Lezione magistrale di Gesù sulla potenza dell'amore di cui solo bisogna imparare a vivere, bandendo il timore e vivendo in pienezza il totale abbandono e la piena fiducia in Gesù. Libro di Cielo, Volume 33, 26 Maggio 1935, Mercoledì 28 Giugno 2023
26 Maggio 1935
Il timore è virtù umana, l’amore virtù Divina. Come la fiducia rapisce Gesù. Chi fa la Divina Volontà si trova con tutte le opere Divine e resta confermato in Essa.
Brano diviso in due parti che ci dà delle possibilità di fare delle considerazioni. L'apostolo dell'amore che era San Giovanni - uno dei due figli del tuono. Cosa scrive nella sua prima lettera, capitolo 4?
Prima lettera di Giovanni 4
"..18Nell’amore non c’è timore, al contrario l’amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell’amore.19Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo...."
Questo versetto è la chiave di lettura di ciò che Gesù ci ha detto. Luisa stava abbandonata ma con la mente piena di timori. C'è, nel libro la Vergine Maria e il diavolo negli esorcismi del sacerdote Bamonte. Non è roba per noi e non è roba dei figli della dv (la paura). A pagina 161 si legge: il diavolo dice di Maria: Lei non ha mai avuto paura, Lei non conosceva la paura, neanche quando minacciavano suo Figlio. Lei non aveva mai avuto rancore. Perchè la Madonna non aveva mai paura? Non conosceva la paura e non aveva paura nei confronti dell'Altissimo, era amore, abbandono e fiducia.
Lettera agli Ebrei - 2
"..14Poiché dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne, anche Cristo allo stesso modo ne è divenuto partecipe, per ridurre all’impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, 15e liberare così quelli che, per timore della morte, erano soggetti a schiavitù per tutta la vita...."
«Figlia mia benedetta, il timore ancorché fosse santo è sempre virtù umana, spezza il volo all’amore e fa nascere la paura e lo stento, nel camminare nella via fa guardare sempre a destra ed a sinistra e giunge a far temere Colui che tanto l’ama, toglie il dolce incanto alla fiducia che la fa vivere nella braccia del suo Gesù e, se teme troppo, perde Gesù e la fa vivere a se stessa..." Gesù a Luisa (e a noi)
La paura rende schiavi di satana, perchè mossi dalla paura noi non facciamo la Volontà di Dio ma di satana. E' un passaggio fondamentale ed importantissimo. Gesù non nega il timore santo di Dio, ma dice che anche nel timore santo c'è qualcosa di umano. Deve arrivare quel giorno benedetto in cui il nostro rapporto con Dio si snoda sulla sinfonia, sintassi o grammatica dell'amore che comporta abbandono, fiducia e una cosa fondamentale: di chi è figlio inseparabile dell'amore? Della Volontà divina. La Volontà Divina - il don la chiama così - è ciò che fa diventare l'essenza dell'amore realtà viva. Quando il volere divino si muove, genera soltanto amore. Solo quando saremo diventati tutto amore saremo diventati Figli della Volontà Divina. L'amore del prossimo è un'amore conseguenza non fonte nè amore primario. Il comandamento dell'amore al prossimo è il secondo, il più grande comandamento - e la via della Divina Volontà è uno strumento formidabile per incanalarci a viverlo è: amerai il Signore Dio con tutto il cuore, innamorati persi, con tutta la mente - a che pensi tu dal mattino alla sera? Dov'è il tuo cuore e mente? E' tutto un problema di cuore. La prima cosa è che tu lo devi conoscere l'amore di Dio.
«Figlia mia, tu devi sapere che tutte le cose create e tutto ciò che feci e soffrii nella Redenzione, corrono verso la creatura per dirle: “ti portiamo l’amore del tuo Creatore per ricevere il tuo, siamo i suoi messaggeri e mentre scendiamo nel basso della terra, risaliamo in alto, per portare come in trionfo il tuo piccolo amore al nostro Creatore”. Gesù
E che te ne viene? Quale bene ti viene? Tu resti confermato nelle opere sue.
"..Ma sai il gran bene che ti viene? Tu resti confermato nell’amore e nelle opere sue, nella sua vita, nelle sue pene, nelle sue lacrime, in tutto..." Gesù
Se si campa così, si fa una vita differente. Si fa una vita differente. C'è un passaggio fondamentale di Gesù che dice: quando la divina volontà per mezzo dell'amore, perchè è l'amore che la rende presente in noi, si stende nella creatura:
"..Essa si stende in tutti gli atti della creatura sia umani che spirituali, nobilita tutto e sebbene gli atti umani restino nella forma e materia di cui sono formati, non subiscono alcun cambiamento esterno, tutto il cambiamento resta nel fondo della volontà umana, poiché tutte le cose che fa, anche le più indifferenti restano cambiate in Divine e confermate nella Divina Volontà...." Gesù
Se io lavo i piatti - atto umano - (per esempio) muovo le mani, ho i piatti in mano, la spugna ecc... ma se chiamo la divina volontà non succede qualcosa di strano che lavo i piatti con l'aria. E' la stessa cosa. L'atto spirituale, se prego nella dv cosa succede? Volo in Chiesa? No, non succede. Succede che preghi come preghi sempre però...però non subiscono cambiamento esterno ma tutto il resta nel fondo della volontà umana. Si può portare nella dv anche il battito delle ciglia che nessuno non può non fare. Sono atti che vanno in automatico come due tergicristialli (Battiamo le palpebre 15-20 volte al minuto, 10 mila volte al giorno e più di sei milioni di volte l'anno. fonte Focus). Giriamo nella dv quando abbiamo fatto la comunione e possiamo sperare - se si fanno bene alcune operazioni - che per almeno per 1 minuto Nostro Signore si dimentichi tutto ciò che gli fanno. Se si fanno delle operazioni quando si ha ancora l'ostia nelle bocca, mettiamo in piedi una tale potenza di glorificazione ecc... che è in grado di distruggere qualsiasi sacrilegio fatte a Gesù.
«Figlia mia benedetta, il timore ancorché fosse santo è sempre virtù umana, spezza il volo all’amore e fa nascere la paura e lo stento,..." Gesù
(Stento nella via del bene anche se non è scritto). La paura viene perchè non viviamo da Figli di Dio anche se siamo battezzati. I figli non hanno paura. E se Dio mi manda un flagello? La Madonna quante sofferenze ha vissuto? Soffrire una prova, non bisogna avere paura, perchè quello è un'anello prezioso e il Signore si fida di te, desidera qualcosa da te, "ha bisogno di te" Gesù. Ha voluto aver bisogno della cosa che ti ha mandato. Paura di cosa? Di chi? Di Dio? Degli uomini, di questi poveri esseri mortali che si pensano di essere chissà chi? Dei diavoli? Di quelle bestiacce stupide? Nessuno li deve mai sfidare, non bisogna sfidarli ma un conto è non sfidarli e un conto è non averne paura, sapendo di essere protetti dalla Madonna. Anche se al diavolo fosse permesso come a Giobbe o a Tobi di darci un pò di tormenti sono medaglie, è tutta gloria. Non abbiamo nessuna paura. L'abbiamo visto con gli occhi il potere che la paura ha sulle persone? Dalla psicosi fobica di massa con il Covid che gli ha fatto fare cose folli. Pochi si sono chiamati fuori. Sono quelli che già allora con la fede facevano sul serio e non sono stati trovati impreparati. Chi con la fede non faceva sul serio è stato travolto. Non basta andare a Messa alla domenica o a confessarsi per non avere paura.
"..nel camminare nella via fa guardare sempre a destra ed a sinistra e giunge a far temere Colui che tanto l’ama, toglie il dolce incanto alla fiducia che la fa vivere nella braccia del suo Gesù e, se teme troppo, perde Gesù e la fa vivere a se stessa...." Gesù
Il don ha una gatta che forse è stata traumatizzata da piccola che è piena di paure anche di cose di cui non dovrebbe avere paura. Lo sa che nonostante tutto fa le fusa ecc.. ma in certi momenti qualche trauma passato, quando viene presa dalla paura non capisce più nulla. La paura è una passione e gli animali hanno l'anima sensitiva come noi.
"..e giunge a far temere Colui che tanto l’ama, toglie il dolce incanto alla fiducia che la fa vivere nella braccia del suo Gesù e, se teme troppo, perde Gesù e la fa vivere a se stessa..." Gesù
Il meccanismo è che io per la paura, io mi preoccupo che io andrò a passare qualche guaio. Quindi dovrò tutelare, cautelare ecc.. e il prossimo è una minaccia se non si cautela anche lui. Cosa ci ricorda questo meccanismo? Il don spera che chi conosce la dv sia capace di dilatare la mente e sia capace di fare un discernimento profondo sulle cose grosse che accadono.
"..Invece l’amore è virtù Divina e col suo fuoco ha la virtù purificatrice di purificare l’anima da qualunque macchia, la unisce e la trasforma nel suo Gesù e le dà tale fiducia da farsi rapire dal suo Gesù, il dolce incanto della fiducia è tale e tanto che si rapiscono a vicenda per cui l’uno non può stare senza l’altro e, se guarda, guarda solo se ama Colui che tanto l’ama..." Gesù
La fede che sposta le montagne non ti viene se non hai questo amore ipersonica. Mi difende l'Altissimo e se non lo fa, benissimo, affronto la situazione. Magari ci rimango così andiamo in Cielo e altrimenti continuiamo a servire Gesù. Capite perchè la Madonna rapiva il cuore di Dio? La Madonna rapiva il Signore, lo faceva andare in estasi... e non soltanto Dio rapiva la Madonna. E' possibile una cosa del genere. Mi devo preoccupare se sto amando Gesù.
"...Sicché tutto l’essere suo viene racchiuso nell’amore e siccome l’amore è figlio inseparabile del Voler Divino, perciò dà il primo posto di dominio alla mia Divina Volontà..." Gesù
"...Perciò allontana ogni timore, nel mio Volere non hanno ragione d’esistere né timore, né paure, né sfiducia, non sono cose che Ci appartengono e tu non devi fare altro che vivere d’amore e di Volontà mia..." Gesù
Di conseguenza se ci stanno ancora paura, timore e sfiducia acqua figlioli miei. Queste non sono cose che appartegono alla Santissima Trinità e non possono appartenere ai Figli di Dio. Noi siamo piccoli dei, simili a Lui per somiglianza.
"..Tu devi sapere che una delle gioie più pure che Mi può dare la creatura è la fiducia in Me,..." Gesù
Gesù confido in Te. Gesù disse a Sour Faustina che la cosa che più lo colpisce è la sfiducia che hanno le anime nei suoi confronti. Ma ci crediamo che Gesù è Dio? E con quello che ha fatto come puoi pensare di non fidarti e come puoi pensare che qualcosa ti tocchi con il suo beneplacito che sia negativo per te?
"..Me la sento figlia mia e ne faccio quello che voglio, posso dire che la fiducia Mi fa conoscere chi Io sono, che sono l’Essere immenso, la mia bontà senza termine, la mia misericordia senza limiti e quando più fiducia trovo, più l’amo e più abbondo verso le creature». Gesù
nella seconda parte c'è semplicemente un ricordo che tutte le opere della Creazione/Redenzione sono alla continua nostra ricerca per ricordarci - cucù, pronto? Fai attenzione, guarda quanto amore ti porto da parte del tuo Creatore. Riconoscilo, prendilo e ricambialo. Fino al punto che Dio vivrà in noi.
"..Sicché figlia mia, tu ti trovi e corri in tutte le opere nostre, la nostra Volontà ti porta ovunque e Noi Ci troviamo confermati in te, succede uno scambio di atti e di vita, la creatura nel Creatore ed il Creatore nella creatura, essa si fa ripetitrice degli atti Divini. Non potrei fare, né la creatura potrebbe ricevere grazia più grande, questa conferma che la creatura fa nelle opere nostre riproduce in essa tutti i nostri beni..." Gesù
Ogni persona ha un'anima uscita da Dio bellissima anche se poi si è deturpata.
"..Che cosa non può fare la mia Volontà Divina nella creatura, quando si fa dominare da Essa? Tutto. Perciò sii attenta, se vuoi tutto e dare tutto." Gesù
Tutto prendere e tutto dare.
domenica 10 marzo 2024
sabato 9 marzo 2024
Chi vive nella Divina Volontà dà lavoro al Cielo!
I dolori di Luisa per l'assenza di Gesù e la loro causa. L'importanza di un rapporto intimo e profondo con Lui nella preghiera. Se c'è la Divina Volontà nell'anima, si attira la presenza del Padre per plasmarla a suo piacimento e della Regina del Cielo che in essa e di essa si compiace, ritrovandovi la sua stessa vita. Libro di Cielo, Volume 33, 14 Maggio 1935, Martedì 27 Giugno 2023
14 Maggio 1935 Chi fa la Divina Volontà non ha bisogno di legge, chi vive in Essa dà lavoro a tutti: al Padre Celeste, alla Madre Celeste ed allo stesso Gesù.
Gesù tra il serio e (faceto?) spiega che chi vive nella divina volontà dà lavoro al Padre Eterno e al don pare una cosa non indifferente ma è chiaro che è il cuore di questa meditazione.
Per capire il contesto, il don fa notare di fare attenzione alle date dei brani: il brano di prima era del 12 Aprile 1935 e la data di questo brano è del 14 Maggio 1935, sono passati 32 giorni. 32 giorni di digiuno dalla presenza sensibile di Gesù che parla e spiega ad una persona che vive come Luisa è un dolore che nessuno di noi può rappresentarsi adeguatamente. Nessuno può capire questi dolori d'amore di Luisa e degli altri santi se non ha mai vissuto esperienze del genere. Noi possiamo immaginarci quanto sia bello però entro certi limiti. E' chiaro che su queste materie la realtà supera enormemente l'immaginazione. E se questa realtà sparisce da un punto di vista di percezione sensibile, c'è un dolore assoluto, sordo ed estremo. E Luisa, da brava figlia di Dio, (conoscitrice della Sacra Scrittura? Non si sa) dice: sto soffrendo tantissimo?
"..Giustamente mi punisce perché sono stata troppo ingrata ed incorrispondente..." Luisa
I Santi pensando che quando gli arriva una sofferenza, pensano che il Signore li stia punendo per qualche mancanza e Luisa pensa che il Signore la stia castigando perchè è stata troppo ingrata ed incorrispondente a tante grazie così grandi. E poi c'è la preghiera del delirio d'amore:
"..Ma deh! Amor mio, nascondi le mie miserie nelle tue piaghe, coprimi col tuo sangue, unisco le mie pene alle tue pene, affinché gridino insieme: “pietà, perdono per questa povera creatura, ma senza te, non ne posso più”... Luisa
E' la situazione della creatura che capisce che le grazie straordinarie, nessuna creatura per quanto santa sia, ne ha il minimo diritto e quando finisce l'esperienza chi le ha, deve ringraziare Dio per quello che ha ricevuto, ma che potrebbe essere l'ultima volta e che non se l'è meritata. Il problema è che il contatto con la sorgente stessa dell'amore ti ha bruciato e questo provoca un delirio (vedi Luisa) e secondo il don il Signore gradisce queste cose. Nel nostro piccolo possiamo vedere le nostre lontananze ordinarie, quando il Signore non si fa sentire - il don pensa - può sbagliarsi ma fa un pò di fatica a pensare ad una persona che stia entrando nel Regno della Divina Volontà e che non abbia un'orazione decente. Che non significa dire 4 rosari al giorno, non è semplicemente l'orazione vocale e la meditazione; la preghiera degna di questo modo è come quando due innamorati stanno in casta intimità. L'amore, proviamo ad immaginarci all'amore puro senza concupiscenza, fa comprendere qualcosa di come dovrebbe essere la preghiera. E se la preghiera diventa così anche senza vedere Gesù si può iniziare a percepire qualcosa che però rimane molto lontano a quello che percepiva Luisa. La vita nella dv è una vita d'amore, se la preghiera ancora non è partita - non è che la prima volta che ci mettiamo in preghiera andiamo subito alla presenza di Dio, bisogna fare un pochino di anticamera e sopratutto bisogna essere fedeli. Ci sono anime che hanno iniziato a vivere il dono dell'orazione ma alla prima volta che il Signore le lascia in aridità, anzichè fare quello che il Signore si aspetta cioè stare lo stesso in orazione per amore di Gesù, a volte santa Teresa racconta che in momenti di aridità, quando le monache pregavano dentro delle stanze con delle enormi clessidre per misurare il tempo, diceva che tante volte alzava gli sguardi per vedere questa sabbia che non finiva mai di scendere. Anche i grandi mistici possono essere provati da questo sacrifici. Ma non è che se succede molli. C'è un galateo da rispettare con Nostro Signore, noi con qualunque abbiamo dei modi di trattare e non possiamo nei confronti dell'Altissimo siano più grossolani di quello che usiamo tra noi.
Gesù trae da questa esperienza di Luisa per dire: non ci sono stato Io con la presenza sensibile ma la divina volontà ti dà tutto in tuo potere. Il don si muove cautamente cercando di capire qualcosa tra le righe, si ha l'impressione che Gesù lasciasse Luisa sola non solo per avere l'attestazione d'amore, per esercitare le virtù, ecc.... ma proprio per darle coscienza che avere la dv ed operare in essa è più importante che stare a contatto con Gesù, anche perchè senza la prima la seconda diventa un pò problematica.
Vuoi che la Madonna venga a te? Devi vivere nella divina volontà. Perchè Maria cerca chi è vissuto come Lei o chi vuole vivere come Lei.
"..Ed oh, il suo contento perché col suo lavoro può produrre immagini sue! Dà il lavoro alla Madre Celeste, perché trovando la mia Volontà Divina nella creatura, trova chi le fa compagnia, chi riceve la sua Maternità come figlia, trova a chi può comunicare la sua fecondità, i suoi atti fatti nel mio Volere, trova in chi può fare il suo modello e la sua copia fedele ed oh il contento di questa Madre Celeste! Il suo lavoro assiduo, le sue cure, le sue premure Materne, perché può fare da vera Madre e può dare la sua eredità ed essendo una la Volontà della Madre e della figlia, può farsi comprendere e mettere in comune le sue grazie, il suo amore, la sua santità, nel suo lavoro si sente felice perché trova chi la corteggia, chi le somiglia e vive della sua stessa Volontà Divina...." Gesù
Ci sono le dovute eccezioni, (opinioni del don suffragata da tante esperienze nel corso della storia), la passionalità e la sponsalità dell'amore divino che esiste segue - a quanto è dato da capire dalle esperienze sensibili - dalla dinamica del dimorfismo uomo - donna. Nella biografia del Beato Alano della Rouque (?) ci sono delle cose sconvolgenti, pensiamo all'intimità di Luisa con Gesù - ci sono persone che si scandalizzano ancora - prevalentemente questa cosa (le grandi donne amanti del Cielo provavano lo sfogo d'amore in Gesù, mentre un San Domenico, un Montfort e altri santi uomini queste anime erano impazzite per la Madonna). Certo che Gesù era al primo posto ma c'è quella peculiarità e sfumatura che richiede questo. Al don pare che sia così. Anche quando la presenza amata di Gesù o della Madonna non si fa sentire, c'è la divina volontà. Se c'è stato qualcosa di questo, anche in via di grazia ordinaria, se la nostra preghiera inizia a diventare significativa - se non so cosa dire a Gesù, se sto sempre come un pezzo di ghiaccio o sto con l'orologio in mano fatta la comunione; se sto come sulla graticola c'è da lavorare - se inizia ad esserci qualche scintilla d'amore, a parere del don si sta iniziando ad incamminare sulla via della dv. Quando il Cielo vede che c'è una presenza nell'anima che la rende duttile e malleabile, quelli scendono in campo tutti quanti perchè non vedono l'ora di farlo. Arriva il Padre Eterno, la Madonna, Gesù e poi arrivano anche i santi a dare una mano anche loro.
"...Ora gli Angeli, i Santi, vedendo il Padre Celeste, la Sovrana Regina ed il loro Re, tutti intenti a lavorare in questa creatura, vogliono anche loro aiutarci nel lavoro e, schierandosi intorno alla fortunata creatura, lavorano difendendola, allontanano i nemici, la liberano dai pericoli e formano muri di fortezza, affinché nessuno la possa molestare..." Gesù
Tanta roba. Molti di noi si portano dietro - cosa generalizzata tra gli esseri umana e fonte di molta sofferenza, tare ecc... - del fatto che spesso nella nostra vita ci siamo sentiti non amati o addirittura trascurati o peggio ancora non voluti ecc... o che le persone non si sono filate di noi. Quando nessuno si occupa di noi vuol dire che tu non esisti.
"..Vedi dunque come chi vive nel mio Volere Divino dà lavoro a tutti e tutti si occupano di lei». Gesù
Tocca a noi scegliere la percentuale con la quale la divina volontò venga ad abitare nella nostra anima diventando la sorgente di tutti i nostri atti.
14 Maggio 1935 Chi fa la Divina Volontà non ha bisogno di legge, chi vive in Essa dà lavoro a tutti: al Padre Celeste, alla Madre Celeste ed allo stesso Gesù.
Gesù tra il serio e (faceto?) spiega che chi vive nella divina volontà dà lavoro al Padre Eterno e al don pare una cosa non indifferente ma è chiaro che è il cuore di questa meditazione.
Per capire il contesto, il don fa notare di fare attenzione alle date dei brani: il brano di prima era del 12 Aprile 1935 e la data di questo brano è del 14 Maggio 1935, sono passati 32 giorni. 32 giorni di digiuno dalla presenza sensibile di Gesù che parla e spiega ad una persona che vive come Luisa è un dolore che nessuno di noi può rappresentarsi adeguatamente. Nessuno può capire questi dolori d'amore di Luisa e degli altri santi se non ha mai vissuto esperienze del genere. Noi possiamo immaginarci quanto sia bello però entro certi limiti. E' chiaro che su queste materie la realtà supera enormemente l'immaginazione. E se questa realtà sparisce da un punto di vista di percezione sensibile, c'è un dolore assoluto, sordo ed estremo. E Luisa, da brava figlia di Dio, (conoscitrice della Sacra Scrittura? Non si sa) dice: sto soffrendo tantissimo?
"..Giustamente mi punisce perché sono stata troppo ingrata ed incorrispondente..." Luisa
I Santi pensando che quando gli arriva una sofferenza, pensano che il Signore li stia punendo per qualche mancanza e Luisa pensa che il Signore la stia castigando perchè è stata troppo ingrata ed incorrispondente a tante grazie così grandi. E poi c'è la preghiera del delirio d'amore:
"..Ma deh! Amor mio, nascondi le mie miserie nelle tue piaghe, coprimi col tuo sangue, unisco le mie pene alle tue pene, affinché gridino insieme: “pietà, perdono per questa povera creatura, ma senza te, non ne posso più”... Luisa
E' la situazione della creatura che capisce che le grazie straordinarie, nessuna creatura per quanto santa sia, ne ha il minimo diritto e quando finisce l'esperienza chi le ha, deve ringraziare Dio per quello che ha ricevuto, ma che potrebbe essere l'ultima volta e che non se l'è meritata. Il problema è che il contatto con la sorgente stessa dell'amore ti ha bruciato e questo provoca un delirio (vedi Luisa) e secondo il don il Signore gradisce queste cose. Nel nostro piccolo possiamo vedere le nostre lontananze ordinarie, quando il Signore non si fa sentire - il don pensa - può sbagliarsi ma fa un pò di fatica a pensare ad una persona che stia entrando nel Regno della Divina Volontà e che non abbia un'orazione decente. Che non significa dire 4 rosari al giorno, non è semplicemente l'orazione vocale e la meditazione; la preghiera degna di questo modo è come quando due innamorati stanno in casta intimità. L'amore, proviamo ad immaginarci all'amore puro senza concupiscenza, fa comprendere qualcosa di come dovrebbe essere la preghiera. E se la preghiera diventa così anche senza vedere Gesù si può iniziare a percepire qualcosa che però rimane molto lontano a quello che percepiva Luisa. La vita nella dv è una vita d'amore, se la preghiera ancora non è partita - non è che la prima volta che ci mettiamo in preghiera andiamo subito alla presenza di Dio, bisogna fare un pochino di anticamera e sopratutto bisogna essere fedeli. Ci sono anime che hanno iniziato a vivere il dono dell'orazione ma alla prima volta che il Signore le lascia in aridità, anzichè fare quello che il Signore si aspetta cioè stare lo stesso in orazione per amore di Gesù, a volte santa Teresa racconta che in momenti di aridità, quando le monache pregavano dentro delle stanze con delle enormi clessidre per misurare il tempo, diceva che tante volte alzava gli sguardi per vedere questa sabbia che non finiva mai di scendere. Anche i grandi mistici possono essere provati da questo sacrifici. Ma non è che se succede molli. C'è un galateo da rispettare con Nostro Signore, noi con qualunque abbiamo dei modi di trattare e non possiamo nei confronti dell'Altissimo siano più grossolani di quello che usiamo tra noi.
Gesù trae da questa esperienza di Luisa per dire: non ci sono stato Io con la presenza sensibile ma la divina volontà ti dà tutto in tuo potere. Il don si muove cautamente cercando di capire qualcosa tra le righe, si ha l'impressione che Gesù lasciasse Luisa sola non solo per avere l'attestazione d'amore, per esercitare le virtù, ecc.... ma proprio per darle coscienza che avere la dv ed operare in essa è più importante che stare a contatto con Gesù, anche perchè senza la prima la seconda diventa un pò problematica.
Vuoi che la Madonna venga a te? Devi vivere nella divina volontà. Perchè Maria cerca chi è vissuto come Lei o chi vuole vivere come Lei.
"..Ed oh, il suo contento perché col suo lavoro può produrre immagini sue! Dà il lavoro alla Madre Celeste, perché trovando la mia Volontà Divina nella creatura, trova chi le fa compagnia, chi riceve la sua Maternità come figlia, trova a chi può comunicare la sua fecondità, i suoi atti fatti nel mio Volere, trova in chi può fare il suo modello e la sua copia fedele ed oh il contento di questa Madre Celeste! Il suo lavoro assiduo, le sue cure, le sue premure Materne, perché può fare da vera Madre e può dare la sua eredità ed essendo una la Volontà della Madre e della figlia, può farsi comprendere e mettere in comune le sue grazie, il suo amore, la sua santità, nel suo lavoro si sente felice perché trova chi la corteggia, chi le somiglia e vive della sua stessa Volontà Divina...." Gesù
Ci sono le dovute eccezioni, (opinioni del don suffragata da tante esperienze nel corso della storia), la passionalità e la sponsalità dell'amore divino che esiste segue - a quanto è dato da capire dalle esperienze sensibili - dalla dinamica del dimorfismo uomo - donna. Nella biografia del Beato Alano della Rouque (?) ci sono delle cose sconvolgenti, pensiamo all'intimità di Luisa con Gesù - ci sono persone che si scandalizzano ancora - prevalentemente questa cosa (le grandi donne amanti del Cielo provavano lo sfogo d'amore in Gesù, mentre un San Domenico, un Montfort e altri santi uomini queste anime erano impazzite per la Madonna). Certo che Gesù era al primo posto ma c'è quella peculiarità e sfumatura che richiede questo. Al don pare che sia così. Anche quando la presenza amata di Gesù o della Madonna non si fa sentire, c'è la divina volontà. Se c'è stato qualcosa di questo, anche in via di grazia ordinaria, se la nostra preghiera inizia a diventare significativa - se non so cosa dire a Gesù, se sto sempre come un pezzo di ghiaccio o sto con l'orologio in mano fatta la comunione; se sto come sulla graticola c'è da lavorare - se inizia ad esserci qualche scintilla d'amore, a parere del don si sta iniziando ad incamminare sulla via della dv. Quando il Cielo vede che c'è una presenza nell'anima che la rende duttile e malleabile, quelli scendono in campo tutti quanti perchè non vedono l'ora di farlo. Arriva il Padre Eterno, la Madonna, Gesù e poi arrivano anche i santi a dare una mano anche loro.
"...Ora gli Angeli, i Santi, vedendo il Padre Celeste, la Sovrana Regina ed il loro Re, tutti intenti a lavorare in questa creatura, vogliono anche loro aiutarci nel lavoro e, schierandosi intorno alla fortunata creatura, lavorano difendendola, allontanano i nemici, la liberano dai pericoli e formano muri di fortezza, affinché nessuno la possa molestare..." Gesù
Tanta roba. Molti di noi si portano dietro - cosa generalizzata tra gli esseri umana e fonte di molta sofferenza, tare ecc... - del fatto che spesso nella nostra vita ci siamo sentiti non amati o addirittura trascurati o peggio ancora non voluti ecc... o che le persone non si sono filate di noi. Quando nessuno si occupa di noi vuol dire che tu non esisti.
"..Vedi dunque come chi vive nel mio Volere Divino dà lavoro a tutti e tutti si occupano di lei». Gesù
Tocca a noi scegliere la percentuale con la quale la divina volontò venga ad abitare nella nostra anima diventando la sorgente di tutti i nostri atti.
mercoledì 6 marzo 2024
Il vuoto del nulla
Gesù spiega quanto sia importante perché la Divina Volontà formi la sua vita nell’anima che in essa ci sia il vuoto del nulla. L’esempio unico e irripetibile della Divina Maria. Il suo infinito dolore unito al suo infinito amore. Libro di Cielo, Volume 33, 12 Aprile 1935
12 Aprile 1935 Chi vive nella Divina Volontà lascia le sue spoglie, si riduce nel nulla ed il Tutto forma la sua vita nel nulla. Come ci amò la Celeste Regina nel suo concepimento, prodigi che fece il Volere Divino in Essa.
Brano distinto in due parti altamente edificante e contiene delle rivelazioni sublimi sulla nostra Regina Celeste. E contiene anche dei passaggi che sono utili anche per noi che ci tracciano un cammino da percorrere - qua si viaggia ad alte altezze che non ci lasciano indifferente - ma ci sono passaggi che possono essere usati anche da noi.
Mi sento il piccolo atomo, anzi il nulla sperduto nel Tutto del Voler Divino. Oh, come sento questo Tutto nel nulla della creatura, la sua Vita libera, la sua Potenza operante, la sua virtù creatrice che tutto ciò che vuole può fare in questo nulla!...." Luisa
Ringraziamo il fatto il Signore che, nonostante siamo nati in quest'epoca balorda abbiamo un progresso che ci fa capire cosa sono gli atomi. La proporzione che c'è tra un'atomo e una scrivania è immensa, quanti atomi ci sono in una scrivania? Già mettere in paragone un'atomo ed una scrivania e figuriamoci un'atomo e l'intero universo. La nostra mente non ce la fa a stare dietro. Il paradosso è che il Tutto si riversa nel Nulla. Eil Tutto fa fare la sua stessa vita al Nulla. Ma perchè questo accada è che il nulla che noi oggettivamente siamo diventi il nulla che soggetivamente siamo.
«Figlia mia, quando l’anima vive nella mia Divina Volontà, lascia le sue spoglie, si svuota di tutto, in modo che resta il puro nulla..." Gesù
San Giovanni della Croce ha approfondito questa realtà: noi non possiamo riempiti del Tutto se non siamo svuotati del tutto. E questo rimane in qualche modo. Non può essere che una cosa che è rimasta vera per secoli sia abolita.
"..ed il mio Volere la investe, la riempie del Tutto, la domina e vi forma dei prodigi di santità, di grazia, di bellezza, degne della sua potenza creatrice. Ma quello che è più, in questo vuoto del nulla, genera il suo amore, vi forma la sua vita Divina e si rende dominatrice del nulla e della sua stessa Vita Divina formata in esso ed oh, il suo amore per questo nulla! Giunge a tanto che lo rende nel contempo dominante insieme col Fiat Supremo e, siccome il suo dominio gli viene dal Tutto che possiede, sente la sua stessa virtù dominatrice e domina la stessa Divina Volontà...." Gesù
Ci sono delle cose che ci fanno viaggiare su vette difficilmente raggiungibili (a parere del don).
"..Sicché come la creatura decide con una ferma volontà di vivere nella mia, il mio Volere dà il principio di formare la sua vita in essa,.." Gesù
"..il nulla nel Tutto, no, no, allora si contenta quando chiude il Tutto nel nulla e vi forma la sua vita operante e dominatrice e dà nel nulla quello che vuole..." Gesù
Queste considerazioni ci introducono al Segreto di Maria. Quando noi troviamo il segreto di Maria, quello che è in analisi logica è un genitivo, il genitivo può essere oggettivo o un genitivo soggetto. Il Montfort, quando scrive il segreto di Maria intende un genitivo oggettivo. Maria è un segreto scoperto il quale si percorrere una via di santità eccezzionale. Si dovrebbe tradurre il segreto che è Maria. Genitivo Oggettivo. Invece qua il Signore ci introduce nel segreto soggettivo, il segreto della sua santità e per la quale è stata la prima creatura a vivere nella dv. Noi non potremo mai arrivare al suo livello. Il suo segreto - l'ha svelato in maniera velata - nel Magnificat. La vita della dv si forma solo nel nulla soggettivo della creatura - altro è sentirti nulla e svuotarti di tutto per essere riempito di tutto. Cosa ha guardato Dio in Maria e in noi? Tapenosis (in greco). In italiano è umiltà. E su questo la divina Maria è maestra di tutti, più umile di Lei c'è soltanto Gesù. Ma la loro umiltà è irraggiungibile. Gesù si è abbassato, non ha smesso di essere Dio ma ha iniziato una doppia natura, c'è stata anche la natura umana per la quale diventa soggetto a tante cose che se fosse Dio non lo avrebbero toccato. Diventando anche uomo fa uno step di abbassamento ed è per questo che nel Vangelo di San Giovanni si legge che il Padre è più grande di Me (dice Gesù). Il modo corretto di leggere questa frase detta da Gesù è: è più grande di Me in quanto la natura umana assunta. Maria Santissima si è messa - il don inviterebbe tutto quanti a fare un'esercizio nel cuore: l'umiltà è una virtù che ama stare nascosta. Se una persona è umile lo sa soltanto il Signore - i segni esterni possono ingannare. In giro ci stanno un sacco di falsi umili e persone che apparentemente non sembrano tanto umili ma se tu conoscessi il cuore della persona cambieresti idea. Non può entrare la vita della dv se non c'è l'umiltà profonda: riconoscimento dal profondo del cuore del nulla che noi siamo. Bisogna viverla davanti a Dio. Io devo o dovrei riconoscere che se non ci fosse l'aria ecc.. io non sarei nulla. Tutti pensano di essere qualcosa o qualcuno. Se uno pensa di essere qualcosa o qualcuno lasci perdere il suo rapporto con Dio perchè noi siamo lo zero assoluto. Ed è proprio per questa umiltà (della Madonna)..chi teme il Signore? Chi è umile. L'umiltà del cuore è quella più importante di tutti. Dio vuole l'umiltà del cuore. I grandi maestri di spirito hanno distinto l'umiltà dell'intelligenza - primo step da percorrere: è quella presa di coscienza che si fa..chi è Dio e chi sono io. Ma questo poi comporta l'umiltà del cuore di dichiararsi davanti a Dio piccoli. E' quella cosa che ti porta a dire come san Francesco d'Assisi: io sono più peccatore di tutti. Il problema è che questa frase è vera se nella mente e del cuore c'è la persuasione più profonda che se Dio non mi avesse dato le grazie che ho, io sarei stato il peggiore criminale di tutti i tempi. Una persona deve essere convinto di ciò e non possiamo mentire a Dio. Se Dio vede ciò è fatto tutto. San Francesco d'Assisi diceva: come mai troppi guai non li combino? Chi è santo non lo dice e sopratutto non lo pensa. In filosofia c'era un filosofo che diceva: prendi la frase io mento, se mento dico la verità e se dico la verità mento. Io mento. E come faccio a dire la verità? Sono umile, se lo sei non lo dici, se lo dici non lo sei. Sono santo, se lo sei non lo pensi (e non lo dici). Se lo pensi non lo sei e se non sei lo pensi. Se qualcuno pensa di non essere santo veramente...sicuramente sta incamminato per la buona strada. Se qualcuno pensa che tu sia santo, bisogna vedere come reagisci e a seconda di come reagisci capisci. Uno non deve essere necessariamente un criminale ma ci deve essere una conoscenza sapienzale.
".. La Piccola Regina, nell’atto del suo concepimento incominciò la sua vita insieme con la Divina Volontà e quindi insieme col suo Creatore, onde sentiva tutta la forza, l’immensità e la foga dell’amor Divino tanto che si sentiva sperduta, affogata d’amore, per cui non sapeva fare altro che amare Colui che tanto l’amava, si sentiva amata, tanto che Dio le diede la sua Volontà in suo potere da tenere come vita propria. Questo si può chiamare il più grande amor di Dio, l’amore più eroico, l’amore che solo può dire: non ho più che darti, tutto ti ho dato. E la piccola Regina si serviva di questa vita per amarlo per quanto era amata, non perdeva un istante senza amarlo e cercava di pareggiarlo nell’amarlo. Ora la nostra Volontà Divina che possiede l’onniveggenza di tutto, nulla le nascose, fece presente a questa Santa creatura tutte le umane generazioni, tutte le colpe che avevano fatto e che dovevano fare e fino dal primo istante del suo concepimento la Celeste piccina che non conosceva altra vita che la sola Volontà Divina incominciò a dolersi con dolore Divino, per ciascuna colpa di creatura, tanto che formava intorno a ciascuna colpa di esse un mare d’amore e di dolore Divino. La mia Volontà che non sa fare cose piccole, formava nella sua bell’anima mari di dolore e d’amore per ciascuna colpa e per ciascuna creatura...." Gesù
La Madonna ha provato dolore infinito e amore infinito. Quando noi vediamo qualcuno che pecca...cosa sono quello che vediamo in giro? Sono peccati in continuazione. La cosa più santa e mariana da fare? (il don non esclude l'intervenire a tempi e modi opportuni se ne abbiamo la possibilità). La prima cosa da fare qual'è se iniziano a vivere nella dv? Offrire la nostra sofferenza nel dv e dire al Signore: io sono un'atomo e un nulla, ma mi fondo con la dv (e Luisa dice che funziona questa cosa qua) vedi un pò se riesci a vedere in me il mio amore e riparazione per tutti e il dolore immenso che viene prima ancora dello sdegno. Lo sdegno - san Tommaso d'Aquino - dice che non viene (nel vedere il dilagare del male) non a chi è mite ma a chi è deficente. Noi non possiamo dire: ah, che bello, ci sta il male e pazienza. Prima dello sdegno il dolore perchè quel male/peccato offende Dio e se ne dispiace. La Madonna sarebbe morta per il dolore/amore infiniti....ciascuna colpa mia e tua, la Madonna ha pianto e sofferto.
"..Oh come Ci sentimmo soddisfatti e ripagati per tutti! In virtù di questo dolore e di questo amor Divino Ci sentimmo inclinati verso tutti. Il suo amore era tanto che, padroneggiandoci, Ci faceva amare coloro che Essa amava,..." Gesù
Anzichè mandare il fulmine, Dio si sente tirato a misericordia verso le creature
12 Aprile 1935 Chi vive nella Divina Volontà lascia le sue spoglie, si riduce nel nulla ed il Tutto forma la sua vita nel nulla. Come ci amò la Celeste Regina nel suo concepimento, prodigi che fece il Volere Divino in Essa.
Brano distinto in due parti altamente edificante e contiene delle rivelazioni sublimi sulla nostra Regina Celeste. E contiene anche dei passaggi che sono utili anche per noi che ci tracciano un cammino da percorrere - qua si viaggia ad alte altezze che non ci lasciano indifferente - ma ci sono passaggi che possono essere usati anche da noi.
Mi sento il piccolo atomo, anzi il nulla sperduto nel Tutto del Voler Divino. Oh, come sento questo Tutto nel nulla della creatura, la sua Vita libera, la sua Potenza operante, la sua virtù creatrice che tutto ciò che vuole può fare in questo nulla!...." Luisa
Ringraziamo il fatto il Signore che, nonostante siamo nati in quest'epoca balorda abbiamo un progresso che ci fa capire cosa sono gli atomi. La proporzione che c'è tra un'atomo e una scrivania è immensa, quanti atomi ci sono in una scrivania? Già mettere in paragone un'atomo ed una scrivania e figuriamoci un'atomo e l'intero universo. La nostra mente non ce la fa a stare dietro. Il paradosso è che il Tutto si riversa nel Nulla. Eil Tutto fa fare la sua stessa vita al Nulla. Ma perchè questo accada è che il nulla che noi oggettivamente siamo diventi il nulla che soggetivamente siamo.
«Figlia mia, quando l’anima vive nella mia Divina Volontà, lascia le sue spoglie, si svuota di tutto, in modo che resta il puro nulla..." Gesù
San Giovanni della Croce ha approfondito questa realtà: noi non possiamo riempiti del Tutto se non siamo svuotati del tutto. E questo rimane in qualche modo. Non può essere che una cosa che è rimasta vera per secoli sia abolita.
"..ed il mio Volere la investe, la riempie del Tutto, la domina e vi forma dei prodigi di santità, di grazia, di bellezza, degne della sua potenza creatrice. Ma quello che è più, in questo vuoto del nulla, genera il suo amore, vi forma la sua vita Divina e si rende dominatrice del nulla e della sua stessa Vita Divina formata in esso ed oh, il suo amore per questo nulla! Giunge a tanto che lo rende nel contempo dominante insieme col Fiat Supremo e, siccome il suo dominio gli viene dal Tutto che possiede, sente la sua stessa virtù dominatrice e domina la stessa Divina Volontà...." Gesù
Ci sono delle cose che ci fanno viaggiare su vette difficilmente raggiungibili (a parere del don).
"..Sicché come la creatura decide con una ferma volontà di vivere nella mia, il mio Volere dà il principio di formare la sua vita in essa,.." Gesù
"..il nulla nel Tutto, no, no, allora si contenta quando chiude il Tutto nel nulla e vi forma la sua vita operante e dominatrice e dà nel nulla quello che vuole..." Gesù
Queste considerazioni ci introducono al Segreto di Maria. Quando noi troviamo il segreto di Maria, quello che è in analisi logica è un genitivo, il genitivo può essere oggettivo o un genitivo soggetto. Il Montfort, quando scrive il segreto di Maria intende un genitivo oggettivo. Maria è un segreto scoperto il quale si percorrere una via di santità eccezzionale. Si dovrebbe tradurre il segreto che è Maria. Genitivo Oggettivo. Invece qua il Signore ci introduce nel segreto soggettivo, il segreto della sua santità e per la quale è stata la prima creatura a vivere nella dv. Noi non potremo mai arrivare al suo livello. Il suo segreto - l'ha svelato in maniera velata - nel Magnificat. La vita della dv si forma solo nel nulla soggettivo della creatura - altro è sentirti nulla e svuotarti di tutto per essere riempito di tutto. Cosa ha guardato Dio in Maria e in noi? Tapenosis (in greco). In italiano è umiltà. E su questo la divina Maria è maestra di tutti, più umile di Lei c'è soltanto Gesù. Ma la loro umiltà è irraggiungibile. Gesù si è abbassato, non ha smesso di essere Dio ma ha iniziato una doppia natura, c'è stata anche la natura umana per la quale diventa soggetto a tante cose che se fosse Dio non lo avrebbero toccato. Diventando anche uomo fa uno step di abbassamento ed è per questo che nel Vangelo di San Giovanni si legge che il Padre è più grande di Me (dice Gesù). Il modo corretto di leggere questa frase detta da Gesù è: è più grande di Me in quanto la natura umana assunta. Maria Santissima si è messa - il don inviterebbe tutto quanti a fare un'esercizio nel cuore: l'umiltà è una virtù che ama stare nascosta. Se una persona è umile lo sa soltanto il Signore - i segni esterni possono ingannare. In giro ci stanno un sacco di falsi umili e persone che apparentemente non sembrano tanto umili ma se tu conoscessi il cuore della persona cambieresti idea. Non può entrare la vita della dv se non c'è l'umiltà profonda: riconoscimento dal profondo del cuore del nulla che noi siamo. Bisogna viverla davanti a Dio. Io devo o dovrei riconoscere che se non ci fosse l'aria ecc.. io non sarei nulla. Tutti pensano di essere qualcosa o qualcuno. Se uno pensa di essere qualcosa o qualcuno lasci perdere il suo rapporto con Dio perchè noi siamo lo zero assoluto. Ed è proprio per questa umiltà (della Madonna)..chi teme il Signore? Chi è umile. L'umiltà del cuore è quella più importante di tutti. Dio vuole l'umiltà del cuore. I grandi maestri di spirito hanno distinto l'umiltà dell'intelligenza - primo step da percorrere: è quella presa di coscienza che si fa..chi è Dio e chi sono io. Ma questo poi comporta l'umiltà del cuore di dichiararsi davanti a Dio piccoli. E' quella cosa che ti porta a dire come san Francesco d'Assisi: io sono più peccatore di tutti. Il problema è che questa frase è vera se nella mente e del cuore c'è la persuasione più profonda che se Dio non mi avesse dato le grazie che ho, io sarei stato il peggiore criminale di tutti i tempi. Una persona deve essere convinto di ciò e non possiamo mentire a Dio. Se Dio vede ciò è fatto tutto. San Francesco d'Assisi diceva: come mai troppi guai non li combino? Chi è santo non lo dice e sopratutto non lo pensa. In filosofia c'era un filosofo che diceva: prendi la frase io mento, se mento dico la verità e se dico la verità mento. Io mento. E come faccio a dire la verità? Sono umile, se lo sei non lo dici, se lo dici non lo sei. Sono santo, se lo sei non lo pensi (e non lo dici). Se lo pensi non lo sei e se non sei lo pensi. Se qualcuno pensa di non essere santo veramente...sicuramente sta incamminato per la buona strada. Se qualcuno pensa che tu sia santo, bisogna vedere come reagisci e a seconda di come reagisci capisci. Uno non deve essere necessariamente un criminale ma ci deve essere una conoscenza sapienzale.
".. La Piccola Regina, nell’atto del suo concepimento incominciò la sua vita insieme con la Divina Volontà e quindi insieme col suo Creatore, onde sentiva tutta la forza, l’immensità e la foga dell’amor Divino tanto che si sentiva sperduta, affogata d’amore, per cui non sapeva fare altro che amare Colui che tanto l’amava, si sentiva amata, tanto che Dio le diede la sua Volontà in suo potere da tenere come vita propria. Questo si può chiamare il più grande amor di Dio, l’amore più eroico, l’amore che solo può dire: non ho più che darti, tutto ti ho dato. E la piccola Regina si serviva di questa vita per amarlo per quanto era amata, non perdeva un istante senza amarlo e cercava di pareggiarlo nell’amarlo. Ora la nostra Volontà Divina che possiede l’onniveggenza di tutto, nulla le nascose, fece presente a questa Santa creatura tutte le umane generazioni, tutte le colpe che avevano fatto e che dovevano fare e fino dal primo istante del suo concepimento la Celeste piccina che non conosceva altra vita che la sola Volontà Divina incominciò a dolersi con dolore Divino, per ciascuna colpa di creatura, tanto che formava intorno a ciascuna colpa di esse un mare d’amore e di dolore Divino. La mia Volontà che non sa fare cose piccole, formava nella sua bell’anima mari di dolore e d’amore per ciascuna colpa e per ciascuna creatura...." Gesù
La Madonna ha provato dolore infinito e amore infinito. Quando noi vediamo qualcuno che pecca...cosa sono quello che vediamo in giro? Sono peccati in continuazione. La cosa più santa e mariana da fare? (il don non esclude l'intervenire a tempi e modi opportuni se ne abbiamo la possibilità). La prima cosa da fare qual'è se iniziano a vivere nella dv? Offrire la nostra sofferenza nel dv e dire al Signore: io sono un'atomo e un nulla, ma mi fondo con la dv (e Luisa dice che funziona questa cosa qua) vedi un pò se riesci a vedere in me il mio amore e riparazione per tutti e il dolore immenso che viene prima ancora dello sdegno. Lo sdegno - san Tommaso d'Aquino - dice che non viene (nel vedere il dilagare del male) non a chi è mite ma a chi è deficente. Noi non possiamo dire: ah, che bello, ci sta il male e pazienza. Prima dello sdegno il dolore perchè quel male/peccato offende Dio e se ne dispiace. La Madonna sarebbe morta per il dolore/amore infiniti....ciascuna colpa mia e tua, la Madonna ha pianto e sofferto.
"..Oh come Ci sentimmo soddisfatti e ripagati per tutti! In virtù di questo dolore e di questo amor Divino Ci sentimmo inclinati verso tutti. Il suo amore era tanto che, padroneggiandoci, Ci faceva amare coloro che Essa amava,..." Gesù
Anzichè mandare il fulmine, Dio si sente tirato a misericordia verso le creature
domenica 3 marzo 2024
"Se veramente lo vuoi, tutto è fatto!"
Gesù spiega che per vivere nella Divina Volontà occorre volerlo veramente e questo. basta alla Volontà Divina per scendere a far vita nella creatura. Tutto l'uomo sta nella volontà e il deposito degli atti di essa non si sperde mai.Libro di Cielo, Volume 33, 19 Marzo 1935, 22 Giugno 2023
19 Marzo 1935 La Volontà Divina e l’umano volere: due potenze spirituali, facilità di chi vuol possedere la Volontà Divina come vita; come Gesù non insegna, né vuole cose impossibili.
Gesù spiega come vivere nella sua volontà è possibile e a pensarci bene non è troppo difficile. Ovviamente bisogna comprendere dei passaggi altrimenti si banalizza tutto. Il contesto di questo scritto - perchè Gesù risponde ad un sospiro d'amore di Luisa -
Mi sento come travolta nelle onde eterne del Volere Divino, sento il suo moto continuo che come vita mormora continuamente, ma che cosa mormora? Mormora: “amore” e dà amore a tutti, mormora e felicita, mormora e fortifica, mormora e dà luce, mormora e dà vita a tutti, conserva tutti e forma l’atto di tutti, investe tutto, coinvolge e nasconde tutto in sé per darsi a tutti e ricevere tutto. Oh! Potenza del Volere Divino, oh, come vorrei possederti come vita nell’anima, vivere di te, per non conoscere altra vita che la tua! Ma oh quanto sono lontana! Troppo ci vuole per giungere a vivere di Volontà Divina...." Luisa
Il don sottoscrive al troppo lontano, il don si rappresenta la vita nella dv come ad un sogno ad occhi aperti sempre con la segreta speranza che qualcosa diventi realtà (i sogni sono desideri). Gesù dice:
«Figlia mia benedetta, dimmi che vuoi? Vuoi tu che la mia Volontà regni e viva in te come vita? Se veramente lo vuoi, tutto è fatto,..." Gesù
Tutto sta a comprendere bene quel veramente lo vuoi, tutto è fatto. Basta un'atto di volontà ben precisa o implica qualche altra cosa? Vivere di volontà divina implica la rinuncia al peccato. Come può un peccatore doc che dice di voler vivere di divina volontà? il don crede che questi requisiti di base ci vogliano. Il don presume che Gesù stia parlando di un'anima che sta in grazia e che desidera entrarci e il don si sente anni luce dalla perfezione. Gesù dice di essere perfetti come il Padre Nostro. Al don capita che vedendosi così imperfetto se lo chiede, ma qua Gesù dice:
«Figlia mia benedetta, dimmi che vuoi? Vuoi tu che la mia Volontà regni e viva in te come vita? Se veramente lo vuoi, tutto è fatto, perché è tanto il nostro amore ed il desiderio ardente che la creatura possieda la nostra Volontà come vita, per farla vivere di essa, che come la sua volontà umana veramente lo vuole, così la nostra riempie l’umano volere del nostro Supremo Volere per formarvi la sua vita e vivere in essa come nel suo proprio centro...." Gesù
Bisogna vedere cosa vuol dire quel veramente lo vuole. Il don diceva che sua mamma gli diceva che ci sono persone che cercano lavoro ma pregano di non trovarlo. Vorrà dire questo Gesù? L'anima fa un'atto di volontà risoluta e cerca di starci nella dv per quanto la conosce?
Poi Gesù fa un'elogio della volontà umana. Quello che noi vogliamo dal mattino alla sera è quello che caretterizza la nostra persona. Che vuoi?
"..Sicché ciò che vuole la volontà quello trova dentro di sé, se vuole la propria stima, la gloria, l’amore ai piaceri, alle ricchezze, troverà nel suo volere la vita della stima propria, della gloria, la vita dei piaceri, delle ricchezze e se vuole il peccato, anche il peccato formerà la sua vita...." Gesù
Proviamo a pensarci. E' indubbio che la vita degli esseri umani, anche se molte volte non piace prendere la nostra responsabilità. La nostra vita va come noi abbiamo voluto che andasse. Se ci pensiamo le cose stanno veramente così. E' quello che noi vogliamo che ci determina, certo tutti quanti sappiamo che la nostra volontà non è che è sovrana e padrona. Non scegliamo in perfetta lucidità ed autonomia. Il diavolo fa lavorare le tentazioni, poi ci sono i contesti in cui viviamo, le pressioni che ci stanno attorno, ecc... ci sono un sacco di fili che tirano la nostra volontà ma non la costringono. In questa vita terrena ci sono queste cose. Piano piano il don crede che sia importante usare bene la nostra volontà umana, perchè qualsiasi scelta che facciamo, ha dei riverberi interiori. E quindi Gesù invita a spostare l'asse della nostra attenzione, sposta il cuore, l'energia e la bussola dei nostri desideri sul gran bene di possedere la sua Volontà. Perchè se davvero lo vuoi, l'avrai.
"..avrà il gran bene di possedere la nostra Volontà come vita e se ciò non fosse, la santità del vivere nel mio Volere, sarebbe una santità difficile e quasi impossibile ed Io non so né insegnare cose difficili, né voglio cose impossibili..." Gesù
Se fosse una cosa impossibile Gesù non ce la chiederebbe. Quindi dobbiamo crederci altrimenti perchè avrebbe chiesto a Luisa di scrivere 36 volumi? Al contrario Gesù dice:
"..anzi è mio solito facilitare, per quanto è possibile alla creatura, le cose più ardue ed i sacrifici più duri e, se occorre, ci metto del mio, per fare che la piccola potenza del suo volere, venga sostenuta, aiutata, animata dalla invincibile potenza del mio Volere e così rendere facile il bene o la vita del mio Volere che vuole possedere la creatura ed è tanto il mio amore che, per facilitarla maggiormente, le sussurro all’orecchio del cuore: se vuoi fare davvero questo bene, lo farò Io insieme con te, non ti lascerò sola, metterò a tua disposizione la mia grazia, la mia forza, la mia luce, la mia santità, saremo in due a fare il bene che vuoi possedere..." Gesù
Certo la dv è un bene arduo ma lo sforzo sarà sostenuto da Gesù. Il Signore è con noi e ci aiuta.
"..Perciò non ci vuol troppo a vivere della mia Volontà, il troppo sta nel volere, se la creatura si decide e lo vuole fermamente e perseverantemente, già vince la mia Volontà e la fa sua...." Gesù
Vedete la fermezza e la perseveranza. Non stancarsi. La vita nella dv qualche attenzione la comporta e non è facile acquisire questo impegno e questa attenzione. Se qualcuno lo fa, beato lui; chi è che riesce a stare h24 e fare tutti gli attuali oltre all'atto preventivo? Non è una cosa così semplice. L'esperienza personale del don gli dice che - magari tutti gli atti e se si riuscisse a pensare sempre al Signore..- può darsi anche che questa sia la percezione della vita nella dv del don ma forse non è necessario che si dia questo per poterci vivere. E' sempre meglio stare a quello che dice Gesù.
"..Essendo potenza spirituale ha virtù e capacità di racchiudere tutto ciò che vuole e ha la potenza di racchiudere non solo il bene che vuole, ma di trasmutarsi nel bene che racchiude. Sicché la volontà umana si cambia nella natura del bene che vuole ed anche se molte cose che veramente vuole, non le fa, nella volontà restano come fatte e si vede che all’occasione di fare quel bene che voleva, possedendone la vita, con prontezza, con tutto amore, senza minimamente esitare, fa quel bene che da tanto tempo voleva fare,.." Gesù
Esempio: vorrei fare una grande elemosina ma in questo momento non ho la possibilità, ho solo lo stretto necessario. Ma se la volontà dice Gesù veramente vorrebbe farlo ma non lo fa solo perchè non può e non perchè non lo vuole, è come se lo avesse fatto e la prova di questo fatto sarà che quando capiterà l'occasione di farlo - tipo ti arriva una grande ricchezza - la prima cosa che farai è la grande elemosina. Vorrei fare tanti digiuni ma in questo momento sto in condizione di salute che non me lo consente, che faccio? Io avrei anche il dovere di custodire davanti a Dio la salute - noi la salute non possiamo togliercela, salvo qualche chiamata spirituale - appena queste circostanze cambiano io riprendo a fare il digiuno. Se ci viene l'ispirazione di fare un bene possibile e io non lo faccio, questa è una spia di un problema - dovrebbe essere la spia che quel veramente di vivere nella dv vacilla un pò.
"..La volontà umana possiede con caratteri incancellabili tutto ciò che fa e che vuol fare e se la memoria dimentica, la volontà nulla perde, contiene il deposito di tutti gli atti suoi senza sperdere nulla...." Gesù
Facciamo esperienza in continuazione che ci dimentichiamo di cose importanti. Ma Gesù dice che la volontà umana possiede tutto ciò che fa e vuoel fare e se la memoria dimentica, la volontà nulla perde. Il deposito di tutti gli atti suoi rimane senza che si sperda nulla. E chi se lo ricorda? L'Altissimo.
"..Perciò si può dire che per l’uomo tutto sta nella volontà, se questa è santa, anche le cose più indifferenti sono sante per lui, se poi è cattiva, forse anche il bene si cambia per lui in atto perverso, quindi se vuoi veramente la mia Volontà Divina come vita, non ci vuol troppo, molto più che unita alla tua c’è la mia che lo vuole, c’è una potenza che tutto può e da parte tua si vedrà con i fatti, se in tutte le cose ti comporterai come posseditrice d’una Volontà Divina..." Gesù
Quando Gesù parla della volontà umana non sta denigrando essa, perchè in sè stessa è la cosa che ci rende nobili e simili a Dio infatti Gesù ha accostato la volontà divina a quella umana. Ma noi possiamo fare quello che vogliamo, siamo noi che scegliamo di non fare tutto quello che vogliamo. Certo che abbiamo dei limiti oggettivi, ma ciò che è alla nostra portata, noi possiamo farla. Possiamo farla con il desiderio. Le scelte che noi facciamo sono scelte significative. Il don è sacerdote anche per grazia di Dio perchè ha risposto anche alla risposta di Dio. Quando un Matrimonio va a zampe all'aria - certo che c'erano dei problemi - ma è perchè hanno voluto mandarcelo. Posso però scegliere di resistere alle difficoltà del matrimonio. La materia del giudizio davanti a Dio sarà solo la materia degli atti di nostra volontà. Perchè è significativo davanti a Dio solo ciò che è riconducibile alla nostra volontà - per chi lo fa, ecc..- teniamoci nel cuore questa bellissima esortazione o rinfresco della memoria. L'importanza della volontà e di ciò che fa, poi l'importanza di voler vivere nella dv. Dobbiamo crederci. Gesù dice che se lo vogliamo con tutto il cuore Lui lo fa.
19 Marzo 1935 La Volontà Divina e l’umano volere: due potenze spirituali, facilità di chi vuol possedere la Volontà Divina come vita; come Gesù non insegna, né vuole cose impossibili.
Gesù spiega come vivere nella sua volontà è possibile e a pensarci bene non è troppo difficile. Ovviamente bisogna comprendere dei passaggi altrimenti si banalizza tutto. Il contesto di questo scritto - perchè Gesù risponde ad un sospiro d'amore di Luisa -
Mi sento come travolta nelle onde eterne del Volere Divino, sento il suo moto continuo che come vita mormora continuamente, ma che cosa mormora? Mormora: “amore” e dà amore a tutti, mormora e felicita, mormora e fortifica, mormora e dà luce, mormora e dà vita a tutti, conserva tutti e forma l’atto di tutti, investe tutto, coinvolge e nasconde tutto in sé per darsi a tutti e ricevere tutto. Oh! Potenza del Volere Divino, oh, come vorrei possederti come vita nell’anima, vivere di te, per non conoscere altra vita che la tua! Ma oh quanto sono lontana! Troppo ci vuole per giungere a vivere di Volontà Divina...." Luisa
Il don sottoscrive al troppo lontano, il don si rappresenta la vita nella dv come ad un sogno ad occhi aperti sempre con la segreta speranza che qualcosa diventi realtà (i sogni sono desideri). Gesù dice:
«Figlia mia benedetta, dimmi che vuoi? Vuoi tu che la mia Volontà regni e viva in te come vita? Se veramente lo vuoi, tutto è fatto,..." Gesù
Tutto sta a comprendere bene quel veramente lo vuoi, tutto è fatto. Basta un'atto di volontà ben precisa o implica qualche altra cosa? Vivere di volontà divina implica la rinuncia al peccato. Come può un peccatore doc che dice di voler vivere di divina volontà? il don crede che questi requisiti di base ci vogliano. Il don presume che Gesù stia parlando di un'anima che sta in grazia e che desidera entrarci e il don si sente anni luce dalla perfezione. Gesù dice di essere perfetti come il Padre Nostro. Al don capita che vedendosi così imperfetto se lo chiede, ma qua Gesù dice:
«Figlia mia benedetta, dimmi che vuoi? Vuoi tu che la mia Volontà regni e viva in te come vita? Se veramente lo vuoi, tutto è fatto, perché è tanto il nostro amore ed il desiderio ardente che la creatura possieda la nostra Volontà come vita, per farla vivere di essa, che come la sua volontà umana veramente lo vuole, così la nostra riempie l’umano volere del nostro Supremo Volere per formarvi la sua vita e vivere in essa come nel suo proprio centro...." Gesù
Bisogna vedere cosa vuol dire quel veramente lo vuole. Il don diceva che sua mamma gli diceva che ci sono persone che cercano lavoro ma pregano di non trovarlo. Vorrà dire questo Gesù? L'anima fa un'atto di volontà risoluta e cerca di starci nella dv per quanto la conosce?
Poi Gesù fa un'elogio della volontà umana. Quello che noi vogliamo dal mattino alla sera è quello che caretterizza la nostra persona. Che vuoi?
"..Sicché ciò che vuole la volontà quello trova dentro di sé, se vuole la propria stima, la gloria, l’amore ai piaceri, alle ricchezze, troverà nel suo volere la vita della stima propria, della gloria, la vita dei piaceri, delle ricchezze e se vuole il peccato, anche il peccato formerà la sua vita...." Gesù
Proviamo a pensarci. E' indubbio che la vita degli esseri umani, anche se molte volte non piace prendere la nostra responsabilità. La nostra vita va come noi abbiamo voluto che andasse. Se ci pensiamo le cose stanno veramente così. E' quello che noi vogliamo che ci determina, certo tutti quanti sappiamo che la nostra volontà non è che è sovrana e padrona. Non scegliamo in perfetta lucidità ed autonomia. Il diavolo fa lavorare le tentazioni, poi ci sono i contesti in cui viviamo, le pressioni che ci stanno attorno, ecc... ci sono un sacco di fili che tirano la nostra volontà ma non la costringono. In questa vita terrena ci sono queste cose. Piano piano il don crede che sia importante usare bene la nostra volontà umana, perchè qualsiasi scelta che facciamo, ha dei riverberi interiori. E quindi Gesù invita a spostare l'asse della nostra attenzione, sposta il cuore, l'energia e la bussola dei nostri desideri sul gran bene di possedere la sua Volontà. Perchè se davvero lo vuoi, l'avrai.
"..avrà il gran bene di possedere la nostra Volontà come vita e se ciò non fosse, la santità del vivere nel mio Volere, sarebbe una santità difficile e quasi impossibile ed Io non so né insegnare cose difficili, né voglio cose impossibili..." Gesù
Se fosse una cosa impossibile Gesù non ce la chiederebbe. Quindi dobbiamo crederci altrimenti perchè avrebbe chiesto a Luisa di scrivere 36 volumi? Al contrario Gesù dice:
"..anzi è mio solito facilitare, per quanto è possibile alla creatura, le cose più ardue ed i sacrifici più duri e, se occorre, ci metto del mio, per fare che la piccola potenza del suo volere, venga sostenuta, aiutata, animata dalla invincibile potenza del mio Volere e così rendere facile il bene o la vita del mio Volere che vuole possedere la creatura ed è tanto il mio amore che, per facilitarla maggiormente, le sussurro all’orecchio del cuore: se vuoi fare davvero questo bene, lo farò Io insieme con te, non ti lascerò sola, metterò a tua disposizione la mia grazia, la mia forza, la mia luce, la mia santità, saremo in due a fare il bene che vuoi possedere..." Gesù
Certo la dv è un bene arduo ma lo sforzo sarà sostenuto da Gesù. Il Signore è con noi e ci aiuta.
"..Perciò non ci vuol troppo a vivere della mia Volontà, il troppo sta nel volere, se la creatura si decide e lo vuole fermamente e perseverantemente, già vince la mia Volontà e la fa sua...." Gesù
Vedete la fermezza e la perseveranza. Non stancarsi. La vita nella dv qualche attenzione la comporta e non è facile acquisire questo impegno e questa attenzione. Se qualcuno lo fa, beato lui; chi è che riesce a stare h24 e fare tutti gli attuali oltre all'atto preventivo? Non è una cosa così semplice. L'esperienza personale del don gli dice che - magari tutti gli atti e se si riuscisse a pensare sempre al Signore..- può darsi anche che questa sia la percezione della vita nella dv del don ma forse non è necessario che si dia questo per poterci vivere. E' sempre meglio stare a quello che dice Gesù.
"..Essendo potenza spirituale ha virtù e capacità di racchiudere tutto ciò che vuole e ha la potenza di racchiudere non solo il bene che vuole, ma di trasmutarsi nel bene che racchiude. Sicché la volontà umana si cambia nella natura del bene che vuole ed anche se molte cose che veramente vuole, non le fa, nella volontà restano come fatte e si vede che all’occasione di fare quel bene che voleva, possedendone la vita, con prontezza, con tutto amore, senza minimamente esitare, fa quel bene che da tanto tempo voleva fare,.." Gesù
Esempio: vorrei fare una grande elemosina ma in questo momento non ho la possibilità, ho solo lo stretto necessario. Ma se la volontà dice Gesù veramente vorrebbe farlo ma non lo fa solo perchè non può e non perchè non lo vuole, è come se lo avesse fatto e la prova di questo fatto sarà che quando capiterà l'occasione di farlo - tipo ti arriva una grande ricchezza - la prima cosa che farai è la grande elemosina. Vorrei fare tanti digiuni ma in questo momento sto in condizione di salute che non me lo consente, che faccio? Io avrei anche il dovere di custodire davanti a Dio la salute - noi la salute non possiamo togliercela, salvo qualche chiamata spirituale - appena queste circostanze cambiano io riprendo a fare il digiuno. Se ci viene l'ispirazione di fare un bene possibile e io non lo faccio, questa è una spia di un problema - dovrebbe essere la spia che quel veramente di vivere nella dv vacilla un pò.
"..La volontà umana possiede con caratteri incancellabili tutto ciò che fa e che vuol fare e se la memoria dimentica, la volontà nulla perde, contiene il deposito di tutti gli atti suoi senza sperdere nulla...." Gesù
Facciamo esperienza in continuazione che ci dimentichiamo di cose importanti. Ma Gesù dice che la volontà umana possiede tutto ciò che fa e vuoel fare e se la memoria dimentica, la volontà nulla perde. Il deposito di tutti gli atti suoi rimane senza che si sperda nulla. E chi se lo ricorda? L'Altissimo.
"..Perciò si può dire che per l’uomo tutto sta nella volontà, se questa è santa, anche le cose più indifferenti sono sante per lui, se poi è cattiva, forse anche il bene si cambia per lui in atto perverso, quindi se vuoi veramente la mia Volontà Divina come vita, non ci vuol troppo, molto più che unita alla tua c’è la mia che lo vuole, c’è una potenza che tutto può e da parte tua si vedrà con i fatti, se in tutte le cose ti comporterai come posseditrice d’una Volontà Divina..." Gesù
Quando Gesù parla della volontà umana non sta denigrando essa, perchè in sè stessa è la cosa che ci rende nobili e simili a Dio infatti Gesù ha accostato la volontà divina a quella umana. Ma noi possiamo fare quello che vogliamo, siamo noi che scegliamo di non fare tutto quello che vogliamo. Certo che abbiamo dei limiti oggettivi, ma ciò che è alla nostra portata, noi possiamo farla. Possiamo farla con il desiderio. Le scelte che noi facciamo sono scelte significative. Il don è sacerdote anche per grazia di Dio perchè ha risposto anche alla risposta di Dio. Quando un Matrimonio va a zampe all'aria - certo che c'erano dei problemi - ma è perchè hanno voluto mandarcelo. Posso però scegliere di resistere alle difficoltà del matrimonio. La materia del giudizio davanti a Dio sarà solo la materia degli atti di nostra volontà. Perchè è significativo davanti a Dio solo ciò che è riconducibile alla nostra volontà - per chi lo fa, ecc..- teniamoci nel cuore questa bellissima esortazione o rinfresco della memoria. L'importanza della volontà e di ciò che fa, poi l'importanza di voler vivere nella dv. Dobbiamo crederci. Gesù dice che se lo vogliamo con tutto il cuore Lui lo fa.
sabato 2 marzo 2024
In Cielo entra solo chi è riempito fino all'orlo di Divina Volontà e amore
Il Cielo è sempre aperto per chi vive nella Divina Volontà, anzi lì si entra solo se si è riempiti fino all'orlo Divina Volontà e Amore. Basta un solo vuoto, che si rendono necessarie le pene e il fuoco del Purgatorio per colmarlo. Libro di Cielo, Volume 33, 10 Marzo 1935, 21 Giugno 2023
10 Marzo 1935 Ciò che si fa nella Divina Volontà non resta nel basso della terra, ma parte per il Cielo, per prendere il posto regio nella Patria Celeste.
"..Questi atti fatti nel mio Volere fanno da narratori della storia d’amore che passa tra il Creatore e la creatura..." Gesù
Tra te che fai gli atti e il Creatore. Se le cose vanno come Dio vuole, dovrebbe esserci una lunga storia d'amore. Molto più bella delle storie d'amore terrene perchè è divina.
"..e non vi è gusto maggiore che sentirsi narrare quanto ho amato, come il mio amore giunge all’eccesso, fino ad abbassarmi, a voler fare insieme non solo ciò che fa la creatura, ma Mi narra anche il suo amore, che ha ricevuto il mio atto nel suo, perciò si forma un amore reciproco tra l’uno e l’altro, che Ci felicita a vicenda...." Gesù
Ci si narra l'amore reciproco.
"..il Cielo è sempre aperto per chi vive nella mia Volontà, Essa si abbassa e fa insieme con la creatura ciò che lei fa, ama insieme, opera, prega, soffre, adora, e ripara ed ama tanto questi atti fatti insieme,...." Gesù
Nell'atto di Fusione, è anche Lui che fa le cose con noi, compreso quelle che a noi sembrerebbero più piccole. Dio cammina con me e con te, Dio gioca con te, gioca eccome. Dio dorme e mangia con te, certo. Un'atto nella dv...vieni Gesù a mangiare in me. Ricordiamo quando mangiamo di chiamare Gesù nel nostro mangiare, ecc... e se non sento nulla? L'atto non si sente ma gli effetti dell'atto si sentono eccome. Non si sente quando chiami la dv nel fare qualcosa, però ne percepisci immediatamente gli effetti a seduta stante. E non è una cosa da nulla avere il Cielo aperto, perchè esso si chiude con il peccato della persona, il Cielo lo chiudiamo noi. Il peccato originale chiuse il Cielo che fu riaperto da Gesù con la sua Passione. E quindi quali sono questi effetti? Gesù ne ricorda due:
"..ed ama tanto questi atti fatti insieme, che non li lascia nel basso della terra, ma se li porta nel Celeste soggiorno, per far prendere il loro regio posto, come conquiste fatte nel basso mondo, che appartengono ad Essa ed alla sua amata creatura. Ciò che si fa nel mio Volere appartiene al Cielo, la terra non è degna di possedere ed oh, la sicurezza, la felicità,..." Gesù
Sicurezza e felicità. Non c'entra nulla la Superbia o la spavalderia. Ma quando tu stai operando in questo mondo divino succede che tu ti senti sicuro e ti senti al sicuro. Perchè non ti succederà nulla di male non permesso veramente dal Signore. Nella Sacra Scrittura c'è un pattern: quando una persona osserva i 10 comandamenti, la sua è una vita benedetta sotto tutti i punti di vista compreso anche (anche se non bisogna prenderlo troppo alla lettera specie anche alla luce del Nuovo Testamento) perchè Gesù a dilatato gli orizzonti: tanti figli (benedizione di Dio e lo è tutt'ora anche se molti non ci credono e fanno di tutto per il contrario) e anche una montagna di beni materiali. Giobbe perde dei beni ma poi li riacquista in maniera maggiore tanto da non saperne più dove metterli. Gesù ha inseganto la povertà evangelica, ci sono una serie di attenzioni da considerare, ma ci sono delle vite che il Signore benedice con tante abbondanza anche se è chiaro che le abbondanze non sono che atti di fiducia che il Signore fa e che dovrebbero essere usati per chi ne ha meno. Non ci vengono dati beni terreni per fare bagordi ma perchè si spera che si faccia tanto bene con i mezzi che si ha.
Sicurezza e felicità: ti senti felice? Se mi sento felice mi sento felice altrimenti no. Non ci sta troppo da pensarci. E' una domanda abbastanza diretta.
Gesù ribadisce in pochissime righe con un linguaggio autorevole la sana dottrina Cattolica. E su questo il don ci ha fatto catechesi su catechesi dicendo le cose come stanno anche se sa di contraddire non poche voci che purtroppo cantano fuori dal coro di Santa Madre Chiesa. In quetso coro ci sono persone che cantano all'unisono da 2000 anni e ogni tanto arriva qualcuno che strilla e va fuori tempo anche se è una persona autorevole, ma arriverà il tempo in cui arriverà qualche pezzo grosso dell'orchestra che lo caccerà fuori a calci.
"..Ora è nostro decreto che nessuno entri in Cielo, se non ha tutta la sua anima riempita fino all’orlo della nostra Volontà e del nostro amore, basta un piccolo vuoto di questo e il Cielo non si apre per lei, ecco perciò la necessità del Purgatorio, per svuotarsi attraverso le pene e il fuoco, di tutto ciò che è umano e riempirsi attraverso le ansie, i sospiri e i martiri, di puro amore e di Divina Volontà, per poter entrare nella Patria Celeste e senza acquistare merito, né gloria maggiore, con tante pene ma solo per le condizioni che ci vogliono per essere ammesso al Celeste soggiorno...." Gesù
Non si vada ad illudere chi pensa di fare una vita alla carlona e poi se ne va diretto in Paradiso. Chi è insignito del sacro ministero e va dire cretinate specialmente durante le esequie illudendo la gente che vanno tutti in Paradiso, passerà guai con la Divina Giustizia perchè questo non è vero. Devi essere riempito fino all'orlo. Il don fa funerali di gente che non si è mai vista in Chiesa, spariti, mai visti e sa il nome del defunto solo il giorno del funerale. Avrà frequentato un'altra parrocchia e meglio non approfondire sulla sua vita...ma il don può andare a dire nella predica che adesso quella persona sta in Paradiso e adesso pregano per noi? Ma stiamo scherzando?
"..Ora è nostro decreto che nessuno entri in Cielo, se non ha tutta la sua anima riempita fino all’orlo della nostra Volontà e del nostro amore, basta un piccolo vuoto di questo e il Cielo non si apre per lei,...." Gesù
Basta un piccolo vuoto. Il Cielo è sempre aperto per chi vive nella dv, ma basta un piccolo vuoto che il Cielo non si apre e lo dice Gesù. Un'operazine leale nei confronti degli scritti di Cielo è che io non posso prendere un passaggio che avalla una mia idea e ne faccio un totem...nella Bibbia ci stanno 2900 pagine, e anche per Luisa sono 36 volumi. Un'eretico prende una parte, sceglie una cosa e dimentichi il tutto. Il demonio non dice solo le bugie, ma dice anche la verità a frammenti ma la verità è tutt'intera - dice Gesù. Il don capisce che alcune cose sono politicamente scorrette.
"..ecco perciò la necessità del Purgatorio, per svuotarsi attraverso le pene e il fuoco, di tutto ciò che è umano e riempirsi attraverso le ansie, i sospiri e i martiri, di puro amore e di Divina Volontà, per poter entrare nella Patria Celeste e senza acquistare merito, né gloria maggiore,..." Gesù
Il purgatorio non è una sala d'aspetto tranquilla. Nel purgatorio ci sono pene e fuoco - cosa che anche la Chiesa insegna. Le sofferenze del Purgatorio che sono tremende e terrificanti, non ti faranno acquistare merito o gloria ulteriore.
"..ma solo per le condizioni che ci vogliono per essere ammesso al Celeste soggiorno..." Gesù
In Purgatorio si soffre di più senza nessun merito e senza aumento di gloria
"..Invece se l’avesse fatto in terra col chiamare la nostra vita nei suoi atti, ogni atto sarebbe stata una gloria maggiore, una bellezza di più, perché suggellato dalle opere del suo Creatore...." Gesù
Qua in terra si soffre di meno ma ogni sacrificio fatto per amore del Signore è un grado di gloria e un merito maggiore. Io posso soffrire meno andando ad investire per il dopo aumentando meriti e gloria anzichè soffrire di più rimanendo il povero tapino che sono. Gesù rispetta le nostre scelte.
"..Oh! Con quanto amore vengono ricevute queste anime che nei loro atti hanno dato il posto all’atto Divino!Nell’incontrarsi con Noi, Noi Ci riconosciamo in essa ed essa si riconosce in Noi e riconoscendoci a vicenda, è tale e tanta la felicità d’ambo le parti che tutto il Cielo resta sorpreso nel vedere le gioie, la gloria, le beatitudini che l’Ente Supremo versa su questa fortunata creatura...." Gesù
Ci immaginiamo cosa potrebbe essere per noi? Paradiso subito. Questo non è un'ovvio per tutti ma capita a pochissimi. Felicità di ambo le parti...è felice pure l'Altissimo, lo dice anche Lui. Tutto il Cielo che vede ne resta sorpreso. Mica qualcuno penserà che se una persona è vissuta nella dv avrà lo stesso grado di gloria degli altri? Quella persona starà su un'altro pianeta....Gesù lo dice in continuazione.
"..Perciò sempre nella mia Volontà e nel mio amore ti voglio, affinché l’amore bruci ciò che a Me non appartiene e la mia Volontà, col suo pennello di luce, formi l’atto nostro nell’atto tuo».
Amore e divina volontà. Diamoci da fare per bruciare e cerchiamo di stare nella dv fondendoci spesso, e sarà tanta tanta roba.
10 Marzo 1935 Ciò che si fa nella Divina Volontà non resta nel basso della terra, ma parte per il Cielo, per prendere il posto regio nella Patria Celeste.
"..Questi atti fatti nel mio Volere fanno da narratori della storia d’amore che passa tra il Creatore e la creatura..." Gesù
Tra te che fai gli atti e il Creatore. Se le cose vanno come Dio vuole, dovrebbe esserci una lunga storia d'amore. Molto più bella delle storie d'amore terrene perchè è divina.
"..e non vi è gusto maggiore che sentirsi narrare quanto ho amato, come il mio amore giunge all’eccesso, fino ad abbassarmi, a voler fare insieme non solo ciò che fa la creatura, ma Mi narra anche il suo amore, che ha ricevuto il mio atto nel suo, perciò si forma un amore reciproco tra l’uno e l’altro, che Ci felicita a vicenda...." Gesù
Ci si narra l'amore reciproco.
"..il Cielo è sempre aperto per chi vive nella mia Volontà, Essa si abbassa e fa insieme con la creatura ciò che lei fa, ama insieme, opera, prega, soffre, adora, e ripara ed ama tanto questi atti fatti insieme,...." Gesù
Nell'atto di Fusione, è anche Lui che fa le cose con noi, compreso quelle che a noi sembrerebbero più piccole. Dio cammina con me e con te, Dio gioca con te, gioca eccome. Dio dorme e mangia con te, certo. Un'atto nella dv...vieni Gesù a mangiare in me. Ricordiamo quando mangiamo di chiamare Gesù nel nostro mangiare, ecc... e se non sento nulla? L'atto non si sente ma gli effetti dell'atto si sentono eccome. Non si sente quando chiami la dv nel fare qualcosa, però ne percepisci immediatamente gli effetti a seduta stante. E non è una cosa da nulla avere il Cielo aperto, perchè esso si chiude con il peccato della persona, il Cielo lo chiudiamo noi. Il peccato originale chiuse il Cielo che fu riaperto da Gesù con la sua Passione. E quindi quali sono questi effetti? Gesù ne ricorda due:
"..ed ama tanto questi atti fatti insieme, che non li lascia nel basso della terra, ma se li porta nel Celeste soggiorno, per far prendere il loro regio posto, come conquiste fatte nel basso mondo, che appartengono ad Essa ed alla sua amata creatura. Ciò che si fa nel mio Volere appartiene al Cielo, la terra non è degna di possedere ed oh, la sicurezza, la felicità,..." Gesù
Sicurezza e felicità. Non c'entra nulla la Superbia o la spavalderia. Ma quando tu stai operando in questo mondo divino succede che tu ti senti sicuro e ti senti al sicuro. Perchè non ti succederà nulla di male non permesso veramente dal Signore. Nella Sacra Scrittura c'è un pattern: quando una persona osserva i 10 comandamenti, la sua è una vita benedetta sotto tutti i punti di vista compreso anche (anche se non bisogna prenderlo troppo alla lettera specie anche alla luce del Nuovo Testamento) perchè Gesù a dilatato gli orizzonti: tanti figli (benedizione di Dio e lo è tutt'ora anche se molti non ci credono e fanno di tutto per il contrario) e anche una montagna di beni materiali. Giobbe perde dei beni ma poi li riacquista in maniera maggiore tanto da non saperne più dove metterli. Gesù ha inseganto la povertà evangelica, ci sono una serie di attenzioni da considerare, ma ci sono delle vite che il Signore benedice con tante abbondanza anche se è chiaro che le abbondanze non sono che atti di fiducia che il Signore fa e che dovrebbero essere usati per chi ne ha meno. Non ci vengono dati beni terreni per fare bagordi ma perchè si spera che si faccia tanto bene con i mezzi che si ha.
Sicurezza e felicità: ti senti felice? Se mi sento felice mi sento felice altrimenti no. Non ci sta troppo da pensarci. E' una domanda abbastanza diretta.
Gesù ribadisce in pochissime righe con un linguaggio autorevole la sana dottrina Cattolica. E su questo il don ci ha fatto catechesi su catechesi dicendo le cose come stanno anche se sa di contraddire non poche voci che purtroppo cantano fuori dal coro di Santa Madre Chiesa. In quetso coro ci sono persone che cantano all'unisono da 2000 anni e ogni tanto arriva qualcuno che strilla e va fuori tempo anche se è una persona autorevole, ma arriverà il tempo in cui arriverà qualche pezzo grosso dell'orchestra che lo caccerà fuori a calci.
"..Ora è nostro decreto che nessuno entri in Cielo, se non ha tutta la sua anima riempita fino all’orlo della nostra Volontà e del nostro amore, basta un piccolo vuoto di questo e il Cielo non si apre per lei, ecco perciò la necessità del Purgatorio, per svuotarsi attraverso le pene e il fuoco, di tutto ciò che è umano e riempirsi attraverso le ansie, i sospiri e i martiri, di puro amore e di Divina Volontà, per poter entrare nella Patria Celeste e senza acquistare merito, né gloria maggiore, con tante pene ma solo per le condizioni che ci vogliono per essere ammesso al Celeste soggiorno...." Gesù
Non si vada ad illudere chi pensa di fare una vita alla carlona e poi se ne va diretto in Paradiso. Chi è insignito del sacro ministero e va dire cretinate specialmente durante le esequie illudendo la gente che vanno tutti in Paradiso, passerà guai con la Divina Giustizia perchè questo non è vero. Devi essere riempito fino all'orlo. Il don fa funerali di gente che non si è mai vista in Chiesa, spariti, mai visti e sa il nome del defunto solo il giorno del funerale. Avrà frequentato un'altra parrocchia e meglio non approfondire sulla sua vita...ma il don può andare a dire nella predica che adesso quella persona sta in Paradiso e adesso pregano per noi? Ma stiamo scherzando?
"..Ora è nostro decreto che nessuno entri in Cielo, se non ha tutta la sua anima riempita fino all’orlo della nostra Volontà e del nostro amore, basta un piccolo vuoto di questo e il Cielo non si apre per lei,...." Gesù
Basta un piccolo vuoto. Il Cielo è sempre aperto per chi vive nella dv, ma basta un piccolo vuoto che il Cielo non si apre e lo dice Gesù. Un'operazine leale nei confronti degli scritti di Cielo è che io non posso prendere un passaggio che avalla una mia idea e ne faccio un totem...nella Bibbia ci stanno 2900 pagine, e anche per Luisa sono 36 volumi. Un'eretico prende una parte, sceglie una cosa e dimentichi il tutto. Il demonio non dice solo le bugie, ma dice anche la verità a frammenti ma la verità è tutt'intera - dice Gesù. Il don capisce che alcune cose sono politicamente scorrette.
"..ecco perciò la necessità del Purgatorio, per svuotarsi attraverso le pene e il fuoco, di tutto ciò che è umano e riempirsi attraverso le ansie, i sospiri e i martiri, di puro amore e di Divina Volontà, per poter entrare nella Patria Celeste e senza acquistare merito, né gloria maggiore,..." Gesù
Il purgatorio non è una sala d'aspetto tranquilla. Nel purgatorio ci sono pene e fuoco - cosa che anche la Chiesa insegna. Le sofferenze del Purgatorio che sono tremende e terrificanti, non ti faranno acquistare merito o gloria ulteriore.
"..ma solo per le condizioni che ci vogliono per essere ammesso al Celeste soggiorno..." Gesù
In Purgatorio si soffre di più senza nessun merito e senza aumento di gloria
"..Invece se l’avesse fatto in terra col chiamare la nostra vita nei suoi atti, ogni atto sarebbe stata una gloria maggiore, una bellezza di più, perché suggellato dalle opere del suo Creatore...." Gesù
Qua in terra si soffre di meno ma ogni sacrificio fatto per amore del Signore è un grado di gloria e un merito maggiore. Io posso soffrire meno andando ad investire per il dopo aumentando meriti e gloria anzichè soffrire di più rimanendo il povero tapino che sono. Gesù rispetta le nostre scelte.
"..Oh! Con quanto amore vengono ricevute queste anime che nei loro atti hanno dato il posto all’atto Divino!Nell’incontrarsi con Noi, Noi Ci riconosciamo in essa ed essa si riconosce in Noi e riconoscendoci a vicenda, è tale e tanta la felicità d’ambo le parti che tutto il Cielo resta sorpreso nel vedere le gioie, la gloria, le beatitudini che l’Ente Supremo versa su questa fortunata creatura...." Gesù
Ci immaginiamo cosa potrebbe essere per noi? Paradiso subito. Questo non è un'ovvio per tutti ma capita a pochissimi. Felicità di ambo le parti...è felice pure l'Altissimo, lo dice anche Lui. Tutto il Cielo che vede ne resta sorpreso. Mica qualcuno penserà che se una persona è vissuta nella dv avrà lo stesso grado di gloria degli altri? Quella persona starà su un'altro pianeta....Gesù lo dice in continuazione.
"..Perciò sempre nella mia Volontà e nel mio amore ti voglio, affinché l’amore bruci ciò che a Me non appartiene e la mia Volontà, col suo pennello di luce, formi l’atto nostro nell’atto tuo».
Amore e divina volontà. Diamoci da fare per bruciare e cerchiamo di stare nella dv fondendoci spesso, e sarà tanta tanta roba.
giovedì 29 febbraio 2024
I diritti della Divina Volontà
I diritti della Divina Volontà. Il dovere dell'uomo di usare bene la ragione. Libro di Cielo, Volume 33, 24 Febbraio 1935, 20 Giugno 2023
24 Febbraio 1935 La ragione, occhio dell’anima e luce che fa conoscere il bello delle sue opere buone. Quali sono i diritti della Divina Volontà, come in Essa, non ci sono intenzioni ma atti.
Brano molto profondo che apre le porte a delle realtà di non facile comprensione.
Luisa percepisce che la luce della dv è inaccessibile (come scritto nel Vangelo, Dio è Luce Inacessibile) e non si può comprendere. Noi possiamo comprendere una cosa alla nostra portata o piccola ma se comprendessimo Dio, non sarebbe Dio. Giustamente Luisa inizia a pensare che tutto il valore e il bene è nella dv e a lei non resta nulla. E Gesù avvalla questo pensierio spiegando, dicendo una cosa importantissima: il fatto che noi abbiamo una ragione, che Dio ci ha dato non per sragionare o svalvolare o per mettersela sotto i piedi o tapparci gli occhi della ragione ma perchè la facciamo funzionare. La coscienza, secondo l'insegnamento di san Tommaso, non è una facoltà o potenza spirituale distinta, è semplicemente un giudizio che la persona fa applicando le esigenze della legge di Dio al caso concreto e si fa questa operazione con la testa. Se faccimo la scelta giusta, la coscienza sta buona e serena, se l'atto o scelta è sbagliata la coscienza ci rimprovera. Può succedere che la volontà umana interferisca, siccome si è messa in testa che lei vuole fare una cosa - in noi comanda la volontà non la ragione, noi possiamo mettercela sotto i piedi la ragione ecc.. perchè chi comanda, la suprema potenza che noi abbiamo è la volontà. Com'è possibile che Lucifero - un'essere intelligente come lui - abbia fatto la cosa più assurda dal punto di vista della ragione? Qualsiasi sia stata la prova dell'angelo ribelle, quale intelligenza di media capacità potrebbe capire che non puoi metterti a combattere contro Dio? E' una battaglia persa al 100%. Prima di fare una cosa sarebbe il caso di mettersi a chiedere se stiamo andando a fare una battaglia persa, le battaglie perse non si devono combattere. Noi dobbiamo combattere le battaglie in cui abbiamo una possibilità di vittoria non le battaglie perse. Il cervello - la ragione - dobbiamo farlo funzionare sempre e quanto più le difficoltà si fanno forti, dobbiamo essere lucidi, distaccati, non dobbiamo essere precipitosi, non possiamo agire d'impulso anche se stessimo combattendo per grandi ideali. Perchè se si combatta una battaglia persa, si rimane stesi sul campo di battaglia. Il don non si mette a combattere battaglie perse. Non bisogna difendere una causa persa. Un grande avvocato è colui il quale le vince tutte. La ragione.
«Figlia mia benedetta, tu devi sapere che Noi dotammo la creatura di ragione, perché conoscesse il bene ed il male fatto in ogni atto in modo che, se buono fosse dotato di nuovo merito, nuova grazia, nuova bellezza ed unione maggiore col suo Creatore, se cattivo, ne subisse una pena, la qual pena, fa sentire la debolezza e l’allontanamento da Colui che l’ha creata....." Gesù
Gesù ribadisce la sana dottrina cattolica - da san Tommaso d'Aquino in poi -....fai un'atto buono? Ti arriverà una grazia, bellezza in più e un grado di gloria in più - fai un'atto cattivo? Arriva una pena temporale ed extra temporale. Siccome Dio è anche somma Giustizia è normale che sia così.
"..La ragione è l’occhio dell’anima, è luce che mentre fa strada alla creatura, le fa conoscere il bello delle sue opere buone, i frutti dei suoi sacrifici e sa straziarla quando fa il male...." Gesù
Vedete quanto è importante farla funzionare bene?
"..Ora se la creatura fa gli atti buoni nella mia Volontà Divina, in virtù della ragione che ha, le diamo il merito di atti Divini, il merito le vien dato a seconda che conosce ed a seconda che la volontà umana vuole operare..." Gesù
E' impossibile fare un'atto nella dv se prima non abbiamo una conoscenza - cosa significa fare un'atto nella dv? Non ci vuole un granchè per farlo ma bisogna conoscere le ragioni per farlo, perchè è così importante? E se si fanno queste cose...
"..Se la creatura opera nella nostra, essa si eleva tanto che non resta nel basso delle azioni umane anche buone ma viene nel nostro Volere Divino, come spugna si tuffa dentro ed impregna i suoi atti di luce, di santità, d’amore, in modo che l’atto suo scompare nel nostro e ricompare il nostro atto Divino, quindi con giustizia deve correre il merito Divino e, siccome nella nostra Volontà Divina si perde il prestigio umano, si crede che la creatura non faccia nulla, ma non è vero...." Gesù
Vivere nella dv, non dobbiamo mai immaginarci una cosa quietistica e spersonalizzata, la volontà umana è iperattiva ed è un ciclone ma sono tutte operazioni divine compiute nella dv e non nella povera limitatezza della sua dimensione umana. Per fare un'atto nella dv, tu lo devi consocere e devi sapere cosa stai facendo e la volontà deve deciderlo di farlo.
"..Se Essa opera è in virtù del filo dell’umano volere che ha ricevuto nelle sue mani, che forma il trionfo e le sue conquiste sull’atto della creatura, è la ragione umana che volontariamente viene a cedere i suoi diritti ricevuti, come omaggio e padronanza a Colui che l’ha ricevuto e questo è più che fare, perché Dio ha ricevuto il ricambio dei doni più belli che diede alla creatura, cioè la ragione e la volontà..." Gesù
Dare la nostra ragione e volontà a Dio, è dargli tutto. Sono le nostre due facoltà - unitate alle memoria, la memoria umana sta ad un livello differente da quella degli animali, questioni teologiche - e più di questo non possiamo dare al Signore. E se questo non glielo diamo?
Tu fai un'atto buono, umano, non fatto in grazia non merita una ricompensa eterna. Se fai una donazione non in grazia di Dio - lo dice san Tommaso - quell'opera non ha una ricompensa nel Cielo ma in terra.
"..Ed è tanta la nostra bontà, che anche quando la creatura fa il bene umanamente, siccome nel bene corre sempre la ragione, le diamo il merito umano, perché è nostro solito non lasciare senza premio alcun atto buono della creatura. Si può dire che stiamo tutt’occhi su di essa per vedere come dobbiamo attribuirle meriti?» Gesù
Dio le ricompensa dando grazie e beni temporali. Stai tranquillo che quel gesto viene ricompensato, ma le ricompense più grandi sono quelle eterne. Sono quelle più grandi ma se la creatura non sta in condizione di ricevere una ricompensa eterna - perchè non sta in grazia - Gesù dice nel Vangelo che anche un bicchiere d'acqua dato non perderà la sua ricompensa. Dio non sta con l'occhio vigile su di noi - come detto in passato - solo con la matita rossa a segnarsi i nostri sbagli così poi ci suona - se uno fa il male ne avrà le conseguenze. E' una visione riduttiva - non sta soltanto con matita rossa ma sta con l'evidenziatore giallo ad evidenziare le cose buone. E Lui è molto più felice di evidenziare le cose anzichè suonarci.
Nella seconda parte Gesù riprendere argomenti che dovremmo conoscere bene: Gesù riprende le cose che ha fatto per le persone e avendole date, Gesù - avendole date - ha acquisito diritti, oggi siamo tutti portatori dei diritti ma quasi nessuno si rende conto che ha dei doveri. Nei confronti di Dio non abbiamo nessun diritto, il don ha solo il diritto di essere sbattuto all'inferno - parla per sè - basta aver fatto un peccato mortale per aver acquisito il diritto di andare all'inferno. Il don ritiene di non aver nessun diritto alla grazia, alla gloria, ad essere prete ecc.... non ci sono diritti da parte nostra. Siamo circondati di grazie e doni che fanno sorgere dei doveri nei confronti di chi ci dona la roba. Chi ci ha fatto trovare lavoro?
"..Quindi è necessario conoscere quali sono questi diritti del mio Volere Divino per fare che, conoscendoli, tutti possano contraccambiarla e conoscere chi è Colei che è vita della loro vita e che loro non sono altro che le spoglie, le statue animate da Essa. Ora, i diritti sono innumerevoli: diritto di creazione, diritto di conservazione, di animazione continua, tutto ciò che Essa ha creato e che serve al benessere dell’uomo, costituisce un suo diritto sopra di lui, perciò il sole, l’aria, il vento, l’acqua, la terra e tutto, sono stati creati e dati all’uomo dalla mia Volontà, quindi per quante cose gli ha dato tanti diritti di più ha sull’uomo, la mia Redenzione, il perdono dopo la colpa, la mia grazia, il bene operare, sono diritti maggiori che Essa acquista sopra di lui...." Gesù
(Luisa)"...Onde sentivo di toccare con mano il grande amore del Fiat Divino e pensavo tra me: “come si può vivere in Esso? Forse mettendo sempre l’intenzione di vivere in Esso?” Ed il mio sempre amabile Gesù ha soggiunto: «Mia buona figlia, nel vivere nella mia Volontà non ci sono intenzioni, l’intenzione serve quando non si possono fare gli atti, perché manca chi ha virtù di dar vita a tutto ciò che di bene vuol fare la creatura e questo è fuori del vivere nel mio Volere ed Io do il merito ad esse non come atti, ma come sante intenzioni..." Gesù
Voi immaginate, quando Gesù Cristo stava come uomo in mezzo a noi, camminava in mezzo a noi - Lui lo sa che tutto quello che gli sta intorno è opera sua. Quando incontrava una persona che lo trattava male, cosa pensava? Può succedere che si faccia molto del bene - per come si può - ad un'anima e un giorno quell'anima ti si rivolta contro. Il don crede che questo dolore che non si augura a nessuno possa fare capire (in modo lontanissimo) cosa prova Dio 24h da noi. Dio campa di questo da parte nostra e quindi è comprensibile il grido di dolore di Gesù.
"..Oh Volontà mia, Tu sola sai amare con amore eroico, forte, incredibile ed infinito, colei che creasti e che neppure ti riconosce! Ingratitudine umana, quanto sei grande»! Gesù
24 Febbraio 1935 La ragione, occhio dell’anima e luce che fa conoscere il bello delle sue opere buone. Quali sono i diritti della Divina Volontà, come in Essa, non ci sono intenzioni ma atti.
Brano molto profondo che apre le porte a delle realtà di non facile comprensione.
Luisa percepisce che la luce della dv è inaccessibile (come scritto nel Vangelo, Dio è Luce Inacessibile) e non si può comprendere. Noi possiamo comprendere una cosa alla nostra portata o piccola ma se comprendessimo Dio, non sarebbe Dio. Giustamente Luisa inizia a pensare che tutto il valore e il bene è nella dv e a lei non resta nulla. E Gesù avvalla questo pensierio spiegando, dicendo una cosa importantissima: il fatto che noi abbiamo una ragione, che Dio ci ha dato non per sragionare o svalvolare o per mettersela sotto i piedi o tapparci gli occhi della ragione ma perchè la facciamo funzionare. La coscienza, secondo l'insegnamento di san Tommaso, non è una facoltà o potenza spirituale distinta, è semplicemente un giudizio che la persona fa applicando le esigenze della legge di Dio al caso concreto e si fa questa operazione con la testa. Se faccimo la scelta giusta, la coscienza sta buona e serena, se l'atto o scelta è sbagliata la coscienza ci rimprovera. Può succedere che la volontà umana interferisca, siccome si è messa in testa che lei vuole fare una cosa - in noi comanda la volontà non la ragione, noi possiamo mettercela sotto i piedi la ragione ecc.. perchè chi comanda, la suprema potenza che noi abbiamo è la volontà. Com'è possibile che Lucifero - un'essere intelligente come lui - abbia fatto la cosa più assurda dal punto di vista della ragione? Qualsiasi sia stata la prova dell'angelo ribelle, quale intelligenza di media capacità potrebbe capire che non puoi metterti a combattere contro Dio? E' una battaglia persa al 100%. Prima di fare una cosa sarebbe il caso di mettersi a chiedere se stiamo andando a fare una battaglia persa, le battaglie perse non si devono combattere. Noi dobbiamo combattere le battaglie in cui abbiamo una possibilità di vittoria non le battaglie perse. Il cervello - la ragione - dobbiamo farlo funzionare sempre e quanto più le difficoltà si fanno forti, dobbiamo essere lucidi, distaccati, non dobbiamo essere precipitosi, non possiamo agire d'impulso anche se stessimo combattendo per grandi ideali. Perchè se si combatta una battaglia persa, si rimane stesi sul campo di battaglia. Il don non si mette a combattere battaglie perse. Non bisogna difendere una causa persa. Un grande avvocato è colui il quale le vince tutte. La ragione.
«Figlia mia benedetta, tu devi sapere che Noi dotammo la creatura di ragione, perché conoscesse il bene ed il male fatto in ogni atto in modo che, se buono fosse dotato di nuovo merito, nuova grazia, nuova bellezza ed unione maggiore col suo Creatore, se cattivo, ne subisse una pena, la qual pena, fa sentire la debolezza e l’allontanamento da Colui che l’ha creata....." Gesù
Gesù ribadisce la sana dottrina cattolica - da san Tommaso d'Aquino in poi -....fai un'atto buono? Ti arriverà una grazia, bellezza in più e un grado di gloria in più - fai un'atto cattivo? Arriva una pena temporale ed extra temporale. Siccome Dio è anche somma Giustizia è normale che sia così.
"..La ragione è l’occhio dell’anima, è luce che mentre fa strada alla creatura, le fa conoscere il bello delle sue opere buone, i frutti dei suoi sacrifici e sa straziarla quando fa il male...." Gesù
Vedete quanto è importante farla funzionare bene?
"..Ora se la creatura fa gli atti buoni nella mia Volontà Divina, in virtù della ragione che ha, le diamo il merito di atti Divini, il merito le vien dato a seconda che conosce ed a seconda che la volontà umana vuole operare..." Gesù
E' impossibile fare un'atto nella dv se prima non abbiamo una conoscenza - cosa significa fare un'atto nella dv? Non ci vuole un granchè per farlo ma bisogna conoscere le ragioni per farlo, perchè è così importante? E se si fanno queste cose...
"..Se la creatura opera nella nostra, essa si eleva tanto che non resta nel basso delle azioni umane anche buone ma viene nel nostro Volere Divino, come spugna si tuffa dentro ed impregna i suoi atti di luce, di santità, d’amore, in modo che l’atto suo scompare nel nostro e ricompare il nostro atto Divino, quindi con giustizia deve correre il merito Divino e, siccome nella nostra Volontà Divina si perde il prestigio umano, si crede che la creatura non faccia nulla, ma non è vero...." Gesù
Vivere nella dv, non dobbiamo mai immaginarci una cosa quietistica e spersonalizzata, la volontà umana è iperattiva ed è un ciclone ma sono tutte operazioni divine compiute nella dv e non nella povera limitatezza della sua dimensione umana. Per fare un'atto nella dv, tu lo devi consocere e devi sapere cosa stai facendo e la volontà deve deciderlo di farlo.
"..Se Essa opera è in virtù del filo dell’umano volere che ha ricevuto nelle sue mani, che forma il trionfo e le sue conquiste sull’atto della creatura, è la ragione umana che volontariamente viene a cedere i suoi diritti ricevuti, come omaggio e padronanza a Colui che l’ha ricevuto e questo è più che fare, perché Dio ha ricevuto il ricambio dei doni più belli che diede alla creatura, cioè la ragione e la volontà..." Gesù
Dare la nostra ragione e volontà a Dio, è dargli tutto. Sono le nostre due facoltà - unitate alle memoria, la memoria umana sta ad un livello differente da quella degli animali, questioni teologiche - e più di questo non possiamo dare al Signore. E se questo non glielo diamo?
Tu fai un'atto buono, umano, non fatto in grazia non merita una ricompensa eterna. Se fai una donazione non in grazia di Dio - lo dice san Tommaso - quell'opera non ha una ricompensa nel Cielo ma in terra.
"..Ed è tanta la nostra bontà, che anche quando la creatura fa il bene umanamente, siccome nel bene corre sempre la ragione, le diamo il merito umano, perché è nostro solito non lasciare senza premio alcun atto buono della creatura. Si può dire che stiamo tutt’occhi su di essa per vedere come dobbiamo attribuirle meriti?» Gesù
Dio le ricompensa dando grazie e beni temporali. Stai tranquillo che quel gesto viene ricompensato, ma le ricompense più grandi sono quelle eterne. Sono quelle più grandi ma se la creatura non sta in condizione di ricevere una ricompensa eterna - perchè non sta in grazia - Gesù dice nel Vangelo che anche un bicchiere d'acqua dato non perderà la sua ricompensa. Dio non sta con l'occhio vigile su di noi - come detto in passato - solo con la matita rossa a segnarsi i nostri sbagli così poi ci suona - se uno fa il male ne avrà le conseguenze. E' una visione riduttiva - non sta soltanto con matita rossa ma sta con l'evidenziatore giallo ad evidenziare le cose buone. E Lui è molto più felice di evidenziare le cose anzichè suonarci.
Nella seconda parte Gesù riprendere argomenti che dovremmo conoscere bene: Gesù riprende le cose che ha fatto per le persone e avendole date, Gesù - avendole date - ha acquisito diritti, oggi siamo tutti portatori dei diritti ma quasi nessuno si rende conto che ha dei doveri. Nei confronti di Dio non abbiamo nessun diritto, il don ha solo il diritto di essere sbattuto all'inferno - parla per sè - basta aver fatto un peccato mortale per aver acquisito il diritto di andare all'inferno. Il don ritiene di non aver nessun diritto alla grazia, alla gloria, ad essere prete ecc.... non ci sono diritti da parte nostra. Siamo circondati di grazie e doni che fanno sorgere dei doveri nei confronti di chi ci dona la roba. Chi ci ha fatto trovare lavoro?
"..Quindi è necessario conoscere quali sono questi diritti del mio Volere Divino per fare che, conoscendoli, tutti possano contraccambiarla e conoscere chi è Colei che è vita della loro vita e che loro non sono altro che le spoglie, le statue animate da Essa. Ora, i diritti sono innumerevoli: diritto di creazione, diritto di conservazione, di animazione continua, tutto ciò che Essa ha creato e che serve al benessere dell’uomo, costituisce un suo diritto sopra di lui, perciò il sole, l’aria, il vento, l’acqua, la terra e tutto, sono stati creati e dati all’uomo dalla mia Volontà, quindi per quante cose gli ha dato tanti diritti di più ha sull’uomo, la mia Redenzione, il perdono dopo la colpa, la mia grazia, il bene operare, sono diritti maggiori che Essa acquista sopra di lui...." Gesù
(Luisa)"...Onde sentivo di toccare con mano il grande amore del Fiat Divino e pensavo tra me: “come si può vivere in Esso? Forse mettendo sempre l’intenzione di vivere in Esso?” Ed il mio sempre amabile Gesù ha soggiunto: «Mia buona figlia, nel vivere nella mia Volontà non ci sono intenzioni, l’intenzione serve quando non si possono fare gli atti, perché manca chi ha virtù di dar vita a tutto ciò che di bene vuol fare la creatura e questo è fuori del vivere nel mio Volere ed Io do il merito ad esse non come atti, ma come sante intenzioni..." Gesù
Voi immaginate, quando Gesù Cristo stava come uomo in mezzo a noi, camminava in mezzo a noi - Lui lo sa che tutto quello che gli sta intorno è opera sua. Quando incontrava una persona che lo trattava male, cosa pensava? Può succedere che si faccia molto del bene - per come si può - ad un'anima e un giorno quell'anima ti si rivolta contro. Il don crede che questo dolore che non si augura a nessuno possa fare capire (in modo lontanissimo) cosa prova Dio 24h da noi. Dio campa di questo da parte nostra e quindi è comprensibile il grido di dolore di Gesù.
"..Oh Volontà mia, Tu sola sai amare con amore eroico, forte, incredibile ed infinito, colei che creasti e che neppure ti riconosce! Ingratitudine umana, quanto sei grande»! Gesù
mercoledì 28 febbraio 2024
Le tre prerogative di chi vive nel Volere Divino
Vivere nella Divina Volontà è sentire al vivo la Paternità divina e vivere senza timore la divina figliolanza, ricambiando le tenerezze del Celeste Padre. Le tre prerogative di chi vive nella Volontà Divina: il diritto di vita divina, il diritto di proprietà ed il diritto di gloria. Libro di Cielo, Volume 33, 20 Gennaio 1935, Lunedì 18 Giugno 2023
20 Gennaio 1935 Il vivere nel Volere Divino fa sentire la Paternità al suo Creatore e il diritto di essere la figlia sua alla creatura. Chi vive in Esso acquista tre prerogative.
Meditare questo brano è un pò difficile. Noi parliamo con competenza e proprietà di ciò che conosciamo, Gesù dice nel Vangelo di ciò che conosciamo...qua il don, con queste cose così grosse si sente un pò in difficoltà. Nostro Signore ci dà dei criteri e delle spie o punti di riferimento per tastare la nostra situazione però come san Paolo spiega in questo mondo la conoscenza è molto imperfetta e quando volgiamo lo sguardo noi stessi l'incapacità di capirci qualcosa aumenta - è difficile per noi giudicare il nostro stato. Saranno già in noi queste tre prerogative o no? (il diritto di vita Divina....il diritto di proprietà e il diritto di gloria). Per quanto riguarda il don, personalmente farebbe molta difficoltà a pensarlo. Fatte le dovute premesse meditiamo un pò il brano.
Sempre molto importante il contesto: Luisa parla che la sua mente si sperde nel divin volere (basta contemplare qualche opera della dv) es: un'amico del don gli ha raccontato una storia che sarebbe un pò agghiacciante, a lui gli è capitato (ha una passione per gli insetti), molti hanno la ripugnanza verso gli insetti, ogni insetto però è un'atto della dv, questa persona è appassionata di ragni e ha detto al don che se fosse possibile trovare qualcosa che la tenesse, se un ragno facesse una ragnatela in cielo e ci andasse a sbattere un boeing 747, ne arresterebbe al corso. La persona che lo ha detto è attendibile, ma chi avrebbe immaginato che una tela di un ragno di arrestare un'aereo? Solo contemplare le opere della dv sulla terra ci passeremmo le giornate, è un'operazione alla nostra portata. Quando si fanno queste operazioni è possibile dire ciò che diceva Luisa:
La mia povera mente si sperde nel Voler Divino, ma tanto che non so ridire ciò che comprende, né quello che provo in quel celeste soggiorno del Fiat Divino, so dire solo che sento la Paternità Divina che con tutto amore mi aspetta fra le sue braccia per dirmi: siamo come tra figli e Padre, vieni a godere le mie tenerezze Paterne, i miei tratti amorosi, le mie dolcezze infinite, lascia che ti faccia da Padre, non vi è gusto maggiore che io provo, che poter svolgere la mia Paternità e tu vieni, senza timore, vieni a darmi la tua figliolanza, dammi l’amore, le tenerezze di figlia...." Luisa
Dio è felice di sorprenderci e di farci contenti, sono solo le persone che si chiamano fuori da questo gioco ed impediscono a Dio di farlo. Comprendiamo dalle ultime battute che Gesù sta proponendo con un'altra variante la vita nella dv che è vita d'amore. E' vero che presubilmente, dalla mattina alla sera se ne combinano di tutti i colori a livello - si spera in modo non troppo grave - con imperfezioni, peccati semi veniali, ecc.... se uno si mettesse a fare l'esame di coscienza seriamente...ciao. Queste cose - a quanto capisce il don - non ostacolano la vita nella dv, Dio vuole che si combatta contro queste miserie, correggere i difetti, le imperfezioni, ecc.. è il lavoro della vita terrena ma questo non fa uscire dalla divina volontà - a quanto pare al don - e questo rapporto di paternità è un rapporto sincero, non un rapporto illusorio e non di chi si pensa che Dio sia un bonaccio e qualsiasi azione che si faccia vada bene tanto Dio perdona ancor prima che faccio uno sbaglio. Di nuovo ricompare un termine importante:
"...Mi sembra che sia proprio questo il vivere in Te: sentire la Paternità Divina e sentirsi figlia dell’Ente Supremo..." Luisa
Ecco un punto che possiamo controllare. La senti la paternità divina? In senso buono. Pensiamo al miglior padre che si possa avere, una persona che ti difende, ti dà sicurezza e ti protegge e poi ti ricolma di beni. Normalmente sarebbe il papà il centro della vita economica della famiglia. Quando Gesù sposta il discorso sul piano del lo senti, non è un ragionamento il sentirlo. O lo senti o non lo senti. Questo è un punto che potrebbe aiutarci a capirci qualcosa.
«Mia figlia benedetta, è proprio questo vivere nella mia Volontà: poter acquistare il diritto di figlia mentre Dio acquista la supremazia, il comando, il diritto di Padre, solo Essa sa unire l’uno e l’altra e formarne una sola vita...." Gesù
Diritto di vita divina: un piccolo test si può fare:
"..Tutto ciò che fa è vita che sente, se ama sente la vita dell’amore e, come vita, se la sente scorrere nella mente, nel respiro, nel cuore, in tutto,sente la virtù vitale che forma in sé non l’atto che è soggetto a cessare, ma la continuazione d’un atto che forma la vita, così se prega, se adora, se ripara, sente la vita incessante della preghiera, dell’adorazione, della riparazione Divina, non umana, che non è soggetta ad interruzione..." Gesù
Amare Dio, le opere di Dio (in modo santo). Il diritto della vita divina, qual'è la vita di Dio? L'amore. Dio, per certi aspetti, secondo il nostro modo di parlare, non sa fare altro che amare. Perchè l'essenza esprime la prerogativa dell'Essere. Che la vita divina sia amore, ci arriviamo tutti quanti, quindi vuol dire vivere questo prolungato atto d'amore che te lo senti scorrere.
"..Sicché ogni atto fatto nella mia Volontà è un atto vitale che l’anima acquista, in Essa tutto è vita e l’anima acquista la vita del bene che fa in Essa..." Gesù
Nella dv si trovano atti pieni di vita. Lo dice Gesù nel Vangelo: sono venuto perchè abbiano la vita in abbodanza.
"..che bella prerogativa che solo la mia Volontà può dare: sentirsi nell’anima cambiati gli atti in vita Divina perenne!.." Gesù
Per cercare di fare un punto della situazione, qua dovremmo avere qualche possibilità di farlo, pensa com'era la tua vita prima di conoscere la divina volontà e poi pensa al dopo. Se una persona cresce ci sono tante svolte, noti qualcosa o è sempre tutto uguale?
il diritto di proprietà.
"..perché in Essa non ci sono povertà, tutto è abbondanza, abbondanza di santità, di luce, di grazie, d’amore e siccome possiede queste proprietà come vita, è giusto che possieda, come sue, queste proprietà Divine.." Gesù
Dio ti cede la proprietà dei beni divini. E anche qua, questa cosa si sente:
"..sicché si sente padrona della santità, padrona della luce, della grazia, dell’amore e di tutti i beni Divini..." Gesù
Potrei sentirmi padrone dei beni divini? Sembrano grosse parole, fanno venire i brividi al don ma se l'ha detto Gesù o non è Gesù che parla cambiano canale ma se è Lui che l'ha detto...com'è la tua santità o luce? La luce cioè la chiarezza, il discernimento sulle piccole, medie e grandi decisioni da prendere dall'organizzazione della giornata e altro... non dice il don di essere spavaldi ecc... se il discernimento funziona (mi ci metto a pregare un momento sui pensieri che arrivano), però se uno si mette un pò e la luce arriva e nel tempo si rivela che quella luce era luce giusta - con il senno di poi - allora iniziamo ad avere qualche sospetto. La grazia, com'è il nostro rapporto con i Sacramenti? Per una persona che vive nella dv sono una gioia immensa, non si può stare senza Messa ecc... non si può resistere stando troppo senza confessarsi. C'è questa percezione, che essendo amico del Padrone di tutto ed essendo questo padrone voglioso di condividere i suoi beni con le creature...qua è molto oltre la fiducia nella divina provvidenza.
"..Dalla seconda nasce la terza prerogativa: il diritto di gloria. Non vi è cosa che la creatura faccia, piccola o grande, naturale o soprannaturale, che non le venga dato il diritto di gloria, diritto di glorificare in ogni cosa, anche nel respiro, nel palpito il suo Creatore, diritto di restare glorificato, nella gloria di Dio e non vi è gloria che da Lui non venga..." Gesù
Qua Gesù usa il termine diritto alla gloria in due sensi: la gloria che noi diamo a Dio su questa terra. Nella meditazione di un Santo dice che la Madonna non faceva nulla che non fosse per la gloria di Dio. Chiamiamo la dv nei nostri atti, persino i nostri battiti di ciglia (se facciamo l'atto preventivo e magari qualche attuale) possono dare gloria a Dio. Il don capisce che queste cose possano sembrare strane a molti; ma questo è. E questo ci dà il diritto di essere glorificati noi stessi. Che grado di gloria avrà una persona che è vissuta in questo modo? Se si ascoltano alcuni passaggi che Gesù fa, sembra potersi concludere che si va molto al di là perfino dei grandi santi, certamente sempre al di quà della Madonna, molto al di quà, però con la trasformazione di tutti nostri atti da umani in divini, capiamo che è tanta roba.
"...Perciò nella mia Volontà troverai tutto e tutto a tua disposizione e con diritto, non umano ma Divino, la mia stessa Volontà ama cederti questi suoi diritti Divini perché ama la creatura come sua vera figlia». Gesù
20 Gennaio 1935 Il vivere nel Volere Divino fa sentire la Paternità al suo Creatore e il diritto di essere la figlia sua alla creatura. Chi vive in Esso acquista tre prerogative.
Meditare questo brano è un pò difficile. Noi parliamo con competenza e proprietà di ciò che conosciamo, Gesù dice nel Vangelo di ciò che conosciamo...qua il don, con queste cose così grosse si sente un pò in difficoltà. Nostro Signore ci dà dei criteri e delle spie o punti di riferimento per tastare la nostra situazione però come san Paolo spiega in questo mondo la conoscenza è molto imperfetta e quando volgiamo lo sguardo noi stessi l'incapacità di capirci qualcosa aumenta - è difficile per noi giudicare il nostro stato. Saranno già in noi queste tre prerogative o no? (il diritto di vita Divina....il diritto di proprietà e il diritto di gloria). Per quanto riguarda il don, personalmente farebbe molta difficoltà a pensarlo. Fatte le dovute premesse meditiamo un pò il brano.
Sempre molto importante il contesto: Luisa parla che la sua mente si sperde nel divin volere (basta contemplare qualche opera della dv) es: un'amico del don gli ha raccontato una storia che sarebbe un pò agghiacciante, a lui gli è capitato (ha una passione per gli insetti), molti hanno la ripugnanza verso gli insetti, ogni insetto però è un'atto della dv, questa persona è appassionata di ragni e ha detto al don che se fosse possibile trovare qualcosa che la tenesse, se un ragno facesse una ragnatela in cielo e ci andasse a sbattere un boeing 747, ne arresterebbe al corso. La persona che lo ha detto è attendibile, ma chi avrebbe immaginato che una tela di un ragno di arrestare un'aereo? Solo contemplare le opere della dv sulla terra ci passeremmo le giornate, è un'operazione alla nostra portata. Quando si fanno queste operazioni è possibile dire ciò che diceva Luisa:
La mia povera mente si sperde nel Voler Divino, ma tanto che non so ridire ciò che comprende, né quello che provo in quel celeste soggiorno del Fiat Divino, so dire solo che sento la Paternità Divina che con tutto amore mi aspetta fra le sue braccia per dirmi: siamo come tra figli e Padre, vieni a godere le mie tenerezze Paterne, i miei tratti amorosi, le mie dolcezze infinite, lascia che ti faccia da Padre, non vi è gusto maggiore che io provo, che poter svolgere la mia Paternità e tu vieni, senza timore, vieni a darmi la tua figliolanza, dammi l’amore, le tenerezze di figlia...." Luisa
Dio è felice di sorprenderci e di farci contenti, sono solo le persone che si chiamano fuori da questo gioco ed impediscono a Dio di farlo. Comprendiamo dalle ultime battute che Gesù sta proponendo con un'altra variante la vita nella dv che è vita d'amore. E' vero che presubilmente, dalla mattina alla sera se ne combinano di tutti i colori a livello - si spera in modo non troppo grave - con imperfezioni, peccati semi veniali, ecc.... se uno si mettesse a fare l'esame di coscienza seriamente...ciao. Queste cose - a quanto capisce il don - non ostacolano la vita nella dv, Dio vuole che si combatta contro queste miserie, correggere i difetti, le imperfezioni, ecc.. è il lavoro della vita terrena ma questo non fa uscire dalla divina volontà - a quanto pare al don - e questo rapporto di paternità è un rapporto sincero, non un rapporto illusorio e non di chi si pensa che Dio sia un bonaccio e qualsiasi azione che si faccia vada bene tanto Dio perdona ancor prima che faccio uno sbaglio. Di nuovo ricompare un termine importante:
"...Mi sembra che sia proprio questo il vivere in Te: sentire la Paternità Divina e sentirsi figlia dell’Ente Supremo..." Luisa
Ecco un punto che possiamo controllare. La senti la paternità divina? In senso buono. Pensiamo al miglior padre che si possa avere, una persona che ti difende, ti dà sicurezza e ti protegge e poi ti ricolma di beni. Normalmente sarebbe il papà il centro della vita economica della famiglia. Quando Gesù sposta il discorso sul piano del lo senti, non è un ragionamento il sentirlo. O lo senti o non lo senti. Questo è un punto che potrebbe aiutarci a capirci qualcosa.
«Mia figlia benedetta, è proprio questo vivere nella mia Volontà: poter acquistare il diritto di figlia mentre Dio acquista la supremazia, il comando, il diritto di Padre, solo Essa sa unire l’uno e l’altra e formarne una sola vita...." Gesù
Diritto di vita divina: un piccolo test si può fare:
"..Tutto ciò che fa è vita che sente, se ama sente la vita dell’amore e, come vita, se la sente scorrere nella mente, nel respiro, nel cuore, in tutto,sente la virtù vitale che forma in sé non l’atto che è soggetto a cessare, ma la continuazione d’un atto che forma la vita, così se prega, se adora, se ripara, sente la vita incessante della preghiera, dell’adorazione, della riparazione Divina, non umana, che non è soggetta ad interruzione..." Gesù
Amare Dio, le opere di Dio (in modo santo). Il diritto della vita divina, qual'è la vita di Dio? L'amore. Dio, per certi aspetti, secondo il nostro modo di parlare, non sa fare altro che amare. Perchè l'essenza esprime la prerogativa dell'Essere. Che la vita divina sia amore, ci arriviamo tutti quanti, quindi vuol dire vivere questo prolungato atto d'amore che te lo senti scorrere.
"..Sicché ogni atto fatto nella mia Volontà è un atto vitale che l’anima acquista, in Essa tutto è vita e l’anima acquista la vita del bene che fa in Essa..." Gesù
Nella dv si trovano atti pieni di vita. Lo dice Gesù nel Vangelo: sono venuto perchè abbiano la vita in abbodanza.
"..che bella prerogativa che solo la mia Volontà può dare: sentirsi nell’anima cambiati gli atti in vita Divina perenne!.." Gesù
Per cercare di fare un punto della situazione, qua dovremmo avere qualche possibilità di farlo, pensa com'era la tua vita prima di conoscere la divina volontà e poi pensa al dopo. Se una persona cresce ci sono tante svolte, noti qualcosa o è sempre tutto uguale?
il diritto di proprietà.
"..perché in Essa non ci sono povertà, tutto è abbondanza, abbondanza di santità, di luce, di grazie, d’amore e siccome possiede queste proprietà come vita, è giusto che possieda, come sue, queste proprietà Divine.." Gesù
Dio ti cede la proprietà dei beni divini. E anche qua, questa cosa si sente:
"..sicché si sente padrona della santità, padrona della luce, della grazia, dell’amore e di tutti i beni Divini..." Gesù
Potrei sentirmi padrone dei beni divini? Sembrano grosse parole, fanno venire i brividi al don ma se l'ha detto Gesù o non è Gesù che parla cambiano canale ma se è Lui che l'ha detto...com'è la tua santità o luce? La luce cioè la chiarezza, il discernimento sulle piccole, medie e grandi decisioni da prendere dall'organizzazione della giornata e altro... non dice il don di essere spavaldi ecc... se il discernimento funziona (mi ci metto a pregare un momento sui pensieri che arrivano), però se uno si mette un pò e la luce arriva e nel tempo si rivela che quella luce era luce giusta - con il senno di poi - allora iniziamo ad avere qualche sospetto. La grazia, com'è il nostro rapporto con i Sacramenti? Per una persona che vive nella dv sono una gioia immensa, non si può stare senza Messa ecc... non si può resistere stando troppo senza confessarsi. C'è questa percezione, che essendo amico del Padrone di tutto ed essendo questo padrone voglioso di condividere i suoi beni con le creature...qua è molto oltre la fiducia nella divina provvidenza.
"..Dalla seconda nasce la terza prerogativa: il diritto di gloria. Non vi è cosa che la creatura faccia, piccola o grande, naturale o soprannaturale, che non le venga dato il diritto di gloria, diritto di glorificare in ogni cosa, anche nel respiro, nel palpito il suo Creatore, diritto di restare glorificato, nella gloria di Dio e non vi è gloria che da Lui non venga..." Gesù
Qua Gesù usa il termine diritto alla gloria in due sensi: la gloria che noi diamo a Dio su questa terra. Nella meditazione di un Santo dice che la Madonna non faceva nulla che non fosse per la gloria di Dio. Chiamiamo la dv nei nostri atti, persino i nostri battiti di ciglia (se facciamo l'atto preventivo e magari qualche attuale) possono dare gloria a Dio. Il don capisce che queste cose possano sembrare strane a molti; ma questo è. E questo ci dà il diritto di essere glorificati noi stessi. Che grado di gloria avrà una persona che è vissuta in questo modo? Se si ascoltano alcuni passaggi che Gesù fa, sembra potersi concludere che si va molto al di là perfino dei grandi santi, certamente sempre al di quà della Madonna, molto al di quà, però con la trasformazione di tutti nostri atti da umani in divini, capiamo che è tanta roba.
"...Perciò nella mia Volontà troverai tutto e tutto a tua disposizione e con diritto, non umano ma Divino, la mia stessa Volontà ama cederti questi suoi diritti Divini perché ama la creatura come sua vera figlia». Gesù
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