sabato 12 ottobre 2024

La prima predica di Gesù Bambino in Egitto

La spettacolare prima predica di Gesù, a soli tre anni, ai bambini d'Egitto. La rivelazione del mistero dell'incredibile amore del Padre presente nel centro di ogni anima e di come Egli voglia essere ricambiato. Libro di Cielo, Volume 35, 10 Gennaio 1938, Giovedì 21 Dicembre 2023

10 Gennaio 1938

La prima predica che il piccolo Re Gesù fece ai bambini d’Egitto
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Il don si è accorto che questo brano dove c'è la prima predica di Gesù in Egitto, abbiamo sentito una cosa quasi inedita, il don ha riconosciuto che questa predica è stata musicata in larga parte da Debora Vezzani, in Bambino Mio. E Gesù la commenta dicendo che questa predica è il fondamento e la sostanza della Creazione dell'uomo. Dio è così e tutti quanti noi possiamo rallegrarci di questa meraviglia e dobbiamo pensarci spesso.

"..Figlia mia, questa mia predica che Io, piccolo Bambino, facevo ai fanciulli d’Egitto, era il fondamento, la sostanza della creazione dell’uomo, essa contiene la dottrina più necessaria, la santità più alta; fa sorgere l’amore in ogni istante perché il Creatore e la creatura si amino...." Gesù

Gesù dice:

Bambini miei, ascoltatemi, Io vi amo assai e voglio farvi conoscere la vostra origine. Guardate il Cielo, lassù avete un Padre Celeste che vi ama assai, ma vi ama tanto, che non si contentò di farvi da Padre dal Cielo, di guidarvi, di crearvi un sole, un mare, una terra fiorita, per rendervi felici, ma amandovi d’un amore esuberante, volle scendere nei vostri cuori, formare la sua Reggia nel fondo dell’anima vostra, facendosi dolce prigioniero di ciascuno di voi; ma per far che? Per dar vita al vostro palpito, respiro e moto..." Gesù

Gesù ha creato il Cielo, la Terra, il mare ecc.. ma sopratutto il Nostro Padre ci ama da dentro. Una cosa del genere la diceva anche Santa Teresa d'Avila, la settima stanza dove alloggia la Santissima Trinità. Il problema è che dobbiamo imparare a vedere Dio fuori e dentro. La Chiesa Cattolica non si è mai situata in o questo o l'altro. Ma sia la Fede che le Opere non o una o l'altra. Non la natura o la Grazia. Ma entrambi, ecc.. . Non il destino o libero arbitro, ma la predestinazione o libero arbitrio. Quando ci stanno di mezzo delle cose veramente belle, che portano la Bellezza del Creatore il don non sa quale sia la cosa più bella, il don dice che sono cose diversamente belle e/o buone. Ma perchè? Perchè ne devi prendere uno solo? La perfezione della felicità quando sei felice sia all'interno che all'esterno. Qua in questo brano Gesù calca sull'interno:

"..ma amandovi d’un amore esuberante, volle scendere nei vostri cuori, formare la sua Reggia nel fondo dell’anima vostra, facendosi dolce prigioniero di ciascuno di voi; ma per far che? Per dar vita al vostro palpito, respiro e moto..." Gesù

Santa Teresa d'Avila diceva la stessa cosa con il suo Castello Interiore. Mettiamoci una mano sul cuore o due dita sul polso. Dietro il palpito c'è Dio e dà vita al tuo palpito e anche il respiro. Il don si fa delle considerazioni con qualche sorriso. I grandi colossi che stanno dietro questo progresso tecnologico, sono a quanto appare dei senza Dio, gente molto intelligente e molto capace che investe su queste cose per cambiare il mondo. Ma paradossalmente a volte fanno delle cose che per cause accidentali servono alla diffusione del Regno di Dio. Se tu ti metti a respirare in maniera profonda e cosciente, con calma...in quel momento - qua uno non vuole fare il panteista - ma entri in contatto con il Creatore, ce lo dice Lui in questo brano. Siamo sempre in movimento, anche quando dormo il cuore batte, il cervello sta in fibrillazione e comunque uno si muove nel sonno, completamente fermi ci stiamo quando siamo morti.

"..Sicché voi camminate ed Egli cammina nei vostri passi, si muove nelle vostre manine, parla nella vostra voce e mentre camminate, vi muovete, siccome vi ama assai, or vi bacia, or vi stringe, or vi abbraccia e vi porta come in trionfo, perché siete i cari suoi figli..." Gesù

Lo dice Gesù non don Leonardo. E mentre vi camminate vi abbraccia e vi bacia. C'è qualche momento della giornata in cui noi siamo baciati dall'Altissimo - una persona può dire che non si è mai accorto di nulla, ma Lui lo fa. Le più belle manifestazioni dell'amore che sono baci ed abbracci. Il mondo del sesso con l'amore c'entra ben poco. In Paradiso non c'è il mondo del sesso e non ci sarebbe dovuto essere. L'amore sono baci, abbracci, camminare assieme ... è l'amore modellato su quello divino.

"..Quanti baci e abbracci nascosti non vi dà questo nostro Padre Celeste e voi, perché disattenti, non avete fatto incontrare il vostro bacio col suo ed i vostri abbracci col suo paterno amplesso e Lui è rimasto col dolore che i suoi figli non l’hanno né baciato né abbracciato...." Gesù

Il benessere che si prova è qualcosa di inimmaginabile, il don non ricorda di essere stato così bene prima delle conoscenze sulla Divina Volontà.

"..Ora, bambini miei cari, sapete che vuole da voi questo Padre Celeste? Vuol essere riconosciuto in voi, perché ha la sua sede nel centro dell’anima vostra e siccome Lui vi dà tutto, né vi è cosa che Lui non vi dà, vuole il vostro amore in tutto ciò che fate. Amatelo, l’amore non si parta mai dal vostro cuoricino, dalle vostre labbra, dalle vostre opere, da tutto e questo sarà il cibo prelibato che darete alla sua Paternità..." Gesù

"..Onde sono giunta a seguire quando il celeste Bambino si trovava in Egitto, nell’atto in cui faceva i suoi primi passi; ed io baciavo i suoi passi, mettevo il mio ti amo ad ogni passo che faceva e gli chiedevo i primi passi della sua Volontà per tutte le umane generazioni. Io cercavo di seguirlo in tutto, se pregava, se piangeva, gli chiedevo che la sua Volontà animasse tutte le preghiere delle creature e che le sue lacrime rigenerassero la Vita del suo Fiat nell’umana famiglia..." Luisa

Ma noi le abbiamo mai fatte le cose che faceva Luisa? Noi abbiamo degli oggetti santi che rappresentano Gesù e la Madonna? Un crocifisso? Pensiamo sia una cosa fatta male - nel segreto - che l'amore parli? Pensiamo che baciare una statua della Madonna o un Crocifisso non serva a nulla? Una delle prime eresie della Chiesa furono gli Iconoclasti, distruggevano le immagini di Gesù accusando di idolatria chi le possedeva, quello è un pezzo di legno scolpito e Dio è un'altra cosa e Dio non si può rappresentare (erano rimasti all'AT). La Chiesa ha reagito: se tu prendi una statua della Madonna e la distruggi, quello non è un rompere una statua ma fare un'affronto alla Madonna. E' un peccato gravissimo, anche se la Madonna non sta nella statua. Però la statua la Rappresenta e se tu dai un bacio al piede di una statua della Madonna quel bacio gli arriva, non dorme la Madonna, lo vede. Se tu baci il crocifisso, quel bacio gli arriva, se tu quando fai la genuflessioe al tabernacolo e dai il bacio, secondo il don Gesù fa un sussulto e gioisce immensamente. Noi dovremmo amare Gesù e la Madonna in continuazione anche se facciamo altre attività. Noi abbiamo Uno che ci segue sempre, vigila i nostri passi, dorme con noi, anche una persona fisicamente è sola, ha l'angelo custode e poi ha la Santissima Trinità, poi magari la Madonna - se una persona è veramente devota e poi varie eventuali. Capite perchè Gesù dà importanza alle conoscenze? Vedete come ti cambia la vita con le conoscenze. Questi pensieri sono altamente terapeutici, il don riceve un sacco di email angosciate- non è che uno fa il cretino o non vuol vedere - ma altro è fare il cretino e altro è entrare nel panico. Panico no. Queste sono provocazioni che invitano ad andare da Nostro Padre e a chiedere cosa sta accadendo attraverso questi eventi - consentiti -, come reagire santamente? Che fare? e quali idee astruse (che abbiamo tutti quanti) mi stai mettendo in crisi e devo retificare? In un clima di calma e serenità assoluta.

venerdì 11 ottobre 2024

Il "Ti amo" è il refrigerio dell'amore divino

Il "ti amo" della creatura porta grandi refrigeri all'amore divino. Quanto Dio desidera tale ricambio e cosa è disposto a fare pur di avere questo. Libro di Cielo, Volume 35, 7 Gennaio 1938, Mercoledì 20 Dicembre 2023

7 Gennaio 1938

Chi vive nel Volere Divino forma il rifugio della Vita della Divina Volontà. Il “ti amo”, refrigerio dell’Amor Divino. Come Dio si sente obbligato verso chi vive in Esso
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Il don ha sempre il timore di essere ripetitivo, retorico e monotono quando deve fare la meditazione di questi scritti. Perchè l'effetto che dà la lettura è sempre abbastanza sconvolgente e il don vorrebbe essere nelle anime e nelle teste di chi ascolta per vedere se è solo lui che reagisce così o le reazioni sono comuni.

"..Perciò ti raccomando, rendimi contento, vivi sempre a cuore a cuore e affiatata con la mia Volontà, saremo felici e contenti tu ed Io.” Gesù

E vissero felici e contenti era il finale di ogni fiaba, ma qua i protagonisti sono Dio e l'anima. Dio continua ad affermare in maniera abbastanza chiara che è felice di stare con la sua amata creatura, è così. Al don sembra molto strano immaginare che l'Altissimo possa avere qualche obbligo nei nostri confronti.. Dio rimane Dio nella sua Signorilità però..

"..Perciò l’amiamo tanto, che ci sentiamo obbligati a dare quello che vuole; e ogni atto in più che fa in Esso, tanto più ci stringe, tante catene di più aggiunge. E sai tu che cosa ci dà per farci restare obbligati? La nostra Vita, le nostre opere, il nostro Amore, la nostra stessa Volontà; e ti pare poco? Quello che ci dà è tanto esuberante, che se non fosse che abbiamo in nostro Potere la potenza di poter fare tutto, ci mancherebbero i mezzi per disobbligarci, ma il nostro Amore che non si fa mai vincere e superare dall’amore della creatura, va trovando nuovi ritrovati, inventando nuovi stratagemmi, fino a ridare tante volte la nostra Vita per disobbligarsi con la sua amata creatura; e nella sua enfasi d’Amore dice: “Come son contento perché vivi nel mio Volere, sei la mia gioia, la mia felicità, tanto che mi sento come obbligato a darti l’aria per respirare e, siccome mi sento obbligato, respiro insieme a te...." Gesù

Dio sente tanto questa cosa, - il nostro amore non si fa vincere, inventando nuovi ritrovati e stratagemmi...

"..Perciò l’amiamo tanto, che ci sentiamo obbligati a dare quello che vuole..." Gesù

Il don - per quel poco, qualcosina, pochissimo, - però il don ha visto delle cose che una persona cerca di non autosuggestionarsi, ma ti pare che il Signore stia a pensare a queste cose? Se però non è una coincidenza, è Lui che sta facendo delle cose incredibili. Al don sembra di aver notato la soddisfazione di piccoli desideri - non solo quelli religiosi tipo riuscire a fare il digiuno tre volte alla settimana - esempio che il don fa per non parlare di cose personali: la rosa di Santa Rita che ha trovato a Gennaio. E' una cosa bella annusare una rosa, ma la santa aveva quel desiderio, e il Signore l'ha fatta crescere in mezzo alla neve a colei che l'aveva servito durante la vita terrena. Santa Rita aveva dato tantissimo amore al Signore ma amore creaturale. Ma se già con un'amore creaturale Dio esaudisce questi desideri ingenui e terreni (appartenenti a questa dimensione), cosa farà a chi lo ama in maniera degna di Lui? Poi però ci sono delle frasi del tipo:

"..che sente il bisogno di chi porti un piccolo refrigerio all’immensità del suo Amore. Ora, vuoi sapere chi può dare un refrigerio all’intensità, alla totalità e alla pienezza del nostro Amore? Il “ti amo” della creatura e quante più volte essa lo dice, tanti refrigeri ci porta..." Gesù

"..Questo ti amo si fa via nella nostra intensità e vi forma il suo posticino, il piccolo spazio dove mettere il suo ti amo, sicché il ti amo della creatura è l’appoggio del nostro, il nostro ristoro, la quiete del nostro Amore per non farlo troppo delirare...." Gesù

La mia povera mente scorreva nel Volere Divino e vedevo le ansie, i desideri, il contento che prova nel vedere la creatura che vuol fare vita insieme, per amarlo col suo stesso Amore, per raccogliere nell’anima sua le sue ansie, i suoi sospiri ardenti e non sa fare altro che dirgli: “Son qui con Te, non ti lascerò mai solo, per quietare le tue ansie d’amore e per renderti contento.”..." Luisa all'inizio

Figlia mia carissima, Cieli, terra e le creature tutte, sono tutti involti e come racchiusi nell’intensità del nostro Amore. Il nostro Volere scorre con tale rapidità in ogni fibra, in ogni atomo, in ogni istante, con tale velocità e pienezza, che non resta nulla, neppure un respiro che non sia Vita di Volontà sua ed il nostro Amore ama ardentemente, ma con tale ardore, che sente il bisogno di chi porti un piccolo refrigerio all’immensità del suo Amore...." Gesù

Un refrigerio almeno. E questo refrigerio è il Ti amo della creatura e quante più volte uno lo dice quanti più refrigeri la creatura porta al Creatore. Quante volte ci siamo detti che questo è un rapporto, per entrare in queste logiche e capire queste cose, occorre avere instaurato con il Signore un rapporto differente - diverso anche da quello dei fedeli devoti e buoni che vanno in Chiesa e magari non escono subito dopo la Comunione. Ma hanno intessuto con Dio un rapporto di questo genere? Così intenso? Quanti ti amo al giorno diciamo a Gesù? Quanti? 1? 10 ? ecc... L'amore è un moto che di per sè è infinito e questo capita anche negli amori umani, se una persona si stanca di dire ti amo alla persona amata o si stanca di sentirsi dire che è amato. Perchè la logica dell'amore è un moltiplicarsi, è come una sorgente che non si esaurisce. Dio fa questo in continuazione. E Gesù ce lo rispiega. Sono pochissimi quelli che ricambiano Dio con quell'amore che gli è dovuto. Questi amatori, sono ricercati dall'Altissimo.

"..Vedi dunque, in chi vive nella nostra Volontà troviamo il rifugio della nostra Vita e non facciamo altro che scambiarci vita continuamente: Essa ci dà la sua e Noi diamo la nostra. In questo scambio di vita troviamo chi riceve la nostra e ci dà la sua,...." Gesù

Diciamo tutto a Gesù? - da un punto di vista oggettivo Lui sa molte più cose di noi, ma tu ci parli delle tue cose e delle tue situazioni e delle tue realtà e vuole che tu gliene parli? Dio disse a Santa Faustina - che si era offerta come vittima, gli faceva sacrifici ecc... - ma Gesù un giorno gli disse che non gli aveva dato tutta sè stessa; la santa ci pensa ma non sa più che pesci pigliare e alla fine Gesù ha detto: tu non mi parli delle tue miserie, delle tue difficoltà, delle scelte che fai ecc.. e lei risponde: ma tu le sai tutte queste cose qua? Ma noi non parliamo con Dio per informarlo ma per coinvolgerlo e dargli modo d'operare. La tua vita è la tua e Dio non ci entra dentro se tu non ce lo fai entrare. Gli hai mai parlato dei tuoi problemi? Al don sono arrivate un sacco di mail di gente sconvolta sulla possibilità di improbabili benedizioni date a persone che vivono in una situazione di peccato oggettivo. Capisce il don e accoglie...ma noi dobbiamo parlare per prima con Nostro Signore. Dobbiamo dire a Dio: sono sconvolto, cosa succede? Cosa sta accadendo? E io a livello personale che faccio? E quali sono le reazioni appropriate? Immediate o da fare a suo tempo. Bisogna parlarne con Nostro Signore, altrimenti la Luce non ti arriva. Prima o poi, se ci parli, arriva la Luce. Ma quanti lo fanno? Questo è amore questa cosa qua. Quando due persone si amano veramente? Quando si parlano di tutto. Però c'è la privacy tra le persone. Non possiamo rifugiarci nel fatto che siccome Dio non si vede, non si sente ecc... e quindi non parlarne con Lui. Se una persona con Dio non ci parla mai e ha un rapporto solo mediato - già è una cosa eccellente - ma si può fare tutto questo in modo esteriore e quindi non parte il rapporto personale e Dio rimane un'illustre sconosciuto. Certo, delle grazie arrivano lo stesso ma non c'è un salto di qualità. Tutto quello che abbiamo ascoltato oggi tutte queste cose qua non diventano realtà. Se non instauriamo un dialogo con Lui, ci perdiamo più noi che Lui. La vita nella dv è possibile dentro - secondo il don - con un rapporto con Dio impostato in questo modo (quindi con la dimensione personale). Una vita d'amore e di dialogo con Dio fa diventare la vita spirituale della persona più spontanea e meno artefatta.

"..Sicché non vi è cosa, acqua, fuoco, cibo e tutto il resto, che non ti porti con le mie mani, perché mi sento obbligato e voglio restare insieme per vedere come prendi tutto; voglio fare tutto da Me. E se la creatura mentre prende mi dice: “Prendo tutto nella tua Volontà perché ti amo; voglio amarti e glorificarti col tuo stesso Volere.” Gesù

Avete mai guardato il vostro innamorato/a come mangia? Gesù qua non parla per astratto o per allegoria. Gesù vuole vedere come prendiam il cibo, l'acqua per la doccia,...immaginiamo questa scena? Dio che sta a guardare per vedere come mangio il cibo che Lui mi porge - e non per vedere se sono un cafone o no. Lo scritto il don lo capisce così.

giovedì 10 ottobre 2024

Miserie, debolezze e imperfezioni non impediscono la vita nella Divina Volontà

All'obiezioni di Luisa che le miserie, le debolezze, le imperfezioni e tante altre vicissitudini umane ostacolerebbero la vita nella Divina Volontà, Gesù ribatte di non preoccuparsi e di non perdere la pace pensando a queste cose. Libro di Cielo, Volume 35, 2 Gennaio 1938, Martedì 19 Dicembre 2023

2 Gennaio 1938

Nel Volere Divino, le miserie, le debolezze, si cambiano nelle più belle conquiste. Tutto ciò che si fa nel Volere Divino viene formato prima in Cielo
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Siamo entrati con questo brano nel 1938, prima lezione dell'ultimo anno di lezioni sulla divina volontà. La prima cosa che è un principio ascetico molto importante è che Luisa si chiede come fa a vivere nel dv se ci sono tante miserie, debolezze, incontri, ecc... ci sono questi apparenti impedimenti oggettivi. Mica la dv può operare nella nostra miseria. Ma qua dobbiamo fare una distinzione importantissima, valido anche per la nostra vita comune. Miserie, debolezze, imperfezioni, incontri e circostanze. Qua è chiaro che non si parla del peccato in senso stretto, e c'è una nozione di peccato in senso lato e quindi prima della Santa Messa ci confessiamo peccatori...ma in che senso? Qua ci sono alcuni passaggi che vanno letti ed interpretati. Gesù dice che non bisogna farci caso (alle debolezze) perchè non sono incompatibili con la vita nella divina volontà, non fanno da ostacolo. Ci sono punti degli scritti dove sembra insinuare in senso buono che con il regno della Divina Volontà le imperfezioni, miserie e debolezze tenderanno a scomparire. Essendo un retaggio del peccato originale, quando ci sarà un ripristino della divina volontà. San Paolo vorrebbe fare il bene ma ahimè si rende conto di fare il male. Anche noi dobbiamo fare degli sforzi per cambiare le abitudini. Non è facile cambiare le abitudini dall'oggi al domani. L'acquisizione di un'abitudine non la si fa dall'oggi al domani perchè, per quanto la tua volontà possa essere buona e ci sia l'impegno, combatti contro le tue debolezze. Supponiamo che una persona non voglia dire più parolacce, generalmente non ci riuscirà dall'oggi al domani, ma ci sarà un decrescendo. Magari ne dirà qualcuna senza la propria volontà. La nostra volontà, portandosi le ferite del peccato originale, è debole. Il don ne fa esperienza tutti i giorni. Scordarsi le cose, sistematicamente ci hai pensato due minuti prima e poi te la dimentichi, e potrebbero venirci i nervi o fare di peggio con gli atti d'impazienza...come mai succedono queste cose? Magari uno fa un buon proposito - esempio: di compiere tanti attuali ma poi magari si dimentica o non ci riesce.

Continuo il mio volo nel Volere Divino e penso tra me: “Il vivere nel Volere Divino dà dell’incredibile, come si può vivere in Esso, se son tante le miserie, le debolezze gli incontri, le circostanze che si sentono? Ma per quanto si senta tutto ciò, pare che il Volere Divino con la sua luce voglia investire tutto e bruciare tutto col suo Amore, per fare che tra la creatura e Lui nulla debba esistere che non sia Volontà sua e amore.”....Luisa

In molti dicono non ci riesco. Ma quando dipende dalla nostra volontà - quando la nostra volontà ha potere, ci riesce eccome, magari non ce la farai dall'oggi al domani, altre volte una persona non s'impegna abbastanza...come mai? La nostra realtà umana è complessa, non è semplice analizzare queste situazioni? Quindi Luisa dice: che facciamo? Se ho un'incontro sgradevole, non posso portare nella dv un'atto scortese che potrei avere.

"..Ora, tu devi sapere che per passare a vivere nella mia Volontà, ci vuole decisione da parte di Dio e decisione ferma da parte della creatura di vivere in Essa..." Gesù

La cosa importante è che la volontà sia decisa a vivere nel divin volere. Poi Gesù dice:

"..Questa decisione non subisce cambiamenti, perché quando Noi decidiamo, non ci mettiamo a decidere coi fanciulli che fanno delle loro decisioni un giuoco, ma con chi sappiamo che deve resistere, perciò mettiamo del nostro, affinché non venga meno..." Gesù

E' l'adulto che può prendere decisioni stabili.

"..Può essere che senta le miserie, i mali, le debolezze, ma questo dice nulla, perché innanzi alla Potenza e alla Santità del mio Volere, questi muoiono, sentono la pena della morte e fuggono; molto più che queste miserie non sono parto della volontà umana, perché essa sta inabissata nel mio Volere, quindi non può volere se non ciò che voglio Io..." Gesù

C'è una distizione tra quello che la creatura sceglie e la condizione di natura decaduta la persona si porta dietro sulla quale i nostri margini di manovra sono ristretti.

"..e molte volte il mio Volere si serve di queste miserie per fare delle conquiste più belle e stendere sopra di esse la sua Vita, formare il suo regno, stendervi il suo dominio e convertire le debolezze in vittorie e trionfi, perché per chi vive in Esso, tutto deve servire a Lui come il più bello amore che la creatura dà a Colui che forma la sua Vita, quasi come servono le pietre, i mattoni e le macerie a colui che vuol farsi una bella abitazione..." Gesù

Le miserie non sono peccati. Queste situazioni possono diventare un'occasione di crescita, per esempio, per accidents...L'arte di trarre profitto dai nostri peccati. Per esempio: ho fatto un proposito e non sono rimasto fedele, è una piccolissima imperfezione. In ognuna di queste cose una chanche l'abbiamo sempre: quella di sprofondarci nella nostra miseria ed esercitare la nostra umiltà: riconoscerci quello che davanti a Dio siamo. La dv non annulla le cose acquisite in 2000 anni di ascesi, la Divina Maria concepiva sè stessa come un nulla ed è la verità questa qua. Certo nella Madonna questo era un concetto molto profondo. Non ci siamo fatti da soli, non ci manteniamo nell'essere da soli, ecc... la vanagloria e la superbia sono anche fondamentalmente stupide. Uno potrebbe dire: sei bravo a fare queste cose... ma il don confessa che nemmeno lui sa come ci riesce. Non è lui, non lo dice per umiltà, ma è un'umiltà. Santa Teresa d'Avila diceva che questa umiltà è verità. Noi siamo il nulla che può essere riempito del tutto, ma attenzione: questa coscienza profonda, - chi dice di essere umile non lo è, chi lo è non lo dice. Nostro Signore vede il tuo cuore, come stai davanti a Lui? Questa umiltà non è il disprezzo malato di noi stessi o la depressione. Dio dà dei doni meravigliosi ma quando noi li mettiamo in atto non se ne fa una dritta - è questo il pensiero dell'umile. Questa cosa (l'umiltà santa) non impedisce di vivere nella dv. Le confessioni vanno fatte entro 8 giorni (per chi vuole vivere un'alta vita spirituale), ma io non posso portare nella confessione peccati ad occhi aperti - se ho scelto di vivere nel dv, qua Gesù parla di miserie, imperfezioni, debolezze, circostanze ed incontri ma non di peccati. Il peccato è un'atto della tua volontà, non è che viene fatto contro la tua volontà. Noi portiamo un tesoro in vasi di creta.

"..Può essere che senta le miserie, i mali, le debolezze, ma questo dice nulla, perché innanzi alla Potenza e alla Santità del mio Volere, questi muoiono, sentono la pena della morte e fuggono; molto più che queste miserie non sono parto della volontà umana, perché essa sta inabissata nel mio Volere, quindi non può volere se non ciò che voglio Io e molte volte il mio Volere si serve di queste miserie per fare delle conquiste più belle e stendere sopra di esse la sua Vita, formare il suo regno,..." Gesù

I santi sono perseguitati tutti, però talvolta gli fanno appunti sulle loro vere debolezze e Gesù permette questi torti per conservare i Santi nell'umiltà, perchè se non avessi difetti veri la gente inizierebbe tutta quanta ad esaltarti come Santo e sarebbe molto difficile rimanere umili. Ma quando i Santi muoiono la gente si ricrede. In questo senso, nessuna debolezza, imperfezioni, ecc... non c'è problema ma bisogna preoccuparsi quando la nostra volontà si discosta da quella divina.

mercoledì 9 ottobre 2024

"Tu non comprendi bene che significa il non fare la Nostra Volontà!"

L'opera della Redenzione ha messo in salvo l'uomo, abitazione di Dio. Il regno della Divina Volontà farà in modo che Dio torni a regnare perfettamente sull'uomo abitando in pienezza tali abitazioni restaurate. Volume 35, 28 Dicembre 1937, Lunedì 18 Dicembre 2023

28 Dicembre 1937

Come la Redenzione servì a mettere in salvo le abitazioni, il regno della Divina Volontà servirà per mettere in salvo e restituire la abitazione a Colui che l’aveva creata. In ogni atto fatto nella Divina Volontà Dio crea la sua Vita Divina
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Ultimo brano del 1937 e il 1938 sarà l'ultimo anno delle rivelazioni a Luisa, il 40° esimo anno di vita di Luisa passata con Gesù.

In questo brano Gesù dice delle cose molto belle iniziando con un prologo che ci fa capire bene alcuni passaggi del Vangelo - i miracoli di Gesù attestano che Gesù è Figlio di Dio, ma non è tutto qua. C'è qualche altra cosa che i miracoli possono dirci, hanno anche un'altro significato. Noi abbiamo avuto nel corso della storia dei giganti e noi nani campiamo di rendita grazie ai loro sacrifici: loro hanno aperto la strada, ecc.. e noi tocca solo percorrerla. I giganti della Chiesa rileggendo i miracoli di Gesù. Il miracolo del cieco nato, ecc... hanno anche un'allusione spirituale, c'è chi è cieco nello spirito. La malattia dell'anima se non ti passa c'è il pericolo che ti porta all'inferno.

Onde continuavo a pensare alla Divina Volontà. Quante scene commoventi innanzi alla mia mente, un Gesù che piange, che prega, che soffre, perché vuol essere Vita di ogni creatura e una turba di figli storpi: chi cieco, chi muto, chi zoppo, chi paralizzato, chi coperto di piaghe da far pietà; e vedo il caro Gesù, con un amore che solo Lui può avere, che corre ora all’uno, or all’altro, se li affiata, se li stringe al cuore, li tocca con le sue mani creatrici per sanarli e zitto zitto dice al loro cuore: “Figlio mio, ti amo, ricevi il mio Amore e dammi il tuo ed Io a via d’amore ti sanerò.” Mio Gesù, cara mia Vita, quanto ci ami!....Luisa

Gesù è medico delle anime e dei corpi. Ma quanti vanno a farsi curare da Gesù. Noi dobbiamo scoprire quanto abbiamo bisogno di Gesù, i pazienti però o non si vogliono farsi curare o pensano di non essere malati e Gesù introduce questo discorso:

Figlia del mio Amore, fammi sfogare perché non posso più contenermi, come è duro amare e non essere riamato, non avere a chi dire le mie sorprese d’amore è la pena più indicibile per il nostro Ente Supremo, perciò ascoltami...." Gesù

Che la creatura non voglia l'amore del suo Creatore, non ne senta il bisogno, non lo ricambi ecc.... e quindi Gesù dice che questa è la pena più indicibile dell'Ente Supremo. Ho creduto perciò ho parlato (Vangelo) e il muto è quello che non ha la fede. Esempio: sentiamo fare una predica che non si può sentire: o quella persona non ha il dono della parola - e può succedere - o quello non sa che dire, perchè se non hai la Fede non sai cosa dire. Dici solo cose da aria fritta, i soliti polpettoni - amore di Gesù, ci porta tutti in Paradiso, dobbiamo stare attenti ai migranti ecc... - e basta. E poi Gesù spiega che cosa ha fatto:

"...Ora, tu devi sapere che Io venni sulla terra per mettere in salvo le mie abitazioni. L’uomo è la mia abitazione che con tanto amore avevo formato e nella quale, per farla degna di Me, aveva concorso la mia Potenza e l’arte creatrice della mia Sapienza. Questa abitazione era un prodigio del nostro Amore e delle nostre mani divine. Ora, col sottrarsi alla nostra Volontà, la nostra abitazione diventò crollante, buia e diventò abitazione di nemici e di ladri. Qual dolore non fu per Noi! Sicché la mia Vita quaggiù servì a restituire, ripristinare e mettere in salvo questa abitazione che con tanto amore avevamo formato. Era anch’essa nostra, conveniva salvarla per poterla abitare di nuovo, perciò per salvarla diedi tutti i rimedi possibili ed immaginabili, esibii la mia stessa Vita per fortificarla, cementarla di nuovo; versai tutto il mio Sangue per lavarla da tutte le sozzure e con la mia morte volli ridarle la Vita per farla degna di ricevere di nuovo come abitatore Colui che l’aveva creata..." Gesù

Noi siamo abitazioni, siamo tempio dello Spirito Santo, la nostra abitazione era devastata, un terremoto? Anche sì. L'opera della Redenzione ha rimesso a posto tutte le case, se uno si battezza e vive in grazia l'abitazione - non è una reggia - ma è decente e si può campare. Il problema è che qua l'abitazione non è stata fatta per sè stessa ma perchè dev'essere abitata dal Padrone cioè da Dio. Ora però c'è un problema: in quasi tutte le abitazioni il Re sta fuori e non dentro. Se si parla di Re ci dev'essere un Regno cioè quello della divina volontà.

"..Ora, avendo dato tutti i mezzi per salvare la nostra abitazione, era decoroso per Noi mettere in salvo il Re che doveva abitare. Il nostro Amore restò a metà della sua corsa, inceppato e come appeso e arrestato nel suo cammino, perciò il regno della nostra Volontà servirà a mettere in salvo quel Fiat respinto dalla creatura, a dargli l’entrata nella sua abitazione, a farlo regnare e dominare da Sovrano qual è. Non sarebbe stata opera degna della nostra Sapienza Creatrice salvare le abitazioni e lasciare che Colui che le deve abitare andasse ramingo, all’aperto, senza regno e senza dominio; salvare le abitazioni e non salvare Se stesso, né poter abitare le abitazioni salvate, sarebbe assurdo, come se non avessimo Potenza sufficiente per salvare Noi stessi; questo non sarà mai, se abbiamo avuto Potenza di salvare la nostra Opera Creatrice, avremo Potenza di mettere in salvo la nostra Vita nell’Opera nostra...." Gesù

Sappiamo da questi scritti che Adamo stava in grazia di Dio ma c'era la duplice dimensione - stato di grazia e dono della divina volontà - quello che lo abilitava per entrare in rapporto d'amore con il Creatore. Adamo aveva un rapporto personale e diretto con Lui e poi era mediato dalle creature. Però questo tipo di relazione duplice questo non si riesce ad avere senza il dono della divina volontà perchè senza di essa Dio diventa un'estraneo e le creature sono semplici creature. Quindi noi abbiamo case ma sono piccoli appartamenti, monolocali ecc.. ma qua le abitazioni devono tornare ad essere abitate dal Sovrano. Se Dio ha messo in salvo le abitazioni, ti pare che non metta in salvo Sè stesso? Gesù ci ribadisce che il Regno della Divina Volontà è certo che venga perchè altrimenti non si sarebbe riaggiustato le abitazioni. Se uno mette a posto una casa è perchè la vuole poi abitare. Gesù non si ferma a metà dell'opera come noi, la porta al termine. Ma ci sono i suoi tempi e i tempi di Dio - per noi mortali ci spiazzino un pò perchè ci sembra che non si consumino mai.

"..Ah figlia mia, tu non comprendi bene che significa il non fare la nostra Volontà! Ci vengono tolti tutti i diritti, ci soffocano tante nostre Vite Divine. Il nostro Amore era ed è tanto, che in ogni atto di creatura volevamo creare Noi stessi, per farci amare, per farci conoscere e per stare in continuo scambio di Vita tra le creature e Noi. Far ciò senza la nostra Volontà è impossibile, Essa sola ha Potenza e virtù di rendere la creatura adattabile per ricevere la nostra Vita Divina e mette in via il nostro Amore per crearci nell’atto della creatura..." Gesù

La tragedia di non fare la divina volontà. Se noi non facciamo la divina volontà falliamo lo scopo per il quale siamo stati creati. Fallire il bersaglio, ed è un guaio. Fallire l'obbiettivo. Non ci sei riuscito, è andato male. Il fallimento globale dell'obbiettivo è la dannazione, lo scopo finale è andare a godere l'Altissimo in Paradiso. Anche se non siamo vissuti perfettamente nella divina volontà in Terra si vivrà solo di quello in Paradiso.

"..Tu devi sapere che in ogni atto che la creatura fa nella nostra Volontà, una forza irresistibile ci chiama, per cui la guardiamo, riflettiamo in essa e con un Amore a cui non ci è dato resistere creiamo la nostra Vita e se tu sapessi che significa creare la nostra Vita! Vi entra uno sfoggio d’Amore così grande, che nella nostra enfasi d’Amore diciamo: Ah! La creatura ci ha fatto formare la nostra Vita nell’atto suo! Sentiamo parità d’Amore, di Santità, di Gloria nostra e restiamo con ansia ad aspettare la continua ripetizione degli atti suoi nel nostro Volere per ripetere la nostra Vita, per avere nell’atto suo Noi stessi, che ci amiamo, che ci glorifichiamo e allora abbiamo il vero scopo della Creazione: tutto serve a Noi. Anche il più piccolo atto della creatura serve per ripetere la nostra Vita e per fare sfoggio del nostro Amore. Perciò il vivere nel nostro Volere sarà tutto per Noi e tutto per la creatura.” Gesù

Si da a Dio quella gioia di vedere il suo volere, è riempire di gioia Dio in tutto.

domenica 6 ottobre 2024

Fuggire i pensieri distruttivi e ogni forma di ripiegamento su se stessi

Il moto incessante dell'Ente Supremo è l'origine e il principio di sussitenza di tutto ciò che è. Se Dio volesse badare all'ingratitudine umana non farebbe nulla per l'ingrato e usurpatore genere umano. Fuggire i pensieri distruttivi e ogni forma di ripiegamento su se stessi. Libro di Cielo, Volume 35, 25 Dicembre 1937, Venerdì 15 Dicembre 2023

25 Dicembre 1937

La discesa del Verbo Divino. Come il Verbo partì del Cielo e contemporaneamente vi restò. Prodigi dell’Incarnazione. L’inizio della festa della Divina Volontà. Dio nelle sue opere mette da parte l’ingratitudine umana
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Abbiamo appena letto (ed ascoltato) la lezione di Gesù a Luisa, il penultimo Natale di Luisa. Questo brano è splendido ed abbastanza significativo e lungo.

La prima cosa fondamentale che Gesù ci rivela:

"..Ora, tu devi sapere che il nostro Ente Supremo possiede in natura il suo moto incessante...." Gesù

"..Se questo moto potesse cessare anche per un istante, ciò che non può essere, tutte le cose resterebbero paralizzate e senza vita, perché tutte le cose, la vita, la conservazione e tutto ciò che esiste in Cielo ed in terra, tutto dipende da quel moto..." Gesù

La teoria del motore immobile, dato che c'è il movimento in tutto ciò che vediamo e quindi ci dev'essere un principio di tutti movimenti. Dio muove senza essere mosso da nessuno. Perchè parlando del moto incessante, Gesù afferma che se il suo moto cessasse tutto resterebbe senza vita. Non esiste nulla che sia senza moto. Se qualcuno, per mancanza di attrezzatura culturale lo pensasse, non c'è nulla che stia fermo, anche il muro. Il muro come tutte le materie è fatto di atomi e gli atomi non sono fermi, gli elettroni girano attorno al nucleo. L'elettrone il protone, il protone gira impazzito attorno all'elettrone. Anche se siamo fermi fisicamente, il nostro corpo non si ferma mai e se si fermasse saremmo morti. Anche se dormiamo, respiriamo, il nostro cuore batte, il nostro cervello lavora, ecc... Se il nostro corpo si fermasse del tutto, moriremmo. Di questi tempi ci sono dei funerali - il don lo vede - gente disperata, ecc... chi è che può ignorare che esiste la morte? Tutti questi moti che abbiamo dipendo dal moto primo dell'Altissimo che è stato origine al mistero dell'Incarnazione. Poi Gesù parla della sua Incarnazione e delle operazioni ad- extra della Santissima Trinità.

La divina volontà non regna in noi se non la facciamo regnare, dobbiamo volerlo. La nostra volontà è libera e dobbiamo usare la nostra volontà con il cervello, gli angeli caduti si sono corrotti perchè hanno fatto un'atto di prevaricazione del tutto folle ed irragionevole, ma la volontà può andare contro il cervello. La volontà può agire lasciandosi dominare da una montagna di passioni seminando devastazioni a non finire intorno a noi e dentro di noi; noi stessi dobbiamo decidere di orientare la nostra volontà al bene.

Luisa “Carino bambinello, dimmi, che cosa facesti quando vedesti la tanta ingratitudine umana al tanto tuo Amore?” E Gesù: “Figlia mia, se avessi tenuto conto dell’ingratitudine umana al tanto mio Amore, avrei preso la via per andarmene al Cielo; quindi avrei contristato e amareggiato il mio Amore e cambiato la festa in lutto. Onde vuoi sapere che faccio nelle mie opere più grandi per farle più belle, con pompa e con lo sfoggio più grande del mio Amore? Metto tutto da parte, l’ingratitudine umana, i peccati, le miserie, le debolezze e do il corso alle mie opere più grandi, come se queste non ci fossero....." Gesù

"..ma l’uomo non aveva detto neppure un grazie per i tanti beni ricevuti, era stato il vero ladro, l’ingrato, l’usurpatore dei beni nostri..." Gesù

Il don si augura che anche noi possiamo sentirci ladri, e se non lo siamo oggi lo saremmo stati nel passato. Il che è una cosa imperdonabile di per sè poi ringraziamo il Signore che non ci fa caso. Siamo stati bombardati di bene. La gratitudine è un'atto cardinale della Giustizia, se hai ricevuto un beneficio lo devi riconoscere, apprezzare e chi te l'ha dato dev'essere ringraziato altrimenti sei un cafone inqualificabile.

Gesù ha fatto lo stesso il bene, come se nessuno lo avesse offeso.

"..Se Io avessi voluto badare ai mali dell’uomo, non avrei potuto fare opere grandi, né mettere in campo tutto il mio Amore; sarei rimasto inceppato, soffocato nel mio Amore. Invece, per essere libero nelle mie opere e per farle più belle che posso, metto tutto da parte e, se occorre, copro tutto col mio Amore, in modo che non vedo che Amore e Volontà mia e così vado avanti nelle mie opere più grandi e le faccio come se nessuno mi avesse offeso, perché per gloria nostra nulla deve mancare al decoro, al bello e alla grandezza delle nostre opere..." Gesù

Il bene non ti viene riconosciuto? E che se ne importa...anche se ti dicono male di te quando operi il bene ecc... non importa, falle per Dio - come dice il don - fa il bene per Dio. Prima cosa. E poi Gesù dice un'altra cosa:

"..Perciò vorrei che anche tu non ti occupassi delle tue debolezze, delle miserie e dei tuoi mali, perché quanto più si pensano, tanto più debole ci si sente, tanto più i mali affogano la povera creatura e le miserie si stringono più forte intorno ad essa. Col pensarli, la debolezza alimenta la debolezza e la povera creatura va cadendo di più, i mali prendono più forza, le miserie la fanno morire di fame; invece col non pensarli, da se stessi svaniscono. Invece, tutto al contrario per quanto riguarda il bene, un bene alimenta l’altro bene; un atto d’amore chiama l’altro amore; un abbandono nel mio Volere fa sentire in sé la nuova Vita Divina. Sicché il pensiero del bene forma l’alimento, la forza, per fare l’altro bene..." Gesù

Non coltivare i pensieri negativi, balordi ed atossicanti. Più ci pensi e più mali ti affogano dentro. L'episodio del Vangelo della donna curva, il don conosce persone che hanno passato una vita a passare con la schiena curva, sempre a guardare verso il proprio ombelico, a pensare alle proprie miserie, ferite, ecc.. e a piangersi addosso vivendo una vita orribile. I nostri pensieri vanno controllati, non possiamo pensare a qualsiasi cosa che ci passa per la testa. Ci sono pensieri negativi che non solo soltanto impuri, ci sono i pensieri di giudizio verso il prossimo che sono ultra- tossici, di critica, maldicenza e non parliamo di pensieri di gelosia ed invidia che albergano anche nelle parrocchie. Se uno asseconda queste cose qua distrugge sè stesso e il prossimo. Nell'ascesi dei pensieri non devi pensare a ciò che è negativo, pensa al bene, guarda il bene e pensa il bene. Anche quando si danno comportamenti esemplari. I padri del deserto vivevano dentro le grotte in Egitto e dentro queste grotte ricevevano le persone. I padri del deserto dicevano: supponiamo che dentro la grotta di un confratello entri una bellissimma donna, ben vestita e resta lì dentro 15 minuti e poi esce fuori tutta quanta scarmigliata e mentre esce si sta un pochino ricomponendo e rimettendosi a posto. Che pensi? Tu devi pensare che quella è un'indemoniata, il padre gli ha fatto un'esorcismo di prima categoria e quella ha avuto delle reazioni impressionanti e si sta ricomponendo. Punto e basta. Capite cosa sta dicendo il don? Queste cose (pensieri negativi) attossicano la persona. Il don conosce persone che hanno avuto anni e anni di cammino spirituale, ma stanno ancora intortate con pensieri balordi. Non devi dire nulla a nessuno ma non ci devi pensare perchè si pecca anche con il pensiero. Se penso ad una mia debolezza, miseria o situazione che ho vissuto io li alimento --- porta il pensiero al Signore e quando si ripresenta non ci pensare, pensa ad altro.

".. Io venni sulla terra per coprire tutto col mio Amore, per affogare gli stessi mali e bruciare tutto col mio Amore. Per giustizia volevo rifare il Padre mio, perché era giusto che venisse reintegrato nell’onore, nella gloria, nell’amore e nella gratitudine che tutti gli dovevano..." Gesù

Dio ha creato tutto quanto e nessuno gli ha mai detto grazie. Dovremmo essere capaci di vedere l'amore di Dio. Il don ricorda che un cardinale diceva sempre che la più alta forma di preghiera è il ringraziamento. E ha ragione. Prima di presentare liste di richiesta dobbiamo saper ringraziare. Anche se Dio non desse ciò che chiedo, dovrei iniziare a ringraziare Dio per i beni passati e per ciò che ho (vita, anima, respiro, ecc...). Puoi anche avera vita che è un'inferno ma poi - se hai la vita - puoi andare in Paradiso. Se il Signore ti ha martoriato nella vita terrena un motivo ci sarà e magari lo saprai nell'altra vita.

sabato 5 ottobre 2024

La più grande fortuna che possa capitare

Il regno della Divina Volontà sulla terra è decretato dalla Santissima Trinità, vivere in esso è la sorte più felice e la fortuna più grande. Libro di Cielo, Volume 35, 21 Dicembre 1937, Giovedì 14 Dicembre 2023

21 Dicembre 1937

Come il regno della Divina Volontà sulla terra è decretato nel Concistoro della Trinità adorabile. Il nuovo alito di Dio con cui sarà ripristinata la creatura. Differenza tra vite e opere
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La parte portante di questo brano sono le esclamazioni con cui dà il la al pezzo di oggi.

"..e pensavo tra me: “Che sorte felice vivere in Esso, fortuna più grande non ci può essere né in Cielo né in terra...." Luisa

Questa frase potrebbe richiedere da sola una lunga meditazione. Gustare un buon cibo è una cosa bella e concreta, specialmente le cose che coinvolgono i sensi ci lasciano delle risonanze non indifferenti: gustate e vedete quanto è buono il Signore. Noi dovremmo dire sempre: non vedo l'ora di vedere il Signore. Che sorte felice vivere nel dv, ma abbiamo noi detto questa cosa senza l'imbeccata di Luisa nella nostra preghiera personale? Il don non può affermare di vivere nel divin volere però si sente contento. E alla luce di questo una persona dovrebbe capire che fortuna c'è in questi scritti. Il fatto di esercitare il sacerdozio - dice il don senza scatenare l'invidia del prossimo o desideri malsani - al don gli sembra un sogno perpetuo ad occhi aperti giorno dopo giorno. E poi all'età di 46 anni ti arriva questa botta celeste degli scritti di Luisa. Che all'inizio ti lascia un pò frastornato, una sorta di mistica ebrezza. Il don dice che San Bosco affermava che su 100 che ne chiama, 70 dicono di no. E al don fa tristezza. Il don non può saperlo ma alcuni ministri di Dio tutto sembrano che felici di esserlo - almeno, questo traspare. Il don capisce che le disgrazie connesse all'umana volontà possono portare a questa sciagura. La storia del peccato è tutto così: sono successe solo pazzie, come andarsi a rovinare la vita, come privarsi di delizie. L'essere umano è veramente un mistero. C'è chi pensa e si scandalizza che in tutto l'Universo siamo noi, come esseri intelligenti (salvo Angeli) e appena pensa agli alieni pensa alle creature grigi. Ci sono infinite galasse, noi non potremmo uscire dalla nostra galassia anche se andassimo alla velocità della Luce (300.000 km/s) per tutta la vita. Ma ci rendiamo conto che roba che è? E quante altre Galassie ce ne stanno? Se ci fossero creature in qualche modo simili a noi non avranno la possibilità di fare viaggi interstellari - Dio avrà messo delle distanze di sicurezza tra noi e loro - se ci fossero. Immaginiamo che ci fossero e noi fossimo i campioni d'idiozia e ci fossimo condannati alla rovina. E questo perchè? Per quale grande motivo? Follia allo stato puro. Chi è che sarebbe così deficente ed avesse 800 trilioni di euro e firmerebbe un'assegno per cedere in toto tutti questi soldi ad una persona ignota? Questo siamo noi.

E Luisa dice: com'è possibile che un bene così grande che venga sulla Terra? Ci sono un sacco di peccati. I piccoli concistori terreni dove ci stanno delle persone che lo Spirito Santo a volte ispira -- ma c'è un Concistoro divino della Santissima Trinità per cui questa cosa è decretata, se Dio si mette una cosa in testa lo farà.

E Gesù risponde a Luisa:

Figlia mia buona, è decretato nel Concistoro della Trinità Sacrosanta, che la mia Divina Volontà avrà il suo regno sulla terra e faremo quanti prodigi ci vorranno ; non risparmieremo nulla per avere ciò che Noi vogliamo. Ma Noi nell’operare usiamo sempre i modi più semplici, ma potenti, tanto da travolgere Cieli e terra e tutte le creature nell’atto che vogliamo. Tu devi sapere che nella Creazione, per infondere la vita all’uomo, non ci volle che il nostro alito onnipotente; ma quanti prodigi in quell’alito! Creammo l’anima dotandola con le tre potenze, vera immagine della nostra Trinità adorabile. Con l’anima ebbe il palpito, il respiro, la circolazione del sangue, il moto, il calore, la parola, la vista. Che cosa ci volle per fare tutti questi prodigi nell’uomo? L’atto più semplice nostro, armato della nostra Potenza, cioè il nostro alito e della corsa del nostro Amore che, non potendo essere contenuto, correva, correva verso di lui, fino a farne il più gran prodigio di tutta l’Opera Creatrice....." Gesù

Ci crediamo che l'uomo è stato creato direttamente da Dio? Il don non gli piace pensare che discendiamo dagli scimmioni. L'alito, come dice il libro della Genesi, qua Gesù sposa la visione di Sant'Agostino: l'immagine della Trinità nelle tre potenze dell'Uomo. Poi però...

"..Ora figlia mia, per l’uomo, col non vivere nel nostro Voler Divino, le tre potenze sono state oscurate e la nostra Immagine adorabile è stata deformata in lui, in modo che ha perduto il primo palpito d’Amore di Dio nel suo, il respiro divino nel suo respiro umano, o meglio, non l’ha perduto, non lo sente, quindi non sente la circolazione della Vita Divina, il moto del bene, il calore dell’Amore Supremo, la parola di Dio nella sua, la vista da poter guardare il suo Creatore. Tutto è rimasto oscurato, affievolito e forse anche deformato...." Gesù

E quindi se io inizio a vivere nella dv inizierò a sentire il calore dell'amore di Dio, che la parola di Dio parla nella mia ecc.. e questa affermazione fa da premessa alla conclusione. E quindi come si fa a fare il ripristino dell'uomo?

"..Ora, che cosa ci vuole per ripristinare quest’uomo? Ritorneremo di nuovo ad alitarlo con più forte e crescente amore, lo aliteremo nel fondo dell’anima, lo fiateremo più forte nel centro della sua volontà ribelle, ma tanto forte da scuotergli i mali di cui è avvinto; le sue passioni resteranno atterrate e atterrite innanzi alla Potenza del nostro alito, si sentiranno bruciare dal nostro fuoco divino e la volontà umana sentirà la Vita palpitante del suo Creatore, essa, come velo, lo nasconderà in sé e ritornerà ad essere la portatrice del suo Creatore. Oh come si sentirà felice! Col nostro alito lo ripristineremo, lo risaneremo, faremo come una madre tenerissima, che avendo il suo figlio storpio, per mezzo di alito, di fiati, di soffio, si versa sul figlio suo e allora smette di fiatarlo quando lo ha risanato e reso bello come lei lo voleva...." Gesù

"..La potenza del nostro alito non lo lascerà; cesseremo di soffiare su di lui solo quando lo vedremo ritornare nelle nostre braccia paterne, bello come Noi lo vogliamo e allora sentiremo che il figlio ha riconosciuto la nostra paterna bontà e che tanto lo amiamo.Vedi dunque che ci vuole per far venire a regnare la nostra Volontà sulla terra: La potenza del nostro alito onnipotente, con esso rinnoveremo la nostra Vita in lui. Tutte le verità che ho manifestato, i grandi prodigi del vivere nel mio Volere, saranno le proprietà più belle, più grandi, di cui gli farò dono..." Gesù

Parola di Gesù. Farà così. Noi non ce ne restermo con le braccia conserte, non dobbiamo aspettare di essere alitati. Intanto noi riceviamo questi doni per poter iniziare a vivere le primizie di Cielo, guardando la situazione che ci sta attorno, pensiamo fermamente che Dio la sistemerà. In Inglese To Fix, la mette a posto.

Nell'ultima parte del brano, gli atti fatti nella dv sono vita. E gli altri non fatti nel dv? Sono opere circoscritte nel tempo e nello spazio - hanno il loro valore ma iniziano e finiscono ma non hanno la capacità di perennizzarsi e quindi non possono perennizzare l'azione e gli effetti. E(per le opere fatte fuori dal divin volere) possono anche essere rette e sante, Gesù le paragona ai frutti, fiori, ecc... ma se non sono rette e sante anzitutto possono formare il disonore della persona. Il peccatore quando capisce di essere tale percepisce la confusione e questo è un dolore salutare - non bisogna disperarsi ma chiedersi: come ho fatto a fare queste azioni così balorde? Ringraziamo Dio che facciamo sempre in tempo a confessare le nostre cattive azioni e a cambiar vita. Le opere balorde possono portare anche alla dannazione. Mica si scherza.

venerdì 4 ottobre 2024

Le piccole vite degli atti nel Divin Volere non muoiono mai

Gesù spiega come i piccoli atti nella Divina Volontà fatti della creatura diventano piccole vite immortali. Essi portano l'impronta delle follie d'amore della singola creatura, a cui continuano ad appartenere. Libro di Cielo, Volume 35, 18 Dicembre 1937, 13 Dicembre 2023

18 Dicembre 1937

Tutto ciò che si fa nella Divina Volontà acquista la Vita Divina e queste Vite nuotano e galleggiano nei mari d’Amore del Volere Divino
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Anche oggi c'è un brano che è utile a farci comprendere quando dettaglio, siamo sempre nello stesso tema della meditazione precedente: gli atti fatti nella divina volontà. Questo brano parte da una domanda di Luisa?

(Luisa) "...Ond’io pensavo: “il piccolo amore della creatura, non scompare nel mare immenso dell’Amore Divino?”.."

I monofisiti, grossi eretici che dicevano un'eresia pericolosissima ma a prima impressione sembra convincente: Gesù si è fatto carne e quindi ha unito a sè una natura umana creata. Sì, vero, ma che tipo di relazione c'è tra la natura divina ed umana? Come si trovassimo di fronte un' Oceano e una goccia d'acqua, se le cose stanno così - ecco il veleno - di fatto la natura divina soverchiava quella umana. Questo è l'opposto dell'arianesimo.

Non scompare proprio niente. Nel concilio di Calcedonia (che bollò come eretici i monofisiti) disse di Cristo che sono due nature distinte ma non separate, unite ma non confuse. Appartengono ad un'unica persona (il Verbo di Dio) ma agiscono secondo la pienezza delle sue facoltà. Gesù ha mangiato veramente e non per scherzo, ha resuscitato Lazzaro attraverso la sua Potenza Divina. Dorme attraverso la sua natura umana e legge i cuori con la sua natura divina. C'è un'equilibrio perfettissimo. Quando facciamo un'atto nella dv diventa infinito, eterno ed immenso: qualcuno potrebbe dire che scompare la persona e rimane solo l'altto. Gesù qua oggi dice che si generano piccole vite ma belle. Non sono atti meramenti umani, un'atto meramente umano è qualcosa di contingente nel tempo e lì si pianta. Se il don fa un discorso, la persona è limitata e circoscritta, un discorso di una persona ha queste caratteristiche. Supponiamo che fossimo stati nel MedioEvo, chi sta ascoltando meditazioni non in diretta se lo sarebbe scordato di ascoltare, il don avrebbe fatto un discorso senza usare registratori, ecc... oggi abbiamo Internet, il don le cose che dice non se le ricorda dopo averle dette. Non potrebbe fare un commento uguale, farebbe una cosa del genere. E quell'atto rimarrebbe in quella zona del tempo. Oggi abbiamo internet e quindi questa cosa qua, - il don finisce di parlare - ma dopodichè questa cosa soppravvive (tipo quando ascoltiamo le cose in differita). Questo atto è stato in qualche modo perennizzato. Se internet rimanesse fino alla fine del mondo, un discorso del don (o di chiunque altro) rimarrebbe per i prossimi secoli.

Questo esempio fa capire a cosa succede ad un'atto nella divina volontà. La divina volontà fa diventare le cose eterne, ecco perchè Gesù può dire che parla ancora - non perchè ci stanno i Vangeli ecc.. - Lui fa riferimento alle parole che ha detto quando era sulla Terra. Quelle parole sono in atto perpetuo, escono dai confini dello spazio e del tempo, Dio non è circoscritto dai confini dello spazio e del tempo. Gesù faceva un discorso perchè la sua volontà umana - un'altra eresia diceva che la volontà umana non ci fosse in quanto eclissata da quella divina. Vivere nella dv non è l'annullamento dell'umana volontà - non pensiamo mai queste cose. Vero è però che operando nella dv esci dai limiti umani. Ecco perchè gli atti nella dv vanno dovunque. Dio vede il Ti Amo di Francesco, di Carla, Umberto, di ...., non diventa un'atto spersonalizzato, l'atto rimane come atto personale compiuto nella divina volontà.

"..Ora, in questo mentre, il mio caro Gesù mi ha fatto vedere i suoi mari interminabili, i quali investivano Cieli e terra ed il piccolo amore della creatura e tutti gli altri atti fatti nel suo Voler Divino, come tante vite, ma belle, nuotavano in questi mari; alcune rimanevano alla superficie per guardare fisso il loro Creatore, altre gli correvano in braccio; una lo abbracciava, un’altra lo baciava, un’altra si addentrava nel mare, insomma facevano mille vezzi e stratagemmi a Colui dal quale avevano ricevuto la Vita. L’Ente Supremo le guardava, ma con tale amore, che chiamava tutta la corte celeste a festeggiare insieme con Lui e diceva a tutti: “Guardatele come sono belle! Queste vite formate dagli atti della creatura, dalla mia Volontà, sono la mia gloria, il mio trionfo, il mio sorriso, l’eco del mio Amore, della nostra armonia, della nostra felicità..." Luisa

Dio, rimanendo ciò che era, è diventato ciò che non era (sul mistero dell'Incarnazione). Un'atto d'amore fatto nella divina volontà - Nostro Signore attende di esere stupito. Che sorprese abbiamo fatto a Nostro Signore? Non pensiamo che Lui stia impalato o insensibile ai nostri atti d'amore. Quante sorprese gli ha fatto la Madonna? In questo brano c'è proprio l'unione tra l'Umano e il Divino.

"..che pensa a tutto e sa fare tutto, crea tante Vite degli atti della creatura che vive in Essa, fa da supplitrice al nostro Amore e rende meno smaniose le nostre ansie d’amore ed i nostri eterni deliri, perché vogliamo essere amati...." Gesù

Siccome alla maggioranza delle persone non gliene può fregare nulla (di dare amore a Dio), ci pensa - attraverso questa vita trans-spaziale e temporale che supplisce. Io non posso che una persona ami Nostro Signore ma io posso mettere un Ti amo nel cuore di quella persona per supplire a ciò che quella persona non fa. E' vero che Gesù non ha bisogno di niente e di nessuno ecc... però una volta che tira fuori qualcosa si attende il ricambio. In senso stretto Gesù non ha bisogno di ricambio ma per quello che riguarda la gloria accidentale è un'altro discorso. Poi Gesù ha rifatto tutto e ciò non impedisce ad un'anima di andarsene all'inferno. Più atti facciamo più gioia diamo a Dio e procuriamo un sacco di grazie al prossimo e ci procuriamo anche noi un buon benessere.