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domenica 4 maggio 2025

Soffrire in modo divino

In occasione della natività della Madonna, Gesù racconta quanto soffrirono e come soffrirono Gesù e Maria quando Gesù dovette partire per fare i 40 giorni di penitenza nel deserto. Furono dolori acutissimi ma non disgiunti da felicità e pace imperturbabile, come sempre accade quando si soffre nella Divina Volontà. Gesù spiega anche il perché di questo suo estremo gesto ascetico. Libro di Cielo, Volume 22, 8 Settembre 1927, Giovedì 8 Settembre 2022

8 Settembre 1927
Tutta la Creazione è fissata in Dio ed è relatrice dell’Ente Supremo. Dolore sofferto in modo divino in Gesù ed in Maria. Significato dei quaranta giorni nel deserto.


"..Dopo di ciò stavo seguendo il Santo Volere nell’atto in cui il mio dolce Gesù si separò dalla Sovrana Regina per andare nel deserto e mentre compativo l’uno e l’altro, pensavo tra me: “Come potette separarsi la mia Sovrana Regina per ben quaranta giorni dal suo caro Figlio? Lei che lo amava tanto, come fece a stare senza di Lui? Io che non ho il suo amore, soffro tanto se per alcuni giorni mi priva di Lui, quanto poté soffrire la Mamma mia?”..." Luisa (la meditazione inizia da qua)........................."...Essa fece da vera Mamma alla mia Divina Volontà, facendo insieme da vera Madre alle creature, impetrando per tutti la vita, la felicità, la gioia di possedere il regno dell’Eterno Fiat.." finisce qua (parla Gesù)

Il 27 è la festa della Medaglia miracolosa ed è anche la festa del primo grande innamorato di Maria, san Giovanni Evangelista (il 27 dicembre)...la meditazione è stata fatta il 27.

C'è stato un giorno in cui il pianeta Terra conobbe un giorno di felicità, il giorno in cui nacque la Madonna fu un giorno immenso. Negli scritti della Valtorta si dice che si è scatenato il finimondo alla nascita della Madonna, c'è stato un nubifragio al momento della sua nascita. Non c'è lingua umana che possa cantare o narrare la nascita della Madonna.

Gesù ci vuole far meditare, sulle base delle considerazioni di Luisa su alcune cose. Gesù e Maria hanno operato assieme. Luisa smaniava quando stava senza Gesù e si chiedeva come facesse la Madonna a stare senza Gesù (tipo i 40 giorni nel deserto). E Gesù risponde dicendo una cosa che vale anche i nostri piccoli dolori rispetto a quello che hanno patito Loro due. Immaginarsi cosa significhi rimanere privi di Gesù o di Maria - per chi li ha conosciuto - il don non sa se dire: beato chi non se lo può immaginere perchè non sa cosa si perde o beato chi se lo può immaginare - perchè soffre ma ha avuto il diletto di vederli.

"..Io partii felice al deserto, felice restò l’altezza della mia Mamma Celeste, perché il dolore sofferto nel modo divino, non ha virtù di adombrare menomamente la divina felicità, che contiene mari di gioie e di pace interminabili, i dolori sofferti nel modo divino sono come le goccioline di acqua nell’immenso mare, che la forza delle onde ha virtù di cambiare in felicità. Il dolore sofferto in modo umano ha virtù di spezzare la vera felicità e di turbare la pace, il divino mai. Molto più che la mia Mamma Regina possedeva il Sole della mia Volontà per grazia ed Io lo possedevo per natura..." Gesù

Tutti i maestri di spirito dicono che si soffre di più quando ci appaiono Gesù e Maria e poi ne rimaniamo privi piuttosto che gli altri dolori umani messi assieme. Chi ha avuto un'esperienza vera di Cielo sa di cosa si parla, e questo fatto è stato conosciuto nella Storia della Chiesa da Santi che hanno vissuto per anni solo con l'Eucarestia in mezzo a dolori atroci intervellati ad esperienze della Passione, per esempio la Beata Alexandrina da Costa e Teresa Neumann. La Madonna ha chiesto a Kibeho di recitare - a chi la ama - di recitare la Corona dell'Addolorata il martedì e il venerdì, di trovare il tempo di recitarla per la conversione dei peccatori. Nella corona dell'Addolorata si contemplano i dolori della Madonna. Ma il dolore di questi 40 giorni non ci sono. Attraverso la scelta di questi 7 dolori sono inclusi tutti i dolori che ha vissuto. Questo dolore per entrambi fu un dolore immenso, che più grande non se ne potrebbe concepire...ma cosa dice Gesù?

Figlia mia, ambedue soffrimmo nel separarci, ma il nostro dolore fu sofferto in modo divino, non umano e perciò non si disgiunse né dalla felicità, né dalla pace imperturbabile....." Gesù

Se si vive nella divina volontà, può accadere qualsiasi cosa anche cose orribili, che danno dolori profondissimi (e questo bisogna viverlo). Le persone comuni non ci arrivano a capirlo. Uno pensa o si soffre o si sta nella gioia, ma è sia l'uno che l'altro. Tutti i dolori sofferti nella Divina Volontà e per la divina volontà, in conseguenza del fatto che si sta facendo la volontà divina, sono dolori santificabili, se offerti e fatti con generosità non ti toccano la condizione di uomo o donna felice e contenente mari di gioia. Gesù doveva andare nel deserto per farsi 40 giorni per riparare 40 secoli...

("....Figlia mia, il numero di quaranta giorni nella mia vita quaggiù è simbolico e significativo. Nel nascere volli stare quaranta giorni nella grotta di Betlem, simbolo della mia Volontà Divina che mentre stava in mezzo alle creature, era come nascosta e fuori della città delle loro anime ed Io per riparare i quaranta secoli di volontà umana, volli stare per quaranta giorni fuori della città in una vile capanna a piangere, gemere e pregare, per richiamare la mia Volontà Divina nella città delle anime, per darle il suo dominio, dopo quaranta giorni uscii per presentarmi al tempio e rivelarmi al santo vecchio Simeone; era la prima città che chiamavo alla conoscenza del regno mio e fu tanta la sua gioia che chiuse gli occhi alla terra per aprirli all’eternità. Quaranta giorni stetti nel deserto e poi subito feci la mia vita pubblica per offrire i rimedi e i mezzi per giungere al regno del mio Volere. Quaranta giorni volli stare sulla terra dopo la mia Risurrezione per confermare il regno del Fiat Divino ed i suoi quaranta secoli di regno che doveva possedere. Sicché il primo atto di tutto ciò che Io feci quaggiù, fu il ripristino di Esso; tutte le altre cose entravano nell’ordine secondario, ma il primo anello di congiunzione tra Me e le creature era il regno della mia Volontà....")

L'arco della storia umana che si snoda (secondo la Bibbia), 4000 anni prima di Cristo si colloca la creazione dell'Uomo, 2000 anni AC c'è stato il diluvio, all'anno 0 è nato Cristo, il primo combattimento escatologico avverrà circa negli anni 2000 e poi la fine (forse) ci sarà nel 4000 DC. Ma è una teoria.

"..E poi Io andai nel deserto per richiamare quella mia stessa Volontà Divina che per quaranta secoli le creature avevano disertato da loro ed Io per quaranta giorni volli starmene solo, per riparare i quaranta secoli di volontà umana in cui la mia non aveva posseduto il suo regno in mezzo alla umana famiglia e con la mia stessa Volontà Divina la volli richiamare di nuovo in mezzo a loro per fare che regnasse...." Gesù

Gesù parla con un linguaggio militare. Le gente milita sotto altre bandiere e non sotto quella di Cristo. Quanta gente nel mondo si sente negativamente sola, ma quando una persona è piena di Dio non si sente mai sola, il trovarsi materialmente da soli senza compagnia sensibile....questa è una cosa cercata dagli amici di Dio. Solo la solitudine dalle creature ci permette di entrare in contatto con il Creatore. O stiamo con le creature o con il Creatore. Certo che c'è chi è in un contesto sociale particolare...si capisca il senso e non si disperi chi è sposato o lavora con altri. Il peccatore, chi si stacca da Dio vive quella solitudine orribile, si sente solo. E come si riparano i peccati? Gesù è andato nel deserto per riparare la solitudine umana. Gesù riparando, richiama. Da un punto di vista oggettivo, la volontà umana respinta dall'uomo per 40 secoli è pronta a tornare. E in chi la depositiamo in attesa che arrivi il Regno della Divina Volontà?

"..Nel ritornare dal deserto la depositai nella Mamma mia, con tutti quegli atti di Volontà Divina che le creature avevano respinto e tenuto come in deserto, affinché fosse Lei la fedele depositaria, la riparatrice e la impetratrice del regno della mia Volontà..." Gesù

Ci sono tante croci, involontarie e volontarie. Gesù chiede il discorso:

"..Come potevamo occuparci del nostro dolore di separarci per quaranta giorni, quando si trattava di reintegrare, di richiamare la nostra Divina Volontà a regnare in mezzo alle creature?.." Gesù

Non dobbiamo avere paura di soffrire un pò, le sofferenze offerte hanno un valore immenso (se fatte nel dv?) anche se noi non lo possiamo conoscere nè subito nè perfettamente. Ma siamo certissimi che uniti ai dolori di Gesù producono un grandissimo bene. Noi non consideriamo come male assoluto ogni forma di dolore come i mondani facendo lo slalom nelle forme di sofferenze che arrivano.

Diamo la nostra disponibilità, diamo i nostri sì a Dio per riparare i no dei nostri progenitori. Noi non siamo come la Madonna. Fermo restando le distanze incomparabili che dobbiamo mantenere. Noi abbiamo un'abisso di miserie di fronte ad un'abisso di grazia della Madonna. Fermo restando tutto questo impariamo da Lei impariamo a soffrire qualsiasi dolore, sapendo che se sarà un dolore divino ci lascerà nella pace. La cosa importante è se la cosa che sto vivendo sia voluta da Dio o no. Poi se dolorosa o brutta fa niente.

20 Maggio 1905
Modo di soffrire.
(sesto volume)

Questa mattina stavo pensando a quando il benedetto Gesù restò tutto slogato sulla croce e dicevo tra me: “Ah! Signore, quanto potesti restare compenetrato da queste sì atroci sofferenze e come la tua anima potette restare afflitta.” In questo mentre, quasi ad ombra, è venuto e mi ha detto: “Figlia mia, Io non mi occupavo delle mie sofferenze, ma mi occupavo dello scopo delle mie pene e siccome nelle mie pene vedevo compita la Volontà del Padre, soffrivo e nel mio stesso soffrire trovavo il più dolce riposo, perché il fare la Volontà Divina contiene questo bene che, mentre si soffre, si trova il più bel riposo; e se si gode e questo godere non è voluto da Dio, nello stesso godere si trova il più atroce tormento. Anzi, quanto più mi avvicinavo al termine delle pene, agognando di compiere in tutto la Volontà del Padre, così mi sentivo più alleggerito ed il mio riposo si faceva più bello. Oh! quanto è diverso il modo che tengono le anime, se soffrono o operano non hanno né la mira al frutto che possono ricavare, né all’adempimento della Volontà Divina, si concentrano tutte nella cosa che fanno e, non vedendo i beni che possono guadagnare, né il dolce riposo a cui porta la Volontà di Dio, vivono infastidite e tormentate e fuggono quanto più possono il patire e l’operare, credendo di trovare riposo, invece restano più tormentate di prima.

sabato 15 gennaio 2022

I gradi di Grazia (e di gloria)

Lezione di Gesù sulla Grazia e sui gradi di Grazia sempre maggiore che si acquistano compiendo i propri atti di virtù nella Divina Volontà. A gradi di Grazia e elevati corrispondono gradi di gloria maggiori, ossia godimenti di Dio e delle beatitudini del Paradiso superiori. Libro di Cielo, Volume 22, 14 Settembre 1927, Giovedì 10 Giugno 2021

14 Settembre 1927 Iddio è geloso degli atti che si fanno nella Divina Volontà. La grazia è la vita bilocata di Dio. Nostro Signore chiama l’anima a seguire gli atti suoi

Con questo brano si conclude il volume 22° del libro di Cielo, questa meditazione è stata fatta alla vigila del Sacro Cuore di Gesù.

Questo brano ha alcune frasi importanti e altre non sono molto chiare. Il punto culminante ripreso due volte da Gesù in questa lezione odierna è questo:

Figlia mia, in ogni atto che faceva per Me la mia Mamma Celeste, che era continuo, Io la contraccambiavo con un grado di grazie, perché Io non mi faccio né vincere, né superare dagli atti delle creature, sono l’insuperabile e perciò se la mia cara Mamma mi dava amore, atti, passi, parole, Io le davo in ogni grado di grazia una vita divina, perché la grazia non è altro che la vita bilocata di Dio che si dà alle creature...." Gesù

E poi Gesù riprende questo discorso applicandolo a Luisa (ed evidentemente lo applica anche a tutti noi):

"...E’ perché voglio gli atti tuoi, il tuo amore, insieme con quello della Madre mia e perché tutti i miei atti siano seguiti dagli atti tuoi per dare anche a te tanti gradi di grazia, per quanti atti mi fai.."

Gesù parla di Gradi di Grazia. Che significa questa cosa qua? Questi concetti dobbiamo averli chiari perchè se non se li hanno chiari, c'è il pericolo di arrivare al termine di questa vita avendo fatto degli sprechi colossali e prendendone conoscenza quando non c'è più tempo per porvi rimedio.

La Grazia - dice Gesù - non è altro che la vita di Dio bilocata che si dà alle creature. Noi dobbiamo pensare che il problema non è solo restare in grazia di Dio o no (cosa principale però), la Chiesa ci insegna che con il Battesimo abbiamo ricevuto la grazia, le virtù teologali infuse, le virtù cristiane (cardinali ecc..) e la dobbiamo custodire e fare crescere. Si perde la grazia con un solo peccato mortale, diminuisce e si raffredda la carità ad ogni peccato veniale, e non aumenta se io ometto di compiere un'opera di perfezione. Dall'altra sponda la grazia aumenta per ogni atto che faccio di giustizia, per osservanza dei comandamenti e aumenta in maniera esponenziale - molto veloce e molto consistente - nella misura in cui l'anima tende alla perfezione e quindi l'anima compie degli atti di perfezione.

Vivere nella dv - come Gesù spiega - è la santità delle santità. Che significa? Significa che desiderare di vivere nella dv ha senso solo se l'anima ha già o intrapreso o è fermamente risoluta ad intraprendere un cammino di santità, perchè è il top di tutte le santità - è il perfezionamento di tutte le varie vie di santificazione - quelle circoscritte ai grandi stati di vita (matrimoniale, sacerdotale, religiosa, la santità laicale) e poi, le virtù sono le stesse per tutte ma le sfumature che assume la vita di perfezione sono infinite, tante quante sono le persone. Le persone non sono consapevoli spesso e volentieri di questo. Fare o non fare un peccato veniale, o un'opera di perfezione (esempio: un peccato veniale, peccato di gola ad esempio o una bugia volontaria sebbene piccola, questo atto produce una diminuzione del tasso di grazia presente in me, - il don non è sicuro che tutti sappiano bene queste cose - significa che quell'atto che ho fatto nell'altra vita non me lo porterò. Quell'atto - se me ne pento come si spera - dovrà essere cancellato da un'operazione della Divina Misericordia perchè quell'atto - essendo un peccato anche minimo - produce male anche lievissimo - chi tende alla santità i peccati volontari non li può fare. Nel senso - può succedere che uno cada in una tentazione improvvisa, si è trovato in una situazione imprevista e lo hanno messo alle strette e gli scappa una bugia di scusa - non deve succedere e si può imparare a gestire. Bisogna confessarsi. Se la faccio, faccio male e non è soltanto una sorta di problema giuridico - Dio prende nota e poi mi punirà - quell'atto mi fa arretrare nella mia amicizia con Dio, e lo fa realmente. La Chiesa, nella sua sapienza, va fuggito perchè poi bisognerà purificarsi in Purgatorio. E che si va a fare? Quella cosa dev'essere purificata o tu per - grazia di Dio - la piangerai quella scusa, piangerla, addolorato o in Purgatorio la forza del fuoco divino te la farà piangere di santa ragione. O la piangi in questa vita o in purgatorio. Chi commette dei peccati mortali e non se ne pente li piangerà amaramente e in modo disperato all'inferno.

Altro step: E se non faccio un'atto di perfezione? Potrei fare un'opera buona e non la faccio. Potrei andare a fare un saluto a Gesù e non lo faccio, fai una telefonata a quella persona, ecc... (esempi infiniti), fai quell'elemosina, aiuta il prossimo in quella maniera, fai il servizio in chiesa, ecc.. tutti quegli atti di virtù che non sono comandati sotto pena di peccato. Il don si addolora quando talvolta vede o sente delle persone il cui unico problema (è già qualcosa) che chiedono se quella cosa è un peccato o no. E' un problema perchè bisogna avere i margini, ma stare nell'ambito del non è peccato non significa camminare nell'ambito della santità. Ma è stare sulla soglia del minimo indispensabile per raggiungere la salvezza.

Secondo la nostra percezione - quello che tu ti immagini perchè nel nostro cuore c'è il senso della giustizia e del bene e se lo facciamo uscire fuori facendo silenzio senza pregiudizi - secondo noi un Padre Pio in Paradiso sta come sta una persona che ha condotto una vita lontana da Dio, disordinatissima e si è salvata perchè l'ultima grazia che Dio gli ha concesso l'ha accolta e ha chiesto perdono? In Paradiso alla Resurrezione della carne la condizione di queste due persona sarà uguale? Godranno Dio allo stesso modo? Godranno degli infiniti beni allo stesso modo? Godranno di quella che in teologia si chiama Gloria accidentale allo stesso modo? Se uno legge i libri dei Santi o la biografia della Santa Margherita Maria Alacoque, questa donna - il don si è quasi sentito male - ha praticato la preghiera, la penitenza e la mortificazione a gradi che se uno li legge si prende un'infarto. Ma questa donna, perchè ha fatto così? Tutta questa sofferenza, pene ed umiliazioni...anzichè dormire in un letto normale si era fatta un letto con dei vasi di coccio rotti appuntiti e dormiva lì. Perchè ha fatto così? Perchè ha praticato in grado eroico la virtù della penitenza e della mortificazione. Oggi la penitenza e mortificazione sono degli atti liberi perchè oggi la Chiesa non ci chiede quasi nulla, se tu stai alla legge non farai nulla. Non c'è nessuna norma che impone di fare il digiuno al mercoledì o venerdì. Faccio però un'atto di virtù a farlo.

Una vita buona da un punto dal punto di vista oggettivo (niente peccati mortali, Messa, sacramenti, ecc...) una persona che si presenta in Paradiso con - avendo fatto digiuno il Mercoledì e il Venerdì - le settimane dell'anno sono 52, quindi si farà 100 digiuni all'anno e se lo fa per 10 anni sono 1000 digiuni. Se lo fa per 50 anni quanti sono? - Una persona che si presenta così davanti al Padre Eterno sarà trattata allo stesso modo di chi non li ha mai fatti in vita sua se non il digiuno canonico?

Cosa succede quando noi faccimo un'atto di virtù che non è prescritto che dipende dalla nostra libertà, san Giacomo dice che chi fissa lo sguardo sulla legge della libertà e le resta fedele non come un'ascoltatore smemorato questi troverà la felicità nel praticarla. I Figli di Dio sono liberi, non c'è bisogno di essere imboccati, arrivaci da solo, lo Spirito Santo ti suggerisce tante cose nel cuore. Ogni volta che non la fai: 1) perdi la possibilità che la tua grazia attuale cresca, - non diminusce ma non cresce 2) E perdi un grado di gloria in Cielo. Ai gradi di grazia corrispondono gradi di gloria in Cielo. Noi qua sulla terra ci stiamo 100, 110 anni e poi? Capiamo cosa significa che con questi 110 anni o di meno noi ci scriviamo il nostro destino eterno. Ci rendiamo conto di questo? Non sarà il caso di impegnarsi un pò, di fare qualche opera di perfezione, qualche penitenza, digiuno, ecc... sapendo che in base a questo cambia il mio grado di gloria e godrò di più tutte le delizie del paradiso?

In Paradiso gode più di tutti la Madonna e perchè ciò? La Madonna è arrivata a confini a cui nessuno potrà avvicinarsi, la Madonna non se le è fatta scappare una di opera perfezione.

"..Onde la Regina del Cielo era ricchissima, con tante vite divine che riceveva ad ogni istante ed Essa se ne serviva per corteggiare, onorare, amare con vite divine il suo Figlio, il suo Gesù, il suo Tutto..." Gesù

Non c'era nanosecondo in cui Lei non stesse praticando qualche atto eroico di virtù nella dv, non esiste niente di concepibile e più grande nell'universo. Era un turbocompresso.

Perdi tempo? Ti dissipi? Sprechi la vita? Ti accontenti dello stretto indispensabile? -- fai pure, quando sarai morto avrai voglia di piangere, perchè finita la vita terrena le cose sono finite, non c'è più tempo e se c'è tempo da recuperare - gli operai mandati nella Vigna, operaio dell'ultima ora e quindi rimboccati le maniche, e con il surplus dell'amore in un'ora farai di più rispetto a quanto fa un servo non troppo intraprendente tiepido. Anche la parabola del figlio prodigo, il figlo che era rimasto in casa non era tutta quella santità...perchè aveva la concezione...io ti servo nello stretto indispensabile.

Ci sono gradi di grazie, gradi di gloria che non dipendono da: è peccato o no? Ma è una cosa gradita a Dio? Tante problematiche si risolvono in questo modo - discorso generale: al don in molti chiedono se è peccato prendere la comunione in mano...e il don risponde che se la legge della Chiesa lo consente come si fa a dire che è peccato? Non è una cosa intrisecamente cattiva...ma la domanda giusta: è la cosa che Dio gradisce di più? Tu puoi dire: io voglio fare solo cose gradite a Dio, una cosa può essere lecita ma se tu hai dei dubbi che sia gradita a Dio io non la voglio fare per nessun motivo. Le donne che vanno chiedere al don: posso mettermi lo smalto? Posso tingermi i capelli? ecc... prega davanti a Dio, dipende dalle tue scelte di vita che hai fatto, vuoi imitare la Madonna, vuoi santificarti, che ideale vuoi raggiungere? Qual'è il tuo stato di vita e come reagirebbe tuo marito se tu optassi per quella mortificazione?

Il concetto è peccato o non è peccato vale per un fedele comune ma per chi ascolta le catechesi sulla dv anime che desiderano vivere nella dv....chi desidera la santità non è limitarsi al peccato o no. E quando ti accorgi che una cosa è migliore rispetto ad un'altra con il discernimento delle circostanze (stato di vita, ambiente in cui uno si trova ecc...) magari parliamone con il confessore o direttore spirituale. La santità è un cammino di perfezione di tutte le virtù - il santo è colui che pratica le virtù cristiane in grado eroico. La vita nella dv è il top, si praticano tutte le virtù in grado eroico nella dv e assumendo un tasso di santificazione enorme per sè e per tutti. E quindi un grado di gloria immenso in cielo.

Ma uno non può portare nella dv una bugia di scusa.

venerdì 14 gennaio 2022

Il grande significato simbolico del numero 40

Gesù spiega come tutta la Creazione, con voce muta ma fatti assai eloquenti, parla di Dio e porta alla sua conoscenza. Rivela poi il mistero del numero 40 nella sua esistenza terrena: i 40 giorni nel deserto, i 40 giorni trascorsi tra la nascita e la presentazione al Tempio, i 40 giorni in cui rimase sulla terra dalla Risurrezione all'Ascensione. Libro di Cielo, Volume 22, 8 Settembre 1927 Mercoledì 9 Giugno 2021

8 Settembre 1927 Tutta la Creazione è fissata in Dio ed è relatrice dell’Ente Supremo. Dolore sofferto in modo divino in Gesù ed in Maria. Significato dei quaranta giorni nel deserto

Il numero 40 ha caratterizzato la vita di Gesù e di Israele nel deserto e i 40 giorni di digiuno di Mosè e 40° anno di apparizione della Madonna a Medjugorje (quando è stata tenuta la meditazione). Il numero 40 è un numero davvero sacro nella Chiesa, nella quaresima è uno dei tempi più santi e santificanti dell'anima.

Prima di ciò il Signore ha parlato sul rapporto tra Lui e le cose create. Sia nel libro della Sapienza che nella lettera ai Romani di san Paolo si legge che le cose create sono nient'altro che riflessi delle perfezioni divini, e contemplando le perfezioni divini attraverso le cose create si può giungere a conoscere l'esistenza delle cose create si può arrivare alla conoscenza di Dio. Nel concilio Vaticano I in forza di questo nella costituzione Dei Filius la Chiesa ha stabilito come dogma di fede che l'uomo - attraverso l'uso della ragione e in particolare attraverso la contemplazione delle perfezioni invisibili di Dio nella Creazione può giungere con certezza ad arrivare ad ammettere che Dio esiste. I pagani (san Paolo) che non conoscono Gesù sono inescusabili perchè le perfezioni invisibili di Dio sono visibili nelle cose create.

"..Le cose create dicono ancora: “Guardateci e coi fatti vi diremo.” E perciò non parliamo perché i fatti sono più delle parole e potenza che tutto può, è immensità che tutto involge, è sapienza che tutto ordina, è bellezza che tutto rapisce..." Gesù

Siamo noi (vedi meditazione precedente) che diamo voce alla Creazione, ma parla con i fatti ma che devono essere contemplati, conosciuti ed interpretati. Suggerimento anche per noi: san Francesco aveva detto di andare a predicare il Vangelo nelle città - con lo spostamento della vita dai feudi alla vita dele città necessitava qualcuno che evangelizzasse nelle neo nate città. San Francesco diceva che non tutti hanno il dono della parola, si predica con la vita; che è la predica più eloquente. I predicatori badino bene che la predica della vita sia prima delle parole altrimenti le parole non sono credibili altrimenti le parole cadono nel nulla.

Ond’io nel sentir ciò ho detto: “Amor mio, le cose create non hanno ragione, come possono darmi i loro rapporti e darti tanta gloria?” Luisa

Chi comanda è il nostro cervello, è il capo che comanda e danno possibilità alla mia persona che opera attraverso le nostre facoltà spirituali attraverso il cervello per esprimere sè stesso.

Figlia mia, le cose create stanno in rapporto e vincolate con Me, come le membra al capo ed agiscono come le membra che hanno vita dal capo. Vedi, tu hai le mani, i piedi, essi non hanno ragione, né parlano, ma poiché hanno vita dal capo le mani operano, i piedi camminano, a disposizione di ciò che vuole il capo e formano la sua più grande gloria. Le mani ed i piedi non avrebbero né opere, né passi qualora fossero recisi dal corpo, perché perderebbero la vita che gli comunicava il capo. Così è di tutta la Creazione, anche se non hanno né ragione, né parola, siccome sono unite a Dio, come le membra al capo, esse ricevono la vita dal suo Creatore e perciò tutte le cose create sono operanti ed i loro atti sono incessanti e stanno a nostra disposizione, più di quanto tu hai le tue membra a disposizione del tuo capo e come le tue mani hanno virtù di comunicare le tue opere alle altre creature, così le cose create hanno virtù di comunicare il bene che posseggono alle creature ed a chi vive nel mio Voler Divino. Essendo con lei una la Volontà che le anima, sentono che appartiene al corpo di tutta la Creazione e perciò le comunicano tutti i rapporti che hanno col Capo e, con grande amore, la vincolano ad esse. Perciò sii costante nel vivere nella mia Divina Volontà se vuoi fare vita comune col tuo Gesù e con la Creazione tutta e darmi tutta la gloria che incessantemente mi danno tutte le opere mie.” Gesù

Magari pur dicendo le stesse cose le diciamo con il nostro stile. E quindi c'è un linguaggio muto e la creazione stessa - se vivi nella dv - avverte ciò e ti fa arrivare tutti i beni che lei possiede.

Il momento in cui Luisa che chiede come hanno fatto Gesù e la Madonna a separarsi per 40 giorni

E Gesù parla del dolore divino e del dolore umano. I dolori divini sono intensissimi - attenzione - sono fortissimi dolori ma non sono incompatibili con la felicità e della pace. La Madonna soffrì quando Gesù uscì da casa ma era Volontà del Padre. Dolore immenso ma siamo felici di fare la volontà di Dio, e questa felicità di fare la volontà di Dio rende il dolore, anche se intensissimo, leggero e lo intinge in mari di pace. Solo chi l'ha provato può capire. Chi ha vissuto il dolore umano - che può spezzare la felicità - passeremo delle giornate infelici. Passeranno delle giornate in cui la pace è turbata e non in cui soffri. C'è un dolore sofferto in modo umano e in modo divino. Il dolore divino oltre ad essere più meritorio, porta anche questa consolazione, questa grande cosa a chi lo vive:non togliere la felicità, non spezzare la pace imperturbabile.

Figlia mia, ambedue soffrimmo nel separarci, ma il nostro dolore fu sofferto in modo divino, non umano e perciò non si disgiunse né dalla felicità, né dalla pace imperturbabile. Io partii felice al deserto, felice restò l’altezza della mia Mamma Celeste, perché il dolore sofferto nel modo divino, non ha virtù di adombrare menomamente la divina felicità, che contiene mari di gioie e di pace interminabili, i dolori sofferti nel modo divino sono come le goccioline di acqua nell’immenso mare, che la forza delle onde ha virtù di cambiare in felicità. Il dolore sofferto in modo umano ha virtù di spezzare la vera felicità e di turbare la pace, il divino mai. Molto più che la mia Mamma Regina possedeva il Sole della mia Volontà per grazia ed Io lo possedevo per natura....." Gesù

E poi parte il numero 40...

"..E poi Io andai nel deserto per richiamare quella mia stessa Volontà Divina che per quaranta secoli le creature avevano disertato da loro ed Io per quaranta giorni volli starmene solo, per riparare i quaranta secoli di volontà umana in cui la mia non aveva posseduto il suo regno in mezzo alla umana famiglia e con la mia stessa Volontà Divina la volli richiamare di nuovo in mezzo a loro per fare che regnasse. Nel ritornare dal deserto la depositai nella Mamma mia, con tutti quegli atti di Volontà Divina che le creature avevano respinto e tenuto come in deserto, affinché fosse Lei la fedele depositaria, la riparatrice e la impetratrice del regno della mia Volontà..." Gesù

La Dv dopo Adamo è rimasta da sola e questo è stato un'atto necessario per richiamare la dv. Ma questi 40 giorni furono preceduti da altri quaranta giorni:

"..Figlia mia, il numero di quaranta giorni nella mia vita quaggiù è simbolico e significativo. Nel nascere volli stare quaranta giorni nella grotta di Betlem, simbolo della mia Volontà Divina che mentre stava in mezzo alle creature, era come nascosta e fuori della città delle loro anime ed Io per riparare i quaranta secoli di volontà umana, volli stare per quaranta giorni fuori della città in una vile capanna a piangere, gemere e pregare, per richiamare la mia Volontà Divina nella città delle anime, per darle il suo dominio, dopo quaranta giorni uscii per presentarmi al tempio e rivelarmi al santo vecchio Simeone; era la prima città che chiamavo alla conoscenza del regno mio e fu tanta la sua gioia che chiuse gli occhi alla terra per aprirli all’eternità. Quaranta giorni stetti nel deserto e poi subito feci la mia vita pubblica per offrire i rimedi e i mezzi per giungere al regno del mio Volere. Quaranta giorni volli stare sulla terra dopo la mia Risurrezione per confermare il regno del Fiat Divino ed i suoi quaranta secoli di regno che doveva possedere..." Gesù

Quaranta giorni dopo la Resurrezione per confermare il regno del Fiat Divino. Noi stiamo attorno all'anno 2000 e il regno della dv non è venuto sulla terra e con il regno della Redenzione la dv ha iniziato a tornare (i santi la fanno). A quanto sembra comprendersi dagli scritti...Dio non fa nulla a casa.. la pienezza dei tempi in cui è venuto Nostro Signore....da dopo la Grande Tribolazione come 2000 anni fa, l'ultimo atto della storia dell'umanità - potrebbe essere qualcosa di meraviglioso - chissà se Dio ci farà vedere l'inizio di questo meraviglioso regno.

giovedì 13 gennaio 2022

Far parlare la Creazione

Gesù torna a spiegare la grandezza e l'importanza dei giri nella creazione e il peculiare effetto che essi producono, ossia "farla parlare", dando a Dio la gioia di vedere nella creazione scorrere, attraverso l'operato della creatura intelligente, quella stessa Divina Volontà che le ha dato l'essere e riceverne gloria e ricambio adeguati e divini. Libro di Cielo, Volume 22, 4 Settembre 1927, meditazione di Martedì 8 Giugno 2021

4 Settembre 1927 Tutta la Creazione resta investita dagli atti fatti nella Divina Volontà

Oggi il Signore torna ad istruirci ulteriormente sull'importanza - parafrasando una frase di Gesù - rendere la Creazione parlante

"..Oh! come acquista il mare altre note di armonia, di bellezza, altri suoni più belli, perché la mia piccola figlia emette la sua voce nella mia Divina Volontà e rende il mare parlante e dà la gloria del mare al suo Creatore. Senti: anche il sole nella sua luce che manda dal cielo e di cui investe tutta la terra, manda insieme le tue note amorose, i tuoi graditi ritornelli: “Ti amo, ti glorifico, ti benedico, ti adoro.” Gesù

La Sacra Scrittura specie i salmi di lode lodano il Signore per la sua creazione, il cantico dei giovani nella fornace invitano la Creazione a dare lode a Dio. E' una cosa grande, però se io invito gli animali a benedire il Signore - forse loro lo faranno a modo loro - ma loro non parlano e non possono lodare il Signore come lo facciamo noi. Qui non si tratta di un'invito alla lode, si tratta di rendere le creature parlanti, di entrare in esse, di riconoscere quell'atto della dv nella creatura, ringraziarlo e benedirlo e metterci il Ti amo per me e per tutti e per la creatura stessa. Atto compiuto nella dv e atto che è la massima espressività della lode, gratitudine dovuta dalla creatura al Creatore. Quando si fanno queste operazioni con le creature, deve partire un movimento spirituale, riconoscere e prendere l'amore di Dio in quella creatura, mettere il mio TI AMO in quella creatura stessa e ringraziarlo per me, per quella creatura stessa e per tutti (anche per coloro che non ci pensano).

La nostra natura purtroppo - probabilmente dipende dal fatto che la dv è poco formata in noi e non sempre è facile moltiplicare questi atti e le circostanze ci agevolano e non sempre si riesce a percepire l'importanza e la grandezza di queste operazioni. Ma Gesù ci dice che è una cosa grande.

".. perché c’è la piccola figlia del Supremo Volere che emette i suoi atti in Esso e facendo una la sua volontà con la Creazione tutta, somministra la sua voce ed i suoi atti a tutte le cose create; senti: la natura del mare, del sole non ha virtù di parlare e, trovare chi vive nel mio Volere che comunica la sua voce, i suoi atti ad essi è la cosa più sorprendente, è la gloria più grande che puoi dare al tuo Creatore..." Gesù

Gesù ci dice queste cose perchè spesso non comprendiamo l'importanza di questi atti.

"..Sicché non c’è cosa creata che non resti investita dai tuoi atti ed Io mi diletto nell’ascoltare le tue note ed i tuoi ripetuti ritornelli nel Cielo, nell’aria, nel vento, nell’acqua che piove, nell’uccellino che canta, in tutto e voglio che anche tu, insieme a me senta le tue stesse armonie che formi in tutta la Creazione..." Gesù

Gesù si diletta, come sarà stata la vita di Luisa? Questa persona era molto sollecita ed attiva nel compiere queste operazioni e il don spera che in molti siano così solleciti ed attivi come Luisa. L'esperienza e la percezione che si ha è che si fa fatica a pregare così e si fa fatica a comprendere l'importanza della reiterazione di questi atti. Come nell'esercizio delle virtù - al don sembra - la nostra conoscenza è imperfetta e la nostra misera è grande - al don sembra da quello che gli sembra constatare alla luce dei dati che ha a disposizione che anche per questo è importante la ripetizione come per tutto quello che accade in questo mondo.

Una virtù nasce in noi attraverso la ripetizione degli atti, molte volte Nostro Signore ci mette alla prova perchè possiamo esercitare gli atti altrimenti perdiamo l'abitudine e perdiamo il buono. Siamo mutevoli, in continuo divenire e cangianti e questo vale per tutte le cose. Chi studia sa bene che per passare un'esame deve ripetere, ripetere, ecc...con una sola lettura un libro non te lo ricordi, fino a quando non ti accorgi che certi concetti si sono fissati nella tua memoria e sei in grado di rispodere. Uno sportivo, per essere allenati bisogna essere regolari nell'esercizio fisico. E questo anche per le altre discipline. La nostra struttura è fatta così. Se non ripetiamo alcune cose ne perdiamo l'esercizio. Se uno si abitua a fare gli atti mentre mangia, avrà più facilità nel farlo. Poi c'è chi è più portato a girare su alcune cose create. I bei giri che si fanno in montagna, esercitiamo la nostra facoltà contemplativa. Magari non sappiamo riconoscere un leccio, un pioppo, una quercia, ecc... li vediamo che gli alberi non sono uguali, si può mettere il ti amo. Più si fanno queste operazioni meglio è. Guardiamoci dalla trascuratezza, dal non esercitarsi dal nulla così come farsi prendere dall'ansia e dalla smania di strafare o di moltiplicare questi atti a discapito dei nostri doveri. Occorre sempre camminare con questa luce che imploriamo dal Signore per far bene il bene.

E poi Gesù conclude:

"..Figlia mia, il più piccolo moto, anche il più piccolo respiro, fatto nella mia Divina Volontà, è tutto di Dio ed essendo suo, trova tutto ciò che è suo: trova la santità divina nell’atto fatto nel mio Fiat Divino, trova la sua luce, trova la sua bontà, il suo amore, la sua potenza, in quell’atto non manca nulla di ciò che appartiene a Dio, perciò si possono chiamare atti Divini, perché sono i più belli, i più santi ed i più graditi e, innanzi a questi atti, tutti gli altri atti, per quanto buoni, perdono il loro valore, il loro gusto e mai mi possono piacere...." Gesù

Gesù ci ricorda che anche un piccolo atto umano - finito, imperfetto, limitato - può diventare divino - immenso, perfetto ed infinito.

"..Succede come ad un signore ricchissimo che possiede ricchezze, giardini, poderi coi frutti più belli che nessuno può eguagliare. Ora, questo signore, conoscendo che nessun altro ha i frutti e le cose buone come li ha lui, se i figli, i servi portano i frutti dei suoi giardini, lui li gradisce, li gusta con amore, mangiandone a sazietà, ma se gli portano frutti di poderi altrui, lui non li gusterà perché vedrà subito la gran differenza, li troverà difettosi, acerbi e disgustosi e si lamenterà coi suoi che hanno ardito portargli cose e frutti non suoi. Così succede a Noi, tutte le cose che si fanno nella nostra Divina Volontà sono cose nostre, frutti degli interminabili nostri poderi e, come cose nostre, non troviamo nulla che non sia degna della nostra Divinità e perciò prendiamo tutti i gusti nel riceverli. Invece ciò che viene fatto fuori del nostro Divin Volere è roba a Noi estranea, manca l’impronta divina, sono senza pienezza di gusti, di luce, di santità, di dolcezza. Il volere umano anche alle cose più buone mette sempre la parte acerba, che fa disgustare le cose più belle e perciò, vedendo che non sono cose dei nostri poderi, frutti della nostra Volontà Divina li mettiamo da parte e molte volte neppure li guardiamo. Perciò ti raccomando che non ti faccia sfuggire nulla che non entri nella luce del mio Fiat Supremo, affinché tutto sia roba nostra e sommamente a Noi gradita.” Gesù

Gesù cerca di farci capire com'è il mondo di Dio, è abituato a stare in compagnia della sua perfezione, ciò che è estraneo ad essa non sarà mai gradito al Signore.

".. Il volere umano anche alle cose più buone mette sempre la parte acerba, che fa disgustare le cose più belle e perciò, vedendo che non sono cose dei nostri poderi, frutti della nostra Volontà Divina li mettiamo da parte e molte volte neppure li guardiamo..." Gesù

Quando si riflette sulla capacità della volontà umana distruttiva è uno spettacolo triste e mortificante ed umiliante perchè ci troviamo così. Vorremmo fare tante cose belle ma se ci mettiamo a riflettere con attenzione ci accorgiamo che di nostro al Signore gli diamo quasi nulla anche se siamo animati da tutte le buone intenzioni. E la volontà umana distrugge tutto. Preghiamo il Signore che ci dia la grazia ad acquisire queste abitudini nel divinizzare i propri atti che ci rendono maggiormente graditi a Dio. Le svolte sono caratterizzate da un continuo ripetere, 40 - 50 volte ecc.. ma alla fine arriva la volta buona.

mercoledì 12 gennaio 2022

Vera pace e pienezza di felicità

Stupenda lezione di Gesù sulla pienezza di felicità e sulla vera pace che solo la Divina Volontà può portare all'anima. Anche chi è buono e santo, senza che la Divina Volontà regni in lui, non può raggiungere tale stato, perché gli manca la sorgente della felicità e della pace. Il martirio dell'anima è più grande di quello del corpo. Libro di Cielo, Volume 22, 3 Settembre 1927, meditazione di Lunedì 7 Giugno 2021

3 Settembre 1927 Fino a tanto che l’anima non fa regnare la Volontà Divina, sarà sempre infelice ed inquieta. Diversità di martirio di anima e di corpo

Il Signore parla della vera felicità e della pace e nella messa del 7 giugno inizia la lettura del Vangelo di san Matteo delle beatitudini. I segreti della felicità che il Signore ha consegnato nel Vangelo. 8 Vie della felicità (per il Vangelo).

Gesù inizia dicendo che fino a quando dentro la creatura non regna al 100% la Divina Volontà questa sarà sempre infelice ed inquieta. Anche se è buona, anche se è Santa, dotta e ricca. E solo la dv può dare la pienezza della felicità. La differenza che c'è tra il vivere le beatitudini nella dv - avendo la dv regnante in noi - e senza che ciò che sia avvenuto..

"...Ora così succede nell’ordine soprannaturale: quel tale è buono, ma non sente in sé che possiede la sorgente della bontà, perché sente che, alle occasioni, la sua pazienza è debole, la sua fermezza nel bene è intermittente, la sua carità spesso spesso zoppica, la sua preghiera è incostante. Ciò lo rende infelice, inquieto, perché vede che la sua bontà non è intera, è come a metà e l’altra metà che gli manca serve a torturarlo ed a infelicitarlo...." Gesù

La fermezza è una virtù fondamentalissima, essere fermi nel bene, non ci si muove di un 1 mm quando sappiamo certamente di essere nel bene - carità intesa sia come amore di Dio e del prossimo. La preghiera incostante, chi fa queste non è un'anima cattiva, perchè se ho una virtù intermittente vuol dire che però c'è. Ogni tanto difetta un pò. Non si tratta di pagani peccatori che sono estranei ad una vita di grazia. Anime buone che però non hanno una pace a prova di bomba. Quando si vivono quelle realtà di lontanza, fragilità e debolezza queste sono sorgenti di debolezza, inquietudine ecc.... . Da quello che qua Gesù dice è impossibile avere un'atto di impazienza, traballare nel bene, essere incostanti ecc... non perchè si è superman ma perchè si ha dentro di sè la sorgente. Le cose a buon mercato non esistono, i mistici lo hanno sempre spiegato: se uno legge le opere di san Giovanni della Croce o di santa Teresa d'Avile. Si arriva ad un certo punto o dove Nostro Signore ti fa passare per il purgatorio sulla terra (la notte dei sensi, dello spirito ecc... tanti travagli...a cosa servono queste cose? A togliere alcune croste e limiti che noi non ce la faremo mai a liberarci). Se Dio ti vuole portare al Matrimonio Mistico - quindi una grandissima santità - non ci sono alternative. Noi possiamo arrivare fino ad un certo punto, la vita nella dv non è vita senza dolori.

Gesù parla del martirio dell'anima - Luisa stava sempre sotto dolori atroci per la mancanza di Gesù sensibile, queste cose le può capire solo chi le ha vissute; l'assenza di un contatto diretto e personale con il soprannaturale o l'hai avuto o no. E solo chi l'ha avuto può capire il dolore immenso che comporta l'esserne privati. Pur dentro questo martirio, sofferto da Luisa per volontà di Dio. Far venire Gesù (presenza sensibile) non è una cosa che possiamo fare noi esseri umani - possiamo stare davanti all'Ostia consacrata. Chi di noi ha il potere di vivere una cosa del genere? Possiamo avere il desiderio di stare con Lui ecc.. senza però chiedere nulla di straordinario. Il desiderio è cosa molto gradita al Signore.

Se Dio decide, ti appare subito e se ti è apparso per tanto tempo e poi sparisce...da chi dipende? Perchè vuole che tu provi il martirio più doloroso che esista.

Figlia mia il martirio dell’anima è più grande, più nobile, contiene un valore tanto grande che, paragonato a quello del corpo, oh! come resta dietro. Questo è limitato, è piccolo di fronte a quello dell’anima. L’anima è luce, il corpo è materia e martirizzandosi il corpo, il sangue che versa non si allarga, non si diffonde lontano ma bagna solo quel piccolo spazio di terra dove si trova; perciò i suoi effetti sono limitati e sono a luoghi, a tempo ed a persona. Invece quello dell’anima è luce e quando questa luce viene trafilata, messo sotto il torchio, la luce si diffonde, si innalza, si stende sempre più. ............ Ora l’anima è più che sole e quando soffre la mia privazione come gira e resta premuta sotto il torchio di essa, tanti raggi di più acquista per distendersi ed allargarsi di più. E siccome è pena d’una vita Divina, l’anima, facendo la Divina Volontà, in questo martirio offre l’atto più bello e la sua luce si stende tanto che nessuno la può raggiungere, perché entra in mezzo a questo martirio una Volontà Divina causata dalla privazione del tuo Gesù. La materia non entra affatto in questo martirio, ma tutto è luce: luce è il tuo Gesù, luce è la mia Volontà, luce è l’anima tua che formano tale incanto di luce che cielo e terra restano investiti e portano a tutti il beneficio del calore e della luce. Perciò il martirio del corpo è un nulla a confronto di questo.” Gesù

Se uno si legge degli atti dei martiri ci sono delle cose da far raddrizzare i capelli. Alcuni martiri sono descritti in maniera abbastanza articolata: squartamenti, sbudellamenti, ecc... e domanda: se ci fossi trovato io, ce l'avrei fatta questi dolori? Un martirio spirituale è prolungato nel tempio... è un martirio più confacente alla vita nella dv, in quanto spirituale è più grande.

Tornando indietro Gesù fa qualche altro esempio:

"..uno è ricco, non gli manca nulla, possiede i suoi dieci, venti milioni oppure miliardi, ma conoscendo che potrebbe acquistare altro ed essere più ricco ancora, si sente inquieto, infelice e, mettendo da parte le sue ricchezze, è tutto piede, tutto opere, tutto parole, tutto occhio alle altre ricchezze che vorrebbe acquistare. Poveretto, come può essere felice, pacifico, se gli manca la sorgente dei beni che gli dice: “Riposati, tutto è tuo e tutto ciò che vuoi è in tuo potere?” Un altro è re, ma quanta infelicità sotto a quella corona: timore di poter perdere il suo regno, speranze ed avidità di acquistare altri regni, d’imperare a costo di guerre su tutto il mondo, sicché il possedere un regno non è altro che via aperta per rendere infelice ed inquieto il povero re. Un terzo è dotto, ma non possedendo tutte le scienze, sapendo di poter possedere altre scienze, non riposa, né si sente felice e pacifico, quante volte innanzi ad un altro più scienziato di lui si sente umiliato e sente l’infelicità perché gli manca la pienezza della scienza?...." Gesù

Anche nel mondo terreno ci sono persone ricchissime che continuano ad accumulare sempre di più, gli imperatori romani volevano conquistare sempre di più. C'è stato un momento l'impero aveva raggiunto la sua massima espansione, sangue, sangue, sofferenze, ecc.. per quanto possiamo aver studiato...in confronto allo scibile umano ma cosa hai? Se uno vive queste cose seneramente ti rallegri ma se uno non li vive seneramente si sente umiliato e capisce che gli manca la pienezza di qualcosa. Gesù non vuole evidenziare l'aspetto peccaminoso (accumulo), ma fino a quando la creatura rimane creatura non può prendere molto ma se viene in messa in contatto con la sorgente - se un ricco avesse un generatore di ricchezza che non smetterà mai, troveresti pace.

Gesù cerca di farci capire: la pienezza della felicità e della pace non la possiamo vivere se non entriamo in quest'ottica. Pur rimanendo buoni e santi. E Gesù conclude:

"..Ecco perciò che fino a tanto che le creature non faranno regnare la mia Divina Volontà, nel mondo non si avrà neppure l’idea, né la conoscenza vera di ciò che significa pace vera e pienezza di felicità.." Gesù

Noi, a meno che in noi non regni già la pienezza della dv, non conosciamo e non abbiamo nemmeno la più pallida idea di cosa sia la pienezza della felicità. In ogni caso il don ha sempre cercato di trasmettere una sua convinzione personale: non arriva la dv dall'oggi al domani - da quanto gli è dato di comprendere - se dinnanzi a grosse botte la pace sostanzialmente rimane e non vacille, se dinnanzi a sorgenti di delusioni io la felicità l'avverto come permanente allora è una spia che stiamo camminando sulla strada buona.

domenica 9 gennaio 2022

La Divina Volontà non è riconosciuta, né amata, né guardata

Lezione di Gesù sull'onnipresenza della Divina Volontà nell'intera Creazione e in ogni suo minimo dettaglio e lamenti sul fatto che essa non viene guardata, viene messa da parte, non è riconosciuta e amata dando un immenso dolore a Gesù. Libro di Cielo, Volume 22, 28 Agosto 1927, Giovedì 3 Giugno 2021

28 Agosto 1927 Dolore del Voler Divino in ciascuna cosa creata. Concepimento di Gesù. Amore dell’anima

Brano nettamente distinto in tre parti. Di nuovo il Leitmotiv è il dolore della Dv nel vedersi trattata o proprio non considerata dalle creature - è una tematica che sembra uscita apposta per il mese di Giugno (in cui si sta facendo questa meditazione) perchè è un'approfondimento di quelle rivelazioni (del Sacro Cuore) che Gesù ha elevato di fronte alla freddezza, ingratitudine anche esecrabile a volte di fronte ai prodigi del suo Cuore.

Santa Margherita vede di fronte all'Eucarestia - centro di convergente della vita cristiana - e in quel momento vede fino a quale eccesso lo abbia spinto ad amare gli uomini e Gesù le rivela che questa ingratitudine lo fa soffrire di più rispetto a tutto quello che ha patito nella sua Passione. Mentre se rendessero un pò di cambio un pò d'amore...

(Dal sito Santo Volto di Gesù)

Seconda apparizione: In un primo venerdì del mese di 1674. Il Sacro Cuore è apparso come un sole sfolgorante e disse: “Sono tormentato dalla sete che gli uomini mi onorino nel Santissimo Sacramento: ma non si trova quasi nessun mortale che tenti di estinguere la mai sete e di rispondere al mio amore. Questo mi fa soffrire più di tutto ciò che ho patito nella mia Passione, mentre se, in cambio, mi rendessero almeno un po’ di amore, stimerei poco ciò che ho fatto per loro e vorrei, se fosse possibile, fare ancora di più. Invece non ho dagli uomini che freddezze e ripulse alle infinite premure che mi prendo per far loro del bene. Tu almeno supplisci al loro ingratissimo abbandono.” )

Confrontiamo questo messaggio con quanto Gesù dice a Luisa:

"...Se la creatura parla, opera e cammina, è la mia Volontà Divina che si fa primo moto della parola, dell’opera, dei passi suoi, eppure non viene guardata, viene messa da parte come se il mio Volere fosse estraneo alle creature, mentre tiene la parte vitale ed essenziale dell’atto loro ed oh! come si duole in ogni atto delle creature, nel vedersi né riconosciuta, né amata, né guardata..." Gesù

Di nuovo Gesù ha spiegato (tante volte lo ha detto negli scritti) la dv si trova non solo si trova dovunque, dovunque una persona si trova, se si gira intorno trova soltanto la dv - gli atomi, la composizione chimica dell'aria (per esempio) sono atti di dv, sono atti suoi. L'aria è fatta in un certo modo perchè l'ha fatta Nostro Signore con un'atto della sua Volontà. E' la Dv che mi fa parlare o scrivere al computer - non che siano automaticamente parole ispirate quello che dico o quello che viene scritto - ma l'atto del parlare dello scrivere è un'atto molto complesso...cosa c'è dietro una parola? Un'intelletto che pensa, sezioni del cervello che si attivano, partono degli impulsi, le corde vocali si muovono, si respira, c'è una salivazione particolare (con la gola secca non riusciamo a parlare), la bocca deve muoversi in un certo modo. Può accadere che si sbagli la pronuncia o si dica una frase sbagliata. Parlare è un prodigio e dietro questo c'è la dv; vogliamo vedere nel camminare? Cos'è il camminare? Non serve per essere grandi esperti - c'è un comando del cervllo ma cammino perchè funzionano i muscoli, i centri nervosi, muovere la gamba, i piedi, pensiamo ai movimenti che facciamo con le mani, articolazioni, ecc... lì c'è una perfezione studiata nei minimi dettagli (cartilagine ecc...). E chi ci pensa a ringraziare con il cuore il Signore?

Non si possono dimostare queste cose (che il Signore a creare a donarci il corpo, a conservarci nell'essere ecc... ndr) e non sono immediatamente evidenti in questo mondo ma quando entriamo in contatto con la dv stiamo in contatto con qualcosa di immenso.

"...Non c’è cosa nella Creazione che il mio Volere non faccia:..." Gesù

Ma io sto in un posto chiuso e non vedo la luce del Sole...la sedia l'ha fatta il falegname...ma il legno chi l'ha creato? Chi custodisce gli atomi del legno? Chi tiene ordinatamente gli atomi a fare quello che devono fare? Ascoltare le catechesi di Enrico Medi. Secondo noi c'è la dv nella matematica?

(per chi volesse approfondire clicci qua) e cerchi le catechi del professor Enrico Medi.

"...il mio Volere fa il suo atto continuato nell’aria e respirando in essa, forma nell’aria un atto vitale, respirando il quale le creature sentono la vita e mentre dà la vita non trova in loro il respiro del suo stesso Voler Divino, che respirando insieme formerebbe la vita Divina nella creatura. Che dolore dar la vita e non poterle formare in loro...." Gesù

Invece per il fatto che non è riconosciuta, beneficiamo solo dei quattro stracci degli effetti:

"..Succede come al sole che comunica i suoi effetti alla terra, ma non rimane in essa, altrimenti la terra resterebbe raggiante, luminosa; invece, come passa il sole così resta corpo scuro qual è, ma gli effetti servono a conservarla e a farle produrre piante, fiori e frutti. Succede pure con l’acqua che comunica i suoi effetti alla terra, ma non la sorgente della sua vita. Tanto è vero che quando non piove la terra resta asciutta e non ha forza di produrre un filo di erba. E perciò la terra, non possedendo né la vita del sole, né quella dell’acqua, ha bisogno che il sole comunichi i suoi effetti giornalieri e l’acqua spesso spesso la bagna per conservarsi e poter produrre. Così succede per gli atti del mio Voler Divino, Esso vuol darsi affinché la creatura diventi sole, per poter formare la sua Vita e non trovando la sua Volontà, nel suo dolore, preso da eccessi della sua bontà comunica i suoi effetti, che servono per conservare il soggetto dei suoi dolori..." Gesù

Il giorno c'è perchè in questo momento c'è il sole; se invece la terra avesse la vita del sole la luce la tirerebbe fuori da sè stessa. Se non piove per un pò di tempo i raccolti vanno perduti, se la terra fosse pioggia se la produrrebbe da sola l'acqua.

Poi Luisa si inventa un giro particolare (sono stranezze ma Luisa vuole dare a Gesù soltanto amore)

"..Onde continuavo a seguire gli atti del Supremo Volere e giunta al punto in cui la Sovrana Regina concepì nel suo seno purissimo, dicevo tra me: “L’Altezza della mia Madre Celeste somministrò il suo sangue, il suo amore e la Volontà Divina che regnava in Essa per formare in Lei il concepimento del Verbo. Anch’io voglio somministrare il mio amore, le mie pene ed il Voler Divino che regna in me, mentre concepisce nel suo seno, affinché anch’io metta del mio nel concepimento di Gesù, per adorare l’Eterno Fiat in un atto sì grande ed anche per fare che, avendo dato del mio, resti concepito in me.” Luisa

Noi possiamo imparare a fare i giri con degli schemi. In queste cose bisogna fare usare la fantasia.

Gesù dice che non sono giri di fantasia ma sono cose ispirate da Lui, e queste cose che Luisa sta facendo - e questa è una cosa sconvolgente - erano necessarie per il concepimento dell'Umanità Divina del tuo Gesù

Figlia mia, sono Io che muovo l’animo tuo a fare ciò che voglio e molte volte non ti dico neppure la ragione. Tu devi sapere che la mia Divina Volontà ebbe il suo atto primo nel concepimento di Me, Verbo Eterno ed il tuo amore e gli atti tuoi sono atti di giustizia e sono necessari per il concepimento della Volontà Divina nell’Umanità del tuo Gesù, perché il primo regno che stendeva fu nella mia Umanità. Ora per darti il diritto che potesse regnare in te, esigeva con giustizia il tuo amore mentre concepiva nella mia Umanità. E siccome per il mio Supremo Fiat non esiste passato e futuro, ma tutto è presente, mentre concepivo nella Sovrana Regina, concepivo nel tuo amore, nelle tue pene, in quel suo stesso Volere che doveva regnare in te. Sicché tu adesso non fai altro che dargli i diritti suoi, somministrargli ciò che ci vuole per farlo concepire in te, per ricevere tu i diritti di fargli stendere il suo regno e di prendere in mano lo scettro del comando con assoluto dominio....." Gesù

Necessarie. E previene la sua obiezione, ma Gesù si è incarnato 2000 anni fa...ma nella sua Volontà non ci sta passato, presente e futuro. Ma tutto è presente e mentre concepiva nella Sovra Regina

"..Onde ciò che a te sembra nulla e stranezza, entra nell’atto primo della Divina Volontà..." Gesù

A noi sembra che facciamo tutte le cose di testa nostra (perchè ne abbiamo la percezione) - non pensiamo di essere grandi mistici o profeti - però è lecito pensare che qualche volta quando ci mettiamo a fare qualche giro personalizzato nella preghiera profonda, può darsi che sia il Signore a suscitarlo in noi perchè lo vuole sentire dirlo da noi. Così come lo stai facendo te. Si può più ch presumere alla luce di ciò che Gesù spiega.

Contrasto tra il prodigio della dv e degli effetti meravigliosi che può produrre - la dv è presente dovunque e sta in atto di amare la creatura ovunque - se io respiro nella dv ricevo l'amore di Dio in esso. Non è uno scherzo questo. Non è un modo di dire ma è la verità. Solo che però per questo accade occorre essere consapevoli di questo, riceverlo e fare in modo che dentro di noi ci sia quella stessa dv capace di ricevere ed accogliere i suoi stessi atti perchè in noi cresca sempre di più la sua stessa vita.

sabato 8 gennaio 2022

Quali sono i rapporti tra me e Gesù?

Due domande di Luisa: "Gesù quali sono i rapporti tra me e Te?" e "la Tua Volontà come sta in me?". Le risposte di Gesù e l'importanza di porre a noi stessi le medesime domande. Libro di Cielo, Volume 22, 25 Agosto 1927, Mercoledì 2 Giugno 2021

25 Agosto 1927 Rapporti tra i tralci e la vite. L’anima depositaria della Divina Volontà

Dimmi Amor mio, quali sono i rapporti tra me e Te?” (domanda di Luisa a Gesù)

Prima di chiederlo a Gesù chiediamoci come sono i rapporti tra me e Gesù? Chi è per me Gesù? Luisa forse voleva sentire il punto di vista di Gesù, lei sapeva bene che tipo di rapporti aveva con Lui, Gesù era per lei il suo tutto, la sua vita, il centro di convergenza dei suoi pensieri, delle sue aspirazioni, desideri ed intenzioni. Se si leggono gli scritti di Cielo, possiamo rispondere per chi viveva Luisa? Domanda retorica. La vita di Luisa era Gesù, il suo tesoro incomparabile, l'unica cosa che la interessava profondamente e fonte del gaudio, la sua unica occupazione e santa preoccupazione, piacere a Gesù, riparare Gesù, amare Gesù ecc... erano le sue occupazioni. Com'è il mio rapporto con Gesù? Durante il mese di Maggio ci sono dei bellissimi rosari meditati del padre Giuliano, un gesuita, le meditazione dei misteri gaudiosi potrebbero essere già on line, nel 5° mistero gaudioso - lo smarrimento e il ritrovamento di Gesù con tutta la letteratura spirituale che è fiorita intorno ad esso - Gesù si è sottratto all'improvviso da Maria e Giuseppe perchè la loro ricerca affannosa andava a riparare chi Gesù non se lo fila nessuno o chi non lo calcola. E questa grande ricerca era una grande riparazione. Per chi calcola Gesù zero e per chi invece calcola Gesù come il tutto. E noi dove ci collochiamo? 5? 10? 15? ecc.. diciamo la verità a noi stessi. E' sempre meglio sottostimare che sovrastimare. Perchè l'umiltà consiglia sempre una sottostima, da quanto conta Gesù nel nostro cuore, dipende tutto.

Gesù riprende l'immagine evangelica della vita e tralci (15° capitolo di san Giovanni), un tralcio non esiste se non è innestato alla vita, ma il nostro innesto alla Vite vera dev'essere un'innesto volontario, infatti Gesù ripete un'esortazione in modo continuo: rimanete in me, nel mio amore, in me, rimanete nel mio amore. Proprio l'idea del rimanere fa comprendere quanto sia importante che la nostra adesione a Gesù si rinnovi, io fino a ieri posso aver provato a vivere nell'amicizia con Gesù ma oggi potrei fare qualche passo indietro, Dio non voglia potrei tradire, rinnegare, sedotto dal maligno o vinto da qualche tentazione. Rimanere in Gesù - e questo implica il riferimento alle grandi virtù della costanza e perseveranza. Un cristiano dei primi secoli come avrebbe risposto se gli avessero chiesto: scegli tra il mangiare o fare la comunione? Chi fa un digiuno solo per amore di Gesù, per le sue intenzioni? Per amarlo o ripararlo? Chi di noi - se gli chiedessero: il pane o la comunione - sinceramente cosa risponderemmo? San Paolo dice che non vuole gettare lacci nelle anime, non sempre si arriva subito ad interiorizzare l'importanza della messa quotidiana ecc... - può succedere che non ci sia la possibilità di partecipare alla santa Messa - per capire come sono i rapporti tra me e Gesù devo chiedermi: cosa faccio quando sto io con Gesù? Com'è la tua partecipazione alla santa Messa e la tua comunione? Com'è il tempo che trascorro dopo la comunione? Esempio: se una persona non si ferma dopo la comunione e dev'essere esortata: renditi conto di cosa stai facendo; se non lo fa di sua spontanea volontà questo dice qualcosa. Se è così la santa comunione è fredda e meccanica, certo animata dalla fede ma non parte ciò che dovrebbe partire. Il fuoco si sente (dicono i santi), fermo restante che Gesù può lasciarci nell'aridità per alcuni periodi - dovrebbe essere un'esigenza e non qualcosa per il quale qualcuno dovrebbe richiamarmi. Come ci comportiamo con Gesù Eucarestia? Come ci comportiamo quando è esposto? Lo cerchiamo? Il contatto diretto con Gesù - fermo restando che possiamo averlo ovunque con il raccoglimento - però con l'Eucarestia è un momento privilegiato. quali sono i rapporti tra me e Gesù. Perchè se uno ci pensa la vita nella dv è un tale rapporto con Gesù...il tralcio e la vita non stanno attaccati solo 4 ore al giorno, rimangono assieme.

Immagine della connessione h24 è sottintensa. E' certo - a quanto dato di capire dagli scritti - per quanto al don è dato di comprendere - non significa specie per chi non vive in monastero o ambiente che consenta un raccoglimento ininterrotto, in molti vivono in mezzo alle vicissitudini del mondo, abbiamo rapporti con altre persone. La vita nella dv diventa un'innesto che anche ad un livello non sempre cosciente produce una permanenza ininterrotta in modo tale che gli atti della creatura (che però non vanno contro la volontà di Dio) diventano divinizzati e più o meno frequentemente sollecitata dalla creatura stessa. La vita c'è e come nasce la vita nella dv in noi? Attraverso un rapporto sempre più stretto ed intimo con Gesù. Prima viene il mese di Maggio (della Madonna) e poi viene il mese di Giugno (Sacro Cuore di Gesù) come se dicesse: il fine della vita cristiana è l'unione con Gesù però l'unione con Me dev'essere preceduta con quella con Maria anche per imparare come si sta con Gesù ce lo insegna la Madonna, come lo si deve servire ed amare. Ricorrere a Maria (come dice il Montfort) quando non ci sentiamo all'altezza di stare con Gesù.

Ma dimmi ancora, Vita mia, come sta la tua Volontà in me?” Luisa a Gesù

E noi possiamo rivolgere questa domanda a noi: come sta in me la Dv oggi? Quanto la cerco? Quanto conta per me stare in piena sintonia con Lei? Dicono i maestri di spirito: vuoi sapere se stai bene nella dv? Pensa bene a quello che stai facendo adesso, le idee che ho, lo stato di vita che ho ecc.. chiediti con sincerità: se Dio ti facesse conoscere con certezza che vuole da me qualcos'altro e che quella mia idea è sbagliata e la devo lasciare, che quella tua scelta non è quella che Lui vuole, tu saresti disposto - senza fiatare - a buttare tutto per aria e fare altro? Non rispondere subito, pensa alle cose che vivo in pratica e non in teoria. E in base a questo comprendiamo in base alle risposte di come sta la dv in noi.

La dv è proporzionalmente in noi tanto quanto è viva e movimentata la nostra vita con Gesù - una persona che sta distante dal Signore o fredda o distaccata e ha un rapporto molto formale o quasi mediato (la preghiera vocale è una mediazione non parlo spontaneamente ....per carità va bene, ma è una mediazione, la vita sacramentale è una meditazione, la Chiesa è una mediazione) e tutte queste mediazioni ci sono e devono restare, non saranno mai non necessarie o superflue...ma oltre a questo c'è qualche altra cosa? Per me Gesù è la cosa più importante davvero o conta poco/nulla?

(Vangelo di san Giovanni 15: ..4Rimanete in me e io in voi....così neanche voi se non rimanete in me....Chi rimane in me,...6Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca;..... 7Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi,....Rimanete nel mio amore.....rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.)

giovedì 6 gennaio 2022

Placare la Divina Giustizia

Gesù manifesta le esigenze della Divina Giustizia dinanzi al dilagare dei peccati e del male nel mondo. Luisa si offre di soffrire con Lui per placarlo. Gesù le spiega come solo operando nella Divina Volontà si possono fare gli atti più grandi per placare la Divina Giustizia. Meditazione su Libro di Cielo, Volume 22, 21 Agosto 1927, 1 Giugno 2021

21 Agosto 1927 Come Gesù la vuol finire col mondo. Potenza di ciò che si fa nel Voler Divino per placare la giustizia divina

Questo brano odierno ci mette in contatto e ci sottopone alla nostra meditazione l'aspetto della Divina Giusitiza di come essa, in certi contesti, senta quasi l'urgenza di intervenire per porre fine al male e quindi a questo fine è necessario porre in essere degli atti necessari per placare la divina Giustizia e attirare la misericordia perchè sia data un'altra possibilità ai malvagi di convertirsi.

"..Quindi Gesù, come stanco del suo lungo soffrire, si nascondeva in me per trovare qualche sollievo ed io mi sentivo tutta investire da Gesù e vedevo dovunque gli occhi di Gesù e mi diceva che quegli occhi erano stanchi di guardare la terra e cercava riparo. La luce degli occhi di Gesù si fissava su vari punti della terra ed erano tante le nefandezze che si commettevano in quei luoghi, che quella luce lo incitava a distruggerli. Io lo pregavo che risparmiasse, presentandogli il suo sangue, le sue pene, la sua vita,.." Gesù

Entrare in questo ambito di meditazione, come spesso accade, navigare in un mare di misteri. Che è bene ricordare, il don crede che sia sempre importante per noi la nostra piccolezza davanti a Dio e tra le tante cose che il Signore ha, sia anche per noi incomprensibile. Al don capita di essere contattato dove gli vengono poste delle domande alle quali non sa rispondere e solo Dio sa la risposta. E non la dà perchè non ritiene che non sia opportuno darla.

Trovandomi nel solito mio stato, il mio adorabile Gesù è venuto in fretta e, gettandomi le braccia al collo, mi ha stretto forte forte dicendomi: “Figlia mia, Io metto fine al mondo, non ne posso più; le offese, le pene che mi danno sono troppe, perciò è necessario che lo distrugga.”..." Gesù

In questo brano Luisa vede Gesù che soffre, tanto, fino al punto che Luisa si offre di soffrire insieme per così riusciranno a stornare le esigenze della divina giustizia. Se noi ci mettiamo a pensare: com'è possibile che Gesù soffra essendo seduto alla destra del Padre in Cielo? Però stiamo dinnanzi a queste espressioni che Gesù usa. Apparente contraddizioni. I dolori che Gesù ha vissuto attraverso la sua dolorosa Passione si sono verificati in un determinato tempo della storia. Anche lì ci sono una montagna di misteri, perchè nelle pene della vita terrena di Gesù si è concentrato e scaricato tutto il male commesso da ogni essere umano - da Adamo fino all'ultima persona che vivrà sul pianeta terra. Se noi iniziassimo a pensare a queste cose con il nostro intelletto ci chiederemmo: com'è possibile che Gesù abbia patito 2000 anni fa per persone che sarebbero nate 2000 anni dopo? Stiamo nel mondo della Divina Volontà, in Dio e nella divina volontà - le categorie temporali non si muovono tanto bene, l'Atto Unico del Fiat Supremo - le cose che per noi non sono ancora, per Dio sono già passate e quelle che furono in Dio sono presenti. Non possiamo approcciarci a questa realtà con la nostra povera testolina umana, così come quando si parla a vanvera della Giustizia negandola di fatto - Dio è buono, Dio è Misericordioso e ti pare che punisca e castiga, flagelli ecc... tutta quanta la terminologia che si trova non solo negli scritti di Luisa ma anche nelle preghiere eucaristica 3°, di per sè (il don legge il testo latino che però non è stato ben tradotto in italiano -- ti chiediamo guarda all'offerta della tua Chiesa e accogliendo la vittima per la cui immolazione hai voluto essere placato, concedi che coloro che sono nutriti del Corpo e del Sangue di Tuo Figlio pieni di Spirito Santo diventiamo un solo corpo in Cristo). Noi quando sentiamo la parola placare, questa parola non ci entra nelle nostre teste perchè abbiamo formulato un giudizio che è così: se Dio è Amore, Bontà e Misericordia e questo concetto di essere placato è in contraddizione con il concetto della Divina Misericordia.

Réspice, quæsumus, in oblatiónem Ecclésiæ tuæ et, agnóscens Hóstiam, cuius voluísti immolatióne placári, concéde, ut qui Córpore et Sánguine Fílii tui refícimur, Spíritu eius Sancto repléti, unum corpus et unus spíritus inveniámur in Christo. Ipse nos tibi perfíciat munus ætérnum, ut cum eléctis tuis hereditátem cónsequi valeámus ...

Molte volte ci accostiamo a molte realtà soprannaturali con le nostre categorie mentali e con quelle nostre pre comprensioni. Questo è processo completamente sballato, noi dobbiamo metterci con estrema umiltà e non cercare di bypassarlo dicendo di andare oltre perchè è un'argomento ostico, mi manda in crisi, ecc.. a Giugno inizia il mese dedicato al Sacro Cuore di Gesù e Luisa si offre per placarlo. Le rivelazioni del Sacro Cuore di Gesù conosciute dalla Chiesa, che cosa sono? Gesù chiede consolazione e riparazioni per le offese continue per le offese con il quale il suo cuore è offeso con ingratitudine ed odiosa indifferenza, oltraggio, bestemmia, odio ecc... La spiritualità del Sacro Cuore è una spiritualità di riparazione, le esigenze di quel cuore tanto offeso e misconosciuto e bistrattato vanno ripristatte. Ti Amo anche per chi non ti ama. Se uno legge la biografia di S. Margherita Maria Alacoque e le sue penitenze...noi non possiamo sulla base delle nostre personali convinzioni sparare sentenze e giudizi così. O se uno legge la biografia di Santa Veronica Giuliani...o dice che non ha capito nulla del cristianesimo e dell'ambiente in cui mi trovo o non ci hanno capito nulla questi Santi canonizzati che bisognerebbe allora ricoverarli (il don sta parlando per assurdo). Molto importante per noi lasciarci mettere in crisi e provocare delle nostre presunte convinzioni religiosi che poi diventano pseudo religiose. E' proprio delle persone saggie o normali - noi non possiamo stravolgere o manipolare la realtà, dobbiamo porci di fronte ad essa così com'è. Non possiamo cambiare, ignorare ecc... non si può fare, non è una cosa saggia, fare questo è una delle tante manifestazioni dell'ego dell'uomo che si crede - specie oggi - a differenza di quello che si credeva un tempo, colui in grado di manipolare la realtà. L'uomo di un tempo pensava che fosse la realtà che lo strutturasse ed ad essa l'uomo si deve adeguare. Io mi devo adeguare a quello che è reale e vale in tutte le circostanze della nostra vita. Oggi Gesù ci ha rivelato un piccolo segreto:

Figlia mia, la potenza delle preghiere, degli atti, delle pene sofferte nel mio Volere sono inarrivabili...." Gesù

E' necessario - oggi più che mai - forme per placare la Divina Giustizia. Qual'è il segreto e l'atto più grande per placare la divina Giustizia? Noi abbiamo una risorsa che Santa Margherita non aveva e non conosceva: la potenza della divina volontà. Le sofferenze sofferte nel dv sono inarrivabili. Se noi offriamo un sacrificio di nostra spontanea volontà, con tutto l'amore che possiamo metterci, il Signore lo gradisce ma è un piccolo sacrificio, è un'atto di una povera creatura limitata e ordinariamente imperfetto - imperfetto nelle intenzioni, non lo facciamo solo per amore del Signore, è imperfetto nell'esecuzione (magari non è fatto molto bene) e magari offro il sacrificio di una cosa che mi piace tanto e 5 minuti dopo faccio un'atto di impazienza e cosa pensa Gesù? Dio è un papà e gli accoglie con gioia, di fronte a Lui noi siamo tutti quanti bambini pasticcioni, impastrocchiati,come sono i bambini però abbiamo un segreto. Siamo noi che possiamo unire la povertà, il poco con meno di zero con l'immensità con quello che ha fatto Gesù. Le nostre azioni, preghiere e pene sono cose piccole, ma le preghiere di Gesù, le opere, atti e pene di Gesù sono immensi.

"..Mentre tu pregavi e soffrivi, il mio sangue, i miei passi, le mie opere, pregavano, le mie pene si moltiplicavano e si ripetevano. Sicché tutto ciò che si fa in Esso mi dà occasione di ripetere di nuovo ciò che feci stando sulla terra. E questo è l’atto più grande per placare la divina giustizia.” Gesù

Quando si opera nel dv si ripete ciò che fece Gesù stando sulla Terra e Gesù rientra nelle categorie temporali, quello che Gesù ha fatto 2000 anni nella dv fa è sempre in atto, tuttavia nel tempo (adesso) è in atto sempre sacramentalmente - uno dei motivi per cui Gesù si è inventato la Messa non è soltanto per far entrare in contatto le persone di ogni luogo e tempo in contatto diretto con il Sacrificio della Croce, potersi nutrire del suo corpo e del suo sangue ecc.. ma è stato anche un modo con cui tutto lo spazio temporale che scorre sul pianeta terra è sempre coperto - nel 2021 il don dice che il numero delle Messe è enormemente diminuito - speriamo che ogni secondo sia coperto da qualche Messa. La Messa la celebrano soltanto i sacerdoti e una persona che sacerdote non è, come fa rendere operante nel corpo del tempo terreno ciò che Gesù ha fatto? Muovendosi nella dv. Le cose che ha fatto una Santa Margherita Maria Alacoque è quasi impossibile poterle rifare, quello che noi possiamo fare, noi possiamo fonderci nella dv, fare nostre le sue cose ed unirle al dv per fare anche un regalo a lei, perchè quelle cose che ha fatto erano enormemente grandi ma pur atti di creatura diventeranno più grandi.

"..Onde seguendo il mio giro nel Voler Divino e non trovando il mio dolce Gesù, mi lamentavo con me stessa e dicevo tra me: “Come mai Gesù non viene più così spesso come prima e mentre dice le meraviglie del suo Volere e dove può giungere chi vive in Esso, invece di venire più spesso viene più raramente?” Luisa

Luisa ricorda quei momenti in cui era allietata rispetto a quelli attuali nei quali Gesù non viene quasi più e Lui risponde perchè adesso è arrivato il tempo in cui la sua Umanità aveva campo libero per preparare Luisa per formare il campo d'azione del Fiat. E adesso che l'operazione è compiuta la presenza sensibile di Gesù può diminuire però adesso nella dv (dice sempre Gesù) lo può trovare ma anche più di prima.

"...Perciò ciò che era necessario prima non è necessario adesso, ma con ciò non vuol dire che Io non sto con te. Viviamo insieme nell’eclissi della luce d’una Volontà eterna ed è tanta la sua luce che ci eclissa e ci fa sperdere tutti e due, tanto che se si moderasse la luce, Io vedrei te e tu vedresti Me e ci troveremmo come se mai ci fossimo separati.” Gesù

Anche Luisa ha avuto questo processo di purificazione e anche lei è dovuta passare che la cosa più bella è la dv, più importante del contatto con l'Umanità sensibile con Gesù. Occorre lasciare libero corso e spazio alla dv perchè compia in noi la sua opera ed instauri il suo regno.

mercoledì 5 gennaio 2022

Come “girare” nelle opere del Divin Volere

Lezione di Gesù sull'importanza del girare nelle opere della Divina Volontà e sugli effetti che ciò produce. Considerazioni e indicazioni su come fare i giri nelle opere della Creazione, della Redenzione e della Santificazione. Meditazione su Libro di Cielo, Volume 22, 17 Agosto 1927, 30 Aprile 2021

17 Agosto 1927 Tutto ciò che si fa nel Divin Volere diventa proprietà universale. Che cosa significa girare nelle opere divine

Gesù ci porta dentro una delle operazioni caratteristiche tipiche del modo di pregare che Gesù ha insegnato a Luisa. Facciamo ripasso cercando di penetrare più dentro queste divine operazioni, nel girare nelle opere divini. Opere della Creazione, Redenzione (vita terrena di Gesù e di Maria) e le opere della Santificazione con riguardo ai Sacramenti. E' bene ad avviso del don partire da una delle ultime considerazioni che Gesàù fa:

"..E poi, non sai tu stessa quante cose non apprendi nel girare in tutte le opere del mio Fiat Supremo? E quante cose ti manifesta, tanti possessi ti dà..." Gesù

Gesù sta parlando ad un'anima di cultura bassissima (Luisa non era una laureata o teologa che aveva la prima elementare), significa che per questo tipo di operazioni non occorrono titoli o grandi culture è il luogo dell'improvvisazione che dipende dal cuore, è il luogo degli spazi sconfinanti ma su cose concrete e si può andare nell'infinitamente piccolo (molecole, atomi, ecc...) alle cose più grandi (Galassie). Un'astronomo se volesse fare un giro approfondito nelle stelle lo farebbe meglio di chi ignora questa scienza. L'importante è guardare le opere e girarci sopra. Nel giro Gesù dice che apprendiamo tante cose perchè la nostra intelligenza - illuminata dalla grazia - ci fa capire in maniera esplicita e in parte la Grazia ci suggerisce. Sappiamo che il giro non è semplicemente una meditazione ma è più polarizzato sulla dimensione affettiva che intellettiva. Le Ore della Passioni, basta prendere esempio da esse per comprendere che non è soltanto una meditaziona ma una risposta d'amore. E' una modalità di preghiera affettiva, volta a rinsaldare e rafforzare l'amore nei confronti verso il nostro Dio. L'amore è ciò che costitutisce la sua natura intrinseca. Quante cose ci vengono anche non direttamente manifestate, la nostra anima non coincide con la nostra coscienza; ciò che succede nella nostra anima non ce ne rendiamo conto nell'istante ma rimangono e producono effetti positivi. E quante cose apprese e manifestate e possessi...la vita nella dv è vita di possesso, partecipazione misteriosa ma reale di gloria e di felicità uscite da Dio che diventano nostre. Tutto sta in atto di essere offerto alla creatura perchè ne partecipi.

"..E se chi vive nel mio Volere non possedesse tutti i nostri beni, succederebbe a lui come ad un padre che è ricco e felice, ma il figlio non gode tutte le sue ricchezze e non è felice al par di lui, non si sentirebbe il padre spezzare la pienezza della sua felicità per causa del figlio?.." Gesù

Capiamo come l'oblio, la dimenticanza e il non pensare - pensiamo alle persone contemporanee - è una tragedia e un dramma, perchè se non le riconosco, non le vado a prendere, non ci metto i miei Ti Amo e non giri in essa, tutta quanta la loro potenzialità costruttiva e beatificante rimane lì. non ne prendo la vita.

".. Se tu non facessi il tuo giro completo in tutte le opere nostre ed in quelle della Regina del Cielo, troverei tanti vuoti in te che non ci sono in Me, vuoti d’amore completo, vuoti di luce, vuoti di piene conoscenze delle opere del tuo Creatore..." Gesù

Quest'operazione serve a fare in modo che non si trovino in noi, quei cosidetti vuoti di amore, luce e conoscenze, noi abbiamo una montagna di cose da imparare e conoscere ed apprendere. Il Paradiso sulla Terra non è altro che la presa di coscienza di tanto amore a nostra disposizione e la presa in possesso. Questo è il grande mistero di girare, noi abbiamo 33 anni di vita terrena di Gesù e 72 anni (a quanto la tradizione ci riporta) di vita della Madonna. Proporzionalmente al nostro amore, noi saremo capaci di andarci ad inventare i nostri personalissimi modi, quante cose ha fatto nella sua vita terrena alle cose più comuni e straordinari. Noi crediamo che anche un passo mosso dal Figlio di Dio sarebbe stata una letizia unica semplicemente vedere come camminava Gesù....il camminare di Gesù era un'atto perfettissimo. Altra fonte di ispirazione: il Pio pellegrinaggio dell'anima e lì ci sono giri del Sole, nelle opere della Redenzione e anche qualche accenno al fiat santificante. O si fanno giri nei personaggi dell'Antico Testamento.

(esempio... PRIMA ORA L’anima segue la Divina Volontà in tutti i suoi Atti per tenerle compagnia e per ricevere in sé la sua Vita Divina. La segue nella creazione del Cielo e del Sole.

Gesù, Vita mia, palpito del mio povero cuore, respiro della piccola anima mia, centro della mia intelligenza, la mia piccolezza s’inabissa in Te, si sperde in Te. Qual piccolo bimbo che non sa dare un passo, a Te mi avvicino, mi stringo alla tua mano ed insieme con Te entro nella Luce interminabile del tuo Divino Volere. Ecco che il Padre Celeste già pronunzia il primo FIAT e sprigiona tanta luce da non poterne scorgere i confini. Mio Gesù, deh, fa’ che la mia anima riceva tutta la virtù, la potenza, la santità, la luce del tuo adorabile FIAT, affinché io non senta in me che la Vita sua! Arricchita della sua Vita potrò abbracciare tutto, supplire per tutti e rapirlo sulla terra, perché Esso ritorni trionfante a regnare in mezzo alle creature...)

Certo che se una persona non conosce neanche una cosa del Vangelo, i giri nel Fiat Redimente saranno limitati, girare nella Passione, la base è il Vangelo. Se noi non abbiamo idea di cosa abbia sofferto Gesù...è evidente che almeno i rudimenti essenziali si devono sapere. Luisa era ignorante nelle cose del mondo ma non nelle cose della fede. La Chiesa cosa fa? Il rosario è uno strumento meraviglioso quando viene recitato con calma, generalmente diciamo come preghiera vocale e va bene, con un Rosario possiamo girare nelle opere della Redenzione (dall'Incarnazione e finisce con la Glorificazione di Maria). San Luigi Montfort dice che l'Assunzione della Madonna è il punto d'arrivo della Concezione Immacolata, il 4° mistero glorioso, se io lo formulo e lo medito dall'Immacolata all'Assunzione quanti giri posso fare nella vita della Madonna? Potenzialmente infiniti. Se siamo un pochino impacciati il Pio Pellegrinaggio e le Ore delle Passione sono un'ottimo strumento per far capire come si fanno i giri. Anche lì sono degli input, già quelli vanno bene ma il Signore vuole vedere cosa ci inventiamo e cosa siamo capaci. Non è tanto l'abilità ma un'esercizio d'amore. Il don raccomanda sempre che queste operazioni - il don crede che i giri siano cose personali - c'è un riserbo, io non posso in pubblico esternare i miei sentimenti al Signore e alla Madonna. Si tratta di cose intime (a parere del don). La grandezza della Madonna è che per quanto dipendesse da Lei vorrebbe essere conosciuta da Dio solo. O ti relazioni con Gesù e con Maria in modo personale o queste cose non le farai mai, mancherà la tua nota. Ognuno di noi ha un cuore, una sensibilità e un rapporto con Gesù - ogni anima è un qualcosa di irripetibile e Dio non fa mai le cose in copia. Così sarà in Paradiso (ci sarà anche una relazione Dio-me o te personale). Manteniamo il massimo riserbo su tutte queste operazioni interiori.

domenica 2 gennaio 2022

La straordinaria importanza delle prove

Bellissima lezione di Gesù sul valore dei piccoli sacrifici, sull'importanza del superare le prove e su come Dio si comporta con l'uomo a seconda di come egli superi o meno la prova. Panegirico ed apologia dell'eroismo senza pari di Abramo nel superare le prove più grandi. Meditazione su Libro di Cielo, Volume 22, 15 Agosto 1927, 29 Aprile 2021

15 Agosto 1927 Tutte le cose create posseggono l’unità della Volontà Divina. Differenza tra la prova di Adamo e quella di Abramo

Il brano che abbiamo ascoltato (specie la seconda parte) richiama un'insegmamento evangelico che Gesù appoggia ad una parabola per molti un pò misteriosa: chi è fedele nel poco è fedele nel molto e chi è infedele nel poco è infedele nel molto. La parabola è dell'amministratore disonesto, quell'amministratore che essendo stato licenziato dal padrone si va a procurare amici scontando i debiti dell'ex padrone. Gesù dice di procurarsi amici con la disonesta ricchezza, perchè quando essa verrà a mancare essi vi accolgano nelle dimore eterne. E se non siete fedeli nella disonesta ricchezza, chi vi darà quella vera? Non è troppo dificile questa parabola: le persone pensano che i soldi siano una grande cosa e quando c'è da staccarsi da essi si fanno tragedie grece; ma i soldi e i beni di questo mondo rispetto ad un briciolo di grazia di Dio sono meno che niente, sono monnezza. E se tu non sei buono a fare un sacrificio, a condividere e a privarti di qualche piccolo immonnezzaio, quando mai il Signore ti darà le cose più serie e più grandi? Il regno della dv, le grazie mai udite e sentite, i portenti e meraviglie.

Avviene anche un'apologia del sacrificio di Abramo, però Gesù spiega che Abramo è arrivato a fare quello che ha fatto (immolazione del figlio ndr) non dall'oggi al domani ma ha percorso un cammino. Ha imparato che quando Dio chiede qualcosa, bisogna dirgli di sì, perchè Dio non toglie ma dà in sovrabbondanza - tema molto importante: perchè Dio ci chiede qualcosa? Perchè Dio ci mette alla prova? E' stato messo alla prova Abramo, Giobbe, gli Apostoli (le prove del giovedì e venerdì santo sono andate male ma le altre sono andate meglio), tutti siamo messi alla prova. E perchè?

"...ed è mio solito che quando chiedo alla creatura un piccolo sacrificio per il suo bene ed essa, ingrata, me lo rifiuta, non voglio più fidarmi di lei, smetto i miei disegni di elevarla a cose grandi e la lascio come creatura obliata che nessuno l’addita né di opere grandi, né di eroismo, né per Dio, né per sé, né per i popoli.." Gesù

Per il suo bene, da sottolineare 500 volte. E il suo bene qual'è? Oltre a quello che il Signore conosce, la Chiesa insegna che se tu dai a Dio qualcosa, quello che ti viene di ricambio è molto di più di quello che hai dato (la parabola del giovane ricco nel Vangelo...Gesù dice che non c'è nessuno che abbia lasciato madri, padri, ecc... che non riceva 100 volte tanto (Gesù non dice le bugie) nella vita presente in case, fratelli, madri ecc.. insieme a persecuzioni e la vita eterna). A chi ha sarà dato e a chi non ha sarà tolto quello che crede di avere. Perchè? A chi ha questa corresponsione, che il Signore ti manda l'ispirazione - questa meditazione è caduta alla fine di Aprile, Maggio è il mese tradizionalmente in cui vengono offerti i fioretti alla Madonna, non riguardano le grosse penitenze, a volte un piccolo fiorellino, privarsi di un piccolo desiderio, di una vanità o da una piccola cosa non estremamente necessaria, sembra una cosa da niente ed invece no. Se Gesù ci manda quest'ispirazione riceve i nostri sì, quelle piccole cose ci fanno piovere un'autotreno di grazia e saremo pronti a dire dei sì più grandi.

"..Si può dire che fu il primo riparatore a cui veniva affidato lo scettro del futuro Messia e perciò lo elevai a capo delle generazioni con grande onore di Dio, di se stesso e dei popoli.." Gesù parlando di Abramo

Abramo è diventato capostipite di una moltitudine di popoli, come padre della fede anche dagli ebrei e dai musulmani che si rifanno ad Abramo. Quello che Abramo ha ricevuto in cambio è stato molto di più. Nostro Signore non è vero che chiede nulla, ma chiede. Quello che non dobbiamo mai pensare è che Nostro Signore voglia toglierci qualcosa. Nostro Signore non ha bisogno di nulla, ma lo fa per sovrabbondarci di beni sempre più grani, ma questi beni non li possiamo ricevere se nella nostra libertà e con la nostra libertà noi liberamente non diciamo di sì a Dio. Se diciamo di no, abbiamo detto di no ma Nostro Signore cesserà di fidarsi di no. Significa che i beni e grazie più grandi non li darà a noi, nella parabola dei talenti Gesù dice di togliere il talento a chi non l'ha fatto fruttare e di darlo a chi li sta facendo fruttare.

Dobbiamo fare l'esame di coscienza, trarre da quest'esortazione per vivere bene il mese di Maggio. Preghiamoci un pò sopra e decidere cosa liberamente - ascoltando la voce del cuore - cosa offrire al Signore. E poi essere fedeli a questa cosa, se questo si farà arriveranno autotreni di grazie. Gesù ricorda:

"..Quante santità hanno principio da un piccolo sacrificio .." Gesù

Da un sì detto a Dio, magari da un piccola cosa.

"..e quante creature, con l’avermi rifiutato un piccolo sacrificio, pensando che fossero cose da nulla, sono rimaste rachitiche nel bene, cretine nel comprenderlo, deboli nel percorrere la via che conduce al Cielo..." Gesù

Cretino, vuol dire che ha un'intelletto debole nel comprendere, è sinonimo di stupido. Una persona colpevolmente tarda nel capire le cose. Facciamo attenzione a non dare del cretino ad una persona, questa è una constatazione di fatto che Gesù fa. Questa è la sfida e la responsabilità della nostra libertà, fallire significa esporsi a questa conseguenza:

"..quando chiedo alla creatura un piccolo sacrificio per il suo bene ed essa, ingrata, me lo rifiuta, non voglio più fidarmi di lei, smetto i miei disegni di elevarla a cose grandi e la lascio come creatura obliata che nessuno l’addita né di opere grandi, né di eroismo, né per Dio, né per sé, né per i popoli..." Gesù

Tutto il contrario di ciò che è successo con Abramo. La cosa più sconvolgente della vita di Abramo, e questo è un grande ammaestramento per tutti e guai a noi a chi si mette a polemizzare con l'Altissimo, quello che Dio chiede ad Abramo è una cosa allucinante: nella terra di Caanan c'erano le popolazioni pagane e religioni idolatriche che facevano i sacrifici umani agli dei (che in realtà erano diavoli). E sembra che Dio chieda ad Abramo di fare un sacrificio umano quando prima gli aveva detto il contrario. Gli aveva chiesto il sacrificio unico, promesso da Dio che è stato ottenuto dalla promessa da Dio. L'episodio del Sacrifico di Isacco ha ispirato un sacco di persone anche non credenti, è un'episodio che ha polarizzato l'attenzione di un sacco di persone, è rimasto alla storia. Abramo è arrivato a quella prova e a superarla alla grande; chi è che non rimane innamorato al Sacrificio di Isacco del Caravaggio? Un cuore spezzato ma pronto al sacrificio del sacrificio. Gesù lo definisce primo riparatore a cui affidava lo scettro del futuro Messia.

Per vivere nella dv dobbiamo avere le stesse disposizioni di Abramo. Nostro Signore non si è preso Isacco, ma ad Abramo glielo ha chiesto. Non se l'è preso ma glielo ha chiesto. Ed Abramo ha risposto di sì. Il nostro cuore sa - non dobbiamo dirlo a nessuno o scriverlo in qualche chat - soltanto Dio le deve conoscere: sono capace di mettermi davanti al Signore, nel silenzio della preghiera - non lo sa nessuno - e dirgli in verità: Signore mio, da me tu puoi prenderti da me qualsiasi cosa, tu non troverai un no con l'aiuto della tua grazie e a scendere a cose molto concrete. Siamo pronti a prenderci la malattia più temuta? (mamma mia che paura ho)... o se mi togliessi questa persona cara...siamo pronti nel cuore? Non significa che Dio ti prenderà tutto, Dio non si diverte a toglierci qualcosa, non è questo il punto fondamentale. Dio vuole ricolmarci di beni, grazie e gloria in Cielo però per fare questo ha bisogno delle nostre libere offerte. Cosa scrive la lettera degli Ebrei commentando il sacrificio di Isacco? Abramo non aveva nessun dubbio che Dio avesse il potere di resuscitarlo dai morti, se Dio mi chiede qualcosa non può essere per il mio male, è assurda, allucinante ecc... ma non può essere per il mio male. Questo è quello che ci muove ad offrirci a Dio completamente. E questo è quello che guarda Dio. E' impossibile che il Signore mi faccia soffrire senza senso, questo non è possibile.

Un conto è crederci a livello teorico, bisogna dimostrare che tu ci creda. Cosa sono le prove d'esame? Sono la dimostrazione che io padroneggio la materia. Sono dimostrazioni verso il Signore, Dio sa bene come reagiremo alla prova ma la prova, passare per un fatto, non può rimanere tutto nel pensiero. La superi se hai la fede - Abramo aveva una fede che spostava i continenti - Dio c'è, Dio è Buono, Dio mi conduce, non può volere il mio male, non mi può chiedere nulla che sia per la mia rovina e qualsiasi cosa mi chiederà gliela darò.

Lettera agli Ebrei capitolo 11 (8-19) dove si parla di Abramo

"...8Per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava. 9Per fede, egli soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa. 10Egli aspettava infatti la città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso. 11Per fede, anche Sara, sebbene fuori dell’età, ricevette la possibilità di diventare madre, perché ritenne degno di fede colui che glielo aveva promesso. 12Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia che si trova lungo la spiaggia del mare e non si può contare. 13Nella fede morirono tutti costoro, senza aver ottenuto i beni promessi, ma li videro e li salutarono solo da lontano, dichiarando di essere stranieri e pellegrini sulla terra. 14Chi parla così, mostra di essere alla ricerca di una patria. 15Se avessero pensato a quella da cui erano usciti, avrebbero avuto la possibilità di ritornarvi; 16ora invece essi aspirano a una patria migliore, cioè a quella celeste. Per questo Dio non si vergogna di essere chiamato loro Dio. Ha preparato infatti per loro una città. 17Per fede, Abramo, messo alla prova, offrì Isacco, e proprio lui, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito figlio, 18del quale era stato detto: Mediante Isacco avrai una tua discendenza. 19Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe anche come simbolo....." lettera agli Ebrei

sabato 1 gennaio 2022

La preghiera, l'atto più santo e divino

Gesù loda la preghiera continua ed incessante di Luisa e spiega l'importanza di pregare perché venga il regno della Divina Volontà, definendo tale preghiera "l'atto più santo e divino". Spiega come grandi sconvolgimenti saranno necessari perché la terra sia purificata e perché il sospirato regno del Divin Volere scenda sulla terra. Meditazione su Libro di Cielo, Volume 22, 12 Agosto 1927, 28 Aprile 2021

12 Agosto 1927 La preghiera incessante vince Iddio. Sconvolgimento della natura. Le tre fontanine. Preparativi di guerre mondiali

Brano molto attuale anche se nella seconda parte fa riferimento a fatti storici accaduti (la 2° guerra mondiale), si parla esplicitiamente di un'altra guerra mondiale. La parte più importante di questo brano appare la prima, ossia quella in cui Gesù fa un panegirico sacrosanto della preghiera con particolare riferimenti a chi prega nella dv.

Prima nota: - sorvoliamo sulla solita circostanza soggettiva di Luisa che sta male per le privazioni di Gesù - Gesù la esorta a non opprimersi e le dice:

Povera figlia, come stai male! Coraggio, non voglio che ti riduca in questi estremi, ti opprimi troppo, eppure dovresti consolarti, il tuo interno è un parlare continuato ed un atto continuato innanzi alla Maestà Divina. Ed un parlare senza mai cessare di volere il regno del mio Fiat Divino innanzi a Dio, porta con sé la certezza della vittoria...." Gesù

Luisa, ininterrottamente nel suo interno stava parlando alla Maestà divina, era un suo amico, intimo, una presenza h24; noi dobbiamo chiederci durante la giornata è se ci parlo con Dio. Non solo recitare le preghiere (ovviamente dette con il cuore e non a pappagallo) che sono fondamentali ma il parlare si può quando il parlare è spontaneo, quando sgorga dal cuore. Noi cerchiamo la conversazione con coloro che amiamo, - parlare con la creatura dev'essere controllato, perchè i santi ci insegnano che con il molto parlare non manca il peccato. Se la nostra preghiera non è diventata un dialogo intimo con Dio - conservando con Lui quella riverenza e quello straordinario amore - Lui ci ha chiamati amici (Vangelo) e negli atti che si fanno nella dv (atto preventivo e quello di fusione) dice facciamo tutto insieme. Fino a quando la nostra giornata non sarà diventata questa ininterrotta relazione continua con Gesù ancora avremo del lavoro da fare per entrare nel regno della dv.

Com'era la preghiera di Luisa? Era un'ininterrotta invocazione del Regno della dv realizzata con tutte le modalità tipiche (girare nella Creazione, Redenzione,

"..Ti parrà poco quel chiedermi di continuo il regno dell’Eterno mio Volere? Girare per tutta la Creazione, rigirare in tutti gli atti che Io feci nella Redenzione, nei mari degli atti d’amore e di dolore della Sovrana Regina del Cielo per chiedere il regno mio? Nulla chiedi per te, giri e rigiri e chiedi e richiedi che la mia Divina Volontà sia conosciuta, che domini e regni. In ciò non entra ombra d’umano, né interesse proprio e la preghiera è l’atto più santo e divino, è preghiera di cielo, non di terra, perciò la più pura, la più bella, la invincibile che racchiude solo l’interesse della gloria Divina..." Gesù

Nulla chiede Luisa per sè. Si aprono alcune domande: 1)Noi siamo accodati a questa preghiera? E' la cosa che ci sta veramente più a cuore ed è nostra convinzione che sia inutile pregare per il resto? E' cosa di poco conto chiedere grazie passeggere, se non regna la dv il mondo e la Chiesa stessa la Vita non verrà mai trovata, i problemi non cesseranno mai. I mali non cessarranno mai. Ne tamponi uno e ne escono 3. Dio vuole essere pregato per questo. Nel 2022 c'è il Regno della dv sulla terra? Il don non ha la minima idea di quante persone iniziano a vivere nella dv conoscendo gli scritti di Luisa. Gesù ci ricorda che se non si raggiunge il numero di preghiere insistenti - la Madonna - questo si vede nella Mistica città di Dio della Venerabile Maria d'Agreda - qualche squarcio, la Madonna non faceva altro da mattina alla sera, il suo volere andare presto al tempio, ecc... per fare cosa? Chiedere il Messia. Una cosa continua e senza stancarsi. Noi siamo facili a stancarsi. Nel Vangelo Gesù ci mette la parabola della vedova importuna che prega, prega, prega ecc...

"..Finora nessuno mi ha pregato con tanta insistenza. Mi pregò la Mamma mia con tale insistenza per la Redenzione e ne fu vincitrice, ma per il regno della mia Volontà nessuno finora l’ha fatto con l’insistenza di vincere un Dio..." Gesù

La Madonna lo ha fatto per chiedere la Redenzione. Negli scritti (e non solo) si vede perchè il Verbo s'incarnasse erano stati necessari i gemiti, preghiere e sospiri di 2000 anni del popolo d'Israele e se la Madonna non ci avesse messo il suo carico pesantissimo (13- 14 anni preghiere della Madonna) Gesù non scendeva. Comprendiamo perchè dovunque la Madonna appare (lasciamo perdere le apparizioni non riconosciute) se c'è una cosa che Maria non cessa di raccomandare è la preghiera. Solo la preghiera incessante vince Dio.

Le onde si frangono contro la scogliera, ma se è solida tornano indietro. Noi preghiamo il Signore per la grazia X e non vedendola arrivare abbiamo l'impressione psicologica che non sia accolta, ma vedremo realizzato solo quando sarà giunta la misura del numero degli atti che il Signore si aspetta per mandare questo grande dono sulla terra. Gesù ce lo dice chiarissimamente.

Quanto parliamo al Signore - cosa chiediamo al Signore? Con il Regno della dv arriveranno tutti i beni e spariranno tutti i mali, ci sarà la pienezza della felicità sulla Terra, il più contiene il meno. Tante persone che contattano il don su consigli di preghiera - il don desidera che la preghiera non sia altro che sia fatta la Dv come in cielo così in terra. La Madonna non vuole altro che questo. Lei lo sa cosa significa perchè lo ha vissuto dentro di sè. E sa bene che non esiste nulla che possa paragonarsi a questo. Perchè questo accada (e questo ci dà una grande luce sulle circostanze contigenti che stiamo vivendo e per quelle che potrebbero arrivare).

Gesù parla di sconvolgimenti e fa riferimento esplicito alla 2° guerra mondiale.

"..Perciò la tua insistenza dice molto, lo stesso sconvolgimento di tutta la natura dice molto. In questi tempi tutti gli elementi, sconvolgendosi, sono forieri di beni ed è necessario per riordinare il regno mio..." Gesù

Figlia mia, si uniranno insieme acqua, fuoco e sangue e faranno giustizia. Tutte le nazioni si stanno armando per guerreggiare e questo irrita maggiormente la giustizia divina e dispone gli elementi a far vendetta di loro, perciò la terra sboccherà fuoco, l’aria manderà fontane di acque e le guerre formeranno fontane di sangue umana in cui molti scompariranno, città e regioni resteranno distrutte. Che malvagità! Dopo tanti mali di una guerra subita, ne preparano un’altra più terribile e cercano di muovere quasi tutto il mondo come se fosse un solo uomo, non dice questo che il peccato è entrato fin nelle ossa da trasformare la stessa natura in peccato?” Gesù

Questi sconvolgimenti che sono voluti da Dio con volontà intenzionale ma sono da Lui permessi perchè senza di essi, senza una situazione che introduca non accadrà. E bisognerà passare attraverso a prove, tribolazioni e sofferenze. L'immagine delle tre fontanelle.

"..Ond’io continuavo a pregare e sentivo che una mano si posava sul mio capo e da questa mano uscivano tre fontanine, una faceva uscire acqua, un’altra fuoco e l’altra sangue che inondavano la terra e nelle quali erano travolte genti, città e regni..." Gesù

La guerra - sangue, ma ci stanno il fuoco e l'acqua. Sono segni misteriosi, potrebbero avere valore simbolico, non lo sappiamo, non si capisce bene. Cosa sono esattamente queste cose? Non ha senso - dice il don - pensare a queste cose - anche perchè Gesù dice a Luisa di non entrare in depressione, quando noi sentiamo queste cose si cade in depressione causata dalla paura. Questa non è operazione saggia nè raccomandabile - Luisa ha visto nei dettagli le cose, poverina lei li ha visti e ci fa sapere (Luisa) che si è offerta come vittima (soffrire lei per risparmiare i suoi fratelli e sorelle) e il Signore gli ha concesso ciò in parte.

Quello che a noi deve rimanere nel cuore, e dev'essere una chiave di lettura, che ci consenta di vivere seneramente i momenti di prova. Oltre alla conoscenza generale - la Chiesa l'ha sempre insegnata - cioè che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, il male che è permesso da Dio è perchè lo sa volgere al bene. Sa trarne dei beni maggiori anche se queste cose rimangono dei misteri. Si capisce qualcosa ma non tutto. In particolare Gesù non si tratta di un fenomeno generale ma anche particolare. Perchè questo regno nella dv scenda sulla terra di nuovo - con Adamo ed Eva si è perso, si è riaffacciato nella vicenda terrena di Gesù e della Madonna - e poi è di nuovo scomparso e poi si è di nuovo riaffacciato con Luisa e in questo momento si spera che ci siano delle anime che ci credano sul serio, ed inizino a muoversi e vivere in questo regno. E ci sono una serie di operazioni dolorose - non importa starsi a scervellare su cosa siano o quando accadranno - la cosa importante da fare (come la Madonna raccomanda) è fare il possibile perchè il Regno della dv inizi a regnare in me. In modo che io possa vivere una vita blindata e sigillata nell'amicizia di Dio, questo per avere la forza e la grazia per attraversare le prove da Figlio di Dio senza sconvolgimenti, terrori o paure disordinate, e al tempo stesso di accelerare i tempi il Regno e stop. Ecco perchè la Madonna dice di pregare, curare la vita di grazia, gli amici di Gesù non devono avere paura di nulla. L'importante non è che non ci siano prove o tribolazioni (perchè sempre ci saranno) ma sull'affrontarle - chi non è pronto, chi arriva sprovveduto può soccombere sotto vari punti di vista. Non è quindi stancare la testa su cosa significhino i segni delle fontanella, dove starò ecc... non si deve entrare in questa logica. Gesù dice queste cose non per farci preoccupare ma per mostrarci come i disegni di Dio misteriosamente si compiono.

Nei discorsi escatologici di Gesù (la Luna che cessa di brillare, segni nel cielo, ecc...) cosa dice? State tranquilli, non vi agitate, non vi preoccupate ecc... devono accadere tutte queste cose, non vuol dire che la situazione a Dio gli è sfuggita di mano e siamo in balia di chissà quali destini devastanti. E' tutto sotto controllo. Non dobbiamo farci domande del tipo: perchè devono accadere queste cose? Non ci sarebbero sistemi più semplici? - ad avviso del don, la mente umana (limitata) non può mettersi ad indagare sui divini misteri ma semplicemente prenderne atto e sulla base del realismo della vita cristiana, qual'è l'unica cosa sensata da fare? Fare il pieno della grazia, vivere nella dv e pregare perchè essa venga.

Del resto se ne occupano i pagani (san Matteo 6), sono i pagani che non hanno speranza ad agitarsi e a preoccuparsi non noi. E' attività loro. Gli amici di Gesù non hanno nulla da temere, cooperano con Lui all'avvento del regno e il resto lo affidano alle sue mani.