Lezione di Gesù sulla creazione continua di anime e sull'amore divino che corre continuamente verso la creatura. Commoventi particolari sui bisogni estremi di Gesù appena nato, che molto fanno comprendere il mistero dell'amore di Dio e della nostra vocazione all'amore. Libro di Cielo, Volume 30, 25 Dicembre 1931, Lunedì 24 Ottobre 2022
25 Dicembre 1931
Desiderio di Gesù della compagnia della creatura.
Estremo bisogno del Pargoletto Gesù d’essere amato con amore divino dalla sua Madre Celeste.
«Figlia mia, vieni in questa luce, qui ti voglio, la virtù della mia luce, il suo moto come fonte di vita, non fa altro che sprigionare dal suo grembo di luce anime, cioè, vita di creature, la sua potenza è tanta, che come si muove fa scaturire anime ed io voglio la mia diletta insieme con Me, nel seno della mia luce, cioè della mia Volontà, perché quando le anime vengono formate e messe fuori, non voglio essere solo, ma voglio la tua compagnia, affinché riconosca il gran portento della creazione delle anime, il nostro amore eccessivo e siccome ti voglio nella mia Volontà, voglio deporle in te, affidartele, non lasciarle sole mentre pellegrinano sulla terra, ma voglio avere insieme con Me chi me le protegga e difenda.Oh! come è dolce la compagnia di chi prende cura delle vite da Me uscite, mi è tanto gradita, che rendo, colei che vive nella mia Volontà, depositaria della creazione delle anime, canale per cui le faccio uscire alla luce e canale per farle rientrare nella patria celeste...." Gesù
Questo brano è stato il regalo di Natale che Gesù ha fatto a Luisa nel 1931 e ci sono meravigliosi spunti di meditazione. A partire da un fatto a cui ci badiamo poco....quante persone nascono ogni giorno? Non si sa il numero preciso e la stessa cosa di chi muore, se nascono (ad esempio 237.000 bambini al giorno) vuol dire che sono stati creati 9 mesi prima. Vuol dire che il Signore crea un tot. di anime al giorno. Quante anime crea Nostro Signore al giorno? A quante anime il Signore fa ogni giorno il giudizio particolare? Talvolta il don si industria nel provare a fare i calcoli, questi calcoli gli fanno prendere pallidamente coscienza di quanto sia grande Dio e di che senso di adorazione e riverenza su questo particolare. Un'anima è un tesoro preziosissimo, ha un nome nuovo che scoprirà in Paradiso e realizzerà lo scopo per la quale è stata creata e sarà qualcosa di impressionante. Fa bene ogni tanto a pensare a queste cosa, ogni tanto dobbiamo fare qualche refresh su chi abbiamo a che fare. Queste sono rivelazioni private ma sono in perfetta sintonia di quella pubblica, San Giovanni ci dice che Dio è amore. Dire questo significa definire l'essenza di un qualche ente, dire che don Leonardo è un'uomo vuol dire che sto definendo l'essenza di Don Leonardo che non è un cane, un'uccello, ecc... non è un'angelo. Don Leonardo Maria è un'uomo. E che significa che Dio è amore? Come questo che è un concetto, ma come cala nella realtà che tu lo vedi? -- Don Pablo Martin che ha tradotto il libro di Tenera Amata, ci capisce molto bene sulla Divina Volontà ed è un'autorità affidabile. Al don non gli sembra che mai successo che abbia piegato o strumentalizzato la divina volontà a fini estranei.
«Figlia carissima, tu devi sapere che appena mi sprigionai dal seno della Mamma mia, sentii il bisogno d’un amore ed affetto divino, Io lasciai il mio Padre Celeste nell’Empireo, dove ci amavamo con amore tutto divino, tutto era divino tra le divine Persone: affetti, santità, potenza e così di seguito.Ora, Io non volli cambiare modi venendo sulla terra, la mia Divina Volontà mi preparò la Madre Divina, in modo che ebbi Padre divino in Cielo e Madre divina in terra e come uscii dal seno Materno, sentendo estremo bisogno di questi affetti divini, corsi nelle braccia della Mamma mia per ricevere, il primo cibo, il primo respiro, il primo atto di vita alla mia piccina umanità, il suo amore divino e Lei sprigionò i mari d’amore divino, che il mio Fiat aveva formato in Essa e mi amò con amore divino, come mi amava il mio Padre nel Cielo.
Ed oh come fui contento! Trovai il mio paradiso nell’amore della Mamma mia...." Gesù
Quando Gesù è nato, ha sentito il bisogno di un'amore divino, anche sugli scritti di Maria Valtorta, si vede che Gesù è stanco, - il don non si ricorda in che volume stia - ad un certo punto Gesù dice: lo sai qual'è la cosa che più mi distrugge? Io mi posso prendere i rifiuti, le persecuzioni, la fame, la sete, ecc... la cosa che fa sentire l'abisso che c'è tra il Cielo e la Terra è la mancanza d'amore. Gesù non può stare senza amore. Nessuno di noi, salvo quando saremo in Paradiso, sa cosa combinano o cosa fanno o come si amano le Tre Persone. L'esperienza del mistico ti fa diventare vivo dei concetti freddi, diventatno vive che quasi le tocchi. Gesù è corso tra le braccia della madre, non soltanto da un punto di vista biologico. Gesù voleva un botto d'amore. Quanti atti d'amore ha dato la Madonna a Gesù?
"..Ora, tu sai che il vero amore non dice mai basta, se potesse dire basta perderebbe la natura del vero amor divino e perciò, fin dalle braccia della Madre mia, mentre prendevo il cibo, il respiro, l’amore, il paradiso che Lei mi dava, il mio amore si stendeva, si faceva immenso, abbracciava i secoli, rintracciava, correva, chiamava, delirava, perché voleva le figlie divine, e la mia Volontà, per quietare il mio amore, mi presentò le figlie divine, che coll’andare dei secoli mi avrebbe formato ed Io le guardai, le abbracciai, le amai e ricevetti il respiro dei loro affetti divini e vidi che la Regina Divina non sarebbe rimasta sola, ma avrebbe avuto la generazione delle mie e delle sue figlie divine..." Gesù
Pensiamo alle anime femminili, per esempio le manifestazioni di Gesù a Luisa di cui molte persone sciocche che non capiscono questa cosa, quelle anime non capiscono che hanno a che fare con Gesù che è amore, ha dei linguaggi d'amore umani, ma non una certa sfera che le persone pensano sia amore ma amore non è, non passa neanche per l'anticamera del cervello a Gesù. Nel libro di Tenera Amata, si legge che Dio, quando crea un'anima stabilisce delle reti di amore tra quell'anima e le tante altre anime con cui l'anima nella sua vita terrena entrerà in contatto. Ma a causa del maledetto peccato tutte queste cose su questa terra non si possono vivere - quasi nessuna - se uno diventa un grande Santo ed è oggetto di grazie particolare si possono vivere diletti tra Creatore e creatura ma non - ordinariamente tra creatura e creatura. L'amore ci ha creato un con'atto di amore, ha intessuto delle reti di amore con Lui ma anche tra le creature. Gesù appena nato si è preso l'amore della Madonna, - ma non gli basta? uno potrebbe dire - uno potrebbe dire: ma non ci basta la Visione Beatifica in Cielo? Che bisogno c'era delle reti d'amore tra le persone? Risposta del don: strettamente parlando la Visione Beatifica ci basta, la Vergine Maria ha dato a Gesù un'amore che neanche gli angeli hanno potuto dargli...ma Gesù acchiappa tutto anche l'amore dei peccatori. Quando due persone sono innamorate non si stancano mai di stare assieme e non si stancano d'amarsi. Se ti inizi a stancarti vuol dire che l'amore sta morendo. Basta non è roba d'amore. Uno sta sempre a fare il pieno in continuazione senza mai fermarsi - in Paradiso sarà così. Chi ha paura di morire dovrebbe pensarci bene, a patto che non si stai in grazia, la paura della morte terrena è strana, e anche l'inferno sarà l'esatto contrario: l'odio e il dolore che non diranno mai basta.
«Mia buona figlia, il nostro amore corre continuamente verso la creatura, il nostro moto amoroso che non cessa mai corre nel palpito del cuore, nei pensieri della mente, nel respiro dei polmoni, nel sangue che circola, corre, corre sempre e vivifica, con la nostra nota e col nostro moto d’amore, il palpito, il pensiero, il respiro e vuole l’incontro dell’amore palpitante, del respiro amante, del pensiero che riceve e ci dà amore e mentre il nostro amore corre con rapidità inarrivabile, l’amore della creatura non s’incontra col nostro, resta dietro e non segue la corsa del nostro amore, che corre senza mai arrestarsi e, non vedendoci neppure seguire, mentre continuiamo a girare nel palpito, nel respiro, in tutto l’essere della creatura, deliranti, esclamiamo: «Il nostro amore non è conosciuto, né ricevuto, né amato dalla creatura e se lo riceve è senza conoscerlo.»...Gesù
Dimmi i tre movimenti della dv in noi. Palpito, respiro e circolazione. I pensieri della mente sono movimenti della dv nell'anima. Adesso, tu che mi stai leggendo, il Signore ti sta incessantemente amando nel sangue che circola, ecc.. in continuazione ed in altri infiniti modi possibili, nelle persone che ci stanno attorno, che ho la salute, ecc.. pensiamo a chi ha la grazia di frequentare i Sacramenti ecc... uno sta sommerso dagli atti d'amore. E anche una persona che abbia una vita di fede - oggettiva - non buona, è comunque vivo e possiede il palpito, respiro e la circolazione del sangue.
"...Oh come è duro amare e non essere amato! Eppure se il nostro amore non corresse, cesserebbe all’istante la vita di esse.
Succederebbe come all’orologio: se c’è la corda, fa sentire il suo tic, tic e mirabilmente segna le ore ed i minuti e serve a mantenere l’ordine del giorno, l’ordine pubblico, se cessa la corda, il tic, tic non si sente più, resta fermo, come senza vita, e ci possono essere molti disordini se l’orologio non cammina.
La corda della creatura è il mio amore, come corre questa corda celeste, palpita il cuore, circola il sangue, forma il respiro, si possono chiamare le ore, i minuti, gli istanti dell’orologio della vita della creatura e nel vedere che se non faccio correre la corda del mio amore, le creature non possono vivere eppure non sono riamato, il mio amore continua la sua corsa, ma atteggiandosi ad amore dolorante e delirante.
Ora, chi ci toglierà questo dolore e raddolcirà il nostro delirio amoroso?
Chi avrà per vita la nostra Divina Volontà...." Gesù
L'amore è la corda, se è tirata, esercitata l'orologio funziona. La corda della creatura è l'amore. Se noi non respirassimo saremmo morti ecc.. e queste sono operazioni che fa Lui dentro di noi in continuazione. Eppure Gesù non è riamato. C'è bisogno che al tic dell'amore divino ci sia il tic dell'amore nostro.
"..Essa, come vita, formerà la corda nel palpito, nel respiro e così di seguito della creatura, formerà il dolce incontro col nostro amore e la nostra corda e la loro cammineranno di pari passo.
Il nostro tic continuo sarà seguito dal loro tic ed il nostro amore non sarà più solo nel correre, ma avrà la corsa insieme con la creatura.
Perciò non voglio altro che Volontà mia, Volontà mia nella creatura.» Gesù
La Dv è essenza stessa della Divina Volontà. L'amore è un'atto della volontà e non è un semplice sentimento, l'amore umano si muove anche con i sentimenti ma è anche un'atto della volontà. Io amo chi scelgo di amare, io faccio gli atti d'amore che scelgo di fare. Volontà ed amore sono due mondi interconnessi.
mercoledì 7 giugno 2023
domenica 4 giugno 2023
Celesti praterie e mari divini già in questo mondo
Stupenda lezione di Gesù sulla vita nella Divina Volontà e sulle meraviglie che riserva a chi la sceglie anche su questa terra. La continuazione degli atti e la conoscenza. I campi e mari divini, pieni di celesti delizie, riservati a chi vive in Essa. I posti riservati in Cielo per i figli della Divina Volontà. Libro di Cielo, Volume 30, 21 Dicembre 1931, Venerdì 21 Ottobre 2022
21 Dicembre 1931 Un atto continuato è come giudice, ordine e sentinella della creatura. Chi sono le depositarie di Gesù. Campi e mari divini.
Questo brano richiederebbe 15 ore per essere meditato adeguatamente. Oggi Gesù ha un pò esagerato, con un linguaggio un pò incisivo ci porta dentro il mondo della dv e ci dà anche delle coordinate e criteri per continuare il test su noi stessi a che punto stiamo:
"...Questo è il segno se l’anima ha ricevuto negli atti suoi il principio divino: la continuazione, un atto prolisso dice che Dio è abitante in essa e negli atti suoi, dice confermazione del bene, perché è tanto il valore, la grazia, la potenza d’un atto continuato, che riempie i piccoli vuoti d’intensità d’amore, le piccole debolezze cui la natura umana è soggetta. Si può dire che un atto, una virtù continuata è come il giudice, l’ordine, la sentinella della creatura. Perciò ci tengo tanto che i tuoi atti siano continui, perché c’è del mio dentro ed Io sentirei disonorato l’atto mio nel tuo..." Gesù
Non c'è nulla che si possa fare nella vita terrena se manca questa virtù, ma proprio niente. La vita nella dv è una presenza stabile, non va ad intermittenza è una situazione costante. La grazia santificante è fondamentalmente un'abito così come le virtù, è quello che abbiamo addosso. I vestiti che abbiamo addosso non è che li indossiamo per 5 minuti e poi li cambiamo. Quell'abito ci accompagna in tutto ciò che facciamo e dice molto di chi noi siamo - dal modo in cui vestiamo - e dice anche di chi vogliamo essere. Ci piaccia o non ci piaccia, le nostre azioni esteriori ci descrivono.
"...Vedi figlia mia, è tanta la mia foga d’amore, che voglio essere riconosciuto in tutto ciò che ho fatto per amore delle creature, ma questo non per altro, che per dare, sento una smania di dare, voglio formare le depositarie della mia vita, delle mie opere, delle mie pene, delle mie lacrime, di tutto, ma queste non partono da Me se non sono riconosciute, perché col non riconoscerle, m’impediscono il passo di avvicinarmi per deporre in loro ciò che con tanto amore voglio dare e poi resterebbero senza effetti, sarebbero come tanti ciechi che non vedono ciò che sta loro intorno. Invece, il conoscere è vista all’anima che fa sorgere il desiderio e l’amore e quindi la gratitudine verso di Me che tanto voglio dare e con gelosia custodiscono il mio tesoro depositato in loro e nelle circostanze si servono della mia Vita per guida, delle mie opere per confermare le opere loro, delle mie pene per sostegno delle loro pene e delle mie lacrime per lavarsi se sono macchiate ed oh! come sono contento perché si servono di Me e delle opere mie per aiutarsi! Fu questo il mio scopo nel venire sulla terra, per restare come fratellino in mezzo a loro e dentro di loro per aiuto nei loro bisogni...." Gesù
Il conoscere, il conoscere e il conoscere. Oggi il Signore ci ha dato delle belle conoscenze. Quando parla dei mari e dei campi divini..
Se li legge il libro di Tenera Amata o il Paradiso (ciclo di catechesi dei novissimi), se si conosce qualcosa della gloria essenziale, con un linguaggio molto riduttivo che non coglie che un'infinitesimale parte di quello che ci aspetta ma qualcosa lo coglie. La vita nella dv è il Paradiso sulla terra, lo dice Gesù.
"...Ora, tu devi sapere che questi nostri campi e mari sono a disposizione di quelli che vivono in terra e che vogliono far vita nella nostra Divina Volontà, non per quelli che vivono in Cielo, perché quelli non possono aggiungere neppure una virgola di più a quello che hanno fatto, questi sono le vite gaudenti nei nostri campi divini, non le vite operanti, si può dire di loro: «quello che è fatto è fatto.» Invece, sono le vite operanti e conquistatrici della terra che sospiriamo e vogliamo che mentre stanno in terra, entrino in questi nostri campi ed operino e facciano da conquistatrici in modo divino,..." Gesù
Questi tesori Gesù li vuole dare a chi sta già sulla terra e non perchè non ci sia nulla da fare e l'anima viva in ozio ma perchè opereranno in questi campi divini e le opere che faranno non saranno strepitose ma saranno fiotti di vita sgorganti ininterrottamente che daranno gloria a Dio e saranno a beneficio di tutti e di chi opera. Le celesti praterie ci stanno in Cielo ma Gesù parla di campi e mari divini anche sulla Terra.
"...Non una cosa nuova, ne abbiamo tante! Chi viene a vivere nella nostra Volontà, perché Essa, straripando da Noi, ci forma i nostri campi e mari divini, pieni di tutte le felicità possibili ed immaginabili...." Gesù
Ci rendiamo conto di cosa significhi? Chi di noi non lascerebbe tutto per vedere ogni giorno qualcosa di nuovo? E' così. La dv ci porta nell'essenza di Dio e ci vorrebbe dare gioie e un sacco di doni, il motivo per cui questo non accade e non accade per le anime dannate è perchè - non perchè Dio non lo voglia dare - ma perchè è la persona che lo rifiuta, lo respinge e non l'accoglie.
«Figlia mia, Noi abbiamo campi e mari divini interminabili, questi sono pieni di gioie, di beatitudini, di bellezze incantevoli di ogni specie e posseggono la virtù di far sorgere gioie sempre nuove e bellezze diverse una dall’altra, ma in questi nostri mari e campi divini, anche se ci sono cose e beatitudini innumerevoli, non abbiamo vite che palpitano, mentre Noi siamo vita e palpito di tutto, anche delle nostre gioie; ci manca il palpito della creatura che palpiti nel nostro e come vita riempia questi nostri campi e mari interminabili...." Gesù
Chi è che si metterà dentro questi mari divini a godere anche sulla terra? Non senza croci, tribolazioni e senza combattimento, però questi sono fatti reali. Gesù dice poi delle cose impressionanti.
"...Non una cosa nuova, ne abbiamo tante! Chi viene a vivere nella nostra Volontà, perché Essa, straripando da Noi, ci forma i nostri campi e mari divini, pieni di tutte le felicità possibili ed immaginabili...." Gesù
Che cosa vuoi? Sempre nuove gioie, diletti e delizie. Pur facendo sempre le stesse cose, la nostra vita è abbastanza routinaria, certo ogni giorno è diverso dagli altri, ma però le cose sono simili generalmente ed è possibile che dentro queste cose la noia della monotonia uno non sappia cosa sia? Rimane una vita meravigliosa sempre nuova e che cosa facciamo dentro questi mari divini?
"..E la creatura viene in essi come vita ed abbiamo il gran contento e la grande gloria che ci può dare una vita e sebbene questa vita sia uscita da Noi, è libera di stare o non stare nei nostri campi divini ed essa perde, sacrifica la sua libertà umana e nella nostra Volontà prende la libertà divina e come vita vive nei nostri campi e mari senza confini. Ed oh! com’è bello vedere questa vita che si fa largo in mezzo ai numerosi affollamenti delle nostre felicità e gioie e vi getta il suo seme, il suo chicco di grano, immagine della sua volontà che forma la sua spiga, tanto alta, ma reale e non apparente, della vita palpitante ed operante nel nostro campo celeste....." Gesù
Questa vita, la mia vita e la tua, che è uscita da Dio e si ri-immette nella sua origine....
"..Ed oh! com’è bello vedere questa vita che si fa largo in mezzo ai numerosi affollamenti delle nostre felicità e gioie e vi getta il suo seme, il suo chicco di grano, immagine della sua volontà che forma la sua spiga, tanto alta, ma reale e non apparente, della vita palpitante ed operante nel nostro campo celeste....." Gesù
"...Oppure è bello vederla come pesciolino, simbolo pure della sua volontà, che come vita palpita, nuota nel nostro mare, vive e si nutre, si trastulla, fa mille scherzi e ricrea, il suo Creatore, non come gioia ma come vita, infatti c’è gran differenza tra le cose che ci possono dare le nostre gioie e quelle che ci può dare una vita..." Gesù
Si trastulla.... a chi piace una vita di trastulli? E ricrea il Padre Eterno....cioè uno scherza con l'Altissimo e si può giocare con l'Altissimo. Il don non si sarebbe mai azzardato a dire cose del genere se non avesse letto questi scritti e non si fosse affacciato a questo mondo. E' tanta roba. Trastullarsi, fare mille scherzi e se ci facciamo caso noi scherziamo.. tra di noi, in modo bello e divertente. Il segno che tra due persone ci sia un rapporto d'affetto è che ci siano scherzi belli e allo scherzo bisogna sempre starci.
"...Ecco perciò possiamo dire: «I nostri campi sono deserti, i nostri mari sono senza pesci,» perché manca la vita delle creature per riempirli, per poter dare e ricevere vita per vita, ma verrà il tempo in cui saranno pieni ed avremo il pieno contento e la grande gloria che in mezzo alle nostre folte gioie, ci saranno moltitudini di vite, che vivranno dentro questi campi e ci daranno vita per vita..." Gesù
Il don suggerisce di farci una passeggiatina in questi campi celesti.
"...Ora, tu devi sapere che questi nostri campi e mari sono a disposizione di quelli che vivono in terra e che vogliono far vita nella nostra Divina Volontà, non per quelli che vivono in Cielo, perché quelli non possono aggiungere neppure una virgola di più a quello che hanno fatto, questi sono le vite gaudenti nei nostri campi divini, non le vite operanti, si può dire di loro: «quello che è fatto è fatto.»...." Gesù
Questi campi divini non sono per i beati del Cielo che posseggono altri campi, queste sono delizie anticipate e meritorie - gli abitatori del Paradiso non hanno vita operante ma gaudente, quello che hanno fatto, hanno fatto, ma quelli che vivono in questi campi sono vite operanti e conquistatrici. Questo è quello che faceva la Madonna in continuazione.
"..Invece, sono le vite operanti e conquistatrici della terra che sospiriamo e vogliamo che mentre stanno in terra, entrino in questi nostri campi ed operino e facciano da conquistatrici in modo divino, molto più, che dacché l’uomo peccò, uscì da dentro la nostra Volontà e gli furono, con giustizia, chiuse le porte di questi nostri campi..." Gesù
La Madonna era anche una persona umana, che operava in continuazione e sorprendeva in continuazione l'Altissimo e lo faceva contento. Gli faceva strabuzzare gli occhi, al don sembra di aver percepito queste cose leggendo il libro del Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà.
"..Ora, vogliamo aprire queste nostre porte dopo tanti secoli, a chi vuole entrare, senza forzare, ma liberamente, per farci popolare questi nostri campi divini, per dare una nuova forma, un modo di vita tutto nuovo alla creatura e poter ricevere, non opere da essa, ma in ogni suo atto, vita formata nella stessa vita nostra...." Gesù
Si entra liberamente in questo mondo, non solo per fare degli atti di virtù ma qua c'è un modo di vita nuovo, inedito ed inaspettato.
"...Ecco perciò la causa del tanto mio dire sulla mia Volontà, la forza della mia parola creatrice le disporrà, darà loro il desiderio, muterà la volontà umana e, conoscendo che voglio aprire le porte, busseranno ed Io subito aprirò, affinché resti Io stesso appagato ed abbia il mio popolo fortunato, che mi darà in cambio della mia vita che ho dato per essi, la loro vita...." Gesù
Dio ci ha creato per renderci partecipi della sua felicità, Dio non ha bisogno di niente e di nessuno.
"...Molto più, che questi nostri campi e mari celesti faranno da madre alle anime fortunate che vogliano vivere in essi, le educheranno in modo divino, le nutriranno con cibi prelibati presi dalla mensa celeste e le cresceranno in modo nobile e santo tanto che in tutti i loro atti, passi e parole si vedrà a chiare note scritto: Sono simili al loro Creatore..." Gesù
Quanto è importante non abbassarsi mai a forme, stili o modi grezzi, grossolani o modi cafoni, non esite una cosa del genere per chi vive nel dv. Ritorna la somiglianza divina, io vedo quella creatura e dico - non come Gesù che dice che chi ha visto Lui ha visto il Padre - ma qualcosa del genere. Non nel senso forte del genere, qui ci sta una somiglianza ma vera.
"...Dio sentirà la melodia della sua voce nella loro parola, la potenza sua nelle loro opere, il suo dolce moto dei passi che fa verso tutti perché li vuole a sé, nei loro passi e, come rapito, dirà: «Chi è colui che mi somiglia? Chi sa imitare la mia voce dolce, armoniosa e forte da poter scuotere Cielo e terra? Chi ha tanta forza da rapirmi nelle sue opere per farmi operare insieme con lei? Chi è? Chi è? » Ah è chi vive nei nostri campi divini! E’ giusto che ci somigli in tutto, per quanto a creatura è possibile, è la figlia nostra e basta, permettiamo che ci imiti, che ci somigli, sarà la gloria nostra della nostra opera creatrice, la sospirata del suo Padre Celeste....." Gesù
E attenzione a come conclude Gesù:
"...Queste anime formeranno la nuova gerarchia nella patria celeste, dove c’è un posto riservato per loro, che a nessun altro è dato di occupare.» Gesù
Non ci sarà nessuno, neanche i più grandi santi strepitosi, non arrivano a questi livelli - non per quanto riguarda le virtù. Il don non sarà mai degno di nominare un Padre Pio o un Santo Curato d'Ars ed è così. E se dovessi vivere nella dv, va a succedere una cosa del genere ma non per me, ma tu ti immetti nel mondo di Dio standoci e non semplicemente obbendendo ai decreti come hanno fatto i grandi santi facendo anche atti di virtù in grado eroico. Non è che chi entra in questo mondo è un peccatore, perchè chi entra in questo mondo deve vivere le virtù e la nostra attenzione verso l'eroismo delle virtù è presupposta ma è qualcosa che va oltre. Queste informazioni sono però date per essere vissute e non per dire, finito l'ascolto o la lettura, buonanotta.
21 Dicembre 1931 Un atto continuato è come giudice, ordine e sentinella della creatura. Chi sono le depositarie di Gesù. Campi e mari divini.
Questo brano richiederebbe 15 ore per essere meditato adeguatamente. Oggi Gesù ha un pò esagerato, con un linguaggio un pò incisivo ci porta dentro il mondo della dv e ci dà anche delle coordinate e criteri per continuare il test su noi stessi a che punto stiamo:
"...Questo è il segno se l’anima ha ricevuto negli atti suoi il principio divino: la continuazione, un atto prolisso dice che Dio è abitante in essa e negli atti suoi, dice confermazione del bene, perché è tanto il valore, la grazia, la potenza d’un atto continuato, che riempie i piccoli vuoti d’intensità d’amore, le piccole debolezze cui la natura umana è soggetta. Si può dire che un atto, una virtù continuata è come il giudice, l’ordine, la sentinella della creatura. Perciò ci tengo tanto che i tuoi atti siano continui, perché c’è del mio dentro ed Io sentirei disonorato l’atto mio nel tuo..." Gesù
Non c'è nulla che si possa fare nella vita terrena se manca questa virtù, ma proprio niente. La vita nella dv è una presenza stabile, non va ad intermittenza è una situazione costante. La grazia santificante è fondamentalmente un'abito così come le virtù, è quello che abbiamo addosso. I vestiti che abbiamo addosso non è che li indossiamo per 5 minuti e poi li cambiamo. Quell'abito ci accompagna in tutto ciò che facciamo e dice molto di chi noi siamo - dal modo in cui vestiamo - e dice anche di chi vogliamo essere. Ci piaccia o non ci piaccia, le nostre azioni esteriori ci descrivono.
"...Vedi figlia mia, è tanta la mia foga d’amore, che voglio essere riconosciuto in tutto ciò che ho fatto per amore delle creature, ma questo non per altro, che per dare, sento una smania di dare, voglio formare le depositarie della mia vita, delle mie opere, delle mie pene, delle mie lacrime, di tutto, ma queste non partono da Me se non sono riconosciute, perché col non riconoscerle, m’impediscono il passo di avvicinarmi per deporre in loro ciò che con tanto amore voglio dare e poi resterebbero senza effetti, sarebbero come tanti ciechi che non vedono ciò che sta loro intorno. Invece, il conoscere è vista all’anima che fa sorgere il desiderio e l’amore e quindi la gratitudine verso di Me che tanto voglio dare e con gelosia custodiscono il mio tesoro depositato in loro e nelle circostanze si servono della mia Vita per guida, delle mie opere per confermare le opere loro, delle mie pene per sostegno delle loro pene e delle mie lacrime per lavarsi se sono macchiate ed oh! come sono contento perché si servono di Me e delle opere mie per aiutarsi! Fu questo il mio scopo nel venire sulla terra, per restare come fratellino in mezzo a loro e dentro di loro per aiuto nei loro bisogni...." Gesù
Il conoscere, il conoscere e il conoscere. Oggi il Signore ci ha dato delle belle conoscenze. Quando parla dei mari e dei campi divini..
Se li legge il libro di Tenera Amata o il Paradiso (ciclo di catechesi dei novissimi), se si conosce qualcosa della gloria essenziale, con un linguaggio molto riduttivo che non coglie che un'infinitesimale parte di quello che ci aspetta ma qualcosa lo coglie. La vita nella dv è il Paradiso sulla terra, lo dice Gesù.
"...Ora, tu devi sapere che questi nostri campi e mari sono a disposizione di quelli che vivono in terra e che vogliono far vita nella nostra Divina Volontà, non per quelli che vivono in Cielo, perché quelli non possono aggiungere neppure una virgola di più a quello che hanno fatto, questi sono le vite gaudenti nei nostri campi divini, non le vite operanti, si può dire di loro: «quello che è fatto è fatto.» Invece, sono le vite operanti e conquistatrici della terra che sospiriamo e vogliamo che mentre stanno in terra, entrino in questi nostri campi ed operino e facciano da conquistatrici in modo divino,..." Gesù
Questi tesori Gesù li vuole dare a chi sta già sulla terra e non perchè non ci sia nulla da fare e l'anima viva in ozio ma perchè opereranno in questi campi divini e le opere che faranno non saranno strepitose ma saranno fiotti di vita sgorganti ininterrottamente che daranno gloria a Dio e saranno a beneficio di tutti e di chi opera. Le celesti praterie ci stanno in Cielo ma Gesù parla di campi e mari divini anche sulla Terra.
"...Non una cosa nuova, ne abbiamo tante! Chi viene a vivere nella nostra Volontà, perché Essa, straripando da Noi, ci forma i nostri campi e mari divini, pieni di tutte le felicità possibili ed immaginabili...." Gesù
Ci rendiamo conto di cosa significhi? Chi di noi non lascerebbe tutto per vedere ogni giorno qualcosa di nuovo? E' così. La dv ci porta nell'essenza di Dio e ci vorrebbe dare gioie e un sacco di doni, il motivo per cui questo non accade e non accade per le anime dannate è perchè - non perchè Dio non lo voglia dare - ma perchè è la persona che lo rifiuta, lo respinge e non l'accoglie.
«Figlia mia, Noi abbiamo campi e mari divini interminabili, questi sono pieni di gioie, di beatitudini, di bellezze incantevoli di ogni specie e posseggono la virtù di far sorgere gioie sempre nuove e bellezze diverse una dall’altra, ma in questi nostri mari e campi divini, anche se ci sono cose e beatitudini innumerevoli, non abbiamo vite che palpitano, mentre Noi siamo vita e palpito di tutto, anche delle nostre gioie; ci manca il palpito della creatura che palpiti nel nostro e come vita riempia questi nostri campi e mari interminabili...." Gesù
Chi è che si metterà dentro questi mari divini a godere anche sulla terra? Non senza croci, tribolazioni e senza combattimento, però questi sono fatti reali. Gesù dice poi delle cose impressionanti.
"...Non una cosa nuova, ne abbiamo tante! Chi viene a vivere nella nostra Volontà, perché Essa, straripando da Noi, ci forma i nostri campi e mari divini, pieni di tutte le felicità possibili ed immaginabili...." Gesù
Che cosa vuoi? Sempre nuove gioie, diletti e delizie. Pur facendo sempre le stesse cose, la nostra vita è abbastanza routinaria, certo ogni giorno è diverso dagli altri, ma però le cose sono simili generalmente ed è possibile che dentro queste cose la noia della monotonia uno non sappia cosa sia? Rimane una vita meravigliosa sempre nuova e che cosa facciamo dentro questi mari divini?
"..E la creatura viene in essi come vita ed abbiamo il gran contento e la grande gloria che ci può dare una vita e sebbene questa vita sia uscita da Noi, è libera di stare o non stare nei nostri campi divini ed essa perde, sacrifica la sua libertà umana e nella nostra Volontà prende la libertà divina e come vita vive nei nostri campi e mari senza confini. Ed oh! com’è bello vedere questa vita che si fa largo in mezzo ai numerosi affollamenti delle nostre felicità e gioie e vi getta il suo seme, il suo chicco di grano, immagine della sua volontà che forma la sua spiga, tanto alta, ma reale e non apparente, della vita palpitante ed operante nel nostro campo celeste....." Gesù
Questa vita, la mia vita e la tua, che è uscita da Dio e si ri-immette nella sua origine....
"..Ed oh! com’è bello vedere questa vita che si fa largo in mezzo ai numerosi affollamenti delle nostre felicità e gioie e vi getta il suo seme, il suo chicco di grano, immagine della sua volontà che forma la sua spiga, tanto alta, ma reale e non apparente, della vita palpitante ed operante nel nostro campo celeste....." Gesù
"...Oppure è bello vederla come pesciolino, simbolo pure della sua volontà, che come vita palpita, nuota nel nostro mare, vive e si nutre, si trastulla, fa mille scherzi e ricrea, il suo Creatore, non come gioia ma come vita, infatti c’è gran differenza tra le cose che ci possono dare le nostre gioie e quelle che ci può dare una vita..." Gesù
Si trastulla.... a chi piace una vita di trastulli? E ricrea il Padre Eterno....cioè uno scherza con l'Altissimo e si può giocare con l'Altissimo. Il don non si sarebbe mai azzardato a dire cose del genere se non avesse letto questi scritti e non si fosse affacciato a questo mondo. E' tanta roba. Trastullarsi, fare mille scherzi e se ci facciamo caso noi scherziamo.. tra di noi, in modo bello e divertente. Il segno che tra due persone ci sia un rapporto d'affetto è che ci siano scherzi belli e allo scherzo bisogna sempre starci.
"...Ecco perciò possiamo dire: «I nostri campi sono deserti, i nostri mari sono senza pesci,» perché manca la vita delle creature per riempirli, per poter dare e ricevere vita per vita, ma verrà il tempo in cui saranno pieni ed avremo il pieno contento e la grande gloria che in mezzo alle nostre folte gioie, ci saranno moltitudini di vite, che vivranno dentro questi campi e ci daranno vita per vita..." Gesù
Il don suggerisce di farci una passeggiatina in questi campi celesti.
"...Ora, tu devi sapere che questi nostri campi e mari sono a disposizione di quelli che vivono in terra e che vogliono far vita nella nostra Divina Volontà, non per quelli che vivono in Cielo, perché quelli non possono aggiungere neppure una virgola di più a quello che hanno fatto, questi sono le vite gaudenti nei nostri campi divini, non le vite operanti, si può dire di loro: «quello che è fatto è fatto.»...." Gesù
Questi campi divini non sono per i beati del Cielo che posseggono altri campi, queste sono delizie anticipate e meritorie - gli abitatori del Paradiso non hanno vita operante ma gaudente, quello che hanno fatto, hanno fatto, ma quelli che vivono in questi campi sono vite operanti e conquistatrici. Questo è quello che faceva la Madonna in continuazione.
"..Invece, sono le vite operanti e conquistatrici della terra che sospiriamo e vogliamo che mentre stanno in terra, entrino in questi nostri campi ed operino e facciano da conquistatrici in modo divino, molto più, che dacché l’uomo peccò, uscì da dentro la nostra Volontà e gli furono, con giustizia, chiuse le porte di questi nostri campi..." Gesù
La Madonna era anche una persona umana, che operava in continuazione e sorprendeva in continuazione l'Altissimo e lo faceva contento. Gli faceva strabuzzare gli occhi, al don sembra di aver percepito queste cose leggendo il libro del Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà.
"..Ora, vogliamo aprire queste nostre porte dopo tanti secoli, a chi vuole entrare, senza forzare, ma liberamente, per farci popolare questi nostri campi divini, per dare una nuova forma, un modo di vita tutto nuovo alla creatura e poter ricevere, non opere da essa, ma in ogni suo atto, vita formata nella stessa vita nostra...." Gesù
Si entra liberamente in questo mondo, non solo per fare degli atti di virtù ma qua c'è un modo di vita nuovo, inedito ed inaspettato.
"...Ecco perciò la causa del tanto mio dire sulla mia Volontà, la forza della mia parola creatrice le disporrà, darà loro il desiderio, muterà la volontà umana e, conoscendo che voglio aprire le porte, busseranno ed Io subito aprirò, affinché resti Io stesso appagato ed abbia il mio popolo fortunato, che mi darà in cambio della mia vita che ho dato per essi, la loro vita...." Gesù
Dio ci ha creato per renderci partecipi della sua felicità, Dio non ha bisogno di niente e di nessuno.
"...Molto più, che questi nostri campi e mari celesti faranno da madre alle anime fortunate che vogliano vivere in essi, le educheranno in modo divino, le nutriranno con cibi prelibati presi dalla mensa celeste e le cresceranno in modo nobile e santo tanto che in tutti i loro atti, passi e parole si vedrà a chiare note scritto: Sono simili al loro Creatore..." Gesù
Quanto è importante non abbassarsi mai a forme, stili o modi grezzi, grossolani o modi cafoni, non esite una cosa del genere per chi vive nel dv. Ritorna la somiglianza divina, io vedo quella creatura e dico - non come Gesù che dice che chi ha visto Lui ha visto il Padre - ma qualcosa del genere. Non nel senso forte del genere, qui ci sta una somiglianza ma vera.
"...Dio sentirà la melodia della sua voce nella loro parola, la potenza sua nelle loro opere, il suo dolce moto dei passi che fa verso tutti perché li vuole a sé, nei loro passi e, come rapito, dirà: «Chi è colui che mi somiglia? Chi sa imitare la mia voce dolce, armoniosa e forte da poter scuotere Cielo e terra? Chi ha tanta forza da rapirmi nelle sue opere per farmi operare insieme con lei? Chi è? Chi è? » Ah è chi vive nei nostri campi divini! E’ giusto che ci somigli in tutto, per quanto a creatura è possibile, è la figlia nostra e basta, permettiamo che ci imiti, che ci somigli, sarà la gloria nostra della nostra opera creatrice, la sospirata del suo Padre Celeste....." Gesù
E attenzione a come conclude Gesù:
"...Queste anime formeranno la nuova gerarchia nella patria celeste, dove c’è un posto riservato per loro, che a nessun altro è dato di occupare.» Gesù
Non ci sarà nessuno, neanche i più grandi santi strepitosi, non arrivano a questi livelli - non per quanto riguarda le virtù. Il don non sarà mai degno di nominare un Padre Pio o un Santo Curato d'Ars ed è così. E se dovessi vivere nella dv, va a succedere una cosa del genere ma non per me, ma tu ti immetti nel mondo di Dio standoci e non semplicemente obbendendo ai decreti come hanno fatto i grandi santi facendo anche atti di virtù in grado eroico. Non è che chi entra in questo mondo è un peccatore, perchè chi entra in questo mondo deve vivere le virtù e la nostra attenzione verso l'eroismo delle virtù è presupposta ma è qualcosa che va oltre. Queste informazioni sono però date per essere vissute e non per dire, finito l'ascolto o la lettura, buonanotta.
sabato 3 giugno 2023
Morire alla volontà umana per risorgere nella Divina
Gesù torna sulla differenza tra fare la Divina Volontà e vivere in essa. In che senso deve morire la nostra volontà umana per risorgere nella Divina. L'importanza dell'abbandono. Libro di Cielo, Volume 30, 14 Dicembre 1931, Giovedì 20 Ottobre 2022
14 Dicembre 1931 Chi fa la Divina Volontà viene portato fra le braccia della sua immensità. L’uomo cittadella di Dio. Differenza tra chi vive e chi fa la Divina Volontà..
Il brano è distinto in diverse parti.
"..Mentre mi consumo, risorgo a nuovo amore, a nuova luce, a nuova conoscenza, a nuova forza, a nuova unione con Gesù e con la sua Divina Volontà. Oh! felice resurrezione che tanto bene porta all’anima mia, mi sembra che la mia anima nella Divina Volontà stia sempre in atto di morire, per ricevere la vera vita e formare a poco a poco la resurrezione della mia volontà nella Sua..." Luisa
Percezione soggettiva di Luisa. Questo ci riporta all'ultima ora della Passione dove c'è uno scritto che commenta l'ora della Passione, la mia notte è finita, dove si spiega che la resurrezione del Signore era immagine di tutte le anime che scelgono di morire e di risorgere nella dv, e ci sono nel testo di oggi, ci sono due forme perchè questo accade: morire vuol dire non dar vita, il problema è ciò che dobbiamo far morire è la nostra volontà umana e non come facoltà, Nostro Signore ce l'ha data perchè noi la esercitiamo. Deve morire a quegli atti che sono espressioni di sè stessa: a quello che vuole lei contro la volontà di Dio (cioè il peccato) e a quegli atti che sono indipendenti dalla volontà di Dio, che non sono sempre peccato - magari si tratta di cose lecite ma che in quel momento non sono richieste e Dio non è contento che si facciano - sotto questo punto di vista per tendere a questa morte piena della nostra volontà umana occorre tendere alla perfezione e tendere alla mortificazione universale che di per sè è già tanta fatica. Ma per vivere nella dv è poco.
"..Ora per chi vive nel nostro Volere, i suoi atti vengono formati nel centro della sua vita, cioè nel nostro Essere Divino. Invece chi fa solo la nostra Volontà, fa anche il bene, ma non vive in Essa, i suoi atti vengono formati nei raggi che emana dal suo centro..." Gesù
E' sempre il solito discorso della trasformazione di questi atti, cosa di cui noi non sempre abbiamo consapevolezza, però qua Luisa percepiva qualcosa. Come altre volte abbiamo avuto modo di verificare, questa vita si percepisce dal senso di benessere profondo che porta all'anima, chi vive nella dv sta benissimo, chi vive nel peccato sta malissimo. Chi fa la dv non è detto che stia benissimo perchè potrebbe farlo - pensiamo a noi stessi o a chi conosciamo - perchè potrebbe fare quelle cose per forza, nel senso che a lui piacerebbe fare questa cosa ma so che a Dio piace un'altra cosa e pazienza, e facciamo quello che Dio vuole in una maniera che facendola in questo modo non si percepisce a fondo il beneficio che deriva da questa scelta perchè in questo caso la volontà umana non è del tutto morta: se potessi farei quello ma non posso - sono dinamiche delicate - quando Gesù parla di dare vita alla dv e dare morte all'umana volontà - la volontà umana non è morta quando dico: io vorrei fare questa cosa qua ma la vorrei fare con tutto me stesso ma Dio non vuole e quindi pazienza. Fare una cosa in questo modo non ti dà un senso di felicità e benessere perchè ti stai dando una sorta di mutilazione, per carità in tante circostanze questo è sommamente meritorio - se io vivo nella dv la mia umana volontà muore, non è un semplicemente adeguarsi controvoglia ma è: questo Dio vuole? Subito. Nella consapevolezza che se Dio vuole una cosa, non è possibile che da questa possa scaturire niente di male. Non è che io mi tengo la mia volontà umana perchè così un giorno magari riesco a fare le cose come mi pare. Non è escluso, a volte il Signore fa così, molte cose dipendono dal fattore tempo, nella nostra esistenza è determinante - una cosa che Dio non vuole che tu faccia o che stai facendo, potrebbe in un secondo tempo cambiare le cose. Esempio sciocco: il don è prete, Dio vuole che il don celebri la Messa? Sì, ma Dio vuole che lui celebri la Messa dall'8 maggio 2004 perchè da prima Dio voleva che il don celebrasse la messa ma non subito, non era ancora stato ordinato prete e quindi valeva la stessa cosa per gli sposi: il tempo dell'intimità coniugale e il tempo di andare a vivere assieme non è il tempo del fidanzamento, la stessa cosa - fatta in circostanze diverse - è peccato mortale fatta prima del matrimonio e cosa buona e gradita la Signore se fatta dopo il matrimonio. Una persona che vive nella dv non sta per tutto il tempo del fidanzamento a pensare quanto sarebbe bello stare con l'anima gemella e però dice non si può e sta frustrata. No. Quindi questa cosa la affida serenamente al Signore e non pensa magari se non fosse peccato ecc... nel tempo del fidanzamento la dv ti mette davanti ad altre cose belle da cui attingere la vita, se tu stai a pensare a quello che non puoi fare tu non attingi la vita e ti perdi tante cose belle che il Signore ti ha messo davanti perchè stai a pensare a ciò che vuoi fare tu. Ad una coppia che arriva vergine al matrimonio bisogna fargli un monumento, ma c'è modo e modo di arrivarci vergini - ora questo è un'esempio - // e questo vale sempre: io posso fare una cosa che capisco che Dio vuole in modo volenterissimo capendo che quella cosa per me è la cosa migliore o posso farla obtorto collo. E di questo il don ne è più che testimone. E spesso la dv passa attraverso eventi ingiusti, anche la condanna di Gesù eppure....eppure cosa stava pensando Gesù in quei momenti? Che bello sarebbe, Padre Mio, se in questo momento stessi su un bel trono, come sarebbe bello se tutte le persone fossero buone, ecc... no. Se si leggono le ore della Passione stava facendo atti su atti di riparazione, abbracciava la croce (ora 18°) e amava le pene e se uno ci pensa a come è arrivato Gesù a quell'ora uno si chiede: ma che cosa avranno pensato gli altri? Vogliamo parlare delle cose che dice? Gesù in croce era felice, non guardava alle pene ma guardava al fatto che si stava compiendo la Volontà del Padre, era quella la sua mira. La pienezza della felicità in croce ma tutti quanti fuggono la croce perchè non la sanno vivere nella dv, il massimo che succede è che si rassegnano. Il cattivo ladrone è l'immagine di quelli che si ribellano, il buon ladrone è l'immagine di coloro che dicono: pazienza, me la sono pure meritato. Chi vive nella dv punta all'esempio di Gesù e di Maria. Quando si vive nella dv... quando Gesù rievoca lo stato in cui stava Adamo prima del peccato originale:
"....ma molte opere nuove, scienze per poter iniziare cose nuove, anche per fare onore a Colui che abitava dentro di lui e che, trattenendosi con lui in famigliare conversazione, gli insegnava tante belle cose, da fare e da dire...." Gesù
Quando si ha questa profonda e santa intimità che poi genera questa familiare conversazione e dolcemente nel cuore, nel modo in cui Gesù ci parla, magari componendo i nostri pensieri e dandoci delle dritte che ci portano gioia e questo vuol dire che Gesù ci sta parlando. Ma quante cose belle ci potrebbe dire Gesù? Tutto sta se raggiungiamo questo abbandono nel volere divino. Questi sono tutti quanti processi interiori, la gente che fa difficoltà a capire questi scritti ed a viverli (così pure per il Trattato della Vera Devozione). Spesso il don si sente chiedere come si fa a vivere nella dv e lui risponde che non è un processo automatico dall'oggi al domani, prima ci si informa, si fa la scelta e si sceglie l'opzione santità, si iniziano a fare gli atti, a praticare le virtù, conformandosi alla legge di Dio sempre di più, atto preventivo, atti, giri, ore delle Passioni ecc.. e poi questo grande step, questo continuo crescere che ti porta a questo stato di perfezione. Il don ricorda che Gesù spiega che questa cosa è una cosa graduale, percorso, non è una cosa che parte dall'oggi al domani e che è composto da un lavoro continuo e perpetuo. Un giorno si conoscono momento clou e altri giorni sembrano esserci delle battute d'arresto.....(pochi atti, tante imperfezioni ecc...) c'è un gioco tra Dio e la creatura ed è anche vero che ci sono anche dei tempi - quando arriverà per me il grado di maturazione piena? Non lo sappiamo. Come mai uno ci mette di meno e uno di più? Come mai uno capisce di più e uno di meno? Ci sono tante domande alle quale risposte non ci sono. E che facciamo? Bisogna avere pazienza e cercare di fare al meglio quel poco che è alla tua portata e fissandoti sulle cose sicure, certe e lavora su quelle per crescere non farti troppe domande alle quali qua non ci sono risposte. In una catechesi di Tenera Amata c'è un passaggio fondamentale: Dio ordinariamente dice alla creatura ciò che è necessario, perchè vuole che la creatura sulla base del poco ci metta del suo perchè altrimenti non meriteremmo e poi qualche volta ci dà qualche dritta. Ma attenzione: se ce la dà Lui la prendiamo ma se non ce la dà Lui non la dobbiamo neanche chiederla. Perchè se non ce la dà vuol dire che non è bene per noi averla e quindi andiamo avanti. Tutte queste cose sono cose spirituali. Il tuo rapporto con Dio è spirituale, quanto ti stai raccappezzando su cosa Dio voglia da te? Il don non ce lo può dire e non può darci una ricetta precisa. Certo, ci sono delle indicazioni generali:Se uno fa una vita molto dissipata te lo scordi che entri in contatto con Dio, se non dedichi dei tempi per stare in contatto con Dio non accadrà nulla. E poi dentro questo si lavora, opera e si cresce come possiamo. Staimo sempre bene e tendiamo a questo abbandono e allo spostamento del baricentro della nostra volontà a quella divina: non fare le cose per forza, ma una volta capito che non è aria, rinunciare completamente alla mia e con gioia nella certezza che tutto ciò che Dio dispone è sempre il meglio fosse anche la croce più grande di questo mondo. Ci aiuti la meditazione ed assidua delle Ore della Passione dove Gesù, nostro Maestro, ci spiega queste cose.
14 Dicembre 1931 Chi fa la Divina Volontà viene portato fra le braccia della sua immensità. L’uomo cittadella di Dio. Differenza tra chi vive e chi fa la Divina Volontà..
Il brano è distinto in diverse parti.
"..Mentre mi consumo, risorgo a nuovo amore, a nuova luce, a nuova conoscenza, a nuova forza, a nuova unione con Gesù e con la sua Divina Volontà. Oh! felice resurrezione che tanto bene porta all’anima mia, mi sembra che la mia anima nella Divina Volontà stia sempre in atto di morire, per ricevere la vera vita e formare a poco a poco la resurrezione della mia volontà nella Sua..." Luisa
Percezione soggettiva di Luisa. Questo ci riporta all'ultima ora della Passione dove c'è uno scritto che commenta l'ora della Passione, la mia notte è finita, dove si spiega che la resurrezione del Signore era immagine di tutte le anime che scelgono di morire e di risorgere nella dv, e ci sono nel testo di oggi, ci sono due forme perchè questo accade: morire vuol dire non dar vita, il problema è ciò che dobbiamo far morire è la nostra volontà umana e non come facoltà, Nostro Signore ce l'ha data perchè noi la esercitiamo. Deve morire a quegli atti che sono espressioni di sè stessa: a quello che vuole lei contro la volontà di Dio (cioè il peccato) e a quegli atti che sono indipendenti dalla volontà di Dio, che non sono sempre peccato - magari si tratta di cose lecite ma che in quel momento non sono richieste e Dio non è contento che si facciano - sotto questo punto di vista per tendere a questa morte piena della nostra volontà umana occorre tendere alla perfezione e tendere alla mortificazione universale che di per sè è già tanta fatica. Ma per vivere nella dv è poco.
"..Ora per chi vive nel nostro Volere, i suoi atti vengono formati nel centro della sua vita, cioè nel nostro Essere Divino. Invece chi fa solo la nostra Volontà, fa anche il bene, ma non vive in Essa, i suoi atti vengono formati nei raggi che emana dal suo centro..." Gesù
E' sempre il solito discorso della trasformazione di questi atti, cosa di cui noi non sempre abbiamo consapevolezza, però qua Luisa percepiva qualcosa. Come altre volte abbiamo avuto modo di verificare, questa vita si percepisce dal senso di benessere profondo che porta all'anima, chi vive nella dv sta benissimo, chi vive nel peccato sta malissimo. Chi fa la dv non è detto che stia benissimo perchè potrebbe farlo - pensiamo a noi stessi o a chi conosciamo - perchè potrebbe fare quelle cose per forza, nel senso che a lui piacerebbe fare questa cosa ma so che a Dio piace un'altra cosa e pazienza, e facciamo quello che Dio vuole in una maniera che facendola in questo modo non si percepisce a fondo il beneficio che deriva da questa scelta perchè in questo caso la volontà umana non è del tutto morta: se potessi farei quello ma non posso - sono dinamiche delicate - quando Gesù parla di dare vita alla dv e dare morte all'umana volontà - la volontà umana non è morta quando dico: io vorrei fare questa cosa qua ma la vorrei fare con tutto me stesso ma Dio non vuole e quindi pazienza. Fare una cosa in questo modo non ti dà un senso di felicità e benessere perchè ti stai dando una sorta di mutilazione, per carità in tante circostanze questo è sommamente meritorio - se io vivo nella dv la mia umana volontà muore, non è un semplicemente adeguarsi controvoglia ma è: questo Dio vuole? Subito. Nella consapevolezza che se Dio vuole una cosa, non è possibile che da questa possa scaturire niente di male. Non è che io mi tengo la mia volontà umana perchè così un giorno magari riesco a fare le cose come mi pare. Non è escluso, a volte il Signore fa così, molte cose dipendono dal fattore tempo, nella nostra esistenza è determinante - una cosa che Dio non vuole che tu faccia o che stai facendo, potrebbe in un secondo tempo cambiare le cose. Esempio sciocco: il don è prete, Dio vuole che il don celebri la Messa? Sì, ma Dio vuole che lui celebri la Messa dall'8 maggio 2004 perchè da prima Dio voleva che il don celebrasse la messa ma non subito, non era ancora stato ordinato prete e quindi valeva la stessa cosa per gli sposi: il tempo dell'intimità coniugale e il tempo di andare a vivere assieme non è il tempo del fidanzamento, la stessa cosa - fatta in circostanze diverse - è peccato mortale fatta prima del matrimonio e cosa buona e gradita la Signore se fatta dopo il matrimonio. Una persona che vive nella dv non sta per tutto il tempo del fidanzamento a pensare quanto sarebbe bello stare con l'anima gemella e però dice non si può e sta frustrata. No. Quindi questa cosa la affida serenamente al Signore e non pensa magari se non fosse peccato ecc... nel tempo del fidanzamento la dv ti mette davanti ad altre cose belle da cui attingere la vita, se tu stai a pensare a quello che non puoi fare tu non attingi la vita e ti perdi tante cose belle che il Signore ti ha messo davanti perchè stai a pensare a ciò che vuoi fare tu. Ad una coppia che arriva vergine al matrimonio bisogna fargli un monumento, ma c'è modo e modo di arrivarci vergini - ora questo è un'esempio - // e questo vale sempre: io posso fare una cosa che capisco che Dio vuole in modo volenterissimo capendo che quella cosa per me è la cosa migliore o posso farla obtorto collo. E di questo il don ne è più che testimone. E spesso la dv passa attraverso eventi ingiusti, anche la condanna di Gesù eppure....eppure cosa stava pensando Gesù in quei momenti? Che bello sarebbe, Padre Mio, se in questo momento stessi su un bel trono, come sarebbe bello se tutte le persone fossero buone, ecc... no. Se si leggono le ore della Passione stava facendo atti su atti di riparazione, abbracciava la croce (ora 18°) e amava le pene e se uno ci pensa a come è arrivato Gesù a quell'ora uno si chiede: ma che cosa avranno pensato gli altri? Vogliamo parlare delle cose che dice? Gesù in croce era felice, non guardava alle pene ma guardava al fatto che si stava compiendo la Volontà del Padre, era quella la sua mira. La pienezza della felicità in croce ma tutti quanti fuggono la croce perchè non la sanno vivere nella dv, il massimo che succede è che si rassegnano. Il cattivo ladrone è l'immagine di quelli che si ribellano, il buon ladrone è l'immagine di coloro che dicono: pazienza, me la sono pure meritato. Chi vive nella dv punta all'esempio di Gesù e di Maria. Quando si vive nella dv... quando Gesù rievoca lo stato in cui stava Adamo prima del peccato originale:
"....ma molte opere nuove, scienze per poter iniziare cose nuove, anche per fare onore a Colui che abitava dentro di lui e che, trattenendosi con lui in famigliare conversazione, gli insegnava tante belle cose, da fare e da dire...." Gesù
Quando si ha questa profonda e santa intimità che poi genera questa familiare conversazione e dolcemente nel cuore, nel modo in cui Gesù ci parla, magari componendo i nostri pensieri e dandoci delle dritte che ci portano gioia e questo vuol dire che Gesù ci sta parlando. Ma quante cose belle ci potrebbe dire Gesù? Tutto sta se raggiungiamo questo abbandono nel volere divino. Questi sono tutti quanti processi interiori, la gente che fa difficoltà a capire questi scritti ed a viverli (così pure per il Trattato della Vera Devozione). Spesso il don si sente chiedere come si fa a vivere nella dv e lui risponde che non è un processo automatico dall'oggi al domani, prima ci si informa, si fa la scelta e si sceglie l'opzione santità, si iniziano a fare gli atti, a praticare le virtù, conformandosi alla legge di Dio sempre di più, atto preventivo, atti, giri, ore delle Passioni ecc.. e poi questo grande step, questo continuo crescere che ti porta a questo stato di perfezione. Il don ricorda che Gesù spiega che questa cosa è una cosa graduale, percorso, non è una cosa che parte dall'oggi al domani e che è composto da un lavoro continuo e perpetuo. Un giorno si conoscono momento clou e altri giorni sembrano esserci delle battute d'arresto.....(pochi atti, tante imperfezioni ecc...) c'è un gioco tra Dio e la creatura ed è anche vero che ci sono anche dei tempi - quando arriverà per me il grado di maturazione piena? Non lo sappiamo. Come mai uno ci mette di meno e uno di più? Come mai uno capisce di più e uno di meno? Ci sono tante domande alle quale risposte non ci sono. E che facciamo? Bisogna avere pazienza e cercare di fare al meglio quel poco che è alla tua portata e fissandoti sulle cose sicure, certe e lavora su quelle per crescere non farti troppe domande alle quali qua non ci sono risposte. In una catechesi di Tenera Amata c'è un passaggio fondamentale: Dio ordinariamente dice alla creatura ciò che è necessario, perchè vuole che la creatura sulla base del poco ci metta del suo perchè altrimenti non meriteremmo e poi qualche volta ci dà qualche dritta. Ma attenzione: se ce la dà Lui la prendiamo ma se non ce la dà Lui non la dobbiamo neanche chiederla. Perchè se non ce la dà vuol dire che non è bene per noi averla e quindi andiamo avanti. Tutte queste cose sono cose spirituali. Il tuo rapporto con Dio è spirituale, quanto ti stai raccappezzando su cosa Dio voglia da te? Il don non ce lo può dire e non può darci una ricetta precisa. Certo, ci sono delle indicazioni generali:Se uno fa una vita molto dissipata te lo scordi che entri in contatto con Dio, se non dedichi dei tempi per stare in contatto con Dio non accadrà nulla. E poi dentro questo si lavora, opera e si cresce come possiamo. Staimo sempre bene e tendiamo a questo abbandono e allo spostamento del baricentro della nostra volontà a quella divina: non fare le cose per forza, ma una volta capito che non è aria, rinunciare completamente alla mia e con gioia nella certezza che tutto ciò che Dio dispone è sempre il meglio fosse anche la croce più grande di questo mondo. Ci aiuti la meditazione ed assidua delle Ore della Passione dove Gesù, nostro Maestro, ci spiega queste cose.
venerdì 2 giugno 2023
Il ruolo della Madonna nella vita nel Divin Volere
Lezione di Gesù, in occasione della festa dell'Immacolata, su quanto la Madonna e la sua azione sia decisiva nella vita della Divina Volontà. Palesi ed evidenti punti di contatto con quanto insegnò san Luigi M. Montfort riguardo la consacrazione "Totus tuus". Libro di Cielo, Volume 30, 8 Dicembre 1931, Mercoledì 19 Ottobre 2022
8 Dicembre 1931 La Regina del Cielo ritiratrice degli atti buoni delle creature nei suoi mari di grazie. L’immutabilità di Dio e la mutabilità della creatura.
Questo brano fa comprendere come e quanto la consacrazione, a consacrazione "Totus tuus" e una vita mariana sia parte essenziale della vita nella dv. Il brano che abbiamo ascoltato oggi è un pezzo magistrale che comprendere bene questa cosa. Iniziamo dal prologo anche se esce un pò dal tema fondamentale, ma c'è una cosa che più lo ricordiamo meglio è.
Seguo il mio abbandono nel Fiat Divino, le sue dolci catene mi stringono tanto, ma non per togliermi la libertà, no, no, ma per rendermi più libera nei campi divini e per tenermi difesa da tutti e da tutto, sicché io mi sento più sicura incatenata dalla Divina Volontà...." Luisa
Chi ha fatto questa consacrazione (Totus Tuus) sa che come segno esteriore deve indossare una catena, può essere una cosa reale o un braccialetto o catenina che per quanto è possibile assomigli ad una catena. Perchè uno si incatena e diventa schiavo d'amore della Madonna, un tempo gli schiavi andavano in giro in catene e avevano una palla al piede. Ma se uno è incatenato non è più libero ma qua è diverso. Ci sono molti che non hanno la catena al collo o al polso, perchè non hanno fatto la consacrazione Totus Tuus, ma sono incatenati dai lacci dei peccati e delle passioni e quelle ci tolgono la libertà non quelle divine. Quelle divine ci vincolano a Colui e Colei che sono gli esseri liberi per antonomasia e quindi ci rendono liberi e ci insegnano ad usare bene la libertà, bene preziosissimo, e tante volte il don ha detto che se possiamo essere sicuri di una cosa è che Dio non violenterà mai la libertà di una creatura ragionevole. Di Dio sappiamo poche cose certe, salvo le cose che sappiamo con certezza dalla Rivelazione Pubblica dobbiamo essere molto cauti. Al don scrivono o raccontano delle cose che fanno esclamare al don: beati questi confratelli che hanno il filo diretto con l'Altissimo, io non ce l'ho. Lui (il don) non si sogna lontanamente di dire: Dio pensa questo (con certezza) o Dio mi dice questo. Avranno dei doni particolari. Non sarà mai toccata la tua libertà, al 100% e il prezzo estremo del rispetto della libertà della persona è la dannazione. Dio fa di tutto per evitare la dannazione della persona, ma lo fa sollecitando sempre la sua risposta libera alle chiamate dell'Altissimo e se questa risposta non c'è - alla fine della tua vita - vai nel luogo che tu stesso ti sei scelto indirettamente continuando a dire di no al Signore fino alla fine. E questa è una promessa fondamentale. Le catene che ci vincolano alla Madonna sono catene di schiavitù d'amore. Se rimaremo fedeli alla parola di Gesù la Verità ci farà liberi - dice Gesù- quindi io diventerò tanto più libero quanto più smetterò di esercitare la mia libertà a vanvera come fanno i peccatori e rinuncio a fare quello che mi pare, per imparare l'esercizio perfetto della libertà - che non è dannoso ed è santificante per chi lo compie. Questo è il background per la lettura del brano di oggi. Cosa afferma Gesù oggi? Una cosa abbastanza scontata.
«Figlia mia, la nostra Mamma Celeste ha il primato su tutti gli atti buoni delle creature. Essa, come Regina, ha il mandato ed il diritto di fare la ritirata di tutti i loro atti negli atti suoi. E’ tanto il suo amore di Regina e di Madre, che come la creatura si dispone a formare il suo atto d’amore, così dall’altezza del suo trono fa scendere un raggio del suo amore, investe e circonda il loro atto d’amore per mettervi del suo come primo amore e come viene formato, così lo fa risalire nel suo stesso raggio d’amore nella sorgente del suo amore e dice al suo Creatore: «Maestà adorabile, nel mio amore che sempre sorge per Te, vi è l’amore dei figli miei fuso nel mio, che Io, con diritto di Regina, ho ritirato nel mio mare d’amore, affinché Tu possa trovare, nel mio, l’amore di tutte le creature....." Gesù
Gesù dice che se si inizia a vivere nella dv, alcuni effetti mariani tipici della consacrazione Totus Tuus accadono comunque. Significa che tu fai un'atto buono (la ritiratrice degli atti buoni), se lo prende la Madonna prima per unirlo ai suoi perchè siano graditi al Signore e perchè quegli atti devono essere purificati. Tutto passa attraverso il raggio della Madonna.
"..Mamma Celeste che ripete: «Maestà Santissima, la mia adorazione si stende in tutte le adorazioni delle creature, la mia preghiera prega nella preghiera di esse, ripara con le loro riparazioni e come Madre, i miei dolori investono e circondano le loro pene, non mi sentirò Regina se non corro e metto il mio atto primo su tutti i loro atti, né gusterò le dolcezze di Madre se non corro per circondare, aiutare, supplire, abbellire, fortificare tutti gli atti delle creature e così poter dire: «Gli atti dei figli miei sono uno con i miei, li tengo in mio potere presso Dio per difenderli, aiutarli e come pegno sicuro che mi raggiungeranno in Cielo.» qua parla la Madonna
I nostri atti, anche quelli fatti nella dv, in forza di unione con la dv diventano infiniti, eterni ed immensi ma in quanto sgorgati da noi creature imperfette non saranno perfettissimi..in quanto fuoriuscenti dalla nostra natura saranno inquinati ed imperfetti, e quindi indegni di Dio perchè ama le cose perfettissime e purissime ecc... quindi da soli non saremo in grado di dargli qualcosa di bello. Neanche i più grandi santi possono fare una cosa del genere ma la Madonna può fare. Solo la Madonna ha atti purissimi, perfettissimi, santissimi ecc... solo Lei li possiede. Non c'è nulla da fare.
"..Quindi, figlia mia, tu non sei mai sola negli atti tuoi, hai la Mamma Celeste insieme con te, che non solo ti circonda, ma con la luce delle sue virtù alimenta l’atto tuo per dargli la vita, perché tu devi sapere che la Sovrana Regina, fin dal suo Immacolato Concepimento, fu la prima e sola creatura che formò l’anello di congiunzione tra il Creatore e la creatura, spezzato da Adamo.Lei accettò il divin mandato di vincolare Dio e gli uomini e li vincolò coi suoi primi atti di fedeltà, di sacrificio, di eroismo, di far morire la sua volontà in ogni suo atto, non una volta, ma sempre, per far rivivere quella di Dio....." Gesù
E allora succede (dice Gesù a Luisa), quando si entra in questo mondo, nel regno della dv c'è la principessa - qua Gesù sembra voler dire (non si sa se Luisa ha fatto la consacrazione Totus Tuus) che alcune cose succedono lo stesso perchè altrimenti il Signore non prende i nostri atti.
"..Quindi, tu devi essere convinta che intorno alla tua pazienza c’è la pazienza della Mamma Regina, che circonda, sostiene ed alimenta la tua intorno alle tue pene; ti circondano i suoi dolori che sostengono ed alimentano, come olio balsamico, la durezza delle tue pene, insomma, tutto. Lei è la Regina faccendiera che non sa stare in ozio sul suo trono di gloria, ma scende, corre come Madre negli atti e nei bisogni dei figli suoi..." Gesù
Ecco perchè la consacrazione Totus Tuus è così importante, i nostri atti hanno due problemi: sono atti umani e quindi limitati e possono dare a Dio - anche quando sono buoni - una gloria limitata e sono atti strutturalmente imperfetti e su queste cose non ci possiamo fare nulla. Se potessimo contare le imperfezioni che commettiamo dal mattino alla sera, se avesse i capelli, gli si drizzerebbero tutti. Il santo offertorio della Messa antica, mette in bocca al sacerdote: accetta Onnipotente Dio questa Immacolata Ostia che io indegno tuo servo ti offro per gli innuemerevoli peccati, offese e negligenze mie e di tutte le persone presenti. La liturgia della Chiesa bimillenaria, sono state recitate per centinaia di anni da un sacco di gente santi.... Magari questa messa l'ha celebrata Padre Pio, ma Padre Pio diceva le bugie? Non vale anche per lui queste cose? Certo, ma molto meno per lui, ma abbiamo un problema strutturale, siamo materia inquinata e siamo in questa terra come luogo d'interdizione. Quando il don finirà le catechesi su Tenera Amata, c'è un abisso nelle condizioni in cui ci troviamo e quello dello stato d'origine e che vivremo in Cielo. Dio stesso vuole che ci siano una marea di interdizioni per come stiamo ridotti adesso perchè altrimenti non è possibile fare altrimenti.
Chi ci salva da questa situazione? La dv può rendere i nostri atti da finiti ad infiniti, ma chi li raccoglie e li purifica ed abbellisce? Lo fa la Madonna in continuazione. Dio volge lo sguardo sulle cose che sono degne di Lui, non può voltare lo sguardo su un'atto della creatura che è imperfetto. In Paradiso c'è la perfezione assoluta - se una persona ha un'imperfezione involontaria non entra (e questo smonta gli attestati di canonizzazione che si sentono ad ogni funerale). E quindi che facciamo? Ci pensa la Madonna, e meno male. Perchè altrimenti non c'è nessuna speranza. Capiamo quanto dobbiamo essere grati alla Madonna. Tantissimo.
L'Immacolata Concezione è strumentale per la nascita del Verbo ma ci voleva la vita nella dv in sè perchè Gesù non sarebbe sceso se non trovava la dv e conclude (Gesù) con un panegirico della dv:
"..Onde continuavo il mio solito giro nelle cose create, per seguire ciò che aveva fatto la Divina Volontà in essa ed oh come mi sembrava bella ed incantevole! Ogniqualvolta giro in essa trovo le sorprese che mi rapiscono, novità che prima non avevo capito, l’antico ed il nuovo amore di Dio che mai si muta..." Gesù
E questo lo capisce chi ci vive: non passa il santo giorno in cui senza accada nulla di nuovo, semplicemente riconsiderando quello che è già presente si scoprono cose nuove. E questo bisogna viverlo. Cose belle. Le stesse cose che contempliamo ogni giorno, a partire dalle nostre membra e del nostro corpo a quello che ci sta intorno (animale, piante, fiori, persone, situazioni, ecc...) si trovano sorprese che rapiscono: e ti viene da dire da esclamare nel cuore un moto di gioia e ringraziamento al Signore e queste cose non finiscono mai perchè la nostra conoscenza è imperfetta. La scienza è sempre in continuo progresso, il mondo della Creazione è infinito, adesso pensiamo di essere super professori ma tra 1000 anni (esempio) ne saprà di più, perchè facendo tesoro del bagaglio precedente si vedranno le cose in maniera diversa. E lo stesso accade con noi, quanto più andiamo avanti quanta più esperienza accumuliamo. E' così e questo produce un grandissimo diletto perchè sono opere divine nelle quali si scopre l'equilibrio.
«Mia piccola figlia del mio Volere, come son belle le opere nostre, non e vero? Tutto è sodezza, equilibrio perfetto, immutabilità che non è soggetta a cambiarsi, né può mutarsi. Vedi, dunque, tutta la Creazione dice e rivela il nostro Essere Divino, la nostra sodezza nelle opere nostre, il nostro equilibrio è universale in tutte le cose e per quante cose piacevoli e dispiacevoli possono succedere, l’immutabilità nostra sta sempre al suo posto d’onore. Nulla abbiamo cambiato da come fu creata e se la creatura vede e sente tanti molteplici cambiamenti, è lei che cambia, muta ad ogni circostanza e siccome è dentro e fuori di lei il cambiarsi, sente come se le opere nostre cambiano per lei, sono i suoi cambiamenti che la circondano che hanno forza di allontanarla dalla nostra immutabilità. Tutto è continuato ed equilibrato in Noi...." Gesù
Quando uno vive strutturato e situato in questa realtà, il divenire legato alla vita umana, compreso anche il carico di vicissitudini avverse di ogni genere, le vive e le toccano ma non lo turbano perchè in fondo tu stai a contatto con l'immutabilità di Dio che non si smuove per nulla. Anche san Luigi M. Montfort diceva - parlando degli apostoli degli ultimi tempi - diceva che questi non si mettono in pena per nulla, predicano tranquillamente e non si mettono in pena per nulla. Perchè sono scemi o non le vedono? No, ma le vedono dalla parte di Dio e non gli fanno nè caldo nè freddo, perchè sono cose destinate a durare poco e a non intaccare la solidità dei disegni di Dio e molte situazioni avverse paraddossalmente concorrono ai divini disegni.
8 Dicembre 1931 La Regina del Cielo ritiratrice degli atti buoni delle creature nei suoi mari di grazie. L’immutabilità di Dio e la mutabilità della creatura.
Questo brano fa comprendere come e quanto la consacrazione, a consacrazione "Totus tuus" e una vita mariana sia parte essenziale della vita nella dv. Il brano che abbiamo ascoltato oggi è un pezzo magistrale che comprendere bene questa cosa. Iniziamo dal prologo anche se esce un pò dal tema fondamentale, ma c'è una cosa che più lo ricordiamo meglio è.
Seguo il mio abbandono nel Fiat Divino, le sue dolci catene mi stringono tanto, ma non per togliermi la libertà, no, no, ma per rendermi più libera nei campi divini e per tenermi difesa da tutti e da tutto, sicché io mi sento più sicura incatenata dalla Divina Volontà...." Luisa
Chi ha fatto questa consacrazione (Totus Tuus) sa che come segno esteriore deve indossare una catena, può essere una cosa reale o un braccialetto o catenina che per quanto è possibile assomigli ad una catena. Perchè uno si incatena e diventa schiavo d'amore della Madonna, un tempo gli schiavi andavano in giro in catene e avevano una palla al piede. Ma se uno è incatenato non è più libero ma qua è diverso. Ci sono molti che non hanno la catena al collo o al polso, perchè non hanno fatto la consacrazione Totus Tuus, ma sono incatenati dai lacci dei peccati e delle passioni e quelle ci tolgono la libertà non quelle divine. Quelle divine ci vincolano a Colui e Colei che sono gli esseri liberi per antonomasia e quindi ci rendono liberi e ci insegnano ad usare bene la libertà, bene preziosissimo, e tante volte il don ha detto che se possiamo essere sicuri di una cosa è che Dio non violenterà mai la libertà di una creatura ragionevole. Di Dio sappiamo poche cose certe, salvo le cose che sappiamo con certezza dalla Rivelazione Pubblica dobbiamo essere molto cauti. Al don scrivono o raccontano delle cose che fanno esclamare al don: beati questi confratelli che hanno il filo diretto con l'Altissimo, io non ce l'ho. Lui (il don) non si sogna lontanamente di dire: Dio pensa questo (con certezza) o Dio mi dice questo. Avranno dei doni particolari. Non sarà mai toccata la tua libertà, al 100% e il prezzo estremo del rispetto della libertà della persona è la dannazione. Dio fa di tutto per evitare la dannazione della persona, ma lo fa sollecitando sempre la sua risposta libera alle chiamate dell'Altissimo e se questa risposta non c'è - alla fine della tua vita - vai nel luogo che tu stesso ti sei scelto indirettamente continuando a dire di no al Signore fino alla fine. E questa è una promessa fondamentale. Le catene che ci vincolano alla Madonna sono catene di schiavitù d'amore. Se rimaremo fedeli alla parola di Gesù la Verità ci farà liberi - dice Gesù- quindi io diventerò tanto più libero quanto più smetterò di esercitare la mia libertà a vanvera come fanno i peccatori e rinuncio a fare quello che mi pare, per imparare l'esercizio perfetto della libertà - che non è dannoso ed è santificante per chi lo compie. Questo è il background per la lettura del brano di oggi. Cosa afferma Gesù oggi? Una cosa abbastanza scontata.
«Figlia mia, la nostra Mamma Celeste ha il primato su tutti gli atti buoni delle creature. Essa, come Regina, ha il mandato ed il diritto di fare la ritirata di tutti i loro atti negli atti suoi. E’ tanto il suo amore di Regina e di Madre, che come la creatura si dispone a formare il suo atto d’amore, così dall’altezza del suo trono fa scendere un raggio del suo amore, investe e circonda il loro atto d’amore per mettervi del suo come primo amore e come viene formato, così lo fa risalire nel suo stesso raggio d’amore nella sorgente del suo amore e dice al suo Creatore: «Maestà adorabile, nel mio amore che sempre sorge per Te, vi è l’amore dei figli miei fuso nel mio, che Io, con diritto di Regina, ho ritirato nel mio mare d’amore, affinché Tu possa trovare, nel mio, l’amore di tutte le creature....." Gesù
Gesù dice che se si inizia a vivere nella dv, alcuni effetti mariani tipici della consacrazione Totus Tuus accadono comunque. Significa che tu fai un'atto buono (la ritiratrice degli atti buoni), se lo prende la Madonna prima per unirlo ai suoi perchè siano graditi al Signore e perchè quegli atti devono essere purificati. Tutto passa attraverso il raggio della Madonna.
"..Mamma Celeste che ripete: «Maestà Santissima, la mia adorazione si stende in tutte le adorazioni delle creature, la mia preghiera prega nella preghiera di esse, ripara con le loro riparazioni e come Madre, i miei dolori investono e circondano le loro pene, non mi sentirò Regina se non corro e metto il mio atto primo su tutti i loro atti, né gusterò le dolcezze di Madre se non corro per circondare, aiutare, supplire, abbellire, fortificare tutti gli atti delle creature e così poter dire: «Gli atti dei figli miei sono uno con i miei, li tengo in mio potere presso Dio per difenderli, aiutarli e come pegno sicuro che mi raggiungeranno in Cielo.» qua parla la Madonna
I nostri atti, anche quelli fatti nella dv, in forza di unione con la dv diventano infiniti, eterni ed immensi ma in quanto sgorgati da noi creature imperfette non saranno perfettissimi..in quanto fuoriuscenti dalla nostra natura saranno inquinati ed imperfetti, e quindi indegni di Dio perchè ama le cose perfettissime e purissime ecc... quindi da soli non saremo in grado di dargli qualcosa di bello. Neanche i più grandi santi possono fare una cosa del genere ma la Madonna può fare. Solo la Madonna ha atti purissimi, perfettissimi, santissimi ecc... solo Lei li possiede. Non c'è nulla da fare.
"..Quindi, figlia mia, tu non sei mai sola negli atti tuoi, hai la Mamma Celeste insieme con te, che non solo ti circonda, ma con la luce delle sue virtù alimenta l’atto tuo per dargli la vita, perché tu devi sapere che la Sovrana Regina, fin dal suo Immacolato Concepimento, fu la prima e sola creatura che formò l’anello di congiunzione tra il Creatore e la creatura, spezzato da Adamo.Lei accettò il divin mandato di vincolare Dio e gli uomini e li vincolò coi suoi primi atti di fedeltà, di sacrificio, di eroismo, di far morire la sua volontà in ogni suo atto, non una volta, ma sempre, per far rivivere quella di Dio....." Gesù
E allora succede (dice Gesù a Luisa), quando si entra in questo mondo, nel regno della dv c'è la principessa - qua Gesù sembra voler dire (non si sa se Luisa ha fatto la consacrazione Totus Tuus) che alcune cose succedono lo stesso perchè altrimenti il Signore non prende i nostri atti.
"..Quindi, tu devi essere convinta che intorno alla tua pazienza c’è la pazienza della Mamma Regina, che circonda, sostiene ed alimenta la tua intorno alle tue pene; ti circondano i suoi dolori che sostengono ed alimentano, come olio balsamico, la durezza delle tue pene, insomma, tutto. Lei è la Regina faccendiera che non sa stare in ozio sul suo trono di gloria, ma scende, corre come Madre negli atti e nei bisogni dei figli suoi..." Gesù
Ecco perchè la consacrazione Totus Tuus è così importante, i nostri atti hanno due problemi: sono atti umani e quindi limitati e possono dare a Dio - anche quando sono buoni - una gloria limitata e sono atti strutturalmente imperfetti e su queste cose non ci possiamo fare nulla. Se potessimo contare le imperfezioni che commettiamo dal mattino alla sera, se avesse i capelli, gli si drizzerebbero tutti. Il santo offertorio della Messa antica, mette in bocca al sacerdote: accetta Onnipotente Dio questa Immacolata Ostia che io indegno tuo servo ti offro per gli innuemerevoli peccati, offese e negligenze mie e di tutte le persone presenti. La liturgia della Chiesa bimillenaria, sono state recitate per centinaia di anni da un sacco di gente santi.... Magari questa messa l'ha celebrata Padre Pio, ma Padre Pio diceva le bugie? Non vale anche per lui queste cose? Certo, ma molto meno per lui, ma abbiamo un problema strutturale, siamo materia inquinata e siamo in questa terra come luogo d'interdizione. Quando il don finirà le catechesi su Tenera Amata, c'è un abisso nelle condizioni in cui ci troviamo e quello dello stato d'origine e che vivremo in Cielo. Dio stesso vuole che ci siano una marea di interdizioni per come stiamo ridotti adesso perchè altrimenti non è possibile fare altrimenti.
Chi ci salva da questa situazione? La dv può rendere i nostri atti da finiti ad infiniti, ma chi li raccoglie e li purifica ed abbellisce? Lo fa la Madonna in continuazione. Dio volge lo sguardo sulle cose che sono degne di Lui, non può voltare lo sguardo su un'atto della creatura che è imperfetto. In Paradiso c'è la perfezione assoluta - se una persona ha un'imperfezione involontaria non entra (e questo smonta gli attestati di canonizzazione che si sentono ad ogni funerale). E quindi che facciamo? Ci pensa la Madonna, e meno male. Perchè altrimenti non c'è nessuna speranza. Capiamo quanto dobbiamo essere grati alla Madonna. Tantissimo.
L'Immacolata Concezione è strumentale per la nascita del Verbo ma ci voleva la vita nella dv in sè perchè Gesù non sarebbe sceso se non trovava la dv e conclude (Gesù) con un panegirico della dv:
"..Onde continuavo il mio solito giro nelle cose create, per seguire ciò che aveva fatto la Divina Volontà in essa ed oh come mi sembrava bella ed incantevole! Ogniqualvolta giro in essa trovo le sorprese che mi rapiscono, novità che prima non avevo capito, l’antico ed il nuovo amore di Dio che mai si muta..." Gesù
E questo lo capisce chi ci vive: non passa il santo giorno in cui senza accada nulla di nuovo, semplicemente riconsiderando quello che è già presente si scoprono cose nuove. E questo bisogna viverlo. Cose belle. Le stesse cose che contempliamo ogni giorno, a partire dalle nostre membra e del nostro corpo a quello che ci sta intorno (animale, piante, fiori, persone, situazioni, ecc...) si trovano sorprese che rapiscono: e ti viene da dire da esclamare nel cuore un moto di gioia e ringraziamento al Signore e queste cose non finiscono mai perchè la nostra conoscenza è imperfetta. La scienza è sempre in continuo progresso, il mondo della Creazione è infinito, adesso pensiamo di essere super professori ma tra 1000 anni (esempio) ne saprà di più, perchè facendo tesoro del bagaglio precedente si vedranno le cose in maniera diversa. E lo stesso accade con noi, quanto più andiamo avanti quanta più esperienza accumuliamo. E' così e questo produce un grandissimo diletto perchè sono opere divine nelle quali si scopre l'equilibrio.
«Mia piccola figlia del mio Volere, come son belle le opere nostre, non e vero? Tutto è sodezza, equilibrio perfetto, immutabilità che non è soggetta a cambiarsi, né può mutarsi. Vedi, dunque, tutta la Creazione dice e rivela il nostro Essere Divino, la nostra sodezza nelle opere nostre, il nostro equilibrio è universale in tutte le cose e per quante cose piacevoli e dispiacevoli possono succedere, l’immutabilità nostra sta sempre al suo posto d’onore. Nulla abbiamo cambiato da come fu creata e se la creatura vede e sente tanti molteplici cambiamenti, è lei che cambia, muta ad ogni circostanza e siccome è dentro e fuori di lei il cambiarsi, sente come se le opere nostre cambiano per lei, sono i suoi cambiamenti che la circondano che hanno forza di allontanarla dalla nostra immutabilità. Tutto è continuato ed equilibrato in Noi...." Gesù
Quando uno vive strutturato e situato in questa realtà, il divenire legato alla vita umana, compreso anche il carico di vicissitudini avverse di ogni genere, le vive e le toccano ma non lo turbano perchè in fondo tu stai a contatto con l'immutabilità di Dio che non si smuove per nulla. Anche san Luigi M. Montfort diceva - parlando degli apostoli degli ultimi tempi - diceva che questi non si mettono in pena per nulla, predicano tranquillamente e non si mettono in pena per nulla. Perchè sono scemi o non le vedono? No, ma le vedono dalla parte di Dio e non gli fanno nè caldo nè freddo, perchè sono cose destinate a durare poco e a non intaccare la solidità dei disegni di Dio e molte situazioni avverse paraddossalmente concorrono ai divini disegni.
giovedì 1 giugno 2023
"Qui non si entra. Questo è luogo solo per chi fa e vive nella Divina Volontà"
Gesù raccomanda di desiderare una lunga vita terrena da vivere come lunga prova d'amore e di fedeltà verso l'Altissimo e così meritare grande gloria in Cielo. Solo chi vive nella Divina Volontà può alzare i veli sulla vera conoscenza di Dio. Non si entra nel nuovo Paradiso Terrestre se non si fa e si vive nella Divina Volontà. Libro di Cielo, Volume 30, 6 Dicembre 1931, Martedì 18 Ottobre 2022
6 Dicembre 1931 Bene della prolissità del tempo. Come Dio conta le ore ed i minuti per riempirli di grazie. Chi fa la Divina Volontà rompe il velo che nasconde il suo Creatore. Bagno di luce che dà la Divina Volontà.
Qui ci stanno tre sezioni distinte che potrebbero fare tre meditazioni distinte.
La prima cosa su cui Gesù interviene: il dono della prolissità del tempo, la grazia della vita lunga. Luisa nel 1931 aveva 66 anni e pensava che avere una vita così lunga fosse una disgrazia. E' morta nel 1947. Questo è un desiderio normale per tutti coloro che hanno conosciuto qualcosa dell'amore di Dio, segno buono, viene voglia di lasciare la terra, di per sè - sotto certi aspetti - è una cosa buona e Dio è contento del nostro desiderio del Paradiso. Che sia desiderato ciò che è sommo bene e ciò per il quale siamo stati creati di per sè è una cosa buona. Però, ma che Paradiso vuoi? C'è Paradiso e Paradiso. Se vuoi un grande Paradiso, più tempo hai e più attis anti santi/opere sante farai e più in alto andrai in Paradiso. Spot -> catechesi del giudizio Particolare, Gesù retribuisce con strettissima giustizia le opere delle persone, non sarà la stessa cosa aver fatto 5 milioni di opere buone (per esempio) che averne fatte 100.000. E' chiaro che campare 10 anni in meno significa 3650 opere sante in meno da portare al Signore. Vogliamo vedere la differenza? Gli esseri umani cercano di campare a più lungo possibile, ma a far cosa? Noi dovremmo campare molto sulla terra per dare nuove prove d'amore al Signore, nuove opere sante ecc... però siccome qua si possono fare molte cose per la Gloria di Dio, si possono riparare un sacco di peccati ecc.. e mantenersi fedeli in tante circostanze per lungo tempo...le tribolazioni sopportare, le calunnie, gli oltraggi, gli abbandoni ecc... san Paolo lamenta che qualcuno lo ha abbandonato salvo San Luca. Anime che tu hai generato con la tua predicazione ecc.. ma un giorno spariscono dalla circolazione - magari hanno i loro motivi - si offrono al Signore questi abbandoni ma ogni tanto dentro non è che uniformarsi alla Volontà di Dio anestetizza il dolore e la ferita, sono bombe da paura e non sono anestetizzate. Si dovrebbrevo vivere come offerte da fare. E più prove hai meglio è, più croci hai, meglio è. Supponiamo che uno faccia il digiuno il mercoledì e il venerdì...in un'anno quanti saranno? (50 settimane, tolta la settimana di Natale e Pasqua) sono 100 digiuni all'anno. Se li fai per 10 anni sono 1000 digiuni, ecc... e via dicendo. Ma sarà la stessa cosa di una persona che ha iniziato a fare digiuni a 20 anni e muore a 80 anni (magari supponendo che abbia avuto buona salute fino alla fine), quello si presenterà con 60.000 digiuni fatti al Signore....sarà la stessa sorte di chi non avrà fatto digiuno. Pensiamoci. Riflettiamoci per prendere le nostre decisioni. Una persona che si fa veglia di 6 ore notturna...un sacco di gente fa queste cose, sono gesti ascetici e occasioni. Costa tanto, il don lo sa benissimo che costa tanto e se ti presenti davanti al Signore con veglie e veglie e offerte di sonno per il Signore anzichè fare bagordi in discoteca....pensiamoci adesso perchè quando saremo morti non avremo più tempo per pensarci. Qualsiasi cosa fatta nella dv è un credito che acquisiamo nella dv, a meno che non si sprechi l'opera buona facendoci notare dal prossimo, ma se tu mantieni segreto l'opera e non contravvieni - cioè se nel giorno del digiuno fai il diavolo a quattro, litighi con il prossimo o tratti il male il prossimo, lascia perdere il digiuno - anche se è imperfetto il digiuno sarà ricompensato.
«Figlia buona, coraggio, siccome il tuo Gesù ti vuol più dare per più ricevere da te, permetto la prolissità del tempo. Non c’è paragone che regga tra chi mi ha dato prove per pochi anni e chi per lunghi anni. Un tempo prolungato dice sempre di più: Più circostanze, più occasioni, più prove, più pene e mantenersi fedele, costante, paziente in tante circostanze e non per poco, ma per lungo tempo, oh! quante cose dice di più. Tu devi sapere che per ogni ora di vita sotto l’impero della mia Divina Volontà, sono nuove vite divine che si ricevono, nuove grazie, nuove bellezze, nuove ascendenze presso Dio, corrispondenti a nuova gloria, da Noi si misura il tempo per ciò che diamo e aspettiamo il contraccambio dell’atto della creatura per dare di nuovo ed alla creatura ci vuole il tempo per digerire ciò che abbiamo dato e quindi farle fare un altro passo verso di Noi, se essa non aggiunge nulla a ciò che abbiamo dato, Noi non diamo subito, ma aspettiamo l’atto suo per dare di nuovo...." Gesù
E come conclude il Signore?
"..Onde non vi è cosa più grande, più importante, più accetta avanti a Noi, d’una vita prolissa, santamente vissuta, già ogni ora è una prova di più d’amore, di fedeltà, di sacrificio che ci dà e Noi contiamo anche i minuti, affinché nessuno di essi non sia riempito di grazie e dei nostri carismi divini...." Gesù
Non conta la vita prolissa di per sè se non è usata bene, agli occhi di Dio conta una vita prolissa santamente vissuta. Ogni giorno, istante ed ora...la vita nella dv è una vita completamente dedicata al Signore...che sacrifici gli offro? Che penitenze gli offro? Ecc... questa è una grande vita e più passa meglio è. Offri al Signore il tuo desiderio del Cielo.
La seconda parte viene messa in stand-by dal don
"...Sentendosi l’amore che le rigurgita nel seno, oh! come vorrebbe sciogliersi in amore per amarlo, ma la giustizia, conservandola, le dà l’amore giusto per quanto a creatura è possibile e la conferma in vita. Figlia mia, quante cose nascondono questi veli delle nostre qualità divine, ma a nessuno è dato di rompere questi nostri veli, se non a chi fa e vive nel nostro Volere, essa sola è la fortunata creatura che non vede il suo Dio velato, ma come Egli è in Se stesso...." Gesù
Non dobbiamo aspettarci di vedere Dio su questa terra, neanche le anime confermate in grazia hanno la visione beatifica.
"..Siccome non siamo riconosciuti, quali siamo in Noi stessi, del nostro Essere Supremo hanno idee basse e forse anche (di)storte e questo perché, non avendo in loro la nostra Volontà, non sentono in se stessi la vita di Colui che li ha creati, toccano i nostri veli, ma non ciò che c’è dentro e perciò sentono la nostra potenza come opprimente, la nostra luce eclissante come in atto di allontanarli da Noi e metterli a distanza, sentono la nostra santità velata che fa loro vergogna e, sfiduciati, vivono immersi nelle loro passioni, ma la colpa è tutta loro, perché c’è una sentenza detta da Noi nel paradiso terrestre: Qui non si entra, questo è luogo solo per chi fa e vive nella nostra Volontà e quindi le prime creature furono messe fuori, fu messo un angelo a guardia, affinché impedisse loro l’entrata..." Gesù
Oggi di idee distorte di Dio - anche laddove non dovrebbero esserci - ne abbiamo a bizzeffe. Quando la gente sente parlare della Potenza di Dio la vede come una cosa brutta non come una cosa che ti progette, ti preserva, ti incoraggia, ecc.. la luce, quando vivi nella dv, ti aiuta tanto nel discernimento, comprendi bene un sacco di cose, ecc...molte persone dicono di essere peccatori ecc... san Giovanni dice che chiunque è nato da Dio non pecca, nella dv non si entra se c'è il peccato. Questo modo di peccatori non ci appartiene, chi pecca ad occhi aperti con consenso, non ci entra. La Chiesa insegna nei concili dogmatici che un cristiano battezzato può, se vuole, non peccare mai mortalmente - con l'aiuto della grazia, preghiera e sacramenti - e può anche non peccare in maniera lieve. Io decido che le bugie non le dico mai e per nessun motivo. Quelle cose sono peccato volontario, non si fanno quelle cose. A noi - Figli di Dio - appartiene il fatto di riconoscerci peccatori in quanto figli d'Adamo, pieni di miserie, pieni d'imperfezioni, abbiamo miserie ecc.. è quella congerie di miserie che ci portiamo dietro, ci fa fare quelle cose che non vorremmo, magari ci scappa una cattiva risposta, manchi all'umiltà, ecc...ma questo modo di essere peccatore che sono imperfezioni volontarie o involontarie, peccati veniali semi deliberati - questi non ci allontanano da Dio specie se il Signore vede se cerchiamo di vincerli e ci confessiamo anche nelle più piccole imperfezioni.
"...sentono la nostra santità velata che fa loro vergogna e, sfiduciati, vivono immersi nelle loro passioni, ma la colpa è tutta loro,..." Gesù
Le idee distorte di Dio dipende da chi vive fuori e lontano dalla dv.
"..Qui non si entra, questo è luogo solo per chi fa e vive nella nostra Volontà e quindi le prime creature furono messe fuori, fu messo un angelo a guardia, affinché impedisse loro l’entrata..." Gesù
Quando Dio dice una cosa, non possiamo bypassarla. C'è un'angelo a guardia del Paradiso. Se Gesù dice che chi non rinasce da acqua e da spirito non entrerà nel regno dei Cielo, quando sta scritto questa cosa qua, quello che sta scritto...guai a chi si azzarda a contraddirlo, negarlo, ridimensionarlo ecc.. o a fare finta di niente.
"..Perciò contentati di morire mille volte anziché non fare la nostra Volontà..." Gesù
"...Tu devi sapere che Essa è tutt’occhi sulla felice creatura che vuol vivere di Essa e come fa i suoi atti, così le fa il suo bagno di luce divina; questo bagno la rinfresca e le fa sentire i refrigeri divini e siccome la luce come si forma, così produce in natura sua, nei suoi veli di luce, fecondità, dolcezza, gusti, colori, sicché mentre apparentemente pare solo luce, dentro nasconde tante belle ricchezze ed innumerevoli qualità che nessun altro elemento può dirsi simile ad essa, anzi, è dalla luce che implorano la fecondità ed il bene che ciascuno elemento deve fare nell’ordine in cui è stato messo da Dio...." Gesù
"..Onde con questo bagno di luce divina, mentre sta per fare i suoi atti in Essa, l’anima si sente raddolcire, imbalsamare, fortificare, purificare ed investire dalla bella iride dei colori divini che rendono l’anima tanto aggraziata, speciosa e bella, che Dio stesso si sente rapire da una beltà così rara..." Gesù
"..Molto più, che è nostro interesse, che chi vive nel nostro Volere ci somigli e non faccia nulla, che sia indegno della nostra Maestà tre volte Santa.." Gesù
Evviva la grande vita se è una prova d'amore a Dio, evviva a chi riesce a rompere i veli divini e tutti gli attributi che si vivono dentro l'orizzonte dell'amore. La giustizia divina diventa amore, una persona che vive come vuole Dio diventa amata da Dio per giustizia.
6 Dicembre 1931 Bene della prolissità del tempo. Come Dio conta le ore ed i minuti per riempirli di grazie. Chi fa la Divina Volontà rompe il velo che nasconde il suo Creatore. Bagno di luce che dà la Divina Volontà.
Qui ci stanno tre sezioni distinte che potrebbero fare tre meditazioni distinte.
La prima cosa su cui Gesù interviene: il dono della prolissità del tempo, la grazia della vita lunga. Luisa nel 1931 aveva 66 anni e pensava che avere una vita così lunga fosse una disgrazia. E' morta nel 1947. Questo è un desiderio normale per tutti coloro che hanno conosciuto qualcosa dell'amore di Dio, segno buono, viene voglia di lasciare la terra, di per sè - sotto certi aspetti - è una cosa buona e Dio è contento del nostro desiderio del Paradiso. Che sia desiderato ciò che è sommo bene e ciò per il quale siamo stati creati di per sè è una cosa buona. Però, ma che Paradiso vuoi? C'è Paradiso e Paradiso. Se vuoi un grande Paradiso, più tempo hai e più attis anti santi/opere sante farai e più in alto andrai in Paradiso. Spot -> catechesi del giudizio Particolare, Gesù retribuisce con strettissima giustizia le opere delle persone, non sarà la stessa cosa aver fatto 5 milioni di opere buone (per esempio) che averne fatte 100.000. E' chiaro che campare 10 anni in meno significa 3650 opere sante in meno da portare al Signore. Vogliamo vedere la differenza? Gli esseri umani cercano di campare a più lungo possibile, ma a far cosa? Noi dovremmo campare molto sulla terra per dare nuove prove d'amore al Signore, nuove opere sante ecc... però siccome qua si possono fare molte cose per la Gloria di Dio, si possono riparare un sacco di peccati ecc.. e mantenersi fedeli in tante circostanze per lungo tempo...le tribolazioni sopportare, le calunnie, gli oltraggi, gli abbandoni ecc... san Paolo lamenta che qualcuno lo ha abbandonato salvo San Luca. Anime che tu hai generato con la tua predicazione ecc.. ma un giorno spariscono dalla circolazione - magari hanno i loro motivi - si offrono al Signore questi abbandoni ma ogni tanto dentro non è che uniformarsi alla Volontà di Dio anestetizza il dolore e la ferita, sono bombe da paura e non sono anestetizzate. Si dovrebbrevo vivere come offerte da fare. E più prove hai meglio è, più croci hai, meglio è. Supponiamo che uno faccia il digiuno il mercoledì e il venerdì...in un'anno quanti saranno? (50 settimane, tolta la settimana di Natale e Pasqua) sono 100 digiuni all'anno. Se li fai per 10 anni sono 1000 digiuni, ecc... e via dicendo. Ma sarà la stessa cosa di una persona che ha iniziato a fare digiuni a 20 anni e muore a 80 anni (magari supponendo che abbia avuto buona salute fino alla fine), quello si presenterà con 60.000 digiuni fatti al Signore....sarà la stessa sorte di chi non avrà fatto digiuno. Pensiamoci. Riflettiamoci per prendere le nostre decisioni. Una persona che si fa veglia di 6 ore notturna...un sacco di gente fa queste cose, sono gesti ascetici e occasioni. Costa tanto, il don lo sa benissimo che costa tanto e se ti presenti davanti al Signore con veglie e veglie e offerte di sonno per il Signore anzichè fare bagordi in discoteca....pensiamoci adesso perchè quando saremo morti non avremo più tempo per pensarci. Qualsiasi cosa fatta nella dv è un credito che acquisiamo nella dv, a meno che non si sprechi l'opera buona facendoci notare dal prossimo, ma se tu mantieni segreto l'opera e non contravvieni - cioè se nel giorno del digiuno fai il diavolo a quattro, litighi con il prossimo o tratti il male il prossimo, lascia perdere il digiuno - anche se è imperfetto il digiuno sarà ricompensato.
«Figlia buona, coraggio, siccome il tuo Gesù ti vuol più dare per più ricevere da te, permetto la prolissità del tempo. Non c’è paragone che regga tra chi mi ha dato prove per pochi anni e chi per lunghi anni. Un tempo prolungato dice sempre di più: Più circostanze, più occasioni, più prove, più pene e mantenersi fedele, costante, paziente in tante circostanze e non per poco, ma per lungo tempo, oh! quante cose dice di più. Tu devi sapere che per ogni ora di vita sotto l’impero della mia Divina Volontà, sono nuove vite divine che si ricevono, nuove grazie, nuove bellezze, nuove ascendenze presso Dio, corrispondenti a nuova gloria, da Noi si misura il tempo per ciò che diamo e aspettiamo il contraccambio dell’atto della creatura per dare di nuovo ed alla creatura ci vuole il tempo per digerire ciò che abbiamo dato e quindi farle fare un altro passo verso di Noi, se essa non aggiunge nulla a ciò che abbiamo dato, Noi non diamo subito, ma aspettiamo l’atto suo per dare di nuovo...." Gesù
E come conclude il Signore?
"..Onde non vi è cosa più grande, più importante, più accetta avanti a Noi, d’una vita prolissa, santamente vissuta, già ogni ora è una prova di più d’amore, di fedeltà, di sacrificio che ci dà e Noi contiamo anche i minuti, affinché nessuno di essi non sia riempito di grazie e dei nostri carismi divini...." Gesù
Non conta la vita prolissa di per sè se non è usata bene, agli occhi di Dio conta una vita prolissa santamente vissuta. Ogni giorno, istante ed ora...la vita nella dv è una vita completamente dedicata al Signore...che sacrifici gli offro? Che penitenze gli offro? Ecc... questa è una grande vita e più passa meglio è. Offri al Signore il tuo desiderio del Cielo.
La seconda parte viene messa in stand-by dal don
"...Sentendosi l’amore che le rigurgita nel seno, oh! come vorrebbe sciogliersi in amore per amarlo, ma la giustizia, conservandola, le dà l’amore giusto per quanto a creatura è possibile e la conferma in vita. Figlia mia, quante cose nascondono questi veli delle nostre qualità divine, ma a nessuno è dato di rompere questi nostri veli, se non a chi fa e vive nel nostro Volere, essa sola è la fortunata creatura che non vede il suo Dio velato, ma come Egli è in Se stesso...." Gesù
Non dobbiamo aspettarci di vedere Dio su questa terra, neanche le anime confermate in grazia hanno la visione beatifica.
"..Siccome non siamo riconosciuti, quali siamo in Noi stessi, del nostro Essere Supremo hanno idee basse e forse anche (di)storte e questo perché, non avendo in loro la nostra Volontà, non sentono in se stessi la vita di Colui che li ha creati, toccano i nostri veli, ma non ciò che c’è dentro e perciò sentono la nostra potenza come opprimente, la nostra luce eclissante come in atto di allontanarli da Noi e metterli a distanza, sentono la nostra santità velata che fa loro vergogna e, sfiduciati, vivono immersi nelle loro passioni, ma la colpa è tutta loro, perché c’è una sentenza detta da Noi nel paradiso terrestre: Qui non si entra, questo è luogo solo per chi fa e vive nella nostra Volontà e quindi le prime creature furono messe fuori, fu messo un angelo a guardia, affinché impedisse loro l’entrata..." Gesù
Oggi di idee distorte di Dio - anche laddove non dovrebbero esserci - ne abbiamo a bizzeffe. Quando la gente sente parlare della Potenza di Dio la vede come una cosa brutta non come una cosa che ti progette, ti preserva, ti incoraggia, ecc.. la luce, quando vivi nella dv, ti aiuta tanto nel discernimento, comprendi bene un sacco di cose, ecc...molte persone dicono di essere peccatori ecc... san Giovanni dice che chiunque è nato da Dio non pecca, nella dv non si entra se c'è il peccato. Questo modo di peccatori non ci appartiene, chi pecca ad occhi aperti con consenso, non ci entra. La Chiesa insegna nei concili dogmatici che un cristiano battezzato può, se vuole, non peccare mai mortalmente - con l'aiuto della grazia, preghiera e sacramenti - e può anche non peccare in maniera lieve. Io decido che le bugie non le dico mai e per nessun motivo. Quelle cose sono peccato volontario, non si fanno quelle cose. A noi - Figli di Dio - appartiene il fatto di riconoscerci peccatori in quanto figli d'Adamo, pieni di miserie, pieni d'imperfezioni, abbiamo miserie ecc.. è quella congerie di miserie che ci portiamo dietro, ci fa fare quelle cose che non vorremmo, magari ci scappa una cattiva risposta, manchi all'umiltà, ecc...ma questo modo di essere peccatore che sono imperfezioni volontarie o involontarie, peccati veniali semi deliberati - questi non ci allontanano da Dio specie se il Signore vede se cerchiamo di vincerli e ci confessiamo anche nelle più piccole imperfezioni.
"...sentono la nostra santità velata che fa loro vergogna e, sfiduciati, vivono immersi nelle loro passioni, ma la colpa è tutta loro,..." Gesù
Le idee distorte di Dio dipende da chi vive fuori e lontano dalla dv.
"..Qui non si entra, questo è luogo solo per chi fa e vive nella nostra Volontà e quindi le prime creature furono messe fuori, fu messo un angelo a guardia, affinché impedisse loro l’entrata..." Gesù
Quando Dio dice una cosa, non possiamo bypassarla. C'è un'angelo a guardia del Paradiso. Se Gesù dice che chi non rinasce da acqua e da spirito non entrerà nel regno dei Cielo, quando sta scritto questa cosa qua, quello che sta scritto...guai a chi si azzarda a contraddirlo, negarlo, ridimensionarlo ecc.. o a fare finta di niente.
"..Perciò contentati di morire mille volte anziché non fare la nostra Volontà..." Gesù
"...Tu devi sapere che Essa è tutt’occhi sulla felice creatura che vuol vivere di Essa e come fa i suoi atti, così le fa il suo bagno di luce divina; questo bagno la rinfresca e le fa sentire i refrigeri divini e siccome la luce come si forma, così produce in natura sua, nei suoi veli di luce, fecondità, dolcezza, gusti, colori, sicché mentre apparentemente pare solo luce, dentro nasconde tante belle ricchezze ed innumerevoli qualità che nessun altro elemento può dirsi simile ad essa, anzi, è dalla luce che implorano la fecondità ed il bene che ciascuno elemento deve fare nell’ordine in cui è stato messo da Dio...." Gesù
"..Onde con questo bagno di luce divina, mentre sta per fare i suoi atti in Essa, l’anima si sente raddolcire, imbalsamare, fortificare, purificare ed investire dalla bella iride dei colori divini che rendono l’anima tanto aggraziata, speciosa e bella, che Dio stesso si sente rapire da una beltà così rara..." Gesù
"..Molto più, che è nostro interesse, che chi vive nel nostro Volere ci somigli e non faccia nulla, che sia indegno della nostra Maestà tre volte Santa.." Gesù
Evviva la grande vita se è una prova d'amore a Dio, evviva a chi riesce a rompere i veli divini e tutti gli attributi che si vivono dentro l'orizzonte dell'amore. La giustizia divina diventa amore, una persona che vive come vuole Dio diventa amata da Dio per giustizia.
mercoledì 31 maggio 2023
La follia del rendersi infelici
Gesù spiega come chi opera nella Volontà Divina entra nel vortice di amore e felicità che caratterizza l'incessant moto divino. Se le creature sapessero che significa fare la loro volontà, morirebbero di pena perché fare questo significa condannarsi ad essere infelici. La più grande follia. Libro di Cielo, Volume 30, 29 Novembre 1931, 17 Ottobre 2022
29 Novembre 1931 Slancio ed impero degli atti fatti nella Divina Volontà. Scambio di vita tra Creatore e creatura. Dolce mormorio nell’Essere divino.
Se c'è una follia allo stato praticamente puro, quella che se commessa in stato cosciente sarebbe da ricovero, è il comportamento di una persona nel suo operare fa di tutto nel rendersi infelice. Proviamo a pensare a questa cosa. Chi sarebbe così matto che in tutte le cose gli danno fastidio le vorrebbe fare? Perchè vuole star male. Noi che penseremmo di un matto del genere? Che non sta bene, che è quasi da ricovero. Ma il senso della meditazione di oggi e della larga parte dei brani dei Libri di Cielo è che questo (rendersi infelici ndr) fa la quasi totalità di tutte le persone. Giocarsi la dv per fare la propria e qual'è il risultato? Rendersi infelici. Questa cosa è vera nei grandi orizzonti della grande santità e nei piccoli orizzonti della santità comune.
"..Oh! se le creature comprendessero con chiarezza che significa fare la loro volontà, morirebbero di pena nel comprendere il gran male in cui precipitano ed il gran bene che perdono col non fare la nostra Volontà Divina. Sii attenta figlia mia, se non vuoi perdere gli occhi dell’anima, che non sono altro che la mia Volontà e, perduti questi, tu stessa non comprenderai la tua somma sventura, come non la comprendono tante altre creature che perdono la Divina Volontà per fare la propria; ma per far che? Per rendersi infelici.» Gesù
Chi conosce il don nei suoi interventi, ricorderà che uno sui punti in cui insiste è che molti esseri umani non si rendono conto di ciò, il punto è che la stragrande maggioranza delle persone lavora per rendersi infelice e questo lo si fa semplicemente ogni volta che si esce dalla volontà di Dio. Quando si esce da qua e si vive di volontà umana, la nostra vita rimane naturale e non è più soprannaturale e amareggiamo (offendiamo) Dio. Che cos'è il peccato? Al di là delle risposte, ma profondamente che cos'è il peccato? E' aprire il nostro cuore ed anima all'azione devastatrice del male. Il male ci si presenta come realizzante, bello, ecc... ma cosa succede? Lo si fa e si sperimenta la morte. La prima cosa - dice San Paolo - sperimenti la morte, ti condanni a morte la tua anima e se muori in questo stato c'è la morte da dove non c'è ritorno ed anche i tormenti - ma la morte la inizi a sperimentare qua. Qualcuno è contento nel bestemmiare o a vivere senza Dio o ad imbestialirti? Divertente? E' divertente esprimersi in maniera triviale o volgare? E' bello andare in giro conciati senza un minimo di decenza, di classe e di rispetto verso noi stessi. Smalto per uomini, tatuaggi brutti quanto la fame ecc... si diventa un mostro che cammina. Che gli dirà il cervello? Il peccato è una cosa che fa star male, è rendersi infelici. Nelle primissime prediche, il don chiedeva: a Nostro Signore che gliene importa che tu non osservi i 10 comandamenti? La gloria essenziale di Dio - non quella accidentale resa dalle creature - è intoccabile, se qualcuno bestemmia Dio mica lo intacco nella sua perfettissima felicità? Non gli fa nè caldo nè freddo alla sua gloria essenziale, a noi fa male bestemmiare. E il fatto che Lui mi dica di non fare questa cosa perchè offende Lui - in quanto contro l'amore e la vita (bestemmiare), offende Dio perchè degrada la creatura e la rende mostruosa. Se le persone capissero questa cosa e poi facessero lo step ulteriore, cioè comprendessero la sventura di giocarsi la dv per fare la loro, avremmo fatto bingo.
«Figlia mia, stare nell’abitazione della mia Divina Volontà è stare al posto d’onore, dato da Dio quando la creatura fu messa fuori alla luce del giorno e a chi rimane al suo posto, Dio non fa mancare nulla, né santità, né luce, né forza, né amore. Anzi, mette a disposizione della creatura quello che vuol prendere dalla sorgente divina. Sicché vive nell’abbondanza di tutti i beni, tutti gli atti fatti nella Divina Volontà hanno la virtù operativa di Dio, il quale si sente, dalla sua stessa potenza, tirato ad operare nell’atto della creatura e perciò questi atti hanno virtù di slanciarsi con tale impeto ed impero nello stesso mare della Divina Volontà, per muoverla e metterla in attitudine di raddoppiare la sua gloria e farle operare nuova bontà, nuova misericordia, nuovo amore e luce verso tutte le creature, sicché la creatura, coi suoi atti, non fa altro che girare il motore divino per farlo operare...." Gesù
Gesù descrivere una persona che qualsiasi cosa fa, lo fa per piacere a Dio, di fare ciò che a Lui è gradito, questo background ininterrotto (di ricerca di piacere al Signore, ecc...) a volte è disgraziatamente turbato o inceppato dalle nostre innumerevoli - e talvolta inevitabili - miserie che ci portiamo dietro che forse con la dv non ce le porteremo più con la dv. Tu magari non vorresti rispondere male al prossimo ma una persona ti prende in un momento dove non ci sto tanto presente e in un'attimo gli rispondo mai e poi mi pento. Ma intanto gli hai risposto male. Signore, io non avrei voluto farlo (esempio) ma l'ho rifatto un'altra volta. Non diamoci mai per vinti. Però quando si tratta di cose di questo genere sono cose che stanno in superficie, ma sempre dobbiamo vedere - l'esame di coscienza non sia solo un stare alla superficie - lo strato profondo dove dobbiamo arrivare è questo: in qualunque momento della mia giornata, io potrei dire: sto amando Gesù? Se mangi, bevi, dormi, se stai a parlare con una persona ecc....? Se tu dici sto amando Gesù mangiando, questa è una grande risposta o sto amando Gesù riposando o tacendo ecc... perchè un bel tacer non fu mai scritto. In due parole, la sostanza della vita nella dv è questo. Poi dentro a questa cosa, le altre realtà sulle quali dobbiamo metterci impegno, quando c'è questo status generale, ti sorprenderai che ti parte un giro d'amore inedito e non sai come te lo sei inventato. Il don ha ripensato all'ultima catechesi su Tenera Amata ha detto e ha capito alcune cose, ma ancora di più quando la diretta è finita, perchè Tenera Amata spiega come dal mondo soprannaturale vengano mossi i nostri pensieri. Non attraverso l'infusione diretta ma attraverso la sollecitazione e la concatenazione di pensieri già presenti in noi che vengono portati verso un'obbiettivo, ecco perchè sembra che pensiamo noi; ogni pensiero che noi facciamo o siamo noi, o è un'ispirazione divina o è diabolica ma sembra sempre un pensiero mio. Questo per dire che molte volte non è facile capire da chi è arrivata l'ispirazione. Vengono a volte questi sospetti. Dobbiamo essere persuasi e convinti che nella condizione nella quale siamo, è che lasciati a noi stessi, se noi assecondiamo il nostro essere così com'è, da noi non esce nulla di buono. Quest'atto di umile riconoscimento noi dobbiamo farlo perchè è la verità che dipende dalla nostra condizione decaduta. Nella nostra vita di grazia ordinaria questo principio subisce una forte mitigazione. Quando uno non sta in grazia di Dio, il massimo che gli può uscire è inerente alla bontà naturale umana ma niente di più. Non possiamo sapere con certezza chi si trova in Grazia di Dio.
«Figlia mia, tu devi sapere che in ogni cosa che fa la creatura, diamo l’atto di vita che esce da Noi, se pensa, le diamo la vita del pensiero della nostra intelligenza; se parla, le diamo nella sua voce la vita della nostra parola; se opera, la vita delle nostre opere corre nella sua; se cammina diamo la vita dei nostri passi nei suoi; vedi, sono due atti di vita che devono concorrere in ciascun atto di creatura: prima, l’atto di vita divina e immediatamente l’atto della creatura. Ora, se tutte le cose che essa fa, le fa per amor di chi le dà la vita, si forma uno scambio di vita; vita diamo e vita riceviamo. E nonostante ci sia gran differenza tra gli atti di vita nostra e quelli della creatura, però restiamo glorificati ed appagati, perché quello ci può dare e quello ci dà, molto più, che tutti gli atti fatti da essa per darci lo scambio di vita, restano non fuori di Noi, ma dentro di Noi, come attestati di vita perenne della creatura...." Gesù
Se la dv non si mette a vita del nostro pensiero, parlare, camminare ecc... non possiamo fare nulla. Ricordiamo l'altro grande principio: tutto ciò che è, ogni ente (cioè un'ente è ciò che ha l'essere, che esiste o che vedi - dalla pietra alle forme di vita più evolute) è stato creato da Dio e Dio lo mantiene nell'essere con un'atto preciso e positivo. Non è che l'ha fatto e l'ha lasciato a sè. Sotto questo punto di vista noi comprendiamo che tutti vivono in questo senso ampio nella dv, però dice Gesù quasi nessuno vive nel dv operando per amor di Dio. Fa suo questo atto e opera in Dio con Lei e per Lei sapendo che da sè non potrebbe far nulla.
"..sicché la creatura, coi suoi atti, non fa altro che girare il motore divino per farlo operare. E’ vero che Noi siamo moto continuo che produce opere incessanti, ma è pur vero che col fare essa i suoi atti nel nostro Volere, entra in questo moto, vi mette del suo ed il nostro moto si sente girare e muovere dalla creatura, per produrre le nostre opere, sentiamo il suo atto immediato con tutte le opere nostre. Quindi, sentirla insieme con Noi, coi nostri atti, è la gloria e la felicità più grande che possiamo ricevere..." Gesù
Dio è moto incessante ed ininterrotta di produzione di ogni bene, gaudio, gioia ecc...e quando facciamo gli atti noi entriamo in questo ciclone ed ecco perchè stiamo bene, quando una persona deve capire se sta bene nella dv deve capire se sta bene (sei felice della vita che hai? Senti la felicità nel cuore? Hai pensieri che ti angosciano? A che pensi in continuazione? Pensieri tristi? In preda alle passioni? Pensieri di invidia, gelosia ecc...? Se abbiamo queste cose non stiamo nella dv). Se Dio è un generatore di gioia come posso io - se ci entro - stare male? Certo, poi ci sono anche le nostre sciagurate uscite, ci arriva una tentazione consistente, ci cade una tegola consistente in testa e non siamo in grado di agire in maniera subito in maniera adeguata, ma l'incidente non intacca la nostra situazione abituale.
"..Ma qual non è il nostro dolore quando diamo vita agli atti della creatura e nulla riceviamo, questi suoi atti restano fuori di Noi e come dispersi, perché manca la corrente del nostro Volere e del nostro amore che ce li porta e la maggior parte di questi atti porta il suggello dell’offesa a chi ha dato loro la vita. Oh! se le creature comprendessero con chiarezza che significa fare la loro volontà, morirebbero di pena nel comprendere il gran male in cui precipitano ed il gran bene che perdono col non fare la nostra Volontà Divina..." Gesù
Non date retta alle cornacchie che dicono che senza Dio si campa meglio, e non fatevi lusingare dalle faccie apparentemente tronfie e gaudenti che appaiono in pubblico ma bisognerebbe vederle nel privato. E bisognerebbe vederle nel cuore. Se una persona è senza Dio, quella persona felice non è.
29 Novembre 1931 Slancio ed impero degli atti fatti nella Divina Volontà. Scambio di vita tra Creatore e creatura. Dolce mormorio nell’Essere divino.
Se c'è una follia allo stato praticamente puro, quella che se commessa in stato cosciente sarebbe da ricovero, è il comportamento di una persona nel suo operare fa di tutto nel rendersi infelice. Proviamo a pensare a questa cosa. Chi sarebbe così matto che in tutte le cose gli danno fastidio le vorrebbe fare? Perchè vuole star male. Noi che penseremmo di un matto del genere? Che non sta bene, che è quasi da ricovero. Ma il senso della meditazione di oggi e della larga parte dei brani dei Libri di Cielo è che questo (rendersi infelici ndr) fa la quasi totalità di tutte le persone. Giocarsi la dv per fare la propria e qual'è il risultato? Rendersi infelici. Questa cosa è vera nei grandi orizzonti della grande santità e nei piccoli orizzonti della santità comune.
"..Oh! se le creature comprendessero con chiarezza che significa fare la loro volontà, morirebbero di pena nel comprendere il gran male in cui precipitano ed il gran bene che perdono col non fare la nostra Volontà Divina. Sii attenta figlia mia, se non vuoi perdere gli occhi dell’anima, che non sono altro che la mia Volontà e, perduti questi, tu stessa non comprenderai la tua somma sventura, come non la comprendono tante altre creature che perdono la Divina Volontà per fare la propria; ma per far che? Per rendersi infelici.» Gesù
Chi conosce il don nei suoi interventi, ricorderà che uno sui punti in cui insiste è che molti esseri umani non si rendono conto di ciò, il punto è che la stragrande maggioranza delle persone lavora per rendersi infelice e questo lo si fa semplicemente ogni volta che si esce dalla volontà di Dio. Quando si esce da qua e si vive di volontà umana, la nostra vita rimane naturale e non è più soprannaturale e amareggiamo (offendiamo) Dio. Che cos'è il peccato? Al di là delle risposte, ma profondamente che cos'è il peccato? E' aprire il nostro cuore ed anima all'azione devastatrice del male. Il male ci si presenta come realizzante, bello, ecc... ma cosa succede? Lo si fa e si sperimenta la morte. La prima cosa - dice San Paolo - sperimenti la morte, ti condanni a morte la tua anima e se muori in questo stato c'è la morte da dove non c'è ritorno ed anche i tormenti - ma la morte la inizi a sperimentare qua. Qualcuno è contento nel bestemmiare o a vivere senza Dio o ad imbestialirti? Divertente? E' divertente esprimersi in maniera triviale o volgare? E' bello andare in giro conciati senza un minimo di decenza, di classe e di rispetto verso noi stessi. Smalto per uomini, tatuaggi brutti quanto la fame ecc... si diventa un mostro che cammina. Che gli dirà il cervello? Il peccato è una cosa che fa star male, è rendersi infelici. Nelle primissime prediche, il don chiedeva: a Nostro Signore che gliene importa che tu non osservi i 10 comandamenti? La gloria essenziale di Dio - non quella accidentale resa dalle creature - è intoccabile, se qualcuno bestemmia Dio mica lo intacco nella sua perfettissima felicità? Non gli fa nè caldo nè freddo alla sua gloria essenziale, a noi fa male bestemmiare. E il fatto che Lui mi dica di non fare questa cosa perchè offende Lui - in quanto contro l'amore e la vita (bestemmiare), offende Dio perchè degrada la creatura e la rende mostruosa. Se le persone capissero questa cosa e poi facessero lo step ulteriore, cioè comprendessero la sventura di giocarsi la dv per fare la loro, avremmo fatto bingo.
«Figlia mia, stare nell’abitazione della mia Divina Volontà è stare al posto d’onore, dato da Dio quando la creatura fu messa fuori alla luce del giorno e a chi rimane al suo posto, Dio non fa mancare nulla, né santità, né luce, né forza, né amore. Anzi, mette a disposizione della creatura quello che vuol prendere dalla sorgente divina. Sicché vive nell’abbondanza di tutti i beni, tutti gli atti fatti nella Divina Volontà hanno la virtù operativa di Dio, il quale si sente, dalla sua stessa potenza, tirato ad operare nell’atto della creatura e perciò questi atti hanno virtù di slanciarsi con tale impeto ed impero nello stesso mare della Divina Volontà, per muoverla e metterla in attitudine di raddoppiare la sua gloria e farle operare nuova bontà, nuova misericordia, nuovo amore e luce verso tutte le creature, sicché la creatura, coi suoi atti, non fa altro che girare il motore divino per farlo operare...." Gesù
Gesù descrivere una persona che qualsiasi cosa fa, lo fa per piacere a Dio, di fare ciò che a Lui è gradito, questo background ininterrotto (di ricerca di piacere al Signore, ecc...) a volte è disgraziatamente turbato o inceppato dalle nostre innumerevoli - e talvolta inevitabili - miserie che ci portiamo dietro che forse con la dv non ce le porteremo più con la dv. Tu magari non vorresti rispondere male al prossimo ma una persona ti prende in un momento dove non ci sto tanto presente e in un'attimo gli rispondo mai e poi mi pento. Ma intanto gli hai risposto male. Signore, io non avrei voluto farlo (esempio) ma l'ho rifatto un'altra volta. Non diamoci mai per vinti. Però quando si tratta di cose di questo genere sono cose che stanno in superficie, ma sempre dobbiamo vedere - l'esame di coscienza non sia solo un stare alla superficie - lo strato profondo dove dobbiamo arrivare è questo: in qualunque momento della mia giornata, io potrei dire: sto amando Gesù? Se mangi, bevi, dormi, se stai a parlare con una persona ecc....? Se tu dici sto amando Gesù mangiando, questa è una grande risposta o sto amando Gesù riposando o tacendo ecc... perchè un bel tacer non fu mai scritto. In due parole, la sostanza della vita nella dv è questo. Poi dentro a questa cosa, le altre realtà sulle quali dobbiamo metterci impegno, quando c'è questo status generale, ti sorprenderai che ti parte un giro d'amore inedito e non sai come te lo sei inventato. Il don ha ripensato all'ultima catechesi su Tenera Amata ha detto e ha capito alcune cose, ma ancora di più quando la diretta è finita, perchè Tenera Amata spiega come dal mondo soprannaturale vengano mossi i nostri pensieri. Non attraverso l'infusione diretta ma attraverso la sollecitazione e la concatenazione di pensieri già presenti in noi che vengono portati verso un'obbiettivo, ecco perchè sembra che pensiamo noi; ogni pensiero che noi facciamo o siamo noi, o è un'ispirazione divina o è diabolica ma sembra sempre un pensiero mio. Questo per dire che molte volte non è facile capire da chi è arrivata l'ispirazione. Vengono a volte questi sospetti. Dobbiamo essere persuasi e convinti che nella condizione nella quale siamo, è che lasciati a noi stessi, se noi assecondiamo il nostro essere così com'è, da noi non esce nulla di buono. Quest'atto di umile riconoscimento noi dobbiamo farlo perchè è la verità che dipende dalla nostra condizione decaduta. Nella nostra vita di grazia ordinaria questo principio subisce una forte mitigazione. Quando uno non sta in grazia di Dio, il massimo che gli può uscire è inerente alla bontà naturale umana ma niente di più. Non possiamo sapere con certezza chi si trova in Grazia di Dio.
«Figlia mia, tu devi sapere che in ogni cosa che fa la creatura, diamo l’atto di vita che esce da Noi, se pensa, le diamo la vita del pensiero della nostra intelligenza; se parla, le diamo nella sua voce la vita della nostra parola; se opera, la vita delle nostre opere corre nella sua; se cammina diamo la vita dei nostri passi nei suoi; vedi, sono due atti di vita che devono concorrere in ciascun atto di creatura: prima, l’atto di vita divina e immediatamente l’atto della creatura. Ora, se tutte le cose che essa fa, le fa per amor di chi le dà la vita, si forma uno scambio di vita; vita diamo e vita riceviamo. E nonostante ci sia gran differenza tra gli atti di vita nostra e quelli della creatura, però restiamo glorificati ed appagati, perché quello ci può dare e quello ci dà, molto più, che tutti gli atti fatti da essa per darci lo scambio di vita, restano non fuori di Noi, ma dentro di Noi, come attestati di vita perenne della creatura...." Gesù
Se la dv non si mette a vita del nostro pensiero, parlare, camminare ecc... non possiamo fare nulla. Ricordiamo l'altro grande principio: tutto ciò che è, ogni ente (cioè un'ente è ciò che ha l'essere, che esiste o che vedi - dalla pietra alle forme di vita più evolute) è stato creato da Dio e Dio lo mantiene nell'essere con un'atto preciso e positivo. Non è che l'ha fatto e l'ha lasciato a sè. Sotto questo punto di vista noi comprendiamo che tutti vivono in questo senso ampio nella dv, però dice Gesù quasi nessuno vive nel dv operando per amor di Dio. Fa suo questo atto e opera in Dio con Lei e per Lei sapendo che da sè non potrebbe far nulla.
"..sicché la creatura, coi suoi atti, non fa altro che girare il motore divino per farlo operare. E’ vero che Noi siamo moto continuo che produce opere incessanti, ma è pur vero che col fare essa i suoi atti nel nostro Volere, entra in questo moto, vi mette del suo ed il nostro moto si sente girare e muovere dalla creatura, per produrre le nostre opere, sentiamo il suo atto immediato con tutte le opere nostre. Quindi, sentirla insieme con Noi, coi nostri atti, è la gloria e la felicità più grande che possiamo ricevere..." Gesù
Dio è moto incessante ed ininterrotta di produzione di ogni bene, gaudio, gioia ecc...e quando facciamo gli atti noi entriamo in questo ciclone ed ecco perchè stiamo bene, quando una persona deve capire se sta bene nella dv deve capire se sta bene (sei felice della vita che hai? Senti la felicità nel cuore? Hai pensieri che ti angosciano? A che pensi in continuazione? Pensieri tristi? In preda alle passioni? Pensieri di invidia, gelosia ecc...? Se abbiamo queste cose non stiamo nella dv). Se Dio è un generatore di gioia come posso io - se ci entro - stare male? Certo, poi ci sono anche le nostre sciagurate uscite, ci arriva una tentazione consistente, ci cade una tegola consistente in testa e non siamo in grado di agire in maniera subito in maniera adeguata, ma l'incidente non intacca la nostra situazione abituale.
"..Ma qual non è il nostro dolore quando diamo vita agli atti della creatura e nulla riceviamo, questi suoi atti restano fuori di Noi e come dispersi, perché manca la corrente del nostro Volere e del nostro amore che ce li porta e la maggior parte di questi atti porta il suggello dell’offesa a chi ha dato loro la vita. Oh! se le creature comprendessero con chiarezza che significa fare la loro volontà, morirebbero di pena nel comprendere il gran male in cui precipitano ed il gran bene che perdono col non fare la nostra Volontà Divina..." Gesù
Non date retta alle cornacchie che dicono che senza Dio si campa meglio, e non fatevi lusingare dalle faccie apparentemente tronfie e gaudenti che appaiono in pubblico ma bisognerebbe vederle nel privato. E bisognerebbe vederle nel cuore. Se una persona è senza Dio, quella persona felice non è.
domenica 28 maggio 2023
Grammatiche di amore tra Dio e la creatura
Corrispondenza, gioco e amore sono dinamiche e grammatiche di amore che devono essere attivate sia da Dio che dalla creatura, perché la Divina Volontà possa albergare in essa. Cosa significa amare e a quale grado di amore bisogna aspirare. Libro di Cielo, Volume 20, 16 Novembre 1931, Venerdì 14 Ottobre 2022
16 Novembre 1931 Ogni atto umano è un gioco, un pegno per vincere le grazie celesti. L’atto umano è terra dove il Voler Divino getta il suo seme. Come l’amore costituisce un diritto.
Stiamo ad alte quote, è il volume 30, corrisponde al momento della vita pubblica di Gesù e c'è da aspettarsi un cambio di marcia...sotto lo scritto di oggi c'è evidentissima una notissima parabola evangelica di Gesù.
Il La al brano e la nota a cui accordarci è data da queste tre parole: corrispondenza, gioco ed amore di ambo le parti. Il don ripete fino a stancare, le cose ripetute a volte stancano ma se Gesù ci porta sempre qua, vuol dire che questa lezione è basilare. Per entrare bene in questa meditazione dobbiamo entrare nella logica degli innamorati, chi lo è stato o chi lo è si sintonizzi su questo: se io sono innamorato di qualcuno, mi aspetto la corrispondenza in ogni minimo gesto che faccio. Se tu sei innamorato e dici all'anima gemella, tu ti aspetti che ti risponda. Minimo. Se non ci rispondesse nulla ci resteremmo male. La corrispondenza è un qualcosa di basilare in un rapporto d'amore, una risposta mancata ad un tuo gesto d'amore ti fa star male. Quando sto manifestando un piccolo gesto d'amore, mi aspetto un ricambio. Poi c'è il gioco, quando si inizia a giocare con le persone in maniera bella, a fare una battuta - dire una cosa simpatica e in modo bello - il gioco è una modalità meravigliosa di linguaggio d'amore. Il don ha conosciuto ministri di Dio - non facciamo nomi e cognomi - che instauravano con loro confratelli un rapporto basato sulla facezia e sulla battuta, ma tu ci devi stare e se ti offendi o altro rompi subito la poesia. Questa persona che il don ha conosciuto ha detto che quando inizia a giocare e scherzare con una persona è segno che le vuole molto bene, perchè non mi permetterei di entrare in questa modalità se non gli volessi molto bene, ma tu al gioco ci devi stare. Queste cose Gesù le usa per descrivere il rapporto con Lui.
Nelle ore della Passione, Gesù usa - in modo soprannaturale - l'espressione amante appassionato, uno che quando ama ci mette tutto sè stesso. Ma immaginati una persona che è un'amante appassionato e l'altro rimane come un baccalà è una cosa brutta e triste e non funziona. L'amore non decolla e non si compie. Queste cose dentro un matrimonio monogamico sono fondamentali, le coppie vivono su queste tre cose, se il coniuge fa un sms all'altro, l'altro deve rispondere. Se un coniuge fa una gentilezza o abbraccio l'altro deve ricambiare. Se non c'è reazione passa il messaggio che all'altro non gliene freghi nulla, non è una cretinata non rispondere all'sms, perchè se poi diventano 1000 sms ai quali non rispondi mai o rispondi una volta tanto e sei infastidito, questa è una cosa che alla lunga incide negativamente sul rapporto. Gesù ci porta dentro questa triade per farcela vivere con Lui.
«Mia piccola figlia del mio Volere, certo che tutto ciò che passa tra il Creatore e la creatura, gli atti che essa fa e quello che riceve da Dio, servono a mantenere la corrispondenza, a conoscersi di più per amarsi di più ed a mantenere il gioco tra entrambi, per ottenere l’intento di quello che Dio vuole dalla creatura e di quello che essa vuole da Dio. Sicché ogni atto è un gioco che si prepara per fare le più belle vincite e predarsi a vicenda. L’atto serve come materia per giocare e come pegno per aver da dare a chi vince...." Gesù
Non c'è mai una dinamica solitaria. Tu pensi che se dici: Gesù ti amo con la tua volontà, Lui non ti ricambia e non ti farà sentire il tuo amore con qualche carezza? Pensi che Gesù non ti ricambi? Ma stiamo scherzando? Più ci si interscambia con questi atti, più cresce la conoscenza e l'intimità - per un figlio della dv entrare in preghiera - anche quando non c'è la preghiera profonda - si entra più facilmente in preghiera perchè c'è un rapporto h24, anche se io non sto pregando in un certo momento, noi dovremmo arrivare ad un punto nel quale, anche nelle attività che non sono preghiera di per sè, possiamo dire sto amando Gesù e Maria (nel lavare i piatti, - i piatti li lavo con loro e per loro - ma non come un'atteggiarsi da Santo ma come una cosa naturale).
"..ed a mantenere il gioco tra entrambi, per ottenere l’intento di quello che Dio vuole dalla creatura e di quello che essa vuole da Dio..." Gesù
Nessuno si faccia illusioni grosse, magari il Signore te lo dia - non aspettiamoci che Dio ci dia la rivoltella per sparare in testa ad una persona che ci ha fatto del male - altre cose, provare per credere.
"...Sicché ogni atto è un gioco che si prepara per fare le più belle vincite e predarsi a vicenda..." Gesù
Quando partono queste tre cose, inizia a crearsi un vortice d'amore che inevitabilmente l'anima ad essere dominata dalla dv.
"..Onde, chi si fa dominare dalla mia Volontà Divina è bella, è speciosa,.." Gesù
Si diventa belli come comportamenti ed altro e il don è convinto che in uno stadio di dv avanzato - comportamenti poco signorili non si avranno. Negli scritti di Maria Valtorta, Gesù e Maria erano poverissimi - essere signori non vuol dire vivere da cafoni ed avere la puzza sotto il naso - ma sono quei comportamenti ed atteggiamenti sia nel relazionarsi, nel vestire e nel gestire, nel conciarsi ecc... che non si fanno più. Viene a poco a poco naturale abbandonare certe forme brutte da cafoncelli perchè si acquisce questo senso positivo di nobiltà che è una cosa divina. Negli scritti di Maria Valtorta si vede come Gesù e Maria si comportavano da gran signori, a tavola non si mangia ingozzandosi, mangia in maniera composta, usa le posate, non sta seduto tutto storto con i piedi sul tavolo ecc... sono dettagli e cose secondarie, ma dentro questa vita piano piano si sistemano queste cose e non si scende - non perchè si fa lo snob - mantiene il tratto di profondissima umiltà ma non significa sbracarsi o abbandonarsi a cose sconvenienti o disdicevoli. Dio è bello e le persone che stanno in comunione con Lui sono affascinanti perchè hanno quel fascino divino.
"Molto più che ogni atto fatto dalla Divina Volontà nell’atto della creatura, è un seme divino che germoglia in essa, l’atto prepara la terra dove la mia Volontà getta il suo seme per farlo germogliare in pianta divina, perché a seconda il seme che si getta nel seno della terra, nasce quella pianta; se il seme è di fiori, nasce il fiore; se il seme è di frutto, nasce il frutto.......ogni suo atto, contenendo la varietà dei semi divini, è una nota del suo Creatore: un atto dice santità, un altro misericordia, altri giustizia, sapienza, bellezza, amore, insomma si vede un’armonia divina, con tale ordine, che mostra il dito di Dio operante in essa..."
«Figlia mia, amare significa possedere e voler far sua la persona o l’oggetto che si ama. Amare significa vincolo d’amicizia, di parentela o di figliolanza, a seconda più o meno l’intensità dell’amore. Sicché se tra la creatura e Dio non c’è alcun vuoto d’amore divino, se tutti i suoi atti corrono verso Dio per amarlo, se hanno principio dall’amore e nell’amore finiscono, se guarda tutte le cose che appartengono all’Ente Supremo come sue, questo mostra l’amore del figlio verso suo Padre, perché in questo modo non si esce né dalle proprietà divine né dall’abitazione del Padre Celeste, perché l’amore vero costituisce un diritto nella creatura, diritto di figliolanza, diritto di partecipazione di beni, diritto d’essere amato...." Gesù
In questa vita ci si può sfogare con Dio e per chi è sposato anche un pò con il coniuge, tra creature bisogna aspettare l'altra vita. Possedere o voler far sua la persona che si ama. Qua ci sono le gelosie terrene. Il figlio di Dio è un battezzato per adozione ma poi questa figliolanza deve crescere, chiunque vede la foto del padre del don quando era giovane dice che lui è una goccia d'acqua, una fotocopia. Perchè un figlio assomiglia al Padre. Dio è bellissimo, e tu lo diventi, Dio è Amore? Tu ami, Dio è pieno di Sapienza, e tu diventi sapiente. Dio è giustizia e tu sei giustissimo, ecc.... e tutto questo concorre non poco il ti amo. Far un giro nella dv vuol dire scatenare una montagna d'amore. Noi dobbiamo fare una gara segreta tra di noi e in Paradiso vedremo Gesù dire: questo/a si è inventato un giro che non se lo era mai inventato nessuno. Chi aspira a vincere questo premio? Sorprendere il Signore con atti d'amore. Soltanto questo amore che poi diventa non spezzato che concretizza la vita nella dv...
"..Un amore spezzato e che non fa sue le cose nostre, né le difende, non si può chiamare amore di figlio, tutt’al più potrà essere amore d’amicizia, amore di circostanza, amore d’interesse, amore di necessità, che non costituisce un diritto perché solo i figli hanno diritto di possedere i beni del Padre ed il Padre ha il sacrosanto dovere, anche con leggi divine ed umane di far possedere i beni ai figli suoi. Perciò ama sempre, affinché trovi in tutti gli atti tuoi l’amore, l’incontro, il bacio del tuo Creatore.» Gesù
Noi dobbiamo custodire le cose del Padre Nostro e le diffondo e le difendo. Quando non si arriva a questo amore non sono amore di figlio ma amore di amicizia, l'amichetto compagno delle uscite, ecc... quando tu vivi da figlio il Padre ha il sacrosanto dovere di far possedere i beni ai figli suoi.
16 Novembre 1931 Ogni atto umano è un gioco, un pegno per vincere le grazie celesti. L’atto umano è terra dove il Voler Divino getta il suo seme. Come l’amore costituisce un diritto.
Stiamo ad alte quote, è il volume 30, corrisponde al momento della vita pubblica di Gesù e c'è da aspettarsi un cambio di marcia...sotto lo scritto di oggi c'è evidentissima una notissima parabola evangelica di Gesù.
Il La al brano e la nota a cui accordarci è data da queste tre parole: corrispondenza, gioco ed amore di ambo le parti. Il don ripete fino a stancare, le cose ripetute a volte stancano ma se Gesù ci porta sempre qua, vuol dire che questa lezione è basilare. Per entrare bene in questa meditazione dobbiamo entrare nella logica degli innamorati, chi lo è stato o chi lo è si sintonizzi su questo: se io sono innamorato di qualcuno, mi aspetto la corrispondenza in ogni minimo gesto che faccio. Se tu sei innamorato e dici all'anima gemella, tu ti aspetti che ti risponda. Minimo. Se non ci rispondesse nulla ci resteremmo male. La corrispondenza è un qualcosa di basilare in un rapporto d'amore, una risposta mancata ad un tuo gesto d'amore ti fa star male. Quando sto manifestando un piccolo gesto d'amore, mi aspetto un ricambio. Poi c'è il gioco, quando si inizia a giocare con le persone in maniera bella, a fare una battuta - dire una cosa simpatica e in modo bello - il gioco è una modalità meravigliosa di linguaggio d'amore. Il don ha conosciuto ministri di Dio - non facciamo nomi e cognomi - che instauravano con loro confratelli un rapporto basato sulla facezia e sulla battuta, ma tu ci devi stare e se ti offendi o altro rompi subito la poesia. Questa persona che il don ha conosciuto ha detto che quando inizia a giocare e scherzare con una persona è segno che le vuole molto bene, perchè non mi permetterei di entrare in questa modalità se non gli volessi molto bene, ma tu al gioco ci devi stare. Queste cose Gesù le usa per descrivere il rapporto con Lui.
Nelle ore della Passione, Gesù usa - in modo soprannaturale - l'espressione amante appassionato, uno che quando ama ci mette tutto sè stesso. Ma immaginati una persona che è un'amante appassionato e l'altro rimane come un baccalà è una cosa brutta e triste e non funziona. L'amore non decolla e non si compie. Queste cose dentro un matrimonio monogamico sono fondamentali, le coppie vivono su queste tre cose, se il coniuge fa un sms all'altro, l'altro deve rispondere. Se un coniuge fa una gentilezza o abbraccio l'altro deve ricambiare. Se non c'è reazione passa il messaggio che all'altro non gliene freghi nulla, non è una cretinata non rispondere all'sms, perchè se poi diventano 1000 sms ai quali non rispondi mai o rispondi una volta tanto e sei infastidito, questa è una cosa che alla lunga incide negativamente sul rapporto. Gesù ci porta dentro questa triade per farcela vivere con Lui.
«Mia piccola figlia del mio Volere, certo che tutto ciò che passa tra il Creatore e la creatura, gli atti che essa fa e quello che riceve da Dio, servono a mantenere la corrispondenza, a conoscersi di più per amarsi di più ed a mantenere il gioco tra entrambi, per ottenere l’intento di quello che Dio vuole dalla creatura e di quello che essa vuole da Dio. Sicché ogni atto è un gioco che si prepara per fare le più belle vincite e predarsi a vicenda. L’atto serve come materia per giocare e come pegno per aver da dare a chi vince...." Gesù
Non c'è mai una dinamica solitaria. Tu pensi che se dici: Gesù ti amo con la tua volontà, Lui non ti ricambia e non ti farà sentire il tuo amore con qualche carezza? Pensi che Gesù non ti ricambi? Ma stiamo scherzando? Più ci si interscambia con questi atti, più cresce la conoscenza e l'intimità - per un figlio della dv entrare in preghiera - anche quando non c'è la preghiera profonda - si entra più facilmente in preghiera perchè c'è un rapporto h24, anche se io non sto pregando in un certo momento, noi dovremmo arrivare ad un punto nel quale, anche nelle attività che non sono preghiera di per sè, possiamo dire sto amando Gesù e Maria (nel lavare i piatti, - i piatti li lavo con loro e per loro - ma non come un'atteggiarsi da Santo ma come una cosa naturale).
"..ed a mantenere il gioco tra entrambi, per ottenere l’intento di quello che Dio vuole dalla creatura e di quello che essa vuole da Dio..." Gesù
Nessuno si faccia illusioni grosse, magari il Signore te lo dia - non aspettiamoci che Dio ci dia la rivoltella per sparare in testa ad una persona che ci ha fatto del male - altre cose, provare per credere.
"...Sicché ogni atto è un gioco che si prepara per fare le più belle vincite e predarsi a vicenda..." Gesù
Quando partono queste tre cose, inizia a crearsi un vortice d'amore che inevitabilmente l'anima ad essere dominata dalla dv.
"..Onde, chi si fa dominare dalla mia Volontà Divina è bella, è speciosa,.." Gesù
Si diventa belli come comportamenti ed altro e il don è convinto che in uno stadio di dv avanzato - comportamenti poco signorili non si avranno. Negli scritti di Maria Valtorta, Gesù e Maria erano poverissimi - essere signori non vuol dire vivere da cafoni ed avere la puzza sotto il naso - ma sono quei comportamenti ed atteggiamenti sia nel relazionarsi, nel vestire e nel gestire, nel conciarsi ecc... che non si fanno più. Viene a poco a poco naturale abbandonare certe forme brutte da cafoncelli perchè si acquisce questo senso positivo di nobiltà che è una cosa divina. Negli scritti di Maria Valtorta si vede come Gesù e Maria si comportavano da gran signori, a tavola non si mangia ingozzandosi, mangia in maniera composta, usa le posate, non sta seduto tutto storto con i piedi sul tavolo ecc... sono dettagli e cose secondarie, ma dentro questa vita piano piano si sistemano queste cose e non si scende - non perchè si fa lo snob - mantiene il tratto di profondissima umiltà ma non significa sbracarsi o abbandonarsi a cose sconvenienti o disdicevoli. Dio è bello e le persone che stanno in comunione con Lui sono affascinanti perchè hanno quel fascino divino.
"Molto più che ogni atto fatto dalla Divina Volontà nell’atto della creatura, è un seme divino che germoglia in essa, l’atto prepara la terra dove la mia Volontà getta il suo seme per farlo germogliare in pianta divina, perché a seconda il seme che si getta nel seno della terra, nasce quella pianta; se il seme è di fiori, nasce il fiore; se il seme è di frutto, nasce il frutto.......ogni suo atto, contenendo la varietà dei semi divini, è una nota del suo Creatore: un atto dice santità, un altro misericordia, altri giustizia, sapienza, bellezza, amore, insomma si vede un’armonia divina, con tale ordine, che mostra il dito di Dio operante in essa..."
«Figlia mia, amare significa possedere e voler far sua la persona o l’oggetto che si ama. Amare significa vincolo d’amicizia, di parentela o di figliolanza, a seconda più o meno l’intensità dell’amore. Sicché se tra la creatura e Dio non c’è alcun vuoto d’amore divino, se tutti i suoi atti corrono verso Dio per amarlo, se hanno principio dall’amore e nell’amore finiscono, se guarda tutte le cose che appartengono all’Ente Supremo come sue, questo mostra l’amore del figlio verso suo Padre, perché in questo modo non si esce né dalle proprietà divine né dall’abitazione del Padre Celeste, perché l’amore vero costituisce un diritto nella creatura, diritto di figliolanza, diritto di partecipazione di beni, diritto d’essere amato...." Gesù
In questa vita ci si può sfogare con Dio e per chi è sposato anche un pò con il coniuge, tra creature bisogna aspettare l'altra vita. Possedere o voler far sua la persona che si ama. Qua ci sono le gelosie terrene. Il figlio di Dio è un battezzato per adozione ma poi questa figliolanza deve crescere, chiunque vede la foto del padre del don quando era giovane dice che lui è una goccia d'acqua, una fotocopia. Perchè un figlio assomiglia al Padre. Dio è bellissimo, e tu lo diventi, Dio è Amore? Tu ami, Dio è pieno di Sapienza, e tu diventi sapiente. Dio è giustizia e tu sei giustissimo, ecc.... e tutto questo concorre non poco il ti amo. Far un giro nella dv vuol dire scatenare una montagna d'amore. Noi dobbiamo fare una gara segreta tra di noi e in Paradiso vedremo Gesù dire: questo/a si è inventato un giro che non se lo era mai inventato nessuno. Chi aspira a vincere questo premio? Sorprendere il Signore con atti d'amore. Soltanto questo amore che poi diventa non spezzato che concretizza la vita nella dv...
"..Un amore spezzato e che non fa sue le cose nostre, né le difende, non si può chiamare amore di figlio, tutt’al più potrà essere amore d’amicizia, amore di circostanza, amore d’interesse, amore di necessità, che non costituisce un diritto perché solo i figli hanno diritto di possedere i beni del Padre ed il Padre ha il sacrosanto dovere, anche con leggi divine ed umane di far possedere i beni ai figli suoi. Perciò ama sempre, affinché trovi in tutti gli atti tuoi l’amore, l’incontro, il bacio del tuo Creatore.» Gesù
Noi dobbiamo custodire le cose del Padre Nostro e le diffondo e le difendo. Quando non si arriva a questo amore non sono amore di figlio ma amore di amicizia, l'amichetto compagno delle uscite, ecc... quando tu vivi da figlio il Padre ha il sacrosanto dovere di far possedere i beni ai figli suoi.
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