venerdì 12 giugno 2020

Mai opporre la minima resistenza al "Fiat"

Dinanzi ai dolori di Luisa per la privazione sensibile di Gesù, Egli le spiega che Lui mai lascia né si separa da un'anima che sperde la sua propria volontà in quella Divina. Nella Madonna si realizzò l'assoluto abbandono al Fiat senza che fu mai opposta la minima resistenza a qualunque croce, pena o trafittura che la Divina Volontà desiderava da quella Prediletta Creatura a beneficio di tutti. Trappole e falsi fini nascosti nell'operare con volontà solo umana. Libro di Cielo, Volume 15, 18-23 Marzo 1923, Lunedì 13 Gennaio 2020

18 Marzo 1923 Come si prende possesso dei beni che contiene il Divin Volere

Stavo tutta abbandonandomi nella Santissima Volontà del mio dolce Gesù anche se mi sentivo priva di Lui e come trafitta nel cuore e pensavo tra me: “A che pro l’avermi tanto parlato del suo Eterno Volere se ora mi ha lasciato? Anzi, le sue stesse parole sono trafitture al mio cuore, che me lo lacerano a brani e sebbene sia rassegnata, bacio quelle stesse trafitture che mi lacerano, la mano che mi trafigge, ma sento al vivo che tutto per me è finito.” Luisa

Tema tipico degli scritti: Luisa soffre pene dall'assenza visibile di Gesù, noi dobbiamo sforzarci di entrare nella psicologia di questa donna che ha vissuto queste cose per capirci qualcosa. Possiamo aiutarci quando nella nostra esistenza abbiamo perso qualcosa di bellissimo e che non tornerà o non sappiamo quando tornerà (forme lontane). Ma quando c'è di mezzo Gesù c'è un dolore immenso, però Gesù la consola. La vita nella dv è fondamentalmente e principalmente vita da vivere nella fede, non è necessario che ci siano delle manifestazioni straordinarie di Gesù - se non ci fossero maggiore sarebbe il merito di vivere questa vita.

Figlia mia, figlia mia, non temere, nulla è finito tra Me e te, il tuo Gesù è sempre per te il tuo Gesù. La cosa più forte che vincola l’anima è lo sperdere la sua volontà nella mia, come posso lasciarti?..." Gesù

Tanto quanto abbiamo la nostra volontà spersa in quella di Gesù, tanto quanto moltiplichiamo gli atti, le fusioni e tanto quanto ci abbandoniamo agli input del Fiat e tanto più possiamo essere certi che Gesù sia con noi. Dopo ciò Gesù fa una rapida spiegazione della nascita dell'uomo.

"..E poi, se tanto ti ho parlato del mio Volere, tanti vincoli d’unione indissolubile ho messo tra Me e te; il mio Eterno Volere, parlandoti, vincolava per quante parole ti diceva il tuo piccolo volere coi vincoli del mio Eterno Volere, oltre a ciò devi sapere che nel creare l’uomo, la nostra prima Suprema Volontà fu che vivesse nel nostro Volere e, dovendo vivere in Esso, prendesse del nostro per vivere a nostre spese, contraccambiando la nostra Volontà con tanti atti divini per quanti atti umani faceva nella nostra e tutto questo per arricchirlo di tutti i beni che la nostra Volontà contiene, ma l’uomo volle vivere nel suo volere, a sue spese e perciò si esiliò dalla patria sua e perdette tutti questi beni; onde i miei beni rimasero senza eredi, erano immensi e nessuno li possedeva..." Gesù

La vita nella dv è un riaprire questa circolazione di Grazia senza confini prima che si commettesse la colpa, più cresciamo nella dv viviamo sempre di più a spese di Nostro Signore mentre chi vive del suo volere deve cercare in sè stesso sicurezze, mezzi di sostentamento e gioie. Vivere a spese proprie o vivere a spese altrui. Che significa? Esempio: tutti viviamo a spese nostre, compriamo i vestiti, paghiamo le bollette ecc... pensiamo a un San Francesco a smesso di vivere a spese sue e si è privato di tutto e non voleva toccare i soldi con le mani e ha detto a Nostro Signore: per la conformazione fisica che mi hai dato ogni tanto devo mangiare, devo dormire senza morire assiderato, ogni tanto devo mettermi qualche straccio addosso. Faceva l'elemosina e si è abbandonato alla divina provvidenza (forme estreme). Queste forme evangeliche non disprezzano i beni creati, ma fanno capire quanto Dio è capace di far vivere un'anima a spese proprie, anche nelle cose più elementari.

Applichiamo questo nel campo spirituale: cosa significa abbandonarsi nelle mani di Dio? Chi vive nella dv sta senza pensiero perchè la preoccupazione di noi stessi (anche sante alle cose spirituali), -- ti pare che Dio non sappia che hai bisogno di mezzi per diventare santo quando la prima richiesta (Padre Nostro) è sia santificato il tuo nome (in me) cioè fammi diventare santo? Tutte quante le anime che vogliono progredire ci pensa il Signore a farle progredire.

"... Io non riconosco l’operare ed il patire fuori della mia Volontà, potrei dire: “Non ho che darti, qual è la volontà che ti ha animato nel far e soffrire ciò? Fatti ricompensare da quella.” Molte volte il fare il bene, il patire, senza che la mia Volontà entri in mezzo, possono essere misere schiavitù che degenerano in passioni, mentre solo il mio Volere dà il vero dominio, le vere virtù, la vera gloria da trasmutare l’umano in divino.” Gesù (fine secondo brano)

E' così. Es: uno fa una penitenza più impegnativa rispetto alle solite e siccome non ha un forte retroterra spirituale pensa di aver fatto chissà cosa e guarda dall'alto in basso il prossimo pensando di essere diventato santo. Sono passioni, superbia o orgoglio spirituale -- quella penitenza te l'ha chiesta Dio? Con che spirito la fai? Soltanto ripensarci solletica le nostre peggiori passioni. Dobbiamo imparare ad essere sinceri e a vedere bene cosa stiamo cercando nel nostro cuore. Nella Chiesa sono successe brutte situazioni con la scusa della direzione spirituale, quante cose nate con una scusa della direzione spirituale sono andate a finire con l'addio al celibato e chi può capire capisca. E' chiaro che la persona che cercava la direzione spirituale cercava essa o altro? Io me lo devo dire e il direttore spirituale deve capire se chi ha di fronte cerca la santità o altro (ed eventualmente porgli altolà).

La vita nella dv smaschera le menzogne ed ipocrisie, quanta gente fa rosari, vita devota in chiesa e Gesù si volta dall'altra parte. La soluzione è andare bene in Chiesa, non è l'esterno della coppa che è importante ma è l'interno, è il come. Non sempre Gesù chiedeva alla Madonna di fare qualcosa, ma quando lo faceva. Non faceva domanda, si prende e si parte alla ventura. L'ha detto Dio? Fiat perchè lo sa che dobbiamo mangiare, bere e dormire.. ci pensa Lui. Le grandi cose della nostra vita si giocano all'interno e noi dobbiamo diventare persone con una vita interiore, non persone strane ma spirituali nel senso giusto. Persone che nell'intimo del cuore cerca ciò che Dio vuole, è capace di interrogarsi, di discernere ecc.. questa è la vita del fiat. Le cose esterne sono importanti ma devono tendere ad una formazione interiore che ci apre i canali delle sue grazie e benedizioni.

23 Marzo 1923 Dolori della Celeste Mamma e come il Fiat agi in essi

".. Il mio Fiat poteva mettere in quel cuore trafitto quanti dolori voleva, aggiungere trafitture a trafitture, pene su pene, senza l’ombra della minima resistenza,.." Gesù

Quanta resistenza incontra in noi la DV in special modo quando ci presenta pene e dolori? Chi è capace di fare questo? Magari a malincuore sopportiamo le avversità, questo anche per comprendere il grado di perfezione che comprende l'unione profonda con il Fiat. Ossia quello stato di abbandono completo, la Madonna era fondamentalmente una su cui Dio poteva contare al 100%, che non avrebbe mai opposto la minima resistenza. Una che veramente gli avrebbe dato tutto e non avrebbe mai dubitato di nulla - fosse anche la più dolorosa o assurda (vedi Abramo ed Isacco) - una di cui ci si poteva fidare. Una che non si sarebbe tirata indietro o avrebbe detto: adesso basta. Confrontiamo la nostra coscienza, come stiamo noi? Dio si può fidare di noi? Lo potremmo deludere? Forma solida, sostanziosa e matura della vita nel fiat.

"...anzi Ella si sentiva onorata del fatto che il mio Fiat si costituiva vita anche d’un suo palpito ed il mio Fiat le diede gloria completa e la costituì vera e legittima Regina.." Gesù

Ma sentirsi onorati di avere le croci e sofferenze. Le pene, trafitture e prove a Nostro Signore servono (perchè altrimenti non ce li darebbe) o per il nostro bene o per il bene di qualcun'altro. Il problema è che dietro a questa tenacia c'è una verità di fede: Dio NON MI FAREBBE MAI SOFFRIRE nemmeno una puntura di una zanzara se quella cosa non fosse necessaria per me o per altri. E l'essere insigniti di un dolore è un'onore per i discepoli di Gesù - ricordiamo che i Santi lo hanno sempre cercato e vissuto pur non conoscendo la dv.

MEDITAZIONE DI DON LEONARDO MARIA POMPEI

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