Gesù spiega a Luisa quanto abbia a cuore la salvezza delle anime, il cui valore è inestimabile e superiore a qualunque realtà terrena. La esorta a vivere al sicuro nella Divina Volontà, protetta dai tumulti e dai guai della terra. La santità nel Divin Volere sarà tanto alta da eclissare tutte le stelle più belle dei santi. Essa solo è esente da perdite di tempo e interessi personali ed essa sola porterà nella Chiesa e nel mondo il più grande e splendido rinnovamento. Libro di cielo, Volume 12, 20-27 Novembre 1917, 26 Aprile 2019
20 Novembre 1917 Gesù farà ricomparire la Santità del vivere nella sua Volontà
Il contesto del primo brano è la situazione di sofferenza di dolori di Luisa e dei dolori per la propria patria: la prima guerra mondiale non era ancora finita e Luisa intercede presso Gesù. Il Signore però dice alcune cose che per i Figli di Dio sono concrete.
“Figlia mia, a Me non premono le città, le grandezze della terra, ma mi premono le anime. Le città, le chiese ed altro, una volta distrutti si potranno rifare; nel diluvio, non distrussi Io tutto? E poi non si rifece tutto di nuovo? Ma se si perdono le anime, è per sempre, non vi è chi me le ridia di nuovo. Ahi! Io piango per le anime; per la terra hanno disconosciuto il Cielo ed Io distruggerò la terra, farò scomparire le cose più belle che, come laccio, legano l’uomo.” Gesù
Gesù parla dell'inferno e di altre realtà di fede che non si possono contestare, purtroppo oggi non tutti ci credono, ci sono anche credenti non praticanti non credenti / un'anima che si danna è una tragedia irreversibile (lasciate ogni speranza o voi che entrate tipo Dante - è così) e noi non abbiamo un'idea del valore che un'anima abbia. Se si soffrissero tutte le pene terrene più atroci per la salvezza di un'anima sarebbe bello. Quanti cattolici credono veramente a questo?
Gesù dice qualcosa di drammatico e dice che piange le anime che per la terra hanno disconosciuto il cielo. Siamo dopo Fatima, dopo Lenin, l'inizio del secolo degli orrori e non siamo ancora fuori da tutto l'orrore, confusione e disastro. Quante anime oggi disconoscono il cielo per la terra? Gesù dice a Luisa di non abbattersi, dice di lasciargli tempo nel purgare la terra perchè le cose devono assolutamente invertirsi e dentro questo processo incominciano a spuntare i pioneri della Divina Volontà
E Lui: “Coraggio, non ti abbattere, andrò avanti e tu vieni nel mio Volere, vivi in Esso, affinché la terra non sia più tua abitazione, ma la tua abitazione sia proprio Io e così starai del tutto al sicuro. Il mio Volere ha il potere di rendere l’anima trasparente e siccome l’anima è trasparente, ciò che Io faccio si riflette in lei: Se Io penso, il mio pensiero si riflette nella sua mente e si fa luce, ed il suo come luce si riflette nel mio; se guardo, se parlo, se amo, ecc., come tante luci si riflettono in lei e lei in Me, sicché stiamo in continui riflessi, in comunicazione perenne, in amore reciproco e siccome Io mi trovo dappertutto, i riflessi di queste anime mi giungono in Cielo, in terra, nell’ostia Sacramentale, nei cuori delle creature, dovunque e sempre; luce do e luce mi mandano, amore do ed amore mi danno, sono le mie abitazioni terrestri dove mi rifugio dallo schifo delle altre creature. Oh! il bel vivere nel mio Volere, mi piace tanto, che farò scomparire tutte le altre santità, sotto qualunque altro aspetto di virtù nelle future generazioni e farò ricomparire le santità del vivere nella mia Volontà, che sono e saranno non le santità umane, ma divine e la loro santità sarà tanto alta, che come soli eclisseranno le stelle più belle dei santi delle passate generazioni, perciò voglio purgare la terra, perché è indegna di questi portenti di santità.”
Vivere il Cielo sulla Terra vuol dire diventare abitazione di Gesù, l'operato delle anime e la degradazione in cui si gettano allontana Gesù da molte anime. Nelle generazioni che verranno, queste santità saranno santità divine
27 Novembre 1917 La Santità del vivere nel Divino Volere, è esente da interesse personale e perdita di tempo
I Santi nelle Sacra Scritture sono rappresentati come stelle del firmamento (immagine tradizionale nell'ascetica cattolica) ma le anime che vivono nella santità del Divin Volere sono piccoli Soli. E questo secondo capitolo è la prosecuzione del precedente.
".. in tutte le santità ci sono stati sempre coloro che, per primi, hanno dato inizio a una specie di santità, sicché ci fu il santo che iniziò la santità dei penitenti, l’altro che iniziò la santità dell’ubbidienza, un altro dell’umiltà e così di tutto il resto delle altre santità..."
Ci sono stati un sacco di santi che hanno dato vita ad ordini religiosi in ogni campo. C'è sempre stato un pioniere in ogni campo. E anche nella DV sarà così, Luisa sarà la prima; come i pionieri ha il Carisma di Fondazione anche se non si tratta di fondare ma di vivere al 100% il Fiat Volutas Tua; serve comprendere bene e portare alle estreme conseguenze il Padre Nostro. E Gesù fa degli esempi.
"..Figlia mia, tutte le altre santità non sono esenti da perdita di tempo e da interesse personale,.." Gesù
Queste due ombre tolgono la luce della Santità divina che tolgono del bene e attenzione
".. Perciò voglio la santità del vivere nel mio Volere in questi tempi così tristi.." Gesù
Questa frase di Gesù potrebbe essere stata detta ieri.
".. le generazioni hanno bisogno di questi soli che le riscaldino, le illuminino, le fecondino; il disinteresse di questi angeli terrestri, tutto per il bene altrui, senza l’ombra del proprio, aprirà la via nei loro cuori a ricevere la mia grazia..." Gesù
Il bene maggiore che si può fare alla Chiesa e al Mondo, prima di ogni opera esterna, non si esce da situazioni così tristi senza una grossa operazione della Grazia di Dio e la grazia va attirata e niente più attira che vivere nella DV. Questo Gesù è quello che dice. Ognuno ha la sua ricetta per uscire dalla crisi, chi dice che bisogna fare quello o quell'altra cosa e una linea può essere quella. I problemi andranno più velocemente a rapida soluzione quando la gente vivrà nella DV.
".E poi, le chiese sono poche, molte ne verranno distrutte; molte volte non trovo sacerdoti che mi consacrino, altre volte permettono ad anime indegne di ricevermi e ad anime degne di non ricevermi, altre non possono ricevermi, sicché il mio amore si trova inceppato.Perciò voglio fare la santità del vivere nel mio Volere, in esse non avrò bisogno di sacerdoti per consacrarmi, né di chiese, né di tabernacoli, né di ostie, ma esse saranno tutto insieme: sacerdoti, chiese, tabernacoli ed ostie. Il mio amore sarà più libero, ogniqualvolta vorrò consacrarmi, lo potrò fare, in ogni momento: di giorno, di notte, in qualunque luogo esse si trovino, oh! come il mio amore avrà sfogo completo! Ah! figlia mia, la generazione presente meritava d’essere distrutta del tutto e se permetterò che qualche poco resti di essa, è per formare questi soli della santità del vivere nel mio Volere, che, a mio esempio, mi rifaranno di tutto quello che mi dovevano le altre creature, passate, presenti e future. Allora la terra mi darà vera gloria ed il mio Fiat Voluntas Tua come in Cielo così in terra, avrà compimento ed esaudimento.” Gesù
Gesù non vuol dire che non esisteranno più sacerdoti, chiese e tabernacoli --- COMPRENDERE BENE QUESTE PAROLE --- Gesù sta dicendo che dinanzi al problema di sacerdoti che non consacrano, quindi un povero cristiano che non ha la Messa che deve fare? ecc... Quindi quando per ragioni contingenti o per ragioni indipendenti dal diretto interessato vivere nella DV può supplire a tutto questo (applicazione di un principio antico in cui il Signore ordinariamente si serve dei Sacramenti ma quando la persona non ha la possibilità di accedere ai Sacramenti il Signore sa come fare).
"..Ah! figlia mia, la generazione presente meritava d’essere distrutta del tutto e se permetterò che qualche poco resti di essa, è per formare questi soli della santità del vivere nel mio Volere, che, a mio esempio, mi rifaranno di tutto quello che mi dovevano le altre creature, passate, presenti e future. Allora la terra mi darà vera gloria ed il mio Fiat Voluntas Tua come in Cielo così in terra, avrà compimento ed esaudimento.” Gesù
Questa frase potrebbe essere applicata anche alla nostra generazione, anche quando la situazione sembra irreversibile (come ci insegna la Pasqua) quello è il momento in cui il Signore sta preparando il suo più grande trionfo e sicuramente sarà così.
domenica 9 giugno 2019
mercoledì 5 giugno 2019
Prodigi operati da Gesù
Gesù spiega a Luisa come tutto ciò che Egli ha fatto e patito per l'uomo sia partecipato alle creature, in forza del mistero dell'incarnazione e della potenza divina con cui Gesù sempre operò. La Divina Volontà consente a noi di partecipare, in maniera ovviamente proporzionata ma vera, a tale potenza. Quale fu il primo atto che Gesù fece quando, nell'ultima Cena, comunicò se stesso sacramentalmente. Libro di cielo, Volume 12, 8-23 Ottobre 1917, 25 Aprile 2019.
Entriamo nel mondo divino, apriamo i nostri limitati e ristretti orizzonti, noi dobbiamo considerare che Dio vive in orizzonti a noi trascendenti. Dio è Eterno ed è l'essere Io sono Colui che Sono che non può finire e non può cambiare, crescere o diminuire e questo concetto è fondamentale per capire la realtà Creata. Dio è Immenso, in Cielo, in Terra ed in ogni luogo. Senza questi riferimenti noi non capiamo nulla della meditazione di oggi. Dio è Misericordia ed è anche Giustizia somma infinita, l'equilibrio della Sua Giustizia non può mancare quindi quello che noi avvertiamo di fronte all'ingiustizia palese (che deve essere riparata o espiando la pena che ci siamo meritati per ciò che abbiamo fatto). Da dove viene quest'idea di giustizia? dal Signore dato che noi proveniamo da Lui così come in altre situazioni.
8 Ottobre 1917 Tutto ciò che è stato fatto da Gesù è eterno. Le anime che amano Gesù, lo suppliscono
“Figlia mia, tutto ciò che è stato fatto da Me, è eterno..."
Gesù ha prodotto una serie di atti che non possono cessare di produrre i suoi effetti, è come se la vita di Gesù fosse operanti dovunque (proprietà divina) che l'ente creato ha in forma partecipata. Il Creatore è l'Altissimo, noi trasformiamo, nessuno ha il potere di distruggere un'atto compiuto ma quell'atto rimane perchè partecipa in maniera creata dell'eternità di Dio; il principio primo di ogni atto che faccio rimane conservato nell'essere per l'influsso divino. L'umanità di Gesù è entrata nel tempo con un tempo determinato, che succede? tutti gli atti di Gesù compiuti nel tempo hanno avuto una valenza limitata.
".. perché stando Io in terra incorporai in Me tutte le umanità delle creature per metterle in salvo e far tutto per loro.."
Dio però è Immenso, l'Umanità di Gesù ha travalicato i confini del tempo per salvarci tutti, Gesù ha fatto gli atti per Lui, il principio che la Chiesa insegna (che anche un non credente può salvarsi se vive secondo certi modi) vuol dire questo / chi ama Gesù cosa fa? offre le sue sofferenze in unione alla passione di Gesù partecipa alla sua sofferenza. Gesù ha sofferto in tutti e le sofferenze che viviamo sono partecipazioni ai dolori di Gesù; quindi chi soffre è onorato di ciò e quindi meritano (le anime che amano Gesù), noi stiamo continuando sulla Terra ciò che Gesù fece sulla terra. Capiamo quindi l'immensità degli atti fatti nella DV.
20 Ottobre 1917 L’anima può farsi ostia per amore di Gesù
Atti di amore in privato di Luisa per Gesù, noi facciamo atti d'amore per Gesù personali? Pensiamo ai nostri colloqui con Gesù, che tipo di colloqui ci sono con Lui? Se noi non inauguriamo un rapporto personale con Gesù sintonizzato sull'amore non entriamo nella DV.
Avendo ricevuto il mio Gesù, stavo pensando come potevo rendere amore per amore e mi riusciva impossibile potermi restringere, impicciolirmi, come fa Gesù nell’ostia per amor mio. Ciò non è in mio potere, come è in potere di Gesù. Ed il mio amato Gesù mi ha detto: “Figlia mia, se non puoi restringere tutta te nel breve giro di un’ostia per amor mio, puoi restringere benissimo tutta te nella mia Volontà, per poter formare l’ostia di te nella mia Volontà. Per ogni atto che farai nella mia Volontà mi farai un’ostia ed Io mi ciberò di te, come tu di Me. Che cosa forma l’ostia? La mia Vita in essa. Che cosa è la mia Volontà? Non è tutta la mia Vita? Sicché anche tu puoi farti ostia per amor mio; quanti più atti farai nella mia Volontà, tante ostie di più farai per rendermi amore per amore.”
Unirsi con la DV per certi aspetti è facile sotto certi aspetti perchè basta un'atto della nostra volontà. Se noi facciamo una cosa di questo genere noi diamo delizia a Gesù. Se io faccio un'atto nella DV sto dando un cibo a Gesù
23 Ottobre 1917 Primo atto che fece Gesù nel riceversi Sacramentato
Luisa fa la comunione e fa una domanda a Gesù
Questa mattina, dopo aver ricevuto il benedetto Gesù, stavo dicendogli: “Vita mia, Gesù, dimmi, qual fu il primo atto che facesti quando ricevesti Te stesso Sacramentalmente?”
Gesù è venuto sulla Terra per dare al Padre tutta la gloria che gli è dovuta, la riparazione dei peccati (noi invece quanti peccati compiamo?), quanti atti impuri si fanno in una giornata? quanto può riparare un'essere umano? non basterebbe una vita e la salvezza delle anime. Allora è chiaro che questi tre fini santissimi di Gesù e della Madonna, per chi vuol vivere nella DV significa che io sono disponibilissimo a prendere i pesi degli altri. Non devo fare cose eroiche senza pensarci bene però certamente una persona che vive nella DV non può brontolare per la sofferenza perchè la dovrebbe offrire per la salvezza dei fratelli. Non è problema del lecito o illecito, la mia vita non deve essere di scandalo al fratello, un'anima che si salva vale qualunque sacrificio. E la gloria di Dio?
E Gesù: “Figlia mia, il primo atto che feci fu quello di moltiplicare la mia Vita in tante vite per quante creature ci possono essere nel mondo, affinché ognuno avesse una Vita mia in sé sola che continuamente prega, ringrazia, soddisfa, ama, per lei sola,.."
Ogni persona ha una versione personalizzata di Gesù che continuamente prega, soddisfa e ringrazia per lei sola (che ci creda o meno)
"..inoltre moltiplicai pure le mie pene per ciascun anima, come se per lei sola soffrissi e non per altri..."
Quella persona che ho davanti che ha Gesù che sta pregando, soffrendo ecc... e come mi permetto io di maltrattare questa persona?
"..In quel supremo momento di ricevere Me stesso, Io mi diedi a tutti, soffrii in ciascun cuore la mia Passione, per poter soggiogare i cuori a via di pene e d’amore; e dandovi tutto il mio amore divino, venivo a prendere il dominio di tutti.Ma ahimè! il mio amore restò deluso per molti ed aspetto con ansia i cuori amanti che, ricevendomi, si uniscano a Me per moltiplicarsi in tutti, desiderando e volendo ciò che voglio Io, per prendere almeno da loro ciò che non mi danno gli altri e per ricevere il contento d’averli conformi al mio desiderio ed alla mia Volontà. Perciò, figlia mia, quando mi ricevi, fa’ quello che feci Io ed Io avrò il contento che almeno siamo due che vogliamo la stessa cosa.” Ma mentre diceva ciò, Gesù era molto afflitto, ed io: “Gesù, che hai? Perché sei così afflitto?”
Ecco perchè fare la comunione nella DV, qui dobbiamo comprendere ciò che Gesù ha fatto. Non ci sono ringraziare il Signore per ringraziarlo per ciò che ha fatto. E noi con la DV possiamo essere il prolungamento storico di Gesù.
Entriamo nel mondo divino, apriamo i nostri limitati e ristretti orizzonti, noi dobbiamo considerare che Dio vive in orizzonti a noi trascendenti. Dio è Eterno ed è l'essere Io sono Colui che Sono che non può finire e non può cambiare, crescere o diminuire e questo concetto è fondamentale per capire la realtà Creata. Dio è Immenso, in Cielo, in Terra ed in ogni luogo. Senza questi riferimenti noi non capiamo nulla della meditazione di oggi. Dio è Misericordia ed è anche Giustizia somma infinita, l'equilibrio della Sua Giustizia non può mancare quindi quello che noi avvertiamo di fronte all'ingiustizia palese (che deve essere riparata o espiando la pena che ci siamo meritati per ciò che abbiamo fatto). Da dove viene quest'idea di giustizia? dal Signore dato che noi proveniamo da Lui così come in altre situazioni.
8 Ottobre 1917 Tutto ciò che è stato fatto da Gesù è eterno. Le anime che amano Gesù, lo suppliscono
“Figlia mia, tutto ciò che è stato fatto da Me, è eterno..."
Gesù ha prodotto una serie di atti che non possono cessare di produrre i suoi effetti, è come se la vita di Gesù fosse operanti dovunque (proprietà divina) che l'ente creato ha in forma partecipata. Il Creatore è l'Altissimo, noi trasformiamo, nessuno ha il potere di distruggere un'atto compiuto ma quell'atto rimane perchè partecipa in maniera creata dell'eternità di Dio; il principio primo di ogni atto che faccio rimane conservato nell'essere per l'influsso divino. L'umanità di Gesù è entrata nel tempo con un tempo determinato, che succede? tutti gli atti di Gesù compiuti nel tempo hanno avuto una valenza limitata.
".. perché stando Io in terra incorporai in Me tutte le umanità delle creature per metterle in salvo e far tutto per loro.."
Dio però è Immenso, l'Umanità di Gesù ha travalicato i confini del tempo per salvarci tutti, Gesù ha fatto gli atti per Lui, il principio che la Chiesa insegna (che anche un non credente può salvarsi se vive secondo certi modi) vuol dire questo / chi ama Gesù cosa fa? offre le sue sofferenze in unione alla passione di Gesù partecipa alla sua sofferenza. Gesù ha sofferto in tutti e le sofferenze che viviamo sono partecipazioni ai dolori di Gesù; quindi chi soffre è onorato di ciò e quindi meritano (le anime che amano Gesù), noi stiamo continuando sulla Terra ciò che Gesù fece sulla terra. Capiamo quindi l'immensità degli atti fatti nella DV.
20 Ottobre 1917 L’anima può farsi ostia per amore di Gesù
Atti di amore in privato di Luisa per Gesù, noi facciamo atti d'amore per Gesù personali? Pensiamo ai nostri colloqui con Gesù, che tipo di colloqui ci sono con Lui? Se noi non inauguriamo un rapporto personale con Gesù sintonizzato sull'amore non entriamo nella DV.
Avendo ricevuto il mio Gesù, stavo pensando come potevo rendere amore per amore e mi riusciva impossibile potermi restringere, impicciolirmi, come fa Gesù nell’ostia per amor mio. Ciò non è in mio potere, come è in potere di Gesù. Ed il mio amato Gesù mi ha detto: “Figlia mia, se non puoi restringere tutta te nel breve giro di un’ostia per amor mio, puoi restringere benissimo tutta te nella mia Volontà, per poter formare l’ostia di te nella mia Volontà. Per ogni atto che farai nella mia Volontà mi farai un’ostia ed Io mi ciberò di te, come tu di Me. Che cosa forma l’ostia? La mia Vita in essa. Che cosa è la mia Volontà? Non è tutta la mia Vita? Sicché anche tu puoi farti ostia per amor mio; quanti più atti farai nella mia Volontà, tante ostie di più farai per rendermi amore per amore.”
Unirsi con la DV per certi aspetti è facile sotto certi aspetti perchè basta un'atto della nostra volontà. Se noi facciamo una cosa di questo genere noi diamo delizia a Gesù. Se io faccio un'atto nella DV sto dando un cibo a Gesù
23 Ottobre 1917 Primo atto che fece Gesù nel riceversi Sacramentato
Luisa fa la comunione e fa una domanda a Gesù
Questa mattina, dopo aver ricevuto il benedetto Gesù, stavo dicendogli: “Vita mia, Gesù, dimmi, qual fu il primo atto che facesti quando ricevesti Te stesso Sacramentalmente?”
Gesù è venuto sulla Terra per dare al Padre tutta la gloria che gli è dovuta, la riparazione dei peccati (noi invece quanti peccati compiamo?), quanti atti impuri si fanno in una giornata? quanto può riparare un'essere umano? non basterebbe una vita e la salvezza delle anime. Allora è chiaro che questi tre fini santissimi di Gesù e della Madonna, per chi vuol vivere nella DV significa che io sono disponibilissimo a prendere i pesi degli altri. Non devo fare cose eroiche senza pensarci bene però certamente una persona che vive nella DV non può brontolare per la sofferenza perchè la dovrebbe offrire per la salvezza dei fratelli. Non è problema del lecito o illecito, la mia vita non deve essere di scandalo al fratello, un'anima che si salva vale qualunque sacrificio. E la gloria di Dio?
E Gesù: “Figlia mia, il primo atto che feci fu quello di moltiplicare la mia Vita in tante vite per quante creature ci possono essere nel mondo, affinché ognuno avesse una Vita mia in sé sola che continuamente prega, ringrazia, soddisfa, ama, per lei sola,.."
Ogni persona ha una versione personalizzata di Gesù che continuamente prega, soddisfa e ringrazia per lei sola (che ci creda o meno)
"..inoltre moltiplicai pure le mie pene per ciascun anima, come se per lei sola soffrissi e non per altri..."
Quella persona che ho davanti che ha Gesù che sta pregando, soffrendo ecc... e come mi permetto io di maltrattare questa persona?
"..In quel supremo momento di ricevere Me stesso, Io mi diedi a tutti, soffrii in ciascun cuore la mia Passione, per poter soggiogare i cuori a via di pene e d’amore; e dandovi tutto il mio amore divino, venivo a prendere il dominio di tutti.Ma ahimè! il mio amore restò deluso per molti ed aspetto con ansia i cuori amanti che, ricevendomi, si uniscano a Me per moltiplicarsi in tutti, desiderando e volendo ciò che voglio Io, per prendere almeno da loro ciò che non mi danno gli altri e per ricevere il contento d’averli conformi al mio desiderio ed alla mia Volontà. Perciò, figlia mia, quando mi ricevi, fa’ quello che feci Io ed Io avrò il contento che almeno siamo due che vogliamo la stessa cosa.” Ma mentre diceva ciò, Gesù era molto afflitto, ed io: “Gesù, che hai? Perché sei così afflitto?”
Ecco perchè fare la comunione nella DV, qui dobbiamo comprendere ciò che Gesù ha fatto. Non ci sono ringraziare il Signore per ringraziarlo per ciò che ha fatto. E noi con la DV possiamo essere il prolungamento storico di Gesù.
sabato 1 giugno 2019
La carrozza di Gesù
Gesù mostra a Luisa quanto sia importante essere sempre costanti nel bene e quanto la costanza faccia crescere l'anima in santità. Immagine del frutto spinoso dalla corteccia dura. Gesù spiega a Luisa che l'anima che fa la sua volontà e vive in essa è la sua carrozza e Lui ne tiene le briglie e in essa e con essa si diletta. Chi vive di volere umano consegna la carrozza della propria anima nelle mani del nemico e cede le briglie alle passioni. Libro di cielo, Volume 12, 18 e 28 Settembre 1917, 24 Aprile 2019
18 Settembre 1917 Effetti della costanza nel bene
Un dramma esistenziale dell'uomo: il primo testo si apre con la Madonna che piange sulle sorti dell'essere umano (immagine che dobbiamo contemplare). L'uomo fa disastri, il male che facciamo ci casca addosso o ci deve essere un'intervento divino che ci mette un basta. Se Dio usa misericordia e pazienza l'uomo l'usa male ma pensa che sia una debolezza del Signore facendo altro male a sè ed intorno sè, se il Signore interviene ci sono altre sofferenze e spesso non servono neanche queste. Secondo il nostro modo di pensare è un dramma anche per Dio. Nella Sacra Scrittura il Signore si chiede che cosa avrebbe dovuto fare e non ha fatto, noi siamo liberi e se noi usiamo la nostra libertà per fare il male ci causiamo da noi stessi la nostra stessa sofferenza. Moltissimi non sono ricettivi della grazia divina e questo vuol dire vivere del volere umano.
Gesù torna a parlare della costanza del bene (nei primi 10 volumi ci sono vari punti, ricorderà quante volte Gesù ha evidenziato e sottolineato l'importanza della costanza, perchè la costanza permette di superare - oltre il problema del tempo che non può essere da noi governato ma possiamo solo amministrarlo, cioè noi viviamo momento per momento e siamo legati all'istante presente, la mia anima si forma attraverso gli atti che compio in sequenza nell'istante presente / nel registro Divino tutto viene annotato e dalla nostra sequenza di atti ininterrotti che leghiamo su questa terra si compie la nostra crescita o decrescita spirituale - dentro le leggi di crescita umana sia corpo e anima sono leggi soggette alla legge del tempo che esige gradualità e progressività. La costanza è assolutamente fondamentale perchè abbiamo questo vincolo strutturale. Avrò la sapienza da vecchio se da giovane avrò fatto le scelte giuste. La costanza ha anche l'aspetto che ci fa superare gli ostacoli nei momenti in cui le cose diventano più difficili.
“Figlia mia, pazienza, la costanza nel bene mette tutto in salvo, anzi ti dico che quando tu, priva di Me, lotti tra la vita e la morte per il dolore di essere priva del tuo Gesù e, nonostante ciò, sei costante nel bene e nulla trascuri, non fai altro che premere te stessa e, nel premere esce l’amor proprio, le naturali soddisfazioni, la natura resta come disfatta e rimane un succo tanto puro e dolce che Io prendo con tanto gusto che mi raddolcisco e ti guardo con tanto amore e tenerezza, da sentire le tue pene come se fossero mie. Così se sei fredda, arida ed altro e sei costante, tante premute di più dai a te stessa e più succo formi per il mio cuore amareggiato. Succede come ad un frutto spinoso e di corteccia dura, ma che contiene dentro una sostanza dolce ed utile; se la persona è costante nel togliere le spine, nel premere quel frutto, estrarrà tutta la sostanza del frutto e gusterà il bello di quel frutto, sicché il povero frutto rimane vuoto del bello che conteneva, anzi le spine e la corteccia sono state gettate. Così l’anima, nel freddo, nelle aridità, getta a terra le soddisfazioni naturali, si svuota di se stessa e, con la costanza, preme se stessa e l’anima resta col frutto puro del bene ed Io ne gusto il dolce. Sicché, se sei costante, tutto servirà per il tuo bene ed Io appoggerò con sicurezza le mie grazie.” Gesù
Che succede in questo processo? Nell'anima esce l'amor proprio e le naturali soddisfazioni, noi non dobbiamo pensare che qualche atto di divina volontà scompaiono nel nulla. Se si vive nella DV non è possibile stare in modo lunghissimi aridi e freddi spiritualmente però, nonostante la gioia promessa, ci sono dei momenti in cui non si avverte un fervore sensibile e in quel momento bisogna essere costanti nel bene e Gesù fa l'esempio del frutto. Procedere con costanza nelle avversità significa distruggere l'amor proprio, il svuotarsi di sè stessi e le soddisfazioni naturali. Gesù usa sempre questo binomio: l'anima che FA la mia Volontà e che VIVE in Essa..
28 Settembre 1917 Gli atti fatti nella Divina Volontà sono soli che illuminano tutti e serviranno per far scampare chi ha un poco di buona volontà
Gesù usa sempre questo binomio: l'anima che FA la mia Volontà e che VIVE in Essa..
Continuando il mio solito stato, il mio dolce Gesù mi ha detto:“Figlia mia, le tenebre sono fitte e le creature precipitano di più, anzi in queste tenebre si vanno scavando il precipizio dove periranno. La mente dell’uomo è rimasta cieca, non ha più luce per guardare il bene, ma per guardare solo il male ed il male lo inonderà e lo farà perire, sicché dove credevano di trovare scampo troveranno la morte. Ah! figlia mia, ah! figlia mia!” Poi ha soggiunto: “Gli atti fatti nella mia Volontà sono come soli che illuminano tutti e finché dura l’atto della creatura nella mia Volontà, un sole di più splende nelle menti cieche e chi ha un poco di buona volontà troverà luce per scampare dal precipizio; gli altri, periranno tutti, perciò in questi tempi di fitte tenebre, quanto bene fanno gli atti della creatura fatti nella mia Volontà! Chi scamperà sarà solo in virtù di questi atti.” Gesù
I piccoli atti compiuti nella DV sono paragonati come soli per contrastare la notte, il buio e la cecità delle persone. Che cosa non vede l'uomo? non vede nulla. Col il solo cero acceso si vede abbastanza solo per non rompersi le ossa, la fede ci dà quella conoscenza vera ma oscura perchè noi non se siamo coscienti e convinti nell'evidenza. Se tu vuoi avere una fede grossa la devi alimentare, curare la propria formazione, ascoltare le prediche, catechesi ecc.... questo ce lo dobbiamo mettere noi. Un'anima che è rimasta al buio come fa ad avere un richiamo? un'atto fatto nella DV colpisce le loro menti annebbiate e le dà la possibilità di scampare al precipizio. Le tenebre oggigiorno non danno segnale di sfittirsi e quindi è importante compiere sempre più atti nella DV (che non hanno nessuna controindicazione).
Detto ciò, si è ritirato. Dopo è ritornato ed ha soggiunto: “Dell’’anima che fa la mia Volontà e vive in Essa, posso dire: E’ la mia carrozza ed Io ho le briglie di tutto, ho la briglia della mente, degli affetti, dei desideri e neppure uno lascio in suo potere e, sedendomi sul suo cuore per stare più comodo, il mio dominio è completo e faccio ciò che voglio, ora faccio correre la carrozza, ora la faccio volare, ora mi porta al Cielo, ora giro tutta la terra, ora mi fermo, oh! come sono glorioso, vittorioso e domino ed impero! Se poi l’anima non fa la mia Volontà e vive del volere umano, la carrozza si sfascia, mi toglie le briglie ed Io resto senza dominio, come povero re cacciato dal suo regno ed il nemico prende il mio posto e le briglie restano in balia delle proprie passioni.”
Tenere le briglie della mente è difficile, pensiamo in continuazione e fermare il pensiero è un'operazione puramente divina. Dare a Gesù la briglia della mente vuol dire orientare i nostri pensieri e altre cose al bene in modo da non attaccarci alle cose terrene. Che cosa desideriamo? quali sono i nostri desideri più profondi?
Gesù assume il controllo della nostra anima perchè noi glielo diamo e viviamo come vuole Lui, se l'anima vive del volere umano Gesù gli toglie le briglie e il nemico prende il controllo. Un'anima che fa la sua volontà è in potere del diavolo. Il motto del satanismo moderno è: "fa ciò che vuoi"; l'Anticristo: "fai ciò che vuoi" il cristiano: "fai ciò che Dio vuole".
Quindi i nostri sensi (se cediamo il controllo al demonio) e tutto il resto impazzisce ed è la fine. Il dramma dell'uomo si gioca di fronte a questa domanda: cosa voglio fare in questa vita? ogni giorno/ secondo dobbiamo rinnovare questa scelta e dentro questo dobbiamo avere costanza, la costanza nel cercare quanto possiamo di moltiplicare i nostri atti nel DV per il beneficio per i nostri fratelli.
18 Settembre 1917 Effetti della costanza nel bene
Un dramma esistenziale dell'uomo: il primo testo si apre con la Madonna che piange sulle sorti dell'essere umano (immagine che dobbiamo contemplare). L'uomo fa disastri, il male che facciamo ci casca addosso o ci deve essere un'intervento divino che ci mette un basta. Se Dio usa misericordia e pazienza l'uomo l'usa male ma pensa che sia una debolezza del Signore facendo altro male a sè ed intorno sè, se il Signore interviene ci sono altre sofferenze e spesso non servono neanche queste. Secondo il nostro modo di pensare è un dramma anche per Dio. Nella Sacra Scrittura il Signore si chiede che cosa avrebbe dovuto fare e non ha fatto, noi siamo liberi e se noi usiamo la nostra libertà per fare il male ci causiamo da noi stessi la nostra stessa sofferenza. Moltissimi non sono ricettivi della grazia divina e questo vuol dire vivere del volere umano.
Gesù torna a parlare della costanza del bene (nei primi 10 volumi ci sono vari punti, ricorderà quante volte Gesù ha evidenziato e sottolineato l'importanza della costanza, perchè la costanza permette di superare - oltre il problema del tempo che non può essere da noi governato ma possiamo solo amministrarlo, cioè noi viviamo momento per momento e siamo legati all'istante presente, la mia anima si forma attraverso gli atti che compio in sequenza nell'istante presente / nel registro Divino tutto viene annotato e dalla nostra sequenza di atti ininterrotti che leghiamo su questa terra si compie la nostra crescita o decrescita spirituale - dentro le leggi di crescita umana sia corpo e anima sono leggi soggette alla legge del tempo che esige gradualità e progressività. La costanza è assolutamente fondamentale perchè abbiamo questo vincolo strutturale. Avrò la sapienza da vecchio se da giovane avrò fatto le scelte giuste. La costanza ha anche l'aspetto che ci fa superare gli ostacoli nei momenti in cui le cose diventano più difficili.
“Figlia mia, pazienza, la costanza nel bene mette tutto in salvo, anzi ti dico che quando tu, priva di Me, lotti tra la vita e la morte per il dolore di essere priva del tuo Gesù e, nonostante ciò, sei costante nel bene e nulla trascuri, non fai altro che premere te stessa e, nel premere esce l’amor proprio, le naturali soddisfazioni, la natura resta come disfatta e rimane un succo tanto puro e dolce che Io prendo con tanto gusto che mi raddolcisco e ti guardo con tanto amore e tenerezza, da sentire le tue pene come se fossero mie. Così se sei fredda, arida ed altro e sei costante, tante premute di più dai a te stessa e più succo formi per il mio cuore amareggiato. Succede come ad un frutto spinoso e di corteccia dura, ma che contiene dentro una sostanza dolce ed utile; se la persona è costante nel togliere le spine, nel premere quel frutto, estrarrà tutta la sostanza del frutto e gusterà il bello di quel frutto, sicché il povero frutto rimane vuoto del bello che conteneva, anzi le spine e la corteccia sono state gettate. Così l’anima, nel freddo, nelle aridità, getta a terra le soddisfazioni naturali, si svuota di se stessa e, con la costanza, preme se stessa e l’anima resta col frutto puro del bene ed Io ne gusto il dolce. Sicché, se sei costante, tutto servirà per il tuo bene ed Io appoggerò con sicurezza le mie grazie.” Gesù
Che succede in questo processo? Nell'anima esce l'amor proprio e le naturali soddisfazioni, noi non dobbiamo pensare che qualche atto di divina volontà scompaiono nel nulla. Se si vive nella DV non è possibile stare in modo lunghissimi aridi e freddi spiritualmente però, nonostante la gioia promessa, ci sono dei momenti in cui non si avverte un fervore sensibile e in quel momento bisogna essere costanti nel bene e Gesù fa l'esempio del frutto. Procedere con costanza nelle avversità significa distruggere l'amor proprio, il svuotarsi di sè stessi e le soddisfazioni naturali. Gesù usa sempre questo binomio: l'anima che FA la mia Volontà e che VIVE in Essa..
28 Settembre 1917 Gli atti fatti nella Divina Volontà sono soli che illuminano tutti e serviranno per far scampare chi ha un poco di buona volontà
Gesù usa sempre questo binomio: l'anima che FA la mia Volontà e che VIVE in Essa..
Continuando il mio solito stato, il mio dolce Gesù mi ha detto:“Figlia mia, le tenebre sono fitte e le creature precipitano di più, anzi in queste tenebre si vanno scavando il precipizio dove periranno. La mente dell’uomo è rimasta cieca, non ha più luce per guardare il bene, ma per guardare solo il male ed il male lo inonderà e lo farà perire, sicché dove credevano di trovare scampo troveranno la morte. Ah! figlia mia, ah! figlia mia!” Poi ha soggiunto: “Gli atti fatti nella mia Volontà sono come soli che illuminano tutti e finché dura l’atto della creatura nella mia Volontà, un sole di più splende nelle menti cieche e chi ha un poco di buona volontà troverà luce per scampare dal precipizio; gli altri, periranno tutti, perciò in questi tempi di fitte tenebre, quanto bene fanno gli atti della creatura fatti nella mia Volontà! Chi scamperà sarà solo in virtù di questi atti.” Gesù
I piccoli atti compiuti nella DV sono paragonati come soli per contrastare la notte, il buio e la cecità delle persone. Che cosa non vede l'uomo? non vede nulla. Col il solo cero acceso si vede abbastanza solo per non rompersi le ossa, la fede ci dà quella conoscenza vera ma oscura perchè noi non se siamo coscienti e convinti nell'evidenza. Se tu vuoi avere una fede grossa la devi alimentare, curare la propria formazione, ascoltare le prediche, catechesi ecc.... questo ce lo dobbiamo mettere noi. Un'anima che è rimasta al buio come fa ad avere un richiamo? un'atto fatto nella DV colpisce le loro menti annebbiate e le dà la possibilità di scampare al precipizio. Le tenebre oggigiorno non danno segnale di sfittirsi e quindi è importante compiere sempre più atti nella DV (che non hanno nessuna controindicazione).
Detto ciò, si è ritirato. Dopo è ritornato ed ha soggiunto: “Dell’’anima che fa la mia Volontà e vive in Essa, posso dire: E’ la mia carrozza ed Io ho le briglie di tutto, ho la briglia della mente, degli affetti, dei desideri e neppure uno lascio in suo potere e, sedendomi sul suo cuore per stare più comodo, il mio dominio è completo e faccio ciò che voglio, ora faccio correre la carrozza, ora la faccio volare, ora mi porta al Cielo, ora giro tutta la terra, ora mi fermo, oh! come sono glorioso, vittorioso e domino ed impero! Se poi l’anima non fa la mia Volontà e vive del volere umano, la carrozza si sfascia, mi toglie le briglie ed Io resto senza dominio, come povero re cacciato dal suo regno ed il nemico prende il mio posto e le briglie restano in balia delle proprie passioni.”
Tenere le briglie della mente è difficile, pensiamo in continuazione e fermare il pensiero è un'operazione puramente divina. Dare a Gesù la briglia della mente vuol dire orientare i nostri pensieri e altre cose al bene in modo da non attaccarci alle cose terrene. Che cosa desideriamo? quali sono i nostri desideri più profondi?
Gesù assume il controllo della nostra anima perchè noi glielo diamo e viviamo come vuole Lui, se l'anima vive del volere umano Gesù gli toglie le briglie e il nemico prende il controllo. Un'anima che fa la sua volontà è in potere del diavolo. Il motto del satanismo moderno è: "fa ciò che vuoi"; l'Anticristo: "fai ciò che vuoi" il cristiano: "fai ciò che Dio vuole".
Quindi i nostri sensi (se cediamo il controllo al demonio) e tutto il resto impazzisce ed è la fine. Il dramma dell'uomo si gioca di fronte a questa domanda: cosa voglio fare in questa vita? ogni giorno/ secondo dobbiamo rinnovare questa scelta e dentro questo dobbiamo avere costanza, la costanza nel cercare quanto possiamo di moltiplicare i nostri atti nel DV per il beneficio per i nostri fratelli.
mercoledì 29 maggio 2019
Vera e falsa santità (seconda parte)
Luisa fa una splendida santità contro le false santità di chi pensa che essere santo sia solo moltiplicare pratich, sacramenti e direzioni spirituali, quando l'unica e vera santità gradita a Dio è fare la Divina Volontà e vivere nel Divin Volere, verso cui devono tendere tutte le pratiche e devozioni per essere autentiche. Libro di cielo, Volume 12, 14 Agosto 1917, seconda parte, 23 Aprile 2019
14 Agosto 1917 Gesù non faceva altro che darsi in balia della Volontà del Padre. Esempio della Santità del vivere nel Divin Volere
"..In questo solo, credo, consiste la vera santità; tutte le altre cose sono ombre, larve, spettri di santità. Nel Voler Divino le virtù prendono posto nell’ordine divino; invece fuori di Esso, nell’ordine umano, sono soggette a stima propria, a vanagloria, a passioni. Oh! quante opere buone e quanti sacramenti frequentati sono da piangersi innanzi a Dio e da ripararsi, perché vuoti del Divin Volere, quindi senza frutti. Volesse il Cielo che tutti comprendessero la vera santità! Oh! come tutte le altre cose scomparirebbero! Quindi, molti si trovano sulla via falsa della santità, molti pensano che consista nelle pie pratiche di pietà e guai a chi li sposta! Oh! come s’ingannano, se i loro voleri non sono uniti con Gesù ed anche trasformati in Lui, che è continuata preghiera, con tutte le loro pie pratiche la loro santità è falsa e si vede che queste anime passano con molta facilità dalle pie pratiche ai difetti, ai divertimenti, a seminare discordie ed altro. Oh! come è disonorata questa specie di santità. Altri pensano che consista nell’andare in chiesa ad assistere a tutte le funzioni, ma il loro volere è lontano da Gesù e si vede che queste anime poco si curano dei propri doveri e, se vengono impedite, si arrabbiano, piangono che la loro santità se ne va per aria, si lamentano,.."
Compleanno di Luisa (23 Aprile), ci vorrebbe una meditazione di 4-5 ore per capire tutta la meditazione.
Il discorso è semplice: c'è una santità vera che consiste nel fare la DV e vivere in essa e poi c'è la falsa santità che consiste in un'uso malato fine a sè stesso di quelli che sono i mezzi di santificazione che diventano fini o vissuti in maniera magica senza nessuna attenzione. La Messa serve a santificarmi ma io la devo vivere nella vita (così come la preghiera, la direzione spirituale, ecc...). Ci sono persone vuote del DV e queste persone sono da piangersi.
Pie pratiche di pietà:qual'è la preghiera continua? come unire i nostri atti a quelli di Gesù? Non si può recitare il Rosario e poi usare la stessa di lingua per poi dire volgarità e cattiverie verso il prossimo...che santità è questa? La moltiplicazione dei mezzi di santificazione non serve, i mezzi di santificazione possono essere bypassati. Se un giorno non posso per cause non mie andare a Messa Dio trova altri modi per darmi la grazia. Il Signore non è legato ai mezzi ordinari ma questo non vuol dire che io debba trascurare di proposito i mezzi. Se un giorno non riesco a fare il rosario integrale perchè non ce la faccio, ne faccio 3. La confessione frequente non basta, la confessione va fatta bene non deve essere una chiacchierata ma devo capire cosa non ha funzionato. Amori propri, i sentimenti, le gelosie, il risentimento, le passioni nascoste ecc... / la direzione spirituale (la vita nella DV) il direttore spirituale è Gesù, il rapporto personale cuore a cuore con Gesù com'è? Questi scritti sono per chi vuole diventare Santo sul serio non per avere qualche gratificazione personale. Spesso ci sono persone che fanno alcune cose solo per elemosinare qualche cosa (attenzione, ecc..) non è il servizio che ti fa santo ma lo spirito.
"..Queste false santità sono le vite spirituali senza frutto, sterili, che sono causa di far piangere, chissà quanto, il mio amabile Gesù; sono il malumore della società; i crucci degli stessi direttori e delle famiglie. Si può dire che portano presso di loro un’aria malefica che nuoce a tutti.."
Che santità è uno che si è preso in bocca Gesù Cristo e poi appena uscito da Messa inizia a parlare male del prossimo? Questi scritti ti mettono di fronte a scelte doverose. La santità è quella di stare attenti ai propri doveri, di mettere gli interessi degli altri davanti ai miei, distaccata da tutto e da tutti.
"..Oh, com’è ben diversa la santità dell’anima che vive nel Voler Divino! Sono il sorriso di Gesù; sono lontane da tutti, anche dagli stessi direttori, solo Gesù è tutto per loro, sicché nessuno si cruccia per loro; l’aria benefica che posseggono imbalsama tutti, sono l’ordine e l’armonia di tutti. Gesù, geloso di queste anime, si fa attore e spettatore di ciò che fanno, neppure un palpito, un respiro, un pensiero, che Lui non regoli e domini. Gesù la tiene tanto assorbita nel Divin Volere, che a stento può ricordarsi che vive nell’esilio."
La direzione spirituale (quando è sana e si è sintonizzati sui DV) ma si fa in maniera semplice, il sacerdote ha molto meno lavoro se l'anima realmente in questo modo. L'anima non sta a suonare le trombe e a quest'anima interessa che lo veda Gesù se è santa. Voglio quello che vuole Gesù? Se noi viviamo nella DV non dobbiamo sempre all'esterno, io il FIAT lo dico a Nostro Signore ma la nostra vanità ritorna sempre in vari modi. Non ci stiamo pavoneggiando con la DV?
"..Invece, la povera e falsa santità dei palloni è soggetta a continue incostanze e mentre pare che i palloni della loro santità si gonfino tanto, che pare che volino per aria ad una certa altezza, tanto che molti e gli stessi direttori, ne restano ammirati, ma subito restano disingannati; e per fare sgonfiare queste palloni, basta un’umiliazione, una preferenza usata dai direttori a qualche altra persona, che riterranno un furto per loro, credendosi le più bisognose. Quindi, mentre fanno scrupolo delle sciocchezze, poi giungono a disubbidire; il tarlo di questi palloni è la gelosia, che rodendo il bene che fanno, aspira l’aria e il povero pallone si sgonfia e cade a terra e giunge ad imbrattarsi di terra, ed allora si vede la santità che c’era nel pallone; e che cosa si trova? Amor proprio, risentimento, passioni nascoste sotto aspetto di bene, tanto da aver occasione di dire: si son fatti il trastullo del demonio; sicché di tutta la santità, non si è trovato altro che una massa di difetti, apparentemente mascherati di virtù.."
Questa falsa santità fa piangere Gesù e gli stessi direttori spirituali.
Un'anima che vive nella DV vive tranquilla, non crea disordini e fa vivere bene il prossimo.
14 Agosto 1917 Gesù non faceva altro che darsi in balia della Volontà del Padre. Esempio della Santità del vivere nel Divin Volere
"..In questo solo, credo, consiste la vera santità; tutte le altre cose sono ombre, larve, spettri di santità. Nel Voler Divino le virtù prendono posto nell’ordine divino; invece fuori di Esso, nell’ordine umano, sono soggette a stima propria, a vanagloria, a passioni. Oh! quante opere buone e quanti sacramenti frequentati sono da piangersi innanzi a Dio e da ripararsi, perché vuoti del Divin Volere, quindi senza frutti. Volesse il Cielo che tutti comprendessero la vera santità! Oh! come tutte le altre cose scomparirebbero! Quindi, molti si trovano sulla via falsa della santità, molti pensano che consista nelle pie pratiche di pietà e guai a chi li sposta! Oh! come s’ingannano, se i loro voleri non sono uniti con Gesù ed anche trasformati in Lui, che è continuata preghiera, con tutte le loro pie pratiche la loro santità è falsa e si vede che queste anime passano con molta facilità dalle pie pratiche ai difetti, ai divertimenti, a seminare discordie ed altro. Oh! come è disonorata questa specie di santità. Altri pensano che consista nell’andare in chiesa ad assistere a tutte le funzioni, ma il loro volere è lontano da Gesù e si vede che queste anime poco si curano dei propri doveri e, se vengono impedite, si arrabbiano, piangono che la loro santità se ne va per aria, si lamentano,.."
Compleanno di Luisa (23 Aprile), ci vorrebbe una meditazione di 4-5 ore per capire tutta la meditazione.
Il discorso è semplice: c'è una santità vera che consiste nel fare la DV e vivere in essa e poi c'è la falsa santità che consiste in un'uso malato fine a sè stesso di quelli che sono i mezzi di santificazione che diventano fini o vissuti in maniera magica senza nessuna attenzione. La Messa serve a santificarmi ma io la devo vivere nella vita (così come la preghiera, la direzione spirituale, ecc...). Ci sono persone vuote del DV e queste persone sono da piangersi.
Pie pratiche di pietà:qual'è la preghiera continua? come unire i nostri atti a quelli di Gesù? Non si può recitare il Rosario e poi usare la stessa di lingua per poi dire volgarità e cattiverie verso il prossimo...che santità è questa? La moltiplicazione dei mezzi di santificazione non serve, i mezzi di santificazione possono essere bypassati. Se un giorno non posso per cause non mie andare a Messa Dio trova altri modi per darmi la grazia. Il Signore non è legato ai mezzi ordinari ma questo non vuol dire che io debba trascurare di proposito i mezzi. Se un giorno non riesco a fare il rosario integrale perchè non ce la faccio, ne faccio 3. La confessione frequente non basta, la confessione va fatta bene non deve essere una chiacchierata ma devo capire cosa non ha funzionato. Amori propri, i sentimenti, le gelosie, il risentimento, le passioni nascoste ecc... / la direzione spirituale (la vita nella DV) il direttore spirituale è Gesù, il rapporto personale cuore a cuore con Gesù com'è? Questi scritti sono per chi vuole diventare Santo sul serio non per avere qualche gratificazione personale. Spesso ci sono persone che fanno alcune cose solo per elemosinare qualche cosa (attenzione, ecc..) non è il servizio che ti fa santo ma lo spirito.
"..Queste false santità sono le vite spirituali senza frutto, sterili, che sono causa di far piangere, chissà quanto, il mio amabile Gesù; sono il malumore della società; i crucci degli stessi direttori e delle famiglie. Si può dire che portano presso di loro un’aria malefica che nuoce a tutti.."
Che santità è uno che si è preso in bocca Gesù Cristo e poi appena uscito da Messa inizia a parlare male del prossimo? Questi scritti ti mettono di fronte a scelte doverose. La santità è quella di stare attenti ai propri doveri, di mettere gli interessi degli altri davanti ai miei, distaccata da tutto e da tutti.
"..Oh, com’è ben diversa la santità dell’anima che vive nel Voler Divino! Sono il sorriso di Gesù; sono lontane da tutti, anche dagli stessi direttori, solo Gesù è tutto per loro, sicché nessuno si cruccia per loro; l’aria benefica che posseggono imbalsama tutti, sono l’ordine e l’armonia di tutti. Gesù, geloso di queste anime, si fa attore e spettatore di ciò che fanno, neppure un palpito, un respiro, un pensiero, che Lui non regoli e domini. Gesù la tiene tanto assorbita nel Divin Volere, che a stento può ricordarsi che vive nell’esilio."
La direzione spirituale (quando è sana e si è sintonizzati sui DV) ma si fa in maniera semplice, il sacerdote ha molto meno lavoro se l'anima realmente in questo modo. L'anima non sta a suonare le trombe e a quest'anima interessa che lo veda Gesù se è santa. Voglio quello che vuole Gesù? Se noi viviamo nella DV non dobbiamo sempre all'esterno, io il FIAT lo dico a Nostro Signore ma la nostra vanità ritorna sempre in vari modi. Non ci stiamo pavoneggiando con la DV?
"..Invece, la povera e falsa santità dei palloni è soggetta a continue incostanze e mentre pare che i palloni della loro santità si gonfino tanto, che pare che volino per aria ad una certa altezza, tanto che molti e gli stessi direttori, ne restano ammirati, ma subito restano disingannati; e per fare sgonfiare queste palloni, basta un’umiliazione, una preferenza usata dai direttori a qualche altra persona, che riterranno un furto per loro, credendosi le più bisognose. Quindi, mentre fanno scrupolo delle sciocchezze, poi giungono a disubbidire; il tarlo di questi palloni è la gelosia, che rodendo il bene che fanno, aspira l’aria e il povero pallone si sgonfia e cade a terra e giunge ad imbrattarsi di terra, ed allora si vede la santità che c’era nel pallone; e che cosa si trova? Amor proprio, risentimento, passioni nascoste sotto aspetto di bene, tanto da aver occasione di dire: si son fatti il trastullo del demonio; sicché di tutta la santità, non si è trovato altro che una massa di difetti, apparentemente mascherati di virtù.."
Questa falsa santità fa piangere Gesù e gli stessi direttori spirituali.
Un'anima che vive nella DV vive tranquilla, non crea disordini e fa vivere bene il prossimo.
domenica 26 maggio 2019
Differenza tra rassegnarsi alla Divina Volontà e vivere nel Divin Volere (prima parte)
Gesù racconta a Luisa come era la sua vita terrena: mai badare a se stesso ma sempre polarizzato e fissato nella Volontà del Padre. Poi Luisa spiega la differenza tra vivere rassegnati al Divin Volere e vivere nel Divin Volere. Rassegnato è chi impara che tutto dipende dalla Divina Volontà e cerca di farla puntualmente quando la viene a conoscere. Vive nel Divin Volere, invece, chi non fa mai e per nessun motivo nulla da solo o da se stesso ma tutto sempre e solo con Gesù. Libro di cielo, Volume 12, 14 Agosto 1917, prima parte, 22 Aprile 2019
14 Agosto 1917 Gesù non faceva altro che darsi in balia della Volontà del Padre. Esempio della Santità del vivere nel Divin Volere
Qui Luisa decolla. Sono cose che bisogna incominciarle a viverle per comprenderle perchè non ci sono parole adeguate per spiegarle (e per questo Luisa chiede aiuto a Gesù) e spesso quando si tratta di spiegare cose mistiche esiste un problema nello spiegare cosa si è vissuto. C'è questo gap, distanza strutturale.
Gesù parla della sua vita
“Figlia mia, Io non facevo altro che darmi in balia della Volontà del Padre. Sicché, se pensavo, pensavo nella mente del Padre; se parlavo, parlavo nella bocca e con la lingua del Padre; se operavo, operavo nelle mani del Padre; anche se respiravo respiravo in Lui e tutto ciò che facevo andava ordinato come Lui voleva. Sicché potevo dire che svolgevo la mia Vita nel Padre, ed Io ero il portatore del Padre, perché tutto chiusi nel suo Volere e niente facevo da Me, il punto mio principale era la Volontà del Padre, perché non badavo a Me stesso, né per le offese che facevano Io interrompevo il mio corso, ma sempre più volavo al mio centro; ed allora la mia Vita naturale finì quando in tutto compii la Volontà del Padre...."
Un punto molto importante per noi, l'ingresso nella DV è qualcosa di graduale e progressivo (c'è scritto nel capitolo 26), per entrare in questo mondo bisogna aprire una serie di operazioni che vanno compiute e mano a mano che si procede in questa direzione il regno della DV entra nella nostra vita. Piano a piano si raggiungono le tappe intermedie, a poco a poco la DV prende il possesso e prende possesso di noi tanto quanto noi ci impegniamo e perseveriamo con costanza mettendo in conto anche ritardi e cadute. Dobbiamo imparare a smetterci di preoccuparci di noi stessi: purtroppo abbiamo l'amor proprio. Noi, ordinariamente, non siamo capaci di stare abbandonati al Signore / le privazioni di Luisa: Gesù sapeva che Luisa soffriva per le sue privazioni e le dice: datti in balia della mia Volontà, non ti preoccupare.
"..la mia stessa privazione che tanto ti tormenta e ti consuma, scorrendo nella mia Volontà troverà il sostegno, i miei baci nascosti, la mia Vita in te vestita da te;.." molte operazioni di Dio nella nostra anima avvengono a nostra insaputa, non abbiamo la consapevolezza di cosa succede quando prendiamo i Sacramenti; avvengono al di sotto della sfera cosciente. L'unico pensiero che si vede avere è non avere pensieri e stare fissi e concentrati su quello che il Signore vuole.
Vivere rassegnati alla DV è il primo passaggio per vivere poi il secondo. Per prima cosa si vive rassegnati e poi si va oltre, Gesù è venuto a contemplare la legge, non la abolisce ma la porta oltre. C'è sempre doppio binario: fare la Volontà di Dio e poi viverla. Tanto nelle cose prospere e avverse.
"..Primo, vivere rassegnato, secondo il mio povero parere, significa rassegnarsi in tutto alla Volontà Divina, tanto nelle cose prospere quanto nelle avverse, guardando in tutte le cose la Divina Volontà, l’ordine che la disposizione divina ha su tutte le creature e che neppure un capello può cadere dal nostro capo se il Signore non vuole..." Gesù
Quanti fedeli credono davvero a queste parole? se uno credesse sul serio a queste parole camperebbe meglio e siamo ancora lontani dal vivere nella DV. La prima cosa è stare rassegnati, credere sul serio al fatto che la DV che ha primato su tutto e che realmente non cade un capello dal nostro capo che Dio non voglia. La seconda cosa è un rapporto di attivo e di risposta alla Volontà di Dio, se so che una cosa non è volontà di Dio non la faccio.
".. Mi sembra un buon figlio che va dove vuole il Padre, soffre ciò che vuole il Padre; ricco o povero, è indifferente, è contento solo di essere ciò che vuole il Padre; se riceve o chiede ordine di andare a qualche parte per il disimpegno di qualche affare, lui va solo perché lo ha voluto il Padre,.."
Questo è il primo passo verso la Santità, però il limite strutturale è che non c'è una connessione h24 con il Signore. E' evidente che io non sto ininterrottamente concentrato su ciò che il Signore vuole, ci sono cause strutturali e quindi darò vita ad atti di volontà umana anche leciti o indifferenti ma questo spezza un'unione continuata e spezza la crescita nell'unione con Gesù. Quell'unione che due sposi rappresentano dovrebbero realizzarsi tra Cristo e l'anima.
Santa Teresina di Gesù Bambino un pochino aveva incominciato ad intravedere. Nell'atto di Fusione si dice "..facciamo tutto insieme...." è una fusione di vita che comporta nell'agire in Gesù, possiamo in parte comprendere meglio la comprenderemo quando la vivremo e chi vive in questa dimensione non può essere molestata dal demonio. Perchè tutto ha fatto Gesù e l'anima assieme. Anche spostare un bicchiere nella DV diventa una cosa grande, dipende che quando una cosa non è semplicemente umana limitata e finita ma se un'atto diventa Divino perchè lo compio fuso con la DV è evidente che la nobiltà e grandezza e valore del gesto aumenta all'infinito. Non è importante nella DV quello che si fa (si possono fare anche cose piccolissime Luisa non ha compiuto quasi nulla ed è rimasta quasi sempre a letto dal punto di vista umano - eppure Luisa è stata chiamata dopo la Madonna a rientrare nel regno del Fiat sebbene segnata dal peccato). La cosa fondamentale è fare quello che Dio ti mette davanti piccolo o grande che sia, anche il più piccolo atto deve essere però messo nella DV in modo tale che la vita di Gesù continui nella nostra vita. E qua possiamo e dobbiamo santificarci in questo modo.
14 Agosto 1917 Gesù non faceva altro che darsi in balia della Volontà del Padre. Esempio della Santità del vivere nel Divin Volere
Qui Luisa decolla. Sono cose che bisogna incominciarle a viverle per comprenderle perchè non ci sono parole adeguate per spiegarle (e per questo Luisa chiede aiuto a Gesù) e spesso quando si tratta di spiegare cose mistiche esiste un problema nello spiegare cosa si è vissuto. C'è questo gap, distanza strutturale.
Gesù parla della sua vita
“Figlia mia, Io non facevo altro che darmi in balia della Volontà del Padre. Sicché, se pensavo, pensavo nella mente del Padre; se parlavo, parlavo nella bocca e con la lingua del Padre; se operavo, operavo nelle mani del Padre; anche se respiravo respiravo in Lui e tutto ciò che facevo andava ordinato come Lui voleva. Sicché potevo dire che svolgevo la mia Vita nel Padre, ed Io ero il portatore del Padre, perché tutto chiusi nel suo Volere e niente facevo da Me, il punto mio principale era la Volontà del Padre, perché non badavo a Me stesso, né per le offese che facevano Io interrompevo il mio corso, ma sempre più volavo al mio centro; ed allora la mia Vita naturale finì quando in tutto compii la Volontà del Padre...."
Un punto molto importante per noi, l'ingresso nella DV è qualcosa di graduale e progressivo (c'è scritto nel capitolo 26), per entrare in questo mondo bisogna aprire una serie di operazioni che vanno compiute e mano a mano che si procede in questa direzione il regno della DV entra nella nostra vita. Piano a piano si raggiungono le tappe intermedie, a poco a poco la DV prende il possesso e prende possesso di noi tanto quanto noi ci impegniamo e perseveriamo con costanza mettendo in conto anche ritardi e cadute. Dobbiamo imparare a smetterci di preoccuparci di noi stessi: purtroppo abbiamo l'amor proprio. Noi, ordinariamente, non siamo capaci di stare abbandonati al Signore / le privazioni di Luisa: Gesù sapeva che Luisa soffriva per le sue privazioni e le dice: datti in balia della mia Volontà, non ti preoccupare.
"..la mia stessa privazione che tanto ti tormenta e ti consuma, scorrendo nella mia Volontà troverà il sostegno, i miei baci nascosti, la mia Vita in te vestita da te;.." molte operazioni di Dio nella nostra anima avvengono a nostra insaputa, non abbiamo la consapevolezza di cosa succede quando prendiamo i Sacramenti; avvengono al di sotto della sfera cosciente. L'unico pensiero che si vede avere è non avere pensieri e stare fissi e concentrati su quello che il Signore vuole.
Vivere rassegnati alla DV è il primo passaggio per vivere poi il secondo. Per prima cosa si vive rassegnati e poi si va oltre, Gesù è venuto a contemplare la legge, non la abolisce ma la porta oltre. C'è sempre doppio binario: fare la Volontà di Dio e poi viverla. Tanto nelle cose prospere e avverse.
"..Primo, vivere rassegnato, secondo il mio povero parere, significa rassegnarsi in tutto alla Volontà Divina, tanto nelle cose prospere quanto nelle avverse, guardando in tutte le cose la Divina Volontà, l’ordine che la disposizione divina ha su tutte le creature e che neppure un capello può cadere dal nostro capo se il Signore non vuole..." Gesù
Quanti fedeli credono davvero a queste parole? se uno credesse sul serio a queste parole camperebbe meglio e siamo ancora lontani dal vivere nella DV. La prima cosa è stare rassegnati, credere sul serio al fatto che la DV che ha primato su tutto e che realmente non cade un capello dal nostro capo che Dio non voglia. La seconda cosa è un rapporto di attivo e di risposta alla Volontà di Dio, se so che una cosa non è volontà di Dio non la faccio.
".. Mi sembra un buon figlio che va dove vuole il Padre, soffre ciò che vuole il Padre; ricco o povero, è indifferente, è contento solo di essere ciò che vuole il Padre; se riceve o chiede ordine di andare a qualche parte per il disimpegno di qualche affare, lui va solo perché lo ha voluto il Padre,.."
Questo è il primo passo verso la Santità, però il limite strutturale è che non c'è una connessione h24 con il Signore. E' evidente che io non sto ininterrottamente concentrato su ciò che il Signore vuole, ci sono cause strutturali e quindi darò vita ad atti di volontà umana anche leciti o indifferenti ma questo spezza un'unione continuata e spezza la crescita nell'unione con Gesù. Quell'unione che due sposi rappresentano dovrebbero realizzarsi tra Cristo e l'anima.
Santa Teresina di Gesù Bambino un pochino aveva incominciato ad intravedere. Nell'atto di Fusione si dice "..facciamo tutto insieme...." è una fusione di vita che comporta nell'agire in Gesù, possiamo in parte comprendere meglio la comprenderemo quando la vivremo e chi vive in questa dimensione non può essere molestata dal demonio. Perchè tutto ha fatto Gesù e l'anima assieme. Anche spostare un bicchiere nella DV diventa una cosa grande, dipende che quando una cosa non è semplicemente umana limitata e finita ma se un'atto diventa Divino perchè lo compio fuso con la DV è evidente che la nobiltà e grandezza e valore del gesto aumenta all'infinito. Non è importante nella DV quello che si fa (si possono fare anche cose piccolissime Luisa non ha compiuto quasi nulla ed è rimasta quasi sempre a letto dal punto di vista umano - eppure Luisa è stata chiamata dopo la Madonna a rientrare nel regno del Fiat sebbene segnata dal peccato). La cosa fondamentale è fare quello che Dio ti mette davanti piccolo o grande che sia, anche il più piccolo atto deve essere però messo nella DV in modo tale che la vita di Gesù continui nella nostra vita. E qua possiamo e dobbiamo santificarci in questo modo.
sabato 25 maggio 2019
L'atto più sublime, nobile ed eroico
Gesù spiega a Luisa che l'atto più sublime, nobile, grande ed eroico che l'anima possa compiere è fare la Divina Volontà e operare nel Divin Volere. Effetti sublimi e meravigliosi di questo atto che nulla può eguagliare. La Divina Volontà rende felice l'anima anche in mezzo alle più grandi procelle, che non ne possono intaccare la pace profonda e la gioia costante. Libro di cielo, Volume 12, 25 Luglio - 6 Agosto 1917, 18 Aprile 2019
25 Luglio 1917 Gesù purifica l’anima per ammetterla a vivere nella sua Volontà
(Gesù) “Figlia mia, vieni nella mia Volontà per fare ciò che faccio Io e nel mio Volere potrai correre a bene di tutte le creature e nel sangue in cui nuotano potrai salvarle con la potenza del mio Volere, in modo che me le porterai lavate dal proprio sangue, col tocco della mia Volontà.” Ed io(Luisa): “Vita mia, sono tanto cattiva, come posso fare ciò?” E Gesù: “Tu devi sapere che l’atto più nobile, più sublime, più grande, più eroico è fare la mia Volontà ed operare nel mio Volere, quindi, a quest’atto che nessun altro potrà eguagliare, Io faccio pompa di tutto il mio amore e generosità e non appena l’anima si decide a farlo, Io, per darle l’onore di tenerla nel mio Volere, nel momento in cui i due voleri s’incontrano per fondersi l’uno nell’altro e farne uno solo, se è macchiata la purifico e se le spine della natura umana la involgono, le frantumo; e se qualche chiodo la trafigge, cioè il peccato, Io lo polverizzo, perché niente può entrare di male nella mia Volontà; anzi, tutti i miei attributi la investono e cambiano la debolezza in fortezza, l’ignoranza in sapienza, la miseria in ricchezza e così di tutto il resto. Negli altri atti rimane sempre qualche cosa di sé, ma in questi rimane spogliata di tutta se stessa ed Io la riempio tutta di Me.”
E Gesù: “Tu devi sapere che l’atto più nobile, più sublime, più grande, più eroico è fare la mia Volontà ed operare nel mio Volere,..."
Sempre questa doppia dimensione, fare la volontà e operare NEL Volere. Questa è l'attenzione costante che bisogna avere, bisogna avere sempre l'occhio su ciò che Dio ci chiede e moltiplicare, quanto più possiamo, i nostri atti NEL Divin Volere ricordandoci anche degli atti inconsci (guardare, camminare, il dormire, ecc...); per chi vive nella DV questi punti devono essere oggetto di esame di coscienza. Ho fatto delle uscite? zone d'ombra e se ho fatto gli atti? Qui Gesù parla del male in senso oggettivo ma ci sono le nostre mancanze (imperfezioni, ecc...) non si diventa impeccabili. In ogni caso dobbiamo prendere sul serio che fare ed operare nel DV è l'atto più sublime eroico che nessuno può eguagliare. Il peccato in senso stretto si trova sempre nella volontà, quanto più è voluto quanto più è grave. Se entra il peccato vuol dire che la decisione di entrare nella DV è una velleità, i peccati di ignoranza in questo senso la vita nella DV aumenta enormemente (se ben vissuta) la sensibilità della nostra coscienza. Non dobbiamo avere paura di entrare in noi stessi e riconoscere di aver mancato in qualche piccola cosa. La vita nella DV (senza orgoglio) porta se ben vissuta alla Santità delle Santità. La Santità in ascetica è vita di perfezione a cui noi dovremmo tendere. Gesù ci dà degli aiuti, perchè se la nostra decisione è reale e tu cammini con umiltà e apertura di cuore con disponibilità ad ascoltare il Signore, Gesù ci aiuta. Ci ripulisce interiormente, se ne fa carico Lui. San Giovanni della Croce dice che le ultime fasi della perfezione non sono raggiungibili normalmente se non ci mette mano Nostro Signore in modo straordinario. Nel nostro cuore ci dev'essere sempre una santa indifferenza agli stati d'animo e l'importanza ad ascoltare la voce del Signore. Quando si tratta di DV non si possono fare i giochetti, bisogna essere decisi, fermi e risoluti; non si può stare un pò dentro o fuori.
".. cambiano la debolezza in fortezza.." questo te ne rendi conto che la DV t'investe, per esempio che abbiamo fatto durante la Quaresima? Potevo fare di più? sono stato forte? Hai chiesto aiuto alla DV?
"..l’ignoranza in sapienza..." la capacità di vedere le cose con gli occhi di Dio
"..la miseria in ricchezza.." le nostre miserie rimangono ma vengono neutralizzate dalla divina ricchezza, dobbiamo sottoporre a verifica.
6 Agosto 1917 La Divina Volontà rende l’anima felice anche in mezzo alle più grandi procelle
“Figlia mia, sollevati, non ti abbattere troppo, la mia Volontà rende l’anima felice anche in mezzo alle più grandi procelle, anzi si solleva tanto in alto, che le procelle non la possono toccare, sebbene le veda e le senta. Il luogo dove ella dimora non è soggetto a tempeste, ma c’è sempre sole ridente e sereno, perché la sua origine è in Cielo, la sua nobiltà è divina, la sua santità è in Dio, dove è custodita da Dio stesso, perché geloso della santità di quest’anima che vive del mio Volere, la custodisco nel più intimo del cuore e dico: “Nessuno me la tocchi, perché il mio Volere è intangibile, è sacro e tutti devono far onore al mio Volere.” Gesù
Le più grandi procelle personali, ecclesiali, familiari e mondiali. Le tempeste possono provenire da dovunque e da chiunque. Quando questa tempesta investe l'anima agita la barca della nostra vita. Nella DV la barca si alza dalla superficie del mare si vedono le onde agitate e si sentono. L'anima non ne resta travolta, angosciata o turbata; queste non sono cose da niente; c'è gente che passa la vita a rodersi il fegato perchè vive le situazioni di sofferenza in maniera disordinata. Questa non è DV, l'intenzione può non essere cattiva ma il MODO in cui si vive e si interfaccia con questa cosa dev'essere un modo divino. Gesù dice che se amiamo coloro che ci amano, cosa facciamo di straordinario? Se dinanzi alle tempeste tu vedi che è cambiato il modo di relazionarsi con esse segno buono. Quindi se la DV comincia ad abitare in te di fronte alle tempeste tu te ne accorgi. Dio vede tutto ciò che accade nel mondo e ha tutto sotto controllo, non è che il Signore è indifferente ai nostri problemi; io opero per quanto è possibile a risolvere il problema ma non si resta mai travolti da nulla. Dio dice che se vivo nella DV nessuno mi può toccare, San Paolo dice che se Dio è con noi io sto tranquillo e se mi toccano è per permissione divina. O c'è o non c'è. Se non c'è dobbiamo lavorare o perchè operiamo poco o ci viviamo poco.
25 Luglio 1917 Gesù purifica l’anima per ammetterla a vivere nella sua Volontà
(Gesù) “Figlia mia, vieni nella mia Volontà per fare ciò che faccio Io e nel mio Volere potrai correre a bene di tutte le creature e nel sangue in cui nuotano potrai salvarle con la potenza del mio Volere, in modo che me le porterai lavate dal proprio sangue, col tocco della mia Volontà.” Ed io(Luisa): “Vita mia, sono tanto cattiva, come posso fare ciò?” E Gesù: “Tu devi sapere che l’atto più nobile, più sublime, più grande, più eroico è fare la mia Volontà ed operare nel mio Volere, quindi, a quest’atto che nessun altro potrà eguagliare, Io faccio pompa di tutto il mio amore e generosità e non appena l’anima si decide a farlo, Io, per darle l’onore di tenerla nel mio Volere, nel momento in cui i due voleri s’incontrano per fondersi l’uno nell’altro e farne uno solo, se è macchiata la purifico e se le spine della natura umana la involgono, le frantumo; e se qualche chiodo la trafigge, cioè il peccato, Io lo polverizzo, perché niente può entrare di male nella mia Volontà; anzi, tutti i miei attributi la investono e cambiano la debolezza in fortezza, l’ignoranza in sapienza, la miseria in ricchezza e così di tutto il resto. Negli altri atti rimane sempre qualche cosa di sé, ma in questi rimane spogliata di tutta se stessa ed Io la riempio tutta di Me.”
E Gesù: “Tu devi sapere che l’atto più nobile, più sublime, più grande, più eroico è fare la mia Volontà ed operare nel mio Volere,..."
Sempre questa doppia dimensione, fare la volontà e operare NEL Volere. Questa è l'attenzione costante che bisogna avere, bisogna avere sempre l'occhio su ciò che Dio ci chiede e moltiplicare, quanto più possiamo, i nostri atti NEL Divin Volere ricordandoci anche degli atti inconsci (guardare, camminare, il dormire, ecc...); per chi vive nella DV questi punti devono essere oggetto di esame di coscienza. Ho fatto delle uscite? zone d'ombra e se ho fatto gli atti? Qui Gesù parla del male in senso oggettivo ma ci sono le nostre mancanze (imperfezioni, ecc...) non si diventa impeccabili. In ogni caso dobbiamo prendere sul serio che fare ed operare nel DV è l'atto più sublime eroico che nessuno può eguagliare. Il peccato in senso stretto si trova sempre nella volontà, quanto più è voluto quanto più è grave. Se entra il peccato vuol dire che la decisione di entrare nella DV è una velleità, i peccati di ignoranza in questo senso la vita nella DV aumenta enormemente (se ben vissuta) la sensibilità della nostra coscienza. Non dobbiamo avere paura di entrare in noi stessi e riconoscere di aver mancato in qualche piccola cosa. La vita nella DV (senza orgoglio) porta se ben vissuta alla Santità delle Santità. La Santità in ascetica è vita di perfezione a cui noi dovremmo tendere. Gesù ci dà degli aiuti, perchè se la nostra decisione è reale e tu cammini con umiltà e apertura di cuore con disponibilità ad ascoltare il Signore, Gesù ci aiuta. Ci ripulisce interiormente, se ne fa carico Lui. San Giovanni della Croce dice che le ultime fasi della perfezione non sono raggiungibili normalmente se non ci mette mano Nostro Signore in modo straordinario. Nel nostro cuore ci dev'essere sempre una santa indifferenza agli stati d'animo e l'importanza ad ascoltare la voce del Signore. Quando si tratta di DV non si possono fare i giochetti, bisogna essere decisi, fermi e risoluti; non si può stare un pò dentro o fuori.
".. cambiano la debolezza in fortezza.." questo te ne rendi conto che la DV t'investe, per esempio che abbiamo fatto durante la Quaresima? Potevo fare di più? sono stato forte? Hai chiesto aiuto alla DV?
"..l’ignoranza in sapienza..." la capacità di vedere le cose con gli occhi di Dio
"..la miseria in ricchezza.." le nostre miserie rimangono ma vengono neutralizzate dalla divina ricchezza, dobbiamo sottoporre a verifica.
6 Agosto 1917 La Divina Volontà rende l’anima felice anche in mezzo alle più grandi procelle
“Figlia mia, sollevati, non ti abbattere troppo, la mia Volontà rende l’anima felice anche in mezzo alle più grandi procelle, anzi si solleva tanto in alto, che le procelle non la possono toccare, sebbene le veda e le senta. Il luogo dove ella dimora non è soggetto a tempeste, ma c’è sempre sole ridente e sereno, perché la sua origine è in Cielo, la sua nobiltà è divina, la sua santità è in Dio, dove è custodita da Dio stesso, perché geloso della santità di quest’anima che vive del mio Volere, la custodisco nel più intimo del cuore e dico: “Nessuno me la tocchi, perché il mio Volere è intangibile, è sacro e tutti devono far onore al mio Volere.” Gesù
Le più grandi procelle personali, ecclesiali, familiari e mondiali. Le tempeste possono provenire da dovunque e da chiunque. Quando questa tempesta investe l'anima agita la barca della nostra vita. Nella DV la barca si alza dalla superficie del mare si vedono le onde agitate e si sentono. L'anima non ne resta travolta, angosciata o turbata; queste non sono cose da niente; c'è gente che passa la vita a rodersi il fegato perchè vive le situazioni di sofferenza in maniera disordinata. Questa non è DV, l'intenzione può non essere cattiva ma il MODO in cui si vive e si interfaccia con questa cosa dev'essere un modo divino. Gesù dice che se amiamo coloro che ci amano, cosa facciamo di straordinario? Se dinanzi alle tempeste tu vedi che è cambiato il modo di relazionarsi con esse segno buono. Quindi se la DV comincia ad abitare in te di fronte alle tempeste tu te ne accorgi. Dio vede tutto ciò che accade nel mondo e ha tutto sotto controllo, non è che il Signore è indifferente ai nostri problemi; io opero per quanto è possibile a risolvere il problema ma non si resta mai travolti da nulla. Dio dice che se vivo nella DV nessuno mi può toccare, San Paolo dice che se Dio è con noi io sto tranquillo e se mi toccano è per permissione divina. O c'è o non c'è. Se non c'è dobbiamo lavorare o perchè operiamo poco o ci viviamo poco.
mercoledì 22 maggio 2019
Sfoghi d'amore
Gesù spiega a Luisa come vivendo nella Divina Volontà si sta ininterrottamente insieme a Gesù nel tabernacolo. Per chi fa la volontà divina non esistono barriere di tempo, ma partecipa al presente di Dio. Gesù non ha bisogno di nessuno, ma vuole che si viva nel Divin Volere per avere uno sfogo al suo amore per la creaura, lo stesso amore per cui e con cui la creò. Libro di cielo, Volume 12, 4-18 Luglio 1917, 17 Aprile 2019
4 Luglio 1917 Tutte le pene delle creature furono sofferte prima da Gesù. Chi fa la Divina Volontà, sta insieme con Gesù nel tabernacolo
(..Un altro giorno pensavo tra me al bene che le altre anime hanno di stare innanzi al Santissimo Sacramento, mentre io, poveretta, ne ero priva,..)
Bisogna fare attenzione, c'è sempre una duplice interpretazione. Luisa si trova nell'impossibilità di muoversi da casa e non può fare adorazione al SS. Sacramento. C'è una situazione oggettiva di impossibilità da parte di Luisa, errato pensare di non fare più l'Adorazione Eucaristica. Gesù sta dicendo (situazione di base sottintesa: Gesù l'ha voluta reclusa per la missione che doveva compiere), noi la nostra vita con Gesù la dobbiamo praticare più possibile. Quando si vive nella DV, bellissima cosa, l'anima sta con Lui nel Tabernacolo prendendo parte alla Sua vita.
“Figlia mia, chi fa la mia Volontà sta insieme con Me nel tabernacolo e prende parte alle mie pene, alle freddezze, alle irriverenze, a tutto ciò che le stesse anime fanno alla mia presenza Sacramentale. Chi fa la mia Volontà deve primeggiare in tutto, gli è riservato sempre il posto d’onore, quindi, chi riceve più bene, chi sta davanti a Me o chi sta con Me? Per chi fa la mia Volontà non tollero neppure un passo di distanza tra Me e lei, non divisione di pene o di gioie; forse la terrò in croce, ma sempre con Me. Ecco perciò ti voglio sempre nel mio Volere, per darti il primo posto sul mio cuore sacramentato; voglio sentire il tuo cuore palpitante nel mio, con lo stesso mio amore e dolore; voglio sentire il tuo volere nel mio, che, moltiplicandosi in tutti, mi dia con un solo atto le riparazioni di tutti e l’amore di tutti; ed il mio Volere nel tuo, che facendo mia la tua povera umanità, la eleva innanzi alla Maestà del Padre come mia vittima continuata.” Gesù
Chi vuole il primo posto d'onore sa come deve fare e questo perchè chi fa davvero la Sua Volontà non c'è nemmeno un passo di distanza, la cosa fondamentale è rimanere sempre nel Divin Volere (san Giovanni...Gesù dice che se le Sue parole rimangono in noi allora Gesù rimane in noi...), attraverso gli atti e attraverso un cuore bruciato dall'amore.La vita d'amore personale con Gesù è anche una vita d'amore riparatoria per tutti.
7 Luglio 1917 Per chi fa la Volontà di Dio, tutto è presente
“Figlia mia, per chi fa la mia Volontà non esiste passato e futuro, ma tutto è in atto al presente e siccome tutto ciò che feci e soffrii sta tutto in atto presente, sicché, se voglio dare soddisfazione al Padre, o fare bene alle creature, posso farlo come se stessi in atto di soffrire e operare. Così ciò che può soffrire o fare la creatura nella mia Volontà, s’immedesima già nelle mie pene e nelle mie opere e diventa una sola. E l’anima, quando vuol darmi un attestato d’amore con le sue pene, può prendere le pene sofferte altre volte, che stanno in atto e può darmele per replicare il suo amore, le sue soddisfazioni verso di Me ed Io, nel vedere l’industria della creatura, che mette come al banco per moltiplicare i suoi atti e riscuoterne l’interesse per darmi amore e soddisfazioni, per arricchirla maggiormente e non farmi vincere in amore, le darò le mie pene, le mie opere moltiplicate, per darle amore e farmi amare.” Gesù
Quanto bene avrà fatto Gesù alle creature? dagli atti più banali ai più grandi. Che quando l'anima vuole dare un'attestato d'amore a Gesù, in conseguenza dell'azzeramento del tempo, e io posso offrire a Gesù quella brutta esperienza passata per me e per tutti. Gesù sta dicendo che le cose che noi abbiamo vissuto sono diventate passato per noi - nella nostra condizione terrena per noi - ma un'atto che è compiuto per noi quell'atto cessa ma davanti al Signore quell'atto è (San Tommaso d'Aquino) - c'è la possibilità di prendere quell'atto e di offrirlo al Signore. Abbiamo sofferto qualche prova uniti alla Sua Volontà senza ribellarci?
18 Luglio 1917 L’anima che vive nella Divina Volontà, vive in Gesù ed a sue spese
Unione ininterrotta dell'anima che vive nella DV
“Figlia mia, quando l’anima vive della mia Volontà e tutto ciò che fa lo fa nel mio Volere, Io la sento dappertutto, la sento nella mente, i suoi pensieri scorrono nei miei e come Io diffondo la vita dell’intelligenza nelle creature, essa si diffonde insieme con Me nelle menti delle creature e, come vede che mi offendono, essa sente il mio dolore; la sento nel mio palpito, anzi vi sento un palpito in due nel mio cuore e come il mio amore si riversa nelle creature, essa si riversa insieme con Me ed ama con Me e, se non sono amato, essa mi ama per tutti, per contraccambiarmi nell’amore e mi consola; nei miei desideri sento il desiderio dell’anima che vive del mio Volere; nelle opere sento le sue, in tutto; sicché può dire che vive di Me, a mie spese.” Gesù
Magari un'anima che vive la DV improvvisamente si sente triste perchè Gesù la fa partecipe di una sua offesa che ha ricevuto e la fa sentire a quell'anima. Operazioni misteriosi ma reali.
Luisa domanda: che bisogno c'è di tutto questo quando fai tutto da te? Molte persone lo pensano, Dio non ha bisogno di niente e di nessuno e non ha alcuna necessità. Però Gesù risponde che ha creato la creatura per sfogarsi nell'amore.
Ed io: “Amor mio, Tu fai tutto da Te stesso e non hai bisogno della creatura, perché dunque ami tanto che la creatura viva nel tuo e del tuo Volere?” (Luisa)
Chi vive nella DV vuol dire che opera nella DV, in quello che conoscere essere Volontà di Dio e quando una cosa si conoscere essere volontà di Dio, quella cosa si fa. Gesù continua a dire in questo volume (per chi vuol vivere nella DV) come coordinarsi in questo mondo. Questa vita è vivere nella DV e fare opere conformi alla DV.
"..E Gesù: “Certo che non ho bisogno di nulla e faccio tutto da Me stesso, ma l’amore, per aver vita, vuole il suo sfogo. Supponi un sole che non ha bisogno di luce, è sufficiente per sé e per altri; ma pure, stando altre piccole luci, anche se non ha bisogno, le vuole in sé come compagnia, per sfogarsi e per ingrandire le piccole luci; quale torto non farebbero le piccole luci se si rifiutassero? Ah! figlia mia, la volontà quando è sola è sempre sterile; l’amore isolato languisce e si spegne ed Io amo tanto la creatura, che la voglio unita con la mia Volontà, per renderla feconda, per darle vita d’amore ed Io trovo il mio sfogo, perché solo per sfogarmi nell’amore ho creato la creatura, non per altro e perciò questo è tutto il mio impegno.”
La vita nella DV è vita d'Amore, è il compimento più perfetto; Dio ci ha creati per darci tutto l'amore che ha e per avere il contraccambio completo. Senza amore molte cose non si comprendono.
4 Luglio 1917 Tutte le pene delle creature furono sofferte prima da Gesù. Chi fa la Divina Volontà, sta insieme con Gesù nel tabernacolo
(..Un altro giorno pensavo tra me al bene che le altre anime hanno di stare innanzi al Santissimo Sacramento, mentre io, poveretta, ne ero priva,..)
Bisogna fare attenzione, c'è sempre una duplice interpretazione. Luisa si trova nell'impossibilità di muoversi da casa e non può fare adorazione al SS. Sacramento. C'è una situazione oggettiva di impossibilità da parte di Luisa, errato pensare di non fare più l'Adorazione Eucaristica. Gesù sta dicendo (situazione di base sottintesa: Gesù l'ha voluta reclusa per la missione che doveva compiere), noi la nostra vita con Gesù la dobbiamo praticare più possibile. Quando si vive nella DV, bellissima cosa, l'anima sta con Lui nel Tabernacolo prendendo parte alla Sua vita.
“Figlia mia, chi fa la mia Volontà sta insieme con Me nel tabernacolo e prende parte alle mie pene, alle freddezze, alle irriverenze, a tutto ciò che le stesse anime fanno alla mia presenza Sacramentale. Chi fa la mia Volontà deve primeggiare in tutto, gli è riservato sempre il posto d’onore, quindi, chi riceve più bene, chi sta davanti a Me o chi sta con Me? Per chi fa la mia Volontà non tollero neppure un passo di distanza tra Me e lei, non divisione di pene o di gioie; forse la terrò in croce, ma sempre con Me. Ecco perciò ti voglio sempre nel mio Volere, per darti il primo posto sul mio cuore sacramentato; voglio sentire il tuo cuore palpitante nel mio, con lo stesso mio amore e dolore; voglio sentire il tuo volere nel mio, che, moltiplicandosi in tutti, mi dia con un solo atto le riparazioni di tutti e l’amore di tutti; ed il mio Volere nel tuo, che facendo mia la tua povera umanità, la eleva innanzi alla Maestà del Padre come mia vittima continuata.” Gesù
Chi vuole il primo posto d'onore sa come deve fare e questo perchè chi fa davvero la Sua Volontà non c'è nemmeno un passo di distanza, la cosa fondamentale è rimanere sempre nel Divin Volere (san Giovanni...Gesù dice che se le Sue parole rimangono in noi allora Gesù rimane in noi...), attraverso gli atti e attraverso un cuore bruciato dall'amore.La vita d'amore personale con Gesù è anche una vita d'amore riparatoria per tutti.
7 Luglio 1917 Per chi fa la Volontà di Dio, tutto è presente
“Figlia mia, per chi fa la mia Volontà non esiste passato e futuro, ma tutto è in atto al presente e siccome tutto ciò che feci e soffrii sta tutto in atto presente, sicché, se voglio dare soddisfazione al Padre, o fare bene alle creature, posso farlo come se stessi in atto di soffrire e operare. Così ciò che può soffrire o fare la creatura nella mia Volontà, s’immedesima già nelle mie pene e nelle mie opere e diventa una sola. E l’anima, quando vuol darmi un attestato d’amore con le sue pene, può prendere le pene sofferte altre volte, che stanno in atto e può darmele per replicare il suo amore, le sue soddisfazioni verso di Me ed Io, nel vedere l’industria della creatura, che mette come al banco per moltiplicare i suoi atti e riscuoterne l’interesse per darmi amore e soddisfazioni, per arricchirla maggiormente e non farmi vincere in amore, le darò le mie pene, le mie opere moltiplicate, per darle amore e farmi amare.” Gesù
Quanto bene avrà fatto Gesù alle creature? dagli atti più banali ai più grandi. Che quando l'anima vuole dare un'attestato d'amore a Gesù, in conseguenza dell'azzeramento del tempo, e io posso offrire a Gesù quella brutta esperienza passata per me e per tutti. Gesù sta dicendo che le cose che noi abbiamo vissuto sono diventate passato per noi - nella nostra condizione terrena per noi - ma un'atto che è compiuto per noi quell'atto cessa ma davanti al Signore quell'atto è (San Tommaso d'Aquino) - c'è la possibilità di prendere quell'atto e di offrirlo al Signore. Abbiamo sofferto qualche prova uniti alla Sua Volontà senza ribellarci?
18 Luglio 1917 L’anima che vive nella Divina Volontà, vive in Gesù ed a sue spese
Unione ininterrotta dell'anima che vive nella DV
“Figlia mia, quando l’anima vive della mia Volontà e tutto ciò che fa lo fa nel mio Volere, Io la sento dappertutto, la sento nella mente, i suoi pensieri scorrono nei miei e come Io diffondo la vita dell’intelligenza nelle creature, essa si diffonde insieme con Me nelle menti delle creature e, come vede che mi offendono, essa sente il mio dolore; la sento nel mio palpito, anzi vi sento un palpito in due nel mio cuore e come il mio amore si riversa nelle creature, essa si riversa insieme con Me ed ama con Me e, se non sono amato, essa mi ama per tutti, per contraccambiarmi nell’amore e mi consola; nei miei desideri sento il desiderio dell’anima che vive del mio Volere; nelle opere sento le sue, in tutto; sicché può dire che vive di Me, a mie spese.” Gesù
Magari un'anima che vive la DV improvvisamente si sente triste perchè Gesù la fa partecipe di una sua offesa che ha ricevuto e la fa sentire a quell'anima. Operazioni misteriosi ma reali.
Luisa domanda: che bisogno c'è di tutto questo quando fai tutto da te? Molte persone lo pensano, Dio non ha bisogno di niente e di nessuno e non ha alcuna necessità. Però Gesù risponde che ha creato la creatura per sfogarsi nell'amore.
Ed io: “Amor mio, Tu fai tutto da Te stesso e non hai bisogno della creatura, perché dunque ami tanto che la creatura viva nel tuo e del tuo Volere?” (Luisa)
Chi vive nella DV vuol dire che opera nella DV, in quello che conoscere essere Volontà di Dio e quando una cosa si conoscere essere volontà di Dio, quella cosa si fa. Gesù continua a dire in questo volume (per chi vuol vivere nella DV) come coordinarsi in questo mondo. Questa vita è vivere nella DV e fare opere conformi alla DV.
"..E Gesù: “Certo che non ho bisogno di nulla e faccio tutto da Me stesso, ma l’amore, per aver vita, vuole il suo sfogo. Supponi un sole che non ha bisogno di luce, è sufficiente per sé e per altri; ma pure, stando altre piccole luci, anche se non ha bisogno, le vuole in sé come compagnia, per sfogarsi e per ingrandire le piccole luci; quale torto non farebbero le piccole luci se si rifiutassero? Ah! figlia mia, la volontà quando è sola è sempre sterile; l’amore isolato languisce e si spegne ed Io amo tanto la creatura, che la voglio unita con la mia Volontà, per renderla feconda, per darle vita d’amore ed Io trovo il mio sfogo, perché solo per sfogarmi nell’amore ho creato la creatura, non per altro e perciò questo è tutto il mio impegno.”
La vita nella DV è vita d'Amore, è il compimento più perfetto; Dio ci ha creati per darci tutto l'amore che ha e per avere il contraccambio completo. Senza amore molte cose non si comprendono.
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