Gesù spiega a Luisa, facendo svatiati esempi, come non ci sia cosa che la creatura prenda, tocchi o veda in cui non ci sia un mare di amore divino in atto nel dirle "ti amo". Ciò che bisogna fare, è prenderne coscienza e ricambiare per sé e per tutti. Libro di Cielo, Volume 28, 1 Aprile 1930, Lunedì 16 Maggio 2022
1 Aprile 1930
Che significa entrare nell'atto primo del Voler Divino; le goccioline che la creatura forma nel suo mare di luce. Come Iddio in tutte le cose create mette tanti atti d'amore per quante volte la creatura si serve di esse. Come la vita ha bisogno d'alimento.
Rileggiamo un'espressione di Gesù che ne costituisce il cuore e il vertice:
"..non c'è cosa che la creatura prenda, tocchi e veda, che il nostro amore non faccia il suo felice incontro con la creatura dicendo: “ti amo”, per darle amore..." Gesù
Cosa si aspetta il Signore? Che tu questo lo riconosci, te ne accorgi, te ne fai presente e lo ricambi. Stai respirando? Entrano dentro le mie narici le molecole dell'ossigeno, questo dà la possibilità ai miei polmoni di ossigenare il sangue, è un grande Ti Amo l'ossigeno. E senza d'acqua non c'è vita. Pensiamo a quanti sacramentali la Madonna è andata realizzando in giro per farci bere, il don se ne ricorda tre: Lourdes, Collevalenza e san Damiano Piacentino. Qua Gesù spiega che la vita nella dv, se uno ci pensa un'attimo, non è altro che questa: farsi consapevoli, riconoscere gli infiniti TI AMO di Dio di cui ci circonda. Ad ogni respiro quante molecole d'aria prendiamo? Sono tutti TI AMO ti Dio. E poi, dentro ogni atomo, quanti TI AMO di Dio ci saranno? Pensiamo al gesto del camminare. Luisa si lamenta che continua a girare facendo le stesse cose.
(Luisa) "...Onde seguivo il mio giro negli atti della Divina Volontà e pensavo tra me: Ma a che servono le mie tante volte che giro e rigiro nel Fiat supremo per seguire gli atti suoi? Ed il mio dolce Gesù ha soggiunto:
"Figlia mia, tutte le vite hanno bisogno d'alimento, senza alimento né si forma la persona né cresce e se questo manca, c'è pericolo che le venga tolta la vita. Ora il seguire la mia Volontà, unirsi ai suoi atti, girare e rigirare in Essa, serve a formare l'alimento per alimentare, formare e far crescere la sua vita nell'anima tua..." Gesù
Più atti fai, più la Divina Volontà si unisce a te e vive in te. Vuoi farla vivere la dv in te? Devi moltiplicare gli atti senza fare i superman della fede, deve essere una cosa naturale e spontanea, cammini sulla terra? C'è un Ti Amo di Dio, quante cose tocchiamo dal mattino alla sera? La scrivania (o mobili) è di legno, e il legno lo ha fatto Dio. Basta essere consapevole di questo, e in ogni atomo e molecola della mano ci sono altri Ti Amo di Dio. La Dv ha depositato la stragrande maggioranza dei suoi atti nella Creazione. Sono atti distinti però stanno in perfetto accordo tra di loro. Prima del peccato originale Adamo riusciva a vederci i distinti TI AMO di Dio ora è diverso, se qualcuno non ce lo dice noi non lo sapremmo. La vita nella dv è formata dalle conoscenze, non posso immaginarmi questo. Per quanto un telefonino sia opera dell'industria umana, però il materiale di cui è fatto sono stati fatti da Dio. Se tu ti fai attento, Gesù dice che tutto quello che vedo o prendo. Gesù non è come noi. Gesù è il Verbo (Parola) di Dio; quando Dio parla a differenza di noi non lo fa a vanvera e le cose che dice sono vere e precise al millimetro noi invece diciamo un sacco di sciocchezze. Una mamma potrebbe dire al figlio: non mi vieni mai a trovare e il figlio potrebbe dire: non è vero che non ti vengo MAI a trovare, vengo ma poche volte. Se Gesù dice una cosa, Lui pondera bene le sue parole. Fatti attento a tutti quanti i TI AMO che Gesù ti mette accanto e ti fa vedere. Il profondo benessere che viene in un'anima che fa queste cose, sta bene, vive....non è poco tutto questo.
"...Il nostro Fiat Divino che mantiene l'equilibrio in tutta la Creazione ed è vita perenne di essa, come vede che la creatura sta per servirsi della luce del Sole mette in esercizio il nostro amore per farlo incontrare nella luce che la creatura riceve; se beve l'acqua, il nostro amore si fa incontrare per dirle mentre beve: ti amo; se respira l'aria, il nostro amore le dice ripetutamente: “ti amo”; se cammina la terra le dice sotto i suoi passi: “ti amo”; non c'è cosa che la creatura prenda, tocchi e veda, che il nostro amore non faccia il suo felice incontro con la creatura dicendo: “ti amo”, per darle amore..." Gesù
Prova a fare un proposito: riconoscere e farti attento ai ti amo di Dio. C'è un problema come sempre: il senso di tutte queste cose:
"..Ma sai tu quale è la causa di tanta insistenza del nostro amore? Per ricevere in ogni cosa che la creatura prende l'incontro del suo amore. Quindi l'amore infinito voleva incontrarsi coll'amore finito e formare un solo, per mettere nella creatura l'Equilibrio del suo amore..." Gesù
Il problema è che la creatura si serve delle cose senza pensarci, molte persone si chiedono cosa significhi bene vivere di divina volontà o di volontà umana, significa questo. Molte volte Gesù lo spiega, che tu ci creda o no, che tu ci pensi o no o che tu lo voglia o no, noi siamo circondati dalla dv e non possiamo uscrine da un punto di vista oggettivo. Uno può anche suicidarsi togliendosi la vita biologica ma non può togliersi l'essere. Il suicidio è una follia. Uno può suicidarsi per smettere di soffrire ma è una stupidaggine perchè poi inizi a soffrire ancora di più perchè te ne vai all'inferno, l'essere non ce lo possiamo togliere. I demoni non possono togliersi l'essere. E' una cosa da pazzi mettersi contro l'Altissimo, ma cosa ti metti a fare? Togliti l'essere se ci riesci. Qualcuno è capace? Adesso questa cosa non è evidente, ma quando saremo dall'altra parte la penseremo diversamente. Noi dentro la dv ci stiamo punto e basta, bisogna vedere se ci stiamo come ladri (l'aria ecc.. non è roba mia, devo ringraziare per l'aria che respiro, bevi? Quella non è roba tua..niente è roba nostra. Abbiamo solo i peccati che facciamo e miserie); dovremmo stare in ginocchio dal mattino alla sera per ringraziare il Signore. Qua (in questi scritti) Gesù spiega come entrarci soggettivamente, come interfacciarsi, come intercettarla e come vivere in questo scambio vita d'amore che ricevo e ricambio.
"... E siccome la creatura si serve delle cose create senza neppure pensare che il nostro amore le va incontro nelle cose che prende, per sentire il nostro ripetuto ritornello “ti amo”, “ti amo” e se ne serve senza avere uno sguardo a Colui che gliele manda, l'amore della creatura resta squilibrato, perché non incontrandosi col nostro amore, perde l'equilibrio e resta disordinato in tutti gli atti suoi, perché ha perduto l'equilibrio Divino e la forza dell'amore del suo Creatore..." Gesù
Quante personalità squilibrate ci sono in giro? L'essere umano che è un'accozzaglia di squilibri e disordini anche nelle anime buone. Qualcuno può percepirlo anche perchè è inevitabile, nei nostri atti ci tradiamo, se compiamo gli atti sono osservatori poco attenti non succede nulla, ma se ci sono persone attente o esperte state tranquilli che ci tradiamo. Si vedono molto bene da fuori, quasi nessuno riesce a vedere i propri squilibri dall'interno ma da fuori si vedono.
"..Perciò sii attenta col tuo ricambio d'amore, per ripararmi tanta freddezza delle creature." Gesù
Quando faccio un giro, mi fondo nella dv, prendo l'amore ovunque si trova e lo ricambio per me e per tutti mettendolo sia nella creatura che non può ricambiarlo e poi per riparare la becera ingratitudine della stragrande maggioranza delle persone che non hanno mai rivolto un mezzo grazie per Colui che le ha create.
"Figlia mia, tutte le vite hanno bisogno d'alimento, senza alimento né si forma la persona né cresce e se questo manca, c'è pericolo che le venga tolta la vita. Ora il seguire la mia Volontà, unirsi ai suoi atti, girare e rigirare in Essa, serve a formare l'alimento per alimentare, formare e far crescere la sua vita nell'anima tua...." Gesù
Come faccio a crescere nella dv? Più atti faccio meglio è, più giri faccio meglio è, più opere sante conforme alla volontà di Dio fai meglio è, ecc.... è un'insieme di opere. E il girare è la quintessenza della vita nella dv, una delle peculiarità che Gesù qua ha esplicitato e che spetta a noi farle nostre.
giovedì 12 gennaio 2023
mercoledì 11 gennaio 2023
Riflessi di luce divina e fermezza
Spettacolare lezione di Gesù sulla luce purissima e inaccessibile e i ruoi rflessi partecipati all'uomo nella creazione. Solo la fermezza nel chiedere fa ottenere i grandi beni richiesti. Libro di Cielo, Volume 28, 24 Marzo 1930, Giovedì 12 Maggio 2022
24 Marzo 1930 La creatura non è altro che effetto dei riflessi di Dio. Amore di Dio nel crearla. La fermezza nel ripetere gli stessi atti forma nell'anima la vita del bene che si vuole.
Meditazione spettacolare in due parti distinte. La prima cosa, Luisa nell'Eden, quante volte ci andava a contemplare la Creazione dell'Uomo? Attenzione ad alcune cose, Gesù con termine consono a quanto affermato al libro della Genesi, afferma che la creazione dell'uomo è una plasmazione.
"..Quindi mentre creammo l'uomo fu tanto il nostro amore che la nostra luce, portando i nostri riflessi su di lui, lo plasmava e, plasmandolo, gli portava gli effetti dei riflessi di Dio..." Gesù
Plasmazione, plasmare il fango, è come una persona che plasma l'argilla e dalle sue operazione esce la forma voluta. L'operazione creativa viene descritta dal libro della Genesi, ciò che viene dalla terra che Dio plasma e il gesto è descritto attraverso i riflessi.
"Figlia mia, il nostro amore s'invaghì tanto nell'atto in cui creammo l'uomo, che non facemmo altro che riflettere su di lui, affinché fosse opera degna delle nostre mani creatrici e come i nostri riflessi piovevano sopra di lui, così nell'uomo veniva infusa l'intelligenza, la vista, l'udito, la parola, il palpito nel cuore, il moto alle mani, il passo ai piedi. Il nostro Essere Divino è purissimo spirito e perciò non abbiamo sensi, nell'insieme di tutto il nostro Essere Divino siamo luce purissima e inaccessibile, questa luce è occhio, è udito, è parola, è opera, è passo. Questa luce fa tutto, guarda tutto, sente tutto, si trova dappertutto, nessuno può sfuggire all'impero della nostra luce..."
Cio che è contento nella luce stessa dell'essenza divina, in Dio non ci sono i sensi. Dio è luce e in Lui non ci sono tenebre. Gesù dice di essere la Luce del mondo, la prima parola pronunziata è sia Luce. E Luce fu. E questa luce tutto guarda, sente, si trova dovunque e fa. Non c'è un minimo pensiero della nostra anima che non sia conosciuto da Dio. Non dobbiamo mai sfuggire dalla luce dell'Altissimo, se uno vuol essere certo di agire secondo coscienza deve mettersi sotto questa luce. Prendere coscienza che Dio mi guarda, sa le mie intenzioni profonde e per chi e cosa sto facendo questa azione, se fossi cosciente di stare di fronte a questa luce..cosa farei? Esempio del don: pensa a quello che vuoi fare e pensa che un giorno ti troverai di fronte al Signore, perchè un giorno ti ci ritroverai, potresti dire al Signore: io dinnanzi a Te ho fatto questa cosa perchè pensavo che fosse veramente il bene e la Tua sola Volontà? Farlo sinceramente. Già lo sappiamo cosa dobbiamo fare nel nostro cuore cosa dobbiamo fare, noi non possiamo sfuggire da questa luce, possiamo solo illuderci. Dio vede tutto. Tutto. E di ogni minimo pensiero, affetto ecc.. ci chiederà conto. Qualsiasi cosa sia nascosta apparirà e nulla di impunito non ci sarà. Nemmeno un pensiero balordo o intenzione impura. Dentro l'orizzonte dell'amore e della dv non ha nulla di minaccioso, una persona che vive nella Divina Volontà, quale sarebbe il più grande dolore - per una persona che aspira a vivere nel dv - che uno potrebbe avere? Dispiacere anche nella cosa più piccola a Nostro Signore, il sapere di stare sotto la luce di Dio, non è vista come una violazione della privacy ma siamo contenti perchè abbiamo la possibilità in continuazione di crescere e di vedere dove sta bene e di confrontarci e di farci correggere. Chi deve temere il giudizio di Dio? Quelli che sfuggono a Dio o lo combattono. Il giorno del Signore verrà come un ladro per quelli che vanno a bere ed ubriacarsi, ma per gli amici di Dio è diverso perchè stanno svegli e lo aspettano.
Dai riflessi vengono i nostri occhi, udito, ecc.. abbiamo perduto la perfezione di Adamo e attenzione Gesù dà un piccolo rimprovero:
"..Si poteva dare amore più grande? Eppure si serve dei nostri riflessi per offenderci, mentre avrebbe dovuto servirsi dei nostri riflessi per venire a noi e, coi riflessi dati da noi, dirci: come mi creò bello il tuo amore ed io, per contraccambio, ti amo, t'amerò sempre e voglio vivere nella luce della tua Divina Volontà." Gesù
Mentre se deve servire, dei riflessi di Dio, per venire a Dio. Cosa guardi te? Un'occhio che viene da Dio non si mette a vedere l'immondezzaio che c'è in giro (spettacoli osceni e altro ndr) meno che mai sulle porcherie. Ma ti pare che io usi l'occhio per queste schifezze? Le orecchie, quante sciocchezze facciamo entrare nella nostra anima/cervello facciamo entrare con le orecchie e occhi? Io non voglio usare le mie orecchie per questo immonedazzaio. Le parole? Dio ci conceda la grazia a non dire volgarità, sparlare, maledire, bestemmiare, ecc... neanche parole inutili. Di ogni parola oziosa ne dovremo rispondere di fronte a Dio. Come usiamo il tempo? Noi dobbiamo usare il tempo per la gloria di Dio e per produrre un sacco di bene. I passi, dove andiamo? Che facciamo? Per la gloria di Dio e non per offenderlo. Ricambiamo il Signore lodandolo col cuore nel dv per questi riflessi.
"..Onde continuavo a seguire gli atti nel Fiat Divino e pensavo tra me: incomincio sempre da capo, ripetere, ripetere sempre la lunga storia dei miei atti del Voler Divino, la lunga cantilena del mio ti amo; ma quali ne sono gli effetti? Oh se potessi ottenere che la Divina Volontà fosse conosciuta e regnasse sulla terra! Almeno farei tanto guadagno..." Luisa
Luisa si domanda come mai ogni giorno doveva girare ogni giorno a chiedere il Regno e a mettere il suo Ti Amo dovunque.
Alcune cose sono sempre le stesse, il Sole è sempre quello. Possiamo elaborarlo un pò ma è sempre così. la Messa è fondamentalmente sempre uguale, e ci andiamo tutti i giorni, il fatto della comunione si ripete costantemente e la nostra vita è una ripetizione continua. E' proprio questa costanza nel ripetere a muovere Dio il dono che uno chiede.
San Giacomo Lettera 1 ("..5Se qualcuno di voi è privo di sapienza, la domandi a Dio, che dona a tutti con semplicità e senza condizioni, e gli sarà data. 6La domandi però con fede, senza esitare, perché chi esita somiglia all’onda del mare, mossa e agitata dal vento. 7Un uomo così non pensi di ricevere qualcosa dal Signore: 8è un indeciso, instabile in tutte le sue azioni.)
Che belle queste parole. (non pensi di ricevere qualcosa dal Signore: 8è un indeciso, instabile in tutte le sue azioni). Animo oscillante (o indeciso) ed instabile in tutte le sue azioni. Capiamo quanto è importante la ripetizione e costanza? L'uomo instabile in greco si dice letteralmente un'anima dalla doppia psiche, cioè uno che pensa una cosa e poi pensa un'altra, che non ha trovato l'unità interiore e il centro focale che è Dio, sta ancora diviso tra Dio e mondo. Ha la doppia vita e personalità. Quando prega sembra un'angioletto e quando finisce si tuffa nel mondo. La maggioranza delle persone concepisce la fede come questo, come qualcosa che tu apri delle finestre quando preghi e poi le chiudi. L'altro termine (akatastos?) c'è alfa privativo, cioè una persona che sta dritta e con l'alfa non sta in piedi. E' l'incostante e l'instabile; queste due problematiche, la divisione interiore e l'instabilità chi ce l'ha non soltanto non pensi di ricevere qualcosa da Dio e di non entrare nella dv. Perchè per entrare nella dv è che per quanto ne capisce ed intenda, la mia volontà non la userò, ne farò rimanere una sola. La nostra volontà umana è completamente assorbita e fusa con quella divina, non vive una vita schizofrenica un pò con Dio e un pò con qualcos'altro, ma sta ininterrottamente operando con Dio. Il don ci dice che la sua esperienza di sacerdote gli ha fatto apprezzare la stima della costanza. Il don ha visto una caterva di vite e di cadute anche eccellenti motivate dal fatto che si è andati avanti per un certo tempo e poi c'è stato il capitombolo. La Fede è di chi persevera fino alla fine. La Chiesa nel Concilio di Trento ha sancito che la perseveranza finale è un dono di Dio ed è un dono che dobbiamo chiedere perchè è difficile rimanere in piedi senza cadere facendo sempre meglio. Voltarsi indietro, quante persone? E altro che statue di sale?
"Figlia mia, la fermezza nel chiedere forma la vita del bene che si chiede, dispone l'anima a ricevere il bene che vuole e muove Iddio a dare il dono che si chiede..." Gesù
Lasciamo perdere tutte le altre sciocchezze, notte e giorno dobbiamo chiedere questo e dire al Signore: fino a quando non me la dai, io non ci cesserò il mio grido giorno e notte. E presto o tardi me lo dovrai dare. Ci vorranno 40 anni? E io continuo. Ma dove sono gli esseri umani che queste cose le vivono? E noi cerchiamo di esserci tra quei pochissimi.
"..La fermezza nel chiedere è assicurazione che il dono è suo..." Gesù
Se noi stiamo ancora in piedi, senza metterci l'alfa privativo davanti, presto o tardi la quadra deve arrivare non può non arrivare, chiediamo al Signore che formano in sè l'esercizio e l'abitudine del bene che possiedono.
24 Marzo 1930 La creatura non è altro che effetto dei riflessi di Dio. Amore di Dio nel crearla. La fermezza nel ripetere gli stessi atti forma nell'anima la vita del bene che si vuole.
Meditazione spettacolare in due parti distinte. La prima cosa, Luisa nell'Eden, quante volte ci andava a contemplare la Creazione dell'Uomo? Attenzione ad alcune cose, Gesù con termine consono a quanto affermato al libro della Genesi, afferma che la creazione dell'uomo è una plasmazione.
"..Quindi mentre creammo l'uomo fu tanto il nostro amore che la nostra luce, portando i nostri riflessi su di lui, lo plasmava e, plasmandolo, gli portava gli effetti dei riflessi di Dio..." Gesù
Plasmazione, plasmare il fango, è come una persona che plasma l'argilla e dalle sue operazione esce la forma voluta. L'operazione creativa viene descritta dal libro della Genesi, ciò che viene dalla terra che Dio plasma e il gesto è descritto attraverso i riflessi.
"Figlia mia, il nostro amore s'invaghì tanto nell'atto in cui creammo l'uomo, che non facemmo altro che riflettere su di lui, affinché fosse opera degna delle nostre mani creatrici e come i nostri riflessi piovevano sopra di lui, così nell'uomo veniva infusa l'intelligenza, la vista, l'udito, la parola, il palpito nel cuore, il moto alle mani, il passo ai piedi. Il nostro Essere Divino è purissimo spirito e perciò non abbiamo sensi, nell'insieme di tutto il nostro Essere Divino siamo luce purissima e inaccessibile, questa luce è occhio, è udito, è parola, è opera, è passo. Questa luce fa tutto, guarda tutto, sente tutto, si trova dappertutto, nessuno può sfuggire all'impero della nostra luce..."
Cio che è contento nella luce stessa dell'essenza divina, in Dio non ci sono i sensi. Dio è luce e in Lui non ci sono tenebre. Gesù dice di essere la Luce del mondo, la prima parola pronunziata è sia Luce. E Luce fu. E questa luce tutto guarda, sente, si trova dovunque e fa. Non c'è un minimo pensiero della nostra anima che non sia conosciuto da Dio. Non dobbiamo mai sfuggire dalla luce dell'Altissimo, se uno vuol essere certo di agire secondo coscienza deve mettersi sotto questa luce. Prendere coscienza che Dio mi guarda, sa le mie intenzioni profonde e per chi e cosa sto facendo questa azione, se fossi cosciente di stare di fronte a questa luce..cosa farei? Esempio del don: pensa a quello che vuoi fare e pensa che un giorno ti troverai di fronte al Signore, perchè un giorno ti ci ritroverai, potresti dire al Signore: io dinnanzi a Te ho fatto questa cosa perchè pensavo che fosse veramente il bene e la Tua sola Volontà? Farlo sinceramente. Già lo sappiamo cosa dobbiamo fare nel nostro cuore cosa dobbiamo fare, noi non possiamo sfuggire da questa luce, possiamo solo illuderci. Dio vede tutto. Tutto. E di ogni minimo pensiero, affetto ecc.. ci chiederà conto. Qualsiasi cosa sia nascosta apparirà e nulla di impunito non ci sarà. Nemmeno un pensiero balordo o intenzione impura. Dentro l'orizzonte dell'amore e della dv non ha nulla di minaccioso, una persona che vive nella Divina Volontà, quale sarebbe il più grande dolore - per una persona che aspira a vivere nel dv - che uno potrebbe avere? Dispiacere anche nella cosa più piccola a Nostro Signore, il sapere di stare sotto la luce di Dio, non è vista come una violazione della privacy ma siamo contenti perchè abbiamo la possibilità in continuazione di crescere e di vedere dove sta bene e di confrontarci e di farci correggere. Chi deve temere il giudizio di Dio? Quelli che sfuggono a Dio o lo combattono. Il giorno del Signore verrà come un ladro per quelli che vanno a bere ed ubriacarsi, ma per gli amici di Dio è diverso perchè stanno svegli e lo aspettano.
Dai riflessi vengono i nostri occhi, udito, ecc.. abbiamo perduto la perfezione di Adamo e attenzione Gesù dà un piccolo rimprovero:
"..Si poteva dare amore più grande? Eppure si serve dei nostri riflessi per offenderci, mentre avrebbe dovuto servirsi dei nostri riflessi per venire a noi e, coi riflessi dati da noi, dirci: come mi creò bello il tuo amore ed io, per contraccambio, ti amo, t'amerò sempre e voglio vivere nella luce della tua Divina Volontà." Gesù
Mentre se deve servire, dei riflessi di Dio, per venire a Dio. Cosa guardi te? Un'occhio che viene da Dio non si mette a vedere l'immondezzaio che c'è in giro (spettacoli osceni e altro ndr) meno che mai sulle porcherie. Ma ti pare che io usi l'occhio per queste schifezze? Le orecchie, quante sciocchezze facciamo entrare nella nostra anima/cervello facciamo entrare con le orecchie e occhi? Io non voglio usare le mie orecchie per questo immonedazzaio. Le parole? Dio ci conceda la grazia a non dire volgarità, sparlare, maledire, bestemmiare, ecc... neanche parole inutili. Di ogni parola oziosa ne dovremo rispondere di fronte a Dio. Come usiamo il tempo? Noi dobbiamo usare il tempo per la gloria di Dio e per produrre un sacco di bene. I passi, dove andiamo? Che facciamo? Per la gloria di Dio e non per offenderlo. Ricambiamo il Signore lodandolo col cuore nel dv per questi riflessi.
"..Onde continuavo a seguire gli atti nel Fiat Divino e pensavo tra me: incomincio sempre da capo, ripetere, ripetere sempre la lunga storia dei miei atti del Voler Divino, la lunga cantilena del mio ti amo; ma quali ne sono gli effetti? Oh se potessi ottenere che la Divina Volontà fosse conosciuta e regnasse sulla terra! Almeno farei tanto guadagno..." Luisa
Luisa si domanda come mai ogni giorno doveva girare ogni giorno a chiedere il Regno e a mettere il suo Ti Amo dovunque.
Alcune cose sono sempre le stesse, il Sole è sempre quello. Possiamo elaborarlo un pò ma è sempre così. la Messa è fondamentalmente sempre uguale, e ci andiamo tutti i giorni, il fatto della comunione si ripete costantemente e la nostra vita è una ripetizione continua. E' proprio questa costanza nel ripetere a muovere Dio il dono che uno chiede.
San Giacomo Lettera 1 ("..5Se qualcuno di voi è privo di sapienza, la domandi a Dio, che dona a tutti con semplicità e senza condizioni, e gli sarà data. 6La domandi però con fede, senza esitare, perché chi esita somiglia all’onda del mare, mossa e agitata dal vento. 7Un uomo così non pensi di ricevere qualcosa dal Signore: 8è un indeciso, instabile in tutte le sue azioni.)
Che belle queste parole. (non pensi di ricevere qualcosa dal Signore: 8è un indeciso, instabile in tutte le sue azioni). Animo oscillante (o indeciso) ed instabile in tutte le sue azioni. Capiamo quanto è importante la ripetizione e costanza? L'uomo instabile in greco si dice letteralmente un'anima dalla doppia psiche, cioè uno che pensa una cosa e poi pensa un'altra, che non ha trovato l'unità interiore e il centro focale che è Dio, sta ancora diviso tra Dio e mondo. Ha la doppia vita e personalità. Quando prega sembra un'angioletto e quando finisce si tuffa nel mondo. La maggioranza delle persone concepisce la fede come questo, come qualcosa che tu apri delle finestre quando preghi e poi le chiudi. L'altro termine (akatastos?) c'è alfa privativo, cioè una persona che sta dritta e con l'alfa non sta in piedi. E' l'incostante e l'instabile; queste due problematiche, la divisione interiore e l'instabilità chi ce l'ha non soltanto non pensi di ricevere qualcosa da Dio e di non entrare nella dv. Perchè per entrare nella dv è che per quanto ne capisce ed intenda, la mia volontà non la userò, ne farò rimanere una sola. La nostra volontà umana è completamente assorbita e fusa con quella divina, non vive una vita schizofrenica un pò con Dio e un pò con qualcos'altro, ma sta ininterrottamente operando con Dio. Il don ci dice che la sua esperienza di sacerdote gli ha fatto apprezzare la stima della costanza. Il don ha visto una caterva di vite e di cadute anche eccellenti motivate dal fatto che si è andati avanti per un certo tempo e poi c'è stato il capitombolo. La Fede è di chi persevera fino alla fine. La Chiesa nel Concilio di Trento ha sancito che la perseveranza finale è un dono di Dio ed è un dono che dobbiamo chiedere perchè è difficile rimanere in piedi senza cadere facendo sempre meglio. Voltarsi indietro, quante persone? E altro che statue di sale?
"Figlia mia, la fermezza nel chiedere forma la vita del bene che si chiede, dispone l'anima a ricevere il bene che vuole e muove Iddio a dare il dono che si chiede..." Gesù
Lasciamo perdere tutte le altre sciocchezze, notte e giorno dobbiamo chiedere questo e dire al Signore: fino a quando non me la dai, io non ci cesserò il mio grido giorno e notte. E presto o tardi me lo dovrai dare. Ci vorranno 40 anni? E io continuo. Ma dove sono gli esseri umani che queste cose le vivono? E noi cerchiamo di esserci tra quei pochissimi.
"..La fermezza nel chiedere è assicurazione che il dono è suo..." Gesù
Se noi stiamo ancora in piedi, senza metterci l'alfa privativo davanti, presto o tardi la quadra deve arrivare non può non arrivare, chiediamo al Signore che formano in sè l'esercizio e l'abitudine del bene che possiedono.
domenica 8 gennaio 2023
Il valore del sacrificio e della persona
Gesù spiega come davanti alla Divina Volontà conti il numero degli atti compiuti per ottenere un bene e il sacrificio in essi profuso. Nessuno può trasformare in divini gli atti degli altri. Primato della persona. Libro di Cielo, Volume 28, 12 Marzo 1930, Mercoledì 11 Maggio 2022
12 Marzo 1930 Come Dio non conta il tempo ma gli atti che facciamo. Esempio di Noè. Il bene che possiede un sacrificio prolisso e continuo. Come ciascun atto di creatura possiede il suo germe distinto .
Meditazione distinta in due parti. Gesù fa un esplicito ad una nota vicenda biblica (Noè, la sua arca e il diluvio universale).
"Figlia mia, la nostra Sapienza infinita, quando deve dare un bene alla creatura, non conta il tempo ma gli atti delle creature, perché innanzi alla Divinità non esistono giorni ed anni, ma un solo giorno perenne e perciò non misuriamo il tempo, ma contiamo gli atti che hanno fatto..." Gesù
1) Dio non dà determinati beni se non stati compiuti un certo numero di atti capaci di meritarli (fermo restando ciò che ci siamo detti: in senso stretto non si merita nulla davanti a Dio, tutto dipende dalla divina misericordia e dalla dv ma Dio vuole che la creatura con i suoi atti si meriti quei grandi beni che Lui stesso ha promesso e che dipendo dalla sua Misericordia). Gesù ci ha messo 4000 anni per redimere il genere umano? Sì e nò perchè ha aspettato che fossero compiuti tutti il numero di atti sufficenti richiesti, prima no. Ecco perchè è così importante nel moltiplicare gli atti. Il don ama sempre fare esempi conosciuti: la conversione di Sant'Agostino è costata 30 anni di preghiere, lacrime, messe quotidiane ecc.. da parte di sua mamma. Uno dei quattro padri della Chiesa latina, un grandissimo teologo che fece un sacco di bene. Le cose che ha scritto e fondato - il monachesimo occidentale - le cose che ha scritto e l'importanza del suo pensiero, una stanza intera forse conterrebbe i libri. Ha scritto tantissimo. Domanda: ma se Santa Monica si fosse fermata a 28 anni? Probabilmente non si sarebbe convertito e non avrebbe fatto ciò che ha fatto dopo. Per quanto ne sappiamo non possiamo pensare altro che questo.
Nella storia ci sono stati dei grandi fallimenti ma anche delle grandi vittorie. Adamo ha fallito, Noè non ha fallito e meno male che non ha fallito.
"..Molto più che gli uomini costringevano la nostra giustizia a sterminarli dalla faccia della terra, come successe nel diluvio, quando solo Noè meritò, con l'ubbidire alla nostra Volontà e con la prolissità del suo lungo sacrificio di fabbricare l'Arca, di salvarsi con la sua famiglia e di trovare nei suoi atti la continuazione della nuova generazione in cui sarebbe venuto il promesso Messia. Un sacrificio prolisso e continuo possiede tale attrattiva e forza rapitrice presso l'Ente Supremo, che lo fanno determinare a dare beni grandi e continuazione di vita al genere umano. Se Noè non ci avesse ubbidito e non si fosse sacrificato a compiere un lavoro così lungo, sarebbe stato travolto anche lui nel diluvio e, non salvando se stesso, il mondo, la novella generazione sarebbe finita..." Gesù
L'arca di Noè era colossale, se il don non si ricorda male 150 metri di lunghezza e una 50 metri di largherzza e 25 metri d'altezza...era una cosa enorme. Ma quanto ci ha messo per costruirla? E quanta fatica e lavoro? Quanta fatica a raccattare gli animali? In un momento dove c'era altra gente oltre a Noè, in un contesto dove fare quella cosa la gente lo prendeva in giro. Niente, Noè ha fatto, faticato e ha compiuto un'impresa titanica facendo un'impresa la buio semplicemente basandosi sulla fede non curandosi delle burle del prossimo. Fortuna che l'ha fatta altrimenti il genere umano sarebbe stato estinto. Ogni tanto fa bene pensare a queste cose e fa bene in senso educativo ed edifcante per noi. Le nostre scelte (anche nella seconda parte lo dice) sono delle cose molto serie.
Alcune cose che ci sono della dv non siamo adoperate in chiave deresponsabilizzante o come scappatoie che non ci possono essere. Tante volte hanno chiesto al don: posso rifare io gli atti di un'altra persona nella dv? Gesù dice di no. E' chiaro che ogni volta che facciamo un giro andiamo a portare del bene in giro, sollecitare delle grazie che certamente arriveranno ma noi non abbiamo il potere di cambiare la natura di un'atto dopo che è stato compiuto. L'atto è quello specialmente quando riguarda atti di altre persone?
(Luisa)"..Dopo di ciò, continuavo il mio giro nel Fiat Divino per portare tutti gli atti delle creature in omaggio al mio Creatore e pensavo tra me: se potrò raccogliere tutto ciò che esse hanno fatto e chiudere tutto nel Voler Divino non si cambieranno in atti di Divina Volontà?.."
Facciamo così: io prendo tutti gli atti delle persone, ci metto il mio ti amo fuso con la dv, li porto in omaggio al Creatore e quindi dico: tutti quanti atti divini ma non funziona così.
"Figlia mia, ogni atto delle creature, possiede il suo germe a secondo come è stato fatto, se non è stato fatto nel mio Fiat Divino non possiede il suo germe, quindi non potrà mai essere atto di mia Volontà; perché nell'atto di farlo mancava il suo germe di luce, che ha virtù di cambiarlo in Sole quando il suo germe di luce sta come atto primo nell'atto della creatura. Negli atti delle creature succede, che se una persona ha il seme dei fiori, seminandolo avrà fiori e se semina il seme dei frutti, avrà frutti; e né il seme dei fiori darà frutti né quello dei frutti darà fiori, ma ciascuno darà a seconda la natura del suo seme...." Gesù
Una cosa viene prodotta secondo la propria specie, e una volta che esce fuori rimane tale così. Un'atto umano rimarrà tale.
"..Così per gli atti delle creature: se nell'atto c'è stato un fine buono, uno scopo santo, per piacermi, per amarmi, in ciascun atto si vedrà il germe della bontà, nell'altro il germe della santità, il germe di piacermi, il germe d'amarmi; questi germi non sono luce, ma simboleggiano chi il fiore, chi il frutto, chi una pianticella e chi una gemma preziosa ed io sento l'omaggio del fiore, del frutto e così di seguito, ma non l'omaggio che mi può dare un Sole; e se tu raccogli tutti questi atti per chiuderli nel mio Fiat, restano quali sono, ognuno ha la natura che il seme ha dato e si vedono che sono atti che può fare la creatura, non atti che può fare la mia Divina Volontà col suo germe di luce nell'atto di esse. Il germe di Volontà Divina non viene ceduto da Essa se non quando la creatura vive in Essa e negli atti suoi le da il primo posto d'onore." Gesù
Arriva il germe di questa particolare sfumatura ma non arriva il Sole dell'atto divino. E questo quando accade? Quando la creatura vive nella dv e gli dà un posto d'onore. Qui entriamo nel campo in cui non si possono fare le cose per gli altri. Il don apre una piccola parentesi: chi ha letto il trattato della Vera Devozione dovrebbe arrivarci: io non posso trasformare in divino l'atto di un'altra persona perchè non ne ho nessuna autorità, non è un'atto mio. Chi conosce la consacrazione Totus Tuus, sa bene la consacrazione alla Madonna dà una peculiarità del tutto specifica: è una cosa talmente preziosa e personale, chi si consacra alla Madonna cede il valore delle proprie opere passate, presenti e future nell'eternità, è completamente nudo davanti a Dio, non ha nulla, come uno schiavo e con i ceppi ai piedi (ecco il segno della catenella). Il don fa un'opera di carità (esempio) ogni volta che facciamo un'opera buona, quella da Dio viene considerata sotto quattro punti di vista: 1) quella opera buona farà aumentare la mia grazia, pensiamo alla parabola dei talenti, se tu traffichi un talento quello raddoppia e Dio se la segna nel libro della mia esistenza e quando mi presenterò davanti a Dio essa sarà ricompensata specie se l'avrò fatta stando in grazia di Dio, significa che per quanto piccola mi darà un grado di gloria in più in Cielo. 2) Ogni opera buona che facciamo è un'impetrazione che si eleva al Signore, con questa opera buona il Signore farà arrivare qualche grazia su qualcun'altro, impetrerò qualche grazia per il prossimo - e questi si chiamano meriti impetratori - 3 o 4) un'opera buona espia qualsiasi pena che abbiamo ancora da purificare a causa delle nostre mancanze - meriti espiatori. San Luigi dice che i primi due li posso anche cedere alla Madonna, ma Lei li può abbellirli ma non posso cederli ad altri, la grazia che io ho meritato non può essere ceduta ad un'altro e così il grado di gloria non lo posso cedere ad un'altro. Posso cedere invece tutta una serie di benefici che possono derivare da quell'atto (in modo ulteriore) a me vanno ad altri e vanno a sconto dei peccati ad altri. I primi non si possono cedere perchè sono miei. Solo Gesù in quanto capo del genere umano, ha ceduto i suoi, andiamo in Paradiso perchè ce lo ha meritato. I meriti di grazia e di gloria si comunicano solo in un caso: partono dal Capo e vanno alle membra, ma non si comunicano tra le membra.
Ecco perchè noi dobbiamo essere consapevoli e riscoprire la dimensione personale della nostra vita di fede: quello che fai tu e che andrà a ridondare in bene o in male non lo può fare nessuno al posto tuo. Quando noi facciamo un sacco di giri, con essi produciamo ed attiriamo un sacco di grazie in giro, ma non trasforma nessun'atto del prossimo in sole. Se vogliamo produrre dei soli divini, possiamo portare i nostri atti nel divin volere, abbiamo potere su di essi, non quelli degli altri.
Conclusioni: grandi cose dal Cielo richiedono grandi sacrifici e continuati nel tempo, chi pensa di pregare tre giorni e di ricevere la grazia ha sbagliato indirizzo e Dio non l'ha mai fatto. Ma se ci si mette un sacrificio lungo e di tanti anni allora la grazia arriva, specialmente le grazie più grandi. La vita nella dv è il dono dei doni, grazia più grande non esiste. Chi getta la spugna al primo tentativo non ha capito nulla. Il fatto che Gesù voglia dare un dono non signifca affatto anzi che il destinatario non raggiunga quel numero di sacrifici, preghiere, attese, ecc....se non raggiunge il numero, quel dono non gli arriva. Nessuno (2) può sostituire la nostra volontà nel compiere le nostre operazioni, noi preghiamo al plurale perchè ogni preghiera ridonda a bene di tutti, però quanto cresceremo in grazia e in gloria e quanto saremo alti in Cielo, dipende da noi e da quello che facciomo e non possiamo farlo al posto di nessuno. Dev'essere chiaro. La Verità va sempre ben conosciuta. Se ci fossero delle contraddizioni tra Libri di Cielo e Magistero e di ciò che ci insegna la Chiesa ci sarebbero dei sospetti ma non essendoci (anzi l'opposto) è una conferma della bontà e della soprannaturalità di essi.
12 Marzo 1930 Come Dio non conta il tempo ma gli atti che facciamo. Esempio di Noè. Il bene che possiede un sacrificio prolisso e continuo. Come ciascun atto di creatura possiede il suo germe distinto .
Meditazione distinta in due parti. Gesù fa un esplicito ad una nota vicenda biblica (Noè, la sua arca e il diluvio universale).
"Figlia mia, la nostra Sapienza infinita, quando deve dare un bene alla creatura, non conta il tempo ma gli atti delle creature, perché innanzi alla Divinità non esistono giorni ed anni, ma un solo giorno perenne e perciò non misuriamo il tempo, ma contiamo gli atti che hanno fatto..." Gesù
1) Dio non dà determinati beni se non stati compiuti un certo numero di atti capaci di meritarli (fermo restando ciò che ci siamo detti: in senso stretto non si merita nulla davanti a Dio, tutto dipende dalla divina misericordia e dalla dv ma Dio vuole che la creatura con i suoi atti si meriti quei grandi beni che Lui stesso ha promesso e che dipendo dalla sua Misericordia). Gesù ci ha messo 4000 anni per redimere il genere umano? Sì e nò perchè ha aspettato che fossero compiuti tutti il numero di atti sufficenti richiesti, prima no. Ecco perchè è così importante nel moltiplicare gli atti. Il don ama sempre fare esempi conosciuti: la conversione di Sant'Agostino è costata 30 anni di preghiere, lacrime, messe quotidiane ecc.. da parte di sua mamma. Uno dei quattro padri della Chiesa latina, un grandissimo teologo che fece un sacco di bene. Le cose che ha scritto e fondato - il monachesimo occidentale - le cose che ha scritto e l'importanza del suo pensiero, una stanza intera forse conterrebbe i libri. Ha scritto tantissimo. Domanda: ma se Santa Monica si fosse fermata a 28 anni? Probabilmente non si sarebbe convertito e non avrebbe fatto ciò che ha fatto dopo. Per quanto ne sappiamo non possiamo pensare altro che questo.
Nella storia ci sono stati dei grandi fallimenti ma anche delle grandi vittorie. Adamo ha fallito, Noè non ha fallito e meno male che non ha fallito.
"..Molto più che gli uomini costringevano la nostra giustizia a sterminarli dalla faccia della terra, come successe nel diluvio, quando solo Noè meritò, con l'ubbidire alla nostra Volontà e con la prolissità del suo lungo sacrificio di fabbricare l'Arca, di salvarsi con la sua famiglia e di trovare nei suoi atti la continuazione della nuova generazione in cui sarebbe venuto il promesso Messia. Un sacrificio prolisso e continuo possiede tale attrattiva e forza rapitrice presso l'Ente Supremo, che lo fanno determinare a dare beni grandi e continuazione di vita al genere umano. Se Noè non ci avesse ubbidito e non si fosse sacrificato a compiere un lavoro così lungo, sarebbe stato travolto anche lui nel diluvio e, non salvando se stesso, il mondo, la novella generazione sarebbe finita..." Gesù
L'arca di Noè era colossale, se il don non si ricorda male 150 metri di lunghezza e una 50 metri di largherzza e 25 metri d'altezza...era una cosa enorme. Ma quanto ci ha messo per costruirla? E quanta fatica e lavoro? Quanta fatica a raccattare gli animali? In un momento dove c'era altra gente oltre a Noè, in un contesto dove fare quella cosa la gente lo prendeva in giro. Niente, Noè ha fatto, faticato e ha compiuto un'impresa titanica facendo un'impresa la buio semplicemente basandosi sulla fede non curandosi delle burle del prossimo. Fortuna che l'ha fatta altrimenti il genere umano sarebbe stato estinto. Ogni tanto fa bene pensare a queste cose e fa bene in senso educativo ed edifcante per noi. Le nostre scelte (anche nella seconda parte lo dice) sono delle cose molto serie.
Alcune cose che ci sono della dv non siamo adoperate in chiave deresponsabilizzante o come scappatoie che non ci possono essere. Tante volte hanno chiesto al don: posso rifare io gli atti di un'altra persona nella dv? Gesù dice di no. E' chiaro che ogni volta che facciamo un giro andiamo a portare del bene in giro, sollecitare delle grazie che certamente arriveranno ma noi non abbiamo il potere di cambiare la natura di un'atto dopo che è stato compiuto. L'atto è quello specialmente quando riguarda atti di altre persone?
(Luisa)"..Dopo di ciò, continuavo il mio giro nel Fiat Divino per portare tutti gli atti delle creature in omaggio al mio Creatore e pensavo tra me: se potrò raccogliere tutto ciò che esse hanno fatto e chiudere tutto nel Voler Divino non si cambieranno in atti di Divina Volontà?.."
Facciamo così: io prendo tutti gli atti delle persone, ci metto il mio ti amo fuso con la dv, li porto in omaggio al Creatore e quindi dico: tutti quanti atti divini ma non funziona così.
"Figlia mia, ogni atto delle creature, possiede il suo germe a secondo come è stato fatto, se non è stato fatto nel mio Fiat Divino non possiede il suo germe, quindi non potrà mai essere atto di mia Volontà; perché nell'atto di farlo mancava il suo germe di luce, che ha virtù di cambiarlo in Sole quando il suo germe di luce sta come atto primo nell'atto della creatura. Negli atti delle creature succede, che se una persona ha il seme dei fiori, seminandolo avrà fiori e se semina il seme dei frutti, avrà frutti; e né il seme dei fiori darà frutti né quello dei frutti darà fiori, ma ciascuno darà a seconda la natura del suo seme...." Gesù
Una cosa viene prodotta secondo la propria specie, e una volta che esce fuori rimane tale così. Un'atto umano rimarrà tale.
"..Così per gli atti delle creature: se nell'atto c'è stato un fine buono, uno scopo santo, per piacermi, per amarmi, in ciascun atto si vedrà il germe della bontà, nell'altro il germe della santità, il germe di piacermi, il germe d'amarmi; questi germi non sono luce, ma simboleggiano chi il fiore, chi il frutto, chi una pianticella e chi una gemma preziosa ed io sento l'omaggio del fiore, del frutto e così di seguito, ma non l'omaggio che mi può dare un Sole; e se tu raccogli tutti questi atti per chiuderli nel mio Fiat, restano quali sono, ognuno ha la natura che il seme ha dato e si vedono che sono atti che può fare la creatura, non atti che può fare la mia Divina Volontà col suo germe di luce nell'atto di esse. Il germe di Volontà Divina non viene ceduto da Essa se non quando la creatura vive in Essa e negli atti suoi le da il primo posto d'onore." Gesù
Arriva il germe di questa particolare sfumatura ma non arriva il Sole dell'atto divino. E questo quando accade? Quando la creatura vive nella dv e gli dà un posto d'onore. Qui entriamo nel campo in cui non si possono fare le cose per gli altri. Il don apre una piccola parentesi: chi ha letto il trattato della Vera Devozione dovrebbe arrivarci: io non posso trasformare in divino l'atto di un'altra persona perchè non ne ho nessuna autorità, non è un'atto mio. Chi conosce la consacrazione Totus Tuus, sa bene la consacrazione alla Madonna dà una peculiarità del tutto specifica: è una cosa talmente preziosa e personale, chi si consacra alla Madonna cede il valore delle proprie opere passate, presenti e future nell'eternità, è completamente nudo davanti a Dio, non ha nulla, come uno schiavo e con i ceppi ai piedi (ecco il segno della catenella). Il don fa un'opera di carità (esempio) ogni volta che facciamo un'opera buona, quella da Dio viene considerata sotto quattro punti di vista: 1) quella opera buona farà aumentare la mia grazia, pensiamo alla parabola dei talenti, se tu traffichi un talento quello raddoppia e Dio se la segna nel libro della mia esistenza e quando mi presenterò davanti a Dio essa sarà ricompensata specie se l'avrò fatta stando in grazia di Dio, significa che per quanto piccola mi darà un grado di gloria in più in Cielo. 2) Ogni opera buona che facciamo è un'impetrazione che si eleva al Signore, con questa opera buona il Signore farà arrivare qualche grazia su qualcun'altro, impetrerò qualche grazia per il prossimo - e questi si chiamano meriti impetratori - 3 o 4) un'opera buona espia qualsiasi pena che abbiamo ancora da purificare a causa delle nostre mancanze - meriti espiatori. San Luigi dice che i primi due li posso anche cedere alla Madonna, ma Lei li può abbellirli ma non posso cederli ad altri, la grazia che io ho meritato non può essere ceduta ad un'altro e così il grado di gloria non lo posso cedere ad un'altro. Posso cedere invece tutta una serie di benefici che possono derivare da quell'atto (in modo ulteriore) a me vanno ad altri e vanno a sconto dei peccati ad altri. I primi non si possono cedere perchè sono miei. Solo Gesù in quanto capo del genere umano, ha ceduto i suoi, andiamo in Paradiso perchè ce lo ha meritato. I meriti di grazia e di gloria si comunicano solo in un caso: partono dal Capo e vanno alle membra, ma non si comunicano tra le membra.
Ecco perchè noi dobbiamo essere consapevoli e riscoprire la dimensione personale della nostra vita di fede: quello che fai tu e che andrà a ridondare in bene o in male non lo può fare nessuno al posto tuo. Quando noi facciamo un sacco di giri, con essi produciamo ed attiriamo un sacco di grazie in giro, ma non trasforma nessun'atto del prossimo in sole. Se vogliamo produrre dei soli divini, possiamo portare i nostri atti nel divin volere, abbiamo potere su di essi, non quelli degli altri.
Conclusioni: grandi cose dal Cielo richiedono grandi sacrifici e continuati nel tempo, chi pensa di pregare tre giorni e di ricevere la grazia ha sbagliato indirizzo e Dio non l'ha mai fatto. Ma se ci si mette un sacrificio lungo e di tanti anni allora la grazia arriva, specialmente le grazie più grandi. La vita nella dv è il dono dei doni, grazia più grande non esiste. Chi getta la spugna al primo tentativo non ha capito nulla. Il fatto che Gesù voglia dare un dono non signifca affatto anzi che il destinatario non raggiunga quel numero di sacrifici, preghiere, attese, ecc....se non raggiunge il numero, quel dono non gli arriva. Nessuno (2) può sostituire la nostra volontà nel compiere le nostre operazioni, noi preghiamo al plurale perchè ogni preghiera ridonda a bene di tutti, però quanto cresceremo in grazia e in gloria e quanto saremo alti in Cielo, dipende da noi e da quello che facciomo e non possiamo farlo al posto di nessuno. Dev'essere chiaro. La Verità va sempre ben conosciuta. Se ci fossero delle contraddizioni tra Libri di Cielo e Magistero e di ciò che ci insegna la Chiesa ci sarebbero dei sospetti ma non essendoci (anzi l'opposto) è una conferma della bontà e della soprannaturalità di essi.
domenica 1 gennaio 2023
Maturare nella Divina Volontà
Gesù spiega come la Divina Volontà nasca, cresca e maturi in noi in misura proporzionale alla nostra quotidiana accoglienza e approfondimento della Sua Conoscenza. I figli del Divin Volere vivono, vestono ed usano modi consoni alla loro nobiltà, senza mai abbassarsi a tenere modi villaneschi e stili bifolchi e triviali. Libro di Cielo, Volume 28, 9 Marzo 1930, Martedì 10 Maggio 2022
9 Marzo 1930 Come le conoscenze sulla Divina Volontà contengono la scienza di formare la sua vita ed il popolo del suo regno. Come al ricordo di ciò che Gesù fece e patì, il suo amore si rinnova, si gonfia e straripa a bene delle creature .
Nella prima parte del brano di oggi, Gesù risponde ad una domanda di Luisa e alle nostre: bella la vita nella dv, ma come faccio a farla mia? Come faccio a fare questa cosa? Il don tante volte ha risposto che non ci sono bacchette magiche ma è un processo graduale e nella misura con la quale ci si apre (quindi le conoscenze, gli atti, ecc..) la vita della dv prima nasce, si alimenta, cresce e matura. Basta semplicemente contare quante volte ricorrere (nella prima parte del brano) il termine conoscenze e maturazione.
"Figlia mia, le conoscenze sul mio Voler Divino....Le conoscenze sono germi.....Tutte le conoscenze saranno come tanti sorsi.....ogni conoscenza porterà, chi il germe,...Ogni conoscenza contiene un grado di più di maturazione,....quanto più cercheranno di conoscere ciò che ho manifestato.... Le mie conoscenze sopra....che significa una conoscenza sulla mia Divina Volontà!..... è necessario che conosca ciò che riguarda....conoscere le scienze...tante conoscenze sulla mia Divina Volontà.....affinché conosciuta questa scienza..." Gesù
"..che formeranno nella creatura la maturazione di questa vita Divina...il calore per maturare la vita del mio Voler nelle anime....si sentiranno maturati...non sarà mai maturo...tanto più sono maturati in quel bene.....capaci di far maturare negli altri.... possa far maturare la vita.." Gesù
Chi sta completamente all'oscuro, quando inizia ad ascoltare alcune cose, nella sua anima viene formato il germe, sappiamo bene in natura ci sono delle leggi di crescita. C'è prima il germe, poi cresce la pianticella, arriva adulto e alla fine farà frutti buoni di cui tutti possano nutrirsi. Quindi Gesù dice che a seconda della situazione in cui ci troviamo, una nuova conoscenza può fungere per noi o da germe, o da nascita - il seme per un periodo sta sotto terra e poi nasce e si inizia a vedere qualcosa. La vita nella dv ha bisogno di un'alimentazione. Chi segue le meditazioni deve avere un'apparecchio collegato alla spina o alimentato dalla batteria perchè altrimenti non si fa nulla, e l'alimento è l'energia elettrica. Perchè se non gliela dai si spegne tutto. Il cibo, noi se non mangiamo muoriamo. Se la nostra anima non si nutre dell'Eucarestia non cresce, la vita della nostra anima è concepita, nasce e poi viene alimentata. E poi il respiro, si muore a volte asfissiati. Una nuova conoscenza è una nuova ventata d'aria fresca. Questo vale per la nostra vita interiore ed esteriore. Gesù dice che ogni conoscenza contiene un grado in più di maturazione, ogni meditazione che ci fa.
"..Ogni conoscenza contiene un grado di più di maturazione, perciò quanto più cercheranno di conoscere ciò che ho manifestato sul mio Fiat Divino, più si sentiranno maturati.." Gesù
Ogni volta che si fa, c'è un grado in più di maturazione. Questo è un processo. Quanto ci mette un granello di senapa a diventare albero? Tanto tempo. Le persone vogliono vedere tutto subito ma questo con la vita cristiana non ha nulla a che fare. Non si può pregare tanto una volta e poi per due settimane no, la preghiera la devo fare tutti i giorni. A Messa almeno la domenica e le feste comandate e se di più meglio, se diventa pane quotidiano (potendo) è meglio. Noi siamo nel tempo e non fuori dal tempo, quindi buon lavoro a tutti al don per primo. Come fai a metterti in testa un libro di 1200 pagine con codici e codici (tipo per lavorare nella legge?), non è che con un giorno ti metti in testa di ricordarti tutto. Le leggi della vita spirituale sono uguali per tutti e neanche la dv non fa eccezzione. Quindi, avanti con costanza, pazienza e perseveranza. Non hai capito oggi una lezione? Nessun problema, passa più avanti e quando la riprenderai tra due anni capirai benissimo. Il don dice che quando uno studia si trova davanti a passaggi o vocaboli davvero complicati e perciò non capisce, legge una volta e non ha capito. O uno si incaponisce nel capire qualcosa alla prima lettura - perdendono un sacco di tempo, facendo molta fatica, ti fa perdere la pace nel cuore, ecc.. - o lascia stare e poi alla seconda lettura inizierà a capirci un pò di più e sempre un pò meglio. Così bisogna comportarsi con questi scritti. Le persone sono un pò impazienti con questi scritti, la vita quaggiù non funziona così (che si capisce tutto e subito alla prima).
"..Ora se ti ho detto tante conoscenze sulla mia Divina Volontà, non è stato per darti una bella notizia, no, no; è stato per formare la scienza di Essa prima in te e poi in mezzo alle creature, affinché conosciuta questa scienza Divina e tutta di Cielo, possa far maturare la vita del mio Fiat Divino e formare il suo regno." Gesù
Queste cose uno le deve vivere, far maturare, ancora.
Luisa stava facendo un pochino di giri nelle opere di Gesù
"..Dopo ciò stavo seguendo il mio giro nel Voler Divino ed ora mi fermavo ad un punto ed ora ad un altro di ciò che aveva fatto e patito il mio amato Gesù.." Gesù
E Gesù qua glielo spiega:
"Figlia mia, quando l'anima ricorda ciò che Io feci e soffrii nel corso della mia vita quaggiù, mi sento rinnovare il mio amore, per cui si gonfia e straripa ed il mare del mio amore forma le onde altissime per versarsi in modo duplicato sulle creature. Se tu sapessi con quanto amore ti aspetto quando giri nel mio Voler Divino in ciascuno degli atti miei, perché in Esso, tutto ciò che Io feci e patii, sta tutto in atto come se realmente lo stessi facendo...." Gesù
Ecco perchè sono importanti le Ore della Passione. Quando uno nella dv pensa alla Passione di Gesù, o fa un giro nelle sue sofferenza, non è solo una pia devozione o evocazione di un evento passato altro, c'è anche questo ma non è questa la cosa principale. La cosa principale è farsi presenti, perchè quell'atto nella dv sta nel presente e tu, facendoti presente lo prendi e la potenza infinita della santificazione di quell'atto - che è un'atto del Figlio di Dio - la prendi per te e la spandi su tutti e gli effetti che produce non si vedono nell'immediato con l'occhio carnale ma ci sono eccome. E tanti.
"....Tenere occultati i beni nostri a chi vive nel mio Fiat Divino, sarebbe non considerarla figlia, oppure non aver con lei la nostra piena fiducia, ciò che non può essere, perché la nostra Volontà ce la immedesima tanto, che ciò che è nostro è suo.Sicché sarebbe per noi piuttosto una pena e ci troveremmo nelle condizioni d'un Padre ricchissimo che possiede molte proprietà ed i figli non sanno che il Padre possiede tanti beni, quindi, non conoscendoli, si abituano a vivere da poveri, a tenere modi villaneschi, né si curano di vestire nobilmente; non sarebbe un dolore per il Padre che tiene occultate le sue proprietà a questi figli? Mentre se il Padre le facesse conoscere cambierebbero abitudine vivendo, vestendo ed usando modi nobili a seconda la loro condizione. Se sarebbe dolore per un padre terreno, molto più per il tuo Gesù che è Padre Celeste. Come ti faccio conoscere ciò che ho fatto e patito ed i beni che possiede il mio Voler Divino, così il mio amore cresce verso di te ed il tuo amore cresce sempre più verso di me ed il mio Cuore gioisce nel vedere la piccola figlia nostra ricca dei nostri stessi beni. Perciò il tuo girare nel mio Voler Divino è uno sfogo del mio amore e mi dispone a farti conoscere cose nuove ed a farti una lezioncina di più, per tutto ciò che a noi appartiene e dispone te ad ascoltarla ed a ricevere i nostri doni." Gesù
Qui si potrebbe fare un'interpretazione estensiva e non solo collegata alla divina volontà, tenere modi villaneschi e vestire in modo pessimo sono cose che non funzionano neanche nella vita normale e spirituale. Usare modi nobili, non nel senso brutto del termine - uno che si mette a guardare il prossimo dall'alto al basso - ma la signorilità è un tratto tipico della vita cristiana. Luisa ci fa vivere la vita di Gesù e Maria Valtorta ci fa vedere la vita di Gesù. Si vada a leggere alcuni passaggi come Gesù stava a tavola. La signorilità nello stare a tavola. Il galateo un tempo fu scritto da un prete, come stiamo a tavola è importantissimo per la nostra vita interiore. Noi non possiamo metterci a tavola e metterci in bocca tutto ciò che ci passa davanti senza nessun freno di sorta - il curato d'Ars diceva che a tavola finiva la vita dell'anima ed iniziava la vita del corpo - non si può mangiare senza nessuna remora. Quando uno si mette a tavola si deve preparare a mettere e ricevere i Ti Amo di Dio, ma deve mangiare in un certo modo. La voracità non è un buon modo di mangiare, imparare ad usare le posate e non usare le mani. Non sono le cose più importanti, non è che si mangia con le mani si va all'inferno, ma i Figli di Dio usano modi nobili. Un Figlio assomiglia al Padre, ti pare che Gesù e la Madonna mangiassero in maniera sguaiata? Che si riempivano la bocca con tutto il possibile? C'è un modus, uno stile in tutto. Nel vestire, sempre compreso quando stiamo per casa. I Santi dicevano che quando stiamo in casa non è che Dio e l'Angelo Custode diventa cieco. Abbiamo interiorizzato la nobiltà nel vestire che vale per tutti? Da uomini, donne, sposati, single, preti, ecc... vestirsi in maniera tale in modo che chi ci vede possa dire: guarda com'è ben vestita questa persona Figlia di Dio! I discorsi che si fanno in giro - ti pare che Dio stia a vedere queste cose? - hanno il potere sul don di farlo giungere alle soglie della dv - ma ti pare che ti controlla 150 cm di stoffa in più o in meno - e pensiamo a tutte le volte che sentiamo cose del genere: ma ti pare che Dio veda se si fa la comunione in bocca o in mano? L'importante è essere in grazia di Dio. E qua i preti che i paramenti, pizzi e merletti...ti pare che Dio guardi come tu stia vestito sull'altare? --- E' vero che nella Bibbia si dice che Dio guarda il cuore e non l'esterno (nell'elezione del Re Davide) ma bisogna sempre stare attenti a capire certe cose. Oggi siamo pieni di ragionamenti del genere, le frasi fratte e trite e ritrite e politicamente corrette fanno più danni di una frase brutta, sembrano belle e fondate e verosimili..qua Gesù ha detto:
"...vestendo ed usando modi nobili a seconda la loro condizione..." Gesù
Vivere, vestire e modi. Il don diventa monotono, ma i modi grezzi e volgari, da villano, le rispostacce sono da combattere e da estromettere e non è roba da divina volontà, è roba da gran cafoni e i primi cafoni sono i diavoli. Il don spera che chi si accosta a questi scritti deve sapere che noi siamo in un mondo che è sotto sopra, è tutto quanto al contrario. Noi dobbiamo avere il coraggio di andare al contrario, è un martirio quotidiano perchè tu hai costantemente contro anche coloro anche quelli che dovrebbero essere i primi a dirti bravo. Spesso i primi sono i primi a darti addosso. Ma se ciò faremo avremo una ricompensa dal Signore che ci premierà per il coraggio. Dio vuole che si campi così? Io vado avanti per la mia strada anche se una persona me ne dice un sacco d'asporto, prego per lui e vado avanti lo stesso. Vado avanti su quella che sembra la strada della dv. E da questa non mi smuovo.
9 Marzo 1930 Come le conoscenze sulla Divina Volontà contengono la scienza di formare la sua vita ed il popolo del suo regno. Come al ricordo di ciò che Gesù fece e patì, il suo amore si rinnova, si gonfia e straripa a bene delle creature .
Nella prima parte del brano di oggi, Gesù risponde ad una domanda di Luisa e alle nostre: bella la vita nella dv, ma come faccio a farla mia? Come faccio a fare questa cosa? Il don tante volte ha risposto che non ci sono bacchette magiche ma è un processo graduale e nella misura con la quale ci si apre (quindi le conoscenze, gli atti, ecc..) la vita della dv prima nasce, si alimenta, cresce e matura. Basta semplicemente contare quante volte ricorrere (nella prima parte del brano) il termine conoscenze e maturazione.
"Figlia mia, le conoscenze sul mio Voler Divino....Le conoscenze sono germi.....Tutte le conoscenze saranno come tanti sorsi.....ogni conoscenza porterà, chi il germe,...Ogni conoscenza contiene un grado di più di maturazione,....quanto più cercheranno di conoscere ciò che ho manifestato.... Le mie conoscenze sopra....che significa una conoscenza sulla mia Divina Volontà!..... è necessario che conosca ciò che riguarda....conoscere le scienze...tante conoscenze sulla mia Divina Volontà.....affinché conosciuta questa scienza..." Gesù
"..che formeranno nella creatura la maturazione di questa vita Divina...il calore per maturare la vita del mio Voler nelle anime....si sentiranno maturati...non sarà mai maturo...tanto più sono maturati in quel bene.....capaci di far maturare negli altri.... possa far maturare la vita.." Gesù
Chi sta completamente all'oscuro, quando inizia ad ascoltare alcune cose, nella sua anima viene formato il germe, sappiamo bene in natura ci sono delle leggi di crescita. C'è prima il germe, poi cresce la pianticella, arriva adulto e alla fine farà frutti buoni di cui tutti possano nutrirsi. Quindi Gesù dice che a seconda della situazione in cui ci troviamo, una nuova conoscenza può fungere per noi o da germe, o da nascita - il seme per un periodo sta sotto terra e poi nasce e si inizia a vedere qualcosa. La vita nella dv ha bisogno di un'alimentazione. Chi segue le meditazioni deve avere un'apparecchio collegato alla spina o alimentato dalla batteria perchè altrimenti non si fa nulla, e l'alimento è l'energia elettrica. Perchè se non gliela dai si spegne tutto. Il cibo, noi se non mangiamo muoriamo. Se la nostra anima non si nutre dell'Eucarestia non cresce, la vita della nostra anima è concepita, nasce e poi viene alimentata. E poi il respiro, si muore a volte asfissiati. Una nuova conoscenza è una nuova ventata d'aria fresca. Questo vale per la nostra vita interiore ed esteriore. Gesù dice che ogni conoscenza contiene un grado in più di maturazione, ogni meditazione che ci fa.
"..Ogni conoscenza contiene un grado di più di maturazione, perciò quanto più cercheranno di conoscere ciò che ho manifestato sul mio Fiat Divino, più si sentiranno maturati.." Gesù
Ogni volta che si fa, c'è un grado in più di maturazione. Questo è un processo. Quanto ci mette un granello di senapa a diventare albero? Tanto tempo. Le persone vogliono vedere tutto subito ma questo con la vita cristiana non ha nulla a che fare. Non si può pregare tanto una volta e poi per due settimane no, la preghiera la devo fare tutti i giorni. A Messa almeno la domenica e le feste comandate e se di più meglio, se diventa pane quotidiano (potendo) è meglio. Noi siamo nel tempo e non fuori dal tempo, quindi buon lavoro a tutti al don per primo. Come fai a metterti in testa un libro di 1200 pagine con codici e codici (tipo per lavorare nella legge?), non è che con un giorno ti metti in testa di ricordarti tutto. Le leggi della vita spirituale sono uguali per tutti e neanche la dv non fa eccezzione. Quindi, avanti con costanza, pazienza e perseveranza. Non hai capito oggi una lezione? Nessun problema, passa più avanti e quando la riprenderai tra due anni capirai benissimo. Il don dice che quando uno studia si trova davanti a passaggi o vocaboli davvero complicati e perciò non capisce, legge una volta e non ha capito. O uno si incaponisce nel capire qualcosa alla prima lettura - perdendono un sacco di tempo, facendo molta fatica, ti fa perdere la pace nel cuore, ecc.. - o lascia stare e poi alla seconda lettura inizierà a capirci un pò di più e sempre un pò meglio. Così bisogna comportarsi con questi scritti. Le persone sono un pò impazienti con questi scritti, la vita quaggiù non funziona così (che si capisce tutto e subito alla prima).
"..Ora se ti ho detto tante conoscenze sulla mia Divina Volontà, non è stato per darti una bella notizia, no, no; è stato per formare la scienza di Essa prima in te e poi in mezzo alle creature, affinché conosciuta questa scienza Divina e tutta di Cielo, possa far maturare la vita del mio Fiat Divino e formare il suo regno." Gesù
Queste cose uno le deve vivere, far maturare, ancora.
Luisa stava facendo un pochino di giri nelle opere di Gesù
"..Dopo ciò stavo seguendo il mio giro nel Voler Divino ed ora mi fermavo ad un punto ed ora ad un altro di ciò che aveva fatto e patito il mio amato Gesù.." Gesù
E Gesù qua glielo spiega:
"Figlia mia, quando l'anima ricorda ciò che Io feci e soffrii nel corso della mia vita quaggiù, mi sento rinnovare il mio amore, per cui si gonfia e straripa ed il mare del mio amore forma le onde altissime per versarsi in modo duplicato sulle creature. Se tu sapessi con quanto amore ti aspetto quando giri nel mio Voler Divino in ciascuno degli atti miei, perché in Esso, tutto ciò che Io feci e patii, sta tutto in atto come se realmente lo stessi facendo...." Gesù
Ecco perchè sono importanti le Ore della Passione. Quando uno nella dv pensa alla Passione di Gesù, o fa un giro nelle sue sofferenza, non è solo una pia devozione o evocazione di un evento passato altro, c'è anche questo ma non è questa la cosa principale. La cosa principale è farsi presenti, perchè quell'atto nella dv sta nel presente e tu, facendoti presente lo prendi e la potenza infinita della santificazione di quell'atto - che è un'atto del Figlio di Dio - la prendi per te e la spandi su tutti e gli effetti che produce non si vedono nell'immediato con l'occhio carnale ma ci sono eccome. E tanti.
"....Tenere occultati i beni nostri a chi vive nel mio Fiat Divino, sarebbe non considerarla figlia, oppure non aver con lei la nostra piena fiducia, ciò che non può essere, perché la nostra Volontà ce la immedesima tanto, che ciò che è nostro è suo.Sicché sarebbe per noi piuttosto una pena e ci troveremmo nelle condizioni d'un Padre ricchissimo che possiede molte proprietà ed i figli non sanno che il Padre possiede tanti beni, quindi, non conoscendoli, si abituano a vivere da poveri, a tenere modi villaneschi, né si curano di vestire nobilmente; non sarebbe un dolore per il Padre che tiene occultate le sue proprietà a questi figli? Mentre se il Padre le facesse conoscere cambierebbero abitudine vivendo, vestendo ed usando modi nobili a seconda la loro condizione. Se sarebbe dolore per un padre terreno, molto più per il tuo Gesù che è Padre Celeste. Come ti faccio conoscere ciò che ho fatto e patito ed i beni che possiede il mio Voler Divino, così il mio amore cresce verso di te ed il tuo amore cresce sempre più verso di me ed il mio Cuore gioisce nel vedere la piccola figlia nostra ricca dei nostri stessi beni. Perciò il tuo girare nel mio Voler Divino è uno sfogo del mio amore e mi dispone a farti conoscere cose nuove ed a farti una lezioncina di più, per tutto ciò che a noi appartiene e dispone te ad ascoltarla ed a ricevere i nostri doni." Gesù
Qui si potrebbe fare un'interpretazione estensiva e non solo collegata alla divina volontà, tenere modi villaneschi e vestire in modo pessimo sono cose che non funzionano neanche nella vita normale e spirituale. Usare modi nobili, non nel senso brutto del termine - uno che si mette a guardare il prossimo dall'alto al basso - ma la signorilità è un tratto tipico della vita cristiana. Luisa ci fa vivere la vita di Gesù e Maria Valtorta ci fa vedere la vita di Gesù. Si vada a leggere alcuni passaggi come Gesù stava a tavola. La signorilità nello stare a tavola. Il galateo un tempo fu scritto da un prete, come stiamo a tavola è importantissimo per la nostra vita interiore. Noi non possiamo metterci a tavola e metterci in bocca tutto ciò che ci passa davanti senza nessun freno di sorta - il curato d'Ars diceva che a tavola finiva la vita dell'anima ed iniziava la vita del corpo - non si può mangiare senza nessuna remora. Quando uno si mette a tavola si deve preparare a mettere e ricevere i Ti Amo di Dio, ma deve mangiare in un certo modo. La voracità non è un buon modo di mangiare, imparare ad usare le posate e non usare le mani. Non sono le cose più importanti, non è che si mangia con le mani si va all'inferno, ma i Figli di Dio usano modi nobili. Un Figlio assomiglia al Padre, ti pare che Gesù e la Madonna mangiassero in maniera sguaiata? Che si riempivano la bocca con tutto il possibile? C'è un modus, uno stile in tutto. Nel vestire, sempre compreso quando stiamo per casa. I Santi dicevano che quando stiamo in casa non è che Dio e l'Angelo Custode diventa cieco. Abbiamo interiorizzato la nobiltà nel vestire che vale per tutti? Da uomini, donne, sposati, single, preti, ecc... vestirsi in maniera tale in modo che chi ci vede possa dire: guarda com'è ben vestita questa persona Figlia di Dio! I discorsi che si fanno in giro - ti pare che Dio stia a vedere queste cose? - hanno il potere sul don di farlo giungere alle soglie della dv - ma ti pare che ti controlla 150 cm di stoffa in più o in meno - e pensiamo a tutte le volte che sentiamo cose del genere: ma ti pare che Dio veda se si fa la comunione in bocca o in mano? L'importante è essere in grazia di Dio. E qua i preti che i paramenti, pizzi e merletti...ti pare che Dio guardi come tu stia vestito sull'altare? --- E' vero che nella Bibbia si dice che Dio guarda il cuore e non l'esterno (nell'elezione del Re Davide) ma bisogna sempre stare attenti a capire certe cose. Oggi siamo pieni di ragionamenti del genere, le frasi fratte e trite e ritrite e politicamente corrette fanno più danni di una frase brutta, sembrano belle e fondate e verosimili..qua Gesù ha detto:
"...vestendo ed usando modi nobili a seconda la loro condizione..." Gesù
Vivere, vestire e modi. Il don diventa monotono, ma i modi grezzi e volgari, da villano, le rispostacce sono da combattere e da estromettere e non è roba da divina volontà, è roba da gran cafoni e i primi cafoni sono i diavoli. Il don spera che chi si accosta a questi scritti deve sapere che noi siamo in un mondo che è sotto sopra, è tutto quanto al contrario. Noi dobbiamo avere il coraggio di andare al contrario, è un martirio quotidiano perchè tu hai costantemente contro anche coloro anche quelli che dovrebbero essere i primi a dirti bravo. Spesso i primi sono i primi a darti addosso. Ma se ciò faremo avremo una ricompensa dal Signore che ci premierà per il coraggio. Dio vuole che si campi così? Io vado avanti per la mia strada anche se una persona me ne dice un sacco d'asporto, prego per lui e vado avanti lo stesso. Vado avanti su quella che sembra la strada della dv. E da questa non mi smuovo.
sabato 31 dicembre 2022
Cosa significa vivere nell'unità della Volontà Divina
Gesù spiega a Luisa il perché l'ha privata della sua presenza sensibile, e come Egli voglia che nessun atto, nemmeno minimo di chi in Essa vive, non sia nobile e divino. Chi vive in Essa sente in sé la pienezza di della luce, della felicità e di tutti i beni. Libro di Cielo, Volume 28, 5 Marzo 1930, Lunedì 9 Maggio 2022
5 Marzo 1930 Come Gesù vuol vedere il suo Fiat palpitante nelle creature. Il vivere in Esso è il richiamo a tutti gli atti nell'Unità Divina. Che significa Unità.
Chiediamo aiuto allo Spirito Santo per comprendere le ultime battute del brano che necessitano di qualche aiuto intellettuale anche se il contesto del brano aiuta. Noi non dobbiamo mai stancarci di immaginarci che in questa fase dell'esistenza della serva di Dio Luisa era successa una cosa che per lei è stata la sofferenza assoluta o la morte assoluta: ce lo dice lei:
"..Ciononostante i tanti cari ricordi di Gesù, che io credeva di non dover mai perdere di vista, le sue dolci e ripetute visitine, i tanti i suoi stratagemmi amorosi, le tante sue sorprese tanto che mi pareva di vivere più in Cielo che in terra, al solo ricordo sono ferite crudeli, che mi rendono più rincrudito il mio doloroso martirio. Ah! Gesù, Gesù!!! Come sei facile a mettere da parte ed a dimenticare chi ti ama e formi il suo martirio eppure Tu stesso hai detto tante volte che tanto mi amavi! Ah! Gesù, ritorna ché non ne posso più..." Luisa
All'inizio dei volumi c'erano continue visite di Gesù e lei stessa nelle ore della Passione scrive che quando si vivono certe esperienze e poi queste cessano, ci vuole un miracolo perchè chi le ha vissute resti in vita o non impazzisca. E' un martirio ininterrotto, noi possiamo immaginarlo, proviamo a pensare se fosse capitata a noi una cosa del genere, proviamoci a ripensare Gesù che ti visita, si lascia accerezzare, ecc..è tanta roba. Un bel giorno questo non c'è quasi più. E il motivo lo spiega Gesù: Tu devi imparare - la mia presenza sensibile potrebbe costituire un problema perchè una persona potrebbe concepire la vita nella dv quando Lui ci sta e poi quando non ci sto, iniziamo a fare le lontananze. Ma non è così.
"...anzi sto in te per dirigere tutti gli atti tuoi nella mia Divina Volontà, perché non voglio che alcun atto tuo anche minimo, non sia nobile e divino e non abbia il suggello del mio Fiat Divino;.." Gesù
Gesù lascia, non del tutto ma abbastanza, Luisa senza la sua presenza sensibile non perchè l'ha dimenticata ma perchè la sta amando sempre di più, le sta dando il top dei top. Il fine dell'amore è diventare una sola cosa con l'Amato. Io mi fondo nell'altro. Tra noi esseri umani si percepisce sempre - tra coniugi - per quanto tu possa amare la partner, c'è sempre una differenza strutturale. Dentro il cuore della sposa il marito non entra e viceversa. L'intimità propria della vita rimane qualcosa di incomunicabile ma Gesù non vuole questa cosa nei suoi amici ma che vivano la sua stessa vita e perchè questo accade, nessun'atto non deve essere nobile e divino. Quindi Gesù toglie la sua presenza sensibile e gli lascia la sua divina Volontà perchè tu impari a vivere ed operare in essa ininterrotta.
".. Se il suo Voler Santo non avesse preso il suo posto, facendosi sentire continuamente, per cui mentre mi dà vita, mi tiene sempre occupata e sperduta in Lui, io non so come avrei fatto a vivere..." Luisa
C'è stato uno scambio. Non c'è la presenza sensibile di Gesù ma la sua Volontà, a noi esseri umani le manifestazioni sono tanto chiare, se vedi Gesù lo ascolti, lo baci, ecc.. per noi è il top ma non lo è. Il top è che tu viva di Divina Volontà. Ci sono due mistiche italiane (Valtorta e Luisa), qual'è la grande differenza tra due? la Valtorta ti fa vedere la bellezza di Gesù e Maria, ti fa leggere le loro parole e uno non capisce più nulla, chiunque può leggere i libri di Maria Valtorta e se ci credi, il don pensa che sia impossibile se una persona - se ha il cuore sgombro - legge quelle cose e che non si innamori. Però l'esserti innamorato, è una grandissima cosa, ma a che livello sarà la sua vita cristiana? Noi ci portiamo la nostra vita, le nostre tare, imperfezioni, i peccati non riparati, le nostre passioni, difetti, ecc... quindi tu ti sei innamorato, ci provi ad essere come loro ma vieni ricacciato nelle sue miserie. Maria Valtorta ti mostra la vita di Gesù e Luisa ti dà gli strumenti per viverla, è un pochino più complicato. A livello sensibile ed emotivo è più semplice la lettura degli scritti di Maria Valtorta perchè è alla nostra portata, in Luisa ci sono dei passaggi complicati come l'ultima parte di questo brano però anche se sembra strano...se tu segui questo io e Gesù staremo h24 assieme e questo non toglie che tu potrai leggerti un pò di Valtorta. Non finisce mai. Pensiamo a tutte le volte alla comunione sacramentale, la cosa più bella e purtroppo la Messa inizia e finisce e quanto durano gli effetti? 5/10 minuti? E poi inevitabilmente finisce quel momento divinamente magico, ma se tu stai nella dv non finisce mai. Non c'è un secondo di giorno nè di notte che non finisce, magari non godo della sua presenza sensibile però sentirò nel cuore una felicità continuata, ininterrotta, la pienezza di luce per il discernimento, e tutti i pensieri che verranno saranno cose buone e starò sempre a fare la dv. La nostra sensibilità gode di meno ma la spiritualità parte e raggiunge vette che nessuno finora ci è arrivato, nemmeno i più grandi santi. Il don tante volte, si accorge o percepisce, percezioni spirituali che ahimè talvolta sono fondate, che non c'è questa percezione, che non si rende conto ciò dinnanzi a ciò che abbiamo di fronte e a cosa ci propone di vivere.
Essere fusi nella dv, qualsiasi cosa che si faccia, quando Luisa girava nella Creazione, Gesù gli dice che questo tuo girare comunica l'atto tuo a tutte le cose create. Non è semplicemente l'atto di una persona.
"..Ecco perciò il tuo girare nella nostra Volontà Divina, non solo raccoglie tutto, ma comunica l'atto tuo a tutte le cose create, in modo che tutto il Cielo si atteggia ad adorazioni insieme alle tue adorazioni; il Sole ad amarci insieme col tuo amore, il vento a glorificarci insieme con te, insomma tutte le cose create, sentendo nella mia Volontà di cui sono tutte investite, l'atto tuo che fai in Essa, si atteggiano ad amarci, ad adorarci, a darci gloria e ringraziamenti, in modo che sentiamo che nel nostro Fiat Divino la creatura ci dà la pienezza dell'amore, la totalità dell'adorazione, la gloria completa..." Gesù
E questo Gesù lo vuole. Quando un'anima inizia ad essere innamorata di Gesù, non si può percorrere questo cammino se non si è iniziato un percorso di santificazione, se uno legge le vite dei Santi, - e bisogna leggerle - i Santi si sentivano addolarati perchè amavano il Signore ma si sentivano inadeguati. Che cos'è la fiammella del mio amore rispetto a quello che ti meriti? Amavano il Signore ma si rendevano conto delle proprie imperfezioni, l'amore era vero ma noi abbiamo un cumolo di miserie e una persona che riflette che Dio meriterebbe la perfezione assoluta e non sapevano come uscire da questo problema. Nella dv questo qua il problema si risolve, nella dv io prendo l'amore che si merita Gesù da dove si trova e non da me.
Il cielo qua sopra, Luisa non lo sapeva, non significa la volta azzurra ma lo spazio infinito che contiene le galassie, ci rendiamo conto se lo spazio fisico adora Gesù? E' tanta roba. Oppure il Sole...io non riuscirà ad amare il Signore con la stessa forza del Sole ma nella dv è un'attimo. E anche se noi non sentiamo nulla, Gesù lo sente eccome e gli ridiamo la gloria che gli è dovuta come faceva la Madonna.
"Figlia mia, sai tu che significa Unità di Volontà Divina? Significa che da dentro quest'unica Volontà, non vi è cosa di bello, di buono e di santo che non esca da Essa. Questa nostra Volontà Divina è unica, una è la sua Unità, uno è il suo atto; ma mentre è una, la Volontà si stende ovunque, come l'unità e l'atto e, perché si stende ovunque, come in un sol fiato, fa tutto, abbraccia tutto e dà vita a tutto...." Gesù
Concetti un pochino molto sottili e spirituali. Inizia a capire una cosa: dalla dv tutto quello che esce è bonta, bellezza e santità. Io e te, la vuoi una vita che è solo bella, solo buona e santa e che sarà così tutti i giorni e notti, in tutti gli istanti fino alla fine della vita terrena? E' così.
"..Onde chi vive nel nostro Voler Divino si fonde nella nostra Unità e tutto ciò che fa non esce fuori di Noi, ma dentro di Noi...." Gesù
Con un'atto di dv, crea tutto, estende tutto, conserva tutto, travalica i confini del tempo e dello spazio...questo è Dio. D'un sol fiato. Noi possiamo appena appena intuirne una cosa del genere. Chi vive nella dv opera dal di dentro ed è impossibile che non sia felice, ecc....
"..Invece se la creatura vive fuori di Essa, sentiamo il dolore dello strappo che fa degli atti suoi da dentro la nostra Volontà e mentre li strappa non ce li ridà, perché la nostra Volontà Divina e la sua non formano una.erciò la gran differenza di chi vive fuori del nostro Fiat, tutti i suoi atti sono atti divisi e spezzati, non fusi..." Gesù
Ogni atto che noi facciamo, di per sè lo facciamo perchè siamo stati creati e ci mantiene nell'essere. Ma se non lo facciamo in stato di fusione dal di dentro, è come stessimo strappando un'atto senza ritornarlo perchè quell'atto non ritorna indietro a Dio come si merita. Ecco la grande differenza tra chi vive nel Fiat o no.
"..Quindi non avrà il bene di sentire in sé la pienezza della luce, della felicità e di tutti i beni, ma tutto sarà miseria, debolezza e scarsezza di luce." Gesù
La prova della prova che uno vive nella dv, tu ti senti felice ma così felice che felice di più non si potrebbe? Hai questa percezione anche se sei uno straccione dal punto di vista esterno? L'avverti la pienezza della luce? L'essere ispirato? Non che hai sempre pronto ma quando ti raccogli un'attimo, la lampadina si accende abbastanza facilmente...ti senti ricolmati di beni? L'aramaico dice (nel Magnificat che non è ricolmato ma ne hai talmente tanti che non sai più dove metterli). E' come se avessi un'autotreno di roba. E' così. Se questo non c'è, tutto sarà miseria. Al don viene un dolore nel vedere tante vite misere, anime imprigionate nella volontà umana, il don non giudica ma soffre. Debolezza e scarsezza di luce, non sai che fare, come orizzontarsi e sei sempre a cercare l'idolo o l'oracolo di turno. Non bisogna farlo mai. L'oracolo è Dio, gli esseri umani - compresi i sacerdoti - sono aiuti, amici dello sposo, non sono nè lo Sposo nè la Luce. San Giovanni Battista ha detto di non essere il Cristo eppure è stato necessario, ma è necessario che san Giovanni sia trattato come san Giovanni, ti aiuta a capire, te lo addita, ti ci mette in contatto ma poi tu devi entrare in contatto con Gesù non con lui.
5 Marzo 1930 Come Gesù vuol vedere il suo Fiat palpitante nelle creature. Il vivere in Esso è il richiamo a tutti gli atti nell'Unità Divina. Che significa Unità.
Chiediamo aiuto allo Spirito Santo per comprendere le ultime battute del brano che necessitano di qualche aiuto intellettuale anche se il contesto del brano aiuta. Noi non dobbiamo mai stancarci di immaginarci che in questa fase dell'esistenza della serva di Dio Luisa era successa una cosa che per lei è stata la sofferenza assoluta o la morte assoluta: ce lo dice lei:
"..Ciononostante i tanti cari ricordi di Gesù, che io credeva di non dover mai perdere di vista, le sue dolci e ripetute visitine, i tanti i suoi stratagemmi amorosi, le tante sue sorprese tanto che mi pareva di vivere più in Cielo che in terra, al solo ricordo sono ferite crudeli, che mi rendono più rincrudito il mio doloroso martirio. Ah! Gesù, Gesù!!! Come sei facile a mettere da parte ed a dimenticare chi ti ama e formi il suo martirio eppure Tu stesso hai detto tante volte che tanto mi amavi! Ah! Gesù, ritorna ché non ne posso più..." Luisa
All'inizio dei volumi c'erano continue visite di Gesù e lei stessa nelle ore della Passione scrive che quando si vivono certe esperienze e poi queste cessano, ci vuole un miracolo perchè chi le ha vissute resti in vita o non impazzisca. E' un martirio ininterrotto, noi possiamo immaginarlo, proviamo a pensare se fosse capitata a noi una cosa del genere, proviamoci a ripensare Gesù che ti visita, si lascia accerezzare, ecc..è tanta roba. Un bel giorno questo non c'è quasi più. E il motivo lo spiega Gesù: Tu devi imparare - la mia presenza sensibile potrebbe costituire un problema perchè una persona potrebbe concepire la vita nella dv quando Lui ci sta e poi quando non ci sto, iniziamo a fare le lontananze. Ma non è così.
"...anzi sto in te per dirigere tutti gli atti tuoi nella mia Divina Volontà, perché non voglio che alcun atto tuo anche minimo, non sia nobile e divino e non abbia il suggello del mio Fiat Divino;.." Gesù
Gesù lascia, non del tutto ma abbastanza, Luisa senza la sua presenza sensibile non perchè l'ha dimenticata ma perchè la sta amando sempre di più, le sta dando il top dei top. Il fine dell'amore è diventare una sola cosa con l'Amato. Io mi fondo nell'altro. Tra noi esseri umani si percepisce sempre - tra coniugi - per quanto tu possa amare la partner, c'è sempre una differenza strutturale. Dentro il cuore della sposa il marito non entra e viceversa. L'intimità propria della vita rimane qualcosa di incomunicabile ma Gesù non vuole questa cosa nei suoi amici ma che vivano la sua stessa vita e perchè questo accade, nessun'atto non deve essere nobile e divino. Quindi Gesù toglie la sua presenza sensibile e gli lascia la sua divina Volontà perchè tu impari a vivere ed operare in essa ininterrotta.
".. Se il suo Voler Santo non avesse preso il suo posto, facendosi sentire continuamente, per cui mentre mi dà vita, mi tiene sempre occupata e sperduta in Lui, io non so come avrei fatto a vivere..." Luisa
C'è stato uno scambio. Non c'è la presenza sensibile di Gesù ma la sua Volontà, a noi esseri umani le manifestazioni sono tanto chiare, se vedi Gesù lo ascolti, lo baci, ecc.. per noi è il top ma non lo è. Il top è che tu viva di Divina Volontà. Ci sono due mistiche italiane (Valtorta e Luisa), qual'è la grande differenza tra due? la Valtorta ti fa vedere la bellezza di Gesù e Maria, ti fa leggere le loro parole e uno non capisce più nulla, chiunque può leggere i libri di Maria Valtorta e se ci credi, il don pensa che sia impossibile se una persona - se ha il cuore sgombro - legge quelle cose e che non si innamori. Però l'esserti innamorato, è una grandissima cosa, ma a che livello sarà la sua vita cristiana? Noi ci portiamo la nostra vita, le nostre tare, imperfezioni, i peccati non riparati, le nostre passioni, difetti, ecc... quindi tu ti sei innamorato, ci provi ad essere come loro ma vieni ricacciato nelle sue miserie. Maria Valtorta ti mostra la vita di Gesù e Luisa ti dà gli strumenti per viverla, è un pochino più complicato. A livello sensibile ed emotivo è più semplice la lettura degli scritti di Maria Valtorta perchè è alla nostra portata, in Luisa ci sono dei passaggi complicati come l'ultima parte di questo brano però anche se sembra strano...se tu segui questo io e Gesù staremo h24 assieme e questo non toglie che tu potrai leggerti un pò di Valtorta. Non finisce mai. Pensiamo a tutte le volte alla comunione sacramentale, la cosa più bella e purtroppo la Messa inizia e finisce e quanto durano gli effetti? 5/10 minuti? E poi inevitabilmente finisce quel momento divinamente magico, ma se tu stai nella dv non finisce mai. Non c'è un secondo di giorno nè di notte che non finisce, magari non godo della sua presenza sensibile però sentirò nel cuore una felicità continuata, ininterrotta, la pienezza di luce per il discernimento, e tutti i pensieri che verranno saranno cose buone e starò sempre a fare la dv. La nostra sensibilità gode di meno ma la spiritualità parte e raggiunge vette che nessuno finora ci è arrivato, nemmeno i più grandi santi. Il don tante volte, si accorge o percepisce, percezioni spirituali che ahimè talvolta sono fondate, che non c'è questa percezione, che non si rende conto ciò dinnanzi a ciò che abbiamo di fronte e a cosa ci propone di vivere.
Essere fusi nella dv, qualsiasi cosa che si faccia, quando Luisa girava nella Creazione, Gesù gli dice che questo tuo girare comunica l'atto tuo a tutte le cose create. Non è semplicemente l'atto di una persona.
"..Ecco perciò il tuo girare nella nostra Volontà Divina, non solo raccoglie tutto, ma comunica l'atto tuo a tutte le cose create, in modo che tutto il Cielo si atteggia ad adorazioni insieme alle tue adorazioni; il Sole ad amarci insieme col tuo amore, il vento a glorificarci insieme con te, insomma tutte le cose create, sentendo nella mia Volontà di cui sono tutte investite, l'atto tuo che fai in Essa, si atteggiano ad amarci, ad adorarci, a darci gloria e ringraziamenti, in modo che sentiamo che nel nostro Fiat Divino la creatura ci dà la pienezza dell'amore, la totalità dell'adorazione, la gloria completa..." Gesù
E questo Gesù lo vuole. Quando un'anima inizia ad essere innamorata di Gesù, non si può percorrere questo cammino se non si è iniziato un percorso di santificazione, se uno legge le vite dei Santi, - e bisogna leggerle - i Santi si sentivano addolarati perchè amavano il Signore ma si sentivano inadeguati. Che cos'è la fiammella del mio amore rispetto a quello che ti meriti? Amavano il Signore ma si rendevano conto delle proprie imperfezioni, l'amore era vero ma noi abbiamo un cumolo di miserie e una persona che riflette che Dio meriterebbe la perfezione assoluta e non sapevano come uscire da questo problema. Nella dv questo qua il problema si risolve, nella dv io prendo l'amore che si merita Gesù da dove si trova e non da me.
Il cielo qua sopra, Luisa non lo sapeva, non significa la volta azzurra ma lo spazio infinito che contiene le galassie, ci rendiamo conto se lo spazio fisico adora Gesù? E' tanta roba. Oppure il Sole...io non riuscirà ad amare il Signore con la stessa forza del Sole ma nella dv è un'attimo. E anche se noi non sentiamo nulla, Gesù lo sente eccome e gli ridiamo la gloria che gli è dovuta come faceva la Madonna.
"Figlia mia, sai tu che significa Unità di Volontà Divina? Significa che da dentro quest'unica Volontà, non vi è cosa di bello, di buono e di santo che non esca da Essa. Questa nostra Volontà Divina è unica, una è la sua Unità, uno è il suo atto; ma mentre è una, la Volontà si stende ovunque, come l'unità e l'atto e, perché si stende ovunque, come in un sol fiato, fa tutto, abbraccia tutto e dà vita a tutto...." Gesù
Concetti un pochino molto sottili e spirituali. Inizia a capire una cosa: dalla dv tutto quello che esce è bonta, bellezza e santità. Io e te, la vuoi una vita che è solo bella, solo buona e santa e che sarà così tutti i giorni e notti, in tutti gli istanti fino alla fine della vita terrena? E' così.
"..Onde chi vive nel nostro Voler Divino si fonde nella nostra Unità e tutto ciò che fa non esce fuori di Noi, ma dentro di Noi...." Gesù
Con un'atto di dv, crea tutto, estende tutto, conserva tutto, travalica i confini del tempo e dello spazio...questo è Dio. D'un sol fiato. Noi possiamo appena appena intuirne una cosa del genere. Chi vive nella dv opera dal di dentro ed è impossibile che non sia felice, ecc....
"..Invece se la creatura vive fuori di Essa, sentiamo il dolore dello strappo che fa degli atti suoi da dentro la nostra Volontà e mentre li strappa non ce li ridà, perché la nostra Volontà Divina e la sua non formano una.erciò la gran differenza di chi vive fuori del nostro Fiat, tutti i suoi atti sono atti divisi e spezzati, non fusi..." Gesù
Ogni atto che noi facciamo, di per sè lo facciamo perchè siamo stati creati e ci mantiene nell'essere. Ma se non lo facciamo in stato di fusione dal di dentro, è come stessimo strappando un'atto senza ritornarlo perchè quell'atto non ritorna indietro a Dio come si merita. Ecco la grande differenza tra chi vive nel Fiat o no.
"..Quindi non avrà il bene di sentire in sé la pienezza della luce, della felicità e di tutti i beni, ma tutto sarà miseria, debolezza e scarsezza di luce." Gesù
La prova della prova che uno vive nella dv, tu ti senti felice ma così felice che felice di più non si potrebbe? Hai questa percezione anche se sei uno straccione dal punto di vista esterno? L'avverti la pienezza della luce? L'essere ispirato? Non che hai sempre pronto ma quando ti raccogli un'attimo, la lampadina si accende abbastanza facilmente...ti senti ricolmati di beni? L'aramaico dice (nel Magnificat che non è ricolmato ma ne hai talmente tanti che non sai più dove metterli). E' come se avessi un'autotreno di roba. E' così. Se questo non c'è, tutto sarà miseria. Al don viene un dolore nel vedere tante vite misere, anime imprigionate nella volontà umana, il don non giudica ma soffre. Debolezza e scarsezza di luce, non sai che fare, come orizzontarsi e sei sempre a cercare l'idolo o l'oracolo di turno. Non bisogna farlo mai. L'oracolo è Dio, gli esseri umani - compresi i sacerdoti - sono aiuti, amici dello sposo, non sono nè lo Sposo nè la Luce. San Giovanni Battista ha detto di non essere il Cristo eppure è stato necessario, ma è necessario che san Giovanni sia trattato come san Giovanni, ti aiuta a capire, te lo addita, ti ci mette in contatto ma poi tu devi entrare in contatto con Gesù non con lui.
giovedì 29 dicembre 2022
Per ottenere grandi grazie occorre meritarle
Gesù spiega che non dà mai grandi grazie, meno che mai il Regno della Divina Volontà, senza che ci siano sospiri, desideri e disposizioni debite per riceverla, ossia che la creatura meriti. Chi vive nella Divina Volontà è padrone delle cose di Dio e non è né servo né schiavo di niente e di nessuno. Imparare ad aborrire l'umano volere. Libro di Cielo, Volume 28, 26 Febbraio 1930, Giovedì 5 Maggio 2022
26 Febbraio 1930 Com'è necessario desiderare un bene. Se non si forma il popolo la Divina Volontà non può avere il suo regno. Come chi vive nel Fiat è padrone, chi fa il suo volere è servo.
Anche oggi il don non sa da dove iniziare a parlare e sarà una meditazione misera rispetto alla ricchezza e meravigliosità delle cose che ci ha detto Gesù.
Domanda contingente di Luisa da cui parte la lezione di Gesù:
"Stavo pensando al grande interesse che il mio sempre amabile Gesù ha di far conoscere la sua Santa Volontà e dicevo tra me: ama, sospira, vuole che venga il suo regno e poi tarda tanto a farlo sorgere in mezzo alle creature; se vuole tutto può, potenza non Gli manca, in un momento può travolgere Cielo e terra, chi può resistere alla sua potenza? Nessuno. Molto più che in Gesù volere e potere sono la stessa cosa, perché dunque tarda ancora?..." Luisa
Queste cose che Luisa fa notare in relazione alla dv, vale per tutto. Qualsiasi problema o situazione balorda che causa sofferenze, se Dio volesse in un nanosecondo è finito tutto. Si pensi a qualsiasi cosa, problemi familiari, cittadini, provinciali, statali, ecclesiali, internazionali ecc... se Dio volesse sparirebbero tutti quanti. Non mediteremo mai abbastanza su questa cosa perchè se non c'è la scomparsa dei problemi è perchè non ci deve essere. Le scelte dell'Altissimo non le potremo mai penetrare. Qua però possiamo sapere una cosa: Dio agisce in maniera assolutamente perfettissima ed ordinata e perchè non manda la dv sulla Terra?
"Figlia mia, sospirare, desiderare e volere un bene è disporsi a riceverlo e quando si riceve un bene che tanto si è sospirato, si ama, si apprezza, si custodisce, si tiene come il benvenuto ed il portatore del bene sospirato. Non solo questo, un altro eccesso del nostro amore è che facciamo sospirare il bene che vogliamo dare, perché vogliamo che la creatura metta qualcosa di suo, almeno i suoi sospiri, le sue preghiere, la sua volontà di volere quel bene, per poterle dire: vedi, l'hai meritato, perché da parte tua hai fatto quello che hai potuto per ottenerlo e Noi con tutto il cuore te lo diamo. Mentre è tutto effetto della bontà nostra...." Gesù
Il bene della dv è un bene preziosissimo, devi sospirare, tribolare e tutti i santi giorni così. E questo il Signore lo vede nel cuore e i nostri desideri profondi li vede e se c'è questo, arriverà il giorno in cui ci arriverà la dv dentro di te. Senza nessun dubbio ma ci dev'essere questo, ma tu che sospiri dal mattino alla sera? E qua Gesù parla anche del merito. Molte persone stolte pensano che non abbiamo nessun merito davanti a Dio e che sia tutta grazia, questo discorso ha un fondo di vero: strettamente parlando - questa è la teologia classica - che meriti abbiamo?. In teologia classica c'è il merito decondigno e decongruo (se ho scritto bene ndr) cioè il merito che tu ti meriti in senso stretto e il merito che tu non ti meriti in senso stretto ma che Dio ti mette in grazia perchè tu lo meritarlo. Ti muove Lui, ti accompagna Lui ma tu devi metterci qualcosa di tuo. Questo la teologia la conosce già bene da 800 anni e San Tommaso d'Aquino lo spiega. Le grazie mistiche straordinarie (lo diceva anche Santa Teresa d'Avila) non se le può meritare nessuno in senso stretto, tu ti puoi meritare che ti venga un rapimento o estasi? Ma stiamo scherzando neanche se facessi penitenza stretta per tutta la vita. Però stai tranquillo che se una cosa del genere non la desideri e non ti disponi sicuramente non arriverà mai. Il fatto che non esistano meriti in senso stretto significa che Dio non è mai obbligato a darci niente, cioè anche quelle cose che Lui dispone che noi possiamo meritare ce le dà a disposizione di Giustizia ma la causa scatenante è sempre la Grazia però tu ce lo devi mettere del tuo. Andate a chiedere alla Madonna quanto ci ha messo del suo?
"..l'hai meritato, perché da parte tua hai fatto quello che hai potuto per ottenerlo e Noi con tutto il cuore te lo diamo..." Gesù
Cosa stiamo facendo noi per crescere in santità e grazia? Per ottenere la dv? Dobbiamo metterci in testa che il nostro rapporto con Dio è un rapporto tu per tu, non ci entra nessuno qua dentro, che fai tu dal mattino alla sera? Cosa vede dentro di te il Signore? A che pensi? A che desideri? Che cerchi? Che brami? Che aneli? Cosa occupa la tua intelligenza e i tuoi pensieri?
"..Si può dire che ci mettiamo in corrispondenza, mandando le nostre lettere d'avviso, spediamo i nostri messaggeri, perché dicano ciò che vogliamo dare; e tutto ciò per disporli, per far loro sospirare il gran dono che vogliamo dare..." Gesù
Interessa a qualcuno? E Gesù non ce lo fa se non vede una corrispondenza, se non interessa a nessuno se lo tiene per Sè.
"..Non facemmo lo stesso per il regno della Redenzione? Ci furono quattromila anni di attesa e quanto più si avvicinava il tempo, più pressanti erano gli avvisi, più frequenti le lettere e tutto per disporli..." Gesù
Più si avvicinava la nascita di Gesù e più incalzavano gli annunci. La dv arriverà quando Dio dirà: l'avete voluto, ve lo siete meritato e adesso arriva con il conoscerla...quanto tempo hai dedicato ai libri di Cielo/meditazioni? E poi a pregarla, a sospirarla, gli atti e cosa ci sta nel nostro cuore. Che sospiri e desideri?
"..Sono le disposizioni della nostra sapienza inarrivabile, che tutto dispone con ordine ed il ritardo serve a mettere in via le sue conoscenze che faranno da lettere, da telegrafi, da telefono, da messaggeri, per formare il popolo alla mia Divina Volontà..." Gesù
Nessuno di noi può capire le disposizioni divine, noi vediamo le cose storte e anche molto storte. La Volontà permissiva di Dio non sta allo stesso livello della Volontà intenzionale, ma è comunque volontà permissiva qui sta tutto concorrendo (come dice san Paolo) tutto e anche le sofferenze che hai o che vedi, offrile al Signore ma non dimenticare che quello concorre. La Sapienza di Dio è inarrivabile e dispone tutto con ordine.
Poi Gesù parla di Adamo.
"..Dopo di ciò seguivo il mio giro nel Fiat Divino e, giunta nell'Eden, mi son soffermata a pensare all'amore scambievole tra Dio e l'Adamo innocente, quando la Divinità non trovando alcun intoppo da parte dell'uomo, si riversava a torrenti sopra di lui, col suo amore lo rapiva a sé con dolci attrattive, facendogli sentire la sua voce tutta soavità che gli diceva: figlio, ti amo, ti amo assai; ed Adamo, ferito e rapito dall'Eterno Amore, ripeteva il suo ritornello: “ti amo”, “ti amo” e, slanciandosi nelle braccia del suo Creatore, si stringeva tanto, che non sapeva distaccarsi dall’unico amore che conosceva e viveva solo per amarlo...." Luisa
Noi così dovremo ritornare. La Dv è una full- immersion nell'amore di Dio che spesso è una chiacchera, non c'è bisogno che ti parli di esso se già lo vivi; e se lo vivi rispondi. L'amore è sempre uno scambio reciproco e non esiste un'amore unidirezionale. Dentro la dv c'è tutto. Non riesci a fare i giri perchè non sei ancora innamorato, chi è stato innamorato veramente quante cose si è inventato per l'anima gemella lo sa cosa si fa per amore. E poi ad un certo punto sono arrivati i guai.. ma prima che arrivassero i guai..
"...il nostro caro figlio e come figlio lo tenevamo in casa nostra, nei nostri beni interminabili e per conseguenza, come figlio, faceva da padrone. Sarebbe stato contro la natura del nostro amore, non far fare da padrone a chi tanto amavamo e ci amava; nel vero amore non c'è il tuo e mio, ma tutto è in comune. E poi il farlo agire da padrone niente procurava di male, anzi ci rallegrava, ci faceva sorridere, ci trastullava, ci dava le belle sorprese degli stessi beni nostri e poi come poteva non essere padrone se possedeva la nostra Volontà Divina che signoreggia tutto e domina tutto? Per non farlo padrone avremmo dovuto mettere in servitù la nostra Volontà, ciò che non poteva essere, perché dove Essa regna non esistono servitù, ma tutto è padronanza. Perciò fino a tanto che l'uomo visse nel nostro Fiat Divino, non conobbe servitù;.." Gesù
Perchè il regime ordinario del Matrimonio è la comunione dei beni? E' ovvio che sia così, se tu sei innamorato di una persona è un godimento farla vivere da padrona delle cose tue. Quando c'è questo amore, c'è il godimento di sentirsi padrone delle cose mie e se quello ricambia. Gesù che fa? Pensate Gesù cosa fa per i preti, che si mette nelle loro mani al momento della Consacrazione.
"....perché dove Essa regna non esistono servitù, ma tutto è padronanza..." Gesù sulla dv
Noi non siamo servi e schiavi di nessuno. Di nessuno. Noi non siamo servi. Tutto è padronanza e uno dei tutti più onorifici (servi di Dio) è superato. Noi dobbiamo sentirci sempre tali ma se stiamo nella dv, Gesù non ci tratterà così, perchè nel Vangelo Gesù dice che ci chiamerà amici e non servi. Essere padrone delle cose di Dio non è che tu entri in casa sua e spadroneggi e tratti senza la massima riverenza possibile le cose più sante che esistono; ma non c'è tuo e mio. La consacrazione Totus Tuus, è tutto della Madonna e Lei risponde che tutto ciò è suo è nostro. Hai paura di toglierti tutto per darlo alla Madonna? Ma pensi che i tuoi quattro stracci che dai alla Madonna facciano la differenza e che ti lascerà solo? Il Signore è il padrone della nostra vita... ma a cosa gliene viene in tasca a Lui? Zero.
"...Perciò fino a tanto che l'uomo visse nel nostro Fiat Divino, non conobbe servitù;..." schiavo di niente e di nessuno, dopodichè cade e si riduce in servitù "... come peccò, sottraendosi al nostro Volere Divino, perdette la padronanza e si ridusse in servitù. Che cambiamento! Da figlio a servo! Perdette il comando sulle cose create, divenne il servo di tutto. L'uomo col ritirarsi dal nostro Fiat Divino, si sentì scosso fin dalle fondamenta e sentì vacillante la sua stessa persona , provò che cosa è debolezza, si sentì servo di passioni che lo facevano vergognare di se stesso e giunse a perdere il suo dominio...." Gesù
E' diventato uno straccione e le cose che erano prima sue, le deve mendicare con lacrime e preghiere..
"..Sicché, non ebbe più in suo potere come prima la forza, la luce, la grazia, la pace, ma le dovette mendicare con lacrime e preghiere dal suo Creatore.." Gesù
Siamo andati dalle vette alle note dolorose della volontà umana. Una delle poche cose certe di Dio:
"..perché Io non toglierò mai il libero arbitrio all'uomo,.." Gesù
"..perché Io non toglierò mai il libero arbitrio all'uomo,.." Gesù
"..perché Io non toglierò mai il libero arbitrio all'uomo,.." Gesù
Dobbiamo stare molto attenti quando usiamo il mai e sempre perchè l'uomo è mutevole per antonomasia, andare ad ipotecare il futuro con un per sempre o mai bisognerebbe pensarci almeno 500 volte e non sono anche poche. Ma se Dio dice che quella cosa non la farà mai. La libertà non sarà mai ed ecco perchè va difesa sempre e comunque.
E Gesù ha soggiunto: "Figlia mia, se è necessario parlarti del mio Fiat Divino che servirà come invito, allettamenti, voci soavi, dolci e forti per chiamare tutti a vivere nella Reggia della mia Divina Volontà, affinché non siano più servi ma padroni, così è necessario parlarti dei mali dell'umana volontà, perché Io non toglierò mai il libero arbitrio all'uomo, perciò è necessario che nel regno della mia Volontà Divina faccia montare le guardie, le nobili sentinelle che tengano in guardia le creature, facendo conoscere loro il gran male dell'umano volere, affinché stiano sull'attenti e, aborrendolo, amino la felicità e la padronanza che può dare la mia Divina Volontà."
Tocca a noi decidere di essere liberati dalla nostra umana volontà. Dio queste cose le vede, se nel mio e nel tuo cuore c'è questa preghiera, Dio la vede. Non è ceco, vede anche i nostri minimi moti dei nostri pensieri. Ama la felicità, libertà e la padronanza che ti darà la Divina Volontà; schiavo e servo di nessuno e di niente. Ricolmo dell'amore di Dio già sulla terra e non come discorsetto che non dice nulla ma come realtà che tu la vivi; e se tu una cosa la vivi la vivo punto e basta. Se tu una cosa la vivi tu mi puoi stare a parlare in eterno. Dovremmo aborrire l'umana volontà come il vomito.
26 Febbraio 1930 Com'è necessario desiderare un bene. Se non si forma il popolo la Divina Volontà non può avere il suo regno. Come chi vive nel Fiat è padrone, chi fa il suo volere è servo.
Anche oggi il don non sa da dove iniziare a parlare e sarà una meditazione misera rispetto alla ricchezza e meravigliosità delle cose che ci ha detto Gesù.
Domanda contingente di Luisa da cui parte la lezione di Gesù:
"Stavo pensando al grande interesse che il mio sempre amabile Gesù ha di far conoscere la sua Santa Volontà e dicevo tra me: ama, sospira, vuole che venga il suo regno e poi tarda tanto a farlo sorgere in mezzo alle creature; se vuole tutto può, potenza non Gli manca, in un momento può travolgere Cielo e terra, chi può resistere alla sua potenza? Nessuno. Molto più che in Gesù volere e potere sono la stessa cosa, perché dunque tarda ancora?..." Luisa
Queste cose che Luisa fa notare in relazione alla dv, vale per tutto. Qualsiasi problema o situazione balorda che causa sofferenze, se Dio volesse in un nanosecondo è finito tutto. Si pensi a qualsiasi cosa, problemi familiari, cittadini, provinciali, statali, ecclesiali, internazionali ecc... se Dio volesse sparirebbero tutti quanti. Non mediteremo mai abbastanza su questa cosa perchè se non c'è la scomparsa dei problemi è perchè non ci deve essere. Le scelte dell'Altissimo non le potremo mai penetrare. Qua però possiamo sapere una cosa: Dio agisce in maniera assolutamente perfettissima ed ordinata e perchè non manda la dv sulla Terra?
"Figlia mia, sospirare, desiderare e volere un bene è disporsi a riceverlo e quando si riceve un bene che tanto si è sospirato, si ama, si apprezza, si custodisce, si tiene come il benvenuto ed il portatore del bene sospirato. Non solo questo, un altro eccesso del nostro amore è che facciamo sospirare il bene che vogliamo dare, perché vogliamo che la creatura metta qualcosa di suo, almeno i suoi sospiri, le sue preghiere, la sua volontà di volere quel bene, per poterle dire: vedi, l'hai meritato, perché da parte tua hai fatto quello che hai potuto per ottenerlo e Noi con tutto il cuore te lo diamo. Mentre è tutto effetto della bontà nostra...." Gesù
Il bene della dv è un bene preziosissimo, devi sospirare, tribolare e tutti i santi giorni così. E questo il Signore lo vede nel cuore e i nostri desideri profondi li vede e se c'è questo, arriverà il giorno in cui ci arriverà la dv dentro di te. Senza nessun dubbio ma ci dev'essere questo, ma tu che sospiri dal mattino alla sera? E qua Gesù parla anche del merito. Molte persone stolte pensano che non abbiamo nessun merito davanti a Dio e che sia tutta grazia, questo discorso ha un fondo di vero: strettamente parlando - questa è la teologia classica - che meriti abbiamo?. In teologia classica c'è il merito decondigno e decongruo (se ho scritto bene ndr) cioè il merito che tu ti meriti in senso stretto e il merito che tu non ti meriti in senso stretto ma che Dio ti mette in grazia perchè tu lo meritarlo. Ti muove Lui, ti accompagna Lui ma tu devi metterci qualcosa di tuo. Questo la teologia la conosce già bene da 800 anni e San Tommaso d'Aquino lo spiega. Le grazie mistiche straordinarie (lo diceva anche Santa Teresa d'Avila) non se le può meritare nessuno in senso stretto, tu ti puoi meritare che ti venga un rapimento o estasi? Ma stiamo scherzando neanche se facessi penitenza stretta per tutta la vita. Però stai tranquillo che se una cosa del genere non la desideri e non ti disponi sicuramente non arriverà mai. Il fatto che non esistano meriti in senso stretto significa che Dio non è mai obbligato a darci niente, cioè anche quelle cose che Lui dispone che noi possiamo meritare ce le dà a disposizione di Giustizia ma la causa scatenante è sempre la Grazia però tu ce lo devi mettere del tuo. Andate a chiedere alla Madonna quanto ci ha messo del suo?
"..l'hai meritato, perché da parte tua hai fatto quello che hai potuto per ottenerlo e Noi con tutto il cuore te lo diamo..." Gesù
Cosa stiamo facendo noi per crescere in santità e grazia? Per ottenere la dv? Dobbiamo metterci in testa che il nostro rapporto con Dio è un rapporto tu per tu, non ci entra nessuno qua dentro, che fai tu dal mattino alla sera? Cosa vede dentro di te il Signore? A che pensi? A che desideri? Che cerchi? Che brami? Che aneli? Cosa occupa la tua intelligenza e i tuoi pensieri?
"..Si può dire che ci mettiamo in corrispondenza, mandando le nostre lettere d'avviso, spediamo i nostri messaggeri, perché dicano ciò che vogliamo dare; e tutto ciò per disporli, per far loro sospirare il gran dono che vogliamo dare..." Gesù
Interessa a qualcuno? E Gesù non ce lo fa se non vede una corrispondenza, se non interessa a nessuno se lo tiene per Sè.
"..Non facemmo lo stesso per il regno della Redenzione? Ci furono quattromila anni di attesa e quanto più si avvicinava il tempo, più pressanti erano gli avvisi, più frequenti le lettere e tutto per disporli..." Gesù
Più si avvicinava la nascita di Gesù e più incalzavano gli annunci. La dv arriverà quando Dio dirà: l'avete voluto, ve lo siete meritato e adesso arriva con il conoscerla...quanto tempo hai dedicato ai libri di Cielo/meditazioni? E poi a pregarla, a sospirarla, gli atti e cosa ci sta nel nostro cuore. Che sospiri e desideri?
"..Sono le disposizioni della nostra sapienza inarrivabile, che tutto dispone con ordine ed il ritardo serve a mettere in via le sue conoscenze che faranno da lettere, da telegrafi, da telefono, da messaggeri, per formare il popolo alla mia Divina Volontà..." Gesù
Nessuno di noi può capire le disposizioni divine, noi vediamo le cose storte e anche molto storte. La Volontà permissiva di Dio non sta allo stesso livello della Volontà intenzionale, ma è comunque volontà permissiva qui sta tutto concorrendo (come dice san Paolo) tutto e anche le sofferenze che hai o che vedi, offrile al Signore ma non dimenticare che quello concorre. La Sapienza di Dio è inarrivabile e dispone tutto con ordine.
Poi Gesù parla di Adamo.
"..Dopo di ciò seguivo il mio giro nel Fiat Divino e, giunta nell'Eden, mi son soffermata a pensare all'amore scambievole tra Dio e l'Adamo innocente, quando la Divinità non trovando alcun intoppo da parte dell'uomo, si riversava a torrenti sopra di lui, col suo amore lo rapiva a sé con dolci attrattive, facendogli sentire la sua voce tutta soavità che gli diceva: figlio, ti amo, ti amo assai; ed Adamo, ferito e rapito dall'Eterno Amore, ripeteva il suo ritornello: “ti amo”, “ti amo” e, slanciandosi nelle braccia del suo Creatore, si stringeva tanto, che non sapeva distaccarsi dall’unico amore che conosceva e viveva solo per amarlo...." Luisa
Noi così dovremo ritornare. La Dv è una full- immersion nell'amore di Dio che spesso è una chiacchera, non c'è bisogno che ti parli di esso se già lo vivi; e se lo vivi rispondi. L'amore è sempre uno scambio reciproco e non esiste un'amore unidirezionale. Dentro la dv c'è tutto. Non riesci a fare i giri perchè non sei ancora innamorato, chi è stato innamorato veramente quante cose si è inventato per l'anima gemella lo sa cosa si fa per amore. E poi ad un certo punto sono arrivati i guai.. ma prima che arrivassero i guai..
"...il nostro caro figlio e come figlio lo tenevamo in casa nostra, nei nostri beni interminabili e per conseguenza, come figlio, faceva da padrone. Sarebbe stato contro la natura del nostro amore, non far fare da padrone a chi tanto amavamo e ci amava; nel vero amore non c'è il tuo e mio, ma tutto è in comune. E poi il farlo agire da padrone niente procurava di male, anzi ci rallegrava, ci faceva sorridere, ci trastullava, ci dava le belle sorprese degli stessi beni nostri e poi come poteva non essere padrone se possedeva la nostra Volontà Divina che signoreggia tutto e domina tutto? Per non farlo padrone avremmo dovuto mettere in servitù la nostra Volontà, ciò che non poteva essere, perché dove Essa regna non esistono servitù, ma tutto è padronanza. Perciò fino a tanto che l'uomo visse nel nostro Fiat Divino, non conobbe servitù;.." Gesù
Perchè il regime ordinario del Matrimonio è la comunione dei beni? E' ovvio che sia così, se tu sei innamorato di una persona è un godimento farla vivere da padrona delle cose tue. Quando c'è questo amore, c'è il godimento di sentirsi padrone delle cose mie e se quello ricambia. Gesù che fa? Pensate Gesù cosa fa per i preti, che si mette nelle loro mani al momento della Consacrazione.
"....perché dove Essa regna non esistono servitù, ma tutto è padronanza..." Gesù sulla dv
Noi non siamo servi e schiavi di nessuno. Di nessuno. Noi non siamo servi. Tutto è padronanza e uno dei tutti più onorifici (servi di Dio) è superato. Noi dobbiamo sentirci sempre tali ma se stiamo nella dv, Gesù non ci tratterà così, perchè nel Vangelo Gesù dice che ci chiamerà amici e non servi. Essere padrone delle cose di Dio non è che tu entri in casa sua e spadroneggi e tratti senza la massima riverenza possibile le cose più sante che esistono; ma non c'è tuo e mio. La consacrazione Totus Tuus, è tutto della Madonna e Lei risponde che tutto ciò è suo è nostro. Hai paura di toglierti tutto per darlo alla Madonna? Ma pensi che i tuoi quattro stracci che dai alla Madonna facciano la differenza e che ti lascerà solo? Il Signore è il padrone della nostra vita... ma a cosa gliene viene in tasca a Lui? Zero.
"...Perciò fino a tanto che l'uomo visse nel nostro Fiat Divino, non conobbe servitù;..." schiavo di niente e di nessuno, dopodichè cade e si riduce in servitù "... come peccò, sottraendosi al nostro Volere Divino, perdette la padronanza e si ridusse in servitù. Che cambiamento! Da figlio a servo! Perdette il comando sulle cose create, divenne il servo di tutto. L'uomo col ritirarsi dal nostro Fiat Divino, si sentì scosso fin dalle fondamenta e sentì vacillante la sua stessa persona , provò che cosa è debolezza, si sentì servo di passioni che lo facevano vergognare di se stesso e giunse a perdere il suo dominio...." Gesù
E' diventato uno straccione e le cose che erano prima sue, le deve mendicare con lacrime e preghiere..
"..Sicché, non ebbe più in suo potere come prima la forza, la luce, la grazia, la pace, ma le dovette mendicare con lacrime e preghiere dal suo Creatore.." Gesù
Siamo andati dalle vette alle note dolorose della volontà umana. Una delle poche cose certe di Dio:
"..perché Io non toglierò mai il libero arbitrio all'uomo,.." Gesù
"..perché Io non toglierò mai il libero arbitrio all'uomo,.." Gesù
"..perché Io non toglierò mai il libero arbitrio all'uomo,.." Gesù
Dobbiamo stare molto attenti quando usiamo il mai e sempre perchè l'uomo è mutevole per antonomasia, andare ad ipotecare il futuro con un per sempre o mai bisognerebbe pensarci almeno 500 volte e non sono anche poche. Ma se Dio dice che quella cosa non la farà mai. La libertà non sarà mai ed ecco perchè va difesa sempre e comunque.
E Gesù ha soggiunto: "Figlia mia, se è necessario parlarti del mio Fiat Divino che servirà come invito, allettamenti, voci soavi, dolci e forti per chiamare tutti a vivere nella Reggia della mia Divina Volontà, affinché non siano più servi ma padroni, così è necessario parlarti dei mali dell'umana volontà, perché Io non toglierò mai il libero arbitrio all'uomo, perciò è necessario che nel regno della mia Volontà Divina faccia montare le guardie, le nobili sentinelle che tengano in guardia le creature, facendo conoscere loro il gran male dell'umano volere, affinché stiano sull'attenti e, aborrendolo, amino la felicità e la padronanza che può dare la mia Divina Volontà."
Tocca a noi decidere di essere liberati dalla nostra umana volontà. Dio queste cose le vede, se nel mio e nel tuo cuore c'è questa preghiera, Dio la vede. Non è ceco, vede anche i nostri minimi moti dei nostri pensieri. Ama la felicità, libertà e la padronanza che ti darà la Divina Volontà; schiavo e servo di nessuno e di niente. Ricolmo dell'amore di Dio già sulla terra e non come discorsetto che non dice nulla ma come realtà che tu la vivi; e se tu una cosa la vivi la vivo punto e basta. Se tu una cosa la vivi tu mi puoi stare a parlare in eterno. Dovremmo aborrire l'umana volontà come il vomito.
mercoledì 28 dicembre 2022
Farsi preda della Divina Volontà
Gesù spiega cosa significa farsi preda della Divina Volontà e come ciò comporta la partecipazione misteriosa ma vera ai divini attributi, primo fra tutti l'immutabilità. L'eucaristia è lo strumento privilegiato scelto da Gesù per far risorgere il suo Regno in mezzo alle generazioni. Libro di Cielo, Volume 28, 22 Febbraio 1930, Martedì 3 Maggio 2022
22 Febbraio 1930 Chi vive nella Divina Volontà resta circondato dall’immutabilità divina. Morte del bene; sacrificio della vita per farlo risorgere.
Iniziamo questo 28° volume alla grande, con le verità che Gesù offre alla nostra attenzione. La prima frase che Gesù pronuncia meriterebbe ore ed ore di meditazione e contemplazione, di un tentativo di immaginazione:
"Figlia mia, se tu sapessi che significa farsi preda della mia Divina Volontà!..." Gesù
Frasi preda, vuol dire consegnarsi, lasciasi possedere, prendere e non voler ritenere e conoscere nulla al di fuori di Lei (la dv). Non sono chiacchere poetiche, ma quando la nostra volontà decide di morire davanti a Dio di non agire più secondo criteri umani, logiche umani ed egoismi. E che succede quando un'anima si fa preda della dv? Significa che l'anima inizia a partecipare ad alcuni attributi divini. Se è vero che secondo il nostro modo di agire e pensare sembra che Dio adegui i suoi disegni, questo è quello che percepiamo noi ma Dio è immutabile e non cambia.
"..L'anima resta circondata dalla nostra immutabilità e tutto diventa per lei immutabile; immutabile la santità, la luce, la grazia, l'amore..." Gesù
La luce che è indispensabile bene le cose, per discerne, per ascoltare le divine ispirazioni e per seguirle. La Grazia, l'inabitazione di Dio in noi, signfica che una persona vive nella dv la grazia di Dio non la perderà mai - una persona non peccherà mai mortalmente se vive nella dv e se pecca mortalmente non vive nella dv - questo è proprio matematico. Può commettere qualche peccato mortale chi si sforza di compiere la dv non che vive in essa. Il nostro amore per Dio non va ad intermittenza, non è che una mattima mi sveglio e faccio tanti atti d'amore a Gesù e il giorno dopo quando mi sveglio con la luna storta zero assoluto. La varietà dei modi umani è spia di una volontà umana.
Dio ha la caratteristica dell'immutabilità ed è per questo che Gesù manifesta una spia certissima. Altra cosa importantissima, quando si vive nella dv le cose intorno a noi mutano in continuazione ma dentro di noi non cambia proprio nulla. Si resta sempre immutabili, si fanno variazioni ma siccome si gira nella dv, giro, faccio azione e parlo, sarà sempre Cielo.
"..Invece chi vive fuori del mio Fiat Divino, senza la sua forza motrice, si può chiamare come quelle stelle erranti che precipitano nello spazio, come se non ci fosse posto fisso per loro e son costrette come stelle erranti a correre a precipizio, come se si fossero smarrite dalla volta del Cielo..." Gesù
Stelle erranti, stelle smarrite, basta un nonnulla, un comportamento sgradito di chi ci sta intorno per gettarci nella disperazione, nello sconforto, tristezza ecc... sono cose umanamente normali ma non hanno nulla di divino
"...Tale è l'anima che non fa e non vive nella mia Divina Volontà, muta ad ogni occasione, sente in sé tanta varietà di mutamento, che sente noia a ripetere un bene continuato e se qualche scintillio di luce fa uscire da sé, è come il luccichio delle stelle erranti che subito sparisce. " Gesù
Il mutamento è uno stare in balia di ciò che è fuori di noi. Se c'è il sole sto bene, se piove sto male e c'è il temporale non ne parliamo. Certo, ogni tanto una persona potrebbe aver fatto delle scelte impegnative ma non sono abbastanza e Gesù conclude questa prima parte, lasciandoci un criterio di discernimento (sono tanti sparsi nei libri):
"..Si può dire che questo è il segno per conoscere se si vive di Volontà Divina: l'immutabilità nel bene; e mutarsi ad ogni piccola sospinta, se si vive di volere umano. " Gesù
Ciascuno deve applicarsi a capire se noi abbiamo queste spie. Devo cercare di fare discernimento io.
Poi Gesù torna alla tragedia del peccato originale:
"Figlia mia, l'uomo, col sottrarsi ella mia Divina Volontà, diede la morte ai beni che il mio Fiat Divino avrebbe fatto risorgere in lui, se non fosse stato respinto. Come esso uscì, così morì l'atto continuo della vita Divina nell’uomo, morì la santità che sempre cresce, la luce che sempre sorge, la bellezza che mai si ferma, per sempre abbellire, l'amore instancabile che non dice mai basta, che sempre, sempre vuol dare, molto più che, respingendo la mia Divina Volontà, morì l'ordine, l'aria, il cibo che avrebbe dovuto nutrirlo continuamente...." Gesù
Il mondo della dv è fatto in questo modo: è vita divina, santa, illuminata e vita bella sotto tutti i punti di vista - abbiamo mai detto a Nostro Signore: che bella vita mi hai dato? Se vivi nella dv sicuramente questa cosa qua gliela dirai. Chi vive nella dv la sua vita è la più bella che possa esserci senza che il proprio stato di vita influisca.
"..Ora, dove c'è stata la morte del bene, si richiede il sacrificio della vita per far risorgere il bene distrutto. Ecco perciò giustamente e sapientemente, quando ho voluto rinnovare il mondo e dare un bene alle creature, ho richiesto il sacrificio di vita, come chiesi ad Abramo che mi sacrificasse l'unico suo figlio, come di fatto eseguì e poi, impedito da me, si arrestò ed in quel sacrificio che ad Abramo costava più della sua stessa vita, risorse la nuova generazione donde sarebbe sceso il Divino Liberatore e Redentore che avrebbe fatto risorgere il bene morto nella creatura..." Gesù
E qua Gesù spiega un pò di storia della Salvezza.
"..Coll'andar del tempo, permisi a Giacobbe il sacrificio ed il gran dolore della morte del suo amato figlio Giuseppe, e anche se non morì, per lui fu come se in realtà fosse morto..." Gesù
Ad uno fu richiesto un sacrificio volontario, gesto di una impegnatività estrema ed inimmaginabile, quale padre farebbe la stessa cosa che ha fatto Abramo? E le morti eccellenti non sono finite, la morte di Nostro Signore Gesù Cristo che è vissuto cercando di far risorgere la volontà divina negli atti ma è anche morto poi e risorto veramente perchè questa Resurrezione potesse essere comunicato anche a noi.
"..ecco perciò restai sacramentato nella piccola Ostia, partii per il Cielo ma restai sulla terra, in mezzo alle creature, per nascere, vivere e morire, sebbene misticamente, per far risorgere in esse tutto il bene che l'uomo respinse col sottrarsi alla mia Divina Volontà..." Gesù
Gesù è presente in ogni tabernacolo. Per far risorgere in noi tutto quel bene che noi respingemmo sottraendoci alla divina volontà.
"..Ed oltre al mio sacrificio chiesi anche il sacrificio della tua vita, per far risorgere il suo regno in mezzo alle umane generazioni e da ogni Tabernacolo me ne sto come alla vedetta per fare opera compiuta della Redenzione e del Fiat Voluntas Tua come in Cielo così in terra, contentandomi di sacrificarmi e di morire in ogni Ostia per far risorgere il Sole del mio Fiat Divino, la nuova era ed il suo pieno trionfo. .." Gesù
E dal Sacramento Gesù si è accontentato di aspettare i secoli.
"..Io nel partir dalla terra dissi: vado al Cielo e resto sulla terra nel Sacramento, mi contenterò d'aspettare secoli, so che mi costerà molto, oltraggi inauditi non mi mancheranno, forse più della mia stessa Passione; ma mi armerò di pazienza divina e dalla piccola Ostia farò opera compiuta, farò regnare il mio Volere nei cuori e continuerò a stare in mezzo a loro per godermi i frutti di tanti sacrifici che ho subito...." Gesù
E' dall'Ostia che parte il Regno del divin Volere, più tempo si trascorre davanti al Tabernacolo in preghiera profonda ed adorazione più la vita della dv cresce in noi.
"..Perciò insieme con Me sii unita al sacrificio per una causa così santa e per il giusto trionfo che la mia Volontà regni e domini."
Uniamoci anche noi a questa causa così santa e la dv regni e domini.
22 Febbraio 1930 Chi vive nella Divina Volontà resta circondato dall’immutabilità divina. Morte del bene; sacrificio della vita per farlo risorgere.
Iniziamo questo 28° volume alla grande, con le verità che Gesù offre alla nostra attenzione. La prima frase che Gesù pronuncia meriterebbe ore ed ore di meditazione e contemplazione, di un tentativo di immaginazione:
"Figlia mia, se tu sapessi che significa farsi preda della mia Divina Volontà!..." Gesù
Frasi preda, vuol dire consegnarsi, lasciasi possedere, prendere e non voler ritenere e conoscere nulla al di fuori di Lei (la dv). Non sono chiacchere poetiche, ma quando la nostra volontà decide di morire davanti a Dio di non agire più secondo criteri umani, logiche umani ed egoismi. E che succede quando un'anima si fa preda della dv? Significa che l'anima inizia a partecipare ad alcuni attributi divini. Se è vero che secondo il nostro modo di agire e pensare sembra che Dio adegui i suoi disegni, questo è quello che percepiamo noi ma Dio è immutabile e non cambia.
"..L'anima resta circondata dalla nostra immutabilità e tutto diventa per lei immutabile; immutabile la santità, la luce, la grazia, l'amore..." Gesù
La luce che è indispensabile bene le cose, per discerne, per ascoltare le divine ispirazioni e per seguirle. La Grazia, l'inabitazione di Dio in noi, signfica che una persona vive nella dv la grazia di Dio non la perderà mai - una persona non peccherà mai mortalmente se vive nella dv e se pecca mortalmente non vive nella dv - questo è proprio matematico. Può commettere qualche peccato mortale chi si sforza di compiere la dv non che vive in essa. Il nostro amore per Dio non va ad intermittenza, non è che una mattima mi sveglio e faccio tanti atti d'amore a Gesù e il giorno dopo quando mi sveglio con la luna storta zero assoluto. La varietà dei modi umani è spia di una volontà umana.
Dio ha la caratteristica dell'immutabilità ed è per questo che Gesù manifesta una spia certissima. Altra cosa importantissima, quando si vive nella dv le cose intorno a noi mutano in continuazione ma dentro di noi non cambia proprio nulla. Si resta sempre immutabili, si fanno variazioni ma siccome si gira nella dv, giro, faccio azione e parlo, sarà sempre Cielo.
"..Invece chi vive fuori del mio Fiat Divino, senza la sua forza motrice, si può chiamare come quelle stelle erranti che precipitano nello spazio, come se non ci fosse posto fisso per loro e son costrette come stelle erranti a correre a precipizio, come se si fossero smarrite dalla volta del Cielo..." Gesù
Stelle erranti, stelle smarrite, basta un nonnulla, un comportamento sgradito di chi ci sta intorno per gettarci nella disperazione, nello sconforto, tristezza ecc... sono cose umanamente normali ma non hanno nulla di divino
"...Tale è l'anima che non fa e non vive nella mia Divina Volontà, muta ad ogni occasione, sente in sé tanta varietà di mutamento, che sente noia a ripetere un bene continuato e se qualche scintillio di luce fa uscire da sé, è come il luccichio delle stelle erranti che subito sparisce. " Gesù
Il mutamento è uno stare in balia di ciò che è fuori di noi. Se c'è il sole sto bene, se piove sto male e c'è il temporale non ne parliamo. Certo, ogni tanto una persona potrebbe aver fatto delle scelte impegnative ma non sono abbastanza e Gesù conclude questa prima parte, lasciandoci un criterio di discernimento (sono tanti sparsi nei libri):
"..Si può dire che questo è il segno per conoscere se si vive di Volontà Divina: l'immutabilità nel bene; e mutarsi ad ogni piccola sospinta, se si vive di volere umano. " Gesù
Ciascuno deve applicarsi a capire se noi abbiamo queste spie. Devo cercare di fare discernimento io.
Poi Gesù torna alla tragedia del peccato originale:
"Figlia mia, l'uomo, col sottrarsi ella mia Divina Volontà, diede la morte ai beni che il mio Fiat Divino avrebbe fatto risorgere in lui, se non fosse stato respinto. Come esso uscì, così morì l'atto continuo della vita Divina nell’uomo, morì la santità che sempre cresce, la luce che sempre sorge, la bellezza che mai si ferma, per sempre abbellire, l'amore instancabile che non dice mai basta, che sempre, sempre vuol dare, molto più che, respingendo la mia Divina Volontà, morì l'ordine, l'aria, il cibo che avrebbe dovuto nutrirlo continuamente...." Gesù
Il mondo della dv è fatto in questo modo: è vita divina, santa, illuminata e vita bella sotto tutti i punti di vista - abbiamo mai detto a Nostro Signore: che bella vita mi hai dato? Se vivi nella dv sicuramente questa cosa qua gliela dirai. Chi vive nella dv la sua vita è la più bella che possa esserci senza che il proprio stato di vita influisca.
"..Ora, dove c'è stata la morte del bene, si richiede il sacrificio della vita per far risorgere il bene distrutto. Ecco perciò giustamente e sapientemente, quando ho voluto rinnovare il mondo e dare un bene alle creature, ho richiesto il sacrificio di vita, come chiesi ad Abramo che mi sacrificasse l'unico suo figlio, come di fatto eseguì e poi, impedito da me, si arrestò ed in quel sacrificio che ad Abramo costava più della sua stessa vita, risorse la nuova generazione donde sarebbe sceso il Divino Liberatore e Redentore che avrebbe fatto risorgere il bene morto nella creatura..." Gesù
E qua Gesù spiega un pò di storia della Salvezza.
"..Coll'andar del tempo, permisi a Giacobbe il sacrificio ed il gran dolore della morte del suo amato figlio Giuseppe, e anche se non morì, per lui fu come se in realtà fosse morto..." Gesù
Ad uno fu richiesto un sacrificio volontario, gesto di una impegnatività estrema ed inimmaginabile, quale padre farebbe la stessa cosa che ha fatto Abramo? E le morti eccellenti non sono finite, la morte di Nostro Signore Gesù Cristo che è vissuto cercando di far risorgere la volontà divina negli atti ma è anche morto poi e risorto veramente perchè questa Resurrezione potesse essere comunicato anche a noi.
"..ecco perciò restai sacramentato nella piccola Ostia, partii per il Cielo ma restai sulla terra, in mezzo alle creature, per nascere, vivere e morire, sebbene misticamente, per far risorgere in esse tutto il bene che l'uomo respinse col sottrarsi alla mia Divina Volontà..." Gesù
Gesù è presente in ogni tabernacolo. Per far risorgere in noi tutto quel bene che noi respingemmo sottraendoci alla divina volontà.
"..Ed oltre al mio sacrificio chiesi anche il sacrificio della tua vita, per far risorgere il suo regno in mezzo alle umane generazioni e da ogni Tabernacolo me ne sto come alla vedetta per fare opera compiuta della Redenzione e del Fiat Voluntas Tua come in Cielo così in terra, contentandomi di sacrificarmi e di morire in ogni Ostia per far risorgere il Sole del mio Fiat Divino, la nuova era ed il suo pieno trionfo. .." Gesù
E dal Sacramento Gesù si è accontentato di aspettare i secoli.
"..Io nel partir dalla terra dissi: vado al Cielo e resto sulla terra nel Sacramento, mi contenterò d'aspettare secoli, so che mi costerà molto, oltraggi inauditi non mi mancheranno, forse più della mia stessa Passione; ma mi armerò di pazienza divina e dalla piccola Ostia farò opera compiuta, farò regnare il mio Volere nei cuori e continuerò a stare in mezzo a loro per godermi i frutti di tanti sacrifici che ho subito...." Gesù
E' dall'Ostia che parte il Regno del divin Volere, più tempo si trascorre davanti al Tabernacolo in preghiera profonda ed adorazione più la vita della dv cresce in noi.
"..Perciò insieme con Me sii unita al sacrificio per una causa così santa e per il giusto trionfo che la mia Volontà regni e domini."
Uniamoci anche noi a questa causa così santa e la dv regni e domini.
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