Gesù automaticamente, all'uomo umano (o carnale) non c'è la percezione. Sei tu che devi dirti che questa è un'Ostia consacrata e c'è Gesù quindi io non faccio il cafone con l'Altissimo. Sto buono, non mi viene in mente da dire, al massimo guardo il tabernacolo o prendi qualche libretto di preghiera. Fai quelle con il cuore e non a pappagallo con la testa per aria e persevera e dopodichè inizierai a vivere la dimensione dell'incontro. La dv non è una cosa astratta, etera o misticheggiante nel senso non bello del termine, è una pienezza di felicità che deriva da un rapporto intimo profondo da Colui che è la sorgente di ogni felicità. Bisogna fare i passi della creatura, tu ti devi muovere.
"Figlia mia, per ogni atto che fai nella mia Divina Volontà, tanti passi fai verso Dio e Dio fa i suoi passi verso di te. Il passo della creatura è la chiamata che muove il passo divino ad andargli incontro e siccome non ci facciamo mai vincere né superare dagli atti suoi, se lei fa un passo, noi ne facciamo cinque, dieci, perché il nostro amore, essendo più grande del suo, affretta, moltiplica i passi per fare prima l'incontro e tuffarsi l'uno nell'altro....." Gesù
Qualcuno ha mai chiesto a Gesù di incarnarsi e di morire in croce per noi? Quante grazie ci arrivano a noi inaspettatamente? Sono passi che fa l'Altissimo verso di noi, ma noi facciamo qualche passo verso di Lui? La grammatica di relazione con Dio è l'Amore che non si regge solo su un termine, due amanti si amano e non è possibile che uno stia come uno stoccafisso. Quello non è amore. Tu prova a fare un passo...tu nei fai uno, e Dio ne fa 5. Ti pare che Dio si faccia vincere in amore? La Madonna (nel libro la Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà) faceva gare d'amore con Dio, diceva vediamo chi ama di più e pare che Nostro Signore ci stava a questo gioco. E ogni tanto ammetteva che qualche volta vinceva la Madonna, pare ammetterlo e il don non vorrebbe essersi sbagliato.
"... affretta, moltiplica i passi per fare prima l'incontro e tuffarsi l'uno nell'altro....." Gesù
Ci dovrebbe essere un momento della giornata in cui non ci dovrei essere per nessuno, dovrei essere come morto/a per il resto del mondo. E' vero che per il don è facile, ma ci possono essere solo 5 minuti ma prima di gettare la spugna pensiamoci un pò. Magari ci sono delle difficoltà oggettiva ma gli sembra di poter dire che se qualcuno ci tiene sul serio il tempo lo trova. Se a me piace (esempio) andare al cinema, ogni tanto il tempo per andarci lo faccio uscire; è chiaro che ci possono essere situazioni estreme. E se questo non c'è te lo scordi di vivere la dv sulla terra e ti scordi quell'anticipazione di felicità celeste che il Signore dà alle persone.
"...vogliamo la nostra creatura, vogliamo darle qualcosa di nostro, vogliamo che ci somigli, vogliamo renderla felice e perciò battiamo il passo per chiamarla..." Gesù
Qua Gesù parla al plurale,
"..e chi sta nella nostra Volontà oh! come sente il dolce calpestio dei nostri passi e corre per venire a noi, per ricevere i frutti dei nostri passi..." Gesù
Noi lo sappiamo riconoscere Nostro Signore quando arriva? I maestri di spirito dicono che non si entra facilmente in preghiera profonda, perchè a volte è il Signore che ci chiama quando ci pare e noi ci disponiamo con i nostri atti interiori ma c'è qualche momento - attimo di secondo - che avverte che c'è un cambiamento; è come se sentisse il dolce calpestio dei suoi passi in senso figurato. Tutto questo perchè lo scopo della Creazione è l'amore. Fa tanto dispiacere vedere le anime vittime della volontà umana, quando una persona è triste, infelice, che è frustata sempre dominata da passioni becere, basse e piccine, depressa, che ha la lamentosi, la brontolosi, sta sempre a parlare male di tutto e di più, ecc...che vita sta facendo? E' ubriaca di volontà umana, come gli alcolizzati. Sono anime che sembrano i Gollum della situazione (senza voler giudicare poi la persona in quanto tale), fanno pena perchè stanno male ma fanno rabbia perchè uno potrebbe dire: ma te l'ha ordinato il medico di campare così? A volte si tratta di qualche anima devota che qualche cosa l'ha percepita però non si risolve di mettersi davanti al Signore e di voler cambiare. Non è che dall'oggi al domani si cambia. Però se uno ha una risoluzione ferma devi combattere e quando arrivano i pensieri balordi devi imparare a respingerli e riconoscerli e a dargli un nome e se qualcuno ti aiuta a dargli un nome, succede talvolta che qualcuno cerchi di convincere il padre spirituale che tutto quello che pensa è giusto, buono e che ha ragione. Ma in questo caso che senso avrebbe? Se tu vuoi un'aiuto può darsi che il don aiuti, è un'arte che richiede competenza da parte chi si imbarca in questa cosa altrimenti fa un sacco di danni e tanti, aiuti soprannaturali.
Siamo noi gli artefici della nostra vita, quando la Chiesa ci mette in bocca (a Messa) per mia colpa, mia colpa, mia massima colpa...non è che te lo fa dire solo per metterti in bocca qualcosa perchè se tu non stai bene la colpa è la tua - il don non lo vuole dire in senso distruttivo o psicologico ecc... - Dio vorrebbe farci vivere da persone felici ma se questo non lo vivi da chi dipende? Dalle circostanze? Non siamo nessuno, ma chi ha avuto di sentirsi 29 volumi di meditazione di Luisa non è una persona alle prime armi.
"..Molto più che il vizio predominante di questo secolo, l'idolo di molti è l'umano volere, anche nello stesso bene che fanno, perciò si vede che dal bene, escono molti difetti e peccati, ciò indica che la fonte da cui era animato non era pura ma viziosa, perché il vero bene sa produrre frutti buoni e da questo si conosce se è vero o falso il bene che si fa..." Gesù
Si vede lontano un miglio e quindi difetti e peccati e tanti. Perchè la volontà umana è la disgrazia più grande, la prigione più brutta, è la torturatrice senza meriti, ecc....
sabato 20 maggio 2023
Vita Divina, atti compiuti e atti spezzati
Gesù spiega come la Divina Volontà opera sempre con atti compiuti e perfetti ma tuttavia per la creatura intelligente il processo di compimento e di perfezione può interrompersi nella misura in cui essa non sa o non vuole riconoscere la sua vita in sé e nelle cose create. Libro di Cielo, Volume 29, 12 Ottobre 1931, Mercoledì 5 Ottobre 2022
12 Ottobre 1931 Alito incessante di Dio. Vita Divina ed atto compiuto di Dio nella creatura. I facsimili, il popolo, i principi, la corte nobile e l'esercito regio del regno Celeste.
Annotazione previa e regola per la lettura di qualsiasi testo (anche della Bibbia), è fare attenzione alla ripetizione dei termini, quanto un termine è molto ripetuto all'interno del testo è un termine chiave per la comprensione del testo. Se noi andiamo a vedere in questo brano quanto ricorre atto compiuto ci renderemo conto che è molto ricorrente. Talvolta il Signore lo dice con altre parole.
"... serve per fare della creatura un nostro atto compiuto e...... così forma il nostro atto compiuto di santità.....il nostro atto compiuto, nella nostra Patria Celeste..... ed atti compiuti nostri nel Celeste soggiorno..... il nostro atto compiuto nella creatura...... questo nostro atto compiuto,.....svolgere il nostro atto compiuto;..... è fare il nostro atto compiuto nella creatura....Per noi fare un atto compiuto è la gloria più grande che più ci glorifica......."
"..vita divina e svolgere il nostro atto compiuto;..." vita divina ed atto compiuto vanno a braccietto.
"..Ma ahimè! per chi non vive nel nostro Volere, quanti nostri atti spezzati senza compimento, quante nostre vite divine appena concepite o tutt’al più nate senza crescere. Spezzano la continuazione del nostro lavoro e ci legano le braccia senza poter andare avanti; ci mettono nell'impotenza di un padrone che ha il suo terreno e viene impedito dai suoi servi ingrati di fare il lavoro che ci vuole nel suo terreno, di seminare, di piantare le piante che vuole; povero padrone, tenere il terreno sterile, senza il frutto che avrebbe potuto ricevere, per causa dei suoi servi iniqui! Il nostro terreno sono le creature ed il servo ingrato è l'umano volere che opponendosi al nostro, ci mette nell'impotenza di formare la nostra vita divina in esse..." Gesù
"..Ora, qual sarà la differenza fra colui nel quale la nostra vita appena è stata concepita, nata o cresciuta con piccole proporzioni, e chi ci ha fatto formare vita compiuta? Sarà tanta la differenza che è incomprensibile all'umana creatura. Quelli saranno come il popolo del regno Celeste, invece i nostri facsimili saranno come principi, ministri, la corte nobile, l'esercito regio del gran Re. Perciò chi fa la mia Divina Volontà e vive in Essa può dire: faccio tutto ed appartengo anche da questa terra alla famiglia del mio Padre Celeste." Gesù
Perchè nel Paradiso ci sono tutti quei diletti che Tenera Amata racconta? (Gloria accidentale). Se uno fa attenzione alle cose che vengono dette, è Dio che ha stabilito le scintille d'amore e quelle creature che forse sul pianeta Terra le hai viste una volta che nel Paradiso costituiranno quella parte dei tuoi diletti e godimenti della vita beata. Solo in Paradiso lo vedremo - in terra non ne possiamo prendere coscienza fino in fondo - che solo la dv è la sorgente di ogni felicità. In terra il termine felicità e godimenti sono termini un pò inquinati. E la dv si stanca nell'inventare sempre cose nuove per farne godere di chi partecipa della sua vita. Purtroppo in questa valla di lacrime, le vicissitudini e le miserie di questo mondo ci fanno ricordare queste realtà. Dio ha creato perchè voleva comunicare questa sua pienezza e beatitudine, se noi avessimo una pallidissima idea di cosa fosse, staremmo come i Santi che piangevano perchè dovevano restare sul pianeta Terra. La forma più alta di esperienza mistica che si possa avere su questo pianeta di Dio - il don non ci capisce un granchè - è la visione intellettuale della Santissima Trinità che dà secondo gli autori la massima conoscenza di Dio in questo mondo. Le anime che incontrano Dio nel giudizio particolare non lo vede come lo vedono i beati, i dannati soffriranno tantissimo all'inferno perchè sanno in parte quello che si perdono, in questo mondo se io per esempio perdo la grazia di Dio, la persona non avverte la disperazione assoluta perchè non ne abbiamo conoscenza e percezione. La nostra vita cristiana e di grazia si svolge nella fede, abbiamo delle spie o effetti indiretti, se io sto nella grazia di Dio generalmente sto in pace, sereno e nella gioia, amo il Signore, cerco di servirlo, amo il prossimo ecc... ma nel mondo ordinario posso avere qualche diletto ma più di un tot non vado.
"..Ora tu devi sapere che in Cielo non si entra se non si possiede la nostra vita divina o almeno concepita o nata e tale sarà la gloria, la beatitudine del beato per quanta crescita ha formato della nostra vita in esso..." Gesù
La vita divina riguarda tutti, è presente in noi attraverso la grazia. Cosa dice sempre Gesù? Qual'è il fine di vivere nella dv? Non è semplicemente un comando a cui adeguarsi, so che Dio vuole questo quindi lo faccio, ma è una vita centrata dal di dentro. Alla Madonna fu detta piena di grazia, perchè la grazia conosce dei gradi, così in Paradiso ci sono i gradi di gloria, una persona che limita la vita di grazia all'uso dei mezzi di grazia al minimo non è come quella di chi mette il turbo e se li prende più che può. Bisogna fare delle scelte: dove investo io e te? Perchè i mondani investono in questo mondo e cercano la felicità terrena, fanno un sacco di soldi, ecc... ma cercano una felicità effimera, bassa, pur essendo a volte violenta e dura poco ed è destinata a finire perchè tutti moriamo anche se non tutti viviamo veramente. E poi? La vita terrena non torna più. Non ci si rincarna. Quindi una è la vita quaggiù e poi? 2600 anni sono paragonabili a 100 anni di vita terrena? No
La vita divina si forma quando un'atto - dice Gesù - è compiuto. Possiamo fare riferimento a due espressioni del Vangelo: non pensiate che Io sia venuto ad abolire la legge e i profeti ma a dare compimento - in greco c'è teleiou (?) e poi c'è l'altra espressione tipica di Gesù che la leggiamo nel Vangelo di san Giovanni: gesù sta in croce ed ad un certo punto dice: tutto è compiuto. In greco un verbo viene usato non un verbo che dice che l'azione è stata fatta, ma che è stata portata a perfezione, che se non ci fosse stata questa cosa questa cosa sarebbe rimasta a metà. Questa frase (tutto è compiuto) Gesù la pronuncia dopo aver preso l'aceto e realizzato tutte quante le profezie, - ...e quando avevo sete mi hanno dato l'aceto.. profezia - e spira. Quando Gesù dice:
"..Lu 24:44 17 «Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento..."
In greco c'è un'altro verbo che viene usato al posto di compimento: plerou (?) cioè riempire fino all'orlo, proprio è un concetto simile. Gesù è venuto a dare una pienezza tale che non esiste possibilità di fare di più. Ci sono le creature inanimate che sono tutte compiute. In loro c'è la vita perfetta della dv in loro. Per me il Sole potrebbe essere un'atto spezzato nella misura io non so vedere un'atto d'amore della dv per me. Il Sole me lo godo per forza, io ricevo quel bene oggettivo ma non ricevo la pienezza di vita se io quando lo guardo non so vedere in esso un'atto di amore in quella stella che è stata fatta per illuminarmi, scaldarmi ed è un riflesso di Dio che in Lui non ci sono tenebre. E a me che importa? Se tu non sai riconoscere questa cosa nella creatura non si forma la vita divina in me e in te perchè non mi vado a riempire di tutto nè tanto meno - permetti alle cose (il Sole ecc...) di raggiungere il fine ultimo per il quale sono state create. Dio ha creato il Sole, è per dirci il suo Ti amo attraverso il Sole. Ormai l'impalcatura e la struttura essenziale di cosa sia la vita nella dv dovrebbe essere chiara, ma non è detto che non ci siano black-out; dovremmo aver capito cosa ci vuole darci e la vita della dv dovrebbe esserci dentro di noi.
"..Ora tu devi sapere che in Cielo non si entra se non si possiede la nostra vita divina o almeno concepita o nata e tale sarà la gloria, la beatitudine del beato per quanta crescita ha formato della nostra vita in esso..." Gesù
Così nella vita nella dv, c'è un concepito, un neonato, un'infante e chi inizia a camminare un pò. Diventa un fanciullo, giovane ed esperto. Gesù ha parlato esplicitamente di questa crescita. Si cresce con gradualità, stiamo dentro e lavoriamo senza farci troppi problemi - salvo quelli importanti ed essenziali, continuamo a conoscere e a riflettere e fare quello che possiamo camminando sempre serena fiducia ed attendiamo il perfetto compimento in questa vita. In Cielo non c'è altro che divina volontà che si manifesta in infinite forme svariate ed inimmaginabili.
12 Ottobre 1931 Alito incessante di Dio. Vita Divina ed atto compiuto di Dio nella creatura. I facsimili, il popolo, i principi, la corte nobile e l'esercito regio del regno Celeste.
Annotazione previa e regola per la lettura di qualsiasi testo (anche della Bibbia), è fare attenzione alla ripetizione dei termini, quanto un termine è molto ripetuto all'interno del testo è un termine chiave per la comprensione del testo. Se noi andiamo a vedere in questo brano quanto ricorre atto compiuto ci renderemo conto che è molto ricorrente. Talvolta il Signore lo dice con altre parole.
"... serve per fare della creatura un nostro atto compiuto e...... così forma il nostro atto compiuto di santità.....il nostro atto compiuto, nella nostra Patria Celeste..... ed atti compiuti nostri nel Celeste soggiorno..... il nostro atto compiuto nella creatura...... questo nostro atto compiuto,.....svolgere il nostro atto compiuto;..... è fare il nostro atto compiuto nella creatura....Per noi fare un atto compiuto è la gloria più grande che più ci glorifica......."
"..vita divina e svolgere il nostro atto compiuto;..." vita divina ed atto compiuto vanno a braccietto.
"..Ma ahimè! per chi non vive nel nostro Volere, quanti nostri atti spezzati senza compimento, quante nostre vite divine appena concepite o tutt’al più nate senza crescere. Spezzano la continuazione del nostro lavoro e ci legano le braccia senza poter andare avanti; ci mettono nell'impotenza di un padrone che ha il suo terreno e viene impedito dai suoi servi ingrati di fare il lavoro che ci vuole nel suo terreno, di seminare, di piantare le piante che vuole; povero padrone, tenere il terreno sterile, senza il frutto che avrebbe potuto ricevere, per causa dei suoi servi iniqui! Il nostro terreno sono le creature ed il servo ingrato è l'umano volere che opponendosi al nostro, ci mette nell'impotenza di formare la nostra vita divina in esse..." Gesù
"..Ora, qual sarà la differenza fra colui nel quale la nostra vita appena è stata concepita, nata o cresciuta con piccole proporzioni, e chi ci ha fatto formare vita compiuta? Sarà tanta la differenza che è incomprensibile all'umana creatura. Quelli saranno come il popolo del regno Celeste, invece i nostri facsimili saranno come principi, ministri, la corte nobile, l'esercito regio del gran Re. Perciò chi fa la mia Divina Volontà e vive in Essa può dire: faccio tutto ed appartengo anche da questa terra alla famiglia del mio Padre Celeste." Gesù
Perchè nel Paradiso ci sono tutti quei diletti che Tenera Amata racconta? (Gloria accidentale). Se uno fa attenzione alle cose che vengono dette, è Dio che ha stabilito le scintille d'amore e quelle creature che forse sul pianeta Terra le hai viste una volta che nel Paradiso costituiranno quella parte dei tuoi diletti e godimenti della vita beata. Solo in Paradiso lo vedremo - in terra non ne possiamo prendere coscienza fino in fondo - che solo la dv è la sorgente di ogni felicità. In terra il termine felicità e godimenti sono termini un pò inquinati. E la dv si stanca nell'inventare sempre cose nuove per farne godere di chi partecipa della sua vita. Purtroppo in questa valla di lacrime, le vicissitudini e le miserie di questo mondo ci fanno ricordare queste realtà. Dio ha creato perchè voleva comunicare questa sua pienezza e beatitudine, se noi avessimo una pallidissima idea di cosa fosse, staremmo come i Santi che piangevano perchè dovevano restare sul pianeta Terra. La forma più alta di esperienza mistica che si possa avere su questo pianeta di Dio - il don non ci capisce un granchè - è la visione intellettuale della Santissima Trinità che dà secondo gli autori la massima conoscenza di Dio in questo mondo. Le anime che incontrano Dio nel giudizio particolare non lo vede come lo vedono i beati, i dannati soffriranno tantissimo all'inferno perchè sanno in parte quello che si perdono, in questo mondo se io per esempio perdo la grazia di Dio, la persona non avverte la disperazione assoluta perchè non ne abbiamo conoscenza e percezione. La nostra vita cristiana e di grazia si svolge nella fede, abbiamo delle spie o effetti indiretti, se io sto nella grazia di Dio generalmente sto in pace, sereno e nella gioia, amo il Signore, cerco di servirlo, amo il prossimo ecc... ma nel mondo ordinario posso avere qualche diletto ma più di un tot non vado.
"..Ora tu devi sapere che in Cielo non si entra se non si possiede la nostra vita divina o almeno concepita o nata e tale sarà la gloria, la beatitudine del beato per quanta crescita ha formato della nostra vita in esso..." Gesù
La vita divina riguarda tutti, è presente in noi attraverso la grazia. Cosa dice sempre Gesù? Qual'è il fine di vivere nella dv? Non è semplicemente un comando a cui adeguarsi, so che Dio vuole questo quindi lo faccio, ma è una vita centrata dal di dentro. Alla Madonna fu detta piena di grazia, perchè la grazia conosce dei gradi, così in Paradiso ci sono i gradi di gloria, una persona che limita la vita di grazia all'uso dei mezzi di grazia al minimo non è come quella di chi mette il turbo e se li prende più che può. Bisogna fare delle scelte: dove investo io e te? Perchè i mondani investono in questo mondo e cercano la felicità terrena, fanno un sacco di soldi, ecc... ma cercano una felicità effimera, bassa, pur essendo a volte violenta e dura poco ed è destinata a finire perchè tutti moriamo anche se non tutti viviamo veramente. E poi? La vita terrena non torna più. Non ci si rincarna. Quindi una è la vita quaggiù e poi? 2600 anni sono paragonabili a 100 anni di vita terrena? No
La vita divina si forma quando un'atto - dice Gesù - è compiuto. Possiamo fare riferimento a due espressioni del Vangelo: non pensiate che Io sia venuto ad abolire la legge e i profeti ma a dare compimento - in greco c'è teleiou (?) e poi c'è l'altra espressione tipica di Gesù che la leggiamo nel Vangelo di san Giovanni: gesù sta in croce ed ad un certo punto dice: tutto è compiuto. In greco un verbo viene usato non un verbo che dice che l'azione è stata fatta, ma che è stata portata a perfezione, che se non ci fosse stata questa cosa questa cosa sarebbe rimasta a metà. Questa frase (tutto è compiuto) Gesù la pronuncia dopo aver preso l'aceto e realizzato tutte quante le profezie, - ...e quando avevo sete mi hanno dato l'aceto.. profezia - e spira. Quando Gesù dice:
"..Lu 24:44 17 «Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento..."
In greco c'è un'altro verbo che viene usato al posto di compimento: plerou (?) cioè riempire fino all'orlo, proprio è un concetto simile. Gesù è venuto a dare una pienezza tale che non esiste possibilità di fare di più. Ci sono le creature inanimate che sono tutte compiute. In loro c'è la vita perfetta della dv in loro. Per me il Sole potrebbe essere un'atto spezzato nella misura io non so vedere un'atto d'amore della dv per me. Il Sole me lo godo per forza, io ricevo quel bene oggettivo ma non ricevo la pienezza di vita se io quando lo guardo non so vedere in esso un'atto di amore in quella stella che è stata fatta per illuminarmi, scaldarmi ed è un riflesso di Dio che in Lui non ci sono tenebre. E a me che importa? Se tu non sai riconoscere questa cosa nella creatura non si forma la vita divina in me e in te perchè non mi vado a riempire di tutto nè tanto meno - permetti alle cose (il Sole ecc...) di raggiungere il fine ultimo per il quale sono state create. Dio ha creato il Sole, è per dirci il suo Ti amo attraverso il Sole. Ormai l'impalcatura e la struttura essenziale di cosa sia la vita nella dv dovrebbe essere chiara, ma non è detto che non ci siano black-out; dovremmo aver capito cosa ci vuole darci e la vita della dv dovrebbe esserci dentro di noi.
"..Ora tu devi sapere che in Cielo non si entra se non si possiede la nostra vita divina o almeno concepita o nata e tale sarà la gloria, la beatitudine del beato per quanta crescita ha formato della nostra vita in esso..." Gesù
Così nella vita nella dv, c'è un concepito, un neonato, un'infante e chi inizia a camminare un pò. Diventa un fanciullo, giovane ed esperto. Gesù ha parlato esplicitamente di questa crescita. Si cresce con gradualità, stiamo dentro e lavoriamo senza farci troppi problemi - salvo quelli importanti ed essenziali, continuamo a conoscere e a riflettere e fare quello che possiamo camminando sempre serena fiducia ed attendiamo il perfetto compimento in questa vita. In Cielo non c'è altro che divina volontà che si manifesta in infinite forme svariate ed inimmaginabili.
giovedì 18 maggio 2023
La Divina Volontà e i santi
Gesù spiega come sia possibile, anzi lodevole e quanto mai raccomandato, chiamare nella Divina Volontà - dopo averli conosciuti e ricordati - i grandi atti di virtù del Signore, della Madonna e dei santi, per offrirli a Dio in modo da raddoppiarne la gloria. Qualche applicazione in relazione alla festa di san Francesco d'Assisi. Libro di Cielo, Volume 29, 8 Ottobre 1931, Martedì 4 Ottobre 2022
8 Ottobre 1931 La Divina Volontà depositaria di tutti gli atti di tutti i Santi. Come Dio e la creatura si danno la mano. Quali sono gli atti smarriti dallo scopo del nostro Creatore.
Il giorno in cui cade la meditazione è la festa di San Francesco d'Assisi, uno dei più grandi, e uno dei più fraintesi e anche strumentalizzati, piegati addirittura fino a diventare testimonial o emblemi di realtà o modi di pensare che stanno lontandi anni luce dal modo di pensare del santo. E' molto interessante che il Signore abbia fatto meditare questo brano in questa ricorrenza e Gesù spiega come tutti quanti gli atti (di Gesù, della Madonna, ecc..) si trovano in atto come se fossero in atto in questo momento ma che possono essere presi e riofferti (con spirito ed intenzioni sante) come nostri - con intenzioni sante - e mettendoci anche la dv in essi perchè la gloria che ne deriva al Signore in questa mistica ripetizione sia immensa ed anche il ricambio d'amore e di gloria che va al santo stesso.
"Figlia mia, ascolta i mirabili segreti del mio Volere, se la creatura vuole trovare tutto ciò che è stato fatto di bello, di buono, di santo, in tutta la storia del mondo, da me, dalla Mamma Celeste e da tutti i Santi, deve entrare nella Divina Volontà; in Essa tutto si trova in atto. Come tu facevi attenzione a ciascun atto, lo ricordavi, lo offrivi, così il santo che aveva fatto quell'atto, quel sacrificio, si sentiva chiamare dall'anima viatrice e vedeva il suo atto di nuovo palpitante sulla terra, quindi duplicata la gloria al suo Creatore ed a lui stesso e tu che l’offrivi, eri coperta della rugiada Celeste del bene di quell'atto santo, a seconda lo scopo nobile ed alto con cui viene offerto, così più intensa e grande è la gloria ed il bene che produce...." Gesù
Conoscere, leggere le vite dei santi è importantissimo, è una delle cose più basilari da fare perchè sono stati dei fari nella Chiesa e sono stati amici dello Sposo e lo conoscono più di noi, riflettere su ciò che hanno fatto, detto e scritto. Esempio: san Francesco non è stato l'unico, non solo faceva penitenza ma anche predicava la penitenza e la faceva con gesti e strumenti con strumenti che se a noi ce li facessero vedere ci prenderebbe un colpo. Una volta il don è andato in un posto e c'era un quadretto o un vano e dentro c'era una disciplina (un flagello, uno strumento di penitenza). Quando pensiamo ai flagelli pensiamo alle striscie di corda, ma non aveva le strisce di cuoio ma aveva le lamine affilate o catene mezze uncinate..allucinante, una botta con quell'affare lì ti si squarciano le carni, sicuro. Il don rimase sotto choc, perchè era giovane e cresciuto nella mentalità degli anni ottanta (1980..) dove sentiva dire che le penitenze e digiuni non servono perchè ha già fatto Nostro Signore. Qualcuno diceva che nella Chiesa del medioevo era diffuso il dolorismo ecc... ma poi dentro al Santuario e scopri che San Francesco si flagellava. Ma c'è qualcosa che non torna al don, sarà un difetto o cosa, ma il don non riesce a fare spalluccie di fronte a questa cosa e fino a quando non si trova una risposta non sciocca ci continua pensare e ne ha parlato con qualche frate. Ma il santo si è massacrato con quella cosa lì. Ma cosa ci rimane del corpo dopo 5 minuti di flagelli al giorno? Ma Dio vuole cose di questo genere? Se non le vuole vuol dire che questo sta facendo un'atto un pò sballato ma questo è un Santo canonizzato. E' lecito che se stesse facendo una cosa del genere sotto l'impulso dello Spirito Santo o era un pazzo psicopatico? - che c'entra ciò con la meditazione?
Far funzionare in modo giusto il cervello, farsi le giuste domande ecc.. sono domande retoriche. San Francesco non era pazzo, ma lo faceva perchè era Volontà di Dio, certa e sicura. Vuol dire che che i peccati commessi vanno espiati e che quelle offerte possono essere date al Signore per riparare peccati e convertire i lussoriosi. E un'anima amante brama queste penitenze anche se è dolorosa. Ma coloro che pensano che i santi erano cultori del dolore e che dicono che il Signore non vuole che noi soffriamo? Se uno fa funzionare il cervello dice: o ha ragione San Francesco o i modernisti o i contemporanei di oggi; il don ha fatto gli studi giuridici che plasmano un pò il cervello: prima di fare un'affermazione deve avere delle prove. Un'indizio non è una prova. San Francesco ha fatto questo e gli altri che facevano? Che facevano il Santo Curato d'Ars, santa Teresa d'Avila, san Giovanni della Croce, san Pio da Pietralcina, ecc... san Giuseppe da Copertino, si torturava talmente tanto che una volta il superiore (vedendolo camminare tutto sbilenco) gli ordinò di togliere l'abito religioso e alla fine si tolse. Il superiore scrisse che un campo dove è passato l'aratro stava messo meno peggio di come stava messa la schiena del santo. Quando si studia procedura penale si dice che quando gli indizi sono numerosi, gravi - è gente che ha fatto penitenze estreme - e concordanti. E allora la domanda si fa più incalzante? Chi è nell'errore? Questi o i contemporanei? Se hanno ragione i santi dobbiamo resettare tante idee perchè - capite cosa significa? Porre il fatto che la penitenza intesa come mortificazione corporale è un'atto gradito al Cielo e necessario, ci interroga. E io che faccio? Resto a guardare? Si instaurano una serie di dinamiche.
Far funzionare in modo giusto il cervello, è il primo step, ci aiuta a comprendere come stanno le cose. Io non posso stare nella dv se non so come vanno le cose. Non tutti possono fare i gesti eroici dei santi, perchè sono livelli straordinari. Ci vogliono delle grazie particolari, non è che uno dall'oggi al domani inizia a fare queste cose. Non tutti sono chiamati a questo grado eroico di penitenza ma tutti sono chiamati a fare penitenza. Non si può andare in giro e nè credere che queste sono cose che non servono a niente. Secondo step: giudizio di coscienza. Io cosa avverto che il Signore mi chiede una volta compreso questa cosa? Lo capirai benissimo. Se la tua conoscenza è deformata, se tu stai nei giudizi sciocchi di chi dice cretinate - la penitenza non si fa ecc... - Luisa era un'anima vittima. Il diavolo è tremendo nella sua astuzia. I presupposti mistici per essere nella dv è che tu sia vittima e sposa. E' chiaro che non è richiesto tanto zelo, ma è chiaro che il Signore ti dice che se tu non hai un grande spirito penitente e d'amore - essere vittima e sposa nella maniera comunemente praticabile da chiunque - poi ci sono della anime piccole e a cui il Signore stesso non chiede delle grandi austerità - un conto è dire che queste grande austerità non sono richieste in questa forma estrema a tutti. E questo è vero, un conto è dire che queste austerità non sono richieste a nessuno e sono delle grandi cretinate. Questo non è vero.
"..così il santo che aveva fatto quell'atto, quel sacrificio, si sentiva chiamare dall'anima viatrice e vedeva il suo atto di nuovo palpitante sulla terra, quindi duplicata la gloria al suo Creatore ed a lui stesso e tu che l’offrivi, eri coperta della rugiada Celeste del bene di quell'atto santo,..." Gesù
Questi atti non partono se non sono chiamati. Io magari non posso fare le stesse penitenze di san Francesco ma le posso fare mie. Esempio:Signore mio, entro nella tua volontà, e chiamo tutti i sacrifici, flagellazioni, cilizi che ha portato San Francesco // il don non conclude - una volta san Franesco disse ai suoi frati di concedere un pò di riposo al corpo e deposero i cilizi, si formò una montagnetta di catene e cilizi, ecco perchè i movimenti che strumentalizzano il Santo - pacifismo, ecologismo, ecc.. ma che razza di cose sono queste cose qua? Non possiamo fare le stesse cose ma possiamo farle nostre.
"..Quante ricchezze possiede la mia Volontà! Vi sono tutti gli atti miei, quelli della Regina Sovrana, che stanno tutti in aspettativa d'essere chiamati, ricordati, offerti dalla creatura, per duplicare il bene a pro delle creature e per darci doppia gloria vogliono esseri ricordati, chiamati, per palpitare come nuova vita in mezzo alle creature; ma per mancanza d'attenzione, vi è chi muore, chi stenta per debolezza, chi intirizzisce per il freddo, chi non ha di che sfamarsi. I nostri beni, atti e sacrifici, non si partono se non sono chiamati, perché col ricordarli ed offrirli, gli uomini si dispongono a riconoscerli ed a ricevere il bene che i nostri atti contengono..." Gesù
Quante volte ritorna la parola ricordo e richiamati. Se io mi devo ricordare di qualcosa, la devo riconoscere. La lettura delle vita dei Santi è quanto più di edificante, perchè oggi siamo ubriacati di cretinate e queste cose girano anche dove non dovrebbero e ne sono contagiate guide e maestri che diventano guide e maestri del nulla. Un conto è avere la coscienza formate, come ci si può mettere contro l'esempio dei santi? Non è che un'autorità - una persona con un'incarico - della Chiesa può mettersi contro tutto il patrimonio di essa credendosi Dio sceso in terra. Lo vuoi fare? Non ti giudico ma non ti dò retta. Ecco perchè è così importante la formazione.
Tutta l'attività sul web del don è partita dalla vita di 118 vite dei santi lette. Gli arrivato un dvd e c'erano le letture dei santi - il Sicari - e sentendo queste cose il don iniziò a distribuirle in giro e da allora nacque l'idea del sito web
8 Ottobre 1931 La Divina Volontà depositaria di tutti gli atti di tutti i Santi. Come Dio e la creatura si danno la mano. Quali sono gli atti smarriti dallo scopo del nostro Creatore.
Il giorno in cui cade la meditazione è la festa di San Francesco d'Assisi, uno dei più grandi, e uno dei più fraintesi e anche strumentalizzati, piegati addirittura fino a diventare testimonial o emblemi di realtà o modi di pensare che stanno lontandi anni luce dal modo di pensare del santo. E' molto interessante che il Signore abbia fatto meditare questo brano in questa ricorrenza e Gesù spiega come tutti quanti gli atti (di Gesù, della Madonna, ecc..) si trovano in atto come se fossero in atto in questo momento ma che possono essere presi e riofferti (con spirito ed intenzioni sante) come nostri - con intenzioni sante - e mettendoci anche la dv in essi perchè la gloria che ne deriva al Signore in questa mistica ripetizione sia immensa ed anche il ricambio d'amore e di gloria che va al santo stesso.
"Figlia mia, ascolta i mirabili segreti del mio Volere, se la creatura vuole trovare tutto ciò che è stato fatto di bello, di buono, di santo, in tutta la storia del mondo, da me, dalla Mamma Celeste e da tutti i Santi, deve entrare nella Divina Volontà; in Essa tutto si trova in atto. Come tu facevi attenzione a ciascun atto, lo ricordavi, lo offrivi, così il santo che aveva fatto quell'atto, quel sacrificio, si sentiva chiamare dall'anima viatrice e vedeva il suo atto di nuovo palpitante sulla terra, quindi duplicata la gloria al suo Creatore ed a lui stesso e tu che l’offrivi, eri coperta della rugiada Celeste del bene di quell'atto santo, a seconda lo scopo nobile ed alto con cui viene offerto, così più intensa e grande è la gloria ed il bene che produce...." Gesù
Conoscere, leggere le vite dei santi è importantissimo, è una delle cose più basilari da fare perchè sono stati dei fari nella Chiesa e sono stati amici dello Sposo e lo conoscono più di noi, riflettere su ciò che hanno fatto, detto e scritto. Esempio: san Francesco non è stato l'unico, non solo faceva penitenza ma anche predicava la penitenza e la faceva con gesti e strumenti con strumenti che se a noi ce li facessero vedere ci prenderebbe un colpo. Una volta il don è andato in un posto e c'era un quadretto o un vano e dentro c'era una disciplina (un flagello, uno strumento di penitenza). Quando pensiamo ai flagelli pensiamo alle striscie di corda, ma non aveva le strisce di cuoio ma aveva le lamine affilate o catene mezze uncinate..allucinante, una botta con quell'affare lì ti si squarciano le carni, sicuro. Il don rimase sotto choc, perchè era giovane e cresciuto nella mentalità degli anni ottanta (1980..) dove sentiva dire che le penitenze e digiuni non servono perchè ha già fatto Nostro Signore. Qualcuno diceva che nella Chiesa del medioevo era diffuso il dolorismo ecc... ma poi dentro al Santuario e scopri che San Francesco si flagellava. Ma c'è qualcosa che non torna al don, sarà un difetto o cosa, ma il don non riesce a fare spalluccie di fronte a questa cosa e fino a quando non si trova una risposta non sciocca ci continua pensare e ne ha parlato con qualche frate. Ma il santo si è massacrato con quella cosa lì. Ma cosa ci rimane del corpo dopo 5 minuti di flagelli al giorno? Ma Dio vuole cose di questo genere? Se non le vuole vuol dire che questo sta facendo un'atto un pò sballato ma questo è un Santo canonizzato. E' lecito che se stesse facendo una cosa del genere sotto l'impulso dello Spirito Santo o era un pazzo psicopatico? - che c'entra ciò con la meditazione?
Far funzionare in modo giusto il cervello, farsi le giuste domande ecc.. sono domande retoriche. San Francesco non era pazzo, ma lo faceva perchè era Volontà di Dio, certa e sicura. Vuol dire che che i peccati commessi vanno espiati e che quelle offerte possono essere date al Signore per riparare peccati e convertire i lussoriosi. E un'anima amante brama queste penitenze anche se è dolorosa. Ma coloro che pensano che i santi erano cultori del dolore e che dicono che il Signore non vuole che noi soffriamo? Se uno fa funzionare il cervello dice: o ha ragione San Francesco o i modernisti o i contemporanei di oggi; il don ha fatto gli studi giuridici che plasmano un pò il cervello: prima di fare un'affermazione deve avere delle prove. Un'indizio non è una prova. San Francesco ha fatto questo e gli altri che facevano? Che facevano il Santo Curato d'Ars, santa Teresa d'Avila, san Giovanni della Croce, san Pio da Pietralcina, ecc... san Giuseppe da Copertino, si torturava talmente tanto che una volta il superiore (vedendolo camminare tutto sbilenco) gli ordinò di togliere l'abito religioso e alla fine si tolse. Il superiore scrisse che un campo dove è passato l'aratro stava messo meno peggio di come stava messa la schiena del santo. Quando si studia procedura penale si dice che quando gli indizi sono numerosi, gravi - è gente che ha fatto penitenze estreme - e concordanti. E allora la domanda si fa più incalzante? Chi è nell'errore? Questi o i contemporanei? Se hanno ragione i santi dobbiamo resettare tante idee perchè - capite cosa significa? Porre il fatto che la penitenza intesa come mortificazione corporale è un'atto gradito al Cielo e necessario, ci interroga. E io che faccio? Resto a guardare? Si instaurano una serie di dinamiche.
Far funzionare in modo giusto il cervello, è il primo step, ci aiuta a comprendere come stanno le cose. Io non posso stare nella dv se non so come vanno le cose. Non tutti possono fare i gesti eroici dei santi, perchè sono livelli straordinari. Ci vogliono delle grazie particolari, non è che uno dall'oggi al domani inizia a fare queste cose. Non tutti sono chiamati a questo grado eroico di penitenza ma tutti sono chiamati a fare penitenza. Non si può andare in giro e nè credere che queste sono cose che non servono a niente. Secondo step: giudizio di coscienza. Io cosa avverto che il Signore mi chiede una volta compreso questa cosa? Lo capirai benissimo. Se la tua conoscenza è deformata, se tu stai nei giudizi sciocchi di chi dice cretinate - la penitenza non si fa ecc... - Luisa era un'anima vittima. Il diavolo è tremendo nella sua astuzia. I presupposti mistici per essere nella dv è che tu sia vittima e sposa. E' chiaro che non è richiesto tanto zelo, ma è chiaro che il Signore ti dice che se tu non hai un grande spirito penitente e d'amore - essere vittima e sposa nella maniera comunemente praticabile da chiunque - poi ci sono della anime piccole e a cui il Signore stesso non chiede delle grandi austerità - un conto è dire che queste grande austerità non sono richieste in questa forma estrema a tutti. E questo è vero, un conto è dire che queste austerità non sono richieste a nessuno e sono delle grandi cretinate. Questo non è vero.
"..così il santo che aveva fatto quell'atto, quel sacrificio, si sentiva chiamare dall'anima viatrice e vedeva il suo atto di nuovo palpitante sulla terra, quindi duplicata la gloria al suo Creatore ed a lui stesso e tu che l’offrivi, eri coperta della rugiada Celeste del bene di quell'atto santo,..." Gesù
Questi atti non partono se non sono chiamati. Io magari non posso fare le stesse penitenze di san Francesco ma le posso fare mie. Esempio:Signore mio, entro nella tua volontà, e chiamo tutti i sacrifici, flagellazioni, cilizi che ha portato San Francesco // il don non conclude - una volta san Franesco disse ai suoi frati di concedere un pò di riposo al corpo e deposero i cilizi, si formò una montagnetta di catene e cilizi, ecco perchè i movimenti che strumentalizzano il Santo - pacifismo, ecologismo, ecc.. ma che razza di cose sono queste cose qua? Non possiamo fare le stesse cose ma possiamo farle nostre.
"..Quante ricchezze possiede la mia Volontà! Vi sono tutti gli atti miei, quelli della Regina Sovrana, che stanno tutti in aspettativa d'essere chiamati, ricordati, offerti dalla creatura, per duplicare il bene a pro delle creature e per darci doppia gloria vogliono esseri ricordati, chiamati, per palpitare come nuova vita in mezzo alle creature; ma per mancanza d'attenzione, vi è chi muore, chi stenta per debolezza, chi intirizzisce per il freddo, chi non ha di che sfamarsi. I nostri beni, atti e sacrifici, non si partono se non sono chiamati, perché col ricordarli ed offrirli, gli uomini si dispongono a riconoscerli ed a ricevere il bene che i nostri atti contengono..." Gesù
Quante volte ritorna la parola ricordo e richiamati. Se io mi devo ricordare di qualcosa, la devo riconoscere. La lettura delle vita dei Santi è quanto più di edificante, perchè oggi siamo ubriacati di cretinate e queste cose girano anche dove non dovrebbero e ne sono contagiate guide e maestri che diventano guide e maestri del nulla. Un conto è avere la coscienza formate, come ci si può mettere contro l'esempio dei santi? Non è che un'autorità - una persona con un'incarico - della Chiesa può mettersi contro tutto il patrimonio di essa credendosi Dio sceso in terra. Lo vuoi fare? Non ti giudico ma non ti dò retta. Ecco perchè è così importante la formazione.
Tutta l'attività sul web del don è partita dalla vita di 118 vite dei santi lette. Gli arrivato un dvd e c'erano le letture dei santi - il Sicari - e sentendo queste cose il don iniziò a distribuirle in giro e da allora nacque l'idea del sito web
mercoledì 17 maggio 2023
Immensità inimmaginabile della Divina Volontà
Gesù di nuovo spiega come tutti gli infiniti e incalcolabili atti della Divina Volontà si riducano in Dio ad un atto solo. Le notti dell'assenza di Gesù dall'anima e come si devono vivere. Libro di Cielo, Volume 29, 4 Ottobre 1931, 3 Ottobre 2022
4 Ottobre 1931 Come i dubbi, i timori, sono ferite all'amore. La Divina Volontà è un atto solo. La più grande delle meraviglie. La notte ed il giorno dell'anima.
Brano articolato, abbastanza - per certi aspetti - complesso, ci porta dentro alcune realtà parte delle quali sono trascendenti, possiamo prenderne atto, farcene una pallidissima idea, perchè in certe cose vale la massima di Sant'Agostino: se tu lo potessi comprendere non sarebbe Dio. Noi non possiamo avere idea di cosa significhi - atto unico-
"..Or tu devi sapere come tutti gli atti della mia Divina Volontà, che sono innumerevoli, si riducono tutti ad un punto e ad un atto solo, è la più grande meraviglia del nostro Essere Supremo, formare, possedere, vedere tutti gli atti possibili ed immaginabili in un solo atto. Così tutti gli atti fatti dalla creatura nella nostra Volontà si riducono ad un atto solo..." Gesù
Tutto quello che vediamo è un'atto di divina volontà, dalla cosa più piccola alla cosa più grande, e la nostra mente si fa la domanda (che non dovremmo fare): com'è possibile? Perchè noi non lo capiamo perchè non siamo Dio e su questo faccimo un passo indietro e mortifichiamo la nostra intelligenza, di fronte a Dio dobbiamo farlo ma farla funzionare bene quando occorre. Solo l'Altissimo in persona può scrutare una cosa del genere, di per sè anche la Madonna è un'ente creato e qua si tratta di viaggiare e sperdersi nella divinità increata. Dio non soltanto conosce e la sua volontà è presente - in tutte le cose Dio è presente per Essenza, Potenza e presenza. Significa che per potenza, tutte le cose sono soggette immediatamente alla sua volontà senza che nessuno possa opporsi neanche minimamente. Quando Dio una cosa non impedisce che una cosa accada pur potendola fermare è perchè ritiene che sia giusto che accada. In Dio, se c'è un'atto della Volontà è immeditamante istantaneamente operativo. Tutte le cose sono presente ai suoi occhi e sono nude di fronte a Lui e neanche noi possiamo nasconderci davanti a Dio, non possiamo illuderci che Dio non ci veda. In tutte le cose c'è l'essenza divina in quanto da Lui create e mantenute nell'essere - questo vale per tutte le cose che sono state create, sono create e che saranno create senza limiti di spazio e di tempo. Ma attenzione, qua dice che l'Atto Unico non solo possiede in un'unico atto ciò che è, ma anche ciò che è possibile ed immaginabile.
"..vedere tutti gli atti possibili ed immaginabili in un solo atto..." Gesù
Dio non ha presenti tutti gli atti che ha fatto, ma anche tutti quelli che potrebbero essere stati e non sono stati o che sarebbero potuti essere in atto, Dio ha presente tutta la storia della razza umana - compresa la mia e la tua - qualora non avessero peccato. Se Adamo ed Eva non avessero peccato, niente di ciò che c'è sul pianeta terra sarebbe stato così come è stato. Tutto questo in Dio è presente come un'atto solo. Alzi la mano chi è capace di capire questa cosa. Perchè fa questo discorso Gesù?
"..Sicché in natura siamo immensi nella potenza, immensi nell'amore, nella bellezza, nella sapienza, nella misericordia e così di seguito e siccome siamo immensi in tutte le cose, tutto ciò che esce da noi resta nelle reti delle nostre immense qualità divine. Ora quello che desta la più grande delle meraviglie, è vedere che l'anima che vive nella nostra Divina Volontà, racchiude nel suo piccolo atto l'atto potente ed immenso del suo Creatore, vedere, come schierati nei piccoli atti dell'essere finito, l'amore immenso, la sapienza immensa, la bellezza infinita, la misericordia senza limiti, la santità interminabile di Colui che l'ha creata. Il piccolo racchiudere il grande è più meraviglioso del grande che racchiude il piccolo; alla nostra grandezza è facile abbracciare tutto, racchiudere tutti, nè ci vogliono arte né industria, perché alla nostra immensità nessuno può sfuggire, ma vedere il piccolo racchiudere il grande, ci vuole un'arte a parte, un'industria divina, che solo la nostra potenza ed il nostro grande amore può formare nella creatura,..." Gesù
Che un'elettrone (per capire) possa stare dentro l'Universo non desta meraviglia, ma Gesù dice che dentro l'elettrone ci può mettere dentro tutto l'Universo.
"..Ora quello che desta la più grande delle meraviglie, è vedere che l'anima che vive nella nostra Divina Volontà, racchiude nel suo piccolo atto l'atto potente ed immenso del suo Creatore, vedere, come schierati nei piccoli atti dell'essere finito, l'amore immenso, la sapienza immensa, la bellezza infinita, la misericordia senza limiti, la santità interminabile di Colui che l'ha creata..." Gesù
Abbiamo visto che qualora questo accada, qualcosa si sente, la creatura si sente cambiata e l'avverte. Avverte che è successo qualcosa di impressionante. Dentro questa cornice, poi si stagliano alcune considerazioni di Gesù. Questa cosa sarà perpetua in Paradiso ma qua questa cosa non può essere ininterrotta, qui ci si alterna con notte e giorno.
"Figlia mia, tu devi sapere che come la natura ha la notte ed il giorno, così l'anima ha la sua notte, l'aurora, lo spuntar del giorno, il pien meriggio ed il suo tramonto. La notte chiama il giorno ed il giorno la notte, si può dire si chiamano a vicenda. Ora la notte dell'anima sono le mie privazioni, ma per chi vive nella mia Volontà sono notti preziose, non d'infingardo riposo, di sonno irrequieto, no, no, ma notte di riposo operativo, di sonno pacifico, perché come vede farsi notte, così si abbandona nelle mie braccia, per poggiar il suo capo stanco sul mio Cuore Divino e sentirne i miei palpiti per attingere nel suo sonno nuovo amore e dirmi dormendo: ti amo, ti amo oh! mio Gesù...." Gesù
Quali sono le notti? Le privazioni del Signore, sia quando qualcuno vive qualcosa di straordinario come Luisa o quando si vive una vita ordinaria - in ascetica si chiamano i momenti di aridità, quando non senti nulla. Momenti in cui pregare fai fatica e non è più un piacere, fai fatica ad effondere il tuo amore, - cose che dovrebbero succedere a chi vive una santa vita di grazia - ma questa cosa non può rimanere immutabile, non possono rimanere sospese a tempo indeterminato a meno che non ci siano delle operazioni straordinarie della dv che ha lasciato alcune anime per anni senza la percezione sensibile. Ma ordinariamente non dovrebbe accadere. Perchè Luisa si turba? Quando noi siamo desolati o aridi o abbiamo fatto qualcosa che non va agli occhi del Signore e Lui ci priva della sua presenza o quell'aridità è prova. E' che Nostro Signore ha deciso che devi startene un pò tranquillo e devi procedere senza diletti o consolazioni sensibili perchè quel momento Lui sa che è bene per te. Affliggersi senza motivazione non è una cosa che va bene perchè - a meno che non abbiamo abbastanza evidente di aver mancato in qualcosa - quando non c'è questa evidenza immediata, turbarsi o opprimersi troppo, se uno asseconda sconsideratamente e anche senza una motivazione reale questo pensiero prima si getta nello sconforto e nel dubbio ma queste non sono cose che vengono da Dio.
"Figlia buona, coraggio, tu ti opprimi troppo e la tua oppressione ti fa ridurre agli estremi e ti getta nel triste dubbio che il tuo Gesù non ti ami e che forse non verrà più da te; no, no, non voglio questo dubbio. Le oppressioni, i dubbi, i timori, sono ferite al mio amore e debilitano il tuo amore per me, togliendoti lo slancio ed il volo di correre sempre verso di me per amarmi e, spezzata la corrente d'amore continua verso di me, tu resti come una povera inferma ed Io non trovo più la calamita potente del tuo amore continuo che mi tira a te...." Gesù
"..Onde seguivo il mio abbandono nel Fiat, ma accompagnata da una mestizia, per tante cose affliggenti che si affollavano nella mia povera mente, che non è necessario dire sulla carta certi segreti intimi, è giusto che li sappia solo Gesù;.." Luisa
In quella notte dell'anima, cosa fare? Non mettersi a scervellare di cosa si è fatto ma vivi nella dv.
"..Ora la notte dell'anima sono le mie privazioni, ma per chi vive nella mia Volontà sono notti preziose, non d'infingardo riposo, di sonno irrequieto, no, no, ma notte di riposo operativo, di sonno pacifico, perché come vede farsi notte, così si abbandona nelle mie braccia, per poggiar il suo capo stanco sul mio Cuore Divino e sentirne i miei palpiti per attingere nel suo sonno nuovo amore e dirmi dormendo: ti amo, ti amo oh! mio Gesù..." Gesù
In quelle notti stai quieto, abbandonati nel Signore, accetta quella situazione e continua il tuo canto d'amore. E' un canto d'amore che sarà un pochino più sforzato, quando uno è arido non viene spontaneo fare i voli d'amore. In letteratura spirituale è attestato che alcuni uomini e donne di Dio, nel sonno ripetevano i loro atti d'amore e qualcuno se ne è accorto. Possono succedere anche queste cose. Quando si vive in comunione con l'Altissimo molte cose ce le fa conoscere ma sono conoscenze in chiaro e scuro ma sono molte le cose che non conosciamo e non possiamo giudicarci: come ci vedrà l'Altissimo e che penserà di me? Di quello che faccio? Non possiamo esserne sicuri. Solo dopo la morte lo scopriremo e speriamo in bene. Secondo il don è ben prudente mettersi all'ultimo posto non per pazza umiltà ma credendosi bassi e se questo non dovesse essere vedremo che non è stato bene. Ma senza mai farsi prendere dal turbamento e dalla depressione.
"..Perciò lasciami fare, io so quando è necessario la notte o il giorno, per te e per me,..." Gesù
C'è il grande Qoèlet - Capitolo 3 -
"..[2]C'è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante. [3]Un tempo per uccidere e un tempo per guarire, un tempo per demolire e un tempo per costruire. [4]Un tempo per piangere e un tempo per ridere,.."
Pensiamo a Gesù, al vangelo di San Giovanni costruito intorno all'ora. E' venuto un momento preciso nella vita di Gesù in cui al diavolo è stata data carta bianca e prima nessuno è riuscito (nota san Giovanni) a mettergli le mani addosso perchè non era ancora giunta la sua ora. Per noi il tempo e i tempi sono una dimensione fondamentale, fare una cosa prima del tempo o troppo tardi - è la fine. Pensiamo ad alcuni peccati: una coppia di innamorati, se si congiunge carnalmente prima del matrimonio pecca mortalmente, dopo il matrimonio lo può fare e diventa pro- creatrice nel dare la vita. Per noi questa è una dimensione fondamentale. Dio ci guida non solo nelle stagioni della nostra vita ma anche nei tempi di grazia, di pace, di tribolazione, di consolazione e tante cose. Noi dobbiamo avere una vita sempre attiva e consapevole ed operosa ma anche molto abbandonata e non dubitare che il Signore non distolga il suo sguardo nemmeno per un'istante e dispone tutte le cose per il nostro bene. Stiamo sempre in pace, in discernimento, cerchiamo di capire, ecc... però sempre nella pace.
4 Ottobre 1931 Come i dubbi, i timori, sono ferite all'amore. La Divina Volontà è un atto solo. La più grande delle meraviglie. La notte ed il giorno dell'anima.
Brano articolato, abbastanza - per certi aspetti - complesso, ci porta dentro alcune realtà parte delle quali sono trascendenti, possiamo prenderne atto, farcene una pallidissima idea, perchè in certe cose vale la massima di Sant'Agostino: se tu lo potessi comprendere non sarebbe Dio. Noi non possiamo avere idea di cosa significhi - atto unico-
"..Or tu devi sapere come tutti gli atti della mia Divina Volontà, che sono innumerevoli, si riducono tutti ad un punto e ad un atto solo, è la più grande meraviglia del nostro Essere Supremo, formare, possedere, vedere tutti gli atti possibili ed immaginabili in un solo atto. Così tutti gli atti fatti dalla creatura nella nostra Volontà si riducono ad un atto solo..." Gesù
Tutto quello che vediamo è un'atto di divina volontà, dalla cosa più piccola alla cosa più grande, e la nostra mente si fa la domanda (che non dovremmo fare): com'è possibile? Perchè noi non lo capiamo perchè non siamo Dio e su questo faccimo un passo indietro e mortifichiamo la nostra intelligenza, di fronte a Dio dobbiamo farlo ma farla funzionare bene quando occorre. Solo l'Altissimo in persona può scrutare una cosa del genere, di per sè anche la Madonna è un'ente creato e qua si tratta di viaggiare e sperdersi nella divinità increata. Dio non soltanto conosce e la sua volontà è presente - in tutte le cose Dio è presente per Essenza, Potenza e presenza. Significa che per potenza, tutte le cose sono soggette immediatamente alla sua volontà senza che nessuno possa opporsi neanche minimamente. Quando Dio una cosa non impedisce che una cosa accada pur potendola fermare è perchè ritiene che sia giusto che accada. In Dio, se c'è un'atto della Volontà è immeditamante istantaneamente operativo. Tutte le cose sono presente ai suoi occhi e sono nude di fronte a Lui e neanche noi possiamo nasconderci davanti a Dio, non possiamo illuderci che Dio non ci veda. In tutte le cose c'è l'essenza divina in quanto da Lui create e mantenute nell'essere - questo vale per tutte le cose che sono state create, sono create e che saranno create senza limiti di spazio e di tempo. Ma attenzione, qua dice che l'Atto Unico non solo possiede in un'unico atto ciò che è, ma anche ciò che è possibile ed immaginabile.
"..vedere tutti gli atti possibili ed immaginabili in un solo atto..." Gesù
Dio non ha presenti tutti gli atti che ha fatto, ma anche tutti quelli che potrebbero essere stati e non sono stati o che sarebbero potuti essere in atto, Dio ha presente tutta la storia della razza umana - compresa la mia e la tua - qualora non avessero peccato. Se Adamo ed Eva non avessero peccato, niente di ciò che c'è sul pianeta terra sarebbe stato così come è stato. Tutto questo in Dio è presente come un'atto solo. Alzi la mano chi è capace di capire questa cosa. Perchè fa questo discorso Gesù?
"..Sicché in natura siamo immensi nella potenza, immensi nell'amore, nella bellezza, nella sapienza, nella misericordia e così di seguito e siccome siamo immensi in tutte le cose, tutto ciò che esce da noi resta nelle reti delle nostre immense qualità divine. Ora quello che desta la più grande delle meraviglie, è vedere che l'anima che vive nella nostra Divina Volontà, racchiude nel suo piccolo atto l'atto potente ed immenso del suo Creatore, vedere, come schierati nei piccoli atti dell'essere finito, l'amore immenso, la sapienza immensa, la bellezza infinita, la misericordia senza limiti, la santità interminabile di Colui che l'ha creata. Il piccolo racchiudere il grande è più meraviglioso del grande che racchiude il piccolo; alla nostra grandezza è facile abbracciare tutto, racchiudere tutti, nè ci vogliono arte né industria, perché alla nostra immensità nessuno può sfuggire, ma vedere il piccolo racchiudere il grande, ci vuole un'arte a parte, un'industria divina, che solo la nostra potenza ed il nostro grande amore può formare nella creatura,..." Gesù
Che un'elettrone (per capire) possa stare dentro l'Universo non desta meraviglia, ma Gesù dice che dentro l'elettrone ci può mettere dentro tutto l'Universo.
"..Ora quello che desta la più grande delle meraviglie, è vedere che l'anima che vive nella nostra Divina Volontà, racchiude nel suo piccolo atto l'atto potente ed immenso del suo Creatore, vedere, come schierati nei piccoli atti dell'essere finito, l'amore immenso, la sapienza immensa, la bellezza infinita, la misericordia senza limiti, la santità interminabile di Colui che l'ha creata..." Gesù
Abbiamo visto che qualora questo accada, qualcosa si sente, la creatura si sente cambiata e l'avverte. Avverte che è successo qualcosa di impressionante. Dentro questa cornice, poi si stagliano alcune considerazioni di Gesù. Questa cosa sarà perpetua in Paradiso ma qua questa cosa non può essere ininterrotta, qui ci si alterna con notte e giorno.
"Figlia mia, tu devi sapere che come la natura ha la notte ed il giorno, così l'anima ha la sua notte, l'aurora, lo spuntar del giorno, il pien meriggio ed il suo tramonto. La notte chiama il giorno ed il giorno la notte, si può dire si chiamano a vicenda. Ora la notte dell'anima sono le mie privazioni, ma per chi vive nella mia Volontà sono notti preziose, non d'infingardo riposo, di sonno irrequieto, no, no, ma notte di riposo operativo, di sonno pacifico, perché come vede farsi notte, così si abbandona nelle mie braccia, per poggiar il suo capo stanco sul mio Cuore Divino e sentirne i miei palpiti per attingere nel suo sonno nuovo amore e dirmi dormendo: ti amo, ti amo oh! mio Gesù...." Gesù
Quali sono le notti? Le privazioni del Signore, sia quando qualcuno vive qualcosa di straordinario come Luisa o quando si vive una vita ordinaria - in ascetica si chiamano i momenti di aridità, quando non senti nulla. Momenti in cui pregare fai fatica e non è più un piacere, fai fatica ad effondere il tuo amore, - cose che dovrebbero succedere a chi vive una santa vita di grazia - ma questa cosa non può rimanere immutabile, non possono rimanere sospese a tempo indeterminato a meno che non ci siano delle operazioni straordinarie della dv che ha lasciato alcune anime per anni senza la percezione sensibile. Ma ordinariamente non dovrebbe accadere. Perchè Luisa si turba? Quando noi siamo desolati o aridi o abbiamo fatto qualcosa che non va agli occhi del Signore e Lui ci priva della sua presenza o quell'aridità è prova. E' che Nostro Signore ha deciso che devi startene un pò tranquillo e devi procedere senza diletti o consolazioni sensibili perchè quel momento Lui sa che è bene per te. Affliggersi senza motivazione non è una cosa che va bene perchè - a meno che non abbiamo abbastanza evidente di aver mancato in qualcosa - quando non c'è questa evidenza immediata, turbarsi o opprimersi troppo, se uno asseconda sconsideratamente e anche senza una motivazione reale questo pensiero prima si getta nello sconforto e nel dubbio ma queste non sono cose che vengono da Dio.
"Figlia buona, coraggio, tu ti opprimi troppo e la tua oppressione ti fa ridurre agli estremi e ti getta nel triste dubbio che il tuo Gesù non ti ami e che forse non verrà più da te; no, no, non voglio questo dubbio. Le oppressioni, i dubbi, i timori, sono ferite al mio amore e debilitano il tuo amore per me, togliendoti lo slancio ed il volo di correre sempre verso di me per amarmi e, spezzata la corrente d'amore continua verso di me, tu resti come una povera inferma ed Io non trovo più la calamita potente del tuo amore continuo che mi tira a te...." Gesù
"..Onde seguivo il mio abbandono nel Fiat, ma accompagnata da una mestizia, per tante cose affliggenti che si affollavano nella mia povera mente, che non è necessario dire sulla carta certi segreti intimi, è giusto che li sappia solo Gesù;.." Luisa
In quella notte dell'anima, cosa fare? Non mettersi a scervellare di cosa si è fatto ma vivi nella dv.
"..Ora la notte dell'anima sono le mie privazioni, ma per chi vive nella mia Volontà sono notti preziose, non d'infingardo riposo, di sonno irrequieto, no, no, ma notte di riposo operativo, di sonno pacifico, perché come vede farsi notte, così si abbandona nelle mie braccia, per poggiar il suo capo stanco sul mio Cuore Divino e sentirne i miei palpiti per attingere nel suo sonno nuovo amore e dirmi dormendo: ti amo, ti amo oh! mio Gesù..." Gesù
In quelle notti stai quieto, abbandonati nel Signore, accetta quella situazione e continua il tuo canto d'amore. E' un canto d'amore che sarà un pochino più sforzato, quando uno è arido non viene spontaneo fare i voli d'amore. In letteratura spirituale è attestato che alcuni uomini e donne di Dio, nel sonno ripetevano i loro atti d'amore e qualcuno se ne è accorto. Possono succedere anche queste cose. Quando si vive in comunione con l'Altissimo molte cose ce le fa conoscere ma sono conoscenze in chiaro e scuro ma sono molte le cose che non conosciamo e non possiamo giudicarci: come ci vedrà l'Altissimo e che penserà di me? Di quello che faccio? Non possiamo esserne sicuri. Solo dopo la morte lo scopriremo e speriamo in bene. Secondo il don è ben prudente mettersi all'ultimo posto non per pazza umiltà ma credendosi bassi e se questo non dovesse essere vedremo che non è stato bene. Ma senza mai farsi prendere dal turbamento e dalla depressione.
"..Perciò lasciami fare, io so quando è necessario la notte o il giorno, per te e per me,..." Gesù
C'è il grande Qoèlet - Capitolo 3 -
"..[2]C'è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante. [3]Un tempo per uccidere e un tempo per guarire, un tempo per demolire e un tempo per costruire. [4]Un tempo per piangere e un tempo per ridere,.."
Pensiamo a Gesù, al vangelo di San Giovanni costruito intorno all'ora. E' venuto un momento preciso nella vita di Gesù in cui al diavolo è stata data carta bianca e prima nessuno è riuscito (nota san Giovanni) a mettergli le mani addosso perchè non era ancora giunta la sua ora. Per noi il tempo e i tempi sono una dimensione fondamentale, fare una cosa prima del tempo o troppo tardi - è la fine. Pensiamo ad alcuni peccati: una coppia di innamorati, se si congiunge carnalmente prima del matrimonio pecca mortalmente, dopo il matrimonio lo può fare e diventa pro- creatrice nel dare la vita. Per noi questa è una dimensione fondamentale. Dio ci guida non solo nelle stagioni della nostra vita ma anche nei tempi di grazia, di pace, di tribolazione, di consolazione e tante cose. Noi dobbiamo avere una vita sempre attiva e consapevole ed operosa ma anche molto abbandonata e non dubitare che il Signore non distolga il suo sguardo nemmeno per un'istante e dispone tutte le cose per il nostro bene. Stiamo sempre in pace, in discernimento, cerchiamo di capire, ecc... però sempre nella pace.
giovedì 11 maggio 2023
La Divina Volontà è Dono, premio e conquista
Gesù spiega che le grandi delizie connesse alla Divina Volontà sono oggetto di un Dono che Dio farà solo a chi lo merita e lo conquista dedicandovi tutte le proprie energie. Quando la Divina Volontà regna la si percepisce in modo sensibile. Libro di Cielo, Volume 29, 29 Settembre 1931, Venerdì 30 Settembre 2022
29 Settembre 1931 Crescita della creatura innanzi alla Maestà Divina. Il vivere nella Divina Volontà è dono che Dio farà alla creatura.
Il don pensa che non sia difficile comprendere che nel brano di oggi ci siano dei punti importanti e voglia il Cielo tenerli presente al nostro cuore. Oggi Gesù spiega alcune cose in maniera poco equivocabile, da un lato ci fa comprendere alcune cose e ci aiuti a mettere in fuga qualche potenziale o possibile illusione di stare nella dv prima del tempo. Gesù spiega anzitutto che vivere nella è un dono.
"Figlia mia, il vivere nella mia Volontà è un dono che facciamo alla creatura, dono grande che supera in valore, in santità, in bellezza ed in felicità tutti gli altri doni, in modo infinito ed inarrivabile....." Gesù
Non ci arriviamo lassù, però come di consueto come per tutti i doni che Dio fa e vuole fare, è anche vero che per ricevere quel dono ci vogliono le dovute disposizioni che valgono per tutte le cose provenienti dall'Altissimo: non si può fare la Comunione Sacramentale se non si hanno le dovute disposizioni, insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica (d'ora in poi CCC) che sono: stare in grazia di Dio, stare a digiuno da un'ora e prepararsi a ricevere la comunione in maniera immediata e remota e pensare chi è che vado a ricevere. Poi perchè questa cosa sia fruttuosa occorre far seguire il ringraziamento. Ci vuole un sacerdote che ce la doni, ma lui non ci potrebbe fare nulla se Gesù non l'avesse istituita all'Ultima Cena. Le cose di Dio nessuno se le può andare a prendere, ci vengono sempre come doni, che però richiedono le dovute disposizioni. Uno può andarsi a farsi la comunione senza le debite disposizioni o una persona può farsi una comunione tiepida, mal fatta o vissuta; però ci sono alcuni doni - specie i doni mistici - e il don non sa se il dono della dv sia un dono mistico, in un certo senso una cosa è mistica solo se la puoi avere se Dio te la dà, perchè altrimenti non ci arriverai mai. Il passaggio dalla vita di pregheria ascetica ordinaria - dove possiamo arrivarci con le nostre forze con l'aiuto della grazia - alla vita mistica, Santa Teresa d'Avila situa il passaggio tra la 4°/5° stanza. Nella 4° stanza c'è l'orazione di raccoglimento e poi c'è l'orazione infusa, succede una cosa simile al raccoglimento ma succede all'improvviso e ti lascia degli effetti molto più profondi a quella che ti lascia l'orazione di raccoglimento che è simile. Cosa che la creatura può ricevere dal Signore con le sue industrie sostenute dalla grazia. E' un dono che Gesù definisce anche premio.
"..Quello è premio e nostra decisione vincere la creatura, con una forza invincibile ed irresistibile,..." Gesù
Uno per ricevere un premio deve aver fatto delle fatiche, il premio lo vince il vincitore di una competizione. Non si ci alza la mattina e si vince, ma prima bisogna allenarsi sputando sangue ed arrivare primi è difficile. Questo significa che il Signore non la darà a chi non si sarà messo in condizioni di riceverla come premio. E chi sarà chi si è messo in queste condizioni? Chi ci si è messo. Gesù lo spiega entro certi limiti - sicuramente fare la dv (necessità) è una cosa che dispone. Il lavoro ascetico su noi stessi, sempre tanto difficile e tanto doloroso, il don spera che quando ci si guarda dentro con attenzione, la percezione che ha è che non vada bene quasi nulla, non per fare il distruttivo ma gli sembrano cose oggettive e subentra anche una forte dose di dolore. Il don lo sa che non ci siamo e forse è perchè non ci siamo impegnati abbastanza. Mi ero accorto che questa cosa sarebbe stata dovuta essere compiuta in modo diverso...ma non l'ho fatto. Il don crede che questo punto (di ascesi) sia un punto fondamentale. Certamente ci sono alcune cose che sono più facili: invocare la dv, negli scritti Gesù dice che non la dà se uno non la invoca, il numero di preghiere; Gesù dice negli scritti di Luisa che fino a quando non c'è stato il numero di preghiere sufficenti - per esempio - il numero di Padre Nostri da dire, siamo nel 2022 (o 2023 - data in cui viene trascitta questa meditazione). Quanti Padre Nostri saranno stati detti nel corso della storia da quando Gesù ha insegnato questa preghiera? E' arrivato il regno della dv? No. A livello generalizzato non sembra. E quindi non sono sufficenti i Padre Nostri - e poi ci saranno altre cose. Il don dice che è stata resa facoltativa la preghiera a San Michele Arcangelo, una decisione dubbia, che male c'è da dire questa preghiera dopo la Messa? Ci sono tante cose che il don non le capisce, molte volte le scelte delle persone non si capiscono e sembrano astruse ad occhi umani. Sempre queste lamentele su messe troppo lunghe, quando c'è Nostro Signore si è sempre con l'orologio in mano. Dagli anni 1970 e sono passati circa 50 anni, ci sono adesso in giro circa 450.000 preti, se si facesse una preghiera a San Michele al giorno sarebbero 450.000 preghiere al giorno, molti sacerdoti sono parroci, e quindi si potrebbe moltiplicarsi il numero con i fedeli potrebbero essere 1 milione di preghiere al giorno, ma ci rendiamo conto che cosa significhi? Dovrà San Michele Arcangelo fare qualcosa in più per difendere la Chiesa e noi sentendosi invocare così tanto? E in un mese 30 milioni al mese e 360 milioni di preghiere all'anno e in 10 anni? e negli ultimi 50 anni? (se fossero state recitate) 20 miliardi di preghiere in meno ci sono state a San Michele Arcangelo ci sono state in questi ultimi 50 anni. Immaginiamo quanti Padre Nostri che non ne vengono detti uno al giorno...sono cose allucinanti. Questo per farci capire che le grazie davanti a Dio sono premio, e anche la vita eterna è un dono/premio.
In che senso meritiamo il Paradiso? Il Paradiso è un dono che ci ha acquistato Gesù ma non basta che sia morto in croce ma per andare in Paradiso bisogna compiere le buone opere altrimenti non ci vado. E' dono ma anche premio e questo dipende dalla volontà di Dio. Il Paradiso (che è vivere eternamente nella dv), con tutti i diletti stratosferici che comporta, Dio la vuola dare ma tu devi dimostrare che ti interessa. Dio non dà le cose sante ai porci. Non l'ha mai fatto e non lo farà mai.
"..Quello è premio e nostra decisione vincere la creatura, con una forza invincibile ed irresistibile, riempire la volontà umana con la nostra in modo sensibile, in modo che toccherà con mano e con chiarezza il gran bene che le viene, tanto che solo un pazzo potrebbe sfuggire a un tanto bene,..." Gesù
Non è una percezione vaga o altro ma non è ancora la vita del don. Ecco perchè il don, quando sente qualcuno che dice di viverci è un pò dubbioso. Siamo tutti quanti in cammino, speriamo di vivere un giorno questo ma questa è roba grossa. Gesù ci dice che la dv è un dono enorme che ha fatto all'uomo ma questo lo ha perso e adesso lo ripropone, e questo ci insegna che se nessuno se lo può prendere con le sue forze. Lo avremo perchè Dio ha deciso di darlo. Ma è un dono-premio e non lo dà al primo che capita, non lo da a chi non l'ha implorato e desiderato con tutte le sue forze e ha fatto tutto il possibile inventandosi il possibile per potersi mettere in condizione di riceverlo. Quando questo arriverà, ci sono delle spie scritte dei libri, indizi che siamo sulla buona strada, quando arriverà ce ne renderemo conto.
"..Invece il vivere nel nostro Volere non è sacrificio ma conquista, non è dovere ma amore,.." Gesù
Crescendo nell'amore inanzitutto di Dio e poi del prossimo.
"..Però ci vogliono grandi preparazioni da parte delle creature, conoscere il gran bene del dono per sospirarlo,..." Gesù
Ecco perchè occorre la meditazione quotidiana, anche per far vedere che ci teniamo a questo don. Il bene va sospirato, il Signore dà le cose grosse a chi si mette in condizione di riceverle. Il Signore, quando qualcuno avrebbe dovuto ricevere delle cose grosse e non si mette in condizione di riceverle, le dà a qualcun'altro. Mettiamoci sempre in condizione di poter ricevere i doni che il Signore vuole donarci.
29 Settembre 1931 Crescita della creatura innanzi alla Maestà Divina. Il vivere nella Divina Volontà è dono che Dio farà alla creatura.
Il don pensa che non sia difficile comprendere che nel brano di oggi ci siano dei punti importanti e voglia il Cielo tenerli presente al nostro cuore. Oggi Gesù spiega alcune cose in maniera poco equivocabile, da un lato ci fa comprendere alcune cose e ci aiuti a mettere in fuga qualche potenziale o possibile illusione di stare nella dv prima del tempo. Gesù spiega anzitutto che vivere nella è un dono.
"Figlia mia, il vivere nella mia Volontà è un dono che facciamo alla creatura, dono grande che supera in valore, in santità, in bellezza ed in felicità tutti gli altri doni, in modo infinito ed inarrivabile....." Gesù
Non ci arriviamo lassù, però come di consueto come per tutti i doni che Dio fa e vuole fare, è anche vero che per ricevere quel dono ci vogliono le dovute disposizioni che valgono per tutte le cose provenienti dall'Altissimo: non si può fare la Comunione Sacramentale se non si hanno le dovute disposizioni, insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica (d'ora in poi CCC) che sono: stare in grazia di Dio, stare a digiuno da un'ora e prepararsi a ricevere la comunione in maniera immediata e remota e pensare chi è che vado a ricevere. Poi perchè questa cosa sia fruttuosa occorre far seguire il ringraziamento. Ci vuole un sacerdote che ce la doni, ma lui non ci potrebbe fare nulla se Gesù non l'avesse istituita all'Ultima Cena. Le cose di Dio nessuno se le può andare a prendere, ci vengono sempre come doni, che però richiedono le dovute disposizioni. Uno può andarsi a farsi la comunione senza le debite disposizioni o una persona può farsi una comunione tiepida, mal fatta o vissuta; però ci sono alcuni doni - specie i doni mistici - e il don non sa se il dono della dv sia un dono mistico, in un certo senso una cosa è mistica solo se la puoi avere se Dio te la dà, perchè altrimenti non ci arriverai mai. Il passaggio dalla vita di pregheria ascetica ordinaria - dove possiamo arrivarci con le nostre forze con l'aiuto della grazia - alla vita mistica, Santa Teresa d'Avila situa il passaggio tra la 4°/5° stanza. Nella 4° stanza c'è l'orazione di raccoglimento e poi c'è l'orazione infusa, succede una cosa simile al raccoglimento ma succede all'improvviso e ti lascia degli effetti molto più profondi a quella che ti lascia l'orazione di raccoglimento che è simile. Cosa che la creatura può ricevere dal Signore con le sue industrie sostenute dalla grazia. E' un dono che Gesù definisce anche premio.
"..Quello è premio e nostra decisione vincere la creatura, con una forza invincibile ed irresistibile,..." Gesù
Uno per ricevere un premio deve aver fatto delle fatiche, il premio lo vince il vincitore di una competizione. Non si ci alza la mattina e si vince, ma prima bisogna allenarsi sputando sangue ed arrivare primi è difficile. Questo significa che il Signore non la darà a chi non si sarà messo in condizioni di riceverla come premio. E chi sarà chi si è messo in queste condizioni? Chi ci si è messo. Gesù lo spiega entro certi limiti - sicuramente fare la dv (necessità) è una cosa che dispone. Il lavoro ascetico su noi stessi, sempre tanto difficile e tanto doloroso, il don spera che quando ci si guarda dentro con attenzione, la percezione che ha è che non vada bene quasi nulla, non per fare il distruttivo ma gli sembrano cose oggettive e subentra anche una forte dose di dolore. Il don lo sa che non ci siamo e forse è perchè non ci siamo impegnati abbastanza. Mi ero accorto che questa cosa sarebbe stata dovuta essere compiuta in modo diverso...ma non l'ho fatto. Il don crede che questo punto (di ascesi) sia un punto fondamentale. Certamente ci sono alcune cose che sono più facili: invocare la dv, negli scritti Gesù dice che non la dà se uno non la invoca, il numero di preghiere; Gesù dice negli scritti di Luisa che fino a quando non c'è stato il numero di preghiere sufficenti - per esempio - il numero di Padre Nostri da dire, siamo nel 2022 (o 2023 - data in cui viene trascitta questa meditazione). Quanti Padre Nostri saranno stati detti nel corso della storia da quando Gesù ha insegnato questa preghiera? E' arrivato il regno della dv? No. A livello generalizzato non sembra. E quindi non sono sufficenti i Padre Nostri - e poi ci saranno altre cose. Il don dice che è stata resa facoltativa la preghiera a San Michele Arcangelo, una decisione dubbia, che male c'è da dire questa preghiera dopo la Messa? Ci sono tante cose che il don non le capisce, molte volte le scelte delle persone non si capiscono e sembrano astruse ad occhi umani. Sempre queste lamentele su messe troppo lunghe, quando c'è Nostro Signore si è sempre con l'orologio in mano. Dagli anni 1970 e sono passati circa 50 anni, ci sono adesso in giro circa 450.000 preti, se si facesse una preghiera a San Michele al giorno sarebbero 450.000 preghiere al giorno, molti sacerdoti sono parroci, e quindi si potrebbe moltiplicarsi il numero con i fedeli potrebbero essere 1 milione di preghiere al giorno, ma ci rendiamo conto che cosa significhi? Dovrà San Michele Arcangelo fare qualcosa in più per difendere la Chiesa e noi sentendosi invocare così tanto? E in un mese 30 milioni al mese e 360 milioni di preghiere all'anno e in 10 anni? e negli ultimi 50 anni? (se fossero state recitate) 20 miliardi di preghiere in meno ci sono state a San Michele Arcangelo ci sono state in questi ultimi 50 anni. Immaginiamo quanti Padre Nostri che non ne vengono detti uno al giorno...sono cose allucinanti. Questo per farci capire che le grazie davanti a Dio sono premio, e anche la vita eterna è un dono/premio.
In che senso meritiamo il Paradiso? Il Paradiso è un dono che ci ha acquistato Gesù ma non basta che sia morto in croce ma per andare in Paradiso bisogna compiere le buone opere altrimenti non ci vado. E' dono ma anche premio e questo dipende dalla volontà di Dio. Il Paradiso (che è vivere eternamente nella dv), con tutti i diletti stratosferici che comporta, Dio la vuola dare ma tu devi dimostrare che ti interessa. Dio non dà le cose sante ai porci. Non l'ha mai fatto e non lo farà mai.
"..Quello è premio e nostra decisione vincere la creatura, con una forza invincibile ed irresistibile, riempire la volontà umana con la nostra in modo sensibile, in modo che toccherà con mano e con chiarezza il gran bene che le viene, tanto che solo un pazzo potrebbe sfuggire a un tanto bene,..." Gesù
Non è una percezione vaga o altro ma non è ancora la vita del don. Ecco perchè il don, quando sente qualcuno che dice di viverci è un pò dubbioso. Siamo tutti quanti in cammino, speriamo di vivere un giorno questo ma questa è roba grossa. Gesù ci dice che la dv è un dono enorme che ha fatto all'uomo ma questo lo ha perso e adesso lo ripropone, e questo ci insegna che se nessuno se lo può prendere con le sue forze. Lo avremo perchè Dio ha deciso di darlo. Ma è un dono-premio e non lo dà al primo che capita, non lo da a chi non l'ha implorato e desiderato con tutte le sue forze e ha fatto tutto il possibile inventandosi il possibile per potersi mettere in condizione di riceverlo. Quando questo arriverà, ci sono delle spie scritte dei libri, indizi che siamo sulla buona strada, quando arriverà ce ne renderemo conto.
"..Invece il vivere nel nostro Volere non è sacrificio ma conquista, non è dovere ma amore,.." Gesù
Crescendo nell'amore inanzitutto di Dio e poi del prossimo.
"..Però ci vogliono grandi preparazioni da parte delle creature, conoscere il gran bene del dono per sospirarlo,..." Gesù
Ecco perchè occorre la meditazione quotidiana, anche per far vedere che ci teniamo a questo don. Il bene va sospirato, il Signore dà le cose grosse a chi si mette in condizione di riceverle. Il Signore, quando qualcuno avrebbe dovuto ricevere delle cose grosse e non si mette in condizione di riceverle, le dà a qualcun'altro. Mettiamoci sempre in condizione di poter ricevere i doni che il Signore vuole donarci.
mercoledì 10 maggio 2023
Beni enormi o danni incalcolabili: a noi la scelta
La Divina Volontà può e vuole essere Vita e principio di ogni bene dell'anima. E quando questa sceglie di farlo regnare, si apre una vita di gioie e delizie divine. Molti però escono da Essa: e si condannano pertanto a dense oscurità, vie infelici, torture, dolori, notti opprimenti, soggezione alle passioni, alle agitazioni, ai tormenti. Libro di Cielo, Volume 29, 21 Settembre 1931, Giovedì 29 Settembre 2022
21 Settembre 1931 Come la Divina Volontà forma il giorno nell'atto della creatura e come col fare la sua volontà la creatura si forma le vie d'uscita, i passi dolenti, la notte delle veglie.
Occorre sempre tenere prsente una verità presupposta alla quale Gesù fa riferimento dandola per scontata: nella seconda parte e nella conclusione dice:
"..Oh! come è doloroso per il nostro Cuor Paterno possedere immense ricchezze, gioie infinite e vedere i nostri figli nella stessa casa nostra, cioè nella nostra stessa Volontà, poveri, digiuni ed infelici." Gesù
Ci sono due modi di stare nella divina volontà, per tutte le creature, angeli, santi, demoni e dannati, stanno tutti nella dv cioè l'essere creati e conservati nell'essere. Il demonio continua a vivere perchè la dv continua a manterlo in vita, altrimenti tornerebbe nel nulla dal quale è venuto. Come qualsiasi altra creatura, dall'atomo alle grandi galassie o principi del Cielo, se la dv cessa di essere vita in senso generico della creatura si torna nel nulla, ma questa cosa la dv non lo farà mia. Quando il Signore crea qualcosa - lo si vede anche nel libro di Tenera Amata - il principio della 5° dimensione o dell'eternità creata. Lì viene spiegato benissimo come Dio è l'Essere, una volta che Dio dà l'essere ad un ente, Lui è compromesso. Percui se annichilisse quell'essere rinnegherebbe sè stesso e questo Dio non lo farà mai, perchè l'aver creato quell'essere è una cosa divina e se fosse rimasto ciò per il quale era stato creato sarebbe rimasto meraviglioso, san Michele è diventato il numero perchè ha combattuto contro Lucifero perchè è impazzito ma se non fosse impazzito si sarebbe scritta un'altra storia. Ma il fatto che Lucifero sia impazzito non dipende da Dio, Dio lo mantiene nell'essere ma fermandolo - la dv limita molto i demoni molto più di quanto noi pensiamo - ma l'essere, Dio non glielo tolte. In questo senso tutti sono nella dv, è un fatto oggettivo. Dio vede dentro questo habitat i figli infelici poveri ed infelici.
Quando noi diciamo che razza di vita è questa, noi diciamo che razza di vita in un'altro modo. La vita nella dv è quanto essa viene riconosciuta, accolta, amata, fatta vivere e quanto ci conformiamo ad essa e quindi diventa principio di vita felice nella creatura ma questo non è per tutti. Sta nei santi e non nei peccatori e in coloro che stanno nella Chiesa in grazia di Dio e non in coloro che stanno nella Chiesa solo con il corpo ma non con il cuore. Io non devo preoccuparmi di dire al cuore di battere o di dire al mio naso respira così o altro. La dv in un certo senso funziona in automatico, io della mia salute devo prendermi cura, anche se mi batte il cuore in automatico, così della vita della dv in quanto principio di imissione della vita divina non è automatica perchè altrimenti non saremmo liberi. O è una creatura non è libera, un cane o un gatto sono belli ma non hanno un'anima spirituale, l'anima degli animali hanno un'anima inferiore a quella nostra, l'anima spirituale o razionale ha delle facoltà (intelligenza, memoria e volontà che lo rendono simile a Dio quanto Dio è l'Intelligente per antonomasia, è l'essere che ha la volontà e la memoria). Gli animali hanno un'anima sensitiva, limita il funzionamento dalle passioni e dei sensi - hanno il gusto, la paura, è affettuoso, l'amore prima di essere un'atto elevato è una passione ecc.. - ma non hanno l'anima spirituale. Non hanno la memoria spirituale ma hanno una bella memoria ma è una facoltà anche a prescindere dallo spirito semplicemente registrando i dati che gli arrivano tramite i sensi. Gli animali addestrati nei circhi, per esempio il cavallo che alla domanda del domatore quanto fa 3+4, sbatte per 7 volte lo zoccolo per terra non è perchè fa i calcoli ma perchè ha associato il numero 3+4 a 7, il domatore gli ha ripetuto l'esercito - premiando il cavallo quando lo faceva e quando non lo faceva dandogli delle mazzate - quindi lui associa quei suoni a quel gesto, il pappagallo ripete dei suoni ma al pappagallo si insegna a riprodurre i suoni attraverso la ripetizione della parola. Tu senti un suono e lo puoi ripetere ma non sai cosa voglia dire. L'animale di casa che abbiamo, quando muore non vedrà mai Dio nemmeno nell'eternità creata perchè non ha un'anima creata, noi possiamo fargli felici in questa vita appagandolo in questa vita e i loro anni della vita terrena rimangono nell'eternità creata e quando noi saremo usciti dal tempo potremo tornare a visitarli e quando saremo usciti tutti da questa dimensione non ci saranno più interdizione.
"Figlia mia, la mia Divina Volontà è il vero giorno per la creatura, ma per formare questo giorno vuole essere chiamata nell'atto di essa, perché com'è chiamata così si chiude nell'atto per far sorgere il suo giorno divino, ha virtù di cambiare l'atto, la parola, il passo, le gioie e le pene, in giorni splendidissimi ed incantevoli. Sicché come la creatura sorge dal suo riposo notturno, la mia Volontà aspetta d'essere chiamata, per formare la sua giornata d'azione in essa..." Gesù
Nella prima parte della meditazione Gesù esorta Luisa (ma anche noi) in modo che la sua volontà possa riempirti il più possibile, l'atto umano - l'atto dell'uomo è l'atto che posso fare in maniera inconsapevole, uno può gesticolare senza pensarci, l'atto umano tipo il parlare, sto scrivendo perchè voglio scrivere, ecc..questo atto umano è moralmente qualificabile, se il don stesse dicendo una montagna di stupidaggini il giorno in cui si presenterà davanti a Dio, il don sarà ripreso dal Signore. Ma se dicesse cose buone - e non dipende da lui - può darsi che il Signore lo ringrazi, ma in ogni caso è un'atto umano. Ma è negli atti umane se decidiamo si stare nella dv o no. Nella Messa diciamo: con Cristo, per Cristo e in Cristo, potremmo dire tranquillamente per la Divina volontà, per la dv e nella dv. Vivere con la dv significa scegliere di farla, io sono consapevole di ciò che Dio vuole e non lo vuole e quindi mi adeguo e vivere nella dv significa chiamarla in tutto ciò che posso. In ogni istante, momento ed azione. Chi fa questo succede che si regala una vita di gioia, delizie e felicità e al tempo stesso mette Dio in questa condizone.
"..Perciò chiamala a sorgere in ogni tuo atto, se vuoi che formi in te la sua bella giornata ed Io possa trovare in te ed in ogni atto tuo, i miei giorni d'amore che mi circondano di gioia e di delizie, e mi faranno ripetere: Le mie delizie sono lo stare coi figli della mia Divina Volontà. Passerò in te i miei giorni felici, non nell'infelice notte della tua volontà umana, ma nel pieno soggiorno della mia luce e della pace perenne della mia Patria Celeste...." Gesù
Immaginiamo se il Signore dicesse questo a noi? Sono felice in questa creatura....
"..Ah! sì, ripeterò: “son felice in questa creatura, sento l'eco in essa della mia giornata passata quaggiù sulla terra e l'eco della giornata che faccio nella mia Prigione nel Sacramento d'amore, tutta zeppa di mia Divina Volontà”. Gesù
Ma c'è rovescio della medaglia:
San Michele (la cui festa cade nel giorno della meditazione) era il numero 2 dopo Lucifero ma ha reagito diversamente, mentre Lucifero ha voluto diventare come Dio, san Michele ha detto che tutto ciò che Dio fa e decide lo fa perchè ha i suoi buoni motivi e mi sottometto a ciò che decide Lui. Che succede se una persona toppa? Sono affari suoi.
"..E la creatura, col fare la sua volontà umana, si formò delle fuoriuscite, le vie infelici, i passi dolenti, le dense oscurità, in cui essa stessa si formò l'infelicità, le torture, il dolore, la notte opprimente, non di riposo, ma di veglie di passioni, di agitazioni e di tormenti e questo nella mia stessa Volontà Divina e questo perché essendo stata la creatura fatta sola da Essa e per vivere di Essa ed in Essa, non vi è posto per lei né in terra, né in Cielo, né nello stesso inferno fuori del mio Fiat Divino..." Gesù
Un San Pio d'Alcantara faceva delle grandi penitenze e soffriva ma quelle erano meritorie, ma se tu fai la tua umana volontà soffri di più ma senza nessun merito. I dannati mica meritano nelle sofferenze che vivono, l'unica sofferenza meritoria è quella che si vive su questo pianeta per amor di Dio, in Purgatorio le anime soffrono ma non meritano. Le sofferenze del purgatorio sono purificatorie e le sofferenze dei dannati sono retributive, le sofferenze per chi vive nella volontà umana sono le auto punizioni che la creatura si infligge da cretina perchè Dio non vorrebbe che vivesse in quel modo. Le veglie di passioni, uno che non dorme perchè sta agitato..le persone che stanno sempre agitate e preoccupate e stanno sempre angosciate. Se uno campa in questo modo mica penserà di vivere nella dv, chi vive nella dv dorme alla grande e se dorme poco, il santo Curato d'Ars dormiva 3 ore a notte e stava fresco come un grillo. Se la dv gli serve che tu lavori per 21 ore, il Signore ti può portare a dormire in questo modo, ma tu devi lavorare. Capiamo l'abisso che ci sta, sono due mondi abissalmente opposti e sono potenzialmente vivibili per ogni essere umano e la stragrande maggioranza degli esseri umani vive:
"...le vie infelici, i passi dolenti, le dense oscurità, in cui essa stessa si formò l'infelicità, le torture, il dolore, la notte opprimente, non di riposo, ma di veglie di passioni, di agitazioni e di tormenti e questo nella mia stessa Volontà Divina e questo perché essendo stata la creatura fatta sola da Essa e per vivere di Essa ed in Essa, non vi è posto per lei né in terra, né in Cielo, né nello stesso inferno fuori del mio Fiat Divino..." Gesù
E diamo dispiacere al Signore che mentre potremmo vivere come re o principi, ci autocondanniamo ad una infelicità che potremmo evitarci.
21 Settembre 1931 Come la Divina Volontà forma il giorno nell'atto della creatura e come col fare la sua volontà la creatura si forma le vie d'uscita, i passi dolenti, la notte delle veglie.
Occorre sempre tenere prsente una verità presupposta alla quale Gesù fa riferimento dandola per scontata: nella seconda parte e nella conclusione dice:
"..Oh! come è doloroso per il nostro Cuor Paterno possedere immense ricchezze, gioie infinite e vedere i nostri figli nella stessa casa nostra, cioè nella nostra stessa Volontà, poveri, digiuni ed infelici." Gesù
Ci sono due modi di stare nella divina volontà, per tutte le creature, angeli, santi, demoni e dannati, stanno tutti nella dv cioè l'essere creati e conservati nell'essere. Il demonio continua a vivere perchè la dv continua a manterlo in vita, altrimenti tornerebbe nel nulla dal quale è venuto. Come qualsiasi altra creatura, dall'atomo alle grandi galassie o principi del Cielo, se la dv cessa di essere vita in senso generico della creatura si torna nel nulla, ma questa cosa la dv non lo farà mia. Quando il Signore crea qualcosa - lo si vede anche nel libro di Tenera Amata - il principio della 5° dimensione o dell'eternità creata. Lì viene spiegato benissimo come Dio è l'Essere, una volta che Dio dà l'essere ad un ente, Lui è compromesso. Percui se annichilisse quell'essere rinnegherebbe sè stesso e questo Dio non lo farà mai, perchè l'aver creato quell'essere è una cosa divina e se fosse rimasto ciò per il quale era stato creato sarebbe rimasto meraviglioso, san Michele è diventato il numero perchè ha combattuto contro Lucifero perchè è impazzito ma se non fosse impazzito si sarebbe scritta un'altra storia. Ma il fatto che Lucifero sia impazzito non dipende da Dio, Dio lo mantiene nell'essere ma fermandolo - la dv limita molto i demoni molto più di quanto noi pensiamo - ma l'essere, Dio non glielo tolte. In questo senso tutti sono nella dv, è un fatto oggettivo. Dio vede dentro questo habitat i figli infelici poveri ed infelici.
Quando noi diciamo che razza di vita è questa, noi diciamo che razza di vita in un'altro modo. La vita nella dv è quanto essa viene riconosciuta, accolta, amata, fatta vivere e quanto ci conformiamo ad essa e quindi diventa principio di vita felice nella creatura ma questo non è per tutti. Sta nei santi e non nei peccatori e in coloro che stanno nella Chiesa in grazia di Dio e non in coloro che stanno nella Chiesa solo con il corpo ma non con il cuore. Io non devo preoccuparmi di dire al cuore di battere o di dire al mio naso respira così o altro. La dv in un certo senso funziona in automatico, io della mia salute devo prendermi cura, anche se mi batte il cuore in automatico, così della vita della dv in quanto principio di imissione della vita divina non è automatica perchè altrimenti non saremmo liberi. O è una creatura non è libera, un cane o un gatto sono belli ma non hanno un'anima spirituale, l'anima degli animali hanno un'anima inferiore a quella nostra, l'anima spirituale o razionale ha delle facoltà (intelligenza, memoria e volontà che lo rendono simile a Dio quanto Dio è l'Intelligente per antonomasia, è l'essere che ha la volontà e la memoria). Gli animali hanno un'anima sensitiva, limita il funzionamento dalle passioni e dei sensi - hanno il gusto, la paura, è affettuoso, l'amore prima di essere un'atto elevato è una passione ecc.. - ma non hanno l'anima spirituale. Non hanno la memoria spirituale ma hanno una bella memoria ma è una facoltà anche a prescindere dallo spirito semplicemente registrando i dati che gli arrivano tramite i sensi. Gli animali addestrati nei circhi, per esempio il cavallo che alla domanda del domatore quanto fa 3+4, sbatte per 7 volte lo zoccolo per terra non è perchè fa i calcoli ma perchè ha associato il numero 3+4 a 7, il domatore gli ha ripetuto l'esercito - premiando il cavallo quando lo faceva e quando non lo faceva dandogli delle mazzate - quindi lui associa quei suoni a quel gesto, il pappagallo ripete dei suoni ma al pappagallo si insegna a riprodurre i suoni attraverso la ripetizione della parola. Tu senti un suono e lo puoi ripetere ma non sai cosa voglia dire. L'animale di casa che abbiamo, quando muore non vedrà mai Dio nemmeno nell'eternità creata perchè non ha un'anima creata, noi possiamo fargli felici in questa vita appagandolo in questa vita e i loro anni della vita terrena rimangono nell'eternità creata e quando noi saremo usciti dal tempo potremo tornare a visitarli e quando saremo usciti tutti da questa dimensione non ci saranno più interdizione.
"Figlia mia, la mia Divina Volontà è il vero giorno per la creatura, ma per formare questo giorno vuole essere chiamata nell'atto di essa, perché com'è chiamata così si chiude nell'atto per far sorgere il suo giorno divino, ha virtù di cambiare l'atto, la parola, il passo, le gioie e le pene, in giorni splendidissimi ed incantevoli. Sicché come la creatura sorge dal suo riposo notturno, la mia Volontà aspetta d'essere chiamata, per formare la sua giornata d'azione in essa..." Gesù
Nella prima parte della meditazione Gesù esorta Luisa (ma anche noi) in modo che la sua volontà possa riempirti il più possibile, l'atto umano - l'atto dell'uomo è l'atto che posso fare in maniera inconsapevole, uno può gesticolare senza pensarci, l'atto umano tipo il parlare, sto scrivendo perchè voglio scrivere, ecc..questo atto umano è moralmente qualificabile, se il don stesse dicendo una montagna di stupidaggini il giorno in cui si presenterà davanti a Dio, il don sarà ripreso dal Signore. Ma se dicesse cose buone - e non dipende da lui - può darsi che il Signore lo ringrazi, ma in ogni caso è un'atto umano. Ma è negli atti umane se decidiamo si stare nella dv o no. Nella Messa diciamo: con Cristo, per Cristo e in Cristo, potremmo dire tranquillamente per la Divina volontà, per la dv e nella dv. Vivere con la dv significa scegliere di farla, io sono consapevole di ciò che Dio vuole e non lo vuole e quindi mi adeguo e vivere nella dv significa chiamarla in tutto ciò che posso. In ogni istante, momento ed azione. Chi fa questo succede che si regala una vita di gioia, delizie e felicità e al tempo stesso mette Dio in questa condizone.
"..Perciò chiamala a sorgere in ogni tuo atto, se vuoi che formi in te la sua bella giornata ed Io possa trovare in te ed in ogni atto tuo, i miei giorni d'amore che mi circondano di gioia e di delizie, e mi faranno ripetere: Le mie delizie sono lo stare coi figli della mia Divina Volontà. Passerò in te i miei giorni felici, non nell'infelice notte della tua volontà umana, ma nel pieno soggiorno della mia luce e della pace perenne della mia Patria Celeste...." Gesù
Immaginiamo se il Signore dicesse questo a noi? Sono felice in questa creatura....
"..Ah! sì, ripeterò: “son felice in questa creatura, sento l'eco in essa della mia giornata passata quaggiù sulla terra e l'eco della giornata che faccio nella mia Prigione nel Sacramento d'amore, tutta zeppa di mia Divina Volontà”. Gesù
Ma c'è rovescio della medaglia:
San Michele (la cui festa cade nel giorno della meditazione) era il numero 2 dopo Lucifero ma ha reagito diversamente, mentre Lucifero ha voluto diventare come Dio, san Michele ha detto che tutto ciò che Dio fa e decide lo fa perchè ha i suoi buoni motivi e mi sottometto a ciò che decide Lui. Che succede se una persona toppa? Sono affari suoi.
"..E la creatura, col fare la sua volontà umana, si formò delle fuoriuscite, le vie infelici, i passi dolenti, le dense oscurità, in cui essa stessa si formò l'infelicità, le torture, il dolore, la notte opprimente, non di riposo, ma di veglie di passioni, di agitazioni e di tormenti e questo nella mia stessa Volontà Divina e questo perché essendo stata la creatura fatta sola da Essa e per vivere di Essa ed in Essa, non vi è posto per lei né in terra, né in Cielo, né nello stesso inferno fuori del mio Fiat Divino..." Gesù
Un San Pio d'Alcantara faceva delle grandi penitenze e soffriva ma quelle erano meritorie, ma se tu fai la tua umana volontà soffri di più ma senza nessun merito. I dannati mica meritano nelle sofferenze che vivono, l'unica sofferenza meritoria è quella che si vive su questo pianeta per amor di Dio, in Purgatorio le anime soffrono ma non meritano. Le sofferenze del purgatorio sono purificatorie e le sofferenze dei dannati sono retributive, le sofferenze per chi vive nella volontà umana sono le auto punizioni che la creatura si infligge da cretina perchè Dio non vorrebbe che vivesse in quel modo. Le veglie di passioni, uno che non dorme perchè sta agitato..le persone che stanno sempre agitate e preoccupate e stanno sempre angosciate. Se uno campa in questo modo mica penserà di vivere nella dv, chi vive nella dv dorme alla grande e se dorme poco, il santo Curato d'Ars dormiva 3 ore a notte e stava fresco come un grillo. Se la dv gli serve che tu lavori per 21 ore, il Signore ti può portare a dormire in questo modo, ma tu devi lavorare. Capiamo l'abisso che ci sta, sono due mondi abissalmente opposti e sono potenzialmente vivibili per ogni essere umano e la stragrande maggioranza degli esseri umani vive:
"...le vie infelici, i passi dolenti, le dense oscurità, in cui essa stessa si formò l'infelicità, le torture, il dolore, la notte opprimente, non di riposo, ma di veglie di passioni, di agitazioni e di tormenti e questo nella mia stessa Volontà Divina e questo perché essendo stata la creatura fatta sola da Essa e per vivere di Essa ed in Essa, non vi è posto per lei né in terra, né in Cielo, né nello stesso inferno fuori del mio Fiat Divino..." Gesù
E diamo dispiacere al Signore che mentre potremmo vivere come re o principi, ci autocondanniamo ad una infelicità che potremmo evitarci.
sabato 6 maggio 2023
La Divina Volontà e i meriti della creatura
Gesù spiega l'importanza di non uscire mai dalla Divina Volontà per non spezzare la nostra propria felicità, perdere la luce e il discernimento, perdere la pace. Fare la Divina Volontà sulla terra procura meriti immensi per il Cielo e fa vivere il Cielo sulla terra. Libro di Cielo, Volume 29, 16 Settembre 1931, 28 Settembre 2022
16 Settembre 1931 Mirabili effetti della luce della Divina Volontà. Come il Cielo si apre sulle anime operanti. Come i nostri atti sono come tanti soffi che fanno maturare il bene.
Brano che riprende la meditazione precedente sull'importanza della continuità degli atti. Non si può ricordare tutto nei minimi dettagli ma qualcosa deve restare. Oggi in parte viene ripreso questo tema attraverso l'immagine della maturazione.
"Figlia mia, ogni bene esce da Dio maturato e questa maturazione si forma tra Dio e l'anima. Vedi, col fare i tuoi atti ti esponi ai raggi del Sole Divino e, come subisci il calore e la luce, i tuoi atti non rimangono aridi, insipidi, ma maturati e tu insieme con essi resti maturata nell'amore, nelle conoscenze divine, in tutto ciò che fai. Ed Io, vedendoti maturata in quegli atti, preparo in me altro amore da darti ed altre verità da dirti e siccome di tutto ciò che esce da me, nulla è sterile, ma tutto è fecondo e ben maturato nella viva fiamma del mio amore, tu ricevi la virtù di formare in te nuove maturazioni...." Gesù
Sappiamo bene che i frutti degli alberi maturano nella misura in cui c'è la luce del sole, ma per arrivarci bisogna mettere in campo un lavoro ampio e continuato altrimenti non arriva. Prima di questo, nel prologo Luisa dice una cosa meravigliosa e mai sufficentemente meditata:
(Luisa): La mia povera mente pare che non sappia fare altro che sperdersi nel Fiat Divino ed oh! come mi riesce doloroso quando anche per brevi istanti, sono funestata da qualche ombra o pensiero che non sia tutto Volontà di Dio; oh! allora mi sento spezzare la mia felicità, spezzare la corrente della luce, della pace..."
Non è soltanto un problema morale (ho dato un dispiacere a Gesù) ma anche sostanziale perchè Luisa si sentiva lo spezzarsi la corrente della luce e della pace, appena ci muoviamo anche minimamente ci sentiremo meno felici, illuminati e meno pace, ecc.. inquietudine, angoscia, preoccupazione, ansia ecc.. quando arrivano possiamo stare matematicamente certi che questi pensieri vengono dalla volontà di Dio. Gesù, nella meditazione precedente, lamentava di essere abbandonato, ma dobbiamo noi abbandonarci nella dv e giungere al punto che qualsiasi cosa Dio ci metta davanti sempre Fiat. E giova ogni tanto fare esercizi spirituali che sono oltremodo santificanti, se tu ti metti davanti al Signore e ti metti in preghiera e gli dici: Signore, io voglio Te e la Tua Volontà sopra ogni altra cosa e non per scherzo, vuoi questo? Inizia a pensare qualcosa che ti spaventi...vuoi questo sacrificio da me? Se lo conosco con certezza lo faccio immediatamente. Mi vuoi martire - se mi dai la forza - immediatamente. Questo è un modo con cui noi esercitiamo la nostra vita nella dv e teniamo l'attenzione di non fare uscite clamorose dalla dv, certo che Gesù si dispiace ma perchè andremmo a fare danni per noi. E questo è perchè è solo la dv...
"..Oh! potenza del Voler Supremo, tu che sai cambiare l'umano in divino, il brutto in bello, le pene in gioie, anche se restassero pene,.." Luisa
Se le hai vissute le capisci, se non le hai vissute non le capisci e se non l'hai vissuta procurati di impegnarti di più nelle offerte, di rinnovare la tua adesione alla dv, di fare i giri ecc.... Le cose su cui abbiamo meditato l'altra volta offrono un buon parametro (Sentinelle e fiamme d'amore a Gesù eucaristico). Come dobbiamo prendere davanti a Dio certe decisioni, supponiamo che io sia posto nell'alternativa: non posso fare la comunione come Dio comanda, in quel momento è proibito. La faccio spirituale o sacramentale? - ognuno risponda da sè. Chi vuole vivere nella dv e si metta davanti a Gesù, davanti a Gesù Tu e lui proiettandoti al momento del giudizio particolare: cosa vuoi tu Gesù? Non la mia sensibilità malata o la mia umana volontà? Cosa chiedi di fare a me in questa situazione così tanto dolorosa che per divina permissione mi accade? Dio non vuole che certe cose accadano, ma se accadono sono sotto il suo controllo lo stesso e accadono per divina permissione. La volontà permissiva è la permsisione di una serie di mali che potrebbero produrre beni maggiori o potrebbero non farlo a seconda di chi si interfaccia con quel male reagisce. L'esempio per antomosia è la Passione di Gesù, quando lo hanno catturato ha offerto tutto per la nostra salvezza, Dio ha dato carta bianca al diavolo dicendo a Gesù: devi prenderti tutto il male che ti faranno senza fiatare ed offrirmelo per la salvezza dell'umanità, lo vuoi fare? Il don non vuole mettersi dentro la mente dell'Altissimo ma è quello che Gesù ha fatto. Quello che è stata di decisivo è stata la reazione del Figlio, la Volontà del Padre non era che Gesù, di fronte a quelle cose, Lui reagisse invenendo ma che se le prendesse e le offrisse. Quella della Passione di Gesù è stata l'ingiustizia somma. Sto subendo un'ingiustizia e che faccio? Mi adeguo? Mettiti davanti a Gesù e pensaci bene. In questo tempo il pensare - il don non lo sottolinerà mai abbastanza - sono tempi difficili, nei tempi difficili cadono i cedri del libano e le stelle del cielo...quello che il don ci dice che i suoi dolori sono i sragionamenti fatti da persone che non dovrebbero farli e fino ad un certo periodo non hanno fatto nulla del genere e poi di colpo hanno cambiato idea. Se non impariamo a fare queste cose non stiamo minimamente alla dv, la dv non consiste solo nel fare i giri, atti ecc....che non ci vuole tanto. Il don non le minimizza ma sono cose - sotto certi punti di vista - relativamente semplici - ma quello che è difficile è fare quello che Dio vuole in circostanze bordeline. Esempio: durante la pandemia, lo faccio il green pass per andare al ristorante? Uno può dire che è una scelta umana - è una cosa neutrale come penserebbero molti o no? Quali valori stanno in gioco nella decisione di questo genere? Cosa sto dicendo o affermando nella decisione che prendo? Tutti sappiamo l'incubo che abbiamo vissuto, la pressione esecrabile alla quale siamo sottoposti e ponendo le persone di fronte a scelte estreme o ricatti morali: devo fare questa cosa altrimenti chissà cosa va a succedere? In queste cose bisogna fare discernimento anche informandosi, le conoscenze sono molto importanti. L'unica cosa da fare è delefgare ad altri le nostre scelte o consegnarsi nelle mani della nostra umana volontà e cosa sceglie la nostra umana volontà?. San Giovanni della Croce dava un criterio di discernimento: ti trovi di fronte ad una situazione, qual'è la possibilità più semplice e difficile? 90% la Volontà di Dio sta nella cosa più difficile o dolorosa. Qual'è la cosa che comporta un'atto di spoliazione ed affidamento anche eroico o dove tutti ti portano nelle mani? Noi dalla mattina alla sera non abbiamo il filo diretto con il Padre Eterno, ti dà l'attrezzatura per fare discernimento, ci ha dato le mani per lavorare e l'intelligenza per capire. Il pane solo due volte il Signore lo ha dato per miracolo: la manna degli israeliti e la moltiplicazione dei pani ma altrimenti il pane non cresce in natura da solo. Dio non ci dà le pappe pronte, ci dà le abilità per condurci. Imparare a fare questi processi in maniera corretta e la prova che hai è che quella scelta ti lascia nella pace. La volontà umana non ti dà la pace.
"Figlia mia, com'è bella la mia Divina Volontà, non è vero? Ah! è Essa sola la portatrice della vera felicità e della più grande fortuna alla povera creatura, la quale, col fare la sua volontà, non fa altro che spezzare la sua felicità, spezzare la corrente della luce e cambiare la sua fortuna nella più grande sventura; e come la creatura si dispone a fare la mia Volontà, così Essa la va riabilitando nei beni perduti, perché la sostanza della mia Divina Volontà è luce e tutti gli atti che la creatura opera si possono chiamare effetti di questa luce...." Gesù
Fatti attento alle risonanze del cuore, magari non fai la comunione, ti si spezza il cuore e ti sanguina ma poi come stai? Nella pace perchè sai che non avevi altra scelta se volevi fare quello che era volontà di Dio e questo ti mette nella pace e nella felicità. Questa cosa si trasfomerà in medaglia. Questo si collega alle ultime cose che Gesù dice in questo brano:
"..Anzi tu devi sapere che le beatitudini del Cielo si riversano sulla terra e vanno a deporsi nell'anima che vive ed opera nella mia Volontà, perché non vogliono lasciarla priva delle gioie e delle felicità Celesti mentre forma una sola Volontà col Cielo, i beati però, mentre nuotano nelle gioie divine, nulla acquistano di merito. Invece non solo felicitano l'anima viatrice, ma aggiungono il merito, perché per chi fa la mia Volontà in terra, tutto è meritorio, la parola, la preghiera, il respiro e le stesse gioie si convertono in merito ed in nuovi acquisti."." Gesù
Se tu rimani nella dv anche quando ti costa, tutto è merito. Non ti torna soltanto dopo ma ti torna anche adesso. Una gioia presa nella dv diventa merito dice Gesù. Moltiplichiamo gli atti nella dv, sapendo che ciò produce una maggiore vicinanza con essa, però stiamo attenti a fare la dv. Per vivere in questo mondo dobbiamo viaggiare su un binario che ha due rotaie: fare la dv - imparare a discernerla - e chiamarla nel nostro operato. Noi non possiamo chiamare la dv in un'atto che sia sgradito al Cielo. Io non posso - anche se non è peccato - chiamare la dv in un'atto sgradito al Cielo. Non è la stessa cosa cosa fare un peccato o un'atto sgradito al Cielo. Il peccato offende il Cielo, anche negli esempi della nostra vita se uno mi ingiuria mi offendo, se una persona è un pochino scortese nei miei confronti e non fa una cosa che dovrebbe fare, non mi offende ma mi infastidisce, mi scoccia un pò e mi fa un pò girare. Quello sta facendo una cosa a me sgradita e quindi non può chiamare la mia volontà a fare quella cosa anche se non è un peccato. Come faccio io a chiamare la dv a fare un'atto che la dv non vuole che sia fatto? Bisogna fare attenzione a queste cose, se non si capiscono bene alcune dinamiche si fanno stupidaggini e bisogna cercare di starci con il cervello chiedendo che il Signore ci assista.
16 Settembre 1931 Mirabili effetti della luce della Divina Volontà. Come il Cielo si apre sulle anime operanti. Come i nostri atti sono come tanti soffi che fanno maturare il bene.
Brano che riprende la meditazione precedente sull'importanza della continuità degli atti. Non si può ricordare tutto nei minimi dettagli ma qualcosa deve restare. Oggi in parte viene ripreso questo tema attraverso l'immagine della maturazione.
"Figlia mia, ogni bene esce da Dio maturato e questa maturazione si forma tra Dio e l'anima. Vedi, col fare i tuoi atti ti esponi ai raggi del Sole Divino e, come subisci il calore e la luce, i tuoi atti non rimangono aridi, insipidi, ma maturati e tu insieme con essi resti maturata nell'amore, nelle conoscenze divine, in tutto ciò che fai. Ed Io, vedendoti maturata in quegli atti, preparo in me altro amore da darti ed altre verità da dirti e siccome di tutto ciò che esce da me, nulla è sterile, ma tutto è fecondo e ben maturato nella viva fiamma del mio amore, tu ricevi la virtù di formare in te nuove maturazioni...." Gesù
Sappiamo bene che i frutti degli alberi maturano nella misura in cui c'è la luce del sole, ma per arrivarci bisogna mettere in campo un lavoro ampio e continuato altrimenti non arriva. Prima di questo, nel prologo Luisa dice una cosa meravigliosa e mai sufficentemente meditata:
(Luisa): La mia povera mente pare che non sappia fare altro che sperdersi nel Fiat Divino ed oh! come mi riesce doloroso quando anche per brevi istanti, sono funestata da qualche ombra o pensiero che non sia tutto Volontà di Dio; oh! allora mi sento spezzare la mia felicità, spezzare la corrente della luce, della pace..."
Non è soltanto un problema morale (ho dato un dispiacere a Gesù) ma anche sostanziale perchè Luisa si sentiva lo spezzarsi la corrente della luce e della pace, appena ci muoviamo anche minimamente ci sentiremo meno felici, illuminati e meno pace, ecc.. inquietudine, angoscia, preoccupazione, ansia ecc.. quando arrivano possiamo stare matematicamente certi che questi pensieri vengono dalla volontà di Dio. Gesù, nella meditazione precedente, lamentava di essere abbandonato, ma dobbiamo noi abbandonarci nella dv e giungere al punto che qualsiasi cosa Dio ci metta davanti sempre Fiat. E giova ogni tanto fare esercizi spirituali che sono oltremodo santificanti, se tu ti metti davanti al Signore e ti metti in preghiera e gli dici: Signore, io voglio Te e la Tua Volontà sopra ogni altra cosa e non per scherzo, vuoi questo? Inizia a pensare qualcosa che ti spaventi...vuoi questo sacrificio da me? Se lo conosco con certezza lo faccio immediatamente. Mi vuoi martire - se mi dai la forza - immediatamente. Questo è un modo con cui noi esercitiamo la nostra vita nella dv e teniamo l'attenzione di non fare uscite clamorose dalla dv, certo che Gesù si dispiace ma perchè andremmo a fare danni per noi. E questo è perchè è solo la dv...
"..Oh! potenza del Voler Supremo, tu che sai cambiare l'umano in divino, il brutto in bello, le pene in gioie, anche se restassero pene,.." Luisa
Se le hai vissute le capisci, se non le hai vissute non le capisci e se non l'hai vissuta procurati di impegnarti di più nelle offerte, di rinnovare la tua adesione alla dv, di fare i giri ecc.... Le cose su cui abbiamo meditato l'altra volta offrono un buon parametro (Sentinelle e fiamme d'amore a Gesù eucaristico). Come dobbiamo prendere davanti a Dio certe decisioni, supponiamo che io sia posto nell'alternativa: non posso fare la comunione come Dio comanda, in quel momento è proibito. La faccio spirituale o sacramentale? - ognuno risponda da sè. Chi vuole vivere nella dv e si metta davanti a Gesù, davanti a Gesù Tu e lui proiettandoti al momento del giudizio particolare: cosa vuoi tu Gesù? Non la mia sensibilità malata o la mia umana volontà? Cosa chiedi di fare a me in questa situazione così tanto dolorosa che per divina permissione mi accade? Dio non vuole che certe cose accadano, ma se accadono sono sotto il suo controllo lo stesso e accadono per divina permissione. La volontà permissiva è la permsisione di una serie di mali che potrebbero produrre beni maggiori o potrebbero non farlo a seconda di chi si interfaccia con quel male reagisce. L'esempio per antomosia è la Passione di Gesù, quando lo hanno catturato ha offerto tutto per la nostra salvezza, Dio ha dato carta bianca al diavolo dicendo a Gesù: devi prenderti tutto il male che ti faranno senza fiatare ed offrirmelo per la salvezza dell'umanità, lo vuoi fare? Il don non vuole mettersi dentro la mente dell'Altissimo ma è quello che Gesù ha fatto. Quello che è stata di decisivo è stata la reazione del Figlio, la Volontà del Padre non era che Gesù, di fronte a quelle cose, Lui reagisse invenendo ma che se le prendesse e le offrisse. Quella della Passione di Gesù è stata l'ingiustizia somma. Sto subendo un'ingiustizia e che faccio? Mi adeguo? Mettiti davanti a Gesù e pensaci bene. In questo tempo il pensare - il don non lo sottolinerà mai abbastanza - sono tempi difficili, nei tempi difficili cadono i cedri del libano e le stelle del cielo...quello che il don ci dice che i suoi dolori sono i sragionamenti fatti da persone che non dovrebbero farli e fino ad un certo periodo non hanno fatto nulla del genere e poi di colpo hanno cambiato idea. Se non impariamo a fare queste cose non stiamo minimamente alla dv, la dv non consiste solo nel fare i giri, atti ecc....che non ci vuole tanto. Il don non le minimizza ma sono cose - sotto certi punti di vista - relativamente semplici - ma quello che è difficile è fare quello che Dio vuole in circostanze bordeline. Esempio: durante la pandemia, lo faccio il green pass per andare al ristorante? Uno può dire che è una scelta umana - è una cosa neutrale come penserebbero molti o no? Quali valori stanno in gioco nella decisione di questo genere? Cosa sto dicendo o affermando nella decisione che prendo? Tutti sappiamo l'incubo che abbiamo vissuto, la pressione esecrabile alla quale siamo sottoposti e ponendo le persone di fronte a scelte estreme o ricatti morali: devo fare questa cosa altrimenti chissà cosa va a succedere? In queste cose bisogna fare discernimento anche informandosi, le conoscenze sono molto importanti. L'unica cosa da fare è delefgare ad altri le nostre scelte o consegnarsi nelle mani della nostra umana volontà e cosa sceglie la nostra umana volontà?. San Giovanni della Croce dava un criterio di discernimento: ti trovi di fronte ad una situazione, qual'è la possibilità più semplice e difficile? 90% la Volontà di Dio sta nella cosa più difficile o dolorosa. Qual'è la cosa che comporta un'atto di spoliazione ed affidamento anche eroico o dove tutti ti portano nelle mani? Noi dalla mattina alla sera non abbiamo il filo diretto con il Padre Eterno, ti dà l'attrezzatura per fare discernimento, ci ha dato le mani per lavorare e l'intelligenza per capire. Il pane solo due volte il Signore lo ha dato per miracolo: la manna degli israeliti e la moltiplicazione dei pani ma altrimenti il pane non cresce in natura da solo. Dio non ci dà le pappe pronte, ci dà le abilità per condurci. Imparare a fare questi processi in maniera corretta e la prova che hai è che quella scelta ti lascia nella pace. La volontà umana non ti dà la pace.
"Figlia mia, com'è bella la mia Divina Volontà, non è vero? Ah! è Essa sola la portatrice della vera felicità e della più grande fortuna alla povera creatura, la quale, col fare la sua volontà, non fa altro che spezzare la sua felicità, spezzare la corrente della luce e cambiare la sua fortuna nella più grande sventura; e come la creatura si dispone a fare la mia Volontà, così Essa la va riabilitando nei beni perduti, perché la sostanza della mia Divina Volontà è luce e tutti gli atti che la creatura opera si possono chiamare effetti di questa luce...." Gesù
Fatti attento alle risonanze del cuore, magari non fai la comunione, ti si spezza il cuore e ti sanguina ma poi come stai? Nella pace perchè sai che non avevi altra scelta se volevi fare quello che era volontà di Dio e questo ti mette nella pace e nella felicità. Questa cosa si trasfomerà in medaglia. Questo si collega alle ultime cose che Gesù dice in questo brano:
"..Anzi tu devi sapere che le beatitudini del Cielo si riversano sulla terra e vanno a deporsi nell'anima che vive ed opera nella mia Volontà, perché non vogliono lasciarla priva delle gioie e delle felicità Celesti mentre forma una sola Volontà col Cielo, i beati però, mentre nuotano nelle gioie divine, nulla acquistano di merito. Invece non solo felicitano l'anima viatrice, ma aggiungono il merito, perché per chi fa la mia Volontà in terra, tutto è meritorio, la parola, la preghiera, il respiro e le stesse gioie si convertono in merito ed in nuovi acquisti."." Gesù
Se tu rimani nella dv anche quando ti costa, tutto è merito. Non ti torna soltanto dopo ma ti torna anche adesso. Una gioia presa nella dv diventa merito dice Gesù. Moltiplichiamo gli atti nella dv, sapendo che ciò produce una maggiore vicinanza con essa, però stiamo attenti a fare la dv. Per vivere in questo mondo dobbiamo viaggiare su un binario che ha due rotaie: fare la dv - imparare a discernerla - e chiamarla nel nostro operato. Noi non possiamo chiamare la dv in un'atto che sia sgradito al Cielo. Io non posso - anche se non è peccato - chiamare la dv in un'atto sgradito al Cielo. Non è la stessa cosa cosa fare un peccato o un'atto sgradito al Cielo. Il peccato offende il Cielo, anche negli esempi della nostra vita se uno mi ingiuria mi offendo, se una persona è un pochino scortese nei miei confronti e non fa una cosa che dovrebbe fare, non mi offende ma mi infastidisce, mi scoccia un pò e mi fa un pò girare. Quello sta facendo una cosa a me sgradita e quindi non può chiamare la mia volontà a fare quella cosa anche se non è un peccato. Come faccio io a chiamare la dv a fare un'atto che la dv non vuole che sia fatto? Bisogna fare attenzione a queste cose, se non si capiscono bene alcune dinamiche si fanno stupidaggini e bisogna cercare di starci con il cervello chiedendo che il Signore ci assista.
giovedì 4 maggio 2023
Sentinelle e fiamme d'amore a Gesù eucaristico
Gesù sottolinea l'importanza della continuità degli atti e dell'amore, mostrando quanto vano sia un amore spezzato (e a volte anche destinato a finire male). Spettacolare lezione di Gesù sulla sua vita nell'Eucaristia. Considerazioni su come le anime che vivono nel Divin Volere dovrebbero comportarsi nei confronti di Gesù eucaristico. Libro di Cielo, Volume 29, 12 Settembre 1931, Martedì 27 Settembre 2022
12 Settembre 1931 Il vero amore della creatura forma il rogo dove consumare se stessa per far rivivere Colui che ama. La giornata di Gesù nell'Eucaristia.
Inutile dire che la seconda parte del brano sia spettacolare, come Gesù collega la sua vita con quella eucaristica. Iniziamo però dalla prima parte, così diciamo alcune cose importanti.
Nella prima parte Gesù riprende il discorso di ieri, occorre fare attenzione: tantissime volte Gesù dice che è solo la continuità degli atti che garantisce una vita di amore stabile, solida, profonda e non a corrente alternata. Per vivere nella dv - come qualsiasi altra cosa - è necessaria la continuità. Non si può e non si deve procedere a singhiozzi o a corrente alternata e capita anche in tutte le realtà umane. Un'atleta o sportivo, se vuole rimanere ai massimi livelli deve allenarsi tutti i giorni, se per una circostanza straordinaria deve saltare lo salta, ma poi la gente lo nota e comunque un solo giorno lo si recupera facilmente, ma se quei giorni diventano 2-3 ecc.. diventa un problema grosso. Se qualcuno conosce dei musicisti professionisti, quelli girano con gli strumenti sempre vicino, se non si allenano tutti i giorni prenderanno le stecche, possono essere talenti naturali o fenomeni naturali, ecc.. ma se non ti alleni, il tuo talento non potrà uscire fuori in tutto il suo splendore. Con la preghiera, vita interiore e con lo studio vale la stessa identica cosa. Il segreto per raggiungere lo scopo è fare ogni giorno almeno un pò a seconda dello scopo che si vuol raggiungere. Se vuoi raggiungere obbiettivi di sufficenza, la continuità deve sempre esserci ma ti puoi accontentare di una piccola parte del tempo, ma quelli ce li devi dedicare altrimenti non lo fai. Più l'obbiettivo aumenta più devi studiare. Per la vita nella dv ci devi mettere poco o tanto? Si può pensare qualsiasi cosa, ma dire che sia a costo zero sono stupidaggini grosse quante una casa. Se l'amore non viene alimentato ogni giorno....perchè tanti matrimoni si spengono? Quasi sempre perchè l'amore dev'essere continuo, gesti, attenzioni e premure che devono essere continuamente rivolte all'altra persona e ricambiato. Il non ricambio è un'atteggiamento molto scortese e cafone e certamente contribuisce alla progressiva agonia dell'amore. Vale per tutto. Il don in tante meditazioni ed omelie, dice che la vita dello spirito non ha leggi differenti a quelle umane. Se tu preghi 4 ore al giorno riceverai le grazie corrispettive a 4 ore di preghiera e così se preghi 5 minuti riceverai grazie di 5 minuti di preghiera e non preghi non riceverai grazie. Perchè Dio non dà grazie a chi non le chiede e non si dispone a riceverle. Non vai a Messa? Non ti confessi? Non preghi ecc... non ti prendi le grazie.
"Figlia mia, un amore spezzato non può dare mai d'eroismo, perché col non essere continuo, forma nella creatura tanti vuoti, che producono debolezza, freddezza e quasi stanno in atto di smorzare la fiammella accesa e perciò le tolgono la fortezza dell'amore, che con la sua luce fa comprendere chi è che ama e col suo calore mantiene accesa la fiamma, che produce l'eroismo del vero amore, tanto che si sente felice di dar la vita per Colui che ama. Un amore continuo ha virtù di generare nell'anima della creatura Colui che sempre ama e questa generazione viene formata nel centro del suo amore continuo...." Gesù
Lo voglia o no, anche se non abbiamo fervore, quando una persona cura il rapporto con il Signore non può avere aridità prolungate (se in coscienza si sa di non aver fatto peccati grossi allora potrebbe essere una prova che Dio ti sta chiedendo). La Venerabile Maria d'Agreda diceva che alla Madonna, il Signore l'ha fatta stare in aridità per tutto il periodo che visse nel tempio (dai 3 ai 13/14 anni). Però la Madonna cosa avrà fatto? Pregato di meno? Avrà continuato, perchè la continuità e la costanza non dipende dalle nostre emozioni ma dalla nostra volontà, perchè queste sono le leggi della vita terrena.
"..Invece un amore spezzato si può chiamare amore di circostanze, amore interessato, amore vile, che può giungere, se le circostanze cambiano, a disconoscere e forse anche a disprezzare Colui che si ama..." Gesù
Una persona che quando non sente più nulla smette di pregare si comporta in modo interessato. A volte è amore vile, significa che non è capace di manifestare la propria fedeltà all'Amato e di non stare con Lui quando non conviene. O arrivare al rinnegamento di Pietro "..a disconoscere e forse anche a disprezzare Colui che si ama..." Gesù / nessuno di noi sta al sicuro, c'è anche l'esempio di Giuda. Il don ha visto tante anime perdersi per un'endemica, viscerale e non corretta incostanza
Cosa fa Gesù nell'Eucarestia?
"Figlia mia, vuoi sapere che faccio? Faccio la mia giornata; tu devi sapere che racchiudo in un giorno tutta la mia vita passata quaggiù. Incomincia la mia giornata col mio concepimento e con la mia nascita, i veli degli accidenti sacramentali mi servono di fasce per la mia infantile età..." Gesù
E poi iniziano i guai.
"..e quando (per) l'ingratitudine umana mi lasciano solo e cercano d'offendermi, faccio il mio esilio, lasciandomi soltanto la compagnia di qualche anima amante che, come seconda madre, non si sa distaccare da me e mi tiene fedele compagnia...." Gesù
"..Dall'esilio passo a Nazaret e faccio la mia vita nascosta, in compagnia di quei pochi buoni che mi circondano..." Gesù
Il don dice che in diretta telegram vede delle lamentele di chi non trova il confessore disponibile e lui sa che ci sono confessori che non sono presi in considerazione da nessuno, è anche vero - dice il don - che c'è il proverbio che chi ha il pane non ha i denti e chi ha i denti non ha il pane. Vorrei stare con il Signore ma trovo sempre le Chiese chiuse - altra lamentele - il don tiene aperta la sua chiesa ma non ha quasi mai trovato nessuno che gli faccia compagnia ma trova gente che scambia la chiesa come un museo (scatta le foto, chiacchera, ecc..) e non si filano Gesù. E' la sagra delle irriverenze.
"..E seguendo la mia giornata, come le creature si avvicinano a ricevermi, così faccio la mia vita pubblica, ripetendo le mie scene evangeliche, porgendo a ciascuno i miei insegnamenti, gli aiuti, i conforti che sono necessari, faccio da Padre, da Maestro, da Medico e, se occorre, anche da Giudice..." Gesù
Durante la Messa porge gli aiuti, insegnamenti, conforti, ecc.. (attraverso il sacerdote) e poi ahimè...
"..Quindi passo la mia giornata aspettando tutti e facendo bene a tutti. Ed oh! quante volte mi tocca restare solo, senza un cuore che palpiti a me vicino, sento un deserto intorno a me e resto solo, solo a pregare, sento la solitudine dei miei giorni che passai nel deserto quaggiù ed oh, quanto mi è doloroso! Io che sono per tutti palpito in ogni cuore, geloso sto a guardia di tutti, mi sento poi isolato ed abbandonato..." Gesù
Nella 5 ora della Passione, Luisa si stupisce di trovare Gesù solo nell'orto degli Ulivi e non c'è la Madonna, nè San Giovanni ecc.. e non ci sono neanche gli apostoli. E' una tragedia. Che effetto ti fa sentire che Gesù è solo? Il don pensa che non siano cose che non si possano sentire e dobbiamo inventarci qualcosa perchè questo non accada mai. Fossero solo gli abbandoni..noi diciamo meglio solo che abbandonato. Ma non è finita.
"..Ma la mia giornata non finisce col solo abbandono, non vi è giorno che anime ingrate non mi offendano e mi ricevano sacrilegamente e mi facciano terminare la mia giornata con la mia Passione e con la mia morte di croce. Ahi, è il sacrilegio la morte più spietata che ricevo in questo Sacramento d'amore!.." Gesù
Nel 1931 c'era una civiltà cattolica, pochissimi si accostavano alla comunione perchè c'era un forte senso di indegnità e bisognava confessarsi prima e della comunione in mano se ne parlava (nel 1931) solo negli ambienti massonici. Dentro la Chiesa Cattolica non passava per l'anticamera del cervello a nessuno. Ma oggi?
"..Ahi, è il sacrilegio la morte più spietata che ricevo in questo Sacramento d'amore!.." Gesù
Il don lamenta di persone che dicono che si fondono nella dv e prendono la comunione in mano come se nulla fosse, lo sappiamo che è una cosa permessa dalla legge della Chiesa. Ma è una cosa gradita al Signore o no? Ci sono fonti che si spingono anche oltre per sconsigliare questa cosa e non è che questa cosa la bypassi con la fusione nella dv, il don lo dice con dolore. ma piuttosto che andare ad insegnare cretinate e a fare danni è meglio stare zitti. Nessuno di noi è esente dal rischio volontà umana, non è che se io mi metto in cammino verso la dv, ne parlo e la predico (il don parla anche per sè stesso) io ne sia esente - dai rischi della volontà umana. Chi l'ha detto che io e tu non possa uscire dalla volontà di Dio? Procediamo con grande cautela, il don spera che le cose che dice siano corrette ma non ne siamo al sicuro - chiediamo aiuto e luce al Signore. Prima di fare certe affermazioni uno ci deve pensare, io non posso frae una cosa sgradita al Signore pensando di fare una cosa santa. Il don ha conosciuto una montagna di anime buone che hanno conosciuto queste cose si sono adeguate ma la coscienza li distruggeva, e hanno vissuto questa cosa in stato in conflitto di coscienza. E poi hanno detto basta. Nella dv bisogna educare le anime a non cercare l'oracolo di turno al cui delegare le proprie decisioni ma bisogna formare la propria coscienza. Se tu vuoi vivere nella dv tu non puoi dire faccio questa cosa perchè me l'ha detto don X, ma devi metterti davanti a Dio, ci preghi e senti cosa ti dice il cuore e ti adegui e se conosci gli scritti...bisogna stare a quello che c'è scritto non quello a cui ci passa per la testa. Gesù dice che fondersi e stare nella sua volontà è più che fare l'Eucarestia sacramentale perchè essa può soffrire di intoppi od impedimenti (assenza di sacerdote, chiesa chiusa ecc...), cose che ti rendono impossibile farla e questo non si bypassa in un modo ma in altri modi. Al don addolora sapere che chi sente queste assecondando gli scritti e anche in buona fede e alcune stranezze che si sentono in giro e fa cose strane (il don si sta lamentando di chi interpreta male gli scritti e diffone teorie o interpretazioni errate - se ho capito bene ma non spiega bene ndr). Certo molto meno di fare una comunione sacrilega.
Vivere nella dv vuol dire stare sempre insieme a Lui, spiritualmente ma nell'Eucarestia Lui continua la sua Vita e sta sempre aspettando qualcuno che lo vada a trovare e continua a fare atti di riparazione. Un'anima che vive nel dv è la prima che si fionda a trovarlo e prova a fare riparazioni per gli altri. Interroghiamoci con il nostro rapporto con Gesù Eucarestia.
12 Settembre 1931 Il vero amore della creatura forma il rogo dove consumare se stessa per far rivivere Colui che ama. La giornata di Gesù nell'Eucaristia.
Inutile dire che la seconda parte del brano sia spettacolare, come Gesù collega la sua vita con quella eucaristica. Iniziamo però dalla prima parte, così diciamo alcune cose importanti.
Nella prima parte Gesù riprende il discorso di ieri, occorre fare attenzione: tantissime volte Gesù dice che è solo la continuità degli atti che garantisce una vita di amore stabile, solida, profonda e non a corrente alternata. Per vivere nella dv - come qualsiasi altra cosa - è necessaria la continuità. Non si può e non si deve procedere a singhiozzi o a corrente alternata e capita anche in tutte le realtà umane. Un'atleta o sportivo, se vuole rimanere ai massimi livelli deve allenarsi tutti i giorni, se per una circostanza straordinaria deve saltare lo salta, ma poi la gente lo nota e comunque un solo giorno lo si recupera facilmente, ma se quei giorni diventano 2-3 ecc.. diventa un problema grosso. Se qualcuno conosce dei musicisti professionisti, quelli girano con gli strumenti sempre vicino, se non si allenano tutti i giorni prenderanno le stecche, possono essere talenti naturali o fenomeni naturali, ecc.. ma se non ti alleni, il tuo talento non potrà uscire fuori in tutto il suo splendore. Con la preghiera, vita interiore e con lo studio vale la stessa identica cosa. Il segreto per raggiungere lo scopo è fare ogni giorno almeno un pò a seconda dello scopo che si vuol raggiungere. Se vuoi raggiungere obbiettivi di sufficenza, la continuità deve sempre esserci ma ti puoi accontentare di una piccola parte del tempo, ma quelli ce li devi dedicare altrimenti non lo fai. Più l'obbiettivo aumenta più devi studiare. Per la vita nella dv ci devi mettere poco o tanto? Si può pensare qualsiasi cosa, ma dire che sia a costo zero sono stupidaggini grosse quante una casa. Se l'amore non viene alimentato ogni giorno....perchè tanti matrimoni si spengono? Quasi sempre perchè l'amore dev'essere continuo, gesti, attenzioni e premure che devono essere continuamente rivolte all'altra persona e ricambiato. Il non ricambio è un'atteggiamento molto scortese e cafone e certamente contribuisce alla progressiva agonia dell'amore. Vale per tutto. Il don in tante meditazioni ed omelie, dice che la vita dello spirito non ha leggi differenti a quelle umane. Se tu preghi 4 ore al giorno riceverai le grazie corrispettive a 4 ore di preghiera e così se preghi 5 minuti riceverai grazie di 5 minuti di preghiera e non preghi non riceverai grazie. Perchè Dio non dà grazie a chi non le chiede e non si dispone a riceverle. Non vai a Messa? Non ti confessi? Non preghi ecc... non ti prendi le grazie.
"Figlia mia, un amore spezzato non può dare mai d'eroismo, perché col non essere continuo, forma nella creatura tanti vuoti, che producono debolezza, freddezza e quasi stanno in atto di smorzare la fiammella accesa e perciò le tolgono la fortezza dell'amore, che con la sua luce fa comprendere chi è che ama e col suo calore mantiene accesa la fiamma, che produce l'eroismo del vero amore, tanto che si sente felice di dar la vita per Colui che ama. Un amore continuo ha virtù di generare nell'anima della creatura Colui che sempre ama e questa generazione viene formata nel centro del suo amore continuo...." Gesù
Lo voglia o no, anche se non abbiamo fervore, quando una persona cura il rapporto con il Signore non può avere aridità prolungate (se in coscienza si sa di non aver fatto peccati grossi allora potrebbe essere una prova che Dio ti sta chiedendo). La Venerabile Maria d'Agreda diceva che alla Madonna, il Signore l'ha fatta stare in aridità per tutto il periodo che visse nel tempio (dai 3 ai 13/14 anni). Però la Madonna cosa avrà fatto? Pregato di meno? Avrà continuato, perchè la continuità e la costanza non dipende dalle nostre emozioni ma dalla nostra volontà, perchè queste sono le leggi della vita terrena.
"..Invece un amore spezzato si può chiamare amore di circostanze, amore interessato, amore vile, che può giungere, se le circostanze cambiano, a disconoscere e forse anche a disprezzare Colui che si ama..." Gesù
Una persona che quando non sente più nulla smette di pregare si comporta in modo interessato. A volte è amore vile, significa che non è capace di manifestare la propria fedeltà all'Amato e di non stare con Lui quando non conviene. O arrivare al rinnegamento di Pietro "..a disconoscere e forse anche a disprezzare Colui che si ama..." Gesù / nessuno di noi sta al sicuro, c'è anche l'esempio di Giuda. Il don ha visto tante anime perdersi per un'endemica, viscerale e non corretta incostanza
Cosa fa Gesù nell'Eucarestia?
"Figlia mia, vuoi sapere che faccio? Faccio la mia giornata; tu devi sapere che racchiudo in un giorno tutta la mia vita passata quaggiù. Incomincia la mia giornata col mio concepimento e con la mia nascita, i veli degli accidenti sacramentali mi servono di fasce per la mia infantile età..." Gesù
E poi iniziano i guai.
"..e quando (per) l'ingratitudine umana mi lasciano solo e cercano d'offendermi, faccio il mio esilio, lasciandomi soltanto la compagnia di qualche anima amante che, come seconda madre, non si sa distaccare da me e mi tiene fedele compagnia...." Gesù
"..Dall'esilio passo a Nazaret e faccio la mia vita nascosta, in compagnia di quei pochi buoni che mi circondano..." Gesù
Il don dice che in diretta telegram vede delle lamentele di chi non trova il confessore disponibile e lui sa che ci sono confessori che non sono presi in considerazione da nessuno, è anche vero - dice il don - che c'è il proverbio che chi ha il pane non ha i denti e chi ha i denti non ha il pane. Vorrei stare con il Signore ma trovo sempre le Chiese chiuse - altra lamentele - il don tiene aperta la sua chiesa ma non ha quasi mai trovato nessuno che gli faccia compagnia ma trova gente che scambia la chiesa come un museo (scatta le foto, chiacchera, ecc..) e non si filano Gesù. E' la sagra delle irriverenze.
"..E seguendo la mia giornata, come le creature si avvicinano a ricevermi, così faccio la mia vita pubblica, ripetendo le mie scene evangeliche, porgendo a ciascuno i miei insegnamenti, gli aiuti, i conforti che sono necessari, faccio da Padre, da Maestro, da Medico e, se occorre, anche da Giudice..." Gesù
Durante la Messa porge gli aiuti, insegnamenti, conforti, ecc.. (attraverso il sacerdote) e poi ahimè...
"..Quindi passo la mia giornata aspettando tutti e facendo bene a tutti. Ed oh! quante volte mi tocca restare solo, senza un cuore che palpiti a me vicino, sento un deserto intorno a me e resto solo, solo a pregare, sento la solitudine dei miei giorni che passai nel deserto quaggiù ed oh, quanto mi è doloroso! Io che sono per tutti palpito in ogni cuore, geloso sto a guardia di tutti, mi sento poi isolato ed abbandonato..." Gesù
Nella 5 ora della Passione, Luisa si stupisce di trovare Gesù solo nell'orto degli Ulivi e non c'è la Madonna, nè San Giovanni ecc.. e non ci sono neanche gli apostoli. E' una tragedia. Che effetto ti fa sentire che Gesù è solo? Il don pensa che non siano cose che non si possano sentire e dobbiamo inventarci qualcosa perchè questo non accada mai. Fossero solo gli abbandoni..noi diciamo meglio solo che abbandonato. Ma non è finita.
"..Ma la mia giornata non finisce col solo abbandono, non vi è giorno che anime ingrate non mi offendano e mi ricevano sacrilegamente e mi facciano terminare la mia giornata con la mia Passione e con la mia morte di croce. Ahi, è il sacrilegio la morte più spietata che ricevo in questo Sacramento d'amore!.." Gesù
Nel 1931 c'era una civiltà cattolica, pochissimi si accostavano alla comunione perchè c'era un forte senso di indegnità e bisognava confessarsi prima e della comunione in mano se ne parlava (nel 1931) solo negli ambienti massonici. Dentro la Chiesa Cattolica non passava per l'anticamera del cervello a nessuno. Ma oggi?
"..Ahi, è il sacrilegio la morte più spietata che ricevo in questo Sacramento d'amore!.." Gesù
Il don lamenta di persone che dicono che si fondono nella dv e prendono la comunione in mano come se nulla fosse, lo sappiamo che è una cosa permessa dalla legge della Chiesa. Ma è una cosa gradita al Signore o no? Ci sono fonti che si spingono anche oltre per sconsigliare questa cosa e non è che questa cosa la bypassi con la fusione nella dv, il don lo dice con dolore. ma piuttosto che andare ad insegnare cretinate e a fare danni è meglio stare zitti. Nessuno di noi è esente dal rischio volontà umana, non è che se io mi metto in cammino verso la dv, ne parlo e la predico (il don parla anche per sè stesso) io ne sia esente - dai rischi della volontà umana. Chi l'ha detto che io e tu non possa uscire dalla volontà di Dio? Procediamo con grande cautela, il don spera che le cose che dice siano corrette ma non ne siamo al sicuro - chiediamo aiuto e luce al Signore. Prima di fare certe affermazioni uno ci deve pensare, io non posso frae una cosa sgradita al Signore pensando di fare una cosa santa. Il don ha conosciuto una montagna di anime buone che hanno conosciuto queste cose si sono adeguate ma la coscienza li distruggeva, e hanno vissuto questa cosa in stato in conflitto di coscienza. E poi hanno detto basta. Nella dv bisogna educare le anime a non cercare l'oracolo di turno al cui delegare le proprie decisioni ma bisogna formare la propria coscienza. Se tu vuoi vivere nella dv tu non puoi dire faccio questa cosa perchè me l'ha detto don X, ma devi metterti davanti a Dio, ci preghi e senti cosa ti dice il cuore e ti adegui e se conosci gli scritti...bisogna stare a quello che c'è scritto non quello a cui ci passa per la testa. Gesù dice che fondersi e stare nella sua volontà è più che fare l'Eucarestia sacramentale perchè essa può soffrire di intoppi od impedimenti (assenza di sacerdote, chiesa chiusa ecc...), cose che ti rendono impossibile farla e questo non si bypassa in un modo ma in altri modi. Al don addolora sapere che chi sente queste assecondando gli scritti e anche in buona fede e alcune stranezze che si sentono in giro e fa cose strane (il don si sta lamentando di chi interpreta male gli scritti e diffone teorie o interpretazioni errate - se ho capito bene ma non spiega bene ndr). Certo molto meno di fare una comunione sacrilega.
Vivere nella dv vuol dire stare sempre insieme a Lui, spiritualmente ma nell'Eucarestia Lui continua la sua Vita e sta sempre aspettando qualcuno che lo vada a trovare e continua a fare atti di riparazione. Un'anima che vive nel dv è la prima che si fionda a trovarlo e prova a fare riparazioni per gli altri. Interroghiamoci con il nostro rapporto con Gesù Eucarestia.
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