Seconda meditazione, Esercizi spirituali DV, Loreto 26-29 aprile 2026 - don Pierpaolo Maria Cilla
Il tema di questa meditazione: la diagnosi precisa, la prigione con la quale ci costruiamo con le nostre mani. La diagnosi che vogliamo fare vuol essere un po' più circoscritta rispetto a quella precedente: la volontà umana staccata da quella divina impazzisce e perde la ragione, la pace e tutto il resto. Ora occorre capire questa ferita, concretamente, dove si colloca? Il pericolo di attribuire sempre ad altri la radice di tutte le nostre sofferenze e pene - diciamo tu mi hai fatto arrabbiare, ecc.. - ma sono io che dico e faccio le cose brutte. Oggi si va trovando per capro espiatorio per tutte le cose il diavolo. Oggi vediamo il diavolo da tutte le parti, ma ci serviamo di lui per non assumerci le nostre responsabilità. Non possiamo lavarci le mani dicendo che è sempre tutto colpa sua, il suo mestiere di tentatore lo sa far bene ma è anche colpa nostra.
17 Settembre 1926
Come ogni cosa creata da Dio ha il suo posto e chi esce dalla Volontà di Dio ha il suo posto. Importanza del Regno del Fiat Divino. (20° volume)
“Figlia mia, a tutte le cose che uscirono dalle nostre mani creatrici fu assegnato il proprio posto ed il proprio ufficio distinto e tutte stanno al loro posto, magnificando con lodi incessanti quel Fiat eterno che le domina, le conserva e dà loro la vita novella. Sicché se si conservano sempre belle, integre, nuove è il moto del Fiat Supremo che domina in esse………..Sicché tutte le cose, anche le più piccole, hanno il loro posto, si può dire che stanno in casa loro, al sicuro, nessuno le può toccare, posseggono l’abbondanza dei beni, perché quel volere che scorre in esse possiede la sorgente di tutti i beni….."
Quando stiamo al nostro posto, tutto è in ordine e le cose stanno al sicuro e permettono alla divina volontà di regnare e di custodirle. Avete mai visto un'animale domestico ansioso, preoccupato per il domani ecc...? No, perché sta al suo posto. Avete mai visto Gesù preoccupato perché alla sera non aveva un giaciglio per la notte? No. Quant'è importante insegnare ai ragazzi a stare al loro posto, a fare i ragazzi ed ad essere figli. Quando invece la scuola è capovolta e la famiglia lo stesso, ecco che le cose sono disordinate. Il don lo dice da ex parroco, la sua più grande fatica di parroco è stata fare il parroco. E' stato bellissimo dice il don, però i parrocchiani fanno sempre molta fatica a fare i parrocchiani e le pecorelle fanno fatica a fare le pecorelle. Anche nella parrocchia c'è un'ordine. C'è chi è il pastore e chi è guidato. Ma purtroppo nelle comunità c'è chi non accetta questa cosa e chi vuole guidare la guida o guidare il gregge in modo democratico. C'è anche questo aspetto della partecipazione ecc.. ma la guida è sempre solo una. La fatica di stare al proprio posto. Il don ha partecipato ad un convegno di personaggi illustri tra i grandi geni di ciò che riguarda il governo della Chiesa e c'è stato un relatore che ha parlato della potestà del governo della Chiesa, l'essere guida, capo e dice a ciascuno qual è il suo posto. Questa persona diceva che le radici della potestà della Chiesa non stanno nel sacramento dell'Ordine ma stanno nel sacramento del Battesimo. Il don ha ascoltato.. ma potete immaginare cosa significa questa espressione? Tradotto significa che il governo nella Chiesa non è voluto da Dio in capo a coloro che Cristo ha costituito tramite il sacramento dell'Ordine ma tutti i battezzati possono essere pastori. Possono avere la potestà di governo. Tra tutti i battezzati vige un principio di uguaglianza, siamo tutti figli di Dio e quindi? E quindi non si capisce perché il parroco debba essere un'uomo ordinato e quindi è possibile che il parroco sia una donna ecc... e non ci dobbiamo poi scandalizzare di ciò che sentiamo e vediamo in televisione. Basta poco, sposta appena una pedina e tutto si scompiglia in base all'ordine stabilito da Dio.
La questione del posto, stare al proprio posto. Oggi più che mai l'uomo non vuole stare al proprio posto. E che succede?
"..Stanno tutte nell’ordine, sono l’armonia e la pace di tutti. Invece l’uomo, col sottrarsi al nostro Volere, perdette il suo posto, rimase senza la casa nostra, esposto ai pericoli, quindi tutti lo possono toccare per fargli del male, gli stessi elementi sono superiori a lui perché posseggono una volontà suprema, mentre lui possiede una volontà umana degradata, che non sa dargli altro che miserie, debolezze e passioni. E siccome ha perduto il suo principio, il suo posto, è rimasto senza ordine, disarmato con tutti e non gode pace neppure in se stesso. Sicché si può dire che è il solo essere ramingo (o sbandato) in tutta la creazione per cui per diritto nulla gli tocca, perché noi diamo tutto a chi vive nella nostra Volontà, perché sta in casa nostra, è uno della nostra famiglia; i rapporti, i vincoli di figliolanza che possiede col vivere in essa, gli danno il diritto di godere tutti i nostri beni. Invece chi non vive nella vita di essa ha spezzato tutti i vincoli, tutti i rapporti, perciò è considerato da noi cosa che non ci appartiene. Oh se tutti sapessero che cosa significa spezzare i legami con la nostra Volontà ed in quale abisso precipitano! Tutti tremerebbero di spavento e farebbero a gara per tornare nel regno del Fiat eterno, per riprendere il posto assegnato loro da Dio!.." Gesù
Qual è il nostro posto? Il nostro è la Volontà di Dio, quando l'uomo vive nella volontà di Dio, la desidera, la chiama e vuole vivere in essa e immerso in essa. Quando l'uomo non desidera altra cosa se non la Volontà di Dio; l'anima che brama il connesso con la volontà di Dio è l'anima che sta al suo posto. E se la volontà di Dio raggiunge tutto il nostro operato, noi non rischieremo mai di essere paralizzati e in guerra con tutte le cose create perché staremo a casa nostra, cioè la Casa del Padre cioè la sua volontà. E quando siamo in essa abbiamo tutto a nostra disposizione.
Gesù non ci sta spingendo ad annullare la grazia ordinaria, ma ha portato a compimento tutto. Gesù non è venuto ad abolire né l'ordine della grazia, dei sacramenti ecc.. ma viene a portare a compimento tutto. Adesso Gesù ci porta la sua Volontà come dono, come luce dei vostri occhi, come palpito del nostro cuore ecc... di conseguenza se noi ritorneremo a casa nostra, saremo noi quel san Giuseppe al quale Gesù lo chiamava Papà (il don prima di venire agli esercizi ha incontrato due persone che gli hanno parlato benissimo di San Giuseppe) e prenderemo grazie perché saranno già nostre. Un figlio che abita nella casa paterna non deve chiedere il permesso per aprire il rubinetto dell'acqua ecc... il Signore dice è tutto di sua proprietà (di chi vive nel divin volere).
LIBRO DEL PROFETA GEREMIA - 2
13Due sono le colpe che ha commesso il mio popolo:
ha abbandonato me,
sorgente di acqua viva,
e si è scavato cisterne,
cisterne piene di crepe,
che non trattengono l’acqua.
Cioè il popolo ha lasciato la sua volontà e ha costruito le sue cisterne dove ha messo la sua volontà che vuole fare tutto, ma sono cisterne screpolate, dove quel poco di acqua defluisce e si perde.
30 Settembre 1930
L'Eden, campo di luce. Differenza tra chi opera nella Divina Volontà e chi opera nell'umano volere. Il piccolo terreno della creatura e il seminatore Celeste.
"Figlia mia, l'Eden era un campo di luce in cui il nostro Essere Supremo creò l'uomo, si può dire che lui fu creato nella luce del nostro Fiat, il suo primo atto di vita fu luce, che stendendosi dietro e innanzi a lui, a destra ed a sinistra creò un campo interminabile di luce, l’uomo doveva percorrere la sua via per formare la sua vita attingendo nei suoi atti tanta luce, per quanti atti faceva per formare una luce tutta sua propria, come proprietà sua in virtù dei suoi atti, sebbene attinta dalla mia Divina Volontà…." Gesù
Gesù dice che tutti gli atti dell'uomo sono chiamati ad essere luce. Ma cos'è la luce e cosa significa? Nel NT si dice che Dio è Luce e in Lui non ci sono tenebre. Ma se ci pensiamo da un punto di vista fisico, la luce è l'insieme di tutti i colori, è impalpabile ma reale, è immateriale ma ci accorgiamo quando c'è e l'oscurità non è un'altra tonalità della luce è l'assenza della luce. La luce è la vita, se non c'è, non c'è vita. Dio è Luce e quindi in Dio c'è pienezza di vita e di tutti le fioriture dell'amore, la luce ha tutto concentrato in ogni atto solo.
"...Ecco la differenza fra chi opera o no in Essa come suo principio e fine. Tutti gli atti di chi opera in Essa sono legati al principio della luce dove fu formata la sua vita ed ebbe il suo primo atto di vita, la luce tiene in custodia questa vita, la difende e nulla di estraneo fa entrare nella sua luce, per formare uno dei portenti che solo la luce sa formare…." Gesù
"..Invece chi scende da questa luce, entra nell'oscuro carcere della sua volontà e, nel fare i suoi atti, attinge tenebre ed attinge tante tenebre (per) quanti atti forma, per formarsi una proprietà tutta di tenebre, tutta sua propria…" Gesù
Gesù dice che noi siamo creati per prendere la divina volontà ed averla come origine dei nostri atti. La Dv deve venire nel mio pensare, operare ecc... io dico: Signore, dammi come principio la divina volontà come principio del mio operato ma dev'essere anche il fine. Il punto d'arrivo per cui parlo, prego, opero, per il quale mi sveglio ecc... tutto per te mio Signore. Poi c'è il girare nella Creazione ecc... con i quali assorbiamo l'Universo. Noi dobbiamo fare che ogni nostro atto sia divinizzato. Questa luce che prendiamo fa di noi dei piccoli soli, noi prendiamo la luce e la irraggiamo. Ci crediamo che i nostri atti della nostra vita quotidiana possono essere piccoli soli che irradiano luce, amore ecc... in tutto il mondo? Ma se noi togliamo la divina volontà noi scendiamo nella tenebra e l'inganno della volontà umana sta nel fatto di pensare che se la vita ce la costruiremo noi senza Dio, noi saremo più felici e in pace. In questi giorni (del 25 aprile) c'è stata l'occasione della festa nazione, c'è stata l'occasione per dire a qualche persona in alto che ha detto: si pensava, 80 anni fa, che creando delle organizzazioni sovranazionali dopo la seconda Guerra Mondiale, come l'Onu, queste avrebbero garantito pace e sovranità al mondo intero. Purtroppo abbiamo visto che sono stati lacunosi ecc... // La pace non nasce dall'accordo di due volontà che si ammazzano ma la pace viene dall'alto. Noi abbiamo voluto costruire tanti organismi sovranazionali, abbiamo voluto espellere Dio dalla politica, dalle scuole, dalle famiglie e dalle Chiese e adesso ci stupiamo che le Chiese siano vuote. Ma se son vuote cosa ci devono venire a trovare le persone?
"..Invece chi scende da questa luce, entra nell'oscuro carcere della sua volontà e, nel fare i suoi atti, attinge tenebre ed attinge tante tenebre (per) quanti atti forma, per formarsi una proprietà tutta di tenebre, tutta sua propria. Le tenebre non sanno custodire, né difendere colui che vive in esse e, se fa qualche atto buono è sempre tenebroso, perché è legato da tenebre e siccome le tenebre non hanno virtù di saper difendere, entrano cose estranee alle stesse tenebre, entrano le molestie delle debolezze, i nemici delle passioni, i ladri agguerriti che precipitano la creatura nel peccato e giungono a precipitarla nelle tenebre eterne dove non c'è speranza di luce…" Gesù
"...Che differenza tra chi vive nella luce della mia Divina Volontà e chi vive come imprigionata nella sua umana volontà!" Gesù
Sono i giorni (del 26 al 29 aprile) sono i giorni del Buon Pastore, ad ogni modo nell'immagine del Buon Pastore, Gesù usa l'immagine del mercenario di colui che entra da un'altra porta e non gli interessa delle pecore. Il mercenario è la volontà umana e il Buon Pastore è la divina volontà. Il mercenario, siccome va ben vestito, pensiamo che lui ci difenderà? Ci darà l'impressione che staremo tranquilli ma dove c'è la volontà umana non c'è nessuno che ci difenda. Questa prigione tenebrosa ce la costruiamo noi per non facendo la Volontà di Dio.
Sempre infelici ed inquieti, ecco la diagnosi dell'uomo anche religioso e santo.
3 Settembre 1927
Fino a tanto che l’anima non fa regnare la Volontà Divina, sarà sempre infelice ed inquieta. Diversità di martirio di anima e di corpo. (22° volume)
“Figlia mia, fino a quando la creatura non giunge a far regnare la mia Divina Volontà in essa, in modo che da nessuno lato la possono turbare e spezzare la sua felicità sarà sempre infelice, sempre inquieta, perché sentirà in sé, per quanto buona, santa, dotta, ricca, che le manca la pienezza della felicità ed il mare della pace…." Gesù
Se qualche persona ha vissuto un'infanzia orrenda, ha vissuto certi episodi ecc... e ha un'esistenza ansiogena ecc..., se si può fare qualcosa con la scienza perché no? Ma aspettarsi che da queste scritti quasi magicamente quello che noi dovremmo fare attraverso le vie ordinarie che il Signore ci mette davanti è essere ingenui. Quando noi stiamo male e andiamo dall'esorcista, questa persona ci dice di andare dal medico ecc... un bravo esorcista fa le cose in ordine. Perché si sente dire: Padre, io faccio tanti giri e tanti atti ma mi sento sempre tanto triste ed infelice, capiamo qual è l'origine di tutto questo.
"..Quindi potrà essere a metà felice e dimezzata la sua pace e siccome non è intera, la metà che le manca avrà la via aperta per portare l’infelicità e il disturbo…" basterà che una persona ti faccia un commento fuori posto che tutta la tua santità si andrà a farsi benedire.
"..Ciò lo rende infelice, inquieto, perché vede che la sua bontà non è intera, è come a metà e l’altra metà che gli manca serve a torturarlo ed a infelicitarlo. Poveretto, come è chiaro che gli manca il regno della mia Divina Volontà, perché se regnasse in lui possederebbe la sorgente della bontà che gli direbbe: “Riposati, tutto è in tuo potere, sorgente di pazienza, di fermezza, di carità, di preghiera.” E sentendo in sé la sorgente, si sentirebbe distendere dentro e fuori di lui il mare della felicità e della pace e l’infelicità e l’inquietudine non troverebbe più la via per entrare in lui…" Gesù
Quando ti fondi nella divina volontà, prendi la pace divina e la vuoi portare da chi non la possiede. E tu la porti veramente. Con la divina volontà agisci alla divina arrivando a toccare tutto ciò che esiste.
"..Ora così succede nell’ordine soprannaturale: quel tale è buono, ma non sente in sé che possiede la sorgente della bontà, perché sente che, alle occasioni, la sua pazienza è debole, la sua fermezza nel bene è intermittente, la sua carità spesso spesso zoppica, la sua preghiera è incostante. Ciò lo rende infelice, inquieto, perché vede che la sua bontà non è intera, è come a metà e l’altra metà che gli manca serve a torturarlo ed a infelicitarlo…."
"...Un altro è santo, ma alle circostanze non sente in sé la sorgente della santità, la luce che tutto fa conoscere, tutto gli addita, la strada e la felicità, la conoscenza di Dio non è piena, l’eroismo delle virtù vacilla in lui, onde nonostante la sua santità non è felice, né pacifico, perché mancando il totale dominio del mio Fiat Divino, gli manca la sorgente della luce che eclissa il germe di tutti i mali e vi sostituisce la sorgente della felicità e della pace. Ecco perciò che fino a tanto che le creature non faranno regnare la mia Divina Volontà, nel mondo non si avrà neppure l’idea, né la conoscenza vera di ciò che significa pace vera e pienezza di felicità…" Gesù
I Santi hanno faticato tantissimo per arrivare al grado eroico di uso delle virtù, è vero che c'è la Grazia. Ma però per crescere nelle virtù e praticarle in grado eroico bisogna faticare tanto, praticarle, ripetere atti virtuosi fino a quando quei atti diventano un'abitudine. Devi continuare a compiere gli atti di virtù ma prendi oggi, prendi domani l'umiltà di Gesù nel divin volere, prendi e prendi alla fine veramente tutta l'umiltà di Gesù starà in te. Anziché lamentarci ecc.. speriamo in Dio, cerchiamolo, invochiamolo in tutti i nostri atti.
2 Giugno 1930
Come la Divina Volontà è pace e sicurezza. Dubbi e timori. Gesù solo autore delle legge. Necessità delle verità di Gesù. La sconfidenza, l'atto debole dei nostri secoli. (28° volume)
"Figlia mia, calmati, calmati, tu sai che Io non ho tollerato mai in te dubbi e timori, che sono stracci vecchi dell'umana volontà. Il mio Fiat Divino dove regna, non ammette queste miserie, perché per natura sua è pace e sicurezza e tale rende l'anima che si fa dominare dalla sua luce. Perciò Io non voglio da te se non che il tuo respiro, il tuo palpito, tutto l'essere tuo, non sia altro che Volontà mia ed amore. L'amore e la Divina Volontà unite insieme, formano la più grande offerta, il più bell’omaggio, che la creatura può fare al suo Creatore, l'atto che più assomiglia all'atto nostro. Perciò rimaniamo al nostro posto d'amarci sempre e di non interrompere mai il nostro amore. Una Volontà Divina sempre compiuta ed un amore mai interrotto, sono la cosa più grande che si possa trovare in Cielo ed in terra,..." Gesù
Gesù vuole solo questo.
MEDITAZIONE DI DON PIERPAOLO MARIA CILLA
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