Quarta meditazione Ritiro DV Alessandria, 9-10 Maggio 2026, don Pierpaolo Maria Cilla
Dal cantico delle creature al giro nella Creazione.
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Il Creato parla di Dio, non in senso Panteistico. C'è qualcosa che il cantico delle creature non dice ancora (Laudato sì mio Signore per …..). Non basta dire che le creature lodano il Signore, ma occorre entrarci dentro, girare in esso, portare il nostro piccolo atto dentro ogni singolo atto di volontà Divina che regna nel Sole, nelle stelle, ecc.. il ma ci porta ad andare oltre la semplice contemplazione che è il punto di partenza. Devo riconoscere un'atto del Fiat anche dentro una zanzara. Non solo fuori ma compagnia dentro, chi vive nella divina volontà vive in ogni atto della divina volontà (spiritualmente) e tramite la dv l'anima, supplica, fa suo, redistribuisce a tutti ecc..) ciò che fa.
1) Non fermarsi mai nel giro. Luisa sta pensando come tutte le cose girano intorno al Sole (non stiamo a centellinare le cose dal punto di vista scientifico ecc...), ai tempi di Luisa - che aveva la prima elementare - sapeva che tutto girava intorno al Sole, non sapeva altro. Un pensiero semplice è questo e Gesù lo trasforma in una rivelazione molto precisa sul peccato, sulla Redenzione e sull'anima che vive nel divin volere.
14 Settembre 1923
Tutti giriamo intorno a Dio, come la terra gira intorno al sole. (16° volume)
"..“Figlia mia, fu proprio questo lo scopo per cui creai l’uomo, perché mi girasse sempre intorno ed Io, qual Sole, stando in mezzo al suo giro dovevo riflettere in lui la mia luce, il mio amore, la mia somiglianza e tutta la mia felicità; ad ogni suo giro dovevo dargli sempre nuovi contenti, nuova bellezza e frecce più ardenti…" Gesù
Gesù con questi scritti ci svela la vita dell'uomo prima del peccato e ci rivela come era l'uomo quando fu creato, per quale fine ecc... / L'uomo, tenendo sempre il pensiero, la memoria e la volontà su Gesù avrebbe permesso a Dio di riempirlo di grazie. Io sono la creatura chiamata a girargli sempre intorno.
"...come peccò cessò di girarmi intorno, la sua piccola luce si oscurò, diventò cieco…...Vedi dunque quale gran male è il peccato, significa perdere il suo giro intorno al suo Creatore, annullare lo scopo della sua Creazione, trasmutarsi da luce in tenebre, da bello in brutto,.."
Se le cose perdessero il loro giro diventerebbero brutte e si scontrerebbero.
"..Ora, l’uomo col peccato originale perdette il suo giro intorno al suo Creatore e perciò perdette l’ordine, il dominio di se stesso,.."
"..Ma sai tu chi non si ferma mai nel suo giro? L’anima che fa e vive nella mia Volontà, lei corre sempre, non si ferma mai e riceve tutti i riflessi della mia Umanità e anche i lampi di luce della mia Divinità.” Gesù
Lo scopo della Creazione è che l'uomo fosse sempre ai riflessi del suo Dio, come se fossimo sempre al mare. Il peccato che non è solo colpa ma è anche fermarsi nel giro, dimenticarsi di Dio, dimenticarsi che Dio ci ama e preferendo un'amore non ordinato alle creature. Quindi si perde la luce, si perde lo scopo della propria esistenza e le persone impazziscono perdendo il lume della ragione. La vita nella divina volontà non è solo non peccare - la vita del non peccare è la vita nella grazia, che i cristiani hanno sempre fatto, ma qua andiamo oltre. Poi non iniziamo a dire: come faccio quando lavoro a pensare a Dio? Magari qualche volta lo penserai di meno ma devi fare bene quello che fai, fai l'atto preventivo, l'atto di fusione, ecc.. , far scomparire preoccupazioni, pensieri di creature ecc... chi vive nella divina volontà non si ferma mai dal girare. Riceve anche i riflessi della sua Divinità. I santi sono vissuti alla luce dell'Umanità di Gesù, ma i santi della Divinità di Cristo non ci sono ancora.
2) Vieni a fare il tuo giro nella Divina Volontà.
Gesù prende per mano Luisa e più che spiegarle, perché noi abbiamo sempre bisogno di capire, --proviamo ad iniziare senza perdere troppo tempo - e la porta in giro. E Gesù le rivela cosa significa abitare nella divina volontà e fare compagnia agli atti del Creatore in ogni cosa. Non lasciamo mai solo Colui che ci ha creati perché non restassimo mai soli. Ti senti solo e triste perché forse hai cessato di fare compagnia a Colui che ti fa compagnia.
21 Maggio 1925
Volontà Divina ed umana sono i più fieri nemici tra loro. Il vivere nel Divin Volere è: Non lasciare mai solo il suo Creatore, ammirare tutte le sue opere e dare ai suoi atti grandi, i piccoli atti di creatura. (17° volume)
Poi, come si me volesse sollevare e raffermare nella sua Santissima Volontà, mi ha preso la mano nella sua e mi ha detto: (è Luisa che parla)
“Figlia mia, vieni a fare il tuo giro nella mia Volontà, vedi, la mia Volontà è una, ma scorre come divisa in tutte le cose create, ma senza dividersi. Guarda le stelle, l’azzurro cielo, il sole, la luna, le piante, i fiori, i frutti, i campi, la terra, il mare, tutto e tutti, in ogni cosa c’è un atto della mia Volontà e non solo c’è un atto, ma è rimasta come conservatrice del mio stesso atto in ogni cosa creata…" Gesù
Tocca a noi che atto della divina volontà il Signore compie in ogni singolo atto (la pazienza del pesciolino che sta rinchiuso nell'acquario ecc..). Dio crea ed è, se Dio non mantiene nell'essere quell'atto della divina volontà, quel pesciolino scomparirebbe nel nulla.
"..La mia Volontà non vuole restare sola nel suo atto, ma vuole la compagnia del tuo atto, vuole il tuo ricambio, perciò ti ho messo nella mia Volontà, affinché faccia compagnia agli atti miei ed insieme con la mia Volontà tu voglia ciò che voglio Io,che le stelle luccichino, che il sole riempia di luce la terra, che le piante fioriscano, che i campi biondeggino, che l’uccello gorgheggi, che il mare mormori, che il pesce guizzi, insomma, vorrai ciò che voglio Io; la mia Volontà non si sentirà più sola nelle cose create, ma sentirà la compagnia dei tuoi atti, perciò gira per ogni cosa creata e costituisciti atto per ogni atto della mia Volontà...." Gesù
Gesù chiede un ricambio che è un piccolo movimento della nostra volontà, Gesù vuole il ricambio. Dio vuole che il Sole brilli sia sui buoni che cattivi e anch'io devo volerlo. Gesù usa queste parole molto semplice. Ammiriamo le opere di Gesù e diamo ai suoi atti i nostri piccoli atti di creatura.
"..Io, non so come, mi son trovata in quel vuoto immenso di luce, per trovare tutti quegli atti usciti dalla Volontà di Dio, per mettervi il mio contraccambio, d’atto di adorazione, di lode, d’amore e di ringraziamento e poi mi son trovata in me stessa. / Luisa
Questo è il cantico delle creature di san Francesco portato al suo compiemnto. Non solo lode dal di fuori ma anche una compagnia interna. Mettere il nostro ti amo in ogni goccia d'acqua per prendere ogni grazia possibile e farla cadere sulle persone, per spegnere le fiamme della guerra, ecc... Cammini, ti fondi nella dv, prendi quel profumo di rose e lo sui per profumare di Cristo, lo offri al Padre per invocare il regno o lo deponi laddove si sente la puzza della volontà umana.
3) Gli atti fatti nel divin volere prendono l'immagine delle qualità divine.
Luisa compie il suo giro nella Creazione, quando entrava nel suo stato lei si pietrificata ma con l'anima girava. Noi che abbiamo ancora le gambe buone, il vedere le opere della Creazione con gli occhi della carne ci aiuta nel nostro girare.
Gesù conta gli atti che Luisa, uno per uno, li prende, li guarda e li rivela ciò che ogni atto nella divina volontà contiene.
22 Agosto 1926
Gli atti fatti nel Voler Supremo prendono l’immagine delle qualità divine. Che significa essere capo d’una missione. (19° volume)
"..Mi sento come immersa nel Voler Eterno del mio adorabile Gesù e faccio quanto più mi è possibile il mio giro per tutta la Creazione, per fare compagnia a tutti gli atti che la Divina Volontà opera in essa. Mentre facevo ciò, il sommo ed unico bene si è fatto vedere nel mio internamente guardandomi tutta numerava uno per uno tutti gli atti miei e se li metteva intorno a Sé per goderseli e dopo mi ha detto:
“Figlia mia, sto facendo la numerazione di tutti i tuoi atti per vedere se giungono al numero da Me stabilito e siccome la mia Volontà racchiude tutte le qualità divine, ogni tuo atto fatto in Essa prende l’immagine d’una qualità suprema; guardali come sono belli! Uno possiede l’immagine della mia sapienza, un altro l’immagine della bontà, uno l’amore, un altro la fortezza, un altro ancora la bellezza, un altro la misericordia, uno l’immutabilità, un altro l’ordine, insomma, tutte le mie qualità supreme. Ciascun tuo atto prende l’immagine distinta, ma si rassomigliano tra loro, si armonizzano, si danno la mano e formano un atto solo. Com’è bello l’operato della creatura nella mia Volontà, non fa altro che produrre immagini divine ed Io mi diletto di circondarmi di queste mie immagini per godere nella creatura i frutti delle mie qualità…"
San Francesco ha visto nelle creature un riflesso di Dio, ma chi vive nella Divina Volontà diventa un riflesso divino. Perché l'amore dà il diritto di possesso, perché un bene sia mio, c'è bisogno di un titolo di proprietà. Se una persona mi prendesse un mio oggetto potrei portarlo in tribunale perché ho un titolo di diritto che me lo concede. Se per i beni finiti bisogna pagare tanto e si rischia di vederli distrutti o di perderli quando lasceremo la terra… ma i beni divini, le qualità divine ci vuole solo un piccolo atto d'amore per possederli. Ci vuole una vita continua di ricambio d'amore fino a quando scoppi e doni al mondo intero. Dio si diletta di circondarsi di queste immagini divine prodotte dall'anima che gira nel suo volere
4) La gloria in Cielo sarà misurata dalla divina volontà raccolta in terra
15 Ottobre 1926
La creatura avrà tanta felicità in cielo per quanta Volontà Divina avrà racchiuso in terra. (20° volume)
"....Ora mentre pensavo e dicevo ciò, il mio sempre amabile Gesù si è mosso nel mio interno e mi ha detto: “Figlia piccola del mio volere, è giusto, è necessario, è di diritto d’ambo le parti tanto tuo quanto della mia Volontà, che, chi è figlia sua, essa segua la molteplicità degli atti del mio Volere ed Esso li riceva nei suoi….Perché tu devi sapere che la mia Volontà uscì in campo d’azione nella Creazione negli atti umani della creatura, ma per agire vuole l’atto della creatura nel suo, per svolgere il suo operato e poter dire: il mio regno è in mezzo ai figli miei e proprio nell’intimo dei loro atti…"
Quando io riconosco, apprezzo ed ammiro l'atto della volontà divina in un'atto della Creazione e depongo il mio ti amo, io spalanco la mia volontà perché entri la divina volontà in me.
"...Perché è stabilito che nella Patria Celeste, tanto di gloria, di beatitudine, di felicità, riceveranno per quanto della mia Volontà hanno racchiuso nelle loro anime in terra, la loro gloria sarà misurata da quella stessa mia Volontà che possederanno le loro anime, né più potranno ricevere, perché la loro capacità e larghezza viene formata da quella stessa Volontà Divina che hanno fatto e posseduto mentre vivevano sulla terra ed anche se la mia liberalità volesse dar loro di più, mancherebbe il posto dove contenerla e strariperebbe…" Gesù
Ecco perché Gesù chiede di non fermarsi mai e di girare sempre nella divina volontà e compiere atti in essa e altro, piano piano ci riempiremo di divina volontà e la gloria nel Cielo dipende da quanta divina volontà noi avremo accolto in noi.
5) Luisa fa parlare le creature stesse, il sole prega, il mare prega ecc... e le lacrime di Gesù prega. Una massa che prega: venga il tuo Fiat
17 Ottobre 1926
Come l’anima gira in tutta la Creazione e Redenzione e chiede il Fiat e come Esso è base di tutto. (20° volume)
Mi sembra di non poter fare a meno di seguire il mio giro nella Volontà Suprema, sento che è la vera casa mia ed allora son contenta quando giro in Essa……. Onde mi rimane il desiderio di ritornare a seguire il mio giro per poter dare tutto ciò che appartiene alla sua adorabile Volontà e pensando al gran bene che il Voler Supremo porta all’anima, mentre giravo pregavo Gesù che subito lo facesse conoscere a tutti affinché potessero prendere parte a sì gran bene e, per ottenere ciò, come giungevo a ciascuna cosa creata gli dicevo:..." Luisa
Sentiamo la preghiera di Luisa
"..vengo nel sole a fare compagnia alla tua Volontà regnante e dominante in esso, in tutto lo splendore della sua maestà, ma mentre ti faccio compagnia nel sole ti prego che il tuo Fiat eterno sia conosciuto e come regna nel sole trionfante, venga a regnare trionfante in mezzo alle creature, vedi: anche il sole ti prega, tutta la sua luce si converte in preghiera e come si stende sulla terra ed investe con la sua luce piante e fiori, monti e pianure, mari e fiumi, così prega che il tuo Fiat sia uno sulla terra e si armonizzi con tutte le creature. Sicché non sono io sola che prego, ma è la potenza della tua stessa Volontà che regna nel sole che prega, prega la luce, pregano i suoi innumerevoli effetti, i beni, i colori che contiene, tutti pregano che il tuo fiat regni su tutti. Puoi tu resistere ad una massa di luce sì grande, che prega con la potenza del tuo stesso Volere?.."
"...il mio dolce Gesù, stringendomi a sé, mi ha detto: “Piccola figlia del mio Volere, tu devi sapere che la mia Volontà rimane regnante in tutta la creazione per dare il campo alle creature di farle tante visite per quante cose creò. Voleva la compagnia della creatura nel muto linguaggio di tutto l’universo. Com’è duro l’isolamento di questa Volontà così santa che vuole santificare e non trova a chi partecipare questa Santità è così ricca per cui vuole dare e non trova a chi dare, è così bella e non trova chi abbellire, così felice e non trova chi felicitare. Poter dare, voler dare e non avere a chi dare è sempre un dolore ed una pena inenarrabile ed è maggior dolore essere lasciata sola. Onde nel veder uscire la creatura nel campo della creazione per tenerle compagnia si sente felicitare e compiere lo scopo per cui rimase regnante in ciascuna cosa creata…" Gesù
Gesù si è lasciato nella Creazione perché l'umana volontà corra nei suoi atti e gli faccia compagnia. La divina volontà regna dovunque, ma è sola, tu sei disposto a farle compagnia?
MEDITAZIONE DI DON PIERPAOLO MARIA CILLA
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sabato 12 settembre 2026
venerdì 7 agosto 2026
Dalla Verna alla Passione interna
Terza meditazione Ritiro DV Alessandria, 9-10 Maggio 2026, don Pierpaolo Maria Cilla
Abbiamo visto San Francesco che si spoglia, abbiamo visto Gesù che spoglia Luisa dagli attaccamenti delle creature. Poi abbiamo visto san Francesco sposo della povertà, e Gesù che esorta Luisa a trasformarsi in Lui e a formare un cuore solo con Lui. Insegnando un modo semplice per vivere con Gesù. Adesso il Signore ci porta alla Verna. Lì san Francesco ricevette le 5 piaghe di Gesù impresse nel suo corpo e le stigmate sono il segno come la massima partecipazione alla Passione del Signore. Luisa è stata stigmatizzata ma ha ottenuto la possibilità che rimanessero invisibili. San Francesco porta i segni della croce e Luisa entra nella Passione che la divinità ha fatto soffrire all'umanità di Gesù per tutta la sua vita nel suo interno.
Il primo carnefice di Gesù non sono stati i giudei ma è stato l'amore.
25 Novembre 1909 Tanto in Gesù come nelle anime, il primo lavorio lo fa l’amore. (9° volume)
Trovandomi nel solito mio stato, stavo pensando all’agonia di Gesù nell’orto e, facendosi vedere appena, …. " Luisa
Per prima cosa vediamo il modo di pregare di Luisa. Lei mette in movimento le tre facoltà dell'anima quando vuole pregare: 1) ricorda un'evento della vita di Gesù (in questo caso l'agonia di Gesù nel Getsemani) 2° mette in moto l'intelligenza pensando a ciò che è avvenuto e ciò che sta avvenendo adesso - perché gli atti di Gesù sono atti sempre presenti in quanto divini. 3°) La volontà è il motore con cui agisco. E quindi una volta che noi entriamo nell'agonia di Gesù possiamo fare tutto: abbracciare Gesù sofferente e dargli quella compagnia che non ha avuto, possiamo fare nostre le pene di Gesù ecc... ecco come si prega nella divina volontà.
"... il benedetto Gesù mi ha detto: “Figlia mia, gli uomini non fecero altro che lavorare la scorza della mia Umanità e l’amore eterno mi lavorò tutto l’interno, sicché nella mia agonia, non gli uomini, ma l’amore eterno, l’amore immenso, l’amore incalcolabile, l’amore nascosto mi aprì larghe ferite, mi trafisse con chiodi infuocati, mi coronò con spine ardenti, mi abbeverò con fiele bollente; sicché la mia povera Umanità, non potendo contenere tante specie di martiri in un medesimo tempo, sboccò fuori larghi rivi di sangue, si contorceva e giunse a dire: “Padre, se è possibile togli da Me questo calice, però non la mia, ma la tua Volontà sia fatta.”
Noi nella nostra società focalizziamo la nostra vista solo a ciò che si vede. A ciò che appare. E anche le tante devozioni riguardanti la devozione alla Passione del Signore, sono un modo per ricordare i dolori esterni di Gesù. Ma Gesù dice che i dolori che gli hanno fatto le persone sono solo la superficie. Domanda: l'amore noi l'abbiamo mai conosciuto? Noi siamo stati fatti dall'amore e siamo chiamati a vivere nell'amore. Ma questa parola che sulla bocca di tutti, ne abbiamo mai fatto esperienza d'amore? Quando la persona amata è fonte di martirio per me, fino a quando non sperimento il martirio non posso dire di amare quella persona. Il dolore è solo uno strumento per sconfiggere il male. Eppure il don, facendo esperienza di matrimoni in crisi, il don si rende conto che le cose vanno fino a quando le cose del matrimonio vanno come dice il coniuge. Quando non vanno come dice lui, il coniuge smette d'amare.
"..Sicché tutto ciò che soffrii nel corso della Passione, lo soffrii tutto insieme nell’agonia, ma in modo più intenso, più doloroso, più intimo, perché l’amore mi penetrò fin nelle midolla delle ossa e nelle fibre più intime del cuore, dove mai potevano giungere le creature, ma l’amore arriva a tutto, non c’è cosa che gli possa resistere. Onde il mio primo carnefice fu l’amore…"
L'amore può essere motivo di patire. Quando si patisce o si dispera o si ama. La terza cosa non è data. Il senso del patire o lo troviamo nel puro soffrire che non è cristiano o nel puro amare che è cristiano.
10 Agosto 1916 Come nella Volontà di Dio le nostre pene si trovano insieme con quelle di Gesù. (11° volume)
Continuando il mio solito stato, mi sentivo amareggiato per la privazione del mio amabile Gesù e mi lamentavo con Lui ché ogni privazione che mi faceva era una morte che mi dava e morte crudele, in quanto mentre si sente la morte, non si può morire……………. Figlia mia, non vuoi prendere parte alle mie pene? La morte che senti della mia privazione, non è altro che un’ombra delle pene delle morti che sentii per la perdita delle anime, perciò offri a Me la morte che senti per raddolcire le tante morti crudeli che subì la mia Umanità, .." Gesù
Oggi non si soffre più per la perdita di tante anime che muoiono in peccato mortale e che vanno all'inferno. Quando una volta la vita era più semplice e calma, la gente cristiana tutto accettava pazientemente, anche i tradimenti e le percosse del coniuge e le cattiverie dei figli, tutto accettava pur di salvare anche un'anima sola dalla dannazione eterna. Perché le anime costano e Gesù lo sa bene. Lui ha "pagato" il prezzo di ogni anima e il suo più grande dolore è vedere precipitare all'inferno di tante anime. Abisso dal quale non si esce più e non si smetterà mai più di soffrire pene inimmaginabili. Ma per salvare anche un'anima siamo disposti a tutto? Normalmente siamo entusiasti di salvare un'anima ma quando poi il Signore ci accontenta, appena arrivano dei dolori abbiamo subito il moto di ribellione. Il Signore non ti deve dare le stigmate per salvare le anime ma quel fratello umano che parla male di te. Perché dietro le stigmate potrebbe esserci il vanto: vedi, io sono come san Francesco e tu no.
L'apparire, il voler essere sempre migliore e superiore degli altri. No. Le pene più gradite al Signore sono quelle più nascoste alle persone. Il Signore quando ci fa dei piccoli corredentori, dovremmo sentirci più onorati che maltrattati. Arriva l'esperienza della Croce? Gesù dà questa indicazione concreta a Luisa: questa pena che tu hai, falla scorrere nella mia volontà e vi troverai la mia pena.
"..fai scorrere questa pena nella mia Volontà e vi troverai la mia ed unendosi insieme correrà a bene di tutti, specie per quelli che stanno per cadere nell’abisso; se la terrai per te, si formeranno delle nuvole tra Me e te e la corrente del mio Volere verrà spezzata tra te e Me, le tue pene non troveranno le mie, non ti potrai diffondere a bene di tutti e vi sentirai tutto il peso. Invece, se tutto ciò che potrai soffrire, lo farai scorrere nel mio Volere, per te non ci saranno nuvole e le stesse pene ti porteranno luce ed apriranno nuove correnti di unione, d’amore e di grazie.” Gesù
Detto in altre parole, i tuoi dolori non siano tuoi ma dalli a Gesù con un'atto di volontà, riportandoti alle pene di Gesù e mettendo le tue pene nelle Sue. E dato che le pene di Gesù si diffondono a bene di tutte le anime, tu diventi corredentore, i dolori vanno a rattoppare i disastri causati dal peccato, a consolare le anime che non ce la fanno più a soffrire. Gesù diventa un'areo supersonico nelle quali depone le tue monete d'oro che le sofferenze ti causano e Gesù le porta ovunque. Anche se non appare visibilmente è reale questo mondo.
Gesù promette a chi fa ciò un ritorno d'amore e di grazie.
Gesù parla di cos'è accaduto in Cielo quando Luisa pativa offrendola nella divina volontà
4 Gennaio 1919 Effetti delle pene sofferte nella Volontà di Dio. ( volume 12)
Continuando il mio solito stato, stavo tutta afflitta per la privazione del mio dolce Gesù…. la sofferenza più grande di Luisa. Anche se non lo vedeva, Luisa cercava di starne unita facendo le Ore della Passione come mezzo speciale per stare assieme a Gesù.
(Luisa) Cercavo però di stare unita con Lui, facendo le ore della passione, era proprio quella di Gesù sulla croce, quando improvvisamente, l’ho sentito nel mio interno, che giungendo le mani e con voce articolata ha detto:
“Padre mio, accetta il sacrificio di questa mia figlia, il dolore che sente della mia privazione; non vedi come soffre? Il dolore la rende come senza vita, priva di Me, tanto che, sebbene nascosto, son costretto a soffrirlo insieme per darle forza, altrimenti soccomberebbe. Deh! o Padre, accettalo unito al dolore che sentii sulla croce quando fui abbandonato anche da Te e concedi che la privazione che sente di Me sia luce, conoscenza, Vita Divina nelle altre anime e tutto ciò che impetrai Io col mio abbandono.”
Se la nostra sofferenza l'immergiamo nella divina volontà, Gesù la sente nel suo cuore e si mette a pregare il Suo Padre, non solo per noi ma perché quella nostra sofferenza si tramuti in grazie di luce, conversione, pace ecc.. per tante anime. Chi oserà disprezzare un piccolo patimento o una piccola rinuncia della vita? Gesù quando voleva rifugiarsi andava dentro Luisa.
Onde, verso sera, il benedetto Gesù è venuto appena ed ha soggiunto: “Figlia e rifugio mio, che dolce armonia faceva la tua pena oggi nella mia Volontà! La mia Volontà è in Cielo e la tua pena, trovandosi nella mia Volontà, armonizzava in Cielo e col suo grido chiedeva alla Trinità Sacrosanta anime e, scorrendo la mia Volontà in tutti gli angeli e i santi, la tua pena chiedeva loro anime, tanto che tutti sono rimasti colpiti dalla tua armonia, ed insieme con la tua pena tutti hanno gridato innanzi alla mia Maestà: anime, anime. La mia Volontà scorreva in tutte le creature e la tua pena ha toccato tutti i cuori ed ha gridato a tutti: salvatevi, salvatevi. Questa mia Volontà si accentrava in te e, come fulgido sole, si metteva a guardia di tutti per convertirli. Vedi che gran bene! Eppure chi studia di conoscere il valore, il prezzo incalcolabile del mio Volere?”
Il dolore nascosto di Luisa, fatto scorrere in unione con la divina volontà, fa più rumore di tante prediche. Perché è un vociare in Paradiso che si crea grazie a quel movimento che noi gettiamo nella divina volontà. Poi Gesù mostra a Luisa la Passione che nessuno ha visto.
4 Febbraio 1919 La Passione interna che la Divinità fece soffrire all’Umanità di Gesù durante di tutta la sua Vita. (12° volume)
Continuando il mio solito, per circa tre giorni mi sentivo sperduta in Dio, molte volte il buon Gesù mi tirava nella sua santissima Umanità ed io nuotavo nel mare immenso della Divinità, oh! quante cose si vedevano, come si vedeva chiaro tutto ciò che operava la Divinità nella Umanità e spesso spesso il mio Gesù interrompeva le mie sorprese e mi diceva: “Vedi, figlia mia, con quale eccesso d’amore amai la creatura, la mia Divinità fu gelosa di affidare alla creatura il compito della Redenzione facendomi soffrire la Passione. La creatura era impotente a farmi morire tante volte per quante creature erano uscite e dovevano uscire alla luce del creato e per quanti peccati mortali avrebbe avuto la disgrazia di commettere…."
Gesù dice che per quanto è stato torturato, flagellato, per quanto gli hanno sputato addosso, ecc... le persone non avrebbero potuto infliggere sulla sua umanità per quanti peccati mortali e per quante creature sarebbero venute alla luce e si sarebbero macchiate.
"...E non credere che questo lavorio della mia Divinità incominciò tardi, ma non appena fu compiuto il mio concepimento, fin nel seno della mia Mamma, che molte volte era a giorno delle mie pene e restava martirizzata e sentiva la morte insieme a Me. Sicché fin dal seno materno la mia Divinità prese l’impegno di carnefice amoroso, ma perché amoroso più esigente ed inflessibile,......sicché tante spine per quanti pensieri cattivi, tanti chiodi per quante opere indegne, tanti colpi per quanti piaceri, tante pene per quanta diversità di offese; perciò erano mari di pene, spine, chiodi e colpi innumerevoli. Innanzi alla Passione che mi diede la Divinità, la Passione che mi diedero le creature negli ultimi miei giorni non fu altro che ombra, immagine di ciò che mi fece soffrire la mia Divinità nel corso della mia Vita, perciò amo tanto le anime, sono vite che mi costano, sono pene inconcepibili a mente creata, perciò entra dentro la mia Divinità e vedi e tocca con mano ciò che soffrii.” Gesù
E anche noi dovremmo apprezzare ogni singola anima, persino le anime non ancora create che Dio vorrebbe creare e che l'uomo e la donna dicono di no. La croce del Calvario era piccola, ma la vera Passione di Gesù durò tutta la vita. Per ognuna anima Gesù ha dato una vita.
Chi è stato a sostenere Gesù nell'orto degli Ulivi? Non Pietro, Giacomo e Giovanni.
19 Novembre 1921 I due appoggi. Per conoscere le verità è necessario che ci sia la volontà e il desiderio di conoscerle. Le verità devono essere semplici. (13° volume)
Stavo facendo compagnia al mio Gesù agonizzante nell’orto di Getsemani e per quanto mi era possibile lo compativo,... " è paradossale ciò che sta dicendo Luisa. Perché i sacerdoti sono così ostili e non capiscono Luisa? Perché se un'anima, nel 1921 dice di far compagnia a Gesù non sta bene con la testa. Gesù è morto secoli prima. Ma nel dv questo è il bello, Gesù ci ha spalancato l'ambito dell'eternità dove non c'è tempo e dove c'è eternità. Gesù nel Vangelo ringrazia il Padre perchè ha nascosto queste perle di Cielo ai dotti e ai sapiente e le ha rivelate agli umili.
Gesù ci sta invitando a non scherzare con il peccato.
"..la mia Umanità comprese tutta l’enormità ed ogni delitto armato di spada per uccidermi, portava l’impronta “morte ad un Dio”. Innanzi alla Divinità la colpa mi compariva così orrida e più orribile della stessa morte; nel capire solo che significa peccato, Io mi sentivo morire e morivo davvero, gridai al Padre e fu inesorabile;.." Gesù
Se vuoi fare qualcosa durante l'adorazione puoi entrare nelle agonie di Gesù e troverai Gesù sofferente e cosa fai - nel divin volere - vedendo Gesù nell'orto?
“Figlia mia, dura e penosa fu la mia agonia nell’orto, forse più penosa di quella della croce, perché se questa fu compimento e trionfo su tutti, qui nell’orto fu principio ed i mali si sentono più prima che quando sono finiti, ma in questa agonia la pena più straziante fu quando mi si fecero innanzi uno per uno tutti i peccati, la mia Umanità comprese tutta l’enormità ed ogni delitto armato di spada per uccidermi, portava l’impronta “morte ad un Dio”. Innanzi alla Divinità la colpa mi compariva così orrida e più orribile della stessa morte; nel capire solo che significa peccato, Io mi sentivo morire e morivo davvero, gridai al Padre e fu inesorabile; non ci fu uno che almeno mi desse un aiuto per non farmi morire, gridai a tutte le creature che avessero pietà di Me, ma invano, sicché la mia Umanità languiva e stavo per ricevere l’ultimo colpo della morte, ma sai tu chi impedì l’esecuzione e sostenne la mia Umanità a non morire? Prima fu la mia inseparabile Mamma, Lei nel sentirmi chiedere aiuto volò al mio fianco e mi sostenne ed Io poggiai il mio braccio destro su di Lei, la guardai quasi morente e trovai in Essa l’immensità della mia Volontà integra, perché non c’era mai stata rottura tra la Volontà mia e la sua…." Gesù
Gesù sta dicendo che se non avesse avuto aiuto sarebbe morto nell'Orto degli Ulivi. La Mamma di Gesù viveva nel divin volere ma con la sua anima poteva bilocarsi dove voleva. La Madonna nel divin volere ha sempre il primo posto in tutto. Quando entri nella volontà di Dio agisce come Dio, e ti trovi di colpo ovunque.
"..La mia Volontà è Vita e siccome la Volontà del Padre era irremovibile e la morte mi sarebbe venuta dalle creature, un’altra creatura che racchiudeva la Vita della mia Volontà mi avrebbe dato la vita ed ecco che la Mamma mia, nel portento della mia Volontà, mi concepì e mi fece nascere nel tempo ed ora mi dava una seconda volta la vita per farmi compiere l’opera della Redenzione…" Gesù
Era la divina volontà che agiva nella Madonna e non ha mai fatto nulla di apparente.
"...Poi guardai a sinistra e trovai la piccola figlia del mio Volere, trovai te come prima, col seguito delle altre figlie della mia Volontà; e siccome volli con Me la mia Mamma come primo anello della misericordia, perché dovevamo aprire le porte a tutte le creature, perciò volli poggiare la destra; volli te come primo anello di giustizia, per impedire che questa si sgravasse su tutte le creature come meritano, perciò volli poggiare la sinistra, affinché la sostenessi insieme con Me. Onde, con questi due poggi Io mi sentii ridare la vita e come se nulla avessi sofferto, con passo fermo andai incontro ai nemici…." Gesù
Gesù dice che oltre a Luisa c'erano i piccoli figli e figlie del divin volere. La passione interna di Gesù non è solo da contemplare, ma questi non servono solo per essere contemplati. Dobbiamo smettere di essere spettatori e diventare piccoli corredentori e fare compagnia a Gesù.
Sicuramente hai un dolore che ti stai portando addosso ed è arrivato il momento di farlo scorrere nel divin volere per farlo diventare causa di salvezza di anime. Bastarebbe solo immergerlo nella volontà di Dio.
MEDITAZIONE DI DON PIERPAOLO MARIA CILLA
Abbiamo visto San Francesco che si spoglia, abbiamo visto Gesù che spoglia Luisa dagli attaccamenti delle creature. Poi abbiamo visto san Francesco sposo della povertà, e Gesù che esorta Luisa a trasformarsi in Lui e a formare un cuore solo con Lui. Insegnando un modo semplice per vivere con Gesù. Adesso il Signore ci porta alla Verna. Lì san Francesco ricevette le 5 piaghe di Gesù impresse nel suo corpo e le stigmate sono il segno come la massima partecipazione alla Passione del Signore. Luisa è stata stigmatizzata ma ha ottenuto la possibilità che rimanessero invisibili. San Francesco porta i segni della croce e Luisa entra nella Passione che la divinità ha fatto soffrire all'umanità di Gesù per tutta la sua vita nel suo interno.
Il primo carnefice di Gesù non sono stati i giudei ma è stato l'amore.
25 Novembre 1909 Tanto in Gesù come nelle anime, il primo lavorio lo fa l’amore. (9° volume)
Trovandomi nel solito mio stato, stavo pensando all’agonia di Gesù nell’orto e, facendosi vedere appena, …. " Luisa
Per prima cosa vediamo il modo di pregare di Luisa. Lei mette in movimento le tre facoltà dell'anima quando vuole pregare: 1) ricorda un'evento della vita di Gesù (in questo caso l'agonia di Gesù nel Getsemani) 2° mette in moto l'intelligenza pensando a ciò che è avvenuto e ciò che sta avvenendo adesso - perché gli atti di Gesù sono atti sempre presenti in quanto divini. 3°) La volontà è il motore con cui agisco. E quindi una volta che noi entriamo nell'agonia di Gesù possiamo fare tutto: abbracciare Gesù sofferente e dargli quella compagnia che non ha avuto, possiamo fare nostre le pene di Gesù ecc... ecco come si prega nella divina volontà.
"... il benedetto Gesù mi ha detto: “Figlia mia, gli uomini non fecero altro che lavorare la scorza della mia Umanità e l’amore eterno mi lavorò tutto l’interno, sicché nella mia agonia, non gli uomini, ma l’amore eterno, l’amore immenso, l’amore incalcolabile, l’amore nascosto mi aprì larghe ferite, mi trafisse con chiodi infuocati, mi coronò con spine ardenti, mi abbeverò con fiele bollente; sicché la mia povera Umanità, non potendo contenere tante specie di martiri in un medesimo tempo, sboccò fuori larghi rivi di sangue, si contorceva e giunse a dire: “Padre, se è possibile togli da Me questo calice, però non la mia, ma la tua Volontà sia fatta.”
Noi nella nostra società focalizziamo la nostra vista solo a ciò che si vede. A ciò che appare. E anche le tante devozioni riguardanti la devozione alla Passione del Signore, sono un modo per ricordare i dolori esterni di Gesù. Ma Gesù dice che i dolori che gli hanno fatto le persone sono solo la superficie. Domanda: l'amore noi l'abbiamo mai conosciuto? Noi siamo stati fatti dall'amore e siamo chiamati a vivere nell'amore. Ma questa parola che sulla bocca di tutti, ne abbiamo mai fatto esperienza d'amore? Quando la persona amata è fonte di martirio per me, fino a quando non sperimento il martirio non posso dire di amare quella persona. Il dolore è solo uno strumento per sconfiggere il male. Eppure il don, facendo esperienza di matrimoni in crisi, il don si rende conto che le cose vanno fino a quando le cose del matrimonio vanno come dice il coniuge. Quando non vanno come dice lui, il coniuge smette d'amare.
"..Sicché tutto ciò che soffrii nel corso della Passione, lo soffrii tutto insieme nell’agonia, ma in modo più intenso, più doloroso, più intimo, perché l’amore mi penetrò fin nelle midolla delle ossa e nelle fibre più intime del cuore, dove mai potevano giungere le creature, ma l’amore arriva a tutto, non c’è cosa che gli possa resistere. Onde il mio primo carnefice fu l’amore…"
L'amore può essere motivo di patire. Quando si patisce o si dispera o si ama. La terza cosa non è data. Il senso del patire o lo troviamo nel puro soffrire che non è cristiano o nel puro amare che è cristiano.
10 Agosto 1916 Come nella Volontà di Dio le nostre pene si trovano insieme con quelle di Gesù. (11° volume)
Continuando il mio solito stato, mi sentivo amareggiato per la privazione del mio amabile Gesù e mi lamentavo con Lui ché ogni privazione che mi faceva era una morte che mi dava e morte crudele, in quanto mentre si sente la morte, non si può morire……………. Figlia mia, non vuoi prendere parte alle mie pene? La morte che senti della mia privazione, non è altro che un’ombra delle pene delle morti che sentii per la perdita delle anime, perciò offri a Me la morte che senti per raddolcire le tante morti crudeli che subì la mia Umanità, .." Gesù
Oggi non si soffre più per la perdita di tante anime che muoiono in peccato mortale e che vanno all'inferno. Quando una volta la vita era più semplice e calma, la gente cristiana tutto accettava pazientemente, anche i tradimenti e le percosse del coniuge e le cattiverie dei figli, tutto accettava pur di salvare anche un'anima sola dalla dannazione eterna. Perché le anime costano e Gesù lo sa bene. Lui ha "pagato" il prezzo di ogni anima e il suo più grande dolore è vedere precipitare all'inferno di tante anime. Abisso dal quale non si esce più e non si smetterà mai più di soffrire pene inimmaginabili. Ma per salvare anche un'anima siamo disposti a tutto? Normalmente siamo entusiasti di salvare un'anima ma quando poi il Signore ci accontenta, appena arrivano dei dolori abbiamo subito il moto di ribellione. Il Signore non ti deve dare le stigmate per salvare le anime ma quel fratello umano che parla male di te. Perché dietro le stigmate potrebbe esserci il vanto: vedi, io sono come san Francesco e tu no.
L'apparire, il voler essere sempre migliore e superiore degli altri. No. Le pene più gradite al Signore sono quelle più nascoste alle persone. Il Signore quando ci fa dei piccoli corredentori, dovremmo sentirci più onorati che maltrattati. Arriva l'esperienza della Croce? Gesù dà questa indicazione concreta a Luisa: questa pena che tu hai, falla scorrere nella mia volontà e vi troverai la mia pena.
"..fai scorrere questa pena nella mia Volontà e vi troverai la mia ed unendosi insieme correrà a bene di tutti, specie per quelli che stanno per cadere nell’abisso; se la terrai per te, si formeranno delle nuvole tra Me e te e la corrente del mio Volere verrà spezzata tra te e Me, le tue pene non troveranno le mie, non ti potrai diffondere a bene di tutti e vi sentirai tutto il peso. Invece, se tutto ciò che potrai soffrire, lo farai scorrere nel mio Volere, per te non ci saranno nuvole e le stesse pene ti porteranno luce ed apriranno nuove correnti di unione, d’amore e di grazie.” Gesù
Detto in altre parole, i tuoi dolori non siano tuoi ma dalli a Gesù con un'atto di volontà, riportandoti alle pene di Gesù e mettendo le tue pene nelle Sue. E dato che le pene di Gesù si diffondono a bene di tutte le anime, tu diventi corredentore, i dolori vanno a rattoppare i disastri causati dal peccato, a consolare le anime che non ce la fanno più a soffrire. Gesù diventa un'areo supersonico nelle quali depone le tue monete d'oro che le sofferenze ti causano e Gesù le porta ovunque. Anche se non appare visibilmente è reale questo mondo.
Gesù promette a chi fa ciò un ritorno d'amore e di grazie.
Gesù parla di cos'è accaduto in Cielo quando Luisa pativa offrendola nella divina volontà
4 Gennaio 1919 Effetti delle pene sofferte nella Volontà di Dio. ( volume 12)
Continuando il mio solito stato, stavo tutta afflitta per la privazione del mio dolce Gesù…. la sofferenza più grande di Luisa. Anche se non lo vedeva, Luisa cercava di starne unita facendo le Ore della Passione come mezzo speciale per stare assieme a Gesù.
(Luisa) Cercavo però di stare unita con Lui, facendo le ore della passione, era proprio quella di Gesù sulla croce, quando improvvisamente, l’ho sentito nel mio interno, che giungendo le mani e con voce articolata ha detto:
“Padre mio, accetta il sacrificio di questa mia figlia, il dolore che sente della mia privazione; non vedi come soffre? Il dolore la rende come senza vita, priva di Me, tanto che, sebbene nascosto, son costretto a soffrirlo insieme per darle forza, altrimenti soccomberebbe. Deh! o Padre, accettalo unito al dolore che sentii sulla croce quando fui abbandonato anche da Te e concedi che la privazione che sente di Me sia luce, conoscenza, Vita Divina nelle altre anime e tutto ciò che impetrai Io col mio abbandono.”
Se la nostra sofferenza l'immergiamo nella divina volontà, Gesù la sente nel suo cuore e si mette a pregare il Suo Padre, non solo per noi ma perché quella nostra sofferenza si tramuti in grazie di luce, conversione, pace ecc.. per tante anime. Chi oserà disprezzare un piccolo patimento o una piccola rinuncia della vita? Gesù quando voleva rifugiarsi andava dentro Luisa.
Onde, verso sera, il benedetto Gesù è venuto appena ed ha soggiunto: “Figlia e rifugio mio, che dolce armonia faceva la tua pena oggi nella mia Volontà! La mia Volontà è in Cielo e la tua pena, trovandosi nella mia Volontà, armonizzava in Cielo e col suo grido chiedeva alla Trinità Sacrosanta anime e, scorrendo la mia Volontà in tutti gli angeli e i santi, la tua pena chiedeva loro anime, tanto che tutti sono rimasti colpiti dalla tua armonia, ed insieme con la tua pena tutti hanno gridato innanzi alla mia Maestà: anime, anime. La mia Volontà scorreva in tutte le creature e la tua pena ha toccato tutti i cuori ed ha gridato a tutti: salvatevi, salvatevi. Questa mia Volontà si accentrava in te e, come fulgido sole, si metteva a guardia di tutti per convertirli. Vedi che gran bene! Eppure chi studia di conoscere il valore, il prezzo incalcolabile del mio Volere?”
Il dolore nascosto di Luisa, fatto scorrere in unione con la divina volontà, fa più rumore di tante prediche. Perché è un vociare in Paradiso che si crea grazie a quel movimento che noi gettiamo nella divina volontà. Poi Gesù mostra a Luisa la Passione che nessuno ha visto.
4 Febbraio 1919 La Passione interna che la Divinità fece soffrire all’Umanità di Gesù durante di tutta la sua Vita. (12° volume)
Continuando il mio solito, per circa tre giorni mi sentivo sperduta in Dio, molte volte il buon Gesù mi tirava nella sua santissima Umanità ed io nuotavo nel mare immenso della Divinità, oh! quante cose si vedevano, come si vedeva chiaro tutto ciò che operava la Divinità nella Umanità e spesso spesso il mio Gesù interrompeva le mie sorprese e mi diceva: “Vedi, figlia mia, con quale eccesso d’amore amai la creatura, la mia Divinità fu gelosa di affidare alla creatura il compito della Redenzione facendomi soffrire la Passione. La creatura era impotente a farmi morire tante volte per quante creature erano uscite e dovevano uscire alla luce del creato e per quanti peccati mortali avrebbe avuto la disgrazia di commettere…."
Gesù dice che per quanto è stato torturato, flagellato, per quanto gli hanno sputato addosso, ecc... le persone non avrebbero potuto infliggere sulla sua umanità per quanti peccati mortali e per quante creature sarebbero venute alla luce e si sarebbero macchiate.
"...E non credere che questo lavorio della mia Divinità incominciò tardi, ma non appena fu compiuto il mio concepimento, fin nel seno della mia Mamma, che molte volte era a giorno delle mie pene e restava martirizzata e sentiva la morte insieme a Me. Sicché fin dal seno materno la mia Divinità prese l’impegno di carnefice amoroso, ma perché amoroso più esigente ed inflessibile,......sicché tante spine per quanti pensieri cattivi, tanti chiodi per quante opere indegne, tanti colpi per quanti piaceri, tante pene per quanta diversità di offese; perciò erano mari di pene, spine, chiodi e colpi innumerevoli. Innanzi alla Passione che mi diede la Divinità, la Passione che mi diedero le creature negli ultimi miei giorni non fu altro che ombra, immagine di ciò che mi fece soffrire la mia Divinità nel corso della mia Vita, perciò amo tanto le anime, sono vite che mi costano, sono pene inconcepibili a mente creata, perciò entra dentro la mia Divinità e vedi e tocca con mano ciò che soffrii.” Gesù
E anche noi dovremmo apprezzare ogni singola anima, persino le anime non ancora create che Dio vorrebbe creare e che l'uomo e la donna dicono di no. La croce del Calvario era piccola, ma la vera Passione di Gesù durò tutta la vita. Per ognuna anima Gesù ha dato una vita.
Chi è stato a sostenere Gesù nell'orto degli Ulivi? Non Pietro, Giacomo e Giovanni.
19 Novembre 1921 I due appoggi. Per conoscere le verità è necessario che ci sia la volontà e il desiderio di conoscerle. Le verità devono essere semplici. (13° volume)
Stavo facendo compagnia al mio Gesù agonizzante nell’orto di Getsemani e per quanto mi era possibile lo compativo,... " è paradossale ciò che sta dicendo Luisa. Perché i sacerdoti sono così ostili e non capiscono Luisa? Perché se un'anima, nel 1921 dice di far compagnia a Gesù non sta bene con la testa. Gesù è morto secoli prima. Ma nel dv questo è il bello, Gesù ci ha spalancato l'ambito dell'eternità dove non c'è tempo e dove c'è eternità. Gesù nel Vangelo ringrazia il Padre perchè ha nascosto queste perle di Cielo ai dotti e ai sapiente e le ha rivelate agli umili.
Gesù ci sta invitando a non scherzare con il peccato.
"..la mia Umanità comprese tutta l’enormità ed ogni delitto armato di spada per uccidermi, portava l’impronta “morte ad un Dio”. Innanzi alla Divinità la colpa mi compariva così orrida e più orribile della stessa morte; nel capire solo che significa peccato, Io mi sentivo morire e morivo davvero, gridai al Padre e fu inesorabile;.." Gesù
Se vuoi fare qualcosa durante l'adorazione puoi entrare nelle agonie di Gesù e troverai Gesù sofferente e cosa fai - nel divin volere - vedendo Gesù nell'orto?
“Figlia mia, dura e penosa fu la mia agonia nell’orto, forse più penosa di quella della croce, perché se questa fu compimento e trionfo su tutti, qui nell’orto fu principio ed i mali si sentono più prima che quando sono finiti, ma in questa agonia la pena più straziante fu quando mi si fecero innanzi uno per uno tutti i peccati, la mia Umanità comprese tutta l’enormità ed ogni delitto armato di spada per uccidermi, portava l’impronta “morte ad un Dio”. Innanzi alla Divinità la colpa mi compariva così orrida e più orribile della stessa morte; nel capire solo che significa peccato, Io mi sentivo morire e morivo davvero, gridai al Padre e fu inesorabile; non ci fu uno che almeno mi desse un aiuto per non farmi morire, gridai a tutte le creature che avessero pietà di Me, ma invano, sicché la mia Umanità languiva e stavo per ricevere l’ultimo colpo della morte, ma sai tu chi impedì l’esecuzione e sostenne la mia Umanità a non morire? Prima fu la mia inseparabile Mamma, Lei nel sentirmi chiedere aiuto volò al mio fianco e mi sostenne ed Io poggiai il mio braccio destro su di Lei, la guardai quasi morente e trovai in Essa l’immensità della mia Volontà integra, perché non c’era mai stata rottura tra la Volontà mia e la sua…." Gesù
Gesù sta dicendo che se non avesse avuto aiuto sarebbe morto nell'Orto degli Ulivi. La Mamma di Gesù viveva nel divin volere ma con la sua anima poteva bilocarsi dove voleva. La Madonna nel divin volere ha sempre il primo posto in tutto. Quando entri nella volontà di Dio agisce come Dio, e ti trovi di colpo ovunque.
"..La mia Volontà è Vita e siccome la Volontà del Padre era irremovibile e la morte mi sarebbe venuta dalle creature, un’altra creatura che racchiudeva la Vita della mia Volontà mi avrebbe dato la vita ed ecco che la Mamma mia, nel portento della mia Volontà, mi concepì e mi fece nascere nel tempo ed ora mi dava una seconda volta la vita per farmi compiere l’opera della Redenzione…" Gesù
Era la divina volontà che agiva nella Madonna e non ha mai fatto nulla di apparente.
"...Poi guardai a sinistra e trovai la piccola figlia del mio Volere, trovai te come prima, col seguito delle altre figlie della mia Volontà; e siccome volli con Me la mia Mamma come primo anello della misericordia, perché dovevamo aprire le porte a tutte le creature, perciò volli poggiare la destra; volli te come primo anello di giustizia, per impedire che questa si sgravasse su tutte le creature come meritano, perciò volli poggiare la sinistra, affinché la sostenessi insieme con Me. Onde, con questi due poggi Io mi sentii ridare la vita e come se nulla avessi sofferto, con passo fermo andai incontro ai nemici…." Gesù
Gesù dice che oltre a Luisa c'erano i piccoli figli e figlie del divin volere. La passione interna di Gesù non è solo da contemplare, ma questi non servono solo per essere contemplati. Dobbiamo smettere di essere spettatori e diventare piccoli corredentori e fare compagnia a Gesù.
Sicuramente hai un dolore che ti stai portando addosso ed è arrivato il momento di farlo scorrere nel divin volere per farlo diventare causa di salvezza di anime. Bastarebbe solo immergerlo nella volontà di Dio.
MEDITAZIONE DI DON PIERPAOLO MARIA CILLA
domenica 26 luglio 2026
I rimedi alle scappatine dalla Divina Volontà
L'interesse che Dio ha affinché la creatura viva nella Sua Volontà. La dote che darà. Gesù si fa sentinella per supplire in ciò che manca alla creatura, e se occorre farà anche miracoli. L'esempio di un re.
Settima meditazione sulla Divina Volontà, ritiro del 31.8 - 3.9.2020 Nevegal (BL) - don Pierpaolo Maria Cilla
6 Giugno 1937 Interesse che Dio ha che la creatura viva nella sua Volontà; dote che darà. Sentinella di Gesù per supplire in ciò che manca e, se occorre, farà anche miracoli. Esempio d'un re. (34° volume)
Luisa è nella fase di maturità ma si pone una domanda basilare. La vita è un susseguirsi di atti non in qualche occasione fare qualcosa. Tutto dev'essere continuato dentro la volontà divina.
Mi sentivo tra le braccia del Volere Divino e pensavo tra me: mi sembra difficile che si possa vivere perfettamente in Esso, la vita è piena d'intoppi, di pene e di circostanze tali, che resta come assorbita e il suo rapido corso che come respiro e palpito dovrebbe correre in quel Fiat Divino, sfugge ad Esso mentre il suo respiro e palpito corre sempre nel nostro, per darci vita senza mai fermarsi. (Luisa)
Come si fa a mantenere l'attenzione costante alla divina volontà? Luisa si rende conto che la divina volontà continua a correre dentro di noi ma noi abbiamo dei problemi a starci dietro.
"Figlia mia benedetta, tu devi sapere che la prima cosa più interessante, è che il nostro Ente Supremo vuole che la creatura faccia e viva nella nostra Volontà, essendo stato questo l'unico scopo per cui le abbiamo dato la vita. Ora quando noi vogliamo, diamo tutti i mezzi, gli aiuti, le cose necessarie che ci vogliono per fare che possa darci quello che vogliamo da essa…." Gesù
Questa è una verità di fede e non una cosa dell'ultima ora. Quando il Signore ci dà una missione, Lui ci dà sempre tutti i mezzi necessari e le grazie per svolgere quella missione. Adesso si vuole costruire una famiglia senza il matrimonio? E' come costruire una casa senza fondamenta. Costruirete una cosa che coloro che pensano di essere coniugi mancheranno di tutte le grazie che il sacramento del matrimonio conferisce a loro. Qualcuno potrebbe obiettare che c'è gente che si è spostata in Chiesa e dopo tre mesi si è divorziata. Il Signore dona le grazie, o mezzi ed aiuti ecc.… perché se tu prima del Matrimonio hai vissuto in peccato mortale, il matrimonio lo hai vissuto in peccato mortale ecc.. le grazie attuali o la grazia di stato su cosa si appoggia? Il Signore dice che se vuole che l'anima compia una missione io gli do tutti gli aiuti.
"..e, se occorre, facciamo un miracolo continuato da parte nostra, purché otteniamo il nostro intento…" Gesù
"...Tu non sai che significa un atto voluto da noi e compiuto nella creatura, è tanto il suo valore, la gloria che ci dà, che giunge a farsi corona, abbraccia l'Eterno ed è tanto il contento che ci dà, che mettiamo il nostro Essere Divino a disposizione della creatura, per fare che il nostro atto voluto e compiuto abbia la sua vita in essa.." Gesù
Sta dicendo: una creatura che vuole svolgere la sua vita nella divina volontà e compiere anche i piccoli gesti della vita quotidiana con il connesso della divina volontà è la gloria più grande che possiamo avere. Quindi la Trinità sta molto attenta.
"... Ora la prima dote che diamo a chi vuol vivere nella nostra Volontà Divina, il primo appoggio, la difesa sicura, sono le verità;..." cioè gli scritti di Luisa, questo è il primo aiuto che il Signore ci dona. Se si vuole prescindere dagli scritti si tratta di illusione. Leggiamo anche un solo brano al giorno.
"..le verità; queste aprono l'ingresso, stradano la via e, gelose, si mettono come fide sentinelle intorno a chi vuol vivere nel mio Fiat,..." Gesù sta parlando delle sue verità come se fossero qualcosa di vivo.
Perché noi pensiamo che le cose scritte siano morte. Ma della Parola di Dio si è sempre detto che è viva e palpitante. Gesù sta usando queste categorie anche per questi scritti. Bisogna leggere tutto e capirai il messaggio altrimenti si capiscono bene le espressioni forti nel libro altrimenti si diventa fanatici o si dicono cose assurde.
"...la luce delle nostre verità che appartengono ad Esso non si sposta più da sopra la fortunata, la investe, la carezza, la plasma, la bacia e si dà a sorsi a sorsi alla sua intelligenza per farsi comprendere e questo per corteggio della vita del mio Volere che regna in essa…" Gesù
Se tu leggi e non capisci nulla, non ti preoccupare. Vai avanti. Queste verità non si danno all'intelligenza come se fosse un mare che voglia riempire un recipiente ma si tratta di un processo graduale. Passo dopo passo. Di conseguenza adesso una verità si fa strada, domani un'altra ecc.. e vedrai come le cose si armonizzano tra di loro. Ci vorrà tempo.
"..Le verità quando si sprigionano dal nostro seno, hanno il loro compito del bene che devono fare, le anime che devono chiudere nella luce che posseggono e perciò sono tutt'occhi sopra di esse, le fissano tanto, che non le possono sfuggire, né si stancano, ancorché passassero secoli stanno sempre al loro posto…" Gesù
La prima cosa devi considerare le Verità come fondamentali nella tua giornata.
"..Vedi dunque che grande dote darò a chi deve vivere nel nostro Eterno Volere, tutte le conoscenze che ho manifestato su di Essa, i valori immensi, i suoi pregi, il suo amore e l'amore che mi ha spinto a manifestarle, sarà la grande dote e dote Divina, che darò a coloro che vorranno vivere nel mio Fiat, nella quale troveranno tutti gli aiuti soprabbondanti, per rendersi ricchi e felici. Troveranno in queste verità la Madre tenera che, prendendoli nel suo Grembo come piccoli bambini li fascia di luce, imbocca loro il cibo, li fa dormire sul suo seno, per tenerli sicuri cammina nei loro passi, opera nelle loro mani, parla nella voce, ama e palpita nei loro cuori e per tenerli attenti e divertiti fa loro da Maestra, descrivendo le scene incantevoli della Patria Celeste. In queste verità troveranno chi piange e soffre insieme con loro, per mettere a traffico anche il loro respiro, le più piccole cose, gli stessi nonnulla che cambierà in conquiste divine ed eterni valori." Gesù
Luisa interviene nuovamente:
Ed io: mio Gesù, tu hai ragione, ma la debolezza umana è tanta che io temo di fare le scappatine da dentro la tua Volontà. (Luisa)
Luisa, quando scrive queste cose, aveva più di 70 anni (72) e parla ancora di scappatine dalla divina volontà. Figuriamoci noi.
"Figlia mia, il tuo timore mi dispiace…." Gesù dice che il fatto che Luisa si preoccupi non va bene. E questo scriviamocelo nel cuore. Quando il timore diventa eccessivo e magari ti dedichi più alla tv ecc.. il cammino verso la divina volontà diventa un ricordo.
"Figlia mia, il tuo timore mi dispiace, tu devi sapere che è tanto il mio interesse, l'amore che mi brucia che voglio che l'anima viva nella mia Volontà, che prendo Io l'impegno di tutto, la supplisco in tutto, però faccio questo quando c’è stata una decisione ferma e costante di voler vivere in Essa e da parte sua non manca, fa quanto più può….." Gesù dice che è una cosa di cui Lui ha interesse. L'impegno è tutto suo. Dove l'anima non arriva e fa le scappatine, là c'è Gesù che fa quello che dovrebbe fare lei. Supplisce quando ci è stata una decisione ferma e costante di voler vivere nel divin volere. L'anima deve fare quanto più può. In questo ci dobbiamo occupare principalmente. Io devo decidere di vivere nel tuo volere. Gesù dice: accostati alle mie verità tutti i giorni e al resto ci penso io. Basta. Tu fa quello che puoi, ecc... ti sei distratta? Ritorna in te stessa. Fai quello che puoi.
"..Senti un mio segreto, figlia mia, e dove mi fa giungere il mio amore, senti che faccio, quando per stretta necessità della vita umana, questa vita, (che) è anche mia, per pene che io stesso dispongo, la creatura resta come intontita e smarrita quindi non sa seguire gli atti della Vita che regna in essa,..." Gesù ogni tanto manda delle tribolazioni e quando l'anima rimane un po' rimbambita e non sa che fare. -- Questa non è la santità della virtù che cresce a circostanza, ma qua c'è l'atto continuo.
"...Io che voglio che questa vita non resti spezzata perché Essa è vita, non virtù che si possono fare atti ad intervalli ed a circostanze, ma per la Vita c'è tutta la necessità dell'atto continuo, perciò Io che sto a guardia e geloso ne mantengo la sentinella, come vedo che essa interrompe il suo corso, faccio Io quello che dovrebbe far essa, onde il mio operare nel mio Fiat la scuote e ritorna in se stessa e segue il suo corso nel mio Volere ed Io, senza neppure dirle nulla della sua fermata, rannodo da dove interruppe e dove seguì l'atto mio, in modo che la Vita del mio Fiat non resti spezzata in essa, perché ho supplito io a tutto, molto più che nella sua volontà essa voleva, ma la debolezza l'ha interrotta…" Gesù
E' una cosa che fa Gesù e tu nemmeno te ne accorgi.
"..Ecco perciò è tanto il mio amore che voglio che si viva nella mia Volontà che a qualunque costo, ancorché ci volessero miracoli continuati io li farò…" Gesù
E' più miracoloso far vedere i ciechi, camminare gli zoppi o dare l'alimento preservativo? L'alimento che ci preserva dalle scappatine nel dv è Gesù stesso.
"..Ma hai tu notato la mia tenerezza, il mio forte amore? Anche se la creatura manca al suo corso io non la rimprovero, non le dico nulla e se vedo che s’accorge che ha mancato le faccio coraggio, la compatisco per non metterle sfiducia e, tutto bontà, le dico: Non temere, ho supplito io per te e tu starai più attenta, non è vero? Ed essa, a vedere la mia bontà, mi ama di più. Io lo so che devo dare del mio, per fare che la creatura viva nella mia Volontà e perciò farò come un re che ama molto che il suo regno sia popolato.." Gesù
Il rimprovero continuo scava un fosso interiore nella persona. Gesù sa come trattare bene le persone. Gesù dice...Non temere, ho supplito io per te e tu starai più attenta, non è vero? come quando Gesù incontra l'adultera. Gesù non rimprovera l'adultera. Gesù poteva condannarla perché senza peccato ed è il Giusto Giudice in quanto Dio. Gesù gli ha dato un'altra possibilità.
"..e perciò farò come un re che ama molto che il suo regno sia popolato.." Gesù
Esempio molto lampante.
"..Costui fa sentire a tutto il mondo, che vuol sapere se qualcuno vuol venire nel suo regno, per mandargli la moneta per il viaggio, che farà trovare un'abitazione a loro disposizione, vesti e cibi abbondanti, il re promette di dare a loro tali ricchezze, da renderli ricchi e felici; sarà tanta la bontà di questo re, che farà vita insieme col popolo, che lo ama tanto perché con le sue ricchezze lo ha riscattato dalle miserie e dalle infelicità della vita…" Gesù
Chi non vorrebbe andare in questo regno? Non un re che si gode le tasse sul popolo ma un re che vive in mezzo al popolo per fare vita assieme. Dio passeggiava nel giardino in compagnia con Adamo. Dio si abbassava a fare vita con Adamo. Se non ci togliamo di mezzo le idee che Dio sia lontanissimo e non possiamo ridicolizzare Dio che sia un portafortuna. Se tu vuoi, viene.
"..Tale son'io, farò sapere al mondo intero, che voglio il popolo del mio Volere Divino e purché mi diano il loro nome e mi facciano conoscere che vogliono venire nel mio regno, io darò loro tutti i beni, in esso le infelicità non avranno luogo, ognuno possiederà il regno suo, sarà re di se stesso e farà vita insieme col suo Creatore. Io sfoggerò tanto nel dare, che tutti ne resteranno rapiti. Figlia mia, oh come sospiro questo vivere della creatura nella mia Volontà! Tu prega e sospiralo insieme con me e ti sia dolce il mettere la vita per un regno così santo."
Quando nel 1938 questi scritti furono sequestrati e secretati negli uffici del Santo Uffizio, chi avrebbe mai potuto immaginare quello che stiamo vedendo adesso? Tutti hanno pensato che sia finito tutto. Ma invece non è così. Per il Signore 1000 anni sono come un giorno, per noi è passato un secolo, per il Signore è passato mezzo secondo. La pazienza, entrare nell'eternità divina. Noi che ci preoccupiamo quando accadrà il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria ecc... vivi come se tutto fosse adesso. La Madonna ha detto di non aspettare a convertirsi perché dopo sarà troppo tardi. Ora fai entrare nel tuo cuore il Cuore Immacolato di Maria. Non angustiarti di quando avverrà quell'evento o quell'altro, noi dovremmo entrare nell'ottica che è interesse di Dio - hai la Parola di Dio, la Chiesa e il dono della Verità. Cosa vuoi di più?
"..e purché mi diano il loro nome e mi facciano conoscere che vogliono venire nel mio regno, io darò loro tutti i beni,..." Gesù
Dammi la tua decisione (dice Gesù) e al resto ci penserà Gesù
MEDITAZIONE DI DON PIERPAOLO MARIA CILLA
Settima meditazione sulla Divina Volontà, ritiro del 31.8 - 3.9.2020 Nevegal (BL) - don Pierpaolo Maria Cilla
6 Giugno 1937 Interesse che Dio ha che la creatura viva nella sua Volontà; dote che darà. Sentinella di Gesù per supplire in ciò che manca e, se occorre, farà anche miracoli. Esempio d'un re. (34° volume)
Luisa è nella fase di maturità ma si pone una domanda basilare. La vita è un susseguirsi di atti non in qualche occasione fare qualcosa. Tutto dev'essere continuato dentro la volontà divina.
Mi sentivo tra le braccia del Volere Divino e pensavo tra me: mi sembra difficile che si possa vivere perfettamente in Esso, la vita è piena d'intoppi, di pene e di circostanze tali, che resta come assorbita e il suo rapido corso che come respiro e palpito dovrebbe correre in quel Fiat Divino, sfugge ad Esso mentre il suo respiro e palpito corre sempre nel nostro, per darci vita senza mai fermarsi. (Luisa)
Come si fa a mantenere l'attenzione costante alla divina volontà? Luisa si rende conto che la divina volontà continua a correre dentro di noi ma noi abbiamo dei problemi a starci dietro.
"Figlia mia benedetta, tu devi sapere che la prima cosa più interessante, è che il nostro Ente Supremo vuole che la creatura faccia e viva nella nostra Volontà, essendo stato questo l'unico scopo per cui le abbiamo dato la vita. Ora quando noi vogliamo, diamo tutti i mezzi, gli aiuti, le cose necessarie che ci vogliono per fare che possa darci quello che vogliamo da essa…." Gesù
Questa è una verità di fede e non una cosa dell'ultima ora. Quando il Signore ci dà una missione, Lui ci dà sempre tutti i mezzi necessari e le grazie per svolgere quella missione. Adesso si vuole costruire una famiglia senza il matrimonio? E' come costruire una casa senza fondamenta. Costruirete una cosa che coloro che pensano di essere coniugi mancheranno di tutte le grazie che il sacramento del matrimonio conferisce a loro. Qualcuno potrebbe obiettare che c'è gente che si è spostata in Chiesa e dopo tre mesi si è divorziata. Il Signore dona le grazie, o mezzi ed aiuti ecc.… perché se tu prima del Matrimonio hai vissuto in peccato mortale, il matrimonio lo hai vissuto in peccato mortale ecc.. le grazie attuali o la grazia di stato su cosa si appoggia? Il Signore dice che se vuole che l'anima compia una missione io gli do tutti gli aiuti.
"..e, se occorre, facciamo un miracolo continuato da parte nostra, purché otteniamo il nostro intento…" Gesù
"...Tu non sai che significa un atto voluto da noi e compiuto nella creatura, è tanto il suo valore, la gloria che ci dà, che giunge a farsi corona, abbraccia l'Eterno ed è tanto il contento che ci dà, che mettiamo il nostro Essere Divino a disposizione della creatura, per fare che il nostro atto voluto e compiuto abbia la sua vita in essa.." Gesù
Sta dicendo: una creatura che vuole svolgere la sua vita nella divina volontà e compiere anche i piccoli gesti della vita quotidiana con il connesso della divina volontà è la gloria più grande che possiamo avere. Quindi la Trinità sta molto attenta.
"... Ora la prima dote che diamo a chi vuol vivere nella nostra Volontà Divina, il primo appoggio, la difesa sicura, sono le verità;..." cioè gli scritti di Luisa, questo è il primo aiuto che il Signore ci dona. Se si vuole prescindere dagli scritti si tratta di illusione. Leggiamo anche un solo brano al giorno.
"..le verità; queste aprono l'ingresso, stradano la via e, gelose, si mettono come fide sentinelle intorno a chi vuol vivere nel mio Fiat,..." Gesù sta parlando delle sue verità come se fossero qualcosa di vivo.
Perché noi pensiamo che le cose scritte siano morte. Ma della Parola di Dio si è sempre detto che è viva e palpitante. Gesù sta usando queste categorie anche per questi scritti. Bisogna leggere tutto e capirai il messaggio altrimenti si capiscono bene le espressioni forti nel libro altrimenti si diventa fanatici o si dicono cose assurde.
"...la luce delle nostre verità che appartengono ad Esso non si sposta più da sopra la fortunata, la investe, la carezza, la plasma, la bacia e si dà a sorsi a sorsi alla sua intelligenza per farsi comprendere e questo per corteggio della vita del mio Volere che regna in essa…" Gesù
Se tu leggi e non capisci nulla, non ti preoccupare. Vai avanti. Queste verità non si danno all'intelligenza come se fosse un mare che voglia riempire un recipiente ma si tratta di un processo graduale. Passo dopo passo. Di conseguenza adesso una verità si fa strada, domani un'altra ecc.. e vedrai come le cose si armonizzano tra di loro. Ci vorrà tempo.
"..Le verità quando si sprigionano dal nostro seno, hanno il loro compito del bene che devono fare, le anime che devono chiudere nella luce che posseggono e perciò sono tutt'occhi sopra di esse, le fissano tanto, che non le possono sfuggire, né si stancano, ancorché passassero secoli stanno sempre al loro posto…" Gesù
La prima cosa devi considerare le Verità come fondamentali nella tua giornata.
"..Vedi dunque che grande dote darò a chi deve vivere nel nostro Eterno Volere, tutte le conoscenze che ho manifestato su di Essa, i valori immensi, i suoi pregi, il suo amore e l'amore che mi ha spinto a manifestarle, sarà la grande dote e dote Divina, che darò a coloro che vorranno vivere nel mio Fiat, nella quale troveranno tutti gli aiuti soprabbondanti, per rendersi ricchi e felici. Troveranno in queste verità la Madre tenera che, prendendoli nel suo Grembo come piccoli bambini li fascia di luce, imbocca loro il cibo, li fa dormire sul suo seno, per tenerli sicuri cammina nei loro passi, opera nelle loro mani, parla nella voce, ama e palpita nei loro cuori e per tenerli attenti e divertiti fa loro da Maestra, descrivendo le scene incantevoli della Patria Celeste. In queste verità troveranno chi piange e soffre insieme con loro, per mettere a traffico anche il loro respiro, le più piccole cose, gli stessi nonnulla che cambierà in conquiste divine ed eterni valori." Gesù
Luisa interviene nuovamente:
Ed io: mio Gesù, tu hai ragione, ma la debolezza umana è tanta che io temo di fare le scappatine da dentro la tua Volontà. (Luisa)
Luisa, quando scrive queste cose, aveva più di 70 anni (72) e parla ancora di scappatine dalla divina volontà. Figuriamoci noi.
"Figlia mia, il tuo timore mi dispiace…." Gesù dice che il fatto che Luisa si preoccupi non va bene. E questo scriviamocelo nel cuore. Quando il timore diventa eccessivo e magari ti dedichi più alla tv ecc.. il cammino verso la divina volontà diventa un ricordo.
"Figlia mia, il tuo timore mi dispiace, tu devi sapere che è tanto il mio interesse, l'amore che mi brucia che voglio che l'anima viva nella mia Volontà, che prendo Io l'impegno di tutto, la supplisco in tutto, però faccio questo quando c’è stata una decisione ferma e costante di voler vivere in Essa e da parte sua non manca, fa quanto più può….." Gesù dice che è una cosa di cui Lui ha interesse. L'impegno è tutto suo. Dove l'anima non arriva e fa le scappatine, là c'è Gesù che fa quello che dovrebbe fare lei. Supplisce quando ci è stata una decisione ferma e costante di voler vivere nel divin volere. L'anima deve fare quanto più può. In questo ci dobbiamo occupare principalmente. Io devo decidere di vivere nel tuo volere. Gesù dice: accostati alle mie verità tutti i giorni e al resto ci penso io. Basta. Tu fa quello che puoi, ecc... ti sei distratta? Ritorna in te stessa. Fai quello che puoi.
"..Senti un mio segreto, figlia mia, e dove mi fa giungere il mio amore, senti che faccio, quando per stretta necessità della vita umana, questa vita, (che) è anche mia, per pene che io stesso dispongo, la creatura resta come intontita e smarrita quindi non sa seguire gli atti della Vita che regna in essa,..." Gesù ogni tanto manda delle tribolazioni e quando l'anima rimane un po' rimbambita e non sa che fare. -- Questa non è la santità della virtù che cresce a circostanza, ma qua c'è l'atto continuo.
"...Io che voglio che questa vita non resti spezzata perché Essa è vita, non virtù che si possono fare atti ad intervalli ed a circostanze, ma per la Vita c'è tutta la necessità dell'atto continuo, perciò Io che sto a guardia e geloso ne mantengo la sentinella, come vedo che essa interrompe il suo corso, faccio Io quello che dovrebbe far essa, onde il mio operare nel mio Fiat la scuote e ritorna in se stessa e segue il suo corso nel mio Volere ed Io, senza neppure dirle nulla della sua fermata, rannodo da dove interruppe e dove seguì l'atto mio, in modo che la Vita del mio Fiat non resti spezzata in essa, perché ho supplito io a tutto, molto più che nella sua volontà essa voleva, ma la debolezza l'ha interrotta…" Gesù
E' una cosa che fa Gesù e tu nemmeno te ne accorgi.
"..Ecco perciò è tanto il mio amore che voglio che si viva nella mia Volontà che a qualunque costo, ancorché ci volessero miracoli continuati io li farò…" Gesù
E' più miracoloso far vedere i ciechi, camminare gli zoppi o dare l'alimento preservativo? L'alimento che ci preserva dalle scappatine nel dv è Gesù stesso.
"..Ma hai tu notato la mia tenerezza, il mio forte amore? Anche se la creatura manca al suo corso io non la rimprovero, non le dico nulla e se vedo che s’accorge che ha mancato le faccio coraggio, la compatisco per non metterle sfiducia e, tutto bontà, le dico: Non temere, ho supplito io per te e tu starai più attenta, non è vero? Ed essa, a vedere la mia bontà, mi ama di più. Io lo so che devo dare del mio, per fare che la creatura viva nella mia Volontà e perciò farò come un re che ama molto che il suo regno sia popolato.." Gesù
Il rimprovero continuo scava un fosso interiore nella persona. Gesù sa come trattare bene le persone. Gesù dice...Non temere, ho supplito io per te e tu starai più attenta, non è vero? come quando Gesù incontra l'adultera. Gesù non rimprovera l'adultera. Gesù poteva condannarla perché senza peccato ed è il Giusto Giudice in quanto Dio. Gesù gli ha dato un'altra possibilità.
"..e perciò farò come un re che ama molto che il suo regno sia popolato.." Gesù
Esempio molto lampante.
"..Costui fa sentire a tutto il mondo, che vuol sapere se qualcuno vuol venire nel suo regno, per mandargli la moneta per il viaggio, che farà trovare un'abitazione a loro disposizione, vesti e cibi abbondanti, il re promette di dare a loro tali ricchezze, da renderli ricchi e felici; sarà tanta la bontà di questo re, che farà vita insieme col popolo, che lo ama tanto perché con le sue ricchezze lo ha riscattato dalle miserie e dalle infelicità della vita…" Gesù
Chi non vorrebbe andare in questo regno? Non un re che si gode le tasse sul popolo ma un re che vive in mezzo al popolo per fare vita assieme. Dio passeggiava nel giardino in compagnia con Adamo. Dio si abbassava a fare vita con Adamo. Se non ci togliamo di mezzo le idee che Dio sia lontanissimo e non possiamo ridicolizzare Dio che sia un portafortuna. Se tu vuoi, viene.
"..Tale son'io, farò sapere al mondo intero, che voglio il popolo del mio Volere Divino e purché mi diano il loro nome e mi facciano conoscere che vogliono venire nel mio regno, io darò loro tutti i beni, in esso le infelicità non avranno luogo, ognuno possiederà il regno suo, sarà re di se stesso e farà vita insieme col suo Creatore. Io sfoggerò tanto nel dare, che tutti ne resteranno rapiti. Figlia mia, oh come sospiro questo vivere della creatura nella mia Volontà! Tu prega e sospiralo insieme con me e ti sia dolce il mettere la vita per un regno così santo."
Quando nel 1938 questi scritti furono sequestrati e secretati negli uffici del Santo Uffizio, chi avrebbe mai potuto immaginare quello che stiamo vedendo adesso? Tutti hanno pensato che sia finito tutto. Ma invece non è così. Per il Signore 1000 anni sono come un giorno, per noi è passato un secolo, per il Signore è passato mezzo secondo. La pazienza, entrare nell'eternità divina. Noi che ci preoccupiamo quando accadrà il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria ecc... vivi come se tutto fosse adesso. La Madonna ha detto di non aspettare a convertirsi perché dopo sarà troppo tardi. Ora fai entrare nel tuo cuore il Cuore Immacolato di Maria. Non angustiarti di quando avverrà quell'evento o quell'altro, noi dovremmo entrare nell'ottica che è interesse di Dio - hai la Parola di Dio, la Chiesa e il dono della Verità. Cosa vuoi di più?
"..e purché mi diano il loro nome e mi facciano conoscere che vogliono venire nel mio regno, io darò loro tutti i beni,..." Gesù
Dammi la tua decisione (dice Gesù) e al resto ci penserà Gesù
MEDITAZIONE DI DON PIERPAOLO MARIA CILLA
giovedì 16 luglio 2026
Le mani vuote: Gesù riforma Luisa
Seconda meditazione Ritiro DV Alessandria, 9-10 Maggio 2026, don Pierpaolo Maria Cilla
San Francesco e la Divina Volontà. Il poverello d'Assisi si spoglia non per una follia umana ma per follia divina, perché ha assecondato l'azione dello Spirito Santo di svuotarsi. Lo spogliamento non dei vestiti ma del proprio io (quello chiesto a Luisa) per far spazio a Dio. A questo punto San Francesco si trova veramente povero, anche di quello che noi riterremmo l'essenziale. E che si fa a questo punto?
Cosa fa Gesù con Luisa? Questo cammino di svuotamento non ha come fine la purificazione (è un passaggio) ma ha la meta dello Sposalizio che è il preludio di una trasformazione totale dell'anima in Dio.
Il don legge un brano senza però che dica quale. Qua solo appunti.
Il don legge un testo e qua commenta: Se noi desideriamo e rinunciamo al nostro io, al nostro cuore e alla nostra volontà, dobbiamo credere che tutto ciò che avviene è volontà di Dio. E non stare sempre a lamentarci (perché Signore è accaduto questo ecc...) e Gesù parla del mistero del Matrimonio mistico. Come mai tanti giovani convivono per tanti anni? Se vuoi che i giovani finiscano la loro storia d'amore falli sposare perché si lascino. Il rapporto coniugale non è la somma di due egoismi, ma l'incontro di due persone che rinunciano a sé stesse per fare spazio all'altra/o. Quando si parla del matrimonio come esperienza di croce non è una sofferenza ma devi morire il tuo io per far vivere l'altro. Nel matrimonio terreno ci si lascia cambiare e questo matrimonio è solo l'ombra dello sposalizio mistico che il Signore fa con l'anima. Invece ci si sposa perché l'altra persona mi rende felice, si prende cura di me, ecc... l'altro diventa uno strumento per i miei scopi. Ma questo è egoismo. E si arriva ad un certo momento in cui iniziano ad emergere le debolezze umane e si salta in aria se ci si è sposati per egoismo. Ma se ci si è sposati per amore il matrimonio regge.
Vivi questo momento e non ti preoccupare dei problemi che hai.
9 Maggio 1900 Luisa vede il mistero della Santissima Trinità nella forma di tre soli. (terzo volume)
Dopo quelle due parole che ha detto Gesù, mi son trovata fuori di me stessa e, guardando nella volta dei cieli, ho intravisto tre soli: Uno pareva che si posasse all'oriente, l'altro all'occidente, il terzo a mezzogiorno. Era tanto lo splendore dei raggi che tramandavano, che si univano gli uni con gli altri, in modo che ne formavano uno solo. Mi pareva di vedere il mistero della Santissima Trinità e l'uomo formato con le tre potenze ad immagine di Essa. Comprendevo pure che chi stava in quella luce, rimaneva trasformata: la volontà nel Padre, l'intelletto nel Figlio, la memoria nello Spirito Santo. Quante cose comprendevo! Ma non so manifestarle.
Gesù dice: se tu la tua volontà la sperdi nel Padre, l'intelletto nel Figlio e la memoria dello Spirito Santo ecco che scende la Santissima Trinità sulla terra, l'inabitazione della Santissima Trinità si è già compiuta per grazia ma si compie in pienezza quando l'anima fonde sé stessa nella volontà divina. Chi vive nella dv non pensa più con la propria mente, non ricorda più con la propria memoria e non vuole più con la propria volontà, ma solo con quella divina.
Cosa produce un cuore trasformato in Dio?
20 Novembre 1900 Dovendo vivere del cuore di Gesù, Lui le dà regole per imparare un vivere più perfetto. (quarto volume)
“Diletta mia, dovendo vivere del mio cuore ti conviene intraprendere un modo di vivere più perfetto. (Gesù). San Francesco era rimasto senza niente e come e di cosa doveva vivere? Solo di Gesù. Luisa spogliata e con il cuore assorbito in Lui come doveva vivere?
1.Uniformità perfetta alla mia Volontà, perché mai potrai amarmi perfettamente, se non amandomi con la mia stessa Volontà; anzi ti dico che amandomi con la mia stessa Volontà giungerai ad amar Me ed il prossimo col mio stesso modo d’amare.
Gesù ti amo con il tuo amore e con la tua volontà. Voglio parlare con le tue parole. Un'attimo prima di fare qualcosa, chiamare Gesù a parlare in me (per esempio). Questo significa uniformità di divina volontà.
2.Umiltà profonda, mettendoti innanzi a Me ed alle creature, l’ultima di tutte.
E' quello che dice san Francesco quando parla di Dio. San Francesco chiedeva l'umiltà profonda. E noi ci sentiamo veramente gli ultimi? O sentiamo che siamo meglio di altri? Ciascuno consideri il prossimo superiore a sé stesso (diceva san Paolo).
3.Purità in tutto, perché qualunque minimo mancamento di purità, tanto nell’amare quanto nell’operare, si riflette tutto nel cuore e ne resta macchiato, perciò voglio che la purità sia come la rugiada sui fiori al nascere del sole, che riflettendovi i raggi, trasmuta quelle piccole goccioline come in tante perle preziose da incantare le genti. Così tutte le tue opere, pensieri e parole, palpiti ed affetti, desideri ed inclinazioni, se saranno fregiati dalla rugiada celeste della purità, tesserai un dolce incanto, non solo all’occhio umano, ma a tutto l’Empireo.
Purezza d'intenzioni. Quando io metto il mio interesse o tornaconto ecco che ho sporcato la mia azione. Noi siamo capaci di fare tantissimi atti di generosità o d'amore almeno se c'è un minimo vantaggio economico, di ammirazione, di carriera, vantaggi pensionistici ecc.. se ci sono solo svantaggi uno può dire: te lo scordi. Gesù però dice che ogni imperfezione nelle nostre azioni si riflette nella nostra anima. Il peccato sporca l'anima, e dato che noi non crediamo più all'esistenza dell'anima non crediamo più all'esistenza del male e del peccato. E alla sua capacità di macchiare l'anima.
4.L’ubbidienza va connessa con la mia Volontà, perché se questa virtù riguarda i superiori, che ti ho dato in terra, la mia Volontà è ubbidienza che riguarda Me direttamente, tanto che si può dire che l’una e l’altra sono tutte e due virtù d’ubbidienza, con questa sola differenza, che l’una riguarda Dio e l’altra riguarda gli uomini; tutte e due hanno lo stesso valore e non ci può stare l’una senza dell’altra, quindi devi amare tutte e due allo stesso modo.”
La tua volontà è chiamata ad ubbidire a Me (a Gesù).
Poi ha soggiunto: “Sappi, d’ora in poi vivrai col cuor mio e devi intendertela a modo del cuor mio, per trovare in te le mie compiacenze, perciò ti raccomando che non è più cuor tuo, ma cuor mio.” Gesù
14 Agosto 1908 La volontà umana serve di pennello a Gesù per dipingere la sua Immagine nel cuore. (volume ottavo)
(Luisa) Avendo fatto la comunione, vedevo il bambino nel mio interno, come se andasse cercando una cosa importante, io ho detto: “Carino mio, che vai trovando con tanta premura?” E Lui ha detto: “Figlia, cerco il pennello della tua volontà per poter dipingere la mia immagine nel tuo cuore, perché se non mi dai la tua volontà mi manca il pennello per poter liberamente dipingere Me in te; e come la volontà mi serve di pennello nelle mie mani, così l’amore mi serve di tinte per poter imprimere la varietà dei colori della mia immagine. Oltre a ciò, come la volontà umana mi serve di pennello, così la mia Volontà serve di pennello nelle mani dell’anima per dipingere la sua immagine nel mio cuore, ed in Me poi troverà abbondante tinta d’amore per la varietà dei colori.”
Si racconta che San Francesco, da un punto di vista esterno, non fosse chissà di quale bellezza, non era un principe azzurro alto con i capelli biondi. La primissima immagine del santo si vede un'uomo piccolino eppure non c'era nessuno più bello di lui. E la bellezza da dove la prendeva? Non dalle doti naturali ma da un lavorio divino, che non è arrivato a livelli di Luisa. Ma San Francesco aveva intuito che con il pennello divino è possibile dipingere Cristo nell'anima.
Gesù risponde a Luisa con qualcosa di inatteso
04 Novembre 1909 Con la sua beatitudine Iddio rende beato tutto il Cielo, perché tutto è armonia in Lui. (nono volume).
Sono tutti brani di episodi che avvengono dopo aver fatto la comunione, ad indicare come la Comunione Eucaristica che secondo il regime della grazia è la massima esperienza che noi possiamo vivere di Cristo quaggiù, nell'ordine della Divina Volontà è l'ordine di partenza per poter vivere una fusione dei cuori.
Avendo fatto la comunione stavo dicendo al mio adorabile Gesù: “Già sono stretta a Te, anzi immedesimata; se siamo già una cosa sola, io lascio il mio essere in Te e prendo il tuo. Quindi lascio la mia mente e prendo la tua; lascio i miei occhi, la mia bocca, il mio cuore, le mie mani, i miei passi.” Oh!, quanto sarò felice d’ora in poi! Penserò con la tua mente, guarderò coi tuoi occhi, parlerò con la tua bocca, ti amerò col tuo cuore, opererò con le tue mani, camminerò coi tuoi piedi e se qualcosa mi verrà, dirò: “ Ho lasciato il mio essere in Gesù ed ho preso il suo, andate da Gesù che vi risponderà per me.” Oh! come mi sento beata. Ah! sì, prendo anche la tua beatitudine, non è vero Gesù? Ma mia Vita e tutto il mio Bene, Tu, con la tua beatitudine, rendi beato tutto il Cielo ed io, prendendo la tua beatitudine, non rendo beato nessuno.”
Luisa ci insegna a pregare nella divina volontà. Dopo la comunione, avendo Gesù in noi, possiamo dire: ti dono i miei occhi per prendere i tuoi, per guardare in maniera totalmente diversa le persone che mi stanno antipatiche. Ti do la mia bocca che è strapiena di parole e prendo la tua che è piena di silenzi ecc... di colpo non avviene questa trasformazione ma se questi atti di sostituzione, di recupero degli atti di Gesù ecc... vengono ripetuti nel tempo, ecco che cose che avremmo realizzato con anni di sforzo.
La cosa migliore è non cadere più nelle imperfezioni e dobbiamo credere che questi atti sono santificanti e trasformanti. La sostituzione della mia bocca con quella di Gesù, magari la fai per tutto il mese di Maggio, ogni giorno quindi per 30 volte. Il don è sicuro che ciò produrrà più effetti questo che trenta anni in cui dirai: ha ragione mia moglie/marito, io parlo troppo. Quello che la tua volontà fa in un'anno, la volontà di Dio la fa in 30 giorni. Luisa poi vedeva che intorno a lei non succedeva nulla e nessuno si beatifica. Ma Gesù risponde:
E Gesù mi ha detto: “Figlia mia, anche tu puoi, col prendere tutto il mio Essere ed insieme la mia beatitudine, rendere beati gli altri. Perché il mio Essere ha la virtù di beatificare? Perché tutto è armonia in Me, una virtù armonizza con l’altra: La giustizia con la misericordia, la santità con la bellezza, la sapienza con la fortezza, l’immensità con la profondità ed altezza e così di tutto il resto, tutto è armonia in Me, niente è discordante; queste armonie rendono beato Me stesso e beatifico tutti quelli che a Me si avvicinano. Onde tu col prendere il mio Essere, sta’ attenta che tutte le virtù armonizzino tra loro e questa armonia comunicherà la beatitudine a chiunque a te s’avvicini, perché vedendo in te bontà, dolcezza, pazienza, carità, uguaglianza in tutto, si sentiranno beati stando vicini a te.”
Gesù dice di essere motivo di felicità perché in Lui c'è somma felicità. Perché la felicità è frutto dell'armonia e non ci sono spigolature. In Gesù c'è armonia perfetta. Se la giustizia non è armonizzata con la misericordia è una vita difficile. E se si vive solo di misericordia e si mette da parte la giustizia (dare a ciascuno ciò che è suo), se una persona passa con il rosso e muore qualcuno non posso dire che non è accaduto nulla. La persona ha bisogno di essere sanzionata e lo scandalo dev'essere riparato e bisogna restituire ciò che è stato tolto. Non si può vivere solo di giustizia o di misericordia.
Quindi se una persona si avvicina a Gesù troverà ciò che gli manca.
Non ti preoccupare degli altri, preoccupati di Me e di te. Fai in modo che con i tuoi atti di prendere l'essere di Gesù, assorbi La Mia vita. Ma per far questo devi svuotarti di te. Cosa produrrà questa armonia? Anche tu sarai uno strumento per fare felici tanti. Vi è capitato di frequentare una persona e si sta già meglio? A volte ciò avviene per questioni psicologiche, magari è una persona solare, di carattere. Ma poi quella gioia umana finisce. Ma quanto tu ti avvicini ad un Santo, sembra che tutte le nuvole che hai scompaiano. E' l'esperienza che la gente faceva quando la gente incontrava il poverello d'Assisi e quando la gente andava al capezzale di Luisa. E ciò accadrà anche a te. E anche se non si avvicineranno a te, tu spiritualmente con la tua anima e i piccoli giri puoi avvicinarti a loro portandogli la sapienza divina, il perdono divino ecc...
MEDITAZIONE DI DON PIERPAOLO MARIA CILLA
San Francesco e la Divina Volontà. Il poverello d'Assisi si spoglia non per una follia umana ma per follia divina, perché ha assecondato l'azione dello Spirito Santo di svuotarsi. Lo spogliamento non dei vestiti ma del proprio io (quello chiesto a Luisa) per far spazio a Dio. A questo punto San Francesco si trova veramente povero, anche di quello che noi riterremmo l'essenziale. E che si fa a questo punto?
Cosa fa Gesù con Luisa? Questo cammino di svuotamento non ha come fine la purificazione (è un passaggio) ma ha la meta dello Sposalizio che è il preludio di una trasformazione totale dell'anima in Dio.
Il don legge un brano senza però che dica quale. Qua solo appunti.
Il don legge un testo e qua commenta: Se noi desideriamo e rinunciamo al nostro io, al nostro cuore e alla nostra volontà, dobbiamo credere che tutto ciò che avviene è volontà di Dio. E non stare sempre a lamentarci (perché Signore è accaduto questo ecc...) e Gesù parla del mistero del Matrimonio mistico. Come mai tanti giovani convivono per tanti anni? Se vuoi che i giovani finiscano la loro storia d'amore falli sposare perché si lascino. Il rapporto coniugale non è la somma di due egoismi, ma l'incontro di due persone che rinunciano a sé stesse per fare spazio all'altra/o. Quando si parla del matrimonio come esperienza di croce non è una sofferenza ma devi morire il tuo io per far vivere l'altro. Nel matrimonio terreno ci si lascia cambiare e questo matrimonio è solo l'ombra dello sposalizio mistico che il Signore fa con l'anima. Invece ci si sposa perché l'altra persona mi rende felice, si prende cura di me, ecc... l'altro diventa uno strumento per i miei scopi. Ma questo è egoismo. E si arriva ad un certo momento in cui iniziano ad emergere le debolezze umane e si salta in aria se ci si è sposati per egoismo. Ma se ci si è sposati per amore il matrimonio regge.
Vivi questo momento e non ti preoccupare dei problemi che hai.
9 Maggio 1900 Luisa vede il mistero della Santissima Trinità nella forma di tre soli. (terzo volume)
Dopo quelle due parole che ha detto Gesù, mi son trovata fuori di me stessa e, guardando nella volta dei cieli, ho intravisto tre soli: Uno pareva che si posasse all'oriente, l'altro all'occidente, il terzo a mezzogiorno. Era tanto lo splendore dei raggi che tramandavano, che si univano gli uni con gli altri, in modo che ne formavano uno solo. Mi pareva di vedere il mistero della Santissima Trinità e l'uomo formato con le tre potenze ad immagine di Essa. Comprendevo pure che chi stava in quella luce, rimaneva trasformata: la volontà nel Padre, l'intelletto nel Figlio, la memoria nello Spirito Santo. Quante cose comprendevo! Ma non so manifestarle.
Gesù dice: se tu la tua volontà la sperdi nel Padre, l'intelletto nel Figlio e la memoria dello Spirito Santo ecco che scende la Santissima Trinità sulla terra, l'inabitazione della Santissima Trinità si è già compiuta per grazia ma si compie in pienezza quando l'anima fonde sé stessa nella volontà divina. Chi vive nella dv non pensa più con la propria mente, non ricorda più con la propria memoria e non vuole più con la propria volontà, ma solo con quella divina.
Cosa produce un cuore trasformato in Dio?
20 Novembre 1900 Dovendo vivere del cuore di Gesù, Lui le dà regole per imparare un vivere più perfetto. (quarto volume)
“Diletta mia, dovendo vivere del mio cuore ti conviene intraprendere un modo di vivere più perfetto. (Gesù). San Francesco era rimasto senza niente e come e di cosa doveva vivere? Solo di Gesù. Luisa spogliata e con il cuore assorbito in Lui come doveva vivere?
1.Uniformità perfetta alla mia Volontà, perché mai potrai amarmi perfettamente, se non amandomi con la mia stessa Volontà; anzi ti dico che amandomi con la mia stessa Volontà giungerai ad amar Me ed il prossimo col mio stesso modo d’amare.
Gesù ti amo con il tuo amore e con la tua volontà. Voglio parlare con le tue parole. Un'attimo prima di fare qualcosa, chiamare Gesù a parlare in me (per esempio). Questo significa uniformità di divina volontà.
2.Umiltà profonda, mettendoti innanzi a Me ed alle creature, l’ultima di tutte.
E' quello che dice san Francesco quando parla di Dio. San Francesco chiedeva l'umiltà profonda. E noi ci sentiamo veramente gli ultimi? O sentiamo che siamo meglio di altri? Ciascuno consideri il prossimo superiore a sé stesso (diceva san Paolo).
3.Purità in tutto, perché qualunque minimo mancamento di purità, tanto nell’amare quanto nell’operare, si riflette tutto nel cuore e ne resta macchiato, perciò voglio che la purità sia come la rugiada sui fiori al nascere del sole, che riflettendovi i raggi, trasmuta quelle piccole goccioline come in tante perle preziose da incantare le genti. Così tutte le tue opere, pensieri e parole, palpiti ed affetti, desideri ed inclinazioni, se saranno fregiati dalla rugiada celeste della purità, tesserai un dolce incanto, non solo all’occhio umano, ma a tutto l’Empireo.
Purezza d'intenzioni. Quando io metto il mio interesse o tornaconto ecco che ho sporcato la mia azione. Noi siamo capaci di fare tantissimi atti di generosità o d'amore almeno se c'è un minimo vantaggio economico, di ammirazione, di carriera, vantaggi pensionistici ecc.. se ci sono solo svantaggi uno può dire: te lo scordi. Gesù però dice che ogni imperfezione nelle nostre azioni si riflette nella nostra anima. Il peccato sporca l'anima, e dato che noi non crediamo più all'esistenza dell'anima non crediamo più all'esistenza del male e del peccato. E alla sua capacità di macchiare l'anima.
4.L’ubbidienza va connessa con la mia Volontà, perché se questa virtù riguarda i superiori, che ti ho dato in terra, la mia Volontà è ubbidienza che riguarda Me direttamente, tanto che si può dire che l’una e l’altra sono tutte e due virtù d’ubbidienza, con questa sola differenza, che l’una riguarda Dio e l’altra riguarda gli uomini; tutte e due hanno lo stesso valore e non ci può stare l’una senza dell’altra, quindi devi amare tutte e due allo stesso modo.”
La tua volontà è chiamata ad ubbidire a Me (a Gesù).
Poi ha soggiunto: “Sappi, d’ora in poi vivrai col cuor mio e devi intendertela a modo del cuor mio, per trovare in te le mie compiacenze, perciò ti raccomando che non è più cuor tuo, ma cuor mio.” Gesù
14 Agosto 1908 La volontà umana serve di pennello a Gesù per dipingere la sua Immagine nel cuore. (volume ottavo)
(Luisa) Avendo fatto la comunione, vedevo il bambino nel mio interno, come se andasse cercando una cosa importante, io ho detto: “Carino mio, che vai trovando con tanta premura?” E Lui ha detto: “Figlia, cerco il pennello della tua volontà per poter dipingere la mia immagine nel tuo cuore, perché se non mi dai la tua volontà mi manca il pennello per poter liberamente dipingere Me in te; e come la volontà mi serve di pennello nelle mie mani, così l’amore mi serve di tinte per poter imprimere la varietà dei colori della mia immagine. Oltre a ciò, come la volontà umana mi serve di pennello, così la mia Volontà serve di pennello nelle mani dell’anima per dipingere la sua immagine nel mio cuore, ed in Me poi troverà abbondante tinta d’amore per la varietà dei colori.”
Si racconta che San Francesco, da un punto di vista esterno, non fosse chissà di quale bellezza, non era un principe azzurro alto con i capelli biondi. La primissima immagine del santo si vede un'uomo piccolino eppure non c'era nessuno più bello di lui. E la bellezza da dove la prendeva? Non dalle doti naturali ma da un lavorio divino, che non è arrivato a livelli di Luisa. Ma San Francesco aveva intuito che con il pennello divino è possibile dipingere Cristo nell'anima.
Gesù risponde a Luisa con qualcosa di inatteso
04 Novembre 1909 Con la sua beatitudine Iddio rende beato tutto il Cielo, perché tutto è armonia in Lui. (nono volume).
Sono tutti brani di episodi che avvengono dopo aver fatto la comunione, ad indicare come la Comunione Eucaristica che secondo il regime della grazia è la massima esperienza che noi possiamo vivere di Cristo quaggiù, nell'ordine della Divina Volontà è l'ordine di partenza per poter vivere una fusione dei cuori.
Avendo fatto la comunione stavo dicendo al mio adorabile Gesù: “Già sono stretta a Te, anzi immedesimata; se siamo già una cosa sola, io lascio il mio essere in Te e prendo il tuo. Quindi lascio la mia mente e prendo la tua; lascio i miei occhi, la mia bocca, il mio cuore, le mie mani, i miei passi.” Oh!, quanto sarò felice d’ora in poi! Penserò con la tua mente, guarderò coi tuoi occhi, parlerò con la tua bocca, ti amerò col tuo cuore, opererò con le tue mani, camminerò coi tuoi piedi e se qualcosa mi verrà, dirò: “ Ho lasciato il mio essere in Gesù ed ho preso il suo, andate da Gesù che vi risponderà per me.” Oh! come mi sento beata. Ah! sì, prendo anche la tua beatitudine, non è vero Gesù? Ma mia Vita e tutto il mio Bene, Tu, con la tua beatitudine, rendi beato tutto il Cielo ed io, prendendo la tua beatitudine, non rendo beato nessuno.”
Luisa ci insegna a pregare nella divina volontà. Dopo la comunione, avendo Gesù in noi, possiamo dire: ti dono i miei occhi per prendere i tuoi, per guardare in maniera totalmente diversa le persone che mi stanno antipatiche. Ti do la mia bocca che è strapiena di parole e prendo la tua che è piena di silenzi ecc... di colpo non avviene questa trasformazione ma se questi atti di sostituzione, di recupero degli atti di Gesù ecc... vengono ripetuti nel tempo, ecco che cose che avremmo realizzato con anni di sforzo.
La cosa migliore è non cadere più nelle imperfezioni e dobbiamo credere che questi atti sono santificanti e trasformanti. La sostituzione della mia bocca con quella di Gesù, magari la fai per tutto il mese di Maggio, ogni giorno quindi per 30 volte. Il don è sicuro che ciò produrrà più effetti questo che trenta anni in cui dirai: ha ragione mia moglie/marito, io parlo troppo. Quello che la tua volontà fa in un'anno, la volontà di Dio la fa in 30 giorni. Luisa poi vedeva che intorno a lei non succedeva nulla e nessuno si beatifica. Ma Gesù risponde:
E Gesù mi ha detto: “Figlia mia, anche tu puoi, col prendere tutto il mio Essere ed insieme la mia beatitudine, rendere beati gli altri. Perché il mio Essere ha la virtù di beatificare? Perché tutto è armonia in Me, una virtù armonizza con l’altra: La giustizia con la misericordia, la santità con la bellezza, la sapienza con la fortezza, l’immensità con la profondità ed altezza e così di tutto il resto, tutto è armonia in Me, niente è discordante; queste armonie rendono beato Me stesso e beatifico tutti quelli che a Me si avvicinano. Onde tu col prendere il mio Essere, sta’ attenta che tutte le virtù armonizzino tra loro e questa armonia comunicherà la beatitudine a chiunque a te s’avvicini, perché vedendo in te bontà, dolcezza, pazienza, carità, uguaglianza in tutto, si sentiranno beati stando vicini a te.”
Gesù dice di essere motivo di felicità perché in Lui c'è somma felicità. Perché la felicità è frutto dell'armonia e non ci sono spigolature. In Gesù c'è armonia perfetta. Se la giustizia non è armonizzata con la misericordia è una vita difficile. E se si vive solo di misericordia e si mette da parte la giustizia (dare a ciascuno ciò che è suo), se una persona passa con il rosso e muore qualcuno non posso dire che non è accaduto nulla. La persona ha bisogno di essere sanzionata e lo scandalo dev'essere riparato e bisogna restituire ciò che è stato tolto. Non si può vivere solo di giustizia o di misericordia.
Quindi se una persona si avvicina a Gesù troverà ciò che gli manca.
Non ti preoccupare degli altri, preoccupati di Me e di te. Fai in modo che con i tuoi atti di prendere l'essere di Gesù, assorbi La Mia vita. Ma per far questo devi svuotarti di te. Cosa produrrà questa armonia? Anche tu sarai uno strumento per fare felici tanti. Vi è capitato di frequentare una persona e si sta già meglio? A volte ciò avviene per questioni psicologiche, magari è una persona solare, di carattere. Ma poi quella gioia umana finisce. Ma quanto tu ti avvicini ad un Santo, sembra che tutte le nuvole che hai scompaiano. E' l'esperienza che la gente faceva quando la gente incontrava il poverello d'Assisi e quando la gente andava al capezzale di Luisa. E ciò accadrà anche a te. E anche se non si avvicineranno a te, tu spiritualmente con la tua anima e i piccoli giri puoi avvicinarti a loro portandogli la sapienza divina, il perdono divino ecc...
MEDITAZIONE DI DON PIERPAOLO MARIA CILLA
martedì 14 luglio 2026
Il nulla e il Tutto: lo spogliamento
Prima meditazione Ritiro DV Alessandria, 9-10 Maggio 2026, don Pierpaolo Maria Cilla
La Mamma più grande è la Chiesa. La Mamma Chiesa ha sempre guardato ad una figura di santità - dopo la Madonna - a San Francesco d'Assisi e dato che questo è un'anno giubilare e su questo ritiro terremo un'occhio su San Francesco, un'occhio su Gesù, Maria e Luisa. Dalla santità di San Francesco una santità divina.
Dalla lode della creature alla lode del Creatore.
San Francesco chiamava gli elementi fratello Sole, Luna ecc... ma sappiamo che la vita nella Volontà di Dio non è solo guardare ed apprezzare ma anche fare propri gli atti che la volontà di Dio compie nella Creazione. L'inizio della vicenda di San Francesco - lo prendiamo nel giorno nel quale lui si svestì di fronte al Vescovo. L'inizio della vita nuova di San Francesco inizia da qua. San Francesco aveva capito che, fino a quando, l'uomo è pieno di sé, ripieno di sé, fino a quando lui ha attorno a lui una corazza non c'è spazio per Dio e non può entrare. Non si può servire due padroni (Gesù). Non possiamo avere due divinità da adorare, o Dio o noi. San Francesco quando si è spogliato è sembrato un'atto di pazzia, ma lui sapeva bene nel cuore che Dio lo chiamava a lasciare tutto per poter possedere e servire tutto. Il Signore non ha chiesto a Luisa e a noi di spogliarci in piazza. Ma Gesù inizia con noi allo stesso punto con cui ha iniziato con San Francesco: dallo spogliamento o svuotamento del cuore. Prima di parlare di divina volontà, Gesù mette mano a questo lavoro paziente sul cuore di Luisa. Se la casa è piena di cianfrusaglie l'ospite non potrà mai metterci piede.
Gesù dice a Luisa: dammi il posto, fammi spazio, dammi il posto che mi spetta. Gesù non inizia con grandi rivelazioni ma lavora su Luisa. Non cadiamo nel rischio di ascoltare basta ma facciamo che Gesù venga in noi a smussare gli angoli ed ad arare il terreno nel nostro cuore. Ma permettiamo a Gesù di lavorarci e di trasformarci.
Noi tutti vorremo andare ai volumi più avanti ma il primo volume è necessario per scavare la terra per preparare il luogo dove mettere le fondamenta. Il grande pericolo di persone che vogliono correre è di costruire le case sulla sabbia, sul proprio vanto ecc.. non è soltanto una perdita di tempo ma è dannosa per l'anima e per chi ci sta accanto. Perché la persona non trasmette nulla. Il primo volume è veramente incredibile, ogni volta che lo si legge ci si rende conto di quanto si ha ancora da lavorare.
Volume 1 (non trovo il brano citato). Gesù dice a Luisa in sostanza: se tu non togli intorno a te pensieri di creature, immaginazione, ecc.. Io non posso liberamente entrare nel tuo cuore. Questo mormorio nella tua mente è impedimento a Gesù di versare le sue grazie. Permettimi di essere tutta tua ed Io stesso metterò mano all'opera. Dammi la tua volontà e ciò mi basta.
Commento del don: potremmo fermarci qua a meditare solo questo piccolo brano. Qua c'è quasi tutto. O c'è il punto dolente del nostro cammino nella divina volontà. Perché lo spogliamento dall'attaccamento delle creature costituisce il vero problema. Quando la Madonna dice a Luisa che può sembrare nulla ma il più grande sacrificio è dare la propria volontà a Dio. Noi lo facciamo un giorno sì e l'altro no. Ma sacrificare sé stessi a Dio in ogni momento, questo è il sacrificio più grande che ci sia. E questo è l'unico sacrificio che il Signore ci chiede per farci dono della sua Volontà.
Una persona può dire: ma io non sento l'amore per Dio. Gesù dice: sono Io ad innamorarti di Me. Cioè il Signore ci chiede di lasciare che Lui ci innamori di Lui. Vuole fare tutto Lui. Lui però ci chiede: liberati da tutto ciò che è l'erbaccia prodotta dalla volontà umana. Noi che facciamo cosa voglia dire volontà umana e cosa significa vivere di essa. Esempio: quando nella nostra mente girano tante preoccupazioni, su cosa devo fare, come risolvere quella cosa, devo risolvere ecc... inizia a scaricarti di tutto e a deporre tutto sulle spalle di Gesù e sulle spalle di Maria. Gesù pensaci tu. Questo significa dare a Gesù la propria volontà. Tutto ciò che attira la tua attenzione, tutto ciò che genera preoccupazione, ansia, tutto ciò che tu vuoi, tutto ciò che ti aspetti, che desideri, i tuoi progetti, ecc... è tutta volontà umana. Dalla tutta a Gesù e abbi come desiderio di avere quella divina al posto della tua volontà umana. // Queste cose succedevano al momento della comunione e Luisa gli chiedeva perdono. Gesù chiede questo sacrificio sempre. Luisa si sentiva sempre Gesù sopra. Non lo sguardo indagatore ma la Sua Persona che gli stava addosso. Immaginate una mamma, le mamme riescono stare h24 con il loro bambino e se anche loro devono a prendersi il caffè, prendono il bambino con una mano e non lo perdono di vista un'attimo. In questo esempio troviamo la vita nella divina volontà, il restare sempre in compagnia con Gesù. Un'amico che chiede spazio, che chiede amore e la volontà. Alcune persone dicono al don: il mio coniuge mi ha lasciato, posso voler bene al collega? (inteso come amicizia). L'amore d'amicizia è una cosa bella. Il problema è che mai nessuno dice: posso volere bene al collega d'ufficio ma senza mettere nulla dell'amore di Gesù? Purtroppo l'amore alle creature ci trascina ad assolutizzare il tutto. // Gesù ha insegnato a Luisa ad amare le persone senza discostarsi da Lui. Cioè con il mirare e il guardarle non come la creatura che la rende felice ecc.. ma guardare le creature come immagine di Dio. In modo che se ricevevo il bene da esse, dovevo pensare che solo Iddio era il primo autore di quel bene. E' Gesù che mi sta amando attraverso il collega d'ufficio. Riconoscere in tutte le cose la presenza di Dio è un grande balzo in avanti nella vita di santità. Se si prendono le cose come volontà di Dio staremo nella pace. Oggi il panico più grande per l'uomo è perdere il cellulare.
In questo modo di agire, Luisa non perdeva la stima di nessuno. Quella persona ti sta insultando? E' Dio che sta permettendo l'umiliazione ma per il bene della persona. Cambia la vita se vediamo le creature in Dio. Luisa dice: se le creature la prendeva in giro, lei pensava a come fare acquisti (spirituali) e si sentiva obbligata - se fate un regalo ad un meridionale, il meridionale si sente obbligato a fare il ricambio. Devi stare sempre a ricambiare. Quando la prendeva in giro, Luisa si sentiva beneficata da quelle persone perché aumentavano in lei la pratica delle virtù e i meriti davanti a Dio. E diventavano un mezzo per lo svuotamento di Luisa. Perché fino a quando noi sentiamo un fuoco che si accende se non ci salutano ecc... questo è un frutto della volontà umana regnante e dominante. Se qualcuno martella la tua volontà umana prendila come un'opera di beneficenza. Se lodavano Luisa, riceva con disprezzo le lodi. Il cuore di Luisa acquistò una tale libertà che lei stessa non sa spiegarla. Facciano quello che vogliano, Luisa rimarrà fedele a Gesù perché Lui è fedele.
La pratica di piacere alla gente ci assorbe un sacco di energie e ci ruba un sacco di tempo. Non significa andare in giro trasandati. Molte cose che facciamo è per il giudizio per gli uomini. Gesù svela uno dei segreti per essere sempre felici: pensare o immaginare - non è facile farlo sempre - che su questo pianeta esistiamo solo io e Gesù. E quando vedo i miei fratelli io vedo Gesù. Mi interesso del fratello perché c'è Gesù. Accontentare uno solo è più facile che accontentare 50.
Le cose che Gesù dice a Luisa dev'essere letta nell'insieme perché se tu leggi - separato - un passo del Vangelo in cui Gesù chiede di amputarsi l'arto se questo ti fa peccare uno si spaventa. Gesù dice: la cosa più terribile che ti possa capitare è il peccato, quindi taglia tutto ciò che ti porta al peccato. Se Gesù dice che è nulla, tu sei un'ombra, ecc... è un modo per incominciare una storia d'amore che porterà Gesù a dire a Luisa: tu sei la paciera tra il Cielo e la Terra. Cose incredibili. Per arrivare a dire quello, Gesù deve iniziare così. Il nostro inizio cammino di santificazione è il mercoledì delle ceneri, - tu sei polvere e polvere ritornerai - e la nostra piccola Luisa diceva: mi sentivo tanto annientata che voleva nascondersi nei cupi abissi e Gesù diceva: appoggiati al Mio braccio e tu riceverai fortezza, ecc...
Il don legge altre cose.
Gesù dà la risposta ad un'interrogativo che ci portiamo dentro: come si fa a sacrificare la propria volontà? La volontà umana si deve sperdere nella volontà di Dio, formando una sola volontà. E come si fa? Che significa concretamente?
La volontà umana, anche da un punto di vista grafico, è nascosta parola Dio, se tu da essa rimuovi la d, rimane la parola io. La volontà è quell'io che tu senti ancora forte dentro di te e che talvolta esce dalle tue parole. Quante volte parlo di me stesso? Quante volte metto me stesso al centro? Quante volte interrompo gli altri per parlare io? Contraddico gli altri perché devo affermare il mio punto di vista? Così è. Purtroppo. Gesù ci chiede in un certo senso di scomparire e se riusciamo farlo vediamo cose belle e se vediamo il male per noi è strumento di mortificazione ed occasione di fare carità. Perché di fronte ad una persona che si comporta male posso aiutarlo magari con la mia persona luminosa. Rimanere incantanti di fronte alle cose piccole è segno che quell'io sta scomparendo.
21 Maggio 1900 Lo stato più sublime è il disfare il nostro volere nel Volere di Dio e vivere della sua Volontà. (terzo volume)
"La mira che ho su di te non è di cose prodigiose e di tante cose che potrei operare su di te per mostrare l'opera mia, ma la mia mira è di assorbirti nella mia Volontà e farne una sola e di lasciare di te un esemplare perfetto di uniformità del tuo con il mio Volere. Ma ciò è lo stato più sublime, è il prodigio più grande, è il miracolo dei miracoli che di te intendo fare…" Gesù a Luisa
Diciamo a Gesù: Gesù, attirami a te, assorbimi nella tua volontà, dissolvi la mia volontà nella tua e fa di me un altro te. E non permettere che il motore della mia esistenza sia qualcos'altra che non sia la tua volontà.
"..Figlia mia, per giungere perfettamente a fare uno il nostro Volere, l'anima deve rendersi invisibile, deve imitare Me, che mentre riempio il mondo col tenerlo assorbito in Me e col non restare assorbito in esso, mi rendo invisibile, tanto che da nessuno mi lascio vedere. Ciò significa che non c'è alcuna materia in Me, ma tutto è purissimo Spirito e se nella mia umanità assunta presi la materia, fu per rassomigliarmi in tutto all'uomo e dargli un esemplare perfettissimo di come spiritualizzare questa stessa materia. Onde l'anima deve tutto spiritualizzare e giungere a rendersi invisibile per poter formare facilmente la sua volontà una con la mia Volontà, perché ciò che è invisibile può essere assorbito in un altro oggetto. Di due oggetti, di cui si vuol formare uno solo, è necessario che uno perda la propria forma, altrimenti mai si giungerebbe a formare un solo essere. Quale fortuna sarebbe la tua se distruggendo te stessa, fino a renderti invisibile, potessi ricevere una forma tutta divina!...…………………...E' tanta l'altezza della perfezione dell'anima disfatta nel mio Volere, che giunge ad operare come Dio e questo non fa meraviglia, perché siccome non vive più la sua volontà in essa, ma la Volontà di Dio medesimo, cessa ogni stupore se vivendo con questa Volontà possiede la potenza, la sapienza, la santità e tutte le altre virtù che contiene lo stesso Dio. Basta dirti, per fare che tu t'innamori e cooperi quanto puoi da parte tua per giungere a tanto, che l'anima che giunge a vivere del solo mio Volere è regina di tutte le regine ed il suo trono è tanto alto, che giunge fino al trono dell'Eterno, entra nei segreti dell'Augustissima Triade e partecipa all'amore reciproco del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo..."
Il sacrificio chiesto da Gesù è grande ma il beneficio che ne prenderai è molto più grande.
MEDITAZIONE DI DON PIERPAOLO MARIA CILLA
La Mamma più grande è la Chiesa. La Mamma Chiesa ha sempre guardato ad una figura di santità - dopo la Madonna - a San Francesco d'Assisi e dato che questo è un'anno giubilare e su questo ritiro terremo un'occhio su San Francesco, un'occhio su Gesù, Maria e Luisa. Dalla santità di San Francesco una santità divina.
Dalla lode della creature alla lode del Creatore.
San Francesco chiamava gli elementi fratello Sole, Luna ecc... ma sappiamo che la vita nella Volontà di Dio non è solo guardare ed apprezzare ma anche fare propri gli atti che la volontà di Dio compie nella Creazione. L'inizio della vicenda di San Francesco - lo prendiamo nel giorno nel quale lui si svestì di fronte al Vescovo. L'inizio della vita nuova di San Francesco inizia da qua. San Francesco aveva capito che, fino a quando, l'uomo è pieno di sé, ripieno di sé, fino a quando lui ha attorno a lui una corazza non c'è spazio per Dio e non può entrare. Non si può servire due padroni (Gesù). Non possiamo avere due divinità da adorare, o Dio o noi. San Francesco quando si è spogliato è sembrato un'atto di pazzia, ma lui sapeva bene nel cuore che Dio lo chiamava a lasciare tutto per poter possedere e servire tutto. Il Signore non ha chiesto a Luisa e a noi di spogliarci in piazza. Ma Gesù inizia con noi allo stesso punto con cui ha iniziato con San Francesco: dallo spogliamento o svuotamento del cuore. Prima di parlare di divina volontà, Gesù mette mano a questo lavoro paziente sul cuore di Luisa. Se la casa è piena di cianfrusaglie l'ospite non potrà mai metterci piede.
Gesù dice a Luisa: dammi il posto, fammi spazio, dammi il posto che mi spetta. Gesù non inizia con grandi rivelazioni ma lavora su Luisa. Non cadiamo nel rischio di ascoltare basta ma facciamo che Gesù venga in noi a smussare gli angoli ed ad arare il terreno nel nostro cuore. Ma permettiamo a Gesù di lavorarci e di trasformarci.
Noi tutti vorremo andare ai volumi più avanti ma il primo volume è necessario per scavare la terra per preparare il luogo dove mettere le fondamenta. Il grande pericolo di persone che vogliono correre è di costruire le case sulla sabbia, sul proprio vanto ecc.. non è soltanto una perdita di tempo ma è dannosa per l'anima e per chi ci sta accanto. Perché la persona non trasmette nulla. Il primo volume è veramente incredibile, ogni volta che lo si legge ci si rende conto di quanto si ha ancora da lavorare.
Volume 1 (non trovo il brano citato). Gesù dice a Luisa in sostanza: se tu non togli intorno a te pensieri di creature, immaginazione, ecc.. Io non posso liberamente entrare nel tuo cuore. Questo mormorio nella tua mente è impedimento a Gesù di versare le sue grazie. Permettimi di essere tutta tua ed Io stesso metterò mano all'opera. Dammi la tua volontà e ciò mi basta.
Commento del don: potremmo fermarci qua a meditare solo questo piccolo brano. Qua c'è quasi tutto. O c'è il punto dolente del nostro cammino nella divina volontà. Perché lo spogliamento dall'attaccamento delle creature costituisce il vero problema. Quando la Madonna dice a Luisa che può sembrare nulla ma il più grande sacrificio è dare la propria volontà a Dio. Noi lo facciamo un giorno sì e l'altro no. Ma sacrificare sé stessi a Dio in ogni momento, questo è il sacrificio più grande che ci sia. E questo è l'unico sacrificio che il Signore ci chiede per farci dono della sua Volontà.
Una persona può dire: ma io non sento l'amore per Dio. Gesù dice: sono Io ad innamorarti di Me. Cioè il Signore ci chiede di lasciare che Lui ci innamori di Lui. Vuole fare tutto Lui. Lui però ci chiede: liberati da tutto ciò che è l'erbaccia prodotta dalla volontà umana. Noi che facciamo cosa voglia dire volontà umana e cosa significa vivere di essa. Esempio: quando nella nostra mente girano tante preoccupazioni, su cosa devo fare, come risolvere quella cosa, devo risolvere ecc... inizia a scaricarti di tutto e a deporre tutto sulle spalle di Gesù e sulle spalle di Maria. Gesù pensaci tu. Questo significa dare a Gesù la propria volontà. Tutto ciò che attira la tua attenzione, tutto ciò che genera preoccupazione, ansia, tutto ciò che tu vuoi, tutto ciò che ti aspetti, che desideri, i tuoi progetti, ecc... è tutta volontà umana. Dalla tutta a Gesù e abbi come desiderio di avere quella divina al posto della tua volontà umana. // Queste cose succedevano al momento della comunione e Luisa gli chiedeva perdono. Gesù chiede questo sacrificio sempre. Luisa si sentiva sempre Gesù sopra. Non lo sguardo indagatore ma la Sua Persona che gli stava addosso. Immaginate una mamma, le mamme riescono stare h24 con il loro bambino e se anche loro devono a prendersi il caffè, prendono il bambino con una mano e non lo perdono di vista un'attimo. In questo esempio troviamo la vita nella divina volontà, il restare sempre in compagnia con Gesù. Un'amico che chiede spazio, che chiede amore e la volontà. Alcune persone dicono al don: il mio coniuge mi ha lasciato, posso voler bene al collega? (inteso come amicizia). L'amore d'amicizia è una cosa bella. Il problema è che mai nessuno dice: posso volere bene al collega d'ufficio ma senza mettere nulla dell'amore di Gesù? Purtroppo l'amore alle creature ci trascina ad assolutizzare il tutto. // Gesù ha insegnato a Luisa ad amare le persone senza discostarsi da Lui. Cioè con il mirare e il guardarle non come la creatura che la rende felice ecc.. ma guardare le creature come immagine di Dio. In modo che se ricevevo il bene da esse, dovevo pensare che solo Iddio era il primo autore di quel bene. E' Gesù che mi sta amando attraverso il collega d'ufficio. Riconoscere in tutte le cose la presenza di Dio è un grande balzo in avanti nella vita di santità. Se si prendono le cose come volontà di Dio staremo nella pace. Oggi il panico più grande per l'uomo è perdere il cellulare.
In questo modo di agire, Luisa non perdeva la stima di nessuno. Quella persona ti sta insultando? E' Dio che sta permettendo l'umiliazione ma per il bene della persona. Cambia la vita se vediamo le creature in Dio. Luisa dice: se le creature la prendeva in giro, lei pensava a come fare acquisti (spirituali) e si sentiva obbligata - se fate un regalo ad un meridionale, il meridionale si sente obbligato a fare il ricambio. Devi stare sempre a ricambiare. Quando la prendeva in giro, Luisa si sentiva beneficata da quelle persone perché aumentavano in lei la pratica delle virtù e i meriti davanti a Dio. E diventavano un mezzo per lo svuotamento di Luisa. Perché fino a quando noi sentiamo un fuoco che si accende se non ci salutano ecc... questo è un frutto della volontà umana regnante e dominante. Se qualcuno martella la tua volontà umana prendila come un'opera di beneficenza. Se lodavano Luisa, riceva con disprezzo le lodi. Il cuore di Luisa acquistò una tale libertà che lei stessa non sa spiegarla. Facciano quello che vogliano, Luisa rimarrà fedele a Gesù perché Lui è fedele.
La pratica di piacere alla gente ci assorbe un sacco di energie e ci ruba un sacco di tempo. Non significa andare in giro trasandati. Molte cose che facciamo è per il giudizio per gli uomini. Gesù svela uno dei segreti per essere sempre felici: pensare o immaginare - non è facile farlo sempre - che su questo pianeta esistiamo solo io e Gesù. E quando vedo i miei fratelli io vedo Gesù. Mi interesso del fratello perché c'è Gesù. Accontentare uno solo è più facile che accontentare 50.
Le cose che Gesù dice a Luisa dev'essere letta nell'insieme perché se tu leggi - separato - un passo del Vangelo in cui Gesù chiede di amputarsi l'arto se questo ti fa peccare uno si spaventa. Gesù dice: la cosa più terribile che ti possa capitare è il peccato, quindi taglia tutto ciò che ti porta al peccato. Se Gesù dice che è nulla, tu sei un'ombra, ecc... è un modo per incominciare una storia d'amore che porterà Gesù a dire a Luisa: tu sei la paciera tra il Cielo e la Terra. Cose incredibili. Per arrivare a dire quello, Gesù deve iniziare così. Il nostro inizio cammino di santificazione è il mercoledì delle ceneri, - tu sei polvere e polvere ritornerai - e la nostra piccola Luisa diceva: mi sentivo tanto annientata che voleva nascondersi nei cupi abissi e Gesù diceva: appoggiati al Mio braccio e tu riceverai fortezza, ecc...
Il don legge altre cose.
Gesù dà la risposta ad un'interrogativo che ci portiamo dentro: come si fa a sacrificare la propria volontà? La volontà umana si deve sperdere nella volontà di Dio, formando una sola volontà. E come si fa? Che significa concretamente?
La volontà umana, anche da un punto di vista grafico, è nascosta parola Dio, se tu da essa rimuovi la d, rimane la parola io. La volontà è quell'io che tu senti ancora forte dentro di te e che talvolta esce dalle tue parole. Quante volte parlo di me stesso? Quante volte metto me stesso al centro? Quante volte interrompo gli altri per parlare io? Contraddico gli altri perché devo affermare il mio punto di vista? Così è. Purtroppo. Gesù ci chiede in un certo senso di scomparire e se riusciamo farlo vediamo cose belle e se vediamo il male per noi è strumento di mortificazione ed occasione di fare carità. Perché di fronte ad una persona che si comporta male posso aiutarlo magari con la mia persona luminosa. Rimanere incantanti di fronte alle cose piccole è segno che quell'io sta scomparendo.
21 Maggio 1900 Lo stato più sublime è il disfare il nostro volere nel Volere di Dio e vivere della sua Volontà. (terzo volume)
"La mira che ho su di te non è di cose prodigiose e di tante cose che potrei operare su di te per mostrare l'opera mia, ma la mia mira è di assorbirti nella mia Volontà e farne una sola e di lasciare di te un esemplare perfetto di uniformità del tuo con il mio Volere. Ma ciò è lo stato più sublime, è il prodigio più grande, è il miracolo dei miracoli che di te intendo fare…" Gesù a Luisa
Diciamo a Gesù: Gesù, attirami a te, assorbimi nella tua volontà, dissolvi la mia volontà nella tua e fa di me un altro te. E non permettere che il motore della mia esistenza sia qualcos'altra che non sia la tua volontà.
"..Figlia mia, per giungere perfettamente a fare uno il nostro Volere, l'anima deve rendersi invisibile, deve imitare Me, che mentre riempio il mondo col tenerlo assorbito in Me e col non restare assorbito in esso, mi rendo invisibile, tanto che da nessuno mi lascio vedere. Ciò significa che non c'è alcuna materia in Me, ma tutto è purissimo Spirito e se nella mia umanità assunta presi la materia, fu per rassomigliarmi in tutto all'uomo e dargli un esemplare perfettissimo di come spiritualizzare questa stessa materia. Onde l'anima deve tutto spiritualizzare e giungere a rendersi invisibile per poter formare facilmente la sua volontà una con la mia Volontà, perché ciò che è invisibile può essere assorbito in un altro oggetto. Di due oggetti, di cui si vuol formare uno solo, è necessario che uno perda la propria forma, altrimenti mai si giungerebbe a formare un solo essere. Quale fortuna sarebbe la tua se distruggendo te stessa, fino a renderti invisibile, potessi ricevere una forma tutta divina!...…………………...E' tanta l'altezza della perfezione dell'anima disfatta nel mio Volere, che giunge ad operare come Dio e questo non fa meraviglia, perché siccome non vive più la sua volontà in essa, ma la Volontà di Dio medesimo, cessa ogni stupore se vivendo con questa Volontà possiede la potenza, la sapienza, la santità e tutte le altre virtù che contiene lo stesso Dio. Basta dirti, per fare che tu t'innamori e cooperi quanto puoi da parte tua per giungere a tanto, che l'anima che giunge a vivere del solo mio Volere è regina di tutte le regine ed il suo trono è tanto alto, che giunge fino al trono dell'Eterno, entra nei segreti dell'Augustissima Triade e partecipa all'amore reciproco del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo..."
Il sacrificio chiesto da Gesù è grande ma il beneficio che ne prenderai è molto più grande.
MEDITAZIONE DI DON PIERPAOLO MARIA CILLA
sabato 4 luglio 2026
La guarigione compiuta: ciò che l’anima diventa
Ottava meditazione, Esercizi spirituali DV, Loreto 26-29 aprile 2026 - don Pierpaolo Maria Cilla
Guarire l'umano con il dono della divina volontà. Dopo la malattia, il dolore, il Medico che è sceso e la terapia che ci è stata data, la Vergine Maria che ci ha mostrato la via e la fedeltà che ha resistito ad ogni ricaduta, eccoci qua di fronte alla domanda finale: cosa diventa l'anima quando in lei si compie la perfezione della guarigione?
Saranno brani da contemplare ed assorbire più che da commentare. L'anima guarita con il dono della divina volontà diventa il Paradiso di Dio., il Cielo in cui Gesù si riposa e il Cielo in terra, tanto che per Gesù non c'è nessuna differenza nello stare in Cielo o nell'anima nella quale regna la Volontà divina. Quest'anima è il luogo dove si stende il Terzo Fiat che completa la Creazione e Redenzione. E cosa succederà alla morte di quest'anima? Il Cielo non solo aprirà le porte ma si abbasserà per accoglierla.
28 Giugno 1912 Nell’anima che è cielo, Gesù è il Sole. ( 11° volume)
Continuando il mio solito stato, per poco è venuto il benedetto Gesù e mi ha detto:
“Figlia mia, l’anima che fa la mia Volontà (e vuole viverci aggiunge il don) è cielo, ma cielo senza sole e senza stelle, perché il Sole sono Io e le stelle che abbelliscono questo cielo, le mie stesse virtù.
- non virtù che l'anima si è costruita da sé per andarne fiera e di cui vantarsene. Il vanto è un peccato di superbia e non ci cadiamo continuamente, tutte le volte che ci mostriamo e ci vogliamo far apprezzare, la stima umana. -
Bello questo cielo, da innamorare chiunque lo può conoscere e molto più ne resto innamorato Io, che, come Sole, mi metto nel centro di questo cielo e lo vado saettando continuamente di nuova luce, di nuovo amore, di nuove grazie.
- noi che cerchiamo in continuazione l'ammirazione umana, quest'anima fa innamorare il Cielo di noi. Non perché noi abbiamo fatto chissà cosa ma perché in noi vedono il Dio che loro contemplano faccia a faccia.
Bello questo cielo a vedersi se splende il Sole, cioè quando mi manifesto e carezzo l’anima e la colmo dei miei carismi, l’abbraccio e, toccato dal suo amore, vengo meno e mi riposo in lei,
- noi che cerchiamo il riposo, il vero riposo consiste nel far ritrovare Gesù riposo. Perché se riposa Lui riposiamo noi. Noi diventiamo per il mondo quel Gesù che dice: venite a Me a riposare in quel Gesù che regna nelle nostre anime. Noi diciamo a Gesù quello che Lui dice a noi: viene a riposare in noi. Perché non trovi il mio cuore non accentratore. Questo ti posso dare.
L'anima guarita dal Fiat non è più un campo di battaglia ma è diventata un cielo sereno dove risplende non la mia stella ma quella di Gesù. E dove Dio si riposa. E quindi si respira la pace in quest'anima. Isaia 60,19.
LIBRO DEL PROFETA ISAIA - 60
19Il sole non sarà più la tua luce di giorno, né ti illuminerà più lo splendore della luna. Ma il Signore sarà per te luce eterna, il tuo Dio sarà il tuo splendore.
Secondo punto di meditazione: cosa prova la Santissima Trinità quando trova un'anima nel suo Fiat?
15 Ottobre 1933
Maestria ed arte Divina. Il piccolo Paradiso di Dio. Labirinto d'amore, virtù generatrice del Fiat. Dio in balìa della creatura. (32° volume)
"Figlia mia benedetta, non vi è cosa più bella, più santa, più gradita e che più ci piace e glorifica, che il formare la vita del nostro Voler Divino nella creatura; in essa viene formato un piccolo Paradiso, dove il nostro Ente Supremo si diletta di scendere per farvi il suo soggiorno…."
Non qualche visita ma il soggiorno
"..Vedi, invece d'un Paradiso ne abbiamo due, in cui troviamo le nostre armonie, la bellezza che ci rapisce, le pure gioie che raddoppiano la nostra felicità per aver formato una nostra vita di più nel piccolo cerchio della creatura…"
Indirettamente noi piccole creature diventiamo la gioia di Dio.
"..In questo Paradiso per quanto piccolo, per quanto creatura può essere capace, troviamo tutto, tutto è nostro, anzi troviamo la piccolezza che più ci innamora e miriamo la nostra arte Divina, perché nel piccolo, con la virtù della nostra potenza, abbiamo racchiuso il grande, possiamo dire che col nostro labirinto d'amore abbiamo trasmutato le cose, il grande nel piccolo ed il piccolo nel grande, senza un nostro prodigio divino non avremmo potuto formare, né la nostra vita, né il nostro Paradiso nella creatura e ti par poco avere una nostra vita di più ed un Paradiso duplicato a nostra disposizione per felicitarci maggiormente? ..
Il Sole e le stelle narrano la gloria di Dio ma non gli danno la vita. Ma l'anima in cui vive il divin volere gli fa trovare il Paradiso. Questo Paradiso in terra è più sorprendente di quello in Cielo. Andatevi a leggere l'ultimo capitolo della Madonna nel Regno della Divina Volontà.
Vangelo secondo Giovanni - 14
"..23Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.."
La dottrina sull'Inabitazione della Santissima Trinità in noi è una cosa già nota ma comprenderla nei dettagli non è una cosa che finora il don ritiene che sia stato possibile.
Terzo punto di meditazione: E' decreto divino che il Regno Divino venga a regnare sulla terra
3 Gennaio 1932 Certezza della venuta del regno della Divina Volontà sulla terra. Come tutte le difficoltà si scioglieranno come neve innanzi ad un sole ardente. La volontà umana è stanza oscura della creatura. 30° volume
"..Ora, come fu decreto nostro la mia venuta sulla terra, così è decreto nostro il regno della nostra Volontà sulla terra, anzi si può dire che l’uno e l’altro fanno parte di un sol decreto, avendo compiuto il primo atto di questo decreto, ci resta da compiere il secondo…"
Quando Dio firma un decreto, la cosa è immutabile.
«Figlia mia, tutto a Noi è possibile. Le impossibilità, le difficoltà, gli scogli insormontabili delle creature si sciolgono innanzi alla nostra Maestà Suprema come neve di fronte ad un sole ardente, il tutto sta se Noi vogliamo, tutto il resto è nulla. Non successe così nella Redenzione? Il peccato abbondava più che mai, appena un piccolo nucleo di gente sospirava il Messia ed in mezzo a questo nucleo, quante ipocrisie, quanti peccati di tutte le specie, spesso idolatravano; ma era decretato che Io dovevo venire sulla terra.
San Tommaso d'Aquino dice che nessuno può fermare la Volontà di Dio. Certo che c'è la libertà umana, sì che può ostacolare la volontà di Dio anche severamente ma se Dio firma un decreto neanche la volontà umana lo può fare.
E qua Gesù collega la sua venuta sulla terra e l'arrivo del regno del Fiat.
"..E’ vero che ci teniamo alla buona disposizione delle creature per dare il gran bene che può produrre un atto di nostra Volontà e perciò, tutt’al più prendiamo tempo e ci facciamo via in mezzo ai loro mali per disporli. E’ vero che i tempi sono tristi, gli stessi popoli sono stanchi, si vedono chiuse tutte le vie, non trovano via d’uscita anche per i necessari mezzi naturali, le oppressioni, le esigenze dei capi sono insopportabili..., giusta pena perché hanno eletto per capi uomini senza Dio, di mala vita, senza giusto diritto d’essere capi, che meritavano più un carcere, che il diritto del regime. Molti troni ed imperi sono stati rovesciati e quei pochi che sono rimasti, sono tutti vacillanti ed in atto di rovesciarsi, sicché la terra rimarrà quasi senza re, in mano ad uomini iniqui…"
L'ultimo imperatore d'Austria è un beato. Noi ci vantiamo della democrazia ma adesso stanno nascendo sempre meno persone e ci saranno sempre più musulmani. La democrazia non è fare leggi secondo la Verità, la democrazia è: comanda la maggioranza, e se la maggioranza è islamica, verranno distrutte le Chiese, ecc... è un cattivo pensiero del don. Perché gli Angeli hanno preso la casa di Loreto e l'hanno portata in giro per mezza Europa? Risposta di un professore: per salvarla dalla furia islamica, gli islamici avevano già distrutto la Basilica costruita sulla santa casa, soltanto che la santa Casa si trovava nella cripta della basilica e si è ritrovata sommersa dai detriti. Ma la Madonna prima che la demolissero, ha compiuto un miracolo. Queste tre mura sono state tirare fuori da una montagna di detriti integre e tutto questo per salvare una reliquia.
Riprendiamo la meditazione: quando cadono i troni e gli imperi è il segnale che l'annuncio del Regno della Divina Volontà non è lontano.
"..Quell’epoca e questa, in molte cose si danno la mano e la scomparsa dei troni e degli imperi, è l’annunzio che il regno della mia Divina Volontà non è lontano. Dovendo essere un regno universale, pacifico, non ci sarà bisogno di re che lo dominino, ognuno sarà re di se stesso. La mia Volontà sarà per loro legge, guida, sostegno, vita e Re assoluto di tutti e di ciascuno e tutti i capi arbitrari e senza diritto, andranno in frantumi come polvere al vento…"
Gesù sta parlando del valore del dominio della persona sulle sue passioni, se noi siamo auto dominati possiamo dominare il mondo. Ci vuole qualcuno che gestisca il mondo ma in questo clima. Sia la Parola di Dio va letta nella Chiesa e tutto il resto va letto nella Chiesa per non prendere derive sbagliate.
LIBRO DEL PROFETA DANIELE - 2
"..44Al tempo di questi re, il Dio del cielo farà sorgere un regno che non sarà mai distrutto e non sarà trasmesso ad altro popolo: stritolerà e annienterà tutti gli altri regni, mentre esso durerà per sempre.."
Questa è una profezia che sembra però un'eco della profezia che l'Arcangelo Gabriele fece alla Madonna.
Il terzo fiat sarà il completamento e compimento della Creazione e Redenzione (4° punto)
24 Gennaio 1921 Il terzo Fiat farà completare la gloria, l’onore del Fiat della Creazione e sarà conferma, sviluppo dei frutti del Fiat della Redenzione. Questi tre Fiat adombreranno la Sacrosanta Trinità sulla terra. (12° volume)
“Figlia mia, il primo Fiat fu detto nella Creazione senza intervento di alcuna creatura. Il secondo Fiat fu detto nella Redenzione e volli l’intervento della creatura e scelsi la mia Mamma come compimento del secondo Fiat…"
E' stata una creatura a rovinare il primo Fiat, così Dio chiama un'altra creatura.
"..Ora, a compimento, voglio dire il terzo Fiat e lo voglio dire per mezzo tuo, ho scelto te per compimento del terzo Fiat…"
Dio ha scelto Luisa perché è piccola ed ignorante, ha girato per tutta la terra e non ha trovato nessuna più piccola di Luisa
"..Questo terzo Fiat farà completare la gloria, l’onore del Fiat della Creazione e sarà conferma, sviluppo dei frutti del Fiat della Redenzione. Questi tre Fiat adombreranno la Sacrosanta Trinità sulla terra ed avrò il Fiat Voluntas tua, come in Cielo così in terra…"
La Santissima Trinità ha messo la sua firma ovunque: è tutto triplice. E' l'uomo che vuole rompere tutto questo. Papà, Mamma e figli. Ma noi vogliamo stravolgere questo equilibrio.
"..Questi tre Fiat saranno inseparabili, l’uno sarà vita dell’altro, saranno uno e trino, ma distinti tra loro. Il mio amore lo vuole, la mia gloria lo esige, perchè avendo sprigionato dal seno della mia potenza creatrice i primi due Fiat, il mio amore vuole sprigionare il terzo Fiat, non potendolo più contenere e questo, per completare l’opera da Me uscita, altrimenti resterebbe incompleta l’opera della Creazione e della Redenzione.”
La Redenzione è completa ma san Paolo dice: completo nella mia carne i patimenti di Cristo. In Gesù è completa ma in noi (e nel mondo) non è pienamente compiuta.
"..Così sarà del terzo Fiat, germoglierà in te, si formerà la spiga; solo il sacerdote ne avrà conoscenza, poi poche anime e poi si diffonderà, si diffonderà e farà la stessa via della Creazione e Redenzione. Quanto più ti senti schiacciata, tanto più cresce in te e si feconda la spiga del terzo Fiat, perciò sii attenta e fedele.”
Prima lo sapeva solo il sacerdote che veniva da Luisa e metteva l'imprimatur.
Quinta meditazione: il mistero della morte.
8 Marzo 1914 Chi sta nella Divina Volontà, di tutto ciò che fa Gesù può dire è mio. Vivendo e morendo nel Divin Volere, non c’è bene che l’anima non si porti con sé. (11° volume)
".. sicché per l’anima che muore nella mia Volontà, non c’è bellezza che la pareggi, né altezze, né ricchezze, né santità, né sapienza, né amore, nulla, nulla la può eguagliare, sicché quando l’anima che muore nella mia Volontà, farà ingresso nella patria celeste non si apriranno le sole porte del Cielo, ma tutto il Cielo si abbasserà per farla entrare nel celeste soggiorno, per fare onore all’operato della mia Volontà; che dirti poi della festa, della sorpresa di tutti i beati nel vedere quest’anima tutta improntata dell’operato della Volontà Divina! Quale sorpresa nel vedere in quest’anima che ha fatto tutto nel mio Volere, che tutto ciò che ha fatto in vita, ogni suo detto, ogni pensiero, parola, opera, azione, eccetera, sono tanti soli che l’adornano, ed uno diverso dall’altro nella luce e nella bellezza; nel vedere in quest’anima i tanti rivoli divini che inonderanno tutti i beati e che non potendoli contenere il Cielo scorreranno anche in terra a bene dei viatori.."
Quest'anima farà dilagare luce dovunque e anche dal Cielo potremmo far del bene alla terra.
"..Ah! figlia mia, la mia Volontà è il portento dei portenti, è il segreto per trovare la luce, la santità, le ricchezze, è il segreto di tutti i beni e non è conosciuto e quindi non è apprezzato né amato; apprezzalo ed amalo almeno tu e fallo conoscere a quelli che tu vedi disposti.”
Gesù ci dice che questo dono strepitoso che Dio vuole fare all'umanità dev'essere conosciuto per farlo apprezzare. Gesà dice che le perle vanno date a coloro che sono ben disposti. Ogni atto fatto nel Fiat diventa un sole che illuminerà l'anima in Cielo ma inonderà anche la terra.
Meditazione di Don Pierpaolo Maria Cilla
Guarire l'umano con il dono della divina volontà. Dopo la malattia, il dolore, il Medico che è sceso e la terapia che ci è stata data, la Vergine Maria che ci ha mostrato la via e la fedeltà che ha resistito ad ogni ricaduta, eccoci qua di fronte alla domanda finale: cosa diventa l'anima quando in lei si compie la perfezione della guarigione?
Saranno brani da contemplare ed assorbire più che da commentare. L'anima guarita con il dono della divina volontà diventa il Paradiso di Dio., il Cielo in cui Gesù si riposa e il Cielo in terra, tanto che per Gesù non c'è nessuna differenza nello stare in Cielo o nell'anima nella quale regna la Volontà divina. Quest'anima è il luogo dove si stende il Terzo Fiat che completa la Creazione e Redenzione. E cosa succederà alla morte di quest'anima? Il Cielo non solo aprirà le porte ma si abbasserà per accoglierla.
28 Giugno 1912 Nell’anima che è cielo, Gesù è il Sole. ( 11° volume)
Continuando il mio solito stato, per poco è venuto il benedetto Gesù e mi ha detto:
“Figlia mia, l’anima che fa la mia Volontà (e vuole viverci aggiunge il don) è cielo, ma cielo senza sole e senza stelle, perché il Sole sono Io e le stelle che abbelliscono questo cielo, le mie stesse virtù.
- non virtù che l'anima si è costruita da sé per andarne fiera e di cui vantarsene. Il vanto è un peccato di superbia e non ci cadiamo continuamente, tutte le volte che ci mostriamo e ci vogliamo far apprezzare, la stima umana. -
Bello questo cielo, da innamorare chiunque lo può conoscere e molto più ne resto innamorato Io, che, come Sole, mi metto nel centro di questo cielo e lo vado saettando continuamente di nuova luce, di nuovo amore, di nuove grazie.
- noi che cerchiamo in continuazione l'ammirazione umana, quest'anima fa innamorare il Cielo di noi. Non perché noi abbiamo fatto chissà cosa ma perché in noi vedono il Dio che loro contemplano faccia a faccia.
Bello questo cielo a vedersi se splende il Sole, cioè quando mi manifesto e carezzo l’anima e la colmo dei miei carismi, l’abbraccio e, toccato dal suo amore, vengo meno e mi riposo in lei,
- noi che cerchiamo il riposo, il vero riposo consiste nel far ritrovare Gesù riposo. Perché se riposa Lui riposiamo noi. Noi diventiamo per il mondo quel Gesù che dice: venite a Me a riposare in quel Gesù che regna nelle nostre anime. Noi diciamo a Gesù quello che Lui dice a noi: viene a riposare in noi. Perché non trovi il mio cuore non accentratore. Questo ti posso dare.
L'anima guarita dal Fiat non è più un campo di battaglia ma è diventata un cielo sereno dove risplende non la mia stella ma quella di Gesù. E dove Dio si riposa. E quindi si respira la pace in quest'anima. Isaia 60,19.
LIBRO DEL PROFETA ISAIA - 60
19Il sole non sarà più la tua luce di giorno, né ti illuminerà più lo splendore della luna. Ma il Signore sarà per te luce eterna, il tuo Dio sarà il tuo splendore.
Secondo punto di meditazione: cosa prova la Santissima Trinità quando trova un'anima nel suo Fiat?
15 Ottobre 1933
Maestria ed arte Divina. Il piccolo Paradiso di Dio. Labirinto d'amore, virtù generatrice del Fiat. Dio in balìa della creatura. (32° volume)
"Figlia mia benedetta, non vi è cosa più bella, più santa, più gradita e che più ci piace e glorifica, che il formare la vita del nostro Voler Divino nella creatura; in essa viene formato un piccolo Paradiso, dove il nostro Ente Supremo si diletta di scendere per farvi il suo soggiorno…."
Non qualche visita ma il soggiorno
"..Vedi, invece d'un Paradiso ne abbiamo due, in cui troviamo le nostre armonie, la bellezza che ci rapisce, le pure gioie che raddoppiano la nostra felicità per aver formato una nostra vita di più nel piccolo cerchio della creatura…"
Indirettamente noi piccole creature diventiamo la gioia di Dio.
"..In questo Paradiso per quanto piccolo, per quanto creatura può essere capace, troviamo tutto, tutto è nostro, anzi troviamo la piccolezza che più ci innamora e miriamo la nostra arte Divina, perché nel piccolo, con la virtù della nostra potenza, abbiamo racchiuso il grande, possiamo dire che col nostro labirinto d'amore abbiamo trasmutato le cose, il grande nel piccolo ed il piccolo nel grande, senza un nostro prodigio divino non avremmo potuto formare, né la nostra vita, né il nostro Paradiso nella creatura e ti par poco avere una nostra vita di più ed un Paradiso duplicato a nostra disposizione per felicitarci maggiormente? ..
Il Sole e le stelle narrano la gloria di Dio ma non gli danno la vita. Ma l'anima in cui vive il divin volere gli fa trovare il Paradiso. Questo Paradiso in terra è più sorprendente di quello in Cielo. Andatevi a leggere l'ultimo capitolo della Madonna nel Regno della Divina Volontà.
Vangelo secondo Giovanni - 14
"..23Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.."
La dottrina sull'Inabitazione della Santissima Trinità in noi è una cosa già nota ma comprenderla nei dettagli non è una cosa che finora il don ritiene che sia stato possibile.
Terzo punto di meditazione: E' decreto divino che il Regno Divino venga a regnare sulla terra
3 Gennaio 1932 Certezza della venuta del regno della Divina Volontà sulla terra. Come tutte le difficoltà si scioglieranno come neve innanzi ad un sole ardente. La volontà umana è stanza oscura della creatura. 30° volume
"..Ora, come fu decreto nostro la mia venuta sulla terra, così è decreto nostro il regno della nostra Volontà sulla terra, anzi si può dire che l’uno e l’altro fanno parte di un sol decreto, avendo compiuto il primo atto di questo decreto, ci resta da compiere il secondo…"
Quando Dio firma un decreto, la cosa è immutabile.
«Figlia mia, tutto a Noi è possibile. Le impossibilità, le difficoltà, gli scogli insormontabili delle creature si sciolgono innanzi alla nostra Maestà Suprema come neve di fronte ad un sole ardente, il tutto sta se Noi vogliamo, tutto il resto è nulla. Non successe così nella Redenzione? Il peccato abbondava più che mai, appena un piccolo nucleo di gente sospirava il Messia ed in mezzo a questo nucleo, quante ipocrisie, quanti peccati di tutte le specie, spesso idolatravano; ma era decretato che Io dovevo venire sulla terra.
San Tommaso d'Aquino dice che nessuno può fermare la Volontà di Dio. Certo che c'è la libertà umana, sì che può ostacolare la volontà di Dio anche severamente ma se Dio firma un decreto neanche la volontà umana lo può fare.
E qua Gesù collega la sua venuta sulla terra e l'arrivo del regno del Fiat.
"..E’ vero che ci teniamo alla buona disposizione delle creature per dare il gran bene che può produrre un atto di nostra Volontà e perciò, tutt’al più prendiamo tempo e ci facciamo via in mezzo ai loro mali per disporli. E’ vero che i tempi sono tristi, gli stessi popoli sono stanchi, si vedono chiuse tutte le vie, non trovano via d’uscita anche per i necessari mezzi naturali, le oppressioni, le esigenze dei capi sono insopportabili..., giusta pena perché hanno eletto per capi uomini senza Dio, di mala vita, senza giusto diritto d’essere capi, che meritavano più un carcere, che il diritto del regime. Molti troni ed imperi sono stati rovesciati e quei pochi che sono rimasti, sono tutti vacillanti ed in atto di rovesciarsi, sicché la terra rimarrà quasi senza re, in mano ad uomini iniqui…"
L'ultimo imperatore d'Austria è un beato. Noi ci vantiamo della democrazia ma adesso stanno nascendo sempre meno persone e ci saranno sempre più musulmani. La democrazia non è fare leggi secondo la Verità, la democrazia è: comanda la maggioranza, e se la maggioranza è islamica, verranno distrutte le Chiese, ecc... è un cattivo pensiero del don. Perché gli Angeli hanno preso la casa di Loreto e l'hanno portata in giro per mezza Europa? Risposta di un professore: per salvarla dalla furia islamica, gli islamici avevano già distrutto la Basilica costruita sulla santa casa, soltanto che la santa Casa si trovava nella cripta della basilica e si è ritrovata sommersa dai detriti. Ma la Madonna prima che la demolissero, ha compiuto un miracolo. Queste tre mura sono state tirare fuori da una montagna di detriti integre e tutto questo per salvare una reliquia.
Riprendiamo la meditazione: quando cadono i troni e gli imperi è il segnale che l'annuncio del Regno della Divina Volontà non è lontano.
"..Quell’epoca e questa, in molte cose si danno la mano e la scomparsa dei troni e degli imperi, è l’annunzio che il regno della mia Divina Volontà non è lontano. Dovendo essere un regno universale, pacifico, non ci sarà bisogno di re che lo dominino, ognuno sarà re di se stesso. La mia Volontà sarà per loro legge, guida, sostegno, vita e Re assoluto di tutti e di ciascuno e tutti i capi arbitrari e senza diritto, andranno in frantumi come polvere al vento…"
Gesù sta parlando del valore del dominio della persona sulle sue passioni, se noi siamo auto dominati possiamo dominare il mondo. Ci vuole qualcuno che gestisca il mondo ma in questo clima. Sia la Parola di Dio va letta nella Chiesa e tutto il resto va letto nella Chiesa per non prendere derive sbagliate.
LIBRO DEL PROFETA DANIELE - 2
"..44Al tempo di questi re, il Dio del cielo farà sorgere un regno che non sarà mai distrutto e non sarà trasmesso ad altro popolo: stritolerà e annienterà tutti gli altri regni, mentre esso durerà per sempre.."
Questa è una profezia che sembra però un'eco della profezia che l'Arcangelo Gabriele fece alla Madonna.
Il terzo fiat sarà il completamento e compimento della Creazione e Redenzione (4° punto)
24 Gennaio 1921 Il terzo Fiat farà completare la gloria, l’onore del Fiat della Creazione e sarà conferma, sviluppo dei frutti del Fiat della Redenzione. Questi tre Fiat adombreranno la Sacrosanta Trinità sulla terra. (12° volume)
“Figlia mia, il primo Fiat fu detto nella Creazione senza intervento di alcuna creatura. Il secondo Fiat fu detto nella Redenzione e volli l’intervento della creatura e scelsi la mia Mamma come compimento del secondo Fiat…"
E' stata una creatura a rovinare il primo Fiat, così Dio chiama un'altra creatura.
"..Ora, a compimento, voglio dire il terzo Fiat e lo voglio dire per mezzo tuo, ho scelto te per compimento del terzo Fiat…"
Dio ha scelto Luisa perché è piccola ed ignorante, ha girato per tutta la terra e non ha trovato nessuna più piccola di Luisa
"..Questo terzo Fiat farà completare la gloria, l’onore del Fiat della Creazione e sarà conferma, sviluppo dei frutti del Fiat della Redenzione. Questi tre Fiat adombreranno la Sacrosanta Trinità sulla terra ed avrò il Fiat Voluntas tua, come in Cielo così in terra…"
La Santissima Trinità ha messo la sua firma ovunque: è tutto triplice. E' l'uomo che vuole rompere tutto questo. Papà, Mamma e figli. Ma noi vogliamo stravolgere questo equilibrio.
"..Questi tre Fiat saranno inseparabili, l’uno sarà vita dell’altro, saranno uno e trino, ma distinti tra loro. Il mio amore lo vuole, la mia gloria lo esige, perchè avendo sprigionato dal seno della mia potenza creatrice i primi due Fiat, il mio amore vuole sprigionare il terzo Fiat, non potendolo più contenere e questo, per completare l’opera da Me uscita, altrimenti resterebbe incompleta l’opera della Creazione e della Redenzione.”
La Redenzione è completa ma san Paolo dice: completo nella mia carne i patimenti di Cristo. In Gesù è completa ma in noi (e nel mondo) non è pienamente compiuta.
"..Così sarà del terzo Fiat, germoglierà in te, si formerà la spiga; solo il sacerdote ne avrà conoscenza, poi poche anime e poi si diffonderà, si diffonderà e farà la stessa via della Creazione e Redenzione. Quanto più ti senti schiacciata, tanto più cresce in te e si feconda la spiga del terzo Fiat, perciò sii attenta e fedele.”
Prima lo sapeva solo il sacerdote che veniva da Luisa e metteva l'imprimatur.
Quinta meditazione: il mistero della morte.
8 Marzo 1914 Chi sta nella Divina Volontà, di tutto ciò che fa Gesù può dire è mio. Vivendo e morendo nel Divin Volere, non c’è bene che l’anima non si porti con sé. (11° volume)
".. sicché per l’anima che muore nella mia Volontà, non c’è bellezza che la pareggi, né altezze, né ricchezze, né santità, né sapienza, né amore, nulla, nulla la può eguagliare, sicché quando l’anima che muore nella mia Volontà, farà ingresso nella patria celeste non si apriranno le sole porte del Cielo, ma tutto il Cielo si abbasserà per farla entrare nel celeste soggiorno, per fare onore all’operato della mia Volontà; che dirti poi della festa, della sorpresa di tutti i beati nel vedere quest’anima tutta improntata dell’operato della Volontà Divina! Quale sorpresa nel vedere in quest’anima che ha fatto tutto nel mio Volere, che tutto ciò che ha fatto in vita, ogni suo detto, ogni pensiero, parola, opera, azione, eccetera, sono tanti soli che l’adornano, ed uno diverso dall’altro nella luce e nella bellezza; nel vedere in quest’anima i tanti rivoli divini che inonderanno tutti i beati e che non potendoli contenere il Cielo scorreranno anche in terra a bene dei viatori.."
Quest'anima farà dilagare luce dovunque e anche dal Cielo potremmo far del bene alla terra.
"..Ah! figlia mia, la mia Volontà è il portento dei portenti, è il segreto per trovare la luce, la santità, le ricchezze, è il segreto di tutti i beni e non è conosciuto e quindi non è apprezzato né amato; apprezzalo ed amalo almeno tu e fallo conoscere a quelli che tu vedi disposti.”
Gesù ci dice che questo dono strepitoso che Dio vuole fare all'umanità dev'essere conosciuto per farlo apprezzare. Gesà dice che le perle vanno date a coloro che sono ben disposti. Ogni atto fatto nel Fiat diventa un sole che illuminerà l'anima in Cielo ma inonderà anche la terra.
Meditazione di Don Pierpaolo Maria Cilla
domenica 21 giugno 2026
La fedeltà nella ricaduta: il Fiat che non si ritira
Settima meditazione, Esercizi spirituali DV, Loreto 26-29 aprile 2026 - don Pierpaolo Maria Cilla
In questo cammino di risalita dalla caduta verso la vita piena. In questa meditazione vogliamo affacciarci su un tema con il quale abbiamo a che fare tutti i giorni: la ricaduta. Ma il Signore ci chiama alla fedeltà nella ricaduta. Il fiat che non si ritira. Dio cerca la buona volontà, una persona che fa seriamente il proposito e si impegna a vivere nella divina volontà. Al resto ci pensa Lui, lavorerà nei tempi che Lui stabilirà.
8 Settembre 1904 Lo scoraggiamento uccide più anime che il resto degli altri vizi. Il coraggio fa rivivere ed è l’atto più lodevole che l’anima possa fare. (sesto volume)
“Figlia mia, non sai tu che uccide più anime lo scoraggiamento che il resto degli altri vizi? Perciò, coraggio, coraggio, ché come lo scoraggiamento uccide, così il coraggio fa rivivere ed è l’atto più lodevole che l’anima possa fare, perché mentre si sente scoraggiata, dallo stesso scoraggiamento prende coraggio, disfa se stessa e spera; e disfacendo se stessa, già si trova rifatta in Dio.” Gesù (in risposta ad uno scoraggiamento di Luisa)
Gesù ci sta dicendo che nel momento in cui ci sentiamo caduti a terra e falliti, quello è il momento di alzare lo sguardo al Signore e di riprendere le sue mani che rimangono sempre tese verso di noi. Lo scoraggiamento può venire ma restare in esso è un'atto di umana volontà e di orgoglio. Fatti sollevare dal Signore. Nel libro dei proverbi c'è scritto che il giusto cade e si rialza, il malvagio cade ma non si rialza.
9 Novembre 1931 Come Dio tiene stabiliti gli atti della creatura. Atto operante ed incessante della Divina Volontà. Chi non fa la Divina Volontà resta senza Madre e rimane orfana e derelitta. ( 30° volume)
"..Oltre a ciò, tu devi sapere che l’anima senza la mia Divina Volontà, è come un fiore colto dalla pianta; povero fiore, gli hanno tolto la vita, perché non è più legato alla radice e, distaccato, non riceve più gli umori vitali, che come sangue circolavano e lo mantenevano vivo, fresco, bello, odoroso, perché ha perduto la radice che come madre lo amava, lo alimentava e lo teneva stretto al suo seno e mentre la radice se ne sta sotto terra, come sepolta viva per dar vita ai fiori, figli suoi e far fare loro la bella comparsa, tanto d’attirare l’attenzione umana col loro dolce incanto, invece il fiore, appena viene colto dalla pianta, come se avesse perduto la madre, pare che si atteggi a mestizia, perde la sua freschezza e finisce coll’appassire. Tale è l’anima senza la mia Divina Volontà, si distacca dalla radice divina, che più che madre l’amava, l’alimentava e mentre vive come sepolta, vive in tutti gli atti suoi e nel fondo della sua anima per somministrarle gli umori divini, che come sangue fa circolare in tutti gli atti suoi, per mantenerla fresca, bella, profumata dalle sue virtù divine, tanto da formare il più bello e dolce incanto alla terra ed a tutto il Cielo…………………………..Sicché si può chiamare povera orfanella derelitta, senza tutela e forse in mano di nemici e tiranneggiata dalle passioni del proprio io. Oh! se la radice avesse ragione, quante grida strazianti di dolore emetterebbe nel vedersi strappare la vita dei suoi fiori costringendola, come madre sterile, a rimanere senza la corona dei figli suoi? Ma se non piange la pianta, piange la mia Volontà nel vedere tanti suoi figli orfani, ma orfani volontari, che sentono tutte le pene dell’orfanità, mentre la loro Madre vive e non fa altro che rimpiangere e chiamare intorno a Sé la corona dei figli suoi.»
La Divina Volontà piange i suoi figli, li chiama a riattaccarsi a Lei. E nel Vangelo di san Giovanni dice Gesù che è la vite e noi siamo i suoi tralci. Senza di Gesù non possiamo far nulla di prezioso agli occhi di Dio. Di fronte a tutte le nostre ricadute Gesù ci aspetta con la misericordia in mano.
21 Luglio 1935 Le pene più intime e più dolorose di Gesù sono le attese. Sue invenzioni, deliri, ritrovati d’amore. ( 33° volume)
Luisa (tra le braccia della Divina Volontà) sta aspettando la venuta di Gesù sensibile e ciò le crea un martirio. Poi, quando Gesù arriva le mostra una sua ferita e dice:
«Figlia mia, coraggio, anche il tuo Gesù soffre e le pene che Mi danno più dolore sono le pene intime, che Mi fanno versare Sangue e fiamme, ma la mia pena maggiore è la continua attesa, i miei sguardi sono sempre fissi sulle anime, se vedo che una creatura è caduta nel peccato aspetto e riaspetto il suo ritorno al mio Cuore, per perdonarla e, non vedendola venire, aspetto col perdono nelle mie mani, quell’aspettare Mi fa rinverdire la pena e Mi forma un tale tormento, da farmi versare Sangue e fiamme dal mio trafitto Cuore, le ore, i giorni che aspetto Mi sembrano anni, oh, come è duro aspettare!...."
Gesù sta aspettando le anime che ritornino a vivere con Lui. Non facciamolo più aspettare, da adesso tutto con Lui. Gli sguardi di Gesù sono fissi anche su di me e te. Gesù non aspetta impaziente ma ci aspetta in modo paziente. Il tormento è di Gesù che dell'anima. Isaia 33,18 : eppure il Signore aspetta per farci grazia. Beati coloro che sperano in Lui. Dove per sperare significa la certezza di confidare in Colui che già ora è già rivolto verso di me.
2 Settembre 1921 Chi esce dal Divin Volere, va incontro a tutte le miserie. Una conoscenza di più prepara l’anima ad un’altra conoscenza maggiore. (13° volume)
Gesù ci dice che se noi ci smarriamo durante il giorno, possiamo perdere la bussola, possiamo dimenticarci di fare gli atti, di mettere un ti amo nelle opere del Fiat.. chi è che non si rassegna quando usciamo dalla casa paterna specie quando lo facciamo platealmente? Dobbiamo scacciare la tentazione di pensare che Gesù non ci veda, ascolti ecc.. quando noi siamo nel dolore, in quel momento il maligno di dice: Dio ci ha abbandonato, ecc... ma non dimentichiamoci quello che è venuto nell'Orto del Getsemani. Gesù che prega e nella Lettera agli Ebrei che per la Sua pietà venne esaudito. Gesù chiede che venga risparmiato il calice della Passione ed è stato esaudito. Noi viviamo le cose in maniera settoriali: ho fame e non capisco più nulla e mi arrabbio con tutti. Non posso pensare a solo quella passione...io dovrei dire: Padre se possibile fammi mangiare, ma quel piatto non ti arriva e sei stato esaudito. Perché in quel digiuno tu sperimenterai la bellezza di una preghiera che nella sazietà non vivevi. Se mi gira la testa o il mal di testa come faccio a pregare? Se nel digiuno noi ci dedichiamo maggiormente alle cose di Dio il mal di testa non viene. Il Padre non ha risparmiato il Figlio dalla Passione ma è stato un passaggio alla perfetta glorificazione. Noi vogliamo a volte l'esaudimento momentaneo di una passione fugace. Facciamo come ha fatto Gesù: Padre, se è possibile passi da Me questo calice ma Tuttavia non secondo la mia volontà ma secondo la Tua Padre. Noi facciamo dipendere la nostra gioia dal fatto che il Signore ci realizzi i nostri sani capricci. E quindi siamo ancora dei bambini a cui bisogna dare il latte. Meglio dimorare sulla soglia della tenda del Signore che non nelle regge del peccato.
MEDITAZIONE DI DON PIER PAOLO MARIA CILLA
In questo cammino di risalita dalla caduta verso la vita piena. In questa meditazione vogliamo affacciarci su un tema con il quale abbiamo a che fare tutti i giorni: la ricaduta. Ma il Signore ci chiama alla fedeltà nella ricaduta. Il fiat che non si ritira. Dio cerca la buona volontà, una persona che fa seriamente il proposito e si impegna a vivere nella divina volontà. Al resto ci pensa Lui, lavorerà nei tempi che Lui stabilirà.
8 Settembre 1904 Lo scoraggiamento uccide più anime che il resto degli altri vizi. Il coraggio fa rivivere ed è l’atto più lodevole che l’anima possa fare. (sesto volume)
“Figlia mia, non sai tu che uccide più anime lo scoraggiamento che il resto degli altri vizi? Perciò, coraggio, coraggio, ché come lo scoraggiamento uccide, così il coraggio fa rivivere ed è l’atto più lodevole che l’anima possa fare, perché mentre si sente scoraggiata, dallo stesso scoraggiamento prende coraggio, disfa se stessa e spera; e disfacendo se stessa, già si trova rifatta in Dio.” Gesù (in risposta ad uno scoraggiamento di Luisa)
Gesù ci sta dicendo che nel momento in cui ci sentiamo caduti a terra e falliti, quello è il momento di alzare lo sguardo al Signore e di riprendere le sue mani che rimangono sempre tese verso di noi. Lo scoraggiamento può venire ma restare in esso è un'atto di umana volontà e di orgoglio. Fatti sollevare dal Signore. Nel libro dei proverbi c'è scritto che il giusto cade e si rialza, il malvagio cade ma non si rialza.
9 Novembre 1931 Come Dio tiene stabiliti gli atti della creatura. Atto operante ed incessante della Divina Volontà. Chi non fa la Divina Volontà resta senza Madre e rimane orfana e derelitta. ( 30° volume)
"..Oltre a ciò, tu devi sapere che l’anima senza la mia Divina Volontà, è come un fiore colto dalla pianta; povero fiore, gli hanno tolto la vita, perché non è più legato alla radice e, distaccato, non riceve più gli umori vitali, che come sangue circolavano e lo mantenevano vivo, fresco, bello, odoroso, perché ha perduto la radice che come madre lo amava, lo alimentava e lo teneva stretto al suo seno e mentre la radice se ne sta sotto terra, come sepolta viva per dar vita ai fiori, figli suoi e far fare loro la bella comparsa, tanto d’attirare l’attenzione umana col loro dolce incanto, invece il fiore, appena viene colto dalla pianta, come se avesse perduto la madre, pare che si atteggi a mestizia, perde la sua freschezza e finisce coll’appassire. Tale è l’anima senza la mia Divina Volontà, si distacca dalla radice divina, che più che madre l’amava, l’alimentava e mentre vive come sepolta, vive in tutti gli atti suoi e nel fondo della sua anima per somministrarle gli umori divini, che come sangue fa circolare in tutti gli atti suoi, per mantenerla fresca, bella, profumata dalle sue virtù divine, tanto da formare il più bello e dolce incanto alla terra ed a tutto il Cielo…………………………..Sicché si può chiamare povera orfanella derelitta, senza tutela e forse in mano di nemici e tiranneggiata dalle passioni del proprio io. Oh! se la radice avesse ragione, quante grida strazianti di dolore emetterebbe nel vedersi strappare la vita dei suoi fiori costringendola, come madre sterile, a rimanere senza la corona dei figli suoi? Ma se non piange la pianta, piange la mia Volontà nel vedere tanti suoi figli orfani, ma orfani volontari, che sentono tutte le pene dell’orfanità, mentre la loro Madre vive e non fa altro che rimpiangere e chiamare intorno a Sé la corona dei figli suoi.»
La Divina Volontà piange i suoi figli, li chiama a riattaccarsi a Lei. E nel Vangelo di san Giovanni dice Gesù che è la vite e noi siamo i suoi tralci. Senza di Gesù non possiamo far nulla di prezioso agli occhi di Dio. Di fronte a tutte le nostre ricadute Gesù ci aspetta con la misericordia in mano.
21 Luglio 1935 Le pene più intime e più dolorose di Gesù sono le attese. Sue invenzioni, deliri, ritrovati d’amore. ( 33° volume)
Luisa (tra le braccia della Divina Volontà) sta aspettando la venuta di Gesù sensibile e ciò le crea un martirio. Poi, quando Gesù arriva le mostra una sua ferita e dice:
«Figlia mia, coraggio, anche il tuo Gesù soffre e le pene che Mi danno più dolore sono le pene intime, che Mi fanno versare Sangue e fiamme, ma la mia pena maggiore è la continua attesa, i miei sguardi sono sempre fissi sulle anime, se vedo che una creatura è caduta nel peccato aspetto e riaspetto il suo ritorno al mio Cuore, per perdonarla e, non vedendola venire, aspetto col perdono nelle mie mani, quell’aspettare Mi fa rinverdire la pena e Mi forma un tale tormento, da farmi versare Sangue e fiamme dal mio trafitto Cuore, le ore, i giorni che aspetto Mi sembrano anni, oh, come è duro aspettare!...."
Gesù sta aspettando le anime che ritornino a vivere con Lui. Non facciamolo più aspettare, da adesso tutto con Lui. Gli sguardi di Gesù sono fissi anche su di me e te. Gesù non aspetta impaziente ma ci aspetta in modo paziente. Il tormento è di Gesù che dell'anima. Isaia 33,18 : eppure il Signore aspetta per farci grazia. Beati coloro che sperano in Lui. Dove per sperare significa la certezza di confidare in Colui che già ora è già rivolto verso di me.
2 Settembre 1921 Chi esce dal Divin Volere, va incontro a tutte le miserie. Una conoscenza di più prepara l’anima ad un’altra conoscenza maggiore. (13° volume)
Gesù ci dice che se noi ci smarriamo durante il giorno, possiamo perdere la bussola, possiamo dimenticarci di fare gli atti, di mettere un ti amo nelle opere del Fiat.. chi è che non si rassegna quando usciamo dalla casa paterna specie quando lo facciamo platealmente? Dobbiamo scacciare la tentazione di pensare che Gesù non ci veda, ascolti ecc.. quando noi siamo nel dolore, in quel momento il maligno di dice: Dio ci ha abbandonato, ecc... ma non dimentichiamoci quello che è venuto nell'Orto del Getsemani. Gesù che prega e nella Lettera agli Ebrei che per la Sua pietà venne esaudito. Gesù chiede che venga risparmiato il calice della Passione ed è stato esaudito. Noi viviamo le cose in maniera settoriali: ho fame e non capisco più nulla e mi arrabbio con tutti. Non posso pensare a solo quella passione...io dovrei dire: Padre se possibile fammi mangiare, ma quel piatto non ti arriva e sei stato esaudito. Perché in quel digiuno tu sperimenterai la bellezza di una preghiera che nella sazietà non vivevi. Se mi gira la testa o il mal di testa come faccio a pregare? Se nel digiuno noi ci dedichiamo maggiormente alle cose di Dio il mal di testa non viene. Il Padre non ha risparmiato il Figlio dalla Passione ma è stato un passaggio alla perfetta glorificazione. Noi vogliamo a volte l'esaudimento momentaneo di una passione fugace. Facciamo come ha fatto Gesù: Padre, se è possibile passi da Me questo calice ma Tuttavia non secondo la mia volontà ma secondo la Tua Padre. Noi facciamo dipendere la nostra gioia dal fatto che il Signore ci realizzi i nostri sani capricci. E quindi siamo ancora dei bambini a cui bisogna dare il latte. Meglio dimorare sulla soglia della tenda del Signore che non nelle regge del peccato.
MEDITAZIONE DI DON PIER PAOLO MARIA CILLA
domenica 7 giugno 2026
La terapia quotidiana: i piccoli atti come medicina
Quarta meditazione, Esercizi spirituali DV, Loreto 26-29 aprile 2026 - don Pierpaolo Maria Cilla
Imparare ogni istante, anche il più ordinario nel Fiat, comprendere la grande differenza tra la preghiera di sempre con la preghiera nella divina volontà e vedere come la preghiera di domanda… è nata con il peccato. Ma andiamo con ordine.
Prima meditazione: immagine del lievito (divino).
15 Settembre 1929 Come il Sole ogni giorno ritorna a visitare la terra; il Sole è simbolo della Divina Volontà. Il germe della Divina Volontà nell'atto della creatura. (26° volume)
"Figlia mia, la ripetizione dei tuoi atti nel Fiat Divino spezza l'isolamento di Esso e genera la compagnia a tutti gli atti che fa la Divina Volontà. Quindi Essa non si sente più sola, ma ha qualcuno a cui poter ridire le sue pene, le sue gioie ed affidare i suoi segreti. E poi un atto continuamente ripetuto è virtù divina e ha virtù di generare i beni che non esistono, di riprodurli e comunicarli a tutti. Un atto continuato è solo capace di formare la vita e di poter dar vita. Guarda il Sole, simbolo della mia Divina Volontà che mai lascia la creatura e che mai si stanca di fare il suo atto continuato di luce. Ogni giorno ritorna a visitare la terra, dando sempre i suoi beni, ritorna per rintracciare col suo cerchio di luce i beni già dati e che molte volte non trova, il fiore che ha colorito con la bellezza delle sue tinte e profumati sol toccandolo con le sue mani di luce, non trova il frutto al quale, sviscerandosi, ha comunicato la sua dolcezza e che ha maturato col suo calore….."
Gesù parla dell'atto continuato. Gesù sta parlando dell'atto continuato che è il rompicapo di molti: come faccio a chiamare la divina volontà a chiamarla in ogni mio atto? Non ce la faccio.
"Figlia mia, dove c'è la forza creatrice della mia Divina Volontà, il mio alito Divino ha la potenza di rendere immensi gli atti della creatura. Perché mentre la creatura opera nel mio Fiat, nel suo atto vi entra la forza creatrice, la quale vi mette la sorgente dell'immensità divina ed ogni piccolo atto della creatura si converte, chi in sorgente di luce, chi in sorgente d'amore, altri in sorgente di Bontà, di bellezza, di Santità, insomma, quanti più atti fa, tante sorgenti divine in più acquista e crescono tanto da sperdersi nell'immensità del suo Creatore…." Gesù
Gesù parla dell'importanza dei piccoli atti, ma non ci mette l'ansia di chiamare in continuazione la divina volontà, perché Lui stesso ha previsto che tante nuvole passano davanti alla nostra intelligenza durante la giornata. Per questo ha previsto un'atto preventivo. Ma il fatto che Gesù non ci voglia mettere ansia non significa che noi possiamo addormentarci. Se io vivo dentro Gesù non posso pensare a Lui solo quando mi alzo e vado a dormire. Ma durante il giorno ci saranno dei momenti in cui mi fermo e mi dedico alla preghiera. Quei momenti di preghiera, come la vivo? Come ho recitato i vespri? Non si tratta (circa il vivere nel dv) di recitare meccanicamente preghiere particolari, perché altrimenti la dv diventerebbe una devozione tra le altre. Se io ha devozione alla Sacra Spalla di Gesù tu devi recitare una formula precisa della devozione. La dv è un'atteggiamento interiore. Gesù recitava i salmi (esempio). Tutte le volte che noi preghiamo, possiamo prendere la preghiera di Gesù (fondendoci nel dv) e quella preghiera si biloca, passa per 2000 anni e si riproduce in me e rimette in moto gli effetti benefici della preghiera di Gesù. Come per la Messa, si rende attuale oggi cosa è accaduto sul Calvario. Io posso, fondendomi nel dv, bilocarmi nel cuore di tutti i fedeli o persone sul pianeta terra ed elevandomi al Padre (pregando) facendolo dire a chi non lo dice o facendolo dire in maniera divina chi prega in maniera umana. E posso pregare per gli elementi inanimati. Noi possiamo dare voce a chi non ha voce: alle piante, animali, ecc.. perché tutto ciò che è uscito da Dio, e tutto deve ritornare a Dio. Io devo abbracciare tutta la Creazione la quale con gemiti inesprimibili geme per ritornare a Dio, questo si compie nell'anima che prega nella divina volontà.
"..Succede come al lievito, che ha virtù di fermentare la farina, purché nel formare il pane vi si metta il piccolo lievito, come germe di fermentazione. Invece se non si mette il lievito, anche se c’è la stessa farina, il pane non sarà mai fermentato ma azzimo. Così è la mia Divina Volontà, più che lievito che getta la fermentazione Divina nell'atto umano e l'atto umano diventa atto Divino. Ed io quando trovo il germe della mia Divina Volontà nell'atto della creatura, mi diletto nel fiatare il suo atto e lo elevo tanto da renderlo immenso; molto più che possiamo chiamare quell'atto atto nostro, Volontà nostra, operante nella creatura." Gesù
Sentire che la volontà divina accolta nella creatura, trasforma gli atti della creatura, cambiandone la natura, da atti di un'uomo in atti di Dio dandogli un valore immenso e dandogli un profumo divino.. La Madonna insegnò come sembra niente ma tenere sacrificata la propria volontà non è una cosa da nulla. Noi dovremmo prendere da Dio la capacità di comprendere cosa significa volontà umana e volontà divina. Per camminare in questa vita è necessario alimentarsi di questi scritti, ogni giorno qualche cosa. Queste parole e questa dottrina è essa stessa che concima la nostra anima. Dilata la nostra piccola mente. Se non prendiamo in mano concretamente il Libro di Cielo è quasi del tutto inutile.
In Italia, le conoscenze sulla Divina Volontà, trovano maggiore resistenza ad entrare nell'ambito sacerdotale e religioso. Perché c'è tanta fatica? Una delle tante manifestazioni della volontà umana è la supponenza. Chi sa di sapere tutto, dovrebbe sapere di non sapere nulla. E quando qualcuno dice: sappiamo cos'è la Volontà di Dio. Ma so di non sapere, questa è la base dell'umiltà e della ricerca della Verità.
Ogni volta che nei Vangeli si parla del Regno dei Cieli noi avremmo pensato al Paradiso, ma con gli scritti di Luisa la cosa cambia. O si cresce quaggiù ma lassù non si può crescere. Gesù ha detto tutto nel Vangelo ma noi non avevamo tutti gli strumenti per poter leggere tutto. Sono 2000 anni che preghiamo il Padre Nostro eppure - leggendo gli scritti di Luisa - ci rendiamo conto che stiamo chiedendo che Venga il Regno della divina volontà sulla terra, non che il Paradiso scenda sulla terra. Invece noi abbiamo sempre pregato dicendo: Venga il Tuo Regno. (stacco) - cosa significa non lo sappiamo e poi a capo: sia fatta la Tua Volontà (osservare i 10 comandamenti). Come in Cielo così in Terra.. ma noi non ci abbiamo mai pensato. Il Regno è già in mezzo a noi, quindi non sta lassù, il Regno stava in Gesù e Maria ma non è ancora in tutti gli uomini.
Seconda Meditazione:
Dove regna la Divina Volontà, tutto è preghiera.
26 Settembre 1926 La sola parola “Volontà di Dio” contiene un prodigio eterno e tutto si converte in amore e preghiera. (20° volume)
“Figlia mia, dove sta la mia Volontà tutto è santità, tutto è amore, tutto è preghiera,; sicché, stando la sua sorgente, i tuoi pensieri, i tuoi sguardi, le tue parole, il tuo palpito ed anche i tuoi moti, sono amore e preghiere,...." Gesù
"..non è la forma delle parole che forma la preghiera,..." Gesù // La gloria di Dio è l'uomo vivente, è l'uomo che vive in grazia di Dio.
"...non è la forma delle parole che forma la preghiera, no, è la mia Volontà operante che, dominando tutto l’essere tuo, forma dei tuoi pensieri, parole, sguardi, palpiti e moti, tante fontanine che sorgono dalla Volontà Suprema ed elevandosi fino al Cielo, nel loro muto linguaggio pregano, amano, adorano, benedicono, insomma Essa fa fare ciò che è santo, ciò che appartiene all’Essere Divino. Perciò l’anima che possiede come vita il Voler Supremo, è il vero cielo, che, anche se muto, narra la gloria di Dio e si annunzia come opera delle sue mani creatrici. Com’è bello vedere l’anima in cui regna il mio Volere! Com’essa pensa, guarda, parla, palpita, respira, si muove, così forma le stelle per ornare il suo cielo,.." Gesù
Richiamiamo la volontà divina anche con un moto dell'anima,...tu Gesù, scarico su di te i miei affanni e problemi. Pensaci Tu, dammi risposta alla mie domande.
Terza Meditazione:
La preghiera è nata con il peccato, Adamo (innocente ndr) non pregava. Brano più teologicamente denso.
16 Novembre 1926 Come ogni atto di volontà umana è un velo che impedisce di conoscere la Volontà Divina. Sua gelosia e come Essa fa tutti gli uffici per l’anima. Minaccia di guerre e di castighi. (20° volume)
"..La volontà umana rende schiavo l’uomo, gli fa avere bisogno di tutto, per cui l’uomo sente continuamente mancarsi la forza, la luce, la sua esistenza è sempre in pericolo e ciò che ottiene è in seguito a preghiere e stenti. Sicché l’uomo che vive di Volontà sua, è il vero mendicante…" Gesù
Gesù non sta parlando dei peccatori incalliti ma di coloro che si sono fermati alla Volontà di Dio come legge e non l'ha formata come vita. Chi fa la Volontà di Dio è come un servo che deve stare agli ordini del suo Padrone. I figli sono liberi nella casa del Padre. Chi vive di volontà umana ha sempre bisogno di qualcosa e, stando nella necessità, sei incompleto e sei bisognoso. Quindi mendicante. Chi sta sempre a chiedere l'elemosina ed aiuto anche con Dio. Gesù non disprezza nessuno ma sta semplicemente descrivendo una cosa. Chi non è satollo, sta sempre a chiedere. Nella preghiera di petizione non è male, ma vivere solo di questo nasconde un'inquietudine di fondo. Avete visto un'anima che chiede di accogliere quella sofferenza e di compiere la Sua Volontà? Dove stanno queste anime? Quando accendiamo il cellulare arriva una scarica di richieste: puoi pregare per quel bambino che sta male? Non c'è nulla di male ma Gesù ci vuole portare ad un altro livello ed orizzonte nel quale non ci sia più bisogno di chiedere.
"...Invece chi vive della mia, non ha bisogno di nulla, ha tutto a sua disposizione, la mia Volontà gli dà il dominio di se stesso e quindi è padrone della forza, della luce, ma non della forza e della luce umana, ma della Divina, la sua esistenza è sempre al sicuro ed essendo padrone può prendere ciò che vuole, né ha bisogno di chiedere per avere, tanto è vero che per Adamo prima di sottrarsi alla mia Volontà, la preghiera non esisteva; il bisogno fa nascere la preghiera; se di nulla aveva bisogno non aveva né da chiedere, né da impetrare…" Gesù
Una persona potrebbe avere bisogno di aiuto, la forza la prendi da Gesù. C'è la consolazione umana o conforto psicologico. Vuoi pace o pazienza? Valla a chiedere a Gesù? Il don (Pierpaolo Maria Cilla) andava alla ricerca (prima di conoscere gli scritti) del grande predicatore ed andando ad un ritiro spirituale di Cantalamessa ha sentito una frase che è stata quella fessura che il Signore ha usato per fare entrare gli scritti della divina volontà: il padre citava una frase di San Bernardo (12° secolo) che diceva: tutto ciò che mi manca e di cui ho bisogno, io me ne approprio dal costato trafitto di Cristo. Questa cosa che io non chiedo ma ne approprio gli è rimasta. E ora il don capisce cosa significa. Ogni tanto i santi dicono delle cose senza sapere cosa stanno dicendo ma sotto ispirazione divina. Per fare questo mi devo svuotare di me stesso. O servo la mia volontà o quella divina. Gesù, quando parla del fatto che Adamo non pregava, intende la preghiera di petizione.
"..Sicché Lui amava, lodava, adorava il suo Creatore, la preghiera non ebbe luogo nell’Eden terrestre…." Gesù
Dio non ci ha creato per disturbarlo ma la vita di molti cristiani è un continuo bussare. Ma se tu non bussi e non chiedi per prima cosa il Regno di Dio, il resto ti sarà dato in aggiunta. Chiedete il Regno, prima non lo capivamo.
".. Sicché Lui amava, lodava, adorava il suo Creatore, la preghiera non ebbe luogo nell’Eden terrestre. La preghiera venne, ebbe vita dopo il peccato, come bisogno estremo del cuore dell’uomo, chi prega significa che ha bisogno e, siccome spera, prega d’ottenere. Invece chi vive nella mia Volontà vive nell’opulenza dei beni del suo Creatore da padrone e vedendosi in tanti beni sente il bisogno e il desiderio di voler dare agli altri la sua felicità ed i beni della sua grande fortuna, vera immagine del suo Creatore che gli ha dato tanto, senza restrizione alcuna, vorrebbe imitarlo col dare agli altri ciò che possiede…" Gesù
Non devi supplicare, devi prendere e dare. Un sintomo di volontà umana? Pensare a sé stessi.
"...Oh come è bello il cielo dell’anima che vive nella mia Volontà! E’ il cielo senza tempesta, senza nubi, senza pioggia, perché l’acqua che disseta, che feconda e che dà la crescita e la somiglianza di colui che l’ha creata è la mia Volontà ed è tanta la sua gelosia che l’anima nulla prende se non è suo; la mia Volontà fa tutti gli uffici: se la creatura vuol bere si fa acqua e mentre la rinfresca le smorza tutte le altre seti, per fare che la sola sua sete sia la sua Volontà, se sente fame, si fa cibo e mentre sazia le toglie l’appetito di tutti gli altri cibi, se vuole essere bella, si fa pennello e le dà pennellate di tale bellezza, che la mia stessa Volontà rimane rapita da una bellezza così rara impressa da Essa stessa nella creatura, tanto da poter dire a tutto il Cielo: miratela come è bella, è il fiore, è il profumo, è la tinta del mio Volere che l’ha fatta sì bella”. Insomma, le dà la sua fortezza, la sua luce, la sua santità, tutto per poter dire: “è un’opera tutta del mio Volere,..." Gesù
La parabola del Figliol Prodigo, in cui un figlio si è costruito la vita con la sua volontà ed è finito a pascolare con i porci e questi mangiavano meglio di lui. L'altro figlio è rimasto in casa, di per sé è rimasto ricco, è rimasto figlio e non ha richiesto l'eredità. Tutti i beni del padre erano suoi, ma quando il figlio minore è tornato a lui è venuta la botta di gelosia. Tu per me non hai mai ammazzato il vitello grasso ecc... a questa sceneggiata di gelosia a colui che non viveva da figlio "il Padre gli rispose: Figlio tu sei sempre con me, e tutto è mio è tuo. Io ti dovevo dare ciò che è tuo? Tu ti eri dimenticato che ti amavo e ti sei dimenticato di amarmi. Non ha bisogno di preghiera di domanda. Lo devi solo prendere ed eventualmente darlo a tuo fratello che è rimasto senza nulla. E quindi glielo ho dovuto dare io"
DON PIERPAOLO MARIA CILLA
Imparare ogni istante, anche il più ordinario nel Fiat, comprendere la grande differenza tra la preghiera di sempre con la preghiera nella divina volontà e vedere come la preghiera di domanda… è nata con il peccato. Ma andiamo con ordine.
Prima meditazione: immagine del lievito (divino).
15 Settembre 1929 Come il Sole ogni giorno ritorna a visitare la terra; il Sole è simbolo della Divina Volontà. Il germe della Divina Volontà nell'atto della creatura. (26° volume)
"Figlia mia, la ripetizione dei tuoi atti nel Fiat Divino spezza l'isolamento di Esso e genera la compagnia a tutti gli atti che fa la Divina Volontà. Quindi Essa non si sente più sola, ma ha qualcuno a cui poter ridire le sue pene, le sue gioie ed affidare i suoi segreti. E poi un atto continuamente ripetuto è virtù divina e ha virtù di generare i beni che non esistono, di riprodurli e comunicarli a tutti. Un atto continuato è solo capace di formare la vita e di poter dar vita. Guarda il Sole, simbolo della mia Divina Volontà che mai lascia la creatura e che mai si stanca di fare il suo atto continuato di luce. Ogni giorno ritorna a visitare la terra, dando sempre i suoi beni, ritorna per rintracciare col suo cerchio di luce i beni già dati e che molte volte non trova, il fiore che ha colorito con la bellezza delle sue tinte e profumati sol toccandolo con le sue mani di luce, non trova il frutto al quale, sviscerandosi, ha comunicato la sua dolcezza e che ha maturato col suo calore….."
Gesù parla dell'atto continuato. Gesù sta parlando dell'atto continuato che è il rompicapo di molti: come faccio a chiamare la divina volontà a chiamarla in ogni mio atto? Non ce la faccio.
"Figlia mia, dove c'è la forza creatrice della mia Divina Volontà, il mio alito Divino ha la potenza di rendere immensi gli atti della creatura. Perché mentre la creatura opera nel mio Fiat, nel suo atto vi entra la forza creatrice, la quale vi mette la sorgente dell'immensità divina ed ogni piccolo atto della creatura si converte, chi in sorgente di luce, chi in sorgente d'amore, altri in sorgente di Bontà, di bellezza, di Santità, insomma, quanti più atti fa, tante sorgenti divine in più acquista e crescono tanto da sperdersi nell'immensità del suo Creatore…." Gesù
Gesù parla dell'importanza dei piccoli atti, ma non ci mette l'ansia di chiamare in continuazione la divina volontà, perché Lui stesso ha previsto che tante nuvole passano davanti alla nostra intelligenza durante la giornata. Per questo ha previsto un'atto preventivo. Ma il fatto che Gesù non ci voglia mettere ansia non significa che noi possiamo addormentarci. Se io vivo dentro Gesù non posso pensare a Lui solo quando mi alzo e vado a dormire. Ma durante il giorno ci saranno dei momenti in cui mi fermo e mi dedico alla preghiera. Quei momenti di preghiera, come la vivo? Come ho recitato i vespri? Non si tratta (circa il vivere nel dv) di recitare meccanicamente preghiere particolari, perché altrimenti la dv diventerebbe una devozione tra le altre. Se io ha devozione alla Sacra Spalla di Gesù tu devi recitare una formula precisa della devozione. La dv è un'atteggiamento interiore. Gesù recitava i salmi (esempio). Tutte le volte che noi preghiamo, possiamo prendere la preghiera di Gesù (fondendoci nel dv) e quella preghiera si biloca, passa per 2000 anni e si riproduce in me e rimette in moto gli effetti benefici della preghiera di Gesù. Come per la Messa, si rende attuale oggi cosa è accaduto sul Calvario. Io posso, fondendomi nel dv, bilocarmi nel cuore di tutti i fedeli o persone sul pianeta terra ed elevandomi al Padre (pregando) facendolo dire a chi non lo dice o facendolo dire in maniera divina chi prega in maniera umana. E posso pregare per gli elementi inanimati. Noi possiamo dare voce a chi non ha voce: alle piante, animali, ecc.. perché tutto ciò che è uscito da Dio, e tutto deve ritornare a Dio. Io devo abbracciare tutta la Creazione la quale con gemiti inesprimibili geme per ritornare a Dio, questo si compie nell'anima che prega nella divina volontà.
"..Succede come al lievito, che ha virtù di fermentare la farina, purché nel formare il pane vi si metta il piccolo lievito, come germe di fermentazione. Invece se non si mette il lievito, anche se c’è la stessa farina, il pane non sarà mai fermentato ma azzimo. Così è la mia Divina Volontà, più che lievito che getta la fermentazione Divina nell'atto umano e l'atto umano diventa atto Divino. Ed io quando trovo il germe della mia Divina Volontà nell'atto della creatura, mi diletto nel fiatare il suo atto e lo elevo tanto da renderlo immenso; molto più che possiamo chiamare quell'atto atto nostro, Volontà nostra, operante nella creatura." Gesù
Sentire che la volontà divina accolta nella creatura, trasforma gli atti della creatura, cambiandone la natura, da atti di un'uomo in atti di Dio dandogli un valore immenso e dandogli un profumo divino.. La Madonna insegnò come sembra niente ma tenere sacrificata la propria volontà non è una cosa da nulla. Noi dovremmo prendere da Dio la capacità di comprendere cosa significa volontà umana e volontà divina. Per camminare in questa vita è necessario alimentarsi di questi scritti, ogni giorno qualche cosa. Queste parole e questa dottrina è essa stessa che concima la nostra anima. Dilata la nostra piccola mente. Se non prendiamo in mano concretamente il Libro di Cielo è quasi del tutto inutile.
In Italia, le conoscenze sulla Divina Volontà, trovano maggiore resistenza ad entrare nell'ambito sacerdotale e religioso. Perché c'è tanta fatica? Una delle tante manifestazioni della volontà umana è la supponenza. Chi sa di sapere tutto, dovrebbe sapere di non sapere nulla. E quando qualcuno dice: sappiamo cos'è la Volontà di Dio. Ma so di non sapere, questa è la base dell'umiltà e della ricerca della Verità.
Ogni volta che nei Vangeli si parla del Regno dei Cieli noi avremmo pensato al Paradiso, ma con gli scritti di Luisa la cosa cambia. O si cresce quaggiù ma lassù non si può crescere. Gesù ha detto tutto nel Vangelo ma noi non avevamo tutti gli strumenti per poter leggere tutto. Sono 2000 anni che preghiamo il Padre Nostro eppure - leggendo gli scritti di Luisa - ci rendiamo conto che stiamo chiedendo che Venga il Regno della divina volontà sulla terra, non che il Paradiso scenda sulla terra. Invece noi abbiamo sempre pregato dicendo: Venga il Tuo Regno. (stacco) - cosa significa non lo sappiamo e poi a capo: sia fatta la Tua Volontà (osservare i 10 comandamenti). Come in Cielo così in Terra.. ma noi non ci abbiamo mai pensato. Il Regno è già in mezzo a noi, quindi non sta lassù, il Regno stava in Gesù e Maria ma non è ancora in tutti gli uomini.
Seconda Meditazione:
Dove regna la Divina Volontà, tutto è preghiera.
26 Settembre 1926 La sola parola “Volontà di Dio” contiene un prodigio eterno e tutto si converte in amore e preghiera. (20° volume)
“Figlia mia, dove sta la mia Volontà tutto è santità, tutto è amore, tutto è preghiera,; sicché, stando la sua sorgente, i tuoi pensieri, i tuoi sguardi, le tue parole, il tuo palpito ed anche i tuoi moti, sono amore e preghiere,...." Gesù
"..non è la forma delle parole che forma la preghiera,..." Gesù // La gloria di Dio è l'uomo vivente, è l'uomo che vive in grazia di Dio.
"...non è la forma delle parole che forma la preghiera, no, è la mia Volontà operante che, dominando tutto l’essere tuo, forma dei tuoi pensieri, parole, sguardi, palpiti e moti, tante fontanine che sorgono dalla Volontà Suprema ed elevandosi fino al Cielo, nel loro muto linguaggio pregano, amano, adorano, benedicono, insomma Essa fa fare ciò che è santo, ciò che appartiene all’Essere Divino. Perciò l’anima che possiede come vita il Voler Supremo, è il vero cielo, che, anche se muto, narra la gloria di Dio e si annunzia come opera delle sue mani creatrici. Com’è bello vedere l’anima in cui regna il mio Volere! Com’essa pensa, guarda, parla, palpita, respira, si muove, così forma le stelle per ornare il suo cielo,.." Gesù
Richiamiamo la volontà divina anche con un moto dell'anima,...tu Gesù, scarico su di te i miei affanni e problemi. Pensaci Tu, dammi risposta alla mie domande.
Terza Meditazione:
La preghiera è nata con il peccato, Adamo (innocente ndr) non pregava. Brano più teologicamente denso.
16 Novembre 1926 Come ogni atto di volontà umana è un velo che impedisce di conoscere la Volontà Divina. Sua gelosia e come Essa fa tutti gli uffici per l’anima. Minaccia di guerre e di castighi. (20° volume)
"..La volontà umana rende schiavo l’uomo, gli fa avere bisogno di tutto, per cui l’uomo sente continuamente mancarsi la forza, la luce, la sua esistenza è sempre in pericolo e ciò che ottiene è in seguito a preghiere e stenti. Sicché l’uomo che vive di Volontà sua, è il vero mendicante…" Gesù
Gesù non sta parlando dei peccatori incalliti ma di coloro che si sono fermati alla Volontà di Dio come legge e non l'ha formata come vita. Chi fa la Volontà di Dio è come un servo che deve stare agli ordini del suo Padrone. I figli sono liberi nella casa del Padre. Chi vive di volontà umana ha sempre bisogno di qualcosa e, stando nella necessità, sei incompleto e sei bisognoso. Quindi mendicante. Chi sta sempre a chiedere l'elemosina ed aiuto anche con Dio. Gesù non disprezza nessuno ma sta semplicemente descrivendo una cosa. Chi non è satollo, sta sempre a chiedere. Nella preghiera di petizione non è male, ma vivere solo di questo nasconde un'inquietudine di fondo. Avete visto un'anima che chiede di accogliere quella sofferenza e di compiere la Sua Volontà? Dove stanno queste anime? Quando accendiamo il cellulare arriva una scarica di richieste: puoi pregare per quel bambino che sta male? Non c'è nulla di male ma Gesù ci vuole portare ad un altro livello ed orizzonte nel quale non ci sia più bisogno di chiedere.
"...Invece chi vive della mia, non ha bisogno di nulla, ha tutto a sua disposizione, la mia Volontà gli dà il dominio di se stesso e quindi è padrone della forza, della luce, ma non della forza e della luce umana, ma della Divina, la sua esistenza è sempre al sicuro ed essendo padrone può prendere ciò che vuole, né ha bisogno di chiedere per avere, tanto è vero che per Adamo prima di sottrarsi alla mia Volontà, la preghiera non esisteva; il bisogno fa nascere la preghiera; se di nulla aveva bisogno non aveva né da chiedere, né da impetrare…" Gesù
Una persona potrebbe avere bisogno di aiuto, la forza la prendi da Gesù. C'è la consolazione umana o conforto psicologico. Vuoi pace o pazienza? Valla a chiedere a Gesù? Il don (Pierpaolo Maria Cilla) andava alla ricerca (prima di conoscere gli scritti) del grande predicatore ed andando ad un ritiro spirituale di Cantalamessa ha sentito una frase che è stata quella fessura che il Signore ha usato per fare entrare gli scritti della divina volontà: il padre citava una frase di San Bernardo (12° secolo) che diceva: tutto ciò che mi manca e di cui ho bisogno, io me ne approprio dal costato trafitto di Cristo. Questa cosa che io non chiedo ma ne approprio gli è rimasta. E ora il don capisce cosa significa. Ogni tanto i santi dicono delle cose senza sapere cosa stanno dicendo ma sotto ispirazione divina. Per fare questo mi devo svuotare di me stesso. O servo la mia volontà o quella divina. Gesù, quando parla del fatto che Adamo non pregava, intende la preghiera di petizione.
"..Sicché Lui amava, lodava, adorava il suo Creatore, la preghiera non ebbe luogo nell’Eden terrestre…." Gesù
Dio non ci ha creato per disturbarlo ma la vita di molti cristiani è un continuo bussare. Ma se tu non bussi e non chiedi per prima cosa il Regno di Dio, il resto ti sarà dato in aggiunta. Chiedete il Regno, prima non lo capivamo.
".. Sicché Lui amava, lodava, adorava il suo Creatore, la preghiera non ebbe luogo nell’Eden terrestre. La preghiera venne, ebbe vita dopo il peccato, come bisogno estremo del cuore dell’uomo, chi prega significa che ha bisogno e, siccome spera, prega d’ottenere. Invece chi vive nella mia Volontà vive nell’opulenza dei beni del suo Creatore da padrone e vedendosi in tanti beni sente il bisogno e il desiderio di voler dare agli altri la sua felicità ed i beni della sua grande fortuna, vera immagine del suo Creatore che gli ha dato tanto, senza restrizione alcuna, vorrebbe imitarlo col dare agli altri ciò che possiede…" Gesù
Non devi supplicare, devi prendere e dare. Un sintomo di volontà umana? Pensare a sé stessi.
"...Oh come è bello il cielo dell’anima che vive nella mia Volontà! E’ il cielo senza tempesta, senza nubi, senza pioggia, perché l’acqua che disseta, che feconda e che dà la crescita e la somiglianza di colui che l’ha creata è la mia Volontà ed è tanta la sua gelosia che l’anima nulla prende se non è suo; la mia Volontà fa tutti gli uffici: se la creatura vuol bere si fa acqua e mentre la rinfresca le smorza tutte le altre seti, per fare che la sola sua sete sia la sua Volontà, se sente fame, si fa cibo e mentre sazia le toglie l’appetito di tutti gli altri cibi, se vuole essere bella, si fa pennello e le dà pennellate di tale bellezza, che la mia stessa Volontà rimane rapita da una bellezza così rara impressa da Essa stessa nella creatura, tanto da poter dire a tutto il Cielo: miratela come è bella, è il fiore, è il profumo, è la tinta del mio Volere che l’ha fatta sì bella”. Insomma, le dà la sua fortezza, la sua luce, la sua santità, tutto per poter dire: “è un’opera tutta del mio Volere,..." Gesù
La parabola del Figliol Prodigo, in cui un figlio si è costruito la vita con la sua volontà ed è finito a pascolare con i porci e questi mangiavano meglio di lui. L'altro figlio è rimasto in casa, di per sé è rimasto ricco, è rimasto figlio e non ha richiesto l'eredità. Tutti i beni del padre erano suoi, ma quando il figlio minore è tornato a lui è venuta la botta di gelosia. Tu per me non hai mai ammazzato il vitello grasso ecc... a questa sceneggiata di gelosia a colui che non viveva da figlio "il Padre gli rispose: Figlio tu sei sempre con me, e tutto è mio è tuo. Io ti dovevo dare ciò che è tuo? Tu ti eri dimenticato che ti amavo e ti sei dimenticato di amarmi. Non ha bisogno di preghiera di domanda. Lo devi solo prendere ed eventualmente darlo a tuo fratello che è rimasto senza nulla. E quindi glielo ho dovuto dare io"
DON PIERPAOLO MARIA CILLA
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