giovedì 30 dicembre 2021

Grazia ordinaria e grazie straordinarie

Splendida lezione di Gesù sulla differenza che intercorre la le grazie ordinarie (in cui rientrano anche alcune di quelle ritenute tradizionalmente straordinarie) e grazie straordinarie, di cui la più grande è vivere nella divina Volontà. Meditazione su Libro di Cielo, Volume 22, 4 Agosto 1927, 26 Aprile 2021

4 Agosto 1927 Non c’è felicità maggiore d’un re che serve la sua regina e della regina che serve il re. Quando regna la Volontà Divina è come il palpito del cuore che ha il primo atto di vita. Esempio del padre che vuol palpitare nel figlio

Brano consistente ed articolato. Cerchiamo di trarne fuori vita ed alimento per la nostra anima. Gesù definisce Luisa non come una serva ma come regina e mentre lei si lamenta delle sue privazioni, ma Gesù nel suo star male viene Lui stesso a servirla e dargli ciò che gli è necessario.

“Servo la mia regina, essa serve Me che sono il Re ed Io servo lei che è mia regina, perché chi fa e vive nella mia Volontà è sempre pronta a fare ciò che Io voglio, quindi serve il suo Re fedelmente ed in modo mirabile e, stando la mia Volontà in lei, Io servo la mia stessa Volontà che l’ha resa regina.” Gesù a Luisa

Qua appare subito l'eco del Vangelo di san Giovanni, quando Gesù ai suoi dice vi ho chiamati Amici, perchè tutto quello che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi. Non servi. Ma qua Gesù va oltre - altro passo del Vangelo: quando il Figlio dell'Uomo siederà sul suo Trono anche voi siederete a giudicare le 12 tribù d'Israele (Gesù ai suoi discepoli). O i passi del Regno dell'Apocalisse dove gli eletti sono descritti come coloro che regnano a fianco dell'Agnello. Andiamo a vedere negli scritti l'eco della pagina Sacra.

E' il massimo grado a cui si possa aspirare e si diventa Re solo vivendo nella dv.

Io nel sentire dire ciò, sono scoppiata in pianto di tenerezza indicibile e pensavo tra me: “Regina! regina! E mi lascia così sola ed abbandonata fino a farmi giungere agli estremi? E poi se ne viene con un ritrovato per lasciarmi più a lungo. Ah! Gesù! Gesù! Vuoi Tu burlarmi?” Lusia si sente abbandonata e attraverso questo altro passaggio, Gesù da un'ulteriore lezione formativa a Luisa e a tutti noi:

Esistono due ordini: naturale e soprannaturale e nell'ordine soprannaturale esistono due tipi di vita: quello della grazia ordinaria e quello delle grazie straordinarie. Gesù spiega che chi vive nella dv è Regina quindi essere regina nel dv è una grazia straordinaria.

“Figlia mia, eppure tutto ciò che tu sentivi prima nel tuo interno entrava nell’ordine della grazia ordinaria: fervori, sensibilità, sono grazia ordinaria che do a tutti, a secondo le loro disposizioni, ed è soggetta ad interruzioni, ora a nascere ed ora a morire e perciò non costituisce né vita, né sodezza di santità. Invece nella mia Volontà ti ho investita di grazia straordinaria, caratterizzata da fermezza nel bene ed atto incessante, virtù proprie Divine. Credi tu che sia cosa da nulla oppure ordinaria quel tuo giro continuo nelle opere del tuo Creatore? La fermezza della tua volontà nella mia solo per seguire gli atti del mio Eterno Volere? Innanzi alla mia Volontà i fervori, le sensibilità, non hanno a che fare, sono come le piccole luci innanzi al gran sole, non hanno ragione d’esistere e, se esistono, è per non far nulla. La mia Volontà assorbe tutto e fa diventare l’anima tutta Volontà di Dio, che vuol fare di essa un altro Sole...." Gesù

Tutte le cose che Luisa lamenta di non avere più (fervori, sensibilità ecc...) tutti i santi le hanno avute (estasi, visioni, rapimenti, lacrime, grazie di consolazione, orazione di quiete, intimità con Gesù, locuzioni interiori ecc...) a noi queste sembrano grazie straordinarie ma Gesù dice che sono grazie che Lui ha sempre concesso, dipende dalle disposizione che Lui trova. Santa Teresa d'Avila diceva che alcune sono grazie che da noi stessi non potremmo mai avere (il rapimento - ad esempio - è una cosa che accade se Dio prende la tua anima e ti rapisce, tu puoi fare quello che vuoi ma non potrai mai provocare un rapimento). Se invece quando uno si mette a pregare, fa silenzio, evita le distrazioni, si raccoglie profondamente, fissa il proprio sguardo sull'oggetto amato può vivere delle consolazioni che - se sono grazie di Dio - sono state provocate dal fatto che ha pregato bene. Gesù dice che anche le grazie che vengono scambiate per straordinarie ordinariamente sono vissute nella santità delle virtù, nella santità che la Chiesa vive tuttora. Ma la vita nella dv è qualcosa che va oltre che ci mette in un'atmosfera straordinaria.

Luisa aveva un'attività incessante. Noi molte volte confondiamo la grazia con la nostra percezione sensibile di essa - Luisa però operava sempre nel dv - tutte le apparizioni di Gesù risorto, come mai Gesù non viene riconosciuto da nessuno. Ce lo siamo mai chiesto? San Paolo dice che anche se abbiamo conosciuto Gesù Cristo secondo la carne, ora non lo conosciamo più così. Quanta gente - durante la vita terrena - lo ha visto, lo ha ascoltato dalle sue stesse parole - quanti di noi vorrebbero vederlo di persona durante la sua vita terrena? Noi che l'abbiamo conosciuto ed amato senza averlo visto, probabilmente saremmo più graditi al Signore e forse maggiormente retribuiti rispetto a coloro che l'hanno visto ma che da un'orecchio gli è entrata (la predica di Gesù) e dall'altro orecchio gli è uscita. Perchè non avevano le buone disposizioni.

Non è importante il contatto con una grazia che ti faccia stare bene - certo, nella dv il Signore le ha promesso tante cose, grazie strepitose, intimità profonda con Gesù ecc... - ma torniamo sempre alla sodezza.

“Figlia mia, eppure tutto ciò che tu sentivi prima nel tuo interno entrava nell’ordine della grazia ordinaria: fervori, sensibilità, sono grazia ordinaria che do a tutti, a secondo le loro disposizioni, ed è soggetta ad interruzioni, ora a nascere ed ora a morire e perciò non costituisce né vita, né sodezza di santità...." Gesù

Nostro Signore vede se la nostra santità è qualcosa di radicato e concreto ed inamovibile, non posso fare il bene ad interruzioni. Uno può avere compiere qualche buona azione ma si vive una vita a corrente alternata. Ne faccio una dritta e tre storte. La vita nella dv fa diventare tutta l'anima volontà di Dio.

"..Invece nella mia Volontà ti ho investita di grazia straordinaria, caratterizzata da fermezza nel bene ed atto incessante, virtù proprie Divine..." Gesù

Arrivare a questo punto vorrebbe dire essere a prova di diavolo. Il diavolo ha provato a tentare Gesù e Maria ma che fine ha fatto? Se la vita nella dv è radicata, il maligno non può entrare. Gesù dice a Luisa che non fa niente che non lo vede tutti i giorni, che Luisa non sente la sua voce tutti i giorni, ecc... anche se non vivi le cose straordinare, Gesù la teneva sempre con sè anche se Luisa non è sempre cosciente. Altro che santità, una persona che vive così cambia.

"...Più che Padre faccio con l’anima dove regna il mio Volere. Anzi il padre non può dare il palpito al figlio ed Io lo do, la tengo sempre insieme con Me, le insegno i miei modi divini, le comunico i miei segreti,..." Gesù

I segreti che Gesù dice, non è che il Signore arriva a dirti cose segrete, (attenzione all'umana volontà o alle illusioni), chi conosce i segreti dell'Altissimo sul serio non sempre è sicuro di conoscerli.

"..la mia forza.." Gesù / La forza di andare avanti in qualsiasi situazione, di resistere a qualsiasi difficoltà, ad ogni prova, tentazione, ecc.. queste sono le grandi cose a cui dobbiamo fare attenzione. Se Nostro Signore ci manda qualche grazia ordinaria lo ringraziamo umiliandoci davanti a Lui ritenendoci indegni - Dio se non vede una grandissima umiltà del cuore - non diciamo di essere umili agli altri - il riserbo più assoluto sulla nostra vita interiore, nessuno deve sapere nulla fuorchè il diretto interessato e per chi ce l'ha - solo quando siamo interrogati - il direttore spirituale. Non avere la smania di farli conoscere, perchè la smania di far conoscere un segreto del Re non ha altro scopo che convincere il prossimo che noi siamo santi. Orgoglio e superbia spirituale. Puntare sempre alle cose più importanti ed essenziali.

"...Molto più che con te non ho bisogno di parole per farmi intendere, basta guardarci per capirci, non è vero? Tu intendi me ed Io intendo te.” Gesù

Arrivare a questo sarebbe un'ottimo traguardo. Santa Teresa d'Avila (discorso di prima) diceva che queste cose non sono per pochi, Dio le darebbe a tutti ma quasi nessuno si mette in condizioni di riceverle perchè le persone non hanno la pazienza di farsi la gavetta e il cammino e le anticamere e quindi le grazie che potrebbe vivere non le vivrà. Ci sono ma non sono mai queste le cose più importanti. Noi dobbiamo puntare alla grande grazia soprannaturale, cioè che la dv regni in noi facendoci diventare Re e Regine dandoci questa stabilità costante e queste virtù divine che sono garanzie di grandissima e durevole santità.

mercoledì 29 dicembre 2021

Il grande valore degli atti interni

La Divina Volontà è moto incessante di vita, che non cessa mai di fare e dare ogni bene, ogni gioia, ogni felicità. Anche la vita dell'uomo deve essere movimento incessante degli atti interni costantemente rivolti al Signore e compiuti nel volere divino. Sono essi gli unici che Dio guarda e che danno valore ad ogni cosa. Meditazione su Libro di Cielo, Volume 22, 30 Luglio 1927, 23 Aprile 2021

30 Luglio 1927 La vita sta nel moto incessante e questo moto produce la sorgente. Valore degli atti interni

Il brano di oggi è una lezione basilare (specie la seconda parte che parla dell'importanza e del valore degli atti interni) dovrà essere oggetto di verifica: le offerte, gli atti d'amore e i pensieri che diamo a Dio e che nessun'altro sa. E dobbiamo chiederci: se e quanti ne facciamo? Nessuno può conoscere l'interno di un'altra creatura ma il sospetto che non pochi battezzati ne facciano pochi - che non ci sia una vivacità e continuità di vita interiore - da quello che si vede all'esterno pare lecito dirlo.

Come è la mia vita interna? La vita nella dv è una vita nella quale io, in ogni momento della giornata, dovunque noi siamo sorpresi, potremmo dire: io sto amando Gesù e Maria. Sto vivendo al loro cospetto e gli sto di quando in quando parlando rivolgendogli un pensiero o offerta.

La prima parte, il don, pensava (leggendola) pensando che la vita c'è dove c'è movimento (lo dicevano anche i pagani).

“Figlia mia, la vita sta nel moto continuo. Tutto ciò che esce da Dio deve possedere un moto,.." Gesù

Il tavolo non si muove, ma gli atomi di cui è composto il tavolo si muovono. La terra sembra che sia ferma ma gira intorno a sè stessa ed intorno al Sole. La vita c'è dove c'è il moto e Gesù fa comprendere di movimento percepibile ma è quel movimento interno che deriva dal non cessare mai di seguire gli atti della dv la quale a sua voltà è movimento continuo la quale non cessa mai di dare il bene. Dio è come se fosse (se si può passare l'immagine) una fabbrica a ciclo continuo produce una valanga di beni sempre nuovi. La sorpresa che incontreremo in Paradiso - lì c'è un'ininterrotta beatitudine che si rinnova istante dopo istante, nella vita terrena - tutte le cose belle e piacevoli le viviamo e poi sfuggono - ho visto un bel film e basta. Non vedo l'ora di vedere un'altro bel film ma si tratta di piccole cose umane. Ma questa nostra tendenza che in alcuni casi può sfociare nei vizi (tutto il giorno davanti alla tv ecc..) di per sè non fa altro che darci una spia di quello che sarà la beatitudine.

"..Un bene, un atto, allora si può chiamare vero bene quando ha il suo moto incessante. Ecco perciò il nostro Essere Divino è perfetto in tutti gli atti nostri, perché ha il suo moto continuo, non cessa mai di fare e di dare il bene e se cessasse, ciò che non può essere, cesserebbe la vita del bene..." Gesù

Ecco perchè chi inizia a viverci nella dv, in un certo misterioso ma reale iniziare a goderne e conosce quello che le persone chiamano felicità. E' vero che in questo mondo ci sono prove e dolori - nessuno ha patito di più rispetto a Gesù e Maria ma è anche vero che nessuno ha avuto tanta felicità quanto Gesù e Maria. Sono due cose che vanno insieme. Tutte le vite dei santi sono state segnate profondamente dal mistero della croce, - la croce c'è perchè è arrivato il peccato originale altrimenti sarebbe stata la vita nell'Eden - e quindi in questo mondo ci vuole la croce perchè l'eliminazione del male passa attraverso il dolore e sofferenza (vedasi la Redenzione) tuttavia quando si iniziano a vivere gli effetti della dv inizia a produrre.

"..Quindi chi deve vivere nel mio Divin Volere deve possedere l’eco del mio Volere e seguire con moto incessante gli atti suoi ed il bene che ne deriva e, che mette la creatura nell’ordine del moto divino, con rapidità incantevole la muove e la gira insieme con tutte le cose create. Perciò gli atti tuoi sono inesauribili e tutti possono prendere il bene di essi, perché partono dalla sorgente dell’eterno Fiat..." Gesù

Il bene che ci viene non ce lo possiamo neanche immaginare. Una delle cose che spiega Gesù è che le virtù non vanno più a periodi. In un momento sono tanto virtuoso e in altri no.

"..Ed è questa la causa per cui nelle creature non si vedono beni veri e perfetti, perché le loro virtù sono interrotte e come perdono il moto incessante di una virtù, già cessa la vita del bene di essa, perdono il gusto, la lena, la forza, perché non possedendo il moto incessante non si forma la vita della virtù in loro, né quell’atto che sempre sorge, ma una cosa superficiale e passeggera, quindi, come possono dare il bene di quelle virtù a tutti, se non possiedono loro la vita e la sorgente, grazie alla quale mentre danno agli altri, loro mai esauriscono e nulla perdono?.." Gesù

La Dv produce costanza e bene su bene, ad immagine a quella che è la vita di Dio. La dv non fa altro che questo.

Seconda parte: il valore degli atti interni. Dovremmo pensarci molto bene e meditarci.

Qua c'è tutta la cifra dell'autenticità della nostra vita cristiana, innumerevoli volti abbiamo meditato su questo punto: ho io un rapporto intimo personale e praticato con Gesù? Ci parlo ininterrottamente all'interno del mio cuore? E' una persona reale e non semplicemente un qualcosa di etereo o astratto o di lontano? Ci credo che Gesù sia a giorno di ogni mio minimo atto interno? Noi dovremmo ininterrottamente stare davanti a Lui, parlargli,..la vita nella dv nella sua versione completa ed integrale comporta una connessione h24 e questo piano piano si manifesta di tutti quanti gli atti che compiamo. Come faccio a dormire nella dv? Basta che prima di andare a dormire chiamo la dv in me e chiedo a Gesù/Maria di dormire in me. Se non lo faccio quasi mai, che significa? Significa che il mio contatto interno con Gesù non è ancora continuo ed ordinario. Altrimenti verrebbe una cosa spontanea. E così anche negli altri atti della vita quotidiana. La nostra vita nella dv cresce quanto più queste cose vengono santificate unendoci a Gesù e non sono cose che si fanno ad alte voce.

"..perché gli esterni sono quasi sempre impregnati dell’aria della propria gloria, della stima umana e, a volte, anche del biasimo ed un povero cuore dopo che ha fatto dei sacrifici sente in sé gli effetti delle lode, oppure del biasimo, l’umano esce in campo ed investe della sua aria tenebrosa gli atti suoi e perciò non giungono graditi a Noi come dovrebbero essere. Invece un atto interno non è né biasimato, né lodato e l’umano non sa da dove entrare, l’anima stessa, non sentendosi guardata da nessuno, pensa che non faccia un gran che e perciò i suoi atti sono impregnati tutti d’aria celeste..." Gesù

Certo che sono necessari atti esteriori, ma la cosa importante è che dietro queste cose ci sia prima e sopratutto una vita interiore, i riverberi esterni di quello che facci è inevitabile che io li percepisca ma almeno ci sono continui dardi e freccie verso il seno divino.

"...Figlia mia, gli atti interni di un’anima che fa la Volontà di Dio sono scevri da qualunque male ed ombra di difetto. Solo Iddio è testimone di un atto interno e mentre nessuno l’addita, nessuno la guarda, nessuno ne parla, Iddio, come testimone dell’operato della creatura, dove a nessuno è dato di penetrare nell’interno della creatura l’addita, la guarda e parla dei grandi portenti dell’operato interno di questa creatura a tutto il Cielo e molte volte anche alla terra. Essere additato, guardato e far parlare Iddio d’una creatura è l’atto, è l’onore più grande che essa possa ricevere e non può essere escluso che si verifichino opere grandi che Iddio compirà per mezzo di essa. Gli atti interni sono ferite, dardi, frecce al seno divino, sono messaggeri celesti che si sprigionano dalla creatura e volano al loro Creatore e portano l’impronta della gloria, dell’amore e del desiderio di piacere solo a Colui che l’ha creata..." Gesù

Dio non guarda l'opera che sto facendo, ma guarda l'interno dalla quale è animata quell'opera. La Madonna - tantissime volte Gesù lo ha detto - non ha fatto nessun miracolo visibile. Maria ha santificato Elisabetta e san Giovanni Battista e l'ultimo è stata la conversione del buon ladrone che ha visto la dolcezza di come era guardato dalla Madonna (dicono alcuni maestri di spirito). Quello che Dio guarda è questo e non dobbiamo pensare che gli atti interni non servono a nulla perchè sono i più utili anche per la gloria di Dio. Mettere un TI AMO nelle opere della Creazione..a parte che Dio la veda e da quell'atto interno derivano infiniti benefici di cui tu però non te ne rendi conto in questa vita e quindi non te ne potrai vantare. Chi mi vede esteriormente non sa quello che c'è nel mio cuore ecco perchè Gesù dice di non giudicare.. tu non sai cosa c'è dietro l'agire sbagliato del prossimo, siamo sicuri che il prossimo sia sicuro di agire male? Che non abbia qualche circostanza scusante o attenuante? Il nostro interno è conosciuto solo da Dio, se io ci credo a questo è evidente che la mia vita interiore sarà iper attiva. Le anime che stanno nella dv sono iper attive sia all'interno che all'esterno (per chi può).

"..l’anima stessa, non sentendosi guardata da nessuno, pensa che non faccia un gran che e perciò i suoi atti sono impregnati tutti d’aria celeste..." Gesù

Se pensi che i tuoi atti non siano un granchè rallegrati perchè vuol dire che tutti i tuoi atti sono impregnati di aria celeste. Perchè l'aria celeste è aria umile e guai a dirlo. Io posso dire di essere un peccatore ma dentro di me posso sentirmi il Padre Eterno in terra, Dio guarda il cuore e quello che pensi profondamente nel cuore.

"..Perciò, sii attenta e fa che il tuo interno giri sempre nella mia Volontà.” Gesù

Stare sempre in contatto con Gesù e solo in Paradiso ne avremo conoscienza e percezione.

domenica 26 dicembre 2021

Il grano della Volontà Divina e la paglia della volontà umana

Gesù spiega come la Divina Volontà, con i suoi caratteri di fortezza irremovibile e atto incessante lavori l'anima come sotto un torchio affinché non resti in lei neppure una goccia di volontà umana. La volontà umana è la paglia all'interno della quale deve scorrere la spiga di grano del Divin Volere. Se al suo interno c'è altro, anche le azioni apparentemente buone non hanno alcun valore agli occhi di Dio. La volontà umana ha reso l'uomo come una fabbrica lesionata e crollante. Solo il Divino Riparatore può intervenirci. Il segreto di ogni santità è un'unione intima e profonda con Gesù, culminante nell'eucaristia. Meditazione su Libro di Cielo, Volume 22, 26 Luglio 1927, 22 Aprile 2021

26 Luglio 1927 La Volontà Divina ha due caratteri: atto incessante e fermezza incrollabile. Le azioni umane servono come serve la paglia al grano

In questo brano Gesù affronta tre punti distinti: la prima parla dei caratteri della divina volontà, la seconda in cui fa la lunghissima lezione sulla paglia e sul grano e poi la terza, in cu ci ricorda che siamo come una casa terremotata. Sulla nostra vita è passato il terremoto della volontà umana e prima c'era già stato il terremoto del peccato originale. E nessuno di noi non ci può far nulla. La nostra casa pericolante dobbiamo portarla a farla riparare per non rimanere lesionati a vita.

1) Come quasi sempre c'è uno sfogo di Luisa che dà inizio al brano. Luisa sente come se fossero disattese le tante promesse di Gesù e osa quasi dire mi sento tradita da Te. Del resto Nostro Signore quello che abbiamo nel cuore lo vede, Luisa esprime quello che sente nel cuore, mi sento COME se Gesù..

Mi lamentavo per la privazione del mio dolce Gesù e sfogando il mio intenso dolore dicevo tra me: “Come è duro il suo abbandono, mi sento come sotto un torchio, premuta stilla a stilla. Oh Gesù! dove sono le tue promesse? Dov’è il tuo amore? Dov’è il trionfo del tuo Voler Divino nella povera anima mia? Mi sento come tradita da Te. Com’è amara la mia fine, non è il principio che bisogna guardare, ma la fine che dice tutto!” Luisa

E Gesù spiega un tema che in realtà abbraccia tutta la meditazione, perchè il divino volere possa trionfare in noi c'è bisogno che ci sprema bene.

“Figlia mia, il mio Voler Divino ha il suo trionfo in te e perciò ti preme stilla a stilla sotto il suo torchio divino, per fare che neppure una goccia della tua volontà resti in te....." Gesù

Quest'operazione purtroppo avviene attraverso sofferenze, pene e dolori di ogni specie e di genere. Nessuno pensi che la vita nella dv - tante volte si è detto - sia una sorta di scorciatoia e non si debba passare attraverso la via della Croce e della rinuncia, della tribolazione, sofferenza, ecc... - quelli vestiti di bianco (lettura dell'Apocalisse) che sono seduti davanti al Trono sono coloro che hanno lavato le loro vesti con il sangue dell'Agnello e sono passati attraverso la grande tribolazione. E in questo contesto Gesù spiega che la dv è irremovibile.

".. La mia Volontà Divina ha due caratteri: fermezza incrollabile ed atto incessante e perciò quando l’anima si è data ad Essa, il suo lavoro è incessante, non senti in te il suo moto continuo?.." Gesù

Se la dv comprende che una certa pena ci giova, in modo che nemmeno una goccia della umana volontà rimanga in noi, quella pena ce la lascia. Con tutto l'amore che Gesù aveva per Luisa, se Gesù non ha sollevato Luisa dalle sue pene era in realtà un'atto d'amore. Il fine del Signore è quello di portarci alla Vita e la Vita si avrà quando la nostra volontà umana sarà morta. Per questo nel Vangelo Gesù dice che chi vuole seguirLo rinneghi sè stesso, prenda la sua croce e lo segua. Rinnegare sè stesso cioè far morire la propria umana volontà. Quest'operazione è ininterrotta, la sua operazione è continuata. In che senso la nostra volontà umana non deve rimanere in noi neanche in una goccia?

La nostra volontà è uno dei nostri costitutivi ontologici di noi persone umane, è soltanto l'esercizio della nostra volontà che ci costituisce sostanzialmente liberi - non dobbiamo diventare robot o esseri inerti per non dare azione alla nostra volontà. Nella seconda parte del discorso Gesù parla molto bene: tutte le azioni umane sono volontarie, io vado al lavoro ci vado e qualsiasi attività io stia compiendo (anche lavare i piatti). Tutti atti di volontà.

"..Onde dopo ha soggiunto: “Figlia mia, tutte le azioni umane, il lavoro, il prendere il cibo, il dormire, le pene, gli incontri ora di dolore, ora di gioia, non sono altro che paglia. Ora non si può formare il grano senza la paglia; anzi questa difende il grano dal gelo, dai raggi cocenti del sole, dalle acque, da tutte le intemperie dell’aria, copre come veste e cresce insieme col grano ed allora si distacca quando ha formato e dato la vita al grano e la povera paglia fa e riceve questo distacco a via di battiture, dopo che ha servito e dato la vita al grano...." Gesù

Le pene, tante pene ci vengono addosso, ma la nostra reazione ad esse è un'atto volontario. Posso ribellarmi, avere fastidio o rassegnarmi o accogliere ed accettazione e lode al Signore perchè riconosco che attraverso quella pena il Signore mi sta facendo crescere. La reazione è sempre volontaria. Queste cose sono la paglia (il dormire, lavare i piatti, ecc...), se il don non ricoda male c'è la paglia che custodisce la spiga.

Se ci fosse una spiga piene di paglia quella spiga non serve a nulla. Ecco perchè la vita nella dv non è una vita di inerzia. E' una vita di attività intensa.

"..Così sono le azioni umane, dalla più piccola alla più grande sono tutte paglie, e se si fa scorrere dentro di esse il grano della mia Volontà, servono mirabilmente a nascondere ed a conservare il grano del mio Voler Divino e quanto più paglia vi è, più grano si può sperare di possedere..." Gesù

Più paglia c'è più grano c'è - più di atti di volontà umana ci sono (in questo senso) se in essi scorre la dv, maggiore è il tasso di santificazione, maggiore è la gloria che riceve Dio ecc... il problema è cosa ci sta sotto la paglia? C'è il grano o c'è altro?

Ecco la nostra attenzione a chiamare la dv nei nostri atti, cerchiamo sempre di comprendere ciò che Dio vuole, impariamo con i segni piccoli e grandi che accadono nella nostra giornata, impariamo ad ascoltare le nostre ispirazioni, ascoltiamo la voce della nostra coscienza ecc... non ci sono ricette magiche per vivere nella dv ma è un lavoro a lungo termine e a lungo raggio, è un cammino e non una magia.

"..Nell’ultimo giorno della vita, la trebbia, stritolando le paglie, farà conoscere tutto ciò che nascondevano dentro.” Gesù

Alla morte si vedrà cosa abbiamo fatto. Perchè tutte le azioni umane non hanno un valore intrinseco ma dipende dalla volontà da cui sono animate. Segno che noi stiamo nella volontà di Dio o almeno ci proviamo a starci (le assicurazioni con certezza di stare nella dv non ci sono); Gesù elenca una serie di brutte finalità...perchè stai facendo quell'azione? Per interesse? Mi conviene o non mi conviene.

"..Perciò non sono le azioni che additano il valore di esse, ma la volontà da cui sono animate. Quante azioni apparentemente belle e sante si troveranno, se fatte per fine di interesse, piene di fango; se fatte per fine di stima e di propria gloria, piene di vento; se per piacere alle creature, piene di marcio; se per attaccamento a ciò che è umano, piene di fumo. Quante cose nascondono le paglie delle azioni umane!.." Gesù

Per stima di propria gloria, perchè gli altri mi stimino? Per piacere alle creature..san Paolo dice che se lui volesse piacere agli uomini, non sarebbe un servitore di Cristo. Per piacere alle creature? C'è il marcio? Attaccamento di ciò che è umano? Piene di fumo.

Se invece dietro il pensiero, desideri, azioni c'è una volontà sincera di pensare o non pensare, dire o non dire, fare o non fare ecc.. per piacere a Dio solo, per fare quello che mi sembra che Dio voglia da me - osservanza dei comandamenti, conoscenza del Vangelo, opere di perfezioni ecc... esempio: se una persona mi rivolge una risposta sgarbata e io taccio, non mi altero e sorrido è chiaro che ho fatto la volontà di Dio se io rispondo sgarbo per sgarbo o rispondo interiormente io non mi sto adeguando alla volontà di Dio. Dobbiamo farci capace di questa introspezione. Dobbiamo parlarne della nostra preghiera con Dio, cosa gli dico nella mia personale preghiera con Dio? Come si esprime? Se ti fai attento capirai cosa c'è nel tuo cuore, fatti attento a come preghi.

“Figlia mia, la volontà umana rese l’uomo come una fabbrica lesionata e crollante e l’uomo da sé non aveva virtù di poter riparare, ci voleva il Divino Artefice che, con tanto amore, l’aveva fabbricata e che conoscendo i segreti della sua arte poteva riparare e far scorrere nelle lesioni il fluido vitale della sua forza divina riparatrice, per renderla di nuovo forte come l’aveva fabbricata. Ma è necessario che l’uomo si avvicini al Divino Riparatore per ricevere il beneficio della sua arte, si faccia da Lui maneggiare e che non faccia più agire il volere umano, causa primaria per cui lo ha reso fabbrica crollante, altrimenti nonostante la venuta del Celeste Fabbricatore, l’uomo sarà sempre fabbrica lesionata e crollante.” Gesù

Chi ha vissuto la tragica esperienza del terremoto, sa bene che dopo di esso che se c'è una casa lesionata devi aspettare che la casa sia messa in sicurezza e che raddrizzino le lesioni altrimenti non ci si può abitare. Noi dobbiamo essere fermamente persuasi che questa è l'eredità che ci portiamo dietro e anche dopo il Battesimo. Il Battesimo toglie il peccato originale ma non toglie le conseguenze di esso, a meno che noi non stiamo stretti in continuazione stretti al Divin Artefice e Lui può metterci a posto.

"..Divino Artefice che, con tanto amore, l’aveva fabbricata e che conoscendo i segreti della sua arte poteva riparare e far scorrere nelle lesioni il fluido vitale della sua forza divina riparatrice,.." Gesù

Ecco perchè Gesù dice che senza di Lui non possiamo fare nulla. Non esiste una vita cristiana senza accostarsi - in base alle proprie possibilità quanto meno frequente - alla santa Eucarestia. Noi abbiamo bisogno in continuazione del divin Artefice che sistemi le lesioni che ci portiamo dietro causate dalla volontà umana - le lesioni ce le siamo procurate quando noi abbiamo peccato, ce le hanno procurate gli altri quando hanno peccato contro di noi - la tematica delle ferite, lesione, che ci fanno gli altri. Noi dobbiamo essere consapevoli perchè la nostra esistenza siamo messi così.

Il segreto della santità e della vita nella dv è un'unione profondissima alimentata principalmente dall'Eucarestia, non si può vivere senza di Lui. Non abbiamo la capacità di ripararci da soli. Dobbiamo mettercelo in testa e camminare sempre nell'umiltà e nell'abbandono, guai a perdere l'unione con Gesù e guai a non curare la nostra crescita.

sabato 25 dicembre 2021

Amore del Cielo e amore della terra

Bellissima lezione di Gesù sulla differenza che intercorre tra l'amore dei beati in Cielo e quello dei giusti sulla terra. Altra splendida lezione sull'importanza di stare lontani da tutto ciò che opprime e appesantisce l'anima. Meditazione su Libro di Cielo, Volume 22, 21 Luglio 1927, 21 Aprile 2021

21 Luglio 1927 Differenza tra l’amore del Cielo e quello della terra. L’oppressione appesantisce l’anima, la Volontà Divina la svuota

Il Signore porta la nostra attenzione sulla differenza tra l'amore del Cielo e della Terra (a Gesù piace di più l'amore della Terra) e poi una nota sull'appresione, sull'appesentimento dello spirito. Noi non ci facciamo caso ma dobbiamo spesso custodire la nostra anima da tutto ciò che l'appesantisce, perchè ci porta lontano dalla vita nella dv, dalla santità e dalla vita di grazia. E dovremo imparare ad esercitare una certa vigilanza della nostra anima - non possiamo aprire le porte della nostra anima interne ed esterne (occhi, orecchie, desideri, pensieri, immaginazione e cuore) a qualunque cosa si metta davanti, perchè se qualcosa ci rende tristi, inquieti ecc... noi dobbiamo tenerla lontano dalla nostra anima a qualunque costo anche rinunciando a qualcosa ci sembri utile.

Luisa si inventa un'escamotage (trovata ingegnosa o trucco) per rapire Gesù da Cielo. Siccome mi viene a trovare poco, se però inizia a chiedere aiuto alla Madonna, angeli e santi e se loro fanno un'ambiente divino Gesù mi verrà a visitare. E Gesù risponde dicendo che questo sistema non funzionerà:

“Figlia mia, l’amore del Cielo mi piace, ma quello della terra mi piace di più. Quello della terra mi è sempre nuovo, sono nuovi acquisti che faccio, nuova gloria. Invece di quello del Cielo, sono già in possesso, né nessuno me lo può togliere, è tutta roba mia. Invece quello della terra sto in atto di acquistarlo e molte volte perdo i nuovi acquisti che dovrei fare, perché le anime non sempre mi danno l’amore, la gloria, che dovrebbero darmi.............sicché nel Cielo tutto è natura in tutti i beati, quindi loro nulla mi danno di più, anzi Io do sempre a loro quell’atto continuato di gioie, di felicità, di beatitudini sempre nuove e senza fine..."

Certo che l'amore del Cielo è bello, in Cielo i beati fondamentalmente ricevono da Dio quella gioia, felicità e beatitudine che il Signore dona, noi discepoli di Gesù siamo amanti della vita ma non cultori che idolatrano la vita terrena. La vita terrena se vissuta in comunione con Dio e nella dv è bella, ci sono tante pene e dolori che non mancano mai - è bella perchè vissuta in grazia di Dio, ma la nostra Patria è in Cielo (san Paolo). Nel nostro cuore io devo chiedermi: quanto lo desidero il Cielo? Qualcuno dice che in Purgatorio c'è l'anticamera del Paradiso dove l'anima deve esercitare un desiderio immenso da accendere, la felicità e la pienezza della felicità in Paradiso non possiamo immaginarcela. Si tratterà qualcosa di immaginabilmente bello e delizioso che se dipendesse da noi - se avessi compiuto ciò che il Signore mi chiede nella mia vita, se non potessi dargli ancora più gloria, se avessi già fatto il Purgatorio sulla terra allora anche tra mezz'ora ....... ma se la dv mi volesse sulla terra ancora per 200 anni perchè volesse sacrifici e opere per la sua gloria ci rimarrei, ma se dipendesse da me (e la dv fosse d'accordo) io partire subito subito. Il don pensa che questa sia sollecitazione che ci debba interpellare perchè se uno pensasse (santa Gemma Galgani) tanto il bene che mi aspetto che ogni pena mi è diletto. Gesù ha fatto dei regali ad alcun grandi santi...noi che pensiamo di tanti santi e martiri che sono morti molto giovani (adolescenti o giovani adulti...chi a 24 anni, chi a 33 e chi meno). Ma noi che pensiamo: poveraccie o beate loro? Il don crede che se avessimo una fede viva e ci credessimo veramente: beatissimi loro.

In Cielo diventiamo impeccabili senza perdere la nostra libertà, Dio il male non lo può fare, fare il male non è esercizio della libertà ma esercizio della stupidità folle, e siccome Dio non è uno stupido o un folle il male non lo fa. Noi il poter fare il male è una condizione miserabile che abbiamo nella vita terrena, ma appena si ha la visione beatifica, la volontà viene divinizzata e diventa radicalmente incapace di fare il male e quindi nel Cielo tutto è natura nei beati. Non possono non amare Gesù e non glorificarlo in continuazione. Invece sulla terra se un'anima - anche oggi ama Gesù - è una grande cosa per Gesù perchè io potrei non amarlo e non servirlo e oggi potrei commettere un peccato e decido di dare gloria a Dio questo procura a Nostro Signore una gioia più grande.

"..Ecco perché sono tutt’occhio per la terra e come se mettessi da parte tutto il Cielo, perché è mio; prendo di mira e mi faccio tutto premura per l’anima che vive nell’esilio, che anche se non possiede la natura del Cielo, vuol darmi i nuovi acquisti d’amore, di gloria e di adorazione..." Gesù

Ecco perchè l'amore di me povera creatura (che magari non è perfetto ma traballante) Gesù lo ama di più. Perchè il mio o tuo amore adesso è qualcosa di bello e di meritorio perchè potrei non darlo al Signore e in Paradiso questo non c'è. Continua a ripetere gli atti e l'amore, perchè questa è la novità che affascina Gesù. L'amore che darò a Gesù partecipando alla Messa oggi è diverso a quello che ho dato a Gesù ieri. E può essere un'occasione perduta se uno rimane distratto se rimane con la testa per aria.

Il secondo punto di meditazione è stare lontani da ciò che ci opprime. Luisa aveva in qualche momento dei pensieri distruttivi sempre mossi ed animati dal suo amore.

"..Continuando il mio amato Gesù a privarmi di Lui, mi sentivo talmente oppressa e pensavo tra me come tutto era finito e tante altre cose che mi sembra inutile dire sulla carta. Ed il mio amabile Gesù, mettendomi le sue sante mani sotto le mie spalle, come per prendermi in braccio, mi ha detto:.." Luisa

Noi non ci rendiamo conto di cosa voglia dire - per una persona che ha avuto un contatto diretto con Gesù stare senza di Lui anche un giorno. Che poi quanto maggiori sono le grazie che si riceve tanto maggiori sono le sofferenze. Santa Teresa d'Avila e san Giovanni della Croce ebbero una visione intellettuale della Santissima Trinità dicono che chi vive questa cosa, trascorrerà il resto della vita in un piano continuo ed ininterrotto perchè vorrà andare via (in Paradiso), perchè ha avuto uno dei più grandi anticipi del Paradiso. Certo che c'è la propria volontà che accoglie il fiat di rimanere sulla terra, ma noi non ci rendiamo conto perchè la nostra fede è quasi zero e non ci rendiamo conto (non avendo avuto esperienze straordinarie) di quello che ci aspetta. Ma chi ha vissuto queste cose sì. Però in certi momenti questo pensiero appesantiva Luisa e non era una nostalgia. Perchè quel pensiero gli causava sofferenza profonda (a Luisa).

“Figlia mia, come ti sei resa pesante, non sai tu che l’oppressione appesantisce l’anima ed Io, volendoti prendere in braccio, devo fare uno sforzo per prenderti, mentre la mia Volontà svuota il peso della natura; e la sua luce togliendo le tenebre dell’umano, la rende leggera, leggera ed abile a qualunque sacrificio e dandole le ali dell’amore, dà all’anima le prime doti della Patria Celeste che non conosce né oppressioni, né tenebre, ma giorno senza tramonto ed allegria che non ha termine...." Gesù

Volendo estendere l'ambito di applicazione, noi dobbiamo fare attenzione a non aprire le finestre dell'anima (pensieri, immaginazione, desideri o anche con gli occhi materiali o orecchie) a tutto ciò che ci appesantisce o ci fa venire l'angoscia o che ci turba o ci rende pesanti. Se guardare un certo film, talk show, programma ecc... ti fa venire l'angoscia.....c'è qualche ricetta medica che ti ha prescritto questa cosa? Se ascoltare certi discorsi potendo evitarli ti mette l'agitazione o ti turbano lascia stare. Ma te l'ha ordinato il medico di ascoltare ciò? Se un pensiero ti opprime e ti fa venire il peso - che cosa mangeremo, che cosa berremo, il futuro, ecc...è chiaro che se uno pensa questo come campa? Malamente. Noi pensiamo quello che vogliamo pensare, molte volte un pensiero ci viene in testa ma una volta che è venuto possiamo scacciarlo se viene a turbarci. Non siamo sempre padroni di governarne la genesi, così come può succedere che il don (ma chiunque) s'imbatte in una discussione balorda o a vedere una cosa che non dovrebbe quando me ne accorgo taglio e chiudo e non assecondo quel pensiero. Questa cosa è molto più importante di quanto si pensi. Perchè se andiamo a pensare, le fuoriuscite gravi dalla dv - i peccati gravi - da dove vengono? Io prima di fare un peccato ci devo pensare, e poi devo deciderlo di farlo. Le finestre dell'anima - pensieri, fantasticherie ecc... devono essere controllati e non possiamo accogliere chiunque.

Pensiamo a coloro che stanno sempre a parlare male del prossimo, cosa sono? Pensieri che appesantiscono. E' bello, ci si sente bene a vomitare veleno sul prossimo? O a lamentarsi, brontolari, giudicare ecc... sono cose che ti fanno sentire leggero? E se non è così te l'ha ordinato il medico di farlo? Attenzione a tutto ciò che ci opprime. Oppressione e depressione sono abbastanza imparentati, la depressione non è altro che vivere abitualmente in pensieri negativi e distruttivi...se tu eviti e pensi ad altro, pensa ad amare Gesù e pensa a fare gli atti nella dv, guarda le cose belle nel prossimo e guarda cosa ti ha donato Gesù. Qui si gioca grande parte della nostra vita. Noi non siamo automi. Mi è venuto questo pensiero e devo seguirlo per forza...ma chi l'ha detto questa cosa qua? In tanti conventi e posti santi, ma io devo seguire il tg perchè sto fuori dal mondo...ma chi l'ha detto... certo qualche informazione necessaria ma se mi viene l'angoscia... ma è proprio indispensabile?

Facciamo attenzione a tenere la nostra anima alla larga da tutto ciò che ci appesantisce e Gesù ci sta dicendo di non farlo, ci vuole contenti e leggiadri. Il resto lo lasciamo a quelli che non hanno speranza pregando per la loro speranza e il resto non è roba per noi.

venerdì 24 dicembre 2021

Equilibrio e ordine. Pregare nella Divina Volontà

Gesù spiega come solo la vita nel Divin Volere garantisce la permanenza dell'anima in grazia. L'equilibrio e l'ordine perfetto che si trovano nel Volere Divino. La preghiera nella Divina Volontà. Meditazione su Libro di Cielo, Volume 22, 16 Luglio 1927, 20 Aprile 2021

16 Luglio 1927 Chi vive nel Voler Divino possiede il perfetto equilibrio. La preghiera fatta in Esso possiede la potenza Divina e la forza universale

"..Ecco perciò il vivere nel mio Volere è la vera trasmissione della vita Divina nella creatura.” Gesù ha concluso il brano con questa frase.

Noi sappiamo che la vita divina dentro la creatura viene comunicata realmente e in maniera stabile attraverso la grazia santificante (ciò che insegna la Chiesa), ricevuta nel Battesimo è in continuo itinere - si può perdere per il peccato mortale, si raffredda con il peccato veniale, non cresce se noi commettiamo un'imperfezione volontaria e viceversa cresce sempre di più quando viene alimentata dai sacramenti che si possono ripetere (dal Sacramento della Penitenza e dall'Eucarestia) e dalla preghiera e dalle opere sante comprese quelle cosidette di perfezione che la fanno crescere. Questo vale in generale. La grazia santificante (in base a quello che insegna la Chiesa) è una presenza stabile della vita divina nella creatura ma è soggetta alle fluttazioni varie dipendenti dal fluttuare dell'umano volere. Non è qualcosa che sta al sicuro.

Come facciamo mettere la grazia di Dio al sicuro e non rischiare che da un momento all'altro perdere la grazia o farla oscillare in continuazione tra il più e meno?

Questo accade quando si inizia a vivere nel dv, Gesù fa una lezione che puoi culmina in questa immagine..

"..Onde dopo di ciò, il mio amabile Gesù è uscito dal mio interno ed investendomi tutta mi ha riempita tutta di Lui, in modo che mi sentivo tutta circondata da Gesù e dentro di Lui. Poi, ritirandosi, si è gettato nelle mie braccia poggiando il suo capo sul mio petto per prendere riposo e mentre faceva ciò tutte le cose create, il sole, il cielo, le stelle, il vento, il mare, la terra, insomma tutte le cose si schieravano intorno a Gesù e, stendendosi come letto sotto le membra di Gesù, tutte si prestavano a dargli riposo ed il mio dolce Gesù mi ha detto: “Figlia mia, se tu sapessi tutto il lavorio che sto facendo nell’interno dell’anima tua, come vigilo ogni tuo palpito, tutti i tuoi affetti, le tue parole, i tuoi pensieri, insomma tutto, per far scorrere in tutta te la mia Divina Volontà affinché domini e vi formi il suo regno. Tanto che dopo il lavoro che faccio, molto, spesso prendo riposo per godere in te il frutto del riposo che solo la mia Volontà può darmi. Come è bello il riposo che Essa mi dà, tutte le opere nostre, le cose da Noi create fanno a gara per darmi riposo ed Io sento in te la felicità del mio riposo eterno e la gioia e la felicità delle nostre opere.." Gesù

Gesù di fatto spiega che quando un'anima vive nella dv - che è strettamente sorvegliata da Gesù in senso positivo - e afferma Gesù che quando c'è questo dentro un'anima, e questo c'è in seguito del lavoro che Gesù fa perchè quell'anima ha già scelto di vivere in questo modo e fa tutto quanto dipende da lei perchè questo accada.

“Figlia mia, se tu sapessi tutto il lavorio che sto facendo nell’interno dell’anima tua,.." Gesù / quanti di noi possono rendersi conto del lavoro che sta facendo Gesù dentro di noi?

Nell'anima si realizza quella caratteristica o disposizione per la quale è stata creata, la creatura libera ed intelligente cioè noi non è necessitata a rimanere in essa - ci vive (nella dv) nella misura in cui vuole ed accetta di viverci.

Quando questa dv abita in un'anima - in un'anima che desidera sinceramente viverci - Dio trova tutto sè stesso in quell'anima.

“Figlia mia, chi vive nella mia Volontà ha la larghezza, la capacità di poter rinchiudere in sé tutti gli atti di Dio, diventando così la depositaria della Divina Volontà. E perciò Dio trova in quell’anima tutto Se stesso, con tutti gli atti suoi. Quindi in essa tutto, tutto è sacro, tutto è santo, tutto è luce e bellezza, possiede il perfetto equilibrio, l’ordine divino ed Io trovo in essa la gloria della mia santità, della mia luce, della mia rara bellezza...." Gesù

Perfetto equilibrio ed ordine divino. Nella dv non ci sono squilibri e nella dv non ci sono disordini. In un'anima che vive in essa, conseguentemente non ci possono stare squilibri e disordini. Quando noi ci sentiamo o commettiamo qualcosa che ci fa perdere l'equilibrio in senso ampio o ci fa uscire dall'ordine, stiamo uscendo dalla dv - sicuramente senza nessun dubbio. L'equilibrio ed ordine sono partecipati attraverso le realtà ordinare e comuni. Il perfetto equilibrio, applichiamo alla vita ascetico e morale: tutti maestri di spirito, sulle orme dei maestri pagani, hanno insegnato che la virtù è in sè stessa una prova di equilibrio - la virtù (diceva Aristotele) è sempre il giusto mezzo tra il troppo e il troppo poco. Per questo che è così impegnativo, vivere secondo virtù e praticare le virtù perfetto o in grado eroico, c'è questo sforzo immenso. Esempio generale: la fortezza - dicono i maestri di spirito - è il giusto mezzo tra la viltà e la temerierità. Il temerario eccede nella virtù della fortezza, non è capace di affrontare e supere con debiti i modi le difficoltà che gli vanno incontro, il temerario si lancia in imprese che non dovrebbe compiere o perchè vanno al di là delle sue forze o escono fuori dell'ordine della misura. E' facilissimo scambiare un vizio per una virtù e viceversa...siamo sicuri che quella persona sia un forte e non un temerario? Siamo sicuri che quella persona sia debole e non un forte? Quello che a me sembra debolezza potrebbe essere fortezza. L'equilibrio è un punto cardine fondamentale. In Dio c'è un'equilibrio perfettissimo.

In Dio c'è un necessario equilibrio tra l'amore e la misericordia e giustizia e quando si crea qualche possibile scompenso, Dio interviene e riequilibra le cose, non è possibile che Dio manchi questo equilibrio. Noi non ci pensiamo, ma camminiamo perchè manteniamo l'equilibrio, pensiamo all'equilibrio della temparatura del nostro corpo che deve restare a 36° gradi nè di più nè di meno. Perchè a quei gradi (il don non è un medico - fa delle considerazioni comuni) sto bene, se aumenta sto male. L'ordine, il campo di applicazione nella nostra vita...la vita non può essere disordinata. La dv non fa sconti di nessun tipo. Una vita nella dv non può essere una vita senza ordine, senza delle regole in senso buono - io non posso vivere la giornata a casaccio come capita - non può essere ingabbiata in regole rigidissime ed inesorabili....in linea di massima la nostra vita dev'essere ordinata. In linea di massima devo sapere cosa devo combinare. Poi devo essere pronto a rimodulare la giornata in base alle necessità contingenti. Non posso oziare o perdere tempo prezioso. Se una persona sceglie di vivere una vita in questo modo, ma come farà questa persona a vivere nella dv? Non posso vivere una vita come quelle del monastero, la presenza di queste cose che non possono essere portate dai contesti, ci fa comprendere che una vita tende alla santità non può essere una vita sregolata. Non c'è nessuna santità senza ordine.

Nella parte centrale Gesù torna sul pregare nella dv ed esalta la grandezza: il fatto che io preghi nella dv per ottenere delle grazie non è detto che le ottenga.

E soffermandosi ha soggiunto: “Figlia mia, quando l’anima prega nella mia Volontà, tutte le cose e tutti gli esseri creati mettono attenzione, sospendono ogni cosa, fanno tutto tacere e mentre sono tutti intenti ad ammirare l’atto fatto nella Divina Volontà, seguono tutti insieme la preghiera; la potenza di Essa chiama e s’impone su tutto, in modo che tutti fanno la stessa cosa. Se si unissero tutte insieme tutte le altre preghiere per confrontarle con una semplice preghiera fatta nella mia Volontà, quest’una sorpassa tutte, perché possiede una Volontà Divina, un potere immenso, un valore incalcolabile, Io stesso mi sento investito da una tale preghiera e siccome vedo che è la mia Volontà che prega, sento la sua potenza che m’immedesima in quella stessa preghiera. Sicché se non si ottengono le grazie per mezzo della preghiera fatta nella mia Volontà, che è preghiera universale e Divina, se la giustizia divina non resta placata e continuano i flagelli a piovere sulla terra, significa che quella è la Volontà di Dio e che invece di far scendere quelle grazie, fa scendere gli effetti di Essa nelle anime e se con questa non s’ottiene molto, meno si otterrà con altre preghiere non fatte nella mia Volontà, che non contengono né potenza Divina né forza universale.”

E' vero che quando si prega nella dv Lui si sente investito da questa preghiera e sente che la potenza della dv lo immedesima nella preghiera. Ma non è detto che ci ascolti, a patto che non si preghi il Padre Nostro. Possiamo pregare il Signore con altre parole ma sempre basandoci sul Padre Nostro, in quel caso la nostra preghiera sarà sempre esaudita. Ma se chiedo una grazia particolare, non è detto che il Signore mi ascolti.

"..Sicché se non si ottengono le grazie per mezzo della preghiera fatta nella mia Volontà, che è preghiera universale e Divina, se la giustizia divina non resta placata e continuano i flagelli a piovere sulla terra, significa che quella è la Volontà di Dio e che invece di far scendere quelle grazie, fa scendere gli effetti di Essa nelle anime.." Gesù

Poi Gesù dice che se si ottiene poco pregando nella dv, ancora meno si ottiene pregando normalmente.

Non è che non si possono chiedere grazie, puoi fare tutto quello che vuoi, se chiedi una grazia particolare sappi che quella grazia particolare potrebbe non essere conforme alla divina volontà. E se non lo è Dio non te la darà. La cosa migliore - a parere del don - che la dv sia fatta. Magari secondo le intenzioni della Madonna, la Madonna chiede a Dio (nella dv) esattamente quelle grazie che il Signore vuole fare e che sono subordinate alle preghiere. Gesù le sente le nostre preghiere, ma se voglio che la mia preghiera sia sempre esaudita...prego secondo le intenzioni della Madonna. C'è una persona che sta male? Prega per questa persona secondo le intenzioni della Madonna, che si compia in lei la dv. E' umanamente che una persona sia affezionata ad un'altra e che gli dispiace se morisse, ma se quella persona deve morire, morirà. Noi dobbiamo capire che in questo mondo noi siamo all'oscuro di tante cose. Chi di noi è grado di sapere cosa Dio vuole esattamente? Dio non li rivela in questo mondo salvo qualche raro squarcio. Una cosa che a me possa sembrare oggettivamente buona, ma nell'ordine e negli equilibri divini siamo sicuri che sia buona?

Dio vuole essere pregato, però se vogliamo mandare tutte le preghiere al bersaglio, mettiamole al sicuro (Vangelo di san Matteo 6) il Padre Nostro sa di cosa abbiamo bisogno e non sprechiamo parole. Per chiedere cose conformi alla dv ci tocca inventarci un sistema che vada in contatto. Far celebrare Messe secondo le intenzioni della Madonna, chi fa questo - secondo il don - se la Madonna riceve questa cosa, come ricambierà? L'ingratudine in Cielo non era e figuriamoci se la Madonna si fa dare lezioni di ingratitudine da noi.

giovedì 23 dicembre 2021

Fate ciò che vi dice Mio Figlio

La Vergine Maria nel regno della Divina Volontà, Appendice, Meditazione 6 (25° giorno ter). La Madonna racconta e spiega il significato delle nozze di Cana. Lezioni sul matrimonio e sull'importanza di fare sempre e in ogni cosa solo quello che ci dice Gesù. Le nozze di Dio con l'umanità. Meditazione al cenacolo mariano tenuto sabato 17 Aprile 2021

La Regina del Cielo nel Regno della Divina Volontà sulla terra. Regina delle famiglie, Regina dei miracoli. Vincolo di sposalizio tra il Fiat e la creatura. Le nozze di Cana.

Appendici spettacolari e degno corollario di questo libretto della Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà. Se uno volesse meditare bene queste cose scritte starebbe ore ed ore. --- il testo integrale lo trovate qua

Ci sono 3 o 4 punti distinti. La Madonna fa una lettura delle nozze di Cana in perfetta consonanza con gli scritti dei Santi ed in linea generale dà la lettura di questo episodio uguale a quello delle altre persone: la presenza di Gesù e di Maria è finalizzata a santificare la Famiglia. Perchè la Famiglia, dopo il peccato originale, non è più come Dio l'aveva voluta e pensata. Gesù, quand'è ha istituito il sacramento del Matrimonio? Non c'è un momento preciso come quello della Penitenza. La Chiesa insegna che un gesto manifestante la Sua Volontà (di Gesù) - il matrimonio non si fonda su un sacramento. Il matrimonio si fonda sul diritto naturale. Il matrimonio è indossulubile per sè stesso o perchè c'è un sacramento? Per sè stesso. Il rito del matrimonio non istituisce qualcosa di nuovo ma riscatta ciò che Dio aveva creato e che il peccato dell'uomo aveva rovinato.

La famiglia secondo Dio? Com'è un matrimonio come Dio comanda? Com'è una famiglia secondo il Signore? Com'è l'apertura alla vita? Ecc.. il don conosce delle coppie che per 30/40 non si sono mai insultati o mancati di rispetto. Non è impossibile, ma possibile per chi crede. La nostra vita va - e questo dobbiamo prenderne consapevolezza - così come noi la facciamo andare. Certo c'è l'ignoranza, la mancanza di educazione, l'incosapevolezza, ecc.... uno che cresce che allo stato brado non sa che ci sia un'altro modo di vivere. Com'è una famiglia secondo Dio? La ricostruzione e la santificazione del Matrimonio (scopo della presenza di Gesù e di Maria).

Le nozze di Cana hanno molti significati simbolici. Il contesto del matrimonio umano richiama l'aspetto divino, perchè nell'AT ci sono descrizioni tra Dio e il suo popolo ma anche tra Dio e ogni persona in termini sponsali (profeta Osea - Dio appare e dice di prendersi in moglie una prostituta, perchè vedendo il profeta e come si comporta la moglie, gli israeliti capissero che loro fanno con Dio (adulterio). Nel segno dell'acqua trasformata in vino, il vino è quella bevanda che rappresenta la gioia e felicità che si consuma nei matrimoni, rapporto sponsale che ogni anima è chiamata ad intessere con Gesù.

Il primo miracolo di Gesù

"...Gli dico: “Figlio mio, gli sposi non hanno più vino”. E Lui mi risponde: “Non è giunta l'ora mia, di far miracoli”. Ed io, sapendo certo che non mi avrebbe negato ciò che Gli chiedeva la sua Mamma, dico a quelli che servivano la tavola: “Fate ciò che vi dice mio Figlio, ed avrete ciò che volete, anzi avrete il di più e sovrabbondante”..." Maria

Su quel non è giunta la mia ora, gli esegeti litigano e un'interpretazione non esclude l'altra - Gesù non aveva ancora incominciato ufficialmente la sua vita pubblica. Questo è stato un'anticipo. La Madonna è l'acceleratrice. Questo perchè comprendessimo l'ascendente che la Madonna ha su Nostro Signore. San Luigi racconta che tutti sanno che la Madonna ha fatto fare a Gesù il primo miracolo appariscente - ma il primo miracolo nell'ordine della Grazia è stato quello di liberare san Giovanni Battista dal peccato originale. E l'ultimo - nell'ordine della grazia? E' stata la conversione del buon ladrone. Chi gli avrà fatto venire il cuore tenero al ladrone? Maria Valtorta dice che il buon ladrone si rivolge a Gesù vedendo lo sguardo dolcissimo della Madonna, prende fiducia. Ci ha sempre messo le mani la Madonna.

Di san Giuseppe non abbiamo nulla dei Vangeli però della Madonna sappiamo qualcosa. Parla pochissimo la Madonna ma quello che dice pesa una tonnellata.

"..“Figli miei, volete essere santi? Fate la Volontà di mio Figlio; non vi spostate da ciò che Lui vi dice ed avrete la sua somiglianza, la sua Santità in vostro potere. Volete che tutti i mali vi cessino? Fate ciò che vi dice mio Figlio. Volete qualunque grazia, anche difficile? Fate ciò che vi dice e vuole. Volete anche le cose necessarie della vita naturale? Fate ciò che dice mio Figlio. Perché nelle sue parole, in ciò che vi dice e vuole, tiene racchiusa tale Potenza, che come parla, la sua parola racchiude ciò che chiedete e fa sorgere nelle anime vostre le grazie che volete..." Maria

Vuoi diventare santo? Prendi il Vangelo, leggilo e mettilo in pratica (senza esagerare come san Francesco) - Volete che tutti i mali vi cessino? C'è bisogno di fare 400 vaccini? La soluzione finale? Ci sono soluzioni contingenti ma qual'è? Se uno fa ciò che dice Gesù cessa ogni male. Gesù lo ha promesso: vivete nella dv ed arriveranno tutti i beni. Il don dice: o c'è qualche altra interpretazione (Gesù mente? Luisa si è inventata tutto?) - pensiamo a tutto quello che il Signore ci sta dicendo con questi drammatici o no? Se tutta l'umanità, se tutti fossero santi, non solo battezzati ma tutti santi...niente peccati di ogni genere.....potrebbe venire una pandemia? Se tutti fossero santi? Non posso cambiare la razza umana ma me stesso sì. Per chi ci crede se una persona avesse una forte vita cristiana cosa accadrebbe?

Non serve a chiedere grazie al Signore (san Matteo 6), se tu vivi nella dv il Signore ti fa le grazie senza che nemmeno te gliele chieda. Il don dice che il Signore ti soddisfa i desideri più sciocchi, innocenti, infantili se leciti e resti a bocca aperta. Al don è già successo più volte. Cosa deve fare il don? Deve pensare che il Signore si prenda cura anche dei desideri più innocenti ed infantili? Il sospetto al don è venuto - altro che Grazie e senza nemmeno che tu gliele chieda.

"..Volete anche le cose necessarie della vita naturale? Fate ciò che dice mio Figlio..." Maria

Ma chi ci crede a queste cose? Il problema è sempre di chi ci crede. Chi ci crede lo vive ma chi non ci crede non lo metterà mai in pratica e non avrà mai riscontro.

"..Quanti si vedono pieni di passioni, deboli, afflitti, sventurati, miserabili; eppure pregano e pregano, ma perché non fanno ciò che dice mio Figlio nulla ottengono, il Cielo pare chiuso per loro. Questo è un dolore per la tua Mamma, perché vedo che mentre pregano, si allontanano dalla fonte dove risiedono tutti i beni, qual [è] la Volontà di mio Figlio..." Maria

Non basta pregare e pregare. La Chiesa ci dice che la preghiera e la vita di Grazia è la condizione necessaria ma non sufficente per la santità. Se tu fai il pieno di grazia hai la possibilità di fare in tutto per tutto quello che Dio vuole ma poi ci devi mettere la buona volontà. E lo devi fare. La preghiera sì ma il lavoro continuo su noi stessi, se faccio tutte queste cose sarò aiutato certamente, ma la volontà di Dio la devo fare.

“Se volete grazie, miracoli, venite alla mia Madre; Io non le negherò mai nulla di ciò che essa vuole”.

Il segreto per ottenere grazie e miracoli: usare l'intercessione della Madonna.

"..Oltre di ciò, figlia mia, con l'avere assistito a questo sposalizio, io guardavo i secoli futuri, vedevo il Regno della Divina Volontà sulla terra, guardavo le famiglie, ed impetravo a loro che simboleggiassero l'Amore della Trinità Sacrosanta, per fare che il suo Regno fosse in pieno vigore e con i miei diritti di Madre e Regina, prendevo a petto mio il regime di esso, e possedendone la fonte, mettevo a disposizione delle creature tutte le grazie, gli aiuti, la santità che ci vuole per vivere in un Regno sì santo..." Maria

Il Regno della Divina Volontà sarà un regno in cui l'amore della Santissima Trinità regnerà sulla Terra. E' qualcosa di bellissimo e di meraviglioso.

"..Figlia mia, ascoltami: non cercare altro se vuoi tutto in tuo potere e dammi il contento che possa fare di te la vera figlia mia e della Divina Volontà..." Maria

Se farai questo avrai tutti i miracoli e grazie di cui avrai bisogno, tutta la protezione e la preservazione dal male, la garanzia dell'anticipazione della vita celesta in te.

"..Ed allora io prenderò l'impegno di formare lo sposalizio tra te ed il Fiat, e facendoti da vera Madre, vincolerò lo sposalizio col darti per dote la stessa Vita di mio Figlio e per dono la mia maternità e tutte le mie virtù.." Maria

La Volontà di Dio è la quintessenza di ciò che Dio è. Ciò che io sono, dipende da ciò che io voglio. Il problema è che noi siamo stati fatti in un certo modo dalla Santissima Trinità, siamo usciti bellissimi e perfettissimi, se ad un certo punto ci ritroviamo messi male... cosa è successo? Una larga parte di responsabilità che l'hanno le mie libere scelte. Certamente su cui hanno influito e condizionato fattori esterni - ma siamo noi che abbiamo fatto delle scelte. Nella condizione in cui stiamo ci vuole un mezzo miracolo per non fare danni. Sarò io a ricostruirmi una vita degna di essere vissuta nella misura in cui la mia vita cambierà rotta. Se questo accade, la Madonna prende l'impegno "..vincolerò lo sposalizio col darti per dote la stessa Vita di mio Figlio.." I primi cristiani erano chiamati altri- Cristi per la loro somiglianza di vita. L'importante è che ci sia questa grande scelta di fondo:non cercare altro se vuoi tutto in tuo potere - altro cioè cercare altro che non sia la dv.

Meditazione 6 - 25° giorno Ter

Meditazione 6 - 25° giorno Ter

La Regina del Cielo nel Regno della Divina Volontà sulla terra. Regina delle famiglie, Regina dei miracoli. Vincolo di sposalizio tra il Fiat e la creatura. Le nozze di Cana.

Lezione della Regina del Cielo:

Figlia mia carissima, il mio cuore è gonfio d'amore e sentivo il bisogno di dirti la causa, il perché insieme col Figlio mio Gesù volli assistere a questo sposalizio delle nozze di Cana. Tu credi che fosse per una cerimonia qualsiasi? No, figlia, ci sono profondi misteri; prestami attenzione e ti dirò cose nuove e come il mio amore di Madre sfoggiò in modo incredibile e l'amor di mio Figlio diede veri segni di paternità e di regalità per le creature. Ora ascoltami. Mio Figlio era ritornato dal deserto e si preparava alla vita pubblica, ma prima volle assistere a questo sposalizio e perciò permise che fosse invitato. Ci andammo, non per festeggiare, ma per operare cose grandi a pro delle umane generazioni. Mio Figlio prendeva il posto di Padre e di Re nelle famiglie, io prendevo il posto di Madre e Regina. Con la nostra presenza rinnovammo la santità, la bellezza, l'ordine dello sposalizio formato da Dio nell'Eden, cioè di Adamo ed Eva, sposati dall'Ente Supremo per popolare la terra e per moltiplicare e crescere le future generazioni. Il matrimonio è la sostanza dove sorge la vita delle generazioni; si può chiamare il tronco dal quale viene popolata la terra. I sacerdoti, i religiosi, sono rami; se non fosse per il tronco, neppure i rami avrebbero vita. Quindi col peccato, col sottrarsi dalla Divina Volontà, Adamo ed Eva fecero perdere la santità, la bellezza, l'ordine della famiglia; ed io, la Mamma tua, la novella Eva innocente, insieme col mio Figlio, andammo per riordinare ciò che Dio fece nell'Eden, e mi costituivo Regina delle famiglie ed impetravo [la] grazia che il Fiat Divino regnasse in esse, per avere le famiglie che mi appartenessero, ed io tenessi il posto di Regina in mezzo a loro. Ma non è tutto, figlia mia; il nostro amore ardeva, e volevamo far conoscere quanto le amavamo, e dar loro la più sublime delle lezioni. Ed ecco come: nel più bello del pranzo mancò il vino ed il mio Cuore di Madre si sentì consumare d'amore, che volle prestare aiuto; e sapendo che mio Figlio tutto poteva, con accenti supplichevoli, ma certa che mi avrebbe ascoltata, Gli dico: “Figlio mio, gli sposi non hanno più vino”. E Lui mi risponde: “Non è giunta l'ora mia, di far miracoli”. Ed io, sapendo certo che non mi avrebbe negato ciò che Gli chiedeva la sua Mamma, dico a quelli che servivano la tavola: “Fate ciò che vi dice mio Figlio, ed avrete ciò che volete, anzi avrete il di più e sovrabbondante”. Figlia mia, in queste poche parole io davo una lezione, la più utile, necessaria e sublime alla creatura. Io parlavo col Cuore di Madre e dicevo: “Figli miei, volete essere santi? Fate la Volontà di mio Figlio; non vi spostate da ciò che Lui vi dice ed avrete la sua somiglianza, la sua Santità in vostro potere. Volete che tutti i mali vi cessino? Fate ciò che vi dice mio Figlio. Volete qualunque grazia, anche difficile? Fate ciò che vi dice e vuole. Volete anche le cose necessarie della vita naturale? Fate ciò che dice mio Figlio. Perché nelle sue parole, in ciò che vi dice e vuole, tiene racchiusa tale Potenza, che come parla, la sua parola racchiude ciò che chiedete e fa sorgere nelle anime vostre le grazie che volete. Quanti si vedono pieni di passioni, deboli, afflitti, sventurati, miserabili; eppure pregano e pregano, ma perché non fanno ciò che dice mio Figlio nulla ottengono, il Cielo pare chiuso per loro. Questo è un dolore per la tua Mamma, perché vedo che mentre pregano, si allontanano dalla fonte dove risiedono tutti i beni, qual [è] la Volontà di mio Figlio. Ora, i servienti fecero appunto ciò che loro disse mio Figlio, cioè: “Riempite i vasi d'acqua e portateli a tavola”. Il mio caro Gesù benedisse quell'acqua e si convertì in vino squisito. Oh, mille volte beato chi fa ciò che Lui dice e vuole! Con ciò mio Figlio mi dava l'onore più grande, mi costituiva Regina dei miracoli; perciò volle la mia unione e preghiera nel fare il primo miracolo. Lui mi amava troppo, tanto, che volle darmi il primo posto di Regina anche nei miracoli, e coi fatti diceva, non con le parole: “Se volete grazie, miracoli, venite alla mia Madre; Io non le negherò mai nulla di ciò che essa vuole”. Oltre di ciò, figlia mia, con l'avere assistito a questo sposalizio, io guardavo i secoli futuri, vedevo il Regno della Divina Volontà sulla terra, guardavo le famiglie, ed impetravo a loro che simboleggiassero l'Amore della Trinità Sacrosanta, per fare che il suo Regno fosse in pieno vigore e con i miei diritti di Madre e Regina, prendevo a petto mio il regime di esso, e possedendone la fonte, mettevo a disposizione delle creature tutte le grazie, gli aiuti, la santità che ci vuole per vivere in un Regno sì santo. E perciò vado ripetendo: “Fate ciò che vi dice mio Figlio”. Figlia mia, ascoltami: non cercare altro se vuoi tutto in tuo potere e dammi il contento che possa fare di te la vera figlia mia e della Divina Volontà. Ed allora io prenderò l'impegno di formare lo sposalizio tra te ed il Fiat, e facendoti da vera Madre, vincolerò lo sposalizio col darti per dote la stessa Vita di mio Figlio e per dono la mia maternità e tutte le mie virtù.

L'anima:

Mamma Celeste, quanto ti devo ringraziare del grande amore che mi porti, e come, in tutto ciò che fai, hai sempre un pensiero per me e mi prepari e dai tali grazie, che insieme con me Cieli e terra ne restano commossi e rapiti e tutti ti diciamo: “Grazie! Grazie!” Deh, Mamma santa, scolpisci nel mio cuore le tue sante parole: “Fa’ ciò che ti dice mio Figlio”, affinché generi in me la vita della Divina Volontà, che tanto sospiro e voglio; e tu suggellami la mia volontà, affinché sia sempre sottoposta alla Divina.