giovedì 27 febbraio 2020

Orrore, follia e bruttezza del peccato

Gesù mostra a Luisa lo stato raccapricciante, orrido e dolorosissimo in cui lo ridusse la tremenda, violentissima e spietata Flagellazione a cui per nostro amore accettò di sottoporsi. E le rivela il perché di tanto dolore, le cause e i motivi per cui accettò di sottoporsi a tale strazio e gli effetti mirabili e santificanti che la Flagellazione procura a chi non la respinge e rende vana. Libro di Cielo, Volume 14, 9 Febbraio 1922, Mercoledì 25 Settembre 2019

9 Febbraio 1922 Il corpo straziato di Gesù è il vero ritratto dell’uomo che commette peccato. Gesù nella flagellazione si fece strappare a brandelli le carni, si ridusse tutto una piaga per donare di nuovo la vita all’uomo

Brano da meditare e da contemplare cioè guardare con estrema attenzione fin nei minimi dettagli aiutandoci con l'immaginazione per immaginarci la scena. Luisa ci ha scritto come era ridotto Gesù durante la sua flagellazione.

"..Trovandomi nel solito mio stato, stavo seguendo le ore della Passione ed il mio dolce Gesù, mentre lo accompagnavo nel mistero della sua dolorosa flagellazione, si è fatto vedere tutto scarnificato, con il corpo denudato non solo delle sue vesti, ma anche delle sue carni, le sue ossa si potevano numerare una per una; il suo aspetto era non solo straziante, ma orribile a vedersi e incuteva timore, spavento, riverenza ed amore insieme..." Luisa

( Per chi volesse approfondire l'Ora della Passione sulla Flagellazione il link è qua Gesù è riportato innanzi a Pilato e posposto a Barabba. Gesù è flagellato - 16° Ora)

Sappiamo da più fonti che la flagellazione di Gesù è stata qualcosa di disumano, qualcosa di impensabile nelle nazioni occidentali ma era una pena prevista dell'Impero Romano. Le ossa si potevano numerare una per una, cosa significa avere le carni strappate sulla schiena? Cosa significa avere il petto scarnificato? e anche le altre parti del corpo? Uno spettacolo abbastanza agghiacciante e sconvolgente e Luisa chiosa dicendo "orribile a vedersi" che sembra irriverente detto su Gesù ma non lo è. Chi avesse Gesù nella sua bellezza nei tempi precedenti e lo avesse visto dopo la coronazione di spine difficilmente lo avrebbe riconosciuto. Una persona sensibile resterebbe spaventata o morirebbe di dolore. Le Ore della Passione descrivono la serenità, la mitezza e l'umiltà e la maestosità perseverante che Gesù conservò in mezzo a questi strazi e dopo Gesù spiega perchè tutto questo. Molte cose Dio non le spiega ma alcune cose sì, a Dio i perchè non bisogna chiedergli - è operazione non sana e non da farsi. Ha l'asciato all'altra vita il compito di rivelarli, quelli che sono utili li spiega.

Diletta figlia mia, guardami bene per conoscere a fondo le mie pene. Il mio corpo è il vero ritratto dell’uomo che commette il peccato; il peccato lo spoglia delle vesti della mia grazia ed Io per donarla di nuovo mi feci spogliare delle mie vesti. Il peccato lo deforma e mentre è la più bella creatura che uscì dalle mie mani, si rende la più brutta e fa schifo e ribrezzo; Io ero il più bello degli uomini e per ridonare la bellezza all’uomo, posso dire che la mia Umanità prese la forma più brutta, guardami come sono orrido, a via di sferzate mi feci scorticare la pelle, da non riconoscere più me stesso. Il peccato non solo toglie la bellezza all’uomo ma forma piaghe profonde, marciose e cancrenose che rodono le parti più intime, gli consumano gli umori vitali, sicché tutto ciò che fa sono opere morte, scheletrite, gli strappano la nobiltà della sua origine, la luce della sua ragione per cui diventa cieco ed Io, per riempire la profondità delle sue piaghe, mi feci strappare a brandelli le carni, mi ridussi tutto una piaga e, col versare a fiumi il sangue, feci scorrere gli umori vitali nella sua anima, per ridonargli di nuovo la vita. Ah! se non avessi in Me la fonte della vita della mia Divinità che mi sostituiva la vita quando ad ogni pena che mi davano la mia Umanità moriva, Io sarei morto fin dal principio della mia Passione.Ora, le mie pene, il mio sangue, le mie carni cadute a brandelli stanno sempre in atto di dar vita all’uomo e l’uomo respinge il mio sangue per non ricevere la vita, calpesta le mie carni per restare piagato. Oh come sento il peso dell’ingratitudine!” Gesù

Citazione di un film: Il diavolo passa con un bambino deforme accanto a Gesù durante la flagellazione e gli sta dicendo: ecco ti stanno deformando come io ti ho deformato queste anime (The Passion Mel Gibson). Col peccato siamo spogliati della Grazia di Dio, non si entra nel banchetto nuziale senza il vestito / cosa insegna la Chiesa? Che un solo peccato grave ci spoglia della Grazia e Gesù si fa spogliare per farci riprendere il vestito. Il peccato ci fa diventare dei mostri (Tradizioni della Chiesa e Santi canonizzati dicono che un'anima dannata è un mostro perchè si è ridotto tale). Il demonio è diventato un mostro, la deformazione è opera nostra, del peccato e solo del peccato; la più bella creatura uscita dalle mani di Dio si rende orrida e questa bruttezza - se guardiamo bene i nostri fratelli e sorelle (con amore) i tratti della cattiveria si vedono sul volto-. Se noi potessimo vedere l'anima di un delinquente così come è uscita dalle mani di Dio ci prenderebbe un colpo: ma come ha fatto a diventare quel mostro?

"..la più bella creatura che uscì dalle mie mani, si rende la più brutta e fa schifo e ribrezzo.." Gesù

Gesù si è fatto scorticare e la sua deformazione erano la nostra ricostruzione, era il ridarci la bellezza perduta.

"..Il peccato non solo toglie la bellezza all’uomo ma forma piaghe profonde, marciose e cancrenose che rodono le parti più intime, gli consumano gli umori vitali.." piaghe spirituali / gli uomini apparentemente non sanno darsi una spiegazione. Chi ha la grazia di ascoltare una confessione capisce il perchè.

"..Ora, le mie pene, il mio sangue, le mie carni cadute a brandelli stanno sempre in atto di dar vita all’uomo e l’uomo respinge il mio sangue per non ricevere la vita, calpesta le mie carni per restare piagato. Oh come sento il peso dell’ingratitudine!” Gesù

Sul pianeta Terra questo fatto è accaduto 2000 e passa anni fa, ma sappiamo benissimo che sul piano soprannaturale che è accaduto e che accade è sempre in perpetua attuazione ma la cosa drammatica è che questi doni sono respinti.

"..E gettandosi nelle mie braccia ha rotto in pianto. Io l’ho stretto al mio cuore, ma Lui piangeva forte. Che strazio veder piangere Gesù! Avrei voluto soffrire qualunque pena per non farlo piangere.." Gesù

E Luisa fa dei gesti d'amore ".. Onde l’ho compatito, Gli ho baciato le piaghe, Gli ho asciugato le lacrime e Lui, come confortato,.."

Noi non possiamo materialmente asciugarli le lacrime, ma se prendiamo un Crocifisso e lo baciamo con l'intenzione di baciare le sue piaghe è un gesto di grandissima santificazione e di grandissimo gradimento fatto al Signore, compatire Gesù nei suoi dolori è una delle cose più santificanti che esista nell'Universo - noi l'abbiamo mai fatto un gesto del genere?

Sai come faccio Io? Come un padre che ama molto suo figlio che è cieco, deforme, zoppo; ed il padre che lo ama fino alla follia, che fa? Si cava gli occhi, si strappa le gambe, si scortica la pelle, dà tutto al figlio e dice: “Sono più contento di restare io cieco, zoppo, deforme, purché veda che tu, figlio mio, vedi, cammini, sei bello.” Oh! come è contento quel padre ché vede suo figlio guardare coi suoi occhi, camminare con le sue gambe e coperto con la sua bellezza; ma quale sarebbe il dolore del padre se vedesse che il suo figlio, ingrato, gli getta via gli occhi, le gambe, la pelle e si contenta di restar brutto qual è? Tale sono Io, a tutto ho pensato, ma essi, ingrati, formano il mio più acerbo dolore.” Gesù

Gesù dice: io ho fatto questo. E' meglio che resta deforme io purchè ti veda belle te. Di fronte a queste parole anche il nostro stile, noi dovremmo imparare da Gesù, dovremmo vivere decentrati del tutto; una vita completamente spesa osservando i due comandamenti: vivendo per farLo contento (e stando contento io) e per far contento il prossimo. Grande tragedia: vengo con le mie membra e tu mi dici (magari mandamo Gesù a quel paese): non mi servono.

Esperienza del don: una volta gli è capitato di andare a benedire una casa, suona ad una porta e chiede di benedire la casa e si è sentito dire: a me non mi serve. Il don ha provato pena per quell'anima ma ha capito qualcosa di quello che prova Gesù. Questo non mi serve purtroppo fosse detto da qualche povera anima, il problema è che Gesù si è fatto scorticare per riparare e per mettere a posto le piaghe colpevolmente aperte da noi / Dio non si diverte a mettere paletti ma si diverte a non farci mettere in un mare di guai / ci dice: non prendetevi a coltellate. Ridurre l'anima a brandelli e strappare la nostra nobiltà è questo il motivo per cui il Signore ci proibisce di peccare e non per rovinarci la vita.

Consolare Gesù per molti e farlo nella DV, chiediamo aiuto alla Madonna per non rendere vani i dolori di Gesù e consoliamo Gesù.

MEDITAZIONE SULLA DIVINA VOLONTA' DI DON LEONARDO MARIA POMPEI

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