Gesù chiede a Luisa riparazione per il dolore provocato in Lui dai peccati di vanità, lusso e moda, che non sono compatibili con una vita autenticamente cristiana. Gesù spiega i danni che tali cose producono nell'anima e smaschera i falsi ragionamenti con cui le creature umane giustificano tali comportamenti (primo fra tutti il proverbio: "l'abito non fa il monaco"). Libro di cielo volume 6,
capitolo 36, 26 Aprile 1904, 23 Agosto 2018
26 Aprile 1904
L’abito non fa il monaco.
La questione che Gesù afferma: molte persone devote (non i mondani peccatori) e sacerdoti intenti alla vanità, al lusso e alla moda e avvallate dal detto l'abito non fa il monaco e Gesù che spiega quale grande problema per loro costituisce, quanto ostacoli la ricezione e la comprensione della grazia e quanto dolore dia a Gesù. E smaschera l'illusione che l'esteriore non fa nulla interiormente o sono cose che posso fare tanto non ci sono attaccato. Bisogna essere risoluti a vivere in senso contrario; i problemi di Gesù sono vanità, lusso e moda. Siamo nel 1904 e fra qualche anno i pastorelli di Fatima avrebbero tuonato di stare lontano dalla moda e dal lusso e chiunque dovrebbe interiorizzarlo. L'ascolto mi apre alla ricezione di cose nuove e dobbiamo concedere la buona fede anche a noi, magari stiamo facendo qualcosa di sbagliato ma non lo sappiamo. Impariamo ad ascoltare la voce della propria
coscienza, scopriremo che la nostra coscienza ci stava dicendo qualcosa. Quando la coscienza suona un campanellino, noi cristiani non dobbiamo montare le difese e raccontarci le bugie (scambiare la vanità per decoro, il lusso è giustificato con il buon gusto, presentarsi in maniera dignitosa), la moda (imitazione di un modo di vestire diffuso dato che fanno tutti così). La vanità interiore è la vanagloria che si attribuisce a sè il bene che fa e se ne vanta, la vanità esteriore consiste nel superare le norme della pulizia e del decoro.
Un figlio di Dio e o della Divina Volontà non deve vivere nel lusso (salvo casi in cui si è costretti), la moda non vale per la Chiesa. Non vanno seguite le mode esteriori.Ci vuole sempre un decoro."..oh! quanto mi sento defraudato della gloria che mi deve la creatura e che con tanta sfacciataggine mi nega e questo persino da parte delle persone che si dicono devote.”..dice Gesù. Noi dobbiamo glorificare Dio anche con il nostro corpo (San Paolo). Non possiamo abbandonare il nostro corpo all'impurità. Cioè Modestia. Uno modesto non è vanitoso.Più siamo vicini al nostro essere naturale, i tre Gloria al Padre per riparare e una donna santa ha la Madonna come modello.Il Credo recitato.....tu che stai attento alla moda, ci credi a Dio?
"..l’azione esterna ha tanta forza di penetrare all’interno, da formare una veste materiale all’anima e quando il tocco divino la tocca, non lo sentono vivo, perché hanno la veste fangosa che investe l’anima e, non sentendo la vivacità della grazia, questa o viene respinta o resta infruttuosa.." La veste fangosa qual'è? la Vanità. E' come se le cose di lusso creassero uno schermo all'anima rendendo infruttuosa l'opera di Dio. Tu amerai nell'interno di ciò che esternamente ti circonda.
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mercoledì 26 agosto 2026
sabato 22 agosto 2026
Niente Purgatorio per chi vive nella Divina Volontà
Gesù le rivela che chi giunge a saper dire e vivere: "il tuo Volere è tutto per me", partecipa pienamente della sua Umanità santissima, tutto consuma e non passerà per il Purgatorio. Gli atti dell'anima fusa nell'Umanità di Gesù vengono fatti propri da Lui e nulla può andare perduto. Libro di cielo volume 6, capitoli 18 e 19, 8 e 12 Febbraio 1904, 14 Agosto 2018
08 Febbraio 1904 Una delle qualità di Gesù è il dolore. Per chi vive della sua Santissima Volontà non esiste il purgatorio.
12 Febbraio 1904 Lamenti dell’anima, Gesù la quieta.
Questi capitoletti contengono informazioni circa il Vivere nella Divina Volontà: il non passaggio nella sosta del Purgatorio e secondo l'assunzione nella Divinità di Gesù e quindi la divinizzazione degli atti delle persone che vivono nella Divina Volontà. Qui Gesù non fa grandi lezioni però qua incomincia inizia a far comprendere che stiamo entrando in un orizzonte nuovo. Non passare per il Purgatorio (come dice #sanGiovannidellaCroce) vuol dire avere un' alto tasso di purificazione (attraverso la notte dello spirito); la notte dei sensi dove avviene la purificazione attraverso tutto ciò che avviene i nostri sensi. Purificazione dello spirito, la volontà viene strappata da tutto ciò che è terreno e tutto viene unito a Dio.
Qua Luisa dice: "Dolce mio bene, in quanto a me, non voglio altro che la tua Santissima Volontà, io non guardo né se mi dolgo, né se godo, ma il tuo Volere è tutto per me.". Dire questa frase e viverla vuol dire fare il balzo della fede. Chi di noi direbbe a Nostro Signore: vai tranquillo, fai quello che Vuoi. Questa è la quintessenza della santità. Il Purgatorio tocca a chi vive fuori di Gesù (a chi vive contro Gesù, vanno all'inferno), vivere fuori vuol dire che non è tanto addentro alla sua umanità perchè ha delle paure, delle riserve e trattiene delle cose per sè (leggi il Giovane Ricco che era attaccato ai beni)...nella Divina Volontà viene tutto esplicitato il contenuto del Vangelo rettamente capita.
Quelli che si accontentano di osservare i 10 comandamenti ma di fronte ai consigli evangelici hanno problemi (a perdonare il prossimo, ecc..), chi osserva i 10 comandamenti sta al sicuro (perchè all'inferno ci va chi trasgredisce), o quelli che si tengono qualcosa (stima propria, affetti, attaccamento terreno, ecc... che impediscono la fusione con la Divina Volontà). Se tu stai al livello della fusione (Gesù..ed Io posso dire: “Tu sei il mio occhio, la mia bocca, il mio cuore, le mie mani ed i miei piedi.” E l’anima può dire viceversa: “Gesù Cristo è il mio occhio, la mia bocca, il mio cuore, le mie mani ed i miei piedi.”..). Siamo capaci di dire, senza scherzare di offrirci a Gesù al 100%? Non c'è la spersonalizzazione ma una personalizzazione della propria identità, quando ci si fonde le nostre azioni che si compiono converge nell'Umanità di Gesù. Altrimenti molte opere vanno disperse.
La Divinità non guarda niente di noi se non attraverso Gesù e la sua Santissima Umanità, ogni cosa che esce da questa Umanità non è guardata con compiacenza (lo dice anche San Paolo) se opero tutto deve compiersi per mezzo del Signore Gesù Cristo (l'Imitazione di Cristo). La progressiva conformazione a quella del Maestro e il presupposto è quella frase che Luisa ha pronunciato.
08 Febbraio 1904 Una delle qualità di Gesù è il dolore. Per chi vive della sua Santissima Volontà non esiste il purgatorio.
12 Febbraio 1904 Lamenti dell’anima, Gesù la quieta.
Questi capitoletti contengono informazioni circa il Vivere nella Divina Volontà: il non passaggio nella sosta del Purgatorio e secondo l'assunzione nella Divinità di Gesù e quindi la divinizzazione degli atti delle persone che vivono nella Divina Volontà. Qui Gesù non fa grandi lezioni però qua incomincia inizia a far comprendere che stiamo entrando in un orizzonte nuovo. Non passare per il Purgatorio (come dice #sanGiovannidellaCroce) vuol dire avere un' alto tasso di purificazione (attraverso la notte dello spirito); la notte dei sensi dove avviene la purificazione attraverso tutto ciò che avviene i nostri sensi. Purificazione dello spirito, la volontà viene strappata da tutto ciò che è terreno e tutto viene unito a Dio.
Qua Luisa dice: "Dolce mio bene, in quanto a me, non voglio altro che la tua Santissima Volontà, io non guardo né se mi dolgo, né se godo, ma il tuo Volere è tutto per me.". Dire questa frase e viverla vuol dire fare il balzo della fede. Chi di noi direbbe a Nostro Signore: vai tranquillo, fai quello che Vuoi. Questa è la quintessenza della santità. Il Purgatorio tocca a chi vive fuori di Gesù (a chi vive contro Gesù, vanno all'inferno), vivere fuori vuol dire che non è tanto addentro alla sua umanità perchè ha delle paure, delle riserve e trattiene delle cose per sè (leggi il Giovane Ricco che era attaccato ai beni)...nella Divina Volontà viene tutto esplicitato il contenuto del Vangelo rettamente capita.
Quelli che si accontentano di osservare i 10 comandamenti ma di fronte ai consigli evangelici hanno problemi (a perdonare il prossimo, ecc..), chi osserva i 10 comandamenti sta al sicuro (perchè all'inferno ci va chi trasgredisce), o quelli che si tengono qualcosa (stima propria, affetti, attaccamento terreno, ecc... che impediscono la fusione con la Divina Volontà). Se tu stai al livello della fusione (Gesù..ed Io posso dire: “Tu sei il mio occhio, la mia bocca, il mio cuore, le mie mani ed i miei piedi.” E l’anima può dire viceversa: “Gesù Cristo è il mio occhio, la mia bocca, il mio cuore, le mie mani ed i miei piedi.”..). Siamo capaci di dire, senza scherzare di offrirci a Gesù al 100%? Non c'è la spersonalizzazione ma una personalizzazione della propria identità, quando ci si fonde le nostre azioni che si compiono converge nell'Umanità di Gesù. Altrimenti molte opere vanno disperse.
La Divinità non guarda niente di noi se non attraverso Gesù e la sua Santissima Umanità, ogni cosa che esce da questa Umanità non è guardata con compiacenza (lo dice anche San Paolo) se opero tutto deve compiersi per mezzo del Signore Gesù Cristo (l'Imitazione di Cristo). La progressiva conformazione a quella del Maestro e il presupposto è quella frase che Luisa ha pronunciato.
venerdì 7 agosto 2026
Dalla Verna alla Passione interna
Terza meditazione Ritiro DV Alessandria, 9-10 Maggio 2026, don Pierpaolo Maria Cilla
Abbiamo visto San Francesco che si spoglia, abbiamo visto Gesù che spoglia Luisa dagli attaccamenti delle creature. Poi abbiamo visto san Francesco sposo della povertà, e Gesù che esorta Luisa a trasformarsi in Lui e a formare un cuore solo con Lui. Insegnando un modo semplice per vivere con Gesù. Adesso il Signore ci porta alla Verna. Lì san Francesco ricevette le 5 piaghe di Gesù impresse nel suo corpo e le stigmate sono il segno come la massima partecipazione alla Passione del Signore. Luisa è stata stigmatizzata ma ha ottenuto la possibilità che rimanessero invisibili. San Francesco porta i segni della croce e Luisa entra nella Passione che la divinità ha fatto soffrire all'umanità di Gesù per tutta la sua vita nel suo interno.
Il primo carnefice di Gesù non sono stati i giudei ma è stato l'amore.
25 Novembre 1909 Tanto in Gesù come nelle anime, il primo lavorio lo fa l’amore. (9° volume)
Trovandomi nel solito mio stato, stavo pensando all’agonia di Gesù nell’orto e, facendosi vedere appena, …. " Luisa
Per prima cosa vediamo il modo di pregare di Luisa. Lei mette in movimento le tre facoltà dell'anima quando vuole pregare: 1) ricorda un'evento della vita di Gesù (in questo caso l'agonia di Gesù nel Getsemani) 2° mette in moto l'intelligenza pensando a ciò che è avvenuto e ciò che sta avvenendo adesso - perché gli atti di Gesù sono atti sempre presenti in quanto divini. 3°) La volontà è il motore con cui agisco. E quindi una volta che noi entriamo nell'agonia di Gesù possiamo fare tutto: abbracciare Gesù sofferente e dargli quella compagnia che non ha avuto, possiamo fare nostre le pene di Gesù ecc... ecco come si prega nella divina volontà.
"... il benedetto Gesù mi ha detto: “Figlia mia, gli uomini non fecero altro che lavorare la scorza della mia Umanità e l’amore eterno mi lavorò tutto l’interno, sicché nella mia agonia, non gli uomini, ma l’amore eterno, l’amore immenso, l’amore incalcolabile, l’amore nascosto mi aprì larghe ferite, mi trafisse con chiodi infuocati, mi coronò con spine ardenti, mi abbeverò con fiele bollente; sicché la mia povera Umanità, non potendo contenere tante specie di martiri in un medesimo tempo, sboccò fuori larghi rivi di sangue, si contorceva e giunse a dire: “Padre, se è possibile togli da Me questo calice, però non la mia, ma la tua Volontà sia fatta.”
Noi nella nostra società focalizziamo la nostra vista solo a ciò che si vede. A ciò che appare. E anche le tante devozioni riguardanti la devozione alla Passione del Signore, sono un modo per ricordare i dolori esterni di Gesù. Ma Gesù dice che i dolori che gli hanno fatto le persone sono solo la superficie. Domanda: l'amore noi l'abbiamo mai conosciuto? Noi siamo stati fatti dall'amore e siamo chiamati a vivere nell'amore. Ma questa parola che sulla bocca di tutti, ne abbiamo mai fatto esperienza d'amore? Quando la persona amata è fonte di martirio per me, fino a quando non sperimento il martirio non posso dire di amare quella persona. Il dolore è solo uno strumento per sconfiggere il male. Eppure il don, facendo esperienza di matrimoni in crisi, il don si rende conto che le cose vanno fino a quando le cose del matrimonio vanno come dice il coniuge. Quando non vanno come dice lui, il coniuge smette d'amare.
"..Sicché tutto ciò che soffrii nel corso della Passione, lo soffrii tutto insieme nell’agonia, ma in modo più intenso, più doloroso, più intimo, perché l’amore mi penetrò fin nelle midolla delle ossa e nelle fibre più intime del cuore, dove mai potevano giungere le creature, ma l’amore arriva a tutto, non c’è cosa che gli possa resistere. Onde il mio primo carnefice fu l’amore…"
L'amore può essere motivo di patire. Quando si patisce o si dispera o si ama. La terza cosa non è data. Il senso del patire o lo troviamo nel puro soffrire che non è cristiano o nel puro amare che è cristiano.
10 Agosto 1916 Come nella Volontà di Dio le nostre pene si trovano insieme con quelle di Gesù. (11° volume)
Continuando il mio solito stato, mi sentivo amareggiato per la privazione del mio amabile Gesù e mi lamentavo con Lui ché ogni privazione che mi faceva era una morte che mi dava e morte crudele, in quanto mentre si sente la morte, non si può morire……………. Figlia mia, non vuoi prendere parte alle mie pene? La morte che senti della mia privazione, non è altro che un’ombra delle pene delle morti che sentii per la perdita delle anime, perciò offri a Me la morte che senti per raddolcire le tante morti crudeli che subì la mia Umanità, .." Gesù
Oggi non si soffre più per la perdita di tante anime che muoiono in peccato mortale e che vanno all'inferno. Quando una volta la vita era più semplice e calma, la gente cristiana tutto accettava pazientemente, anche i tradimenti e le percosse del coniuge e le cattiverie dei figli, tutto accettava pur di salvare anche un'anima sola dalla dannazione eterna. Perché le anime costano e Gesù lo sa bene. Lui ha "pagato" il prezzo di ogni anima e il suo più grande dolore è vedere precipitare all'inferno di tante anime. Abisso dal quale non si esce più e non si smetterà mai più di soffrire pene inimmaginabili. Ma per salvare anche un'anima siamo disposti a tutto? Normalmente siamo entusiasti di salvare un'anima ma quando poi il Signore ci accontenta, appena arrivano dei dolori abbiamo subito il moto di ribellione. Il Signore non ti deve dare le stigmate per salvare le anime ma quel fratello umano che parla male di te. Perché dietro le stigmate potrebbe esserci il vanto: vedi, io sono come san Francesco e tu no.
L'apparire, il voler essere sempre migliore e superiore degli altri. No. Le pene più gradite al Signore sono quelle più nascoste alle persone. Il Signore quando ci fa dei piccoli corredentori, dovremmo sentirci più onorati che maltrattati. Arriva l'esperienza della Croce? Gesù dà questa indicazione concreta a Luisa: questa pena che tu hai, falla scorrere nella mia volontà e vi troverai la mia pena.
"..fai scorrere questa pena nella mia Volontà e vi troverai la mia ed unendosi insieme correrà a bene di tutti, specie per quelli che stanno per cadere nell’abisso; se la terrai per te, si formeranno delle nuvole tra Me e te e la corrente del mio Volere verrà spezzata tra te e Me, le tue pene non troveranno le mie, non ti potrai diffondere a bene di tutti e vi sentirai tutto il peso. Invece, se tutto ciò che potrai soffrire, lo farai scorrere nel mio Volere, per te non ci saranno nuvole e le stesse pene ti porteranno luce ed apriranno nuove correnti di unione, d’amore e di grazie.” Gesù
Detto in altre parole, i tuoi dolori non siano tuoi ma dalli a Gesù con un'atto di volontà, riportandoti alle pene di Gesù e mettendo le tue pene nelle Sue. E dato che le pene di Gesù si diffondono a bene di tutte le anime, tu diventi corredentore, i dolori vanno a rattoppare i disastri causati dal peccato, a consolare le anime che non ce la fanno più a soffrire. Gesù diventa un'areo supersonico nelle quali depone le tue monete d'oro che le sofferenze ti causano e Gesù le porta ovunque. Anche se non appare visibilmente è reale questo mondo.
Gesù promette a chi fa ciò un ritorno d'amore e di grazie.
Gesù parla di cos'è accaduto in Cielo quando Luisa pativa offrendola nella divina volontà
4 Gennaio 1919 Effetti delle pene sofferte nella Volontà di Dio. ( volume 12)
Continuando il mio solito stato, stavo tutta afflitta per la privazione del mio dolce Gesù…. la sofferenza più grande di Luisa. Anche se non lo vedeva, Luisa cercava di starne unita facendo le Ore della Passione come mezzo speciale per stare assieme a Gesù.
(Luisa) Cercavo però di stare unita con Lui, facendo le ore della passione, era proprio quella di Gesù sulla croce, quando improvvisamente, l’ho sentito nel mio interno, che giungendo le mani e con voce articolata ha detto:
“Padre mio, accetta il sacrificio di questa mia figlia, il dolore che sente della mia privazione; non vedi come soffre? Il dolore la rende come senza vita, priva di Me, tanto che, sebbene nascosto, son costretto a soffrirlo insieme per darle forza, altrimenti soccomberebbe. Deh! o Padre, accettalo unito al dolore che sentii sulla croce quando fui abbandonato anche da Te e concedi che la privazione che sente di Me sia luce, conoscenza, Vita Divina nelle altre anime e tutto ciò che impetrai Io col mio abbandono.”
Se la nostra sofferenza l'immergiamo nella divina volontà, Gesù la sente nel suo cuore e si mette a pregare il Suo Padre, non solo per noi ma perché quella nostra sofferenza si tramuti in grazie di luce, conversione, pace ecc.. per tante anime. Chi oserà disprezzare un piccolo patimento o una piccola rinuncia della vita? Gesù quando voleva rifugiarsi andava dentro Luisa.
Onde, verso sera, il benedetto Gesù è venuto appena ed ha soggiunto: “Figlia e rifugio mio, che dolce armonia faceva la tua pena oggi nella mia Volontà! La mia Volontà è in Cielo e la tua pena, trovandosi nella mia Volontà, armonizzava in Cielo e col suo grido chiedeva alla Trinità Sacrosanta anime e, scorrendo la mia Volontà in tutti gli angeli e i santi, la tua pena chiedeva loro anime, tanto che tutti sono rimasti colpiti dalla tua armonia, ed insieme con la tua pena tutti hanno gridato innanzi alla mia Maestà: anime, anime. La mia Volontà scorreva in tutte le creature e la tua pena ha toccato tutti i cuori ed ha gridato a tutti: salvatevi, salvatevi. Questa mia Volontà si accentrava in te e, come fulgido sole, si metteva a guardia di tutti per convertirli. Vedi che gran bene! Eppure chi studia di conoscere il valore, il prezzo incalcolabile del mio Volere?”
Il dolore nascosto di Luisa, fatto scorrere in unione con la divina volontà, fa più rumore di tante prediche. Perché è un vociare in Paradiso che si crea grazie a quel movimento che noi gettiamo nella divina volontà. Poi Gesù mostra a Luisa la Passione che nessuno ha visto.
4 Febbraio 1919 La Passione interna che la Divinità fece soffrire all’Umanità di Gesù durante di tutta la sua Vita. (12° volume)
Continuando il mio solito, per circa tre giorni mi sentivo sperduta in Dio, molte volte il buon Gesù mi tirava nella sua santissima Umanità ed io nuotavo nel mare immenso della Divinità, oh! quante cose si vedevano, come si vedeva chiaro tutto ciò che operava la Divinità nella Umanità e spesso spesso il mio Gesù interrompeva le mie sorprese e mi diceva: “Vedi, figlia mia, con quale eccesso d’amore amai la creatura, la mia Divinità fu gelosa di affidare alla creatura il compito della Redenzione facendomi soffrire la Passione. La creatura era impotente a farmi morire tante volte per quante creature erano uscite e dovevano uscire alla luce del creato e per quanti peccati mortali avrebbe avuto la disgrazia di commettere…."
Gesù dice che per quanto è stato torturato, flagellato, per quanto gli hanno sputato addosso, ecc... le persone non avrebbero potuto infliggere sulla sua umanità per quanti peccati mortali e per quante creature sarebbero venute alla luce e si sarebbero macchiate.
"...E non credere che questo lavorio della mia Divinità incominciò tardi, ma non appena fu compiuto il mio concepimento, fin nel seno della mia Mamma, che molte volte era a giorno delle mie pene e restava martirizzata e sentiva la morte insieme a Me. Sicché fin dal seno materno la mia Divinità prese l’impegno di carnefice amoroso, ma perché amoroso più esigente ed inflessibile,......sicché tante spine per quanti pensieri cattivi, tanti chiodi per quante opere indegne, tanti colpi per quanti piaceri, tante pene per quanta diversità di offese; perciò erano mari di pene, spine, chiodi e colpi innumerevoli. Innanzi alla Passione che mi diede la Divinità, la Passione che mi diedero le creature negli ultimi miei giorni non fu altro che ombra, immagine di ciò che mi fece soffrire la mia Divinità nel corso della mia Vita, perciò amo tanto le anime, sono vite che mi costano, sono pene inconcepibili a mente creata, perciò entra dentro la mia Divinità e vedi e tocca con mano ciò che soffrii.” Gesù
E anche noi dovremmo apprezzare ogni singola anima, persino le anime non ancora create che Dio vorrebbe creare e che l'uomo e la donna dicono di no. La croce del Calvario era piccola, ma la vera Passione di Gesù durò tutta la vita. Per ognuna anima Gesù ha dato una vita.
Chi è stato a sostenere Gesù nell'orto degli Ulivi? Non Pietro, Giacomo e Giovanni.
19 Novembre 1921 I due appoggi. Per conoscere le verità è necessario che ci sia la volontà e il desiderio di conoscerle. Le verità devono essere semplici. (13° volume)
Stavo facendo compagnia al mio Gesù agonizzante nell’orto di Getsemani e per quanto mi era possibile lo compativo,... " è paradossale ciò che sta dicendo Luisa. Perché i sacerdoti sono così ostili e non capiscono Luisa? Perché se un'anima, nel 1921 dice di far compagnia a Gesù non sta bene con la testa. Gesù è morto secoli prima. Ma nel dv questo è il bello, Gesù ci ha spalancato l'ambito dell'eternità dove non c'è tempo e dove c'è eternità. Gesù nel Vangelo ringrazia il Padre perchè ha nascosto queste perle di Cielo ai dotti e ai sapiente e le ha rivelate agli umili.
Gesù ci sta invitando a non scherzare con il peccato.
"..la mia Umanità comprese tutta l’enormità ed ogni delitto armato di spada per uccidermi, portava l’impronta “morte ad un Dio”. Innanzi alla Divinità la colpa mi compariva così orrida e più orribile della stessa morte; nel capire solo che significa peccato, Io mi sentivo morire e morivo davvero, gridai al Padre e fu inesorabile;.." Gesù
Se vuoi fare qualcosa durante l'adorazione puoi entrare nelle agonie di Gesù e troverai Gesù sofferente e cosa fai - nel divin volere - vedendo Gesù nell'orto?
“Figlia mia, dura e penosa fu la mia agonia nell’orto, forse più penosa di quella della croce, perché se questa fu compimento e trionfo su tutti, qui nell’orto fu principio ed i mali si sentono più prima che quando sono finiti, ma in questa agonia la pena più straziante fu quando mi si fecero innanzi uno per uno tutti i peccati, la mia Umanità comprese tutta l’enormità ed ogni delitto armato di spada per uccidermi, portava l’impronta “morte ad un Dio”. Innanzi alla Divinità la colpa mi compariva così orrida e più orribile della stessa morte; nel capire solo che significa peccato, Io mi sentivo morire e morivo davvero, gridai al Padre e fu inesorabile; non ci fu uno che almeno mi desse un aiuto per non farmi morire, gridai a tutte le creature che avessero pietà di Me, ma invano, sicché la mia Umanità languiva e stavo per ricevere l’ultimo colpo della morte, ma sai tu chi impedì l’esecuzione e sostenne la mia Umanità a non morire? Prima fu la mia inseparabile Mamma, Lei nel sentirmi chiedere aiuto volò al mio fianco e mi sostenne ed Io poggiai il mio braccio destro su di Lei, la guardai quasi morente e trovai in Essa l’immensità della mia Volontà integra, perché non c’era mai stata rottura tra la Volontà mia e la sua…." Gesù
Gesù sta dicendo che se non avesse avuto aiuto sarebbe morto nell'Orto degli Ulivi. La Mamma di Gesù viveva nel divin volere ma con la sua anima poteva bilocarsi dove voleva. La Madonna nel divin volere ha sempre il primo posto in tutto. Quando entri nella volontà di Dio agisce come Dio, e ti trovi di colpo ovunque.
"..La mia Volontà è Vita e siccome la Volontà del Padre era irremovibile e la morte mi sarebbe venuta dalle creature, un’altra creatura che racchiudeva la Vita della mia Volontà mi avrebbe dato la vita ed ecco che la Mamma mia, nel portento della mia Volontà, mi concepì e mi fece nascere nel tempo ed ora mi dava una seconda volta la vita per farmi compiere l’opera della Redenzione…" Gesù
Era la divina volontà che agiva nella Madonna e non ha mai fatto nulla di apparente.
"...Poi guardai a sinistra e trovai la piccola figlia del mio Volere, trovai te come prima, col seguito delle altre figlie della mia Volontà; e siccome volli con Me la mia Mamma come primo anello della misericordia, perché dovevamo aprire le porte a tutte le creature, perciò volli poggiare la destra; volli te come primo anello di giustizia, per impedire che questa si sgravasse su tutte le creature come meritano, perciò volli poggiare la sinistra, affinché la sostenessi insieme con Me. Onde, con questi due poggi Io mi sentii ridare la vita e come se nulla avessi sofferto, con passo fermo andai incontro ai nemici…." Gesù
Gesù dice che oltre a Luisa c'erano i piccoli figli e figlie del divin volere. La passione interna di Gesù non è solo da contemplare, ma questi non servono solo per essere contemplati. Dobbiamo smettere di essere spettatori e diventare piccoli corredentori e fare compagnia a Gesù.
Sicuramente hai un dolore che ti stai portando addosso ed è arrivato il momento di farlo scorrere nel divin volere per farlo diventare causa di salvezza di anime. Bastarebbe solo immergerlo nella volontà di Dio.
MEDITAZIONE DI DON PIERPAOLO MARIA CILLA
Abbiamo visto San Francesco che si spoglia, abbiamo visto Gesù che spoglia Luisa dagli attaccamenti delle creature. Poi abbiamo visto san Francesco sposo della povertà, e Gesù che esorta Luisa a trasformarsi in Lui e a formare un cuore solo con Lui. Insegnando un modo semplice per vivere con Gesù. Adesso il Signore ci porta alla Verna. Lì san Francesco ricevette le 5 piaghe di Gesù impresse nel suo corpo e le stigmate sono il segno come la massima partecipazione alla Passione del Signore. Luisa è stata stigmatizzata ma ha ottenuto la possibilità che rimanessero invisibili. San Francesco porta i segni della croce e Luisa entra nella Passione che la divinità ha fatto soffrire all'umanità di Gesù per tutta la sua vita nel suo interno.
Il primo carnefice di Gesù non sono stati i giudei ma è stato l'amore.
25 Novembre 1909 Tanto in Gesù come nelle anime, il primo lavorio lo fa l’amore. (9° volume)
Trovandomi nel solito mio stato, stavo pensando all’agonia di Gesù nell’orto e, facendosi vedere appena, …. " Luisa
Per prima cosa vediamo il modo di pregare di Luisa. Lei mette in movimento le tre facoltà dell'anima quando vuole pregare: 1) ricorda un'evento della vita di Gesù (in questo caso l'agonia di Gesù nel Getsemani) 2° mette in moto l'intelligenza pensando a ciò che è avvenuto e ciò che sta avvenendo adesso - perché gli atti di Gesù sono atti sempre presenti in quanto divini. 3°) La volontà è il motore con cui agisco. E quindi una volta che noi entriamo nell'agonia di Gesù possiamo fare tutto: abbracciare Gesù sofferente e dargli quella compagnia che non ha avuto, possiamo fare nostre le pene di Gesù ecc... ecco come si prega nella divina volontà.
"... il benedetto Gesù mi ha detto: “Figlia mia, gli uomini non fecero altro che lavorare la scorza della mia Umanità e l’amore eterno mi lavorò tutto l’interno, sicché nella mia agonia, non gli uomini, ma l’amore eterno, l’amore immenso, l’amore incalcolabile, l’amore nascosto mi aprì larghe ferite, mi trafisse con chiodi infuocati, mi coronò con spine ardenti, mi abbeverò con fiele bollente; sicché la mia povera Umanità, non potendo contenere tante specie di martiri in un medesimo tempo, sboccò fuori larghi rivi di sangue, si contorceva e giunse a dire: “Padre, se è possibile togli da Me questo calice, però non la mia, ma la tua Volontà sia fatta.”
Noi nella nostra società focalizziamo la nostra vista solo a ciò che si vede. A ciò che appare. E anche le tante devozioni riguardanti la devozione alla Passione del Signore, sono un modo per ricordare i dolori esterni di Gesù. Ma Gesù dice che i dolori che gli hanno fatto le persone sono solo la superficie. Domanda: l'amore noi l'abbiamo mai conosciuto? Noi siamo stati fatti dall'amore e siamo chiamati a vivere nell'amore. Ma questa parola che sulla bocca di tutti, ne abbiamo mai fatto esperienza d'amore? Quando la persona amata è fonte di martirio per me, fino a quando non sperimento il martirio non posso dire di amare quella persona. Il dolore è solo uno strumento per sconfiggere il male. Eppure il don, facendo esperienza di matrimoni in crisi, il don si rende conto che le cose vanno fino a quando le cose del matrimonio vanno come dice il coniuge. Quando non vanno come dice lui, il coniuge smette d'amare.
"..Sicché tutto ciò che soffrii nel corso della Passione, lo soffrii tutto insieme nell’agonia, ma in modo più intenso, più doloroso, più intimo, perché l’amore mi penetrò fin nelle midolla delle ossa e nelle fibre più intime del cuore, dove mai potevano giungere le creature, ma l’amore arriva a tutto, non c’è cosa che gli possa resistere. Onde il mio primo carnefice fu l’amore…"
L'amore può essere motivo di patire. Quando si patisce o si dispera o si ama. La terza cosa non è data. Il senso del patire o lo troviamo nel puro soffrire che non è cristiano o nel puro amare che è cristiano.
10 Agosto 1916 Come nella Volontà di Dio le nostre pene si trovano insieme con quelle di Gesù. (11° volume)
Continuando il mio solito stato, mi sentivo amareggiato per la privazione del mio amabile Gesù e mi lamentavo con Lui ché ogni privazione che mi faceva era una morte che mi dava e morte crudele, in quanto mentre si sente la morte, non si può morire……………. Figlia mia, non vuoi prendere parte alle mie pene? La morte che senti della mia privazione, non è altro che un’ombra delle pene delle morti che sentii per la perdita delle anime, perciò offri a Me la morte che senti per raddolcire le tante morti crudeli che subì la mia Umanità, .." Gesù
Oggi non si soffre più per la perdita di tante anime che muoiono in peccato mortale e che vanno all'inferno. Quando una volta la vita era più semplice e calma, la gente cristiana tutto accettava pazientemente, anche i tradimenti e le percosse del coniuge e le cattiverie dei figli, tutto accettava pur di salvare anche un'anima sola dalla dannazione eterna. Perché le anime costano e Gesù lo sa bene. Lui ha "pagato" il prezzo di ogni anima e il suo più grande dolore è vedere precipitare all'inferno di tante anime. Abisso dal quale non si esce più e non si smetterà mai più di soffrire pene inimmaginabili. Ma per salvare anche un'anima siamo disposti a tutto? Normalmente siamo entusiasti di salvare un'anima ma quando poi il Signore ci accontenta, appena arrivano dei dolori abbiamo subito il moto di ribellione. Il Signore non ti deve dare le stigmate per salvare le anime ma quel fratello umano che parla male di te. Perché dietro le stigmate potrebbe esserci il vanto: vedi, io sono come san Francesco e tu no.
L'apparire, il voler essere sempre migliore e superiore degli altri. No. Le pene più gradite al Signore sono quelle più nascoste alle persone. Il Signore quando ci fa dei piccoli corredentori, dovremmo sentirci più onorati che maltrattati. Arriva l'esperienza della Croce? Gesù dà questa indicazione concreta a Luisa: questa pena che tu hai, falla scorrere nella mia volontà e vi troverai la mia pena.
"..fai scorrere questa pena nella mia Volontà e vi troverai la mia ed unendosi insieme correrà a bene di tutti, specie per quelli che stanno per cadere nell’abisso; se la terrai per te, si formeranno delle nuvole tra Me e te e la corrente del mio Volere verrà spezzata tra te e Me, le tue pene non troveranno le mie, non ti potrai diffondere a bene di tutti e vi sentirai tutto il peso. Invece, se tutto ciò che potrai soffrire, lo farai scorrere nel mio Volere, per te non ci saranno nuvole e le stesse pene ti porteranno luce ed apriranno nuove correnti di unione, d’amore e di grazie.” Gesù
Detto in altre parole, i tuoi dolori non siano tuoi ma dalli a Gesù con un'atto di volontà, riportandoti alle pene di Gesù e mettendo le tue pene nelle Sue. E dato che le pene di Gesù si diffondono a bene di tutte le anime, tu diventi corredentore, i dolori vanno a rattoppare i disastri causati dal peccato, a consolare le anime che non ce la fanno più a soffrire. Gesù diventa un'areo supersonico nelle quali depone le tue monete d'oro che le sofferenze ti causano e Gesù le porta ovunque. Anche se non appare visibilmente è reale questo mondo.
Gesù promette a chi fa ciò un ritorno d'amore e di grazie.
Gesù parla di cos'è accaduto in Cielo quando Luisa pativa offrendola nella divina volontà
4 Gennaio 1919 Effetti delle pene sofferte nella Volontà di Dio. ( volume 12)
Continuando il mio solito stato, stavo tutta afflitta per la privazione del mio dolce Gesù…. la sofferenza più grande di Luisa. Anche se non lo vedeva, Luisa cercava di starne unita facendo le Ore della Passione come mezzo speciale per stare assieme a Gesù.
(Luisa) Cercavo però di stare unita con Lui, facendo le ore della passione, era proprio quella di Gesù sulla croce, quando improvvisamente, l’ho sentito nel mio interno, che giungendo le mani e con voce articolata ha detto:
“Padre mio, accetta il sacrificio di questa mia figlia, il dolore che sente della mia privazione; non vedi come soffre? Il dolore la rende come senza vita, priva di Me, tanto che, sebbene nascosto, son costretto a soffrirlo insieme per darle forza, altrimenti soccomberebbe. Deh! o Padre, accettalo unito al dolore che sentii sulla croce quando fui abbandonato anche da Te e concedi che la privazione che sente di Me sia luce, conoscenza, Vita Divina nelle altre anime e tutto ciò che impetrai Io col mio abbandono.”
Se la nostra sofferenza l'immergiamo nella divina volontà, Gesù la sente nel suo cuore e si mette a pregare il Suo Padre, non solo per noi ma perché quella nostra sofferenza si tramuti in grazie di luce, conversione, pace ecc.. per tante anime. Chi oserà disprezzare un piccolo patimento o una piccola rinuncia della vita? Gesù quando voleva rifugiarsi andava dentro Luisa.
Onde, verso sera, il benedetto Gesù è venuto appena ed ha soggiunto: “Figlia e rifugio mio, che dolce armonia faceva la tua pena oggi nella mia Volontà! La mia Volontà è in Cielo e la tua pena, trovandosi nella mia Volontà, armonizzava in Cielo e col suo grido chiedeva alla Trinità Sacrosanta anime e, scorrendo la mia Volontà in tutti gli angeli e i santi, la tua pena chiedeva loro anime, tanto che tutti sono rimasti colpiti dalla tua armonia, ed insieme con la tua pena tutti hanno gridato innanzi alla mia Maestà: anime, anime. La mia Volontà scorreva in tutte le creature e la tua pena ha toccato tutti i cuori ed ha gridato a tutti: salvatevi, salvatevi. Questa mia Volontà si accentrava in te e, come fulgido sole, si metteva a guardia di tutti per convertirli. Vedi che gran bene! Eppure chi studia di conoscere il valore, il prezzo incalcolabile del mio Volere?”
Il dolore nascosto di Luisa, fatto scorrere in unione con la divina volontà, fa più rumore di tante prediche. Perché è un vociare in Paradiso che si crea grazie a quel movimento che noi gettiamo nella divina volontà. Poi Gesù mostra a Luisa la Passione che nessuno ha visto.
4 Febbraio 1919 La Passione interna che la Divinità fece soffrire all’Umanità di Gesù durante di tutta la sua Vita. (12° volume)
Continuando il mio solito, per circa tre giorni mi sentivo sperduta in Dio, molte volte il buon Gesù mi tirava nella sua santissima Umanità ed io nuotavo nel mare immenso della Divinità, oh! quante cose si vedevano, come si vedeva chiaro tutto ciò che operava la Divinità nella Umanità e spesso spesso il mio Gesù interrompeva le mie sorprese e mi diceva: “Vedi, figlia mia, con quale eccesso d’amore amai la creatura, la mia Divinità fu gelosa di affidare alla creatura il compito della Redenzione facendomi soffrire la Passione. La creatura era impotente a farmi morire tante volte per quante creature erano uscite e dovevano uscire alla luce del creato e per quanti peccati mortali avrebbe avuto la disgrazia di commettere…."
Gesù dice che per quanto è stato torturato, flagellato, per quanto gli hanno sputato addosso, ecc... le persone non avrebbero potuto infliggere sulla sua umanità per quanti peccati mortali e per quante creature sarebbero venute alla luce e si sarebbero macchiate.
"...E non credere che questo lavorio della mia Divinità incominciò tardi, ma non appena fu compiuto il mio concepimento, fin nel seno della mia Mamma, che molte volte era a giorno delle mie pene e restava martirizzata e sentiva la morte insieme a Me. Sicché fin dal seno materno la mia Divinità prese l’impegno di carnefice amoroso, ma perché amoroso più esigente ed inflessibile,......sicché tante spine per quanti pensieri cattivi, tanti chiodi per quante opere indegne, tanti colpi per quanti piaceri, tante pene per quanta diversità di offese; perciò erano mari di pene, spine, chiodi e colpi innumerevoli. Innanzi alla Passione che mi diede la Divinità, la Passione che mi diedero le creature negli ultimi miei giorni non fu altro che ombra, immagine di ciò che mi fece soffrire la mia Divinità nel corso della mia Vita, perciò amo tanto le anime, sono vite che mi costano, sono pene inconcepibili a mente creata, perciò entra dentro la mia Divinità e vedi e tocca con mano ciò che soffrii.” Gesù
E anche noi dovremmo apprezzare ogni singola anima, persino le anime non ancora create che Dio vorrebbe creare e che l'uomo e la donna dicono di no. La croce del Calvario era piccola, ma la vera Passione di Gesù durò tutta la vita. Per ognuna anima Gesù ha dato una vita.
Chi è stato a sostenere Gesù nell'orto degli Ulivi? Non Pietro, Giacomo e Giovanni.
19 Novembre 1921 I due appoggi. Per conoscere le verità è necessario che ci sia la volontà e il desiderio di conoscerle. Le verità devono essere semplici. (13° volume)
Stavo facendo compagnia al mio Gesù agonizzante nell’orto di Getsemani e per quanto mi era possibile lo compativo,... " è paradossale ciò che sta dicendo Luisa. Perché i sacerdoti sono così ostili e non capiscono Luisa? Perché se un'anima, nel 1921 dice di far compagnia a Gesù non sta bene con la testa. Gesù è morto secoli prima. Ma nel dv questo è il bello, Gesù ci ha spalancato l'ambito dell'eternità dove non c'è tempo e dove c'è eternità. Gesù nel Vangelo ringrazia il Padre perchè ha nascosto queste perle di Cielo ai dotti e ai sapiente e le ha rivelate agli umili.
Gesù ci sta invitando a non scherzare con il peccato.
"..la mia Umanità comprese tutta l’enormità ed ogni delitto armato di spada per uccidermi, portava l’impronta “morte ad un Dio”. Innanzi alla Divinità la colpa mi compariva così orrida e più orribile della stessa morte; nel capire solo che significa peccato, Io mi sentivo morire e morivo davvero, gridai al Padre e fu inesorabile;.." Gesù
Se vuoi fare qualcosa durante l'adorazione puoi entrare nelle agonie di Gesù e troverai Gesù sofferente e cosa fai - nel divin volere - vedendo Gesù nell'orto?
“Figlia mia, dura e penosa fu la mia agonia nell’orto, forse più penosa di quella della croce, perché se questa fu compimento e trionfo su tutti, qui nell’orto fu principio ed i mali si sentono più prima che quando sono finiti, ma in questa agonia la pena più straziante fu quando mi si fecero innanzi uno per uno tutti i peccati, la mia Umanità comprese tutta l’enormità ed ogni delitto armato di spada per uccidermi, portava l’impronta “morte ad un Dio”. Innanzi alla Divinità la colpa mi compariva così orrida e più orribile della stessa morte; nel capire solo che significa peccato, Io mi sentivo morire e morivo davvero, gridai al Padre e fu inesorabile; non ci fu uno che almeno mi desse un aiuto per non farmi morire, gridai a tutte le creature che avessero pietà di Me, ma invano, sicché la mia Umanità languiva e stavo per ricevere l’ultimo colpo della morte, ma sai tu chi impedì l’esecuzione e sostenne la mia Umanità a non morire? Prima fu la mia inseparabile Mamma, Lei nel sentirmi chiedere aiuto volò al mio fianco e mi sostenne ed Io poggiai il mio braccio destro su di Lei, la guardai quasi morente e trovai in Essa l’immensità della mia Volontà integra, perché non c’era mai stata rottura tra la Volontà mia e la sua…." Gesù
Gesù sta dicendo che se non avesse avuto aiuto sarebbe morto nell'Orto degli Ulivi. La Mamma di Gesù viveva nel divin volere ma con la sua anima poteva bilocarsi dove voleva. La Madonna nel divin volere ha sempre il primo posto in tutto. Quando entri nella volontà di Dio agisce come Dio, e ti trovi di colpo ovunque.
"..La mia Volontà è Vita e siccome la Volontà del Padre era irremovibile e la morte mi sarebbe venuta dalle creature, un’altra creatura che racchiudeva la Vita della mia Volontà mi avrebbe dato la vita ed ecco che la Mamma mia, nel portento della mia Volontà, mi concepì e mi fece nascere nel tempo ed ora mi dava una seconda volta la vita per farmi compiere l’opera della Redenzione…" Gesù
Era la divina volontà che agiva nella Madonna e non ha mai fatto nulla di apparente.
"...Poi guardai a sinistra e trovai la piccola figlia del mio Volere, trovai te come prima, col seguito delle altre figlie della mia Volontà; e siccome volli con Me la mia Mamma come primo anello della misericordia, perché dovevamo aprire le porte a tutte le creature, perciò volli poggiare la destra; volli te come primo anello di giustizia, per impedire che questa si sgravasse su tutte le creature come meritano, perciò volli poggiare la sinistra, affinché la sostenessi insieme con Me. Onde, con questi due poggi Io mi sentii ridare la vita e come se nulla avessi sofferto, con passo fermo andai incontro ai nemici…." Gesù
Gesù dice che oltre a Luisa c'erano i piccoli figli e figlie del divin volere. La passione interna di Gesù non è solo da contemplare, ma questi non servono solo per essere contemplati. Dobbiamo smettere di essere spettatori e diventare piccoli corredentori e fare compagnia a Gesù.
Sicuramente hai un dolore che ti stai portando addosso ed è arrivato il momento di farlo scorrere nel divin volere per farlo diventare causa di salvezza di anime. Bastarebbe solo immergerlo nella volontà di Dio.
MEDITAZIONE DI DON PIERPAOLO MARIA CILLA