domenica 7 giugno 2020

Fedeltà, attenzione e grande umiltà dinanzi agli insondabili misteri di Dio

Gesù rivela a Luisa il grande mistero della sua passione "perenne, eterna e ininterrotta" che caratterizzò la sua vita terrena, con una croce che andò ben al di là di quella, pur dolorosissima, che lo innalzò sul monte Calvario. Sono misteri grandi e insondabili da mente creata, dinanzi a cui conservare grande e somma umiltà. Il valore fondamentale della fedeltà e dell'attenzione, che mantengono l'anima in pace, rendendola padrona e dominatrice dei propri atti. Libro di Cielo, Volume 15, 13- 16 Febbraio 1923, Giovedì 9 Gennaio 2020

13 Febbraio 1923 Il bene che porta l’essere fedele ed attento

Mi sentivo tutta afflitta ed il mio dolce Gesù, facendosi vedere appena, mi ha detto: “Figlia mia, coraggio, siimi fedele ed attenta, ché la fedeltà e l’attenzione producono l’eguaglianza degli umori nell’anima, formano un solo umore e stabiliscono la perfetta pace e questa la rende dominatrice, in modo che fa ciò che vuole e giunge dove vuole...." Gesù

Due parole d'ordine: fedeltà ed attenzione. Noi siamo padroni di noi stessi, (lo sperimentiamo tutti) lucidi e non travolti mai dagli eventi e capaci di interagire attivamente con essi nella misura in cui conserviamo nel cuore la pace e la calma, ecco perchè per nessun motivo dobbiamo permettere nella nostra anima pensieri atti a turbarci. La pace del cuore è un bene supremo che dobbiamo custodire e che nasce dalla fedeltà a Dio, alle promesse che abbiamo fatto, ai suoi voleri, a quello che abbiamo meditato (se Dio è incomprensibile e trascendente nel suo agire vuol dire che dobbiamo adorarlo e non dubitare che Lui non abbia sotto controllo la situazione ecc....). E poi l'attenzione costante al rispondere a quello che il Signore ci chiede e l'attenzione nel fare sempre le stesse cose. Papa Benedetto 16°, quando una cosa ci colpisce nel cuore, il segno è che rimane nel nostro cuore anche se non ci andiamo a ripensare troppo; il don si ricorda che una volta // digressione del don: nella storia della Chiesa l'importante è il ministero petrino non la persona che svolge il ruolo di Pontefice, le persone che lo svolgono lasceranno dei doni che in quanto esseri umani infallibili potrebbero non essere il top - il Papa Emerito ha lasciato la sua attenzione alla bellezza e la liturgia - La Messa è la ripetizione solenne e costante degli stessi atti,sono regole assolute della vita dello spirito, le preghiere del mattino e della sera bisogna essere costanti e perseveranti nel fare sempre la stessa cosa. E anche nelle altre. Sempre. Questa fedeltà e costanza è il segreto di ogni santità. Noi umani cambiamo in quanto non siamo immutabili e perfetti come Dio e dovremmo andare di bene in meglio; ogni giorni dovremmo mettere un tassello in più verso il meglio nella nostra crescita, questo cammino si svolge dentro una cornice di costanza e perseveranza nel fare sempre le stesse cose. E' difficile, perchè uno può avere una botta di spiritualità ma poi bisogna vedere cosa succede dopo 15 giorni e questa routine produce tanta di quella santità e di quei meriti che li vedremo solo in Paradiso.

".. Oh! se il sole non fosse sempre eguale nel mandare la sua luce, quante oscillazioni, quanti disordini ci sarebbero sulla terra! E l’uomo non potrebbe far alcun calcolo, né sui campi, né sulle piante; direbbe: “Se il sole non mi manda la sua luce ed il suo calore, non so quando devo mietere né quando matureranno i frutti.” Così succede per l’anima fedele ed attenta, nella mia Volontà uno è il suo atto, ma gli effetti sono innumerevoli, invece se è incostante e disattenta, né lei né Io possiamo fare alcun calcolo, né fissare il bene che può produrre.” Gesù

Meditiamo bene su queste cose, sono di un'importanza capitale. Non solo nella dv (atto di preventivo tutti i giorni, gli atti attuali tutti i giorni, le fusioni tutti i giorni, il Pio pellegrinaggio nella Creazione, un'Ora della Passione tutti i giorni,l'attenzione per i divini voleri, ecc...) ma questo vale anche per la vita cristiana. Ognuno poi faccia un'attenzione nel vedere quanto la nostra vita è costante e quanto non lo è. Quanto siamo più fedele è costante, quanto più padronanza dei nostri atti e pace avremo nel cuore e viceversa.

16 Febbraio 1923 La Croce che diede la Divina Volontà a Nostro Signore. Gesù per operare la Redenzione perfetta e completa, doveva farla nell’ambito dell’Eternità

".. Se la mia volontà umana non avesse avuto con sé una Eterna, tutti i miei atti sarebbero stati atti determinati e finiti; invece, con questa erano interminabili ed infiniti, perciò le mie pene, la mia croce, dovevano essere interminabili ed infinite e la Volontà Divina fece trovare alla mia Umanità tutte queste pene e croci, tanto che Lei mi distendeva su tutta l’umana famiglia, dal primo all’ultimo uomo ed Io assorbivo tutte le specie di pene in Me ed ogni creatura formava la mia croce, sicché la mia croce fu tanto lunga quanto è e sarà la lunghezza di tutti i secoli e larga quanto le umane generazioni. Non fu la sola piccola croce del Calvario dove mi crocifissero gli ebrei, questa non era altro che una similitudine della lunga croce in cui mi teneva crocifisso la Suprema Volontà, sicché ogni creatura formava la lunghezza e la larghezza della croce e come la formava restava innestata nella stessa croce ed il Voler Divino distendendomi su di essa e crocifiggendomi, non solo faceva mia la croce, ma anche di tutti quelli che formavano detta croce. Ecco perciò avevo bisogno dell’ambito dell’eternità dove poter tenere questa croce, lo spazio terrestre non sarebbe bastato per contenerla. Oh! quanto mi ameranno quando conosceranno ciò che fece la mia Umanità nella Divina Volontà, ciò che mi fece soffrire per amor loro! La mia croce non fu di legno, no, furono le anime, erano loro che sentivo palpitanti nella croce in cui mi distendeva la Divina Volontà e non faceva sfuggire nessuna, a tutte dava il posto e per dare posto a tutte mi distendeva in modo sì straziante e con pene sì atroci, che le pene della Passione potrei chiamarle piccole e sollievi. Perciò affrettati, affinché il mio Volere faccia conoscere tutto ciò che il Voler Eterno operò nella mia Umanità, questa conoscenza riscuoterà tanto amore, che si piegheranno a farlo regnare in mezzo ad essi.” Gesù

Chi assiduo nella recita delle Ore della Passione avrà riconosciuto quel passo dove Gesù fa comprendere cos'è stata per Lui la Croce non andando a limitarsi a quelle tre ore in cui è stato Crocifisso. Nella 20° ora è citato questo scritto dove Gesù spiega bene. La croce di Gesù è stato qualcosa di più ampio. Entriamo attraverso queste rivelazioni nei misteri insondabili, tante volte quando si ascoltano queste cose trascendono non poco la nostra capacità di comprensione (una croce lunga tutti i secoli, ecc..). Comprendiamo come nell'interno di Gesù si compivano una montagna di operazioni divine, operazioni che a volte (come dicono i santi) la grazia compie anche negli esseri umani ma noi non capiamo cosa succede. Nelle biografie dei santi succede, un santo X un giorno si sveglia e sente delle pene interiori e non capisce cosa succede, non lo sa. Poi magari Nostro Signore gli spiega più avanti che quella tristezza che ha provato era la tristezza o dolore dei peccatori e tu vivendola ed offrendola Io (Dio) ho potuto convertire quel peccatore ecc.. . La nostra profonda ignoranza sulle operazioni divine dev'essere sempre presente e mortificata assai dovrebbe essere la nostra curiosità ma Dio non dà spiegazioni. Come Dio conduce il corso della storia, è bene pensare nella meditazione a queste cose. Un'altra mistica alla quale Gesù spiegava "secondo Te io non sapevo che Adamo non avrebbe peccato?", domanda che la nostra piccola mente ristretta potrebbe farsi ma questa domanda non bisogna porsi (la mente di Dio è più grande della nostra). La domanda è mal posta, la domanda corretta: quanto grandi saranno i disegni di Dio sull'umanità? Quanto grande sarà la sua Sapienza se, nonostante che sapesse da sempre che l'Umanità avrebbe peccato, l'ha creata lo stesso? Nel primo modo di pensare si mette Dio sotto processo e nel secondo modo di pensare si accetta che le spiegazioni ci siano, Dio le sa e se non me le dice è perchè non è necessario che io le sappia, Dio non ci dice nulla che non sia necessario e questo lo dobbiamo capire. Qui, il senso che Gesù ha spiegato, è questo: far comprendere come la Redenzione è stato un'atto compiuto nella Dv, nell'ambito dell'Eternità . perchè potesse avere un valore infinito - e di un'intensità per noi non inimmaginabile. Ogni anima ha trovato posto nel suo Cuore (di Gesù) - se ogni anima (anche della persona più viscida e peccatrice) è stata messa nel cuore di Gesù - quindi quell'essere spregevole, viscido e demone incarnato (e se questa persona non si convertirà purtroppo diventerà demone eterno) però però quell'anima sta a posto nel cuore di Gesù. E' stata una delle tante per le quali Gesù si è disteso in questa Croce eterna e misteriosa formata da tutte le anime e in riparazione del male fatto da esse.

"...E’ decretato che se una creatura non entra nel Volere Eterno per rendere triplici i nostri atti, questo Supremo Volere non scende sulla terra per fare la sua via nelle umane generazioni, vuole il corteggio dei triplici atti per farsi conoscere; perciò affrettati.” Gesù

Quando Gesù dice che qualcosa è Decretato, in teologia è nota questa cosa, i decreti di Dio - ci sono dei voleri dell'Altissimo che sono condizionati: succederà questa cosa se la libertà delle creature farà questa cosa altrimenti no, ma ci sono delle cose che Dio decide e che succederanno senza che questo accadere violi la libertà delle creature. E anche qua non sappiamo come Dio fa. Quando si usa il termine Decreto si parla di una cosa che accadrà perchè nessuno è capace di arrestarne l'attuazione. Cosa ci ha rivelato oggi? Una Creatura non entrerà nella dv se non ci sarà una creatura che entri nella dv. E noi ogni tanto ci facciamo la domanda che non dovremmo fare: e perchè? (Ripassarsi 30 Gennaio 1909 La storia del perché - ottavo volume). Il perchè non deve sostare nella nostra anima perchè sono soste pericolose. C'è un decreto di Dio e se lo fa - anche i provvedimenti della Chiesa si chiamano decreti e anche degli imperatori - il decreto è sempre stato anche in campo giuridico è sempre stato una cosa forte, il decreto legge è vincolante, è una decisione sulla quale non ci si può far nulla. Questo per dire la nostra conoscenza di Dio in questo mondo è vera, ma è molto imperfetta perchè ciò che Dio fa noi non comprendiamo quasi nulla. E dico quasi (il don) perchè è generoso. Queste anche deve situarci nella giusta prospettiva con il nostro rapporto con Dio su tante cose. Sempre cautela.

MEDITAZIONE DI DON LEONARDO MARIA POMPEI

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