Gesù elogia gli atti fatti nella Divina Volontà ed usa delle splendide immagini - quali il cielo e il mare - per far comprendere la grandezza di tale operato. Riflessione su quali atti si possono portare senza problemi nella Divina Volontà e come fare per portare in Essa quanti più atti umani possibili. Libro di cielo volume 17, 15 Febbraio 1925, 22 Maggio 2020
15 Febbraio 1925
La Divina Volontà in Cielo è confermante, beatificante, felicitante, divinizzante; in terra nell’anima è operante e vi forma le onde eterne che travolgono tutto
"..e possiamo concederti rescritti di grazia a pro dei tuoi fratelli e dei nostri figli.” Gesù
Dopo aver illustrato il Signore con delle immagini cosa significa l'operare nel divin volere in sè conclude con i benefici che ciò produce (rescritti di grazia). Il rescritto era un provvedimento degli imperatori e l'operare nel dv non è un fatto privato ma un far scendere a livello oggettivo grazie su grazie su tutti i nostri fratelli e sorelle.
Per entrare nel dv ci vuole conosceza, tempo luce dal cielo ecc.../ ci sono varie forme e modalità con cui si portano i nostri atti nel dv: Atto preventivo che si deve fare ogni mattina, quell'atto è una manifestazione a livello oggettivo di portare tutti i nostri atti più importanti della giornata ( vd a pensare nella mia mente, a circolare nel mio sangue e questo porta la circolazione del mio sangue nella dv; diventa un'atto divino. Vieni dv a parlare nella mia voce e poi tutto il resto. Si porta nella dv tutto ciò che vuoi io faccia, se io faccio una cosa che non è gradita alla dv (tipo una bugia) quella cosa non sarà portata dentro la dv, invece per quanto riguarda le imperferzioni non possono entrare nella dv - Maria era Immacolata e perfettissima - noi non siamo così. Gesù ha questo stile: ad una persona dà un dono e dice una cosa, ad un'altra persona dice un'altra ecc... / la Consacrazione Totus Tuus ci consente di portare nella dv una serie di atti che nella dv non potrebbero entrarci; un'imperfezione io non la posso portare nella dv di per sè (per quanto gli sembra di capire al don) e noi ne facciamo tante dal mattino alla sera. Qual'è il senso di questa consacrazione Totus Tuus? Riconoscendo che noi in quanto figli di Adamo compiamo delle opere imperfette - chi ascolta il don nelle meditazioni (esempio del don) gli può succedere che incespica o corre troppo non facendosi ben capire, o sbaglia una pronuncia perchè medita e non ha un testo scritto. La persona sa di avere un qualche difetto ma possiamo portare a Dio un'opera difettosa? Già nell'AT si ricorda che quando si offrivano sacrifici a Dio, Dio chiedeva il primogenito senza difetti. Se tu portavi l'ultimo nato di un gregge con un difetto fisico che cosa stai offrendo al Signore? Uno scarto. Ci sono delle cose (come quella che riguarda il don - dice il don - che punto primo non è facile prenderne coscienza perchè noi abbiamo una strutturale e comprensibile corazza difensiva e non è facile accettare i difetti / se noi non vogliamo niente cambierà ma su certe cose noi non ce la facciamo. Il don spesso fa il proposito di parlare meglio ma non ci riesce, ci fa comprendere che molte cose non sono in nostro potere.
Solo Maria aveva tutto perfetto, nella consacrazione di Totus Tuus, San Luigi Monfort dice questo: se tu hai una mela andata un pochino male - con qualche punto nero - (si toglie la zona marcia e si cerca di recuperare la parte buona); il problema è che il quasi tutto che noi offriamo al Signore sono tutte cose mezze bacate o andate a male, che ci fa il Signore con queste cose qua?
San Luigi dice che se tu ti fondi con Maria e dai tutto a Lei, Lei (la Madonna ndr) prende le opere, le toglie la parte marcia e le offre al Signore su un piatto. Recupera i nostri pezzi sani, fa una macedonia e gli presenta tale cosa, in modo che il Signore pensa che noi chissà cosa abbiamo fatto. Non possiamo negare questa debolezza, la perfezione è una cosa seria, ci si arriva dopo anni e decenni a volte di impegno e di ascesi e il don non pensa che tutto ciò sia annullato nella dv.
Quando faccio anche un'atto attuale (vieni dv nel mio mangiare...), il palpito del mio cuore, lì la dv ci scende subito perchè i danni lì sono stati limitati, nel Creato noi che lo abbiamo un pochino inquinato, il peccato dell'uomo ha peggiorato un pò la Creazione, cosa c'è in fondo di puro e di gradito al Signore che possiamo portargli quando facciamo un giro? (a parere del don) La purezza del nostro amore (non purezza purezza...) e quello mitiga non poco quelle imperfezioni che incontriamo nel nostro operare.
Con gli atti di fusioni, veloci o estesi, con i giri, con le Ore della Passione, il Pio Pellegrinaggio dell'anima - ed avendo fatto la consacrazione Totus Tuus - anche tutte le cose buone ma imperfette che purificate dalla Madonna. Ciò che non entra nella dv è il peccato volontario, quanto più è volontario meno si può portare dentro la dv, pur non essendo non del tutto volontario non entra nella dv - se io dico una volgarità la Madonna non ci fa nulla non essa, non la guarda e Nostro Signore non la vuole vedere. Questi difetti macroscopici su questi l'esperienza del don gli insegna: ha visto persone che bestemmiavano e quasi da un giorno all'altro hanno smesso. Una persona non può portare atti impuri nella dv; bisogna fare attenzione. Tutte le immagini che il Signore ha fatto in questo brano.
"..Ah tu non sai ciò che succede nell’anima quando dà alla mia Volontà tutta la libertà di operare in essa e l’anima opera nella mia Volontà! Immaginati il mare quando le onde si innalzano tanto forti e alte, che non solo le acque, ma la forza delle onde trasporta anche i pesci su in alto, in modo che si vede in quelle onde, trasportato dalla forza della tempesta, che anche i pesci sono usciti dal fondo del mare, dal loro giornaliero soggiorno per elevarsi in alto insieme alle onde; le onde li hanno travolti e non hanno potuto resistere alla loro forza, mentre senza la forza delle onde non sanno uscire dal loro lido. Oh! se il mare avesse una forza senza limite, farebbe uscire tutta l’acqua dal letto del mare, formando onde altissime e tutti i pesci travolti in esse. Ma ciò che non può fare il mare perché limitato nella sua forza, lo fa la mia Volontà, come fa suoi gli atti dell’anima quando opera in essa, vi forma le onde eterne ed in queste travolge tutto e si vedono in queste onde ciò che fece la mia Umanità, le opere della mia Celeste Mamma, quelle di tutti i santi e tutto ciò che fece la stessa Divinità, tutto viene messo in moto.." Gesù
o immagini con Cielo:
“Figlia della mia Volontà, ogni atto nella mia Volontà è un nuovo cielo che si stende sul capo dell’anima, uno più bello dell’altro. L’aria di questi cieli è divina e porta con sé: santità, amore, luce, fortezza e contiene tutti i gusti insieme, perciò si sente balsamica e dolce. La mia Volontà nel Cielo è confermante, beatificante, felicitante e penetrante ovunque, trasformante, divinizzante tutto in Sé; invece nell’anima che possiede questi nuovi cieli della mia Volontà in terra, è operante e, mentre opera, si diletta di stendere nuovi cieli. Sicché la mia Volontà lavora ed opera più nell’anima viatrice che nella Celeste Gerusalemme; là, le opere dei santi sono compiute, non resta altro da fare; qui, poi, la mia Volontà ha sempre da fare nell’anima in cui Essa regna, perciò vuole tutto per Sé, né vuol lasciare nessun atto alla volontà umana, perché vuol fare molto e per ogni atto che cedesse all’umana volontà, mancherebbe di stendere un cielo in più e sarebbe una sua opera di meno...." Gesù
In altri passaggi degli scritti, Gesù dice che ogni atto fatto nella dv è un sole che si accende. Sono immagini, il Signore vuole farci capire cosa succede nell'operare nella dv, gli atti che si portano in essa devono essere oggettivamente conformi alla dv. Tutto quello che hanno di imperfetto: farli passare attraverso il Cuore Immacolato di Maria che funziona da filtro. Molto è il bene che possiamo fare e molto è il cammino solare e radioso che ci attende.
venerdì 15 gennaio 2021
giovedì 14 gennaio 2021
Tranelli e insidie dell'umana volontà
Gesù spiega a Luisa anzitutto gli effetti e l'importanza dell'operare nella Divina Volontà, ma anche quanto sia importante farla e farla bene, ammonendo circa il pericolo di non fare la Divina Volontà (ma cercare la propria volontà umana) anche nelle cose e nelle opere sante. Libro di cielo volume 17, 27 Gennaio e 8 Febbraio 1925, 21 Maggio 2020
27 Gennaio 1925 Le cose create da Dio non escono da Lui, facendosi la Divina Volontà alimentatrice e conservatrice di esse. Così succede per l’anima che opera nella Divina Volontà
In questo brano Gesù ha raccomandato di fare gli atti nella dv. Il filo conduttore dei due brani è quell'espressione che Gesù usa (Fare la Sua Volontà e Viverci in essa) e non si può separare l'uno dall'altro perchè se si polarizza solo l'attenzione nel moltiplicare gli atti nella dv o le fusioni va bene ma questo non deve mai portarci ad essere distratti sull'altro aspetto che è il Fare la divina volontà. Il nostro agire per principio è la volontà divina, non soltanto con l'atto attuale (vieni divina volontà a fare le scale in me ecc...) o la fusione che trasformano i nostri atti umani limitati in atti divini, immensi ed eterni
"..Tu devi sapere che tutti gli atti fatti nella nostra Volontà entrano nell’atto primo, quando creammo tutta la creazione e gli atti della creatura, baciandosi coi nostri, perché una è la Volontà che dà vita a questi atti, si diffondono in tutte le cose create, come sta diffusa la nostra Volontà dappertutto e si costituiscono ricambio d’amore, d’adorazione e di gloria continua per tutto ciò che abbiamo messo fuori nella Creazione..." Gesù
Appena lo facciamo (l'atto attuale) ricambiamo il Signore d'amore, di gloria e di adorazione perenne. Amore, adorazione e gloria (potremmo aggiungere ringraziamento) e sono atteggiamenti che dovremmo avere sempre nei confronti dell'Altissimo e nella dv vengono aumentate non solo a livello personale ma nell'andare a portare al Signore il ricambio di tutte le cose create.
Mentre stavo fondendomi nel Santo Voler Divino pensavo tra me: “Prima, quando mi fondevo nel Santo Supremo Volere, Gesù era con me ed insieme con Lui io entravo in Esso, sicché l’entrare era una realtà, ma adesso io non lo vedo, sicché non so se entro nell’eterno Volere o no, mi sento piuttosto come una lezioncina imparata a memoria, oppure un modo di dire.” Luisa
Luisa prima aveva un'esperienza sensibile e ha vissuto in modo straordinario questa cosa lo ha fatto come noi, nessuno di noi vede nulla quando si fonde e la tentazione è pensare di fare una lezioncina a memoria ma non che sto portando a Dio e al prossimo una quantità grandissima di bene. Anche Luisa c'è stata in questo mondo con la fede e si fanno queste operazioni senza vederne gli effetti.
"..E siccome la creatura è uscita fuori dal suo principio, cioè dalla prima Volontà Divina da dove uscì, ha perduto il vero amore verso Dio, verso se stessa e verso le sue opere. Io volli che l’uomo stesse nella mia Volontà di sua volontà, non forzato, perché lo amai più di tutte le altre cose create e volevo che fosse come re in mezzo alle opere mie. Ma l’uomo, ingrato, volle uscire dal suo principio, perciò si trasformò e perdette la sua freschezza, la bellezza e fu soggetto ad alterazioni e cambiamenti continui. E per quanto Io lo chiami perché ritorni nel suo principio, fa il sordo e finge di non ascoltarmi; ma è tanto il mio amore che lo aspetto e continuo a chiamarlo.” Gesù
Chi esce dalla divina volontà non si ama nella verità ma si ama disordinatamente, perchè uno dei costitutivi del peccato è l'amore disordinato di sè stessi e non l'amore ordinato di sè stessi. E questo è stato possibile perchè Dio vuole che l'uomo stia nella dv di sua volontà e non forzato e così ci siamo trasformati in peggio perdendo tutte quella caratteristiche (freschezza e bellezza) che possiamo ammirare nelle altre realtà create e siamo soggetti ai cambiamenti continui non solo morfologici ma anche morali, spirituali ecc...
8 Febbraio 1925 Come ogni anima è un’abitazione della Volontà Divina
"..E per quanto Io lo chiami perché ritorni nel suo principio, fa il sordo e finge di non ascoltarmi; ma è tanto il mio amore che lo aspetto e continuo a chiamarlo.” Gesù
"..Tale è la mia Volontà, viene dal Cielo per abitare nelle anime ed invece di rendermi padrone, mi tengono come uno straniero e derelitto, ma la mia Volontà non si parte, anche se mi tengono da straniero Io rimango in mezzo a loro aspettando per dar loro i miei beni, le mie grazie e la mia santità.” Gesù
E' bello vedere che Gesù continua stare in mezzo a noi aspettando. Nonostante chi noi siamo quelle permanenti, perduranti ed incessanti manifestazioni di pazienza e di d'amore di Gesù. E meno male che è così altrimenti saremmo tutti quanti perduti.
Questa mattina il mio dolce Gesù si è fatto vedere tanto sofferente, che la povera anima mia si è sentita struggere di compassione. Aveva tutte le membra slogate; piaghe profonde e tanto inasprite, che Gesù gemeva e si contorceva sotto l’acerbità dello spasimo. Si è messo a me vicino come se volesse farmi parte delle sue pene; già solo a guardarlo ho sentito riflettere in me le sue pene e Gesù, tutto bontà, mi ha detto: “Figlia mia, non ne posso più; tocca le mie piaghe inasprite per raddolcirle, scocca il tuo bacio d’amore su di esse, affinché il tuo amore mi mitighi lo spasimo che sento...." Gesù
Anche qua dobbiamo chiederci: quanto ci pensiamo a come sta Gesù quando vediamo o sentiamo tante cose e sospettiamo che potrebbero disgustarlo, offenderlo o che gli siano sgradite? Chi si premura di mitigare il dolore di Gesù - noi pensiamo sempre ai dolori nostri, ma chi ama Gesù e chi desidera vivere in questa vita sta attento ai dolori di Gesù.
"..Io l’ho stretto a me gli ho baciato le piaghe delle mani; oh! come erano inasprite per tante opere, anche sante, ma che non avevano il loro principio dalla Volontà di Dio; per raddolcire lo spasimo le ho strette nelle mie mani e Gesù tutto ha permesso che facessi, anzi lo voleva e così ho fatto alle altre piaghe, tanto che quasi tutta la mattina è stato sempre con me..." Luisa
Non basta fare un'opera santa, bisogna vedere se quell'opera santa ha il principio dalla volontà di Dio e perchè questo accada non basta dire viene divina volontà in quest'opera santa ma bisogna vedere se Dio - quell'opera santa che mi sono messo in testa di compierla - vuole che la compia in quel momento, in quel modo, in quelle circostanze e in quelle fattispecie. Discernimento doveroso. E il contesto storico in questa meditazione cade ad una persona che stia attenta dà delle non indifferenti chiavi di lettura circa alcune cose che si prospettano: un'opera santa che non ha il principio dalla volontà di Dio non deve essere compiuta se io - facendo discernimento - che in quel modo, in quelle circostanze, in quella modalità e in quelle condizioni la coscienza mi dice che non è cosa da farsi.
Esempio macroscopico: una donna che abbia una famiglia e i figli e che inizia a pensare quanto sarebbe stato bello se fosse diventata suora e se fosse in monastero, non lo può fare e allora inizia a vivere come monaca pur essendo moglie e madre dedicando un tempo spropositato al ritiro, silenzio e passa le ore della giornata in Chiesa..sono opere sante quelle? Di per sì ma è un'opera fatta bene secondo la volontà di Dio?
Quella persona sta facendo delle opere sante ma avendo come principio la volontà umana: fa le opere che vorrebbe fare lei non quello che Dio le chiede. Noi dobbiamo imparare ad entrare in queste dinamiche, non possiamo chiedere a destra e sinistra; a quella donna non piace la vita che fa, non abbraccia la croce che il Signore le mette di fronte e cerca di farsi una vita bella e devota che la gratifichi e la compensi ecc...
Altri esempi? Quante confessioni e direzioni spirituali non piaccono a Dio (non quelle sacrileghe) perchè sono modi con cui in realtà si cerca conforto, consolazione e a volte affetto (anche santo) e non guida spirituale e o indicazioni ecc.../ All'Altissimo non piace una direzione prolissa, non è peccaminosa ma bisogna vedere come tu la vivi e bisogna vedere - da parte del direttore spirituale - come la fa. Come fai la direzione spirituale? In maniera umana o santa? In maniera da alimentare queste malsane disposizioni delle creature, da farle legare a te, dare consigli troppo frettolosi ecc... o in modo diverso?
Ho fatto la comunione (altro esempio) bene, ma ti sei preparato bene alla comunione? Hai fatto il ringraziamento dopo la comunione? Hai ricevuto Gesù con dignità esteriore ed interiore? Non basta fare la comunione e potremmo andare avanti all'infinito.
"..Quando l’anima mette da parte la sua volontà, non dandole neppure un atto di vita, la mia Volontà fa da padrona nell’anima, regna, comanda ed impera, si trova come se stesse a casa sua,.." Gesù
Quindi non la persona non va a cercare sè stesse anche nelle cose sante,
"..Invece, chi vuol fare la sua volontà, agisce lei da padrona, dispone, comanda e la mia Volontà sta come una povera straniera, non curata e, se occorre, disprezzata. Vorrei mettere del mio, ma non posso, perché la volontà umana non mi vuol cedere un posto, anche nelle stesse cose sante vuol fare lei come capo ed Io niente posso mettere del mio. Come mi trovo male nell’anima che fa regnare la sua volontà!.." Gesù
Il don capisce che sono cose molto delicate e lacci insidiosissimi che il diavolo ci tende ma dobbiamo imparare a riconoscerli e sganciarsi da essi. A liberarci, io faccio una cosa santa se Dio vuole, alle condizioni che Dio vuole, come Dio vuole e quando Dio vuole. Altrimenti non la faccio.
Un prete o parroco potrebbe vivere come monaco? No, non lo può fare e non potrebbe vivere come un mondano anche facendo cose belle occupandosi di problemi politici, del benessere del prossimo, di problemi sociali ecc... se un ministro di Dio fa questo o peggio solo questo (che di per sè sono cose buone) ma queste è il campo dell'apostolato dei laici, il sacerdote deve abilitare e formare i laici a farlo ma non deve scendere in campo come protagonista diretto perchè non è compito suo. Quello che abbiamo vissuto nel lockdown e nell'epidemia dovrebbe comprendere che non conta quello che facciamo ma conta se siamo uniti o meno alla volontà di Dio - tutte le cose vanno bene se hanno la volontà di Dio come principio e in obbedienza ad essa e anche le più sante non hanno valore se escono dalla dv volendole fare per forza, sempre, comunque ed ad ogni costo. Attenzione ai tranelli della volontà umana - certamente alimentata dal diavolo - che non sta buona e cerca sempre di risorgere e di buttarci fuori dalla volontà di Dio anche quando facciamo qualcosa di santo.
27 Gennaio 1925 Le cose create da Dio non escono da Lui, facendosi la Divina Volontà alimentatrice e conservatrice di esse. Così succede per l’anima che opera nella Divina Volontà
In questo brano Gesù ha raccomandato di fare gli atti nella dv. Il filo conduttore dei due brani è quell'espressione che Gesù usa (Fare la Sua Volontà e Viverci in essa) e non si può separare l'uno dall'altro perchè se si polarizza solo l'attenzione nel moltiplicare gli atti nella dv o le fusioni va bene ma questo non deve mai portarci ad essere distratti sull'altro aspetto che è il Fare la divina volontà. Il nostro agire per principio è la volontà divina, non soltanto con l'atto attuale (vieni divina volontà a fare le scale in me ecc...) o la fusione che trasformano i nostri atti umani limitati in atti divini, immensi ed eterni
"..Tu devi sapere che tutti gli atti fatti nella nostra Volontà entrano nell’atto primo, quando creammo tutta la creazione e gli atti della creatura, baciandosi coi nostri, perché una è la Volontà che dà vita a questi atti, si diffondono in tutte le cose create, come sta diffusa la nostra Volontà dappertutto e si costituiscono ricambio d’amore, d’adorazione e di gloria continua per tutto ciò che abbiamo messo fuori nella Creazione..." Gesù
Appena lo facciamo (l'atto attuale) ricambiamo il Signore d'amore, di gloria e di adorazione perenne. Amore, adorazione e gloria (potremmo aggiungere ringraziamento) e sono atteggiamenti che dovremmo avere sempre nei confronti dell'Altissimo e nella dv vengono aumentate non solo a livello personale ma nell'andare a portare al Signore il ricambio di tutte le cose create.
Mentre stavo fondendomi nel Santo Voler Divino pensavo tra me: “Prima, quando mi fondevo nel Santo Supremo Volere, Gesù era con me ed insieme con Lui io entravo in Esso, sicché l’entrare era una realtà, ma adesso io non lo vedo, sicché non so se entro nell’eterno Volere o no, mi sento piuttosto come una lezioncina imparata a memoria, oppure un modo di dire.” Luisa
Luisa prima aveva un'esperienza sensibile e ha vissuto in modo straordinario questa cosa lo ha fatto come noi, nessuno di noi vede nulla quando si fonde e la tentazione è pensare di fare una lezioncina a memoria ma non che sto portando a Dio e al prossimo una quantità grandissima di bene. Anche Luisa c'è stata in questo mondo con la fede e si fanno queste operazioni senza vederne gli effetti.
"..E siccome la creatura è uscita fuori dal suo principio, cioè dalla prima Volontà Divina da dove uscì, ha perduto il vero amore verso Dio, verso se stessa e verso le sue opere. Io volli che l’uomo stesse nella mia Volontà di sua volontà, non forzato, perché lo amai più di tutte le altre cose create e volevo che fosse come re in mezzo alle opere mie. Ma l’uomo, ingrato, volle uscire dal suo principio, perciò si trasformò e perdette la sua freschezza, la bellezza e fu soggetto ad alterazioni e cambiamenti continui. E per quanto Io lo chiami perché ritorni nel suo principio, fa il sordo e finge di non ascoltarmi; ma è tanto il mio amore che lo aspetto e continuo a chiamarlo.” Gesù
Chi esce dalla divina volontà non si ama nella verità ma si ama disordinatamente, perchè uno dei costitutivi del peccato è l'amore disordinato di sè stessi e non l'amore ordinato di sè stessi. E questo è stato possibile perchè Dio vuole che l'uomo stia nella dv di sua volontà e non forzato e così ci siamo trasformati in peggio perdendo tutte quella caratteristiche (freschezza e bellezza) che possiamo ammirare nelle altre realtà create e siamo soggetti ai cambiamenti continui non solo morfologici ma anche morali, spirituali ecc...
8 Febbraio 1925 Come ogni anima è un’abitazione della Volontà Divina
"..E per quanto Io lo chiami perché ritorni nel suo principio, fa il sordo e finge di non ascoltarmi; ma è tanto il mio amore che lo aspetto e continuo a chiamarlo.” Gesù
"..Tale è la mia Volontà, viene dal Cielo per abitare nelle anime ed invece di rendermi padrone, mi tengono come uno straniero e derelitto, ma la mia Volontà non si parte, anche se mi tengono da straniero Io rimango in mezzo a loro aspettando per dar loro i miei beni, le mie grazie e la mia santità.” Gesù
E' bello vedere che Gesù continua stare in mezzo a noi aspettando. Nonostante chi noi siamo quelle permanenti, perduranti ed incessanti manifestazioni di pazienza e di d'amore di Gesù. E meno male che è così altrimenti saremmo tutti quanti perduti.
Questa mattina il mio dolce Gesù si è fatto vedere tanto sofferente, che la povera anima mia si è sentita struggere di compassione. Aveva tutte le membra slogate; piaghe profonde e tanto inasprite, che Gesù gemeva e si contorceva sotto l’acerbità dello spasimo. Si è messo a me vicino come se volesse farmi parte delle sue pene; già solo a guardarlo ho sentito riflettere in me le sue pene e Gesù, tutto bontà, mi ha detto: “Figlia mia, non ne posso più; tocca le mie piaghe inasprite per raddolcirle, scocca il tuo bacio d’amore su di esse, affinché il tuo amore mi mitighi lo spasimo che sento...." Gesù
Anche qua dobbiamo chiederci: quanto ci pensiamo a come sta Gesù quando vediamo o sentiamo tante cose e sospettiamo che potrebbero disgustarlo, offenderlo o che gli siano sgradite? Chi si premura di mitigare il dolore di Gesù - noi pensiamo sempre ai dolori nostri, ma chi ama Gesù e chi desidera vivere in questa vita sta attento ai dolori di Gesù.
"..Io l’ho stretto a me gli ho baciato le piaghe delle mani; oh! come erano inasprite per tante opere, anche sante, ma che non avevano il loro principio dalla Volontà di Dio; per raddolcire lo spasimo le ho strette nelle mie mani e Gesù tutto ha permesso che facessi, anzi lo voleva e così ho fatto alle altre piaghe, tanto che quasi tutta la mattina è stato sempre con me..." Luisa
Non basta fare un'opera santa, bisogna vedere se quell'opera santa ha il principio dalla volontà di Dio e perchè questo accada non basta dire viene divina volontà in quest'opera santa ma bisogna vedere se Dio - quell'opera santa che mi sono messo in testa di compierla - vuole che la compia in quel momento, in quel modo, in quelle circostanze e in quelle fattispecie. Discernimento doveroso. E il contesto storico in questa meditazione cade ad una persona che stia attenta dà delle non indifferenti chiavi di lettura circa alcune cose che si prospettano: un'opera santa che non ha il principio dalla volontà di Dio non deve essere compiuta se io - facendo discernimento - che in quel modo, in quelle circostanze, in quella modalità e in quelle condizioni la coscienza mi dice che non è cosa da farsi.
Esempio macroscopico: una donna che abbia una famiglia e i figli e che inizia a pensare quanto sarebbe stato bello se fosse diventata suora e se fosse in monastero, non lo può fare e allora inizia a vivere come monaca pur essendo moglie e madre dedicando un tempo spropositato al ritiro, silenzio e passa le ore della giornata in Chiesa..sono opere sante quelle? Di per sì ma è un'opera fatta bene secondo la volontà di Dio?
Quella persona sta facendo delle opere sante ma avendo come principio la volontà umana: fa le opere che vorrebbe fare lei non quello che Dio le chiede. Noi dobbiamo imparare ad entrare in queste dinamiche, non possiamo chiedere a destra e sinistra; a quella donna non piace la vita che fa, non abbraccia la croce che il Signore le mette di fronte e cerca di farsi una vita bella e devota che la gratifichi e la compensi ecc...
Altri esempi? Quante confessioni e direzioni spirituali non piaccono a Dio (non quelle sacrileghe) perchè sono modi con cui in realtà si cerca conforto, consolazione e a volte affetto (anche santo) e non guida spirituale e o indicazioni ecc.../ All'Altissimo non piace una direzione prolissa, non è peccaminosa ma bisogna vedere come tu la vivi e bisogna vedere - da parte del direttore spirituale - come la fa. Come fai la direzione spirituale? In maniera umana o santa? In maniera da alimentare queste malsane disposizioni delle creature, da farle legare a te, dare consigli troppo frettolosi ecc... o in modo diverso?
Ho fatto la comunione (altro esempio) bene, ma ti sei preparato bene alla comunione? Hai fatto il ringraziamento dopo la comunione? Hai ricevuto Gesù con dignità esteriore ed interiore? Non basta fare la comunione e potremmo andare avanti all'infinito.
"..Quando l’anima mette da parte la sua volontà, non dandole neppure un atto di vita, la mia Volontà fa da padrona nell’anima, regna, comanda ed impera, si trova come se stesse a casa sua,.." Gesù
Quindi non la persona non va a cercare sè stesse anche nelle cose sante,
"..Invece, chi vuol fare la sua volontà, agisce lei da padrona, dispone, comanda e la mia Volontà sta come una povera straniera, non curata e, se occorre, disprezzata. Vorrei mettere del mio, ma non posso, perché la volontà umana non mi vuol cedere un posto, anche nelle stesse cose sante vuol fare lei come capo ed Io niente posso mettere del mio. Come mi trovo male nell’anima che fa regnare la sua volontà!.." Gesù
Il don capisce che sono cose molto delicate e lacci insidiosissimi che il diavolo ci tende ma dobbiamo imparare a riconoscerli e sganciarsi da essi. A liberarci, io faccio una cosa santa se Dio vuole, alle condizioni che Dio vuole, come Dio vuole e quando Dio vuole. Altrimenti non la faccio.
Un prete o parroco potrebbe vivere come monaco? No, non lo può fare e non potrebbe vivere come un mondano anche facendo cose belle occupandosi di problemi politici, del benessere del prossimo, di problemi sociali ecc... se un ministro di Dio fa questo o peggio solo questo (che di per sè sono cose buone) ma queste è il campo dell'apostolato dei laici, il sacerdote deve abilitare e formare i laici a farlo ma non deve scendere in campo come protagonista diretto perchè non è compito suo. Quello che abbiamo vissuto nel lockdown e nell'epidemia dovrebbe comprendere che non conta quello che facciamo ma conta se siamo uniti o meno alla volontà di Dio - tutte le cose vanno bene se hanno la volontà di Dio come principio e in obbedienza ad essa e anche le più sante non hanno valore se escono dalla dv volendole fare per forza, sempre, comunque ed ad ogni costo. Attenzione ai tranelli della volontà umana - certamente alimentata dal diavolo - che non sta buona e cerca sempre di risorgere e di buttarci fuori dalla volontà di Dio anche quando facciamo qualcosa di santo.
mercoledì 13 gennaio 2021
Operare nella Divina Volontà
Gesù spiega a Luisa tutte le operazioni da Lui compiute a nostro beneficio nella Divina Volontà mentre era sulla terra. Meditazione sul perché Gesù ha fatto tutto questo, quali benefici oggettivi ciò procura a tutti e come fare a riceverne totalmente gli effetti e a operare con Gesù facendo nostri i suoi atti. Libro di cielo volume 17, 22 Gennaio 1925, 20 Maggio 2020
22 Gennaio 1925 L’Umanità di Gesù è il nuovo sole delle anime
Nel brano di oggi, Gesù ci rivela un'aspetto fondamentale della vita nella dv, le operazioni che Gesù ha compiuto a beneficio del genere umano quando si trovava sulla Terra. Per comprenderne bene questa cosa, dobbiamo fare un piccolo passo indietro e farci questa domanda: perchè era così importante che Gesù facesse tutte queste operazioni? Quali sono gli effetti che a livello oggettivo producono queste operazioni? Quale maggiore beneficio queste operazioni che Gesù ha compiuto producono in chi le riconosce e le fa sue? Che cosa succede quando noi stessi entrando nel dv facciamo nostre (come possiamo) le sue operazioni rinnovando i benefici per tutti?
Noi siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Dio, Dio possiede in sè stesso una gloria infinita data dalla sua stessa Maestà e non dipende che sia riconosciuta dalle altre creature ed è intangibile ed intaccabile in teologia si chiama Gloria Essenziale. Dio possiede anche un'altra gloria (anche se lontamente assomiglia molto lontanamente a quella che avremo noi in Paradiso) che si chiama Gloria accidentale. Quella gloria che devono dargli le creature, liberamente e volontariamente devono farlo anche se però sono obbligate perchè da Dio la creatura ha ricevuto tutto. Abbiamo ricevuto da Dio l'essere, la conservazione nell'essere, le facoltà spirituali, la partecipazione all'Ente Divino.. Questa gloria a Dio gli è dovuta e Dio desidera che gli sia data. Ma come farebbero le creature a dargliela? Lodandolo, adorandolo, ringraziandolo e benedicendolo sempre in tutte le cose e non dicendo neanche una parola, pensiero, azione fuori posto...tutti dovrebbero fare quello che ha fatto la Madonna (in poche parole). Azioni, pensieri, ecc.. degne di Dio. Tutte le creature hanno fatto questo? No
Ci doveva essere una persona, in primis è stato Gesù, poi la Madonna, poi Luisa e poi gli andranno dietro molti, operando nella dv (come a Gesù era connaturale) è come il Sole che istantaneamente raggiunge tutti.
(Luisa) Ond’io, guardando Gesù, ho visto la sua intelligenza più che un sole e tutti i pensieri di Gesù come tanti raggi che uscivano da quel sole che, allungandosi, percorrevano tutti i pensieri delle creature passate, presenti e future. Questi raggi camminavano per prendere, come in pugno, tutte le intelligenze create e sostituirsi come gloria perenne al Padre, riparazione completa di tutto ed impetrazione di tutti i beni per tutte le intelligenze create. Onde Gesù, tirandomi a Sé, mi ha detto: “Figlia mia, questo sole che tu vedi nell’intelligenza della mia Umanità, fu formato dalla mia Divinità, la quale mi dotò con la potenza creatrice e con l’onniveggenza di tutte le cose, in modo che Io fossi il nuovo Sole delle anime; e come il sole che creai per bene della natura percorre con la sua luce tutta la terra, senza negare a nessuno gli effetti della sua luce, anche se non si parte dal cielo, ma fa partire dal suo centro i raggi che portano sulla terra i beni che contiene il sole, così la mia Divinità, senza partirsi da Me, con la sua luce inaccessibile formava una raggiera di luce e questi raggi percorrevano tutti e tutto ed Io in ogni istante percorrevo ciascun pensiero, parola e atto di tutte le creature e mi costituivo gloria perenne al Padre mio di ciascun pensiero, atto, parola, ecc., di tutte le umane generazioni. Questa luce, mentre si elevava al Padre Celeste, scendeva per prendere come in pugno tutti gli atti umani per illuminarli, riscaldarli e ripararli, sicché, su ciascun atto umano pende una luce che continuamente vuol fargli del bene. In Me il fare questo era come connaturale; tu figlia mia, non hai questa potenza di fare in tutti gli atti un atto solo, come facevo Io; perciò nella mia Volontà percorrerai ad uno ad uno ciascun raggio e a poco a poco farai la via che fece la mia Umanità.”
Ogni pensiero, parola, opera ecc..... di Gesù andava a raggiungere ogni atto, pensiero e parola di ogni essere umano rifacendolo (è chiaro che si tratta di numeri inimmaginabili a mente umana). Dio lo sa quel numero. Immaginiamo quanti potranno essere in totale le persone create dall'inizio alla fine del mondo e pensiamo a quanti atti ognuno ha/farà nella sua sua esistenza...ci perdiamo. Perchè questo?
Perchè quella creatura da Dio creata non andasse a vanificare lo scopo per la quale è stata creata, almeno che ci fosse qualcuno che desse a Dio (da un punto di vista oggettivo) quella gloria da parte di quella singola creatura. Magari una persona opererà il male e si dannerà, ma la sua vita dritta come avrebbe dovuto essere davanti a Dio resterà comunque perchè l'ha fatta Gesù - non toglie la libertà di quella persona. Però quella cosa che alla Divinità era dovuta a Dio è arrivato. Ci sono due cose, quello che Gesù ha operato nella vita pubblica lo si sa più o meno ma nei 30 anni di vita nascosta cosa ha fatto? Che la vita intera di Gesù sia stata un'ininterrotta croce il don ne aveva sentito parlare
S. Margherita Maria Alacoque
2. Una nuova apparizione agli inizi del 1674. Il Cuore di Gesù le apparve “circondato da una corona di spine simboleggianti le ferite inferte dai nostri peccati e sormontato da una croce significante che, dai primi istanti della sua incarnazione, e, cioè, dal momento in cui il Sacro Cuore era stato formato, la croce vi era stata piantata e dal primo istante era stato pieno d'ogni amarezza” .
Qua il sito
Poi Santa Teresa d'Avila disse che la Vista Divina di Gesù vedeva costantemente in atto tutti i peccati delle persone in ogni tempo che gli davano un dolore immenso. Gesù ha rifatto tutti gli atti di tutte le persone passate, presenti e future.
Gesù rifà per tutti. Terzo step, questa cosa fa almeno da un punto di vista oggettivo che ogni cosa da Dio creata gli dia quella gloria, ringraziamento, lode ecc.. che gli è dovuta. Altr step ancora: quest'operazione produce in ogni istante della nostra esistenza, la possibilità che una luce e una grazia produce una pressione sulla nostra anima. Per capirci: quello che il don sta dicendo o quello che sto scrivendo - se non piacesse a Dio ciò che sto facendo o che fosse imperfetto (cosa sicura) - nell'atto di adesso Gesù mi sta accarezzando con la sua Grazia, io posso accoglierla o fare finta di nulla. Da un punto di vista oggettivo è così. Gesù ha riparato la mia esistenza, i miei atti e mi da la possibilità di convertirmi facendo scendere e piovere su ogni mia operazione ed atto una grazia o di più. Io mi converto ed accolgo questa cosa (quarto step), il primo modo è la conversione, la grande conversione di un peccatore che passa ad una vita di grazia o piccole conversioni (dal bene al meglio all'ottimo ecc...) e nella vita nella dv ci si fa sempre più attenti a queste sollecitazioni che Gesù ci fa.
Il secondo effetto è che tutte queste cose che Gesù ha fatto, posso farle mie; quello che io non posso fare sul pianeta terra (non posso tornare indietro e cambiare ciò che ho fatto 2 anni fa), in questo mondo siamo legati a doppia catena all'istante che scorre. Siccome Gesù ha rifatto quell'azione e io con un'atto di volontà (dopo che ho purificato la mia esistenza, confessioni, penitenze e riparazioni... non servono a deresponsabilizzare la vita cristiana queste cose). In un secondo momento posso dire a Gesù: Io in quell'occasione (esempio) non sono andato a Messa alla domenica, bene io faccio mia quello che hai fatto Tu al mio posto e così faccio mia anche quell'ora usata per la messa...semplificazione del don.
Se io faccio questo farò felice Nostro Signore, altrimenti se tutto quello che Gesù ha fatto io lo ignorerò non ne trarrà tutti i benefici e le immense grazie che da esso derivano. Io posso farlo mio. Ma poi Gesù a Luisa (e a chi vuole vivere nella dv) chiede di rifare con Lui quello che fatto Lui (cioè i giri es...mi fondo nella dv e nel dv accolgo il tuo Ti Amo (di Dio) in questo appartamento e sul tuo TI AMO metto il mio TI AMO per me e per tutti). Tutto quello che gli altri non fanno a Dio, io nella dv piano piano moltiplicando i giri e le fusioni posso partecipare a beneficio di tutti a queste cose. Questo significa che mi ci metto anch'io sulle opere altrui ed intensifico ed amplifico gli effetti benefici ed aumento quella gloria accidentale che torna al Signore anche attraverso le mie operazioni.
Nella dv, la riparazione è presente all'ennesimo livello, tanti mali che vediamo in giro non ci possiamo fare nulla in concreto. O non abbiamo la forza e il potere per fronteggiarli o per farlo bisognerebbe ricorrere a mezzi che non sono benedetti da Dio. E allora ci arrendiamo? La Madonna dice di pregare e fare sacrifici per ottenere le grazie per la conversione e anche per riparare ( e questo lo sapevamo già) i peccati con cui Gesù è offeso. La riparazione è una cosa importantissima. E' facile quando si vede una cosa brutta - ed è umano - che ci scandalizziamo e sdegniamo. Ma l'unica cosa che possiamo fare di concreto ed operativo è solo di soffire con Gesù, di entrare nella dv e compiere operazioni spirituali. E non dobbiamo pensare che non serva a nulla. Non ci esime - qualcora fossimo nelle condizioni di contrastare un male - dalla lotta ma oltre al fronteggiarlo. Ma quando non possiamo farci nulla dobbiamo farlo anche se non vediamo i risultati. Non ne abbiamo esperienza sensibile.
Queste dinamiche vanno ben capite per ridiffondere il bene.
(Luisa) Ond’io ho cercato di percorrere il primo raggio, poi il secondo e via via, ma, oh! potenza del Divin Volere! Mentre percorrevo quei raggi, io ero tanto piccola che mi sembrava di essere diventata un atomo e questo atomo ora si trovava nell’intelligenza divina e percorreva le intelligenze delle creature, ora nella parola ed ora nel moto divino e percorreva le parole ed i moti delle creature e così di tutto il resto. Onde le Tre Persone divine, nel vedere la mia estrema piccolezza nella loro intelligenza, nella loro parola e nel loro moto, prese d’amore per la mia piccolezza restavano rapite e compiaciute hanno detto: “Questa piccolezza ci rapisce e nel vederla entrare nei nostri stessi atti per farli insieme con Noi, per diffonderli su tutti, proviamo tale gioia e tale compiacimento e riceviamo la stessa gloria nostra, che con tutto amore le diamo la libertà d’entrare in Noi per farla operare insieme con Noi.”
PER APPROFONDIRE IL TEMA "RICOSTRUIRE LA PROPRIA VITA NELLA DV" si può ascoltare le catechesi a questa pagina
22 Gennaio 1925 L’Umanità di Gesù è il nuovo sole delle anime
Nel brano di oggi, Gesù ci rivela un'aspetto fondamentale della vita nella dv, le operazioni che Gesù ha compiuto a beneficio del genere umano quando si trovava sulla Terra. Per comprenderne bene questa cosa, dobbiamo fare un piccolo passo indietro e farci questa domanda: perchè era così importante che Gesù facesse tutte queste operazioni? Quali sono gli effetti che a livello oggettivo producono queste operazioni? Quale maggiore beneficio queste operazioni che Gesù ha compiuto producono in chi le riconosce e le fa sue? Che cosa succede quando noi stessi entrando nel dv facciamo nostre (come possiamo) le sue operazioni rinnovando i benefici per tutti?
Noi siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Dio, Dio possiede in sè stesso una gloria infinita data dalla sua stessa Maestà e non dipende che sia riconosciuta dalle altre creature ed è intangibile ed intaccabile in teologia si chiama Gloria Essenziale. Dio possiede anche un'altra gloria (anche se lontamente assomiglia molto lontanamente a quella che avremo noi in Paradiso) che si chiama Gloria accidentale. Quella gloria che devono dargli le creature, liberamente e volontariamente devono farlo anche se però sono obbligate perchè da Dio la creatura ha ricevuto tutto. Abbiamo ricevuto da Dio l'essere, la conservazione nell'essere, le facoltà spirituali, la partecipazione all'Ente Divino.. Questa gloria a Dio gli è dovuta e Dio desidera che gli sia data. Ma come farebbero le creature a dargliela? Lodandolo, adorandolo, ringraziandolo e benedicendolo sempre in tutte le cose e non dicendo neanche una parola, pensiero, azione fuori posto...tutti dovrebbero fare quello che ha fatto la Madonna (in poche parole). Azioni, pensieri, ecc.. degne di Dio. Tutte le creature hanno fatto questo? No
Ci doveva essere una persona, in primis è stato Gesù, poi la Madonna, poi Luisa e poi gli andranno dietro molti, operando nella dv (come a Gesù era connaturale) è come il Sole che istantaneamente raggiunge tutti.
(Luisa) Ond’io, guardando Gesù, ho visto la sua intelligenza più che un sole e tutti i pensieri di Gesù come tanti raggi che uscivano da quel sole che, allungandosi, percorrevano tutti i pensieri delle creature passate, presenti e future. Questi raggi camminavano per prendere, come in pugno, tutte le intelligenze create e sostituirsi come gloria perenne al Padre, riparazione completa di tutto ed impetrazione di tutti i beni per tutte le intelligenze create. Onde Gesù, tirandomi a Sé, mi ha detto: “Figlia mia, questo sole che tu vedi nell’intelligenza della mia Umanità, fu formato dalla mia Divinità, la quale mi dotò con la potenza creatrice e con l’onniveggenza di tutte le cose, in modo che Io fossi il nuovo Sole delle anime; e come il sole che creai per bene della natura percorre con la sua luce tutta la terra, senza negare a nessuno gli effetti della sua luce, anche se non si parte dal cielo, ma fa partire dal suo centro i raggi che portano sulla terra i beni che contiene il sole, così la mia Divinità, senza partirsi da Me, con la sua luce inaccessibile formava una raggiera di luce e questi raggi percorrevano tutti e tutto ed Io in ogni istante percorrevo ciascun pensiero, parola e atto di tutte le creature e mi costituivo gloria perenne al Padre mio di ciascun pensiero, atto, parola, ecc., di tutte le umane generazioni. Questa luce, mentre si elevava al Padre Celeste, scendeva per prendere come in pugno tutti gli atti umani per illuminarli, riscaldarli e ripararli, sicché, su ciascun atto umano pende una luce che continuamente vuol fargli del bene. In Me il fare questo era come connaturale; tu figlia mia, non hai questa potenza di fare in tutti gli atti un atto solo, come facevo Io; perciò nella mia Volontà percorrerai ad uno ad uno ciascun raggio e a poco a poco farai la via che fece la mia Umanità.”
Ogni pensiero, parola, opera ecc..... di Gesù andava a raggiungere ogni atto, pensiero e parola di ogni essere umano rifacendolo (è chiaro che si tratta di numeri inimmaginabili a mente umana). Dio lo sa quel numero. Immaginiamo quanti potranno essere in totale le persone create dall'inizio alla fine del mondo e pensiamo a quanti atti ognuno ha/farà nella sua sua esistenza...ci perdiamo. Perchè questo?
Perchè quella creatura da Dio creata non andasse a vanificare lo scopo per la quale è stata creata, almeno che ci fosse qualcuno che desse a Dio (da un punto di vista oggettivo) quella gloria da parte di quella singola creatura. Magari una persona opererà il male e si dannerà, ma la sua vita dritta come avrebbe dovuto essere davanti a Dio resterà comunque perchè l'ha fatta Gesù - non toglie la libertà di quella persona. Però quella cosa che alla Divinità era dovuta a Dio è arrivato. Ci sono due cose, quello che Gesù ha operato nella vita pubblica lo si sa più o meno ma nei 30 anni di vita nascosta cosa ha fatto? Che la vita intera di Gesù sia stata un'ininterrotta croce il don ne aveva sentito parlare
S. Margherita Maria Alacoque
2. Una nuova apparizione agli inizi del 1674. Il Cuore di Gesù le apparve “circondato da una corona di spine simboleggianti le ferite inferte dai nostri peccati e sormontato da una croce significante che, dai primi istanti della sua incarnazione, e, cioè, dal momento in cui il Sacro Cuore era stato formato, la croce vi era stata piantata e dal primo istante era stato pieno d'ogni amarezza” .
Qua il sito
Poi Santa Teresa d'Avila disse che la Vista Divina di Gesù vedeva costantemente in atto tutti i peccati delle persone in ogni tempo che gli davano un dolore immenso. Gesù ha rifatto tutti gli atti di tutte le persone passate, presenti e future.
Gesù rifà per tutti. Terzo step, questa cosa fa almeno da un punto di vista oggettivo che ogni cosa da Dio creata gli dia quella gloria, ringraziamento, lode ecc.. che gli è dovuta. Altr step ancora: quest'operazione produce in ogni istante della nostra esistenza, la possibilità che una luce e una grazia produce una pressione sulla nostra anima. Per capirci: quello che il don sta dicendo o quello che sto scrivendo - se non piacesse a Dio ciò che sto facendo o che fosse imperfetto (cosa sicura) - nell'atto di adesso Gesù mi sta accarezzando con la sua Grazia, io posso accoglierla o fare finta di nulla. Da un punto di vista oggettivo è così. Gesù ha riparato la mia esistenza, i miei atti e mi da la possibilità di convertirmi facendo scendere e piovere su ogni mia operazione ed atto una grazia o di più. Io mi converto ed accolgo questa cosa (quarto step), il primo modo è la conversione, la grande conversione di un peccatore che passa ad una vita di grazia o piccole conversioni (dal bene al meglio all'ottimo ecc...) e nella vita nella dv ci si fa sempre più attenti a queste sollecitazioni che Gesù ci fa.
Il secondo effetto è che tutte queste cose che Gesù ha fatto, posso farle mie; quello che io non posso fare sul pianeta terra (non posso tornare indietro e cambiare ciò che ho fatto 2 anni fa), in questo mondo siamo legati a doppia catena all'istante che scorre. Siccome Gesù ha rifatto quell'azione e io con un'atto di volontà (dopo che ho purificato la mia esistenza, confessioni, penitenze e riparazioni... non servono a deresponsabilizzare la vita cristiana queste cose). In un secondo momento posso dire a Gesù: Io in quell'occasione (esempio) non sono andato a Messa alla domenica, bene io faccio mia quello che hai fatto Tu al mio posto e così faccio mia anche quell'ora usata per la messa...semplificazione del don.
Se io faccio questo farò felice Nostro Signore, altrimenti se tutto quello che Gesù ha fatto io lo ignorerò non ne trarrà tutti i benefici e le immense grazie che da esso derivano. Io posso farlo mio. Ma poi Gesù a Luisa (e a chi vuole vivere nella dv) chiede di rifare con Lui quello che fatto Lui (cioè i giri es...mi fondo nella dv e nel dv accolgo il tuo Ti Amo (di Dio) in questo appartamento e sul tuo TI AMO metto il mio TI AMO per me e per tutti). Tutto quello che gli altri non fanno a Dio, io nella dv piano piano moltiplicando i giri e le fusioni posso partecipare a beneficio di tutti a queste cose. Questo significa che mi ci metto anch'io sulle opere altrui ed intensifico ed amplifico gli effetti benefici ed aumento quella gloria accidentale che torna al Signore anche attraverso le mie operazioni.
Nella dv, la riparazione è presente all'ennesimo livello, tanti mali che vediamo in giro non ci possiamo fare nulla in concreto. O non abbiamo la forza e il potere per fronteggiarli o per farlo bisognerebbe ricorrere a mezzi che non sono benedetti da Dio. E allora ci arrendiamo? La Madonna dice di pregare e fare sacrifici per ottenere le grazie per la conversione e anche per riparare ( e questo lo sapevamo già) i peccati con cui Gesù è offeso. La riparazione è una cosa importantissima. E' facile quando si vede una cosa brutta - ed è umano - che ci scandalizziamo e sdegniamo. Ma l'unica cosa che possiamo fare di concreto ed operativo è solo di soffire con Gesù, di entrare nella dv e compiere operazioni spirituali. E non dobbiamo pensare che non serva a nulla. Non ci esime - qualcora fossimo nelle condizioni di contrastare un male - dalla lotta ma oltre al fronteggiarlo. Ma quando non possiamo farci nulla dobbiamo farlo anche se non vediamo i risultati. Non ne abbiamo esperienza sensibile.
Queste dinamiche vanno ben capite per ridiffondere il bene.
(Luisa) Ond’io ho cercato di percorrere il primo raggio, poi il secondo e via via, ma, oh! potenza del Divin Volere! Mentre percorrevo quei raggi, io ero tanto piccola che mi sembrava di essere diventata un atomo e questo atomo ora si trovava nell’intelligenza divina e percorreva le intelligenze delle creature, ora nella parola ed ora nel moto divino e percorreva le parole ed i moti delle creature e così di tutto il resto. Onde le Tre Persone divine, nel vedere la mia estrema piccolezza nella loro intelligenza, nella loro parola e nel loro moto, prese d’amore per la mia piccolezza restavano rapite e compiaciute hanno detto: “Questa piccolezza ci rapisce e nel vederla entrare nei nostri stessi atti per farli insieme con Noi, per diffonderli su tutti, proviamo tale gioia e tale compiacimento e riceviamo la stessa gloria nostra, che con tutto amore le diamo la libertà d’entrare in Noi per farla operare insieme con Noi.”
PER APPROFONDIRE IL TEMA "RICOSTRUIRE LA PROPRIA VITA NELLA DV" si può ascoltare le catechesi a questa pagina
domenica 10 gennaio 2021
Non fare la Divina Volontà è andare contro se stessi
Il moto eterno di Dio e come esso si riflette nelle creature e nell'uomo, sia nella sua componente corporeace spirituale. Fondersi richiamando tutti gli atti delle creature perché risorgano nel Divin Volere. Il perfetto compimento della vita di fusione si ha quando il non fare ciò che Dio dice e vuole è percepito dalla creatura come un andare contro se stessa. Riferimenti: Volume 20, 20 Novembre 1926 (seconda parte); Volume 21, 18 Aprile 1927; Volume 36, 5 Dicembre 1938. Catechesi sulla Divina Volontà "Fondersi nella Divina Volontà", quarantatreesima ed ultima puntata, Martedì 13 Maggio 2020
Il girare nelle opere della dv è importante per vivere questa vita.
20 Novembre 1926 Come tutti gli attribuiti divini si mettono in ufficio di formare nell’anima il piccolo mare delle loro qualità. Tutti abbiamo un moto (seconda parte)
Inizia da qua: "..nde dopo ciò io ho continuato a seguire la creazione e dappertutto ho visto scorrere quel moto eterno che mai si ferma e ho pensato tra me: Come posso seguire in tutto il supremo Volere se corre così rapido in tutte le cose?....Così segui la mia Volontà nel suo moto che mai si arresta, nei suoi atti che mai cessano e farai ritornare il tuo moto nel seno del tuo Creatore, che con tanto amore aspetta il ritorno delle opere sue, del suo amore e del suo mormorio.." Gesù
Ci siamo lasciati con tutti i giri nel Fiat Creante con i quali ci si unisce e fonde con la dv. Ora passiamo all'eterno movimento, dove c'è movimento c'è la vita. Le Tre Persone Divine non sono statue che stanno chissà dove, per quel poco che ci capiamo nella Teologia Trinitaria. Soffermiamoci sul moto eterno che mai si ferma. L'immagine di Dio è il mare che è in continuo movimento. Di per sè stesso è qualcosa di stupendo. Il movimento continuo, è limitato per quanto grande siano gli oceani sono limitati però un'oceano e il suo mormorio continuo dà ai nostri sensi un'idea di anche questo concetto: del moto eterno di Dio. Il Padre Mio opera sempre (dice Gesù nel Vangelo) e anch'io opero. L'eterno movimento di Dio è un movimento beatificante e rilassante, in questo mondo non possiamo immaginarcelo. Nei dispositivi elettronici, quanto ci infastidiamo quando si impalla il computer, Dio gli basta un piccolo della sua volontà che gli smuove mezzo universo. Luisa, si domanda come riesca a seguire l'operato di Dio. E Luisa dice ma dove vado?
".. Gesù, muovendosi nel mio interno,.." quante volte negli scritti si legge questo, Luisa sentiva la presenza di Gesù dentro di sè. Anche noi abbiamo Gesù all'interno solo che noi non lo sentiamo e talvolta Gesù gli parlava muovendosi dal di dentro.
"..“Figlia mia, tutte le cose hanno un moto continuo perché sono uscite da un Ente Supremo, che contiene un moto pieno di vita, di conseguenza tutte le cose uscite da Dio dovevano contenere un moto vitale che mai cessa e, se cessa, significa che cessa la vita..." Gesù
Noi sappiamo che anche una penna (inerte) contiene atomi che non sono fermi. Dentro la penna c'è un movimento inimmaginabile. E poi noi esseri umani siamo anima e corpo, e oltre agli infiniti esempi (attività celebrale che sta in continuazione, il gesticolare sono impulsi nervosi che partono dal cervello che muovono gli arti, il fenomeno della salivazione che è continuo, al processo rigenativo delle cellule, una persona che arriva a 70 anni di vita arriva ad una rigenerazione cellulare totale per 7 volte, ecc...). Gli studi più belli che noi facciamo, li facciamo alle scuole medie e superiori, ma salvo rare eccezioni alle scuole superiori una persona non è in grado ad apprezzare certe cose. La Biologia e la chimica ci parla di Nostro Signore, quanti giri si potrebbero fare se si sapessero tante cose?
"..anzi la Divinità, nel creare la creatura le ha dato la somiglianza delle Tre Divine Persone, ha messo in essa tre moti che dovevano mormorare continuamente per unirsi a quel moto continuo e a quel mormorio d’amore del loro Creatore e questi sono: il moto del palpito del cuore che mai cessa, la circolazione del sangue che sempre gira senza mai fermarsi, il respiro che mai si arresta..." Gesù
Sappiamo che quando noi dormiamo, non stiamo fermi, c'è un'assenza di moto locale. Assenza di attività cosciente ma il cuore batte, il sangue circola e il respiro procede in continuazione.
"..E questo è nel corpo, nell’anima ci sono altri tre moti che mormorano continuamente, l’intelletto, la memoria e la volontà. Perciò è necessario che il tuo moto sia legato al moto del tuo Creatore per mormorare insieme col moto Eterno.." Gesù
Di giorno se siamo coscienti, in ogni momento stiamo usando queste facoltà e hanno un lavoro fibrillanti in continuazione. Già contemplare queste cose è uno spettacolo, il don spera che apprezzi che solo il riflettere su queste realtà ci mette la gioia e la pace nel cuore. E dentro questo orizzonte si inserisce il discorso sulla dv e sul fondersi nella dv.
"...Perciò è necessario che il tuo moto sia legato al moto del tuo Creatore per mormorare insieme col moto Eterno. Così segui la mia Volontà nel suo moto che mai si arresta, nei suoi atti che mai cessano e farai ritornare il tuo moto nel seno del tuo Creatore, che con tanto amore aspetta il ritorno delle opere sue, del suo amore e del suo mormorio.." Gesù
Apprendiamo che questo doppio-triplice moto del nostro corpo e spirito è un riflesso del moto trinitario, sia nell'anima che nel corpo, nella misura in cui noi entriamo, ci fondiamo e facciamo gli atti nella divina volontà questi movimenti che sono in noi - perchè sono stati creati - rientrano nel moto eterno di Dio e gli danno il ritorno delle sue stesse opere.
18 Aprile 1927 La Resurrezione di Nostro Signore ha dato il diritto di risorgere alle creature. Differenza che passa tra chi opera nel Divin Volere e chi opera fuori di Esso
Dopo di ciò stavo fondendomi nel Santo Voler Divino, richiamando tutti gli atti delle creature perché tutti risorgessero in Esso ed il mio dolce Gesù mi ha detto: “Figlia mia, che gran differenza passa tra un atto fatto nella mia Volontà ed un atto anche buono fatto fuori di Essa. Nel primo vi corre una Vita Divina e questa Vita riempie Cielo e terra e quell’atto riceve il valore d’una Vita Divina; nel secondo vi corre un atto di vita umana e questo è limitato, ristretto e molte volte il suo valore finisce col finire l’atto e se vi è valore, è valore umano, soggetto a perire.”
Quello che interessa il nostro tema - differenza tra atti umani e divini il don pensa che chi segue queste cose dovrebbe capire la differenza -. Altra operazione spirituale di Luisa:
"..Dopo di ciò stavo fondendomi nel Santo Voler Divino, richiamando tutti gli atti delle creature perché tutti risorgessero in Esso.." Luisa
Come si fa? Tutte queste operazioni non hanno una formula, noi potremmo divertici: come la faresti te questa fusione? Neanche il don lo sa all'istante, ci deve pensare. Al don viene in mente i cosidetti peccatori; ottimo esercizio per le persone che stanno lontano da Dio. Vedo una cosa storta? (Esempio del don): Dv mi fondo in te e chiamo e porto gli atti sballati che ho visto fare da X dal punto di vista oggettivo senza giudicarli e te li porto che tu faccia risorgere questi atti sballati nel dv, da iniqui diventino retti, da perversi diventino puri, da peccaminosi diventino santi ecc... e lo si può fare anche con tutti gli atti buoni, perchè spesso sono atti umani e hanno un valore limitato, ristretto e soggetto a perire. Io posso portare gli atti buoni nel dv e producano più bene. Dentro il mondo del dv, il confessa che bisogna metterci a pensare con attenzione - non gli viene spontaneo fare queste operazioni. Come tutti quanti gli esercizi, più li si fà meglio si riesce a farli. Impariamo a mettere i nostri TI AMO negli atti non buoni che vengono fatti contro di noi. Ricevo un'insulto (esempio del don)e quindi Signore Gesù, mi fondo nel dv e metto un mio TI AMO nel cuore, nelle labbra e nella mente di questa persona che ha usato malamente le sue facoltà pur riconoscendo che mi prendo un'insulto per permissione divina perchè magari fa bene alla mia santificazione - se pensassimo in questo modo avremmo una vita migliore. Pregare in questo modo vuol dire dare la massima possibilità al peccatore di prendere la grazia della conversione.
5 Dicembre 1938 Sospiri di Dio che si viva nel suo Volere. Come ha stabilito che farà tante Vite Divine per quante cose ha creato e per quanti atti la creatura farà nel suo Volere. Come resterà formata la sua Santità, il suo Amore in esse
Inizia da qua:
"..Dopo ciò, continuavo a pensare al gran bene di vivere nel Volere Divino ed il dolce Gesù ha ripreso il suo dire: “Figlia mia, è tanto questo bene, che sento al vivo la nostra Vita palpitante in essa; tanto, che non abbiamo più bisogno di parole per farci intendere..." Gesù (fino alla fine del brano)
"..Le mie parole non fuggono, ma restano e trasformano la natura umana in se stesse. Passa tale unione e trasformazione tra chi vive nel nostro Volere e Noi, che ci intendiamo senza parlare e parliamo senza parola e questo è il più gran dono che possiamo fare alla creatura: parlare col respiro, col moto..." Gesù
Le Tre Santissime Persone della Trinità respirano. Noi sappiamo che noi esseri umani siamo fatti ad immagine e somiglianza di Dio e sebbene ci sia un'abisso infinito tra noi e Loro, ciò che ha fatto noi ci dev'essere qualcosa in noi che gli assomiglia. Se io respiro, Dio respirerà? Se io ho un cuore che batte, batte sicuramente nella Sacratissima Umanità di Gesù, ma la Santissima Trinità avrà un cuore? Avrà il respiro?
"..“Figlia mia, è tanto questo bene, che sento al vivo la nostra Vita palpitante in essa; tanto, che non abbiamo più bisogno di parole per farci intendere. Il nostro respiro nel suo è parola, la quale investe l’essere umano, lo trasmuta nella nostra parola e sente che parla nella mente, nelle opere, nei passi e la virtù della nostra parola creatrice la investe, in modo che si fa sentire nelle più intime fibre del cuore e cambia la creatura nella mia stessa parola..." Gesù
"..La mia parola diventa natura in essa e non fare ciò che dico e voglio sarebbe come se andasse contro se stessa, ciò che non può essere;.." Gesù
"..non fare ciò che dico e voglio sarebbe come se andasse contro se stessa,.." Gesù
La connaturalità di una vita fusa nella dv matura. Qui dobbiamo (è una meditazione non una catechesi), chiederci, oggi (10 Gennaio 2021 o 19 maggio 2020) fino a che punto posso dire che non fare ciò che (dice Gesù ndr) dico e voglio sarebbe andare contro me stesso tanto mi sta a cuore la dv? Ci sono delle spie: una molto facile è: tu hai bandito dalla tua esistenza - lo può fare qualsiasi battezzato - il peccato volontario? Anche piccolo. Se lo hai fatto e ti fa ribrezzo a pensarci dire: preferisco morire piuttosto che dire volontariamente una bugia. Se lo puoi dire in verità, vuol dire che detesti mentire e quindi anche quando ti trovi in difficoltà non menti. Stiamo nel tempo del coronavirus, ma tutto questo tempo ha scatenato una serie di situazione che obbligano a delle scelte anche di fede. Il don ha visto il bombardamento di domande fatte al don (ma sicuramente ad altri sacerdoti); vedere queste cose è umanamente comprensibile: uno si sente in difficoltà e chiede aiuto. Il don non crede che sia compito di un sacerdote dire ad una persona fai così anche se quella sia la cosa migliore per quella persona. Perchè la persona deve decidere di fare così perchè nella sua preghiera e discernimento ha interiorizzato - per quanto è riuscita a comprendere - che quella è la Volontà di Dio in quel momento.
Più il tempo passa e più il don si convince. Le persone vanno aiutate, non alla pappa pronta perchè Dio non fa così con noi, se a Dio chiedi aiuto su cosa fare - potrebbe inviarti un'angelo ma da quello che vede ordinariamente non lo fa. Dio ascolta la tua preghiera, ma te lo farà capire. Alcuni eventi hanno fatto capire le scelte giuste del don, non soltanto Dio ti ispira (se tu lo vuoi ascoltare) ma per toglierti ogni dubbio te lo dimostrerà che hai fatto un buon discernimento. Ma le scelte devono essere nostre, nessuno può sapere bene che cosa Dio chiede a quella persona che è una persona irripetibile. Noi dobbiamo puntare ad arrivarci al punto del non fare ciò che dico e voglio sarebbe come se andasse contro te stessa.
C'è un problema, una scelta e tu ci hai pensato, ti orienti in un certo modo. Può darsi che ti sei sbagliato ma se stai con le orecchie aperte Dio te lo farà capire. Perchè ti metterà di fronte a qualcosa (tipo inquietudine nel cuore per la quale non ti senti tranquillo); e solitamente ti manda assieme qualche input o fatto, circostanza ecc... e fermi tutti: rimoduliamo. Una vita di questo genere è una vita dove tu eserciti il tuo essere uomo o donna perchè tu hai un'intelletto e volontà che Dio ti ha dato non per stancarla in cose inutile. Dio sarà contento delle cose che fai, perchè c'è del tuo, ci hai fatto la fatica, pregato sopra e le hai interiorizzate e le difenderai. Non perchè sei superbo - tu rispettando il prossimo se non condivide le mie scelte - ma non toglie la mia decisione. Si diventa irremovibili. La superbia è arroganza, noi sappiamo se stiamo agendo d'impulso, per passione, per partito preso o se in una cosa ci ho messo il sangue spirituale (pregato, discernimento ecc...). Il don queste cose le ha viste, persone che in anni lontani sono stati vicino al don, lo sa come la pensa, quello che è cambiato nel tempo ma la sostanza del suo pensiero è suo. E' chiaro che si interfaccia con un patrimonio del genere può avere un sentimento di avversione o condivisione solo che c'è un però: o mi relazione con il pensiero del sacerdote - lo capisco e dico: questo pensiero è corretto o no? Corrisponde a quello che Dio vuole o no? Corrisponde a ciò che la Chiesa insegna o no? Se le risposte sono tutte sì allora che sia uscito da un sacerdote X o Z è lo stesso. Quello che ho interiorizzato è mio anche se il sacerdote dovesse cambiare io rimango così.
Se io invece non faccio così, io non ho fatto mio il pensiero ma io sono andato presso quella persona, ho fatto quello che dice non perchè l'ho fatto mio in quanto volere divino ma in quanto per un'attaccamento disordinato ad un'altro essere umano limitato. Sicuramente ci saranno dei limiti e difetti spirituali, ma non dobbiamo mai attaccarci alla persone. Mai. Neanche se fosse un ministro sacro. Ok all'affetto e gratitudine - Dio le gradisce queste cose - ma perchè mi aiutato a crescere, il don X è stato lo strumento contingente (o anche lei) ma quello che mi ha trasmesso io lo terrò sempre. Quello che ha fatto un parroco in una parrocchia lo si vede quando va via. Perchè le persone conserveranno quelle cose. A prescindere chi li ha trasmessi. Altrimenti alla prima difficoltà io mollerò. Io cedo. Cedo al rispetto umano e che giova questa cosa qua? Non farò mai la Volontà di Dio ma quello che vuole Tizio, Caio, la mia volontà umana ecc... la vita nella dv serve a fare la volontà di Dio..
"..non fare ciò che dico e voglio sarebbe come se andasse contro se stessa,.." Gesù
Il girare nelle opere della dv è importante per vivere questa vita.
20 Novembre 1926 Come tutti gli attribuiti divini si mettono in ufficio di formare nell’anima il piccolo mare delle loro qualità. Tutti abbiamo un moto (seconda parte)
Inizia da qua: "..nde dopo ciò io ho continuato a seguire la creazione e dappertutto ho visto scorrere quel moto eterno che mai si ferma e ho pensato tra me: Come posso seguire in tutto il supremo Volere se corre così rapido in tutte le cose?....Così segui la mia Volontà nel suo moto che mai si arresta, nei suoi atti che mai cessano e farai ritornare il tuo moto nel seno del tuo Creatore, che con tanto amore aspetta il ritorno delle opere sue, del suo amore e del suo mormorio.." Gesù
Ci siamo lasciati con tutti i giri nel Fiat Creante con i quali ci si unisce e fonde con la dv. Ora passiamo all'eterno movimento, dove c'è movimento c'è la vita. Le Tre Persone Divine non sono statue che stanno chissà dove, per quel poco che ci capiamo nella Teologia Trinitaria. Soffermiamoci sul moto eterno che mai si ferma. L'immagine di Dio è il mare che è in continuo movimento. Di per sè stesso è qualcosa di stupendo. Il movimento continuo, è limitato per quanto grande siano gli oceani sono limitati però un'oceano e il suo mormorio continuo dà ai nostri sensi un'idea di anche questo concetto: del moto eterno di Dio. Il Padre Mio opera sempre (dice Gesù nel Vangelo) e anch'io opero. L'eterno movimento di Dio è un movimento beatificante e rilassante, in questo mondo non possiamo immaginarcelo. Nei dispositivi elettronici, quanto ci infastidiamo quando si impalla il computer, Dio gli basta un piccolo della sua volontà che gli smuove mezzo universo. Luisa, si domanda come riesca a seguire l'operato di Dio. E Luisa dice ma dove vado?
".. Gesù, muovendosi nel mio interno,.." quante volte negli scritti si legge questo, Luisa sentiva la presenza di Gesù dentro di sè. Anche noi abbiamo Gesù all'interno solo che noi non lo sentiamo e talvolta Gesù gli parlava muovendosi dal di dentro.
"..“Figlia mia, tutte le cose hanno un moto continuo perché sono uscite da un Ente Supremo, che contiene un moto pieno di vita, di conseguenza tutte le cose uscite da Dio dovevano contenere un moto vitale che mai cessa e, se cessa, significa che cessa la vita..." Gesù
Noi sappiamo che anche una penna (inerte) contiene atomi che non sono fermi. Dentro la penna c'è un movimento inimmaginabile. E poi noi esseri umani siamo anima e corpo, e oltre agli infiniti esempi (attività celebrale che sta in continuazione, il gesticolare sono impulsi nervosi che partono dal cervello che muovono gli arti, il fenomeno della salivazione che è continuo, al processo rigenativo delle cellule, una persona che arriva a 70 anni di vita arriva ad una rigenerazione cellulare totale per 7 volte, ecc...). Gli studi più belli che noi facciamo, li facciamo alle scuole medie e superiori, ma salvo rare eccezioni alle scuole superiori una persona non è in grado ad apprezzare certe cose. La Biologia e la chimica ci parla di Nostro Signore, quanti giri si potrebbero fare se si sapessero tante cose?
"..anzi la Divinità, nel creare la creatura le ha dato la somiglianza delle Tre Divine Persone, ha messo in essa tre moti che dovevano mormorare continuamente per unirsi a quel moto continuo e a quel mormorio d’amore del loro Creatore e questi sono: il moto del palpito del cuore che mai cessa, la circolazione del sangue che sempre gira senza mai fermarsi, il respiro che mai si arresta..." Gesù
Sappiamo che quando noi dormiamo, non stiamo fermi, c'è un'assenza di moto locale. Assenza di attività cosciente ma il cuore batte, il sangue circola e il respiro procede in continuazione.
"..E questo è nel corpo, nell’anima ci sono altri tre moti che mormorano continuamente, l’intelletto, la memoria e la volontà. Perciò è necessario che il tuo moto sia legato al moto del tuo Creatore per mormorare insieme col moto Eterno.." Gesù
Di giorno se siamo coscienti, in ogni momento stiamo usando queste facoltà e hanno un lavoro fibrillanti in continuazione. Già contemplare queste cose è uno spettacolo, il don spera che apprezzi che solo il riflettere su queste realtà ci mette la gioia e la pace nel cuore. E dentro questo orizzonte si inserisce il discorso sulla dv e sul fondersi nella dv.
"...Perciò è necessario che il tuo moto sia legato al moto del tuo Creatore per mormorare insieme col moto Eterno. Così segui la mia Volontà nel suo moto che mai si arresta, nei suoi atti che mai cessano e farai ritornare il tuo moto nel seno del tuo Creatore, che con tanto amore aspetta il ritorno delle opere sue, del suo amore e del suo mormorio.." Gesù
Apprendiamo che questo doppio-triplice moto del nostro corpo e spirito è un riflesso del moto trinitario, sia nell'anima che nel corpo, nella misura in cui noi entriamo, ci fondiamo e facciamo gli atti nella divina volontà questi movimenti che sono in noi - perchè sono stati creati - rientrano nel moto eterno di Dio e gli danno il ritorno delle sue stesse opere.
18 Aprile 1927 La Resurrezione di Nostro Signore ha dato il diritto di risorgere alle creature. Differenza che passa tra chi opera nel Divin Volere e chi opera fuori di Esso
Dopo di ciò stavo fondendomi nel Santo Voler Divino, richiamando tutti gli atti delle creature perché tutti risorgessero in Esso ed il mio dolce Gesù mi ha detto: “Figlia mia, che gran differenza passa tra un atto fatto nella mia Volontà ed un atto anche buono fatto fuori di Essa. Nel primo vi corre una Vita Divina e questa Vita riempie Cielo e terra e quell’atto riceve il valore d’una Vita Divina; nel secondo vi corre un atto di vita umana e questo è limitato, ristretto e molte volte il suo valore finisce col finire l’atto e se vi è valore, è valore umano, soggetto a perire.”
Quello che interessa il nostro tema - differenza tra atti umani e divini il don pensa che chi segue queste cose dovrebbe capire la differenza -. Altra operazione spirituale di Luisa:
"..Dopo di ciò stavo fondendomi nel Santo Voler Divino, richiamando tutti gli atti delle creature perché tutti risorgessero in Esso.." Luisa
Come si fa? Tutte queste operazioni non hanno una formula, noi potremmo divertici: come la faresti te questa fusione? Neanche il don lo sa all'istante, ci deve pensare. Al don viene in mente i cosidetti peccatori; ottimo esercizio per le persone che stanno lontano da Dio. Vedo una cosa storta? (Esempio del don): Dv mi fondo in te e chiamo e porto gli atti sballati che ho visto fare da X dal punto di vista oggettivo senza giudicarli e te li porto che tu faccia risorgere questi atti sballati nel dv, da iniqui diventino retti, da perversi diventino puri, da peccaminosi diventino santi ecc... e lo si può fare anche con tutti gli atti buoni, perchè spesso sono atti umani e hanno un valore limitato, ristretto e soggetto a perire. Io posso portare gli atti buoni nel dv e producano più bene. Dentro il mondo del dv, il confessa che bisogna metterci a pensare con attenzione - non gli viene spontaneo fare queste operazioni. Come tutti quanti gli esercizi, più li si fà meglio si riesce a farli. Impariamo a mettere i nostri TI AMO negli atti non buoni che vengono fatti contro di noi. Ricevo un'insulto (esempio del don)e quindi Signore Gesù, mi fondo nel dv e metto un mio TI AMO nel cuore, nelle labbra e nella mente di questa persona che ha usato malamente le sue facoltà pur riconoscendo che mi prendo un'insulto per permissione divina perchè magari fa bene alla mia santificazione - se pensassimo in questo modo avremmo una vita migliore. Pregare in questo modo vuol dire dare la massima possibilità al peccatore di prendere la grazia della conversione.
5 Dicembre 1938 Sospiri di Dio che si viva nel suo Volere. Come ha stabilito che farà tante Vite Divine per quante cose ha creato e per quanti atti la creatura farà nel suo Volere. Come resterà formata la sua Santità, il suo Amore in esse
Inizia da qua:
"..Dopo ciò, continuavo a pensare al gran bene di vivere nel Volere Divino ed il dolce Gesù ha ripreso il suo dire: “Figlia mia, è tanto questo bene, che sento al vivo la nostra Vita palpitante in essa; tanto, che non abbiamo più bisogno di parole per farci intendere..." Gesù (fino alla fine del brano)
"..Le mie parole non fuggono, ma restano e trasformano la natura umana in se stesse. Passa tale unione e trasformazione tra chi vive nel nostro Volere e Noi, che ci intendiamo senza parlare e parliamo senza parola e questo è il più gran dono che possiamo fare alla creatura: parlare col respiro, col moto..." Gesù
Le Tre Santissime Persone della Trinità respirano. Noi sappiamo che noi esseri umani siamo fatti ad immagine e somiglianza di Dio e sebbene ci sia un'abisso infinito tra noi e Loro, ciò che ha fatto noi ci dev'essere qualcosa in noi che gli assomiglia. Se io respiro, Dio respirerà? Se io ho un cuore che batte, batte sicuramente nella Sacratissima Umanità di Gesù, ma la Santissima Trinità avrà un cuore? Avrà il respiro?
"..“Figlia mia, è tanto questo bene, che sento al vivo la nostra Vita palpitante in essa; tanto, che non abbiamo più bisogno di parole per farci intendere. Il nostro respiro nel suo è parola, la quale investe l’essere umano, lo trasmuta nella nostra parola e sente che parla nella mente, nelle opere, nei passi e la virtù della nostra parola creatrice la investe, in modo che si fa sentire nelle più intime fibre del cuore e cambia la creatura nella mia stessa parola..." Gesù
"..La mia parola diventa natura in essa e non fare ciò che dico e voglio sarebbe come se andasse contro se stessa, ciò che non può essere;.." Gesù
"..non fare ciò che dico e voglio sarebbe come se andasse contro se stessa,.." Gesù
La connaturalità di una vita fusa nella dv matura. Qui dobbiamo (è una meditazione non una catechesi), chiederci, oggi (10 Gennaio 2021 o 19 maggio 2020) fino a che punto posso dire che non fare ciò che (dice Gesù ndr) dico e voglio sarebbe andare contro me stesso tanto mi sta a cuore la dv? Ci sono delle spie: una molto facile è: tu hai bandito dalla tua esistenza - lo può fare qualsiasi battezzato - il peccato volontario? Anche piccolo. Se lo hai fatto e ti fa ribrezzo a pensarci dire: preferisco morire piuttosto che dire volontariamente una bugia. Se lo puoi dire in verità, vuol dire che detesti mentire e quindi anche quando ti trovi in difficoltà non menti. Stiamo nel tempo del coronavirus, ma tutto questo tempo ha scatenato una serie di situazione che obbligano a delle scelte anche di fede. Il don ha visto il bombardamento di domande fatte al don (ma sicuramente ad altri sacerdoti); vedere queste cose è umanamente comprensibile: uno si sente in difficoltà e chiede aiuto. Il don non crede che sia compito di un sacerdote dire ad una persona fai così anche se quella sia la cosa migliore per quella persona. Perchè la persona deve decidere di fare così perchè nella sua preghiera e discernimento ha interiorizzato - per quanto è riuscita a comprendere - che quella è la Volontà di Dio in quel momento.
Più il tempo passa e più il don si convince. Le persone vanno aiutate, non alla pappa pronta perchè Dio non fa così con noi, se a Dio chiedi aiuto su cosa fare - potrebbe inviarti un'angelo ma da quello che vede ordinariamente non lo fa. Dio ascolta la tua preghiera, ma te lo farà capire. Alcuni eventi hanno fatto capire le scelte giuste del don, non soltanto Dio ti ispira (se tu lo vuoi ascoltare) ma per toglierti ogni dubbio te lo dimostrerà che hai fatto un buon discernimento. Ma le scelte devono essere nostre, nessuno può sapere bene che cosa Dio chiede a quella persona che è una persona irripetibile. Noi dobbiamo puntare ad arrivarci al punto del non fare ciò che dico e voglio sarebbe come se andasse contro te stessa.
C'è un problema, una scelta e tu ci hai pensato, ti orienti in un certo modo. Può darsi che ti sei sbagliato ma se stai con le orecchie aperte Dio te lo farà capire. Perchè ti metterà di fronte a qualcosa (tipo inquietudine nel cuore per la quale non ti senti tranquillo); e solitamente ti manda assieme qualche input o fatto, circostanza ecc... e fermi tutti: rimoduliamo. Una vita di questo genere è una vita dove tu eserciti il tuo essere uomo o donna perchè tu hai un'intelletto e volontà che Dio ti ha dato non per stancarla in cose inutile. Dio sarà contento delle cose che fai, perchè c'è del tuo, ci hai fatto la fatica, pregato sopra e le hai interiorizzate e le difenderai. Non perchè sei superbo - tu rispettando il prossimo se non condivide le mie scelte - ma non toglie la mia decisione. Si diventa irremovibili. La superbia è arroganza, noi sappiamo se stiamo agendo d'impulso, per passione, per partito preso o se in una cosa ci ho messo il sangue spirituale (pregato, discernimento ecc...). Il don queste cose le ha viste, persone che in anni lontani sono stati vicino al don, lo sa come la pensa, quello che è cambiato nel tempo ma la sostanza del suo pensiero è suo. E' chiaro che si interfaccia con un patrimonio del genere può avere un sentimento di avversione o condivisione solo che c'è un però: o mi relazione con il pensiero del sacerdote - lo capisco e dico: questo pensiero è corretto o no? Corrisponde a quello che Dio vuole o no? Corrisponde a ciò che la Chiesa insegna o no? Se le risposte sono tutte sì allora che sia uscito da un sacerdote X o Z è lo stesso. Quello che ho interiorizzato è mio anche se il sacerdote dovesse cambiare io rimango così.
Se io invece non faccio così, io non ho fatto mio il pensiero ma io sono andato presso quella persona, ho fatto quello che dice non perchè l'ho fatto mio in quanto volere divino ma in quanto per un'attaccamento disordinato ad un'altro essere umano limitato. Sicuramente ci saranno dei limiti e difetti spirituali, ma non dobbiamo mai attaccarci alla persone. Mai. Neanche se fosse un ministro sacro. Ok all'affetto e gratitudine - Dio le gradisce queste cose - ma perchè mi aiutato a crescere, il don X è stato lo strumento contingente (o anche lei) ma quello che mi ha trasmesso io lo terrò sempre. Quello che ha fatto un parroco in una parrocchia lo si vede quando va via. Perchè le persone conserveranno quelle cose. A prescindere chi li ha trasmessi. Altrimenti alla prima difficoltà io mollerò. Io cedo. Cedo al rispetto umano e che giova questa cosa qua? Non farò mai la Volontà di Dio ma quello che vuole Tizio, Caio, la mia volontà umana ecc... la vita nella dv serve a fare la volontà di Dio..
"..non fare ciò che dico e voglio sarebbe come se andasse contro se stessa,.." Gesù
Il martirio divino
Gesù raccomanda a Luisa di fondersi nella Divina Volontà quanto più può e di non dimenticare di farlo come atto ultimo della giornata. Vivere nella Divina Volontà è più del martirio del corpo: questo uccide il corpo, la Divina Volontà uccide la volontà umana. Necessità di sottoporsi volontariamente e liberamente a tale martirio se davvero si vuol vivere nel Divin Volere. Libro di cielo volume 17, 4 Gennaio 1925, 19 Maggio 2020
4 Gennaio 1925 Come tutto il Cielo va incontro all’anima che si fonde nella Volontà di Dio e tutti vogliono deporre in lei. Come si forma il nobile martirio dell’anima
Gesù spiega l'importanza del fondersi nella divina volontà, --> chi vuole approfondire c'è la serie di catechesi nel fondersi nella dv. Scendiamo nel contesto della meditazione: Luisa è al termine della giornata e Gesù dice che deve fare l'ultima fusione della giornata (e vuol dire che ne ha già fatte altre)...domanda: quanti atti di fusione riusciamo a fare?
L'atto del fondersi è un'atto che noi facciamo volontariamente dove come possiamo e possiamo farlo anche con parole nostre.
“Figlia mia, il fonderti nella mia Volontà è l’atto più solenne, più grande, più importante di tutta la tua vita. Fonderti nella mia Volontà è entrare nell’ambito dell’eternità, abbracciarla, baciarla e ricevere il deposito dei beni che contiene la Volontà Eterna; anzi, come l’anima si fonde nel Supremo Volere tutti le vanno incontro, per deporre in lei tutto ciò che hanno..." Gesù
Fenomeni che accadono a livello spirituale non sono da noi percepibili (ordinariamente alcun tipo di reazione) come quando ordinariamente ci si accosta alla Comunione, si viene confessati, o si riceve o il Sacramento dell'Ordine o del Matrimonio (magari per i sacramenti più grandi c'è uno stato di emozione forte) però - almeno così sembra accadere nella maggioranza dei casi - nell'atto sacramentale non si percepisce nulla. Quando noi facciamo la comunione sacramentale, in essa c'è un contatto effettivo e reale con Gesù, il problema è che di questo contatto non ne abbiamo esperienza sensibile. Fare la Comunione significa che la Seconda Persona della Divina Maestà diventa una cosa sola con noi. Da parte di Gesù è l'atto di fusione massima possibile con la creatura stessa. Se noi ci rendessimo conto, ma chi si azzarderebbe a fare la comunione non essendosi confessato da tanto tempo, senza preparazione e sopratutto chi si azzarderebbe a sbrigarsi ad uscire di Chiesa? Perchè escono subito? Perchè purtroppo non avendo l'esperienza sensibile di Gesù dentro di sè anche si è fatta la comunione, quindi esco e mi faccio gli affari miei come se nulla fossa. Questo per dire che tutti questi orizzonti nella vita nel dv si vivono per noi nell'orizzonte della fede. Dopo che ho fatto la Comunione (dice il don) io non esco dalla Chiesa per un congruo periodo di tempo perchè - lo percepisca o no, lo sappia o no - dentro di me c'è Gesù. E attraverso il mio raccoglimento cercherò di entrare in comunione con Gesù sono in modo effettivo ma anche affettivo.
Fa più frutti una comunione dove c'è solo un contatto effettivo con Gesù, fatta superficialmente, meccanicamente e per abitudine o una comunione spirituale dove non c'è la presenza fisica di Gesù ma la comunione spirituale è un volgere gli affetti verso Gesù invocando la presenza nella propria anima che si auspica essere realizzata da Lui in maniera differente rispetto al contatto sacramentale?
"...Gli angeli, i santi, la stessa Divinità, tutti depongono, sapendo che depongono in quella stessa Volontà in cui tutto è al sicuro; anzi, l’anima col ricevere questi beni, coi suoi atti nella Volontà Divina li moltiplica e ridona a tutto il Cielo doppia gloria ed onore, sicché, col fonderti nella mia Volontà metti in moto Cielo e terra, è una nuova festa per tutto l’empireo..." Gesù
Uno magari può essere indotto a trascurarli perchè magari non percepisce tutto ciò, semplicemente con un'atto di fusion e una volta che tu hai ricevuto tutta questa montagna di roba con i tuoi atti nella dv moltiplichi questa roba che hai ricevuto. Queste operazioni che accadono a livello spirituale, se non ce ne parla Gesù o qualcuno che ci rinfresca la memoria, non ne possiamo esserne coscienti. Qualcuno vede o sente qualcosa?
".. Se tu sapessi che fai e che succede col fonderti nella mia Volontà, spasimeresti di desiderio di fonderti continuamente.” Gesù
Se Gesù dice questo a Luisa, vuol dire che anche Luisa - nonostante avesse avuto delle esperienze soprannaturali - non era in grado (non sempre) di cogliere la portata immensa di queste operazioni. Descrizione oggettiva di ciò che accade quando ci fondiamo nella dv. O ci sono formule scritte o ce lo inventiamo noi.
"..Onde dopo stavo pensando se dovevo o non dovevo scrivere ciò che sta scritto qui sopra, ma io non lo vedevo necessario, né lo ritenevo una cosa importante, molto più che l’ubbidienza non mi aveva dato nessun comando di farlo..." Luisa
Luisa dopo quest'evento si chiedeva se doveva scriverlo o no. Quasi quasi non la stava per scrivere. E nuovo intervento di Gesù.
“Figlia mia, come, non è importante il far conoscere che il fondersi nella mia Volontà è vivere in Essa? L’anima riceve come in deposito tutti i miei beni divini ed eterni. Gli stessi santi fanno a gara per deporre i loro meriti nell’anima fusa nella mia Volontà, perché sentono in lei la gloria, la potenza della mia Volontà e si sentono glorificati in modo divino dalla piccolezza della creatura. Senti, figlia mia, il vivere nella mia Volontà sorpassa in merito lo stesso martirio; anzi il martirio uccide il corpo, il vivere nella mia Volontà è far sì ché una mano divina uccida la propria volontà e le dia la nobiltà d’un martirio divino..." Gesù
Gesù rincara la dose:
"..E ogniqualvolta l’anima si decide a vivere nella mia Volontà,.." Gesù , quindi è un qualcosa che si decide in continuazione "..il mio Volere prepara il colpo per uccidere la volontà umana e vi forma il nobile martirio dell’anima, perché volontà umana e Volontà Divina non fanno lega insieme, una deve cedere il posto all’altra.." Gesù
Capiamo, che cos'è il fondersi nella dv? E' semplicemente un'esercizio spirituale volto ad esprimere la mia volontà di fondermi con essa? Non solo questo. Perchè l'effetto di questo atto è che ci sarà un'operazione della dv (non avvertiamo l'operazione ma avvertiamo quando il Signore ci mortifica la nostra volontà - ci mette in condizione di dolore immenso); chi ha iniziato a farne esperienza capisce il senso di ciò che Gesù dice. La nostra volontà umana - qui Gesù (capiamo bene perchè alcuni concetti sono sottili) la comprensione corretta di essi è fondamentale. Qui Gesù sta parlando - della volontà umana non come capacità spirituale, dono di Dio, la mia libera volontà è un dono immenso - noi vorremmo qualcuno che facesse e decidesse per noi ecc... Vivere nella dv con la volontà umana morta significa che la volontà umana rinuncia a fare ciò che lei vorrebbe per fare ciò che Dio le mostra, le fa capire e suggerisce quello che Lui vuole. La Madonna ha vissuto questa realtà in maniera ineguagliabile (in tutto). Ma su questo punto ha iniziato nel primo istante del suo concepimento. Superata la prova ed è rimasta ad essa sempre fedele, il don dice queste cose perchè una forma che inizia ad essere matura, seria di vita nella dv (e noi dobbiamo esaminarci) non è solo alla sera esaminarci di quanti atti ho fatto (bisogna fare anche questo) bisogna chiederci: quanto sto pensando, quanto sto verificando nelle mie azioni grandi e piccole: sto facendo quello che Dio vuole? Operazione in cui noi dobbiamo continuamente esercitarci e crescere, ci troviamo sempre di fronte ad alcuni bivi, cosa faccio? Faccio questo o quest'altro? Prendo questa strada o l'altra? Non è facile discernere la volontà di Dio ma non è impossibile e questo lavorio continuo e quotidiano è ciò che costituisce un punto basilare di questa vita.
Ecco perchè un martire continuato. Un martire perde la vita, quanto soffre un martire? Chi parla in questi scritti è Gesù, Lui lo sa bene cosa dice - se dice martirio vuol dire che sta parlando di una sofferenza immensa e non piccola - e se noi non ci sottoponiamo volontariamente a questo martirio divino. Io posso volontariamente scrollarmelo di dosso, la passione, la buona intenzione che mi anima, si esce subito dalla volontà divina e si dà vita alla volontà umana. Il don insiste tanto su queste cose, perchè noi esseri umani siamo fatti così: un'atto di fusione è difficile - è un'operazione che richiede attenzione, ecc.. - ma come tutte quante le cose, se uno si mette d'impegno dopo una settimana prende l'abitudine; sono come quei gesti che si possono acquisire. Possono essere veloci o estesi o fatto da me. Ci si può arrivare con impegno e buona volontà, ma questo non è il martirio del volere umano. E' che tu ti lasci uccidere la tua volontà umana, fai quello che non vorresti. Questa è l'arte delle arti. E in questo dobbiamo abituarci, lavorarci e crescere.
".. E ogniqualvolta l’anima si decide a vivere nella mia Volontà,.." Gesù
Questi atti sono propedeutici perchè è come se dessero l'autorizzazione a Nostro Signore di darci i colpi, solo che quando poi arrivano, il colpo dobbiamo prenderlo. Non possiamo lasciarlo lì o fare resistenza e dare vita alla nostra umana volontà.
4 Gennaio 1925 Come tutto il Cielo va incontro all’anima che si fonde nella Volontà di Dio e tutti vogliono deporre in lei. Come si forma il nobile martirio dell’anima
Gesù spiega l'importanza del fondersi nella divina volontà, --> chi vuole approfondire c'è la serie di catechesi nel fondersi nella dv. Scendiamo nel contesto della meditazione: Luisa è al termine della giornata e Gesù dice che deve fare l'ultima fusione della giornata (e vuol dire che ne ha già fatte altre)...domanda: quanti atti di fusione riusciamo a fare?
L'atto del fondersi è un'atto che noi facciamo volontariamente dove come possiamo e possiamo farlo anche con parole nostre.
“Figlia mia, il fonderti nella mia Volontà è l’atto più solenne, più grande, più importante di tutta la tua vita. Fonderti nella mia Volontà è entrare nell’ambito dell’eternità, abbracciarla, baciarla e ricevere il deposito dei beni che contiene la Volontà Eterna; anzi, come l’anima si fonde nel Supremo Volere tutti le vanno incontro, per deporre in lei tutto ciò che hanno..." Gesù
Fenomeni che accadono a livello spirituale non sono da noi percepibili (ordinariamente alcun tipo di reazione) come quando ordinariamente ci si accosta alla Comunione, si viene confessati, o si riceve o il Sacramento dell'Ordine o del Matrimonio (magari per i sacramenti più grandi c'è uno stato di emozione forte) però - almeno così sembra accadere nella maggioranza dei casi - nell'atto sacramentale non si percepisce nulla. Quando noi facciamo la comunione sacramentale, in essa c'è un contatto effettivo e reale con Gesù, il problema è che di questo contatto non ne abbiamo esperienza sensibile. Fare la Comunione significa che la Seconda Persona della Divina Maestà diventa una cosa sola con noi. Da parte di Gesù è l'atto di fusione massima possibile con la creatura stessa. Se noi ci rendessimo conto, ma chi si azzarderebbe a fare la comunione non essendosi confessato da tanto tempo, senza preparazione e sopratutto chi si azzarderebbe a sbrigarsi ad uscire di Chiesa? Perchè escono subito? Perchè purtroppo non avendo l'esperienza sensibile di Gesù dentro di sè anche si è fatta la comunione, quindi esco e mi faccio gli affari miei come se nulla fossa. Questo per dire che tutti questi orizzonti nella vita nel dv si vivono per noi nell'orizzonte della fede. Dopo che ho fatto la Comunione (dice il don) io non esco dalla Chiesa per un congruo periodo di tempo perchè - lo percepisca o no, lo sappia o no - dentro di me c'è Gesù. E attraverso il mio raccoglimento cercherò di entrare in comunione con Gesù sono in modo effettivo ma anche affettivo.
Fa più frutti una comunione dove c'è solo un contatto effettivo con Gesù, fatta superficialmente, meccanicamente e per abitudine o una comunione spirituale dove non c'è la presenza fisica di Gesù ma la comunione spirituale è un volgere gli affetti verso Gesù invocando la presenza nella propria anima che si auspica essere realizzata da Lui in maniera differente rispetto al contatto sacramentale?
"...Gli angeli, i santi, la stessa Divinità, tutti depongono, sapendo che depongono in quella stessa Volontà in cui tutto è al sicuro; anzi, l’anima col ricevere questi beni, coi suoi atti nella Volontà Divina li moltiplica e ridona a tutto il Cielo doppia gloria ed onore, sicché, col fonderti nella mia Volontà metti in moto Cielo e terra, è una nuova festa per tutto l’empireo..." Gesù
Uno magari può essere indotto a trascurarli perchè magari non percepisce tutto ciò, semplicemente con un'atto di fusion e una volta che tu hai ricevuto tutta questa montagna di roba con i tuoi atti nella dv moltiplichi questa roba che hai ricevuto. Queste operazioni che accadono a livello spirituale, se non ce ne parla Gesù o qualcuno che ci rinfresca la memoria, non ne possiamo esserne coscienti. Qualcuno vede o sente qualcosa?
".. Se tu sapessi che fai e che succede col fonderti nella mia Volontà, spasimeresti di desiderio di fonderti continuamente.” Gesù
Se Gesù dice questo a Luisa, vuol dire che anche Luisa - nonostante avesse avuto delle esperienze soprannaturali - non era in grado (non sempre) di cogliere la portata immensa di queste operazioni. Descrizione oggettiva di ciò che accade quando ci fondiamo nella dv. O ci sono formule scritte o ce lo inventiamo noi.
"..Onde dopo stavo pensando se dovevo o non dovevo scrivere ciò che sta scritto qui sopra, ma io non lo vedevo necessario, né lo ritenevo una cosa importante, molto più che l’ubbidienza non mi aveva dato nessun comando di farlo..." Luisa
Luisa dopo quest'evento si chiedeva se doveva scriverlo o no. Quasi quasi non la stava per scrivere. E nuovo intervento di Gesù.
“Figlia mia, come, non è importante il far conoscere che il fondersi nella mia Volontà è vivere in Essa? L’anima riceve come in deposito tutti i miei beni divini ed eterni. Gli stessi santi fanno a gara per deporre i loro meriti nell’anima fusa nella mia Volontà, perché sentono in lei la gloria, la potenza della mia Volontà e si sentono glorificati in modo divino dalla piccolezza della creatura. Senti, figlia mia, il vivere nella mia Volontà sorpassa in merito lo stesso martirio; anzi il martirio uccide il corpo, il vivere nella mia Volontà è far sì ché una mano divina uccida la propria volontà e le dia la nobiltà d’un martirio divino..." Gesù
Gesù rincara la dose:
"..E ogniqualvolta l’anima si decide a vivere nella mia Volontà,.." Gesù , quindi è un qualcosa che si decide in continuazione "..il mio Volere prepara il colpo per uccidere la volontà umana e vi forma il nobile martirio dell’anima, perché volontà umana e Volontà Divina non fanno lega insieme, una deve cedere il posto all’altra.." Gesù
Capiamo, che cos'è il fondersi nella dv? E' semplicemente un'esercizio spirituale volto ad esprimere la mia volontà di fondermi con essa? Non solo questo. Perchè l'effetto di questo atto è che ci sarà un'operazione della dv (non avvertiamo l'operazione ma avvertiamo quando il Signore ci mortifica la nostra volontà - ci mette in condizione di dolore immenso); chi ha iniziato a farne esperienza capisce il senso di ciò che Gesù dice. La nostra volontà umana - qui Gesù (capiamo bene perchè alcuni concetti sono sottili) la comprensione corretta di essi è fondamentale. Qui Gesù sta parlando - della volontà umana non come capacità spirituale, dono di Dio, la mia libera volontà è un dono immenso - noi vorremmo qualcuno che facesse e decidesse per noi ecc... Vivere nella dv con la volontà umana morta significa che la volontà umana rinuncia a fare ciò che lei vorrebbe per fare ciò che Dio le mostra, le fa capire e suggerisce quello che Lui vuole. La Madonna ha vissuto questa realtà in maniera ineguagliabile (in tutto). Ma su questo punto ha iniziato nel primo istante del suo concepimento. Superata la prova ed è rimasta ad essa sempre fedele, il don dice queste cose perchè una forma che inizia ad essere matura, seria di vita nella dv (e noi dobbiamo esaminarci) non è solo alla sera esaminarci di quanti atti ho fatto (bisogna fare anche questo) bisogna chiederci: quanto sto pensando, quanto sto verificando nelle mie azioni grandi e piccole: sto facendo quello che Dio vuole? Operazione in cui noi dobbiamo continuamente esercitarci e crescere, ci troviamo sempre di fronte ad alcuni bivi, cosa faccio? Faccio questo o quest'altro? Prendo questa strada o l'altra? Non è facile discernere la volontà di Dio ma non è impossibile e questo lavorio continuo e quotidiano è ciò che costituisce un punto basilare di questa vita.
Ecco perchè un martire continuato. Un martire perde la vita, quanto soffre un martire? Chi parla in questi scritti è Gesù, Lui lo sa bene cosa dice - se dice martirio vuol dire che sta parlando di una sofferenza immensa e non piccola - e se noi non ci sottoponiamo volontariamente a questo martirio divino. Io posso volontariamente scrollarmelo di dosso, la passione, la buona intenzione che mi anima, si esce subito dalla volontà divina e si dà vita alla volontà umana. Il don insiste tanto su queste cose, perchè noi esseri umani siamo fatti così: un'atto di fusione è difficile - è un'operazione che richiede attenzione, ecc.. - ma come tutte quante le cose, se uno si mette d'impegno dopo una settimana prende l'abitudine; sono come quei gesti che si possono acquisire. Possono essere veloci o estesi o fatto da me. Ci si può arrivare con impegno e buona volontà, ma questo non è il martirio del volere umano. E' che tu ti lasci uccidere la tua volontà umana, fai quello che non vorresti. Questa è l'arte delle arti. E in questo dobbiamo abituarci, lavorarci e crescere.
".. E ogniqualvolta l’anima si decide a vivere nella mia Volontà,.." Gesù
Questi atti sono propedeutici perchè è come se dessero l'autorizzazione a Nostro Signore di darci i colpi, solo che quando poi arrivano, il colpo dobbiamo prenderlo. Non possiamo lasciarlo lì o fare resistenza e dare vita alla nostra umana volontà.
sabato 9 gennaio 2021
La fermezza è operare da Dio
Gesù racconta a Luisa come, fin dall'istante del concepimento per terminare con la sua vita eucaristica, Egli visse in uno stato ininterrotto di morte. Nonostante questo, non si tirò indietro, ma compì tutto ciò che era necessario alla nostra salvezza. La fermezza è la natura del vero amore e dell'operare da Dio; non tirarsi mai indietro, a costo di qualunque sacrificio. Il non essere fermi è proprio dell'operare umanamente, dell'operare con passioni, debolezza e viltà e non è della natura del vero Amore. Libro di cielo volume 17, 24 Dicembre 1924, 18 Maggio 2020
24 Dicembre 1924 La pena della morte fu la prima pena che Gesù soffrì e gli durò tutta la sua Vita. L’Incarnazione non fu altro che un darsi in balia della creatura. La fermezza nell’operare
Meditazione che parte dall'Incarnazione, la vita, il consegnarsi nell'Eucarestia. C'è questa iperbole che parte in un crescendo dal primo mistero e che giunge fino al vertice dell'Eucarestia e spiega cosa significhi operare da Dio. I.N.R.I. Io Non Ritorno Indietro, torna indietro chi non è fermo.
".. è la natura del vero amore, l’operare da Dio: la fermezza ed il non ritirarsi a costo di qualunque sacrificio.." Gesù
Gesù, nelle meditazioni precedenti abbiamo visto che Gesù soffriva una pena di morte volontaria inizia fin dall'Incarnazione. Gesù aveva anche la natura divina ma la natura umana di Gesù (non contaminata dalla colpa d'origine) lo ha portato ad essere cosciente fin dal primo istante di vita. Quel tempo di gestazione che per noi non ne abbiamo neanche il ricordo, Gesù invece ha vissuto questa cosa. Gesù forse un pochino di gioia (opinione del don) nel stare nel grembo della Madonna l'ha provata. Chi è il grande devoto della Madonna? Chi è un piccolo bambino nei confronti della Madonna, ci si aggancia alla sua mano materna e si fa e si va dove Lei vuole. Ma ancora di più come un bimbo svezzato in braccio a sua Madre e ancora di più un bimbo rinchiuso nel grembo di Maria; si vede solo l'Umanità di Maria in noi che Gesù ha vissuto in primis.
Come dovremmo stare di fronte all'Eucarestia? Il nostro rapporto (il don lo pensa) è cosa che assolutamente interpellare le nostre coscienze e la nostra fede. Di fronte a Gesù esposto come dobbiamo stare? Come stanno gli angeli e santi in Cielo di fronti alla Maestà Divina. Quando è esposto è Lui e non c'è nessuna differernza tra l'Ostia e Gesù seduto alla destra del Padre - unica differenza: alla destra del Padre, Gesù si trova con le sue membra fisiche, nell'Eucarestia si trova presente con le specie eucaristiche. Gesù dentro il grembo di Maria non si vedeva. La fede eucaristicha - che la Chiesa ha definito, vedi Catechismo della Chiesa Cattolica - queste cose non le possiamo dare per scontate. Il nostro rapporto con l'Eucarestia chiede alla nostra coscienza di essere coninvolta e responsabile; è la nostra risposta personale.
"..“Mi sono dato, non voglio più ritirarmi, mi facciano pure quello che vogliono, ma sarò sempre loro e a loro disposizione..." Gesù
Non vuol dire che possiamo fare tutto quello che ci passa per la testa, il senso della meditazione di oggi è l'irreversibilità dell'amore. Come dobbiamo trattare l'Eucarestia? Come la Madonna trattava Gesù nel suo grembo. Nell'Eucarestia Gesù è presente in maniera sostanziale, quanti tabernacoli vuoti o deserti nelle Chiese? I Tabernacoli delle Chiese erano vuoti anche prima e il senso del sacro...forse un tempo c'erano.
".. non badai né alle offese che mi avrebbero fatto, né ai rifiuti di non volermi ricevere;.." Gesù
Un ministro che dovesse celebrare in stato di peccato mortale (esempio del don), Gesù scende ed ubbidisce a quel ministro indegno ma in quelle mani la Messa si compie. Ma per Gesù scendere in quelle mani che scolano marciume sente la Morte. Gesù entra nel cuore di un fedele che non sta in grazia e magari lo sa. L'assoluta indifferenza - quando si chiacchera in Chiesa - atteggiamenti e comportamenti che non hanno nulla a che fare con la tradizione della Chiesa. San Giovanni 23° disse: in chiesa non dovete salutare neanche il Papa / non un Papa che possa essere tacciato come conservatore.
«Sono molto contento di essere arrivato fin qua ma, se vi debbo esprimere un desiderio, (è) quello che in Chiesa non gridiate, non battiate le mani e non salutiate neanche il Papa, perché templum Dei, templum Dei (il tempio di Dio è il tempio di Dio). Ora, se voi siete contenti di trovarvi in questa bella chiesa, immaginate se non è contento il Papa di vedere i suoi figliuoli. Ma appena li vede i suoi figliuoli mica batte loro le mani in faccia. E questo che sta davanti a voi è il successore di San Pietro» (san Giovanni XXIII, Ostia, IV Domenica di Quaresima 1963) qua il sito
Perchè la Fermezza è divina? Noi non siamo come Dio cioè perfettissimi, c'è una mutevolezza che non solo non è un difetto ma è una cosa necessaria, perchè la nostra coscienza è sempre in continua formazione ed è chiaro che la nostra vita si adegua. Solo che c'è un'altra mutevolezza cioè chi al minimo sacrificio torna indietro, al minimo essere messo di fronte alla possibilità di qualche pena, persecuzione e sofferenza per amore di Gesù ci pensa, pensa agli affari propri, si rimangia la parola, ecc.. ed inizia a non essere fermo. Le persone che fanno propositi e non li portano a termine, le persone che leggono libri di spiritualità e non li portano a termine, chi inizia un cammino e poi torna indietro.
"..Figlia, questa è la natura del vero amore, l’operare da Dio: la fermezza ed il non ritirarsi a costo di qualunque sacrificio. Questa fermezza nelle mie opere è la mia vittoria e la più grande della mia gloria ed è questo il segno se la creatura opera per Dio: la fermezza..." Gesù
Ecco qua la fermezza e il nostro rapporto con l'Eucarestia. L'applicazione personale di ciò che la Chiesa insegna sull'Eucarestia. Lo stai facendo per amore del Signore?
"..L’anima non guarda in faccia a nessuno, né alle pene, né a se stessa, né alla sua stima, né alle creature, anche se le costa la propria vita, lei guarda solo Iddio, per cui si è prefissa di operare per amor suo e si sente vittoriosa di mettere il sacrificio della sua vita per amor suo..." Gesù
Senza alcun giudizio, senza essere sprezzanti, ecc.. ma se io sono interiormente convinto del bene oggettivo e di una cosa io non guardo in faccia a nessuno. Se riceverò dei danni pazienza. Io guardo Dio se mi sono prefisso di agire per amore di Dio.
".Il non essere fermo è della natura umana e dell’operare umanamente, il non essere fermo è l’operare delle passioni e con passione, la mutabilità è debolezza, è viltà e non è della natura del vero amore, perciò la fermezza dev’essere la guida nell’operare per Me.." Gesù
Noi siamo sempre aperti al dialogo con Dio e con il prossimo, ma non significa che appena qualcuno manifesta un mdo di pensare diverso dal mio io cambio idea, questo è agire per debolezza e viltà. Se io sono convinto di agire per Dio fino a quando qualcuno non mi persuaderà (Gesù in primis) con buone argomentazioni che mi sto sbagliando e dato che non sono il Padre Eterno pregherò ed eventualmente cambierò (ma questa non è mutevolezza cattiva). Con la dv non si può giocare, manipolare o strumentalizzare ed occorre entrare bene dentro certe realtà e capire cosa fa crescere e plasma. Gli esseri umani vogliono ricette e comportamenti prestabiliti ma qua c'è qualcosa di più grande.
24 Dicembre 1924 La pena della morte fu la prima pena che Gesù soffrì e gli durò tutta la sua Vita. L’Incarnazione non fu altro che un darsi in balia della creatura. La fermezza nell’operare
Meditazione che parte dall'Incarnazione, la vita, il consegnarsi nell'Eucarestia. C'è questa iperbole che parte in un crescendo dal primo mistero e che giunge fino al vertice dell'Eucarestia e spiega cosa significhi operare da Dio. I.N.R.I. Io Non Ritorno Indietro, torna indietro chi non è fermo.
".. è la natura del vero amore, l’operare da Dio: la fermezza ed il non ritirarsi a costo di qualunque sacrificio.." Gesù
Gesù, nelle meditazioni precedenti abbiamo visto che Gesù soffriva una pena di morte volontaria inizia fin dall'Incarnazione. Gesù aveva anche la natura divina ma la natura umana di Gesù (non contaminata dalla colpa d'origine) lo ha portato ad essere cosciente fin dal primo istante di vita. Quel tempo di gestazione che per noi non ne abbiamo neanche il ricordo, Gesù invece ha vissuto questa cosa. Gesù forse un pochino di gioia (opinione del don) nel stare nel grembo della Madonna l'ha provata. Chi è il grande devoto della Madonna? Chi è un piccolo bambino nei confronti della Madonna, ci si aggancia alla sua mano materna e si fa e si va dove Lei vuole. Ma ancora di più come un bimbo svezzato in braccio a sua Madre e ancora di più un bimbo rinchiuso nel grembo di Maria; si vede solo l'Umanità di Maria in noi che Gesù ha vissuto in primis.
Come dovremmo stare di fronte all'Eucarestia? Il nostro rapporto (il don lo pensa) è cosa che assolutamente interpellare le nostre coscienze e la nostra fede. Di fronte a Gesù esposto come dobbiamo stare? Come stanno gli angeli e santi in Cielo di fronti alla Maestà Divina. Quando è esposto è Lui e non c'è nessuna differernza tra l'Ostia e Gesù seduto alla destra del Padre - unica differenza: alla destra del Padre, Gesù si trova con le sue membra fisiche, nell'Eucarestia si trova presente con le specie eucaristiche. Gesù dentro il grembo di Maria non si vedeva. La fede eucaristicha - che la Chiesa ha definito, vedi Catechismo della Chiesa Cattolica - queste cose non le possiamo dare per scontate. Il nostro rapporto con l'Eucarestia chiede alla nostra coscienza di essere coninvolta e responsabile; è la nostra risposta personale.
"..“Mi sono dato, non voglio più ritirarmi, mi facciano pure quello che vogliono, ma sarò sempre loro e a loro disposizione..." Gesù
Non vuol dire che possiamo fare tutto quello che ci passa per la testa, il senso della meditazione di oggi è l'irreversibilità dell'amore. Come dobbiamo trattare l'Eucarestia? Come la Madonna trattava Gesù nel suo grembo. Nell'Eucarestia Gesù è presente in maniera sostanziale, quanti tabernacoli vuoti o deserti nelle Chiese? I Tabernacoli delle Chiese erano vuoti anche prima e il senso del sacro...forse un tempo c'erano.
".. non badai né alle offese che mi avrebbero fatto, né ai rifiuti di non volermi ricevere;.." Gesù
Un ministro che dovesse celebrare in stato di peccato mortale (esempio del don), Gesù scende ed ubbidisce a quel ministro indegno ma in quelle mani la Messa si compie. Ma per Gesù scendere in quelle mani che scolano marciume sente la Morte. Gesù entra nel cuore di un fedele che non sta in grazia e magari lo sa. L'assoluta indifferenza - quando si chiacchera in Chiesa - atteggiamenti e comportamenti che non hanno nulla a che fare con la tradizione della Chiesa. San Giovanni 23° disse: in chiesa non dovete salutare neanche il Papa / non un Papa che possa essere tacciato come conservatore.
«Sono molto contento di essere arrivato fin qua ma, se vi debbo esprimere un desiderio, (è) quello che in Chiesa non gridiate, non battiate le mani e non salutiate neanche il Papa, perché templum Dei, templum Dei (il tempio di Dio è il tempio di Dio). Ora, se voi siete contenti di trovarvi in questa bella chiesa, immaginate se non è contento il Papa di vedere i suoi figliuoli. Ma appena li vede i suoi figliuoli mica batte loro le mani in faccia. E questo che sta davanti a voi è il successore di San Pietro» (san Giovanni XXIII, Ostia, IV Domenica di Quaresima 1963) qua il sito
Perchè la Fermezza è divina? Noi non siamo come Dio cioè perfettissimi, c'è una mutevolezza che non solo non è un difetto ma è una cosa necessaria, perchè la nostra coscienza è sempre in continua formazione ed è chiaro che la nostra vita si adegua. Solo che c'è un'altra mutevolezza cioè chi al minimo sacrificio torna indietro, al minimo essere messo di fronte alla possibilità di qualche pena, persecuzione e sofferenza per amore di Gesù ci pensa, pensa agli affari propri, si rimangia la parola, ecc.. ed inizia a non essere fermo. Le persone che fanno propositi e non li portano a termine, le persone che leggono libri di spiritualità e non li portano a termine, chi inizia un cammino e poi torna indietro.
"..Figlia, questa è la natura del vero amore, l’operare da Dio: la fermezza ed il non ritirarsi a costo di qualunque sacrificio. Questa fermezza nelle mie opere è la mia vittoria e la più grande della mia gloria ed è questo il segno se la creatura opera per Dio: la fermezza..." Gesù
Ecco qua la fermezza e il nostro rapporto con l'Eucarestia. L'applicazione personale di ciò che la Chiesa insegna sull'Eucarestia. Lo stai facendo per amore del Signore?
"..L’anima non guarda in faccia a nessuno, né alle pene, né a se stessa, né alla sua stima, né alle creature, anche se le costa la propria vita, lei guarda solo Iddio, per cui si è prefissa di operare per amor suo e si sente vittoriosa di mettere il sacrificio della sua vita per amor suo..." Gesù
Senza alcun giudizio, senza essere sprezzanti, ecc.. ma se io sono interiormente convinto del bene oggettivo e di una cosa io non guardo in faccia a nessuno. Se riceverò dei danni pazienza. Io guardo Dio se mi sono prefisso di agire per amore di Dio.
".Il non essere fermo è della natura umana e dell’operare umanamente, il non essere fermo è l’operare delle passioni e con passione, la mutabilità è debolezza, è viltà e non è della natura del vero amore, perciò la fermezza dev’essere la guida nell’operare per Me.." Gesù
Noi siamo sempre aperti al dialogo con Dio e con il prossimo, ma non significa che appena qualcuno manifesta un mdo di pensare diverso dal mio io cambio idea, questo è agire per debolezza e viltà. Se io sono convinto di agire per Dio fino a quando qualcuno non mi persuaderà (Gesù in primis) con buone argomentazioni che mi sto sbagliando e dato che non sono il Padre Eterno pregherò ed eventualmente cambierò (ma questa non è mutevolezza cattiva). Con la dv non si può giocare, manipolare o strumentalizzare ed occorre entrare bene dentro certe realtà e capire cosa fa crescere e plasma. Gli esseri umani vogliono ricette e comportamenti prestabiliti ma qua c'è qualcosa di più grande.
venerdì 8 gennaio 2021
Senza Divina Volontà nulla è gradito a Dio
Gesù, su richiesta di Luisa, rivela la prova a cui fu sottoposta la Madonna per essere confermata in grazia e a Lui gradita. Le parla della necessità imprescindibile della prova e che Egli prova sempre la volontà. Le opere più grandi, i sacrifici e qualunque altra cosa senza Volontà Divina fanno ribrezzo al Signore e sono nient'altro che cibo della volontà umana e della stima propria. Libro di cielo volume 17, 8 Dicembre 1924, 16 Maggio 2020
8 Dicembre 1924 Sull’Immacolato Concepimento. Prova alla quale fu messa la Vergine
Questo scritto relativizza in un certo senso - si capisca bene il senso - in molti pensano che l'Immacolato Concepimento sia stata la causa dell'Incarnazione, Dio mai sarebbe entrato in un'anima anche solo sfiorata dal peccato. La Grande rivelazione degli scritti è che questa è condizione necessaria ma non sufficente, se la Madonna fosse stata Immacolata e piena di grazia non sarebbe stato sufficente. Dio si trova a suo agio, volge lo sguardo e si compiace solo dove trova la sua Volontà operante. Se ce lo mettessimo bene in testa noi avremmo compiuto un grande risultato.
".. e per quante opere grandi e sacrifici uno possa fare, se la mia Volontà non vi entra, Io li rifiuto, no li riconosco, non è cibo per Me; e le opere più belle senza la mia Volontà, diventano cibo della volontà umana, della propria stima e dell’ingordigia della creatura.” Gesù
E' cosa che vale anche per le opere buone, per le opere sante e anche per i sacrifici e le opere grandi. Se un'opera lo faccio di testa mia o peggio ancora strumentalizzo la dv - delle volte (il don lo vede) vede dei travisamenti della dv: io mi metto in testa una cosa anche santa ma è una cosa che voglio fare io a tutti i costi (andare ad un pellegrinaggio, fare una penitenza x ecc...) che succede? Se ci stessi a riflettere bene e mi confrontassi con il Signore apparirebbe che questa cosa non è del tutto opportuna o fatta bene, consona ma siccome io mi sono messo in testa che questa cosa la voglio fare mi costruirò la mia giustificazione motivata dalla dv.
".. sicché si può dire che compì da dove incominciò e cominciò da dove compì;.." Gesù
Gesù ci dice è che la Madonna, il prodigio più grande, nessuno potrà rifare ciò che ha fatto Lei. La Madonna non ebbe neanche nemmeno un respiro fatto di volontà umana, Gesù parla di questa cosa come di un sacrificio incredibile e la Madonna lo conobbe: non fare mai quello che vogliamo. E' anche difficile immaginare una vita di questo genere, questo significa che noi dobbiamo fare attenzione - per vivere nella dv - non solo circa il problema del peccato (cosa lecita o no?) ma questo non c'è bisogno di Luisa e tra l'altro (Santa Teresa D'Avila diceva che se uno vuole andare in Paradiso i 10 Comandamenti li deve osservare) il resto si può discutere.
“Grande è il prodigio dell’Immacolato Concepimento, ma la mia Mamma Celeste non ebbe alcuna prova nel suo Concepimento, tutto le fu propizio, tanto da parte di Dio quanto da parte della sua natura creata da Dio così felice, così santa, così privilegiata, dunque, quale fu il suo eroismo e la sua prova? Se non fu escluso l’angelo nel Cielo, né Adamo nell’eden, solo la Regina di tutti doveva essere esclusa dall’aureola più bella, che la prova avrebbe messo sul suo capo augusto di Regina e di Madre del Figlio di Dio?” Luisa
Luisa si chiedeva: possibile che la Madonna non abbia avuto la prova? Superare la prova è quello che ci rende grandi. Questo vale per tutti, tutti noi abbiamo delle situazioni di prova da parte di Dio e spesso iniziamo a chiedere a destra e sinistra perchè qualcuno decida per noi. E dobbiamo decidere discernendo la Volontà di Dio e Gesù dice subito Alt e...
“Figlia mia, nessuno può essere a Me accettabile senza la prova. Se non ci fosse stata la prova avrei avuto una Madre schiava, non libera e la schiavitù non entra nei nostri rapporti né nelle nostre opere, né può prendere parte al nostro libero amore...." (Gesù)
Neanche io e te. Salmo 33 (20 Molte sono le sventure del giusto, ma lo libera da tutte il Signore....) nel libro dell'Apocalisse dice che bisogna attraversare molte tribolazioni per entrare nel Regno di Dio, discorso di San Paolo. Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione.
Gesù ti mette in una condizione dove ti mette di fronte due alternative, di fronte ad un'alternativa una è quella che si aspetta Dio e bisogna vedere quanto tu sei disposto a rinunciare ai tuoi desideri e voleri anche quelli più profondi qualora la volontà di Divina ti invitasse ad altro. E questo perchè Dio non vuole schiavi ma vuole persone libere. Noi siamo tirati da 100 mila passioni, abbiamo la concupiscenza, il malignmo ecc.. per noi è un continuo ad esercitarci a non essere asserviti dal maligno. Nella dv si prende consapevolezza del dono della libertà responsabile.
".. La mia Mamma ebbe la sua prima prova fin dal primo istante del suo Concepimento; appena ebbe il suo primo atto di ragione, conobbe la sua volontà umana da una parte e la Volontà Divina dall’altra e fu lasciata libera di aderire a una delle due volontà e Lei, senza perdere un istante e conoscendo tutta l’entità del sacrificio che faceva, ci donò la sua volontà, senza volerla più conoscere e Noi le facemmo dono della nostra ed in questo scambio di donazione di volontà da ambo le parti, affluirono tutti i pregi, le bellezze, i prodigi, i mari immensi di grazia nell’Immacolato Concepimento della più privilegiata di tutte le creature.." Gesù
La Madonna, in quanto libera dal peccato originale, ebbe fin dal primo istante del concepimento l'uso della ragione (cosa detta anche da vari santi tra cui Sant'Alfonso Maria de Liguori), nessuno può giudicare questo perchè tutti che chiaccherano sono stati nel grembo della propria mamma ma feriti dal peccato originale e nessuno può contraddire ciò. Non abbiamo nessun elemento per dire che questa è una favola e molto tende a favore - e ci fa capire che disastro è stato il peccato originale - e anche prima di essere confermata in Grazia. la Madonna aveva due possibilità di vita: una dove decide lei o una vita dove tu rinunci a decidere, conoscerai ciò che voglio Io (Dio sottointeso), farai quello che dico Io, vedrai ciò che voglio Io, soffrirai quello che voglio Io senza fiatare. La Madonna LIBERAMENTE e senza perdere un'istante e sapendo bene ciò a cui andava incontro (pene incluse) scelse la dv; da ciò che comprendiamo che quando Dio ti fa conosere che vuole da te una cosa, la si fa subito e a seduta stante (su chiamata di Gesù i discepoli subito seguirono Gesù) - la Madonna non era un'incoscente, era ben consapevole e sapeva benissimo a cosa stava andando incontro quando pronunciò il suo Fiat. Sapeva benissimo anche la sorte del Redentore e anche la sua. E ha accettato di soffrire. Noi non entriamo nella volontò di Dio perchè noi non vogliamo soffrire. Accetto io di soffrire nel corpo, moralmente, negli affetti e nello spirito? La rinuncia alla propria volontà è la cosa più grande che possa esistere - nella vita religiosa di un tempo, vai a chiedere ad un religioso se gli costa di più fare voto di castità di povertà o di obbedienza. Specie quando la vita religiosa era strong. E questo vale anche per noi. Nessuno farà un'ingresso serio nella dv senza aver superato alcune prove; Dio ti lascerà libero ma una cosa è Sua Volontà e questa cosa ti chiederà rinunce e sofferenze e l'altra cosa invece ti sembrerà bella e può darsi che l'umana volontà architetti (con il diavolo) che la tua volontà sia quella divina.
Il diavolo ha ingannato i progenitori dicendogli che le cose non stanno così ma stanno colà e gli ha presentato la cosa in modo verosimile. Tutte le persone che peccano e stanno lontano da Dio non lo fanno perchè sono stupide ma perchè gli sembra verosimile, la radice di un'atto cattivo è sempre l'inganno.
"..E’ sempre la volontà che sono solito provare. Tutti i sacrifici, anche la morte, senza della volontà mi farebbero schifo e non attirerebbe neppure uno dei miei sguardi.." Gesù
Non è che Gesù dice li guardo malamente, no. Gli fanno schifo. Noi tendiamo sempre ad edulcurare gli episodi forti del Vangelo, - chi non rinuncia a tutti i suoi averi non può essere Mio discepolo (Gesù); Gesù parla a tutti non solo religiosi, il cuore dev'essere distaccato da tutto e da tutti. Non solo la dv. Non possiamo metterci lo zuccherino. Esigenze del Vangelo. Lo esigenze del dv. Senza che la tua libera aderisce a quello che conosce essere volontà divina a qualunque sacrificio; questo è l'eroismo che Dio cerca. Nella dv il ruolo della Madonna è enfatizzato nell'origine ma tutto quello che c'è stato dopo nella sua vita è conseguenza - nel momento in cui tu fai entrare dando carta bianca alla dv - tutti i prodigi avvenuti nella Madonna sono da attribuire (seppur con il consenso della Madonna) al Signore, ecco perchè la Madonna era così umile perchè sapeva che dà sè stessa era nulla. Tutta la sua motivazione della sua grandezza era la dv.
"..il nostro Volere sboccava su di Lei e Lei ci offriva l’eroismo d’un pensiero, d’una parola, d’un respiro, d’un palpito divino ed eterno operante in Essa, questo la elevava tanto, che ciò che Noi eravamo per natura, Lei lo era per grazia;.." Gesù
La vita della dv in Lei. Quindi ciò che era Dio per natura (dv) Lei lo era per grazia. Quello è un processo che va avanti secondo dopo secondo.
"..La mia Volontà continua, sboccante su di Lei, le partecipava la Natura Divina ed il suo continuo riceverla la rese forte nell’amore, forte nel dolore, distinta fra tutti.." Gesù
Nessuno ha amato e sofferto come Lei.
"..Fu questa, la nostra Volontà operante in Lei che attirò il Verbo sulla terra..." ma se la Madonna di fronte a quella prova non avesse scelto la dv, avrebbe fatto delle cose buone le cose che decide Lei ecc.. e niente Incarnazione. Immacolata ma niente vita divina operante in Lei. Stare in Grazia di Dio per noi è un presupposto fondamentale - fare peccati veniali e pensare di entrare nella dv è un ragionamento assurdo - ma come fa ad essere compatibile il peccato con la dv? Neanche il peccato veniale. Non deve esistere (quello fatto volontariamente ed ad occhi aperti ndr), siamo però figli di Adamo quindi sui peccati semi deliberati, i peccati di ignoranza, le innumerevoli imeperfezioni alle quali però bisogna fare guerra - perchè se i Santi hanno compiuto eroicamente le virtù cristiane, uno che vive nella dv cosa farà? E' questo e molto di più di questo.
"..Perciò Io insisto sempre sulla mia Volontà, perché conserva l’anima bella come uscì dalle nostre mani, la cresce come copia originale del suo Creatore;..." Gesù
Questa cosa la si può dire solo della Madonna perchè ne Luisa e chi vivrà nella dv potrà ritornare nel seno di sua madre e rivivere ciò che ha fatto la Madonna.
".. e le opere più belle senza la mia Volontà, diventano cibo della volontà umana, della propria stima e dell’ingordigia della creatura.” Gesù
Il don ha sentito e visto ragionamento presentati come dv ma aberranti, c'è qualcuno che si è messo di fare in testa un'opera e deve a qualunque costo giustificarla.
".. e le opere più belle senza la mia Volontà, diventano cibo della volontà umana, della propria stima e dell’ingordigia della creatura.” Gesù
Riflettiamoci bene.
8 Dicembre 1924 Sull’Immacolato Concepimento. Prova alla quale fu messa la Vergine
Questo scritto relativizza in un certo senso - si capisca bene il senso - in molti pensano che l'Immacolato Concepimento sia stata la causa dell'Incarnazione, Dio mai sarebbe entrato in un'anima anche solo sfiorata dal peccato. La Grande rivelazione degli scritti è che questa è condizione necessaria ma non sufficente, se la Madonna fosse stata Immacolata e piena di grazia non sarebbe stato sufficente. Dio si trova a suo agio, volge lo sguardo e si compiace solo dove trova la sua Volontà operante. Se ce lo mettessimo bene in testa noi avremmo compiuto un grande risultato.
".. e per quante opere grandi e sacrifici uno possa fare, se la mia Volontà non vi entra, Io li rifiuto, no li riconosco, non è cibo per Me; e le opere più belle senza la mia Volontà, diventano cibo della volontà umana, della propria stima e dell’ingordigia della creatura.” Gesù
E' cosa che vale anche per le opere buone, per le opere sante e anche per i sacrifici e le opere grandi. Se un'opera lo faccio di testa mia o peggio ancora strumentalizzo la dv - delle volte (il don lo vede) vede dei travisamenti della dv: io mi metto in testa una cosa anche santa ma è una cosa che voglio fare io a tutti i costi (andare ad un pellegrinaggio, fare una penitenza x ecc...) che succede? Se ci stessi a riflettere bene e mi confrontassi con il Signore apparirebbe che questa cosa non è del tutto opportuna o fatta bene, consona ma siccome io mi sono messo in testa che questa cosa la voglio fare mi costruirò la mia giustificazione motivata dalla dv.
".. sicché si può dire che compì da dove incominciò e cominciò da dove compì;.." Gesù
Gesù ci dice è che la Madonna, il prodigio più grande, nessuno potrà rifare ciò che ha fatto Lei. La Madonna non ebbe neanche nemmeno un respiro fatto di volontà umana, Gesù parla di questa cosa come di un sacrificio incredibile e la Madonna lo conobbe: non fare mai quello che vogliamo. E' anche difficile immaginare una vita di questo genere, questo significa che noi dobbiamo fare attenzione - per vivere nella dv - non solo circa il problema del peccato (cosa lecita o no?) ma questo non c'è bisogno di Luisa e tra l'altro (Santa Teresa D'Avila diceva che se uno vuole andare in Paradiso i 10 Comandamenti li deve osservare) il resto si può discutere.
“Grande è il prodigio dell’Immacolato Concepimento, ma la mia Mamma Celeste non ebbe alcuna prova nel suo Concepimento, tutto le fu propizio, tanto da parte di Dio quanto da parte della sua natura creata da Dio così felice, così santa, così privilegiata, dunque, quale fu il suo eroismo e la sua prova? Se non fu escluso l’angelo nel Cielo, né Adamo nell’eden, solo la Regina di tutti doveva essere esclusa dall’aureola più bella, che la prova avrebbe messo sul suo capo augusto di Regina e di Madre del Figlio di Dio?” Luisa
Luisa si chiedeva: possibile che la Madonna non abbia avuto la prova? Superare la prova è quello che ci rende grandi. Questo vale per tutti, tutti noi abbiamo delle situazioni di prova da parte di Dio e spesso iniziamo a chiedere a destra e sinistra perchè qualcuno decida per noi. E dobbiamo decidere discernendo la Volontà di Dio e Gesù dice subito Alt e...
“Figlia mia, nessuno può essere a Me accettabile senza la prova. Se non ci fosse stata la prova avrei avuto una Madre schiava, non libera e la schiavitù non entra nei nostri rapporti né nelle nostre opere, né può prendere parte al nostro libero amore...." (Gesù)
Neanche io e te. Salmo 33 (20 Molte sono le sventure del giusto, ma lo libera da tutte il Signore....) nel libro dell'Apocalisse dice che bisogna attraversare molte tribolazioni per entrare nel Regno di Dio, discorso di San Paolo. Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione.
Gesù ti mette in una condizione dove ti mette di fronte due alternative, di fronte ad un'alternativa una è quella che si aspetta Dio e bisogna vedere quanto tu sei disposto a rinunciare ai tuoi desideri e voleri anche quelli più profondi qualora la volontà di Divina ti invitasse ad altro. E questo perchè Dio non vuole schiavi ma vuole persone libere. Noi siamo tirati da 100 mila passioni, abbiamo la concupiscenza, il malignmo ecc.. per noi è un continuo ad esercitarci a non essere asserviti dal maligno. Nella dv si prende consapevolezza del dono della libertà responsabile.
".. La mia Mamma ebbe la sua prima prova fin dal primo istante del suo Concepimento; appena ebbe il suo primo atto di ragione, conobbe la sua volontà umana da una parte e la Volontà Divina dall’altra e fu lasciata libera di aderire a una delle due volontà e Lei, senza perdere un istante e conoscendo tutta l’entità del sacrificio che faceva, ci donò la sua volontà, senza volerla più conoscere e Noi le facemmo dono della nostra ed in questo scambio di donazione di volontà da ambo le parti, affluirono tutti i pregi, le bellezze, i prodigi, i mari immensi di grazia nell’Immacolato Concepimento della più privilegiata di tutte le creature.." Gesù
La Madonna, in quanto libera dal peccato originale, ebbe fin dal primo istante del concepimento l'uso della ragione (cosa detta anche da vari santi tra cui Sant'Alfonso Maria de Liguori), nessuno può giudicare questo perchè tutti che chiaccherano sono stati nel grembo della propria mamma ma feriti dal peccato originale e nessuno può contraddire ciò. Non abbiamo nessun elemento per dire che questa è una favola e molto tende a favore - e ci fa capire che disastro è stato il peccato originale - e anche prima di essere confermata in Grazia. la Madonna aveva due possibilità di vita: una dove decide lei o una vita dove tu rinunci a decidere, conoscerai ciò che voglio Io (Dio sottointeso), farai quello che dico Io, vedrai ciò che voglio Io, soffrirai quello che voglio Io senza fiatare. La Madonna LIBERAMENTE e senza perdere un'istante e sapendo bene ciò a cui andava incontro (pene incluse) scelse la dv; da ciò che comprendiamo che quando Dio ti fa conosere che vuole da te una cosa, la si fa subito e a seduta stante (su chiamata di Gesù i discepoli subito seguirono Gesù) - la Madonna non era un'incoscente, era ben consapevole e sapeva benissimo a cosa stava andando incontro quando pronunciò il suo Fiat. Sapeva benissimo anche la sorte del Redentore e anche la sua. E ha accettato di soffrire. Noi non entriamo nella volontò di Dio perchè noi non vogliamo soffrire. Accetto io di soffrire nel corpo, moralmente, negli affetti e nello spirito? La rinuncia alla propria volontà è la cosa più grande che possa esistere - nella vita religiosa di un tempo, vai a chiedere ad un religioso se gli costa di più fare voto di castità di povertà o di obbedienza. Specie quando la vita religiosa era strong. E questo vale anche per noi. Nessuno farà un'ingresso serio nella dv senza aver superato alcune prove; Dio ti lascerà libero ma una cosa è Sua Volontà e questa cosa ti chiederà rinunce e sofferenze e l'altra cosa invece ti sembrerà bella e può darsi che l'umana volontà architetti (con il diavolo) che la tua volontà sia quella divina.
Il diavolo ha ingannato i progenitori dicendogli che le cose non stanno così ma stanno colà e gli ha presentato la cosa in modo verosimile. Tutte le persone che peccano e stanno lontano da Dio non lo fanno perchè sono stupide ma perchè gli sembra verosimile, la radice di un'atto cattivo è sempre l'inganno.
"..E’ sempre la volontà che sono solito provare. Tutti i sacrifici, anche la morte, senza della volontà mi farebbero schifo e non attirerebbe neppure uno dei miei sguardi.." Gesù
Non è che Gesù dice li guardo malamente, no. Gli fanno schifo. Noi tendiamo sempre ad edulcurare gli episodi forti del Vangelo, - chi non rinuncia a tutti i suoi averi non può essere Mio discepolo (Gesù); Gesù parla a tutti non solo religiosi, il cuore dev'essere distaccato da tutto e da tutti. Non solo la dv. Non possiamo metterci lo zuccherino. Esigenze del Vangelo. Lo esigenze del dv. Senza che la tua libera aderisce a quello che conosce essere volontà divina a qualunque sacrificio; questo è l'eroismo che Dio cerca. Nella dv il ruolo della Madonna è enfatizzato nell'origine ma tutto quello che c'è stato dopo nella sua vita è conseguenza - nel momento in cui tu fai entrare dando carta bianca alla dv - tutti i prodigi avvenuti nella Madonna sono da attribuire (seppur con il consenso della Madonna) al Signore, ecco perchè la Madonna era così umile perchè sapeva che dà sè stessa era nulla. Tutta la sua motivazione della sua grandezza era la dv.
"..il nostro Volere sboccava su di Lei e Lei ci offriva l’eroismo d’un pensiero, d’una parola, d’un respiro, d’un palpito divino ed eterno operante in Essa, questo la elevava tanto, che ciò che Noi eravamo per natura, Lei lo era per grazia;.." Gesù
La vita della dv in Lei. Quindi ciò che era Dio per natura (dv) Lei lo era per grazia. Quello è un processo che va avanti secondo dopo secondo.
"..La mia Volontà continua, sboccante su di Lei, le partecipava la Natura Divina ed il suo continuo riceverla la rese forte nell’amore, forte nel dolore, distinta fra tutti.." Gesù
Nessuno ha amato e sofferto come Lei.
"..Fu questa, la nostra Volontà operante in Lei che attirò il Verbo sulla terra..." ma se la Madonna di fronte a quella prova non avesse scelto la dv, avrebbe fatto delle cose buone le cose che decide Lei ecc.. e niente Incarnazione. Immacolata ma niente vita divina operante in Lei. Stare in Grazia di Dio per noi è un presupposto fondamentale - fare peccati veniali e pensare di entrare nella dv è un ragionamento assurdo - ma come fa ad essere compatibile il peccato con la dv? Neanche il peccato veniale. Non deve esistere (quello fatto volontariamente ed ad occhi aperti ndr), siamo però figli di Adamo quindi sui peccati semi deliberati, i peccati di ignoranza, le innumerevoli imeperfezioni alle quali però bisogna fare guerra - perchè se i Santi hanno compiuto eroicamente le virtù cristiane, uno che vive nella dv cosa farà? E' questo e molto di più di questo.
"..Perciò Io insisto sempre sulla mia Volontà, perché conserva l’anima bella come uscì dalle nostre mani, la cresce come copia originale del suo Creatore;..." Gesù
Questa cosa la si può dire solo della Madonna perchè ne Luisa e chi vivrà nella dv potrà ritornare nel seno di sua madre e rivivere ciò che ha fatto la Madonna.
".. e le opere più belle senza la mia Volontà, diventano cibo della volontà umana, della propria stima e dell’ingordigia della creatura.” Gesù
Il don ha sentito e visto ragionamento presentati come dv ma aberranti, c'è qualcuno che si è messo di fare in testa un'opera e deve a qualunque costo giustificarla.
".. e le opere più belle senza la mia Volontà, diventano cibo della volontà umana, della propria stima e dell’ingordigia della creatura.” Gesù
Riflettiamoci bene.
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