Quinta meditazione Ritiro DV Alessandria, 9-10 Maggio 2026, don Pierpaolo Maria Cilla
Penultima meditazione. Partendo sempre dalla figura di San Francesco d'Assisi, ora vediamo il tema della perfetta letizia. Perché san Francesco scopre la perfetta letizia quando tocca il punto più basso. Noi, quando tocchiamo il fondo diciamo perfetta disperazione e san Francesco diceva perfetta letizia. Cioè aver fatto tutto per Dio ed essere respinto, umiliato, lasciato fuori al freddo dalle persone. San Francesco capì che la gioia non dipende dalle circostanze ma da qualcosa di più profondo.
Luisa va oltre a questa intuizione francescana. Si tratta della gioia dentro il dolore, chi vive nella divina volontà porta in sé la stessa natura di Gesù dove ogni palpito conteneva amore e dolore, morte e vita, dolore e gioia, lacrime e sorriso, ecc..
La vera felicità non viene dalla vicinanza da Gesù ma avviene dalla sua volontà, Luisa si sorprende quanta gente fortunata ha potuto incontrarlo. Ma Gesù gli dice che quella gente non era felice, la vera felicità viene dalla divina volontà come centro di vita dell'anima.
15 Aprile 1919
Le cose maggiori sono fatte dopo le minori e sono compimento e corona di queste. L’Umanità risorta di Gesù è simbolo di chi vivrà nel Voler Divino. (12° volume)
Ed io, interrompendo il dire di Gesù ho detto: “Gesù, amor mio, che tempi felici erano quelli, più felice quella gente che poteva, solo che lo volesse, avvicinarti, parlarti e stare con Te.” (Luisa)
E Gesù: “Ah! figlia mia, la vera felicità la porta la mia Volontà, solo Essa racchiude tutti i beni nell’anima e, facendosi corona intorno all’anima, la costituisce regina della vera felicità; esse sole saranno regine del mio trono, perché sono parto del mio Volere. E’ tanto vero questo, che quella gente non fu felice, molti mi videro, ma non mi conobbero, perché il mio Volere non risiedeva in loro come centro di vita, quindi, anche se mi videro rimasero infelici e solo quelli che ricevettero il bene di ricevere nei loro cuori il germe del mio Volere, si disposero a ricevere il bene di vedermi risorto…."
"...Ma pochi sono quelli che si dispongono a ciò, perché le anime, nella stessa santità, vogliono qualche cosa di proprio bene; invece la santità del vivere nel mio Volere, nulla, nulla ha di proprio, ma tutto di Dio e perchè le anime si dispongano a ciò cioè a spogliarsi dei beni propri, ci vuole troppo, perciò non saranno molti. Tu non sei nel numero dei molti, ma dei pochi; perciò sii sempre attenta alla chiamata ed al tuo volo continuo.” Gesù
Chi ha visto Gesù in carne ed ossa non è più felice di chi non l'ha visto. Se la Volontà di Dio non scorre nelle tue membra, una visione speciale diventa una responsabilità maggiore. La vera felicità arriva quando la divina volontà regna nell'anima e diviene centro di vita di tutta la nostra vita. Purtroppo noi viviamo in un clima materialista che misura solo ciò che è nel portafoglio.
La tristezza e la mestizia non entra nella divina volontà.
Luisa ha un'attacco di mestizia e Gesù non la consola umanamente ma le dice dell'altro.
13 Agosto 1921
La mestizia non entra nella Divina Volontà. La Divina Volontà contiene la sostanza di tutte le gioie, la fonte di tutte le felicità. (13° volume)
Mi sentivo molto afflitta ed il mio amabile Gesù, muovendosi nel mio interno mi ha detto:
“Figlia mia, coraggio, non ti voglio afflitta, perché tutto l’essere di chi vive nella mia Volontà, è sfiorato dal sorriso del Cielo, dal contento dei beati, dalla pace dei santi. La mia Volontà contiene la sostanza di tutte le gioie, la fonte di tutte le felicità e chi vive nel mio Volere, anche nel dolore sente impastati insieme: dolore e gioia, lacrime e sorriso, amarezza e dolcezza. Il contento è inseparabile dalla mia Volontà…..
Or, questi figli, parto del mio Volere, perché si riconosca che sono i miei figli, devono rassomigliare, tenere gli stessi modi della Madre che li ha partoriti, se si vedono mesti, saranno messi fuori dal Cielo e sarà detto loro: “Nel nostro soggiorno non entra la mestizia.” Non faranno breccia nelle creature, perché, vedendoli mesti, metteranno in dubbio che siano i veri figli legittimi del mio Volere e poi, chi è mesto non ha la grazia d’insinuarsi negli altri, di vincerli e dominarli; chi è mesto non è capace di eroismo e di darsi a bene di tutti. Molte volte questi figli restano abortiti e muoiono al parto, senza uscire alla luce del Divin Volere.” Gesù
A volte la tristezza e mestizia sono conseguenza di ferite che ci portiamo dalla nostra infanzia, ecc... ma nella divina volontà noi abbiamo la sorgente della gioia e basterebbe che noi facessimo i passi iniziali per vivere nella divina volontà… liberati da tutti i pensieri, svuotati, distaccati, liberati, dai a tutto a Gesù, svuotati dei tuoi interessi, progetti, ecc...
Gesù è il Paraclito, ci fa da segretario. Quanto più dai le cose a Gesù le cose vanno a posto mentre se opero io sono disastri. La mestizia/ tristezza non è umiltà e non è neppure santità. C'è un pianto santo, chi piange per i peccati, per il Regno e chi piange per cose umane non soddisfatte. Questa mestizia è segno che il Fiat non regna ancora nell'anima. Come faccio con il coniuge che mi trascura? Risposta del don: fino a quando farai dipendere la felicità dal coniuge, non sarai mai felice. Gesù dice di rinunciare alla tua volontà, alla volontà di vedere il coniuge più affettuoso...quando tu rinunzierai alla tua volontà, il Signore lo cambierà. La Madonna sotto la Croce sotto lo strazio di vedere suo Figlio morto in Croce non aveva perso la gioia e la pace. Dolore e gioia sempre insieme, lacrime e sorrisi.
16 Febbraio 1924
Ogni palpito del cuore di Gesù le portava un nuovo dolore, nuove gioie e contenti. (16 ° volume) se vogliamo possiamo leggercelo per conto nostro
Chi vive nel Fiat è sempre uguale a sé stesso, cioè non produce anime eccitabili, altalenanti capaci di grandi entusiasmi ed abbattimenti ma anime costanti, sempre uguali come la luce, senza mutarsi.
6 Gennaio 1927
L’anima che vive nel Voler Divino è sempre uguale a se stessa. L’ordine della provvidenza nell’incarnazione e nelle manifestazioni dei Santi Magi. (20° volume)
L’anima che vive nel Voler Divino è sempre uguale a se stessa. L’ordine della provvidenza nell’incarnazione e nelle manifestazioni dei Santi Magi.
Stavo facendo i miei soliti atti nel Supremo Volere ed il mio dolce Gesù è uscito dal mio interno e stendendomi le braccia, mi ha abbracciata ma mi ha stretto tanto forte a Sé che io sono rimasta tutta coperta da Gesù poi mi ha detto: “Figlia mia, non sono contento se non ti vedo tutta coperta di Me e tanto sperduta in Me, da non riconoscere più te in te, ma solo Me in te”. .. Gesù // solo Dio può dire una cosa del genere.
Poi ha soggiunto: “Figlia mia, chi vive nella mia Volontà è sempre uguale a se stesso, i suoi atti simboleggiano la luce che si diffonde ugualmente dietro, avanti, a destra ed a sinistra, tutt’al più se contiene più forza di luce si allarga di più ma sempre uguale si diffonde nell’allargare la circonferenza di luce intorno a sé. Ora siccome gli atti fatti nel mio Volere…… Gesù
O gli atti della nostra vita quotidiana fatti nel divin volere o recuperando gli atti compiuti da Gesù (atti attuali) o gli atti che noi mettiamo (giri). Quando io vado nell'atto della divina volontà e dico: ti riconosco divina volontà che profumi nella rosa, faccio mio il tuo profumo e lo offro al Padre perché venga il Tuo Regno.
"...gli atti fatti nel mio Volere simboleggiano la luce, come l’atto della creatura entra in esso così abbraccia il passato, il presente ed il futuro e non difettando di pienezza di luce si allarga ovunque e prende come in un sol colpo tutti, nella circonferenza della sua luce interminabile. Perciò a chi vive nel Fiat Divino nessuno per quanto bene faccia, può dire: “io sono simile a te”, però essa sola può dire: “io sono simile a Colui che mi ha creata. Ciò che fa Lui faccio io, una è la luce che ci investe, una è la forza, una è la volontà”. Gesù
Dio ci ha fatti a sua immagine e somiglianza, Dio agisce nel passato, presente e futuro e l'anima che entra nel divin volere fa lo stesso.
Concludiamo con l'immagine della pace imperturbabile. L'anima che compie la sua vita nel fiat, nutrendosi di questi scritti ecc.. quest'anima è portatrice di pace imperturbabile.
20 Settembre 1929
Come Gesù solo ha i vocaboli sufficienti per parlare della Divina Volontà. Come la creatura può dire: posseggo tutto. Come la Divina Volontà dove regna forma il suo Paradiso. (26° volume)
La mia piccola intelligenza va sempre spaziandosi nel mare immenso del Divin Volere ed appena sa ritenere le goccioline delle tante verità ed innumerevoli bellezze che le appartengono. Oh! Volontà inarrivabile, amabile ed adorabile, chi mai potrà dire di te il tutto che Tu sei e narrare la tua lunga ed eterna storia? …
Luisa si trova sovrastata dalla divina volontà nonostante abbia passato tanti anni con lei.
"...Basta dire che il mio Volere Divino è tutto, racchiude tutto, se una sol virgola le mancasse di tutto ciò che esiste, in Cielo ed in terra, non si potrebbe chiamare Tutto. Quindi la creatura per entrare nel mio Fiat, deve svuotarsi di tutto, ridursi a quel punto quando il suo Creatore, chiamandola dal nulla, le dava l'esistenza, e come la forza creatrice della mia Divina Volontà la creava bella, svuotata di tutto e riempita solo della vita di Colui che l'aveva creata, così sarà dell'anima che si fa investire di nuovo dalla forza creatrice del mio Fiat, la sua luce ed il suo calore la svuoteranno e la ridurranno bella come uscì dal nulla e l'ammetteranno a vivere nel tutto della mia Volontà e la creatura in Essa respirerà il tutto, si sentirà tutta santità, tutt'amore, tutta bellezza, perché il tutto del mio Fiat Divino la terrà nel suo mare, dove il tutto starà a sua disposizione, nessuna cosa le sarà data a metà o in piccola proporzione. Perché chi è tutto sa darsi tutto, non a misura e solo nel mio Volere la creatura può dire: posseggo tutto, anzi il tutto è mio…." Gesù
"..."Figlia mia, la creatura che vive nel mio Fiat avrà il gran bene di possedere un Volere Divino in terra, che le sarà portatore di pace imperturbabile, di fermezza immutabile. Il mio Fiat la crescerà in modo Divino, in ogni atto che farà le darà un sorso del nostro Essere Divino per fare che non ci sia alcuna qualità che non accentri in questa creatura. Non solo questo, ma il mio Volere si diletterà di chiudere in lei la mia Divina Volontà felicitante con cui felicita tutti i beati, affinché neppure questa manchi in chi vive in Essa, in modo che quando verrà nella nostra Patria Celeste porterà come in trionfo d'aver vissuto, nel nostro Fiat, il suo Paradiso di gioia e di felicità tutte divine e mentre verrà a trovare altre beatitudini più sorprendenti, perché il mio Volere non si esaurisce mai, ha sempre da dare, la creatura troverà le sue gioie e la felicità che le ha racchiuso la mia Volontà stando in terra. Perciò elevati sempre più in Essa, allarga i tuoi confini, perché quanto più di Volontà Divina prenderai in terra, tanto più crescerà la nostra Vita in te e più felicità e gioie racchiuderai nell'anima tua e quanto più ne porterai, tanto di più te ne sarà data in Cielo, nella nostra Patria Celeste."
Sia tutto a gloria di Dio e compimento della tua Santissima Volontà.
Deo Gratias.
Siamo ancora principianti di questa vita, chi sta iniziando a camminare in questa vita può essere testimone di come la pace sta entrando (seppur in modo imperfetto) nei loro cuori. Non significa una pace senza dolore ma è una pace di continua di presenza di Dio.
Il dolore che porti in questo momento lo stai accogliendo con rassegnazione, con pieno abbandono nella volontà di Dio affinché Gesù possa deporre la tua gioia.
CATECHESI DI DON PIERPAOLO MARIA CILLA
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