domenica 26 luglio 2020

La vera carità

Gesù fa fare un'esperienza del tutto particolare alle anime di due confessori defunti di Luisa. Lezione sulla vera carità: si ha vera carità quando tutto ciò che si fa, si fa sempre e solo per amore di Gesù. Chi opera in questo modo trasforma tutto ciò che fa e vive (sia sul piano naturale che soprannaturale) in amore, come il fuoco trasforma in sé tutto ciò che raggiunge. Libro di cielo volume 15, 15 Giugno 1923, 31 Gennaio 2020

15 Giugno 1923 In che consiste la vera carità

Sintetizziamo in una battuta il messaggio di questo brano: Noi facciamo tante cose durante la giornata e in qualunque istante una persona potrebbe chiederci: che stai facendo? (meditando la Parola, la Dv, leggendo uno scritto di Luisa, sto leggendo, sto camminando ecc...). Il problema è che noi dovremmo giungere ad un punto dove tutte queste cose e anche molte altre sono quelle che i classici chiamavano gli accidenti (non gli accidenti che mandiamo al prossimo, ma l'accidente sta sopra la sostanza e gli dà la caratteristica esterna) la risposta(alla domanda) che stai facendo?: sto amando Gesù o Maria.

Deve diventare il nostro criterio guido. Parliamo di vera carità, noi paghiamo lo scotto dei nostri tempi molto orizzontali, quando si parla di amore (nel mondo) si intende sempre l'amore passionale (inteso solo come sentimento orizzontale) e la carità si intende sempre una carità orizzontale, ma questi due termini amore e carità, le nostre sante passioni, l'amore acceso e la carità che è il donarsi in modo disinteressato. Il primo oggetto di loro due è Dio, il prossimo è di seconda battuta o di sponda. Di conseguenza.

(Luisa) Continuando il mio stato, stavo pregando che il mio sempre amabile Gesù si benignasse di venir a visitare la povera anima mia e Lui, tutto bontà, è venuto e si è fatto vedere mentre con la sua santa mano mi andava tutta ritoccando e come mi toccava lasciava, per segno, nel punto dove mi toccava una luce. Dopo ciò, Gesù è scomparso ed è venuto il mio primo confessore già defunto e mi ha detto: “Anch’io voglio toccarti quei punti dove ti ha toccato Nostro Signore.”

Questi gesti reale contatto fisico, Luisa tocca Gesù e il suo primo confessore la ritocca nei punti dove ha toccato Gesù e questo contatto produce luce.

"...ma mentre faceva ciò, quella luce che Gesù aveva lasciato, col toccarmi si comunicava a lui che restava come investito da tanta luce per quanti tocchi mi faceva, sempre su quegli stessi punti in cui mi aveva toccato Gesù. Io son rimasta meravigliata ed il confessore mi ha detto: “Il Signore mi ha mandato per darmi il compenso del merito acquistato quando venivo a farti la carità ed agivo su di te, ora quella carità si è cambiata per me in luce di gloria eterna.”

Poi arriva il secondo sacerdote defunto...

Onde dopo è venuto il secondo mio confessore, anche defunto e mi ha detto: “Dimmi che cosa ti ha detto Gesù, voglio sentirlo, affinché la luce delle verità divine, si unisca alle tante luci delle verità che ti diceva il Signore ed io, con l’ascoltarle da te mentre ero in vita, ne restavo come impregnato. Ora il Signore mi ha mandato per confermarmi il compenso del merito che acquistai col voler sentire le verità, se sapessi che significa sentire le verità divine! Che fascino di luce contengono, tanto che il sole ne resterebbe eclissato. Se sapessi il bene che portano a chi le dice ed a chi le ascolta, faresti a gara tu a dirle a chi sente il dovere di ascoltarle, perciò, presto, dimmi che ti ha detto?”

Che spiega che ascoltare una Verità Divina su di Lui o dire una Verità su di Lui sono attività da cui sgorgano fasci di Luce. Questa dimensione fondamentale che noi non riusciamo a percepire e renderci conto ma la Luce è una caratteristica fondamentale in cui si designa il Signore (San Giovanni dice che Dio è Luce e in Lui non ci sono Tenebre) e collega l'essere luce all'amore, chi ama è nella luce e chi odia è nelle tenebre. San Matteo, il sale della terra indica la Sapienza che ha che fare la conoscenza e la luce del mondo ha a che fare con le opere. Il contatto con Gesù e l'ascolto della sua Parola, cosa ci viene in mente? La Santa Messa, l'ascolto della Parola di Dio e se l'ascoltiamo bene quanta luce scende su di noi e nella seconda parte della Messa cosa succede? I fedeli toccano Gesù nella Comunione, non è un Sacramentale ma reale. Gesù si poggia sulla lingua dei fedeli e c'è un'oggettiva fusione, se noi pensiamo nella Santa Comunione, cosa succede? diventiamo due ma una sola carne. Perchè Gesù diventa carne della mia carne e viceversa. Questo è un dato oggettivo ecco perchè alcuni Santi erano molto attenti a queste cose, dicevano che basterebbe una sola comunione per diventare santi.

Gesù tocca Luisa e di riflesso produce tanta luce, "..“Il Signore mi ha mandato per darmi il compenso del merito acquistato quando venivo a farti la carità ed agivo su di te.." Il contatto di Luisa di riflesso produce tante luce, figuriamoci cosa succede quando facciamo la Comunione per chi ci crede. La Madonna ha detto (a Medjugorje) che fare la Comunione è più che essere veggenti. E' più importante vedere la Madonna o fare la comunione. Poi c'è l'ascolto. Si acquista il merito con l'ascoltare le verità. Quanta gente ignora Gesù e non gli dedica tempo e spazio? Ha altro a cui pensare. C'è gente anziana o adulta rammaricata di non aver ascoltato certe cose da giovane, se l'avessi saputo prima la mia vita sarebbe stata diversa. Domanda: da chi dipende il fatto che non lei hai saputo prima? Dal Signore che te ne ha tenuto all'oscuro o forse che fino ad oggi hai trascurato Dio? Da chi dipende che sei stato nel buio fino ad oggi? A volte non si fa neanche la prova.

Il don organizza, propone ma le persone sono libere. Fa male vedere che tu stai dieci anni e fai tantissime cose (incontri, pellegrinaggi ecc..) e c'è chi non si è mai affacciato. Provaci almeno. Mai. E quindi sei molto ignorante di una cosa che hai sotto il naso. A volte abbiamo il dono del Signore sotto il naso, chi partecipa ai pellegrinaggi, le Chiese devono diventare luoghi di comunione e non solo oggetti di consumo. Le persone che sono entrare in questa cosa, prova un pellegrinaggio parrocchiale e magari poi è piacevole. Voler sentire le verità è già un merito. Spalanchiamo le porte a Gesù, Gesù bussa non sfonda. Se gli apri Lui verrà con te e poi anche chi le dice.

Luce acquista anche chi le dice.

".. Se sapessi il bene che portano a chi le dice ed a chi le ascolta, faresti a gara tu a dirle a chi sente il dovere di ascoltarle.." Gesù

Nella Chiesa non manca nulla, abbiamo tutto. Nella nostra Chiesa ci sarà, l'importante è volerlo e cercare le fonti pure e non le fonti impure perchè oggi si sentono tante cose però anche questo parlare a vuoto o di cose umane o di cose che stravolgono le verità a chi le imputiamo? Magari Dio quando vede che non c'è nessuno che vuole ascoltare....questo è biblico, ad un certo punto Dio permette allo spirito di menzogna di parlare ai profeti perchè non vogliono sentire la voce di Dio. Dinamiche molto profonde. L'esperienza del don è questa: se una persona vuole veramente conoscere la verità su Dio e su sè stesso Dio lo aiuterà. Ci sono in giro un sacco di stupidaggini ma la nostra coscienza lo sa dove andare a cercare, uno se ne accorge se una persona ci parla in sincerità o se ti sta adattando (a proprio uso e consumo) o stravolgendo il Vangelo. In molti oggi cercano di stravolgere il Vangelo.

Figlia mia, la vera carità sa convertire con la sua potenza tutte le cose in amore. Guarda il fuoco, converte tutte le specialità di legna e qualunque altra cosa, in fuoco e se non avesse il potere di convertire tutto in fuoco, non si potrebbe dare il nome di vero fuoco. Così l’anima, se non converte tutte le cose in amore, cose soprannaturali e cose naturali, gioie ed amarezze e tutto ciò che la circonda, non può dirsi che possiede la vera carità.” Ora, mentre diceva ciò, faceva uscire tante fiamme dal suo cuore santissimo, che riempivano Cielo e terra e che poi, unendosi insieme, formavano una sola fiamma ed ha soggiunto: “Dal mio cuore escono continue fiamme d’amore che ad alcuni portano l’amore, ad altri il dolore, ad alcuni la luce, ad altri la forza, eccetera e siccome escono dal centro della fornace del mio amore, anche se fanno diversi uffici, essendo uno lo scopo: di mandare amore alla creatura, sono tutte fiamme che unendosi formano una sola fiamma; così la creatura, anche se farà diverse cose, deve avere per scopo l’amore, per poter formare delle sue azioni tante fiammelle, che, unendosi, formeranno la gran fiamma che brucerà tutto e la trasformerà tutta in Me, altrimenti non possederà la vera carità.” Gesù

Qualunque cosa si butti nel fuoco a meno che non sia ignifuga il fuoco lo trasforma in sè stesso e lo riduce in cenere.

"..Così l’anima, se non converte tutte le cose in amore, cose soprannaturali e cose naturali, gioie ed amarezze e tutto ciò che la circonda, non può dirsi che possiede la vera carità.” Gesù

Se la Messa sono fasci di Luce che arrivano dalla Parola e dal contatto con Gesù, come mai tanti cristiani vivono nelle tenebre? Perchè quella Messa non è vissuta con amore altrimenti diventerebbe fuoco. L'abitudine e la consuetudine può accadere chi frequenta la messa tutti i giorni o solo la domenica. Ma convertire la Messa in fuoco devo partecipare a quella Messa come se fosse l'unica, la prima e l'ultima. E' amore la nostra confessione? E' un momento di gratitudine per Gesù? Di apertura serena con Gesù? E poi gli eventi della giornata, offriamo qualsiasi momento della giornata, tutto per amor di Gesù. E le gioie? Da trasformare in amore, anche i divertimenti leciti ecc... non lo devo prendere come se fosse. E' un Ti Amo di Gesù che lo devo vivere in maniera distaccata. Perchè lo facciamo quella cosa? Per chi lo facciamo? Quante volte Gesù ha detto: per chi fai questa cosa? L'intenzione è importantissima. Fa niente se sia amabile o meno, ma ami quella persona per Gesù. Conta ciò che accade dentro di noi, le nostre intenzioni, i nostri pensieri e le nostre azioni. Una prova atroce dolorosissima, certamente soffrirai ma se avrai la carità l'offrirai a Gesù - fine.

Tutto diventerebbe più semplice assai se diventassimo capaci di vivere in queste sante fiamme.

MEDITAZIONE DI DON LEONARDO MARIA POMPEI

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