Gesù le parla del valore della perseveranza e di come essa sia sviluppo della vita divina in noi e sigillo della vita eterna. Le parla dell'importanza del dominio di sé, del fatto che il primo regno a cui aspirare e da ottenere sia il regno su se stessi e il dominio perfetto delle proprie passioni. Le spiega da cosa si vede se una persona abbia o meno raggiunto il dominio delle proprie passioni. Libro di Cielo volume 6, capitoli 100-102, 11-20 Aprile 1905, 3 Ottobre 2018
11 Aprile 1905
Come la perseveranza è suggello della vita eterna e sviluppo della vita divina.
"..perché la perseveranza è suggello della vita eterna.." Gesù
Il Tema della perseveranza ricorre spesso negli scritti di Luisa, la perseveranza (nel Concilio di Trento), nel decreto della Giustificazione (contro gli errori di Lutero) nessuno può raggiungere il Paradiso senza la perseveranza e che la perseveranza finale è un dono da invocare ogni giorno dal Signore e che nessuno può essere sicuro di averlo. La perseveranza è virtù da chiedere e da
coltivare -> fa parte della virtù della fortezza. Questa virtù permette di progredire nella vita spirituale e di vincere l'usura del tempo. Siamo perseveranti nelle opere di misericordia corporali? La vita divina in noi e la DV si sviluppa continuando a compiere atti di virtù in continuazione, più esercito con perseveranza più mi addentro in questa vita. Nella vita interiore bisogna mantenere la posizione ed andare avanti (confrontandosi con un sacerdote). Mantenere le posizioni in ogni caso (parlarne con il sacerdote). Soltanto chi persevera raggiunge l'eterna salvezza.
16 Aprile 1905
Il patire è regnare.
20 Aprile 1905
L’umanità in questi tempi si trova come un osso fuori del suo posto. Come conoscere se si ha il dominio sulle passioni.
(Assieme i due capitoli) "..sicché per giustizia, come le creature mi danno morte continua, così permetterò che si diano morte tra loro,.." “Figlia mia, le creature mi lacerano le carni, calpestano il mio sangue continuamente ed Io permetterò che le loro carni siano lacerate ed il loro sangue disperso..." Gesù.
E' la volontà dell'uomo che mette l'uomo in un mare di guai. Un lasciar correre da parte di Dio, lascia che le scelte negative contro di Lui producano le conseguenze, la Volontà di Dio è amore e salvezza nei nostri confronti ma ci lascia sempre liberi. Quando succedono i guai bisogna riconoscere che il male del mondo sono figlie dei nostri e dei miei peccati; quando riconosco questo posso implorare la Sana Dottrina della Misericordia chiedendo aiuto al Signore. Gesù soffre a causa della sua estromissione dal mondo.
“Figlia mia, il mondo mi mette questo chiodo fin nel mio cuore e mi dà una morte continua, sicché per giustizia, come le creature mi danno morte continua, così permetterò che si diano morte tra loro, uccidendosi come tanti cani.” Gesù.
Gesù da due insegnamenti: il dominio delle passioni. Noi abbiamo un regno e dobbiamo acquistarlo: il Regno eterno, il regno del Fiat Supremo..e come si acquista? con il dominio delle sue passioni. Nella prima fase noi dobbiamo combattere (nel battesimo noi siamo Sacerdoti, Re e Profeti.. noi siamo Re di noi stessi). Qual'è l'aiuto che il Signore ci dona? E' la croce; solo con la pazienza si mette a posto noi stessi. Comefaccio (io) a conoscere se ho dominato le mie passioni?
"..Figlia mia, l’anima può conoscere se ha dominato le sue passioni se, toccata da tentazioni o da persone, non ne fa alcun conto..." Gesù
Come si reagisce di fronte alle tentazioni o alle sollecitazioni. Le passioni sorgono senza il nostro consenso e senza affliggerci o combattiamo (distrarti e pensare ad altro) o trovare rimedio per calmare gli ardenti spiriti. IL punto è non infastidirsi o non affliggersi perchè in questo caso vuol dire 1) ho paura di cadere e non ho quindi un sovrano disprezzo e 2) ho un pò di superbia perchè non vorrei avere questa tentazione. Come reagiamo? rimaniamo in pace quando ci mortificano o si apre il vulcano? Le nostre virtù devono essere provate, e le occasioni sono situazioni in cui la DV permette di vedere se abbiamo ancora da lavorare o meno.
mercoledì 12 novembre 2025
domenica 9 novembre 2025
La necessità di parlare dei castighi
La Divina Volontà: Come in cielo così in terra Catechesi di Don Pierpaolo Maria Cilla in diretta su Radio Maria - 28 ottobre 2025 (Undicesimo volume)
Un dono ( la divina volontà) che Dio ha deciso di regalare alle persone. In questa puntata affronteremo un tema scomodo, un po' politicamente scorretto. Parleremo della necessità dei castighi, per alcuni cose fuori luogo. Ma se noi crediamo, tutto ciò che Dio vuole e permette è sempre e solo amore. E come dice la scrittura stessa, dice che un padre ama i propri figli quando li castiga, cioè li rende casti e pure. Non dobbiamo aver paura di parlare di un qualcosa di cui non si parla più. Oggi viviamo in un contesto in cui ciò che sembra essere la verità è ciò che dice la maggioranza. Ma ciò è sbagliato, perché anche se nessuno riconoscesse la Verità, la Verità rimane tale. E in Dio tutto è perfetto equilibrio. E tutti noi viviamo in Dio, perché anche nascendo, siamo rimasti legati a Dio e tutta la nostra vita si ripercuote in Dio, nel Bene e nel Male. Dio è ogni Giustizia, ogni virtù, ogni bene ecc...
20 Novembre 1914 Necessità di scrivere circa i castighi. La Divina Volontà e l’amore formano nell’anima la vita e la Passione di Gesù.
Luisa fa propria questa reticenza a parlare e scrivere circa i castighi.
Mi sentivo molto afflitta per le privazioni di Gesù benedetto e molto più per i flagelli che attualmente stanno piovendo sulla terra e che tante volte Gesù mi aveva detto tanti anni prima. Mi pare proprio che in tanti anni che mi ha tenuto in letto, dividevamo insieme il peso del mondo, soffrivamo e lavoravamo insieme a pro di tutte le creature. Mi pare che lo stato di vittima in cui l’amabile Gesù mi aveva messo, concatenava insieme tra me e Lui tutte le creature, non vi era cosa che facesse, o castigo che dovesse mandare, che non me lo facesse sapere ed io tanto facevo presso di Lui, in modo che o dimezzava il castigo o non lo faceva affatto….." Luisa
Noi, quando guardiamo la realtà, guardiamo solo la scorza della realtà, ma c'è qualcosa di invisibile da vedere ma un'anima di fede vede ciò che gli altri non vedono. Di fronte alle grandi ingiustizie e dolori (causate dalla nostra volontà umana staccata da quella divina), noi sentiamo ribollirci il sangue --- saper riconoscere la volontà permssiva di Dio che permette un male per risvegliare la carità, lo zelo e l'amore nei propri figli e svegliarli da un sonno nel quale sono ricaduti e riconoscere la mano di Padre, la mano che sa scuotere il proprio figlio che si sta lasciando vincere dal sonno... questo è proprio di un'anima amante e di fede.
Cos'è un'anima vittima?
Luisa è stata messa a letto per anni perchè lei potesse condividere il peso di tutte le creature. In modo tale che quel perfetto equilibrio che è in Dio fosse mantenuto nel modo più possibile, in modo tale che i castighi fossero diminuiti. Perchè c'è un'anima vittima che li prende su di sè.
"...Oh! come mi affligge il pensiero che Gesù abbia ritirato a Sé tutto il peso delle creature e che io, come indegna di lavorare insieme con Lui, sia stata messa da parte...." Luisa
Luisa si lamenta non quando il Signore gli chiede di portare un pò di più del peso delle anime del mondo, Gesù è e rimane Dio e Redentore ma ci chiama tutti quanti a partecipare o collaborare come sue membra all'unica Redenzione operata. Magari siamo noi che ci lamentiamo quando il Signore sceglie me o te per essere un puntello su cui appoggiarsi e non far cadere sul mondo quello che si merita. Luisa si lamenta che Gesù l'abbia lasciata da parte, perchè significa che per tenere tutto in equilibrio dal Cielo cadranno permissioni di sofferenza maggiori.
"...Ma altre afflizioni ancora, ché Gesù nelle scappatine che fa continua a dirmi che le guerre, i flagelli che ci sono, sono nulla ancora,...." Luisa
Ma qua siamo nel 1914 ( 1° guerra mondiale).
"...mentre pare che sono troppo, ed altre nazioni si metteranno in guerra, non solo e col tempo svolgeranno guerre contro la Chiesa,...." Luisa
Oggi abbiamo un sacco di martiri.
"..Quante chiese saranno profanate! Io, veramente ho omesso per circa due anni nello scrivere i castighi che Gesù spesso spesso mi ha manifestato, sia perché sono cose ripetute e sia perché scrivere sui castighi mi fa tanto male che non posso andare avanti, però Gesù, una sera mentre scrivevo ciò che mi aveva detto sulla sua Santissima Volontà, siccome avevo tralasciato ciò che mi aveva detto dei castighi, rimproverandomi dolcemente, mi disse: “Perché non hai scritto tutto?”...."
Anche a noi dà fastidio sentire parlare dei castighi, ma se non vogliamo ricevere una tirata d'orecchi da Gesù dobbiamo dire le cose come stanno.
"...Ed io: “Amor mio, non mi sembrava necessario e poi Tu sai quanto soffro.” E Gesù: “Figlia mia, se non fosse necessario non te lo direi e poi, essendo il tuo stato di vittima concatenato con gli eventi che la mia provvidenza dispone sulle creature e poiché nei tuoi scritti si vede questo concatenamento tra te e Me e tra le creature e le tue sofferenze per impedire flagelli, ora se si vedesse questo vuoto la cosa comparirebbe scordante ed incompleta, ed Io non so fare cose scordanti ed incomplete.”
Di fronte ai capricci di Luisa che vuole giustificare le sue omissioni, leggete cosa dice Gesù a Luisa
"...Ed io, stringendomi nelle spalle, ho detto: “Mi è troppo duro il farlo e poi, chi si ricorderà il tutto?” E Gesù, sorridendo, ha soggiunto: “E se dopo la tua morte ti darò una pena di fuoco nelle mani in Purgatorio, che dirai?..."
"..Ora ecco la causa per cui mi son decisa ad accennare ai castighi, spero che Gesù perdonerà la mia omissione e prometto d’essere attenta per l’avvenire…"
Gesù l'ha chiamata a scrivere anche di questo, perché le persone possano vedere la sua mano negli eventi del mondo perché possano ritrovare la strada verso la santità (perché l'abbiamo perduta). Tu (Luisa) non lo vuoi fare? Gesù dice: Non vuoi prendere una penna e scrivere ciò che ritengo essere necessario che si scriva?
21 Dicembre 1914 Il più grande sollievo per Gesù è avere compagnia alle pene.
Stavo nel solito mio stato ed il benedetto Gesù, venendo tutto afflitto, mi ha detto: “Figlia mia, non ne posso più per il mondo, sollevami tu per tutti, fammi palpitare nel tuo cuore, affinché sentendo per mezzo del tuo cuore i palpiti di tutti, i peccati non mi vengano diretti, ma indiretti per mezzo del tuo cuore, altrimenti la mia giustizia metterà fuori tutti i castighi che mai ci sono stati.”
Molto interessante questo passaggio che può arricchire la nostra vita spirituale. Se i peccati delle persone giungono nel Cuore Sacratissimo di Gesù direttamente è una cosa, ma se giungono passando attraverso un altro cuore che li filtra, purifica, ripara ed aggiusta arriveranno indeboliti. E dal cuore di Gesù usciranno più fiumi di misericordia e di giustizia che castighi. Dio perdona nella misura in cui noi siamo pentiti, ma non dobbiamo dimenticare che dopo esserci pentiti e aver preso l'assoluzione, le pene temporali conseguente a quei peccati vanno riparate e soddisfatti. Che disequilibrio provocano i peccati non confessati.
"..E nell’atto di dire ciò ha immedesimato il suo cuore al mio e mi ha fatto sentire il suo palpito, ma chi può dire ciò che si sentiva, i peccati, come saette ferivano quel cuore e mentre io prendevo parte, Gesù ne aveva sollievo…" Luisa
Se aprissimo la mente riguardanti il peccato molte cose troverebbero la spiegazione.
"..Poi, sentendomi tutta immedesimata in Lui, pareva che racchiudessi la sua intelligenza, le sue mani, i suoi piedi e così di tutto il resto, ed io prendessi parte a tutte le offese di ciascun senso di creature, ma chi può dire come succedeva ciò? Poi Gesù ha soggiunto: “Avere compagnia alle pene è il più grande sollievo per Me, ecco perciò il mio Divin Padre dopo la mia Incarnazione non fu così inesorabile, ma più mite, perché non riceveva le offese direttamente, ma indirettamente, cioè, attraverso la mia Umanità, che gli faceva continuo riparo. Così Io vado trovando anime che si mettano tra Me e le creature, altrimenti renderò il mondo un mucchio di rovine.”
A volte una persona dice che il Dio dell'AT non è quello del NT. Ma c'è una grande differenza tra la storia dell'AT e NT che è Gesù, che si è messo tra le creature e Dio come Sommo Pontefice, come Redentore tra l'Umanità e il Padre. Se prima le colpe arrivavano al Padre direttamente adesso ci sono le sue piaghe, la sua Croce ecc... che si prende le sue pene. Cristo è il capo di un Cristo totale che è la Chiesa. Il Capo non può operare da solo, e noi che siamo il corpo di Cristo abbiamo bisogno di vivere in fusione con il Capo per poter operare insieme con Lui anche questa opera di Giustizia in modo tale che dal Cielo sulla terra non giungano castighi ma solo Grazie.
Il don vorrebbe parlarci di un' ultimo brano che vorrebbe spingersi a delle considerazioni sullo stato attuale della Chiesa
7 Marzo 1915 Castighi. I figli della Chiesa saranno i suoi più accaniti nemici.
Dio permette i castighi per il nostro bene. Certamente abbiamo una certa repulsione e la repulsione di Luisa sta nel fatto che la sua unione maggiore o minore con Gesù poteva aumentare o diminuire i flagelli. La sua unione con Gesù. Di fronte al male dilagante nel mondo, cosa possiamo fare per fermarlo? Proteste? No. L'unione con Gesù.
"...Se tu sapessi quanto soffro, ma l’ingratitudine delle creature mi costringe a ciò, i peccati enormi, l’incredulità, il voler quasi sfidarmi e questo è il meno,..." Gesù
Questi peccati giungono solo dalle creature lontane dalla Chiesa
"...se ti dicessi della parte religiosa! Quanti sacrilegi! Quante ribellioni! Quanti si fingono miei figli e sono i miei accaniti nemici! Questi finti figli sono usurpatori, interessati, increduli, i loro cuori sono sentine di vizi e questi figli saranno i primi a muovere guerra alla Chiesa e cercheranno di uccidere la propria Madre! Oh! quanti già stanno per uscire in campo, ora è guerra tra governi, paesi e fra poco guerreggeranno la Chiesa e i più nemici saranno i propri figli. Il mio cuore è lacerato dal dolore…" Gesù
Chi cercherà di uccidere la Chiesa (la Madre)? La parte religiosa della Chiesa.
"..Nonostante ciò tollero che passi questa burrasca e che la faccia della terra e le chiese siano lavate dal sangue di quegli stessi che le hanno imbrattate e contaminate. Anche tu unisciti al mio dolore, prega ed abbi pazienza di veder passare questa burrasca.” Ma chi può dire il mio strazio? Mi sentivo più morta che viva. Sia sempre benedetto Gesù e sia fatto sempre il suo Santo Volere.
Che vogliamo fare noi? Da quale parte vogliamo fare? Che missione vogliamo svolgere? Abbattere ulteriormente la Chiesa, seminare ulteriore sofferenza della Chiesa? Collaborare con i nemici della Chiesa? O vogliamo essere coloro che sosterranno la Chiesa, soffrendo con pazienza, pregando con costanza ed aspettando che passi questo tempo burrascoso. E' facile lamentarsi e fare diagnosi, lo sanno fare tutti, ma Luisa non faceva questo. Gesù a Luisa non chiedeva questo. Gesù a Luisa chiedeva a questo: di prendere parte alle sue sofferenze.
meditazione di Don PierPaolo Maria Cilla
Un dono ( la divina volontà) che Dio ha deciso di regalare alle persone. In questa puntata affronteremo un tema scomodo, un po' politicamente scorretto. Parleremo della necessità dei castighi, per alcuni cose fuori luogo. Ma se noi crediamo, tutto ciò che Dio vuole e permette è sempre e solo amore. E come dice la scrittura stessa, dice che un padre ama i propri figli quando li castiga, cioè li rende casti e pure. Non dobbiamo aver paura di parlare di un qualcosa di cui non si parla più. Oggi viviamo in un contesto in cui ciò che sembra essere la verità è ciò che dice la maggioranza. Ma ciò è sbagliato, perché anche se nessuno riconoscesse la Verità, la Verità rimane tale. E in Dio tutto è perfetto equilibrio. E tutti noi viviamo in Dio, perché anche nascendo, siamo rimasti legati a Dio e tutta la nostra vita si ripercuote in Dio, nel Bene e nel Male. Dio è ogni Giustizia, ogni virtù, ogni bene ecc...
20 Novembre 1914 Necessità di scrivere circa i castighi. La Divina Volontà e l’amore formano nell’anima la vita e la Passione di Gesù.
Luisa fa propria questa reticenza a parlare e scrivere circa i castighi.
Mi sentivo molto afflitta per le privazioni di Gesù benedetto e molto più per i flagelli che attualmente stanno piovendo sulla terra e che tante volte Gesù mi aveva detto tanti anni prima. Mi pare proprio che in tanti anni che mi ha tenuto in letto, dividevamo insieme il peso del mondo, soffrivamo e lavoravamo insieme a pro di tutte le creature. Mi pare che lo stato di vittima in cui l’amabile Gesù mi aveva messo, concatenava insieme tra me e Lui tutte le creature, non vi era cosa che facesse, o castigo che dovesse mandare, che non me lo facesse sapere ed io tanto facevo presso di Lui, in modo che o dimezzava il castigo o non lo faceva affatto….." Luisa
Noi, quando guardiamo la realtà, guardiamo solo la scorza della realtà, ma c'è qualcosa di invisibile da vedere ma un'anima di fede vede ciò che gli altri non vedono. Di fronte alle grandi ingiustizie e dolori (causate dalla nostra volontà umana staccata da quella divina), noi sentiamo ribollirci il sangue --- saper riconoscere la volontà permssiva di Dio che permette un male per risvegliare la carità, lo zelo e l'amore nei propri figli e svegliarli da un sonno nel quale sono ricaduti e riconoscere la mano di Padre, la mano che sa scuotere il proprio figlio che si sta lasciando vincere dal sonno... questo è proprio di un'anima amante e di fede.
Cos'è un'anima vittima?
Luisa è stata messa a letto per anni perchè lei potesse condividere il peso di tutte le creature. In modo tale che quel perfetto equilibrio che è in Dio fosse mantenuto nel modo più possibile, in modo tale che i castighi fossero diminuiti. Perchè c'è un'anima vittima che li prende su di sè.
"...Oh! come mi affligge il pensiero che Gesù abbia ritirato a Sé tutto il peso delle creature e che io, come indegna di lavorare insieme con Lui, sia stata messa da parte...." Luisa
Luisa si lamenta non quando il Signore gli chiede di portare un pò di più del peso delle anime del mondo, Gesù è e rimane Dio e Redentore ma ci chiama tutti quanti a partecipare o collaborare come sue membra all'unica Redenzione operata. Magari siamo noi che ci lamentiamo quando il Signore sceglie me o te per essere un puntello su cui appoggiarsi e non far cadere sul mondo quello che si merita. Luisa si lamenta che Gesù l'abbia lasciata da parte, perchè significa che per tenere tutto in equilibrio dal Cielo cadranno permissioni di sofferenza maggiori.
"...Ma altre afflizioni ancora, ché Gesù nelle scappatine che fa continua a dirmi che le guerre, i flagelli che ci sono, sono nulla ancora,...." Luisa
Ma qua siamo nel 1914 ( 1° guerra mondiale).
"...mentre pare che sono troppo, ed altre nazioni si metteranno in guerra, non solo e col tempo svolgeranno guerre contro la Chiesa,...." Luisa
Oggi abbiamo un sacco di martiri.
"..Quante chiese saranno profanate! Io, veramente ho omesso per circa due anni nello scrivere i castighi che Gesù spesso spesso mi ha manifestato, sia perché sono cose ripetute e sia perché scrivere sui castighi mi fa tanto male che non posso andare avanti, però Gesù, una sera mentre scrivevo ciò che mi aveva detto sulla sua Santissima Volontà, siccome avevo tralasciato ciò che mi aveva detto dei castighi, rimproverandomi dolcemente, mi disse: “Perché non hai scritto tutto?”...."
Anche a noi dà fastidio sentire parlare dei castighi, ma se non vogliamo ricevere una tirata d'orecchi da Gesù dobbiamo dire le cose come stanno.
"...Ed io: “Amor mio, non mi sembrava necessario e poi Tu sai quanto soffro.” E Gesù: “Figlia mia, se non fosse necessario non te lo direi e poi, essendo il tuo stato di vittima concatenato con gli eventi che la mia provvidenza dispone sulle creature e poiché nei tuoi scritti si vede questo concatenamento tra te e Me e tra le creature e le tue sofferenze per impedire flagelli, ora se si vedesse questo vuoto la cosa comparirebbe scordante ed incompleta, ed Io non so fare cose scordanti ed incomplete.”
Di fronte ai capricci di Luisa che vuole giustificare le sue omissioni, leggete cosa dice Gesù a Luisa
"...Ed io, stringendomi nelle spalle, ho detto: “Mi è troppo duro il farlo e poi, chi si ricorderà il tutto?” E Gesù, sorridendo, ha soggiunto: “E se dopo la tua morte ti darò una pena di fuoco nelle mani in Purgatorio, che dirai?..."
"..Ora ecco la causa per cui mi son decisa ad accennare ai castighi, spero che Gesù perdonerà la mia omissione e prometto d’essere attenta per l’avvenire…"
Gesù l'ha chiamata a scrivere anche di questo, perché le persone possano vedere la sua mano negli eventi del mondo perché possano ritrovare la strada verso la santità (perché l'abbiamo perduta). Tu (Luisa) non lo vuoi fare? Gesù dice: Non vuoi prendere una penna e scrivere ciò che ritengo essere necessario che si scriva?
21 Dicembre 1914 Il più grande sollievo per Gesù è avere compagnia alle pene.
Stavo nel solito mio stato ed il benedetto Gesù, venendo tutto afflitto, mi ha detto: “Figlia mia, non ne posso più per il mondo, sollevami tu per tutti, fammi palpitare nel tuo cuore, affinché sentendo per mezzo del tuo cuore i palpiti di tutti, i peccati non mi vengano diretti, ma indiretti per mezzo del tuo cuore, altrimenti la mia giustizia metterà fuori tutti i castighi che mai ci sono stati.”
Molto interessante questo passaggio che può arricchire la nostra vita spirituale. Se i peccati delle persone giungono nel Cuore Sacratissimo di Gesù direttamente è una cosa, ma se giungono passando attraverso un altro cuore che li filtra, purifica, ripara ed aggiusta arriveranno indeboliti. E dal cuore di Gesù usciranno più fiumi di misericordia e di giustizia che castighi. Dio perdona nella misura in cui noi siamo pentiti, ma non dobbiamo dimenticare che dopo esserci pentiti e aver preso l'assoluzione, le pene temporali conseguente a quei peccati vanno riparate e soddisfatti. Che disequilibrio provocano i peccati non confessati.
"..E nell’atto di dire ciò ha immedesimato il suo cuore al mio e mi ha fatto sentire il suo palpito, ma chi può dire ciò che si sentiva, i peccati, come saette ferivano quel cuore e mentre io prendevo parte, Gesù ne aveva sollievo…" Luisa
Se aprissimo la mente riguardanti il peccato molte cose troverebbero la spiegazione.
"..Poi, sentendomi tutta immedesimata in Lui, pareva che racchiudessi la sua intelligenza, le sue mani, i suoi piedi e così di tutto il resto, ed io prendessi parte a tutte le offese di ciascun senso di creature, ma chi può dire come succedeva ciò? Poi Gesù ha soggiunto: “Avere compagnia alle pene è il più grande sollievo per Me, ecco perciò il mio Divin Padre dopo la mia Incarnazione non fu così inesorabile, ma più mite, perché non riceveva le offese direttamente, ma indirettamente, cioè, attraverso la mia Umanità, che gli faceva continuo riparo. Così Io vado trovando anime che si mettano tra Me e le creature, altrimenti renderò il mondo un mucchio di rovine.”
A volte una persona dice che il Dio dell'AT non è quello del NT. Ma c'è una grande differenza tra la storia dell'AT e NT che è Gesù, che si è messo tra le creature e Dio come Sommo Pontefice, come Redentore tra l'Umanità e il Padre. Se prima le colpe arrivavano al Padre direttamente adesso ci sono le sue piaghe, la sua Croce ecc... che si prende le sue pene. Cristo è il capo di un Cristo totale che è la Chiesa. Il Capo non può operare da solo, e noi che siamo il corpo di Cristo abbiamo bisogno di vivere in fusione con il Capo per poter operare insieme con Lui anche questa opera di Giustizia in modo tale che dal Cielo sulla terra non giungano castighi ma solo Grazie.
Il don vorrebbe parlarci di un' ultimo brano che vorrebbe spingersi a delle considerazioni sullo stato attuale della Chiesa
7 Marzo 1915 Castighi. I figli della Chiesa saranno i suoi più accaniti nemici.
Dio permette i castighi per il nostro bene. Certamente abbiamo una certa repulsione e la repulsione di Luisa sta nel fatto che la sua unione maggiore o minore con Gesù poteva aumentare o diminuire i flagelli. La sua unione con Gesù. Di fronte al male dilagante nel mondo, cosa possiamo fare per fermarlo? Proteste? No. L'unione con Gesù.
"...Se tu sapessi quanto soffro, ma l’ingratitudine delle creature mi costringe a ciò, i peccati enormi, l’incredulità, il voler quasi sfidarmi e questo è il meno,..." Gesù
Questi peccati giungono solo dalle creature lontane dalla Chiesa
"...se ti dicessi della parte religiosa! Quanti sacrilegi! Quante ribellioni! Quanti si fingono miei figli e sono i miei accaniti nemici! Questi finti figli sono usurpatori, interessati, increduli, i loro cuori sono sentine di vizi e questi figli saranno i primi a muovere guerra alla Chiesa e cercheranno di uccidere la propria Madre! Oh! quanti già stanno per uscire in campo, ora è guerra tra governi, paesi e fra poco guerreggeranno la Chiesa e i più nemici saranno i propri figli. Il mio cuore è lacerato dal dolore…" Gesù
Chi cercherà di uccidere la Chiesa (la Madre)? La parte religiosa della Chiesa.
"..Nonostante ciò tollero che passi questa burrasca e che la faccia della terra e le chiese siano lavate dal sangue di quegli stessi che le hanno imbrattate e contaminate. Anche tu unisciti al mio dolore, prega ed abbi pazienza di veder passare questa burrasca.” Ma chi può dire il mio strazio? Mi sentivo più morta che viva. Sia sempre benedetto Gesù e sia fatto sempre il suo Santo Volere.
Che vogliamo fare noi? Da quale parte vogliamo fare? Che missione vogliamo svolgere? Abbattere ulteriormente la Chiesa, seminare ulteriore sofferenza della Chiesa? Collaborare con i nemici della Chiesa? O vogliamo essere coloro che sosterranno la Chiesa, soffrendo con pazienza, pregando con costanza ed aspettando che passi questo tempo burrascoso. E' facile lamentarsi e fare diagnosi, lo sanno fare tutti, ma Luisa non faceva questo. Gesù a Luisa non chiedeva questo. Gesù a Luisa chiedeva a questo: di prendere parte alle sue sofferenze.
meditazione di Don PierPaolo Maria Cilla
mercoledì 5 novembre 2025
Confidare in Dio solo
Gesù le parla del valore della Croce e le spiega come, perché l'amore e la virtù abbia valore ai Suoi occhi, deve avere sempre Lui come principio e fine. Mai confidare e fidarsi di se stessi e delle proprie forze, ma di Dio solo e della sua potenza. Danni del turbamento all'anima e alla vita divina che ha in sé. Libro di cielo volume 6, capitoli dal 96 al 99, 5-28 Marzo 1905, 2 Ottobre 2018
05 Marzo 1905 Parla della croce
“Figlia mia, la croce è sostegno dei deboli, è fortezza dei forti, è germe e custodia della verginità.” (Gesù).
Germe e custodia della verginità del corpo e dell'anima, la verginità dell'anima è la purezza dal peccato ed astinenza dal peccato. La croce comporta una sofferenza e i rapporti sessuali sono l'opposto; se l'anima sta santamente in croce è fortemente unita a Gesù e difficilmente pecca volontariamente. Un senso per cui la croce è la fortezza dei deboli è quando il Signore la usa per staccarci da un vizio o difetto e anche se porta sofferenza; è fortezza dei forti perchè i forti sanno fare della croce uno strumento per essere dei piccoli Corredentori e per mezzo della loro immolazione si ottengono frutti di salvezza per molti. Non c'è vita cristiana senza croce.
20 Marzo 1905 Il vero amore e le vere virtù debbono avere il loro principio in Dio
(Gesù)“Per esempio: un confessore lavora, si sacrifica tanto per un’anima, è cosa santa, apparentemente dà dell’eroismo; eppure se fa ciò perché ha ottenuto o spera d’ottenere qualche cosa, il principio del suo sacrificio non è in Dio, ma in se stesso e per se stesso, quindi non può dirsi virtù.”
I veri fini delle nostre intenzioni, quali sono? Spesso sono difficili da scovare. Questo vale anche per noi, i grandi esami di coscienza (tra le varie cose) devono prendere anche le cose buone: sono mossi dall'amore di Gesù o della Madonna? Lo facciamo per farci vedere da qualcuno? Davanti a Lui le azioni fatte con doppi fini non hanno valore e quindi vanno rettificate; ma per farlo dobbiamo farci un sincero esame di coscienza.
23 Marzo 1905 Gloria e compiacimento di Gesù
Non dobbiamo confidare e fidarci di noi stessi
“Il tutto sta nella sconfidenza e timore dell’anima in se stessa e nella confidenza e coraggio in Dio.” - Gesù.
Dobbiamo sempre pensare che siamo vasi inaciditi, noi siamo buoni solo a sporcare e rovinare tutto il patrimonio che il Signore ci invia nelle nostre anime (trattato della Vera Devozione). A fianco questo ci dev'essere una grande confidenza in Dio, non mi fido di me ma di Dio (San Pietro: nel Tuo nome getterò le reti) - impossibile presso gli uomini ma possibile presso Dio. Dov'è il nostro appoggio? Pietro ha rinnegato il Signore perchè si è fidato di sè stesso e non avendo il santo timore di sè è andato dove non doveva andare. Dobbiamo imparare ad essere piccoli e nell'umiltà e di non fidarci di cosa ci passa per la testa. Confidenza e coraggio in Dio solo.
28 Marzo 1905 Effetti del turbamento. Incontro continuo di Gesù con l’anima.
“Figlia mia, anche coll’anima mi incontro continuamente e se nell’incontro che faccio coll’anima la trovo in atto di esercitare le virtù ed unita a me, mi ricompensa dal dolore che soffrii quando incontrai la mia Madre così addolorata per causa mia.”(Gesù)
Stiamo lontano dalle cose che ci turbano. Gesù forma in ogni anima una vita divina e se questa anima si turba questa vita divina si disturba, il turbamento fa perdere la lucidità e la virtù e si segue il principio del turbamento (anche piccolo) che può farci cadere nel turbamento. Gesù ci incontra continuamente e come ci trova quando ci incontra? stiamo esercitando le virtù? Se sì lo stiamo ricompensando del dolore che soffrì. Lontano il turbamento che ci impedisce di essere attivi e solleciti e lavoro costante e continuo su noi stessi e per consolare il Cuore di Gesù.
05 Marzo 1905 Parla della croce
“Figlia mia, la croce è sostegno dei deboli, è fortezza dei forti, è germe e custodia della verginità.” (Gesù).
Germe e custodia della verginità del corpo e dell'anima, la verginità dell'anima è la purezza dal peccato ed astinenza dal peccato. La croce comporta una sofferenza e i rapporti sessuali sono l'opposto; se l'anima sta santamente in croce è fortemente unita a Gesù e difficilmente pecca volontariamente. Un senso per cui la croce è la fortezza dei deboli è quando il Signore la usa per staccarci da un vizio o difetto e anche se porta sofferenza; è fortezza dei forti perchè i forti sanno fare della croce uno strumento per essere dei piccoli Corredentori e per mezzo della loro immolazione si ottengono frutti di salvezza per molti. Non c'è vita cristiana senza croce.
20 Marzo 1905 Il vero amore e le vere virtù debbono avere il loro principio in Dio
(Gesù)“Per esempio: un confessore lavora, si sacrifica tanto per un’anima, è cosa santa, apparentemente dà dell’eroismo; eppure se fa ciò perché ha ottenuto o spera d’ottenere qualche cosa, il principio del suo sacrificio non è in Dio, ma in se stesso e per se stesso, quindi non può dirsi virtù.”
I veri fini delle nostre intenzioni, quali sono? Spesso sono difficili da scovare. Questo vale anche per noi, i grandi esami di coscienza (tra le varie cose) devono prendere anche le cose buone: sono mossi dall'amore di Gesù o della Madonna? Lo facciamo per farci vedere da qualcuno? Davanti a Lui le azioni fatte con doppi fini non hanno valore e quindi vanno rettificate; ma per farlo dobbiamo farci un sincero esame di coscienza.
23 Marzo 1905 Gloria e compiacimento di Gesù
Non dobbiamo confidare e fidarci di noi stessi
“Il tutto sta nella sconfidenza e timore dell’anima in se stessa e nella confidenza e coraggio in Dio.” - Gesù.
Dobbiamo sempre pensare che siamo vasi inaciditi, noi siamo buoni solo a sporcare e rovinare tutto il patrimonio che il Signore ci invia nelle nostre anime (trattato della Vera Devozione). A fianco questo ci dev'essere una grande confidenza in Dio, non mi fido di me ma di Dio (San Pietro: nel Tuo nome getterò le reti) - impossibile presso gli uomini ma possibile presso Dio. Dov'è il nostro appoggio? Pietro ha rinnegato il Signore perchè si è fidato di sè stesso e non avendo il santo timore di sè è andato dove non doveva andare. Dobbiamo imparare ad essere piccoli e nell'umiltà e di non fidarci di cosa ci passa per la testa. Confidenza e coraggio in Dio solo.
28 Marzo 1905 Effetti del turbamento. Incontro continuo di Gesù con l’anima.
“Figlia mia, anche coll’anima mi incontro continuamente e se nell’incontro che faccio coll’anima la trovo in atto di esercitare le virtù ed unita a me, mi ricompensa dal dolore che soffrii quando incontrai la mia Madre così addolorata per causa mia.”(Gesù)
Stiamo lontano dalle cose che ci turbano. Gesù forma in ogni anima una vita divina e se questa anima si turba questa vita divina si disturba, il turbamento fa perdere la lucidità e la virtù e si segue il principio del turbamento (anche piccolo) che può farci cadere nel turbamento. Gesù ci incontra continuamente e come ci trova quando ci incontra? stiamo esercitando le virtù? Se sì lo stiamo ricompensando del dolore che soffrì. Lontano il turbamento che ci impedisce di essere attivi e solleciti e lavoro costante e continuo su noi stessi e per consolare il Cuore di Gesù.
sabato 1 novembre 2025
I veri contenti dell'anima
Gesù le spiega quali sono i quattro veri contenti dell'anima, da ricercare in Dio solo. Le parla dell'umiltà come "fiore senza spine". Le consegna la chiave della Divina Volontà. Libro di cielo volume 6, capitoli 93-95, 10 e 24 Febbraio e 2 Marzo 1905, 1 Ottobre 2018
10 Febbraio 1905 Quali sono i contenti dell’anima.
La felicità di ogni anima è Dio solo, tutti i contenti hanno a che fare con Dio; possiamo comprendere (al contrario) che chi non pone in Dio la contentezza non sarà mai felice; queste cose non sono soggettive ma sono cose oggettive. Chi cerca il contento fuori di Dio non lo trova, non può, non sarà mai perfettamente contento. Il primo contento dell'anima è Dio solo quindi dobbiamo chiederci se ci crediamo o se la nostra anima è divisa tra tante fonti di gratificazione, l'anima dentro di sè -- dobbiamo imparare a vedere Dio dentro e fuori di sè. Una vita matura nella DV porta a vedere il Signore dovunque anche dentro. Santa Teresina aveva imparato a guardarlo dentro di sè ed è una delle tre donne che ha il titolo di Dottore della Chiesa. Giri nel nostro corpo? Quando un'anima è in questo ambiente divino, la mente non si riesce a distrarre perchè *la mente si alimenta di ciò che pensa* . A chi pensiamo noi? Il fine della vita nella DV è pensare sempre e solo a Gesù o Maria e si guarda (nel lavoro) ciò che piace al Signore. Soffrire per Dio (il quarto e il più grande) ("..anzi desidera di più patire per amore suo, per potergli dire: “Vedi come Ti amo?” E questo è il maggiore di tutti i contenti.”. Gesù) Se noi non sappiamo soffrire per amore di Gesù, il nostro amore è solo con le parole e la lingua ma non con i fatti. La massima espressione d'amore per Gesù è il martirio. Uno spaccato di vita divina e di una vita felice.Il cuore si attacca a ciò che la mente pensa e la mente pensa a ciò a cui il cuore è attaccato. Pensi ciò che ami, ami ciò che pensi.
24 Febbraio 1905 Gesù parla sulla umiltà.
Dio può prendere quell'anima senza pungersi, un'anima completamente consegnata a Lui.
"..“Figlia mia, l’umiltà è un fiore senza spine e siccome è senza spine si può prendere in mano, si può stringere, si può mettere dove si vuole, senza timore di ricevere molestia o puntura.." Gesù. La Madonna è stata perfetta, la DV non ha barriere e non ha limiti. L'anima umile non ama a chiacchiere ma si consegna totalmente e l'anima umile non punge il prossimo, non dà fastidio. Non punge e non dà molestie ad altri. Un'anima umile non tratta male, in maniera volontaria, il prossimo.
"..Non solo, ma l’umiltà è un fiore che fortifica e rischiara la vista (interiore)e con la sua chiarezza si sa tenere lontano dalle stesse spine.”.
L'anima umile non permette che entrino dentro di sè spine per sè o per il prossimo.
02 Marzo 1905 Gesù le dà la chiave della sua Volontà.
Avere in mano la chiave della Divina Volontà. Questa chiave serve ad aprire un palazzo dove c'è Gesù addormentato e viene da pensare che questo palazzo è la nostra anima (Santa Teresa d'Avila nel Castello Interiore descrive la nostra anima come un castello a cerchi concentrici dove al centro c'è Dio...Il Regno di Dio è dentro di voi dice Gesù...La DV è una vita tutta interiore). Se il Signore ci dona la Chiave, si comincia a fare vita interiore (tra le altre cose significa una grande capacità di silenzio interiore ed esteriore, una certa inclinazione a stare da soli con il Signore, Il Signore lo si incontra nel silenzio interiore, farci una celletta interiore come diceva Santa Caterina da Siena). E' un cammino e non una cosa dall'oggi al domani. Nella DV non ci sono nuove preghiere esistenti (salvo i giri) ma c'è una preghiera profonda a tu per tu con Gesù e Maria.
10 Febbraio 1905 Quali sono i contenti dell’anima.
La felicità di ogni anima è Dio solo, tutti i contenti hanno a che fare con Dio; possiamo comprendere (al contrario) che chi non pone in Dio la contentezza non sarà mai felice; queste cose non sono soggettive ma sono cose oggettive. Chi cerca il contento fuori di Dio non lo trova, non può, non sarà mai perfettamente contento. Il primo contento dell'anima è Dio solo quindi dobbiamo chiederci se ci crediamo o se la nostra anima è divisa tra tante fonti di gratificazione, l'anima dentro di sè -- dobbiamo imparare a vedere Dio dentro e fuori di sè. Una vita matura nella DV porta a vedere il Signore dovunque anche dentro. Santa Teresina aveva imparato a guardarlo dentro di sè ed è una delle tre donne che ha il titolo di Dottore della Chiesa. Giri nel nostro corpo? Quando un'anima è in questo ambiente divino, la mente non si riesce a distrarre perchè *la mente si alimenta di ciò che pensa* . A chi pensiamo noi? Il fine della vita nella DV è pensare sempre e solo a Gesù o Maria e si guarda (nel lavoro) ciò che piace al Signore. Soffrire per Dio (il quarto e il più grande) ("..anzi desidera di più patire per amore suo, per potergli dire: “Vedi come Ti amo?” E questo è il maggiore di tutti i contenti.”. Gesù) Se noi non sappiamo soffrire per amore di Gesù, il nostro amore è solo con le parole e la lingua ma non con i fatti. La massima espressione d'amore per Gesù è il martirio. Uno spaccato di vita divina e di una vita felice.Il cuore si attacca a ciò che la mente pensa e la mente pensa a ciò a cui il cuore è attaccato. Pensi ciò che ami, ami ciò che pensi.
24 Febbraio 1905 Gesù parla sulla umiltà.
Dio può prendere quell'anima senza pungersi, un'anima completamente consegnata a Lui.
"..“Figlia mia, l’umiltà è un fiore senza spine e siccome è senza spine si può prendere in mano, si può stringere, si può mettere dove si vuole, senza timore di ricevere molestia o puntura.." Gesù. La Madonna è stata perfetta, la DV non ha barriere e non ha limiti. L'anima umile non ama a chiacchiere ma si consegna totalmente e l'anima umile non punge il prossimo, non dà fastidio. Non punge e non dà molestie ad altri. Un'anima umile non tratta male, in maniera volontaria, il prossimo.
"..Non solo, ma l’umiltà è un fiore che fortifica e rischiara la vista (interiore)e con la sua chiarezza si sa tenere lontano dalle stesse spine.”.
L'anima umile non permette che entrino dentro di sè spine per sè o per il prossimo.
02 Marzo 1905 Gesù le dà la chiave della sua Volontà.
Avere in mano la chiave della Divina Volontà. Questa chiave serve ad aprire un palazzo dove c'è Gesù addormentato e viene da pensare che questo palazzo è la nostra anima (Santa Teresa d'Avila nel Castello Interiore descrive la nostra anima come un castello a cerchi concentrici dove al centro c'è Dio...Il Regno di Dio è dentro di voi dice Gesù...La DV è una vita tutta interiore). Se il Signore ci dona la Chiave, si comincia a fare vita interiore (tra le altre cose significa una grande capacità di silenzio interiore ed esteriore, una certa inclinazione a stare da soli con il Signore, Il Signore lo si incontra nel silenzio interiore, farci una celletta interiore come diceva Santa Caterina da Siena). E' un cammino e non una cosa dall'oggi al domani. Nella DV non ci sono nuove preghiere esistenti (salvo i giri) ma c'è una preghiera profonda a tu per tu con Gesù e Maria.
venerdì 24 ottobre 2025
Perseveranza e libero arbitrio
Gesù le spiega l'importanza capitale della perseveranza e le gravissime conseguenze della sua mancanza. Le parla del libero arbitrio e dell'estrema sua serietà, spiegandole come dal suo buon esercizio dipenda la sorte dell'uomo. Libro di cielo volume 6, capitoli 79 e 80, 29 Ottobre e 13 Novembre 1904, 21 Settembre 2018.
Questi due paragrafi sono importantissimi perchè spiegano le due colonne portanti della nostra santità: il primo è il libero arbitrio, fatto reale e molto serio e secondo la perseveranza perchè senza di essa si vanificano i disegni di Dio e si sperde la propria perfezione e la propria santità.
29 Ottobre 1904
La catena delle grazie è concatenata alle opere perseveranti. Tutti i mali stanno racchiusi nel non operare con perseveranza.
L'uomo non può fare nessun atto buono e meritorio senza l'impulso della grazia preveniente e la grazia concomitante (che accompagna il fare il bene) e il Concilio di Trento dice che è un problema di buona volontà, l'uomo deve cooperare con la grazia che riceve altrimenti a chi non ha sarà tolto anche quello che non ha. Se non sei perseverante vuol dire che tu stai sciupando un dono ricevuto e ti stai burlando della stessa grazia. Mi piace e lo faccio, vado a Messa quando mi sento e domani non mi sento e non ci vado.. questo è sbagliato. La perseveranza è un sacrificio che si fa quotidianamente ed è la condizione per raggiungere la Santità.
"..Tutto, tutto dipende dal modo di operare con perseveranza, la catena delle mie grazie è concatenata alle opere perseveranti; sicché, se l’anima fa delle sfuggite rompe questa catena e chi l’assicura che tornerà di nuovo nella catena? I miei disegni si compiono solamente in chi lega le sue opere alla perseveranza...."Gesù
Ogni volta che tu cooperi attivamente con la grazia perseverando nel Bene, dimostri gratitudine per la Grazia, l'accogli e la traffichi; vuol dire che riceverai un'altra grazia e di seguito. La Santità necessita di anello dopo anello e non vanno fatti passi falsi o indietro. Non si può scherzare con la bontà di Dio e della sua Misericordia, se tu spezzi una catena in maniera brusca; di per sè stessa la persona si mette in separazione con Dio e la Grazia non tornerà (non c'è sicurezza che arrivi). Il Signore ama sì la persona ma non ci autorizza a metterlo alla prova.
Prendiamo sul serio questo paragrafo se abbiamo la Santità a cuore
Il mondo della DV presuppone un'apertura su una miriadi di fronti (scelte, prontezza nell'azione, discernimento, la perseveranza specie nelle preghiere, i giri, i Ti Amo, la Volontà di Dio ordinaria, ecc...); io non posso trascurare nessuna di queste cose per questo devo metterci tutta l'attenzione.
13 Novembre 1904
La creatura non sarebbe mai stata degna dell’amor divino senza il libero arbitrio.
Gesù ci rivela qualcosa di intimo. Il libero arbitrio è purtroppo il fondamento dell'umana volontà, è la causa prima, ultima e diretta di tutti i mali che esistono ed è anche la causa della dannazione di chi fallisce la propria vita. Il libero arbitrio è ciò che ci rende (in forma creaturale) somiglianti con il Signore. Gesù vedeva (in quanto Dio) le anime dannate. Se Gesù avesse distrutto tutti i peccati, castighi e salvare le anime avrebbe dovuto distruggere il libero arbitrio delle creature quindi non creare persone umane ma animali pre determinati. Ma in questo stato l'uomo non sarebbe stato degno dell'Amore Divino, Gesù vuole una nostra risposta come una storia a due. Se si dimostra che la persona non era profondamente libera al momento del Matrimonio, il matrimonio è nullo. Dio guarda come la creatura accoglie il suo amore e come contraccambia; a volte il Signore esorta, avverte la persona. L'esercizio del libero arbitrio va fatto a due livelli per entrare nel regno della DV: 1) devi volere diventare Santo, come fai a diventare santo se non nutri con il cibo Divino per eccellenza? e qui c'è la prima scelta: voglio vivere la santità o no? poi ci sono le scelte quotidiane che devono essere perseveranti, bisogna avere le conoscenze. L'importante non è strafare ma farlo con costanza. Piccole e continue scelte. La nostra volontà rinuncia ai propri desideri e si conforma ogni giorno a quella Divina.
Questi due paragrafi sono importantissimi perchè spiegano le due colonne portanti della nostra santità: il primo è il libero arbitrio, fatto reale e molto serio e secondo la perseveranza perchè senza di essa si vanificano i disegni di Dio e si sperde la propria perfezione e la propria santità.
29 Ottobre 1904
La catena delle grazie è concatenata alle opere perseveranti. Tutti i mali stanno racchiusi nel non operare con perseveranza.
L'uomo non può fare nessun atto buono e meritorio senza l'impulso della grazia preveniente e la grazia concomitante (che accompagna il fare il bene) e il Concilio di Trento dice che è un problema di buona volontà, l'uomo deve cooperare con la grazia che riceve altrimenti a chi non ha sarà tolto anche quello che non ha. Se non sei perseverante vuol dire che tu stai sciupando un dono ricevuto e ti stai burlando della stessa grazia. Mi piace e lo faccio, vado a Messa quando mi sento e domani non mi sento e non ci vado.. questo è sbagliato. La perseveranza è un sacrificio che si fa quotidianamente ed è la condizione per raggiungere la Santità.
"..Tutto, tutto dipende dal modo di operare con perseveranza, la catena delle mie grazie è concatenata alle opere perseveranti; sicché, se l’anima fa delle sfuggite rompe questa catena e chi l’assicura che tornerà di nuovo nella catena? I miei disegni si compiono solamente in chi lega le sue opere alla perseveranza...."Gesù
Ogni volta che tu cooperi attivamente con la grazia perseverando nel Bene, dimostri gratitudine per la Grazia, l'accogli e la traffichi; vuol dire che riceverai un'altra grazia e di seguito. La Santità necessita di anello dopo anello e non vanno fatti passi falsi o indietro. Non si può scherzare con la bontà di Dio e della sua Misericordia, se tu spezzi una catena in maniera brusca; di per sè stessa la persona si mette in separazione con Dio e la Grazia non tornerà (non c'è sicurezza che arrivi). Il Signore ama sì la persona ma non ci autorizza a metterlo alla prova.
Prendiamo sul serio questo paragrafo se abbiamo la Santità a cuore
Il mondo della DV presuppone un'apertura su una miriadi di fronti (scelte, prontezza nell'azione, discernimento, la perseveranza specie nelle preghiere, i giri, i Ti Amo, la Volontà di Dio ordinaria, ecc...); io non posso trascurare nessuna di queste cose per questo devo metterci tutta l'attenzione.
13 Novembre 1904
La creatura non sarebbe mai stata degna dell’amor divino senza il libero arbitrio.
Gesù ci rivela qualcosa di intimo. Il libero arbitrio è purtroppo il fondamento dell'umana volontà, è la causa prima, ultima e diretta di tutti i mali che esistono ed è anche la causa della dannazione di chi fallisce la propria vita. Il libero arbitrio è ciò che ci rende (in forma creaturale) somiglianti con il Signore. Gesù vedeva (in quanto Dio) le anime dannate. Se Gesù avesse distrutto tutti i peccati, castighi e salvare le anime avrebbe dovuto distruggere il libero arbitrio delle creature quindi non creare persone umane ma animali pre determinati. Ma in questo stato l'uomo non sarebbe stato degno dell'Amore Divino, Gesù vuole una nostra risposta come una storia a due. Se si dimostra che la persona non era profondamente libera al momento del Matrimonio, il matrimonio è nullo. Dio guarda come la creatura accoglie il suo amore e come contraccambia; a volte il Signore esorta, avverte la persona. L'esercizio del libero arbitrio va fatto a due livelli per entrare nel regno della DV: 1) devi volere diventare Santo, come fai a diventare santo se non nutri con il cibo Divino per eccellenza? e qui c'è la prima scelta: voglio vivere la santità o no? poi ci sono le scelte quotidiane che devono essere perseveranti, bisogna avere le conoscenze. L'importante non è strafare ma farlo con costanza. Piccole e continue scelte. La nostra volontà rinuncia ai propri desideri e si conforma ogni giorno a quella Divina.
domenica 12 ottobre 2025
Divinizzare e santificare le nostre azioni
Gesù le spiega come si possono e si devono santificare e divinizzare le azioni umane e quale grandissimo sciupio di grazie fanno coloro che ciò omettono di fare. Due chiari criteri per comprendere se ci si trova nell'illusione spirituale. Libro di cielo volume 6, capitoli 84-85, 29 Novembre e 3 Dicembre 1904, 26 Settembre 2018
29 Novembre 1904 La Divinità di Gesù nella sua Umanità, scese nell’abisso più profondo di tutte le umiliazioni umane e divinizzò e santificò tutti gli atti umani.
“Figlia mia, la mia Divinità nella mia Umanità scese nell’abisso più profondo di tutte le umiliazioni umane, tanto che non ci fu alcun atto umano, per quanto basso e piccolo, che Io non divinizzai e santificai. E ciò per restituire all’uomo la raddoppiata sovranità, quella perduta nella Creazione e quella che le acquistai nella Redenzione. Ma l’uomo sempre ingrato e nemico di se stesso, ama essere schiavo, anziché sovrano, mentre poteva con un mezzo così facile, cioè coll’intenzione delle sue azioni unite alle mie, rendere le sue azioni meritorie del merito divino, ne fa uno sciupo e perde la divisa di re e la sovranità di se stesso.”
Per comprendere alcune cose è necessario avere alcune conoscenze di base. Luisa sta offrendo tutte le azioni del Signore per riparare le azioni fatte senza un fine soprannaturale o cattive, questo significa che un'azione di per sè stessa fatta senza fine soprannaturale è da riparare perchè c'è un vuoto di gloria dovuto a Dio, la Gloria di Dio si distingue in gloria oggettiva (in sè stesso, la sua Immensità, ecc.... Dio è glorioso) e questa dimensione deve essere riconosciuta e dimostrata (l'uomo vivente è gloria di Dio) quindi agire in maniera a Lui gradita è un mio dovere e questo concorrere a formare la Gloria soggettiva o accidentale e questa può essere tolta al Signore. E questo, in forza della giustizia, reclama riparazione. Il pregare attraverso i giri(quando si vede qualcosa di male da parte di qualcuno mettere il Ti Amo in quel cuore perchè il Ti Amo di Gesù faccia convertire la persona). Gesù ha divinizzato e santificato anche il più piccolo atto umano (tipo lavarsi i piedi) quindi questa azione indifferente è già stata santificata anche per noi, noi possiamo prendere queste azioni e prenderle (Vieni Divina Volontà nel mio lavarmi i piedi), con l'intenzione e l'unione delle azioni a quelle di Gesù le trasformiamo. Dobbiamo rendere più perfette le azioni; il Signore gradisce l'intenzione perchè dietro di essa c'è l'Amore di Gesù e accogliere il Suo Amore. Gesù ha raddoppiato la santità ma l'uomo ama essere schiavo anzichè sovrano. Cosa dice indirettamente Gesù? Un conto è stare da solo sostenuto con la grazia con le nostre miserie (pensieri cattivi, ecc..), attraverso questo esercizio piovono talmente tante grazie che tu interiormente senti aumentare la tua sovranità tu sè stesso. Fare questo esercizio fa acquistare più grazie e grandi. Quante occasioni di grazia perdiamo? Noi con l' #attopreventivo prendiamo le nostre azioni e le uniamo a quelle che ha fatto Gesù e riempiamo di meriti divini anche un respiro.
03 Dicembre 1904 Due domande per conoscere se è Dio o il demonio che opera in Luisa.
Luisa racconta una delle sue esperienze soprannaturali e poi si instaura un dialogo che Gesù ha voluto fargli vivere. 3 punti di esame che questo sacerdote fa sulle esperienze di Luisa. 1) Chissà quanti errori ci stanno, ma queste cose sono che la Divina Volontà permette per far capire che non è opera umana 2) Il controllo degli scritti delle persone che vengono beatificate, il sacerdote verte il discorso sulla possibile illusione, il timore moderato di illudersi è un segno buono perchè c'è l'umiltà. Il sacerdote sposta l'attenzione sull'illusione spirituale, tema molto affrontato. Una persona pensa di essere santa ma non lo è ed entrambe le due domande sono improntate sull'umiltà. Ti sei meritato le grazie? spesso bisogna entrare dentro di noi per capire cosa pensiamo. Un'anima buona potrebbe essere tentata, la coscienza di essere un nulla di fronte al Dio; difficile crederlo e pensarlo. 3) pace in terra agli uomini di buona volontà (gli angeli); Ed io: “Certo la grazia mi ha prevenuta sempre.” Lo crediamo e pensiamo veramente? Gesù dice che appena si vede appena il fumo della superbia bisogna darsela a gambe: dove c'è la superbia Dio non c'è mai. La grazia ci previene in tutto (vita ordinaria e straordinaria) e che nello stesso bene che noi facciamo non lo faremmo se non fossimo prevenuti dalla Grazia di Dio (poi ci vuole anche la nostra volontà).Se Dio non ci tenesse in vita e provvedesse a ciò che ci serve, non saremmo capaci di fare nulla..
29 Novembre 1904 La Divinità di Gesù nella sua Umanità, scese nell’abisso più profondo di tutte le umiliazioni umane e divinizzò e santificò tutti gli atti umani.
“Figlia mia, la mia Divinità nella mia Umanità scese nell’abisso più profondo di tutte le umiliazioni umane, tanto che non ci fu alcun atto umano, per quanto basso e piccolo, che Io non divinizzai e santificai. E ciò per restituire all’uomo la raddoppiata sovranità, quella perduta nella Creazione e quella che le acquistai nella Redenzione. Ma l’uomo sempre ingrato e nemico di se stesso, ama essere schiavo, anziché sovrano, mentre poteva con un mezzo così facile, cioè coll’intenzione delle sue azioni unite alle mie, rendere le sue azioni meritorie del merito divino, ne fa uno sciupo e perde la divisa di re e la sovranità di se stesso.”
Per comprendere alcune cose è necessario avere alcune conoscenze di base. Luisa sta offrendo tutte le azioni del Signore per riparare le azioni fatte senza un fine soprannaturale o cattive, questo significa che un'azione di per sè stessa fatta senza fine soprannaturale è da riparare perchè c'è un vuoto di gloria dovuto a Dio, la Gloria di Dio si distingue in gloria oggettiva (in sè stesso, la sua Immensità, ecc.... Dio è glorioso) e questa dimensione deve essere riconosciuta e dimostrata (l'uomo vivente è gloria di Dio) quindi agire in maniera a Lui gradita è un mio dovere e questo concorrere a formare la Gloria soggettiva o accidentale e questa può essere tolta al Signore. E questo, in forza della giustizia, reclama riparazione. Il pregare attraverso i giri(quando si vede qualcosa di male da parte di qualcuno mettere il Ti Amo in quel cuore perchè il Ti Amo di Gesù faccia convertire la persona). Gesù ha divinizzato e santificato anche il più piccolo atto umano (tipo lavarsi i piedi) quindi questa azione indifferente è già stata santificata anche per noi, noi possiamo prendere queste azioni e prenderle (Vieni Divina Volontà nel mio lavarmi i piedi), con l'intenzione e l'unione delle azioni a quelle di Gesù le trasformiamo. Dobbiamo rendere più perfette le azioni; il Signore gradisce l'intenzione perchè dietro di essa c'è l'Amore di Gesù e accogliere il Suo Amore. Gesù ha raddoppiato la santità ma l'uomo ama essere schiavo anzichè sovrano. Cosa dice indirettamente Gesù? Un conto è stare da solo sostenuto con la grazia con le nostre miserie (pensieri cattivi, ecc..), attraverso questo esercizio piovono talmente tante grazie che tu interiormente senti aumentare la tua sovranità tu sè stesso. Fare questo esercizio fa acquistare più grazie e grandi. Quante occasioni di grazia perdiamo? Noi con l' #attopreventivo prendiamo le nostre azioni e le uniamo a quelle che ha fatto Gesù e riempiamo di meriti divini anche un respiro.
03 Dicembre 1904 Due domande per conoscere se è Dio o il demonio che opera in Luisa.
Luisa racconta una delle sue esperienze soprannaturali e poi si instaura un dialogo che Gesù ha voluto fargli vivere. 3 punti di esame che questo sacerdote fa sulle esperienze di Luisa. 1) Chissà quanti errori ci stanno, ma queste cose sono che la Divina Volontà permette per far capire che non è opera umana 2) Il controllo degli scritti delle persone che vengono beatificate, il sacerdote verte il discorso sulla possibile illusione, il timore moderato di illudersi è un segno buono perchè c'è l'umiltà. Il sacerdote sposta l'attenzione sull'illusione spirituale, tema molto affrontato. Una persona pensa di essere santa ma non lo è ed entrambe le due domande sono improntate sull'umiltà. Ti sei meritato le grazie? spesso bisogna entrare dentro di noi per capire cosa pensiamo. Un'anima buona potrebbe essere tentata, la coscienza di essere un nulla di fronte al Dio; difficile crederlo e pensarlo. 3) pace in terra agli uomini di buona volontà (gli angeli); Ed io: “Certo la grazia mi ha prevenuta sempre.” Lo crediamo e pensiamo veramente? Gesù dice che appena si vede appena il fumo della superbia bisogna darsela a gambe: dove c'è la superbia Dio non c'è mai. La grazia ci previene in tutto (vita ordinaria e straordinaria) e che nello stesso bene che noi facciamo non lo faremmo se non fossimo prevenuti dalla Grazia di Dio (poi ci vuole anche la nostra volontà).Se Dio non ci tenesse in vita e provvedesse a ciò che ci serve, non saremmo capaci di fare nulla..
mercoledì 8 ottobre 2025
La Divina Volontà é libertà, Maria Ss la raccoglitrice degli atti
La Divina Volontà è una prigione, dove si sperimenta la massima libertà. Quanto più si fa penosa la vita terrena tanto più possiamo e dobbiamo sperderci nella vita di Cielo. La Regina del Cielo attende i nostri atti, per farli Suoi e offrirli al Padre. Il modo efficace per sostenere quanti soffrono. Libro di Cielo Trentesimo Volume, 8 Dicembre 1931.
8 Dicembre 1931 La Regina del Cielo ritiratrice degli atti buoni delle creature nei suoi mari di grazie.
Meditazione di una parte:
Seguo il mio abbandono nel Fiat Divino, le sue dolci catene mi stringono tanto, ma non per togliermi la libertà, no, no, ma per rendermi più libera nei campi divini e per tenermi difesa da tutti e da tutto, sicché io mi sento più sicura incatenata dalla Divina Volontà…. Luisa (testo meditato)
Luisa ha vissuto per decenni nel suo letto, ma abbiamo fatto esperienza di come Luisa sia stata una delle donne più libere perché non erano le mura e il letto le prigioni ma era la Divina Volontà. Lei in essa viveva e pensava a Lei. Quando una persona entra nella divina volontà una persona non ne vuol più uscire… non viene tolta la libertà ma viene data la libertà. In questi giorni di privazione (la meditazione è stata tenuta durante il lockdown) non vediamo l'ora di ritornare liberi, ma la libertà la possiamo acquistare ora se impariamo come Luisa a vivere a mezz'aria e stare sospesi dalle vicende umane. Perché quando stiamo in questi campi celesti, la libertà la si sperimenta veramente.
"..E mentre facevo i miei atti in Essa, sentivo il bisogno della mia Mamma Celeste che mi aiutasse e sostenesse i miei piccoli atti, affinché potessero incontrare il compiacimento ed il sorriso divino…"
L'anima che si vuole perdere in tante domande, specie chiedendosi perché perché perché è un'anima che non vuole la felicità. L'anima che vuole essere felice, in questi momenti è l'anima che cerca la Mamma e basta. E' in Maria Santissima che si trova il conforto e la serenità. Luisa sente il bisogno della Mamma celeste per i suoi atti. Il rischio di questi giorni è di disperderci nei nostri atti (umani) e non in quelli divini. Dovremmo mettere il nostro piccolo TI AMO ecc... ed ecco l'aiuto della Mamma per non uscire mai da questi celesti recinti.
"..Ed il Celeste Consolatore che nulla sa negarmi quando si tratta di piacergli, visitando la povera anima mia, mi ha detto: «Figlia mia, la nostra Mamma Celeste ha il primato su tutti gli atti buoni delle creature…"
Gesù non parla di sua mamma o tua, ma di nostra.
"..Essa, come Regina, ha il mandato ed il diritto di fare la ritirata di tutti i loro atti negli atti suoi. E’ tanto il suo amore di Regina e di Madre, che come la creatura si dispone a formare il suo atto d’amore, così dall’altezza del suo trono fa scendere un raggio del suo amore, investe e circonda il loro atto d’amore per mettervi del suo come primo amore e come viene formato, così lo fa risalire nel suo stesso raggio d’amore nella sorgente del suo amore e dice al suo Creatore: «Maestà adorabile, nel mio amore che sempre sorge per Te, vi è l’amore dei figli miei fuso nel mio, che Io, con diritto di Regina, ho ritirato nel mio mare d’amore, affinché Tu possa trovare, nel mio, l’amore di tutte le creature.»..."
La Mamma Celeste sta sempre a guardarci per aspettare che compiamo anche un solo piccolo atto buono nella volontà di Dio. Sono atti esterni o atti interni a patto che abbiamo come principio vitale o vita o come energia ecc... che abbiano come cuore e fine la Volontà di Dio. Gli atti esterni della vita quotidiana, ma compierli sempre intenti la Volontà di Dio, chiamando la volontà di Dio. Appena noi compiano un'atto del genere, la Mamma celeste dal Cielo si precipita e prende questo nostro atto e lo immerge all'interno dei suoi atti e mari d'amore e il nostro atto diventa un'atto solo con il Suo. E tutto questo avviene quando noi compiamo un'atto d'amore. Gli atti d'amore sono atti interni. I Santi delle generazione precedenti ci hanno insegnato a compiere questi atti d'amore e ora tocca a noi nel compierli nel divin volere. C'è bisogno di questi atti. Se è vero che in questo momento vogliamo stare vicino a quelli che soffrono e che aiutano i sofferenti, ma il modo migliore per aiutarli non è solo starli vicini ed esternargli la nostra stima o pregare per loro. Ma quando ci fondiamo in Gesù, noi possiamo entrare in tutte le cose e nelle loro sofferenze, e possiamo invocare la misericordia di Gesù per loro. Come si fa a dar forza a tutti gli operatori sanitari? Immergendoli nella Volontà di Dio, fondendoli parte per parte con la Santissima Umanità di Gesù e con questi atti possiamo affrettare la venuta del Regno.
"..Se le creature adorano, pregano, riparano, soffrono, dall’altezza del suo trono scendono i raggi dell’adorazione, della sua preghiera, della sua riparazione, spicca il raggio vivificante dal mare dei suoi dolori ed investe e circonda l’adorazione, la preghiera, la riparazione, le sofferenze delle creature e quando gli atti sono stati fatti e formati, lo stesso raggio di luce li fa risalire fino al suo trono ed essi si fondono nella sorgente dei mari dell’adorazione, della preghiera, della riparazione, dei dolori della Mamma Celeste che ripete: «Maestà Santissima, la mia adorazione si stende in tutte le adorazioni delle creature, la mia preghiera prega nella preghiera di esse, ripara con le loro riparazioni e come Madre, i miei dolori investono e circondano le loro pene, non mi sentirò Regina se non corro e metto il mio atto primo su tutti i loro atti, né gusterò le dolcezze di Madre se non corro per circondare, aiutare, supplire, abbellire, fortificare tutti gli atti delle creature e così poter dire: «Gli atti dei figli miei sono uno con i miei, li tengo in mio potere presso Dio per difenderli, aiutarli e come pegno sicuro che mi raggiungeranno in Cielo.».."
La Madonna vuole prendere i nostri dolori e farne una sola cosa con i suoi. Quando Gesù era in carcere teneva dentro di sé tutti i fratelli e sorelle che in questo momento vivono una situazione di carcere o di solitudine. E noi possiamo attingere da Gesù le consolazioni per i nostri fratelli.
MEDITAZIONE DI DON PIERPAOLO MARIA CILLA
8 Dicembre 1931 La Regina del Cielo ritiratrice degli atti buoni delle creature nei suoi mari di grazie.
Meditazione di una parte:
Seguo il mio abbandono nel Fiat Divino, le sue dolci catene mi stringono tanto, ma non per togliermi la libertà, no, no, ma per rendermi più libera nei campi divini e per tenermi difesa da tutti e da tutto, sicché io mi sento più sicura incatenata dalla Divina Volontà…. Luisa (testo meditato)
Luisa ha vissuto per decenni nel suo letto, ma abbiamo fatto esperienza di come Luisa sia stata una delle donne più libere perché non erano le mura e il letto le prigioni ma era la Divina Volontà. Lei in essa viveva e pensava a Lei. Quando una persona entra nella divina volontà una persona non ne vuol più uscire… non viene tolta la libertà ma viene data la libertà. In questi giorni di privazione (la meditazione è stata tenuta durante il lockdown) non vediamo l'ora di ritornare liberi, ma la libertà la possiamo acquistare ora se impariamo come Luisa a vivere a mezz'aria e stare sospesi dalle vicende umane. Perché quando stiamo in questi campi celesti, la libertà la si sperimenta veramente.
"..E mentre facevo i miei atti in Essa, sentivo il bisogno della mia Mamma Celeste che mi aiutasse e sostenesse i miei piccoli atti, affinché potessero incontrare il compiacimento ed il sorriso divino…"
L'anima che si vuole perdere in tante domande, specie chiedendosi perché perché perché è un'anima che non vuole la felicità. L'anima che vuole essere felice, in questi momenti è l'anima che cerca la Mamma e basta. E' in Maria Santissima che si trova il conforto e la serenità. Luisa sente il bisogno della Mamma celeste per i suoi atti. Il rischio di questi giorni è di disperderci nei nostri atti (umani) e non in quelli divini. Dovremmo mettere il nostro piccolo TI AMO ecc... ed ecco l'aiuto della Mamma per non uscire mai da questi celesti recinti.
"..Ed il Celeste Consolatore che nulla sa negarmi quando si tratta di piacergli, visitando la povera anima mia, mi ha detto: «Figlia mia, la nostra Mamma Celeste ha il primato su tutti gli atti buoni delle creature…"
Gesù non parla di sua mamma o tua, ma di nostra.
"..Essa, come Regina, ha il mandato ed il diritto di fare la ritirata di tutti i loro atti negli atti suoi. E’ tanto il suo amore di Regina e di Madre, che come la creatura si dispone a formare il suo atto d’amore, così dall’altezza del suo trono fa scendere un raggio del suo amore, investe e circonda il loro atto d’amore per mettervi del suo come primo amore e come viene formato, così lo fa risalire nel suo stesso raggio d’amore nella sorgente del suo amore e dice al suo Creatore: «Maestà adorabile, nel mio amore che sempre sorge per Te, vi è l’amore dei figli miei fuso nel mio, che Io, con diritto di Regina, ho ritirato nel mio mare d’amore, affinché Tu possa trovare, nel mio, l’amore di tutte le creature.»..."
La Mamma Celeste sta sempre a guardarci per aspettare che compiamo anche un solo piccolo atto buono nella volontà di Dio. Sono atti esterni o atti interni a patto che abbiamo come principio vitale o vita o come energia ecc... che abbiano come cuore e fine la Volontà di Dio. Gli atti esterni della vita quotidiana, ma compierli sempre intenti la Volontà di Dio, chiamando la volontà di Dio. Appena noi compiano un'atto del genere, la Mamma celeste dal Cielo si precipita e prende questo nostro atto e lo immerge all'interno dei suoi atti e mari d'amore e il nostro atto diventa un'atto solo con il Suo. E tutto questo avviene quando noi compiamo un'atto d'amore. Gli atti d'amore sono atti interni. I Santi delle generazione precedenti ci hanno insegnato a compiere questi atti d'amore e ora tocca a noi nel compierli nel divin volere. C'è bisogno di questi atti. Se è vero che in questo momento vogliamo stare vicino a quelli che soffrono e che aiutano i sofferenti, ma il modo migliore per aiutarli non è solo starli vicini ed esternargli la nostra stima o pregare per loro. Ma quando ci fondiamo in Gesù, noi possiamo entrare in tutte le cose e nelle loro sofferenze, e possiamo invocare la misericordia di Gesù per loro. Come si fa a dar forza a tutti gli operatori sanitari? Immergendoli nella Volontà di Dio, fondendoli parte per parte con la Santissima Umanità di Gesù e con questi atti possiamo affrettare la venuta del Regno.
"..Se le creature adorano, pregano, riparano, soffrono, dall’altezza del suo trono scendono i raggi dell’adorazione, della sua preghiera, della sua riparazione, spicca il raggio vivificante dal mare dei suoi dolori ed investe e circonda l’adorazione, la preghiera, la riparazione, le sofferenze delle creature e quando gli atti sono stati fatti e formati, lo stesso raggio di luce li fa risalire fino al suo trono ed essi si fondono nella sorgente dei mari dell’adorazione, della preghiera, della riparazione, dei dolori della Mamma Celeste che ripete: «Maestà Santissima, la mia adorazione si stende in tutte le adorazioni delle creature, la mia preghiera prega nella preghiera di esse, ripara con le loro riparazioni e come Madre, i miei dolori investono e circondano le loro pene, non mi sentirò Regina se non corro e metto il mio atto primo su tutti i loro atti, né gusterò le dolcezze di Madre se non corro per circondare, aiutare, supplire, abbellire, fortificare tutti gli atti delle creature e così poter dire: «Gli atti dei figli miei sono uno con i miei, li tengo in mio potere presso Dio per difenderli, aiutarli e come pegno sicuro che mi raggiungeranno in Cielo.».."
La Madonna vuole prendere i nostri dolori e farne una sola cosa con i suoi. Quando Gesù era in carcere teneva dentro di sé tutti i fratelli e sorelle che in questo momento vivono una situazione di carcere o di solitudine. E noi possiamo attingere da Gesù le consolazioni per i nostri fratelli.
MEDITAZIONE DI DON PIERPAOLO MARIA CILLA
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