Quarta meditazione, Esercizi spirituali DV, Loreto 26-29 aprile 2026 - don Pierpaolo Maria Cilla
Imparare ogni istante, anche il più ordinario nel Fiat, comprendere la grande differenza tra la preghiera di sempre con la preghiera nella divina volontà e vedere come la preghiera di domanda… è nata con il peccato. Ma andiamo con ordine.
Prima meditazione: immagine del lievito (divino).
15 Settembre 1929
Come il Sole ogni giorno ritorna a visitare la terra; il Sole è simbolo della Divina Volontà. Il germe della Divina Volontà nell'atto della creatura. (26° volume)
"Figlia mia, la ripetizione dei tuoi atti nel Fiat Divino spezza l'isolamento di Esso e genera la compagnia a tutti gli atti che fa la Divina Volontà. Quindi Essa non si sente più sola, ma ha qualcuno a cui poter ridire le sue pene, le sue gioie ed affidare i suoi segreti. E poi un atto continuamente ripetuto è virtù divina e ha virtù di generare i beni che non esistono, di riprodurli e comunicarli a tutti. Un atto continuato è solo capace di formare la vita e di poter dar vita. Guarda il Sole, simbolo della mia Divina Volontà che mai lascia la creatura e che mai si stanca di fare il suo atto continuato di luce. Ogni giorno ritorna a visitare la terra, dando sempre i suoi beni, ritorna per rintracciare col suo cerchio di luce i beni già dati e che molte volte non trova, il fiore che ha colorito con la bellezza delle sue tinte e profumati sol toccandolo con le sue mani di luce, non trova il frutto al quale, sviscerandosi, ha comunicato la sua dolcezza e che ha maturato col suo calore….."
Gesù parla dell'atto continuato. Gesù sta parlando dell'atto continuato che è il rompicapo di molti: come faccio a chiamare la divina volontà a chiamarla in ogni mio atto? Non ce la faccio.
"Figlia mia, dove c'è la forza creatrice della mia Divina Volontà, il mio alito Divino ha la potenza di rendere immensi gli atti della creatura. Perché mentre la creatura opera nel mio Fiat, nel suo atto vi entra la forza creatrice, la quale vi mette la sorgente dell'immensità divina ed ogni piccolo atto della creatura si converte, chi in sorgente di luce, chi in sorgente d'amore, altri in sorgente di Bontà, di bellezza, di Santità, insomma, quanti più atti fa, tante sorgenti divine in più acquista e crescono tanto da sperdersi nell'immensità del suo Creatore…." Gesù
Gesù parla dell'importanza dei piccoli atti, ma non ci mette l'ansia di chiamare in continuazione la divina volontà, perché Lui stesso ha previsto che tante nuvole passano davanti alla nostra intelligenza durante la giornata. Per questo ha previsto un'atto preventivo. Ma il fatto che Gesù non ci voglia mettere ansia non significa che noi possiamo addormentarci. Se io vivo dentro Gesù non posso pensare a Lui solo quando mi alzo e vado a dormire. Ma durante il giorno ci saranno dei momenti in cui mi fermo e mi dedico alla preghiera. Quei momenti di preghiera, come la vivo? Come ho recitato i vespri? Non si tratta (circa il vivere nel dv) di recitare meccanicamente preghiere particolari, perché altrimenti la dv diventerebbe una devozione tra le altre. Se io ha devozione alla Sacra Spalla di Gesù tu devi recitare una formula precisa della devozione. La dv è un'atteggiamento interiore. Gesù recitava i salmi (esempio). Tutte le volte che noi preghiamo, possiamo prendere la preghiera di Gesù (fondendoci nel dv) e quella preghiera si biloca, passa per 2000 anni e si riproduce in me e rimette in moto gli effetti benefici della preghiera di Gesù. Come per la Messa, si rende attuale oggi cosa è accaduto sul Calvario. Io posso, fondendomi nel dv, bilocarmi nel cuore di tutti i fedeli o persone sul pianeta terra ed elevandomi al Padre (pregando) facendolo dire a chi non lo dice o facendolo dire in maniera divina chi prega in maniera umana. E posso pregare per gli elementi inanimati. Noi possiamo dare voce a chi non ha voce: alle piante, animali, ecc.. perché tutto ciò che è uscito da Dio, e tutto deve ritornare a Dio. Io devo abbracciare tutta la Creazione la quale con gemiti inesprimibili geme per ritornare a Dio, questo si compie nell'anima che prega nella divina volontà.
"..Succede come al lievito, che ha virtù di fermentare la farina, purché nel formare il pane vi si metta il piccolo lievito, come germe di fermentazione. Invece se non si mette il lievito, anche se c’è la stessa farina, il pane non sarà mai fermentato ma azzimo. Così è la mia Divina Volontà, più che lievito che getta la fermentazione Divina nell'atto umano e l'atto umano diventa atto Divino. Ed io quando trovo il germe della mia Divina Volontà nell'atto della creatura, mi diletto nel fiatare il suo atto e lo elevo tanto da renderlo immenso; molto più che possiamo chiamare quell'atto atto nostro, Volontà nostra, operante nella creatura." Gesù
Sentire che la volontà divina accolta nella creatura, trasforma gli atti della creatura, cambiandone la natura, da atti di un'uomo in atti di Dio dandogli un valore immenso e dandogli un profumo divino.. La Madonna insegnò come sembra niente ma tenere sacrificata la propria volontà non è una cosa da nulla. Noi dovremmo prendere da Dio la capacità di comprendere cosa significa volontà umana e volontà divina. Per camminare in questa vita è necessario alimentarsi di questi scritti, ogni giorno qualche cosa. Queste parole e questa dottrina è essa stessa che concima la nostra anima. Dilata la nostra piccola mente. Se non prendiamo in mano concretamente il Libro di Cielo è quasi del tutto inutile.
In Italia, le conoscenze sulla Divina Volontà, trovano maggiore resistenza ad entrare nell'ambito sacerdotale e religioso. Perché c'è tanta fatica? Una delle tante manifestazioni della volontà umana è la supponenza. Chi sa di sapere tutto, dovrebbe sapere di non sapere nulla. E quando qualcuno dice: sappiamo cos'è la Volontà di Dio. Ma so di non sapere, questa è la base dell'umiltà e della ricerca della Verità.
Ogni volta che nei Vangeli si parla del Regno dei Cieli noi avremmo pensato al Paradiso, ma con gli scritti di Luisa la cosa cambia. O si cresce quaggiù ma lassù non si può crescere. Gesù ha detto tutto nel Vangelo ma noi non avevamo tutti gli strumenti per poter leggere tutto. Sono 2000 anni che preghiamo il Padre Nostro eppure - leggendo gli scritti di Luisa - ci rendiamo conto che stiamo chiedendo che Venga il Regno della divina volontà sulla terra, non che il Paradiso scenda sulla terra. Invece noi abbiamo sempre pregato dicendo: Venga il Tuo Regno. (stacco) - cosa significa non lo sappiamo e poi a capo: sia fatta la Tua Volontà (osservare i 10 comandamenti). Come in Cielo così in Terra.. ma noi non ci abbiamo mai pensato. Il Regno è già in mezzo a noi, quindi non sta lassù, il Regno stava in Gesù e Maria ma non è ancora in tutti gli uomini.
Seconda Meditazione:
Dove regna la Divina Volontà, tutto è preghiera.
26 Settembre 1926
La sola parola “Volontà di Dio” contiene un prodigio eterno e tutto si converte in amore e preghiera. (20° volume)
“Figlia mia, dove sta la mia Volontà tutto è santità, tutto è amore, tutto è preghiera,; sicché, stando la sua sorgente, i tuoi pensieri, i tuoi sguardi, le tue parole, il tuo palpito ed anche i tuoi moti, sono amore e preghiere,...." Gesù
"..non è la forma delle parole che forma la preghiera,..." Gesù // La gloria di Dio è l'uomo vivente, è l'uomo che vive in grazia di Dio.
"...non è la forma delle parole che forma la preghiera, no, è la mia Volontà operante che, dominando tutto l’essere tuo, forma dei tuoi pensieri, parole, sguardi, palpiti e moti, tante fontanine che sorgono dalla Volontà Suprema ed elevandosi fino al Cielo, nel loro muto linguaggio pregano, amano, adorano, benedicono, insomma Essa fa fare ciò che è santo, ciò che appartiene all’Essere Divino. Perciò l’anima che possiede come vita il Voler Supremo, è il vero cielo, che, anche se muto, narra la gloria di Dio e si annunzia come opera delle sue mani creatrici. Com’è bello vedere l’anima in cui regna il mio Volere! Com’essa pensa, guarda, parla, palpita, respira, si muove, così forma le stelle per ornare il suo cielo,.." Gesù
Richiamiamo la volontà divina anche con un moto dell'anima,...tu Gesù, scarico su di te i miei affanni e problemi. Pensaci Tu, dammi risposta alla mie domande.
Terza Meditazione:
La preghiera è nata con il peccato, Adamo (innocente ndr) non pregava. Brano più teologicamente denso.
16 Novembre 1926
Come ogni atto di volontà umana è un velo che impedisce di conoscere la Volontà Divina. Sua gelosia e come Essa fa tutti gli uffici per l’anima. Minaccia di guerre e di castighi. (20° volume)
"..La volontà umana rende schiavo l’uomo, gli fa avere bisogno di tutto, per cui l’uomo sente continuamente mancarsi la forza, la luce, la sua esistenza è sempre in pericolo e ciò che ottiene è in seguito a preghiere e stenti. Sicché l’uomo che vive di Volontà sua, è il vero mendicante…" Gesù
Gesù non sta parlando dei peccatori incalliti ma di coloro che si sono fermati alla Volontà di Dio come legge e non l'ha formata come vita. Chi fa la Volontà di Dio è come un servo che deve stare agli ordini del suo Padrone. I figli sono liberi nella casa del Padre. Chi vive di volontà umana ha sempre bisogno di qualcosa e, stando nella necessità, sei incompleto e sei bisognoso. Quindi mendicante. Chi sta sempre a chiedere l'elemosina ed aiuto anche con Dio. Gesù non disprezza nessuno ma sta semplicemente descrivendo una cosa. Chi non è satollo, sta sempre a chiedere. Nella preghiera di petizione non è male, ma vivere solo di questo nasconde un'inquietudine di fondo. Avete visto un'anima che chiede di accogliere quella sofferenza e di compiere la Sua Volontà? Dove stanno queste anime? Quando accendiamo il cellulare arriva una scarica di richieste: puoi pregare per quel bambino che sta male? Non c'è nulla di male ma Gesù ci vuole portare ad un altro livello ed orizzonte nel quale non ci sia più bisogno di chiedere.
"...Invece chi vive della mia, non ha bisogno di nulla, ha tutto a sua disposizione, la mia Volontà gli dà il dominio di se stesso e quindi è padrone della forza, della luce, ma non della forza e della luce umana, ma della Divina, la sua esistenza è sempre al sicuro ed essendo padrone può prendere ciò che vuole, né ha bisogno di chiedere per avere, tanto è vero che per Adamo prima di sottrarsi alla mia Volontà, la preghiera non esisteva; il bisogno fa nascere la preghiera; se di nulla aveva bisogno non aveva né da chiedere, né da impetrare…" Gesù
Una persona potrebbe avere bisogno di aiuto, la forza la prendi da Gesù. C'è la consolazione umana o conforto psicologico. Vuoi pace o pazienza? Valla a chiedere a Gesù? Il don (Pierpaolo Maria Cilla) andava alla ricerca (prima di conoscere gli scritti) del grande predicatore ed andando ad un ritiro spirituale di Cantalamessa ha sentito una frase che è stata quella fessura che il Signore ha usato per fare entrare gli scritti della divina volontà: il padre citava una frase di San Bernardo (12° secolo) che diceva: tutto ciò che mi manca e di cui ho bisogno, io me ne approprio dal costato trafitto di Cristo. Questa cosa che io non chiedo ma ne approprio gli è rimasta. E ora il don capisce cosa significa. Ogni tanto i santi dicono delle cose senza sapere cosa stanno dicendo ma sotto ispirazione divina. Per fare questo mi devo svuotare di me stesso. O servo la mia volontà o quella divina. Gesù, quando parla del fatto che Adamo non pregava, intende la preghiera di petizione.
"..Sicché Lui amava, lodava, adorava il suo Creatore, la preghiera non ebbe luogo nell’Eden terrestre…." Gesù
Dio non ci ha creato per disturbarlo ma la vita di molti cristiani è un continuo bussare. Ma se tu non bussi e non chiedi per prima cosa il Regno di Dio, il resto ti sarà dato in aggiunta. Chiedete il Regno, prima non lo capivamo.
".. Sicché Lui amava, lodava, adorava il suo Creatore, la preghiera non ebbe luogo nell’Eden terrestre. La preghiera venne, ebbe vita dopo il peccato, come bisogno estremo del cuore dell’uomo, chi prega significa che ha bisogno e, siccome spera, prega d’ottenere. Invece chi vive nella mia Volontà vive nell’opulenza dei beni del suo Creatore da padrone e vedendosi in tanti beni sente il bisogno e il desiderio di voler dare agli altri la sua felicità ed i beni della sua grande fortuna, vera immagine del suo Creatore che gli ha dato tanto, senza restrizione alcuna, vorrebbe imitarlo col dare agli altri ciò che possiede…" Gesù
Non devi supplicare, devi prendere e dare. Un sintomo di volontà umana? Pensare a sé stessi.
"...Oh come è bello il cielo dell’anima che vive nella mia Volontà! E’ il cielo senza tempesta, senza nubi, senza pioggia, perché l’acqua che disseta, che feconda e che dà la crescita e la somiglianza di colui che l’ha creata è la mia Volontà ed è tanta la sua gelosia che l’anima nulla prende se non è suo; la mia Volontà fa tutti gli uffici: se la creatura vuol bere si fa acqua e mentre la rinfresca le smorza tutte le altre seti, per fare che la sola sua sete sia la sua Volontà, se sente fame, si fa cibo e mentre sazia le toglie l’appetito di tutti gli altri cibi, se vuole essere bella, si fa pennello e le dà pennellate di tale bellezza, che la mia stessa Volontà rimane rapita da una bellezza così rara impressa da Essa stessa nella creatura, tanto da poter dire a tutto il Cielo: miratela come è bella, è il fiore, è il profumo, è la tinta del mio Volere che l’ha fatta sì bella”. Insomma, le dà la sua fortezza, la sua luce, la sua santità, tutto per poter dire: “è un’opera tutta del mio Volere,..." Gesù
La parabola del Figliol Prodigo, in cui un figlio si è costruito la vita con la sua volontà ed è finito a pascolare con i porci e questi mangiavano meglio di lui. L'altro figlio è rimasto in casa, di per sé è rimasto ricco, è rimasto figlio e non ha richiesto l'eredità. Tutti i beni del padre erano suoi, ma quando il figlio minore è tornato a lui è venuta la botta di gelosia. Tu per me non hai mai ammazzato il vitello grasso ecc... a questa sceneggiata di gelosia a colui che non viveva da figlio "il Padre gli rispose: Figlio tu sei sempre con me, e tutto è mio è tuo. Io ti dovevo dare ciò che è tuo? Tu ti eri dimenticato che ti amavo e ti sei dimenticato di amarmi. Non ha bisogno di preghiera di domanda. Lo devi solo prendere ed eventualmente darlo a tuo fratello che è rimasto senza nulla. E quindi glielo ho dovuto dare io"
DON PIERPAOLO MARIA CILLA
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